Lo scherzo di cattivo gusto del Mein Kampf regalato al posto di Minecraft

Il retroscena è venuto fuori grazie al quotidiano 20 Minutes. Il video è stato diffuso dal comico francese Yann Stotz, che intendeva realizzare una gag per sottolineare l’assonanza tra le due parole.

Il video è diventato virale. Ma la scena mostrata, oltre a essere di cattivo gusto, era anche un fake creato ad arte. Il filmato visto da milioni di persone durante le feste di Natale ha per protagonista un nonno che confonde la parola Minecraft con Mein Kampf e, al posto del noto videogioco, regala al nipotino il saggio del 1925 di Adolf Hitler. «Ma cos’è questo?», chiede una voce fuori campo.

La vera storia che sta dietro al video è venuta fuori grazie al quotidiano 20 Minutes. Tutto nasce da un’idea del comico francese Yann Stotz, che ha diffuso le immagini in Rete e che intendeva realizzare una gag per sottolineare l’assonanza tra le due parole. «Tre anni fa ho regalato a mio figlio una copia di Minecraft», ha spiegato Stotz, «e ho pensato: “è divertente che suoni simili a Mein Kampf“. Così quest’anno ho stampato una copia della copertina e l’ho incollata sopra a un libro di Jules Verne per girare il video».

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Le famiglie italiane sono sempre più piccole

Il 33% dei nuclei è composto da una sola persona. Negli ultimi 20 anni l'aumento è di oltre 10 punti percentuali. Nascite al minimo storico, cresce l'aspettativa di vita. Gli ultimi dati demografici Istat.

Le famiglie italiane si moltiplicano, ma sono sempre più piccole. Perché molti giovani che vanno a vivere da soli lo fanno senza un partner e senza generare dei figli.

UN TERZO DEI NUCLEI È COMPOSTO DA UNA SOLA PERSONA

Gli ultimi dati demografici Istat raccontano che i nuclei hanno raggiunto quota 25 milioni 700 mila. Ma il numero medio dei componenti è passato da 2,7 (periodo 1997-1998) a 2,3 (periodo 2017-2018), soprattutto per l’aumento dei single. Nel giro di 20 anni le cosiddette famiglie unipersonali sono cresciute di oltre 10 punti percentuali: dal 21,5% al 33%. E corrispondono ormai a un terzo del totale.

MAI COSÌ POCHE NASCITE

Non sorprende quindi che il 2018 abbia segnato un nuovo minimo storico delle nascite dall’Unità d’Italia: appena 439.747. Il numero dei decessi, al contrario, è diminuito a 633.133. Allo stesso tempo continua a salire l’aspettativa di vita media alla nascita, che si attesta su 80,8 anni per gli uomini e su 85,2 anni per le donne. Siamo, in altre parole, «uno dei Paesi più vecchi al mondo, con 173,1 persone con 65 anni e oltre ogni cento persone con meno di 15 anni al primo gennaio 2019».

GLI STIPENDI TORNANO A CRESCERE

Qualche buona notizia arriva invece dal fronte economico. Nel 2018 gli stipendi sono tornati a salire: una crescita che mancava da quasi un decennio, ma che è dovuta principalmente agli aumenti nel settore pubblico. Le retribuzioni contrattuali orarie segnano globalmente un incremento dell’1,5%, e il contributo maggiore deriva dagli aumenti retributivi per la quasi totalità dei dipendenti pubblici (+2,6%), dopo il blocco che andava avanti dal 2010.

DISEGUAGLIANZE PIÙ FORTI NELLE CITTÀ PIÙ RICCHE

All’aumentare del reddito familiare, tuttavia, si acuiscono anche le diseguaglianze. I comuni al centro delle aree metropolitane più grandfi registrano sia il più alto reddito netto medio familiare, sia il più alto rapporto di diseguaglianze. Andamento opposto per i comuni fino a 50 mila abitanti, che si caratterizzano per avere il reddito più basso accompagnato dalle diseguaglianze più ridotte. La regola non vale però per il Nord-Est, caratterizzato dal reddito netto medio familiare più elevato: 41.019 euro, rispetto ai 36.293 dei residenti in Italia. Qui però si osserva una diseguaglianza dei redditi più bassa rispetto ad altre zone.

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Il governo smentisce la revisione di reddito di cittadinanza e Quota 100

Dopo le polemiche fra Italia viva e M5s, Palazzo Chigi chiude a eventuali modifiche delle due misure-simbolo del governo gialloverde.

Il governo ha ufficialmente smentito di essere al lavoro su eventuali modifiche da apportare al reddito di cittadinanza e alle pensioni con Quota 100: «Dopo l’approvazione della manovra, non è all’ordine del giorno alcuna revisione», ha fatto sapere Palazzo Chigi in una nota.

LE POLEMICHE TRA ITALIA VIVA E M5S

Il riferimento è alla ricostruzione giornalistica offerta dal quotidiano La Stampa in edicola il 30 dicembre, ma il comunicato del governo suona anche come una risposta alle polemiche aperte nella maggioranza dalla ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova. L’esponente di Italia viva, infatti, aveva chiesto all’esecutivo di cancellare il reddito e ridiscutere quota 100. Per il M5s aveva replicato l’ex ministra Barbara Lezzi: «Se il reddito le fa schifo allora si dimetta e faccia cadere il governo».

I PRESUNTI INTERVENTI ALLO STUDIO DELL’ESECUTIVO

Secondo La Stampa, tuttavia, il premier Giuseppe Conte sarebbe disponibile a ridiscutere entrambe le misure. In particolare, per quanto riguarda il reddito, Conte vorrebbe intervenire sui navigator, sul ruolo dell’Anpal e sui rapporti con gli enti locali, mentre il Pd vorrebbe una stretta sui criteri d’accesso al sussidio. Per quanto riguarda invece Quota 100, per il quotidiano torinese non sarebbe da escludere una riforma strutturale del sistema pensionistico in grado di superare sia tale meccanismo, sia la legge Fornero. Ma la secca smentita di Palazzo Chigi fa capire che non ci sono margini per procedere in questo senso.

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Conte vuole restare in politica

Il premier annuncia un impegno a lungo termine sulla scena pubblica italiana. Ma per ora esclude di voler fondare un partito: «Sono un costruttore, non sono divisivo».

L’avvocato del popolo ormai ci ha preso gusto: «Dopo questo mio intenso coinvolgimento, non vedo un futuro senza politica». Il premier Giuseppe Conte, in un lungo colloquio con il quotidiano la Repubblica, ha annunciato così la volontà di impegnarsi a lungo termine sulla scena pubblica italiana.

LEGGI ANCHE: La conferenza stampa di fine anno del premier Conte

NO A «PROSPETTIVE DISTORTE»

Il presidente del Consiglio ha premesso che il suo sguardo è comunque rivolto «al presente», perché «iniziare a ragionare sul proprio futuro quando si ha un incarico così rilevante rischia di creare una falsa e distorta prospettiva». Prospettiva che «come un tarlo» finirebbe «per distrarre o peggio per condizionare le decisioni che si è chiamati ad assumere».

IL MESSAGGIO PER M5S E PD

Detto questo, il messaggio per gli alleati di governo – M5s e Pd – è chiaro: almeno per il momento, Conte non pensa di creare un partito personale. «La politica non è solo fondare un partito o fare il leader di partito o partecipare a competizioni elettorali», ha detto infatti il premier, «ci sono mille modi per dare un contributo al Paese». E «qualsiasi contributo mi ritroverò a dare, sarà comunque in linea con la mia inclinazione: sono un costruttore, non sono divisivo».

IL RIFERIMENTO A CINCINNATO

Insomma, Conte non vede se stesso come un «novello Cincinnato» che «si ritrae e si disinteressa della politica». Il riferimento (storico e retorico) è a Lucio Quinzio Cincinnato, console romano nel 460 a.C. e due volte dittatore. Si racconta che fosse un generale ridotto in povertà e che per mantenere la famiglia si dedicasse all’agricoltura. Quando Roma venne minacciata dagli Equi, un popolo che viveva nella parte Est della città, gli venne affidato il comando dell’esercito. Ma una volta sconfitti i nemici, Cincinnato non volle né onori, né ricompense in denaro. Preferì tornare ai suoi campi, felice solo per il dovere compiuto.

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Condannato il genetista cinese che ha modificato il Dna umano

He Jiankui aveva contribuito a far nascere due gemelline "immuni" al virus dell'Hiv. Tre anni di carcere e 400 mila euro di multa.

Lo scienziato cinese He Jiankui, autore degli esperimenti che hanno portato alla nascita dei primi esseri umani con Dna modificato, è stato condannato a tre anni di carcere per pratica illegale della medicina. Il ricercatore, secondo l’agenzia di stampa statale Xinhua, è stato multato per tre milioni di yuan (circa 400 mila euro) e altri due scienziati che hanno lavorato con lui – Zhang Renli e Qin Jinzhou – sono stati condannati a pene minori con la stessa accusa.

LEGGI ANCHE: He Jiankui e gli affari della Cina sull’ingegneria genetica

LA NASCITA DELLE GEMELLINE LULA E NANA

Jiankui, laureato in Fisica in Cina, ha studiato Biofisica alla Rice University in Texas. Poi ha fatto ricerca a Stanford e nel 2012 è tornato in patria, all’Università di Shenzhen. Nel 2018 è intervenuto sul genoma umano mediante la tecnica CRISPR, contribuendo a far nascere due gemelline – Lula e Nana – “immuni” al virus dell’Hiv.

SUPERATI «I LIMITI ETICI» DELLA RICERCA MEDICA

L’agenzia di stampa Xinhua, nel dar conto della sentenza, spiega che Jiankui e gli altri due scienziati condannati «non avevano titoli adeguati per praticare la medicina». E per ottenere «fama e ricchezza» avrebbero «deliberatamente violato le normative nazionali in materia di ricerca scientifica e cure mediche», superando «i limiti etici» della professione.

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Le quotazioni di Borsa e spread del 30 dicembre 2019

Piazza Affari apre in calo l'ultima seduta dell'anno. Differenziale Btp-Bund a quota 166 punti base. Volano i titoli della Roma. I mercati in diretta.

La Borsa italiana ha aperto in calo la seduta del 30 dicembre 2019, l’ultima dell’anno. L’indice Ftse Mib cede lo 0,19% a 23.712 punti, mentre sale lo spread Btp-Bund. Il differenziale segna in avvio 166 punti base, contro i 163 della chiusura del 27 dicembre.

BORSE ASIATICHE CONTRASTATE

Dall’altra parte del mondo chiusura contrastata per le Borse asiatiche. Corre la Cina, mentre il Giappone arretra (-0,76%) ma resta ai massimi dall’inizio degli Anni 90. L’indice Nikkei chiude l’anno a 23.656 punti, in crescita del 18,2% sul 2018. In rialzo Shanghai (+1,2%), Shenzhen (+0,9%) e Hong Kong (+0,4%). In rosso Seul (-0,3%) e Mumbai (-0,2%).

GLI AGGIORNAMENTI DEI MERCATI IN DIRETTA

09.21 – VOLANO LE AZIONI DELLA ROMA

As Roma vola in Borsa a Milano, con la notizia ufficiale delle trattative in corso per l’acquisto del club di James Pallotta da parte di Dan Friedkin. Dopo i primi scambi il titolo avanza del 9,6% a 0,7 euro.

09.18 – MPS CEDE CREDITI DETERIORATI PER 1,8 MILIARDI

Il gruppo Mps ha concluso altre tre operazioni di cessione di crediti deteriorati per un importo totale di circa 1,8 miliardi di euro. Gli accordi si sommano ai precedenti conclusi nel corso del 2019 e portano a circa 3,8 miliardi i non-perfoming exposures (Npe) complessivamente ceduti dalla banca.

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Pallotta è pronto a vendere la Roma al magnate Friedkin

Manca solo l'ufficialità: il club giallorosso passa di mano, da un americano all'altro. Per il presidente uscente, nessun trofeo ma una cessione a un valore cinque volte superiore a quello di acquisto.

La cessione della Roma è al rush finale. La società sta per passare di mano, da un americano a un altro. Si attende l’ufficialità, ma è praticamente fatta e la fumata bianca è ormai vicina col presidente James Pallotta pronto ad accettare l’ultimo rialzo messo sul piatto dal magnate texano Dan Friedkin per acquistare la maggioranza delle azioni della “As Roma Spv Llc”, società capogruppo con sede in Delaware che controlla il club calcistico e il progetto dello stadio che sorgerà a Tor di Valle. L’intesa verbale sull’asse Boston-Houston, in attesa delle cifre esatte, sarebbe stata raggiunta sulla base di circa 800 milioni di euro inclusi i 270 milioni di debiti del club e i 150 milioni già previsti per la ricapitalizzazione. Per formalizzare tutta l’operazione serviranno alcune settimane ma, in assenza di colpi di scena, Friedkin diventerà il nuovo proprietario mettendo fine all’era Pallotta.

LA CONTESTAZIONE DEL TIFO

Quella del tycoon di Boston è stata una gestione dai due volti. In campo la squadra ha fallito l’appuntamento con la vittoria, centrando piazzamenti in campionato oltre che una storica semifinale di Champions League. La mancata conquista di un trofeo, la continua cessione dei migliori giocatori in rosa per questioni di bilancio, gli addii traumatici di icone romaniste come Totti e De Rossi oltre ad alcune dure dichiarazioni nei confronti della parte più estrema del tifo, lo ha esposto a critiche e contestazioni. Fuori dal campo, tuttavia, la Roma è cresciuta a livello di brand e considerazione internazionale, e lo dimostra il fatto che Pallotta si appresta a vendere sulla base di una valutazione del club quasi cinque volte superiore rispetto a quella del 2011. Valutazione che sarebbe potuta essere ancora maggiore col via libera allo stadio di proprietà, che comunque è atteso anch’esso ad inizio gennaio.

LO STADIO PUÒ ATTENDERE

I continui ritardi nell’iter hanno però convinto i soci di Pallotta ad uscire dal business Roma, aprendo così la strada alla cessione del club. Strada imboccata con decisione da Dan Friedkin e il suo gruppo che, dopo aver studiato a fondo il dossier (sono state svolte due diligence su tutte le dodici società che compongono la galassia giallorossa per analizzarne i conti nel dettaglio), ha pianificato l’investimento nella Roma. Il nuovo stadio, quando arriverà, sarà un plus importante, ma nel frattempo Friedkin ha intenzione di fare sul serio affidando un ruolo importante in società al figlio Ryan.

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Prescrizione ma non solo: il gennaio a ostacoli di Conte

Il nodo giustizia fa tremare il governo. Alle prese anche con le delicate questioni Autostrade e Ilva. Italia viva sul piede di guerra. Mentre nel M5s è tutti contro tutti.

Un gennaio a ostacoli, che avrà nella giustizia – e nella prescrizione in particolare – la prima, spinosissima tappa. Ad attendere il premier Giuseppe Conte sarà un mese infuocato. M5S, Pd e Iv viaggiano su binari lontanissimi e il rischio è che lo stallo sulla riforma Bonafede inquini sul nascere il confronto nel governo dal quale il presidente del Consiglio vuol far ripartire la sua agenda. La maggioranza resta fragile. Con l’ombra del nuovo gruppo alla Camera che, nonostante l’appello del premier a non destabilizzare, resta un’ipotesi sul tavolo. Il capo del governo arriverà al vertice sulla giustizia previsto il 7 gennaio probabilmente dopo aver completato l’insediamento di nuovi ministri alla Scuola e all’Università e Ricerca Lucia Azzolina e Gaetano Manfredi. La scelta dello spacchettamento, a livello numerico, avvantaggia il Pd e, allo stesso tempo, frena la possibile richiesta di un mini-rimpasto da parte dei Dem dopo le Regionali.

IL TUTTI CONTRO TUTTI NEL MOVIMENTO 5 STELLE

Il Movimento, dal canto suo, si consola con la promozione del suo sottosegretario, la deputata Azzolina. La sua indicazione trova il gradimento dei vertici e forse scontenta l’ala ortodossa (tra i papabili c’era anche il presidente della commissione Cultura Luigi Gallo) ma non dovrebbe creare ulteriori crepe in un Movimento dove, da giorni, è in atto un tutti contro tutti. Oggi è il “dissidente” Gianluigi Paragone a parlare. «Proveranno a espellermi, certo. Forse ce la faranno pure, ma poi metterò in evidenza che il collegio dei probiviri è composto da persone che sono incompatibili, come la ministra Dadone che non può essere ministro e probiviro insieme», attacca il senatore. Difficile, tuttavia, che Luigi Di Maio aumenti la tensione optando per espellere subito dissidenti e ritardatari sui rimborsi. Più facile che, almeno alla Camera, siano i dissidenti ad andar via.

I TIMORI DEL PREMIER

L’ipotesi del gruppo “contiano”, guidato da Lorenzo Fioramonti, resta concreta e potrebbe raccogliere almeno una decina di scontenti M5S ma, arrivare a quota 20 deputati – necessaria per avere l’ok della Camera – non è semplice. E già fioccano smentite. Su due battaglie i pentastellati si mostrano uniti. La revoca delle concessioni ad Autostrade e la riforma della prescrizione. Sul primo punto la linea di Conte sembra convergere con quella Di Maio: nessuno sconto ad Autostrade, ha spiegato il premier nell’attesa che finisca l’istruttoria. Ma lo scontro con Iv è alle porte. Il Pd, invece, è in una posizione attendista, forse anche perché, almeno dal punto di vista cronologico, il dossier Autostrade s’incrocia con quello della prescrizione, dove i Dem sono invece in trincea. L’obiettivo, per Conte, è fare in modo che il vertice del 7 non si trasformi in un’ennesima fumata nera.

SI CERCA L’ACCELERATA SULL’ILVA

«Bonafede faccia un passo di lato», è l’invito del ministro Francesco Boccia che dà al Guardisigilli due mesi di tempo per trovare un punto di caduta. «Oppure andremo avanti con la nostra proposta di legge», avvertono i dem. Sempre nella prima metà di gennaio, Conte proverà a dare un’accelerata al dossier Ilva varando contestualmente il decreto “Cantiere Taranto” che, nella strategia del governo, è parte della soluzione di rilancio dello stabilimento.

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Milano, 25enne picchiato dal branco perché omosessuale

L'aggressione nella notte in Porta Ticinese, cuore della Movida. La denuncia del ragazzo, ferito alla testa con una bottiglia.

Un 25enne è stato aggredito a Milano perché omosessuale. È accaduto nella tarda sera del 28 dicembre in zona Porta ticinese, tra i luoghi più noti della Movida milanese. A denunciarlo agli agenti della Polizia locale è stato il ragazzo stesso, che ha riferito di essere stato circondato da una decina di persone, intorno a mezzanotte, e di essere stato colpito anche con un coccio di bottiglia. Il 25enne aveva una ferita lacero contusa alla testa e un forte trauma al torace ed è stato portato in ospedale dagli operatori del 118 ma non è in gravi condizioni.

ALLA RICERCA DI TESTIMONI PER DARE UN VOLTO AGLI AGGRESSORI

Gli agenti della Polizia locale stanno cercando di risalire agli aggressori che, al loro arrivo, erano già scappati. In particolare, gli investigatori stanno acquisendo le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona di Porta Ticinese, a quell’ora molto frequentata per via dei numerosi locali, e sono alla ricerca di testimoni per dare un volto agli aggressori.

Facciamo appello al premier Conte al fine che si approvi al più presto una legge che contrasti l’omofobia, ma sopratutto prevenga e dia supporto alle vittime

Gay Center

Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, ha commentato: «Esprimiamo solidarietà al giovane aggredito a Milano, purtroppo quanto accaduto è solo la punta dell’iceberg, ogni giorno oltre 50 persone in Italia sono vittime di omofobia e transfobia, dati del nostro numero verde 800713713 Gay Help Line, e purtroppo come in questo caso quasi nessuno denuncia». Per questo, ha detto Marrazzo, «facciamo appello al premier Conte al fine che si approvi al più presto una legge che contrasti l’omofobia, ma sopratutto prevenga e dia supporto alle vittime. Molto spesso per le vittime lesbiche, gay, bisex e trans denunciare le violenze subite li mette a rischio di ulteriori discriminazioni, a scuola, in famiglia sul posto di lavoro. Per questo vanno garanti servizi di supporto alle vittime come centri antiviolenza e case rifugio per renderli liberi di denunciare».

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Le mosse della Turchia in Libia a sostegno di al-Sarraj

Conferme sullo sbarco a Tripoli di centinaia di ribelli siriani, cooptati dalla Turchia. Obiettivo: fermare l'avanzata di Haftar. In attesa del voto del parlamento turco sull'invio delle truppe.

Ankara accelera sul sostegno all’esercito libico di Fayez al-Sarraj. Il pomeriggio del 29 dicembre, diversi media internazionali, citando l’Osservatorio siriano per i diritti umani, hanno riferito che circa 300 ribelli siriani, cooptati dalla Turchia, sono stati inviati a Tripoli per combattere a fianco dell’esercito di al-Sarraj, sostenuto da Ankara, contro l’offensiva del generale Khalifa Haftar, che gode dell’appoggio di Russia, Egitto e Francia. Altri 900-1000 miliziani sarebbero stati invece trasferiti in campi di addestramento turchi in attesa di partire per la Libia. Secondo le stesse fonti l’ingaggio avrebbe una durata di 3-6 mesi ed un compenso tra i 2 mila ed i 2.500 dollari.

I VIDEO DELLA DISCORDIA

In mattinata, l’ufficio stampa del Consiglio presidenziale del governo di accordo nazionale libico (Gna), guidato da al-Sarraj, aveva smentito la veridicità di alcuni video, «pubblicati su pagine di sostenitori del criminale di guerra Haftar» e circolati sui social network, che ritraggono alcuni combattenti siriani in Libia. «Questi video sono stati verificati dai canali di notizie locali e internazionali e risulta che siano stati girati nella città di Idlib, in Siria», si legge sulla pagina Facebook dell’Ufficio media del governo di Tripoli. «Il Gna afferma che perseguirà tutti coloro che contribuiscono alla pubblicazione di queste menzogne e di altre calunnie, che sono un tentativo disperato di distorcere le vittorie sull’aggressore, compiute dall’esercito libico», conclude la nota.

ANKARA ANTICIPA IL VOTO SULL’INVIO DI TRUPPE

Nel frattempo, il Parlamento turco ha anticipato a giovedì 2 gennaio alle 14 locali (le 12 in Italia) il voto sulla mozione dell’Akp del presidente Recep Tayyip Erdogan che autorizza l’invio di truppe in Libia a sostegno del governo di accordo nazionale di al-Sarraj contro l’offensiva di Haftar. La riapertura ordinaria della Grande assemblea nazionale di Ankara dopo le festività di fine anno era fissata il 7 gennaio. Il testo della mozione dovrebbe giungere in Parlamento già il 30 dicembre, secondo l’agenzia Dogan.

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Cosa sappiamo di Michael Schumacher sei anni dopo Meribel

Le condizioni del sette volte campione del mondo di Formula 1 sono ancora avvolte nel riserbo assoluto. Ma la speranza cresce.

Il 29 dicembre 2013 Michael Schumacher finiva contro un sasso a Meribel, sulle Alpi francesi, mentre sciava fuori pista col figlio Mick, e la sua vita cambiava per sempre. cambiò per sempre. Il sette volte campione del mondo di Formula 1 rimase in condizioni critiche e coma indotto per mesi e mesi e impiegò 254 giorni prima di lasciare l’ospedale per fare ritorno nella sua dimora a Gland, nel cantone di Vaud, sul lago di Ginevra. Da allora la famiglia si è chiusa nel riserbo totale, circondandolo di affetto e centellinando le informazioni date ai media.

NIENTE È RIMASTO INTENTATO

Da quel poco che si è saputo in questi anni, sono circa 10 gli esperti di riabilitazione, tra fisioterapisti, infermieri e accompagnatori, che aiutano la famiglia Schumacher nell’assistere Michael. «Niente è rimasto intentato per velocizzare la guarigione di Schumacher», ha scritto la Bild, riportando, tra le altre cose, come gli venga fatto ascoltare il rombo del motore della sua Ferrari. Dopo anni di silenzio e blackout, nel 2019 ci sono state però grandi novità: Schumi avrebbe visitato l’ospedale George Pompidou di Parigi in diverse occasioni e la scorsa estate sarebbe stato sottoposto a un trattamento sperimentale con cellule staminali. Secondo la testimonianza di un’infermiera riportata da Le Parisien, l’ex pilota sarebbe «cosciente».

LE PAROLE DELLA MOGLIE CORINNA

Poi di nuovo il silenzio, salvo qualche breve parentesi aperta dalla moglie Corinna: «Potete stare certi che è nelle migliori mani possibili», ha detto in un’intervista a She’s Magazine della Mercedes, «e che stiamo facendo di tutto per aiutarlo. Vi preghiamo di comprendere che stiamo seguendo le volontà di Michael nel mantenere riservato un argomento così delicato come la sua salute». Schumacher compirà 51 anni il 3 gennaio 2020 e ad oggi solo pochissime persone e amici hanno avuto la possibilità di avvicinarlo: Tra loro Jean Todt, il presidente della Fia ed ex capo della Ferrari: «Non passa mese, anche nei periodi più fitti di impegni, che io non passi a trovarlo e gli stia vicino a mio modo, nel modo che è ancora possibile», le parole dell’amico che un anno fa fece sapere di «aver visto il Gp del Brasile con lui».

PUBBLICATA UNA NUOVA PAGINA FAN

Proprio il 29 dicembre, nel giorno del sesto anniversario dell’incidente di Meribel, è stata pubblicata una nuova pagina di social media intitolata “KeepFightingMichael”, creata dal fan club della sua cittadina natale, Kerpen, vicino a Colonia. In occasione del lancio della pagina, Corinna Schumacher si è lasciata andare a una dichiarazione in cui molti hanno voluto vedere un segnale di speranza per i miglioramenti delle condizioni di salute del campione: «Le grandi cose iniziano sempre con piccoli passi», ha detto. Il fan club utilizzerà l’hashtag #KeepFighting per aumentare l’interesse sui social media. L’omonima fondazione della famiglia Schumacher sta raccogliendo fondi per la ricerca sulle lesioni cerebrali e del midollo spinale.

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In Austria è accordo tra i Popolari di Kurz e i Verdi

Al partito del cancelliere andrebbero i ministeri di maggior peso. Agli ecologisti Infrastrutture-Ambiente-Energia. Intesa in dirittura d'arrivo.

A tre mesi esatti dalle elezioni politiche che avevano rafforzato i Popolari di Sebastian Kurz dopo lo scandalo Ibizia-Gate, l’Austria ha finalmente una nuova alleanza di governo. Nella notte tra il 28 e il 29 dicembre è infatti stato raggiunto l’accordo di massima tra l’Övp del cancelliere e i Verdi di Werner Kogler. Un accordo che era stato ampiamente anticipato e che ora si è concretizzato.

MANCA LA RATIFICA DEI VERDI

Ora manca solo la ratifica da parte dei Verdi. Il partito ecologista ha infatti convocato per il 4 gennaio l’assemblea, il cui voto – secondo lo statuto di partito – è vincolante per un’entrata nell’esecutivo. Il giuramento – secondo la stampa austriaca – potrebbe avvenire il 7 gennaio. «Gli ostacoli più grandi sono stati superati», ha confermato Kurz che, dopo lo scandalo che aveva colpito il vice cancelliere e leader del Fpö Heinz Christian Strache, aveva di fatto perso il vecchio alleato di ultradestra, scivolato di oltre 8 punti percentuali alle elezioni di settembre e deciso a ripartire dall’opposizione.

ALCUNI DETTAGLI DA CHIARIRE

Per il leader dei Verdi Kogler, restano da chiarire solo alcuni dettagli. Secondo il quotidiano Salzbuger Nachrichten, i ministeri di peso (Esteri, Interni, Finanze, Economia, Istruzione e Agricoltura) sono destinati ad andare alla Övp, mentre i Verdi riceveranno, oltre al ‘superministero’ Infrastrutture-Ambiente-Energia, anche Giustizia, Salute e Affari sociali. Sotto la guida ambientalista tornerebbe anche il ministero alla Cultura, che durante gli scorsi esecutivi non è stato un ministero autonomo.

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La nave Alan Kurdi è approdata a Pozzallo con 32 migranti

L'imbarcazione della Ong Sea Eye è entrata nel porto sicuro identificato dal Viminale. A bordo c'è anche una donna incinta.

L’Alan Kurdi è approdata nel porto di Pozzallo la mattina di domenica 29 dicembre. A bordo della nave della Ong Sea Eye c’erano i 32 migranti soccorsi nel Mediterraneo a Natale. Sulla banchina era pronta la macchina dell’accoglienza, anche se perché potessero cominciare le operazioni di sbarco si sono dovuti attendere i controlli medici. La decisione di assegnare Pozzallo come porto sicuro è stata assunta il 28 dicembre dal Viminale, tenendo conto della presenza a bordo di persone in condizioni di vulnerabilità.

SBARCO COMPLETATO

Le operazioni di sbarco sono state completate verso mezzogiorno. Dopo le visite mediche a cura del medico di porto Vincenzo Morello due persone sono state ricoverate nell’ospedale di Modica: una donna al settimo mese di gravidanza e un bambino di sei mesi che soffriva di otite. Il resto del gruppo quasi tutti nuclei familiari di nazionalità libica, è stato trasferito nell’hot spot di Pozzallo, che era stato svuotato perché i rifugiati arrivati nei mesi precedenti sono stati ricollocati in altri Paesi europei.

A BORDO 10 MINORI E UNA DONNA INCINTA

Dei 32 migranti soccorsi 10 sono minori, alcuni in tenera età, e cinque sono donne, compresa quella incinta di sette mesi. La Commissione europea ha già avviato, su richiesta dell’Italia, la procedura per il ricollocamento dei migranti sulla scorta del pre-accordo di Malta.

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Attacco con machete in una casa di un rabbino a New York

Violenza antisemita a Monsey. Ferite cinque persone, due sono gravi. Cuomo: «Un atto spregevole e codardo. Tolleranza zero».

È entrato in casa di un rabbino nella settima giornata delle celebrazioni di Hannukah e, con il viso coperto in parte con una sciarpa e armato di machete, ha seminato il panico fra i presenti, ferendone almeno cinque, tutti ebrei chassidisti, di cui due sono in condizioni gravi. L’attacco è avvenuto a Monsey, circa 50 chilometri a Nord di New York. Secondo i media americani l’autore, che era riuscito a scappare dall’abitazione limitrofa alla sinagoga nonostante i vari tentativi di fermarlo (anche con un piccolo tavolo per bloccargli il passaggio), è stato arrestato dalla polizia.

UN UOMO COLPITO IN PIENO PETTO

In un primo momento i media americani parlavano di un attacco in una sinagoga, ma successivamente l’Orthodox Jewish Public Affairs Council ha precisato in un tweet che è stata presa di mira l’abitazione di un rabbino. Al momento le ricostruzioni sono tutte parziali: si sa che alcuni dei feriti sono stati colpiti ripetutamente, uno almeno sei volte, un altro in pieno petto ed è quello nelle condizioni peggiori. Un’altra persona è rimasta ferita solo leggermente a un dito.

UNA LUNGA SERIE DI ATTACCHI

L’episodio si inserisce in una serie di attacchi antisemiti che si sono verificati negli ultimi giorni a New York: incidenti che hanno fatto alzare la guardia e rafforzare i controlli di polizia nell’area di Brooklyn, quella più colpita. «Un atto spregevole e codardo», ha commentato il governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo. «Voglio essere chiaro: l’antisemitismo e l’intolleranza sono ripugnanti e abbiamo assolutamente tolleranza zero per tali atti di odio», ha aggiunto.

«SERVE MAGGIORE PROTEZIONE»

«Monitoriamo le informazioni che arrivano da Monsey», ha affermato la polizia anti-terrorismo di New York. A condannare l’attacco è anche il procuratore di New York, Letitia James: «C’è tolleranza zero per atti di odio di qualsiasi tipo, continueremo a monitorare la situazione» a Monsey. «Dopo gli attacchi dell’ultima settimana a Brooklyn e Manhattan spezza il cuore vedere ancora violenza. La comunità ebraica ha bisogno di maggiore protezione», ha affermato il numero uno dell’Anti-Defamation League.

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Il governo britannico pubblica per errore gli indirizzi di alcuni vip

Online gli indirizzi di oltre mille destinatari dei New Year Honours: tra loro politici, star del calibro di Elton John.

Il governo britannico è in imbarazzo dopo la pubblicazione, per errore, degli indirizzi di oltre mille destinatari dei cosiddetti New Year Honours, le tradizionali onorificenze reali: tra loro politici, star del calibro di Elton John, ma anche decine di funzionari della difesa e dell’antiterrorismo, con evidenti implicazioni per la sicurezza. Una svista, ha ammesso l’ufficio del gabinetto che si è scusato per quanto accaduto, assicurando di aver rimediato in breve tempo.

ANCHE OLIVIA NETWON JOHN E BEN STROKES TRA LE VITTIME DELLA ‘SVISTA’

Tra i 1.097 destinatari delle onorificenze del 2020 ci sono anche il giocatore di cricket Ben Stokes, l’attrice Olivia Newton John, l’ex leader del Partito conservatore Iain Duncan Smith, la cuoca televisiva Nadiya Hussain e l’ex capo dell’Ofcom (l’authority per le comunicazioni) Sharon White. Tra gli altri, diversi funzionari di governo, accademici, leader religiosi, sopravvissuti all’Olocausto. Ma anche funzionari della Difesa e alte gerarchie della polizia, quindi personalità considerate sensibili dal punto di vista della sicurezza. C’è chi ha preso questa vicenda con filosofia, come Mete Coban, pioniere delle attività caritatevoli che ha ricevuto un’onorificenza per il suo lavoro con i giovani, che si è detto non troppo preoccupato per l’errore. Al contrario, Big Brother Watch, organizzazione britannica che si occupa di privacy e tutela delle libertà civili, ha definito «estremamente preoccupante che il governo non mantenga una solida stretta sulla protezione dei dati e che le persone che ricevono alcuni dei più alti onori siano messe a rischio per questo». Ed il ministro ombra per l’ufficio del gabinetto, Jon Trickett, ha evidentemente rincarato la dose: «Se il governo non è in grado di proteggere dati sensibili, come possiamo aspettarci che risolva le importanti questioni del nostro Paese?».

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Online gli indirizzi di oltre mille destinatari dei New Year Honours: tra loro politici, star del calibro di Elton John.

Il governo britannico è in imbarazzo dopo la pubblicazione, per errore, degli indirizzi di oltre mille destinatari dei cosiddetti New Year Honours, le tradizionali onorificenze reali: tra loro politici, star del calibro di Elton John, ma anche decine di funzionari della difesa e dell’antiterrorismo, con evidenti implicazioni per la sicurezza. Una svista, ha ammesso l’ufficio del gabinetto che si è scusato per quanto accaduto, assicurando di aver rimediato in breve tempo.

ANCHE OLIVIA NETWON JOHN E BEN STROKES TRA LE VITTIME DELLA ‘SVISTA’

Tra i 1.097 destinatari delle onorificenze del 2020 ci sono anche il giocatore di cricket Ben Stokes, l’attrice Olivia Newton John, l’ex leader del Partito conservatore Iain Duncan Smith, la cuoca televisiva Nadiya Hussain e l’ex capo dell’Ofcom (l’authority per le comunicazioni) Sharon White. Tra gli altri, diversi funzionari di governo, accademici, leader religiosi, sopravvissuti all’Olocausto. Ma anche funzionari della Difesa e alte gerarchie della polizia, quindi personalità considerate sensibili dal punto di vista della sicurezza. C’è chi ha preso questa vicenda con filosofia, come Mete Coban, pioniere delle attività caritatevoli che ha ricevuto un’onorificenza per il suo lavoro con i giovani, che si è detto non troppo preoccupato per l’errore. Al contrario, Big Brother Watch, organizzazione britannica che si occupa di privacy e tutela delle libertà civili, ha definito «estremamente preoccupante che il governo non mantenga una solida stretta sulla protezione dei dati e che le persone che ricevono alcuni dei più alti onori siano messe a rischio per questo». Ed il ministro ombra per l’ufficio del gabinetto, Jon Trickett, ha evidentemente rincarato la dose: «Se il governo non è in grado di proteggere dati sensibili, come possiamo aspettarci che risolva le importanti questioni del nostro Paese?».

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Dopo il calcio, Cristiano Ronaldo sogna il cinema di Hollywood

Una volta detto addio allo sport, il campione vorrebbe recitare in film importanti: «Voglio uscire dalla mia zona di confort. Quando lo fai, è una grande sfida».

«C’è vita dopo il calcio, ed è importante ricordarselo: vincere più Palloni d’oro e Champions mi rende più felice ma è solo una tappa». A Dubai, dove si trova per l’assegnazione dei Globe Soccer Awards, ecco il Cristiano Ronaldo che non ti aspetti, che mantiene intatto il desiderio di vincere («Spero che il 2020 sia un anno eccellente, come lo sono stati questi ultimi, anzi spero sia fantastico») ma filosofeggia sulla vita e rivela i suoi desideri per quando smetterà di giocare: «Non succederà a breve, ma quando accadrà avrò l’umiltà giusta di rendermi conto se la mia mente sarà più veloce del mio corpo». E tra i suoi sogni c’è Hollywood: «Recitare al top è un qualcosa a cui voglio prepararmi». Ecco quindi il CR7 in futuro attore, non tanto per vanità personale come potrebbe pensare chi non lo conosce e si ferma alle apparenze: «Voglio uscire dalla mia zona di confort. Quando lo fai, è una grande sfida e a me piacciono le sfide: voglio sorprendere prima me stesso e poi gli altri, e continuare a raggiungere traguardi».

LA LETTURA COME HOBBY PER IL TEMPO LIBERO

Nel frattempo c’è il Cristiano extra calcio di oggi, quello per il quale è importante trovare ogni giorno un paio d’ore da dedicare a se stesso: «Magari per rilassarmi o leggere un libro». Già i libri, forse uno dei rimpianti di uno che dalla vita ha avuto tutto. «Ho quattro figli e se mi chiedono qualcosa e non so rispondere mi vergogno, quindi devo autoeducarmi, perché per via del calcio non ho potuto studiare molto, ma quando mi chiedono qualcosa devo poter rispondere. Così quando avevo 26-27 anni ho cominciato ad essere più curioso nei confronti della vita, ad informarmi di più, a parlare meglio l’inglese, e a leggere un buon libro che fa crescere la tua intelligenza e la tua cultura».

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Dopo il calcio, Cristiano Ronaldo sogna il cinema di Hollywood

Una volta detto addio allo sport, il campione vorrebbe recitare in film importanti: «Voglio uscire dalla mia zona di confort. Quando lo fai, è una grande sfida».

«C’è vita dopo il calcio, ed è importante ricordarselo: vincere più Palloni d’oro e Champions mi rende più felice ma è solo una tappa». A Dubai, dove si trova per l’assegnazione dei Globe Soccer Awards, ecco il Cristiano Ronaldo che non ti aspetti, che mantiene intatto il desiderio di vincere («Spero che il 2020 sia un anno eccellente, come lo sono stati questi ultimi, anzi spero sia fantastico») ma filosofeggia sulla vita e rivela i suoi desideri per quando smetterà di giocare: «Non succederà a breve, ma quando accadrà avrò l’umiltà giusta di rendermi conto se la mia mente sarà più veloce del mio corpo». E tra i suoi sogni c’è Hollywood: «Recitare al top è un qualcosa a cui voglio prepararmi». Ecco quindi il CR7 in futuro attore, non tanto per vanità personale come potrebbe pensare chi non lo conosce e si ferma alle apparenze: «Voglio uscire dalla mia zona di confort. Quando lo fai, è una grande sfida e a me piacciono le sfide: voglio sorprendere prima me stesso e poi gli altri, e continuare a raggiungere traguardi».

LA LETTURA COME HOBBY PER IL TEMPO LIBERO

Nel frattempo c’è il Cristiano extra calcio di oggi, quello per il quale è importante trovare ogni giorno un paio d’ore da dedicare a se stesso: «Magari per rilassarmi o leggere un libro». Già i libri, forse uno dei rimpianti di uno che dalla vita ha avuto tutto. «Ho quattro figli e se mi chiedono qualcosa e non so rispondere mi vergogno, quindi devo autoeducarmi, perché per via del calcio non ho potuto studiare molto, ma quando mi chiedono qualcosa devo poter rispondere. Così quando avevo 26-27 anni ho cominciato ad essere più curioso nei confronti della vita, ad informarmi di più, a parlare meglio l’inglese, e a leggere un buon libro che fa crescere la tua intelligenza e la tua cultura».

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Continua lo scontro tra Fioramonti e il M5S sui rimborsi

L'ex ministro dell'Istruzione ribadisce le sue critiche al sistema delle restituzioni. Il Movimento minaccia sanzioni ed espulsioni. Ipotesi però poco concreta.

È alta tensione all’interno del Movimento Cinque Stelle sul tema dei rimborsi, al centro del dibattito pentastellato dopo il clamoroso addio di Lorenzo Fioramonti al governo e le sue frizioni con i vertici dello stesso Movimento. L’ex ministro dell’Istruzione ha ribadito le sue critiche al sistema delle restituzioni a carico dei parlamentari Cinque Stelle di parte dei loro emolumenti. Su questo punto – scrive su Facebook – c’è «il risentimento dei parlamentari e l’imbarazzo dei gruppi dirigenti per un sistema gestito da una società il cui ruolo rimane a tutti poco chiaro». Pronta la replica dei vertici del Movimento che, attraverso il blog delle Stelle, lanciano una sorta di ultimatum a chi non restituisce: «Per coloro che dopo il 31 dicembre saranno ancora in ritardo si attiveranno i Probiviri», spiega il post. Difficile, tuttavia, che l’avvertimento abbia affetto. Anche perché, nei gruppi del M5S, il nodo delle restituzioni unisce malpancisti di varia origine.

Gli esperti di comunicazione mi hanno spiegato che alle fake news non si replica, perché rischi di dare la notizia due…

Posted by Lorenzo Fioramonti on Saturday, December 28, 2019

FIORAMONTI: «METODO FERRAGINOSO E POCO TRASPARENTE»

Sui rimborsi, Fioramonti parla di «metodo farraginoso e poco trasparente con cui si gestiscono le nostre restituzioni». Ma l’ex ministro va oltre, lanciando un appello ai capigruppo 5S per chiedere loro di «chiarire la situazione», perché, aggiunge, «gli attacchi di questi giorni nei miei confronti sono davvero inaccettabili». E infine rimarca: «Le mie posizioni si conoscevano benissimo quando, a Settembre, venni nominato Ministro. Ed erano note anche quando tutti si congratulavano con me, per il lavoro svolto e per chiedermi di non mollare». Parole che per ora si infrangono sul muro dei vertici del Movimento e di Luigi Di Maio. «A partire dal mese di novembre tutti i parlamentari in ritardo con le rendicontazioni e le relative restituzioni sono stati raggiunti da mail per ricordare loro gli impegni giuridici e morali assunti, all’atto della candidatura con il M5S», ricorda il post.

DIFFICILE CHE SI ARRIVI A SANZIONI O ESPULSIONI

Detto questo, chi conosce bene le dinamiche interne al Movimento fa notare che l’ipotesi di sanzione o addirittura di espulsione ai danni dei morosi sia poco concreta. Il team di legali che coadiuva il Movimento da settimane sta studiando modalità e tempistiche di eventuali azioni. Ma la strada è in salita. L’adesione alla regola delle restituzioni è basata sì su un contratto, ma sottoscritto volontariamente, per cui difficilmente la violazione di tale impegno può portare in qualche modo a reali sanzioni giudiziarie. Né, in questo momento, a Di Maio preme procedere con nuove espulsioni, dando così una sponda preziosa a chi medita di uscire dal Movimento.

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