Concorsi, tutti i bandi in scadenza entro fine gennaio 2026

Il panorama dei concorsi del 2026 si apre con una significativa mobilitazione delle risorse umane per il rafforzamento della Pubblica amministrazione, prevedendo l’inserimento di oltre 14 mila unità di personale a tempo indeterminato. Le procedure selettive, coordinate in gran parte tramite il portale inPA, riguardano profili amministrativi, tecnici e informatici destinati a ministeri, enti locali e sanità. In questo contesto, assume una rilevanza centrale il rispetto dei termini per l’invio delle candidature, in particolare per i bandi di concorso in scadenza tra la fine di gennaio e le prime due settimane di febbraio 2026.

Quali sono i concorsi in scadenza a gennaio 2026?

Concorsi, tutti i bandi in scadenza entro fine gennaio 2026
La sede Inps in piazza della Vittoria a Genova (Ansafoto).

Per i candidati interessati a inserirsi nei ruoli dello Stato, risultano ancora aperti diversi termini per la presentazione delle domande. In particolare, si segnalano tre concorsi presso l’Inps con termine fissato dal 28 gennaio 2026 in poi:

  • 248 assistenti informatici per diplomati, scadenza il 28 gennaio 2026;
  • 88 funzionari esperti tecnologici per laureati Stem, scadenza il 29 gennaio 2026;
  • 49 dirigenti di seconda fascia, termine per l’invio delle domande il 30 gennaio 2026.

Si ricorda che la trasmissione della documentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica. Molte delle selezioni precedenti, legate a profili ministeriali e alla Banca d’Italia, hanno invece concluso la fase di ricezione delle candidature nella giornata del 27 gennaio 2026. Pertanto, i candidati devono monitorare con attenzione l’orario di chiusura dei portali per non incorrere in esclusioni.

Quali sono i prossimi concorsi pubblici in uscita nel 2026?

Oltre alle scadenze immediate, il piano delle politiche assunzionali prevede l’imminente pubblicazione di nuovi bandi già autorizzati da specifici decreti. Innanzitutto, è prevista l’apertura delle selezioni per 98 segretari comunali per il ministero dell’Interno. Successivamente, la programmazione prevede l’inserimento di 216 funzionari e 47 assistenti presso l’Automobile Club d’Italia. Il ministero dell’Istruzione e del Merito bandirà a breve un concorso unico per 136 funzionari, mentre il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ricercherà 35 segretari di legazione e 25 funzionari. Ulteriori posti saranno resi disponibili da agenzie nazionali come l’inail, che prevede l’assunzione di 98 funzionari amministrativi e 24 medici. Le procedure concorsuali si inseriscono in un quadro di costante aggiornamento delle dotazioni organiche degli enti centrali e periferici, garantendo una continuità nelle opportunità occupazionali per l’intero anno.

A quale bando presentare la domanda se si vuole lavorare nella Pubblica amministrazione?

La scelta del bando di concorso al quale candidarsi dipende strettamente dal titolo di studio e dalle competenze maturate. Innanzitutto, per chi possiede un diploma o una laurea magistrale in economia, rimane attivo il bando della Guardia di finanza per 69 allievi ufficiali, con scadenza il 16 febbraio 2026. A livello territoriale, la Regione Siciliana offre una delle opportunità più consistente. Ecco nel dettaglio i bandi di concorso e le date di scadenza per trasmettere la candidatura.

Questi concorsi rappresentano delle opportunità sia per gli specialisti tecnici che per le figure amministrative. Tuttavia, è necessario verificare il possesso dei requisiti specifici, come l’abilitazione professionale o i limiti di età per le carriere nelle Forze armate, prima di procedere con l’invio della domanda tramite la piattaforma dedicata.

Rottamazione 2026, dove si trovano i debiti da pagare al Fisco?

L’Agenzia delle entrate – Riscossione ha introdotto dei nuovi meccanismi digitali affinché i contribuenti e i professionisti possano gestire le pendenze verso il Fisco, individuando facilmente e con esattezza dove si trovano i debiti da pagare se si aderisce alla Rottamazione 2026. Rispetto all’edizione «quater», il Prospetto Informativo – che non viaggerà più su binari cartacei o via Pec per chi operi online – continuerà a rappresentare la bussola per orientarsi tra i carichi affidati alla Riscossione e restituirà una fotografia precisa delle somme definibili. Il documento si potrà ottenere in poche ore e consentirà di visualizzare il debito abbattuto da sanzioni e interessi. Tuttavia, si richiede la massima attenzione alla «data certa» di emissione. Solo monitorando costantemente la propria area personale sul sito dell’AdER si potrà gestire correttamente l’adesione alla definizione agevolata entro il 30 aprile prossimo.

Rottamazione, dove trovare i debiti da pagare?

Rottamazione 2026, dove si trovano i debiti da pagare al Fisco?
Il portale istituzionale dell’Agenzia delle entrate (Imagoeconomica).

I debiti oggetto della definizione agevolata 2026 non verranno più comunicati tramite i canali tradizionali. La Rottamazione dei debiti da pagare passerà esclusivamente per l’area riservata del portale AdER. La novità procedurale è definitiva: chi presenta l’istanza online non riceverà più la «Comunicazione delle somme dovute» via email o Pec. Il documento sarà prelevabile unicamente nella propria area privata entro il 30 giugno. È dunque fondamentale scaricare il Prospetto Informativo, che ha «data certa» e cristallizza i calcoli al momento dell’elaborazione. Eventuali pagamenti effettuati a ridosso o dopo tale data non appariranno nel conteggio. Bisogna inoltre considerare che il contenuto potrebbe variare se gli enti creditori dovessero inviare delle nuove indicazioni dopo l’emissione del prospetto. Pertanto, la consultazione periodica dell’area riservata diventa l’unico modo per conoscere l’importo definitivo e le scadenze del piano di rientro.

Quali cartelle si annullano nel 2026?

Rispetto alla precedente «quater», la Rottamazione 2026 presenta una struttura selettiva chiarita dalle recenti Faq dell’Agenzia delle entrate – Riscossione. All’interno del Prospetto Informativo, le cartelle comprensive di debiti rottamabili e non, riportano la dicitura «parzialmente definibile». In questi casi, gli importi esposti si riferiscono unicamente alle poste che possono essere richieste nella definizione agevolata, come le imposte risultanti dalle liquidazioni delle dichiarazioni annuali o i contributi previdenziali Inps dichiarati. Restano invece esclusi, e quindi da pagare integralmente, gli importi derivanti da attività di accertamento e i carichi non rientranti nel perimetro temporale o oggettivo della norma. Questo «ripescaggio» permette anche ai decaduti dalle vecchie sanatorie di rientrare in gioco, a patto di distinguere correttamente tra i debiti «definibili» e quelli che, pur presenti nella stessa cartella, rimangono fuori dallo sconto su sanzioni e interessi di mora. 

Bonus 500 euro agli under 35, come inviare domanda dal 31 gennaio 2026

L’Inps ricorda che, a breve, gli under 35 potranno presentare le domande del bonus 500 euro, il sostegno mensile per incentivare l’autoimprenditorialità giovanile su tutto il territorio nazionale, come previsto dal decreto Coesione. L’agevolazione economica è rivolta a coloro che hanno intrapreso un percorso professionale autonomo, puntando sulla modernizzazione del sistema produttivo. È necessario rilevare come tale misura includa anche i giovani liberi professionisti che operino in ambiti cruciali per lo sviluppo economico. L’Inps ha recentemente chiarito le modalità operative per l’accesso al beneficio, confermando che la procedura telematica sarà attiva per un periodo limitato. Si tratta di un investimento volto a favorire sia la transizione ecologica che l’innovazione tecnologica di chi svolge un lavoro autonomo, a copertura delle spese di gestione sostenute nei primi 36 mesi di attività.

Bonus 500 euro under 35, chi può fruirne?

Bonus 500 euro agli under 35, come inviare domanda dal 31 gennaio 2026
La sezione del sito Inps all’interno della quale fare la richiesta di sostegni economici (Ansafoto).

L’incentivo spetta ai giovani con un’età inferiore ai 35 anni che hanno aperto la partita Iva nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Per accedere al bonus, il richiedente deve risultare in stato di disoccupazione alla data di apertura della propria posizione fiscale. Il contributo economico ammonta a 500 euro mensili, erogati per un massimo di tre anni, fino al raggiungimento di un totale di 18 mila euro. Tuttavia, l’agevolazione è vincolata all’esercizio dell’attività in specifici settori definiti strategici per la crescita del Paese, quali:

  • le nuove tecnologie dell’informazione;
  • la digitalizzazione dei processi aziendali;
  • la transizione ecologica e il risparmio energetico.

Nella tabella seguente si riassumono i requisiti temporali e l’entità del sostegno per i professionisti che soddisfano i criteri previsti dalla normativa sul lavoro autonomo.

Come presentare la domanda dell’incentivo Inps 2026?

La presentazione della domanda deve avvenire esclusivamente per via telematica tramite il portale istituzionale dell’Inps. Il servizio dedicato sarà accessibile dalla mattina del 31 gennaio per rimanere operativo fino al 2 marzo 2026. Gli interessati devono utilizzare la sezione denominata «Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche», strumento unificato che permette di gestire diverse tipologie di sussidi al reddito e di sostegno alla genitorialità. Attraverso la piattaforma digitale è possibile:

  • presentare nuove domande di contributi;
  • monitorare costantemente lo stato di lavorazione di pratiche già inoltrate;
  • consultare le comunicazioni ufficiali inviate dall’istituto;
  • integrare la documentazione necessaria per completare un’iter burocratico.

L’accesso è consentito sia ai singoli cittadini in possesso delle credenziali digitali che ai patronati operanti con mandato di patrocinio. È opportuno verificare la correttezza dei dati inseriti prima dell’invio definitivo, poiché il sistema permette la visualizzazione trasparente di ogni passaggio amministrativo relativo alla prestazione richiesta per la libera professione.

L’Istituto europeo delle dipendenze lancia la sua Academy ed è boom di partecipanti ai corsi Ecm

Nel corso del 2025, l’Area Academy dell’Istituto europeo delle dipendenze di Milano ha registrato risultati di grande rilievo nel panorama della formazione continua in ambito sanitario. I corsi Ecm pubblicati tramite il provider Spazio Iris hanno infatti coinvolto oltre 3 mila partecipanti, con un totale di più di 9 mila crediti formativi complessivamente erogati, confermando l’elevato interesse e la rilevanza dei contenuti proposti. La partecipazione ha interessato un ampio spettro di professionisti sanitari, evidenziando il carattere fortemente multidisciplinare dei percorsi formativi. In particolare, hanno preso parte ai corsi psicologi psicoterapeuti (30 per cento), infermieri (26 per cento), educatori (22 per cento), medici di medicina generale (6 per cento), tecnici della riabilitazione psichiatrica (3 per cento), psichiatri (1 per cento), altre professioni sanitarie (12 per cento). Dati che confermano il crescente interesse verso il tema delle dipendenze e, più in generale, verso la salute mentale e il benessere psicologico, ambiti sempre più centrali nella pratica clinica e nei servizi sanitari.

Quattro nuovi corsi Ecm disponibili dal 2026

Le dipendenze da sostanze legali, come alcol e tabacco, e illegali, come cannabis e cocaina, così come le dipendenze comportamentali, rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica nel nostro Paese. In Italia si stima che circa 5 milioni di persone siano a rischio di sviluppare una dipendenza, mentre oltre 4 milioni di cittadini presentano consumi di alcol a rischio per la salute. A questi dati si affianca una significativa sotto diagnosi e un accesso ancora insufficiente ai trattamenti, che rendono indispensabile un continuo aggiornamento delle competenze professionali. Il successo registrato nel 2025 dall’Area Academy dell’Istituto europeo dimostra quindi una crescente consapevolezza, da parte dei professionisti sanitari, dell’importanza di acquisire strumenti aggiornati e basati su evidenze scientifiche per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle dipendenze e dei disturbi correlati. In questa prospettiva, nel 2026 l’Istituto rafforzerà ulteriormente il proprio impegno formativo, ampliando l’offerta con quattro nuovi corsi Ecm dedicati a temi emergenti e di grande impatto clinico – nuove sostanze psicoattive, neuroscienze affettive, yoga e dipendenze, dipendenza da benzodiazepine. Un percorso che conferma la volontà dell’Istituto di contribuire attivamente allo sviluppo di una cultura della salute mentale sempre più integrata, competente e orientata al benessere della persona.

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro

Google presenta un decoder del Dna. Dai laboratori di DeepMind, azienda di intelligenza artificiale sotto il controllo di Alphabet, arriva infatti AlphaGenome, modello IA progettato appositamente per analizzare il codice genetico umano e capirne meglio il funzionamento: l’obiettivo è utilizzarlo nel prossimo futuro per comprendere le malattie, migliorare i test di prevenzione e sviluppare persino nuove terapie da adottare. L’annuncio è arrivato sulla rivista scientifica Nature, che gli ha dedicato la copertina, con uno studio firmato da Žiga Avsec, Natasha Latysheva, Pushmeet Kohli.

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro
Il fondatore di Google DeepMind Demis Hassabis (Imagoeconomica).

AlphaGenome, come funziona l’IA di Google che analizza il Dna

Addestrato sul codice genetico di esseri umani e topi, il modello IA di Google DeepMind è capace di analizzare fino a un megabase, ossia 1 milione di lettere di Dna, generando previsioni ad altissima risoluzione. Queste ultime coprono diverse modalità biologiche tra cui l’espressione dei geni e l’avvio della trascrizione, ma anche l’accessibilità della cromatina, le modifiche istoniche, il legame dei fattori di trascrizione e i contatti tra regioni del Dna. Sul fronte delle prestazioni, gli autori riportano invece che AlphaGenome eguaglia o addirittura supera i migliori modelli disponibili in 25 test su 26 nella predizione dell’effetto delle varianti, in particolare non codificanti, che rappresentano la quota dominante del genoma. Solo il 2 per cento del Dna infatti codifica correttamente proteine, mentre il restante 98 include regioni regolatorie che controllano quando, dove e come i geni vengono attivati.

Proprio in tale prospettiva si inserisce AlphaGenome di Google DeepMind. Il modello IA si presenta come uno strumento fondamentale per interpretare le variazioni genetiche con possibili ricadute su ricerca e comprensione biologica. Numerose le applicazioni all’orizzonte. Come si evince su Nature, l’intelligenza artificiale potrà contribuire agli studi di base in biologia e alla scoperta di nuovi bersagli terapeutici contro molte malattie. AlphaGenome potrà risultare cruciale per individuare le mutazioni che possono generare un tumore e facilitare la diagnosi di malattie rare, accelerandone la cura. Tra i suoi obiettivi anche un impiego nella biologia sintetica, nella terapia genica e nella ricerca di farmaci a Rna.

Il commento degli esperti: «Una pietra miliare per il settore»

«È una pietra miliare per il settore», ha spiegato sul blog dell’azienda Caleb Lareau del Centro oncologico Memorial Sloan Kettering di New York. «Per la prima volta, disponiamo di un unico modello che unifica contesto a lungo raggio, precisione di base e prestazioni all’avanguardia in un ampio spettro di compiti genomici». Entusiasta anche il dottor Marc Mansour dell’University College di Londra, che ha parlato di uno «strumento potente» che cambierà il settore. «Fornirà un tassello cruciale del puzzle, consentendoci di stabilire connessioni migliori per comprendere malattie come il cancro».

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro
Una raffigurazione del codice genetico (Imagoeconomica).

Crans-Montana, indagata una quarta persona per il rogo di Capodanno

Si allarga il fronte degli indagati per l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana. Secondo quanto riferito dall’emittente svizzera Rts, la procura ha iscritto nel registro una quarta persona: il responsabile del servizio di pubblica sicurezza del Comune, che sarà ascoltato dagli inquirenti il 6 febbraio. L’audizione sarebbe collegata alla mancanza di verifiche effettuate dall’amministrazione comunale, a partire dal 2019, nei confronti del bar-discoteca teatro della tragedia. In precedenza risultavano già indagati i coniugi Jacques e Jessica Moretti e un ex responsabile della sicurezza del municipio di Crans-Montana. Resta invece fuori dall’inchiesta il sindaco del paese, Nicolas Féraud.

Ray J, rapper ed ex di Kim Kardashian: «Mi restano pochi mesi di vita»

Il rapper e attore americano Ray J è grave in ospedale. L’artista di One Wish e Sexy Can I, ricoverato da inizio gennaio per una polmonite, ha svelato in alcune dirette su Instagram che gli restano solo pochi mesi di vita. «Il mio cuore batte al 25 per cento, ma finché rimango concentrato e sulla strada giusta, andrà tutto bene», ha spiegato sui social. «Grazie per tutte le vostre preghiere. Il 2027 sarà decisamente la fine per me». Dopo aver raggiunto la notorietà nei primi Anni 2000 con alcuni brani R&b e rap, Ray J è finito al centro di una controversia nel 2007 per il video a luci rosse, girato quattro anni prima, con la sua allora fidanzata Kim Kardashian e sbarcato illegalmente online.

Ray J, rapper ed ex di Kim Kardashian: «Mi restano pochi mesi di vita»
Ray J con l’ex moglie Princess Love (Ansa).

Ray J su Instagram: «Ho esagerato con alcol e droghe, non fate come me»

Con una serie di video sui social, il rapper ha attribuito i suoi attuali problemi di salute all’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti. «Mi sono rovinato il cuore sul lato destro», ha spiegato Ray J. «Ora è come se fosse nero. Ho fatto un casino. Sapete perché? Pensavo di essere indistruttibile, di poter reggere tutto. Non ci sono riuscito ed è andato tutto a rotoli». L’artista ha spiegato anche di essere quasi morto dopo che, al culmine della sua dipendenza, era arrivato a bere quattro o cinque bottiglie di alcolici al giorno e ad assumere costantemente droga. «Mi dicevo: non sta succedendo niente? Bene, fan***o, sono indistruttibile», ha raccontato. «Ho sbagliato. Non fate come me, prendetevi cura di voi stessi».

Ray J, che ha avuto una figlia di sette anni, Melody, e un bambino di cinque, Epik, dall’ex moglie Princess Love, ha ringraziato i fan per l’affetto ricevuto e rivolto parole d’amore ai familiari, tra cui la sorella Brandy Norwood, cantautrice da 11 nomination ai Grammy Awards. «La ringrazio per essersi presa cura di me», ha concluso il rapper. Autore di sei album in studio, l’ultimo dei quali nel 2021 dal titolo Raydemption, Ray J ha recitato anche in alcuni film tra cui Mars Attacks di Tim Burton del 1996. Dal punto di vista sentimentale, il rapper ha avuto una relazione con Whitney Houston negli anni precedenti la sua morte nel 2012.

Ilario Sorrentino sarà il nuovo Segretario generale di Arera

L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha nominato il nuovo Segretario generale e il nuovo Vice segretario generale. Con la deliberazione dell’11/2026/A, approvata nella riunione del 27 gennaio, Arera ha affidato l’incarico di Segretario generale a Ilario Sorrentino e quello di Vice segretario generale a Federico Meneghesso, entrambi con contratto a tempo determinato. Le nomine arrivano a seguito dell’insediamento del nuovo Collegio dell’Autorità, in carica dal 1° gennaio 2026, e della prossima cessazione degli incarichi attualmente ricoperti da Roberto Malaman e Paolo Del Vecchio.

Guideranno ad interim anche le relazioni esterne e la comunicazione

I regolamenti interni prevedono infatti che le posizioni di Segretario generale e Vice segretario generale abbiano carattere fiduciario e scadano entro 90 giorni dall’avvio della nuova consiliatura. Dopo aver valutato le professionalità interne, il Collegio ha dato mandato alla Direzione Affari generali e risorse di avviare una ricerca urgente di candidati esterni. L’esito di questa procedura, illustrato al Collegio con una nota del 23 gennaio, ha portato all’individuazione di Sorrentino e Meneghesso come figure in possesso dei requisiti professionali e fiduciari richiesti. Oltre ai nuovi ruoli apicali, la deliberazione assegna a Sorrentino anche l’incarico ad interim di Direttore della Direzione relazioni esterne e istituzionali, mentre Meneghesso assumerà ad interim la guida della Direzione Comunicazione e media. Gli incarichi decorreranno dal 1° febbraio 2026.

Niscemi, Musumeci: «Sospenderemo le rate del mutuo»

Misure di sostegno e interventi urgenti sarebbero in fase di definizione per fronteggiare l’emergenza a Niscemi. A fare il punto è stato il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, intervenuto su Rtl 102.5, spiegando che «come per tutte le calamità naturalmente c’è una sospensione, non un esonero, una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione». Il ministro ha aggiunto che il governo sta lavorando con la ministra Calderone per definire gli strumenti di tutela per le imprese ferme: «Stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative». Secondo Musumeci, alcuni provvedimenti sono imminenti: «alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore», mentre altre richiederanno un iter normativo e saranno affrontate «oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri».

Musumeci: «Proporrò in Cdm un’indagine amministrativa su quanto successo»

È stato inoltre annunciato l’avvio di un approfondimento tecnico sul futuro del territorio. Ai microfoni di RaiNews24, Musumeci ha spiegato di attendersi che un gruppo di specialisti, tra cui geologi, possa fornire indicazioni precise «nello spazio di 15 giorni con molta dovizia di particolari che cosa accadrà a Niscemi tra un mese, un anno e 10 anni». Un passaggio ritenuto necessario perché «abbiamo il dovere di comprendere se il fenomeno potrà coinvolgere altre aree del centro abitato» e perché «chi vive in quella cittadina ha il diritto di sapere come progettare la propria vita». Sempre a RaiNews24, il ministro ha annunciato: «Proporrò una indagine amministrativa rispetto a quanto avvenuto a Niscemi. Presenterò il programma in Consiglio dei ministri», chiarendo le finalità dell’accertamento: «Perché se si è sottovalutato qualcosa serve intervenire».

L’Iran sta allentando il blackout di internet

Le autorità iraniane hanno iniziato ad allentare il blackout di internet imposto l’8 gennaio. I dati di Cloudflare e Kentik mostrano che da martedì il traffico internet verso l’Iran è risalito in modo disomogeneo, arrivando in alcuni momenti a circa il 60 per cento dei livelli precedenti allo shutdown. La connettività è a macchia di leopardo, con picchi irregolari che indicano un controllo ancora attivo delle connessioni. Secondo Filterwatch, alcuni servizi come Google, Bing e ChatGPT risultano accessibili solo in determinate province, mentre molte piattaforme social e di messaggistica restano inutilizzabili o instabili. Nel mentre, gli Stati Uniti hanno rafforzato la pressione su Teheran dispiegando una flotta navale guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, minacciando un intervento militare in assenza di un accordo sul programma nucleare.

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LEGGI ANCHE: Time: «Tra l’8 e il 9 gennaio 30 mila morti in Iran»

Il blackout, imposto dopo quasi due settimane di proteste antigovernative, ha oscurato la repressione più violenta degli ultimi anni e ha avuto un costo economico elevato. Un ministro iraniano ha stimato perdite fino a 36 milioni di dollari al giorno. Interi settori produttivi si sono fermati e dirigenti d’azienda hanno potuto collegarsi a internet solo per mezz’ora, sotto monitoraggio governativo, nei locali della Camera di commercio di Teheran. Sul piano internazionale, Donald Trump ha scritto che il tempo per Teheran «sta finendo» e che la flotta statunitense è pronta ad agire «con velocità e violenza» se l’Iran non negozierà un accordo che gli impedisca di produrre armi nucleari. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto al Senato che il governo iraniano è «probabilmente più debole che mai», pur restando in grado di colpire le forze statunitensi nella regione.

Gli agenti dell’Ice saranno al Super Bowl 2026

Gli agenti dell’Ice saranno presenti al Super Bowl 2026, in programma al Levi’s Stadium di Santa Clara in California il prossimo 8 febbraio. Funzionari locali hanno confermato ai media del posto che i federali dell’Immigration and Customs Enforcement dovrebbero essere schierati in occasione della finale del campionato Nfl che vedrà impegnati sul campo i Seattle Seahawks e i New England Patriots. Ancora nessuna conferma da parte del DHS, il Dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti cui l’Ice fa capo. Il vice segretario Tricia McLaughlin: «Non riveleremo operazioni future né discuteremo del personale. Chi si trova in città legalmente, comunque, non ha nulla da temere».

Gli agenti dell’Ice saranno al Super Bowl 2026
Un match di Nfl al Levi’s Stadium (Ansa)

L’Ice al Super Bowl 2026: dove saranno impiegati gli agenti

In attesa di annunci ufficiali anche dal Dipartimento di sicurezza, il San Jose Spotlight ha anticipato che decine di agenti dell’Ice saranno schierati sia all’interno del Levi’s Stadium sia nelle aree esterne tra cui i parcheggi dello stadio e le zone periferiche da cui si avvicineranno i tifosi attesi sugli spalti. Secondo Peter Ortiz, consigliere del distretto cinque di San José, si tratterà del dispiegamento più massiccio di agenti nella contea di Santa Clara da quando il presidente Trump (che non assisterà alla partita, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto) ha avviato le operazioni anti-immigrazione nel Paese. «Voglio essere assolutamente chiaro: nessuno è al di sopra della legge», ha spiegato Otto Lee, presidente del Consiglio di sorveglianza della contea commentando la presenza degli agenti federali. «Se qualcuno entrerà mascherato, diffondendo terrore, violando la legge o minacciando i residenti, verrà arrestato dai nostri sceriffi».

Gli agenti dell’Ice saranno al Super Bowl 2026
Alcuni agenti dell’Ice in Minnesota (Ansa).

Il sindaco di San José ai cittadini: «Difenderemo le vostre libertà»

Dura la presa di posizione del sindaco di San José, Matt Mahan. «So che c’è grande paura», ha scritto in un post su X. «Mentre ci prepariamo alla minaccia che l’Ice possa condurre attività di controllo in città, voglio chiarire una cosa: i nostri agenti di polizia garantiranno la sicurezza. Non interferiranno con i federali ma proteggeranno voi, le vostre libertà e la nostra città». Si sta mobilitando anche il Rapid Response Network, gruppo di volontari che monitora e documenta l’attività degli agenti federali dell’Ice con l’intento di fornire supporto gratuito agli immigrati. «Come per tutti i grandi eventi sportivi, il nostro team rafforzerà la sua preparazione per affrontare tutte le preoccupazioni della comunità e rispondere con responsabilità e attenzione», ha detto un portavoce al San Jose Spotlight. «Vogliamo che le persone sappiano che non sono sole».

Ue, Kallas: «Inseriremo la Russia nella lista nera del riciclaggio»

Arrivando al Consiglio Affari Esteri, l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha messo in dubbio la reale volontà russa di arrivare a una soluzione negoziata nel conflitto in Ucraina, spiegando che «assistiamo anche ai colloqui ad Abu Dhabi, ma da parte russa sono presenti solo militari che non hanno il mandato di concordare nulla, il che significa che non sono affatto seriamente intenzionati a raggiungere la pace. È esattamente il contrario». Nello stesso contesto, Kallas ha annunciato che Bruxelles intende inserire la Russia «nella lista nera del riciclaggio di denaro, perché sta utilizzando questi mezzi per finanziare la guerra». Kallas ha anche riferito che i ministri degli Esteri dell’Ue dovrebbero concordare l’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista europea delle organizzazioni terroristiche dopo la repressione delle proteste, ribadendo che «se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista».

Kallas: «No a un esercito comune»

Sul fronte della difesa, Kallas ha escluso la nascita di un esercito comunitario autonomo, chiarendo che «ogni paese europeo ha un esercito e gli eserciti di 23 paesi fanno anche parte delle strutture della Nato. Non riesco a immaginare che i Paesi creeranno un esercito europeo separato». Kallas ha inoltre sottolineato: «Per me è comprensibile che nell’esercito sia necessaria una catena di comando molto chiara e comprensibile, in modo che, quando succede qualcosa, sia chiaro chi dà ordini a chi», avvertendo che «se creiamo strutture parallele, finiremo solo per confondere le idee. Sapete, in tempi difficili, gli ordini potrebbero semplicemente cadere nel vuoto».

Tesla interrompe la produzione delle Model S e X e punta sulla robotica

Tesla accelera la svolta verso l’intelligenza artificiale e la robotica e prepara l’uscita di scena di due dei suoi modelli storici. Durante la call con gli investitori di mercoledì, Elon Musk ha annunciato che l’azienda interromperà la produzione della berlina Model S e del SUV Model X, spiegando che la produzione verrà progressivamente chiusa già dal prossimo trimestre. Lo stabilimento di Fremont, in California, oggi dedicato a S e X, verrà riconvertito per la produzione di Optimus, il robot umanoide su cui Musk punta il futuro del gruppo.

Musk punta alla vendita di Optimus dal 2027

La decisione arriva mentre Tesla registra un rallentamento del business auto: nel 2025 i ricavi automobilistici sono scesi dell’11 per cento su base annua e le consegne del quarto trimestre hanno segnato un calo del 16 per cento, con l’Europa particolarmente in difficoltà. Nel bilancio trimestrale Tesla parla apertamente di una «transizione da azienda hardware a società di intelligenza artificiale fisica». Nonostante il primo calo annuo dei ricavi complessivi, meno 3 per cento, i risultati hanno superato le attese di Wall Street, spingendo il titolo in rialzo nell’atter-hours. Musk continua a descrivere Optimus come «il prodotto più grande di tutti i tempi» e prevede l’avvio della produzione entro il 2026, con la vendita al pubblico dal 2027. Resta però alta l’incertezza: i progetti su robot e robotaxi non sono ancora testati su larga scala, mentre la concorrenza di BYD cresce e il Cybertruck ha registrato un forte calo delle vendite.

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein

Alla fine la tanto agognata direzione dem si farà, magari già la prossima settimana. Lo ha assicurato Elly Schlein. I riformisti, che a più riprese avevano chiesto alla segretaria un confronto aperto, per ora possono dirsi soddisfatti. O, meglio, si vogliono fidare. L’insofferenza della minoranza del resto stava montando in modo direttamente proporzionale all’insofferenza – mixata però a una ostentata indifferenza – che la segreteria Elly Schlein aveva mostrato nei loro confronti. Politica estera, ddl antisemitismo, organizzazione, convocazione delle riunioni: non c’è argomento su cui quasi quotidianamente non emergano linee di frattura interne al Partito democratico.

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein
Elly Schlein e Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).

L’appello di Sandra Zampa

«È ora che la segretaria Schlein e il presidente Bonaccini convochino una direzione che da troppo tempo, anche in violazione delle regole, non viene convocata», aveva tuonato la senatrice dem Sandra Zampa in un’intervista al Foglio. «Invece di far tracimare malignità sui giornali, si faccia un bello streaming (ah, i bei tempi bersaniani delle dirette a pesci in faccia unificati del Movimento che fu… ndr), consentendo alle persone di ascoltare e farsi una propria idea». Questa gestione del partito, aveva aggiunto la storica dirigente vicina a Romano Prodi, pure lui critico nei confronti di Schlein, «cancellando i luoghi di confronto, non fa altro che inasprire la contrapposizione fino a giungere a degenerazioni gravi, come avvenuto in questi giorni, con gente che insulta me e gli altri dirigenti riformisti, invitandoci a lasciare il partito. Persino un sindaco Pd ha fatto un post sui social con tutte le nostre facce chiedendo di mandarci via. Ma può essere ammissibile?». Il riferimento molto probabilmente era a Francesco Tagliaferri, primo cittadino di Vicchio, nel Mugello, che lo scorso dicembre aveva invitato Schlein a cacciare i «sionisti» dal partito.

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein
Sandra Zampa (Imagoeconomica).

La campagna di ascolto sul territorio

La segretaria così ha aperto a un confronto, come chiesto anche da esponenti della maggioranza, da Goffredo Bettini ad Andrea Orlando, fino a Marco Sarracino. Non solo. Già dal prossimo fine settimana la segretaria darà il via a una campagna di ascolto sui territori. Si parte da Milano, alla Fondazione Feltrinelli, con Demo di Gianni Cuperlo. «Bene finalmente la direzione del Pd la prossima settimana», ha commentato Filippo Sensi su X. «Sarà un luogo di confronto franco, produttivo, utile. In un momento durissimo, internazionale e europeo. Sentiamo questa responsabilità, facciamolo in modo aperto, alto. Insieme». Vedremo.

Perché la scissione non è percorribile

Nonostante il malessere manifestato da Pina Picierno, Giorgio Gori, Filippo Sensi, Matteo Biffoni e altri, ai riformisti pare mancare la volontà dello strappo definitivo. Forse il Pd ha già dato abbondantemente con le scissioni. Oppure, come ha sottolineato Picierno, «il Pd è casa nostra e noi gli vogliamo bene».

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein
Giorgio Gori, Pina Picierno e Graziano Delrio (Imagoeconomica).

In più mancano le alternative. Matteo Renzi, che pure rimane politicamente il più attrezzato, ha da tempo perso credibilità. Carlo Calenda parla con Forza Italia. I centristi non sono determinanti, almeno per ora. Fare un partito nuovo non avrebbe molto senso, anche se l’idea di una Margherita 2.0 ogni tanto continua a titillare i riformisti del Pd. Il rischio però è che alle prossime elezioni politiche, nel 2027, Schlein riesca a completare il progetto iniziato con la vittoria alle primarie del 2023: costruire un Pd a immagine e somiglianza di tutti quelli che non facevano parte del Pd (Marta Bonafoni, Igor Taruffi, Marco Furfaro, eccetera). La segreteria nazionale è d’altronde rappresentativa: Schlein ha voluto mettere ai vertici dirigenti che niente c’entravano con la storia politica del maggior partito di centrosinistra. È stata una precisa scelta per svincolare se stessa e il Pd dalla identità politica della forza che si è trovata a dirigere. 

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WhatsApp, chatbot IA a pagamento in Italia: da quando e quanto costerà

Importanti novità in arrivo su WhatsApp per gli sviluppatori in Italia. Meta ha infatti annunciato che i chatbot IA saranno a pagamento nel nostro Paese a partire dal prossimo 16 febbraio. Una mossa che arriva dopo l’entrata in vigore, il 15 gennaio scorso, della politica che blocca gli assistenti digitali di terze parti sulla piattaforma. Nel nostro Paese, tuttavia, l’Antitrust aveva chiesto all’azienda di Menlo Park di fare marcia indietro e sospendere la stretta: Meta ha obbedito, introducendo dunque un’eccezione tuttavia accompagnata da un listino apposito. «Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot AI tramite le WhatsApp Business API, stiamo introducendo una tariffazione per le aziende che scelgono di utilizzare la nostra piattaforma per offrire questi servizi», ha dichiarato a TechCrunch un portavoce della società. Ecco quanto bisognerà spendere.

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Chatbot IA di terzi a pagamento su WhatsApp: cosa cambia e il prezzo

La novità entrerà in vigore il 16 febbraio 2026: a partire da quel giorno, ogni messaggio di risposta generato dall’intelligenza artificiale costerà agli sviluppatori poco più di cinque centesimi (per la precisione 0,0572 euro). Sebbene la cifra possa sembrare apparentemente irrisoria, se moltiplicata per migliaia di conversazioni al giorno rischia di far pagare un conto salato all’utente. Se un chatbot dovesse rispondere infatti a 10 mila domande quotidiane, l’ammontare complessivo sarebbe di 572 euro, salendo vertiginosamente a 17 mila euro mensili per un singolo bot. L’annuncio arriva anche a sorpresa se si considera che, a inizio anno, l’azienda di Mark Zuckerberg aveva comunicato agli sviluppatori un avviso con un’esenzione temporanea per i numeri italiani senza accennare ad alcun tipo di costo.

WhatsApp, chatbot IA a pagamento in Italia: da quando e quanto costerà
L’app di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

WhatsApp tuttavia non è nuovo a costi simili. Già oggi infatti le aziende che utilizzano le Business API con messaggi predefiniti (template) nel marketing, nelle notifiche di servizi e nell’autenticazione sono costrette a sborsare una tariffa. Le nuove sottoscrizioni si applicano però alle risposte dinamiche dei chatbot IA, quindi all’interazione diretta generata dall’intelligenza artificiale. Il caso italiano potrebbe inoltre generare un precedente per altre aree geografiche, qualora le autorità garanti di altri Stati dovessero imporre a Meta aperture simili. Se il modello dovesse infatti funzionare da noi, è facile intuire che Zuckerberg e soci decidano di applicarlo anche ovunque le circostanze lo rendano necessario.

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Metal detector nelle scuole, cosa prevede la circolare di Valditara e Piantedosi

I metal detector potranno essere utilizzati nelle scuole, su richiesta dei dirigenti scolastici e con il coinvolgimento delle autorità di pubblica sicurezza: lo prevede una circolare congiunta firmata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara e dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, già inviata agli istituti e alle amministrazioni territoriali. La misura nasce dopo l’omicidio di uno studente a La Spezia, Abanoub Youssef, ed è inserita in un pacchetto di interventi con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di illegalità negli ambienti scolastici.

In quali casi le scuole potranno chiedere l’uso dei metal detector

La circolare indica che i controlli non saranno automatici né generalizzati, ma valutati caso per caso. I prefetti, d’intesa con i dirigenti scolastici regionali, dovranno convocare il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per analizzare le singole situazioni e definire le modalità di vigilanza. A questi tavoli potranno partecipare anche rappresentanti dei servizi sociali e delle strutture sanitarie, così da avere un quadro condiviso delle criticità presenti nei diversi territori. Il documento individua alcuni contesti che possono giustificare controlli mirati: comportamenti violenti, episodi di spaccio di stupefacenti e atti di bullismo segnalati e ripetuti. In questi casi è previsto un livello di intervento crescente, che può arrivare, nelle situazioni più gravi e previo accordo con le autorità competenti, all’installazione di strumenti di controllo agli accessi degli edifici scolastici, compresi i metal detector manuali. La circolare precisa che l’uso di questi dispositivi potrà avvenire solo su richiesta dei dirigenti scolastici e nel rispetto della normativa vigente e dei diritti fondamentali. A La Spezia, l’istituto professionale Chiodo-Einaudi in cui è avvenuto l’omicidio, ha già chiesto di poter utilizzare i metal detector.

La Federal Reserve lascia i tassi invariati

La Federal Reserve ha deciso di mantenere invariato il costo del denaro, confermando i tassi nella forchetta compresa tra il 3,50 per cento e il 3,75 per cento, dopo una fase segnata da tre tagli consecutivi. La scelta arriva mentre c’è un’indagine in corso nei confronti del presidente Jerome Powell, e non ha raccolto il consenso unanime del board: dieci i voti favorevoli, due quelli contrari, espressi dai governatori Stephen Miran, nominato da Donald Trump, e Christopher Waller, attualmente in corsa per la guida della Fed. La banca ha sottolineato che «L’incertezza sulle prospettive economiche resta elevata», ribadendo al tempo stesso che continuerà a «osservare attentamente i prossimi dati per valutarne gli effetti sull’evoluzione del quadro economico».

Il nuovo brano di Bruce Springsteen contro le violenze dell’Ice

Bruce Springsteen ha scelto i social per pubblicare a sorpresa un nuovo brano, Streets of Minneapolis, nato come reazione agli eventi legati all’operato dell’Ice nella città americana. Il Boss ha spiegato il contesto della canzone con parole dirette: «Sabato ho scritto questa canzone, ieri l’ho registrata e oggi l’ho pubblicata in risposta al terrore di Stato nella città di Minneapolis. È dedicato alla gente di Minneapolis, ai nostri innocenti vicini di casa immigrati e in memoria di Alex Pretti e Renee Good. Stay free, rimani libero».

Il pezzo, costruito in parte su un impianto acustico, richiama atmosfere e intenzioni di Streets of Philadelphia, la celebre canzone scritta da Springsteen per il film Philadelphia. Questa volta però il bersaglio è esplicito: nel brano si alza il coro «Ice out now» e Minneapolis viene raccontata come «una città in fiamme» stretta tra «fuoco e ghiaccio» sotto «gli stivali di un occupante, l’esercito privato di Re Trump», «venuti a Minneapolis per far rispettare la legge».

Tre cadaveri rinvenuti nel Messinese: sono stati uccisi a colpi di fucile

Tre uomini sono stati trovati morti in una zona boscosa di Montagnareale, sulle alture che sovrastano Patti, nel Messinese. A scoprire i corpi è stato un passante che stava attraversando l’area e che ha immediatamente avvisato le forze dell’ordine. Le prime verifiche indicano che i cadaveri presentano lesioni riconducibili a colpi d’arma da fuoco.  L’area in cui è avvenuto il ritrovamento è abitualmente frequentata da cacciatori e, secondo quanto emerso, le tre vittime indossavano abiti da caccia ed erano residenti nella zona. Sarebbero usciti di casa in mattinata per una battuta nei boschi. Accanto a uno dei corpi i militari hanno rinvenuto un fucile, mentre sono in corso ricerche per individuare eventuali altre armi. Le indagini sono ancora in una fase iniziale e al momento non viene esclusa alcuna ipotesi: gli inquirenti valutano sia la possibilità di un duplice omicidio seguito da un suicidio, sia quella di un’azione compiuta da una quarta persona.