Barillari e il dossier bomba del neofascista Paliani contro Zingaretti

Un sindacalista di Avanguardia nazionale finito agli arresti. Stava raccogliendo informazioni sul segretario Pd e aveva coinvolto il consigliere regionale del M5s.

Un dossieraggio contro Nicola Zingaretti, presidente della regione Lazio e attuale segretario del Partito democratico. Questo stava macchinando, secondo le carte di un’inchiesta della procura di Roma, Andrea Paliani, sindacalista del «sindacato italiano confederazione europea del lavoro» e pure esponente neofascista di Avanguardia nazionale finito agli arresti, secondo quanto riporta il quotidiano Sole 24 Ore. Per il suo obiettivo – attaccare il sistema di clinichhe private accreditate della compagnia Ini spa, Paliani aveva puntanto al presidente della Regione e cercato di coinvolgere e trovato l’apparente sostegno del consigliere regionale M5s Davide Barillari e parlato anche con Mario Borghezio, europarlamentare della Lega. spiegando di avere informazioni sul segretario Pd.

«MO’ DISTRUGGE PURE IL PD»

«Qui tra poco scoppia la bomba contro Nicola Zingaretti», dice Paliani nelle intercettazioni rivelate dal quotidiano salmonato che spiega come il neofascista avesse tentato di arrivare al ministro della Sanità Giulia Grillo attraverso il consigliere M5s. .«Quindi tra poco scoppia la bomba penso…che con questa penso Zingaretti…il Pd…mo distrugge pure il Pd… Questa storia del milione di euro noi la conosciamo perché come danno i soldi questi in giro no! Con la sanità privata, con le porcate loro e questa è la verità», spiega parlando con Barillari che risponde: «Si, si». Il consigliere pentastellato, spiega Il Sole 24 Ore, dichiara di essere intenzionato a mandare gli ispettori all’Ini. E Paliani lo incita: «Li fai male anche a Zingaretti, capito? Che quelli sono gli amici suoi quelli della Asl». Con il sindacalista sono stati arrestati Giuseppe Costantino e Alessandro Tricarico, rispettivamente maresciallo dei carabinieri e consulente del lavoro. de gruppo Ini.

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Il botta e risposta tra Salvini e Suso sui social network

Il leader della Lega: «Speriamo che Babbo Natale ti porti un po' di grinta». La replica dell'attaccante del Milan: «A te la voglia di amministrare meglio».

Gli auguri di compleanno (polemici) di Matteo Salvini non li ha proprio digeriti. Suso, attaccante spagnolo del Milan che il 19 novembre ha compiuto 26 anni, ha risposto senza peli sulla lingua al leader della Lega, che sull’account Instagram del club rossonero gli aveva scritto: «Auguri! Nella speranza che Babbo Natale ti porti un po’ di velocità, di grinta e di voglia di giocare».

Ecco la replica del giocatore: «Grazie. Nella speranza che Babbo Natale ti porti un po’ di velocità, di grinta e di voglia di amministrare meglio, molto meglio, un Paese che amo».

IL LEGHISTA SI SCONTRÒ ANCHE CON GATTUSO

Non è la prima volta che Salvini, tifoso del Milan, mette becco pubblicamente nelle vicende della sua squadra del cuore, ricavandone ulteriore visibilità. Tutti ricordano il duro scambio di battute con Gennaro Gattuso nel 2018.

VECCHIE FRECCIATINE SUI CAMBI

Il leghista, in tribuna all’Olimpico per assistere a Lazio-Milan, aveva lanciato una frecciatina all’allora tecnico rossonero: «Fossi stato in lui avrei fatto qualche cambio, i giocatori erano stanchi, non capisco per quale motivo non abbia cambiato qualcosa nel secondo tempo. Comunque va bene così».

L’ALLENATORE: «PENSI ALLA POLITICA»

E Gattuso di rimando: «Salvini si lamenta perché non ho fatto cambi? Sentite, io non parlo di politica perché non capisco nulla. A lui dico di pensare alla politica perché con tutti i problemi che abbiamo nel nostro Paese, se il vicepremier parla di calcio significa che siamo messi male».

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Governo, pronta la squadra che si occuperà delle nomine

Il team, composto dai dem Franceschini e Marcucci, i pentastellati Fraccaro e Buffagni, i renziani Boschi e Marattin, nella prima riunione avrebbe già deciso di non riconfermare Marcegaglia all'Eni. Ma il tavolo dovrà fare i conti anche con LeU. E con il convitato di pietra D'Alema.

Sei, più un convitato di pietra e il presidente del Consiglio. È questa la squadra che, se il governo Conte bis tiene al giro parlamentare della legge di Bilancio e all’esito del voto di fine gennaio in Emilia-Romagna, si occuperà di fare le nomine nelle società a partecipazione statale. Il tavolo è formato da due esponenti del Pd, il ministro Dario Franceschini e il capogruppo al Senato Andrea Marcucci; da altrettanti dei 5 stelle, peraltro tra loro distanti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Riccardo Fraccaro e il parlamentare semplice ma con delega alle questioni di potere da parte di Luigi Di Maio e Davide Casaleggio, Stefano Buffagni; e per Italia viva da Maria Elena Boschi e Luigi Marattin, fedelissimi di Matteo Renzi

D’ALEMA CONVITATO DI PIETRA

Questi sei hanno già fatto una prima riunione, che si sono giurati sarebbe rimasta segreta, nella quale hanno cercato di darsi un metodo di lavoro e hanno iniziato a ragionare su scenari e nomi. Un primo approccio, è ovvio, ma nel quale qualche situazione in negativo si è già delineata, tipo la non riconferma di Emma Marcegaglia alla presidenza dell’Eni. Ma il tavolo dei sei dovrà fare i conti anche con un’altra forza di maggioranza, la sinistra di LeU, e segnatamente con Massimo D’Alema che, in proprio e per conto del partito da lui creato con Pier Luigi Bersani, è già attivamente al lavoro sui dossier più scottanti. È lui il convitato di pietra, con cui prima o poi i sei dovranno fare i conti. Così come dovranno confrontarsi anche con Giuseppe Conte, che ha mandato segnali inequivocabili circa l’intenzione di dire la sua.

Quello di cui si occupa la rubrica Corridoi lo dice il nome. Una pillola al giorno: notizie, rumors, indiscrezioni, scontri, retroscena su fatti e personaggi del potere.

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Il mandante dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia è stato arrestato

Si tratta di Yorgen Fenech, l'uomo d'affari su cui indagava la giornalista di Malta. Stava cercando di scappare in yacht.

Poche ore dopo la promessa di grazia chiesta dal premier maltese Joseph Muscat al presunto mediatore dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, è stato arrestato il businessman Yorgen Fenech, uno dei più noti imprenditori di Malta. Era a bordo del suo yacht, intercettato e bloccato dalle forze armate maltesi (Afm) mentre cercava di uscire dalle acque territoriali, dopo aver saputo che il presunto intermediario lo aveva indicato come mandante. Lo riferisce il Times of Malta. Fenech è anche il titolare del fondo segreto 17 Black su cui aveva indagato la giornalista uccisa con un’auto bomba il 16 ottobre 2017.

L’ARRESTO DEL PRESUNTO INTERMEDIARIO

Giovedì scorso era stato arrestato nell’ambito di un’altra indagine un uomo che aveva confessato di essere l’intermediario tra i mandanti dell’omicidio della giornalista e i presunti autori materiali arrestati già due mesi dopo l’assassinio: Vincent Muscat e i fratelli Alfred e George Degiorgio. I suoi avvocati avevano fatto sapere che avrebbe parlato in cambio di un condono tombale di tutti i suoi reati, da ottenere tramite una grazia presidenziale che a Malta soltanto il primo ministro ha il potere di raccomandare al Presidente della Repubblica. Ed il premier Muscat, dopo una consultazione con il Procuratore generale e il capo della polizia, ha annunciato di aver «deciso da solo», ovvero senza consultazione del gabinetto, per il sì: proporrà la grazia, ma a condizione che l’uomo fornisca elementi decisivi e prove certe valide in tribunale, per l’incriminazione del mandante dell’assassinio di Caruana Galizia.

I DUBBI SULLA CREDIBILITÀ DELLA GOLA PROFONDA

Ufficialmente il nome dell’aspirante ‘gola profonda‘ è secretato e l’uomo è tenuto sotto massima protezione in una località segreta, ma l’edizione online di Malta Today ha fatto il nome di tale Melvin Theuma, un tassista maltese con diversi precedenti nel campo dell’usura. Quali siano le ramificazioni della sua attività, in un campo, quello del riciclaggio, in cui a Malta sono risultati coinvolti esponenti legati a ogni mafia, sono tutte da verificare. E sono in molti sui social ad avanzare il sospetto che Theuma stia facendo nomi di comodo.

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Il mandante dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia è stato arrestato

Si tratta di Yorgen Fenech, l'uomo d'affari su cui indagava la giornalista di Malta. Stava cercando di scappare in yacht.

Poche ore dopo la promessa di grazia chiesta dal premier maltese Joseph Muscat al presunto mediatore dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia, è stato arrestato il businessman Yorgen Fenech, uno dei più noti imprenditori di Malta. Era a bordo del suo yacht, intercettato e bloccato dalle forze armate maltesi (Afm) mentre cercava di uscire dalle acque territoriali, dopo aver saputo che il presunto intermediario lo aveva indicato come mandante. Lo riferisce il Times of Malta. Fenech è anche il titolare del fondo segreto 17 Black su cui aveva indagato la giornalista uccisa con un’auto bomba il 16 ottobre 2017.

L’ARRESTO DEL PRESUNTO INTERMEDIARIO

Giovedì scorso era stato arrestato nell’ambito di un’altra indagine un uomo che aveva confessato di essere l’intermediario tra i mandanti dell’omicidio della giornalista e i presunti autori materiali arrestati già due mesi dopo l’assassinio: Vincent Muscat e i fratelli Alfred e George Degiorgio. I suoi avvocati avevano fatto sapere che avrebbe parlato in cambio di un condono tombale di tutti i suoi reati, da ottenere tramite una grazia presidenziale che a Malta soltanto il primo ministro ha il potere di raccomandare al Presidente della Repubblica. Ed il premier Muscat, dopo una consultazione con il Procuratore generale e il capo della polizia, ha annunciato di aver «deciso da solo», ovvero senza consultazione del gabinetto, per il sì: proporrà la grazia, ma a condizione che l’uomo fornisca elementi decisivi e prove certe valide in tribunale, per l’incriminazione del mandante dell’assassinio di Caruana Galizia.

I DUBBI SULLA CREDIBILITÀ DELLA GOLA PROFONDA

Ufficialmente il nome dell’aspirante ‘gola profonda‘ è secretato e l’uomo è tenuto sotto massima protezione in una località segreta, ma l’edizione online di Malta Today ha fatto il nome di tale Melvin Theuma, un tassista maltese con diversi precedenti nel campo dell’usura. Quali siano le ramificazioni della sua attività, in un campo, quello del riciclaggio, in cui a Malta sono risultati coinvolti esponenti legati a ogni mafia, sono tutte da verificare. E sono in molti sui social ad avanzare il sospetto che Theuma stia facendo nomi di comodo.

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Crolla il pavimento dell’escape room, grave una donna

Doveva essere un enigma da risolvere, ma l’escape room la Casa Maledetta di Milano si è dimostrata davvero tale, e..

Doveva essere un enigma da risolvere, ma l’escape room la Casa Maledetta di Milano si è dimostrata davvero tale, e per una donna di 30 anni il gioco è diventato un vero incubo. La giovane è ricoverata in gravi condizioni, ma non è in pericolo di vita, dopo essere caduta dal secondo piano di una stanza in cui si svolgono giochi di ruolo, in via Brunetti a Milano, a causa del crollo della soletta. Secondo quanto ricostruito da 118 e vigili del fuoco, la donna il 19 novembre sera stava compiendo il percorso all’interno dell’escape room, così si chiama il locale, quando il pavimento è ceduto ed è caduta per alcuni metri. Ha subito vari traumi agli arti e alla schiena.

L’ingresso dell’escape room La Casa Maledetta dall’annuncio sul sito Groupon.

TRAUMI AD ARTI E SCHIENA

La ‘Casa maledetta’ è una villetta dei primi del ‘900 alla periferia nord ovest del capoluogo lombardo, gestita da un’associazione, in cui si tengono giochi di ruolo: i partecipanti devono risolvere enigmi e sfuggire a trabocchetti per poter uscire. Secondo quanto ricostruito da 118 e vigili dei fuoco, all’interno, nella serata del 19 novembrei, c’erano circa 10 persone. Il pavimento del secondo piano è crollato e la donna è precipitata per circa tre metri. Le sue condizioni sembravano inizialmente molto gravi ma, all’ospedale Sacco, sono migliorate. La prognosi è comunque di oltre venti giorni.

APERTA UN’INCHIESTA PER LESIONI COLPOSE

La palazzina è stata sequestrata in attesa dei provvedimenti della Procura. La procura di Milano ha sequestrato la palazzina e aperto un’ indagine per lesioni colpose gravi. Il fascicolo, aperto dal pm Mauro Clerici, sarà presto assegnato al pm Sara Arduini del dipartimento della salute e della sicurezza pubblica dell’aggiunto Tiziana Siciliano.

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«Il Morandi è a rischio crollo»: il documento del 2014 ignorato da Aspi e Atlantia

Secondo Repubblica, gli investigatori sarebbero in possesso di un rapporto che dava l'allarme sulle condizioni del Ponte tra il 2014 e il 2016.

Un documento ritrovato nel registro digitale di Atlantia dalla Guardia di Finanza parla esplicitamente di «rischio crollo» per il Ponte Morandi dal 2014 al 2016. La valutazione si è trasformata, dal 2017, in «rischio di perdita di stabilità». Lo fa sapere Repubblica.

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Di Maio: «La riforma del Mes stritola l’Italia». Ma difende Conte

Il capo politico del M5s dice che il vertice dei deputati grillini non era contro di lui. E sul premier: «Non ha firmato nulla».

Cerca di rassicurare Luigi Di Maio, chiamato in causa nella polemica sul Mes, il meccanismo europeo di stabilità direttamente dai suoi parlamentari. Il premier «non ha firmato nulla», e il vertice che i parlamentari M5s chiedono non è contro di lui, ma è giusto fare il punto. Luigi Di Maio interviene con un’ intervista in apertura del Corriere sulla vicenda del meccanismo di stabilizzazione finanziaria europea: «una riforma del Mes che stritola l’Italia non è fattibile». E dopo le parole del leader dem Zingaretti che sollecitava a ‘trovare un’anima’, dice di vedere un clima positivo, ma invita a non rovinarlo con slogan per l’elettorato. Dopo la manovra, spiega, nel 2020 avanti su salario minimo, conflitto di interessi e riforma della sanità.

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Dal vertice di maggioranza via libera alla riforma del processo civile

Il ministro della Giustizia Bonafede: «A giorni anche il penale, due proposte sul tavolo». Ma sulla prescrizione è ancora fumata nera.

La riforma del processo civile su cui è arrivato il via libera dei partiti di maggioranza «è una riforma importantissima che chiedono i cittadini e le imprese e che è fondamentale che per gli investimenti». Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ricorda: «È una riforma che dimezza di tempi del processo». Bonafede si è inoltre augurato che «nei prossimi giorni» possa essere varata anche la riforma del penale.

LE DUE PROPOSTE DI BONAFEDE

Il Guardasigilli ha portato al tavolo della maggioranza due proposte di riforma per quanto riguarda il processo penale. La prima, ha spiegato il ministro, prevede «la possibilità per chi è assolto in primo grado di fare richiesta per avere una corsia preferenziale» per accedere in appello. La seconda prevede una forma di agevolazione dell’indennizzo, già previsto dalla legge, nel caso di sforamento dei termini previsti dalla riforma.

FUMATA NERA SULLA PRESCRIZIONE

«Si continua ad approfondire la parte sul penale, sull’elezione del Csm e sulla riforma ordinamentale», ha detto al termine del vertice di maggioranza il senatore di Leu Pietro Gasso che annuncia: «Sul penale andiamo in Consiglio dei Ministri». Sulla prescrizione, infine, dice: «Non siamo né vicini né lontani».

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Gli indici della Borsa italiana e lo spread del 20 novembre 2019

Piazza Affari in ribasso nelle prime sedute della settimana. Spread intorno ai 160 punti. I mercati in diretta.

Avvio di settimana difficile per la Borsa italiana. Il 19 novembre l’indice Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,57%, mettendo a segno il peggior passivo d’Europa. Listini del Vecchio continente contrastati: Parigi ha terminato a -0,35%, Francoforte invece ha chiuso intorno alla parità a 0,09%, mentre Londra in positivo dello 0,22%.

A Piazza Affari sotto pressione Terna (-1,93%), che ha chiuso un accordo con la Bei per un finanziamento da 490 milioni di euro. Giù Generali (-1,84%) insieme a Poste (-1,72%), Snam (-1,52%), Amplifon (-1,44%), Saipem (-1,33%) e Italgas (-1,27%). Segno meno anche per Fineco (-1,19%) e Pirelli (-1,18%), cauta invece Fca (+0,1%) dopo i dati sulle vendite in ottobre. In controtendenza Bper (+2,9%) dopo che l’amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri ha annunciato il sostegno ai manager sul “necessario consolidamento bancario” in arrivo. Acquisti anche su Diasorin (+2,14%) e Azimut (+1,29%), seguite da Tim (+1,29%), Ubi (+1,09%) e Prysmian (+0,71%). Cauta Unicredit (+0,29%), debole Intesa (-0,11%). Sotto pressione tra i minori Bialetti (-9,48%) e Alerion (-4,14%).

SPREAD INTORNO A QUOTA 160 PUNTI

Lo spread tra Btp e Bund il 19 novembre ha chiuso poco sotto i 160 punti base, a 158, contro i 156 punti base della chiusura del 18. Il rendimento del titolo decennale italiano è pari all’1,24%.

I MERCATI IN DIRETTA

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Renzi apre a Salvini ma solo se «si sposta al centro»

L'ex segretario dem ospite a Porta a Porta ha scherzato con Vespa sulla possibile alleanza al centro con il leader della Lega: «Mai dire mai...»

Una boutade, ma forse neanche troppo. È quella che Matteo Renzi ha lanciato rispondendo a Bruno Vespa e Paolo Mieli durante Porta a Porta. «Salvini cercherà di spostarsi al centro», ha spiegato l’ex segretario dem. «Iv è una calamita e porterà a una polarizzazione al centro, scommetto che la prossima sfida dei prossimi due-tre anni non sarà degli estremismi ma al centro», poi il colpo: «Un’alleanza con Salvini al centro? Mai dire mai…credo proprio che vedere Vespa con il popcorn vale il prezzo del biglietto».

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Un sistema a punti per rimborsare chi paga con carte e bancomat

Per i più "virtuosi" il cashback potrebbe arrivare fino a 2 mila euro. Come cambia il decreto fiscale con la conversione in legge.

Un sistema a punti per rimborsare chi effettua pagamenti digitali, che premierà di più chi paga con carte di credito e bancomat il meccanico o l’idraulico rispetto a chi usa questi metodi per fare la spesa al supermercato.

Con la conversione in legge del decreto fiscale, il governo sta predisponendo una delle misure-chiave per promuovere la moneta elettronica, che potrebbe fruttare ai più “virtuosi” fino a 2 mila euro di cashback.

La riforma partirebbe a luglio, dunque entrerebbe in vigore nella seconda parte del 2020.

LEGGI ANCHE: Dalla plastic tax all’Imu, raffica di emendamenti alla manovra

IL PD CHIEDE DI AZZERARE LE COMMISSIONI BANCARIE PER LE PICCOLE TRANSAZIONI

La spinta passerà anche per «tagli drastici» alle commissioni bancarie, come promesso dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il Pd, con un apposito emendamento, ha chiesto addirittura di azzerarle entro i 15 euro.

I RITOCCHI SULLE MISURE ANTI-EVASIONE

Tra le modifiche più attese al decreto fiscale ci sono anche quelle che riguardano il carcere per i grandi evasori, ovvero per chi evade più di 100 mila euro. Per il premier Giuseppe Conte si tratta di una «battaglia di giustizia sociale», ma Italia viva ne aveva chiesto l’abolizione. Di sicuro sarà rivista la normativa sulle ritenute negli appalti e qualche ritocco potrebbe arrivare anche sulle indebite compensazioni.

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Come costi e burocrazia soffocano la musica dal vivo nei locali

La Fipe, Federazione italiana dei pubblici esercizi, ha presentato una serie di proposte per valorizzare i locali. Sul tavolo sgravi fiscali, depenalizzazione del reato di disturbo della quiete e migliore disciplina Siae.

Depenalizzare il reato di disturbo della quiete e del riposo delle persone, prevedere sgravi fiscali per i locali che intendono adeguarsi alla normativa sull’impatto acustico, ridurre i costi della Siae per i giovani artisti e sottrarre la disciplina sugli spettacoli al controllo del Ministero degli interni. Sono le proposte illustrare dal consigliere delegato di Fipe, la Federazione italiana dei pubblici esercizi, Rodolfo Citterio, nel corso di un incontro per valorizzare i locali e la musica dal vivo, che mirano a consolidare un settore fondamentale che muove un volume d’affari di un miliardo di euro l’anno.

LA BUROCRAZIA DIETRO LE PERFORMANCE

«Negli ultimissimi anni sono spuntati troppi paletti che rendono impossibile, per chi gestisce un bar o un ristorante, organizzare spettacoli dal vivo», ha spiegato Citterio, «basta che ci sia un piccolo palco o che sia previsto un sovrapprezzo per la prima consumazione ed ecco che una performance live in un locale da 150 persone viene equiparato a un vero e proprio concerto in piazza. Un’assurdità che penalizza anche i giovani talenti che spesso vedono in queste serate un trampolino di lancio».

SPOSTARE GLI SPETTACOLI DAL MINISTERO DEGLI INTERNI

Per Citterio «bisogna spostare la disciplina degli spettacoli in un altro ministero che non sia quello degli Interni, altrimenti continueranno ad essere vissuti solo come tema di ordine pubblico. Ma soprattutto occorre lavorare sugli incentivi economici». Fipe si è augurata che «il governo come anche i Comuni faccia la loro parte, prendendo spunto da Bologna e Milano che da anni stanno lavorando molto bene, tanto che su 3 mila spettacoli musicali organizzati in Italia nel 2017, mille si sono svolti in provincia di Milano».

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Sciopero di 24 ore del trasporto aereo il 13 dicembre

I sindacati hanno proclamato la sospensione dal lavoro per protestare contro la mancanza di sviluppi sul fronte Alitalia e la mancata applicazione del contratto e di nuovi finanziamenti per il fondo solidarietà.

Uno sciopero di 24 ore alle porte del periodo natalizio. Il 19 novembre i sindacati del trasporto aereo hanno annunciato la sospensione dal lavoro per la giornata del 13 dicembre. Le motivazioni? La crisi infinita di Alitalia – sul salvataggio della quale proprio lo stesso giorno Atlantia ha tirato il freno a mano -, e la mancanza di condizioni uguali per i lavoratori del settore. Per questo nell’annunciare lo sciopero Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto aereo chiedono anche a tutte le aziende l’applicazione del contratto di settore, e il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà.

LEGGI ANCHE: Atlantia frena sull’offerta ad Alitalia

«I PROBLEMI DI ALITALIA SONO IMMUTATI»

Lo sciopero, che fa seguito a quello di 4 ore dello scorso 26 luglio, è proclamato «a seguito della grave crisi che imperversa nel settore del Trasporto aereo e per il proliferare di situazioni fallimentari, in alcuni casi della stessa impresa più volte nel tempo, come nella vicenda Alitalia». «Permangono immutate», si legge nella proclamazione, «tutte le problematiche che hanno determinato la crisi della principale compagnia italiana, ovvero il gruppo Alitalia in amministrazione straordinaria, e non sussistono al momento certezze, al di là delle dichiarazioni di intenti, circa il fatto che essa si possa concludere senza impatti sul fronte del lavoro, in termini di esuberi di lavoratori e lavoratrici e di paventati quanto insostenibili tagli al costo del lavoro, sia per i dipendenti diretti della compagnia che per quelli delle imprese dell‘indotto, effetti «inaccettabili» che i sindacati «ribadiscono ancora una volta di non voler minimamente accettare».

CHIESTA UNA RIFORMA COMPLESSIVA DEL COMPARTO

Alitalia «sta attualmente applicando la Cigs ad oltre 1000 lavoratori del personale di terra e di volo, oltre a presentare una serie di criticità contrattuali non risolte», ricordano i sindacati, evidenziando che questo aggrava «un quadro già altamente critico in termini di incertezza rispetto al futuro aziendale ed al piano industriale della nuova Alitalia» su cui le quattro sigle «chiedono, inascoltate, da mesi l’avvio di un confronto». Oltre a questo, c’è «la non più procrastinabile necessità di dare finalmente corso ad una profonda riforma del comparto del Trasporto Aereo, intervenendo sulle asimmetrie competitive che penalizzano da anni le imprese italiane». «Permane infine – concludono i sindacati – la necessità di prevedere una adeguata e strutturale alimentazione del Fondo di Solidarietà del Trasporto Aereo, in prospettiva dell’avvicinarsi di un altro possibile pesante aggravamento della crisi del settore».

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Greggio sì, Segre no: la strana concezione di cittadinanza onoraria di Biella

Premiato il popolare conduttore una settimana dopo il rifiuto di dare il riconoscimento alla senatrice a vita sopravissuta ai lager nazisti. Il Pd: «Ridicola provocazione». Il sindaco è Corradino, della Lega.

Una sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti e sentatrice a vita sotto scorta no. Un popolare conduttore televisivo sì. Strane le scelte del Comune di Biella in tema di cittadinanza onoraria. La proposta di darla a Liliana Segre è stata rifiutata, mentre Ezio Greggio dopo una settimana l’ha ottenuta. La decisione è stata presa con l’approvazione di una delibera della Giunta di centrodestra: il sindaco è il leghista Claudio Corradino, eletto a giugno del 2019.

Segre no, Greggio sì dopo una settimana. La tempistica è da brivido. Una ridicola provocazione


Paolo Furia del Pd piemontese

Greggio si unisce così a una cerchia ristretta di personalità del territorio che si sono particolarmente distinte in diversi ambiti, come lo stilista Nino Cerruti e l’artista Michelangelo Pistoletto. Contro l’iniziativa però si è scagliato Paolo Furia, segretario regionale del Partito democratico in Piemonte: «Non c’è nulla di male di per sé», ha scritto su Facebook, «in un titolo di onorificenza a Ezio Greggio; ma la tempistica è da brivido. Farlo esattamente la settimana dopo aver bocciato la richiesta di dare la cittadinanza onoraria a Liliana Segre (ex deportata a Auschwitz, cui sono state date minacce antisemite nelle ultime settimane), è una ridicola provocazione».

RICONOSCIMENTO PER LA CARRIERA E IL SOCIALE

Le motivazioni che hanno indotto il sindaco Corradino a offrire a Greggio il riconoscimento sono legate alla carriera, all’impegno rivolto al sociale e al forte legame mantenuto con la città natale, Cossato. «Si conferisce a Ezio Greggio», è il testo, «il titolo di cittadino onorario per la popolarità televisiva come conduttore, giornalista, attore e regista; per il suo costante impegno attraverso l’associazione “Ezio Greggio per i bambini prematuri“; per aver contribuito a diffondere in Italia e nel mondo il nome di Biella». Il sindaco, dopo l’elezione nel 2019, fece a piedi un percorso fino al Santuario di Oropa a Biella per ringraziare la Madonna. La Segre percorse a piedi la “marcia della morte”, dopo l’evacuazione del lager, da Auschwitz fino a Ravensbrück: circa 600 chilometri. Distanze diverse, storie diverse, spessore umano diverso.

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Cosa c’è dietro lo scontro tra California e Fca sulle emissioni

Braccio di ferro tra il Golden State e alcune case automobilistiche. Il governo di Sacramento ha vietato gli acquisti per le auto dello Stato dai produttori vicini alle politiche di Trump sulle emissioni.

La California è passata al contrattacco e vietato gli acquisti di auto prodotte dalle case automobilistiche che si sono schierate con l’amministrazione Trump nella battaglia sulle emissioni. Si tratta di General Motors, Fca, Toyota e altri costruttori, le cui vetture non potranno più essere acquistate dalle agenzie del Golden State a partire probabilmente da gennaio 2020.

«Le case automobilistiche che hanno scelto di schierarsi sul lato sbagliato della storia perderanno il potere di acquisto della California» ha affermato il governatore dello stato, Gavin Newsom sfidando Donald Trump, ‘colpevole’ a suo avviso di voler abbassare gli standard sulle emissioni e strappare allo stato l’autorità di fissare i propri target in termini di inquinamento.

Non è chiaro quale sarà l’impatto preciso della decisione della California sui conti delle case automobilistiche ‘boicottate’: secondo i dati del New York Times il governo dello Stato conta su 51.000 auto, ma ne acquista 2.000-3.000 l’anno. Dei veicoli in suo possesso circa 14.000 sono Ford, 10.000 sono Gm, 4.000 Fca e 1.200 Toyota. Secondo Automotive News, fra il 2016 e il 2018 la California ha acquistato auto Gm per 58,6 milioni di dollari, Fca per 55,8 milioni di dollari, Toyota per 10,6 milioni di dollari e Nissan per 9 milioni.

POSSIBILI ACQUISTI DIROTTATI SU BMW, FORD E VOLKSWAGEN E HONDA

La Casa Bianca non ha commentato la sfida della California. Gm si è limitata, con un suo portavoce, a precisare che il divieto ridurrà la possibilità di scelta dello Stato in termini di auto economiche e pulite. Ma Sacramento non è sembrata impaurita e ha ritenuto di poter contare su una vasta scelta visto il numero di case automobilistiche che ha sposato la causa della California sulle emissioni: le agenzie statali potranno infatti acquistare più Bmw, Ford, Volkswagen e Honda, i costruttori che hanno sposato la battaglia dello Stato per auto più verdi.

IL BRACCIO DI FERRO TRA CALIFORNIA E WASHINGTON

Lo scontro fra la California e l’amministrazione Trump sulle emissioni ha avuto come risultato quello di spaccare l’industria automobilistica. Bmw, Honda, Volkswagen e Ford hanno raggiunto un accordo con lo Stato per seguire le sue regole sulle emissioni, le più stringenti negli Stati Uniti. Gm, Fca e Toyota hanno invece scelto di schierarsi con Trump nella convinzione che sia il governo federale e non la California a dover dettare gli standard sulle emissioni di auto e mezzi pesanti. Posizioni contrastanti che rischiano di aver come effetto solo quello che siano i consumatori e l’ambiente a pagarne le conseguenze.

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L’Italia sempre più colpita da eventi meteorologici estremi

Nel 2018 sono stati 148, con un bilancio di vittime e danni di gran lunga superiore rispetto agli ultimi cinque anni. Cosa dice il rapporto "Il clima è già cambiato" di Legambiente.

Il clima è già cambiato e sta mettendo in difficoltà le città italiane da Nord a Sud. Soltanto nel 2018 il nostro Paese è stato colpito da 148 eventi meteorologici estremi, che hanno causato 32 vittime e oltre 4.500 sfollati. Un bilancio di gran lunga superiore alla media degli ultimi cinque anni.

I numeri più aggiornati sono contenuti nel rapporto 2019 dell’Osservatorio CittàClima di Legambiente, intitolato per l’appunto Il clima è già cambiato e realizzato in collaborazione con Unipol. L’impatto del cambiamento climatico mostra chiaramente l’urgenza di quella che l’associazione definisce una «nuova politica di adattamento», e di interventi per fermare il dissesto idrogeologico.

Dal 2010 in poi i Comuni italiani che hanno subito danni rilevanti a causa del maltempo sono stati 350, con 563 eventi meteorologici estremi che hanno causato, tra le altre cose, 73 giorni di stop a metro e treni e 72 giorni di blackout. Le città colpite dal maggior numero di eventi estremi sono state Roma (33), Milano (25), Genova (14), Napoli (12), Palermo (12), Catania (9), Bari (8), Reggio Calabria (8) e Torino (7).

Gli eventi meteorologici estremi che hanno colpito l’Italia tra il 2010 e il 2018 (fonte: Legambiente).

TEMPERATURE IN CONTINUA CRESCITA

Il rapporto CittàClima 2019 evidenzia poi come la temperatura nelle nostre città sia in continua crescita, e a ritmi maggiori rispetto al resto del Paese: la media nazionale delle aree urbane è di +0,8 gradi centigradi nel periodo 2001-2018 rispetto alla media del periodo 1971-2000. Con picchi particolarmente elevati a Milano (+1,5 gradi), Bari (+1) e Bologna (+0,9).

ALLAGAMENTI, TROMBE D’ARIA E FRANE

Nei 350 Comuni Italiani colpiti da eventi estremi si sono verificati 211 allagamenti da piogge, 193 danni alle infrastrutture, 123 trombe d’aria, 75 esondazioni fluviali, 20 frane e 14 danni al patrimonio da piogge intense. Il maggior numero di danni alle infrastrutture si è verificato a Roma con 11 eventi, seguita da Napoli con 8 e da Genova, Palermo e Reggio Calabria con 6. A Milano, invece, è record di esondazioni fluviali: 18 negli ultimi 10 anni.

IL NODO DELL’ACCESSO ALL’ACQUA

L’accesso all’acqua è un altro problema rilevante. In una prospettiva di lunghi periodi di siccità, rischia di diventare sempre più difficile da garantire. La situazione è complicata anche oggi. Basti pensare che nel 2017 nei quattro principali bacini idrografici italiani (Po, Adige, Arno e Tevere) le portate medie annue hanno registrato una riduzione media complessiva del 39,6% rispetto alla media del trentennio 1981-2010.

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Alitalia, Atlantia avverte il governo: «Non ci sono le condizioni per l’offerta»

Dura nota della società Benetton che in «mancanza di significative evoluzioni», informa che per ora non aderisce al consorzio per rilanciare la compagnia di bandiera. Ma il confronto resta aperto.

Alitalia, storia infinita. In teoria ci si aspettava di chiudere la fase dell’offerta il 21 novembre. E invece a 48 dalla data prevista, uno dei tasselli principali e il più controverso per rimettere insieme il puzzle della compagnia di bandiera italiana tira il freno a mano. Atlantia, la società dei Benetton che controlla Autostrade per l’Italia, il 19 novembre ha diffuso una comunicazione che suona come un avvertimento al governo: «Preso atto della mancanza di significative evoluzioni» nelle problematiche rappresentate il 15 ottobre scorso, si legge nel comunicato, la società «informa che allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l’adesione della società al Consorzio finalizzato alla presentazione di un’eventuale offerta vincolante su Alitalia». La nota precisa tuttavia che «resta in ogni caso ferma la disponibilità a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale e per la definizione di un business plan condiviso, solido e di lungo periodo per il rilancio di Alitalia».

INDETTO LO SCIOPERO NAZIONALE DEL TRASPORTO AEREO IL 13/12

Il perdurare della crisi della compagnia aerea è anche alla base dello sciopero nazionale di 24 ore del trasporto aereo che i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl hanno indetto per venerdì 13 dicembre. Oltre ad Alitalia le organizzazioni dei lavoratori del comparto chiedono a tutte le aziende l’applicazione del contratto di settore, e il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà del trasporto aereo.

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Dall’India è in arrivo la prima “pillola” anticoncezionale maschile

Secondo l'Hindustan Times negli ultimi trials il farmaco ha avuto il 97,3% di risultati positivi e senza effetti collaterali. Si tratta di un prodotto da iniettare già inviato all'Agenzia del farmaco indiana per l'approvazione.

Potrebbe cambiare le nostre abitudini sessuali e avere effetti sociali non da poco: dall’India con tutta probabilità arriverà la pillola maschile. L‘Istituto indiano per la ricerca medica (Indian Council of Medical Research, ICMR) ha infatti completato con successo l’ultima fase dei trials clinici sul primo contraccettivo destinato al maschio, un prodotto iniettabile, che è stato inviato recentemente, per l’approvazione, all‘Agenzia del farmaco indiana, la Drug controller general of India, Dcgi. La notizia è stata anticipata da alcuni ricercatori coinvolti nel progetto, secondo i quali, scrive il quotidiano Hindustan Times, il farmaco avrebbe efficacia per almeno tredici anni.

GLI EFFETTI DURANO 13 ANNI

Pensato come sostituto alla vasectomia chirurgica, il contraccettivo ha una durata di ben tredici, dopodiché perde la sua potenza, spiega il quotidiano di New Delhi. Ricerche simili sono in corso anche negli Stati Uniti dove però sono ancora in fase di sviluppo e in Gran Bretagna dove una pillola maschile ha dato come effetti collaterali acne e cattivo umore e ne è stato bloccato lo studio. Quella dell‘Icmr, istituto biomedico finanziato dal governo di New Delhi, è la ricerca più avanzata a livello globale.

IL 97,3% DI RISULTATI POSITIVI

La terza fase del trial, appena conclusa, è stata condotta su 303 candidati, con il 97,3 di risultati positivi, e senza che siano stati riportati effetti collaterali. «Il farmaco è pronto e può essere definito il primo contraccettivo maschile del mondo», ha detto il dottor Rs Sharma, ricercatore senior dell’Icmr, che ha condotto la supervisione dei trial. L’Icmr è la più qualificata agenzia governativa indiana per la ricerca biomedica, sotto l’egida del ministero della Salute.

ALTRI SETTE MESI PRIMA DELLA FABBRICAZIONE

«Direi che ci vorranno ancora dai sei ai sette mesi prima che tutte le autorizzazioni vengano concesse prima che il prodotto possa essere fabbricato», ha dichiarato all’Hindustan Times VG Sonami, capo dell’agenzia del farmaco indiana. 

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Dall’India è in arrivo la prima “pillola” anticoncezionale maschile

Secondo l'Hindustan Times negli ultimi trials il farmaco ha avuto il 97,3% di risultati positivi e senza effetti collaterali. Si tratta di un prodotto da iniettare già inviato all'Agenzia del farmaco indiana per l'approvazione.

Potrebbe cambiare le nostre abitudini sessuali e avere effetti sociali non da poco: dall’India con tutta probabilità arriverà la pillola maschile. L‘Istituto indiano per la ricerca medica (Indian Council of Medical Research, ICMR) ha infatti completato con successo l’ultima fase dei trials clinici sul primo contraccettivo destinato al maschio, un prodotto iniettabile, che è stato inviato recentemente, per l’approvazione, all‘Agenzia del farmaco indiana, la Drug controller general of India, Dcgi. La notizia è stata anticipata da alcuni ricercatori coinvolti nel progetto, secondo i quali, scrive il quotidiano Hindustan Times, il farmaco avrebbe efficacia per almeno tredici anni.

GLI EFFETTI DURANO 13 ANNI

Pensato come sostituto alla vasectomia chirurgica, il contraccettivo ha una durata di ben tredici, dopodiché perde la sua potenza, spiega il quotidiano di New Delhi. Ricerche simili sono in corso anche negli Stati Uniti dove però sono ancora in fase di sviluppo e in Gran Bretagna dove una pillola maschile ha dato come effetti collaterali acne e cattivo umore e ne è stato bloccato lo studio. Quella dell‘Icmr, istituto biomedico finanziato dal governo di New Delhi, è la ricerca più avanzata a livello globale.

IL 97,3% DI RISULTATI POSITIVI

La terza fase del trial, appena conclusa, è stata condotta su 303 candidati, con il 97,3 di risultati positivi, e senza che siano stati riportati effetti collaterali. «Il farmaco è pronto e può essere definito il primo contraccettivo maschile del mondo», ha detto il dottor Rs Sharma, ricercatore senior dell’Icmr, che ha condotto la supervisione dei trial. L’Icmr è la più qualificata agenzia governativa indiana per la ricerca biomedica, sotto l’egida del ministero della Salute.

ALTRI SETTE MESI PRIMA DELLA FABBRICAZIONE

«Direi che ci vorranno ancora dai sei ai sette mesi prima che tutte le autorizzazioni vengano concesse prima che il prodotto possa essere fabbricato», ha dichiarato all’Hindustan Times VG Sonami, capo dell’agenzia del farmaco indiana. 

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