Riace, decade il sindaco leghista Trifoli: era ineleggibile

Dipendente del comune, aveva preso un'aspettativa che non gli spettava per candidarsi. La candidata della lista di Mimmo Lucano che aveva presentato ricorso ha vinto la sua battaglia.

Un altro sindaco decaduto a Riace, il paesino calabrese divenuto celebre per il modello di accoglienza dei migranti che a ottobre 2018 ha visto arrestare il primo cittadino Mimmo Lucano e a maggio ha eletto il primo sindaco leghista della sua storia. L’11 novembre il Tribunale di Locri ha accolto il ricorso che era stato presentato dalla candidata a sindaco di Riace Maria Caterina Spanò, dichiarando l’ineleggibilità di Antonio Trifoli, eletto primo cittadino in occasione delle amministrative svoltesi il 27 maggio scorso.

TRIFOLI NON POTEVA CHIEDERE L’ASPETTATIVA DA VIGILE URBANO

Maria Caterina Spanò, assistita dall’avvocato Francesco Rotundo, aveva sostenuto l’ineleggibilità di Trifoli in quanto dipendente del Comune, con mansioni di vigile urbano con contratto a tempo determinato. E in quanto tale non poteva beneficiare dell’aspettativa per motivi politici. Spanò capeggiava la lista in cui era candidato a consigliere l’ex sindaco Mimmo Lucano, decaduto dopo il suo arresto nell’ottobre 2018 per i presunti illeciti nella gestione dei migranti. Lucano, comunque, non era stato eletto. La sentenza con cui è stato accolto il ricorso di Maria Caterina Spanò sarà esecutiva soltanto dopo i tre gradi giudizio. Fino ad allora Trifoli resterà in carica come sindaco.

INELEGGIBILITÁ CONFERMATA DAL MINISTERO DELL’INTERNO

Il ricorso della candidata a sindaco era stato riunito con un’analoga iniziativa che era stata promossa da tre cittadini di Riace. L’ineleggibilità di Trifoli era stata anche sancita in un parere espresso nel mese di settembre dal Ministero dell’Interno e notificato alla Prefettura di Reggio Calabria.

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Allerta meteo da Nord a Sud: temporali in tutta Italia

Allarme rosso in Calabria, Basilicata e Sicilia. Rischio nubifragi e allagamenti a Roma, maree eccezionali previste a Venezia. Neve sull'arco alpino sopra i 1.200 metri. Il quadro del maltempo nella giornata del 12 novembre.

Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), piogge lievi su Lombardia ed Emilia-Romagna. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Allerta meteo da Nord a Sud: temporali in tutta Italia

Allarme rosso in Calabria, Basilicata e Sicilia. Rischio nubifragi e allagamenti a Roma, maree eccezionali previste a Venezia. Neve sull'arco alpino sopra i 1.200 metri. Il quadro del maltempo nella giornata del 12 novembre.

Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), piogge lievi su Lombardia ed Emilia-Romagna. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Una forte perturbazione sta portando temporali in tutta Italia, da Nord a Sud. Per la giornata del 12 novembre la Protezione civile ha diramato l’allerta rossa su gran parte della Calabria, sui settori costieri della Basilicata e sulla Sicilia orientale. Allerta arancione per la Puglia e per i restanti settori di Basilicata, Calabria e Sicilia. Gialla su Emilia-Romagna, Lazio, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Campania e settori di Lombardia, Veneto, Toscana e Sardegna.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL NORD

Per l’Italia del Nord le previsioni meteo annunciano un 12 novembre ambivalente: nelle regioni occidentali (Liguria, Piemonte e Val d’Aosta) non sono previste piogge significative, anche se il cielo resterà grigio. Il grosso delle precipitazioni si abbatterà invece sulle regioni orientali (Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige), piogge lievi su Lombardia ed Emilia-Romagna. Prevista neve sull’arco alpino sopra i 1.200 metri. Nel corso della giornata la tendenza si confermerà, per poi attenuarsi a partire dalla tarda mattinata del 13 novembre. A Venezia sono possibili maree eccezionali: martedì mattina è previsto un picco di 140 centimetri, martedì sera di 145 centimetri, mercoledì mattina di 145 centimetri.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL CENTRO

Il 12 novembre sarà molto nuvoloso anche sul Centro Italia. Le piogge potranno assumere carattere temporalesco su Sardegna, Umbria e regioni tirreniche. Per quanto riguarda in particolare la Sardegna, a causa di un ciclone sul Mediterraneo occidentale sono attesi pioggia, vento e mareggiate fino a sera. Nel Lazio le precipitazioni più intense colpiranno le province di Viterbo, Latina, Frosinone e Roma, con il rischio concreto di nubifragi e locali allagamenti. Anche sulla Capitale sussiste quindi la possibilità di violenti rovesci specie durante il pomeriggio di martedì, accompagnati da raffiche di vento in prevalenza dai quadranti meridionali.

LE PREVISIONI METEO PER LE REGIONI DEL SUD

L’ondata di maltempo colpirà soprattutto le regioni del Sud, con allerta rossa per Calabria, Basilicata e Sicilia orientale, dove sarà elevato il rischio di fenomeni alluvionali. Forti venti di scirocco accompagneranno piogge intense, in risalita dal Mar Mediterraneo verso la Sicilia, a partire dalla serata di lunedì 11 novembre, con mareggiate e onde alte fino a quattro metri su tutte le coste esposte. In sole sei ore potrebbero cadere fino a 80 millimetri d’acqua, ovvero 80 litri d’acqua su una superficie di un metro quadrato. Non sono da escludere anche grandinate e locali trombe d’aria soprattutto a Ragusa, Agrigento, Siracusa, Caltanissetta, Enna e Catania. Nella notte e nelle prime ore del 12 novembre lo spostamento del minimo depressionario dalla Tunisia al Mar Tirreno farà sì che le intense precipitazioni si concentreranno tra la Sicilia orientale e la Calabria ionica, dove potranno verificarsi alluvioni e allagamenti. Il maltempo sarà associato anche in questo caso a forti venti di scirocco, sia sul Mar Ionio, sia sulle vette appenniniche della Sila e dell’Aspromonte. La situazione andrà migliorando nel corso della mattinata di martedì.

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Giorgetti lancia la proposta di un tavolo costituente

Il numero due della Lega fa un appello alle altre forze politiche: «Sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco e dare un governo decente a questo Paese». Ma Salvini lo stoppa.

Un tavolo costituente «per cambiare le regole del gioco». Lo ha proposto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, appellandosi alle altre forze politiche. Al centro della discussione, in primis, la riscrittura della legge elettorale. «Sediamoci a un tavolo per cambiare tre-quattro regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese», ha detto Giorgetti durante il convegno “Metamorfosi”.

«VA DATA LA POSSIBILITÀ A CHI GOVERNA DI DECIDERE»

A Lucia Annunziata, che gli domandava se ritenesse necessario aprire un tavolo per le riforme, Giorgetti ha risposto: «Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto. Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le quattro-cinque cose necessarie,magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere».

SALA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA

«Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco…» Con lui sul palco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: «Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano». Secondo Giorgetti «l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per dare la possibilità a chi governa di decidere».

ANCHE RENZI APRE AL NUMERO DUE LEGHISTA

«Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia viva c’è», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Decisamente più freddo Matteo Salvini. «Sono impegnato in temi molto più concreti», ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Capriano Briosco. Per Salvini, la proposta di Giorgetti «può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti».

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Giorgetti lancia la proposta di un tavolo costituente

Il numero due della Lega fa un appello alle altre forze politiche: «Sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco e dare un governo decente a questo Paese». Ma Salvini lo stoppa.

Un tavolo costituente «per cambiare le regole del gioco». Lo ha proposto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, appellandosi alle altre forze politiche. Al centro della discussione, in primis, la riscrittura della legge elettorale. «Sediamoci a un tavolo per cambiare tre-quattro regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese», ha detto Giorgetti durante il convegno “Metamorfosi”.

«VA DATA LA POSSIBILITÀ A CHI GOVERNA DI DECIDERE»

A Lucia Annunziata, che gli domandava se ritenesse necessario aprire un tavolo per le riforme, Giorgetti ha risposto: «Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto. Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le quattro-cinque cose necessarie,magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere».

SALA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA

«Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco…» Con lui sul palco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: «Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano». Secondo Giorgetti «l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per dare la possibilità a chi governa di decidere».

ANCHE RENZI APRE AL NUMERO DUE LEGHISTA

«Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia viva c’è», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Decisamente più freddo Matteo Salvini. «Sono impegnato in temi molto più concreti», ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Capriano Briosco. Per Salvini, la proposta di Giorgetti «può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti».

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Giorgetti lancia la proposta di un tavolo costituente

Il numero due della Lega fa un appello alle altre forze politiche: «Sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco e dare un governo decente a questo Paese». Ma Salvini lo stoppa.

Un tavolo costituente «per cambiare le regole del gioco». Lo ha proposto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, appellandosi alle altre forze politiche. Al centro della discussione, in primis, la riscrittura della legge elettorale. «Sediamoci a un tavolo per cambiare tre-quattro regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese», ha detto Giorgetti durante il convegno “Metamorfosi”.

«VA DATA LA POSSIBILITÀ A CHI GOVERNA DI DECIDERE»

A Lucia Annunziata, che gli domandava se ritenesse necessario aprire un tavolo per le riforme, Giorgetti ha risposto: «Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto. Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le quattro-cinque cose necessarie,magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere».

SALA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA

«Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco…» Con lui sul palco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: «Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano». Secondo Giorgetti «l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per dare la possibilità a chi governa di decidere».

ANCHE RENZI APRE AL NUMERO DUE LEGHISTA

«Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia viva c’è», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Decisamente più freddo Matteo Salvini. «Sono impegnato in temi molto più concreti», ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Capriano Briosco. Per Salvini, la proposta di Giorgetti «può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti».

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Il numero due della Lega fa un appello alle altre forze politiche: «Sediamoci a un tavolo per cambiare le regole del gioco e dare un governo decente a questo Paese». Ma Salvini lo stoppa.

Un tavolo costituente «per cambiare le regole del gioco». Lo ha proposto il vicesegretario della Lega Giancarlo Giorgetti, appellandosi alle altre forze politiche. Al centro della discussione, in primis, la riscrittura della legge elettorale. «Sediamoci a un tavolo per cambiare tre-quattro regole del gioco e per dare un governo decente a questo Paese», ha detto Giorgetti durante il convegno “Metamorfosi”.

«VA DATA LA POSSIBILITÀ A CHI GOVERNA DI DECIDERE»

A Lucia Annunziata, che gli domandava se ritenesse necessario aprire un tavolo per le riforme, Giorgetti ha risposto: «Era l’unica cosa che bisognava fare il 20 di agosto. Interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così, ci si mette d’accordo per cambiare le quattro-cinque cose necessarie,magari anche la legge elettorale per dare la possibilità a chi governa di decidere».

SALA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA

«Se la struttura costituzionale rimane quella di adesso e si torna al sistema proporzionale, questo Paese è spacciato, indipendentemente da chi va al governo. Lo dico non autorizzato da Salvini, quindi nessuno può dire che io suggerisco…» Con lui sul palco il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che ha condiviso l’idea: «Sono d’accordo, anch’io oggi vedrei la necessità di una costituente a cui partecipano persone che sanno di cosa parlano». Secondo Giorgetti «l’interesse dell’Italia è che questo governo non vada avanti così: ci si mette d’accordo per dare la possibilità a chi governa di decidere».

ANCHE RENZI APRE AL NUMERO DUE LEGHISTA

«Oggi Giorgetti della Lega lancia l’idea di scrivere tutti insieme le regole del gioco. Mi sembra una proposta saggia e intelligente. Italia viva c’è», ha scritto su Twitter Matteo Renzi. Decisamente più freddo Matteo Salvini. «Sono impegnato in temi molto più concreti», ha detto il leader della Lega a margine di un incontro a Capriano Briosco. Per Salvini, la proposta di Giorgetti «può essere interessante in prospettiva, però incontrando gli italiani, dalla Calabria alla Romagna, mi chiedono meno tasse e meno burocrazia oggi. Quindi me ne occuperò più avanti».

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Giù l’Iva sugli assorbenti: nel dl Fisco il Pd rilancia la proposta

Nell'emendamento dem prevista un'aliquota del 10%. La misura era già stata bocciata dalla Camera dei deputati a maggio. Sarà questo il mese buono per le italiane?

Se questa volta la proposta fosse approvata, finalmente le donne non saranno più costrette a pagare a un’Iva al 22% sugli assorbenti. Con un emendamento al decreto legge sul fisco presentato in commissione Finanze alla Camera il Partito Democratico rilancia il taglio alla tassa sulle mestruazioni che la Camera dei deputati aveva già rigettato a maggio.

MILLE EMENDAMENTI, CONDONO PD E CRITICHE DA CONFINDUSTRIA

In realtà sono circa mille gli emendamenti al decreto fiscale presentati
alla Camera. Il Pd chiede anche di estendere anche agli avvisi bonari la pace fiscale. Quanto alla manovra, si va verso la modifica della sugar tax e anche della plastic tax, che resta nel mirino di Confindustria. Secondo
l’associazione degli imprenditori, la tassa sugli imballaggi costa 109 euro l’anno a famiglia, mentre l’aumento della tassa sulle auto aziendali sarebbe ‘una stangata per 2 milioni di lavoratori’.

LA NUOVA VERSIONE PREVEDE L’IVA AL 10%

La nuova formulazione dell’emendamento contro la cosiddetta “tampon tax” prevede che «ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva)» contro l’attuale 22.

LA BOCCIATURA DI MAGGIO PER UN COSTO DI 212 MILIONI

A maggio dello scorso anno la stessa misura era stata respinta con 253 deputati contrari e appena 189 voti favorevoli. All’epoca il costo del taglio era stato calcolato dalla Ragioneria dello Stato in 212 milioni di euro. La bocciatura della misura era stata contestata ampiamente e sul web era stata lanciata la petizione “il ciclo non è un lusso” per far riconoscere che il ciclo mestruale riguarda più di metà della popolazione, anche se quella con in mano le maggiori leve del potere, anche legislativo. Che questo sia il mese buono per cambiare le cose?

BOLDRINI: «PROPOSTA BIPARTISAN»

«Insieme ad altre 32 deputate di vari gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, ho sottoscritto un emendamento al decreto fiscale che riduce dal 22 al 10% l’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili. Perché non sono beni di lusso ma una necessità!», ha scritto in una nota Laura Boldrini aggiungendo l’hashtag “#NoTamponTax“.

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Giù l’Iva sugli assorbenti: nel dl Fisco il Pd rilancia la proposta

Nell'emendamento dem prevista un'aliquota del 10%. La misura era già stata bocciata dalla Camera dei deputati a maggio. Sarà questo il mese buono per le italiane?

Se questa volta la proposta fosse approvata, finalmente le donne non saranno più costrette a pagare a un’Iva al 22% sugli assorbenti. Con un emendamento al decreto legge sul fisco presentato in commissione Finanze alla Camera il Partito Democratico rilancia il taglio alla tassa sulle mestruazioni che la Camera dei deputati aveva già rigettato a maggio.

MILLE EMENDAMENTI, CONDONO PD E CRITICHE DA CONFINDUSTRIA

In realtà sono circa mille gli emendamenti al decreto fiscale presentati
alla Camera. Il Pd chiede anche di estendere anche agli avvisi bonari la pace fiscale. Quanto alla manovra, si va verso la modifica della sugar tax e anche della plastic tax, che resta nel mirino di Confindustria. Secondo
l’associazione degli imprenditori, la tassa sugli imballaggi costa 109 euro l’anno a famiglia, mentre l’aumento della tassa sulle auto aziendali sarebbe ‘una stangata per 2 milioni di lavoratori’.

LA NUOVA VERSIONE PREVEDE L’IVA AL 10%

La nuova formulazione dell’emendamento contro la cosiddetta “tampon tax” prevede che «ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva)» contro l’attuale 22.

LA BOCCIATURA DI MAGGIO PER UN COSTO DI 212 MILIONI

A maggio dello scorso anno la stessa misura era stata respinta con 253 deputati contrari e appena 189 voti favorevoli. All’epoca il costo del taglio era stato calcolato dalla Ragioneria dello Stato in 212 milioni di euro. La bocciatura della misura era stata contestata ampiamente e sul web era stata lanciata la petizione “il ciclo non è un lusso” per far riconoscere che il ciclo mestruale riguarda più di metà della popolazione, anche se quella con in mano le maggiori leve del potere, anche legislativo. Che questo sia il mese buono per cambiare le cose?

BOLDRINI: «PROPOSTA BIPARTISAN»

«Insieme ad altre 32 deputate di vari gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, ho sottoscritto un emendamento al decreto fiscale che riduce dal 22 al 10% l’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili. Perché non sono beni di lusso ma una necessità!», ha scritto in una nota Laura Boldrini aggiungendo l’hashtag “#NoTamponTax“.

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Nell'emendamento dem prevista un'aliquota del 10%. La misura era già stata bocciata dalla Camera dei deputati a maggio. Sarà questo il mese buono per le italiane?

Se questa volta la proposta fosse approvata, finalmente le donne non saranno più costrette a pagare a un’Iva al 22% sugli assorbenti. Con un emendamento al decreto legge sul fisco presentato in commissione Finanze alla Camera il Partito Democratico rilancia il taglio alla tassa sulle mestruazioni che la Camera dei deputati aveva già rigettato a maggio.

MILLE EMENDAMENTI, CONDONO PD E CRITICHE DA CONFINDUSTRIA

In realtà sono circa mille gli emendamenti al decreto fiscale presentati
alla Camera. Il Pd chiede anche di estendere anche agli avvisi bonari la pace fiscale. Quanto alla manovra, si va verso la modifica della sugar tax e anche della plastic tax, che resta nel mirino di Confindustria. Secondo
l’associazione degli imprenditori, la tassa sugli imballaggi costa 109 euro l’anno a famiglia, mentre l’aumento della tassa sulle auto aziendali sarebbe ‘una stangata per 2 milioni di lavoratori’.

LA NUOVA VERSIONE PREVEDE L’IVA AL 10%

La nuova formulazione dell’emendamento contro la cosiddetta “tampon tax” prevede che «ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva)» contro l’attuale 22.

LA BOCCIATURA DI MAGGIO PER UN COSTO DI 212 MILIONI

A maggio dello scorso anno la stessa misura era stata respinta con 253 deputati contrari e appena 189 voti favorevoli. All’epoca il costo del taglio era stato calcolato dalla Ragioneria dello Stato in 212 milioni di euro. La bocciatura della misura era stata contestata ampiamente e sul web era stata lanciata la petizione “il ciclo non è un lusso” per far riconoscere che il ciclo mestruale riguarda più di metà della popolazione, anche se quella con in mano le maggiori leve del potere, anche legislativo. Che questo sia il mese buono per cambiare le cose?

BOLDRINI: «PROPOSTA BIPARTISAN»

«Insieme ad altre 32 deputate di vari gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, ho sottoscritto un emendamento al decreto fiscale che riduce dal 22 al 10% l’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili. Perché non sono beni di lusso ma una necessità!», ha scritto in una nota Laura Boldrini aggiungendo l’hashtag “#NoTamponTax“.

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Giù l’Iva sugli assorbenti: nel dl Fisco il Pd rilancia la proposta

Nell'emendamento dem prevista un'aliquota del 10%. La misura era già stata bocciata dalla Camera dei deputati a maggio. Sarà questo il mese buono per le italiane?

Se questa volta la proposta fosse approvata, finalmente le donne non saranno più costrette a pagare a un’Iva al 22% sugli assorbenti. Con un emendamento al decreto legge sul fisco presentato in commissione Finanze alla Camera il Partito Democratico rilancia il taglio alla tassa sulle mestruazioni che la Camera dei deputati aveva già rigettato a maggio.

MILLE EMENDAMENTI, CONDONO PD E CRITICHE DA CONFINDUSTRIA

In realtà sono circa mille gli emendamenti al decreto fiscale presentati
alla Camera. Il Pd chiede anche di estendere anche agli avvisi bonari la pace fiscale. Quanto alla manovra, si va verso la modifica della sugar tax e anche della plastic tax, che resta nel mirino di Confindustria. Secondo
l’associazione degli imprenditori, la tassa sugli imballaggi costa 109 euro l’anno a famiglia, mentre l’aumento della tassa sulle auto aziendali sarebbe ‘una stangata per 2 milioni di lavoratori’.

LA NUOVA VERSIONE PREVEDE L’IVA AL 10%

La nuova formulazione dell’emendamento contro la cosiddetta “tampon tax” prevede che «ai prodotti sanitari e igienici femminili, quali tamponi interni, assorbenti igienici esterni, coppe e spugne mestruali, si applica l’aliquota del 10 per cento dell’imposta sul valore aggiunto (Iva)» contro l’attuale 22.

LA BOCCIATURA DI MAGGIO PER UN COSTO DI 212 MILIONI

A maggio dello scorso anno la stessa misura era stata respinta con 253 deputati contrari e appena 189 voti favorevoli. All’epoca il costo del taglio era stato calcolato dalla Ragioneria dello Stato in 212 milioni di euro. La bocciatura della misura era stata contestata ampiamente e sul web era stata lanciata la petizione “il ciclo non è un lusso” per far riconoscere che il ciclo mestruale riguarda più di metà della popolazione, anche se quella con in mano le maggiori leve del potere, anche legislativo. Che questo sia il mese buono per cambiare le cose?

BOLDRINI: «PROPOSTA BIPARTISAN»

«Insieme ad altre 32 deputate di vari gruppi politici, sia di maggioranza che di opposizione, ho sottoscritto un emendamento al decreto fiscale che riduce dal 22 al 10% l’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili. Perché non sono beni di lusso ma una necessità!», ha scritto in una nota Laura Boldrini aggiungendo l’hashtag “#NoTamponTax“.

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Cristiano Ronaldo e lo spauracchio squalifica per la fuga in Juventus-Milan

Il portoghese, andandosene prima dei compagni, avrebbe violato il regolamento antidoping per il quale poteva essere uno dei sorteggiati chiamati a sottoporsi ai controlli. Sulla carta rischia fino a due anni. Ma non esistono precedenti.

Nessuna multa dalla Juventus, che pare aver fatto buon viso a cattivo gioco alle intemperanze seguite al cambio con Paulo Dybala, al 55esimo minuto del match col Milan. Ma per Cristiano Ronaldo qualche guaio potrebbe comunque arrivare. La pulce nell’orecchio l’ha messa Antonio Cassano che, ospite di Tiki Taka, ha ipotizzato possibili sanzioni per il portoghese, reo di essersi allontanato dall’Allianz Stadium prima dei compagni, eludendo di fatto il possibile controllo antidoping a sorpresa per il quale poteva essere sorteggiato.

PER CHI NON SI PRESENTA LA SANZIONE VA DA UNO A DUE ANNI

Secondo le norme applicate dalla Figc in ossequio al regolamento della Wada, infatti, «per la violazione dell’articolo 2.4 (mancata reperibilità), il periodo di squalifica sarà di due anni, con possibilità di riduzione a un periodo minimo di un anno a seconda del grado di colpa dell’atleta. La flessibilità di comminare una squalifica di due o un anno prevista dal presente articolo non è estesa agli atleti il cui comportamento sia caratterizzato da cambiamenti all’ultimo momento relativi alla loro reperibilità, ovvero la cui condotta induca a sospettare fortemente che l’atleta stesse cercando di evitare di rendersi disponibile per lo svolgimento dei controlli». Dal regolamento Uefa, tuttavia, si evince come i club siano informati almeno 15 minuti prima del triplice fischio dei giocatori destinati al controllo.

NESSUN COMMENTO DA NADO, E CONI

Dalla Nado (l’agenzia antidoping nazionale, diretta derivazione della Wada) e dal Coni filtra assoluto riserbo sull’eventualità. E ancor più sulle tempistiche di un possibile intervento per censurare il comportamento di Cristiano. Di certo, a parte il caso confessato dallo stesso Cassano, che in un derby tra Roma e Lazio fu richiamato in fretta e furia dopo essersene andato stizzito, non si ricordano casi analoghi in tempi recenti nel campionato italiano.

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Cristiano Ronaldo e lo spauracchio squalifica per la fuga in Juventus-Milan

Il portoghese, andandosene prima dei compagni, avrebbe violato il regolamento antidoping per il quale poteva essere uno dei sorteggiati chiamati a sottoporsi ai controlli. Sulla carta rischia fino a due anni. Ma non esistono precedenti.

Nessuna multa dalla Juventus, che pare aver fatto buon viso a cattivo gioco alle intemperanze seguite al cambio con Paulo Dybala, al 55esimo minuto del match col Milan. Ma per Cristiano Ronaldo qualche guaio potrebbe comunque arrivare. La pulce nell’orecchio l’ha messa Antonio Cassano che, ospite di Tiki Taka, ha ipotizzato possibili sanzioni per il portoghese, reo di essersi allontanato dall’Allianz Stadium prima dei compagni, eludendo di fatto il possibile controllo antidoping a sorpresa per il quale poteva essere sorteggiato.

PER CHI NON SI PRESENTA LA SANZIONE VA DA UNO A DUE ANNI

Secondo le norme applicate dalla Figc in ossequio al regolamento della Wada, infatti, «per la violazione dell’articolo 2.4 (mancata reperibilità), il periodo di squalifica sarà di due anni, con possibilità di riduzione a un periodo minimo di un anno a seconda del grado di colpa dell’atleta. La flessibilità di comminare una squalifica di due o un anno prevista dal presente articolo non è estesa agli atleti il cui comportamento sia caratterizzato da cambiamenti all’ultimo momento relativi alla loro reperibilità, ovvero la cui condotta induca a sospettare fortemente che l’atleta stesse cercando di evitare di rendersi disponibile per lo svolgimento dei controlli». Dal regolamento Uefa, tuttavia, si evince come i club siano informati almeno 15 minuti prima del triplice fischio dei giocatori destinati al controllo.

NESSUN COMMENTO DA NADO, E CONI

Dalla Nado (l’agenzia antidoping nazionale, diretta derivazione della Wada) e dal Coni filtra assoluto riserbo sull’eventualità. E ancor più sulle tempistiche di un possibile intervento per censurare il comportamento di Cristiano. Di certo, a parte il caso confessato dallo stesso Cassano, che in un derby tra Roma e Lazio fu richiamato in fretta e furia dopo essersene andato stizzito, non si ricordano casi analoghi in tempi recenti nel campionato italiano.

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Cristiano Ronaldo e lo spauracchio squalifica per la fuga in Juventus-Milan

Il portoghese, andandosene prima dei compagni, avrebbe violato il regolamento antidoping per il quale poteva essere uno dei sorteggiati chiamati a sottoporsi ai controlli. Sulla carta rischia fino a due anni. Ma non esistono precedenti.

Nessuna multa dalla Juventus, che pare aver fatto buon viso a cattivo gioco alle intemperanze seguite al cambio con Paulo Dybala, al 55esimo minuto del match col Milan. Ma per Cristiano Ronaldo qualche guaio potrebbe comunque arrivare. La pulce nell’orecchio l’ha messa Antonio Cassano che, ospite di Tiki Taka, ha ipotizzato possibili sanzioni per il portoghese, reo di essersi allontanato dall’Allianz Stadium prima dei compagni, eludendo di fatto il possibile controllo antidoping a sorpresa per il quale poteva essere sorteggiato.

PER CHI NON SI PRESENTA LA SANZIONE VA DA UNO A DUE ANNI

Secondo le norme applicate dalla Figc in ossequio al regolamento della Wada, infatti, «per la violazione dell’articolo 2.4 (mancata reperibilità), il periodo di squalifica sarà di due anni, con possibilità di riduzione a un periodo minimo di un anno a seconda del grado di colpa dell’atleta. La flessibilità di comminare una squalifica di due o un anno prevista dal presente articolo non è estesa agli atleti il cui comportamento sia caratterizzato da cambiamenti all’ultimo momento relativi alla loro reperibilità, ovvero la cui condotta induca a sospettare fortemente che l’atleta stesse cercando di evitare di rendersi disponibile per lo svolgimento dei controlli». Dal regolamento Uefa, tuttavia, si evince come i club siano informati almeno 15 minuti prima del triplice fischio dei giocatori destinati al controllo.

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Il portoghese, andandosene prima dei compagni, avrebbe violato il regolamento antidoping per il quale poteva essere uno dei sorteggiati chiamati a sottoporsi ai controlli. Sulla carta rischia fino a due anni. Ma non esistono precedenti.

Nessuna multa dalla Juventus, che pare aver fatto buon viso a cattivo gioco alle intemperanze seguite al cambio con Paulo Dybala, al 55esimo minuto del match col Milan. Ma per Cristiano Ronaldo qualche guaio potrebbe comunque arrivare. La pulce nell’orecchio l’ha messa Antonio Cassano che, ospite di Tiki Taka, ha ipotizzato possibili sanzioni per il portoghese, reo di essersi allontanato dall’Allianz Stadium prima dei compagni, eludendo di fatto il possibile controllo antidoping a sorpresa per il quale poteva essere sorteggiato.

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Secondo le norme applicate dalla Figc in ossequio al regolamento della Wada, infatti, «per la violazione dell’articolo 2.4 (mancata reperibilità), il periodo di squalifica sarà di due anni, con possibilità di riduzione a un periodo minimo di un anno a seconda del grado di colpa dell’atleta. La flessibilità di comminare una squalifica di due o un anno prevista dal presente articolo non è estesa agli atleti il cui comportamento sia caratterizzato da cambiamenti all’ultimo momento relativi alla loro reperibilità, ovvero la cui condotta induca a sospettare fortemente che l’atleta stesse cercando di evitare di rendersi disponibile per lo svolgimento dei controlli». Dal regolamento Uefa, tuttavia, si evince come i club siano informati almeno 15 minuti prima del triplice fischio dei giocatori destinati al controllo.

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Dalla Nado (l’agenzia antidoping nazionale, diretta derivazione della Wada) e dal Coni filtra assoluto riserbo sull’eventualità. E ancor più sulle tempistiche di un possibile intervento per censurare il comportamento di Cristiano. Di certo, a parte il caso confessato dallo stesso Cassano, che in un derby tra Roma e Lazio fu richiamato in fretta e furia dopo essersene andato stizzito, non si ricordano casi analoghi in tempi recenti nel campionato italiano.

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La lettera inedita di Trump a Erdogan sulle sanzioni per gli S-400 russi

Dopo il messaggio sulle operazioni in Siria, il presidente Usa ha mandato una seconda missiva minacciando contromisure relative al sistema missilistico di difesa.

Il presidente americano Donald Trump ha mandato una seconda lettera all’omologo turco Recep Tayyip Erdogan dopo quella trapelata a metà ottobre in cui lo ammoniva riguardo all’operazione nel Nord della Siria. Nel secondo messaggio, che risale a una settimana fa, Trump ha avvisato Erdogan che avrebbe imposto sanzioni alla Turchia per l’acquisto del sistema anti-missilistico S-400 dalla Russia. Lo fa sapere il quotidiano online Middle East Eye in esclusiva. Il tycoon si sarebbe anche detto disposto a riammettere la Turchia nel programma F-35 a patto che Ankara tenga spenti i sistemi difensivi russi. Il 13 novembre i due si incontreranno a Washington, e il tema degli S-400 sarà al centro del bilaterale insieme alle operazioni turche in Siria.

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Dopo il messaggio sulle operazioni in Siria, il presidente Usa ha mandato una seconda missiva minacciando contromisure relative al sistema missilistico di difesa.

Il presidente americano Donald Trump ha mandato una seconda lettera all’omologo turco Recep Tayyip Erdogan dopo quella trapelata a metà ottobre in cui lo ammoniva riguardo all’operazione nel Nord della Siria. Nel secondo messaggio, che risale a una settimana fa, Trump ha avvisato Erdogan che avrebbe imposto sanzioni alla Turchia per l’acquisto del sistema anti-missilistico S-400 dalla Russia. Lo fa sapere il quotidiano online Middle East Eye in esclusiva. Il tycoon si sarebbe anche detto disposto a riammettere la Turchia nel programma F-35 a patto che Ankara tenga spenti i sistemi difensivi russi. Il 13 novembre i due si incontreranno a Washington, e il tema degli S-400 sarà al centro del bilaterale insieme alle operazioni turche in Siria.

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Dopo il messaggio sulle operazioni in Siria, il presidente Usa ha mandato una seconda missiva minacciando contromisure relative al sistema missilistico di difesa.

Il presidente americano Donald Trump ha mandato una seconda lettera all’omologo turco Recep Tayyip Erdogan dopo quella trapelata a metà ottobre in cui lo ammoniva riguardo all’operazione nel Nord della Siria. Nel secondo messaggio, che risale a una settimana fa, Trump ha avvisato Erdogan che avrebbe imposto sanzioni alla Turchia per l’acquisto del sistema anti-missilistico S-400 dalla Russia. Lo fa sapere il quotidiano online Middle East Eye in esclusiva. Il tycoon si sarebbe anche detto disposto a riammettere la Turchia nel programma F-35 a patto che Ankara tenga spenti i sistemi difensivi russi. Il 13 novembre i due si incontreranno a Washington, e il tema degli S-400 sarà al centro del bilaterale insieme alle operazioni turche in Siria.

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L’Isis ha rivendicato l’attacco ai militari italiani in Iraq

La notizia è stata riportata da Site. L'attentato ha provocato cinque feriti di cui tre gravi.

Il marchio dell’Isis sull’attentato ai militari italiani. Il sedicente Stato islamico ha rivendicato l’attacco in Iraq. L’attacco ha provocato cinque feriti di cui tre gravi. La notizia è stata riportata da Site.

IL MESSAGGIO CONTRO I «CROCIATI»

Sull’agenzia ufficiale del Califfato Amaq è apparso questo messaggio: «Con il favore di Dio, l’esercito dell’Isis ha preso di mira un veicolo 4×4 che trasportava membri della coalizione internazionale crociata e dell’antiterrorismo dei Peshmerga, nella zona di Qarajai, a Nord della zona di Kafri (nel distretto di Kirkuk, ndr), con l’esplosione di un ordigno. Questo ha causato la distruzione del veicolo e il ferimento di quattro crociati e di quattro apostati».

VERTICE IN PROCURA A ROMA

Intanto si è svolto in procura, a Roma, un vertice tra magistrati e carabinieri del Ros in relazione all’accaduto. All’attenzione del pm Sergio Colaiocco una prima informativa su quanto avvenuto. Una ricostruzione sulla quale gli inquirenti hanno mantenuto il più stretto riserbo, anche per ragioni di sicurezza legate al fatto che nella zona dell’attentato, a circa 100 chilometri da Kirkuk, sono tutt’ora presenti militari delle forze speciali italiane. I pm romani procedono per il reato di attentato con finalità di terrorismo.

DI MAIO HA INFORMATO I COLLEGHI A BRUXELLES

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio invece ha guidato la delegazione italiana al Consiglio Esteri dell’Unione europea, a Bruxelles, dove ha informato i colleghi sull’attacco. Tra i temi affrontati anche il Libano. Di Maio ha poi lasciato la riunione per rientrare a Roma, senza rilasciare dichiarazioni.

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