Cosa sappiamo della sparatoria in un liceo in Canada

Strage in un liceo a Tumbler Ridge, in Canada, dove si è verificata una sparatoria in cui sono morte nove persone e ne sono rimaste ferite 27, di cui due in gravi condizioni. I fatti si sono verificati alla Tumbler Ridge Secondary School, un istituto che comprende scuole medie e superiori frequentato da quasi 200 studenti. Gli investigatori sospettano che la responsabile sia una donna che si è tolta la vita prima dell’arrivo della polizia. Il movente non è ancora chiaro e gli agenti stanno indagando sui suoi legami con le vittime. David Eby, governatore della British Columbia, la provincia in cui si trova la cittadina, ha parlato di una «tragedia inimmaginabile». Tutte le scuole della zona resteranno chiuse per il resto della settimana.

Il premier canadese «devastato» dall’accaduto

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo ministro canadese Mark Carney, che si è detto «devastato» da quanto accaduto e ha cancellato la sua partecipazione alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, prevista il prossimo fine settimana: «Le mie preghiere e le mie più sentite condoglianze vanno a tutte le famiglie e agli amici che hanno perso i propri cari in questi orribili atti di violenza. Mi unisco al dolore dei canadesi per coloro le cui vite sono cambiate in modo irreversibile e alla gratitudine per il coraggio e l’altruismo dei primi soccorritori che hanno rischiato la vita per proteggere i loro concittadini. La nostra capacità di unirci nei momenti di crisi è il meglio del nostro Paese – la nostra empatia, la nostra unità e la nostra compassione reciproca. I nostri funzionari sono in stretto contatto con le loro controparti per garantire alla comunità il massimo supporto possibile. Il governo canadese è al fianco di tutti i cittadini della British Columbia che stanno affrontando questa orribile tragedia».

Le condoglianze di Tajani

Cordoglio da parte del ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che sui social ha condiviso il seguente messaggio: «Rivolgo il mio pensiero al Canada e ai morti e feriti della terribile sparatoria avvenuta in un liceo. Un atto di violenza che ha colpito vittime innocenti. Le mie condoglianze e quelle del governo italiano al popolo canadese e alle famiglie delle vittime».

Zelensky cede agli Usa: vicino l’annuncio su elezioni e referendum sull’accordo di pace

Volodymyr Zelensky intende annunciare il piano per le elezioni presidenziali e un referendum su un eventuale accordo di pace con Mosca il 24 febbraio, quarto anniversario dell’invasione russa. Lo scrive il Financial Times citando funzionari ucraini ed europei: Kyiv avrebbe iniziato la pianificazione dopo le pressioni dell’Amministrazione Trump affinché entrambe le votazioni si tenessero entro il 15 maggio, pena la perdita delle garanzie di sicurezza proposte da Washington: gli Stati Uniti sono in forte pressione affinché i negoziati tra Ucraina e Russia si concludano in primavera.

Zelensky non gode più del consenso unanime del 2022

Come sottolinea il Ft, indire le elezioni segnerebbe una svolta politica radicale per Zelensky, che ha sempre detto di ritenere impossibile il voto mentre l’Ucraina rimane sotto la legge marziale, milioni di connazionali sono sfollati e circa il 20 per cento del Paese è sotto occupazione russa. Secondo i sondaggi, il sostegno pubblico a Zelensky è diminuito rispetto ai livelli vicini all’unanimità del 2022: a pesare soprattutto lo scandalo corruzione all’interno della cerchia ristretta del capo della Bankova. Che, comunque, gode di un indice di gradimento ancora molto ampio. L’uffizio di Zelensky ha risposto al Financial Times affermando che «finché non ci sarà sicurezza, non ci saranno annunci» su eventuali elezioni.

Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella

Tra le colline di viti della zona di Orvieto, al confine tra l’Umbria e il Lazio, scalda i motori il futuro presidente di Coldiretti, la potente associazione degli agricoltori italiani. La famiglia Cotarella, che ha costruito un piccolo impero nei vini, spera di piazzare l’erede Dominga al vertice del mondo agro-alimentare italiano.

Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella

La Coldiretti è molto più di un’associazione: è una lobby di peso

Nel Paese che, per la fortuna della sua fama e del suo export, vanta il miglior cibo al mondo e anche quello più desiderato all’estero, la Coldiretti è molto più di un’associazione: è una lobby di peso in qualsiasi governo, soprattutto poi se il governo in carica ha fatto del “nazionalismo” (pardon, della “sovranità”) alimentare una bandiera: non a caso, dopo la vittoria di Fratelli d’Italia alle elezioni del 2022, Francesco Lollobrigida, il cognato (in realtà ormai ex) di Giorgia Meloni, ha voluto per sé il ministero dell’Agricoltura: la terra porta voti e denaro (sotto forma di sussidi dell’Unione europea per la filiera contadina).

Cambio al vertice? Su Prandini voci per il dopo Fontana in Regione

Oggi, la poltrona di numero uno di Coldiretti è saldamente in mano a Ettore Prandini, 53enne bresciano. Ma il suo nome è tra i preferiti dei meloniani come possibile candidato alla presidenza della Regione Lombardia, quando Attilio Fontana lascerà il posto nel 2028: ci sarebbe pure un imprimatur di Matteo Salvini su Prandini.

Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella

Se così fosse, andrebbe trovato un successore per il presidente della Coldiretti: è qui che entra in scena Dominga Cotarella. Orvietana, classe 1974, è oggi un cavallo di razza dell’associazione: tre anni fa è stata eletta alla presidenza di Coldiretti Terni e poi è stata cooptata nella Giunta nazionale dell’organizzazione. Tra una comparsata al Foro Italico per gli Internazionali d’Italia, dove si aggirava tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, e la frequentazione dei campi da tennis dove si allenano i figli, Dominga ha trovato il tempo di un’altra carica nella galassia Coldiretti: è diventata presidente nazionale di Terranostra, l’associazione agrituristica di Coldiretti. Indiscrezioni dentro gli uffici di Via Nazionale, a Roma, la danno in corsa per la presidenza con la P maiuscola, quella di tutta Coldiretti, aiutata anche dal titolo di Cavaliere insignitole dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

La fortuna del Montiano e un fatturato di oltre 12,2 milioni nel 2024

Figlia di Riccardo Cotarella (celebre enologo e deus ex machina del vino Falesco), Dominga è stata la più intraprendente tra le varie sorelle: ricopre il ruolo di amministratrice delegata e direttrice commerciale di Famiglia Cotarella, l’azienda vinicola fondata dal padre che nel 2024 ha toccato un fatturato di oltre 12,2 milioni di euro, con picchi di 15 milioni negli anni passati, spinti dal successo del vino Montiano, l’etichetta più celebre della cantina umbra. Nel 2021 la cantina umbra è stata classificata al nono posto tra le prime 10 aziende italiane per redditività.

Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Riccardo Cotarella in mezzo fra Giorgia Meloni e Francesco Lollobrigida (foto Imagoeconomica).

Definito spesso come il “Sassicaia del Lazio“, il vino Montiano ha riscritto la storia della viticoltura regionale, dimostrando che anche le terre vulcaniche tra Montefiascone e Castiglione in Teverina potevano produrre vini rossi di statura mondiale. Nato nel 1993 da un’intuizione di Riccardo e Renzo Cotarella, il Montiano rappresentava all’epoca una rottura col passato. In una zona storicamente votata ai vini bianchi (come il celebre Est! Est!! Est!!!, di cui Cotarella ne produce una versione), la famiglia decise di piantare uve di Merlot, innestando vitigni che arrivavano direttamente da Montpellier, nel Sud della Francia.

Da D’Alema a Vespa, così si costruisce il network giusto…

Nessuno ha mai scalato l’ascensore della politica con il vino, ma Dominga ha trasformato le vigne in un’arma di diplomazia e relazioni: la famiglia produce il vino per le tenute pugliesi dell’ex primo ministro Massimo D’Alema e per l’immarcescibile Bruno Vespa. Ha poi puntato sulla formazione con l’alta accademia “Intrecci“, una scuola per il personale di sala a Castiglione in Teverina: i suoi alunni hanno servito i potenti della terra durante il G7 di Borgo Egnazia. Sono tutti piccoli segnali dell’ingresso nell’Italia che conta, pure con qualche puntata “estera” e fuori dalla politica.

Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella
Dai vini per Bruno Vespa a Coldiretti: ascesa di Dominga Cotarella

Uno degli episodi più chiacchierati dalle cronache “social” è stata la partecipazione di Dominga e della sua famiglia al party per il 30esimo anniversario di matrimonio della rockstar Sting e della moglie Trudie nella loro tenuta vinicola toscana nel Chianti, Il Palagio, a suggello di una stretta collaborazione professionale e personale.

Insider trading, Di Stefano si dimette da Mps

L’alto funzionario del Mef e consigliere di Mps, Stefano Di Stefano, indagato per insider trading, mercoledì ha rassegnato le proprie dimissioni dalla carica ricoperta nell‘istituto senese di cui il ministero dell’Economia è ancora azionista, «con decorrenza immediata, per ragioni personali e in relazione all’avvio di indagini a suo carico». Lo ha reso noto la banca in una nota. La Procura di Milano aveva iscritto Di Stefano nel registro degli indagati per presunto insider trading nell’ambito della scalata di Mps a Mediobanca. Il funzionario avrebbe acquistato azioni delle due banche, per circa 100 mila euro, alla vigilia dell’Ops su Piazzetta Cuccia, intascando 8.700 euro per sé e 1.300 per il figlio.