È morto a Milano Giuliano Spazzali, uno degli avvocati più noti della storia giudiziaria italiana, protagonista dagli Anni di Piombo alla stagione di Mani Pulite. Nato a Trieste il primo gennaio 1939, negli anni Sessanta si era trasferito nel capoluogo lombardo, dove aveva avviato una lunga carriera diventando legale di Soccorso Rosso e difensore di esponenti della sinistra extraparlamentare. In oltre 40 anni di attività ha assistito, tra gli altri, gli anarchici milanesi tra cui Pietro Valpreda, accusato ingiustamente per la strage di piazza Fontana, e Toni Negri. Negli anni Novanta era tornato alla ribalta come difensore di Sergio Cusani nel processo Enimont, segnato dai celebri confronti in aula con Antonio Di Pietro.
La decisione del tribunale di Sion di disporre la scarcerazione di Jacques Moretti, proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, ha scatenato la rabbia del governo. Giorgia Meloni ha espresso la propria indignazione sui social, definendo il provvedimento «un oltraggio alla memoria delle vittime della tragedia di Capodanno e un insulto alle loro famiglie, che stanno soffrendo per la scomparsa dei loro cari», aggiungendo che «il governo italiano chiederà conto alle Autorità svizzere di quanto accaduto».
Parole di condanna sono arrivate anche dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, che su X ha scritto: «Non ho parole per commentare la scarcerazione in Svizzera di Jacques Moretti. È un atto che rappresenta un vero oltraggio alla sensibilità delle famiglie che hanno perso i loro figli a Crans-Montana, che non tiene conto del lutto e del dolore profondo che queste famiglie condividono con il Popolo italiano». Nello stesso messaggio, il titolare della Farnesina ha assicurato che «rafforzeremo il nostro sostegno e la nostra solidarietà ai genitori delle vittime di questa incredibile sciagura» e che l’Italia continuerà a collaborare «affinché le autorità svizzere accertino la verità e le responsabilità di quanto accaduto». Sulla vicenda è intervenuto anche il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, che ha commentato con un secco «Vergogna!» la decisione della magistratura elvetica.
È morto Carlo Cecchi, attore e regista tra i più importanti del teatro italiano: nato a Firenze nel 1939, avrebbe compiuto 87 anni il prossimo 25 gennaio ed è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Campagnano, alle porte di Roma. Protagonista nel mondo del teatro, interpretò Finale di partita di Samuel Beckett, e ha attraversato il cinema d’autore scegliendo registi e progetti lontani dai circuiti commerciali, a partire da Morte di un matematico napoletano di Mario Martone. Nel corso della carriera ha lavorato, tra gli altri, con Cristina Comencini, Bernardo Bertolucci, Ferzan Özpetek, Pupi Avati e Valeria Golino, mentre nel 2007 ha ricevuto il Premio Gassman come miglior attore teatrale italiano. Nelle ultime stagioni aveva portato in scena La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth.
La Lega ha indicato Antonio Maria Rinaldi come proprio candidato sindaco per Roma, una proposta ufficializzata durante la tre giorni “Idee in Movimento” promossa dal partito di Matteo Salvini in Abruzzo, tra Roccaraso e Rivisondoli, che ha riunito amministratori locali, esponenti di governo, rappresentanti politici e della società civile. Economista ed ex europarlamentare, Rinaldi è descritto dal Carroccio come «profondo conoscitore della realtà romana» e il suo nome sarà ora sottoposto al confronto con gli alleati del centrodestra nelle prossime settimane. «La Lega ha già una squadra forte da mettere al servizio della comunità e è pronta ad amministrare Roma, risollevando la Capitale dalla cattiva gestione targata Gualtieri». In vista delle elezioni comunali, previste tra aprile e giugno del 2027, il quadro dei possibili candidati inizia così a delinearsi, mentre resta confermata la ricandidatura dell’attuale sindaco Roberto Gualtieri.
Un’ammucchiata di nomi che spuntano, circolano, si testano e spesso si bruciano. Controfigure para-civiche, candidati per autoproclamazione personale e gente buttata nella mischia milanese a caso. A un anno e mezzo dal voto per Palazzo Marino (appuntamento fissato per la primavera del 2027), il dopo Beppe Sala è un gran bailamme da qualsiasi punto lo si voglia guardare: destra e sinistra.
Beppe Sala (Imagoeconomica).
L’eterna vicesindaca o l’ex candidato alla Regione già sconfitto una volta
Al momento il Partito democratico è nella fase della successione senza progetto. Si muove in ordine sparso e scava nel suo passato recente. I wannabe sono Anna Scavuzzo, l’eterna vice(sindaca) in lista d’attesa da anni, e Pierfrancesco Majorino, che dopo la batosta alle Regionali 2023 cerca la sua ennesima nuova occasione.
I profili civici per rassicurare i salotti
Accanto a loro riaffiorano i soliti nomi “civici”: Mario Calabresi, profilo rassicurante per i salotti che contano, e Umberto Ambrosoli, già protagonista in passato e già sconfitto (battuto da Roberto Maroni sempre alle Regionali, nel 2013), ma mai davvero archiviato.
In questo contesto si inserisce il dibattito sulle Primarie. Il segretario metropolitano del Pd, Alessandro Capelli, ha parlato di Primarie “omeopatiche”: una definizione efficace che, tradotta dal politichese, significa una consultazione placebo, utile a simulare partecipazione mentre le decisioni reali restano chiuse nelle segreterie. Un modo elegante per prendere tempo, non per cambiare passo.
Alessandro Capelli (Imagoeconomica).
A destra cronico problema di classe dirigente
Se a sinistra il problema è il logoramento di un sistema arrivato a fine corsa, a destra la questione è ancora più elementare: la mancanza di una classe dirigente pronta a metterci la faccia. Nel centrodestra milanese il dibattito ruota da mesi intorno alle Primarie, chieste con insistenza dall’area che fa riferimento all’ex assessore regionale Giulio Gallera e sostenute in Consiglio comunale da Alessandro De Chirico. Ma anche qui la procedura viene prima della politica, perché il nome condiviso semplicemente non c’è.
Dai sandwich a 17 euro alla visione di una Milano inclusiva
Nel vuoto, sbucano candidature improbabili e profili civici. L’ultimo è quello di Antonio Civita, proprietario della catena di locali Panino Giusto. Bravo, bravissimo come imprenditore – parlano le visure camerali -, come politico chi lo sa. «Mi metto a disposizione. La Milano di Sala è esclusiva e escludente», ha detto. Chissà in che modo invece i suoi sandwich gourmet a 17 euro sono inclusivi e includenti.
Antonio Civita (Imagoeconomica).
Ricordare Bernardo? Difficile fare peggio
Forza Italia sogna il civico moderato per non allarmare l’elettorato; la Lega porta ancora i segni della candidatura di Luca Bernardo, pediatra “pistolero” (si diceva avesse un’arma con cui girava in ospedale, ma lui disse che la teneva in cassaforte), idea fallimentare del 2021, mentre Fratelli d’Italia chiede – legittimamente – un purosangue, un politico vero. Nel frattempo, nessuno guida.
Luca Bernardo (Imagoeconomica).
Con Albertini votava l’82,2 per cento, ora siamo arrivati al 47…
Mentre i partiti giocano a Risiko con i nomi, Milano si allontana dalle urne. Il dato che dovrebbe imbarazzare tutti è l’affluenza: dal picco record dell’82,2 per cento toccato al primo turno da Gabriele Albertini (correva l’anno 2001) al 47 per cento del Sala bis. Più della metà dei milanesi ha smesso di partecipare perché non si riconosce più in questo gioco di sostituzioni interne. La città è accusata di essere diventata un privé sempre più esclusivo, dove gli affitti sono fuori scala, il ceto medio è in via di estinzione e la sicurezza è percepita come un lusso da ZTL.
Giuseppe Sala e Gabriele Albertini (Imagoeconomica).
Il centrosinistra insiste su diritti e sostenibilità, ma governa una città sempre più inaccessibile a chi lavora. Il centrodestra parla di legalità, però non riesce a costruire un’alternativa credibile prima del calendario elettorale. In mezzo restano i milanesi. Spettatori disillusi di una competizione che sembra riguardare tutti tranne loro.
Autostrade per l’Italia ha annunciato di aver trasmesso, a valle dell’approvazione del consiglio di amministrazione, all’ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea per il tramite della Banca dati nazionale dei contratti pubblici, il bando relativo alla procedura di gara dei lavori di realizzazione del Lotto B del tunnel subportuale urbano di attraversamento della città di Genova, progetto esecutivo approvato dal concedente. La pubblicazione del bando e della relativa documentazione di gara sarà resa disponibile secondo le modalità previste dal Codice Appalti e sul portale acquisti di Autostrade per l’Italia.
Alleanza Verdi e Sinistra denuncia un presunto caso di censura da parte di Meta. Secondo quanto riferito dal partito, sarebbe stato oscurato un video in cui lo storico Alessandro Barbero spiega le ragioni del suo voto contrario nel referendum della giustizia, etichettandolo come “informazione falsa” dopo un fact-checking commissionato dalla stessa piattaforma. «Un atto gravissimo: una big tech statunitense decide di silenziare un’opinione politica legittima di uno dei più autorevoli intellettuali italiani su un tema centrale per la nostra democrazia», afferma Avs. In risposta, il movimento ha annunciato che il filmato è stato nuovamente sui canali social di Avs, Europa Verde e Sinistra Italiana, oltre che sulle pagine Facebook dei parlamentari, a partire da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.
In una nota, Avs parla di una dinamica che favorirebbe il governo «Una ‘coincidenza‘ fin troppo comoda per Meloni, un vero e proprio regalo politico. Un pericolo per l’Italia e per la libera espressione dell’opinione, visto che Meta ha già dimostrato di segnalare e oscurare contenuti soltanto in base alla posizione politica e non alla falsità o verità delle informazioni. Proprio mentre il NO cresce nei consensi, un colosso Usa guidato da miliardari sempre più vicini a Trump interviene per limitare il dibattito pubblico italiano. È la prova di un sistema di social e big tech che non garantisce democrazia e partecipazione. Per questo tocca a noi rompere la censura: Condividiamo il video, facciamolo girare ovunque, parliamone. E Al referendum costituzionale, votiamo No», si legge nel comunicato.
Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti: il proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno sono morte 40 e persone e 116 sono rimaste ferite, ha pagato una cauzione di 200 mila franchi. Moretti, indagati assieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio colposi, verrà comunque sottoposto a misure cautelari come l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità.
Può capitare durante la giornata di ricevere una chiamata proveniente dalla Danimarca, riconoscibile per il prefisso +45 che accompagna il numero. Telefonate non automaticamente pericolose, ma che nella maggior parte dei casi possono nascondere, per chi vive in Italia, intenti fraudolenti. Ecco perché, prima di rispondere, è opportuno chiedersi per quali ragioni si potrebbe ricevere una chiamata dal Paese scandinavo: qualora non si avesse alcun contatto di natura personale oppure professionale, si consiglia di non rispondere o di farlo con la dovuta cautela, così da non esporsi inutilmente a rischi che superano i potenziali benefici.
Chiamate dalla Danimarca: dalle vincite alle romance scam, i rischi
Prima di elencare i possibili tentativi di frode, è opportuno ricordare che un numero danese può avere legittime motivazioni per contattare un utente italiano. Basti pensare, per esempio, a chi lavora con aziende del Paese nordico oppure ha avviato contatti commerciali o ha risposto a un annuncio per una posizione professionale con una società del posto, ma anche a chi vanta delle parentele con cittadini di Copenaghen e dintorni. Il problema nasce quando non si hanno legami con la Danimarca. Tra gli schemi fraudolenti più diffusi c’è quella di una promessa di pagamento anticipato, laddove chi sta dall’altro capo della linea promette una grossa somma in denaro da poter sbloccare solamente pagando una cifra inferiore. Chiaramente non si nasconde alcun tipo di premio, ma solo il pretesto per accalappiare gli utenti meno attenti.
Una ragazza al telefono (Lisa McIntyre, via Unsplash).
Altro schema diffuso e forse ancor più insidioso è quello delle false offerte di lavoro, che sfruttano l’attrattiva di uno stipendio molto elevato per rubare ai malcapitati alcuni dati personali o pagamenti e pratiche inesistenti. Ci sono poi anche le romance scam o in italiano truffe romantiche che invece puntano all’aspetto emotivo costruendo gradualmente un rapporto solido e profondo con la vittima per estorcere, in genere in un secondo momento, somme più o meno grandi di denaro. Ci sono poi i tentativi di phishing, in cui i malintenzionati si fingono enti affidabili per convincere le vittime a dare accesso ai loro dati personali. Non mancano nemmeno le false minacce di arresto, solitamente di un parente stretto, accompagnate da una richiesta urgente di somme di denaro per evitare di finire dietro le sbarre.
Come difendersi dalle truffe telefoniche con prefisso +45
Che fare dunque per evitare di cadere in trappola? Il metodo più semplice e diretto è ignorare del tutto la chiamata: se non si hanno rapporti con la Danimarca, è altamente probabile che la telefonata sia fraudolenta. Se si dovessero ricevere anche dei messaggi su WhatsApp oppure via SMS è cruciale non cliccare sul link presente nel testo e non scaricare alcun tipo di allegato. Terzo e ultimo metodo è quello di bloccare e segnalare immediatamente i numeri troppo insistenti, così da contribuire ad arginare il fenomeno.
Poste italiane è protagonista della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica in Italia, grazie al suo impegno concreto e strutturato verso la mobilità sostenibile. Impegno che passa anche attraverso l’innovazione tecnologica sperimentata all’interno del Centro nazionale per la mobilità sostenibile Most, di cui l’azienda è socio fondatore e membro del consiglio di amministrazione. Nell’ambito di questo programma è stato progettato e realizzato il veicolo Boxi, il postino-robot in grado di operare in ambienti urbani complessi con un elevato livello di automazione e autonomia. Un mezzo a quattro ruote motrici e sterzanti, alimentato elettricamente, con una velocità massima di 25 chilometri orari e un’autonomia che raggiunge i 60 chilometri per ciclo di carica. Il vano di carico ha una capacità di un metro cubo, con un payload massimo di 500 chilogrammi, e include una baia duale composta da accesso dedicato agli operatori e un sistema integrato di locker con 11 vani, per permettere consegne automatiche e flessibili.
Sensori, telecamere, radar e sistema di localizzazione di precisione
Il veicolo è equipaggiato con una ricca dotazione di sensori, progettati per abilitare la guida autonoma in ambienti urbani complessi, grazie al know-how del team universitario di Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia). È equipaggiato con telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale, sensori Lidar (che utilizzano impulsi laser per generare mappe 3d dettagliate), radar a 360 gradi, e un sistema di localizzazione di precisione basato su navigazione satellitare globale con unità inerziale, in grado di garantire il funzionamento anche in ambienti privi di segnale gps. Accanto all’hardware, è stata sviluppata un’applicazione software dedicata per la gestione del modello di servizio e l’interazione con l’utente finale (app).
Un sistema di interazione avanzato semplifica il rapporto tra operatori e veicolo
Il Politecnico di Milano ha fornito un contributo scientifico di rilievo, partecipando con attività di ricerca, simulazione e sperimentazione su diversi ambiti strategici. Nel contesto della navigazione autonoma e mappatura sono state condotte campagne mirate di raccolta dati gps, finalizzate alla costruzione di mappe ad alta precisione e all’ottimizzazione degli algoritmi di navigazione autonoma in scenari logistici complessi. È stato inoltre sviluppato un sistema di interazione avanzato, volto a semplificare e rendere più intuitivo il rapporto tra operatori e veicolo, migliorando l’usabilità e l’efficienza operativa (interfaccia uomo-macchina). Infine, per gestire la pianificazione dinamica è stato implementato un modello di controllo basato su una macchina a stati finiti, in grado di reagire in modo dinamico ai comportamenti del veicolo in funzione delle condizioni operative e ambientali.
Il postino-robot è in fase di sperimentazione
Boxi è attualmente in fase di test. La prima fase è focalizzata su manovre a bassa velocità e calibrazione dei sensori in ambiente controllato presso il Modena Innovation Hub. Nella seconda il veicolo sarà testato in un percorso urbano misto di 600 metri per simulare situazioni complesse in scenari dinamici. Queste iniziative sono state sviluppate in collaborazione con partner privati e accademici di alto profilo tra cui Icona Design, Accenture, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.
Parlando alla stampa dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania, Giorgia Meloni ha detto di aver chiesto a Donald Trump «la disponibilità a riaprire la configurazione» del suoBoard of Peace «per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia, ma anche di altri Paesi europei». Ospite di Porta a Porta, la premier aveva spiegato di aver rilevato nello statuto dell’organismo «alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione» e in particolare con l’articolo 11, quello per cui «possiamo concedere cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati». Da qui il “no” a Trump, deciso non tanto per l’obiettivo dichiarato dell’organizzazione nata ufficialmente a Davos (definita «interessante»), ma per il modo in cui lo statuto distribuisce poteri e prerogative tra gli Stati partecipanti. Dopo l’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Meloni ha ribadito il concetto: «Per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l’iniziativa è stata configurata». E poi: «La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise».
L’Fbi ha comunicato l’arresto di Ryan Wedding, ex olimpionico canadese oggi 44enne, trafficante entrato di recente nella lista dei dieci super ricercati, con una taglia da 15 milioni di dollari. Nelle prossime ore verranno diffusi i particolari dell’operazione che ha portato alla sua cattura. Nel 2002 prende parte alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City come membro della squadra canadese di snowboard, ma quella parentesi si chiude in fretta. Dal 2004 iniziano i guai giudiziari, con un primo arresto e poi una nuova condanna per traffico di stupefacenti che lo porta in carcere. Proprio durante la detenzione Wedding stringe legami decisivi, in particolare con un colombiano che, una volta tornato libero nel 2011, gli consente di costruire una rete per l’importazione di cocaina tra Stati Uniti e Messico, Paese dove si era poi rifugiato.
Su Instagram potrebbe presto arrivare una nuova grande novità. Meta, che gestisce la piattaforma social assieme a Facebook, Threads e WhatsApp, ha infatti avviato un test globale su piccola scala con l’intento di eliminare una delle componenti essenziali e più note del social network: il conteggio dei follower. Come ha spiegato in anteprima Business Insider, la sperimentazione prevede una novità riscontrabile nei profili, dove al posto del numero dei following sarà sostituito da “Amici”. L’obiettivo, dunque, appare chiaro: favorire i rapporti bidirezionali, ossia il legame fra utenti che si seguono a vicenda, piuttosto che le semplici connessioni unidirezionali. «Gli amici sono fondamentali per l’esperienza su Instagram, quindi stiamo esplorando modi per rendere queste connessioni più visibili e significative», ha affermato un portavoce di Meta a Business Insider.
Instagram, cosa cambierà per gli utenti con l’arrivo degli amici?
Tradizionalmente, sulla home di qualunque profilo Instagram campeggiano tre numeri principali: i post pubblicati, quanti follower possiede (ossia quanti utenti seguono quell’account) e quanti sono i “seguiti”, ossia le persone che quel profilo segue online. Con il nuovo esperimento, quest’ultimo dato sparirà per lasciar posto agli amici, ossia al numero di account con cui c’è il follow reciproco. La novità potrebbe cambiare l’esperienza di creator e influencer, che hanno interpretato il rapporto tra follower e following (quanto più ampio possibile in favore dei primi) come sinonimo di popolarità e autorevolezza. La nuova definizione di “Amici” potrebbe cambiare tale aspetto, spostando l’enfasi sulla qualità delle relazioni piuttosto che sui numeri.
Il logo di Instagram su smartphone e pc (Ansa).
La vera domanda tuttavia è un’altra: Instagram è davvero ancora un posto per gli amici? Negli anni, con l’invasione di influencer, brand e in tempi più recenti anche di software di intelligenza artificiale, il feed di Instagram è diventato sempre meno uno spazio in cui condividere contenuti con gli amici e più un feed in cui scovare dettagli sulla vita mondana delle star dei social o conoscere alcune notizie in tempo reale. Non a caso, Instagram si è concentrata anche sullo sviluppo di funzionalità per gli “Amici più stretti” concentrandosi sulla messaggistica diretta (DM) dove si condividono i contenuti. Il capo di Instagram, Adam Mosseri, ha più volte sottolineato l’importanza di connessioni autentiche e non solo dell’esposizione di contenuti. Ad agosto 2025, ha spiegato in un post di voler rendere la piattaforma un luogo di «interazione e connessione» fra utenti.
L’assemblea di FGC, holding di Francesco Gaetano Caltagirone a cui fanno capo tutti i business dell’imprenditore, ha deliberato l’ampliamento del consiglio d’amministrazione da tre a sei membri, integrandolo con «figure professionali indipendenti». Nel board entrano l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’ex viceministro dell’Economia ed ex presidente della Consob Giuseppe Vegas e l’avvocato cassazionista Roberto Santi, esperto di diritto pubblico dell’economia. Si aggiungono ai consiglieri già in carica Azzurra Caltagirone (presidente), Francesco Caltagirone e Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso. Tutti i membri del cda scadranno alla data di approvazione del bilancio che si chiuderà al 31 dicembre 2027. L’assemblea ha inoltre costituito il comitato degli amministratori indipendenti composto dai consiglieri neonominati.
Dopo le novità nel testo del Ddl stupridepositate in Commissione Giustizia, la relatrice Giulia Bongiorno ha spiegato all’Ansa che «la rimodulazione delle pene è stata fatta su richiesta del Pd. Sono venute fuori delle polemiche, ma riportiamo le cose alla realtà». Bongiorno ha precisato che la sua proposta «prevede il reato di violenza quando si compiono atti sessuali contro la volontà di una persona. Si tratta innegabilmente di un deciso ampliamento della tutela per le vittime di violenza», sottolineando il cambiamento terminologico più discusso: la parola «consenso» è stata sostituita con «dissenso».
Bongiorno: «Rafforzare la protezione delle vittime senza complicare l’iter giudiziario»
Un’altra novità rilevante riguarda l’introduzione del cosiddetto reato di freezing: «Quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si debba presumere il dissenso. Quindi, è sempre reato se manca una manifestazione chiara», ha chiarito Bongiorno in un’intervista al Corriere della Sera. La senatrice leghista ha inoltre sottolineato che «secondo alcuni il testo invertiva l’onere della prova, cioè imponeva all’imputato una serie di prove a volte impossibili da fornire. Con il mio testo si valorizza la volontà della donna senza alterare le dinamiche processuali», assicurando così che le modifiche mirano a «rafforzare la protezione delle vittime senza complicare eccessivamente il percorso giudiziario».
Romeo: «Siamo pronti a intervenire per aumentare le pene»
Sulla riduzione della pena, che passa da 6-12 anni del vecchio testo a 4-10 anni per il caso di violenza senza minaccia o costrizione, Bongiorno ha precisato: «La mia idea era di creare una cascata di aggravanti. Trattandosi di un testo unificato, ho accolto poi la richiesta del Pd di ridurre la pena». Dal fronte leghista, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha dichiarato all’Ansa che «siamo assolutamente pronti a intervenire per aumentare» le pene «in sede emendativa», ribadendo la disponibilità a integrare le sanzioni durante l’iter parlamentare. Bongiorno ha infine sottolineato il carattere inclusivo del testo unificato: «Io come è noto avrei voluto alzare le sanzioni. Il mio è un testo unificato che ha voluto dare spazio anche alle richieste del Pd di ridurre la pena. Vedremo in sede di emendamenti».
CasaPound sbarca alla Camera dei deputati. Accadrà il 30 gennaio, giorno in cui è stata fissata una conferenza stampa per il lancio della raccolta firme della proposta di legge dedicata alla “remigrazione” degli stranieri che si trovano in Italia, promossa dal comitato Remigrazione e riconquista, fondato appunto CasaPound e altri gruppi di estrema destra. Tra i relatori annunciati figurano esponenti noti dell’ultradestra: Luca Marsella di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti (già Forza Nuova) e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. A programmare la conferenza alla Camera è stato il deputato leghista Domenico Furgiuele, molto vicino a Roberto Vannacci e noto per aver esposto la scritta “X Mas” sul balcone della sede del Carroccio a Lamezia Terme.
La protesta delle opposizioni: «Inaccettabile»
«È inaccettabile che la Camera dei deputati ospiti una conferenza stampa sulla cosiddetta ‘remigrazione’, promossa da esponenti di CasaPound e da personaggi noti per iniziative svolte insieme a soggetti poi risultati appartenenti alla criminalità organizzata. La Camera non può diventare una tribuna per chi propaganda ideologie fasciste, viola la Costituzione e si pone apertamente contro le istituzioni democratiche». Così Matteo Orfini, deputato del Partito democratico. «La Lega di Salvini, che esprime il presidente della Camera Lorenzo Fontana, con il generale Vannacci il 30 gennaio porta una bella carrellata di neofascisti a Montecitorio. Davanti a quello che sta accadendo negli Usa, con le squadracce dell’Ice di Trump che stanno gettando l’America nel caos, sarebbe quantomeno opportuno che Fontana, in quanto presidente della Camera, esponente della Lega e con un passato vicino a queste realtà, prendesse le distanze, tutelando l’istituzione che rappresenta», ha dichiara Riccardo Magi, segretario di +Europa. Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e portavoce di Europa Verde, ha detto: «Non si tratta di una ‘iniziativa politica’, ma della legittimazione dell’odio razziale dentro le istituzioni della Repubblica, fondate sull’antifascismo e sulla Costituzione. I nazifascisti saranno in Parlamento grazie alla Lega, che ha prenotato la sala sotto l’etichetta tossica della ‘remigrazione’. È uno sfregio alla memoria democratica del Paese. Un progetto apertamente incostituzionale, mascherato da raccolta firme».
La precisazione dell’ufficio stampa della Camera
L’ufficio stampa della Camera ha precisato che «le conferenze stampa si svolgono sotto la piena e unica responsabilità dei deputati, o dei gruppi, che ne curano la prenotazione, e che rispondono dei contenuti, e dei partecipanti a esse, sotto ogni profilo».
Jasmine Paolini è fuori dagli Australian Open, eliminata per il secondo anno di fila al terzo turno. La 30enne azzurra si è arresa in due set (6-2, 7-6) alla 18enne americana Iva Jovic, promessa del tennis a stelle e strisce di origini serbo-croate che aveva già affrontato – e battuto – agli US Open dell’anno scorso. A frenare la toscana, ottava nel ranking Wta, alcuni problemi di stomaco, riconducibili forse allo stesso virus intestinale che ha colpito Flavio Cobolli al debutto nel tabellone maschile. Seppur non nella sua giornata migliore, Paolini ha dovuto far fronte a un’avversaria in piena forma, che nel 2026 ha vinto nove partite su 11, tanto da essere certa di chiudere il torneo almeno da 22 al mondo.
Chi è Iva Jovic: dai successi con Tyra Grant al debutto nel circuito maggiore
Iva Jovic (da Instagram).
Nata a Torrance, vicino Los Angeles, il 6 dicembre 2007, Iva Jovic è figlia di Bojan, papà serbo, e mamma Jelena, croata. Due farmacisti che, come ha rivelato lei stessa in una lunga intervista sul sito del Cincinnati Open nel 2025, «hanno dovuto ricominciare da capo» dopo aver cambiato vita. Si dipinge come la «classica ragazza californiana» cui piacciono, ça va san dire, attività legate al mare e ai grandi parchi divertimento della zona. Molto legata alla sorella Mia, con cui ha imbracciato per la prima volta una racchetta, ha per idolo di infanziaNovak Djokovic, non a caso serbo come suo padre. «È stato di grande ispirazione per me, così come vedere Serena Williams dominare», ha spiegato lo scorso anno. «Ora mi ispiro a Sinner, adoro come gioca. Cerco di copiare quanto più possibile da lui».
Nel 2021 ottenne il primo grande successo, vincendo l’Orange Bowl, prestigioso torneo giovanile di Miami. Tra il 2022 e il 2023 ha diviso il campo nel doppio femminile con Tyra Caterina Grant, tennista italo-americana che proprio dal 2025 ha deciso di giocare con i colori azzurri. Assieme hanno vinto sia il torneo in Florida sia, soprattutto, gli juniores agli Australian Open e a Wimbledon, fermandosi in finale al Roland Garros e in semifinale agli Us Open. L’anno prima si erano portate a casa invece la Billie Jean King Cup giovanile, chiudendo senza perdere neanche un set in tutto il torneo. Iva Jovic ha debuttato nel circuito Wta sempre nel 2024, tanto che a soli 16 anni vinse il suo primo match agli Us Open. Nel 2025 già il primo titolo Wta 500 a Guadalajara, mentre lo scorso 17 gennaio ha perso la finale del 250 di Hobart contro la nostra Elisabetta Cocciaretto.
Il parlamento europeo ha bloccato l’iter di ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, decidendo di sottoporlo al giudizio della Corte di giustizia dell’Ue. Il rinvio è stato approvato con una maggioranza risicatissima – 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti – congelando l’intesa firmata il 17 gennaio ad Asunción dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Lo stallo potrebbe durare fino a due anni e apre uno scontro istituzionale con Commissione e Consiglio, entrambi favorevoli all’accordo. Ma cosa contiene il discusso accordo?
Commercio e dazi
Una foto della protesta contro l’accordo il 20 gennaio a Strasbourgo (Ansa).
L’accordo coinvolge l’Ue e quattro Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – che insieme contano 750 milioni di consumatori e rappresentano circa un quinto del Pil mondiale. Se ratificato, l’intesa prevede l’eliminazione graduale del 91 per cento dei dazi Mercosur e del 92 per cento di quelli Ue, con un risparmio stimato dalle imprese europee di oltre 4 miliardi di euro all’anno in tariffe doganali. Il deal mira ad aumentare il commercio bilaterale e a ridurre la dipendenza dell’Ue da fornitori extraeuropei, soprattutto Cina. Per gli analisti, l’impatto sul Pil europeo potrebbe arrivare a 77,6 miliardi di euro entro il 2040, mentre per il Mercosur è stimato a 9,4 miliardi. Tuttavia, l’effetto reale dipenderà da fattori logistici, costi di trasporto e quote di importazione.
Industria e appalti pubblici
I principali beneficiari saranno le industrie europee: l’accordo elimina i dazi su automobili (35 per cento), macchinari e chimica (14-20 per cento), aprendo nuove opportunità soprattutto per esportatori tedeschi. I Paesi del Mercosur si impegnano anche ad aprire i loro mercati pubblici alle imprese europee alle stesse condizioni delle aziende locali. L’accordo include inoltre regole su esportazioni di componenti industriali e materie prime, riducendo barriere fiscali e garantendo approvvigionamenti strategici per settori chiave, come energie rinnovabili e industria tecnologica.
Agricoltura
Il settore agricolo è quello forse più vulnerabile nell’accordo, che ha attirato diverse proteste da parte degli agricoltori in Europa. Le importazioni a dazio ridotto saranno limitate: 99 mila tonnellate di carne bovina (1,5 per cento della produzione Ue) e 180 mila tonnellate di pollame (1,3 per cento). Sono previste clausole di salvaguardia, che consentono la reintroduzione dei dazi se i prezzi scendono oltre il 5 per cento. Alcuni prodotti, come formaggi e vini europei, beneficeranno invece del riconoscimento di indicazioni geografiche e della riduzione dei dazi Mercosur.
Materie prime, ambiente e controlli
L’accordo prevede anche la riduzione delle tasse all’export su materie prime strategiche come litio e rame, fondamentali per l’industria europea. L’Ue aumenterà le ispezioni all’estero del 50 per cento e gli audit interni del 33 per cento. Il deal potrà essere sospeso se un Paese del Mercosur viola gli impegni climatici dell’Accordo di Parigi o attua un piano di deforestazione massiva. Queste misure mirano a conciliare commercio, sicurezza economica e sostenibilità ambientale.
È iniziato il countdown verso gli Oscar 2026. L’Academy hollywoodiana ha annunciato le nomination per la 98esima edizione dei premi più ambiti nel cinema internazionale, che si presenta con un nuovo e storico record: Sinners – I Peccatori di Ryan Coogler, regista di Creed – Nato per combattere e del cinecomic Black Panther, ha ricevuto ben 16 candidature, frantumando il precedente primato di 14 diviso ex aequo da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Acclamato dalla critica a stelle e strisce e dal pubblico, tanto da registrare uno dei migliori incassi americani degli ultimi anni, è il grande favorito per la notte delle stelle, in programma a Los Angeles il 15 marzo: alla conduzione, Conan O’Brien.
Oscar 2026, i favoriti per la statuetta come miglior film
Lewis Pullman e Danielle Brooks annunciano le nomination agli Oscar 2026 (Ansa).
Pur avendo ottenuto una nomination in quasi tutte le categorie principali degli Oscar, Sinners non ha ricevuto quasi nulla ai Golden Globes2026, annunciati a metà gennaio: solo due i riconoscimenti a fronte di sei candidature, con successi per la colonna sonora e per il risultato al botteghino. A vincere i premi più ambiti sono stati in questo caso Una battaglia dopo l’altradi Paul Thomas Anderson tra le commedie e Hamnet – Nel nome del figliodi Chloé Zhao tra i drama. Il primo ha ottenuto ben 13 nomination agli Academy Awards, tra cui miglior film e regia, mentre il secondo potrebbe consentire alla cineasta cinese, naturalizzata statunitense, il secondo Oscar dopo quello del 2021 vinto per Nomadland. Occhio anche a Frankenstein, Sentimental Valuee Marty Supreme, che hanno ricevuto nove candidature a testa.
Non sono mancate le sorprese, sia per alcune nomination inattese sia per l’assenza di alcuni titoli dati per favoriti alla vigilia. Incredibile, per esempio, l’assenza del sudcoreano No Other Choicefra le pellicole internazionali così come di Wicked – Parte 2, di cui sono state escluse fra le attrici anche le performance di Cynthia Erivo e Ariana Grande. Stupisce invece la candidatura di F1 – The Movie con Brad Pitt per la categoria del miglior film così come l’assenza, fra i registi, di Guillermo del Toro con il suo Frankenstein.
Da Timothée Chalamet a Jessie Buckley, chi sono gli attori favoriti
Lewis Pullman e Danielle Brooks annunciano le nomination agli Oscar 2026 (Ansa).
Capitolo attori. Tra i protagonisti maschili, il grande favorito della vigilia sembra Timothée Chalamet per Marty Supreme, performance che gli ha permesso di vincere il Golden Globe e il Critics Choice Award. Più staccati Leonardo DiCaprio, che sembra destinato a ricevere l’ennesima delusione, candidato per Una battaglia dopo l’altra, Michael B. Jordan (Sinners) e Wagner Moura, presente per L’agente segreto. Sembra più difficile la vittoria di Ethan Hawke per Blue Moon. Fra le donne, occhi puntati su Jessie Buckley, rivelazione dei Golden Globes 2026 e favorita anche agli Oscar. Sono forti tuttavia anche le possibilità di Rose Byrne per Se avessi le gambe ti darei un calcio, mentre appare più difficile la vittoria di Emma Stone, ormai habitué della cerimonia.
Fra gli attori non protagonisti ci sono invece Benicio Del Toro e Sean Penn, entrambi nominati per Una battaglia dopo l’altra di Anderson. Il favorito, anche secondo la stampa americana, sembra però Stellan Skarsgard, premiato ai Golden Globes, candidato per Sentimental Value. Più distanti Jacob Elordi grazie alla performance nel Mostro di Frankenstein e Delroy Lindo, sorpresa delle nomination, per Sinners. Dal film di Ryan Coogler potrebbe arrivare tuttavia la miglior attrice di supporto con le ottime chance di Wunmi Musaku, che tuttavia dovrà vedersela con Teyana Taylor di Una battaglia dopo l’altra, leggermente avanti per i bookies. Sorpresa per Elle Fanning, presente nella cinquina per Sentimental Value.
Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, durante il vertice intergovernativo Italia-Germania che si è tenuto a Roma a Villa Doria Pamphilj, hanno preso l’impegno di «ordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica» e di «rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell’Ue». L’accordo, sottolineano Roma e Berlino, «non è giuridicamente vincolante e non costituisce un trattato internazionale».
Friedrich Merz e Giorgia Meloni a Villa Doria Pamphilj (Ansa).
Roma e Berlino rinnovano il sostegno a Kyiv
«Sosteniamo una pace giusta e duratura in Ucraina e ci impegniamo a fornire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza non appena le condizioni lo consentiranno». È quanto si legge nel Protocollo sul piano d’azione Italia-Germania per la cooperazione strategica bilaterale e a livello europeo. Roma e Berlino «continueranno a coordinarsi bilateralmente e nei consessi internazionali» sulle modalità per sostenere Kyiv. E, si legge ancora, «continueranno a sostenere con fermezza l’Ucraina attraverso l’addestramento delle forze ucraine sotto l’egida della Missione di assistenza militare dell’Ue a sostegno dell’Ucraina (Eumam Ukr), e attraverso donazioni provenienti da scorte militari, forniture industriali bilaterali, la promozione della cooperazione industriale della difesa con l’Ucraina, nonché gli appalti industriali, compresi meccanismi congiunti di appalto e finanziamento».
Italia e Germania sono più vicine che mai. Ci unisce una particolare convergenza di valori e interessi. Lavoriamo insieme per un’Europa unita e una NATO forte. Grazie mille per la calorosa accoglienza a Roma, cara @GiorgiaMeloni. pic.twitter.com/JA5oXYObpf
— Bundeskanzler Friedrich Merz (@bundeskanzler) January 23, 2026
I ministri presenti al vertice intergovernativo
Al vertice hanno preso parte 11 ministri della delegazione italiana e 10 di quella tedesca. Per l’Italia erano presenti Antonio Tajani (Esteri), Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), Matteo Piantedosi (Interno), Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Guido Crosetto (Difesa), Adolfo Urso (Mimit), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica), Marina Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), Anna Maria Bernini (Università e Ricerca), Alessandro Giuli (Cultura). Per la Germania hanno partecipato Lars Klingbeil (Finanze), Johann Wadephul (Esteri), Alexander Dobrindt (Interno), Boris Pistorius (Difesa), Katherina Reiche (Economia), Patrick Schneider (Trasporti), Wolfram Weimer (Cultura), Alois Rainer (Agricoltura), Bärbel Bas (Lavoro e Affari Sociali), Dorothee Bär (Ricerca, Tecnologia e Spazio).