Sardine protagoniste: dalla Scala a Bologna e Napoli

Patti Smith dalla Scala strizza l'occhio al movimento: «Hanno il potere». Francesca Pascale tifa per loro e imbarazza Forza Italia. Bonaccini le ringrazia. E a Napoli nasce la loro versione nera. Il banco saprà gestire il successo?

La Prima della Scala e delle Sardine. Già perché il movimento di piazza nato a Bologna in chiave anti-sovranista ha vissuto sabato 7 dicembre il suo giorno di gloria. Incassando endorsement di peso – da Patti Smith a Francesca Pascale – e il riconoscimento da parte del presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini.

IL TIFO DI FRANCESCA PASCALE

Sicuramente l’apertura di Francesca Pascale ha spiazzato tutti. Forza Italia compresa. La compagna di Silvio Berlusconi ha detto in una intervista all’Huffington Post di tifare per le Sardine. «Ritrovo elementi e quella libertà che furono propri della rivoluzione liberale di Berlusconi. Mi auguro non facciano come i grillini».

Francesca Pascale e Silvio Berlusconi.

Ma Pascale si è spinta oltre visto che «sta valutando il piacere di ri-scendere in piazza il 14 dicembre» a Roma. Le Sardine dal canto loro, per bocca di Mattia Santori, le hanno dato il benvenuto. Le parole di Pascale sono state accolte con meno entusiasmo da Forza Italia, anche perché, è stato fatto notare, sostenere chi in Emilia-Romagna si batte in piazza contro la candidata del centrodestra Lucia Borgonzoni, in una fase di aperta campagna elettorale, assume un pesante rilievo politico.

L’EFFETTO SARDINE AIUTA BONACCINI

E proprio da Bologna le Sardine sono state ringraziate dal presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che ha inaugurato la sua campagna elettorale proprio da Piazza Maggiore. Diecimila i partecipanti.

Stefano Bonaccini in piazza a Bologna (Foto Massimo Paolone/LaPresse).

«So che c’è Mattia qui, lo saluto e lo ringrazio», ha detto dal palco Bonaccini. «Ci avete mostrato quanta gente non aspettava altro che riempire piazze con un discorso opposto a quello di questa destra». Dunque, è la promessa, «il nostro compito è quello di provare a dare una risposta a quella domanda e ci proveremo».

IL DEBUTTO DELLE SARDINE NERE

Da Bologna si passa a Napoli, dove oltre 200 Sardine nere del Movimento Migranti e Rifugiati hanno fatto il loro esordio manifestando in corteo per chiedere l’accelerazione dei tempi della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e il rapido rilascio dei permessi di soggiorno. Puntando il dito sì contro Salvini, ma anche contro l’attuale titolare del Viminale Luciana Lamorgese.

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Il corteo delle Sardine nere di Napoli.

«Cambiano i governi e ministri dell’Interno, ma non cambiano le politiche contro i migranti, i rifugiati e le fasce più deboli della popolazione», hanno spiegato il Movimento Migranti e Rifugiati Napoli e l’Ex-Opg Je so’ Pazzo.

IL MURALES SALVINI SARDINA E L’ENDORSEMENT DI PATTI SMITH

E il giro del banco si chiude di nuovo a Milano dove un pesce con la testa di Salvini è apparso sui muri dei Navigli: Salvini Sardina opera dello street artist TvBoy.

Patty Smith (La presse).

Mentre dal foyer della Scala apprezzamento per le Sardine è arrivato da Patti Smith. People have the power, e non poteva essere altrimenti. «Le persone», ha detto, «hanno il potere specialmente in Italia. Le Sardine hanno il potere».

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Serie A: Udinese-Napoli finisce 1 a 1

I gol di Lasagna e Zielinsky. Mentre Atalanta Verona termina 3 a 2 con un gol di Djimsit al 93esimo.

Dopo il 3 a 2 dell’Atalanta sul Verona, grazie alla rete al 93esimo di Djimsiti, che permette alla Dea di restare in zona Champions, Udinese-Napoli finisce 1 a 1 al Friuli Dacia Arena. Gli uomini di Luca Gotti si portano in vantaggio al 32′ con un diagonale di Lasagna servito da un assist in profondità di Fofana. Il Napoli evita la sconfitta solo nella ripresa con il gol di Zielinski: sinistro dal limite che coglie di sorpresa Musso, immobile tra i pali.

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Europei in vasca corta: Federica Pellegrini argento nei 200 stile libero

L'italiana arriva seconda nei 200 stile libero a Glasgow. Vittoria alla britannica Anderson e bronzo per Heemskerk.

Medaglia d’argento per Federica Pellegrini nei 200 stile libero agli Europei di nuoto in vasca corta di Glasgow con il tempo di (1’52″88). La vittoria è andata alla britannica Freya Anderson con il tempo di 1’52″77, che ha beffato tutti. Medaglia di bronzo per Heemskerk (1’53″35). Vince la britannica Anderson grazie ad un’eccezionale ultima vasca e chiusura in 1’52″77, beffando la Pellegrini. Panziera chiude in ottava posizione (1’55″49).

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La Prima della Scala tra vip e politici

Quindici minuti di applausi per Tosca, sebbene l'allestimento non abbia convinto tutti. Ovazione per il presidente Sergio Mattarella. Tra i presenti Boschi con Scalfarotto, Bazoli versione D'Artagnan, Patti Smith.

La Tosca di Davide Livermore con la direzione del maestro Riccardo Chailly alla fine ha convinto incassando almeno 15 minuti di applausi. Al termine dell’omaggio alla compagnia di canto, alcuni spettatori si sono voltati verso il palco d’onore gridando «Presidente grazie», ed è così partito un nuovo applauso rivolto al Capo dello Stato, Sergio Mattarella dopo l’ovazione che lo aveva accolto al suo arrivo con la figlia Laura.

A dargli il benvenuto, fra gli altri, il governatore Attilio Fontana, il sindaco Giuseppe Sala, il sovrintendente a fine mandato Alexander Pereira e la senatrice a vita Liliana Segre. Poco prima del Capo dello Stato erano arrivati la presidente del Senato Maria Alberti Casellati e il ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e il titolare dello Sport Vincenzo Spadafora.

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese con Pereira (Ansa).

UN PUBBLICO ETEROGENEO

Non è mai invece una novità la passerella di politici e vip. Per Italia viva presente Maria Elena Boschi in doppiopetto di velluto nero accompagnata da Ivan Scalfarotto. Il banchiere Giovanni Bazoli invece ha sfoggiato un inedito pezzetto stile D’Artagnan. Mentre l’imprenditore vicino a Casaleggio, Arturo Artom, si dice abbia fatto da padrone di casa. Alla Scala anche Emma Margaglia, Gabriele Galateri di Genola con la moglie Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio di Torino e consigliera Uefa, Corrado Passera e Piercarlo Padoan.

Patty Smith (La presse).

Occhi puntati su Patti Smith. «Tosca è una donna straordinaria, tutta cuore, il suo personaggio mi affascina molto», ha detto. E stupore per la presenza di due star nostrane come Marracash ed Elodie che si sono spartiti i flash con la coppia Claudio Santamaria e Francesca Barra in Armani. Immancabili Carla Fracci e l’étoile Svetlana Zhakarova. A rappresentare il mondo della moda Dolce e Gabbana, soci sostenitori del teatro, dove venerdì hanno presentato la loro alta moda. Nel parterre anche Marco Bizzarri di Gucci in smoking rosso.

CRITICHE PER L’ALLESTIMENTO

Passando all’opera, l’allestimento non sembra aver convinto tutto il pubblico. Se il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora nel foyer alla fine del primo atto lo ha definito «pazzesco», per Carla Fracci è risultato «eccessivo»: «Meravigliosa l’orchestra e i cantanti, ma non troppo i costumi», è stato il suo giudizio. «Tutti quei su e giù mi sono sembrati eccessivi», ha concordato Fedele Confalonieri che ha aggiunto scherzando: «Ma forse è la mia età che mi fa girare la testa». Ha apprezzato molto le macchine sceniche, invece, Milly Carlucci: «È un’opera grandiosa ed emozionante, le macchine danno la sensazione di una grande messinscena».

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Stadio della Roma, l’immobiliarista ceco Vitek compra i debiti di Eurnova

Dopo 72 ore di ininterrotta trattativa, sabato è arrivata la firma con Unicredit. Ora, senza Luca Parnasi, il progetto ha la strada spianata.

Nel pomeriggio di sabato 7 dicembre, dopo 72 ore di ininterrotta trattativa, l’imprenditore ceco Radovan Vitek ha acquistato da Unicredit i crediti ipotecari che pesavano su Eurnova. Sarà dunque lui ora a decidere sullo stadio della Roma. E senza Luca Parnasi sarà più facile per la Giunta Raggi dare il via libera al progetto. Come ricordato dal Sole24Ore, che aveva anticipato la trattativa, Eurnova aveva debiti con la banca di Jean Pierre Mustier per 50-60 milioni di euro. Mentre gli altri debiti del gruppo Parnasi sono in capo a Parsitalia e Capital Dev. La realizzazione dello stadio della Roma dunque ora ha la strada spianata. Insieme con il business park da 140 mila metri quadri, il progetto ha un valore di 1,3 miliardi. Un tesoro su cui Vitek vuole mettere le mani per poi rivenderlo.

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Bonaccini apre la campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna

Almeno 10 mila in piazza Maggiore a Bologna. Il governatore uscente e candidato del centrosinistra dal palco saluta Romano Prodi, lancia un ultimo appello al M5s. E ringrazia le Sardine.

Dopo le Sardine, in Piazza Maggiore a Bologna arriva il centrosinistra. Sabato si è infatti aperta ufficialmente la campagna elettorale di Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna sfidato dalla leghista Lucia Borgonzoni alle Regionali del 2020.

Obiettivo centrato. Almeno 10 mila le persone presenti. «È una piazza bellissima», ha detto Bonaccini salendo sul palco: «Mi hanno detto che è venuto anche Romano Prodi, gli mando un grande abbraccio».

Stefano Bonaccini in piazza a Bologna (Foto Massimo Paolone/LaPresse).

L’ULTIMO APPELLO AL M5S

«Chiediamo a tutti di riflettere, perché ci sono due progetti di Regione e si può scegliere senza rinunciare alla propria lista», ha aggiunto il presidente dell’Emilia-Romagna. Messaggio inviato soprattutto al M5s, ancora senza candidato e dove Roberta Lombardi ha rilanciato nuovamente l’ipotesi di un’alleanza con i dem verso le Regionali del 26 gennaio da votare su Rousseau. Ipotesi respinta dal senatore emiliano-romagnolo Gabriele Lanzi, sostenitore della corsa solitaria. «L’isolamento rischia di rendervi irrilevanti», ha messo in guardia il governatore.

NESSUN BIG DEM IN PIAZZA

Dal palco di piazza Maggiore, Bonaccini ha ribadito tutti i cavalli di battaglia di questa corsa elettorale. A partire dalla proposta di azzerare le liste d’attesa per i nidi («Faremo il più grande investimento educativo nella storia di questo Paese») fino alla svolta ambientale («Non è più rinviabile, c’è un’emergenza che si chiama Pianeta terra»). Ad ascoltarlo c’era come detto Prodi («Un bell’inizio e un discorso molto equilibrato») e nessun big nazionale, anche se Nicola Zingaretti ha esultato via Twitter: «Bellissima la giornata per l’Emilia-Romagna. Con Bonaccini per vincere. Con tutta la passione possibile».

L’altro fronte caldo per Bonaccini è quello delle Sardine. Senza di loro, una piazza Maggiore da oltre 10 mila persone difficilmente sarebbe stata possibile. «So che c’è Mattia qui, lo saluto e lo ringrazio», le parole rivolte al portavoce Mattia Santori. «Ci avete mostrato quanta gente non aspettava altro che riempire piazze con un discorso opposto a quello di questa destra».

I SINDACI CON IL PRESIDENTE DI REGIONE

In piazza, coperta dalle bandiere del Pd, anche il sindaco Virginio Merola, quello di Modena Gian Carlo Muzzarelli e il primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti, presidente di Italia in Comune. «Ora a Bologna, gli emiliano-romagnoli si sono ripresi la piazza», ha scritto su Facebook Pizzarotti. «Non contro qualcuno ma per l’Emilia Romagna. Per la nostra terra, con entusiasmo come non avveniva da anni. Sto con Stefano Bonaccini, sto con l’Emilia Romagna libera e forte, con questa piazza incredibile. Sto con chi parla di coraggio e non di paura».

Ora a #Bologna, gli emiliano-romagnoli si sono ripresi la piazza. Non contro qualcuno ma per l'Emilia Romagna. Per la…

Posted by Federico Pizzarotti on Saturday, December 7, 2019

IL SOSTEGNO DI ITALIA VIVA

Al fianco di Bonaccini anche Italia viva. «Non abbiamo mai avuto un solo dubbio sul fatto che Stefano fosse il migliore candidato possibile per questa regione», ha detto il deputato renziano Marco Di Maio. «Bonaccini ha dimostrato in questi cinque anni di essere all’altezza del compito di guidare l’Emilia-Romagna, una delle più avanzate d’Europa e del mondo, capace di migliorare in questi anni tutti gli indicatori economici».

Bandiere del Pd in Piazza Maggiore (Foto Massimo Paolone/LaPresse).

«Non solo condividiamo il programma e le azioni svolte da Bonaccini in questi anni», ha aggiunto, «ma ci legano a lui anche battaglie comuni che in questi giorni stiamo conducendo come quella per la cancellazione della plastic-tax, tema particolarmente avvertito in Emilia-Romagna dove vi è la più alta concentrazione di imprese legate a questo comparto».

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Fabrizio Corona è stato di nuovo scarcerato

L'ex paparazzo è affetto da un disturbo psichiatrico borderline con tendenze narcisistiche ed episodi depressivi. Deve essere curato in una clinica.

Di nuovo fuori dal carcere, per la terza volta nel giro di pochi anni. Fabrizio Corona è nuovamente libero perché i fatti per cui è stato condannato, compresi i tentativi d’estorsione in cambio di foto scandalose, «non destano un allarme sociale» particolarmente significativo e non c’è una «pericolosità» da parte sua tale da richiedere che stia comunque dentro. Corona, inoltre, soffre di una «patologia psichiatrica» che va curata e che si è aggravata dietro le sbarre e per questi motivi dalla sera del 6 dicembre l’ex ‘re dei paparazzi’ è passato da San Vittore a un istituto di cura vicino a Monza.

PENA DIFFERITA

Lo ha deciso il giudice della Sorveglianza di Milano Simone Luerti che ha concesso, infatti, all’ex agente fotografico, anche sulla base di una sentenza della Corte Costituzionale di aprile, il «differimento pena» nella cosiddetta «forma umanitaria» e così la sconterà, per ora (il fine pena è previsto nel marzo 2024), in detenzione domiciliare nel luogo di cura, da dove non potrà uscire. Le relazioni psichiatriche dell’equipe di San Vittore hanno segnalato, infatti, un patologico progredire di disturbi di una personalità borderline, associati a tendenze narcisistiche e a episodi depressivi (che si sono manifestati anche in passato e di cui si era parlato), con l’indicazione che Corona non reggerebbe più il carcere e inizierebbe già a essere resistente alle terapie farmacologiche.

NON PUÒ ESSERE CURATO IN CARCERE

Per il magistrato, in sostanza, come si legge nel provvedimento, ci sono tutte le «condizioni soggettive e oggettive» per consentire all’ex ‘fotografo dei vip’ di curarsi fuori dal carcere e ai domiciliari in un istituto, anche perché la patologia di cui soffre «non può essere curata adeguatamente» in una casa di reclusione. Il differimento pena con detenzione domiciliare è stato concesso, comunque, al momento «in via provvisoria» e poi spetterà a un collegio di magistrati ed esperti della sorveglianza confermare o meno la decisione. Nell’udienza ancora da fissare, la procura generale milanese, che più volte ha ottenuto la revoca dell’affidamento terapeutico per ripetute violazioni (tra cui apparizioni in tivù) che era stato concesso all’ex agente fotografico per tossicodipendenza, potrebbe opporsi alla prosecuzione dei domiciliari, applicati sulla base della sentenza della Consulta che permette il differimento pena anche per malattie mentali e non solo fisiche.

UN PROGRAMMA DI CURE IMPORTANTE E SERIO

D’ora in poi, come è stato spiegato dall’avvocato Ivano Chiesa che assiste l’ex ‘fotografo dei vip’ assieme al legale Antonella Calcaterra, Corona dovrà sottoporsi «a un programma di cure importante e serio». Chiesa, infine, ha voluto aggiungere: «Ringraziamo il magistrato di Sorveglianza per la sensibilità dimostrata, sono contento per Fabrizio, è la terza volta che esce dal carcere e mi auguro sia quella definitiva perché non è il posto per lui, malgrado tutti gli errori che ha commesso non è un criminale e ora deve curarsi».

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M5s, Lombardi: «Da Di Maio vorrei meno tweet e più mediazione»

La capogruppo pentastellata alla Regione Lazio a SkyTg24 critica l'atteggiamento del capo politico troppo «muscolare».

Luigi Di Maio, sempre più isolato all’interno del M5s, lo ha negato con insistenza: l’idea che il M5s voglia fare cadere il governo «è una sciocchezza», ha ribadito il 6 dicembre a Radio Capital. «Lo abbiamo fatto nascere noi, altrimenti non lo facevamo partire». Eppure le acque pentastellate restano increspate.

LOMBARDI DIFENDE IL GOVERNO CON IL PD

Sabato a lanciare la frecciata quotidiana all’indirizzo del ministro degli Esteri e capo politico del M5s è stata Roberta Lombardi. «Io so che Di Maio sta cercando di porre all’attenzione del governo dei punti di vista tipici del M5s ma preferirei ci fosse molto meno la ricerca del tweet e molto più la voglia di conciliare punti di vista diversi che però hanno pari dignità e devono trovare una forma di mediazione», ha detto la capogruppo pentastellata alla Regione Lazio ospite de L’intervista di Maria Latella su Skytg24. Insomma l’atteggiamento di Di Maio «è quello del capo politico di una forza che sta cercando di mantenere la propria identità all’interno del governo ma», ha messo in chiaro, «lo fa in una modalità molto muscolare che non condivido, preferirei che fosse più mediata».

LOMBARDI: «DIAMO UN’OPPORTUNITÀ A QUESTO PAESE»

Alla domanda su cosa pensi Di Maio di questo governo, Lombardi ha risposto in pieno stile pentastellato delle origini. «Io vengo da una scuola del M5s dove quello che interessa non è l’opinione del singolo. Sono stata uno degli sponsor di questo governo perché ho detto che c’è la possibilità di fare delle cose bene insieme. Diamo un’opportunità a questo Paese, adesso questo governo deve continuare a essere utile». Del resto, ha ricordato la capogruppo 5 stelle alla Pisana, anche il garante Beppe Grillo ha sempre detto che «ci sono dei temi» su cui Pd e M5s possono trovare un punto di accordo. Come M5s, ha aggiunto, «abbiamo fatto un investimento su questo governo perché volevamo fare delle cose utili per il Paese. Quindi sicuramente questo modo continuo di porre dei distinguo, anche semplificando il messaggio politico alla ricerca sempre del titolo o dell’agenzia che ti ponga più in evidenza, è stancante», ha messo in chiaro Lombardi.

«NESSUNA DEROGA SUL SECONDO MANDATO»

Sulla regola del secondo mandato la «rompiscatole» (come lei stessa si definisce) Lombardi ha puntato i piedi. Anche se si tratta di Virginia Raggi. «Nessuna deroga per nessuno. Si può fare politica anche fuori dalle istituzioni, anzi un ricambio generazionale è sano e salutare», ha detto l’ex parlamentare M5s.

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Una valanga ha colpito le Alpi Orobiche

La slavina si è staccata dal monte Valletto, nei pressi del passo Salmurano, tra le province di Sondrio e Bergamo. Recuperati i tre alpinisti coinvolti.

Ancora una valanga sulle Alpi dopo quella del 30 novembre sul Monte Bianco. Fortunatamente i tre alpinisti coinvolti da una slavina precipitata nei pressi del passo Salmurano, al confine tra la province di Sondrio e Bergamo, sono stati recuperati. La valanga aveva un fronte di circa 100 metri e si è staccata dal monte Valletto. Dei tre salvati, una persona è illesa, una seconda ha riportato un trauma cranico e agli arti inferiori ed è stata trasferita con l’elisoccorso del 118 all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo in codice rosso, mentre il terzo è rimasto ferito non gravemente ed è stato portato all’ospedale di Lecco.

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Francesca Pascale sorride alle Sardine

In una intervista all'Huffington Post la fidanzata di Berlusconi dice di simpatizzare per il movimento di piazza. L'unico rischio? «Finire come il M5s».

Mentre Silvio Berlusconi con gli alleati di centrodestra Matteo Salvini e Giorgia Meloni cerca la quadra sui candidati alle prossime Regionali in Emilia-Romagna e Calabria, Francesca Pascale guarda da tutt’altra parte. E sorride alle Sardine. Perché, ha detto la fidanzata del Cav in una intervista all’Huffington Post, nel movimento ritrova «quella libertà» che fu propria «della rivoluzione liberale» di Berlusconi. Per questo motivo non ha escluso di partecipare alla manifestazione ittica del 14 dicembre a Roma.

«LE SARDINE PESCANO ANCHE TRA CHI NON HA MAI VOTATO A SINISTRA»

Le Sardine, continua Pascale, sono un «fenomeno spontaneo, dilagante, animato da giovani, quindi va guardato con rispetto, interesse e soprattutto non va sottovalutato. Un errore che a suo tempo è stato commesso con i 5 stelle ed il risultato è quello che è oggi sotto gli occhi di tutti». La loro rivolta pacifica contro un «linguaggio pericoloso» e «in grado di innescare odio» fa sì, spiega la first lady di Arcore, che le Sardine «peschino anche tra coloro che non hanno mai votato e che mai voteranno a sinistra, incarnano l’esigenza di un cambiamento».

LEGGI ANCHE: Il debutto a Napoli delle Sardine nere

Il rischio è che questo movimento di piazza e spontaneo subisca la stessa metamorfosi toccata al Movimento 5 stelle, «prima anti-sistema, oggi in giacca e cravatta attaccati alla poltrona». Il consiglio? «Restate indipendenti, restate liberi, siate l’anima rivoluzionaria che alberga in tutti i partiti e che pertanto non ha bisogno di etichette».

SANTORI: «DIAMO IL BENVENUTO A CHIUNQUE SI DISCOSTI DAL SOVRANISMO»

E la risposta delle Sardine non si è fatta attendere. «La Pascale tra noi?», ha detto all’Adnkronos uno dei leader del movimento Mattia Santori. «Diamo il benvenuto a chiunque si discosti dal sovranismo. Non abbiamo bandiere proprio perché accettiamo chiunque voglia prendere posizione contro la retorica sovranista divisiva professata da una parte della destra». Poi ha sottolineato: «Rimane il fatto che in Emilia-Romagna e non solo Forza Italia è alleata proprio con i principali artefici di questa retorica. Ma se viene con una sardina bella colorata, chiuderemo un occhio».

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Il debutto in corteo a Napoli delle Sardine nere

Circa 200 membri del Movimento migranti e rifugiati di Napoli scendono in piazza per chiedere il riconoscimento del permesso di soggiorno.

Hanno deciso di farsi chiamare ‘sardine nere’ gli oltre 200 membri del Movimento migranti e rifugiati di Napoli che hanno fatto il loro esordio sabato 7 dicembre manifestando in corteo per chiedere l’accelerazione dei tempi della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale, il rapido rilascio dei permessi di soggiorno. Il corteo si è diretto verso piazza Municipio ed è stato raggiunto dal Senatore Gregorio De Falco.

ABBIAMO OTTENUTO UNA PRIMA VITTORIA! Aggiornamenti del Movimento Migranti e Rifugiati Napoli dall'incontro con la questura!Il corteo si è diretto a piazza Municipio e ci ha raggiunto il Senatore De Falco!

Posted by Ex OPG Occupato – Je so' pazzo on Saturday, December 7, 2019

CONTRO SALVINI E LAMORGESE

Mostrando manifesti contro l’ex ministro Salvini e contro l’attuale titolare del Viminale, Lamorgese, i migranti sono partiti in corteo da Piazza Garibaldi diretti verso la Questura. All’altezza di Via Mezzocannone c’è stata una deviazione verso la zona turistica dei Decumani. «Cambiano i governi e ministri dell’Interno, ma non cambiano le politiche contro i migranti, i rifugiati e le fasce più deboli della popolazione», hanno affermato il Movimento Migranti e Rifugiati Napoli e l’Ex-Opg Je so’ Pazzo. «Le nostre vite non possono più aspettare, scendiamo in piazza per richiedere l’immediata abrogazione dei decreti sicurezza e contro le procedure dell’Ufficio immigrazione della questura di Napoli, che attraverso la macchina della burocrazia continua a tenere in un limbo giuridico la vita di centinaia di persone e non garantisce ai richiedenti protezione internazionale di accedere all’istituto della protezione internazionale come sancito dalla Costituzione e dalle leggi attualmente in vigore».

L’IMPORTANZA DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Avere il permesso di soggiorno, hanno affermato gli organizzatori, «significa poter accedere al sistema sanitario, all’istruzione, al riconoscimento dei figli; avere il permesso di soggiorno significa poter contrattare un giusto salario sul posto di lavoro e una possibilità in più per ribellarsi allo sfruttamento, significa potersi spostare liberamente sul territorio, significa avere l’opportunità di condurre una vita dignitosa e non essere condannati a vivere come fantasmi nei ghetti delle nostre città». Nel lanciare l’iniziativa su Facebook, l’Ex Opg di Napoli ha spiegato: «Chi sono le Sardine nere? Sono tutte quelle sardine che non sono potute scendere nelle piazze italiane di queste ultime settimane, perché considerate diverse dalle altre Sardine».

🐟LE SARDINE NERE ARRIVANO A NAPOLI!✊🏽Sabato 7 Dicembre dalle ore 10:00 da Piazza Garibaldi partirà il corteo delle…

Posted by Ex OPG Occupato – Je so' pazzo on Friday, December 6, 2019

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Le dichiarazioni politiche dopo l’accordo sulla manovra

Per Renzi è un successo di Italia Viva. Di Maio rivendica l'intervento sui vigili del fuoco. Zingaretti la usa in chiave anti Salvini. E il leader leghista replica: «Governo delle tasse, Conte tolga il disturbo».

La maggioranza festeggia. Magari litiga un pochino sui meriti specifici, ma comunque festeggia. L’opposizione attacca. Il giorno dopo la fumata bianca sulla manovra è quello dei bilanci e delle dichiarazioni da toni decisamente diversi.

ZINGARETTI: «RIMETTIAMO I SOLDI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI»

«Con questa manovra abbiamo iniziato a rimettere i soldi nelle tasche degli italiani e investire sul futuro del nostro Paese», ha detto il leader del Partito democratico Nicola Zingaretti. «Ha vinto l’Italia. Niente Salvini Tax, cioè il tanto temuto aumento dell’Iva per 23 miliardi, che sarebbe costato 500 euro in più di tasse ad ogni famiglia. Stipendi più alti per i lavoratori, con 3 miliardi di sgravi fiscali sulle tasse sul lavoro. E poi 59 miliardi di investimenti pluriennali per l’economia verde, giusta, competitiva e per le infrastrutture». Per Zingaretti, dal governo è arrivato «un sostegno alle imprese, al cuore pulsante del Paese. Una finanziaria per i più deboli e per fare ripartire l’Italia. Ora tutti insieme prepariamo una nuova agenda di governo per lo sviluppo, il lavoro e la giustizia sociale».

DI MAIO: «UNA VITTORIA PER I VIGILI DEL FUOCO»

Luigi Di Maio ha invece posto l’accento su un punto in particolare, i 165 milioni di euro stanziati per l’equiparazione stipendiale dei vigili del fuoco alle altre forze di polizia «È una vittoria di tutto il governo, una vittoria di un governo unito che ha portato a casa un risultato importantissimo», ha detto il ministro degli Esteri, «per un corpo che tutti quanti in Italia amiamo e a cui siamo tutti molto grati». Il leader del Movimento 5 stelle ha aggiunto: «Nel comparto difesa, sicurezza e soccorso ci sono ancora delle disparità però è evidente che i vigili del fuoco meritavano questo aumento, perché è veramente importante in questo momento storico non perdersi in chiacchiere. Sono tutti bravi a dire ‘sono i migliori’, ma è nei fatti, non con le parole, che si dimostra la vicinanza a questo grande corpo».

PER RENZI È UN SUCCESSO DI ITALIA VIVA

Matteo Renzi ha voluto ribadire i meriti del suo partito: «In queste settimane Italia Viva ha lottato con forza per evitare l’aumento delle tasse, a cominciare dall’Iva. Dalle auto aziendali fino al rinvio della Sugar e Plastic Tax il risultato è stato raggiunto», ha detto l’ex presidente del Consiglio. «Da gennaio ci sarà da fare uno sforzo in più: rilanciare la crescita. Ecco perché abbiamo lanciato il Piano #ItaliaShock. Questa è la vera svolta per il 2020. Abbiamo vinto la battaglia delle tasse. Ora tutti insieme concentriamoci sulla crescita. E l’unico modo per raggiungerla è sbloccare i cantieri. Finirà come sulle tasse: prima ci criticano, poi ci ignorano, poi ci daranno ragione».

SALVINI: «CONTE TOLGA IL DISTURBO»

Matteo Salvini auspica invece che il premier Giuseppe Conte «tolga il disturbo perché è il governo sbagliato nel posto sbagliato». Il leader della Lega ha replicato alle affermazioni del premier secondo cui sarebbe stata scongiurata la recessione: «Guardate l’economia italiana, è la penultima in Europa», ha detto. «Questo è il governo delle tasse, se le rinvii di tre mesi sempre tasse sono». E a chi gli chiedeva se la Lega fosse intenzionata a fare ricorso alla Consulta contro la manovra ha risposto: «Per il momento mi sto occupando di Mes, vogliamo bloccarlo con ogni energia necessaria. Prima vogliamo fare di tutto per bloccare questo trattato, che arriva mercoledì in Aula, perché è un rischio per il Paese e poi sulla manovra abbiamo qualche giorno in più per ragionarci».

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Chiede il tassametro e si prende un pugno in faccia

L'uomo voleva andare da Fiumicino a Roma ma il tassista ha rifiutato la richiesta, respingendolo per poi colpirlo in volto. Denunciato per lesioni per futili motivi.

Voleva l’uso del tassametro per andare da Fiumicino a Roma e per tutta risposta si è beccato un pugno in faccia dal tassista. È la disavventura capitata a un passeggero italiano, appena sbarcato nella Capitale da Madrid che voleva semplicemente recarsi in città e si è ritrovato con la frattura del setto nasale. Il tassista, regolare, è stato denunciato per lesioni per futili motivi dopo essere stato individuato nel giro di poco tempo dagli investigatori dalla polizia giudiziaria della polizia di frontiera aerea di Fiumicino, grazie anche al servizio di videosorveglianza implementato dalla società di gestione, Aeroporti di Roma. Oltre ad avere subito avviato le indagini, gli agenti si sono avvalsi anche delle immagini riprese dalle telecamere posizionate nell’area esterna Arrivi del terminal 3. La scena è avvenuta di fronte ad altri tassisti e addetti volontari del ‘Taxi Service’ che si occupano di assistere i passeggeri che richiedono il servizio di taxi e dalle altre persone.

UNA LITE DEGENERATA

Dalle immagini si intravede il viaggiatore, un 60enne residente a Roma, appena uscito all’esterno del terminal 3, mentre è in attesa di salire a bordo del taxi. L’uomo si rivolge al tassista, che appare fin da subito visibilmente scocciato, al punto tale da rifiutare il carico dei bagagli a bordo del taxi e respingere più volte uno dei bagagli. A quel punto, mentre è in corso la discussione fra i due, un assistente del servizio taxi con indosso un fratino giallo fa salire a bordo della stessa vettura un altro cliente, mentre il tassista sale a bordo dell’auto. Il primo viaggiatore, probabilmente infastidito, bussa più volte sul vetro posteriore del taxi per chiedere spiegazioni all’autista. Il tassista, infuriato scende dall’auto va a passo spedito incontro al viaggiatore e lo colpisce con un pugno. L’aggredito a quel punto cade all’indietro, mentre il tassista risale e parte a tutta birra con l’altro cliente a bordo. L’uomo colpito, invece, con fatica riesce a rialzarsi. La terribile scena avviene di fronte a diverse persone che guardano, ma senza intervenire. Pochi minuti dopo l’uomo aggredito viene assistito e medicato nel vicino pronto soccorso aeroportuale di Adr e quindi trasferito all’ospedale Cto di Roma, dove gli è stata diagnosticata la frattura del setto nasale, giudicata guaribile in 30 giorni.

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Incidente tra bus e camion dell’Amsa a Milano

Un mezzo della linea 90 contro un camion dell'Amsa. Impatto fortissimo, numerosi feriti. La più grave è stata sbalzata fuori dal filobus.

Uno scontro tra un bus e un camion avvenuto la mattina del 7 dicembre in via Egisto Bezzi, a Milano, ha provocato il ferimento di diverse persone, con la più grave finita in coma. Si tratta di una donna di 49 anni, passeggera sul filobus della linea 90, che è stata sbalzata dal mezzo dopo l’impatto ed è ricoverata in ospedale. Il conducente del bus, un uomo di 47 anni, secondo il 118 ha riportato un trauma cranico commotivo ma non è in condizioni gravi. Altre nove persone hanno subito contusioni e un’altra la sospetta frattura del femore.

SULLA 90 C’ERANO 15 PERSONE

Sul mezzo dell’Atm si trovavano 15 persone e l’autista di uno dei mezzi, per quanto cosciente, è rimasto incastrato nell’abitacolo. Il mezzo dell’Amsa, l’azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti a Milano, è rimasto completamente distrutto. Il 118 che ha diffuso la notizia, ha dichiarato una maxiemergenza e ha inviato alcuni mezzi. Secondo quanto riferito dal 118, all’arrivo dei soccorritori una persona era in arresto cardiaco ed è stata rianimata sul posto e trasportata all’ospedale Sacco dove è in gravi condizioni. Altri quattro sono stati portati in ospedale e 12 sono in valutazione. Sul posto anche vigili del fuoco e agenti della Polizia locale.

BUS SBALZATO DALLA CORSIA PREFERENZIALE

L’impatto con il mezzo dell’Amsa sarebbe stato così forte che il filobus dell’Atm sarebbe stato sbalzato dalla corsia preferenziale su quella normale. È ancora da chiarire la dinamica dell’incidente che ha sconvolto il capoluogo lombardo nel giorno della festa del patrono Sant’Ambrogio.

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Cosa sappiamo della sparatoria nella base di Pensacola

Mohammed Saeed Alshamrani, sottotenente dell'aviazione saudita, era ospite della Naval Air Station in Florida per un programma di addestramento. Ha ucciso tre persone prima di essere neutralizzato.

Ha puntato la sua pistola e aperto il fuoco all’interno della Naval Air Station di Pensacola, in Florida, nella quale era ospitato per degli addestramenti speciali. A compiere l’attentato è stato uno studente di aviazione saudita, membro dell’esercito del Paese arabo, che è stato ucciso durante la sparatoria. L’uomo ha colpito a morte tre persone e ne ha ferite altre sette, tra cui i due agenti (non in pericolo di vita) che lo hanno neutralizzato. Ecco cosa sappiamo del fatto.

UN MEMBRO DELL’ESERCITO SAUDITA

L’autore della sparatoria, identiticato dai media Usa come sottotenente Mohammed Saeed Alshamrani, era un ufficiale dell’aviazione saudita che frequentava la scuola di volo alla base, uno delle centinaia di soldati stranieri che ricevono qui l’addestramento. Lo ha riportato la Cnn citando diverse fonti militari. Le autorità stanno indagando per accertare se si tratti di un fatto di terrorismo, ha riferito l’Ap. Sempre secondo la stessa agenzia era sotto terapia psicologica ed era scontento dei suoi comandanti.

HA USATO UNA PISTOLA

L’uomo, che ha usato una pistola, era in addestramento alla base da due anni e avrebbe dovuto concluderlo nell’agosto 2020. Il suo programma prevedeva l’inglese, le basi dell’aviazione e la fase iniziale del pilotaggio. L’addestramento era pagato da Riad.

AVEVA PUBBLICATO UN MANIFESTO ANTI-USA

Poco prima di aprire il fuoco, l’ufficiale aveva pubblicato su Twitter un breve manifesto in cui definiva gli Stati Uniti «la nazione del male». Lo ha riferito il Site, sito di monitoraggio del jihadismo online. «Sono contro il male e l’America nel suo insieme si è trasformata in una nazione malvagia», ha scritto il killer.

ARRESTATI SEI SAUDITI

Sei sauditi sono stati arrestati per essere interrogati. Lo riferisce il New York Times. In base a quanto scrive il quotidiano, tre dei sei fermati avrebbe filmato la sparatoria, ha riferito una persona informata sulle fasi iniziali dell’inchiesta.

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Il governo delle tasse rimangiate

Conte dopo il vertice-fiume sulla manovra: «Azzerato il prelievo sulle auto aziendali». Plastic tax ridotta a 15 centesimi al chilo e rinviata a luglio. Mentre la sugar tax partirà soltanto a ottobre. Il premier: «Nessuno dica più che siamo l'esecutivo delle imposte». Ma preoccupano i tempi contingentati in parlamento.

Azzerata la tassa sulle auto aziendali, ridotta dell’85% quella sulla plastica che partirà dal primo luglio, mentre la sugar tax viene rinviata a ottobre.

Il premier Giuseppe Conte, in conferenza stampa, ha confermato che la maggioranza ha trovato un accordo sulla manovra. «Nessuno dica più che siamo il governo delle tasse», ha scandito Conte, «sarebbe una bugia inoppugnabile».

Il premier ha chiarito anche la natura del colloquio al Quirinale con il presidente Sergio Mattarella: «Era un incontro già programmato da tempo, rientra nelle mie abitudini aggiornare ogni tanto il Capo dello Stato. C’è stato anche un rapido ragguaglio sullo stato della manovra, ma nessun riferimento alla tenuta della maggioranza».

Alle fibrillazioni interne alla maggioranza, tuttavia, si somma il rischio di un esame compresso della legge di bilancio in parlamento. I tempi sono tanto stretti che le modifiche potrebbero essere concentrate tutte al Senato, mentre la Camera rischia di non toccare palla. Le opposizioni già minacciano ricorsi alla Consulta e sul punto anche i partiti che sostengono il governo avrebbero opinioni divergenti. Per evitare l’esercizio provvisorio ci sono solo 25 giorni, da qui al 31 dicembre.

E dunque nel vertice a Palazzo Chigi, e verosimilmente anche nel colloquio fra Conte e Mattarella, si sono affrontate questioni di calendario che non sono affatto mera burocrazia, perché richiamano gli equilibri fra le due Camere. Possibile che gli emendamenti presentati e votati al Senato vengano in parte condivisi con i deputati, chiamati a “travasare” le loro istanze.

Ma la Lega è pronta a dare battaglia. Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio a Montecitorio, ha dichiarato: «Non vorrei che il governo volesse procedere con un maxi emendamento al Senato, chiudere lì il testo e farlo arrivare alla Camera con la fiducia. Non ci sarebbero precedenti, e allora altro che l’intervento della Consulta dell’anno scorso…».

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Chi è Giuseppe Leogrande, commissario unico di Alitalia

Avvocato specializzato in diritto fallimentare, ha preso il posto della terna presente prima di lui. Il ministro Patuanelli: «Lo Stato agirà per il rilancio». Intanto l'azienda ha chiesto una proroga di tre mesi della cassa integrazione per 1.180 dipendenti.

Alitalia ha un nuovo commissario unico: è l’avvocato Giuseppe Leogrande, individuato dopo che i commissari straordinari hanno lasciato l’incarico. La notizia è stata comunicata dal ministero dello Sviluppo economico.

DA GIACOMELLI A BLUE PANORAMA AIRLINES: IL CURRICULUM

Avvocato specializzato in diritto fallimentare, Leogrande ha svolto attività di assistenza e consulenza legale in numerose procedure di amministrazione straordinaria. Dal 1995 al 2003 è stato responsabile dell’ufficio affari legali del gruppo Fochi in amministrazione; nell’aprile 2007 ha preso l’incarico di commissario straordinario dei gruppi Tecnosistemi, Giacomelli e Itea, anch’essi in amministrazione straordinaria. Nel 2012 è stato coadiutore del commissario straordinario di Sacaim (di cui è diventato commissario nel 2016) e nel 2014 commissario straordinario di Blue Panorama Airlines.

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Giuseppe Leogrande.

PATUANELLI PARLA DI «RILANCIO DEFINITIVO»

Il ministro Stefano Patuanelli ha ringraziato i tre commissari Daniele Discepolo, Enrico Laghi e Stefano Paleari «per il lavoro svolto in una situazione di criticità e per la sensibilità istituzionale dimostrata in questi mesi nella gestione di un dossier complesso, che purtroppo non ha portato a una soluzione di mercato definitiva per la compagnia». Quindi «un ringraziamento va anche al nuovo commissario Giuseppe Leogrande per aver accettato l’incarico. Assieme a lui lo Stato dovrà agire per permettere il rilancio definitivo di Alitalia».

CHIESTA LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA FINO A MARZO 2020

Intanto l’azienda ha aperto una nuova procedura per estendere di altri tre mesi la cassa integrazione straordinaria che scade il 31 dicembre 2019. Nella comunicazione inviata ai sindacati, i commissari hanno chiesto di prolungare il periodo fino al 23 marzo 2020 per complessivi 1.180 dipendenti, di cui 80 comandanti, 350 addetti del personale navigante e 750 dipendenti di terra. Si tratta di un numero superiore agli attuali 1.075 lavoratori coinvolti dalla cassa. La richiesta è destinata comunque a essere oggetto di trattativa con i sindacati.

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Conte è salito al Quirinale per un incontro con Mattarella

Il colloquio mentre è ancora in corso il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra, durante il quale la maggioranza avrebbe trovato un accordo. Attesa in serata una conferenza stampa chiarificatrice.

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, è salito al Quirinale per un colloquio con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’incontro – definito «interlocutorio» da fonti del Quirinale – è avvenuto mentre era in corso il vertice a Palazzo Chigi sulla manovra, non ancora concluso, durante il quale la maggioranza avrebbe trovato un’intesa per “correggere” la plastic tax e la sugar tax. Le coperture alternative arriverebbero da un’ulteriore stretta sui giochi, con un prelievo del 15% sulle vincite superiori a 25 euro. In serata, o nella notte, è attesa una conferenza stampa chiarificatrice.

LA FRAGILE TENUTA DEL GOVERNON

Non sono infatti note al momento le ragioni che hanno spinto il premier a recarsi al Colle, ma è lecito supporre che Conte abbia voluto informare preventivamente il Capo dello Stato sullo svolgimento del vertice e sui riflessi per la fragile tenuta del governo. Il 5 dicembre il leader di Italia viva, Matteo Renzi, aveva detto pubblicamente che l’esecutivo aveva «il 50% di possibilità» di restare in piedi. Ma lo scenario di una crisi, almeno per ora, dovrebbe essere scongiurato. Conte, probabilmente, ha voluto rassicurare Mattarella sotto questo profilo.

IL RISCHIO DI TEMPI CONTINGENTATI PER LA MANOVRA

Alle fibrillazioni interne alla maggioranza, tuttavia, si somma il rischio di un esame compresso della legge di bilancio in parlamento. I tempi sono tanto stretti che le modifiche saranno probabilmente concentrate tutte al Senato, mentre la Camera rischia di non toccare palla. Le opposizioni già minacciano ricorsi alla Consulta e sul punto anche i partiti che sostengono il governo avrebbero opinioni divergenti.

(notizia in aggiornamento)

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Indagata per falso la deputata di Italia viva Giusy Occhionero

Avrebbe fatto passare il Radicale Antonello Nicosia, poi arrestato per mafia, per suo assistente, consentendogli di entrare nelle carceri. Ma la collaborazione tra i due sarebbe stata formalizzata solo successivamente.

La deputata Giusy Occhionero, di Italia viva, è indagata dalla procura di Palermo per falso in concorso. Avrebbe fatto passare l’esponente dei Radicali italiani Antonello Nicosia, poi arrestato per mafia, per suo assistente, consentendogli di entrare nelle carceri. Ma il rapporto di collaborazione tra i due, secondo i pm, sarebbe stato formalizzato solo successivamente. All’onorevole Occhionero è stato notificato un avviso di garanzia.

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Intesa nel centrodestra su candidati e liste per le Regionali

Comunicato congiunto al termine del vertice di Arcore tra i leader di Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia. L'accordo dovrà essere perfezionato nei prossimi giorni.

Un comunicato congiunto al termine del vertice andato in scena ad Arcore ha sancito l’accordo raggiunto tra Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia in vista delle elezioni regionali in Emilia-Romagna del prossimo 26 gennaio. «Con grande spirito di coesione e di collaborazione», si legge nella nota, «dopo un lungo e costruttivo confronto tra i leader, i tre partiti hanno raggiunto un accordo sui profili dei candidati governatori e sulla composizione delle liste per le Regioni che andranno al voto e che sarà perfezionato nei prossimi giorni».

«DALLA MAGGIORANZA UNA MANOVRA DI TASSE E MANETTE»

«C’è crescente preoccupazione» – scrivono i tre leader del centrodestra – «per il liquefarsi della maggioranza di governo, che però propone una manovra disastrosa a base di tasse e manette. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia» – aggiungono – «rappresentano la coalizione di centrodestra che è largamente in testa in tutti i sondaggi e governa la maggioranza delle Regioni, sentono il dovere di difendere gli interessi degli italiani e vogliono riportare alla guida del Paese il buon governo. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia» – concludono – «stanno facendo in parlamento un’opposizione dura e le elezioni regionali del 2020 confermeranno che le sinistre e il Movimento 5 stelle non godono più della fiducia degli italiani»

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