Trapani, Unicredit finanzia la ristrutturazione del palazzo ex sede della Banca d’Italia

La ristrutturazione dell’ex sede della Banca d’Italia in piazza Scarlatti a Trapani finalizzata alla trasformazione in una residenza turistica alberghiera verrà finanziata da Unicredit con la concessione di un finanziamento ipotecario green di 3,7 milioni di euro. Il restauro dell’immobile, che venne realizzato sul sito del Teatro Garibaldi, demolito a seguito dei gravi danni subiti dalle sue fabbriche nel corso dei bombardamenti aerei del 1943 e successivamente ricostruito intorno al 1950 per farne una prestigiosa sede della Banca d’Italia, rappresenta uno dei più importanti e apprezzabili progetti di riqualificazione urbana della città di Trapani.

L’immobile verrà progettato secondo i principi del restauro conservativo

In dettaglio, l’edificio sarà strutturato su tre piani fuori terra, oltre al piano copertura e al piano interrato. Nell’ottica del riuso a scopo turistico ricettivo, l’immobile verrà progettato secondo i principi del restauro conservativo e verrà posta particolare attenzione all’implementazione di tutti i comfort propri della ricettività di alto livello. Ciò si traduce nella creazione di un organismo di alta qualità architettonica naturalmente inserito nel suo contesto storico e in grado di fornire i più elevati standard di accoglienza per soddisfare le esigenze di una clientela cosmopolita.

Falcone: «Importanti potenzialità di riconversione urbana»

Queste le dichiarazioni di Ruggiero Falcone, amministratore unico della Palazzo Garibaldi Trapani srl: «Abbiamo acquistato l’immobile intuendo le potenzialità legate a un’operazione di restauro e riconversione urbana importante, legandola alle crescenti esigenze della provincia di Trapani in merito a un’offerta di turismo di qualità. Sarà gestito da Oriana Homèl, realtà italiana consolidata nell’accoglienza di stile che propone, ormai con successo nel territorio nazionale, un proprio modello ibrido tra casa e hotel».

Malandrino: «Valorizziamo l’attrattività del territorio»

Gli ha fatto eco Salvatore Malandrino, Regional manager Sicilia di UniCredit: «La banca è impegnata a sostenere tutte quelle iniziative imprenditoriali in grado di valorizzare l’attrattività del territorio e il potenziale in termini di ricettività. Un impegno che si traduce in un supporto concreto, che fa leva su un’offerta di prodotti e servizi dedicati e una presenza capillare in Sicilia».

Poste italiane, il dietro le quinte dello spot per le Olimpiadi 2026

Al Teatro 18 di Cinecittà, a Roma, ha preso forma lo spot di Poste Italiane dedicato alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Il Gruppo è premium logistics partner dell’evento. Un mese di preparazione tecnica, due giorni di riprese e oltre 50 professionisti coinvolti tra attori e atleti professionisti in varie discipline invernali. Il TgPoste ha dedicato un servizio per mostrare il dietro le quinte delle registrazioni, realizzate con l’utilizzo di 110 sacchi di neve sparata su una superficie di 500 metri quadri. Grazie anche all’intelligenza artificiale è stato realizzato un fondale con una risoluzione 18K per ricreare le condizioni di illuminazione delle Dolomiti in maniera ultra realistica, modificabile e personalizzabile in base alle esigenze di scena. Sullo sfondo, in continuità con quanto fatto nel 2025, torna la grande musica italiana con il brano Ci vuole un fisico bestiale di Luca Carboni, scelto come voce pensiero del protagonista, Giacomo di Poste italiane. Di seguito il video.

Universitas Mercatorum, l’Anvur conferma il giudizio positivo

Universitas Mercatorum, ateneo del Gruppo Multiversity, ha ottenuto dall’Anvur – l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca – il giudizio “Soddisfacente” nell’ambito dell’accreditamento periodico, confermando la solidità del progetto scientifico e didattico dell’ateneo e la capacità dell’università di innovarsi secondo standard d’eccellenza. Il rapporto rappresenta una verifica rigorosa della qualità, dell’efficienza e dell’efficacia di tutte le attività del polo. L’analisi ha valutato positivamente l’organizzazione, l’offerta formativa, la governance e i processi di assicurazione della qualità previsti dal sistema AVA 3, oggi riferimento nazionale per la valutazione degli atenei italiani. Un processo che posiziona Mercatorum al pari di altri atenei statali e privati da tempo riconosciuti per il loro valore accademico all’interno del sistema universitario nazionale. Anche l’Università San Raffaele Roma, sempre di Multiversity, nel 2025 era stata giudicata “Soddisfacente”.

Il rettore Cannata: «Una conferma della nostra validità e serietà»

«Il giudizio espresso dall’Anvur rappresenta un risultato di grande rilievo per Universitas Mercatorum», ha detto il rettore Giovanni Cannata. «È una conferma autorevole della solidità del nostro sistema di assicurazione della qualità, della validità dei processi messi in atto e della serietà del lavoro svolto negli anni. Questo traguardo è il frutto dell’impegno condiviso di tutta la comunità accademica – docenti, personale tecnico-amministrativo e studenti – e costituisce al tempo stesso uno stimolo a proseguire con determinazione nel percorso di miglioramento continuo e di crescita dell’Ateneo». Il risultato si affianca al riconoscimento di Eurostat come Research entity. Universitas Mercatorum è stata la prima università telematica a ottenere questa qualifica, a conferma del suo ruolo anche nella ricerca scientifica.

Philip Morris Italia lancia una sales academy con 200 nuovi ingressi in azienda

Un investimento su persone, competenze e occupazione qualificata. Philip Morris Italia ha annunciato l’avvio di una nuova sales academy che porterà all’ingresso in azienda di 200 risorse per un percorso di formazione e sviluppo della durata di 24 mesi. Obiettivo ultimo attrarre talenti per costruire i professionisti del business del futuro. Le nuove risorse saranno inserite nel ruolo di business builder e coinvolte nelle attività della filiera commerciale dell’azienda, a supporto del processo di trasformazione del business verso i prodotti senza fumo.

Cosa prevede il programma formativo

L’iniziativa si inserisce in un contesto occupazionale che vede Philip Morris Italia contare oltre 3.200 dipendenti nelle due affiliate italiane e una filiera integrata del Made in Italy che coinvolge più di 44 mila persone a livello nazionale. La sales academy è progettata per sviluppare competenze professionali, commerciali e relazionali ad alto valore aggiunto, accompagnando le nuove risorse in un percorso strutturato di crescita e specializzazione. Il programma formativo prevede moduli dedicati alla comprensione delle priorità di business, corsi operativi sull’utilizzo dei principali sistemi e tool aziendali, lo sviluppo di competenze funzionali e relazionali, oltre a un focus sulla capacità di comunicare in modo chiaro, fattuale ed efficace.

Frega: «Così attraiamo e valorizziamo nuovi talenti»

Queste le dichiarazioni di Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia: «Le persone sono il vero motore della trasformazione della nostra azienda e della sua competitività. Per questo, pur in un contesto globale complesso, continuiamo a investire nel Paese e nel capitale umano. Con questo programma intendiamo attrarre e valorizzare nuovi talenti, offrendo opportunità di lavoro e di formazione di alto livello».

Maggi: «Formazione pilastro centrale della nostra strategia»

Per Leandro Maggi, direttore People & culture di Philip Morris Italia: «La formazione rappresenta un pilastro centrale della nostra strategia. Con la sales academy offriamo un percorso di apprendimento strutturato, in linea con l’evoluzione del mercato e con le esigenze di sviluppo delle persone. La trasformazione di Philip Morris passa infatti anche dalla capacità di sviluppare competenze nuove e sempre più specialistiche». Con questa iniziativa, Philip Morris Italia rafforza il proprio impegno a favore dell’occupazione qualificata e dello sviluppo dei talenti, confermandosi un attore industriale capace di generare valore economico e sociale per il Paese. Il processo di selezione, a cura del dipartimento People & culture, è già attivo attraverso il sito di Philip Morris International e le piattaforme LinkedIn e Indeed.

Cna e Unicredit, accordo per l’innovazione digitale e la crescita dimensionale delle pmi

La Cna, Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa, e Unicredit hanno sottoscritto un importante accordo di collaborazione con l’obiettivo di rafforzare l’accesso al credito, supportare l’innovazione digitale e la crescita dimensionale da parte delle micro, piccole e medie aziende. La Cna associa 620 mila imprenditori che forniscono lavoro a 1,2 milioni di persone. Grazie alla partnership, le imprese associate a Cna potranno beneficiare di una maggiore facilità di accesso a servizi consulenziali, percorsi formativi, iniziative congiunte e soluzioni finanziarie dedicate, sviluppate in coerenza con i principali driver della trasformazione economica contemporanea – sostenibilità, digitalizzazione, internazionalizzazione, innovazione.

A disposizione degli associati di Cna il modello di servizio buddy

Unicredit, nell’intento di supportare gli associati di Cna in ogni esigenza, mette a disposizione anche il modello di servizio buddy, flessibile e di valore, che ben si concilia con l’attività professionale di artigiani, micro e piccole imprese e lavoratori autonomi, nonché di persone fisiche che hanno l’esigenza di essere supportati, sempre, in qualunque momento della giornata, con un servizio di assistenza dedicato e un catalogo prodotti e servizi, in self e non, tra i più completi sul mercato. L’accordo intende anche favorire una maggiore interazione tra le reti territoriali di Cna e Unicredit, promuovendo eventi congiunti, rafforzando i rapporti a livello locale per generare impatti concreti sulla quotidianità delle imprese associate e supportando la conoscenza presso la platea delle Cna territoriali e delle imprese loro associate delle tematiche Esg, con un’offerta di prodotti e servizi bancari orientati alla sostenibilità, con una particolare attenzione alle imprese che intraprendono percorsi di miglioramento in ambito ambientale, sociale e di governance.

Areni: «Così sosteniamo le imprese del settore artigiano»

Queste le dichiarazioni di Annalisa Areni, head of Client strategies di UniCredit Italia: «Vogliamo sostenere e valorizzare le imprese del settore artigiano, protagoniste del progresso economico e sociale del Paese. Questo accordo si inserisce pienamente in questo percorso volto ad accompagnare le pmi nei percorsi di crescita e innovazione digitale. Unicredit conferma così il proprio impegno nel rispondere alle reali esigenze degli imprenditori, mettendo a disposizione un ecosistema completo e integrato di soluzioni pensate per favorire lo sviluppo e la competitività delle loro attività».

Gregorini: «Soluzioni mirate per digitalizzazione e sostenibilità»

Gli ha fatto eco Otello Gregorini, segretario generale della Cna: «La partnership con Unicredit è di rilevanza strategica per gli associati Cna. Accanto a soluzioni finanziarie e prodotti mirati per rafforzare l’accesso al credito da parte della platea di artigiani, micro e piccole imprese, la collaborazione, che coinvolge il sistema dei Confidi, offre un concreto supporto agli imprenditori attraverso prodotti e servizi che rispondono a una ampia gamma di esigenze per superare le sfide della digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale».

Teknel entra a far parte del Gruppo Pagliani

Passa di mano la storica azienda Teknel, attiva nel settore difesa e focalizzata sulla realizzazione di schelter dual use ad alto contenuto tecnologico. L’azienda, riconosciuta a livello internazionale, propone sia prodotti propri che realizzazioni su specifiche di clienti nazionali ed internazionali. Fondata dalla famiglia Arcangeli e condotta sino ad oggi dai fratelli Filippo e Fabio, entra a far parte del Gruppo Pagliani del giovane capitano d’industria Anthony Martini. L’operazione è stata promossa da Andrea Di Bari (legalis business consulting) mentre i consulenti di parte sono stati Roberto Rinaldi e Gianfranco Martinelli, titolari degli omonimi studi, rispettivamente per la Teknel e la Pagliani Srl. La nuova proprietà, che sta per varare un importante piano industriale, potrà continuare a contare sul prezioso supporto dei fratelli Arcangeli.

Poste italiane, oltre 150 mila richieste di passaporto da quando è attivo il servizio

Poste italiane continua il suo percorso di innovazione al servizio dei cittadini, rafforzando l’offerta e rendendo più semplice l’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. Sono 150.652 le richieste di rilascio e rinnovo del passaporto presentate presso gli uffici postali italiani. L’iniziativa, attiva in 4.574 sedi – tra gli uffici postali nei comuni con meno di 15 mila abitanti e quelli situati nei grandi centri urbani – rappresenta una risposta concreta all’esigenza di semplificare le procedure, ridurre i tempi di attesa e offrire un’alternativa comoda, capillare e facilmente accessibile per ottenere il documento.

L’iniziativa semplifica la burocrazia e riduce il divario tra aree urbane e piccoli centri

Il servizio di rilascio e rinnovo dei passaporti negli uffici postali è stato avviato inizialmente nei piccoli centri e nelle aree più remote nell’ambito del progetto Polis, l’iniziativa che prevede la trasformazione di quasi 7 mila uffici postali, situati in comuni con meno di 15 mila abitanti, in sportelli unici di prossimità in grado di offrire numerosi servizi della pubblica amministrazione. Successivamente, grazie all’estensione dell’accordo con il ministero dell’Interno, il servizio è stato reso disponibile anche nelle grandi città. Attualmente è possibile richiedere il passaporto in 4.157 uffici postali Polis e in 417 uffici postali di grandi città distribuiti in centri urbani come Bologna, Verona, Roma, Cagliari, Vicenza, Monza, Venezia, Perugia, Ferrara, Milano e Napoli. L’ampliamento del servizio continuerà progressivamente fino a coprire l’intera rete nazionale. Oltre a semplificare la burocrazia, l’iniziativa contribuisce a ridurre il divario tra aree urbane e territori meno serviti, portando un contributo rilevante agli abitanti delle località più isolate d’Italia. Ne è un esempio Terranova di Pollino, in provincia di Potenza, dove i cittadini erano costretti a percorrere fino a 150 chilometri per ottenere il passaporto.

Verona e Vicenza le province con il maggior numero di richieste

Il progetto, avviato nel 2024, nasce con l’obiettivo di valorizzare la capillarità della rete degli uffici postali per rendere i servizi pubblici più vicini e accessibili ai cittadini. I risultati confermano il successo dell’iniziativa. Al 5 febbraio 2026, come accennato sopra, sono già state presentate 150.652 richieste di rilascio e rinnovo del passaporto, di cui 110.885 presso i 4.157 uffici Polis attivi nei comuni con meno di 15 mila abitanti, e 39.767 negli altri 417 uffici postali presenti nei grandi centri urbani. Tra i comuni che fanno parte del progetto Polis spiccano per numeri di richieste quelli della provincia di Verona (12.250), Vicenza (11.485), Monza (7.808) e Bergamo (7.741).

Come si richiede il passaporto in posta

Il procedimento per richiedere il passaporto presso gli uffici postali è semplice e veloce. È sufficiente presentare un documento di identità valido, il codice fiscale, due fotografie e corrispondere l’importo di 42,70 euro, oltre al contrassegno telematico da 73,50 euro. L’importo va versato utilizzando i canali messi a disposizione da Poste italiane presso gli uffici postali e sulle piattaforme online, oppure mediante i diversi Prestatori di servizi di pagamento (Psp) che aderiscono al servizio. In caso di rinnovo, è necessario consegnare anche il vecchio passaporto o la denuncia di smarrimento o furto. Gli operatori degli uffici postali raccolgono i dati biometrici (impronte digitali e foto) e inviano la documentazione all’ufficio di Polizia competente. Nelle grandi città il servizio è disponibile su prenotazione che può essere effettuata registrandosi sul sito di Poste italiane. Il servizio prevede la possibilità di consegna a domicilio del passaporto, scelta effettuata dal 79 per cento dei cittadini nei piccoli centri e dal 32 per cento dei residenti nelle grandi città.

Intesa Sanpaolo partecipa al viaggio della Fiamma olimpica a Milano

Intesa Sanpaolo, banking premium partner delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, partecipa al viaggio della Fiamma olimpica nel suo percorso di avvicinamento ai Giochi Invernali. Per la tappa finale di Milano, le filiali della banca di piazza Cordusio e via Verdi sono state allestite con grafiche per evocare l’atmosfera della manifestazione sportiva. Sono state oltre 280 le persone di Intesa, tra cui esponenti del top management, che hanno partecipato come tedofori nel percorso iniziato a Roma il 6 dicembre 2025. Durante il percorso milanese della Fiamma, giovedì 5 febbraio, si alterneranno nel ruolo di tedofori in rappresentanza della Banca Stefano Barrese, responsabile della divisione Banca dei territori, Tommaso Corcos, responsabile Wealth management divisions, Gaetano Miccichè, chairman della divisione IMI Corporate Investment banking e International banks e Paola Papanicolaou, responsabile International banks division.

Tra i tedofori anche Stefano Lucchini e Roberto Bolle

L’appuntamento conclusivo del viaggio della Fiamma Olimpica è previsto il 6 febbraio con la partecipazione tra i tedofori di Stefano Lucchini, chief Institutional affairs and External communication officer di Intesa Sanpaolo e Roberto Bolle, brand ambassador della banca tra i protagonisti della campagna pubblicitaria che celebra la forza della comunità e l’orgoglio nazionale, valorizzando a pieno il contributo che il Gruppo Intesa offre alla crescita collettiva.

Intesa condivide con le Olimpiadi i valori di inclusione, solidarietà e rispetto delle diversità

Intesa Sanpaolo sostiene Milano Cortina 2026 perché i valori profondi dei Giochi olimpici e paralimpici invernali rispecchiano quelli che guidano quotidianamente l’azione del Gruppo guidato da Carlo Messina. La banca, punto di riferimento dei territori, condivide principi come inclusione, sostenibilità, solidarietà e rispetto delle diversità, oltre alla convinzione che lo sport sia un potente motore di crescita collettiva. Questi valori sono al centro della missione di Intesa Sanpaolo, impegnata a promuovere coesione e sviluppo nelle comunità in cui opera. Il sostegno va oltre la semplice visibilità dell’evento, è un’opportunità condivisa per rafforzare il legame con il territorio e contribuire alla promozione dell’identità e dell’eccellenza italiane nel mondo.

Credit Agricole in Italia, i risultati del 2025: utile netto a 1,4 miliardi di euro

Nel 2025 il gruppo Credit Agricole in Italia ha registrato un utile netto di 1,4 miliardi, di cui 1,1 miliardi di pertinenza del gruppo. I ricavi hanno superato i 5,1 miliardi (+1 per cento), mentre sul fronte degli aggregati patrimoniali il totale dei finanziamenti è salito dell’1,9 per cento a 103 miliardi e la raccolta totale dell’1,6 per cento a 346 miliardi. Il Gruppo serve oltre 6 milioni di clienti. Quanto alla sola controllata Credit Agricole Italia, l’utile netto è stato pari a 797 milioni, sostanzialmente in linea rispetto all’anno precedente. I proventi operativi netti sono stati pari a 3,1 miliardi (-0,6 per cento), con interessi netti a 1,7 miliardi (-5,2 per cento) e commissioni a 1,3 miliardi (+5,3 per cento), trainate dal risultato dell’attività di collocamento di prodotti Wealth Management (+12 per cento). Gli oneri operativi sono saliti del 3,7 per cento a 1,66 miliardi, con un rapporto cost/income al 51,1 per cento. Il costo del credito è sceso a 34 punti base. Il Gruppo Crédit Agricole nel suo complesso ha ottenuto nel 2025 un utile netto di 8,754 miliardi di euro, con ricavi pari a 39,5 miliardi di euro.

Brasseur: «Risultati positivi in linea con le sfide del Pmt di Gruppo Act 2028»

«Concludiamo un 2025 dai risultati positivi, raggiunti grazie al contributo fondamentale di tutte le nostre colleghe e i nostri colleghi. L’Italia si conferma un mercato chiave del Gruppo Credit Agricole, con oltre 6 milioni di clienti e contribuendo con 1,1 miliardi all’utile netto del Gruppo. Questi risultati si confermano in linea con le sfide del Pmt di Gruppo Act 2028, un progetto di crescita che valorizza le eccellenze di tutte le linee di business, in un disegno strategico coerente e coeso», ha dichiarato Hugues Brasseur, amministratore delegato di Credit Agricole Italia e senior country officer. La banca ha consolidato il primo posto tra le banche universali in Italia per Indice di raccomandazione cliente – Irc, ed è significativo il dinamismo commerciale con l’acquisizione di circa 212 mila nuovi clienti (+13 per cento a/a), grazie anche al supporto rilevante del canale digitale (40 per cento).

Autostrade per l’Italia in mostra alla Triennale di Milano

Italia in Movimento. Autostrade e futuro è la mostra che, dal 7 febbraio, apre al pubblico all’interno di Triennale Milano, proponendo una riflessione sul ruolo strategico delle infrastrutture autostradali come vie di accesso, connessione e accoglienza. Una rete capace di avvicinare e unire i viaggiatori ai grandi eventi come le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Promossa da Autostrade per l’Italia e realizzata con il Maxxi – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra – curata da Pippo Ciorra con Angela Parente – accompagna i visitatori in un percorso che intreccia storia, architettura, paesaggio e visione futura, rileggendo l’autostrada non solo come opera ingegneristica, ma come infrastruttura culturale e fattore abilitante della mobilità contemporanea.

La mostra si articola in quattro sezioni tematiche

Il progetto espositivo nasce in occasione del centenario della costruzione della prima autostrada italiana e sviluppa una narrazione che mette in relazione lo sviluppo delle infrastrutture con i grandi momenti di mobilità collettiva. Attraverso materiali d’archivio, fotografie d’autore, mappe e contributi visivi, viene restituito il ruolo delle autostrade come reti di accesso che rendono possibile l’incontro tra territori, persone ed eventi, e come sistemi chiamati a confrontarsi con i temi della sostenibilità, dell’innovazione tecnologica e della trasformazione del paesaggio. Il percorso della mostra si articola in quattro sezioni tematiche. La prima è dedicata alla costruzione della rete autostradale, intesa come infrastruttura capillare di connessione tra territori. La seconda esplora l’esperienza del viaggio come pratica sociale e culturale, legata all’evoluzione dei servizi e dei luoghi della mobilità, e arricchita dal contributo progettuale di alcuni tra i massimi esponenti dell’architettura italiana. La terza sezione presenta il paesaggio autostradale attraverso le fotografie di Iwan Baan, che raccontano il rapporto tra infrastruttura e territorio. L’ultima sezione guarda alla tecnologia e al futuro della mobilità, con le immagini di Emiliano Ponzi, che offrono una visione prospettica delle infrastrutture come elementi chiave per l’accessibilità e la mobilità dei grandi eventi contemporanei. La mostra è visitabile fino al 22 febbraio.

L’ad Giana: «Autostrade elemento di progresso e identità»

Queste le dichiarazioni di Arrigo Giana, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia: «Le infrastrutture autostradali rappresentano molto più di una rete di collegamento. Sono vettori di crescita e coesione sociale per l’intero Paese. La presenza di Aspi a Milano Cortina 2026 ribadisce la centralità della nostra rete come asset strategico capace di connettere territori e grandi eventi internazionali. Con questa mostra intendiamo riaffermare il valore dell’autostrada come elemento di progresso culturale e di identità. Un patrimonio condiviso che accompagna la trasformazione dell’Italia, sostenendone lo sviluppo economico e sociale attraverso l’innovazione».

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Unicredit Start Lab, presentata la call 2026

Unicredit Start Lab torna nel 2026 con una nuova edizione del suo programma di successo dedicato alle migliori start-up e pmi innovative italiane tech che ha visto la banca, in 12 anni di attività, valutare circa 9 mila progetti imprenditoriali e accompagnare 700 start-up del Paese verso percorsi di crescita. Il roadshow nazionale, partito giovedì 29 gennaio da Catania, proseguirà con le tappe di Torino, Roma, Bari, Bologna, Pordenone e Milano.

Nel 2025 640 candidature e 200 partner tra incubatori e acceleratori

Nell’edizione 2025 di Unicredit Start Lab, cha ha visto il coinvolgimento di circa 200 partner a livello nazionale tra incubatori ed acceleratori, sono state avanzate circa 640 candidature da parte di start-up e pmi innovative. Di queste, 50 (nell’edizione 2024 erano 37) sono giunte dalla Sicilia, di cui il 66 per cento presentato da under 35, un dato superiore alla media Italia (47 per cento) che testimonia nel concreto il fermento imprenditoriale nell’Isola proprio da parte dei giovani. Un progetto su due si è candidato nel settore Digital, segnale di una Sicilia che vuole contribuire fortemente alla transizione tecnologica del sistema regionale.

I settori di riferimento del programma

Confermati anche per quest’anno i cinque settori di riferimento per Unicredit Start Lab:

  • Clean tech (Energie rinnovabili, Efficienza energetica, Mobilità sostenibile, Trattamento dei rifiuti)
  • Innovative Made in Italy (Agrifood, Fashion & Design, Nanotecnologie, Robotica, Meccanica, Turismo e Industria 5.0)
  • Digital (AI, SaaS, B2B Services& Platform, Hardware, Fintech, IoT)
  • Life Science (Biotecnologie, Farmaceutica, Dispositivi medici, Digital health, Tecnologie di assistenza)
  • Impact innovation (Prodotti e servizi innovativi capaci di generare un impatto sociale o ambientale)

Cosa offre la piattaforma

Le 10 startup selezionate per ognuna delle cinque categorie potranno accedere alla piattaforma di Start Lab che prevede:

  • Partecipazione ad attività di business e investment matching con controparti industriali e finanziarie del network di Unicredit (oltre 100 le iniziative organizzate negli anni scorsi);
  • Accesso alla piattaforma internazionale di UniCredit, banca paneuropea leader in 13 Paesi, attraverso la partecipazione a Tech day internazionali, l’accesso prioritario al Global startup program promosso da Ice e a una rete di investitori esteri;
  • Piattaforma a impatto composta da iniziative ad hoc per female founders, un verticale di dedicato all’impact innovation e la partecipazione alle diverse tappe degli Esg tech day organizzati da Unicredit;
  • Training manageriale avanzato, tramite la Startup academy e workshop tematici;
  • Programma di mentorship personalizzata con professionisti ed esperti dell’ecosistema dell’innovazione;
  • L’assegnazione di un gestore Unicredit dedicato al supporto alla crescita;
  • Premio di 10 mila euro per la prima classificata di ogni categoria.

Le candidature per l’edizione 2026 sono aperte fino al 25 marzo. Per partecipare o ottenere maggiori informazioni, è possibile inviare una richiesta a unicreditstartlab@unicredit.eu.

L’Istituto europeo delle dipendenze lancia la sua Academy ed è boom di partecipanti ai corsi Ecm

Nel corso del 2025, l’Area Academy dell’Istituto europeo delle dipendenze di Milano ha registrato risultati di grande rilievo nel panorama della formazione continua in ambito sanitario. I corsi Ecm pubblicati tramite il provider Spazio Iris hanno infatti coinvolto oltre 3 mila partecipanti, con un totale di più di 9 mila crediti formativi complessivamente erogati, confermando l’elevato interesse e la rilevanza dei contenuti proposti. La partecipazione ha interessato un ampio spettro di professionisti sanitari, evidenziando il carattere fortemente multidisciplinare dei percorsi formativi. In particolare, hanno preso parte ai corsi psicologi psicoterapeuti (30 per cento), infermieri (26 per cento), educatori (22 per cento), medici di medicina generale (6 per cento), tecnici della riabilitazione psichiatrica (3 per cento), psichiatri (1 per cento), altre professioni sanitarie (12 per cento). Dati che confermano il crescente interesse verso il tema delle dipendenze e, più in generale, verso la salute mentale e il benessere psicologico, ambiti sempre più centrali nella pratica clinica e nei servizi sanitari.

Quattro nuovi corsi Ecm disponibili dal 2026

Le dipendenze da sostanze legali, come alcol e tabacco, e illegali, come cannabis e cocaina, così come le dipendenze comportamentali, rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica nel nostro Paese. In Italia si stima che circa 5 milioni di persone siano a rischio di sviluppare una dipendenza, mentre oltre 4 milioni di cittadini presentano consumi di alcol a rischio per la salute. A questi dati si affianca una significativa sotto diagnosi e un accesso ancora insufficiente ai trattamenti, che rendono indispensabile un continuo aggiornamento delle competenze professionali. Il successo registrato nel 2025 dall’Area Academy dell’Istituto europeo dimostra quindi una crescente consapevolezza, da parte dei professionisti sanitari, dell’importanza di acquisire strumenti aggiornati e basati su evidenze scientifiche per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle dipendenze e dei disturbi correlati. In questa prospettiva, nel 2026 l’Istituto rafforzerà ulteriormente il proprio impegno formativo, ampliando l’offerta con quattro nuovi corsi Ecm dedicati a temi emergenti e di grande impatto clinico – nuove sostanze psicoattive, neuroscienze affettive, yoga e dipendenze, dipendenza da benzodiazepine. Un percorso che conferma la volontà dell’Istituto di contribuire attivamente allo sviluppo di una cultura della salute mentale sempre più integrata, competente e orientata al benessere della persona.

Intesa Sanpaolo presenta il settimo Med & italian energy report

È stato presentato mercoledì 28 gennaio 2026, al Parlamento europeo, il settimo Med & italian energy report, lavoro di ricerca intitolato quest’anno Energy security in the Mediterranean transition: electrification, critical raw materials and technologies, frutto della sinergia scientifica tra Srm – Centro Studi collegato al Gruppo Intesa Sanpaolo – e l’Energy center lab del Politecnico di Torino, e realizzato con la collaborazione della Fondazione Matching energies. L’evento è stato patrocinato dai deputati europei Elena Donazzan e Giorgio Gori ed è stato organizzato in collaborazione con la struttura European regulatory and public affairs di Intesa Sanpaolo che ha sede a Bruxelles.

Dall’approvvigionamento energetico al nucleare

In questa edizione il report si focalizza sul concetto di sicurezza dell’approvvigionamento energetico nel quadro della transizione energetica euro-mediterranea. Vengono analizzati il ruolo crescente dell’elettrificazione e l’importanza di tutte le materie prime necessarie per la produzione delle nuove tecnologie energetiche. Un ulteriore focus è dedicato al ruolo che l’energia nucleare potrebbe fornire al futuro mix energetico mediterraneo. Come di consueto, il volume include anche un’analisi approfondita delle questioni che collegano l’energia al settore marittimo. Quest’anno con una panoramica delle tendenze significative del commercio marittimo e delle rotte strategiche delle materie prime critiche per le tecnologie di transizione energetica.

Il ruolo del Mediterraneo tra energia e materie prime critiche

Secondo l’analisi, l’Unione Europea resta fortemente dipendente dalle importazioni di energia. L’Italia presenta una dipendenza superiore alla media europea, sebbene in lieve miglioramento. In questo contesto, la sicurezza degli approvvigionamenti diventa una variabile strategica, al pari della sostenibilità ambientale. Il Rapporto ha poi sottolineato il ruolo del Mediterraneo come snodo chiave tra aree produttrici e consumatrici di energia. La sponda Sud dispone di un elevato potenziale solare ed eolico, ancora poco sfruttato, che potrebbe contribuire in modo decisivo alla riduzione della dipendenza energetica europea. Accanto all’energia, anche le materie prime critiche viaggiano prevalentemente via mare. Il Mediterraneo, attraversato da rotte strategiche come Suez e Gibilterra, assume un ruolo cruciale per la sicurezza delle forniture. In questo scenario, lo shipping italiano rappresenta un asset strategico, rafforzando il posizionamento del Paese nelle catene energetiche e industriali globali.

San Raffaele Roma, il rettore Stocchi: «Così rispondiamo alle nuove esigenze del mondo del lavoro»

In un contesto in cui il mercato lavorativo evolve rapidamente e richiede competenze sempre più specializzate, le università sono chiamate a ripensare modelli formativi, strumenti didattici e relazione con gli studenti. Ne parliamo con Vilberto Stocchi, rettore dell’Università San Raffaele Roma, che ci ha illustrato le scelte strategiche dell’ateneo, l’attenzione alla qualità della ricerca e il ruolo dell’innovazione tecnologica nella formazione.

D: Quali sono i punti di forza del vostro ateneo e come è calibrata l’offerta formativa alla luce delle nuove competenze richieste dal mercato del lavoro?

R: L’Università San Raffaele Roma sta investendo con convinzione in un’offerta formativa capace di anticipare le esigenze di un mercato del lavoro in costante mutamento. Il nostro ateneo si distingue nel panorama nazionale per quelli che definirei “pilastri di eccellenza“, certificati ufficialmente dagli organismi di valutazione. Il primo è senza dubbio la ricerca scientifica. Per noi non è un esercizio teorico, ma il vero motore della didattica. Già nel quinquennio 2015-2019, la Vqr (Valutazione della qualità della ricerca) ci ha posizionati al quinto posto su 98 atenei italiani — primi tra le università digitali. È un primato che oggi trova conferma su scala globale: molti dei nostri docenti figurano infatti nella prestigiosa classifica World’s Top 2% Scientists di Stanford, che seleziona i ricercatori più influenti al mondo.
C’è poi un traguardo più recente. Nel 2024 l’ateneo ha superato con successo il processo di accreditamento periodico dell’Anvur, ottenendo il giudizio di “soddisfacente”. Si tratta di un passaggio tecnico cruciale perché valida la solidità dell’intera istituzione e certifica l’efficacia dell’insegnamento, l’efficienza dei servizi agli studenti e la trasparenza dei nostri processi interni. In sintesi, questi risultati — dal quello della Vqr al prestigio internazionale dei nostri scienziati, fino al recente accreditamento — rappresentano la garanzia che offriamo agli studenti. Proprio grazie a questa solidità strutturale e a un rapporto docenti-studenti perfettamente in linea con gli standard richiesti, quest’anno abbiamo attivato sette nuovi corsi di studio, ampliando la nostra offerta verso nuove frontiere professionali con la certezza di offrire, come sempre, una formazione di alto profilo.

Quali?

Abbiamo accreditato i corsi magistrali in Management, diritto e governance della pubblica amministrazione, con particolare attenzione all’utilizzo di tecniche digitali e innovative orientate a migliorare l’efficienza della pa, in Lingue e cultura straniere nell’era digitale: scuola, società e professioni e in Ingegneria informatica e dell’intelligenza artificiale applicata. Per quanto riguarda i corsi triennali, tra le novità ci sono quelli in Ingegneria biomedica, per sviluppare soluzioni innovative in ambito sanitario, in Ingegneria informatica e intelligenza artificiale, alla luce della diffusione di questo strumento in ogni settore, in Patrimonio culturale nell’era digitale, per formare figure in grado di valorizzare le nostre tradizioni in maniera innovativa, e in Lingue e culture straniere per l’era digitale. Il nostro mondo sempre più globalizzato richiede infatti l’utilizzo di nuovi strumenti anche nella gestione delle lingue. L’ateneo ne ha già adottati alcuni, tra cui un software che consente di trasmettere in diversi idiomi una lezione originariamente registrata in italiano. Si tratta di un aspetto particolarmente rilevante, perché rende l’educazione e la diffusione della conoscenza più accessibili.

San Raffaele Roma, il rettore Stocchi: «Così rispondiamo alle nuove esigenze del mondo del lavoro»
Il rettore Vilberto Stocchi (Imagoeconomica).

Dal punto di vista tecnologico, quali sono gli elementi che vi distinguono dalle altre università telematiche?

Un aspetto che l’Anvur ha particolarmente apprezzato nella valutazione del 2024 è stata l’attenzione che l’ateneo rivolge alla didattica innovativa e l’impegno nel garantire una efficace trasmissione digitale dei contenuti. Abbiamo infatti stilato un piano triennale per l’innovazione didattica dove i nostri docenti vengono costantemente formati e supportati nell’insegnamento in modalità e-learning. Una metodologia che si sta affermando per la sua straordinaria capacità di ottimizzare l’apprendimento. A confermarne il valore è la letteratura scientifica internazionale: uno studio pubblicato su Nature Biotechnology ha certificato come le tecnologie digitali risultino estremamente efficaci nella trasmissione dei contenuti, superando le aspettative anche in ambiti complessi come le attività di laboratorio. Questo approccio permette di rivolgere molta più attenzione al singolo studente e di creare percorsi ad hoc per gli iscritti in base alle loro skills e competenze. Si tratta di qualcosa di davvero importante perché, a mio avviso, questo è il modo davvero efficace di promuovere il diritto allo studio.

Può fornirci qualche esempio di come viene garantita, agli studenti, la personalizzazione del percorso formativo?

Il Gruppo Multiversity ha messo a disposizione una piattaforma tecnologicamente molto avanzata, che integra un chatbot sviluppato in collaborazione con OpenAI e Bain & Company. Per esempio, uno studente che segue una lezione in modalità asincrona e, ascoltando il professore, abbia necessità di chiarimenti su un passaggio specifico, può interrompere il video e chiedere al chatbot di spiegare meglio quanto affermato dal docente, oppure di riformulare il concetto in modo più chiaro. Questo strumento risponde in tempo reale, attingendo dai contenuti didattici che il professore ha messo a disposizione degli alunni. Va anche detto che le università digitali non si basano esclusivamente sulla modalità asincrona: il 20 per cento delle attività didattiche deve essere erogato in modalità sincrona. A questo si aggiungono i laboratori in presenza, che consentono un’interazione diretta tra il docente e lo studente, oltre a momenti di confronto, dialogo e discussione anche tra gli studenti stessi. Un ulteriore strumento che gli studenti hanno a disposizione è un tool che valuta la loro preparazione. Per ogni corso, possono infatti svolgere delle autovalutazioni che restituiscono il loro grado di conoscenza rispetto a una materia, così da individuare eventuali lacune e prepararsi al meglio per l’esame.

San Raffaele Roma, il rettore Stocchi: «Così rispondiamo alle nuove esigenze del mondo del lavoro»
Il rettore Vilberto Stocchi (Imagoeconomica).

Tornando al punto da cui siamo partiti, la San Raffaele Roma (e, in generale, gli atenei di Multiversity) sta direzionando l’offerta verso ambiti in cui sul mercato c’è grande richiesta di personale ma spesso carenza di figure adeguatamente competenti. Quali sono le sfide che dovrà affrontare in futuro il mondo accademico?

I nostri nuovi corsi sono stati introdotti proprio per colmare questo gap. Secondo un rapporto di Confindustria del 2024, più di due terzi delle imprese italiane segnalano difficoltà nel trovare competenze necessarie per le proprie attività, con delle criticità particolarmente evidenti nel reperimento di profili tecnici e in settori chiave come la transizione digitale. Noi stiamo anche riflettendo sulla possibilità di attivare nuove facoltà, ma l’attuale accelerazione dei processi di produzione della conoscenza rende sempre più complesso prevedere quali saranno le professioni più richieste anche solo nei prossimi due o tre anni. Per il sistema universitario, la sfida sarà dunque quella di progettare percorsi formativi capaci di rimanere allineati all’evoluzione del mercato del lavoro.

Mediobanca, Melzi D’Eril: «Crescita straordinaria delle medie imprese italiane negli ultimi 30 anni»

Alessandro Melzi d’Eril ha parlato delle medie imprese italiane al suo primo appuntamento ufficiale da amministratore delegato di Mediobanca. L’occasione gli è stata data dall’ottava edizione dell’Italian mid cap conference, l’appuntamento annuale che mette in contatto in Piazzetta Cuccia i vertici delle principali società quotate italiane a media capitalizzazione (29 quelle presenti quest’anno) con decine di investitori italiani e stranieri appartenenti alle principali case di investimento. Oltre 400 le sessioni di incontro tra le parti, precedute da una plenaria dedicata alle sfide delle imprese italiane tra stabilità del sistema Paese e nuove dinamiche geopolitiche. Nell’occasione è stato presentato il Global Outlook 2026 a cura di Mediobanca Research.

L’ad: «Medie imprese oggetto di attenzione costante da 30 anni»

In apertura dei lavori, Alessandro Melzi d’Eril ha dichiarato: «Partecipare per la prima volta alla Mediobanca mid cap conference, nel mio nuovo ruolo di ceo, è stata un’occasione unica per osservare da vicino l’energia e la qualità degli imprenditori e delle imprese che Mediobanca sostiene ogni giorno. Il nostro primo evento dell’anno è dedicato alle medie imprese italiane che sono l’ossatura del nostro paese», ha spiegato, «e che, in quanto tali, sono oggetto di un’attenzione costante dell’istituto da 30 anni. Noi di Mediobanca siamo gli unici in Italia a poter offrire un servizio a 360° che guarda all’impresa come alla famiglia dell’imprenditore, con un modello unico di Private & Investment banking. Il nostro obiettivo è continuare a supportare sia l’impresa sia la famiglia nella gestione del proprio patrimonio, offrendo consulenza così come opportunità esclusive di investimento che creino un circolo virtuoso nella gestione della ricchezza, che faccia da volano per tutto il paese. Ora in questa missione potremo contare altresì sulla complementarità con il Monte dei Paschi di Siena, grazie al suo forte radicamento sul territorio».

«Fatturato delle mid cap italiane cresciuto in maniera superiore agli altri Paesi europei»

Poi uno sguardo al contesto internazionale: «In 30 anni abbiamo assistito a una crescita straordinaria delle medie imprese italiane, che si è tradotta in un incremento del fatturato del 182 per cento e ha superato nettamente quella delle grandi aziende del Paese. Anche il confronto con i principali Paesi europei premia in modo particolare le nostre medie imprese. Il loro fatturato è infatti cresciuto in misura superiore rispetto alle società comparabili di altri Stati, come Francia e Germania, trainando il valore aggiunto a un +65 per cento, dato quasi doppio rispetto ai gruppi francesi e tedeschi, e creando un numero più elevato di posti di lavoro. Osserviamo che solo il 12 per cento delle medie imprese italiane ha uno stabilimento in Paesi esteri, ma il 42 per cento del fatturato deriva da export e questo dato è un’ulteriore conferma del valore che queste imprese generano per l’Italia».

«Mediobanca partner d’elezione per gli imprenditori»

«Ciò che rende Mediobanca il partner di elezione per le imprese e gli imprenditori», ha concluso Melzi D’Eril, «è il nostro business fatto essenzialmente di persone e di competenze. Mediobanca ha sempre investito in questo senso, distinguendosi come l’istituzione che ha creato il patrimonio di professionalità più profondo che l’Italia abbia nel settore finanziario. Un lavoro lungo 80 anni, che continuerò e continueremo a valorizzare proprio con ulteriori investimenti nelle nostre persone e nelle competenze».

Universitas Mercatorum primo ateneo telematico italiano accreditato da Eurostat come Research entity

Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come Research entity da parte di Eurostat. L’Ufficio statistico dell’Unione europea ha inserito l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di Research entity, attribuito dalla Commissione europea – Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei.

Il rettore Cannata: «Risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale»

Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo. «Questo riconoscimento conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali», ha dichiarato il professor Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum. «È il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche».

Poste italiane rivoluziona il recapito urbano con il postino-robot autonomo Boxi

Poste italiane è protagonista della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica in Italia, grazie al suo impegno concreto e strutturato verso la mobilità sostenibile. Impegno che passa anche attraverso l’innovazione tecnologica sperimentata all’interno del Centro nazionale per la mobilità sostenibile Most, di cui l’azienda è socio fondatore e membro del consiglio di amministrazione. Nell’ambito di questo programma è stato progettato e realizzato il veicolo Boxi, il postino-robot in grado di operare in ambienti urbani complessi con un elevato livello di automazione e autonomia. Un mezzo a quattro ruote motrici e sterzanti, alimentato elettricamente, con una velocità massima di 25 chilometri orari e un’autonomia che raggiunge i 60 chilometri per ciclo di carica. Il vano di carico ha una capacità di un metro cubo, con un payload massimo di 500 chilogrammi, e include una baia duale composta da accesso dedicato agli operatori e un sistema integrato di locker con 11 vani, per permettere consegne automatiche e flessibili.

Sensori, telecamere, radar e sistema di localizzazione di precisione

Il veicolo è equipaggiato con una ricca dotazione di sensori, progettati per abilitare la guida autonoma in ambienti urbani complessi, grazie al know-how del team universitario di Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia). È equipaggiato con telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale, sensori Lidar (che utilizzano impulsi laser per generare mappe 3d dettagliate), radar a 360 gradi, e un sistema di localizzazione di precisione basato su navigazione satellitare globale con unità inerziale, in grado di garantire il funzionamento anche in ambienti privi di segnale gps. Accanto all’hardware, è stata sviluppata un’applicazione software dedicata per la gestione del modello di servizio e l’interazione con l’utente finale (app).

Un sistema di interazione avanzato semplifica il rapporto tra operatori e veicolo

Il Politecnico di Milano ha fornito un contributo scientifico di rilievo, partecipando con attività di ricerca, simulazione e sperimentazione su diversi ambiti strategici. Nel contesto della navigazione autonoma e mappatura sono state condotte campagne mirate di raccolta dati gps, finalizzate alla costruzione di mappe ad alta precisione e all’ottimizzazione degli algoritmi di navigazione autonoma in scenari logistici complessi. È stato inoltre sviluppato un sistema di interazione avanzato, volto a semplificare e rendere più intuitivo il rapporto tra operatori e veicolo, migliorando l’usabilità e l’efficienza operativa (interfaccia uomo-macchina). Infine, per gestire la pianificazione dinamica è stato implementato un modello di controllo basato su una macchina a stati finiti, in grado di reagire in modo dinamico ai comportamenti del veicolo in funzione delle condizioni operative e ambientali.

Il postino-robot è in fase di sperimentazione

Boxi è attualmente in fase di test. La prima fase è focalizzata su manovre a bassa velocità e calibrazione dei sensori in ambiente controllato presso il Modena Innovation Hub. Nella seconda il veicolo sarà testato in un percorso urbano misto di 600 metri per simulare situazioni complesse in scenari dinamici. Queste iniziative sono state sviluppate in collaborazione con partner privati e accademici di alto profilo tra cui Icona Design, Accenture, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.

Davos 2026, Acea alla guida dell’alleanza per l’acqua

Anche nel 2026 il Gruppo Acea, primo operatore idrico italiano e secondo in Europa con 10 milioni di utenti serviti e 10 milioni all’estero, ha partecipato al World Economic Forum in scena a Davos, in Svizzera. Il Gruppo, che continua ad avere al centro dell’agenda la tutela e la valorizzazione dell’acqua, è stato presente per il terzo anno consecutivo con l’amministratore delegato Fabrizio Palermo, che è intervenuto in diversi panel e ha incontrato aziende e istituzioni, a partire dalla commissaria europea all’Ambiente, resilienza idrica ed economia circolare Jessika Roswall. In dettaglio, lunedì 19 gennaio Palermo è intervenuto nella tavola rotonda Ceo alliance on nature meeting in cui ha posto l’accento sulla necessità, per i Paesi, di prestare sempre più attenzione alle strategie di resilienza idrica. Martedì 20, invece, nel panel Resilient infrastructure for growth ha sottolineato come l’acqua sia un driver essenziale per lo sviluppo sociale e la crescita economica. Mercoledì 20, infine, ha incontrato Roswall e, dopo aver preso parte al meeting dell’Alliance of ceo climate leaders, ha presentato il report del World economic forum sullo stato delle risorse idriche realizzato in collaborazione con Acea e l’Università di Cambridge dal titolo Bridging the €6.5 trillion water infrastructure gap.

Necessario colmare entro il 2040 un divario di 6,5 mila miliardi

Il paper fa il punto sulla situazione del settore nel mondo e dimostra come le infrastrutture idriche siano al centro della crescita economica globale e della resilienza climatica. Dallo studio emerge quanto sia necessaria un’azione coordinata tra governi, industria e finanza per colmare entro il 2040 un divario a livello globale di 6,5 mila miliardi di euro nelle infrastrutture idriche che potrebbe generare 8,4 mila miliardi di euro di Pil aggiuntivo e sostenere oltre 206 milioni di posti di lavoro a tempo pieno, equivalenti a 14 milioni di posti di lavoro ogni anno. Per garantire a tutti sistemi di approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari equi, resilienti, sostenibili e tecnologicamente avanzati, la spesa globale dovrà raddoppiare entro il 2040. Per quanto riguarda l’Europa è stato stimato vi sia un fabbisogno di investimenti superiore a 1,7 mila miliardi di euro, equivalente a un gap di circa 695 miliardi rispetto agli attuali livelli di spesa, determinato principalmente dalla necessità di modernizzare infrastrutture idriche obsolete, nonché di potenziare e adeguare gli impianti di trattamento delle acque reflue. Quattro, secondo il paper, le direttrici su cui direzionare gli investimenti: l’accesso equo all’acqua potabile, la resilienza delle infrastrutture, la circolarità – ovvero il riuso – e infine l’innovazione.

Palermo a capo della Water industry istituita al Wef

L’obiettivo del Gruppo è quello di porsi come leader della transizione idrica non solo al livello nazionale ma anche europeo. Negli ultimi anni Acea si sta impegnando nell’aumentare la consapevolezza sull’importanza e sulla scarsità della risorsa idrica per costruire una cultura della tutela dell’acqua. Nella precedente edizione dell’annual meeting del Wef, Fabrizio Palermo ha introdotto per la prima volta il tema di «regia unica per la gestione dell’acqua», mentre con le proposte di cambiamento nel paper di giugno Strategia europea per la resilienza idrica, Acea ha contribuito a definire la Water resilience strategy della Commissione Europea. E per attuare tale strategia la Bei ha lanciato il Programma per la resilienza idrica, con oltre 40 miliardi di euro di investimenti previsti tra il 2025 e il 2027. L’obiettivo è mobilitare capitali privati e rafforzare gli investimenti in desalinizzazione, riuso delle acque reflue, controllo dell’inquinamento e soluzioni basate sulla natura. Infine, presso il World economic forum, è stata istituita la Water industry, che l’ad Palermo presiede. Si tratta di una community settoriale dedicata all’acqua, che riunisce allo stesso tavolo imprese e stakeholder pronti a dialogare e a definire una strategia comune per la tutela e la valorizzazione di questa preziosa risorsa.

Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi

La rete di Autostrade per l’Italia diventa parte integrante dello scenario olimpico e paralimpico Invernale, tingendosi di tricolore. Da mercoledì 21 gennaio 2026, la stazione di pedaggio di Venezia Nord, porta d’accesso verso le sedi delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, sarà dotata di installazioni luminose permanenti ispirate al tricolore italiano. L’iniziativa, che nei giorni successivi interesserà anche le stazioni di Belluno sulla A27, Arcoveggio sulla A13 e i principali ingressi autostradali di Milano (Sud, Est e Nord), segna l’avvio delle attività del Gruppo per i Giochi. L’obiettivo è trasformare l’infrastruttura autostradale in uno spazio di partecipazione all’evento, accogliendo atleti e visitatori diretti verso i poli di gara. L’illuminazione resterà attiva per l’intera durata della manifestazione. L’impegno della società riguarda anche l’identità visiva aziendale. I loghi ufficiali di Milano Cortina 2026 sono esposti nelle sedi del Gruppo e integrati nei touchpoint digitali, inclusi il sito istituzionale e i canali social.

Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi
Autostrade, il casello di Venezia Nord diventa porta tricolore delle Olimpiadi

A2A Life Ventures, il primo modello societario integrato di open innovation

Con l’obiettivo di accelerare sulla frontiera dell’innovazione e rafforzare la propria posizione come attore di primo piano nel panorama nazionale ed europeo, A2A ha lanciato A2A Life Ventures, la prima società in Italia creata da una corporate per integrare in modo sinergico tutte le leve di open innovation. Una vera e propria fabbrica dell’innovazione nata per sviluppare e testare soluzioni concrete digitali, fisiche e basate sull’intelligenza artificiale con benefici concreti per il Gruppo, i territori e la società.

30 soluzioni entro il 2035 per accelerare la transizione ecologica

La società si basa su otto linee di valore che operano in sinergia, componendo un sistema multilever che copre l’intero spettro dell’innovazione – dalla collaborazione con startup, università e partner tecnologici allo sviluppo di soluzioni digitali e di AI, fino alla creazione e valorizzazione di asset proprietari e al sostegno diretto delle iniziative. Ciascuna linea contribuisce con competenze, programmi e strumenti specifici, ma tutte condividono lo stesso obiettivo di abilitare tecnologie innovative e accelerare la transizione ecologica. Con la prospettiva di costruire, entro il 2035, un portafoglio di circa 30 soluzioni innovative pronte a creare valore sia per A2A che per l’ecosistema industriale ed energetico europeo.

Gli impegni della società per la decarbonizzazione

Con A2A Life Ventures, il Gruppo consolida il percorso iniziato nel 2020 con il Corporate venture capital e conferma la volontà di guidare in Italia un modello di innovazione già diffuso tra i grandi gruppi internazionali, mettendo l’accento su una strategia Eu-first e sulla creazione di valore industriale e tecnologico a lungo termine. In particolare, la neo società ha il compito di sviluppare idee e tecnologie che supportino attività e business tanto in ambito economia circolare quanto in ambito transizione energetica, pilastri del Piano strategico al 2035 del Gruppo. Nel primo caso l’impegno riguarda temi come il recupero energetico, ad esempio da data center o industrie, il trattamento e la valorizzazione dei rifiuti e la gestione sostenibile delle risorse idriche. Nel secondo la generazione di energia da fonti rinnovabili (impianti di produzione di energia green, sistemi di accumulo di nuova generazione, automazione delle operations) e l’elettrificazione dei consumi attraverso, ad esempio, una maggiore resilienza delle reti (soluzioni per la flessibilità, manutenzione predittiva). Una strategia che punta a rendere la produzione e la distribuzione sempre più efficienti, resilienti e sostenibili, accelerando il percorso verso la decarbonizzazione.

Un ecosistema di partner per avviare percorsi condivisi di crescita

Uno degli elementi distintivi di A2A Life Ventures è l’ecosistema di partner che comprende startup ad alto potenziale, pmi innovative, centri di ricerca d’eccellenza, corporate tecnologiche, abilitatori di innovazione, enti e istituzioni. Un network con cui vengono avviati percorsi condivisi di crescita, in cui la co-creazione si unisce alla capacità di amplificare e portare al mercato gli asset generati. A2A gioca già oggi un ruolo da protagonista nell’ecosistema dell’innovazione con oltre 300 progetti in corso, un portafoglio di Cvc con investimenti in più di 70 startup e un network di un milione di innovatori globali che collabora con il Gruppo.