Lo scudo penale per ArcelorMittal accende lo scontro nel governo

Di Maio avverte Renzi e il Pd sul dossier Ilva: «Un emendamento per reintrodurre l'immunità sarebbe un problema enorme per la maggioranza». E l'azienda «deve restare». Pentastellati pugliesi contro il premier Conte. Ma l'acciaieria va verso la chiusura.

Un emendamento di Italia viva o del Pd per reintrodurre lo scudo penale a favore di ArcelorMittal «sarebbe un problema enorme per la maggioranza».

Luigi Di Maio interviene a gamba tesa nel delicatissimo dossier Ilva, mentre l’azienda va dritta per la sua strada e deposita in Tribunale l’atto con cui chiede il recesso dal contratto.

Il leader del M5s, durante la trasmissione televisiva Fuori dal coro condotta da Mario Giordano su Rete4, ha lanciato un esplicito avvertimento a Matteo Renzi: «Se cominciamo con gli sgambetti, Italia viva è quella che ha più da perdere».

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Lo scudo penale, ancor di più se generalizzato, «piacerebbe a tanti imprenditori». Ma secondo Di Maio il messaggio che deve passare è che «se provochi un disastro ambientale devi pagare». Un ragionamento che però è difficilmente applicabile alla multinazionale guidata in Italia da Lucia Morselli, visto che ArcelorMittal ha iniziato a gestire l’impianto di Taranto nel 2018. Ma Di Maio dice no anche all’ipotesi di una nazionalizzazione. Il motivo? «Sarebbe dare un alibi agli indiani, sarebbe dire che possono andarsene. Invece devono restare qui. Andremo contro di loro in giudizio».

CONTE ALLA RICERCA DI UNA DIFFICILE MEDIAZIONE

La posizione di Di Maio sullo scudo penale, in ogni caso, mette in imbarazzo anche il premier Giuseppe Conte. Il capo del governo ha riunito a Palazzo Chigi i parlamentari pugliesi del M5s alla presenza dello stesso Di Maio, del ministro dello Sviluppo Stefano Patuanelli e di quello per i Rapporti con il parlamento Federico D’Incà. Obiettivo: tastare il terreno sulla possibilità di reintrodurre l’immunità con una norma generale, non solo per Taranto. Secondo indiscrezioni si sarebbe trovato davanti a un muro, eretto soprattutto dalla senatrice Barbara Lezzi, autrice della norma che ha abolito lo scudo. Questa ricostruzione è stata smentita dai capigruppo pentastellati, che hanno parlato di «dialogo costruttivo». Ma è difficile credere alle loro parole, dopo quelle pronunciate in tivù dal capo politico in persona.

PATUANELLI OFFRE UN COMPROMESSO AI SENATORI M5S

La tensione è altissima e il ministro Patuanelli sta incontrando i senatori del M5s a Palazzo Madama. Sul tavolo ci sarebbe il tentativo di raggiungere un compromesso: uno scudo penale temporaneo per ArcelorMittal o per chi in futuro sarà chiamato a gestire l’Ilva, da collegare a un progetto di decarbonizzazione degli impianti. In serata il tema sarà discusso dall’assemblea di tutti i parlamentari pentastellati.

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Le cose da sapere sulla passeggiata spaziale di AstroLuca

Il 15 novembre Luca Parmitano sarà il primo astronauta dell'Esa a guidare un'attività extraveicolare. Dovrà sostituire un pezzo della Iss. È la missione più difficoltosa dopo quella su Hubble.

È una passeggiata spaziale degna del Guinness dei primati, quella che il 15 novembre l’astronauta Luca Parmitano affronterà con il collega americano Andrew Morgan: insieme dovranno sostituire un elemento del cacciatore di antimateria Ams-02 (Alpha Magnetic Spectrometer) al lavoro all’esterno della Stazione Spaziale dal 2011 e non progettato in vista di una manutenzione nello spazio. AstroLuca sarà anche il primo astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ad essere leader di una passeggiata spaziale.

Quella di venerdì 15 sarà la prima di una serie di almeno quattro attività extraveicolari (Eva); la possibilità di una quinta passeggiata spaziale dipenderà dal modo in cui andranno le precedenti. «Lo stesso Luca ha detto che non c’è alcuna sicurezza di portare a termine il compito: di certo staremo col fiato sospeso per 15 giorni», ha detto all’Ansa il fisico Roberto Battiston, dell’Università di Trento e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È uno dei ‘papà’ dello strumento nato per trovare, fra i raggi cosmici, le spie di un possibile ‘antimondo’.

CHE COS’È L’AMS-02

L’Ams-02 è infatti il risultato del progetto internazionale coordinato dal Nobel Samuel Ting, del Cern, e nel quale l’Italia ha avuto un ruolo di primo piano grazie al ruolo di Battiston e al contributo dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Costruito ai tempi dello Space Shuttle, l’Ams-02 era stato pensato per essere revisionato a Terra, ma con la rapida uscita di scena dello shuttle le cose sono andate diversamente e adesso ad AstroLuca aspetta un compito che nessun uomo nello spazio ha mai affrontato. Per questo l’Esa ha definito la passeggiata spaziale di venerdì 15 «la più difficoltosa dopo quella su Hubble», riferendosi alle acrobatiche missioni affrontare dagli astronauti dello shuttle a partire dal 1993.

AstroLuca dovrà infatti sostituire le pompe di raffreddamento dello strumento, grande come una stanza e pesante 7 tonnellate, progettato senza punti di appoggio. Dai ‘maniglioni’ per la sicurezza degli astronauti agli strumenti di lavoro, qualsiasi oggetto utile per lavorare sull’Ams è stato messo a punto a Terra dai tecnici della Nasa negli ultimi tre anni, ossia da quando l’agenzia spaziale americana ha dato l’ok alla missione per la manutenzione dello strumento. In ogni istante della passeggiata spaziale del 15 novembre AstroLuca sarà facilmente riconoscibile perché il suo ruolo di ‘spacewalker’ principale prevede che la sua tuta abbia delle mostrine rosse sul braccio; quella del collega Andrew Morgan sarà invece del tutto bianca.

CHRISTINA KOCH E JESSICA MEIR: LE COLLEGHE A SUPPORTO

Dall’interno della Stazione Spaziale ad assistere i due astronauti ci saranno le colleghe Christina Koch e Jessica Meir, famose per essere state le protagoniste della prima passeggiata spaziale tutta al femminile: avranno il compito di manovrare il braccio robotico della stazione orbitale per aiutare AstroLuca e AstroDrewMorgan a raggiungere la loro postazione di lavoro, sul traliccio S3.

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La Corte di Hong Kong respinge la richiesta di espatrio di Wong

Lo ha comunicato una nota dell'Ufficio del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino rispondendo alla richiesta di chiarimenti in merito alla visita dell'attivista pro-democrazia in Italia.

La richiesta di Joshua Wong di espatrio per un viaggio in Europa è stata rigettata dalla Corte di Hong Kong con una decisione presa l’8 novembre. Lo precisa una nota dell’Ufficio del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino rispondendo alla richiesta di chiarimenti in merito alla visita dell’attivista pro-democrazia in Italia su invito della Fondazione Feltrinelli per un evento il 27 novembre a Milano. Wong è in libertà su cauzione.

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La situazione in Bolivia dopo l’arrivo di Morales in Messico

Arrivando il presidente dimissionario ha annunciato l'intenzione di voler «continuare la lotta per fare in modo che tutti i popoli del mondo abbiano tutto il diritto di liberarsi».

Il presidente dimissionario della Bolivia Evo Morales è arrivato in Messico. Lo si apprende dalla stampa locale, secondo la quale il suo aereo è appena atterrato. L’ex presidente, ha scritto la Bbc, ha spiegato di aver chiesto asilo in Messico preoccupato della propria incolumità.

Appena atterrato in Messico, l’ex presidente ha rilanciato la lotta: «È necessario continuare la lotta e siamo sicuri che i popoli del mondo abbiano tutto il diritto di liberarsi e porre fine all’oppressione, ma ci sono comunque dei gruppi che non rispettano la vita né tantomeno la patria. E questo farà parte della lotta ideologica culturale e sociale che porteremo avanti».

In Bolivia intanto la senatrice Jeanine Anez, considerata probabile presidente ad interim in base a quanto indicato dalla successione costituzionale, ha confermato che si terrà una sessione straordinaria del parlamento per designare il successore di Morales.

RESTA L’INCOGNITA DEL QUORUM

«Non ci può più essere un malgoverno», ha detto Anez, affermando che si stanno compiendo sforzi per fare in modo che giungano a La Paz «quei senatori o deputati che per qualche motivo non sono stati in grado di arrivare». La senatrice ha anche dichiarato alla stampa boliviana che ha fiducia che sarà raggiunto il quorum necessario per realizzare la sessione, sebbene il partito Movimento per il socialismo (Mas) di Morales abbia una maggioranza in entrambe le camere dei parlamento.

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Regionali in Calabria, caos candidati per Pd e M5s

A pochi giorni dalla scelta ufficiale, spunta un sondaggio commissionato dai dem che "affonda" Oliverio: l'86% non ha fiducia in lui. E l'imprenditore Callipo dice no ai pentastellati.

Quando mancano pochi giorni alla scelta del candidato ufficiale per le elezioni regionali in Calabria, in programma il 26 gennaio assieme a quelle in Emilia-Romagna, spunta un sondaggio commissionato dal Pd sull’apprezzamento di cui godrebbe – ma sarebbe meglio dire non godrebbe – il governatore uscente Mario Oliverio, espressione dello stesso Pd.

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Alla domanda «negli ultimi cinque anni lei ritiene che la qualità della vita nel suo territorio sia migliorata o peggiorata?», il 64% dei calabresi intervistati ha risposto «peggiorata», solo il 7% «migliorata». Ma il dato più eclatante riguarda proprio Oliverio: l’86% del campione dichiara infatti di non aver fiducia nel governatore uscente, a fronte di un 14% di favorevoli.

OLIVERIO BOCCIATO SU TURISMO E OCCUPAZIONE

Il sondaggio, apparso sul sito del quotidiano la Repubblica, è dell’istituto Swg e prende in considerazione anche altri parametri. Da 1 a 10, per esempio, gli intervistati hanno dato un voto di 3,9 alla promozione turistica della regione e di 3,2 agli interventi per favorire l’occupazione e la creazione di posti di lavoro. Elementi che, secondo i vertici del Pd, dovrebbero spingere Oliverio a farsi da parte. Ma il governatore appare determinato a ripresentarsi anche da solo, con una lista civica, senza l’appoggio del Nazareno.

I POSSIBILI PROFILI ALTERNATIVI

Nella rosa di nomi che il segretario Nicola Zingaretti è chiamato a valutare circolano diversi profili alternativi: dal catanzarese Giuseppe Gualtieri, il super-poliziotto che ha arrestato Bernardo Provenzano, al prefetto Arturo De Felice, ex capo della Dia e originario di Reggio Calabria. Ma ci sarebbero anche il prorettore dell’Università della Calabria, Luigino Filice, e la direttrice generale di Confindustria, Marcella Panucci, nata a Vibo Valentia.

IL PASSO INDIETRO DI CALLIPO

Come se non bastasse l’imprenditore del tonno Pippo Callipo, su cui puntava in particolare il M5s per una candidatura che avrebbe potuto essere sostenuta anche dai dem, ha deciso di non scendere in campo. Pesano i ritardi accumulati dai pentastellati, le indecisioni sulla linea da seguire e le alleanze da stringere. Un quadro pieno di incognite, che ha indotto Callipo a fare un passo indietro.

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Migranti: gli arrivi dal Mediterraneo centrale calati del 45% nel 2019

Nei primi 10 mesi dell'anno sono sbarcati 11.900 profughi. Sulla rotta orientale ne sono partiti 63 mila, +31% rispetto al 2018.

Il totale dei migranti arrivati nell’Ue attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, nei primi dieci mesi del 2019, sono stati 11.900, il 45% in meno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il numero dei migranti arrivati su questa rotta in ottobre, si è attestato a quasi 2.050, ovvero il 27% in meno rispetto al mese precedente. Sono i dati di Frontex. Tunisia, Sudan, Costa d’Avorio e Pakistan sono le nazionalità più rappresentate su questa rotta nei primi 10 mesi del 2019.

AUMENTANO GLI ARRIVI NEL MEDITERRANEO ORIENTALE

Nonostante il rallentamento di ottobre, dovuto alle peggiori condizioni meteo, il totale di migranti arrivati nell’Ue attraverso la rotta del Mediterraneo orientale nei primi 10 mesi del 2019 è aumentato del 31% rispetto al 2018, a quasi 63 mila. E anche se a ottobre il numero totale degli arrivi è sceso del 18%, rispetto a settembre, attestandosi a circa 10.800, il dato pesa per i due terzi di tutti i rilevamenti nell’Ue.

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Banche, in 10 anni il numero di sportelli in Italia si è ridotto del 20%

Su scala europea la diminuzione sale fino al 27%. E non mancano gli effetti sull'occupazione. Nel nostro Paese il numero di addetti si è ridotto del 6,7%.

Tra il 2008 e il 2018 il sistema bancario europeo è “dimagrito” di circa un quarto: le filiali si sono ridotte del 27% (65 mila unità in meno). L’Italia non ha fatto eccezione: in un decennio il numero di sportelli bancari è diminuito di circa il 20%. È quanto è emerso dal nuovo numero dell’Osservatorio monetario, curato dal laboratorio di analisi monetaria dell’università Cattolica e diretto da Angelo Baglioni, docente di Economia monetaria nella facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative.

IL NUMERO DI ADDETTI RIDOTTO DEL 6,7% IN TALIA

Questa “cura dimagrante” non poteva non avere effetto sull’occupazione. Guardando al settore finanziario nel suo complesso (che comprende banche, assicurazioni e attività ausiliarie) il numero di addetti si è ridotto del 5,2% in Europa e del 6,7% in Italia. Se all’inizio del decennio la causa principale di questo ridimensionamento poteva essere individuata nella crisi finanziaria esplosa nel 2007-2008, che ha imposto una drastica ristrutturazione del settore alla ricerca di un taglio dei costi, negli anni più recenti il fenomeno va ricondotto prevalentemente ai mutamenti tecnologici in atto, che rendono obsoleta la rete di filiali tradizionali. L’accesso ai servizi finanziari avviene sempre di più tramite i canali digitali, rendendo così sempre meno necessario disporre di una capillare rete di sportelli al dettaglio.

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Fabrizio Corona in carcere per altri nove mesi

Per i giudici del Tribunale di Sorveglianza, l'ex fotografo deve scontare nuovamente dietro le sbarre il periodo trascorso in affidamento terapeutico. La difesa: «Siamo basiti, faremo ricorso».

Nessuno sconto per Fabrizio Corona, che ha ricevuto un’altra brutta notizia dal Tribunale di Sorveglianza di Milano. I giudici hanno infatti annullato i nove mesi che l’ex fotografo aveva passato in affidamento tra febbraio e novembre 2018, stabilendo che dovrà di nuovo scontarli e stavolta in carcere. Corona è tornato in galera a marzo e il suo fine pena, inizialmente previsto per l’autunno del 2022, si allunga ancora. Il suo avvocato, Ivano Chiesa, ha commentato così la decisione del Tribunale di Sorveglianza: «Sono basito, senza parole. Faremo ricorso».

Alla fine di aprile i giudici hanno revocato l’affidamento terapeutico concesso a Corona per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina, a causa di una serie di violazioni. Scontare la pena dietro le sbarre del carcere di San Vittore, per il Tribunale di Sorveglianza, è la soluzione più «adeguata», visto che l’ex fotografo si è dimostrato incapace di seguire le prescrizioni del programma di cura. I giudici avevano tuttavia “salvato” il periodo febbraio-novembre 2018, ritenendolo valido. Dopo un ricorso della procura generale, la Cassazione ha annullato con rinvio e il 12 novembre è arrivato il verdetto bis, che ha accolto la tesi dell’accusa.

Corona, in quel periodo del 2018, sebbene fosse sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale non avrebbe comunicato, come previsto dalle norme, variazioni sul patrimonio e redditi incassati. Tesi contestata dalla difesa, che ha ricordato come per la vicenda dei soldi nascosti nel controsoffitto l’ex fotografo sia stato assolto nel merito e condannato a sei mesi solo per un diverso illecito fiscale. I proventi derivanti dagli interventi televisivi, tuttavia, per la Cassazione rappresentano reddito d’impresa e Corona li avrebbe occultati facendoli fatturare dalla società Athena.

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I pirati del petrolio sono la nuova emergenza in Messico

Gli attacchi ai pozzi a terra e il sequestro delle navi cisterna sono costati al governo un miliardo in un anno. Centinaia di assalti come quello all'italiana Remas. Il presidente Obrador schiera la Marina.

Il Messico, stretto nella tenaglia della guerra tra i cartelli narco che causa migliaia di morti ogni anno, è alle prese da diversi anni con un nuova emergenza criminalità: la pirateria del petrolio, che costa allo Stato quasi un miliardo di dollari l’anno. Il presidente Andrés Manuel López Obrador ha lanciato a inizio 2019 una campagna contro le bande di trafficanti che nell’entroterra perforano gli oleodotti per prelevare carburante da rivendere clandestinamente e al largo attaccano piattaforme, navi cisterna o di rifornimento offshore, come la Remas assaltata oggi.

OLTRE 300 ASSALTI IN UN ANNO: IL MESSICO SCHIERA LA MARINA

Nelle acque del Golfo del Messico il governo ha schierato le navi della Marina, dopo un anno record, il 2018, in cui gli attacchi dei pirati sono cresciuti vertiginosamente del 310%. Da allora, le navi messicane hanno registrato oltre 300 assalti, per rubare il carburante ma anche macchinari e altri equipaggiamenti che valgono una fortuna sul mercato nero, dai pezzi di motori all’alluminio. Questi pirati moderni si travestono da pescatori, oppure da agenti messicani, e riescono a sfuggire ai controlli dei pattugliatori e degli elicotteri. Il fenomeno si sta rapidamente diffondendo e ai pirati non basta più l’oro nero, tanto che non sono mancati i casi di furti di contante negli assalti sulle piattaforme.

A SETTEMBRE PRESI DI MIRA DEI TURISTI

Lo scorso aprile un equipaggio di sei persone di un impianto off-shore è stato sequestrato per ore mentre i pirati davano la caccia a qualsiasi cosa di valore, mentre lo scorso settembre sono stati presi di mira i primi turisti. Le barche vengono abbordate, gli ospiti minacciati con le armi e depredati, come mostra il video girato fortunosamente da uno dei turisti con il proprio telefono divenuto virale nel Paese.

TORNANO ANCHE I PIRATI DEI CARAIBI

Ma non è solo il Messico a patire l’emergenza: i pirati sono rispuntati anche nel Mar dei Caraibi. Qui non è il petrolio l’obiettivo ma soprattutto gli yacht di lusso. Gli attacchi, 71 solo lo scorso anno, avvengono soprattutto davanti alle coste del Venezuela, sguarnite dalla crisi politica nel Paese. In un attacco del 2016 venne ucciso un cittadino tedesco, il suo yacht gravemente danneggiato. I pirati, a volto coperto e armati fino ai denti, assaltarono l’imbarcazione ancorata nella Baia di St Vincent a Wallilabou. La stessa baia dove, ironia della sorte, venne girato Pirati dei Caraibi, che ormai da quelle parti non è più solo il titolo di un film.

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Lo scontro tra Gualtieri e il Forum delle famiglie sugli asili gratis

Il ministro dell'Economia annuncia i fondi per il bonus asili nido. Gratis già da gennaio. Ma l'associazione lo attacca: «Non c'è assegno per figlio unico, sa di presa in giro».

Il ministro all’Economia Roberto Gualtieri si è rallegrato dando l’annuncio in audizione di fronte alla Camera dei deputati: il rafforzamento del bonus per gli asili nido consentirà «la sostanziale gratuità degli asili nido per la grande maggioranza delle famiglie italiane». E ha aggiunto che la misura scatterà «già dal primo gennaio». Non aveva previsto la doccia fredda arrivata dal Forum delle famiglie che ha sostanzialmente bocciato la manovra finanziaria.

Il piccolo asilo nido del reparto di oncoematologia dell?ospedale pediatrico Giannina Gaslini, che stamani e’ stato inaugurato. Genova, 30 settembre 2019. ANSA/LUCA ZENNARO

«NON C’È ASSEGNO PER FIGLIO UNICO, SA DI PRESA IN GIRO»

«Non comprendiamo il motivo per cui il ministro Gualtieri si esalti mostrando i 2,8 miliardi di euro in tre anni per le famiglie. Cifre che, in concreto, non avranno peso né consistenza nella vita quotidiana delle famiglie», ha commentato l’organizzazione, attaccando la legge di bilancio: «grigia e senza coraggio com’è ora, questa manovra non cambierà la vita a nessuno, tantomeno alle famiglie con figli». Le risorse, ha aggiunto il Forum delle famiglie «certamente non sono adeguate a realizzare l’assegno unico per figlio. Come fa a vantarsene? Sa molto di presa in giro».

«PER FAR RIPARTIRE NATALITÀ SERVE VOLONTÀ POLITICA»

«Leggiamo», ha detto il presidente del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, «cifre e concetti preoccupanti, che denotano purtroppo come per il Governo la difficoltà nel trovare i fondi per far ripartire la natalità e restituire concretamente la fiducia alle famiglie con figli del nostro Paese non sia una questione di tempo, ma di volontà politica». Le risorse, per il Forum «ci sono: i 3 miliardi del bonus ‘Epifania’ per chi compra con carta o bancomat, i 2 miliardi avanzati da quota 100 e reddito di cittadinanza. Mettiamole nelle tasche di quei nuclei familiari che ogni mese si spezzano la schiena per far crescere il futuro professionale, previdenziale, fiscale, sociale ed economico del Paese. Tra pochi giorni, quando l’Istat pubblicherà i nuovi dati sul tasso di natalità leggeremo un nuovo record negativo, peggiore rispetto a quello già drammatico fatto registrare l’anno scorso».

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In Vietnam le prime immagini in 30 anni del topo-cervo

Dal 1990 compariva nella lista delle 25 specie perdute più ricercate. Grande come un coniglio e dotato di due piccole zanne, la sua prima descrizione risale ai primi del Novecento.

I minuscoli zoccoli che saltellano tra i sassi, il naso appuntito che rovista tra le foglie a terra e poi gli occhi neri che per qualche istante fissano con curiosità la telecamera: ecco le immagini che mettono fine alla trentennale ‘latitanza’ del Tragulo del Vietnam. Si tratta di un rarissimo topo-cervo dalla pelliccia argentata: grande quanto un coniglio e dotato di due piccole zanne, aveva fatto perdere le sue tracce dal 1990, tanto da finire nella lista delle 25 specie perdute più ricercate.

RACCOLTE 2 MILA FOTO IN CINQUE MESI

La sua riscoperta è annunciata su Nature ecology and evolution dai ricercatori di Global wildlife conservation (Usa), Southern institute of ecology (Vietnam) e Leibniz institute for zoo and wildlife research (Germania). Grazie alle loro videotrappole, sono quasi 2 mila le foto dell’animale raccolte in cinque mesi.

LA PRIMA DESCRIZIONE RISALE AL 1910

Timido e solitario, il Tragulo del Vietnam è il più piccolo animale ungulato al mondo. Venne descritto per la prima volta nel 1910, studiando quattro esemplari catturati nel Sud del Paese. Un quinto animale venne trovato da una spedizione russa nel 1990, ma questo non ha permesso di raccogliere informazioni sufficienti per ricostruire l’ecologia e valutare lo stato di conservazione della specie. «Per anni è sembrato che questa specie esistesse solo nella nostra immaginazione», commenta il capo della spedizione, An Nguyen. «Scoprire che in realtà è ancora là fuori è il primo passo per assicurarci di non perderlo di vista un’altra volta: per questo ci stiamo muovendo rapidamente per capire come proteggerlo al meglio».

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Blitz contro estremisti: volevano far saltare una moschea

Dodici indagati nell'operazione condotta dalla Dda di Firenze: nel mirino c'era l'edificio religioso di Colle Val d'Elsa.

Avrebbero progettato, salvo poi rinunciare, di far esplodere la moschea di Colle Val d’Elsa (Siena) ipotizzando di far saltare la condotta del gas, ma avrebbero desistito temendo di esser scoperti dalla polizia. Di questo sono accusati i 12 indagati dell’inchiesta sull’estremismo di destra della Dda di Firenze. «Aveva già portato le mappe, gli si voleva far saltare il coso col gas così saltava tutto», si sente dire in un’intercettazione. Poi il progetto sarebbe stato bloccato. «Fermi ragazzi fermi, fermi tutti, come ci si muove siamo guardati a vista», avrebbero anche detto in un’altra intercettazione in cui il gruppo di estremisti di destra decide successivamente d’interrompere il progetto di attentato, forse perché temevano di essere scoperti.

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La battaglia per cambiare la Bossi-Fini torna alla Camera

La proposta popolare di legge "Ero straniero" all'esame dell'Aula. Prevede la possibilità di permessi di soggiorno regolari per gli immigrati economici.

La prossima settimana riprende alla Camera l’esame della proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero, che modificherebbe la legge Bossi-Fini sull’immigrazione (in vigore dal 2002) prevedendo la possibilità di permessi di soggiorno regolari per immigrati economici. Lo ha annunciato il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Giuseppe Brescia (M5s). «Ripartono la prossima settimana», ha detto Brescia, «le audizioni sulla proposta di legge di iniziativa popolare “Ero straniero”».

LA LEGGE PROMUOVE L’IMMIGRAZIONE REGOLARE

Il testo era stato presentato nell’ottobre 2017 e incardinato nel giugno 2018 in commissione Affari costituzionali fa con la sola illustrazione del testo da parte del relatore Riccardo Magi (+Europa). «Promuovere l’immigrazione regolare, in raccordo con i settori produttivi del Paese», ha detto Brescia, «deve essere una risposta strutturale per contrastare illegalità e lavoro nero. Noi diciamo no alle sanatorie del passato e con queste audizioni apriamo in parlamento il cantiere per un’immigrazione capace di produrre ricchezza per lo Stato e per le nostre imprese».

IL FLUSSO NON SODDISFA LA DOMANDA DEL MERCATO DEL LAVORO

«Sono tanti a sostenere», ha proseguito, «che il decreto flussi annuale non garantisce più i fabbisogni del mercato del lavoro. Lo dimostrano i dati: a inizio luglio erano più di 44 mila le domande presentate per i lavoratori stagionali a fronte di 18 mila ingressi autorizzati. Domani con un question time in commissione chiederò al Ministero dell’Interno un aggiornamento sul numero di domande presentate. La realtà parla sempre più forte della propaganda» conclude Brescia.

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Un altro terremoto in Francia avvertito a Strasburgo

Nuovo sisma di magnitudo 3.3 nell'Est del Paese. L'11 novembre una scossa aveva colpito il Sud. Portando alla decisione di fermare i reattori nucleari che dovevano ripartire venerdì 15.

È stata avvertita una nuova scossa di terremoto nell’Est della Francia, dopo quella dell’11 novembre a Montelimar, nel Sud. Il sisma, di magnitudo 3.3, è stato percepito questa volta a Strasburgo.

UNA CINQUANTINA DI CHIAMATE AI POMPIERI

La scossa, decisamente più lieve di quella del giorno prima che aveva fatto segnare 5,4 sulla scala Richter, è stata segnalata dall’Istituto nazionale di sorveglianza sismica di Strasburgo. Nel capoluogo alsaziano le mura hanno tremato qualche secondo alle 14.38. Secondo le autorità tedesche del land del Bade-Wurtemberg, l’epicentro del sisma è stato localizzato 6 chilometri a Est di Strasburgo e a 2 chilometri dalla città di confine tedesca di Kehl, sulla riva opposta del Reno. I pompieri hanno ricevuto una cinquantina di chiamate e sono intervenuti per una crepa su un edificio a Nord di Strasburgo e per la caduta di mattoni da un caminetto.

REATTORI NUCLEARI SOTTO OSSERVAZIONE

E pensare che nella mattinata del 12 novembre era stato annunciato il riavvio dei tre reattori della centrale nucleare di Cruas, nel Centro-Sud del Paese, fermati per «verifiche approfondite» dopo la prima forte scossa: dovevano ripartire venerdì.

ESAMINATI I SISTEMI DI SICUREZZA

L’annuncio era stato fatto da un portavoce dell’operatore, Edf: «Le squadre sono al lavoro per esaminare tutto l’insieme dei sistemi di sicurezza e per essere sicuri di poter avere fiducia nei nostri impianti prima di riavviarli». Ma poi è arrivato un altro terremoto che potrebbe cambiare le cose.

TRE FERITI LIEVI E UNO GRAVE LUNEDÌ

L’evento di lunedì aveva provocato tre feriti leggeri e uno grave. La scossa è stata avvertita fino a Lione e Grenoble, ma anche a Saint-Etienne e Marsiglia la terra ha tremato. I tre feriti leggeri hanno subito le conseguenze di crisi di panico.

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Berlusconi suggerisce di nazionalizzare l’ex Ilva

Il Cav, ospite al Maurizio Costanzo Show, ha suggerito che l'unica soluzione per l'impianto di Taranto sia quello di intervenire con soldi pubblici.

«Non sono riuscito a farlo smettere…Ho anche organizzato un attentato, con una bomba, ma niente…». Silvio Berlusconi ha aperto così la sua ospitata al Maurizio Costanzo Show, durante il quale ha affrontato tutti i temi caldi dell’attualità politica.

L’ex presidente del Consiglio, che in passato si trovò ad affrontare la crisi di Alitalia, ha parlato anche dei problemi intorno all’ex Ilva e del passo in dietro di Arcelor Mittal:«Dall’Ilva come se ne esce? Entrandoci, con i soldi di tutti noi. Non credo ci sia altra soluzione», ha aggiunto.

Parlando di eredità politica il Cav si è soffermato anche su Matteo Salvini e Matteo Renzi, riferendosi in particolare all’ex sindaco di Firenze: «Di Mattei ce ne sono molti, forse troppi…Auguri a Renzi che però gioca nell’altra metà di campo, la sinistra. Tra noi c’è una distanza assolutamente incolmabile», ha spiegato. Mentre sul leader della Lega si è limitato a una battuta: «Avete visto che Salvini comincia ad avere la barba grigia…Non piace alle donne».

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Ilva, ArcelorMittal ha depositato in Tribunale l’atto di recesso: le prossime tappe

Ora la causa dovrà essere assegnata a una delle due sezioni specializzate in materia di imprese.

Altro che trattativa con il governo guidato da Giuseppe Conte. ArcelorMittal tira dritto sull’Ilva e tramite i suoi avvocati ha depositato al Tribunale di Milano l’atto con cui chiede ufficialmente il recesso dal contratto d’affitto con obbligo di acquisto degli stabilimenti italiani, a partire da quello di Taranto. L’atto è già sul tavolo del presidente del Tribunale di Milano, Roberto Bichi. La causa è stata iscritta a ruolo e ora il presidente Bichi dovrà assegnare il procedimento, in base a rigidi criteri tabellari, a una delle due sezioni specializzate in materia di imprese.

(notizia in aggiornamento)

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Conte ha chiesto ai suoi ministri di portare nuove idee per Taranto

Il premier ha scritto una lettera indirizzata ai vari dicasteri invitandoli a presentare progetti per la città. Attacchi da Forza Italia: «Supplica imbarazzante».

Non solo l’ex Ilva, Taranto versa in «una più generale situazione emergenziale», di fronte a cui «reputo necessario aprire un ‘Cantiere Taranto‘, all’interno del quale definire un piano strategico, che offra ristoro alla comunità ferita e che, per il rilancio del territorio, ponga in essere tutti gli strumenti utili per attrarre investimenti, favorire l’occupazione e avviare la riconversione ambientale». È quanto scrive il premier Giuseppe Conte in una lettera ai ministri, il cui testo è riportato da Repubblica. «Il rilancio dell’intera area necessita di un approccio globale e di lungo periodo. La politica deve assumersi la responsabilità di misurarsi con una sfida complessa, che coinvolge valori primari di rango costituzionale, quali il lavoro, la salute e l’ambiente, tutti meritevoli della massima tutela, senza che la difesa dell’uno possa sacrificare gli altri», evidenzia Conte, che chiama i ministri a presentare subito proposte.

«TI INVITO A PRESENTARE NUOVE PROPOSTE»

«In vista del prossimo Consiglio dei ministri di giovedì 14 novembre, ti invito, nell’ambito delle competenze del tuo dicastero, ad elaborare e, ove fossi nella condizione, a presentare proposte, progetti, soluzioni normative o misure specifiche, sui quali avviare, in quella sede, un primo scambio di idee», scrive il premier. La discussione – spiega – proseguirà poi «all’interno della cabina di regia che ho intenzione di istituire con l’obiettivo di pervenire, con urgenza, a soluzioni eque e sostenibili». Conte aggiunge che già il ministro della Difesa Lorenzo Guerini «ha comunicato l’intenzione di promuovere un intervento organico per il rilancio dell’Arsenale», e il ministro per l’Innovazione Paola Pisano «ha rappresentato la volontà di realizzare un progetto di ampio respiro, affinché Taranto possa diventare la prima città italiana interamente digitalizzata».

GLI ATTACCHI DI FORZA ITALIA

«Questo è sempre più un governo di #DilettantiAlloSbaraglio. La lettera di Conte ai ministri su Taranto è imbarazzante. Non hanno alcun piano B, sono nel panico e in balia degli eventi. Il mondo ci guarda incredulo davanti a tanta superficialità gettate la spugna e andiamo al voto», ha scritto Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia. «Come un bambino che si rivolge a Babbo Natale, così Conte ha preso carta e penna e ha scritto ai suoi ministri una lettera da vero ‘statista’: li ha invitati, pensate, a fare il loro lavoro. C’è stato però bisogno di una supplica, imbarazzante nei modi e nel contenuto per invitare i ministri a degnarsi di concentrarsi sul dramma di Taranto, innescato da un governo e una maggioranza incapaci di occuparsi degli italiani», ha dichiarato Giorgio Mulè di Fi.

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La Spagna verso un governo di coalizione tra socialisti e Podemos

Incontro segreto tra i due leader Sanchez e Iglesias la sera del 13 novembre. Il secondo dovrebbe ottenere la poltrona di vicepremier. Atteso l'annuncio ufficiale.

Questa volta l‘intesa sembra esserci davvero. Dopo numerosi tentativi sfumati, l’ultimo a luglio, la sinistra spagnola sembra essere pronta a prendersi il governo unita. Secondo El Diario, infatti, il partito socialista spagnolo (Psoe) e i più radicali di Podemos hanno raggiunto un accordo per un governo di coalizione con il leader di Podemos, Pablo Iglesias, come vicepremier. Secondo Lavanguardia, Sanchez e Iglesias si sono visti la sera del 12 novembre in una riunione tenuta segreta durante la quale hanno raggiunto un patto per sbloccare la situazione recuperando, senza veti, i termini dei negoziati dello scorso luglio.

Il leader del Psoe Pedro Sanchez e il segretario di Podemos Pablo Iglesias. AFP PHOTO / OSCAR DEL POZO

Il leader socialista e premier in carica Pedro Sanchez e il leader di Podemos Pablo Iglesias, si sono incontrati di nuovo al Congresso alle 14, ma questa volta per tenere una conferenza stampa congiunta per fare un annuncio sulle trattative per la formazione di un governo, scrive El Mundo. L’obiettivo della conferenza stampa, secondo le stesse fonti, sarebbe stato quello di togliere la pressione sulle trattative affinchè non si riproponga uno scenario simile a quello dello scorso mese di maggio.

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Al gran ballo della manovra: vertice con 40 invitati su tasse e bilancio

Il premier Conte ha invitato sottosegretari e ministri, capigruppo, capi partito e capi delegazione. Tutti a Palazzo Chigi il 14 novembre per una soluzione su tasse e investimenti.

Per trovare un‘intesa su tasse e investimenti e voci di bilancio sono chiamati a riunirsi in più di 40. Maxivertice di maggioranza giovedì 14 novembre per discutere su tempi e modi della manovra finanziaria. Al vertice, che precede il termine per la presentazione degli emendamenti, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiamato ministri e sottosegretari competenti, capi delegazione dei quattro partiti, capigruppo, presidenti di commissione e capigruppo in commissione.

GUALTIERI: «OBIETTIVI DELLA LEGGE DA SALVAGUARDARE»

Il ministro dell’Economia Gualtieri auspica che il Parlamento migliori la manovra, «salvaguardando l’impianto e gli obiettivi». E spiega che la finanziaria così come è stata progettata per ora migliora il quadro della crescita del Pil: lo 0,1% nel 2019 può essere superato, lo 0,6% nel 2020 è raggiungibile.

PRIMA IL CDM SUL “CANTIERE TARANTO”

A quanto si apprende, la convocazione alla riunione indetta dal premier, è partita stamane con una email del ministero per i Rapporti con il Parlamento guidato da Federico D’Incà, diretta a tutti i sottosegretari all’Economia, ai capigruppo dei quattro partiti di maggioranza, ai capigruppo in commissione, a Carla Ruocco e Daniele Pesco, presidenti di commissione. In totale sono 37 i destinatari della missiva, tra deputati e senatori. A loro vanno sommati ovviamente il ministro dell’Economia e i capi delegazione al governo dei partiti. La riunione inizierà dopo il Consiglio dei ministri convocato alle 16.30, nel quale Conte avvierà la discussione sui progetti per il “cantiere Taranto“.

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Dalla Basilicata alla Puglia, Sud Italia flagellato dal maltempo

Trombe d'aria in Salento. Piogge torrenziali su Matera. Un metro d'acqua nelle strade di Venezia. La mappa dei disagi.

Ondata di maltempo sull’Italia. Il 12 novembre forti perturbazioni hanno colpito il Sud, in particolare Calabria, Basilicata, Sicilia e Puglia, ma disagi si sono registrati anche in altre zone dell’Italia, in primis a Venezia, dove è scattata l’allerta acqua alta.

TROMBE D’ARIA IN SALENTO

Piogge, venti di burrasca e onde alte anche cinque metri stanno investendo il Salento dalle prime ore del mattino, causando danni e disagi soprattutto sulla costa jonica, con pali della luce e alberi sradicati ovunque. A Porto Cesareo, si è abbattuta una tromba d’aria e il mare in burrasca ha disancorato alcune barche tra cui due cabinati a vela che sono stati scaraventati sugli scogli. A Torre Lapillo un maneggio è stato distrutto. Interrotta a lungo la circolazione sulla litoranea da Santa Cesarea a Castro. A Spongano la furia del vento e la forza della pioggia hanno distrutto il palazzetto dello sport pronto per essere consegnato nei prossimi giorni. A Taurisano invece un grosso pino è caduto sulla cancellata di recinzione della scuola elementare, abbattendola. In quasi tutta la Provincia le scuole sono chiuse. A Lecce è stato interdetto anche l’accesso ai parchi. In Prefettura a Lecce è in corso una riunione del centro di coordinamento della Protezione civile.

TEMPORALI E VENTO SULLA CALABRIA

La costa ionica della Calabria – dove per tutto il giorno è prevista l’allerta rossa della Protezione civile regionale – è stata investita da violenti temporali accompagnati da forti raffiche di vento che hanno provocato allagamenti di strade e scantinati, cadute di alberi, cartelloni pubblicitari e tegole. Al momento, tuttavia, ai vigili del fuoco non risultano né danni a persone né situazioni di particolari criticità. Numerosi sono comunque gli interventi. A Catanzaro, nella frazione marina, il lungomare è allagato, così come lo sono le strade in diverse località della costa. Violente raffiche di vento – tanto che gli abitanti parlano di tromba d’aria – hanno colpito la zona di Simeri e di Zagarise. Colpiti anche il Reggino, tra Bianco e Siderno, ed il Crotonese.

LE STRADE DI MATERA DIVENTANO TORRENTI

A Matera le antiche strade della città si sono trasformate in torrenti in piena. Acqua e fango sono entrati anche nelle abitazioni ai piani più bassi, provocando danni. I fiumi d’acqua non hanno risparmiato i Sassi e la parte antica della città. Ovviamente grandi problemi anche alla viabilità. Le scuole sono chiuse per l’ordinanza firmata dal sindaco della città.

OLTRE UN METRO DI MAREA A VENEZIA

A Venezia, l’alta marea ha raggiunto alle ore 8 il livello di un metro sopra il medio mare, nel giorno in cui il picco di marea ha toccato i 127 centimetri alle ore 10.20, alla stazione di rilevamento di Punta della Salute. Il massimo registrato in mare è stato di 137 centimetri. Per il 12 e 13 novembre sono stati chiusi gli asili nido e le scuole dell’infanzia.

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