La missione di Zingaretti negli Usa tra dazi e lotta alle destre

Prima visita Oltreoceano da segretario del Pd. Incontri con Clinton, de Blasio e Pelosi. Prima dell'appuntamento alla Casa Bianca.

Non solo i rapporti fra Italia e Stati Uniti, ma anche le «battaglie comuni contro le destre e i nazionalismi». Sono alcuni dei temi nell’agenda di Nicola Zingaretti, che è volato negli Stati Uniti al suo debutto Oltreoceano da segretario del Pd. Il 12 novembre ha in programma un incontro con la speaker della Camera Nancy Pelosi, dopo che l’11 ha incontrato l’ex presidente Bill Clinton.

È stato un lungo e utile scambio di opinioni sull’Europa, sull’Italia e sugli Usa, su come ricostruire contro la cultura della paura

Nicola Zingaretti

«È stato un lungo e utile scambio di opinioni sull’Europa, sull’Italia e sugli Usa, su come ricostruire contro la cultura della paura», ha affermato al termine del faccia a faccia alla Clinton Foundation di Midtown Manhattan. Zingaretti e Clinton si sono scambiati alcuni convenevoli e poi si sono messi al lavoro. L’incontro è durato in tutto un’ora ed è stato propedeutico all’avvio di una nuova fase, «di un rapporto» fra i democratici «come baluardo contro le destre».

IL DELICATO DOSSIER DEI DAZI USA

In serata Zingaretti ha visitato la sede del Pd di New York in occasione dell’elezione del segretario e avuto un faccia a faccia con il sindaco della Grande Mela Bill De Blasio. La seconda tappa della visita americana di Zingaretti è a Washington, dove è pronto a incontrare Pelosi, terza carica dello Stato e volto dell’indagine per un possibile impeachment del presidente Donald Trump. Il segretario del Pd ha in programma anche incontri alla Casa Bianca con esponenti del Consiglio di Sicurezza Nazionale, che ha in carico fascicoli importanti di politica estera e sicurezza, ma gioca anche un ruolo non secondario in questioni come quelle commerciali, a partire dal delicato dossier dei dazi Usa che ultimamente hanno colpito anche alcuni prodotti del made in Italy.

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L’omicidio del capo militare della Jihad islamica infiamma Gaza

Ucciso nella notte dalle forze israeliane Bahaa Abu al-Ata. Tel Aviv: «Era pronto a compiere attentati». Immediata la risposta: «Avete oltrepassato ogni linea rossa». Decine di razzi dalla Striscia.

La Striscia di Gaza torna ad infiammarsi. Nella notte del 12 novembre è stato ucciso Bahaa Abu al-Ata, capo militare della Jihad islamica palestinese. «La sua abitazione è stata attaccata in una operazione congiunta delle nostre forze armate e dei servizi segreti», ha annunciato un comunicato militare di Israele. L’emittente ha aggiunto che la stessa Jihad islamica ha confermato la sua morte. Nella zona è stato subito elevato lo stato di allerta, mentre le sirene di allarme hanno iniziato a suonare in una vasta aerea del Sud di Israele, ad Ashdod e Ghedera fino a Tel Aviv.

Israele ha oltrepassato tutte le linee rosse. Reagiremo con forza

Ziad Nahale, leader politico della Jihad islamica

Centinaia di migliaia di persone hanno avuto ordine di restare nelle immediate vicinanze di rifugi e di stanze protette nei loro appartamenti. Nella prima mattina, decine di razzi sono stati sparati da Gaza verso Israele, secondo prime stime ufficiose. «Stiamo ancora contando il loro numero preciso», ha detto una fonte militare in risposta alla domanda di un giornalista. «La nostra reazione farà tremare l’entità sionista», ha detto il leader politico della Jihad islamica, Ziad Nahale. «Israele ha oltrepassato tutte le linee rosse. Reagiremo con forza».

ISRAELE: ABU AL-ATA ERA PRONTO A COMPIERE ATTENTATI

Abu al-Ata era responsabile della maggior parte delle attività militari della Jihad islamica a Gaza, ha affermato il portavoce israeliano, ed era «come una bomba ad orologeria», perché si accingeva a compiere attentati terroristici. «Aveva addestrato commando che dovevano infiltrarsi in Israele ed attacchi di tiratori scelti, nonché lanci di droni e lanci di razzi in profondità». Nell’anno passato, secondo il portavoce militare, è stato responsabile della maggior parte degli attacchi giunti dalla striscia di Gaza e di ripetuti lanci di razzi. La sua uccisione, ha precisato il portavoce, «è stata decisa per sventare una minaccia immediata» ed è stata ordinata da Benjamin Netanyahu nella sua qualità di premier e ministro della Difesa, un incarico – quest’ultimo – che proprio il 12 novembre si accinge a passare a Naftali Bennett, leader del partito nazionalista ‘Nuova destra’.

RIUNITI I COMANDANTI DELLE FAZIONI ARMATE DI GAZA

A Gaza, dai minareti delle moschee sono rilanciate invocazioni alla vendetta. Hamas ha pubblicato un messaggio di cordoglio in cui rende onore alla figura del «combattente» Abu al-Ata. Su ordine delle autorità locali, tutti gli istituti scolastici nella striscia restano chiusi. In mattinata i comandanti delle varie fazioni armate di Gaza si riuniscono in una apposita sala di comando congiunta per stabilire la linea di condotta di fronte all’attacco israeliano.

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La Borsa italiana e il valore dello spread del 12 novembre 2019

Attesa per l'apertura di Piazza Affari. La giornata precedente è terminata con un -0,19%. Il differenziale Btp-Bund riparte da 150 punti base. La diretta dei mercati.

Attesa per l’apertura della Borsa italiana nella seduta del 12 novembre 2019. La giornata precedente è terminata con un -0,19%. Lo spread Btp-Bund riparte da quota 150 punti.

A Piazza Affari tra i peggiori Prysmian, che ha lasciato sul terreno il 2,68%. Prese di beneficio su Tim (-1,45%) dopo i conti, mentre tra i bancari vendite su Ubi (-1,45%) in scia alla trimestrale. Negative anche Fca (-0,85%) e Unicredit (-0,87%). Di contro sale Bper (+1,66%) e nel risparmio gestito Azimut (+1,9%). Buon passo di Salini Impregilo (+5,23%), tra i favoriti per un nuovo contratto in Australia.

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN TEMPO REALE

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Il Messico ha dato l’asilo politico a Evo Morales

Il presidente dimissionario della Bolivia vittima di un colpo di Stato. Trump esulta per la sua uscita di scena: «Un grande momento per la democrazia».

Il Messico ha annunciato di aver concesso asilo politico al presidente dimissionario della Bolivia, Evo Morales. L’annuncio è stato fatto dal ministro degli Esteri, Marcelo Ebrard. Morales, deposto alla vigilia di quello che molti considerano un colpo di Stato, aveva formalizzato la richiesta nelle scorse ore al governo messicano.

Era stato lo stesso governo messicano a offrire rifugio a Morales, dopo aver accolto nei suoi uffici di La Paz una ventina di personalità dell’esecutivo e del parlamento boliviano. «Difendiamo le libertà e chiediamo il rispetto dell’ordine costituzionale e della democrazia in Bolivia», ha twittato il ministro messicano Ebrard, secondo cui «il golpe rappresenta un passo indietro per tutto il continente».

TRUMP ESULTA E TIRA IN BALLO VENEZUELA E NICARAGUA

Il presidente del Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, ha sottolineato la «decisione responsabile» del presidente boliviano di lasciare il suo incarico per evitare che il popolo fosse esposto alla violenza. Mentre il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha definito l’uscita di scena del leader della Bolivia un «momento significativo per la democrazia» e un «segnale forte anche ai regimi illegittimi di Venezuela e Nicaragua».

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A Padova negano l’ingresso della bandiera venetista allo stadio e la Lega insorge

Proteste sia dal governatore del Veneto Luca Zaia, sia dal deputato leghista Massimo Bitonci. Ma per la questura è tutto regolare.

Volevano entrare allo stadio con una bandiera raffigurante il leone di San Marco, simbolo del Veneto e dei venetisti, ma sono stati bloccati dagli addetti alla sicurezza che hanno trattenuto il vessillo. È quanto successo a un ragazzino di 14 anni, a sua madre e a suo fratello più piccolo, domenica 10 novembre, in occasione della partita Padova-Sudtirol del campionato di Serie C. La decisione ha scatenato immediatamente le polemiche degli ultrà che, nel secondo tempo, hanno staccato gli striscioni e sospeso i cori per cinque minuti in segno di protesta. E successivamente anche quelle della Lega.

LUCA ZAIA: «INCIVILE VIETARE L’INGRESSO DELLA BANDIERA»

A denunciare prontamente l’accaduto ci hanno pensato diversi esponenti del Carroccio, cominciando dal governatore della Regione Veneto Luca Zaia, il quale ha affermato che «vietare l’ingresso allo stadio alla bandiera con il leone di San Marco dei tifosi veneti è un atto quantomeno incivile». Sono poi seguiti i commenti di Silvia Rizzotto, capogruppo veneto della Lista Zaia in consiglio regionale, per cui il gesto rappresenta «un atto contro il Veneto e le sue pressanti richieste di autonomia», e quelli di Nicola Finco, capogruppo della Lega in Regione, per il quale il gesto è ancor più grave perché «viene da un rappresentante dello Stato, il questore Paolo Fassari, che dovrebbe conoscere la storia della nostra Regione». Infine, è intervenuto anche il deputato leghista Massimo Bitonci, che ha depositato un’interrogazione al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese per chiedere «se non ritenga opportuno approfondire la dinamica della vicenda».

PER LA QUESTURA LA NORMATIVA È STATA RISPETTATA

La risposta della questura non ha però tardato ad arrivare: secondo il questore Paolo Fassari, la normativa consente l’accesso libero solo alle bandiere delle due squadre in campo e al tricolore. Per le altre, invece, deve essere richiesta un’autorizzazione, in mancanza della quale gli addetti alla sicurezza sono costretti a proibirne l’ingresso.

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Conte e Merkel, intesa d’acciaio

Il premier italiano e la cancelliera tedesca vogliono cooperare nel settore siderurgico. Sintonia anche su migranti, Nato e Libia.

Sintonia su migranti, Libia e Nato. E un confronto sullo spinoso dossier ArcelorMittal. Il premier Giuseppe Conte ha accolto la cancelliera tedesca Angela Merkel a Roma, ribadendo la comune volontà di lavorare insieme per affrontare le grandi sfide internazionali e combattere le «intolleranze» e le «forze disgregatrici» in seno all’Europa.

CONTE RIVENDICA LA SUA AUTONOMIA

Il premier ha rivendicato anche la sua autonomia di pensiero, a prescindere dalla coalizione che lo sostiene: «Se avrete la bontà di comparare le posizioni del sottoscritto assunte nel precedente esecutivo e quelle che esprimo in questo, non vedrete differenze. Anche sul piano dell’approccio all’immigrazione ho sempre ritenuto che si dovesse partire dai diritti fondamentali di queste persone, che soffrono e cadono in mano ai trafficanti di esseri umani».

L’IDEA DI COOPERARE NEL SETTORE SIDERURGICO

Con la canceliera Merkel si è parlato anche di AcelorMittal: «Ci siamo ripromessi una cooperazione sull’acciaio, anche per cercare di confrontarci sulle soluzioni più avanzate dal punto di vista tecnologico. Il governo sta lavorando a una soluzione che tenga in piedi da una parte la tutela della salute e dell’ambiente, dall’altra la salvaguardia dei livelli di occupazione». Comune sentire anche su altri dossier: dalla Nato – dopo lo schiaffo del presidente francese Emmanuel Macron, che l’ha definita «in stato di morte cerebrale» – all’immigrazione, che vede la Germania in prima linea.

LA NATO «PILASTRO» DELLA POLITICA INTERNAZIONALE

«Voglio ringraziare pubblicamente il governo tedesco perché in materia di migrazioni non ha fatto mancare il suo aiuto all’Italia. La Germania, se parliamo di sensibilità sul quadro complessivo dei problemi e l’esigenza della redistribuzione, è un Paese in prima linea e questo va riconosciuto», ha detto il premier italiano. Ringraziamenti che la cancelliera tedesca ha restituito «per l’impegno dell’Italia sulla Libia». E a meno di un mese dal prossimo vertice Nato, Merkel ha sottolineato come l’Alleanza atlantica resti «un pilastro della politica internazionale».

IL NODO DELL’UNIONE BANCARIA EUROPEA

I capi dei governi di Italia e Germania hanno affrontato anche il tema dell’Unione bancaria europea. «L’Italia è favorevole a un raforzamento, ma non temiamo scossoni per il nostro sistema», ha detto Conte. Su questo punto la cancelliera non si è sbilanciata: «Mi sono aggiornata sullo sviluppo dei rischi nel sistema bancario italiano. Devo esprimere la mia soddisfazione, avete compiuto notevoli progressi».

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I sondaggi politici elettorali dell’11 novembre 2019

Per la prima volta le forze di centrodestra sfondano il muro del 50%. Fdi cresce più della Lega, ma avanza anche il Pd. Tracollo M5s. Cosa dice la rilevazione Swg.

Per la prima volta i tre partiti di centrodestra superano il 50% nelle intenzioni di voto degli italiani. È questo il dato più significativo dell’ultimo sondaggio realizzato da Swg per il TgLa7, andato in onda la sera dell’11 novembre.

LEGA PRIMO PARTITO E ANCORA IN CRESCITA

Nella rilevazione pubblicata nel corso del telegiornale condotto da Enrico Mentana, la Lega raggiunge il 34,5%, Fratelli d’Italia il 9,5% e Forza Italia il 6,2%. per un totale del 50,2%, a cui potrebbe essere aggiunto l’1,3% di Cambiamo!, la lista del governatore ligure Toti.

Nel dettaglio, si conferma a crescita del Carroccio, che guadagna uno 0,4% rispetto al sondaggio della settimana precedente. Fa meglio ancora il partito di Giorgia Meloni, cresciuto dello 0,6%, mentre Fi resta stabile.

IL PD GUADAGNA OLTRE UN PUNTO, CROLLA IL M5S

Avanza, un po’ a sorpresa, anche il Partito democratico, che guadagna oltre un punto percentuale, dal 17,5% al 18,6%. Consensi erosi, forse, all’alleato di governo, visto che il Movimento 5 stelle un punto lo lascia sul terreno, passando dal 16,8% al 15,8%. Svanisce l’effetto novità per Italia viva: il partito di Matteo Renzi scende al 5,6% dal precedente 6%. MdP, Verdi e +Europa flettono dello 0,3% ciascuno.

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Il presidio anti-odio a Milano per Liliana Segre

Manifestazione di solidarietà nei confronti della senatrice a vita sopravvissuta ad Auschwitz e finita sotto scorta a 89 anni per le minacce ricevute. Secondo il Pd presenti 5 mila persone nonostante la pioggia. «Non grideremmo "al lupo" se il lupo non ci fosse».

Milano al fianco di Liliana Segre. Nonostante la pioggia diverse persone si sono riunite per esprimere solidarietà nei confronti della senatrice a vita e scampata ai campi di sterminio nazisti, finita sotto scorta a 89 anni per le minacce ricevute soprattutto via social.

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Cittadini sotto gli ombrelli davanti al Memoriale della Shoah. (Ansa)

RITROVO DAVANTI AL MUSEO DELLA SHOAH

Uno dei punti di ritrovo per i manifestanti è stato il museo della Shoah, al binario 21 della Stazione centrale di Milano, da dove partirono gli ebrei verso i lager. «Non grideremmo “al lupo” se il lupo non ci fosse», era uno dei messaggi. E per “lupo” si intendono fascismo e razzismo. Al presidio intitolato “Milano non odia. Insieme per Liliana Segre” hanno aderito numerose associazioni antifasciste e partiti politici.

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Un cartello dell’Anpi. (Ansa)

SECONDO IL PD 5 MILA PARTECIPANTI

Secondo il Partito democratico milanese sono stati 5 mila i cittadini che hanno partecipato. Erano presenti anche i figli della parlamentare deportata da ragazzina ad Auschwitz, Federica, Luciano e Alberto. Dopo i saluti istituzionali della vicesindaca Anna Scavuzzo è partita Bella ciao intonata da Checcoro.

«OSCURITÀ GIÀ SCONFITTE CON LA DEMOCRAZIA»

La segretaria metropolitana del Pd Silvia Roggiani ha spiegato: Abbiamo voluto stringerci in un abbraccio collettivo alla senatrice, in tanti oltre ogni steccato, per dimostrare che siamo di più e più forti di chi vorrebbe farci ripiombare nell’oscurità del passato, un passato che abbiamo sconfitto con i valori della democrazia e dell’antifascismo, scolpiti nella nostra Costituzione».

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Una donna legge un brano di un libro durante il presidio. (Ansa)

«NON ARRETRIAMO CONTRO GLI SPARGITORI DI ODIO»

Poi ha aggiunto: «Nessun passo indietro, non concederemo neppure un millimetro agli spargitori di odio contemporanei. Milano, città Medaglia d’oro alla Resistenza, non si piega. Milano non odia e le migliaia di cittadine e cittadini presenti questa sera sono la testimonianza dell’impegno a non arrendersi mai all’intolleranza e agli istinti più biechi».

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Fiori di giglio alla manifestazione. (Ansa)

IL GIGLIO COME SIMBOLO

Per dimostrare affetto e vicinanza alla Segre molte persone presenti al presidio hanno utilizzato l’immagine del giglio, un fiore bianco simbolo di purezza, innocenza e candore, ma anche di fierezza e orgoglio, dal quale deriva proprio il nome di Liliana.

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Il terremoto in Francia fa fermare i reattori nucleari

La scossa più forte dal 2003 spaventa i francesi. E porta Edf a chiudere l'impianto di Cruas -Meysse nell'Ardeche. Gli attivisti anti nucleare denunciano che un impiano si trova sulla faglia sismica.

A pensare agli effetti dei terremoti in Italia, verrebbe da chiedersi cosa succederebbe se li avessimo noi i reattori nucleari francesi. L’11 novembre infatti dopo che una scossa di terremoto molto forte, di magnitudo 5.4 ha ferito quattro persone nel Sud della Francia, di cui una in modo molto grave, tre reattori nucleari della centrale nucleare gestita da Edf a Cruas-Meysse, nell’Ardeche sono stati «momentaneamente fermati»

LO STOP NECESSARIO PER «APPROFONDITI CONTROLLI »

Il blocco è stato deciso per per consentire «approfonditi controlli». E sincerarsi che la scossa non li abbia danneggiati. Secondo l’Autorità francese per la sicurezza nucleare (Asn), il terremoto – il più forte in Francia dal 2003 – non ha provocato «danni apparenti» agli edifici della centrale, e l’impianto ha continuato a funzionare normalmente. Ma l’operatore Edf dovrà stabilire quale sia stato l’impatto sismico sull’insieme delle installazioni.

UN FERITO SOTTO IL CROLLO DI UN’IMPALCATURA

Per il prefetto Hugues Moutouh, «non è stato constatato alcun danno» dal terremoto che il Centro di osservazione sismica di Strasburgo ha localizzato alle 11:52 «26 chilometri a sud-est di Privas». Per il resto i danni sono stati contenuti. Dei 4 feriti, tre hanno subito le conseguenze di una crisi di panico, mentre una ha riportato gravi conseguenze per il crollo di un’impalcatura a Montelimar, la città dove il terremoto è stato avvertito con maggior forza.

LA TERRA HA TREMATO DA GRENOBLE A MONTPELLIER

Ma la terra ha tremato da Lione a Grenoble, da Marsiglia a Montpellier. Testimoni intervistati dalle tv hanno detto di aver udito «un boato fortissimo», a Montelimar sono parecchi quelli che denunciano danni agli edifici, soprattutto crepe. Il sindaco di Teil, paese vicino a Montelimar, Olivier Peverelli, ha detto che due campanili «stanno per cadere» e l’ultimo piano del Comune è inaccessibile a causa della caduta dei soffitti. Ha annunciato di aver aperto tre palestre per ospitare fra le 400 e le 500 persone che, nel timore di crolli, non vogliono trascorrere la notte in casa.

EPICENTRO A POCHE DECINE DI KM DA DUE IMPIANTI NUCLEARI

Secondo il collettivo antinucleare del Vaucluse, dipartimento più a sud dell’Ardeche, l’epicentro è stato localizzato «a meno di 20 chilometri dalla centrale nucleare di Cruas, dove la scossa è stata avvertita nella sala macchine dei reattori, e a 30 chilometri dal sito nucleare del Tricastin». Quest’ultimo impianto, aggiunge il collettivo, «sorge su una faglia sismica attiva ed è il più minaccioso di tutta Europa». Da tempo, gli ecologisti ne chiedono la chiusura. .

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Delta conferma: pronta a comprare il 10% di Alitalia

La compagnia aerea americana mette sul piatto un investimento da 100 milioni di euro. E alla settima proroga e all'ennesimo prestito ponte da 400 milioni, il governo spera di chiudere con l'offerta per il 21 novembre.

Altro che Lufthansa. A dieci giorni dalla scadenza dell’offerta per Alitalia, la via della compagnia di bandiera tedesca è definitivamente sfumata, mentre l’americana Delta ha confermato il proprio impegno, rompendo il silenzio e ribadendo invece la disponibilità ad entrare col 10%.

SCADENZA FISSATA PER IL 21 NOVEMBRE

Ora l’attesa è tutta per il 21 novembre, su cui sono puntati anche gli occhi del Governo. Con il ministro dell’economia Roberto Gualtieri che auspica il rispetto dei tempi e soprattutto, dopo l’ultimo prestito “non indifferente” di 400 milioni concesso dal Tesoro, chiede un piano industriale “convincente” che consenta finalmente di voltare pagina. Delta, che è coinvolta nel dossier Alitalia da oltre un anno e nelle ultime settimane è rimasta alla finestra in attesa che Lufthansa concretizzasse le proprie ‘avance’ (cosa che poi non è avvenuta, visto che i tedeschi hanno riproposto le richieste di due anni fa, con la disponibilità a mettere soldi solo in una compagnia ristrutturata e tagli per 5-6 mila esuberi), ora torna a ribadire la propria posizione.

UNA PROMESSA DI INVESTIMENTO DA 100 MILIONI DI EURO

«Delta continua a lavorare con Ferrovie dello Stato e Atlantia e conferma di essere pronta a investire fino a 100 milioni di euro per una quota del 10% in Alitalia», spiega un portavoce, aggiungendo che «Delta resta impegnata a mantenere la propria partnership con Alitalia nel futuro». Parole che ora, dopo un anno di trattative e sette proroghe, indirizzano il dossier verso la stretta finale. Il governo si aspetta il rispetto della scadenza del 21 novembre. «È possibile e lo auspichiamo, che entro il termine previsto ci sia l’offerta finale e un piano industriale», dice il ministro dell’economia Gualtieri, sottolineando come l’ultimo prestito ponte sia stato concepito – e così spiegato a Bruxelles – «per arrivare a un piano industriale solido e competitivo che rilanci il vettore».

I SINDACATI CHIEDONO ZERO ESUBERI

«Credo che il tempo per capire ci sia stato. Ormai ci siamo ed è necessario avere delle certezze su come si comporrà il consorzio che effettuerà il rilancio», dice anche la ministra dei trasporti Paola De Micheli. E anche i sindacati spingono perché si faccia presto, augurandosi che il governo rispetti le promesse fatte fino ad ora, ovvero «nessuna flessione occupazionale – ricorda Annamaria Furlan della Cisl -, quindi nessun esubero, ma investimenti e rilancio».

FS GUARDA AL CLOSING DEFINITO A MARZO 2020

La palla è ora nelle mani di Fs. La società ferroviaria sta lavorando per rispettare la scadenza del 21 novembre, garantisce l’a.d. Gianfranco Battisti che però puntualizza: «i tempi non dipendono solo da noi». L’obiettivo di Fs è comunque allineato con le indicazioni dei commissari, ovvero «chiudere a marzo 2020 con l’ok di sindacati e antitrust». A non escludere uno slittamento (“minimo”) della scadenza, tra l’altro, sono gli stessi commissari, purché rimanga ferma la deadline del primo trimestre del prossimo anno per il closing. Non manca, infine, nel dibattito intorno al futuro della compagnia, anche la proposta di una «gestione pubblica» per un periodo transitorio tra 18 e 24 mesi, prevista da un emendamento di Leu al Dl Fisco.

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Autostrade chiude parzialmente quattro viadotti in Liguria

Divieti di transito in vigore fino al ripristino delle parti ammalorate. I lavori dureranno alcuni mesi.

Autostrade per l’Italia ha deciso di chiudere alcune corsie, vietare il transito ai mezzi eccezionali e vietare i sorpassi tra tir su quattro viadotti della Liguria, che dopo le ultime ispezioni hanno raggiunto un punteggio di ammaloramento più elevato di quello atteso. I divieti, in via cautelativa, resteranno in vigore fino al ripristino delle parti ammalorate. I lavori dureranno alcuni mesi. I quattro viadotti hanno totalizzato un punteggio di ammaloramento pari a 70 e presentano difetti che richiedono un rapido intervento di manutenzione, già avviato da Autostrade da alcune settimane. Nel dettaglio ecco quali sono le strutture coinvolte e le limitazioni previste.

A7 (Milano-Genova) Viadotto Coppetta Carreggiata Nord km 117+570

Segnaletica di flesso che sposta il traffico sul lato sinistro della carreggiata (la trave con voto 70 è quella sul bordo destro); chiusura della corsia di marcia; divieto di sorpasso per mezzi superiori alle 7,5 tonnellate; divieto di transito per tutti i trasporti eccezionali eccedenti il limite di massa ammesso dal Codice della strada (44 t). I lavori termineranno entro il prossimo dicembre.

A7 Ponte Scrivia a Busalla (Genova) Carreggiata Nord km 111+360

Chiusura corsia marcia; divieto di transito per tutti i trasporti eccezionali eccedenti in massa ammesso dal codice della strada (44 t). Autostrade ha fatto sapere che avendo già apposto un sostegno provvisionale alla trave con voto 70, la corsia di marcia potrebbe già essere riaperta, ma viene utilizzata per i sopralluoghi e per le indagini finalizzate alla progettazione dell’intervento, previsto entro giugno 2020.

A26 (Genova-Alessandria-Gravellona Toce) Viadotto Bormida Carreggiata Nord e Sud km 058+292

Chiusura delle corsie sorpasso (Nord e Sud); divieto di sorpasso per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate (Nord e Sud); divieto di transito per i trasporti eccezionali eccedenti le 90 tonnellate (Nord e Sud). La conclusione dei lavori è privista (meteo permettendo) entro marzo 2020.

A10 (Genova-Ventimiglia) Ponticello ad Arco Carreggiata Est km 016+782

Chiusura della corsia di marcia; divieto di sorpasso per i mezzi superiori alle 7,5 tonnellate; divieto di transito per tutti i trasporti eccezionali eccedenti in massa ammesso dal Codice della strada (44 t). Lavori in corso; ultimazione prevista (meteo permettendo) entro dicembre.

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Come funzionano gli sgravi per le aziende che assumono chi ha il reddito di cittadinanza

Entro il 15 novembre lì'Inps pubblicherà i moduli per la richiesta e da questo mese si potrà chiedere lo sconto sui contributi.

Le aziende che assumono beneficiari di reddito di cittadinanza potranno da novembre chiedere lo sgravio contributivo collegato a questa misura. Entro venerdì 15 l’Inps – secondo quanto annunciato in un messaggio – pubblicherà i moduli per la richiesta e da questo mese si potrà chiedere lo sconto sui contributi per queste assunzioni recuperando nel caso in cui l’assunzione ci sia già stata anche le mensilità precedenti.

TETTO MASSIMO DI 780 EURO AL MESE

L’agevolazione che si chiamerà “Srdc” (Sgravio reddito di cittadinanza) consente alle imprese che assumono titolari di reddito di avere l’esonero dei contributi previdenziali (non di quelli Inail) nel limite dell’importo mensile del Rdc percepito dal lavoratore all’atto dell’assunzione. Il tetto massimo sarà di 780 euro al mese e lo sgravio si potrà percepire per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e le mensilità già godute dal beneficiario stesso (ma comunque per almeno cinque mensilità). Il datore di lavoro che è interessato ad avere l’incentivo dovrà inviare la domanda telematica per il riconoscimento dell’agevolazione con l’indicazione dell’importo e della durata.

SGRAVIO RIDOTTO IN CASO DI TRASFORMAZIONE IN PART-TIME

L’Inps verificherà che il datore di lavoro abbia comunicato la disponibilità dei posti vacanti (vacancy) alla piattaforma digitale dedicata al Rdc presso l’Anpal, calcolerà l’ammontare del beneficio e verificherà che per quel datore di lavoro vi sia possibilità di riconoscere aiuti de minimis (200 mila euro il tetto di aiuti per un’unica impresa). L’ammontare dello sgravio sarà pari alla minor somma tra il beneficio mensile del Rdc spettante al nucleo familiare, il tetto mensile di 780 euro i contributi previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro e del lavoratore calcolati con riferimento al rapporto di lavoro a tempo pieno. Chiaramente in caso di assunzione a tempo pieno e successiva trasformazione in part-time l’importo dello sgravio sarà ridotto. Bisognerà indicare nella domanda se l’assunzione del beneficiario di reddito di cittadinanza riguarda un’attività lavorativa coerente con il percorso formativo seguito in base al patto di formazione. In questo caso il datore di lavoro avrà un beneficio ridotto perché una quota dell’incentivo viene riconosciuta, sempre in forma di sgravio contributivo, anche all’Ente di formazione che ha riqualificato il lavoratore assunto. I controlli sull’effettiva sussistenza dei presupposti per la fruizione dello sgravio sono in capo all’Inps, all’Anpal e all‘Ispettorato del lavoro. Con la domanda di novembre sarà possibile in caso di assunzioni di beneficiari del reddito fatte nei mesi scorsi recuperare l’incentivo relativo ai mesi di competenza da aprile a ottobre 2019.

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La polemica su Milano tra Provenzano e Sala

Per il ministro del Sud «la città restituisce meno di quanto attrae» e «attorno si è scavata un fossato». Ma il sindaco non ci sta.

Milano restituisce meno di quanto riceve. È questo il senso delle parole del ministro del Sud Giuseppe Provenzano, protagonista di un botta e risposta a distanza col sindaco Giuseppe Sala. «Tutti decantiamo Milano, ma non è la prima volta nella storia d’Italia che è un riferimento nazionale. A differenza di un tempo, però, oggi questa città attrae, ma non restituisce quasi più nulla di quello che attrae. Intorno a essa si è scavato un fossato: la sua centralità, importanza, modernità e la sua capacità di essere protagonista delle relazioni e interconnessioni internazionali non restituisce quasi niente all’Italia. È la sfida che dovremo provare a cogliere».

«MILANO RESITITUISCE QUANTO LE VIENE CHIESTO»

Milano «restituisce nella misura in cui ci viene chiesto e nella misura in cui veniamo messi in condizione di farlo», è stata la risposta del sindaco. «Per esempio, le ex municipalizzate milanesi sono un esempio di buona gestione. Vogliamo trovare una formula per cui allargano il loro raggio di azione anche altrove? Parliamone».

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Le cose da sapere sul nuovo segnale digitale terrestre

Da dicembre contributo di 50 euro in base al reddito per acquistare decoder e smart tv. La tecnologia sarà definitivamente in vigore su tutto il territorio nazionale a partire dal primo luglio 2022.

Il digitale terrestre cambia segnale passando alla tecnologia DVBT2 e si stima che circa 18 milioni di famiglie italiane dovranno sostiturie il proprio televisore. Per questo motivo, con la legge di bilancio 2019, il governo allora in carica aveva messo a punto un contributo di 50 euro basato sul reddito: il bonus sarà erogato a partire dal mese di dicembre ed è destinato all’acquisto di decoder e smart tv. Il ministero dello Sviluppo economico sta per pubblicare l’apposito decreto, ma l’obiettivo è di incrementare i 151 milioni di euro già stanziati, nel tentativo di allargare la platea dei beneficiari.

LE DATE DA TENERE D’OCCHIO

La nuova tecnologia entrerà ufficialmente e definitivamente in vigore su scala nazionale, con passaggi progressivi nelle varie aree del Paese, a partire dal primo luglio 2022. Entro il 30 giugno 2022, infatti, i network televisivi dovranno abbandonare completamente l’utilizzo delle frequenze sulla banda dei 700 MHz, per lasciare spazio alla connettività 5G. La “liberazione” dei 700 MHz da parte dei network imporrà la necessità di acquistare una smart tv o un decoder compatibili, se si vorrà continuare a vedere i programmi televisivi.

IN QUALI CASI NON SERVE CAMBIARE TELEVISORE

Come detto sopra, se queste frequenze venissero spente immediatamente secondo alcune stime quasi 18 milioni di famiglie italiane – più di otto su dieci – non potrebbero più vedere i canali terrestri, anche se è dal primo gennaio 2017 che i negozi hanno l’obbligo di vendere apparecchi predisposti. Quindi, se il televisore che si ha in casa è stato comprato dopo quella data, è già in grado di supportare il nuovo sistema. Per acquisti fatti negli anni precedenti dovrà invece essere verificata la compatibilità.

CHI HA DIRITTO AL CONTRIBUTO PUBBLICO

Ma come funzionerà il contributo pubblico? Per il momento si prevede che i beneficiari debbano essere «residenti nel territorio italiano» e «appartenenti alla I e II fascia dell’Indicatore della situazione economica equivalente (Isee)». Parliamo di coloro che hanno un Isee rispettivamente di 10.632 e 21.265 euro, con aumenti progressivi in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare. Si parla di un bonus di 50 euro a famiglia, fruibile una sola volta fino alla fine del 2022, che dovrebbe prendere la forma di uno sconto praticato direttamente dal negoziante. Si tradurrebbe così in un credito d’imposta a favore del commerciante, che non perderebbe nulla.

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Riace, decade il sindaco leghista Trifoli: era ineleggibile

Dipendente del comune, aveva preso un'aspettativa che non gli spettava per candidarsi. La candidata della lista di Mimmo Lucano che aveva presentato ricorso ha vinto la sua battaglia.

Un altro sindaco decaduto a Riace, il paesino calabrese divenuto celebre per il modello di accoglienza dei migranti che a ottobre 2018 ha visto arrestare il primo cittadino Mimmo Lucano e a maggio ha eletto il primo sindaco leghista della sua storia. L’11 novembre il Tribunale di Locri ha accolto il ricorso che era stato presentato dalla candidata a sindaco di Riace Maria Caterina Spanò, dichiarando l’ineleggibilità di Antonio Trifoli, eletto primo cittadino in occasione delle amministrative svoltesi il 27 maggio scorso.

TRIFOLI NON POTEVA CHIEDERE L’ASPETTATIVA DA VIGILE URBANO

Maria Caterina Spanò, assistita dall’avvocato Francesco Rotundo, aveva sostenuto l’ineleggibilità di Trifoli in quanto dipendente del Comune, con mansioni di vigile urbano con contratto a tempo determinato. E in quanto tale non poteva beneficiare dell’aspettativa per motivi politici. Spanò capeggiava la lista in cui era candidato a consigliere l’ex sindaco Mimmo Lucano, decaduto dopo il suo arresto nell’ottobre 2018 per i presunti illeciti nella gestione dei migranti. Lucano, comunque, non era stato eletto. La sentenza con cui è stato accolto il ricorso di Maria Caterina Spanò sarà esecutiva soltanto dopo i tre gradi giudizio. Fino ad allora Trifoli resterà in carica come sindaco.

INELEGGIBILITÁ CONFERMATA DAL MINISTERO DELL’INTERNO

Il ricorso della candidata a sindaco era stato riunito con un’analoga iniziativa che era stata promossa da tre cittadini di Riace. L’ineleggibilità di Trifoli era stata anche sancita in un parere espresso nel mese di settembre dal Ministero dell’Interno e notificato alla Prefettura di Reggio Calabria.

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Allerta meteo da Nord a Sud: temporali in tutta Italia

Allarme rosso in Calabria, Basilicata e Sicilia. Rischio nubifragi e allagamenti a Roma, maree eccezionali previste a Venezia. Neve sull'arco alpino sopra i 1.200 metri. Il quadro del maltempo nella giornata del 12 novembre.

Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), piogge lievi su Lombardia ed Emilia-Romagna. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Allerta meteo da Nord a Sud: temporali in tutta Italia

Allarme rosso in Calabria, Basilicata e Sicilia. Rischio nubifragi e allagamenti a Roma, maree eccezionali previste a Venezia. Neve sull'arco alpino sopra i 1.200 metri. Il quadro del maltempo nella giornata del 12 novembre.

Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), piogge lievi su Lombardia ed Emilia-Romagna. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Allerta meteo da Nord a Sud: temporali in tutta Italia

Allarme rosso in Calabria, Basilicata e Sicilia. Rischio nubifragi e allagamenti a Roma, maree eccezionali previste a Venezia. Neve sull'arco alpino sopra i 1.200 metri. Il quadro del maltempo nella giornata del 12 novembre.

Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), piogge lievi su Lombardia ed Emilia-Romagna. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Giorgetti lancia la proposta di un tavolo costituente

Il numero due della Lega fa un appello alle altre forze politiche: «Sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco e dare un governo decente a questo Paese». Ma Salvini lo stoppa.

Un tavolo costituente «per cambiare le regole del gioco». Lo ha proposto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, appellandosi alle altre forze politiche. Al centro della discussione, in primis, la riscrittura della legge elettorale. «Sediamoci a un tavolo per cambiare tre-quattro regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese», ha detto Giorgetti durante il convegno “Metamorfosi”.

«VA DATA LA POSSIBILITÀ A CHI GOVERNA DI DECIDERE»

A Lucia Annunziata, che gli domandava se ritenesse necessario aprire un tavolo per le riforme, Giorgetti ha risposto: «Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto. Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le quattro-cinque cose necessarie,magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere».

SALA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA

«Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco…» Con lui sul palco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: «Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano». Secondo Giorgetti «l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per dare la possibilità a chi governa di decidere».

ANCHE RENZI APRE AL NUMERO DUE LEGHISTA

«Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia viva c’è», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Decisamente più freddo Matteo Salvini. «Sono impegnato in temi molto più concreti», ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Capriano Briosco. Per Salvini, la proposta di Giorgetti «può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti».

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Giorgetti lancia la proposta di un tavolo costituente

Il numero due della Lega fa un appello alle altre forze politiche: «Sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco e dare un governo decente a questo Paese». Ma Salvini lo stoppa.

Un tavolo costituente «per cambiare le regole del gioco». Lo ha proposto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, appellandosi alle altre forze politiche. Al centro della discussione, in primis, la riscrittura della legge elettorale. «Sediamoci a un tavolo per cambiare tre-quattro regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese», ha detto Giorgetti durante il convegno “Metamorfosi”.

«VA DATA LA POSSIBILITÀ A CHI GOVERNA DI DECIDERE»

A Lucia Annunziata, che gli domandava se ritenesse necessario aprire un tavolo per le riforme, Giorgetti ha risposto: «Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto. Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le quattro-cinque cose necessarie,magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere».

SALA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA

«Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco…» Con lui sul palco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: «Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano». Secondo Giorgetti «l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per dare la possibilità a chi governa di decidere».

ANCHE RENZI APRE AL NUMERO DUE LEGHISTA

«Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia viva c’è», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Decisamente più freddo Matteo Salvini. «Sono impegnato in temi molto più concreti», ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Capriano Briosco. Per Salvini, la proposta di Giorgetti «può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti».

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