Emilio Fede contro il fantomatico Alfredo: «Ti mando quattro miei amici dalla Sicilia»

Non c’è pace per Emilio Fede. Dal suo mancato arrivo ai funerali di Silvio Berlusconi, l’ex direttore del Tg4 è vittima di continui scherzi telefonici da parte di un tale Alfredo, che lo accusa di aver inventato la scusa dell’autista per giustificare la sua assenza. Non si è fatta attendere la replica del giornalista, ormai 92enne, che ha iniziato a rispondere alle chiamate in diretta Instagram. Ricoprendo il suo interlocutore di insulti e minacce. «Figlio di putt***, sei finito», si sente dire a Fede. «Appena ti acchiappo, ti spacco in quattro». Dopo una serie di maledizioni, lo ha anche minacciato, promettendogli la visita di «quattro amici dalla Sicilia». Nel filmato, una voce ignota lo ha chiamato «Direttore», invitandolo a salutare il suo pubblico in diretta. Intanto sui social si moltiplicano le ipotesi che possa trattarsi di una montatura con Emilio Fede complice del fantomatico Alfredo.

Emilio Fede attacca Alfredo sui social. L'ex direttore del Tg4 lo accusa di scherzi telefonici e minaccia: «Figlio di putt***, sei finito».
Emilio Fede in uno screenshot della diretta Instagram.

Emilio Fede sulla morte di Berlusconi: «È stato la mia vita»

In occasione dei funerali di Silvio Berlusconi, Emilio Fede aveva attribuito la sua assenza all’«autista farabutto e meschino», che lo aveva bloccato di proposito nel traffico. «Un personaggio veramente squallido che va arrestato», aveva sbottato l’ex direttore del Tg4, ringraziando poi un collega che lo aveva aiutato a raggiungere villa San Martino ad Arcore. Qui infatti aveva atteso l’arrivo del feretro del leader di Forza Italia dopo le esequie su una panchina all’esterno della proprietà. «Non voglio pensare che non ci sia più, è stato la mia vita», ha concluso in un video sui social, ricordando anche la scomparsa della moglie nel 2022. «Ciao presidente, sono sicuro che un giorno ti raggiungerò dove sei».

La procura di Padova dichiara «illegittimi» 33 atti di nascita di bambini con due mamme

La procura di Padova ha deciso di impugnare tutti e 33 gli atti di nascita con cui il sindaco Sergio Giordani, dal 2017 a oggi, ha riconosciuto bambine e bambini come figli di coppie omogenitoriali, dando loro gli stessi diritti di qualsiasi altro neonato. Una scelta storica partita da lontano, dalla circolare del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dal no del Senato all’adozione del regolamento Ue sulla registrazione all’anagrafe e dalla scelta della stessa procura, nello scorso aprile, di acquisire i documenti in questione. La scelta definitiva è arrivata lunedì 19 giugno e sono già state inviate le raccomandate con cui il Tribunale comunica la cancellazione della madre non biologica dallo stato di famiglia.

Il tribunale ha notificato alle coppie che andrà tolto il cognome della madre non biologica
Una donna e il figlio durante una manifestazione delle coppie omosessuali (Getty).

Padova è la prima città ad annullare atti degli anni scorsi

Non si tratta della prima volta in cui, negli ultimi mesi, la procura si è ritrovata ad annullare atti di nascita di neonati figli di coppie omogenitoriali. Ma Padova ha una particolarità. Il tribunale, infatti, è andata a scavare a ritroso, fino al 2017, cioè sei anni fa. Il procuratore Valeria Sanzari ha motivato la sentenza spiegando che «un atto di nascita registrato con due mamme», come i 33 annullati, «va contro le leggi e i pronunciamenti della Cassazione. E ci sono già le prime conseguenze. Una coppia di donne ha ricevuto un atto giudiziario in cui viene chiesta la rettifica dell’atto di nascita della figlia, oltre alla cancellazione del nome della madre non biologica dai documenti e la rettifica del cognome della bambina, che tra poco compirà 6 anni. L’udienza per il ricorso è fissata per il 14 novembre 2023, a cinque mesi dalla ricezione dell’atto stesso.

Il governo dice no: respinti emendamenti di +Europa e Pd

Il tema è attuale e in parlamento se ne parla ormai da mesi. L’ultimo tentativo di far approvare la registrazione di neonati di famiglie omogenitoriali è arrivato a metà maggio, quando Pd e +Europa hanno presentato alcuni emendamenti al progetto di legge di Fratelli d’Italia per rendere la maternità surrogata reato universale. I due partiti chiedevano che fosse introdotta la pratica nell’ordinamento attuale, andando incontro ai tanti sindaci che nei mesi scorsi hanno manifestato il loro dissenso contro il no del governo. Entrambi gli emendamenti, però, sono stati bocciati.

Il tribunale ha notificato alle coppie che andrà tolto il cognome della madre non biologica
Due mamme e la loro bambina (Getty).

Un sottomarino di turisti in visita al Titanic è disperso nell’oceano

Un sottomarino che avrebbe dovuto portare alcuni turisti a vedere il relitto del Titanic, nelle profondità dell’Oceano Atlantico, si è perso da qualche parte lungo le coste degli Stati Uniti o del Canada. A riportarlo è la Bbc, che cita le informazioni fornite dalla Guardia Costiera di Boston, subito attivatasi per rintracciarlo e recuperare i passeggeri prima che sia troppo tardi. Non si sa ancora quante siano le persone a bordo del sommergibile. Si cerca nell’area intorno al relitto della gigantesca nave, che si trova a 600 chilometri dal Canada e alla profondità di 3 mila 800 metri.

Il sommergibile della OceanGate porta i turisti fino al relitto: ora è disperso nell'Oceano Atlantico
Una ricostruzione del Titanic in un museo di Lipsia nel 2017 (Getty).

Il sottomarino è della OceanGate Expeditions

Il sommergibile scomparso appartiene alla OceanGate Expeditions, l’azienda che organizza le spedizioni verso il relitto e che nei giorni scorsi aveva annunciato anche una partnership con Starlink per poter portare la linea internet sul mezzo. La Bbc ha raccolto le prime dichiarazioni dai vertici della società: «Stiamo esplorando tutte le opzioni per riportare a casa l’equipaggio in sicurezza. Tutta la nostra attenzione è rivolta ai membri dell’equipaggio del sommergibile e alle loro famiglie». Viaggiare verso il Titanic costa circa 250 mila dollari e la spedizione dura, in condizioni normali, otto giorni.

L’esperto del film Titanic: «Perdita delle comunicazioni insolita»

Al programma PM di Radio4, riporta la Bbc, è poi intervenuto anche Parks Stephenson. Si tratta del direttore tecnico del film Titanic, capolavoro del regista James Cameron. L’esperto ha affermato che la perdita di comunicazione tra le torri radio e il sommergibile è un «evento molto insolito». Per lui servono circa due ore per raggiungere la profondità in cui si trova il relitto e altrettante, quindi, per risalire. Ciò nonostante, i mezzi della Guardia Costiera di Boston non riescono a rintracciare il sottomarino.

Il sommergibile della OceanGate porta i turisti fino al relitto: ora è disperso nell'Oceano Atlantico
Il regista James Cameron (Getty).

Moise Kean, rapina nella villa dell’attaccante della Juventus

Non c’è pace per Moise Kean. Dopo la stagione travagliata della Juventus, squadra per cui gioca, e l’addio al ritiro della nazionale italiana Under 21, l’attaccante classe 2000 fa i conti con un furto. La sua villa in zona Precollina, a Torino, è stata presa di mira dai ladri. A lanciare l’allarme è stata la domestica, che non appena arrivata in casa lunedì 19 giugno ha constatato come tutto fosse in disordine. La donna ha trovato anche una finestra aperta e ha subito allertato i carabinieri. Gli agenti della stazione di Barriera Casale hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza e la testimonianza della stessa domestica. Le indagini sono in corso. Il calciatore intanto prosegue le proprie vacanze all’estero.

La villa a Torino del calciatore classe 2000 Moise Kean è stata presa di mira dai ladri
Kean durante un match della Juventus (Getty).

Furto a casa Kean: svaligiate anche le ville di Kaio Jorge e Di Maria

Si tratta della terza abitazione di un calciatore della Juventus svaligiata negli ultimi mesi. La prima è stata la villa di Angel Di Maria, che recentemente ha salutato i tifosi e il club. Dall’abitazione, però, i ladri non hanno rubato nulla, perché il colpo è stato sventato prima ancora che potesse essere portato a termine. In quel caso, l’argentino era in casa ed è stata la polizia a intervenire prontamente, fermando i responsabili. Il 2 giugno scorso, invece, è toccato al brasiliano Kaio Jorge. I ladri sono entrati in casa sua e hanno portato via gioielli, orologi di lusso e un suv Range Rover. Non è stato ancora specificato cos’abbiano rubato, invece, a casa di Moise Kean.

Kean in vacanza: ha lasciato il ritiro dell’Under 21

L’attaccante bianconero è in vacanza dallo scorso 8 giugno. Dopo aver concluso la stagione con la Juventus, era stato convocato per il ritiro dell’Italia Under 21 in vista degli Europei di categoria, che inizieranno mercoledì. Il primo impegno degli azzurrini guidati dal ct Paolo Nicolato sarà giovedì 22 giugno, contro la Francia, ma Kean non ci sarà. Questo perché il classe 2000 ha lasciato la nazionale durante lo stage dopo aver parlato con l’allenatore. Nessun problema fisico o personale, nonostante le indiscrezioni secondo cui sarebbe stato lui stesso a chiedere di andar via perché «un pesce fuor d’acqua». Kean ha poi smentito sui social: «Fake news. Non iniziate…».

La villa a Torino del calciatore classe 2000 Moise Kean è stata presa di mira dai ladri
Il disappunto di Moise Kean durante un match della Juventus (Getty).

Foggia, spari contro l’auto del capitano dopo la sconfitta ai playoff

L’auto di Davide Di Pasquale, difensore e capitano del Foggia, è diventata un bersaglio nella notte tra domenica 18 e lunedì 19 giugno. Poche ore dopo il ko dei rossoneri nella finale di ritorno dei playoff di Serie C contro il Lecco, qualcuno ha sparato almeno tre colpi d’arma da fuoco contro la vettura, parcheggiata all’interno dello stadio Pino Zaccheria di Foggia, da cui la squadra è partita nei giorni scorsi verso l’impianto della squadra avversaria, il Rigamonti-Ceppi. Nessun ferito, visto che l’auto era parcheggiata senza nessuno all’interno. L’unico danno, oltre ai fori nella carrozzeria, è stato al finestrino del guidatore mandato in frantumi.

La vettura di Davide Di Pasquale centrata con tre colpi di pistola
Un’auto dei carabinieri (Imagoeconomica).

Spari contro l’auto di Di Pasquale: la Digos indaga

Ora toccherà alla Digos stabilire chi sia stato a sparare contro la Jeep Renegade del capitano del Foggia. Il calciatore ha scoperto cosa fosse successo soltanto al ritorno in città, in tarda notte. Di Pasquale ha disputato 33 partite durante lo scorso campionato, ma non è sceso in campo nel match di ritorno perso per 3-1, che ha sancito la promozione in Serie B del Lecco e la fine del cammino dei pugliesi. I rossoneri avevano perso anche la partita d’andata in casa per 2-1. Secondo alcuni giornali locali, i gruppi ultras del Foggia prenderanno le distanze da ciò che è successo già nelle prossime ore. Un gesto coerente con quanto accaduto a fine gara: dopo la sconfitta i tifosi hanno applaudito i calciatori.

La vettura di Davide Di Pasquale centrata con tre colpi di pistola
I tifosi del Foggia (Getty).

Nel 2020 era stato incendiato l’ingresso di casa all’ex capitano

Non è la prima volta che fatti di cronaca affiancano il calcio a Foggia. Nel dicembre del 2020, qualcuno ha incendiato la porta d’ingresso di casa di Federico Gentile, centrocampista che, all’epoca, vestiva la fascia da capitano della squadra pugliese. Due anni e mezzo fa, però, il calciatore era presente, in casa e a pochi passi dalla porta insieme alle figlie piccole. Grazie all’intervento di alcuni vicini di casa, che hanno spento le fiamme, è stato evitato il peggio.

L’Europa è sempre più calda: 2,3 gradi in più nel 2022 rispetto al 1900

La temperatura media in Europa è aumentata di 2,3 gradi rispetto ai livelli pre-industriali, cioè alla seconda metà del XIX secolo. Lo afferma il rapporto Stato del clima in Europa 2022, redatto dalla Wmo, l’Organizzazione meteorologica mondiale, e da Copernicus, il servizio dell’Unione Europea di osservazione della Terra. Nel documento vengono analizzati i dati raccolti e si evidenzia come dal 1980 l’Europa si sia riscaldata del doppio rispetto alla media mondiale. Basti pensare che la temperatura media della Terra nel 2022 è salita di 1,15 gradi sopra la media del 1850-1900, rispetto al già citato 2,3 del solo Vecchio Continente.

Il report di Wmo e Copernicus evidenzia l'aumento delle temperature medie
Un termometro in Spagna mostra la temperatura di 44°C (Getty).

Gli effetti: «Siccità intense e violenti incendi boschivi». 195 mila morti dal 1980

Il report è stato redatto non soltanto a fini statistici ma per analizzare anche le conseguenze di questo vistoso aumento delle temperature. In Europa, si legge nel documento, «le alte temperature hanno esacerbato siccità intense e diffuse, alimentato violenti incendi boschivi, responsabili della seconda più grande superficie mai bruciata nel continente, e provocato migliaia di morti». Per il database delle situazioni di emergenza, 156 mila persone sono state colpite da eventi meteorologici, idrologici o climati nel solo 2022, con oltre 16 mila morti. Le vittime dei disastri ambientali legati al surriscaldamento del continente dal 1980 al 2022 sono state, secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, 195 mila.

Il report di Wmo e Copernicus evidenzia l'aumento delle temperature medie
La secca di un fiume in Spagna (Getty).

Buontempo: «Una tendenza che porterà a episodi frequenti e intensi»

Il direttore dell’Osservatorio sui cambiamenti climatici Copernicus, Carlo Buontempo, lancia l’allarme e spiega che il 2022 «purtroppo non è un caso unico o una stranezza climatica». Per il numero uno del C3S dell’Unione Europea, infatti, il fenomeno è «parte di una tendenza che renderà gli episodi estremi di stress da caldo più frequenti e più intensi in tutta la regione». Nel report si parla anche dei danni economici complessivi. Inondanzioni e tempesta in tal senso sono i fenomeni che creano maggiori problemi. Nel 2022 si parla di due miliardi di dollari, ma nel 2021 a causa di eccezionali inondazioni si è arrivati addirittura a 50 miliardi.

Jair Bolsonaro parla di grafene nei vaccini anti Covid, poi il dietrofront: «Ho sbagliato»

Jair Bolsonaro, ex presidente del Brasile, scivola ancora una volta sul Covid. Sabato 17 giugno a Jundai, nello Stato di San Paolo, Bolsonaro è tornato a parlare dei vaccini mRna e in tono perentorio ha affermato che al loro interno è contenuto del grafene. Una frase smentita poche ore più tardi sul proprio profilo Facebook. L’ex presidente ha affermato, secondo quanto riporta il quotidiano Uol: «In essi (nei vaccini, ndr) è presente ossido di grafene, ok? Dove si accumula? Nei testicoli e nelle ovaie». 24 ore più tardi è arrivato il dietrofront: «Ho sbagliato».

L'ex presidente del Brasile è tornato a parlare di vaccini ma si è scusato per averli associati alla sostanza
Jair Bolsonaro in Florida nel febbraio 2023 (Getty).

Bolsonaro: «Mi pento di ciò che ho detto»

Jair Bolsonaro si è corretto e ha chiesto scusa su Facebook. «C’è stato un errore da parte mia», ha dichiarato, «ho inavvertitamente collegato la sostanza al vaccino, fatto smentito ad agosto 2021. Ancora una volta mi dispiace per quello che ho detto e mi scuso». Durante il discorso del 17 giugno aveva sottolineato di aver anche letto il foglietto illustrativo redatto da Pfizer, una delle case farmaceutiche produttrici del vaccino mRna. Quasi 3 mila i commenti ricevuti al post di scuse, tra chi lo accusa di aver diffuso l’ennesima notizia falsa e chi, invece, lo giustifica e gli dimostra il proprio sostegno.

Bolsonaro sarà processato per fake news sul voto elettronico

Per i media brasiliani la notizia ha una doppia valenza. Bolsonaro è scivolato su una fake news a pochi giorni dalla decisione del Tribunale supremo elettorale, il Tse di Brasilia, secondo cui nell’ottobre scorso, dopo la sconfitta contro l’attuale presidente Luiz Inacio Lula, ha diffuso notizie infondate sul malfunzionamento del voto elettronico. Dopo la diffusione dei presunti malfunzionamenti si erano scatenate molte proteste in tutto il Brasile, con tanto di intervento della polizia. Il processo inizierà il 22 giugno 2023 e Bolsonaro rischia fino a otto anni di inibizione dai pubblici uffici.

Bolsonaro andrà a processo il 22 giugno per le fake news sul voto elettronico
Bolsonaro saluta la folla che lo acclama dopo le elezioni nell’ottobre 2022 (Getty).

Russia, il piano fallito per uccidere la “talpa” Alexander Poteyev

La Russia ha tentato di assassinare negli Stati Uniti l’ex ufficiale dell’intelligence Alexander Poteyev in un’operazione che – fallita – ha portato all’espulsione di 10 diplomatici dagli Usa. Lo scrive il New York Times, citando tre ex alti funzionari statunitensi rimasti anonimi. Dal 2000 al 2010 vice capo del Služba vnešnej razvedki (SVR), primo organismo di intelligence a prendere vita dopo lo scioglimento del KGB, Poteyev a partire dal 1999 aveva iniziato a lavorare segretamente con la Cia, contribuendo a rivelare l’esistenza di una rete nascosta di spie russe operanti negli Stati Uniti, tra cui anche Anna Chapman.

Russia, il piano fallito per uccidere la “talpa” Alexander Poteyev, che aveva contribuito all'arresto di 10 spie russe.
La notizia dell’arresto di Anna Chapman sul giornale russo Tvoi den (Getty Images).

Il compito di trovare Poteyev affidato a un microbiologo messicano

Anna Chapman, nata Anna Vasilyevna Kushchenko, abitava a New York quando il 27 giugno 2010 fu arrestata assieme ad altri nove agenti segreti, con l’accusa di lavorare per il cosiddetto “Illegals Program”, una rete di spie dormienti facenti parte non ufficialmente dell’SVR. Fuggito negli Usa pochi giorni prima che l’Fbi arrestasse le spie russe, il colonnello Poteyev è stato poi condannato in contumacia a 25 anni di carcere per tradimento. Secondo quanto rivelato dalle fonti del New York Times, Mosca nel 2019 ha reclutato al microbiologo messicano Hector Alejandro Cabrera Fuentes per localizzarlo a Miami Beach, in Florida: nel 2016, incredibilmente, Poteyev aveva fornito il suo vero nome per ottenere la licenza di pesca e iscriversi alle liste elettorali. L’operazione avrebbe varcato una linea: mai, per quanto si sappia, la Russia aveva preso di mira un informatore degli Usa sul suolo americano. L’intenzione c’era, ma non è andata come sperato dai russi: dopo aver attirato l’attenzione delle guardie che sorvegliavano il complesso residenziale all’interno del quale viveva Poteyev, Fuentes è stato infatti arrestato a febbraio del 2020 all’aeroporto di Miami, mentre cercava di tornare in Messico.

Russia, il piano fallito per uccidere la “talpa” Alexander Poteyev, che aveva contribuito all'arresto di 10 spie russe.
Un’immagine aerea di Miami Beach (Getty Images).

L’arresto di Fuentes e l’espulsione di 10 diplomatici russi dagli States

Incastrato da una foto della targa dell’auto di Poteyev sul suo smartphone, una volta in arresto Fuentes ha rivelato alle autorità statunitensi i suoi contatti con un funzionario russo, che il Dipartimento di giustizia ha dettagliato in una denuncia: il messicano nei mesi precedenti si era incontrato più volte con il suo contatto, scambiandosi informazioni sull’uomo finito nel mirino di Mosca. A seguito di quanto accaduto, gli Stati Uniti hanno annunciato sanzioni e l’espulsione di 10 diplomatici russi, presunte spie, nell’aprile 2021. In risposta, poco dopo la Russia ha espulso 10 diplomatici americani. Dato più volte per molto dalla Russia, Poteyev continua a vivere negli Stati Uniti con una nuova identità.

Odio online, la Fifa schiera l’intelligenza artificiale contro gli insulti social

La Fifa utilizza l’intelligenza artificiale per combattere l’odio online. La Federcalcio mondiale ha presentato il Servizio di protezione dei social media, software che monitora costantemente l’attività sui social network e oscura post e commenti offensivi verso giocatori, squadre e tifosi. Già attivo durante il Mondiale in Qatar, ha individuato circa 20 mila contenuti pubblicati da oltre 300 account sulle principali piattaforme. Il picco è stato raggiunto durante il quarto di finale tra Francia e Inghilterra, le due nazionali più colpite. Il sistema sarà attivo anche per la Coppa del mondo femminile, in programma dal 20 luglio al 20 agosto in Australia e Nuova Zelanda.

La Fifa ha presentato un software per combattere l'odio online. Testato al Mondiale in Qatar, sarà attivo per la Coppa del Mondo femminile.
Harry Kane si dispera dopo l’errore dal dischetto contro la Francia (Getty Images)

Odio online al Mondiale: Francia, Inghilterra e Brasile le nazioni più insultate  

Durante il Mondiale in Qatar 2022, il sistema ha scansionato oltre 20 milioni di contenuti sulle piattaforme social. L’intelligenza artificiale ha passato in rassegna gli account ufficiali delle federazioni, di calciatori in attività e ritirati nonché degli allenatori. In prima battuta ha riscontrato 434 mila post offensivi di oltre 12 mila utenti, poi sottoposti al controllo umano per arrivare ai 20 mila definitivi. Il software ha poi oscurato, ancor prima della pubblicazione, circa 287 mila ulteriori contenuti. La Fifa ha confermato che il 38 per cento dell’odio online proveniva dall’Europa, il 36 per cento dal Sud America e il 10 per cento dall’Asia. Riscontrati post offensivi da Africa e Nord America, entrambi all’8 per cento. Per il 12,16 per cento si è trattato di insulti omofobi, mentre il 10,7 per cento ha presentato commenti razzisti. Sul podio dei Paesi più colpiti la Francia, seguita a ruota dall’Inghilterra e dal Brasile.

«Non c’è posto nel calcio e nella società in generale per alcuna forma di odio», ha dichiarato alla presentazione il presidente della Fifa Gianni Infantino. «Prenderemo ogni misura necessaria per affrontare il problema». Con l’arrivo della Coppa del Mondo femminile, la Fifa fornirà il software direttamente a calciatrici, allenatori e federazioni per tenere al sicuro i propri account durante le partite. «I giocatori non parlano mai di come l’odio online colpisca duramente», ha sottolineato alla Cnn il difensore canadese Mark-Anthony Kaye. «Siamo tutti umani, ci fa male». La Fifa ha ricordato come il picco degli insulti social durante Qatar 2022 si sia verificato in occasione del quarto di finale tra Francia e Inghilterra. Gli hater online non hanno infatti digerito l’errore di Harry Kane dal dischetto sul 2-1 per i transalpini, tanto che si sono registrati 13 mila post offensivi su tutte le piattaforme.

Beppe Grillo ironizza sulle polemiche: «Hanno visto un uomo aggiustare tombini in passamontagna»

Beppe Grillo torna sulle brigate di cittadinanza, dopo le polemiche del fine settimana scorso e le parole pronunciate sabato sul palco di Roma, durante la manifestazione del Movimento 5 stelle. Con il consueto sarcasmo, il comico e cofondatore del partito, ha invitato tutti alla calma: «Per favore, fermatevi. Era una boutade. Ma è possibile che prendete tutto sul serio?». Il riferimento è alla frase che ha scatenato le critiche: «Volete il leader, ma siate i leader di voi stessi. Fate le brigate di cittadinanza, mettete il passamontagna e di nascosto andate a fare i lavoretti, mettete a posto marciapiedi, aiuole, tombini. Fate il lavoro e scappate. Reagite!». Parole che i suoi avversari politici, tanto dall’area di centrodestra quanto dal Terzo polo, hanno utilizzato per attaccarlo.

Beppe Grillo ha parlato di «brigate di cittadinanza» sabato 17 giugno 2023
Beppe Grillo si rivolge alla folla durante la manifestazione del 17 giugno 2023 (Imagoeconomica).

Grillo ironizza: «Visto un idraulico pensionato che aggiustava i tombini»

Grillo, che attualmente ha il ruolo di Garante all’interno del Movimento 5 stelle, ha risposto alle critiche scherzando: «Voglio dire: fermatevi, perché mi sono arrivate delle notizie drammatiche veramente. È stato avvistato un pensionato di 74 anni, un idraulico che stava aggiustando sei tombini di notte con un passamontagna. Fermatevi! Un albanese di 64 anni con cazzuola ha messo a posto otto marciapiedi durante la notte con il passamontagna. Non si può andare avanti così. Fermatevi. Ci vuole anche una legge: il governo deve reagire. Deve fare una legge. Abolire l’abuso d’ufficio e mettere l’abuso di lavori socialmente utili. Finitela, siate coerenti con voi stessi, con il governo e con la politica. Smettetela perché sennò scoppia veramente un casino ottimale».

Conte lo ha difeso: «Le sue parole strumentalizzate»

Nelle scorse ore, anche il leader del Movimento 5 stelle, l’ex premier Giuseppe Conte, ha commentato la vicenda difendendo Grillo: «I media mainstream hanno provato a ignorare la piazza di Roma, strumentalizzando una frase del discorso tenuto da Beppe Grillo sul palco di chiusura. Una frase estrapolata dal suo contesto e criminalizzata perché, accarezzando il gusto del paradosso, incitava i presenti a indossare il passamontagna per compiere non già azioni violente, bensì pacifiche e utili per la propria comunità».

Beppe Grillo ha parlato di «brigate di cittadinanza» sabato 17 giugno 2023
Giuseppe Conte e Beppe Grillo durante la manifestazione (Imagoeconomica).

Beppe Grillo ironizza sulle polemiche: «Hanno visto un uomo aggiustare tombini in passamontagna»

Beppe Grillo torna sulle brigate di cittadinanza, dopo le polemiche del fine settimana scorso e le parole pronunciate sabato sul palco di Roma, durante la manifestazione del Movimento 5 stelle. Con il consueto sarcasmo, il comico e cofondatore del partito, ha invitato tutti alla calma: «Per favore, fermatevi. Era una boutade. Ma è possibile che prendete tutto sul serio?». Il riferimento è alla frase che ha scatenato le critiche: «Volete il leader, ma siate i leader di voi stessi. Fate le brigate di cittadinanza, mettete il passamontagna e di nascosto andate a fare i lavoretti, mettete a posto marciapiedi, aiuole, tombini. Fate il lavoro e scappate. Reagite!». Parole che i suoi avversari politici, tanto dall’area di centrodestra quanto dal Terzo polo, hanno utilizzato per attaccarlo.

Beppe Grillo ha parlato di «brigate di cittadinanza» sabato 17 giugno 2023
Beppe Grillo si rivolge alla folla durante la manifestazione del 17 giugno 2023 (Imagoeconomica).

Grillo ironizza: «Visto un idraulico pensionato che aggiustava i tombini»

Grillo, che attualmente ha il ruolo di Garante all’interno del Movimento 5 stelle, ha risposto alle critiche scherzando: «Voglio dire: fermatevi, perché mi sono arrivate delle notizie drammatiche veramente. È stato avvistato un pensionato di 74 anni, un idraulico che stava aggiustando sei tombini di notte con un passamontagna. Fermatevi! Un albanese di 64 anni con cazzuola ha messo a posto otto marciapiedi durante la notte con il passamontagna. Non si può andare avanti così. Fermatevi. Ci vuole anche una legge: il governo deve reagire. Deve fare una legge. Abolire l’abuso d’ufficio e mettere l’abuso di lavori socialmente utili. Finitela, siate coerenti con voi stessi, con il governo e con la politica. Smettetela perché sennò scoppia veramente un casino ottimale».

Conte lo ha difeso: «Le sue parole strumentalizzate»

Nelle scorse ore, anche il leader del Movimento 5 stelle, l’ex premier Giuseppe Conte, ha commentato la vicenda difendendo Grillo: «I media mainstream hanno provato a ignorare la piazza di Roma, strumentalizzando una frase del discorso tenuto da Beppe Grillo sul palco di chiusura. Una frase estrapolata dal suo contesto e criminalizzata perché, accarezzando il gusto del paradosso, incitava i presenti a indossare il passamontagna per compiere non già azioni violente, bensì pacifiche e utili per la propria comunità».

Beppe Grillo ha parlato di «brigate di cittadinanza» sabato 17 giugno 2023
Giuseppe Conte e Beppe Grillo durante la manifestazione (Imagoeconomica).

Uruguay, l’aquila nazista della Admiral Graf Spee non diventerà una colomba

Marcia indietro da parte di Luis Lacalle Pou. Il presidente dell’Uruguay ha annunciato di aver abbandonato il suo controverso piano di fondere l’aquila di bronzo – larga quasi tre metri e pesante 350 chilogrammi – che adornava la prua dell’Admiral Graf Spee, corazzata tedesca della Seconda Guerra mondiale affondata al largo delle coste del Paese sudamericano nel 1939, per trasformarla in una colomba simbolo di pace.

Uruguay, l'aquila nazista della Admiral Graf Spee non diventerà una colomba. Passo indietro del presidente Luis Lacalle Pou.
Luis Lacalle Pou, presidente dell’Uruguay dal 2020 (Getty Images).

La decisione di Lacalle Pou aveva sollevato critiche anche da parte della coalizione di governo

Da quando Lacalle Pou aveva annunciato venerdì 16 maggio l’idea di fondere la polena trovata 17 anni fa sul relitto della nave da guerra nazista, una delle più grandi del Terzo Reich, si erano levate pesanti critiche negli ambienti culturali e politici, anche all’interno della sua coalizione di governo. E così alla fine l’artista uruguaiano Pablo Atchugarry, che era stato scelto per realizzare la colomba entro novembre, è stato informato che il progetto è stato annullato. Il futuro dell’aquila di bronzo rimane a questo punto incerto.

Uruguay, l'aquila nazista della Admiral Graf Spee non diventerà una colomba. Passo indietro del presidente Luis Lacalle Pou.
L’autoaffondamento dell’incrociatore nazista Admiral Graf Spee, avvenuto il 17 dicembre 1939 (Getty Images).

Danneggiata nella battaglia del Rio de la Plata, la Admiral Graf Spee fu poi autoaffondata

Varata nel 1934, la Admiral Graf Spee era un incrociatore pesante della classe Deutschland, che servì nella Kriegsmarine tedesca durante le primissime fasi della seconda guerra mondiale. Il 13 dicembre 1939 fu protagonista della battaglia del Río de la Plata, breve scontro a fuoco che la vide opposta a tre incrociatori della Royal Navy britannica. Colpita e danneggiata, la Admiral Graf Spee fu costretta a riparare nel porto neutrale di Montevideo: scaduto il termine di 72 ore per la permanenza concesso dal governo uruguaiano, fu obbligata a ripartire e il capitano Hans Langsdorff ne decise l’autoaffondamento la sera del 17 dicembre. La scultura di bronzo era stata poi recuperata nel 2006, dopo un decennio di ricerche nelle acque uruguaiane. Al termine di una lunga battaglia procedurale, la Corte Suprema dell’Uruguay aveva stabilito che l’aquila era interamente di proprietà dello Stato.

Uruguay, l’aquila nazista della Admiral Graf Spee non diventerà una colomba

Marcia indietro da parte di Luis Lacalle Pou. Il presidente dell’Uruguay ha annunciato di aver abbandonato il suo controverso piano di fondere l’aquila di bronzo – larga quasi tre metri e pesante 350 chilogrammi – che adornava la prua dell’Admiral Graf Spee, corazzata tedesca della Seconda Guerra mondiale affondata al largo delle coste del Paese sudamericano nel 1939, per trasformarla in una colomba simbolo di pace.

Uruguay, l'aquila nazista della Admiral Graf Spee non diventerà una colomba. Passo indietro del presidente Luis Lacalle Pou.
Luis Lacalle Pou, presidente dell’Uruguay dal 2020 (Getty Images).

La decisione di Lacalle Pou aveva sollevato critiche anche da parte della coalizione di governo

Da quando Lacalle Pou aveva annunciato venerdì 16 maggio l’idea di fondere la polena trovata 17 anni fa sul relitto della nave da guerra nazista, una delle più grandi del Terzo Reich, si erano levate pesanti critiche negli ambienti culturali e politici, anche all’interno della sua coalizione di governo. E così alla fine l’artista uruguaiano Pablo Atchugarry, che era stato scelto per realizzare la colomba entro novembre, è stato informato che il progetto è stato annullato. Il futuro dell’aquila di bronzo rimane a questo punto incerto.

Uruguay, l'aquila nazista della Admiral Graf Spee non diventerà una colomba. Passo indietro del presidente Luis Lacalle Pou.
L’autoaffondamento dell’incrociatore nazista Admiral Graf Spee, avvenuto il 17 dicembre 1939 (Getty Images).

Danneggiata nella battaglia del Rio de la Plata, la Admiral Graf Spee fu poi autoaffondata

Varata nel 1934, la Admiral Graf Spee era un incrociatore pesante della classe Deutschland, che servì nella Kriegsmarine tedesca durante le primissime fasi della seconda guerra mondiale. Il 13 dicembre 1939 fu protagonista della battaglia del Río de la Plata, breve scontro a fuoco che la vide opposta a tre incrociatori della Royal Navy britannica. Colpita e danneggiata, la Admiral Graf Spee fu costretta a riparare nel porto neutrale di Montevideo: scaduto il termine di 72 ore per la permanenza concesso dal governo uruguaiano, fu obbligata a ripartire e il capitano Hans Langsdorff ne decise l’autoaffondamento la sera del 17 dicembre. La scultura di bronzo era stata poi recuperata nel 2006, dopo un decennio di ricerche nelle acque uruguaiane. Al termine di una lunga battaglia procedurale, la Corte Suprema dell’Uruguay aveva stabilito che l’aquila era interamente di proprietà dello Stato.

È stata Giorgia Soleri a tradire per prima Damiano dei Maneskin? Chi è l’altro uomo

Nuovi aggiornamenti sulla fine della relazione fra Giorgia Soleri e Damiano David. Secondo Novella 2000, che per prima ha pubblicato la notizia, la influencer avrebbe avuto per diversi mesi una relazione parallela con un imprenditore del settore dei cosmetici. Quest’ultimo però l’avrebbe già lasciata poiché scontento di alcune sue recenti dichiarazioni. Soleri e Damiano avevano ufficializzato la rottura dopo che sui social era trapelato un video in cui il frontman dei Maneskin baciava un’altra ragazza.

Giorgia Soleri: «La nostra relazione non era monogama»

Al momento, come ha sottolineato ancora Novella 2000, non si conosce l’identità dell’imprenditore e (ormai pure lui già ex) fidanzato di Giorgia Soleri. Stando ad alcuni rumors, si pensa possa essere una figura legata ai prodotti che la stessa influencer promuove da tempo sui suoi profili online. Ha infatti da poco lanciato una propria linea di cosmetici, la Neonude, in collaborazione con il brand italiano Mulac. Damiano tramite il suo profilo Instagram aveva fatto sapere: «Sono molto dispiaciuto sia uscito questo video, non era così che volevamo gestire questa situazione. Io e Giorgia ci siamo lasciati da qualche giorno, quindi non ci sono tradimenti di nessun tipo. Spero che questa cosa non infici l’immagine di Giorgia e che possiate rispettare la delicatezza di questo momento».

Secondo Novella 2000, Giorgia Soleri aveva da tempo un’altra relazione, tra l’altro già finita. Ignota però l’identità del partner.
I quattro membri dei Maneskin in un recente evento pubblico (Getty Images)

L’annuncio aveva però diviso l’opinione pubblica sui social network, con i fan dell’uno e dell’altra che hanno commentato a lungo la rottura. Non si era fatta attendere pertanto la replica di Soleri, intervenuta come Damiano tramite i propri canali social: «Trovo che poter vivere la propria sessualità in modo libero, consensuale e completo sia bellissimo e arricchente per sé e per tutte le persone che, in modi diversi, si rapportano a noi». L’influencer aveva proseguito dicendosi aperta sostenitrice dell’inclusività invece che dell’esclusiva. «La relazione tra me e Damiano era, di comune accordo e in modo del tutto consensuale, non monogama». Alcuni utenti hanno però notato che, al momento della separazione, ha smesso di seguire l’intera band dei Maneskin.

È stata Giorgia Soleri a tradire per prima Damiano dei Maneskin? Chi è l’altro uomo

Nuovi aggiornamenti sulla fine della relazione fra Giorgia Soleri e Damiano David. Secondo Novella 2000, che per prima ha pubblicato la notizia, la influencer avrebbe avuto per diversi mesi una relazione parallela con un imprenditore del settore dei cosmetici. Quest’ultimo però l’avrebbe già lasciata poiché scontento di alcune sue recenti dichiarazioni. Soleri e Damiano avevano ufficializzato la rottura dopo che sui social era trapelato un video in cui il frontman dei Maneskin baciava un’altra ragazza.

Giorgia Soleri: «La nostra relazione non era monogama»

Al momento, come ha sottolineato ancora Novella 2000, non si conosce l’identità dell’imprenditore e (ormai pure lui già ex) fidanzato di Giorgia Soleri. Stando ad alcuni rumors, si pensa possa essere una figura legata ai prodotti che la stessa influencer promuove da tempo sui suoi profili online. Ha infatti da poco lanciato una propria linea di cosmetici, la Neonude, in collaborazione con il brand italiano Mulac. Damiano tramite il suo profilo Instagram aveva fatto sapere: «Sono molto dispiaciuto sia uscito questo video, non era così che volevamo gestire questa situazione. Io e Giorgia ci siamo lasciati da qualche giorno, quindi non ci sono tradimenti di nessun tipo. Spero che questa cosa non infici l’immagine di Giorgia e che possiate rispettare la delicatezza di questo momento».

Secondo Novella 2000, Giorgia Soleri aveva da tempo un’altra relazione, tra l’altro già finita. Ignota però l’identità del partner.
I quattro membri dei Maneskin in un recente evento pubblico (Getty Images)

L’annuncio aveva però diviso l’opinione pubblica sui social network, con i fan dell’uno e dell’altra che hanno commentato a lungo la rottura. Non si era fatta attendere pertanto la replica di Soleri, intervenuta come Damiano tramite i propri canali social: «Trovo che poter vivere la propria sessualità in modo libero, consensuale e completo sia bellissimo e arricchente per sé e per tutte le persone che, in modi diversi, si rapportano a noi». L’influencer aveva proseguito dicendosi aperta sostenitrice dell’inclusività invece che dell’esclusiva. «La relazione tra me e Damiano era, di comune accordo e in modo del tutto consensuale, non monogama». Alcuni utenti hanno però notato che, al momento della separazione, ha smesso di seguire l’intera band dei Maneskin.

Palermo chiama i suoi fedelissimi come vice in Acea, Luna Berlusconi in pole per il Senato e le altre pillole del 19 giugno

È passato un po’ di tempo da quando Fabrizio Palermo, ora numero uno di Acea, era amministratore delegato di Cdp, ma i suoi fedelissimi non lo hanno dimenticato. Così Pierfrancesco Ragni e Tommaso Sabato, rispettivamente ex direttore finanziario ed ex direttore Cdp Infrastrutture e Pubblica Amministrazione, hanno subito risposto sì alla sua chiamata. Raggiungeranno Palermo, da un anno amministratore delegato della municipalizzata romana, come suoi vice.

Luna monzese

Altro che Luna caprese: alla fine chi rischia di correre per il collegio del Senato “liberato” da Silvio Berlusconi si chiama Luna Roberta Berlusconi, ovvero la figlia prediletta di Paolo, il fratello del Cavaliere. Perché? I cosiddetti figli di secondo letto di Silvio, ovvero Luigi, Barbara ed Eleonora non hanno ancora compiuto 40 anni, ovvero l’età per candidarsi a un seggio di Palazzo Madama. E quelli che potrebbero partecipare? Marina non ci pensa, Pier Silvio non ne ha voglia. E allora che si fa? Visto che tutti parlano di Paolo, l’ipotesi di far scendere in campo Luna sta facendo presa, e rapidamente, come il cemento. Poi c’è il suo ex marito, Edoardo Sylos Labini, che sta sempre in televisione a discettare di cultura. E così sarà “Luna monzese”…

Da Luna Berlusconi che potrebbe correre in Senato a Nicola Porro attacca i giornalisti Sky: le pillole del 19 giugno
Luna Berlusconi (Imagoeconomica).

Porro contro SkyTg24: «Murdoch si è rotto…»

Non mancano mai gli “scarsi professionisti” dell’informazione contro cui puntare il dito: nella sua “zuppa” di sabato sui social Nicola Porro ha preso di mira una giornalista di Sky, Chiara Piotto, corrispondente da Parigi, che aveva detto che Elon Musk va a investire in Francia e non in Italia, dove secondo la cronista va a parlare di decrescita perché la Penisola non risulta attrattiva. Porro afferma l’esatto contrario, forte del fatto che lui a Roma ha intervistato Musk sentendo quali sono le sue idee, non per “sentito dire” come tanti altri ma proprio dalla voce del miliardario sudafricano. «Murdoch si è rotto i coglioni di sovvenzionare questi cialtroni», ha affermato Porro, «questa Chiara Piotto evidentemente ha una bella esperienza di come Murdoch abbia investito in Italia miliardi e li abbia persi grazie a lei e ai suoi colleghi in questa avventura che si chiama SkyTg24 che brucia miliardi da anni».

Da Luna Berlusconi che potrebbe correre in Senato a Nicola Porro attacca i giornalisti Sky: le pillole del 19 giugno
Nicola Porro ai funerali di Berlusconi (Imagoeconomica).

Gelli jr cerca l’Albania

In una delle infinite dirette sui social dove protagonista è Vittorio Sgarbi, ed esattamente quella dove il sottosegretario al ministero della Cultura girava per gli stand di Mercanteinfiera alle Fiere di Parma in mezzo a tonnellate di mobili e oggetti vari, nella giornata riservata agli operatori, appare all’improvviso un messaggio di Raffaello Gelli. Che annuncia: «Ti chiamerò perché avrei pensato di andare a abitare in Albania». Ma sì, il figlio di Licio Gelli punta su Tirana…

Dov’è l’Hilton? A destra

Festa romana per i 60 anni di vita dell’hotel Roma Cavalieri, il caro, vecchio, Hilton di Monte Mario. Il complesso alberghiero che, all’epoca, scatenò i primi ecologisti italiani, contrari alla cementificazione della collina verde (ma la Rai ci mette del suo con la terribile antenna sparaprogrammi). Chi ha condotto la serata a bordo piscina con cena e musiche in tema Beatles? Non era Flavio Insinna. E nemmeno Fabio Fazio. Ebbene sì, il protagonista e mattatore si chiama Pino Insegno. Uno che è di casa da Giorgia Meloni. Infatti la mejo battuta durante l’evento è stata questa: «Scusi, dov’è l’Hilton? A destra».

Da Luna Berlusconi che potrebbe correre in Senato a Nicola Porro attacca i giornalisti Sky: le pillole del 19 giugno
Pino Insegno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Palermo chiama i suoi fedelissimi come vice in Acea, Luna Berlusconi in pole per il Senato e le altre pillole del 19 giugno

È passato un po’ di tempo da quando Fabrizio Palermo, ora numero uno di Acea, era amministratore delegato di Cdp, ma i suoi fedelissimi non lo hanno dimenticato. Così Pierfrancesco Ragni e Tommaso Sabato, rispettivamente ex direttore finanziario ed ex direttore Cdp Infrastrutture e Pubblica Amministrazione, hanno subito risposto sì alla sua chiamata. Raggiungeranno Palermo, da un anno amministratore delegato della municipalizzata romana, come suoi vice.

Luna monzese

Altro che Luna caprese: alla fine chi rischia di correre per il collegio del Senato “liberato” da Silvio Berlusconi si chiama Luna Roberta Berlusconi, ovvero la figlia prediletta di Paolo, il fratello del Cavaliere. Perché? I cosiddetti figli di secondo letto di Silvio, ovvero Luigi, Barbara ed Eleonora non hanno ancora compiuto 40 anni, ovvero l’età per candidarsi a un seggio di Palazzo Madama. E quelli che potrebbero partecipare? Marina non ci pensa, Pier Silvio non ne ha voglia. E allora che si fa? Visto che tutti parlano di Paolo, l’ipotesi di far scendere in campo Luna sta facendo presa, e rapidamente, come il cemento. Poi c’è il suo ex marito, Edoardo Sylos Labini, che sta sempre in televisione a discettare di cultura. E così sarà “Luna monzese”…

Da Luna Berlusconi che potrebbe correre in Senato a Nicola Porro attacca i giornalisti Sky: le pillole del 19 giugno
Luna Berlusconi (Imagoeconomica).

Porro contro SkyTg24: «Murdoch si è rotto…»

Non mancano mai gli “scarsi professionisti” dell’informazione contro cui puntare il dito: nella sua “zuppa” di sabato sui social Nicola Porro ha preso di mira una giornalista di Sky, Chiara Piotto, corrispondente da Parigi, che aveva detto che Elon Musk va a investire in Francia e non in Italia, dove secondo la cronista va a parlare di decrescita perché la Penisola non risulta attrattiva. Porro afferma l’esatto contrario, forte del fatto che lui a Roma ha intervistato Musk sentendo quali sono le sue idee, non per “sentito dire” come tanti altri ma proprio dalla voce del miliardario sudafricano. «Murdoch si è rotto i coglioni di sovvenzionare questi cialtroni», ha affermato Porro, «questa Chiara Piotto evidentemente ha una bella esperienza di come Murdoch abbia investito in Italia miliardi e li abbia persi grazie a lei e ai suoi colleghi in questa avventura che si chiama SkyTg24 che brucia miliardi da anni».

Da Luna Berlusconi che potrebbe correre in Senato a Nicola Porro attacca i giornalisti Sky: le pillole del 19 giugno
Nicola Porro ai funerali di Berlusconi (Imagoeconomica).

Gelli jr cerca l’Albania

In una delle infinite dirette sui social dove protagonista è Vittorio Sgarbi, ed esattamente quella dove il sottosegretario al ministero della Cultura girava per gli stand di Mercanteinfiera alle Fiere di Parma in mezzo a tonnellate di mobili e oggetti vari, nella giornata riservata agli operatori, appare all’improvviso un messaggio di Raffaello Gelli. Che annuncia: «Ti chiamerò perché avrei pensato di andare a abitare in Albania». Ma sì, il figlio di Licio Gelli punta su Tirana…

Dov’è l’Hilton? A destra

Festa romana per i 60 anni di vita dell’hotel Roma Cavalieri, il caro, vecchio, Hilton di Monte Mario. Il complesso alberghiero che, all’epoca, scatenò i primi ecologisti italiani, contrari alla cementificazione della collina verde (ma la Rai ci mette del suo con la terribile antenna sparaprogrammi). Chi ha condotto la serata a bordo piscina con cena e musiche in tema Beatles? Non era Flavio Insinna. E nemmeno Fabio Fazio. Ebbene sì, il protagonista e mattatore si chiama Pino Insegno. Uno che è di casa da Giorgia Meloni. Infatti la mejo battuta durante l’evento è stata questa: «Scusi, dov’è l’Hilton? A destra».

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Pino Insegno e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Lollobrigida invita a colazione gli ex ministri dell’Agricoltura

Lollo ha capito che deve parlare meno e che è meglio diventare ‘ecumenico’ evitando polemiche inutili. Mercoledì farà una cosa che stupirà tutti, esibendo questa sua «nuova politica inclusiva e non divisiva», ha affermato un esponente di Fratelli d’Italia a una cena. A questo punto scatta la curiosità: che si inventerà il ministro cognato, ovvero Francesco Lollobrigida, titolare del dicastero dell’Agricoltura ora pomposamente ribattezzato come della Sovranità alimentare? Distribuirà personalmente pasti alla comunità di Sant’Egidio o alla mensa della Caritas? Andrà a una cena vegetariana con Elly Schlein? Farà un selfie gastronomico con Chiara Ferragni?

Lollobrigida invita a colazione gli ex ministri dell'Agricoltura
Teresa Bellanova, ministra dell’Agricoltura dal 5 settembre 2019 al
14 gennaio 2021 (Imagoeconomica).

Da Patuanelli a Bellanova, da Pecoraro Scanio ad Alemanno: gli ex al tavolo

No, molto di più: mercoledì a colazione, nella sede del ministero, ha invitato a mangiare gli ex titolari del dicastero che negli ultimi anni hanno “lavorato” a via XX Settembre. Di destra, di sinistra e di centro. Una tavolata con il grillino Stefano Patuanelli, la renziana Teresa Bellanova, i leghisti Gian Marco Centinaio e Luca Zaia, i piddini Maurizio Martina e Paolo De Castro, e poi Nunzia De Girolamo, Mario Catania, Francesco Saverio Romano, Alfonso Pecoraro Scanio. Non può mancare ovviamente il destrissimo Gianni Alemanno. E Calogero Mannino ci sarà? Ricordate a Lollo che nel 1963, per sei mesi, un politico come Bernardo Mattarella guidò il ministero, nel primo governo di Giovanni Leone…

Lollobrigida invita a colazione gli ex ministri dell'Agricoltura
Gianni Alemanno, ministro dell’Agricoltura dall’11 giugno 2001 al
17 maggio 2006 (Imagoeconomica).

Lollobrigida invita a colazione gli ex ministri dell’Agricoltura

Lollo ha capito che deve parlare meno e che è meglio diventare ‘ecumenico’ evitando polemiche inutili. Mercoledì farà una cosa che stupirà tutti, esibendo questa sua «nuova politica inclusiva e non divisiva», ha affermato un esponente di Fratelli d’Italia a una cena. A questo punto scatta la curiosità: che si inventerà il ministro cognato, ovvero Francesco Lollobrigida, titolare del dicastero dell’Agricoltura ora pomposamente ribattezzato come della Sovranità alimentare? Distribuirà personalmente pasti alla comunità di Sant’Egidio o alla mensa della Caritas? Andrà a una cena vegetariana con Elly Schlein? Farà un selfie gastronomico con Chiara Ferragni?

Lollobrigida invita a colazione gli ex ministri dell'Agricoltura
Teresa Bellanova, ministra dell’Agricoltura dal 5 settembre 2019 al
14 gennaio 2021 (Imagoeconomica).

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No, molto di più: mercoledì a colazione, nella sede del ministero, ha invitato a mangiare gli ex titolari del dicastero che negli ultimi anni hanno “lavorato” a via XX Settembre. Di destra, di sinistra e di centro. Una tavolata con il grillino Stefano Patuanelli, la renziana Teresa Bellanova, i leghisti Gian Marco Centinaio e Luca Zaia, i piddini Maurizio Martina e Paolo De Castro, e poi Nunzia De Girolamo, Mario Catania, Francesco Saverio Romano, Alfonso Pecoraro Scanio. Non può mancare ovviamente il destrissimo Gianni Alemanno. E Calogero Mannino ci sarà? Ricordate a Lollo che nel 1963, per sei mesi, un politico come Bernardo Mattarella guidò il ministero, nel primo governo di Giovanni Leone…

Lollobrigida invita a colazione gli ex ministri dell'Agricoltura
Gianni Alemanno, ministro dell’Agricoltura dall’11 giugno 2001 al
17 maggio 2006 (Imagoeconomica).

Il calciatore Quincy Promes condannato a 18 mesi, aveva accoltellato il cugino

Un tribunale dei Paesi Bassi ha condannato Quincy Promes, calciatore dello Spartak Mosca, a un anno e mezzo di carcere con l’accusa di aggressione: nell’estate del 2020, a una festa di famiglia, aveva accoltellato suo cugino a una gamba durante una discussione. L’ufficio del pubblico ministero aveva chiesto che fosse condannato a due anni, in quanto essendo un atleta famoso «funge da modello per gli altri». Promes, che al momento si trova in Russia, è pronto a fare ricorso. Lo ha reso noto il suo avvocato.

Il calciatore Quincy Promes condannato a 18 mesi, aveva accoltellato il cugino. È anche indagato per traffico di cocaina.
Quincy Promes con lo Spartak Mosca, in azione contro il Napoli nel 2021 (Getty Images).

Promes continua a dichiararsi innocente, ma in alcune intercettazioni ha praticamente ammesso la sua colpevolezza. «Siete fortunati che non giro più con un’arma da fuoco, altrimenti quel coso sarebbe finito pure peggio», ha detto in una telefonata poi acquisita dagli inquirenti.

Olandese, ha raccolto le principali soddisfazioni con la maglia dello Spartak Mosca

Nel 2020, quando si è verificato l’accoltellamento, Promes giocava in patria nell’Ajax, con cui a fine stagione era poi diventato campione dei Paesi Bassi. Dopo un inizio di carriera nei Paesi Bassi con Twente e Go Ahead Eagles, ha militato perlopiù nello Spartak Mosca, dove ha giocato dal 2014 al 2018 e poi di nuovo dal 2021. In mezzo all’anno e mezzo trascorso con l’Ajax, anche una stagione da dimenticare nel Siviglia. Una volta campione di Russia, Promes nel 2018 si è laureato capocannoniere della Prem’er-Liga. Nel corso della carriera, ha collezionato 50 presenze nella nazionale olandese, condite da sette reti.

Il calciatore Quincy Promes condannato a 18 mesi, aveva accoltellato il cugino. È anche indagato per traffico di cocaina.
Quincy Promes con la maglia dei Paesi Bassi: vanta 50 presenze in Nazionale (Getty Images)

Promes è anche indagato per il contrabbando di oltre una tonnellata di cocaina

Il caso dell’accoltellamento al cugino non è il principale grattacapo per Promes, che è attualmente indagato per traffico di cocaina: alla fine di maggio è stato infatti accusato di complicità nel contrabbando di due carichi del peso complessivo di 1.370 chilogrammi, dal valore di 75 milioni di euro, attraverso il porto di Anversa in Belgio. Il calciatore, che già in passato era stato sospettato di contrabbando di stupefacenti e di partecipazione a un’organizzazione criminale, rischia molti anni di carcere.