Il Venezuela ha avviato ufficialmente un negoziato con gli Stati Uniti sulla fornitura di petrolio. È quanto si legge in un comunicato della compagnia statale Pdvsa (Petróleos de Venezuela, S.A.). Il processo, spiega la nota, «si sta svolgendo secondo accordi simili a quelli in vigore con aziende internazionali, come Chevron, e si basa su una transazione strettamente commerciale, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e reciproco vantaggio». Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha riferito che i leader venezuelani ad interim hanno chiesto che il carico di petrolio sequestrato sulla nave Sophia, abbordata nel Mar dei Caraibi, faccia parte dell’accordo: «Sanno che l’unico modo per trasportare greggio e generare entrate senza andare incontro al collasso economico è collaborare con noi». Parlando a un evento a Miami il segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha affermato che «gli Usa devono controllare a tempo indeterminato le vendite e i ricavi petroliferi del Venezuela» per promuovere i cambiamenti che desiderano vedere nel Paese sudamericano.
Il rito neofascista si è ripetuto anche nel 2026. Centinaia di aderenti a CasaPound e altri militanti di estrema destra hanno commemorato ad Acca Larentia i morti dell’agguato del 7 gennaio 1978 con il saluto romano e il “presente” ripetuto tre volte dopo il grido “per tutti i camerati caduti“. A qualche centinaio di metri, sull’Appia Nuova all’altezza dell’Alberone, il contro-presidio antifascista di gruppi autonomi e studenti.
Quattro militanti aggrediti alla vigilia dell’anniversario
Alla vigilia della commemorazione di Acca Larentia quattro militanti di Gioventù Nazionalesono stati aggrediti a sprangate, nei pressi di un supermercato all’Alberone, da un gruppo di dieci persone. Immediata la condanna da parte di Fratelli d’Italia. «Quanto avvenuto è inammissibile, siamo di fronte a un odio politico di estrema gravità, che condanno con fermezza. Queste aggressioni non cancelleranno la memoria, né fermeranno chi, con coraggio e determinazione, continua a difendere il diritto al ricordo e alla libertà di espressione», ha scritto sui social Ignazio La Russa, presidente del Senato.
I fatti di Acca Larentia: cosa successe il 7 gennaio 1978
Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, due giovani appartenenti al Fronte della Gioventù, furono assassinati davanti alla sede del Movimento Sociale Italiano in via Acca Larenzia, nel quartiere Tuscolano, esattamente 48 anni fa: a compiere gli omicidi un gruppo armato di estrema sinistra. Poche ore dopo Stefano Recchioni morì negli scontri con le forze dell’ordine, durante una manifestazione di protesta organizzata sul luogo.
Nicola Lener ha assunto l’incarico di ambasciatore d’Italia a Canberra. Lo rende noto la Farnesina. Nato il 18 agosto 1968 a Cagliari, dove si è laureato in Giurisprudenza, Lener ha avviato la carriera diplomatica nel 1993. Prima di assumere le funzioni di ambasciatore in Australia, ha svolto al ministero degli Esteri le funzioni di Coordinatore per le attività di diplomazia giuridica multilaterale e prestato servizio anche alla Direzione generale per la promozione del sistema Paese (2014-2019). All’estero è stato ambasciatore ad Abu Dhabi (2019-2022), ministro consigliere a Ottawa (2010-2014), console generale a Casablanca (2006-2010) e responsabile della sezione economico-commerciale delle Ambasciate a Lima (1997-2001) e Amman (2001-2004).
«Questa mattina, alla riapertura della nostra sede nel quartiere di Primavalle a Roma, sono stati rinvenuti cinque fori di proiettile. Uno per ciascuna delle vetrate e delle serrande della nostra sede». Lo scrive su Facebook la Cgil di Roma e del Lazio, parlando di «gravissimo atto intimidatorio», che ha «esclusivamente» la sede del sindacato «e nessun altro locale limitrofo». E poi: «Quanto accaduto ci preoccupa fortemente, anche in relazione a un clima di ostilità e delegittimazione costante della nostra organizzazione sindacale, ma continueremo a presidiare il territorio e a dare risposte ai problemi delle persone che si rivolgono alle nostre sedi». Nel corso del sopralluogo delle forze dell’ordine sono state trovate anche due ogive. Al momento non ci sono state rivendicazioni.
«La prima opzione di Donald Trump sulla Groenlandia è sempre la diplomazia, per questo sta attivamente discutendo l’acquisto dell’isola». Lo ha detto Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca. Dopo le tensioni seguite alle minacce di annessione da parte di Trump, il segretario di Stato Marco Rubio ha annunciato un incontro con le autorità della Danimarca la prossima settimana. Il presidente Usa sostiene che gli Stati Uniti hanno bisogno di controllare l’isola più grande del mondo – territorio autonomo del Regno di Danimarca – per garantire la sicurezza nazionale di fronte alle crescenti minacce provenienti da Cina e Russia nell’Artico. Ma in ballo ci sono anche interessi commerciali ed estrattivi.
Sono riprese le trattative tra Pirelli e Sinochem, che erano state interrotte nella prima metà del 2025 dopo le infruttuose discussioni tra la multinazionale italiana e i principali soci per cercare una soluzione ai problemi che ostacolano l’espansione negli Stati Uniti. Bloomberg riporta che, tra le diverse opzioni sul tavolo, c’è anche la riduzione dal 34 al 10 per cento della partecipazione di Sinochem in Pirelli.
Con questa riduzione Sinochem diventerebbe investitore passivo
La riduzione della partecipazione di Sinochem porterebbe a riclassificare il conglomerato asiatico come investitore passivo e questo risolverebbe l’impasse provocato dalle restrizioni Usa sui componenti tecnologici riconducibili a interessi cinesi. Il governo italiano, che considera Pirelli un asset strategico e che aveva minacciato l’uso del golden power per congelare i diritti di voto, «accoglierebbe con favore un simile esito», spiegano fonti di Bloomberg. Un’altra opzione per Sinochem sarebbe quella di vendere l’intera partecipazione in Pirelli, ipotesi finora esclusa. Le due società non hanno commentato le indiscrezioni.
Quattro attivisti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti a Roma, nei pressi di un supermercato di via Tuscolana. Secondo quanto emerso dal racconto delle persone coinvolte, l’episodio si sarebbe verificato durante l’affissione di manifesti relativi alla commemorazione promossa al parco della Rimembranza nel 48esimo anniversario della strage di Acca Larentia. Gli aggressori erano dieci, incappucciati, armati di spranghe e aste, stando a quanto raccontato. Potrebbero essere stati ripreso dalle telecamere di videosorveglianza: le immagini sono al vaglio della Digos, che ha trasmesso una prima informativa in Procura. Uno dei quattro militanti di Gioventù Nazionale è stato portato in ospedale in codice giallo con tumefazioni.
Fratelli d’Italia: «C’è chi vuole far tornare la violenza di quegli anni»
«Atto vile, premeditato e organizzato in occasione dell’anniversario dell’uccisione a Acca Larentia di tre giovani militanti di destra. Evidentemente c’è chi ha la volontà di far ritornare la violenza di quegli anni, intenzione che va unanimemente condannata senza alcuna ambiguità», ha dichiarato Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia. Così Fabio Roscani, deputato di FdI e presidente di Gioventù Nazionale: «Ancora una volta l’odio politico prevale sul dialogo e sul confronto costruttivo, tutto ciò non è ammissibile, auspico pertanto una condanna unanime di tutte le forze politiche. Fiducioso che le forze dell’ordine individuino presto i colpevoli, esprimo ai ragazzi feriti la mia sentita vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione».
Ricordare la strage di Acca Larentia significa finire nel mirino dell’estremismo rosso. Quanto accaduto ai militanti di Gioventù Nazionale è di una gravità inaudita.
La sinistra condannerà o, peggio, difenderà gli artefici di questa azione violenta e vigliacca? pic.twitter.com/xRb6Fqn0ey
Meloni: «L’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale»
«Una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità. Quelli del terrorismo e dell’odio politico sono stati anni bui, in cui troppo sangue innocente è stato versato, da più parti. Ferite che hanno colpito famiglie, comunità, l’intero popolo italiano». Così la premier Giorgia Meloni nel 48esimo anniversario dei fatti di Acca Larentia. La presidente del Consiglio ha poi scritto che «l’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale», affermando che «quando il dissenso diventa aggressione, quando un’idea viene zittita con la forza, la democrazia perde». E poi: «Abbiamo il dovere di custodire la memoria e di ribadire con chiarezza che la violenza politica, in ogni sua forma, è sempre una sconfitta. Non è mai giustificabile. Non deve mai più tornare. Ricordare significa scegliere ogni giorno il rispetto, il dialogo e la convivenza civile, perché le idee forti non temono il confronto».
Donald Trump è tornato a parlare di Nato e dei rapporti internazionali con un lungo messaggio pubblicato sul suo social Truth. Rivendicando il proprio ruolo, ha scritto: «Ricordate, per tutti quei grandi fan della Nato, erano al 2 per cento del PIL e la maggior parte non pagava le bollette, finché non sono arrivato io». Il presidente Usa ha quindi aggiunto: «Senza il mio coinvolgimento, la Russia avrebbe tutta l’Ucraina in questo momento». Nel proseguire del messaggio, il tycoon ha spiegato: «Ricordate, inoltre, che io da solo ho fine a otto guerra e la Norvegia, membro della Nato, stupidamente ha scelto di non darmi il Premio Nobel per la Pace. Ma questo non importa! Ciò che conta è che ho salvato milioni di vite. Russia Cina non hanno alcuna paura della Nato senza gli Stati Uniti. L’unica nazione che temono e rispettano è il Presidente degli Stati Uniti».
Zelensky: «Gli Usa catturino Kadyrov come hanno fatto con Maduro»
Sul fronte della guerra in Ucraina, il presidente Volodymyr Zelensky ha invece indicato una possibile strategia per aumentare la pressione sulla Russia, facendo riferimento a quanto avvenuto in Venezuela. Secondo il leader di Kyiv, dopo la cattura di Nicolás Maduro, Washington potrebbe prendere di mira anche il leader ceceno Ramzan Kadyrov, alleato di Vladimir Putin. Gli Stati Uniti, ha dichiarato Zelensky, «hanno gli strumenti. Sanno come usarli. E quando vogliono davvero, li trovano. La cosa principale è che l’Ucraina sia una priorità per loro. Trovate gli strumenti, fate pressione sulla Russia». Citando l’operazione contro Maduro, il presidente ucraino ha aggiunto che gli Usa «hanno condotto un’operazione. Tutti hanno visto il risultato, il mondo intero. L’hanno fatto in fretta. Che conducano un’altra operazione con Kadyrov, con quell’assassino. Forse allora Putin se ne accorgerà e ci penserà due volte». Zelensky ha rilasciato queste dichiarazioni mentre si trova in visita a Cipro, Paese che ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dell’Unione europea.
Hiroshi Shimada è stato nominato amministratore delegato e presidente di Daikin Air Conditioning Italy. Prende il posto di Geert Vos che, spiega l’azienda, «ricoprirà un nuovo incarico di leadership all’interno di Daikin Europe». Shimada, che da dicembre 2023 era vicepresidente, vanta una carriera trentennale nella multinazionale nipponica, che produce apparecchi di climatizzazione e depurazione dell’aria: da oltre due decenni lavora fuori dal Giappone e ha ricoperto anche importanti incarichi negli Stati Uniti e in Medio Oriente.
È morto a 95 anni a Los Angeles David Rosen, cofondatore di SEGA, l’azienda leader nel settore dei videogame negli anni ’80 e ’90. La morte è avvenuta il 25 dicembre scorso, ma soltanto il 7 gennaio il suo portavoce Brad Callaway lo ha confermato. Rosen, nato a New York nel 1930, è stato un pilota dell’aeronautica militare degli USA e ha partecipato alla guerra in Corea. A fine conflitto è rimasto in Giappone ed è lì che nel 1954 ha fondato la Rosen Enterprises. L’azienda originariamente importava cabine fotografiche dagli Stati Uniti. Poi si è estesa a flipper e macchine a gettoni di vario tipo. Nel 1965 si è fusa con Nihon Goraku Bussan, una società che operava nel settore dei coin-op con il nome di Service Games. È stato il passo decisivo per la nascita del marchio SEGA, che Rosen ha guidato fino agli anni ’90. Alla nuova azienda si deve la crescita del settore dei videogame grazie ad arcade come Periscope o Killer Shark. Poi le console domestiche e l’arrivo di Sonic, il riccio diventato il personaggio principale della società. Tra gli altri titoli celebri anche Thunder Force, Strider, Gunstar Heroes, Shining Force, Street of Rage e Phantasy Star.
Il giorno dell’Epifania, martedì 6 gennaio 2026, si è tenuta la tradizionale estrazione della Lotteria Italia. Anche quest’anno, è avvenuta durante l’appuntamento di Affari tuoi, il quiz show in onda su Rai 1 con la conduzione di Stefano De Martino. Particolarmente baciate dalla fortuna Roma e l’intera regione Lazio. Il primo premio da 5 milioni di euro è andato a un cittadino della Capitale, mentre il biglietto del secondo da 2,5 milioni è stato venduto a Ciampino. A pochi chilometri di distanza, il quinto premio da 1 milione di euro, vinto da una persona di Albano Laziale. Il biglietto da 2 milioni è stato estratto a Quattro Castella (Reggio Emilia), mentre quello per il premio da 1,5 milioni a Jerzu, in provincia di Nuoro. Ecco le procedure per controllare il proprio biglietto e riscuotere la vincita.
Lotteria Italia 2026, come controllare i biglietti vincenti
Stefano De Martino durante Affari Tuoi speciale Lotteria Italia (Ansa).
Come detto, l’estrazione della Lotteria Italia 2026 è avvenuta in diretta televisiva su Rai 1 durante la puntata di Affari tuoi. Per tutti i giocatori che non hanno seguito il quiz show di Stefano De Martino, la verifica dell’eventuale vincita può essere comunque immediata grazie a diversi strumenti digitali messi a disposizione. È sufficiente andare sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli oppure sull’app My Lotteries e inserire il numero del proprio tagliando. Inserendo nell’apposita area il numero del proprio ticket si potrà risalire rapidamente al risultato. L’elenco è disponibile anche sul sito ufficiale della stessa Lotteria Italia.
Come ed entro quanti giorni riscuotere il premio
Alcuni biglietti della Lotteria Italia (Imagoeconomica).
Tutti i fortunati vincitori hanno poi sei mesi di tempo per poter riscuotere il premio in denaro. Per farlo, occorre seguire una procedura rigorosa. Bisogna in primo luogo presentare il proprio ticket, integro e nella sua versione originale, presso uno sportello di Banca Intesa Sanpaolo oppure presso l’Ufficio Premi di Lotterie Nazionali s.r.l., sito in viale del Campo Boario, Roma. Eventualmente, si può spedire – a proprio rischio – il biglietto mediante raccomandata A/R, indicando le proprie generalità, l’indirizzo e la modalità di pagamento (assegno circolare, bonifico bancario o postale). Coloro che non hanno acquistato un ticket cartaceo, ma lo hanno comprato in versione digitale, dovranno anche presentare un documento di identità, il codice fiscale e la stampa del promemoria di gioco oppure il codice della giocata vincente.
Sono applicate delle ritenute sui premi della Lotteria Italia?
Infine, un’ultima importante precisazione. A differenza degli altri giochi nazionali, la Lotteria Italia non prevede l’applicazione di alcuna ritenuta sulla vincita: pertanto la cifra del premio sarà identica a quella nelle tasche del fortunato detentore del biglietto. Non sempre tuttavia tutti i premi vengono ritirati: nel 2024, oltre 1,2 milioni di euro non sono stati riscattati, oltre a circa 130 mila euro in premi giornalieri dimenticati. Nel 2008 non venne ritirato addirittura il primo premio da 5 milioni.
È morto a 84 anni Aldrich Ames, ex agente della counterintelligence della Cia, che stava scontando l’ergastolo per aver spiato per l’Unione Sovietica. Il decesso è avvenuto nel Federal Correctional Institution di Cumberland, in Maryland. Quando fu arrestato nel 1994, Ames aveva alle spalle 31 anni di carriera dell’intelligence americana con incarichi in tutto il mondo, Italia compresa. L’allora direttore della Cia, James Woolsey, lo descrisse come «un maligno traditore del suo Paese».
Fu arrestato nel 1994
Ames aveva iniziato a lavorare per Mosca alla metà degli Anni 80, dopo che la seconda moglie Rosario – addetta culturale dell’ambasciata colombiana che lavorava in segreto per la Cia – fu arrestata e condannata a cinque anni di prigione: per prima cosa, in cambio di 50 mila dollari, consegnò ai russi i nomi di alcuni agenti del Kgb che erano spie degli americani. Successivamente consegnò a Mosca, in cambio di 2 milioni di dollari, l’intera lista degli asset americani. Non avendo destato alcun sospetto, Ames continuò a fare carriera: tra il 1986 e il 1989 lavorò a Roma e supervisionò le operazioni in Cecoslovacchia negli anni del crollo dell’Urss. Fu infine arrestato nel 1994, quando fu individuato come la talpa che aveva ceduto i segreti della Cia ai russi.
Accentureha annunciato di aver trovato l’accordo per acquisire Faculty, azienda britannica di servizi e prodotti di intelligenza artificiale nativa. La società è stata fondata nel 2014 da Marc Warner, che ora sarà il nuovo Chief Technology Officer ed entrerà nel Global Management Committee. Oltre al manager, anche più di 400 professionisti di Faculty tra data scientist e ingegneri passeranno nei team globali della società di consulenza globale. In passato Warner è stato Research Fellow in Fisica Quantistica ad Harvard e membro del UK AI Council.
Volvo, che ha di recente salutato la nomina di Håkan Samuelsson come amministratore delegato, ha annunciato il ritorno di Thomas Ingenlath nel ruolo di Chief Design Officer: prende il posto di Nicholas Gronenthal, subentrato ad interim a luglio dopo le dimissioni di Jeremy Offer. Samuelsson assumerà ufficialmente l’incarico dal primo febbraio.
Chi è Thomas Ingenlath
Samuelsson era entrato in Volvo nel 2012, dopo una lunga esperienza nel Gruppo Volkswagen (tra Audi, Volkswagen e Skoda), introducendo nel successivo quinquennio – come vicepresidente del design – una nuova identità visiva per la casa svedese. Dal 2017 aveva ricoperto il ruolo di amministratore delegato del marchio Polestar, marchio di proprietà di Volvo, incarico mantenuto fino a ottobre 2024. A luglio 2025 era stato nominato consulente senior per il design del Gruppo Geely.
Si accendono i riflettori sulla nuova stagione 2026 di tennis. Nei prossimi 12 mesi sono in programma ben 59 tornei del circuito Atp, cui si aggiungono i quattro Slam, che interesseranno ben 29 nazioni differenti. Tre i grandi eventi in Italia: a maggio tutti al Foro Italico per gli Internazionali Bnl di Roma, mentre a novembre Torino ospiterà ancora una volta il torneo dei maestri, le Atp Finals. Si chiuderà poi qualche giorno dopo a Bologna con le Finals di Coppa Davis, di cui gli Azzurri sono campioni in carica da tre edizioni consecutive. Tra le novità spicca il 250 di Estoril a luglio e il cambio di data e location per Marsiglia, che da febbraio viene posticipato a ottobre sui campi di Lione. Ecco il calendario Atp con tutti i tornei e le date mese per mese.
Il calendario Atp 2026 completo: tornei e date mese per mese
Lorenzo Musetti alle Atp Finals 2025 (Ansa).
Gennaio
2 gennaio: United Cup
5-11 gennaio: 250 Brisbane; 250 Hong Kong
12-17 gennaio: 250 Adelaide; 250 Auckland
18 gennaio-1 febbraio: Australian Open
Febbraio
2-8 febbraio: 250 Montpellier
6-8 febbraio: Primo turno di Coppa Davis
9-15 febbraio: 250 Buenos Aires, 250 Dallas; 500 Rotterdam
16-22 febbraio: 250 Delray Beach; 500 Doha; 500 Rio de Janeiro
23 febbraio-1 marzo: 250 Santiago del Cile; 500 Acapulco; 500 Dubai
Jannik Sinner e Carlos Alcaraz alle Atp Finals 2025 (Ansa).
In attesa di sfidarsi nel circuito Atp, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sono pronti a inaugurare la loro stagione 2026 in un’esibizione di lusso a Seul. I due maestri della racchetta scenderanno in campo alle 8 italiane, con diretta su Sky Sport e in chiaro su Supertennis. In palio un ricco montepremi, di cui non si conoscono tuttavia dettagli. Costosi anche i biglietti per assistere al match: si va dai 165 mila won (circa 90 euro) per i posti con visibilità ridotta ai 3,5 milioni di won (circa 2 mila euro) per un pacchetto esclusivo che garantisce i migliori posti e permette persino di incontrare i due tennisti per una foto. Quattro giorni dopo la partita in Corea del Sud, il 14 gennaio, Sinner e Alcaraz saranno al Million Dollar One Point, torneo con professionisti e dilettanti le cui partite dureranno un punto: in palio, 1 milione di dollari.
Il bonus per rimanere al lavoro nel 2026 rappresenta una delle misure cardine confermate dalla recente legge di Bilancio per incentivare il posticipo volontario del pensionamento. L’agevolazione offre la possibilità di trasformare i contributi previdenziali in reddito immediato. Tuttavia, gli esperti del settore sottolineano come la scelta richieda un’attenta valutazione sulla convenienza personale a ricevere l’importo «tutto e subito» e sulle prospettive di carriera a lungo termine. Ecco, quindi, chi può richiedere il bonus quest’anno rinviando la pensione, per quali ipotesi di trattamento previdenziale si può fare richiesta e come funziona l’esonero contributivo legato alla scelta di incrementare lo stipendio netto attuale.
Bonus per rimanere al lavoro: chi può richiederlo nel 2026?
Lavoratori di un cantiere ferroviario (Imagoeconomica).
L’accesso al bonus per rimanere al lavoro e rimandare la pensione è riservato ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, che raggiungano specifici traguardi contributivi. Nello specifico, possono aderire al beneficio coloro che entro la fine del 2025 hanno maturato i requisiti per la quota 103, ovvero almeno 62 anni di età e 41 di contributi. La vera novità del 2026 risiede nell’estensione della platea: il bonus spetta ora anche a chi maturi il diritto alla pensione anticipata ordinaria entro il 31 dicembre 2026, ovvero agli uomini con 42 anni e 10 mesi di anzianità e alle donne con un anno in meno. Da un punto di vista normativo, l’esercizio di questa facoltà decorre dalla prima finestra utile per la pensione e può essere mantenuto finché si decide di restare in servizio, garantendo una flessibilità preziosa per chi desideri capitalizzare le proprie competenze ancora per qualche anno.
Per quali pensioni vale il bonus per rimanere al lavoro nel 2026?
Il meccanismo tecnico del bonus per rimanere al lavoro prevede che la quota dei contributi previdenziali, solitamente a carico del dipendente, non venga più versata all’ente di previdenza, ma resti direttamente al lavoratore, venendo corrisposta in busta paga. L’importo è erogato al netto dell’imposizione fiscale, determinando un incremento immediato del potere d’acquisto. È fondamentale, però, comprendere l’impatto sulla futura rendita: i periodi coperti dal bonus comportano una riduzione dell’aliquota di computo per il calcolo della quota contributiva della pensione. Tuttavia, la parte retributiva rimane invariata. Sul piano operativo, l’opzione privilegia l’immediato rispetto a un accumulo previdenziale maggiore, una scelta che molti considerano strategica per far fronte a investimenti immediati o per sostenere spese familiari urgenti senza intaccare i risparmi, mantenendo al contempo il proprio ruolo attivo all’interno del contesto lavorativo.
Come funziona l’esonero contributivo che aumenta lo stipendio netto?
La busta paga di un lavoratore (Ansafoto).
Dal punto di vista economico, la convenienza del bonus per il posticipo della pensione non è uniforme, ma cresce proporzionalmente alla retribuzione lorda percepita. Grazie alle aliquote marginali più elevate, chi ha stipendi più alti ottiene un vantaggio netto significativamente superiore. Secondo i calcoli de Il Sole 24 Ore, per un reddito di 28 mila euro, il beneficio in tre anni si attesta intorno al 6,4 per cento della retribuzione annua. Al contrario, per chi percepisce 75 mila euro e decide di restare per cinque anni, il guadagno complessivo può superare i 15 mila euro, incidendo per oltre il 20 per cento sul reddito annuale. In ambito produttivo, la misura è considerata come un’opportunità per le figure apicali. Il consiglio è quello di pesare il guadagno certo e immediato contro la leggera flessione della pensione futura, considerando che il bonus permette di incassare oggi somme certe.
La legge di Bilancio 2026 cambia le modalità di fruizione dell’Assegno di inclusione (Adi) nel momento in cui sia necessario presentare la domanda di rinnovo. La misura, nata per contrastare la povertà e favorire l’inserimento sociale dopo il superamento del Reddito di cittadinanza, subisce infatti un’ulteriore modifica per eliminare l’originario meccanismo che prevede lo stop di un mese sia al termine dei primi 18 mesi di fruizione, che al completamento dei successivi cicli di 12 mesi. La continuità prevista dalla Manovra 2026 si scontra tuttavia con la revisione al ribasso degli importi iniziali e con un monitoraggio sui beneficiari sempre più stringente. La comprensione delle nuove regole diventa, dunque, fondamentale per non perdere il diritto al sostegno.
Domanda di rinnovo assegno inclusione, quali novità per il 2026?
Schermata del sito dell’Inps per la presentazione della domanda di indennità (Ansafoto).
La principale novità della domanda di rinnovo dell’Assegno di inclusione nel 2026 riguarda l’abrogazione del cosiddetto «stop and go». In precedenza, dopo 18 mesi di fruizione, l’erogazione veniva interrotta per un mese; da quest’anno, il sostegno prosegue senza pause per ulteriori 12 mesi previa nuova istanza. A questa continuità si contrappone, tuttavia, una riduzione economica: la prima mensilità del rinnovo viene erogata al 50 per cento dell’importo spettante. Per mitigare il passaggio, è prevista una clausola di salvaguardia per chi ha terminato i primi 18 mesi a novembre 2025: i nuclei riceveranno un contributo straordinario fino a 500 euro, evitando il dimezzamento introdotto dalla nuova norma. Parallelamente, il governo ha stanziato fondi crescenti per coprire la misura, riducendo però drasticamente gli incentivi per le aziende che assumono i beneficiari dell’Adi. L’esonero contributivo per i datori di lavoro scende, infatti, a un massimo di 8 mila euro per i contratti a tempo indeterminato e si dimezza per quelli a termine.
Quando si deve fare la domanda di rinnovo dell’Assegno di inclusione?
È bene chiarire che, nonostante l’eliminazione del mese di stop, il rinnovo dell’Assegno di inclusione non avviene d’ufficio. I beneficiari devono presentare una nuova domanda allo scadere dei primi 18 mesi di fruizione o al termine dei successivi periodi di 12 mesi. Il consiglio è, dunque, quello di muoversi per tempo per garantire la sincronia tra la fine del vecchio ciclo e l’inizio del nuovo. Condizione essenziale per la validità della richiesta è l’iscrizione al Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa (Siisl) e la sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (Pad). Senza questi passaggi, la domanda non può essere accolta. La riforma mira a creare un sistema «senza soluzione di continuità», ma la responsabilità della presentazione della documentazione resta totalmente in capo al nucleo familiare, che deve confermare la persistenza dei requisiti reddituali e anagrafici necessari per l’accesso al beneficio.
Requisiti per avere l’Adi
La sede Inps di via dell’Amba Aradam (Ansafoto).
L’accesso all’Adi rimane vincolato a rigidi parametri che riflettono la fragilità del nucleo. Oltre ai limiti Isee e patrimoniali, immobiliari e mobiliari, è necessaria la presenza di almeno un componente minore, disabile, ultrasessantenne o in condizioni di svantaggio economico-sociale. Ma non basta possedere i requisiti economici: l’Adi, infatti, è una misura di politica attiva. I componenti del nucleo occupabili devono aderire a percorsi personalizzati di inclusione sociale e lavorativa. La mancata partecipazione ai progetti o il rifiuto di un’offerta di lavoro congrua comportano la decadenza immediata dal beneficio. Le nuove disposizioni confermano, quindi, la natura duale del sussidio: un aiuto economico certo, ma subordinato a un impegno concreto verso l’autosufficienza. Infine, si ricorda che il controllo sui requisiti è costante, esercitato dall’Inps mediante l’incrocio delle informazioni contenute nelle banche dati al fine di verificare che le condizioni dichiarate nella domanda di rinnovo dell’Adi permangano effettivamente nel tempo.
Il 2026 si apre con due giornate di scioperi. Venerdì 9 e sabato 10 gennaio concentrano proteste che coinvolgono aerei, treni, trasporto locale, con disagi diffusi in tutta Italia. Per quanto riguarda il settore aereo, EasyJet incrocia le braccia per l’intera giornata, dalle 00 alle 23.59. Il personale di Vueling sciopera dalle 10 alle 18, mentre i lavoratori di Assohandlers si fermano dalle 13 alle 17. Inoltre, si fermeranno per 24 ore i lavoratori di Swissport Italia dell’aeroporto di Milano Linate e quelli di handling sia di Milano Linate che Malpensa. Le astensioni possono incidere su check-in, imbarco e gestione dei bagagli, con ritardi e cancellazioni. Restano operative le fasce di garanzia previste dalla normativa, soprattutto sui voli di prima mattina e serali.
Lo sciopero dei treni e del Tpl il 9 e 10 gennaio
Treno (Ansa).
I lavoratori di Fsi-Rfi scioperano per otto ore, dalle 21 del 9 alle 21 del 10 gennaio. Le ripercussioni possono riguardare treni regionali, a lunga percorrenza e Alta Velocità. Anche in questo caso valgono le fasce di garanzia ferroviarie, con servizi minimi assicurati nelle ore di punta. Mobilitazione più contenuta per quanto riguarda il trasporto pubblico locale: in Sardegna è prevista un’astensione Arst per l’intera giornata in più province; a Termoli è previsto uno stop del personale Gtm di quattro ore.
Rinviato lo sciopero nelle scuole
Le due giornate dovevano coinvolgere anche la scuola, con lo sciopero nazionale del personale del ministero dell’Istruzione e del Merito. Ma la mobilitazione è stata rinviata al 12 e 13 gennaio. I sindacati protestano contro: mancati rinnovi contrattuali e aumenti salariali giudicati insufficienti rispetto all’inflazione; precarietà e ritardi nei percorsi di stabilizzazione; carichi di lavoro crescenti nelle segreterie e nelle scuole e carenza di risorse per funzionamento, inclusione e sicurezza degli edifici.
Alfonso Signorini è stato ascoltato per circa tre ore dalla procura di Milano nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato per violenza sessuale ed estorsione, avviata dopo la denuncia presentata dal modello ed ex concorrente del Grande fratello VipAntonio Medugno. Il presentatore televisivo, accompagnato dagli avvocati Daniela Missaglia e Domenico Aiello, si è presentato spontaneamente al quarto piano del Palazzo di giustizia e ha reso dichiarazioni davanti ai pm Letizia Mannella e Alessandro Gobbis. Nel corso dell’audizione ha respinto le accuse, affermando: «Non ho commesso nessuna violenza», e ha illustrato una ricostruzione dei fatti difforme rispetto a quella dell’accusatore. Durante l’interrogatorio, articolato anche con richieste di chiarimento da parte dei magistrati, Signorini ha inoltre fatto riferimento alle chat intercorse con Medugno, che sarà ascoltato dagli inquirenti nei prossimi giorni.
Fulmine a ciel sereno nel mondo del ciclismo. Simon Yates, 33enne atleta del Team Visma-Lease a Bike, ha deciso di ritirarsi. Il campione in carica del Giro d’Italia ha spiegato: «Ci ho pensato a lungo, non è stata una scelta presa alla leggera. Il ciclismo fa parte della mia vita da sempre». Nella scorsa stagione il ciclista ha vinto anche una tappa del Tour de France. In carriera il britannico vanta anche la vittoria della Vuelta Espana nel 2018.
Il messaggio di Yates: «Grazie per non aver dubitato»
Sulla pagina del Team Visma è stato pubblicato il messaggio integrale di Yates. Ha scritto: «Cari tutti, ho deciso di ritirarmi dal ciclismo professionistico. Per molti questa notizia potrebbe essere una sorpresa, ma non è una decisione che ho preso alla leggera. Ci ho pensato a lungo e ora mi sembra il momento giusto per lasciare questo sport. Il ciclismo fa parte della mia vita da sempre. Dalle gare nel velodromo di Manchester alle competizioni e alle vittorie sui palcoscenici più importanti, fino a rappresentare il mio Paese ai Giochi Olimpici, ha plasmato ogni capitolo della mia vita. Sono profondamente orgoglioso di ciò che sono riuscito a ottenere e altrettanto grato per le lezioni che ne ho tratto. Anche se le vittorie rimarranno sempre impresse, i giorni più difficili e le battute d’arresto sono stati altrettanto importanti. Mi hanno insegnato resilienza e pazienza, e hanno reso i successi ancora più significativi. A tutti coloro che mi hanno sostenuto lungo il percorso, dallo staff ai miei compagni di squadra, la vostra incrollabile fiducia e lealtà mi hanno permesso di realizzare i miei sogni. Ogni volta che ho dubitato di me stesso, voi non l’avete mai fatto. Grazie».