La puntualità nell’adempiere alle scadenze fiscali di gennaio 2026 è un segnale di correttezza e trasparenza verso il sistema tributario. A inizio anno, il calendario prevede una serie di obblighi che coinvolgono sia le famiglie sia i soggetti titolari di partita Iva. Innanzitutto, entro il 12 gennaio 2026, i datori di lavoro domestico devono provvedere al versamento dei contributi previdenziali per il quarto trimestre del 2025. L’obbligo riguarda chi impiega assistenti familiari, colf o baby sitter. Successivamente, entro il 15 gennaio 2026, i datori di lavoro sono tenuti a comunicare ai propri collaboratori la volontà di prestare assistenza fiscale diretta per la presentazione del modello 730/2026.
Scadenze fiscali, Cosa si paga il 16 gennaio 2026
Modello 730 di dichiarazione dei redditi (Imagoeconomica).
Tante le scadenze fiscali alle quali i contribuenti devono prestare attenzione in questo inizio anno. Scaduto il pagamento dei contributi previdenziali a favore dei lavoratori domestici, l’adempimento successivo riguarda i contribuenti con liquidazione mensile che devono versare l’imposta dovuta per il mese di dicembre 2025 entro il 16 gennaio 2026. Inoltre, si prevede l’invio telematico degli elenchi Intrastat entro il 26 gennaio prossimo. L’invio accurato dei dati relativi agli scambi comunitari previene anomalie nelle banche dati europee. Nello specifico, tale adempimento riguarda:
le cessioni di beni effettuate nel mese di dicembre 2025;
gli acquisti di servizi ricevuti nel corso del quarto trimestre 2025;
le prestazioni rese a soggetti passivi stabiliti in altri Stati dell’Unione europea.
Pertanto, le imprese devono monitorare con attenzione la documentazione commerciale per rispettare i termini previsti. La conformità a queste regole assicura la regolarità delle operazioni transfrontaliere ed evita contestazioni durante i controlli doganali o fiscali.
Quali sono le scadenze per il pagamento delle tasse
Un appuntamento rilevante è fissato per il 29 gennaio 2026, termine ultimo per sanare eventuali inadempienze dell’anno precedente. In questa data scadono i termini per la presentazione tardiva dei modelli che non sono stati inviati entro il 31 ottobre 2025. Le scadenze fiscali di gennaio 2026 permettono quindi di regolarizzare la posizione di persone fisiche e società tramite l’invio telematico. La trasmissione entro 90 giorni dalla scadenza originaria è l’ultima opportunità per evitare la qualifica di dichiarazione omessa. Nello specifico, il termine riguarda:
il modello Redditi 2025 relativo all’anno 2024;
il modello Irap 2025 per i soggetti con esercizio solare;
il modello 770/2025 per i sostituti d’imposta.
Tuttavia, il versamento delle imposte dovrà includere le sanzioni e gli interessi previsti dal ravvedimento operoso. Questo meccanismo consente di limitare l’impatto economico delle dimenticanze amministrative avvenute nel corso dell’anno precedente.
Calendario fiscale, cosa si paga a fine gennaio 2026
Gli ultimi giorni del mese richiedono attenzione sia sul canone televisivo sia sulla conservazione documentale. Entro il 31 gennaio 2026, i cittadini privi di apparecchio televisivo devono inviare la dichiarazione di non possesso per escludere l’addebito in bolletta per tutto l’anno corrente. Inoltre, entro la stessa data del 31 gennaio 2026, è necessario procedere alla conservazione digitale della contabilità del 2024.
La digitalizzazione dei registri e delle fatture garantisce la reperibilità e l’integrità dei dati in caso di accertamento. Le scadenze fiscali di gennaio 2026 si chiudono quindi con il consolidamento degli archivi fiscali, assicurando che tutta la documentazione obbligatoria sia messa in sicurezza secondo le norme vigenti.
Meta Platforms ha annunciato la nomina di Dina Powell McCormick nel ruolo di presidente e vice chairman. La decisione arriva a poche settimane dalle dimissioni dal consiglio di amministrazione del colosso di Menlo Park: Powell McCormick rientra in Meta con un ruolo operativo di primo piano, portando oltre 25 anni di esperienza maturata ai vertici della finanza mondiale e della politica estera Usa, anche sotto Trump. «Un’ottima scelta da parte di Mark Z!!!», ha scritto il presidente americano sui social, riferendosi all’amministratore delegato Mark Zuckerberg: «È una persona fantastica e di grande talento, che ha servito l’amministrazione Trump con forza e distinzione!».
Chi è Dina Powell McCormick
Membro del Partito Repubblicano e moglie di un senatore, Powell McCormick è stata Assistente Segretario di Stato e consigliera della Casa Bianca sotto George W. Bush e poi Vice Consigliera per la Sicurezza Nazionale durante il primo mandato di Donald Trump. Per quanto riguarda i ruoli di rilievo nella finanza, nel 2007 Powell è entrata a far parte di Goldman Sachs, dove è diventata amministratore delegato e poi partner dell’azienda, nonché presidente della controllata senza scopo di lucro Goldman Sachs Foundation. Tornata nella banca d’affari nel 2018 dopo l’incarico nella prima Amministrazione Trump, nel 2023 era entrata a far parte di BDT & MSD Partners.
All’atto della presentazione della domanda di adesione alla Rottamazione quinquies, da presentare all’Agenzia delle entrate – Riscossione entro il 30 aprile 2026, il contribuente deve valutare attentamente la convenienza tra il versamento in un’unica soluzione e la dilazione che comporta il pagamento degli interessi. In caso di scelta rateale, infatti, la normativa stabilisce l’applicazione di un tasso del 3 per cento annuo a decorrere dal 1° agosto 2026. L’aliquota è fissa e non segue le variazioni degli indici di mercato, rendendo il piano di rientro prevedibile nel tempo. La simulazione del calcolo deve tenere conto che le rate hanno una cadenza bimestrale e sono di pari ammontare, fatta eccezione per eventuali conguagli minimi. L’ammontare di ogni singola rata non può comunque essere inferiore a 100 euro, un limite che serve a garantire l’efficienza della riscossione per i debiti di più piccolo importo.
Simulazione calcolo interessi Rottamazione 2026 su un debito di 10 mila euro
La prima pagina del sito dell’ agenzia delle entrate (Ansafoto).
Per comprendere l’impatto degli interessi, si può ipotizzare un debito fiscale verso l’Agenzie delle entrate – Riscossione, la cui quota capitale sia pari a 10 mila euro, al netto di sanzioni e interessi di mora eliminati dall’adesione alla Rottamazione quinquies secondo la disciplina della legge di Bilancio 2026. Il pagamento del carico fiscale effettuato in un’unica soluzione solleva il debitore dal pagamento degli interessi e del versamento del solo importo capitale. Se l’adesione alla definizione agevolata, da effettuare entro il 30 aprile 2026, dovesse evidenziare la scelta della rateizzazione in 54 rate, l’applicazione del tasso al 3 per cento comporterebbe il pagamento di ulteriori 1.350 euro circa a titolo di interessi. Pertanto, il debito finale salirebbe a 11.350 euro. Per quanto riguarda l’importo della rata mensile, si passerebbe dai 185,18 euro della quota senza interessi, ai 210,18 euro circa della rata comprensiva degli interessi.
Gestione delle scadenze e decadenza
Il rispetto del calendario della Rottamazione quinquies 2026 è fondamentale per mantenere il tasso agevolato del 3 per cento ed evitare il ripristino dei vecchi debiti. Il piano è estremamente lungo, con termine fissato nel maggio 2035, ma la tolleranza per i ritardi è minima. Innanzitutto, il mancato pagamento di due rate comporta l’inefficacia della definizione agevolata 2026. In tale scenario, le somme già versate vengono trattenute a titolo di acconto sull’intero debito originario, comprensivo di sanzioni e interessi pieni. Tuttavia, la sospensione delle vecchie dilazioni fino al 31 luglio 2026 offre una boccata d’ossigeno finanziaria ai debitori, permettendo di pianificare il primo versamento senza il peso di rate pregresse concomitanti.
Scintille su Rai3 tra Luca Barbareschi e Sigfrido Ranucci al termine della puntata di Report. All’inizio di Allegro ma non troppo, il programma condotto da Barbareschi in onda dopo la trasmissione di Ranucci, il conduttore ha dichiarato: «Innanzi tutto vorrei dare una notizia. Vorrei ringraziare il grande conduttore di Report e ricordargli che io mi chiamo Luca Barbareschi, lui fa fatica a dirlo. Gli costerebbe poco dir che dopo il suo programma c’è il nostro ma gli fa fatica».
L’attore e conduttore ha poi proseguito rincarando la dose e collegando la vicenda personale al consulente di Report: «E allora gli voglio ricordare che non dovrebbe fargli fatica perché il suo consulente commerciale è quello che mi sta spiando da due anni, l’ho letto sui giornali, per questo verrà querelato. Io non spio voi ma almeno ricordatevi il nome. Stai attento!». La replica di Ranucci è arrivata successivamente sui social, con un post pubblicato su Facebook in cui il giornalista ha condiviso l’apertura del programma di Barbareschi e scritto: «Indegno sproloquio di Luca Barbareschi frutto di una campagna di fango esercitata dal il Giornale contro Gian Gaetano Bellavia che è stato vittima di un furto, che nessun organo giudiziario ha accusato di spionaggio o dossier. A Barbareschi Report e il suo consulente fanno comodo solo per il traino, visto che ha espressamente chiesto di essere posizionato dopo di noi. Un abbraccio sempre più forte al nostro consulente».
Tra i 12 giovani ricoverati al Niguarda di Milano dopo il rogo di Crans-Montana «due o tre sono molto migliorati», tra cui un ragazzo che si può dire ormai fuori pericolo. Guido Bertolaso, assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso. «Si muove, si sposta, ma comunque ha bisogno di tutta una serie di medicazioni continue, quindi non possiamo certo dire che il problema è risolto», ha spiegato l’ex capo della Protezione Civile. Così sugli gli altri due giovani citati: «Probabilmente nei prossimi giorni li trasferiremo in altri ospedali».
Io sono notizia, il documentario su Fabrizio Corona, continua a fare discutere. Stavolta nel mirino non è finito l’ex re dei paparazzi, né tantomeno qualcuna delle sue rivelazioni, vere o presunte. A fare notizia è la somma ottenuta da Netflix con il tax credit. Si tratta di 793.629 euro che il ministero della Cultura ha assegnato su una spesa complessiva di 2 milioni e mezzo di euro. A rivelare le cifre è stato il quotidiano La verità, dando inizio al dibattito. Io sono notizia è un documentario in cinque episodi del regista Massimo Cappello ed è stato pubblicato su Netflix lo scorso 9 gennaio. A produrlo è stata la società Bloom Media House, una srl guidata da Marco Chiappa, Alessandro Casati e Francesca Cimolai. I quasi 800 mila euro di contributo coprono il 30 per cento della cifra totale. Tra le parti più discusse, quelle sull’ex di Corona, Nina Moric, «costretta» ad abortire.
Assegnati a Los Angeles gli 83esimi Golden Globes, premi cinematografici e televisivi della Hollywood Press Association. La cerimonia del Beverly Hilton Hotel ha puntato i riflettori su Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, principale favorito anche per gli Oscar di marzo, e Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao, rispettivamente miglior comedy e drama. Tra gli attori, niente da fare per Leonardo DiCaprio, battuto come nei Critics Choice Awards da Timothée Chalamet, applaudito per la performance in Marty Supreme. Sugli scudi anche Jessie Buckley, vera rivelazione dei Golden Globes 2026, volto della moglie di Shakespeare, Agnes, in Hamnet. Ecco dove recuperare al cinema oppure in streaming i film e le serie tv premiati in California.
Golden Globes 2026, dove vedere tutti i film premiati
Wagner Moura dopo la vittoria ai Golden Globes 2026 (Ansa).
Una battaglia dopo l’altra: dal 13 gennaio su HBO Max
Diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra è il vero protagonista della stagione 2026 dei premi cinematografici. Protagonista è Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), un rivoluzionario fallito che vive in un cronico stato di paranoia assieme alla figlia Willa, nata dalla sua relazione con Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor). Quando quest’ultima viene rapita dal colonnello Lockjaw (Sean Penn), dovrà affannarsi per ritrovarla. Miglior comedy ai Golden Globes, ha vinto anche le statuette per la regia e la sceneggiatura, oltre che per attrice non protagonista con Taylor. Dal 13 gennaio sarà in streaming su HBO Max.
Hamnet, al cinema dal 5 febbraio
Uscirà invece al cinema il 5 febbraioHamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e premiato come miglior drama ai Golden Globes. Al centro della narrazione un grave lutto che, nel Cinquecento, colpì William Shakespeare e la moglie Agnes, privati del figlio Hamnet ucciso dalla peste. Nei panni dei due protagonisti recitano Paul Mescal e Jessie Buckley, vincitrice della statuetta come miglior attrice protagonista in un film comedy o musical.
L’agente segreto, a gennaio in sala il miglior film straniero
Il 29 gennaio sbarcherà al cinema invece L’agente segreto, produzione brasiliana diretta da Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, premiato come miglior attore protagonista in un drama. La storia si svolge nel 1977 in Brasile, durante gli ultimi anni della dittatura militare. Al centro della storia c’è Marcelo, professore universitario di mezz’età che spera di lasciarsi alle spalle una vita di violenze e segreti. Scoprirà tuttavia che il passato trova sempre un modo per riaffiorare. Premiato come miglior film straniero ai Golden Globes, è anche tra i favoriti per gli Oscar.
Marty Supreme, il film con protagonista Timothée Chalamet
Timothée Chalamet è l’asso del ping pong Marty Reisman inMarty Supreme, film di Josh Safdie per cui il giovane talento di Hollywood ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia, battendo Leonardo DiCaprio. Ispirato alla storia vera dell’atleta, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, ne racconta la vita privata e la carriera che oscillarono tra scommesse, truffe, passioni proibite e sogni di gloria. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Fran Drescher, a lungo presidente del sindacato degli attori SAG-Aftra. Il film sarà in sala il 22 gennaio.
Se solo potessi ti prenderei a calci: Rose Byrne miglior attrice comedy
Uscirà invece il 5 marzo Se solo potessi ti prenderei a calci, film di Mary Bronstein con protagonista Rose Byrne, premiata ai Golden Globes come miglior attrice in una comedy. Al centro della storia c’è Linda, giovane psicoterapeuta spinta al limite delle proprie forze da una serie di eventi concatenati che non le lasciano tregua. Sull’orlo del collasso tra ansia, stanchezza, un matrimonio infelice e alcuni pazienti difficili, dovrà far ricorso a ogni energia per poter riprendere in mano la sua vita.
Sentimental Value, il film di Trier premiato per Stellan Skarsgard
Il 22 gennaio uscirà al cinema Sentimental Value, premiato ai Golden Globes per la performance di Stellan Skarsgard come miglior attore non protagonista. Complessa storia dalle dinamiche familiari, il film si concentra su Nora, affermata attrice teatrale che dopo la morte della madre è in cerca di un nuovo equilibrio. Assieme alla sorella Agnes dovrà fare i conti con il ritorno del padre Gustav (Stellan Skarsgard), ex regista di fama internazionale a lungo distante dalle loro vite.
KPop Demon Hunters, il film d’animazione dell’anno
È già disponibile in streaming su Netflix, dove ha fatto incetta di visualizzazioni, KPop Demon Hunters, premiato come miglior film d’animazione della stagione ai Golden Globes. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans si concentra sulle componenti di un gruppo KPop al femminile ma segretamente anche cacciatrici di demoni che proteggono i loro fan dalle minacce soprannaturali. Dovranno unire le loro forze per combattere il più grande nemico mai affrontato: una boy band rivale composta solo da demoni. Il film ha trionfato anche conGolden, eletta miglior canzone originale.
Sinners – I peccatori, tra i più delusi dei Golden Globes
Appena due riconoscimenti (colonna sonora e miglior film per incassi) per Sinners – I peccatori, film di Ryan Coogler (Black Panther e Creed) tra i più acclamati dalla critica internazionale. Disponibile in streaming su Now Tv e sull’on demand di Sky, racconta le vicende dei gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan, che decidono di tornare nella loro cittadina natale per ricominciare dopo un passato oscuro. All’arrivo, scoprono che un male ancor più terrificante di ciò che ricordavano è lì ad attenderli.
Dove vedere in streaming le serie tv premiate ai Golden Globes 2026
Noah Wyle con la statuetta dei Golden Globes 2026 (Ansa).
The Pitt, il medical drama con Noah Wyle
Noah Wyle, già protagonista e icona di ER, torna in corsia con The Pitt, medical drama premiato ai Golden Globes. Il divo è il dottor Michael Robby Robinatovich, segnato dagli effetti della pandemia e dalla perdita del suo mentore. Lavora presso il sovraffollato e sempre sotto organico The Pitt, nome con cui viene chiamato affettuosamente l’ospedale di Pittsburgh, presso il quale un giorno arrivano alcuni tirocinanti pronti ad affrontare il loro turno con determinazione e umiltà. Ogni episodio segue un’ora in corsia vissuta al limite, offrendo uno sguardo sulla sanità americana. È disponibile su Sky e, dal 13 gennaio, anche su HBO Max.
Pluribus, la nuova serie nata dalla mente del creatore di Breaking Bad
È disponibile invece su Apple Tv+ Pluribus, serie televisiva di fantascienza nata dalle mente di Vince Gilligan, acclamato autore di Breaking Bad, con protagonista Rhea Seehorn (premiata come miglior attrice) già vista in Better Call Saul. Al centro della storia c’è una scrittrice di romanzi rosa di nome Carol Sturka che sta facendo un tour promozionale ad Albuquerque: proprio in quei giorni, un virus sembra aver contagiato gli abitanti rendendoli estremamente felici e ottimisti. Carol, apparentemente l’unica immune, si ritrova a vagare confusa e arrabbiata in un mondo sempre più distante da lei.
The Studio, la miglior serie comedy dell’anno
Sempre su Apple Tv+ è possibile trovare The Studio, miglior comedy ai Golden Globes dove ha battuto la concorrenza di serie acclamate come Only Murders in the Building e The Bear. Incentrata su Matt Remick, nuovo capo dei Continental Studios in piena crisi, offre uno spaccato del dietro le quinte di Hollywood, dove dominano i grandi conglomerati e primeggiano insicurezze degli artisti e discusse decisioni aziendali. Nei panni del protagonista recita Seth Rogen (premiato a Los Angeles): al suo fianco Catherine O’Hara, Kathryn Hahn e Ike Barinholtz.
Hacks, la serie con protagonista Jean Smart
Terzo Golden Globe e secondo consecutivo su quattro nomination per Jean Smart grazie ad Hacks, serie televisiva disponibile su Netflix in cui interpreta la leggendaria comica Deborah Vance. Quando i produttori decidono di ridurre il numero dei suoi spettacoli sperando di attirare un pubblico più giovane, si troverà costretta a unire le forze con Ava Daniels (Hannah Einbinder), una sceneggiatrice di 20 anni vittima della cancel culture per un tweet particolarmente problematico.
Adolescence, la miniserie Netflix diventata un fenomeno sociale
Vero fenomeno del 2025, Adolescenceha dominato la scena internazionale tanto da diventare la seconda serie in lingua inglese più vista di sempre su Netflix, alle spalle solo di Mercoledì in attesa dei dati definitivi di Stranger Things 5. Liberamente ispirata ad alcuni eventi reali, racconta la storia di un 13enne accusato per l’omicidio di una sua compagna di classe in Inghilterra. Durante le quattro puntate, gli spettatori conosceranno man mano la realtà dei suoi familiari, dei poliziotti coinvolti nelle indagini e della scuola frequentata dal ragazzino. Premiata come miglior miniserie, ai Golden Globes ha vinto anche per l’attore protagonista (Stephen Graham), non protagonista (Owen Cooper, il più giovane di sempre) e attrice non protagonista (Erin Doherty).
Dying for Sex: Golden Globe per Michelle Williams
Si ispira a una storia vera ancheDying for Sex, serie scritta e co-creata da Kim Rosenstock (Only Murders in the Building) ed Elizabeth Meriwether (New Girl). Protagonista è Molly (Michelle Williams, premiata ai Golden Globes) che, ricevuta una diagnosi di cancro al seno al quarto stadio, decide di lasciare il marito Steve per esplorare, per la prima volta, la varietà e la complessità dei suoi desideri sessuali. Decisa ad andare fino in fondo per sfruttare tutto il tempo che le resta, si imbarca in quest’avventura con l’amica Nikki. Gli otto episodi della miniserie sono disponibili in streaming su Disney+.
La maggioranza ha confermato l’intenzione di procedere con un nuovo decreto sicurezza, sostenuto dall’intero governo. Ma continuano le scintille tra Fratelli d’Italia e Lega attorno all’operazione Strade sicure: il Carroccio invoca la necessità di utilizzare l’esercito nelle città, mentre i meloniani – come ha esplicitato il capogruppo al Senato Lucio Malan – ritengono che «i soldati devono fare i soldati», puntando invece su un rafforzamento del sistema di sicurezza gestito dalle forze dell’ordine. Un testo ancora non c’è, ma in un’intervista a Repubblica Nicola Molteni, sottosegretario al ministero dell’Interno, ha illustrato le proposte della Lega: «Questo governo ha fatto tanto e bene, le assunzioni sono il doppio del passato, 4 mila case sgomberate in tre anni, +20 per cento di rimpatri. Ma si può fare di più». Ecco i vari punti.
La Lega chiede l’aumento dei militari dell’operazione ‘Strade sicure’
Molteni ha detto inoltre che, nonostante la contrarietà del ministro della Difesa Guido Crosetto, «bisogna aumentare le forze di polizia e militari nelle città e nelle stazioni», spiegando: «Questa è una misura voluta nel 2008 da Berlusconi, La Russa e Maroni. È un provvedimento di destra e va difeso: la Lega non accetterà mai un ridimensionamento, il nostro elettorato non lo capirebbe». La discussione in Commissione Difesa alla Camera dei deputati della risoluzione della Lega per chiedere di aumentare il numero dei militari del contingente di Strade sicure inizierà il 15 gennaio. Il Carroccio punta ad ampliare il contingente di 6.800 militari attualmente impiegato con almeno altri uomini e donne dell’Esercito.
Militari impegnati nell’operazione Strade sicure (Ansa).
Scudo penale per gli agenti e maglie allargate per la legittima difesa
I reati sono in diminuzione. Ma, ha osservato Molteni, «gli ultimi fatti sono gravissimi» e pertanto «si deve alzare la soglia di attenzione». Da qui la richiesta di avere nel nuovo decreto «la tutela processuale per gli agenti, vale a dire il superamento dell’iscrizione nel registro degli indagati come atto dovuto per chi usa la forza nell’esercizio delle sue funzioni». Questo automatismo, ha aggiunto, «deve saltare anche per il privato cittadino che agisce per legittima difesa».
Emergenza baby gang: sanzioni per i genitori che non vigilano
Affrontando il tema delle baby gang, il sottosegretario Molteni ha poi commentato quando detto da Giorgia Meloni in conferenza stampa: «Ho apprezzato. Bisogna affrontare le baby gang, vietare i coltelli per i minori, con sanzioni per i genitori che non vigilano e misure accessorie per i minorenni, come la revoca o lo stop alla richiesta di patente». Il Carroccio punta poi su nuove disposizioni sui furti aggravati e i borseggi, con un eventuale aumento delle pene.
Sgombero entro 24 ore esteso a tutte le case
Tra i vari punti illustrati da Molteni, che ha anche definito Matteo Salvini «il miglior ministro degli ultimi 20 anni», ci sono pure gli sfratti: «Nel primo decreto sicurezza abbiamo introdotto lo sgombero entro 24 ore per la prima casa. Oggi chiediamo che venga estesa a tutte le case».
In arrivo una proposta di legge sulla remigrazione
Molteni ha poi preannunciato che ci sarà una proposta di legge per la remigrazione: «Va fatto tutto quello che serve per allontanare chi è pericoloso e non ha titolo per stare qui. La remigrazione è una declinazione di questa strategia». Non solo: «Bisogna stringere le maglie sui ricongiungimenti familiari e anche sui minori non accompagnati, puntando sui rimpatri se i genitori sono all’estero in zone sicure».
Ibsa Italy ha nominato Giuseppe Celiberti come nuovo ceo e general manager. Succederà a Federico Mautone, alla guida della filiale italiana del gruppo farmaceutico svizzero dal 2023. Ibsa lo scorso hanno ha finalizzato il 40esimo anniversario da quando è stata acquisita dall’attuale presidente Arturo Licenziati. È stato lui a trasformare la società in una multinazionale che opera in oltre 90 Paesi in tutto il mondo e impiega più di 2.300 persone. Celibertiha precedentemente lavorato presso Centro Ricerche di GlaxoSmithKline prima di maturare esperienze anche in ambito marketing, sales e direzionale. In Ibsa Italy è entrato nel 2018, dopo aver lavorato per Novadynamics Healthcare e per Medel Italia.
Celiberti: «La persona al centro per Ibsa»
Il nuovo ceo Celiberti ha dichiarato: «La nostra capacità di mettere la persona al centro non è solo un valore. È il motore che ci consente di coniugare ricerca scientifica, produzione industriale e innovazione come pilastri del nostro impegno quotidiano. Insieme a tutto il team continueremo a lavorare per consolidare la crescita in Italia e accelerare lo sviluppo internazionale del Gruppo, promuovendo farmaci nella forma migliore, in grado di rispondere efficacemente alle esigenze di tutti i nostri pazienti e migliorare la loro compliance».
Ognuno ha il suo destino. Quello di Goffredo Bettini (come definirlo? Insigne esponente del Pd la cui vita è divisa tra Roma e la Thailandia) è di provocare sconquassi. Questa volta il fiammifero lo ha acceso con un’intervista a Il Fatto Quotidiano, che nelle intenzioni voleva essere un contributo alla discussione, ma che è stata letta come un plateale cedimento alle ragioni del nemico Vladimir Putin con cui, dice Bettini, è ora di cominciare a parlare. Ma si sa che, in tempi come questi, anche le migliori intenzioni (ammesso che ci fossero) vengono prese come dichiarazioni di guerra. Come se non bastasse, l’ideologo della sinistra romana ne ha anche per l’Europa, la cui governance targata von der Leyen non starebbe più in piedi.
Goffredo Bettini (Imagoeconomica).
I riformisti insorgono, la sinistra dem mette la testa sotto la sabbia
Nel Pd questo e altri passaggi a supporto della sua tesi hanno fatto da detonatore riacutizzando contrapposizioni interne la cui sintesi diventa sempre più ardua. I riformisti, incarnati dalla triade Sensi, Picierno e Gori (un consiglio all’ex sindaco di Bergamo è di non farsi coinvolgere dalla comunicazione social della moglie) sono insorti come se Bettini avesse messo in discussione l’appartenenza all’Occidente, più che la necessità di ravvivare la diplomazia. La sinistra del partito, invece, ha fatto quello che fa sempre in questi casi: testa sotto la sabbia, sperando di troncare e sopire la polemica sul nascere, magari appellandosi al fatto che la realtà è molto più scomoda e complicata di un’intervista che ambisce velleitariamente a padroneggiarla.
Filippo Sensi (Imagoeconomica).
Su Israele la frattura tra i due Pd è antropologica
Ma Putin è solo un lato del problema. Il secondo, forse più tossico e gravido di conseguenze, si chiama Israele. Qui la frattura tra i due Pd non è solo politica, è antropologica. Da una parte c’è chi considera la sua difesa un riflesso automatico, identitario, non negoziabile. Dall’altra chi insiste sul diritto internazionale, sulle responsabilità, sulla sproporzione della reazione a Gaza, e finisce immediatamente nel recinto degli ambigui, quando non dei sospetti. Se l’Ucraina divide sulle parole, Israele divide sulle emozioni, che in politica purtroppo sono sempre più potenti delle analisi. Nel Pd convivono due lessici che non comunicano. Uno parla di sicurezza: alleanze, deterrenza, lealtà al contesto atlantico. L’altro di diritti: le vittime, le asimmetrie di forza, il diritto internazionale come metro morale prima che giuridico. Il risultato è che ogni presa di posizione sembra un tradimento per qualcuno, mai una scelta condivisa.
Giorgio Gori e Pina Picierno (Imagoeconomica).
Elly Schlein costretta a un equilibrismo permanente
In mezzo, con l’aria di chi cerca una sintesi in un puzzle a cui mancano sempre dei pezzi, c’è Elly Schlein. Alla segretaria si chiede di tenere insieme un partito che ormai non discute più per trovare una linea, ma per certificare le distanze interne. Sulla guerra in Ucraina deve evitare l’accusa di tiepidezza con l’aggressore. Su Israele deve schivare quella, ancora più infamante, di mancata chiarezza morale. Una segreteria trasformata in esercizio di equilibrio permanente.
Elly Schlein (Imagoeconomica).
Torna lo spettro di una scissione
Così non si va avanti, o meglio, la sola cosa che avanza è lo spettro di una clamorosa scissione. Il paradosso è che nel Pd tutti giurano di volerla evitare. Ma nella realtà dei fatti si comportano come se fosse già avvenuta. I riformisti parlano a un elettorato che immaginano solido, occidentale, rassicurato dalla continuità. La sinistra si rivolge a una base che chiede di non tradire l’ideologia fondativa e il suo ancoraggio internazionalista che identifica nel capitale, ancorché declinato nelle sue formule innovative, il nemico da battere. E nessuno dei due mondi sembra davvero interessato a farsi capire dall’altro. La politica italiana, del resto, ha una lunga tradizione di separazioni presentate come atti di maturità. Ogni scissione viene raccontata come una scelta inevitabile, mai come il fallimento di una convivenza. Se il Pd arriverà all’ennesima rottura, la formula sarà sempre la stessa: non c’erano più le condizioni per continuare insieme. Un modo elegante per dire che nessuno ha voluto pagare il prezzo dell’ambiguità finché era ancora gestibile.
Nella notte tra l’11 e il 12 gennaio a Guarene, nell’Albese, in provincia di Cuneo, un padre e un figlio sono stati trovati senza vita nella loro abitazione della frazione Castelrotto a causa di un’intossicazione da monossido di carbonio. L’allarme è scattato nella mattinata del 12 gennaio, quando un familiare, non riuscendo a ottenere risposta dopo essere arrivato davanti alla casa, ha contattato i soccorsi: vigili del fuoco e carabinieri, intervenuti sul posto, hanno rinvenuto i corpi di Paolo Foglino, ristoratore di 57 anni, e del figlio Francesco, di 17. Foglino era conosciuto ad Alba perché titolare, insieme ai soci Paolo Salomone e Diego Paschina, dell’Osteriadei sognatori, uno dei locali più noti e frequentati del centro storico. Restano da chiarire le cause che hanno portato alla dispersione del gas letale: gli accertamenti sono in corso e l’indagine è affidata ai carabinieri, intervenuti insieme ai vigili del fuoco.
Martedì 13 gennaio 2026 i taxi si fermeranno in quasi tutta Italia per uno sciopero nazionale di 24 ore. L’astensione dal lavoro è prevista dalle 00:00 alle 24:00 e coinvolgerà tutte le principali città, con l’unica eccezione dell’Umbria. Lo sciopero è stato indetto da un fronte molto ampio di sigle sindacali e associative del settore taxi, in tutto 18 organizzazioni, tra cui Filt Cgil Taxi, Ugl Taxi, Usb Taxi, Uritaxi, Fedartaxi Cisal e Orsa Taxi.
I servizi garantiti
Taxi a Roma (foto Ansa).
Durante lo sciopero restano garantite le prestazioni minime indispensabili, sotto la vigilanza della Commissione di Garanzia: sono assicurati i servizi urgenti e quelli per persone con disabilità o diretti verso strutture sanitarie. Per l’utenza sono attesi forti disagi, soprattutto nei collegamenti con aeroporti e stazioni.
Le ragioni dello sciopero dei taxi
Alla base della mobilitazione ci sono le contestazioni contro quello che i tassisti definiscono l’ingresso «aggressivo» delle multinazionali delle piattaforme digitali nel trasporto non di linea. La categoria rivendica il taxi come servizio pubblico regolato, con tariffe fissate dai Comuni, obblighi di sicurezza, controlli e responsabilità precise verso l’utenza. Secondo i sindacati, questo modello sarebbe messo a rischio da sistemi basati su algoritmi e prezzi variabili, con il pericolo di rincari nei momenti di maggiore domanda. Tra le richieste rivolte al governo figurano il completamento e la piena applicazione della legge 12 del 2019 contro l’abusivismo, regole chiare per le piattaforme tecnologiche e la tutela del servizio pubblico taxi.
La nuova legge di Bilancio introduce una distinzione fondamentale per chi risieda nei grandi centri urbani, ovvero nei capoluoghi delle Città Metropolitane, ai fini della determinazione dell’Isee 2026. Infatti la Manovra, riconoscendo il maggior peso economico del patrimonio immobiliare di queste aree, stabilisce che per i nuclei familiari residenti la quota di valore della prima casa, esclusa dal calcolo del patrimonio, salga a 120 mila euro. La misura è stata pensata per bilanciare il valore di mercato spesso elevato degli immobili nelle metropoli, garantendo che il possesso di una prima casa non diventi un ostacolo insormontabile per l’accesso ai sostegni al reddito. La riforma interessa direttamente le famiglie che richiedono l’Assegno unico per i figli e l’Assegno di inclusione, permettendo a una platea più vasta di rientrare nelle soglie di merito.
Quando si fa il nuovo ISEE 2026
Indicatore della situazione economica equivalente – Isee (Imagoeconomica).
La finestra per richiedere l’Isee 2026 si è aperta il 1° gennaio scorso, data a partire dalla quale si può sottoscrivere la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu). Per i residenti nelle Città Metropolitane, la Manovra 2026 aumenta la soglia di valore della prima casa da escludere dal calcolo del valore reddituale fino a 120 mila euro (rispetto ai 91.500 euro degli altri comuni, comunque in aumento di circa 40 mila euro sul 2025). La famiglia, inoltre, può applicare un’ulteriore franchigia se sono presenti più figli nel nucleo. Infatti, la normativa prevede un aumento della quota da escludere ai fini della determinazione dell’Isee pari a 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Ciò significa che una famiglia con tre figli residente a Milano o a Roma può escludere dal calcolo patrimoniale un valore immobiliare superiore rispetto a un nucleo più piccolo. Ecco, di seguito, come considerare le soglie di franchigia.
A cosa serve aggiornare l’indicatore della situazione economica?
L’apertura della finestra di presentazione delle domande di rinnovo dell’Isee dal 1° gennaio 2026 rappresenta un passaggio cruciale per confermare il diritto alle prestazioni dell’Inps e alle relative maggiorazioni. La normativa stabilisce che l’istituto previdenziale utilizzi prioritariamente la modalità precompilata, facilitando l’acquisizione dei dati catastali aggiornati. La cooperazione tra l’istituto e l’Anagrafe nazionale della popolazione residente assicura che il parametro relativo al comune di residenza sia inserito automaticamente, riducendo il rischio di errori nel calcolo della franchigia per l’abitazione. È opportuno presentare la domanda entro il 28 febbraio 2026 per garantire la continuità dei pagamenti dell’Assegno unico per i figli. Nel caso in cui la situazione economica dovesse essere mutata significativamente rispetto a due anni fa, si può optare per l’Isee corrente, purché sussistano le condizioni di variazione reddituale o patrimoniale previste dalla legge.
Quali documenti servono per fare l’ISEE nel 2026 Città Metropolitane?
Una ragioniera lavora ad un modello 730 di dichiarazione dei redditi (Ansafoto).
La documentazione da produrre per la richiesta dell’Isee 2026 deve riflettere la composizione del nucleo e il patrimonio alla data del 31 dicembre 2024. Per chi abita nei capoluoghi metropolitani, non sono richiesti certificati aggiuntivi sulla residenza, poiché il sistema acquisisce il dato in automatico. Restano però fondamentali i documenti che attestino il valore degli immobili e la consistenza dei conti correnti. L’elenco dei dati da verificare comprende, pertanto:
la rendita catastale dell’abitazione principale e delle eventuali pertinenze;
l’estratto conto con saldo e giacenza media dei depositi bancari al 31 dicembre 2024;
la documentazione relativa ai mutui ipotecari residui per l’acquisto della casa;
i dati identificativi di veicoli e imbarcazioni, ora sottoposti ai controlli incrociati con il registro tenuto dall’Aci.
La verifica della corrispondenza tra i dati precompilati e la documentazione cartacea è un passaggio obbligatorio per evitare segnalazioni di difformità.
Santiago Lopez-Vilas è stato nominato socio gestore della divisione europea di Arctos Partners. Si tratta del fondo di investimenti attivo nel ramo sportivo in tutto il pianeta e a un passo da essere acquisita da Kkr. L’intesa è stata raggiunta e manca soltanto l’ufficialità. L’operazione sarà da un miliardo di dollari e sancirà l’ingresso del colosso americano del private equity nello sport.
Arctos, infatti, ha partecipazioni in club di varie discipline: ci sono i Golden State Warriors e gli Utah Jazz in NBA e i Los Angeles Dodgers e gli Houston Astros in MLB. La società possiede anche quote nei Los Angeles Chargers della NFL e nei New Jersey Devils della NHL. E così anche nel calcio, ma in Europa. Il fondo, infatti, è azionista del PSG, dell’Atalanta e del Fenway Sports Group, la holding che possiede il Liverpool. Possiede anche il 20 per cento di Aston Martin in Formula 1.
Lopez-Vilas ex ceo del Bernabeu
A dare notizia del passaggio di Lopez-Vilas ad Arctos Partners è stato il quotidiano spagnolo El Confidential. Il manager è stato dal 2022 all’estate 2025 amministratore delegato dell’Estadio Santiago Bernabeu, la società che gestisce lo stadio del Real Madrid. La separazione è scaturita da alcuni problemi emersi durante la ristrutturazione dell’impianto. Precedentemente Lopez-Vilas è stato direttore degli investimenti del Grupo Milleniuum e direttore del business di OHL Desarollos. Ora la nuova avventura che interesserà anche ai tifosi dell’Atalanta.
Hamnet – Nel nome del figlioè una delle rivelazioni dell’anno. Il nuovo film di Chloé Zhao, già premio Oscar per Nomadland nel 2021 e oggi tra i favoriti per la 98esima edizione degli Academy Awards di marzo 2026, ha trionfato ai Golden Globes, ricevendo l’ambita statuetta per il miglior drama davanti a Sinners – I peccatori, Frankenstein e Un semplice incidente. Premiata anche Jessie Buckley, miglior attrice protagonista in un lungometraggio drammatico nonostante la concorrenza di Julia Roberts per After the Hunt e soprattutto Jennifer Lawrence con Die My Love. Tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e incentrato sulla vita privata di William Shakespeare e della moglie Agnes, uscirà al cinema in Italia il prossimo 5 febbraio.
Hamnet – Nel nome del figlio, trama e cast del film di Chloé Zhao
Jessie Buckley con il Golden Globe 2026 (Ansa).
La narrazione del film di Zhao ha inizio nell’Inghilterra del Cinquecento. Al centro della storia William Shakespeare in una versione ben distante da quella del Bardo e monumento del teatro mondiale: il talento della letteratura britannica non è ritratto come un genio isolato, ma come un uomo, marito e padre ferito da un grave lutto. Giovane insegnante di latino, interpretato da Paul Mescal, vive ai margini della società con la moglie Agnes (Jessie Buckley) e ai figli Susanna (Bodhi Rae Breathnach) e i gemelli Hamnet (Jacobi Jupe) e Judith (Olivia Lynes). Quando Shakespeare si trasferisce a Londra per inseguire il teatro, la moglie resta da sola a Stratford, custodendo la casa e crescendo i bambini. Tutto cambia con l’arrivo della peste, che causa la morte improvvisa di Hamnet e lacera per sempre la vita della coppia.
Dal lutto in poi, Hamlet – Nel nome del figlio racconta dall’interno il dolore di William e Agnes: l’uno decide di rifugiarsi nella scrittura, mentre la seconda si ritira nel cuore della natura. Una frattura da cui nascerà il grande capolavoro diAmleto. Paul Mescal restituisce sullo schermo uno Shakespeare più umano, che scrive perché non riesce a fare altro per restare attaccato alla vita. Jessie Buckley, che nel 2026 tornerà in sala anche con La sposa! di Maggie Gyllenhaal nei panni della compagna del mostro di Frankenstein e che è la vera rivelazione dei Golden Globes 2026, incarna un personaggio magnetico che si prende la scena centrale della storia. Nel cast anche Emily Watson nel ruolo di Mary Shakespeare, madre severa e ferita, e Joe Alwyn in quelli di Bartholomew, fratello di Agnes.
Da Stratford-upon-Avon alle case di Shakespeare, le location del film
Paul Mescal e Jessie Buckley alla première di Hamnet (Ansa).
Disponibile nelle sale britanniche da venerdì 9 gennaio, Hamnet – Nel nome del figlio è stato girato interamente nel Regno Unito. Sebbene il Bardo fosse originario di Stratford-upon-Avon, cittadina del Warwickshire dove visse con la moglie Agnes e la famiglia, le riprese hanno avuto luogo soprattutto a Weobley, nell’Herefordshire, a poco meno di 100 chilometri di distanza. Località che ora, secondo la Bbc, si attendono un aumento del turismo pari al 20 per cento. Gli amanti della storia potrebbero recarsi per visitare una delle cinque case di famiglia legate al drammaturgo e oggi in possesso dello Shakespeare Birthplace Trust: si tratta del cottage di Anne Hathaway, il luogo di nascita del Bardo, la fattoria di sua madre, la casa in cui morì e Halls Croft, dove gli eredi vissero dopo la morte.
«Stratford è rimasta immutata», ha spiegato Richard Paterson, direttore del Trust, alla Bbc. «È come camminare per le stesse strade percorse da Shakespeare». A Weobley, molti edifici nella classica bicromia bianco e nero risalgono alla fine del XV secolo o agli inizi del XVI così come Penbridge, altro villaggio noto per gli edifici in legno a due ore di cammino. Nella biblioteca e nelle sale del museo cittadino è stata allestita una mostra dedicata alle riprese del film di Zhao.
Papa Leone XIV ha ricevuto in Vaticano María Corina Machado, esponente di primo piano dell’opposizione venezuelana e Premio Nobel per la Pace 2025. L’incontro, reso noto dalla Sala Stampa della Santa Sede e inserito tra gli impegni ufficiali della giornata, è avvenuto su richiesta della stessa Machado. Fondatrice e guida del movimento Vente Venezuela, l’attivista è da tempo impegnata nella denuncia delle violazioni dei diritti democratici nel Paese sudamericano. Dopo essere fuggita dal Venezuela per partecipare a Oslo alla cerimonia del Nobel a dicembre 2025, in seguito al sequestro e al trasferimento a New York di Maduro, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso una sua eventuale ascesa alla guida del Paese, annunciando comunque che incontrerà la leader dell’opposizione «martedì o mercoledì» e chiarendo che una grazia per Maduro non è «uno scenario possibile».
L’appello di Machado e l’appello del Pontefice per il Venezuela
Già a ottobre 2025 Machado aveva chiesto al Pontefice di intervenire presso il governo di Caracas per favorire la liberazione dei detenuti politici. Negli ultimi giorni, infatti, diverse scarcerazioni sono state disposte dalle autorità venezuelane, tra cui anche quelle degli italiani Alberto Trentinie Mario Burlò, come annunciato dal presidente dell’Assemblea Nazionale Jorge Rodríguez, fratello della vicepresidente e presidente facente funzioni Delcy Rodríguez. Durante l’Angelus del 4 gennaio, Papa Leone XIV aveva richiamato l’attenzione sulla crisi venezuelana, affermando di seguirne gli sviluppi «con animo colmo di preoccupazione» e sottolineando che «Il bene dell’amato popolo venezuelano deve prevalere sopra ogni altra considerazione e indurre a superare la violenza e intraprendere cammini di giustizia e di pace, garantendo la sovranità del paese, assicurando lo stato di diritto inscritto nella Costituzione, rispettando i diritti umani e civili di ognuno e di tutti e lavorando per costruire insieme un futuro sereno di collaborazione, di stabilità e di concordia, con speciale attenzione ai più poveri che soffrono a causa della difficile situazione economica».
Il ministero degli Esteri ha diffuso le prime foto del cooperante italiano Alberto Trentini e dell’imprenditore torinese Mario Burlò dopo la loro liberazione in Venezuela. L’annuncio è arrivato intorno alle 5 di lunedi mattina dal ministro Antonio Tajani, che ha riferito che entrambi sono stati trasferiti nella sede dell’ambasciata italiana a Caracas, dove sono state scattate le immagini. I due si trovano in buone condizioni e rientreranno in Italia su un volo di Stato tra lunedì notte e martedì.
Mario Burlò e Alberto Trentini (Ansa).
Trentini è stato liberato dopo 423 giorni di detenzione. Il cooperante della ong Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità, era stato fermato senza accuse formali il 15 novembre 2024 a un posto di blocco, circa tre settimane dopo il suo arrivo nel Paese. Dopo il fermo era stato trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare e successivamente rinchiuso nel carcere di El Rodeo, uno dei più duri del Venezuela. Anche Mario Burlò era arrestato nel novembre 2024 a un posto di blocco, mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito. Anche nel suo caso le accuse non sono mai state chiarite e, per gran parte della detenzione, non gli è stato formalmente contestato alcun reato.
Dacia ha nominato Sandra Gomez nuova Vicepresidente Strategia, Prodotti e Business. La manager guiderà il comparto a livello globale e riporterà direttamente a Katrin Adt, ceo di Dacia. La società fa parte del gruppo Renault. Gomez succederà a Patrice Lévy Bencheton, passato a guidare il programma Veicoli commerciali proprio per Renault Group. La nuova vicepresidente vanta una lunga esperienza all’interno del gruppo. È stata nel 2019 Vicepresident Partnership di Renault. Prima ha avuto incarichi di vario tipo in Nissan North America. La ceo Adt si è detta «molto felice di accogliere Sandra Gomez nel ruolo di Vicepresidente Strategia, Prodotti e Business. La sua competenza sul prodotto, la profonda conoscenza del Gruppo e la sua esperienza nelle trasformazioni strategiche saranno risorse fondamentali per accompagnare lo sviluppo e la performance del marchio».
Alberto Trentini è stato liberatodalle autorità del Venezuela dopo 423 giorni in carcere. Il rilascio del cooperante, avvenuto assieme a quello dell’imprenditore Mario Burlò, è arrivato dopo un intenso lavoro di diplomazia e intelligence, che ha subito un’accelerata dopo l’attacco militare degli Stati Uniti nel Paese e la cattura dell’ormai ex presidente Nicolás Maduro. Trentini, cooperantedella ong Humanity & Inclusion,specializzata nell’assistenza umanitaria alle persone con disabilità, era stato fermato a un posto di blocco il 15 novembre del 2024, circa tre settimane dopo il suo arrivo in Venezuela. Era poi stato trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare e poi rinchiuso nel carcere di El Rodeo, uno dei più duri del Paese sudamericano.
Quella di Trentini è stata una detenzione arbitraria
Alberto Trentini e Mario Burlò liberi (Ansa).
Al momento del fermo, Alberto Trentini stava viaggiando per lavoro da Caracas a Guasdualito, nel nordovest del paese, insieme all’autista della ong: entrambi sono stati bloccati senza che venissero formalizzate accuse precise. Da allora Trentini è rimasto detenuto senza capi d’imputazione, in un contesto che la sua avvocata Alessandra Ballerini ha definito una «sparizione forzata». Il caso si inserisce nella pratica, documentata da ong e associazioni per i diritti umani, con cui il regime di Nicolás Maduro ha utilizzato sistematicamente la detenzione di cittadini stranieri — spesso fermati senza imputazioni chiare — come leva politica nelle relazioni internazionali, la cosiddetta “diplomazia degli ostaggi”.
In Venezuela restano detenuti 42 italiani, 24 per motivi politici
Il nuovo governo di Caracas guidato dalla vice di Maduro, Delcy Rodríguez, ha annunciato l’avvio di un processo di riconciliazione con il rilascio di un numero significativo di prigionieri politici, ma le ong indipendenti come Foro Penal confermano che finora solo poche decine — circa41 su un totale stimato tra 800 e 1.200 – sono effettivamente tornate in libertà nonostante l’annuncio ufficiale di 116 scarcerazioni. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato che la diplomazia italiana sta lavorando senza sosta per riportare a casa italiani e italo-venezuelani. Ad oggi, secondo Tajani, 42 connazionali risultano ancora detenuti in Venezuela, di 24 per motivi politici.
Il Tribunale delle misure coercitive del Canton Vallese ha confermato la detenzione preventiva di Jacques Moretti, proprietario e gestore del bar Le Constellation di Crans-Montana. La decisione è stata presa per un periodo iniziale di tre mesi. Confermata dunque la scelta di incarcerare provvisoriamente Moretti al termine dell’udienza di venerdì 9 gennaio, visto il pericolo di fuga. Il tribunale svizzero si è dichiarato disponibile a revocare la custodia cautelare a fronte di diverse misure richieste in via subordinata dal pubblico ministero, tra cui in particolare «il versamento di cauzioni» e «misure adeguate per contrastare il rischio di fuga». Moretti ha confermato che la porta di emergenza del Constellation era chiusa dall’interno e di aver sostituito lui stesso la schiuma fonoassorbente che ha preso fuoco, causando la morte di 40 persone. È accusato con la moglie Jessica Maric (ai domiciliari con braccialetto elettronico) di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose.