Il processo Ott e l’ombra russa: Vienna è ancora la città delle spie
Si è aperto da poco a Vienna il più grande processo per spionaggio in Austria dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. L’ex agente dei servizi segreti, Egisto Ott, è accusato di aver sottratto e venduto informazioni sensibili direttamente ai servizi segreti russi, in una vicenda con innumerevoli ramificazioni interne e internazionali. La più scottante è quella che lo collega a Jan Marsalek, spione russo che per anni sotto copertura in Germania ha agito in realtà per il Cremlino e nel 2020 si è rifugiato a Mosca dopo il fallimento di Wirecard, società tedesca in cui lavorava e a stretto contatto con i piani alti di Berlino. Nel 2019, l’allora cancelliera Angela Merkel ne avrebbe tessuto le lodi a Pechino, sotto suggerimento dell’ex ministro della Difesa e lobbista, Karl-Theodor zu Guttenberg, per favorire l’espansione dell’azienda in Cina.
Ott e i contatti con Marsalek e gli 007 russi
La procura di Vienna ha iniziato le indagini su Ott nel 2017 ed entro la fine di febbraio sono previste almeno 10 udienze, ma il processo, molto complesso e che tocca direttamente le strutture di sicurezza austriache, andrà sicuramente per le lunghe. Il caso è iniziato più di otto anni fa con un avvertimento da parte di un servizio segreto straniero alle autorità di Vienna: Ott, allora stretto collaboratore di Martin Weiss, capo del dipartimento che si occupa di estremismo, intelligence e terrorismo dei servizi austriaci, stava apparentemente inoltrando dati sensibili dal suo indirizzo email di lavoro a quello privato. Gli inquirenti ritengono che lo stesso Weiss lavorasse già allora per il manager di Wirecard Marsalek, che a sua volta aveva stretti legami con personaggi dell’intelligence russa. Su Weiss, oggi latitante forse a Dubai, pende un mandato di cattura. Secondo la procura di Vienna anche Ott avrebbe avuto rapporti direttamente con l’Fsb, il Servizio di Sicurezza Federale russo, e avrebbe richiesto informazioni sulle presunte liste dei nemici del Cremlino.

Informazioni pagate 70 mila euro in contanti
Con le due figure centrali lontane dai radar della giustizia austriaca, Marsalek in Russia e Weiss negli Emirati, Egisto Ott è diventato il protagonista del processo in corso che, a suo dire, lo starebbe dipingendo come il nemico pubblico numero uno. L’ex 007 incriminato, figlio di un poliziotto austriaco e di madre italiana, ha rigettato alla prima udienza le accuse di abuso di potere e corruzione, anche se restano da spiegare i dettagli che riguardano ad esempio le chat e i protocolli dei telefoni con indicazioni compromettenti sequestrati all’ex capo di gabinetto del ministero dell’Interno Michael Kloibmüller. Per gli inquirenti, la pistola fumante sarebbe il computer portatile Sina (Secure Inter Network Architecture) contenente informazioni riservate di intelligence provenienti da un non specificato Stato membro dell’Unione Europea, che Ott avrebbe trasmesso all’Fsb tramite Marsalek, ricevendo come ricompensa 70 mila euro in una borsa di McDonald’s.
Gli altri processi per spionaggio che si apriranno a Vienna
Ci sono inoltre le sovrapposizioni con altri processi per spionaggio che nei prossimi mesi cominceranno a Vienna e toccano direttamente i palazzi del potere, come quello che vede tra gli accusati l’ex segretario generale del ministero degli Esteri ed ex ambasciatore, Johannes Peterlik, vicino all’Övp, il partito conservatore del cancelliere Christian Stocker. Peterlik è accusato di aver passato informazioni riservate sull’avvelenamento dell’ex agente russo Sergei Skripal nel 2018 a Salisbury. Un paio di settimane fa è stata anche presentata a Vienna una denuncia contro un politico della Fpö, partito nazionalista di opposizione, che avrebbe aiutato Marsalek a prendere il largo dopo il crack di Wirecard. Anche in questo caso è probabile che la giustizia farà passi concreti. Il processo Ott, e tutto quel che ne seguirà, rischia insomma di mettere a nudo le complicità di alcune frange dell’apparato di sicurezza austriaco e le connivenze della politica, di tutti i colori, con la Russia.


