Via libera al Milleproroghe con una mina per i concessionari autostradali

In caso di revoca subentra Anas. Un modo del governo per nazionalizzare? Benetton, Gavio e gli altri sul piede di guerra. Nel decreto, licenziato dal Cdm "salvo intese", salta la norma sui vertici di Anac.

Aria di nazionalizzazione? I concessionari autostradali sono in fermento per una norma infilata nella bozza del Milleproroghe che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri.

GESTIONE AFFIDATA IN ATTESA DI NUOVA GARA

L’articolo 33 prevede infatti che in caso di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o autostrade, in attesa di individuare un nuovo concessionario, la gestione può passare all’Anas, l’ente nazionale per le strade.

AD ANAS ANCHE LE ATTIVITÀ DI MANUTENZIONE

Al concessionario è dovuto il valore delle opere realizzate, le penali e gli altri costi da sostenere in conseguenza dell’estinzione del rapporto, a meno che lo stop alla concessione sia per suo inadempimento. Anas potrà inoltre svolgere le attività di manutenzione ordinaria e straordinaria e quelle di investimento finalizzate alla loro riqualificazione o adeguamento. Una mina vagante per i concessionari, che dai Benetton al gruppo Gavio sono tutti in agitazione.

testo decreto milleproroghe articolo 33

L’AISCAT: «UNA GRAVISSIMA LESIONE»

Sul tema Italia viva ha votato contro in Cdm, spiegando di aver messo a verbale il dissenso. Ovviamente anche l’associazione dei concessionari autostradali Aiscat non l’ha presa bene. E ha espresso «sconcerto e incredulità» per quell’articolo 33 che «sembra inficiato da forti dubbi di incostituzionalità», e «genera una gravissima lesione dello Stato di diritto, in quanto modifica per legge e in modo unilaterale i contratti in essere tra lo Stato e i concessionari autostradali». Insomma il provvedimento «rischia di provocare conseguenze estremamente gravi nei confronti di diverse società concessionarie, in particolare di quelle quotate in Borsa».

TESTO LICENZIATO SALVO INTESE: SALTA LA QUESTIONE ANAC

Il decreto è stato licenziato con la formula “salvo intese“: nel testo è saltata la norma «per assicurare la continuità» delle funzioni dell’Autorità nazionale anticorruzione. Un passaggio attribuiva al componente del consiglio con maggiore anzianità l’esercizio delle funzioni di presidente, ruolo ricoperto da Raffaele Cantone fino al 23 ottobre 2019. Il tema era affrontato anche in un emendamento alla manovra poi non ammesso.

SPORT E SALUTE, NIENTE MODIFICA ALLA GOVERNANCE

Altra questione saltata è quella della modifica alla governance di Sport e Salute Spa, la società che ha sostituito Coni Servizi. La nuova bozza del Milleproroghe infatti non contiene l’articolo che introduceva nuove “distribuzioni” delle funzioni, cambiamenti nella composizione del consiglio di amministrazione e nelle modalità di nomina.


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Torino scelta per ospitare il mega raduno dei Fridays for Future

Gli attivisti ambientalisti l'hanno preferita alla tedesca Dresda. Il ritrovo internazionale organizzato ad agosto durerà cinque giorni.

Forse non sarà per lo scambio di gentilezze avuto con le ferrovie tedesche, sta di fatto che ad agosto ad ospitare il più grande raduno dei Fridays for Future, le manifestazioni dei giovani ambientalisti contro il cambiamento climatico sarà Torino, città che è stata preferita dal movimento ecologista alla tedesca Dresda. Il capoluogo piemontese è stato visitato di recente da Greta Thunberg ed è stato scelto come luogo del ritrovo internazionale dalla maggioranza degli attivisti. Il raduno di quest’estate durerà cinque giorni.

APPENDINO: «FAREMO DA MEGAFONO AL MONDO»

La scelta di Torino come sede del prossimo raduno internazionale dei Fridays For Future è «un segnale importante che ancora una volta mette al centro la priorità dell’emergenza climatica», rendendo il capoluogo piemontese «megafono per tutto il mondo», ha commentato la sindaca Chiara Appendino. «Un risultato che si deve al grande lavoro del gruppo Fridays For Future Torino e in cui la Città ha creduto sin dall’inizio», aggiunge la prima cittadina, ricordando che nel ballottaggio con Dresda la prima capitale d’Italia è stata preferita dal «75% degli attivisti». «Grazie a chi lo ha reso possibile», conclude Appendino

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Gli Stati Uniti di Trump hanno le forze spaziali

Inaugurato dal presidente e dalla first lady il nuovo corpo militare dedicato alla guerra nello spazio.

L’esercito degli Stati Uniti guarda allo spazio ed è pronto alla sua conquista, letteralmente. Il presidente Donald Trump ha ufficialmente inaugurato la sera del 20 dicembre la Us Space Force cioè le nuove forze spaziali americane, un nuovo corpo militare – si tratta del primo in più di settant’anni dedicato alla conquista e alla difesa spaziale.

«LA SUPERIORITÀ NELLO SPAZIO È VITALE»

«Lo spazio è il nuovo dominio mondiale di combattimento in guerra e tra le gravi minacce alla nostra sicurezza nazionale la superiorità americana nello spazio è assolutamente vitale», ha sottolineato il presidente Usa, in visita al nuovo corpo militare assieme alla first lady Melania Trump.

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Il congresso della Lega di Salvini sancisce l’esistenza di due partiti

Bossi dal palco: : «Ora c'è la possibilità di avere il doppio tesseramento». Quella al movimento storico e quello fondato dal Capitano. Ma per il vecchio leader c'è la stading ovation.

Non è la fine della Lega Nordista di Bossi, ma è l’inizio di una doppia vita, con due partiti paralleli, con la Lega Nazionale di Matteo Salvini che si affianca a quella del fondatore. Il Congresso del 21 dicembre pensato per celebrare definitivamente il nuovo corso del nuovo capo e per modificare lo statuto del partito si basa su un compromesso. E lo ha spiegato proprio il patriarca Bossi quando dopo essere stato accolto da applausi e standing ovation, ha dichiarato: «Sono contento di dirvi che oggi non si chiude nessuna Lega, questo congresso nella sostanza dà la possibilità di avere il doppio tesseramento, sarà possibile essere iscritti alla Lega e alla Lega per Salvini».

Il fondatore della Lega Nord Umberto Bossi (D) e il segretario della Lega Matteo Salvini (S) al congresso Federale del partito. Milano 21 Dicembre 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

«SIAMO NOI CHE CONCEDIAMO, SALVINI NON PUÒ IMPORCI UN C….»

«Questo», ha aggiunto il Senatùr, «glielo possiamo concedere, siamo noi che concediamo non è Salvini che ci impone. Salvini non può imporci un cazzo lo diciamo con franchezza. Le cose imposte non funzionano». E ancora: «Se Salvini vuole avere la possibilità di avere il simbolo della Lega nel partito chre sta facendo, deve raccogliere le firme», ha detto Bossi.

“Il nostro obiettivo è tornare al governo del Paese”, ha dichiarato Matteo Salvini dal palco del Congresso della Lega. Milano, 21 dicembre 2019. ANSA / MATTEO BAZZI

SALVINI:«BISOGNA APRIRE CON INTELLIGENZA LA LEGA»

Dal canto suo il segretario Salvini ha spiegato la sua linea. Bisogna «aprire con intelligenza», ma bisogna aprire la Lega. Secondo Salvini, infatti, con il 30% non si può «ragionare come se avessimo ancora il 3%». «Chi lascia fuori chi è più bravo» ha aggiunto il segretario, chi «tiene le porte chiuse fa il male del movimento», ovviamente «non subappaltando il movimento a portatori di voti dell’ultim’ora».

SALVINI SUL CASO GREGORETTI: «AUTODENUNCIAMOCI TUTTI»

«Propongo al congresso di autodenunciarci in massa se dovessero procedere», ha dichiarato poi il segretario della Lega sulla richiesta di autorizzazione a procedere per sequestro di persona riguardo al blocco della nave Gregoretti. «Non penso che questi giudici attacchino me, attaccano un popolo. Non c’è in ballo la libertà personale di Salvini è un attacco alla sovranità nazionale, alla sovranità popolare, al diritto alla sicurezza e alla difesa dei confini», aveva detto rispondendo ai giornalisti all’arrivo al Congresso del partito. «Io rispetto la stragrande maggioranza dei giudici che fanno bene il loro lavoro, qualcuno ha un pregiudizio», ha aggiunto Salvini.

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L’ex presidente di Popolare di Bari Jacobini indagato per corruzione della vigilanza

La vicenda è collegata all'acquisizione di Banca Tercas e ai rapporti con Banca d'Italia. Negli atti della procura non c'è il nome del destinatario del reato.

L’ex presidente della Banca popolare di Bari, Marco Jacobini, sarebbe indagato per corruzione nell’ambito dei suoi rapporti con la Vigilanza della Banca d’Italia. La notizia è pubblicata da Repubblica secondo cui la vicenda sarebbe collegata in qualche maniera all’acquisizione della Banca Tercas.

JACOBINI INDAGATO DA GIUGNO

Il quotidiano precisa che Jacobini, al quale è stato notificato un avviso di proroga delle indagini nell’ambito dell’inchiesta sulle presunte irregolarità nella gestione dell’istituto di credito barese, è indagato da giugno scorso. Nell’atto, precisa il quotidiano, non è indicato il destinatario della corruzione o in cosa si sarebbe concretizzata.

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I giallorossi alla prova del decreto intercettazioni

Via libera del Consiglio dei ministri. Il Guardasigilli Bonafede: «Strumento irrinunciabile per le indagini». Dalle conversazioni rilevanti a cosa rischiano i giornalisti: le novità.

Un decreto ad hoc per le intercettazioni approvato dal Consiglio dei ministri. Il governo ha deciso di non inserire le norme così delicate dal punto di vista politico giudiziairio nel Milleproroghe, anch’esso licenziato dal Cdm.

BONAFEDE: «STRUMENTO IRRINUNCIABILE»

Su Facebook il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ha scritto: «Il dl è uno strumento irrinunciabile per le indagini. Adesso elaboriamo un sistema moderno e digitale: ci saranno maggiori garanzie per trovare un punto di equilibrio tra l’esigenza delle indagini, la tutela della riservatezza e il diritto di difesa».

IL PM DECIDE SE LE INTERCETTAZIONI SONO RILEVANTI O MENO

Cosa cambia nel dettaglio? La scelta delle intercettazioni rilevanti o meno non sarà più solo della polizia giudiziaria, ma rientrerà nella sfera decisionale del pubblico ministero e gli avvocati potranno estrarre copia delle intercettazioni rilevanti.

IL GIORNALISTA NON RISCHIA L’INCRIMINAZIONE

Inoltre il giornalista che pubblica l’intercettazione non rischia più di essere incriminato per violazione di segreto d’ufficio e restano sostanzialmente le regole in vigore oggi. Il provvedimento detta anche indicazioni chiare rispetto alle indagini tuttora in corso, per cui valgono le regole attualmente in vigore: le nuove si applicano a tutte le iscrizioni di notizia di reato successive al 29 febbraio 2020, quando la nuova normativa è destinata a entrare in vigore.

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L’Italia nella morsa del maltempo: un morto in Friuli

L'uomo ha imboccato una strada vietata per l'allerta meteo. Intanto in undici regione è scattato il codice arancione. E Venezia è pronta a due giorni di acqua alta a 130 centimetri.

Italia ancora nella morsa del maltempo nel week end del 21 e 22 dicembre. In Friuli Venezia Giulia, un uomo è morto per aver deciso di imboccare una strada che era stata chiusa per l’allerta meteo guadando il torrente e finendo travolto dalla corrente. La tragedia tra Zoppola e Cordenons, in provincia di Pordenone. Le autorità locali, a causa del maltempo, avevano diramato un’allerta arancione, che comporta una serie di prescrizioni compresa la chiusura di alcune strade. Tra queste, quella dove è morto l’uomo, tanto che l’accesso era stato chiuso con una sbarra.

UN MOTOCICLISTA DISPERSO NEL FIUME SANTERNO

I vigili del fuoco del comando di Firenze e del distaccamento di Borgo S.Lorenzo, stanno intervenendo nel comune di Firenzuola, in Mugello, per la ricerca di un motociclista caduto nel fiume Santerno, nei pressi del ponte di Cornacchiaia. Sul posto, si spiega dai vvf, anche personale del nucleo sommozzatori di Firenze e l’elicottero Drago del nucleo di Arezzo che sta effettuando dei sorvoli lungo il fiume. Da chiarire ancora come la persona sia finita con la moto nel corso d’acqua.

ALTRE 48 ORE DI ACQUA ALTA A VENEZIA

Intanto si è presentata anche il 21 dicembre l’acqua alta a Venezia si è presentata anche oggi toccando i 120 centimetri sul medio mare. Per il 22 è prevista acqua alta di 130 centimetri. Nel Nord Ovest la protezione civile ha disposto la chiusura dellìautostrada A5 Torino-Aosta a causa dell’allerta scattata per il movimento della frana in località Chiappetti di Quincinetto.

IN PROVINCIA DI SIENA CROLLATO UN TRATTO DI STATALE

Forti piogge in Toscana, fino a 263 millimetri caduti in 24 ore. Rimaste intrappolate all’interno di una vettura nel torrente Maiano, nel comune di
Magliano in Toscana (Grosseto), due persone sono state messe in salvo dai vigili del fuoco. Crollato, a causa del maltempo, un tratto della statale 2 Cassia tra Abbadia San Salvatore e Radicofani, in provincia di Siena: nessuno automobilista è rimasto coinvolto.

ALLERTA ARANCIONE IN UNDICI REGIONI

Per il maltempo l’allerta è arancione in Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana e Umbria; gialla in Calabria, Piemonte e Veneto.

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Patuanelli: «Sei mesi di tempo per salvare Alitalia o si chiude»

«L'obiettivo è chiudere entro metà anno, con la scadenza del mandato al commissario. Altrimenti si chiude. Sono stati erogati i 400 milioni di euro di prestito. Non ci saranno altri fondi», ha detto il ministro dello Sviluppo economico.

Restano sei mesi nella vicenda infinita di Alitalia. Almeno così ha dichiarato al quotidiano Il Messaggero il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli: «Per salvare Alitalia ci restano sei mesi. L’obiettivo è chiudere entro metà anno, con la scadenza del mandato al commissario. Altrimenti si chiude. Sono stati erogati i 400 milioni di euro di prestito. Non ci saranno altri fondi». Secondo Patuanelli, «Fs deve entrare nella cordata, e poi sfida tra Lufthansa e Air France. Niente spezzatino – dice – sarà una holding». Mentre sull’Ex Ilva, «a fine piano ci saranno zero esuberi» assicura.

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Upday lancia earli e punta a raggiungere tutte le piattaforme iOS e Android

Axel Springer pronto a lanciare la nuova famiglia di app. Già pronta earliAudio per i podcast, in arrivo anche quella per le "flash news".

Upday si espande. La società dell’editore tedesco Axel Springer che cura l’app di news Upday for Samsung, ha lanciato una nuova gamma di prodotti sotto il marchio earli con l’obiettivo di approdare su tutti gli smartphone oltre quelli del marchio coreano.

LANCIATA LA PRIMA APP PER PODCAST

La prima app, già disponibile su Play Store e App Store, è stata earliAudio dedicata tutta al mondo del podcasting e che propone agli utenti podcast basati sui propri interessi. L’app di podcast è disponibile in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, portoghese, olandese e polacco. Le diverse edizioni possono essere utilizzate in contemporanea. EarliAudio, però, prepara il terreno anche ai prossimi prodotti. L’app infatti è dotata di una sezione per le “Flash News” dedicata alle principali notizie del giorno.

VERSO UN APP PER LE NEWS

Al fianco di earliAudio nelle prossime settimane arriverà anche un’altra applicazione per le news, earliNews, app di notizie concepita come Upday e che unisce l’esperienza giornalistica con l’intelligenza artificiale. Come per la gemella dedicata ai podcast, anche earliNews sarà disponibile in 12 lingue e 16 Paesi europei, tra cui l’Italia.

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Caso Salvini-Gregoretti: Italia viva vuole fare da ago della bilancia

Renzi tiene il governo in stand-by sull'autorizzazione a procedere in Giunta a Palazzo Madama. Entro il 20 gennaio il voto.

«Leggeremo le carte e decideremo, senza isterismi e senza sventolare cappi e manette, come si fa nei Paesi civili», ha scritto in un post su Facebook il capogruppo di Italia Viva in Senato Davide Faraone, tornando sulla vicenda del voto sulla vicenda della nave Gregoretti. «E adesso la domanda è: quindi salvate Salvini dal processo?», scrive Faraone: «Noi non usiamo le questioni giudiziarie a fini politici, non lo abbiamo mai fatto e mai lo faremo. Oppure il garantismo vale per gli amici, mentre per gli avversari politici si diventa giustizialisti?».

I NUMERI ALLA GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI

«In teoria contro Salvini dovrebbero votare l’unica esponente del Pd (Anna Rossomando), 6 grillini, l’ex presidente del Senato Pietro Grasso e l’ex M5s Gregorio De Falco più i tre di Italia Viva. Totale 12 voti», spiega il Corriere della Sera, «sul fronte opposto sono schierati Lega (5), Forza Italia (4), Fratelli d’Italia (1, il presidente della giunta Maurizio Gasparri) ai quali potrebbe aggiungersi l’esoponente sudtirolese Durnwalder. E farebbero 11. A questo punto se i renziani dovessero farsi da parte, il verdetto verrebbe ribaltato e la giunta non potrebbe dare il via libera al processo contro Salvini».

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Fca rassicura i sindacati su investimenti e posti di lavoro dopo l’accordo con Psa

Il responsabile Europa di Fiat Chrysler ha incontrato le associazioni di categoria: «Avanti con il piano da 5 miliardi per l'Italia e nessuna chiusura di stabilimenti».

Il piano di investimenti da 5 miliardi per l’Italia va avanti. Lo ha detto ti il responsabile delle attività europee di Fca Pietro Gorlier nell’incontro a Mirafiori richiesto dalle organizzazioni sindacali dopo la firma dell’accordo con Psa per la fusione. All’incontro partecipano i segretari generali di Fil, Uilm, Fismic, Ugl metalmeccanici e Quadri. Al termine Gorlier vedrà i vertici della Fiom.

«NESSUNA CHIUSURA DI STABILIMENTI»

«Piena occupazione entro il 2022», ha aggiunto Marco Bentivogli, segretario generale Fim, al termine dell’incontro. «I 3,7 miliardi di euro di risparmi annuali, da conseguire a regime con la fusione Fca-Psa, saranno raggiunti non con chiusure di stabilimento, bensì soprattutto da economie di scala su investimenti e forniture. Il nostro compito resta comunque quello di vigilare su eventuali ricadute occupazionali, poiché ogni fusione per sua natura comporta sia opportunità sia rischi», ha aggiunto Rocco Palombella segretario generale della Uilm.

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Il parlamento britannico ha dato il primo via libera alla Brexit

Con 358 sì e 234 no Westminster ha approvato in seconda lettura il testo modificato dal governo Johnson in vista dell'addio a Bruxelles.

Primo sì del Parlamento britannico alla legge sulla ratifica della Brexit entro il 31 gennaio. Il testo, modificato dal governo di Boris Johnson dopo la vittoria elettorale del 12 dicembre, ha ottenuto il via libera della Camera dei Comuni nella cosiddetta seconda lettura con 358 sì e 234 no, come largamente previsto data la larga maggioranza assoluta conquistata dai Tory nelle urne. Ora l’iter proseguirà dopo la pausa natalizia dei lavori di Westminster, per essere completato nelle attese prima di metà di gennaio.

SUPERATA LA MAGGIORANZA DI 44 VOTI

La maggioranza è stata di 124 voti, 44 in più di quella che il gruppo Tory può garantire sulla carta – in caso di assemblea al completo – al governo Johnson. Uno scarto ulteriore significativo a favore del premier, legato secondo le informazioni dei media ad alcune astensioni di singoli deputati laburisti – malgrado la linea ufficiale del partito fosse per il no – e a un certo riallineamento degli unionisti nordirlandesi del Dup: che pur essendo pro Brexit avevano criticato il deal raggiunto da Johnson con Bruxelles sul divorzio, temendo fra le possibili conseguenze dei meccanismi concordati per eliminare la clausola del cosiddetto backstop l’introduzione di un confine doganale di fatto fra l’Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito. A seguire l’aula ha approvato anche una mozione governativa sul calendario della ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa natalizia, che scatta stasera. A partire dal completamento dell’iter ai Comuni della legge sull’uscita dall’Ue (EU Withdrawal Agreement Bill) fra il 7 e il 9 gennaio.

BRUXELLES: «PRONTI A CHIUDERE L’ACCORDO ANCHE IN UE»

Un portavoce della Commissione Ue ha commentato la notizia dicendo che i vertici Ue hanno preso nota del voto alla Camera dei Comuni e seguiranno il processo di ratifica nel Regno Unito da vicino. «Siamo pronti a fare i passi formali per chiudere l’accordo anche in Ue», ha concluso.

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Cosa sappiamo sull’esposizione dei dati di 267 milioni di utenti di Facebook

Nuova fuga di dati per il gigante di Menlo Park. Tra il 4 e 19 dicembre comparso online un database con milioni di dati. La società: «Dati rubati prima del cambio di policy».

Nuova tegola per il gigante di Menlo Park. Facebook è alle prese con un altro caso di esposizione dei dati personali degli utenti. La società di sicurezza Comparitech avrebbe individuato un database contenente dati personali di 267 milioni di utenti del social network e ne ha dato notizia sul suo sito. La mole di informazioni personali poteva essere consultata liberamente in rete, senza necessità di inserire password. Il database è rimasto online per circa due settimane, dal 4 al 19 dicembre, ed è risultato scaricabile anche tramite un forum hacker fino a che il provider che lo ospitava non ha deciso di rimuoverlo, a seguito della segnalazione da parte dei ricercatori.

DISPONIBILI ID, NOMI UTENTE E NUMERI DI TELEFONO

Secondo Comparitech i dati potrebbero essere stati estrapolati dalla piattaforma legata gli sviluppatori di applicazioni (API). Oppure attraverso una operazione di ‘scraping‘, una tecnica di estrazione dei dati da un sito usando appositi software. Nell’archivio erano contenute informazioni come lo ‘user ID’, che identifica l’utente, nome e numero di telefono. Oltre al complesso scandalo Cambridge Analytica, non è la prima volta che i dati di milioni di utenti di Facebook vengono divulgati in rete. Lo scorso settembre, un ricercatore ha scoperto un database ancora più grande di questo: 419 milioni di dati collegati agli account del social network.

LA SOCIETÀ: «FUGA DI DATI PRECEDENTE AL CAMBIO DELLA PRIVACY»

Facebook, per bocca di uno dei suoi portavoce, ha fatto sapere che sono incorso approfondite analisi in merito alla pubblicazione del database. «Stiamo esaminando questo problema», hanno spiegato, «ma crediamo che si tratti di informazioni ottenute molto probabilmente prima dei cambiamenti che abbiamo apportato negli ultimi anni per proteggere meglio le informazioni delle persone».

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L’ex ad di France Telecom condannato per l’ondata di suicidi in azienda

Per i giudici l'azienda portò avanti mobbing «morale e istituzionale» nei confronti dei suoi dipendenti. Il mega-manager francese dovrà scontare un anno di carcere, di cui otto mesi con la condizionale.

L’ex amministratore delegato di France Télécom, Didier Lombard, è stato condannato per mobbing «morale e istituzionale» nel processo legato all’ondata di suicidi dei dipendenti che 10 anni fa scosse il colosso francese delle Tlc. Il mega-manager francese, ex numero uno di France Télécom, dovrà scontare un anno di carcere di cui otto mesi con la condizionale. Condannati alla stessa pena anche altri due dirigenti di France Télécom e la stessa azienda, che dovrà pagare una multa 75 mila euro. Secondo il tribunale di Parigi, tra il 2007 e il 2008, dai vertici del gruppo si diffuse una clima nocivo di molestie «morali e istituzionali», anche se i giudici non appurano alcun legame diretto tra gli autori e le vittime. Una nozione, quella del mobbing morale e istituzionale, che con questa sentenza entra per la prima volta a far parte della giurisprudenza francese.

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In Vaticano mille denunce di abusi sessuali in un anno: «È uno tsunami»

John Joseph Kennedy, il capo Ufficio della sezione disciplinare della Congregazione per la dottrina della fede: «Se avessi un bambino maltrattato, probabilmente smetterei di andare a messa».

Sopraffatti dalle denunce, letteralmente. L’ufficio vaticano che riceve le denunce di abusi sessuali da parte del clero ha registrato quest’anno la cifra record di 1.000 casi segnalati da tutto il mondo, anche da Paesi di cui non aveva mai sentito parlare prima, e potrebbe non essere finita qui. John Joseph Kennedy, il capo Ufficio della Sezione Disciplinare nella Congregazione per la dottrina della fede, lo ha detto all’agenzia di stampa americana Associated press, precisando che l’enorme afflusso di denunce ha “sopraffatto” il personale

«STIAMO ASSISTENDO A UNO TSUNAMI DI CASI»

Per evadere tutti i documenti relativi al 2019, il quadruplo di quanti se ne gestivano un decennio fa, il personale – ha spiegato Kennedy – «dovrebbe lavorare sette giorni alla settimana». «Stiamo effettivamente assistendo a uno tsunami di casi, al momento, in particolare da Paesi di cui non abbiamo mai sentito parlare prima», ha detto, riferendosi ai casi più eclatanti emersi in Argentina, Messico, Cile, Italia, Polonia e Stati Uniti. «Suppongo che se non fossi un prete e se avessi un bambino maltrattato, probabilmente smetterei di andare a messa», ha detto Kennedy. Ma il Vaticano – ha ricordato – si è impegnato a combattere gli abusi e ha solo bisogno di tempo per esaminare tutti i casi. «Li esamineremo dal punto di vista forense e garantiremo il giusto risultato – ha aggiunto -. Non si tratta di riconquistare la gente, perché la fede è qualcosa di molto personale. Ma almeno diamo alla gente la possibilità di dire: ‘Forse diamo alla chiesa una seconda possibilità di ascoltare il messaggio’».

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Autogrill, Barbara Cominelli nominata Amministratore non esecutivo

Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi ieri, ha incaricato la manager in sostituzione di Marco Patuano.

Il Consiglio di Amministrazione di Autogrill S.p.A. ha nominato mediante cooptazione Barbara Cominelli quale Amministratore non esecutivo, in sostituzione di Marco Patuano che ha rassegnato le sue dimissioni in data 24 giugno 2019.

Il nuovo Consigliere ha dichiarato di essere in possesso dei requisiti di indipendenza, ai sensi dell’art. 147-ter, comma 4, e dell’art. 148, comma 3, D. Lgs. 58/98, nonché del principio 3.C.1 del Codice di Autodisciplina delle Società Quotate, come recepito dall’art. 3.1 del vigente Codice di Autodisciplina di Autogrill e dall’art. 10 dello Statuto Sociale.

Barbara Cominelli è il COO, Direttore Marketing e Operations di Microsoft Italia, con la responsabilità sulle diverse linee di business. Dal 2010 al 2018 è stata Direttore Digital, Commercial Operations e Wholesale di Vodafone Italia, alla guida di un team di 3000 persone, gestendo i canali fisici e digitali. Le sue esperienze precedenti includono Tenaris, A.T.Kearney, E.V. Capital e Università Bocconi. Laureata con lode in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi, ha un Master in International Management presso la stessa Università. Vanta una significativa esperienza internazionale avendo studiato e lavorato in U.K., Olanda, Lussemburgo e Spagna. Inclusa due volte tra le “50 donne più influenti in Europa nel campo della tecnologia” da InspiringFifty, ha vinto numerosi premi in Italia e all’estero per progetti di Trasformazione Digitale e eccellenza nella Customer Experience.

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Smart&Start Italia si rinnova, le novità per le startup

Dal 20 gennaio al via le domande per le agevolazioni con i nuovi criteri, tra questi nuove premialità e l’incremento del finanziamento agevolato

Arrivano nuovi criteri per l’assegnazione degli incentivi che sostengono la nascita e la crescita delle startup innovative su tutto il territorio nazionale. Smart&Start Italia, l’incentivo del Mise gestito da Invitalia, si rinnova e porta in campo, con la Circolare n. 439196 del 16 dicembre 2019 della Direzione generale per gli incentivi alle imprese (secondo la nuova disciplina introdotta dal Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 30 agosto 2019), diverse novità. La semplificazione dei criteri di valutazione e di rendicontazione; l’introduzione di nuove premialità, l’incremento del finanziamento agevolato fino al 90%; fondo perduto fino al 30% per le imprese del Sud e un periodo di ammortamento più lungo, sono solo alcune delle news introdotte secondo le quali sarà possibile presentare domanda di agevolazione a partire dal 20 gennaio 2020.

A CHI SI RIVOLGE NELLO SPECIFICO

Smart&Start Italia finanzia come detto le startup innovative, nello specifico quelle costituite da non più di 60 mesi e iscritte alla sezione speciale del registro delle imprese. Tra gli ammessi a chiedere un finanziamento ci sono tutte le startup innovative di piccola dimensione, costituite da non più di 60 mesi, i team di persone fisiche che vogliono costituire una startup innovativa in Italia, anche se residenti all’estero, o cittadini stranieri in possesso dello “startup Visa” e le imprese straniere che si impegnano a istituire almeno una sede sul territorio italiano.

TUTTE LE NOVITÀ

Si parte dal nuovo anno dunque con i nuovi criteri dell’incentivo rivolto alle startup innovative. Le novità riguardano la semplificazione dei criteri di valutazione per la concessione delle agevolazioni e l’introduzione di nuove premialità in caso di collaborazione con organismi di ricerca, incubatori e acceleratori d’impresa, compresi i Digital Innovation Hub, e di realizzazione di piani di impresa al sud da parte di start up già operative al centro-nord. E ancora in campo una nuova definizione dei piani di impresa e delle spese ammissibili, incluso il riconoscimento di una quota di finanziamento per la copertura delle esigenze di capitale circolante per il periodo di realizzazione del piano; l’incremento del finanziamento agevolato fino all’80% delle spese ammissibili e al 90% nel caso di società costituite da sole donne, da under 36 oppure se un socio ha il titolo di dottore di ricerca. Aumenta anche il fondo perduto per le imprese localizzate al Sud Italia fino al 30% dell’importo concesso per gli investimenti. Le rendicontazioni diventano più semplici, con la possibilità di ottenere le erogazioni per stati di avanzamento con fatture non quietanzate (i cui pagamenti possono essere dimostrati, entro sei mesi, al successivo stato di avanzamento) e contestuale erogazione della quota proporzionale di finanziamento inerente il capitale circolante; rendicontazione dei costi di personale con la modalità dei costi standard. Si estende, infine, il periodo di ammortamento per la restituzione del finanziamento fino a 10 anni.

COSA FINANZIA LA MISURA

Ricordiamo che Smart&Start Italia finanzia progetti compresi tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, con la copertura delle spese d’investimento e dei costi di gestione. I piani d’impresa possono comprendere spese destinate all’acquisto di beni di investimento, servizi, spese del personale e costi di funzionamento aziendale. Per essere approvato è necessario che il progetto imprenditoriale possegga un significativo contenuto tecnologico e innovativo o sia orientato allo sviluppo di prodotti, servizi o soluzioni nel campo dell’economia digitale, dell’intelligenza artificiale, della blockchain e dell’internet of things o ancora che sia finalizzato alla valorizzazione economica dei risultati della ricerca pubblica e privata.

COME PRESENTARE DOMANDA

La presentazione della domanda è da farsi esclusivamente online sulla piattaforma di Invitalia. Le domande già presentate prima della pubblicazione della nuova circolare, per le quali non vi siano provvedimenti già adottati, potranno essere riformulate entro 60 giorni dalla data del 20 gennaio 2020. Chi ha presentato la domanda prima del 16 dicembre 2019 e non ha ricevuto l’esito della valutazione, può comunicare con Invitalia tramite PEC all’indirizzo smartstart@pec.invitalia.it indicando preferibilmente nell’oggetto l’ID della domanda. Sarà, in ogni caso, possibile presentare una nuova domanda anche oltre questo termine.

Per presentare la domanda per richiedere le agevolazioni previste dalla misura è necessario registrarsi ai servizi online di Invitalia indicando un indirizzo di posta elettronica ordinario, compilare online la domanda e caricare il business plan e gli allegati. Per tutta la procedura è necessario disporre di firma digitale e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). Al termine della compilazione del piano di impresa e dell’invio telematico della domanda e dei relativi allegati, verrà assegnato un protocollo elettronico.

Ricordiamo inoltre che non ci sono scadenze né graduatorie. Invitalia valuta le domande in base all’ordine di arrivo, fino ad esaurimento dei fondi. Ogni valutazione prevede una verifica formale e una valutazione di merito, compreso il colloquio con gli esperti di Invitalia, e si conclude in 60 giorni, salvo eventuali richieste di integrazione dei documenti.

I NUMERI DI SMART&START ITALIA

La misura del MISE è partita con la sua prima edizione, dedicata alle sole regioni del Mezzogiorno, il 4 settembre 2013 per rinnovarsi il 16 febbraio 2015 con l’allargamento della platea a tutte le startup innovative d’Italia. Fino ad oggi sono 1.007 le startup innovative finanziate mettendo in campo 340 milioni di agevolazioni concesse che hanno contribuito a creare tanti nuovi posti di lavoro, 5.504 per la precisione.

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Prima intesa sull’Ilva tra i commissari e ArcelorMittal

Messe nero su bianco le basi della futura negoziazione che si protrarrà fino al 31 gennaio per trovare un accordo vincolante. Resta irrisolta la questione degli esuberi.

I commissari straordinari dell’Ilva e ArcelorMittal hanno raggiunto un’intesa di base per la trattativa della ristrutturazione del contratto originario di affitto e vendita degli stabilimenti e per l’operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico con base a Taranto. «Mi risulta che si stia firmando in questo momento un documento che si chiama heads of agreement che si limita a indicare le basi per una futura negoziazione che si svolgerà fino al 31 gennaio al fini dei raggiungere un accordo vincolante», ha anticipato uno degli avvocati di ArcelorMittal in tribunale a Milano.

RINVIATA L’UDIENZA CON AL CENTRO IL RICORSO

L’avvocato Ferdinando Emanuele, uno dei legali che assistono il gruppo franco-indiano, davanti all’aula dove si terrà l’udienza con al centro il ricorso cautelare presentato dai commissari, ha spiegato che anche loro, come ha fatto la controparte, chiederanno un rinvio. «Siamo abbastanza soddisfatti», ha detto il direttore generale Claudio Sforza dopo la firma del protocollo d’intesa con ArcelorMittal. «Abbastanza perché questo è solo un pre-accordo, ora c’è un percorso da fare, ma ci sono elementi per poter lavorare. La soddisfazione piena arriverà soltanto dopo».

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Perché la Libia ha chiesto aiuto all’Italia e altri 4 Paesi

L'esercito di Haftar ha lanciato un ultimatum di tre giorni al governo. Che si è rivolto a noi, Regno Unito, Usa, Algeria e Turchia domandando di intervenire in difesa di Tripoli.

La richiesta è stata lanciata dal palcoscenico più autorevole della comunità internazionale, diretta all’Italia e ad altri quattro Paesi, tra cui non a caso non figura la Francia di Emmanuel Macron. Il premier del governo di accordo nazionale libico, Fayez al Sarraj, ha chiesto a Italia, Usa, Regno Unito, Algeria e Turchia di «attivare gli accordi di cooperazione di sicurezza» per «respingere l’attacco a Tripoli, condotto da qualsiasi gruppo armato». Sarraj ha inoltre chiesto ai cinque Paesi di «cooperare con il governo di accordo nazionale nella lotta alle organizzazioni terroristiche», all’immigrazione clandestina e ai trafficanti di esseri umani.

L’ULTIMATUM DI HAFTAR: VERSO LA BATTAGLIA SU MISURATA

Contemporaneamente Ahmed al Mismari, il portavoce dell’ esercito nazionale libico (Lna) guidato dal generale Khalifa Haftar ha lanciato in un video sul canale facebook dell’ Lna un ultimatum. Tre giorni al massimo, con scadenza alla mezzanotte di domenica 22 dicembre perchè Misurata ritiri «le proprie milizie da Tripoli e Sirte». «Prendere per obiettivo Misurata proseguirà ogni giorno senza sosta e in maniera intensiva, senza precedenti, se Misurata non ritirerà le sue milizie da Tripoli e Sirte al massimo in tre giorni, con scadenza domenica a mezzanotte», ha detto Mismari.

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Chi sono i cantanti di Sanremo giovani 2020

Da Leo Gasmann agli Eugenio in via di Gioia: i protagonisti che si sono aggiudicati il palco dell'Ariston. Che vedrà anche Tiziano Ferro presente tutte le sere.

I magnifici otto sono stati scelti. Il 19 dicembre i nomi dei partecipanti a Sanremo giovani 2020 sono stati finalmente svelati e così il prossimo festival targato Amadeus inizia a prendere forma. In attesa di conoscere i nomi dei Big e gli ospiti delle cinque serate in programma dal 4 all’8 febbraio – il conduttore ha già spiegato che Tiziano Ferro sarà presente tutte le sere, le porte dell’Ariston si sono spalancate agli otto cantanti che parteciperanno tra i Giovani.

DA LEO GASMANN A TECLA VINCITRICE DI SANREMO YOUNG

Leo Gassmann (con Va bene così), Fadi (Due noi), Marco Sentieri (Billy Blu), Fasma (Per sentirmi vivo), Eugenio in via di Gioia (Tsunami) sono i cinque protagonisti, in diretta tv su Rai1, si sono sfidati a colpi di duelli e musica per conquistare un posto in prima fila all’Ariston. A loro si aggiungono, da Area Sanremo, Gabriella Martinelli e Lula (Il gigante d’acciaio, dedicata a Taranto e alle vicende dell’ex Ilva) e Matteo Faustini (Nel bene e nel male). Approda di diritto all’Ariston anche la giovanissima Tecla Insolia, vincitrice di Sanremo Young.

TEMI SOCIALI E MALESSERE GENERAZIONALE

Temi sociali e malessere generazionale corrono tra i brani, gli stessi che arriveranno a febbraio. Sfide secche, dentro o fuori. Per quella che qualcuno considera l’occasione della vita, qualcuno un passaggio obbligato verso il successo. Sono emozionati i ragazzi (e si vede, dalle mani che si contorcono, dagli sguardi persi, dalle gambe che non stanno ferme), anche se molti di loro hanno già alle spalle talent e gavetta. Come Thomas che arriva da Amici, ma deve cedere il passo a Leo Gassmann, da X Factor, figlio di Alessandro – che via Twitter fa il tifo: be brave and rock on! – e nipote di Vittorio (e più di uno gli ricorda che porta un cognome “ingombrante”, mentre la rete ipotizza raccomandazioni, ma lui ribatte che «è la musica a vincere»). Gli Eugenio in via di Gioia portano una ventata di allegria e lasciano fuori il bravo Avincola (con un brano sui rider). Eliminati anche Shari e i Reclame.

I CINQUE GIUDICI SENIOR

A decidere i più meritevoli sono televoto, Commissione musicale del festival, giuria demoscopica e giuria televisiva, ovvero i cinque senatori del festival Pippo Baudo, Antonella Clerici, Carlo Conti, Gigi D’Alessio e Piero Chiambretti, alla quale spettava l’ultima parola in caso di parità. E non è mancata qualche stoccata via social, come quella di Enzo Mazza, ceo della FIMI, che in un tweet ha polemicamente sottolineato le differenze d’età tra giudicanti e giudicati. «Date di nascita super giuria #sanremogiovani: 1936, 1956, 1961, 1962, 1967. Artisti in gara secondo regolamento: non aver superato i 36 anni. Ovvero non essere nati dopo 1983. Età media utilizzatori di Spotify: 25 anni, ovvero nati nel 1994». I giudici, tutti veterani del festival, non raccolgono la provocazione, arrivata già nei giorni della loro ufficializzazione. Appuntamento, dunque, al 4 febbraio (e prima anche a Potenza con il Capodanno di Rai1, sempre condotto da Amadeus) con in testa già le canzoni

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