Puma, Levin Reyher a capo del marketing europeo

Puma ha annunciato la nomina di Levin Reyher come Senior Director Marketing Europe. Per il manager si tratta di un ritorno a Herzogenaurach, vista la lunga esperienza maturata dal 2005 al 2020 in Adidas, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità fino a diventare Global Vice President Concept-to-Consumer. Dopo l’addio a Adidas ha lavorato come Director Marketing & Licenses per il gruppo S.Oliver. Più di recente è stato Chief Marketing Officer del marchio di gioielli Thomas Sabo.

Eredità Agnelli, formalizzata l’imputazione per John Elkann

La Procura di Torino ha formalizzato l’imputazione nei confronti di John Elkann e del commercialista Gianluca Ferrero nell’ambito dell’indagine sull’eredità Agnelli. L’accusa riguarda presunte dichiarazioni fiscali infedeli e non l’ipotesi di truffa, con riferimento a due annualità per le quali in precedenza i magistrati avevano chiesto l’archiviazione. Le contestazioni si riferiscono alle dichiarazioni dei redditi presentate dopo la scomparsa di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli. Sul piano procedurale si tratta di una richiesta di rinvio a giudizio, che dovrà ora essere valutata dal giudice nelle prossime settimane.

Fissata per l’11 febbraio l’udienza per la messa alla prova

La formulazione dell’accusa segue l’ordine emesso il 15 dicembre, che aveva disposto la cosiddetta imputazione coatta nei confronti di Elkann e Ferrero. I reati fiscali contestati sono quelli ritenuti non assorbiti dall’ipotesi di truffa ai danni dello Stato, per la quale il procedimento prosegue separatamente. È fissata per l’11 febbraio l’udienza sulla richiesta di messa alla prova avanzata da John Elkann, che nel frattempo ha versato 183 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate. Disposta invece l’archiviazione integrale per Ginevra Elkann, Lapo Elkann e per il notaio Urs Robert von Gruenigen, come richiesto dalla Procura.

Yemen, il leader separatista è fuggito negli Emirati Arabi Uniti

Aidaros al-Zubaidi, leader dei separatisti yemeniti estromesso dall’esecutivo con l’accusa di «alto tradimento», è fuggito negli Emirati Arabi Uniti. Lo riferisce la coalizione guidata dall’Arabia Saudita, descrivendo nei dettagli la rocambolesca fuga di Al-Zubaidi, iniziato in barca da Aden verso il porto di Berbera, in Somaliland, e proseguita poi su un aereo che ha fatto scalo a Mogadiscio (Somalia) «sotto la supervisione di ufficiali emiratini», per poi atterrare in un aeroporto militare di Abu Dhabi. Al-Zubaidi, capo del Consiglio di Transizione Meridionale, nella serata del 7 gennaio avrebbe dovuto recarsi nella capitale saudita Riad per colloqui volti a porre fine al conflitto nello Yemen.

Sara Carbonero operata d’urgenza: l’ex di Casillas in terapia intensiva

Momenti di ansia per Sara Carbonero. La giornalista e conduttrice spagnola, ex moglie del portiere del Real Madrid e della Roja Iker Casillas, è ricoverata nel reparto di terapia intensiva di un ospedale di Lanzarote dallo scorso 2 gennaio. Come riportano diversi quotidiani iberici, tra cui ¡Hola!, stava trascorrendo le vacanze alle Canarie con il compagno e un gruppo di amici quando ha d’improvviso accusato un malore. Sottoposta a intervento chirurgico d’urgenza, effettuato con successo, si sta ora riprendendo sotto la supervisione dell’equipe medica. Secondo fonti vicine alla famiglia, Carbonero sarebbe stabile e vigile e le sue condizioni non richiederebbero un trasferimento in elicottero presso una struttura della Spagna continentale. Informato del ricovero, Casillas sta seguendo gli sviluppi in contatto con le persone che sono accanto all’ex moglie.

Sara Carbonero, nel 2019 le era stato diagnosticato un tumore

Secondo la ricostruzione del quotidiano ¡Hola!, Sara Carbonero sarebbe giunta in ospedale lo scorso 2 gennaio lamentando forti dolori addominali. Un malessere che ha reso necessario un ricovero e un’operazione d’urgenza. L’entourage della giornalista ha chiesto ai media e al pubblico di osservare massimo rispetto, prudenza e cautela, evitando speculazioni sul suo attuale stato di salute in attesa che l’equipe medica competente fornisca un referto ufficiale. Nel 2019 alla giornalista, oggi 41enne, era stato diagnosticato un tumore alle ovaie da cui era guarita tramite operazione e trattamento di chemioterapia. «Bisogna rendere normali queste cose, accadono a molte persone», aveva spiegato all’epoca. Due anni dopo, durante un nuovo controllo, aveva scoperto di avere un altro tumore che fortunatamente era stato scoperto in tempo. Sembra che l’attuale ricovero e il conseguente intervento non siano collegati alla malattia.

Sara Carbonero operata d’urgenza: l’ex di Casillas in terapia intensiva
La giornalista Sara Carbonero alle Canarie (da Instagram).

Durante questi giorni, al fianco di Sara Carbonero ci sono il compagno José Luis «Jota» Cabrera e l’amica e collega Isabel Jiménez, che l’hanno accompagnata in ospedale. Prima di essere ricoverata, la giornalista aveva pubblicato un post di auguri per il nuovo anno: «Le ultime ore del 2025 e le prime del 2026 non avrebbero potuto essere migliori: bagno al mare, l’isola più bella e una compagnia di lusso», aveva scritto su Instagram. «Che quest’anno porti sorrisi, divertimento e tanti momenti di quelli belli che la nostra anima ha bisogno di vivere».

Lodo Mondadori, la decisione della Cedu

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha respinto sui punti centrali i ricorsi presentati da Silvio Berlusconi e da Fininvest in relazione alla lunga vicenda giudiziaria del «lodo Mondadori». Le decisioni di Strasburgo hanno stabilito che nei procedimenti italiani non vi è stata violazione né del principio di presunzione di innocenza dell’ex presidente del Consiglio, né del diritto a un equo processo per la società del gruppo, così come non è stato leso il diritto alla proprietà privata in riferimento alle somme riconosciute alla Cir di Carlo De Benedetti. L’unico profilo accolto riguarda la mancata motivazione della Corte di Cassazione sulla condanna alle spese processuali, quantificate in circa 900 mila euro.

Il legale di Fininvest: «Non è stata colta la fondatezza dei nostri ricorsi»

L’avvocato Andrea Saccucci di Fininvest: «Prendiamo atto della deludente decisione della Cedu, che non ha minimamente colto la forza e la fondatezza dei punti fondamentali dei nostri ricorsi. Restiamo profondamente convinti di tutte le nostre valutazioni, a partire dal fatto che Silvio Berlusconi in Italia è stato vittima di una grave ed evidentissima violazione del fondamentale principio della presunzione d’innocenza, in quanto le sentenze italiane che in sede civile hanno deciso il risarcimento alla Cir hanno affermato fosse colpevole, mentre in sede penale era stato prosciolto già in udienza preliminare». Il legale ha inoltre sottolineato che «Non è un caso che la decisione della Corte sul punto non sia stata unanime e che un giudice del collegio abbia espresso un’opinione dissenziente», ribadendo la posizione della società sul fronte risarcitorio: «Quanto alla Fininvest, restiamo convinti, in base alle regole consolidate della legge italiana, che le pretese di Cir al risarcimento non fossero in alcuna misura ammissibili. Ci riserviamo ogni più approfondita valutazione della sentenza anche ai fini di un ricorso dinanzi alla Grande Camera della Corte».

L’iter processuale nel corso degli anni

Per il resto, la Cedu ha ritenuto conforme ai parametri europei l’esito della causa civile che, attraverso tre gradi di giudizio tra il 2009 e il 2013, aveva condannato Fininvest a versare complessivamente circa 560 milioni di euro, tra capitale, interessi e spese, alla Cir, allora editrice di Repubblica. Il risarcimento era stato riconosciuto per i danni derivanti dalla corruzione giudiziaria che nel 1991 aveva inciso sull’esito dello scontro tra Berlusconi e De Benedetti per il controllo della Mondadori, all’epoca la principale casa editrice italiana. In particolare, il 24 gennaio 1991 la Corte d’Appello civile di Roma, con una sentenza redatta dal giudice Vittorio Metta, annullò il cosiddetto «lodo Mondadori», ossia la decisione arbitrale del 1988 che aveva inizialmente dato ragione a De Benedetti nella controversia sugli accordi con la famiglia Formenton. Successivamente, però, le indagini dei pm Ilda Boccassini e Gherardo Colombo e una serie di sette processi penali celebrati tra il 1996 e il 2007 accertarono in via definitiva che l’annullamento del lodo era stato ottenuto tramite corruzione. In cambio della sentenza del 1991, l’avvocato Cesare Previti, insieme ai legali Attilio Pacifico e Giovanni Acampora, fece recapitare al giudice Metta 400 milioni di lire in contanti, provenienti da fondi Fininvest trasferiti su conti esteri. Per la corruzione in atti giudiziari, le sentenze definitive del 13 luglio 2007 condannarono Metta a 2 anni e 9 mesi di reclusione e Previti a 18 mesi, pene aggiuntive rispetto a quelle già inflitte nel procedimento Imi-Sir.

Guido De Sanctis nuovo Ambasciatore d’Italia in Uzbekistan

Guido De Sanctis ha assunto l’incarico di ambasciatore d’Italia in Uzbekistan, con accreditamento anche in Tagikistan. «Opererò per rafforzare dialogo politico, cooperazione economica, scientifica e culturale, gli scambi tra istituzioni e opportunità per imprese e cittadini, anche nel contesto dell’iniziativa Italia+5 in Asia Centrale», ha dichiarato il diplomatico.

La carriera diplomatica di Guido De Sanctis

Laureato in Scienze Politiche presso l’Università Luiss di Roma, De Sanctis ha intrapreso la carriera diplomatica nel 1991. Il suo primo incarico all’estero è stato a Kyiv, dove è arrivato a ricoprire il ruolo di primo segretario commerciale. Dopo un periodo a Berna, nel 2000 è rientrato a Roma alla Direzione Generale Paesi Europa. Consigliere commerciale a Tripoli nel 2002, nel 2006 è stato nominato consigliere a Mosca. Nel 2011 l’incarico alla Farnesina come capo Ufficio VI della Direzione Generale Italiani all’Estero e Politiche Migratorie. Nello stesso anno è stato scelto come console generale a Bengasi, in Libia. Nel 2012 è stato nominato ambasciatore a Doha, in Qatar. Nel 2017 è stato a capo dell’Unità per la Federazione Russa, l’Europa orientale, il Caucaso e l’Asia centrale della Direzione Generale Affari Politici e Sicurezza. Nel 2018 è stato a Mosca, con l’incarico di ministro consigliere e poi con funzioni di ministro. Nel 2022 ha prestato servizio fuori ruolo presso l’Osce con l’incarico di capo della missione in Albania. Dal 2023 è di nuovo fuori ruolo presso il ministero della Difesa quale consigliere diplomatico del ministro, incarico ricoperto fino alla nomina di ambasciatore a Tashkent.

OpenAI lancia ChatGPT Health, l’assistente IA per salute e benessere

«Un ulteriore passo verso l’obiettivo di ottenere un super-assistente personale, capace di fornire supporto con informazioni e strumenti per ogni ambito della vita». Con queste parole Fidji Simo, Ceo of Applications di OpenAI, ha presentato al mondo ChatGPT Health, una nuova sezione del chatbot pensata appositamente per la salute e il benessere degli utenti. Confermando la strada intrapresa dall’ad Sam Altman, che già in agosto aveva individuato nell’ambito sanitario quello in cui «si registra il miglioramento più marcato» nella risposta dell’intelligenza artificiale. Disponibile per il momento solo per utenti beta negli Usa, arriverà nel resto del mondo e per tutti gli utenti (indipendentemente dal piano di abbonamento) nel prossimo futuro. Ecco cosa potrà fare la nuova sezione di ChatGPT.

OpenAI lancia ChatGPT Health, l’assistente IA per salute e benessere
Una schermata di ChatGPT Health (da OpenAI).

ChatGPT Health, niente diagnosi: l’IA aiuta ad arrivare preparati dal medico

Secondo i dati dell’azienda, ogni settimana più di 230 milioni di persone nel mondo interpellano l’IA per consigli sul proprio benessere e sulla salute. ChatGPT Health, tuttavia, non fornirà in alcun modo diagnosi né potrà prescrivere farmaci per il trattamento di patologie o disturbi. Come spiega OpenAI, «è pensato per supportare l’assistenza medica, non per sostituirla», aiutando «a orientarsi tra le domande quotidiane e a comprendere gli andamenti nel tempo, non solo i singoli momenti di malattia, per affrontare con maggiore consapevolezza le conversazioni mediche importanti». Creata con il contributo di 260 esperti di 60 Paesi, dunque, la nuova divisione del chatbot intende ridurre il caos informativo, collegando tutte le informazioni frammentate in vari spazi: un PDF dimenticato in cartelle cliniche, i grafici del sonno nelle app di fitness, i referti finiti nel cassetto. Servirà per mettere ordine, non per prendere il posto del medico.

Come spiegato sul blog ufficiale di OpenAI, ChatGPT Health aiuterà l’utente fornendogli un quadro generale di dati ed esami: potrà, per esempio, sintetizzare un referto prima di un appuntamento con il medico, ragionare su un piano di alimentazione o di allenamento da seguire, interpretare alcuni test o perfino valutare i compromessi tra polizze assicurative basandosi sulle proprie abitudini o sulle necessità più urgenti. Differente il caso per la salute mentale. Fidji Simo ha chiarito che l’assistente potrà affrontare discussioni relative al benessere psicologico, ma che in situazioni di crisi o disagio il sistema indirizzerà l’utente verso professionisti o risorse adeguate.

Sicurezza e privacy: così OpenAI protegge i dati degli utenti

Per quanto riguarda la protezione dei dati «estremamente personali» degli utenti, OpenAI aggiunge come la divisione Health, pur essendo all’interno di ChatGPT, adotterà misure di isolamento al fine di separare i contenuti sanitari dalle chat standard. Previste infatti memorie ad hoc, anche se nessun contenuto verrà mai utilizzato per addestrare l’algoritmo del modello di base. Il controllo resterà sempre in mano all’utente: chiunque potrà richiedere l’eliminazione delle conversazioni dai sistemi entro 30 giorni. Previsto anche il rafforzamento ulteriore dei controlli abilitando l’autenticazione a più fattori per aggiungere un ulteriore livello di protezione e prevenire accessi non autorizzati. Sarà necessario un consenso esplicito anche per collegare fonti esterne come cartelle cliniche digitali o app di allenamento: ogni utente potrà tornare sui propri passi e negare l’accesso qualsiasi volta lo ritenga necessario.

Alfonso Signorini rompe il silenzio con un editoriale su Chi

Alfonso Signorini rompe il silenzio con un editoriale pubblicato oggi, giovedì 8 gennaio, sul suo settimanale Chi, all’indomani dell’audizione davanti alla Procura di Milano. Il giornalista e conduttore televisivo è stato ascoltato ieri per circa tre ore nell’ambito dell’indagine per violenza sessuale ed estorsione avviata dopo la denuncia presentata da Antonio Medugno, modello ed ex concorrente del Grande Fratello Vip. Nel corso dell’interrogatorio il conduttore ha respinto le accuse e ha fornito una ricostruzione dei fatti difforme rispetto a quella dell’accusatore. Medugno sarà ascoltato dagli inquirenti nei prossimi giorni.

Signorini: «La verità non ha fretta»

Nel suo editoriale, Signorini spiega la scelta di non intervenire pubblicamente fino a ora. «Il silenzio non è debolezza. È forza trattenuta», scrive, definendolo «il contrario della reazione istintiva, del commento di pancia, della frase buttata lì “perché qualcosa bisogna pur dire”». Il direttore di Chi insiste sul valore della selettività della parola: «Parlare a tutti significa, spesso, non parlare a nessuno. Tacere, invece, è scegliere». Ampio spazio è dedicato al tema della verità e del tempo necessario perché emerga: «La verità non ha fretta, e soprattutto non ha bisogno di essere urlata per esistere». E ancora: «Non si presta ai titoli inventati, alle ricostruzioni fantasiose, ai processi sommari e improvvisati fatti a colpi di hashtag». L’editoriale si chiude con una riflessione netta: «In fondo, il vero atto rivoluzionario oggi non è parlare. È sapere quando e con chi farlo. Alla prossima!».

LEGGI ANCHE: Così Pier Silvio può sfruttare il caso Corona per tagliare Signorini definitivamente

Fabio Ciciliano alla guida di ItaliaMeteo

Con l’entrata in vigore della legge di bilancio 2026 sono state introdotte alcune importanti modifiche nella governance di ItaliaMeteo, l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia, con la decadenza degli organi precedenti e la nomina del capo del Dipartimento della Protezione Civile come Commissario straordinario. La guida di ItaliaMeteo passa dunque nelle mani di Fabio Ciciliano, che prende il posto di Carlo Cacciamani, il quale era in carica da maggio 2022.

Chi era Renee Nicole Good, la donna uccisa dall’ICE a Minneapolis

Migliaia di persone sono scese per strada a Minneapolis e in altre città degli Stati Uniti dopo l’uccisione di Renee Nicole Good, la donna di 37 anni a cui un’agente dell’ICE ha sparato al volto mentre era alla guida della sua macchina. Veglie, cortei e presidi continuano a chiedere chiarezza sulla dinamica dell’uccisione e a contestare la versione fornita dalle autorità federali, secondo cui la donna avrebbe tentato di investire gli agenti. Una versione che, al momento, pare smentita da un video di un testimone che ha ripreso la scena. Il Dipartimento di Sicurezza interna ha accusato la donna di un «atto di terrorismo intero» e Donald Trump l’ha definita «un’agitatrice professionista», ma le testimonianze locali di chi la conosceva mettono in discussione la narrazione della Casa Bianca, già accusata dal sindaco di Minneapolis Jacob Frey e dal governatore del Minnesota, Tim Walz, di fare propaganda.

La madre di Renee Nicole Good: «Non partecipava alle proteste contro l’ICE»

La madre di Renee Nicole Good, Donna Ganger, parlando con il Minnesota Star Tribune ha respinto con decisione la narrazione che dipinge la figlia come un’attivista violenta. «Era una delle persone più gentili che abbia mai conosciuto», ha detto. «Era estremamente compassionevole. Si è presa cura delle persone per tutta la vita». Ganger ha aggiunto che Renee «non ha mai fatto parte di nulla del genere», riferendosi alle mobilitazioni contro l’ICE, e che «probabilmente era terrorizzata». L’ex marito, citato da Politico, ha raccontato che la donna aveva appena accompagnato il figlio di 6 anni a scuola e stava tornando a casa dal suo attuale compagno. Sui social, Renee Nicole Good si definiva “poetessa, scrittrice, moglie, mamma e chitarrista da quattro soldi del Colorado”. Originaria di Colorado Springs, si era trasferita da poco in Minnesota. Nel 2020 si era laureata in Letteratura inglese alla Old Dominion University, dove aveva studiato scrittura creativa, vinto un premio universitario di poesia e pubblicato alcuni lavori su riviste letterarie.

Dal clima ai migranti: Trump ritira gli Usa da 66 organizzazioni internazionali

Nella serata di mercoledì 7 gennaio Donald Trump ha annunciato l’uscita degli Stati Uniti dall’Unfccc, la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il trattato, sottoscritto nel 1992 a Rio de Janeiro da 197 Paesi e dall’Unione europea, costituisce il riferimento giuridico per tutti i negoziati multilaterali sul contenimento del riscaldamento globale e ha rappresentato il primo riconoscimento formale, a livello mondiale, della necessità di ridurre le emissioni di gas serra.

Sono 66 organizzazioni al quale la Casa Bianca ha sospeso il sostegno

Il passo indietro sul clima rientra in una scelta più ampia che riguarda il rapporto di Washington con la cooperazione internazionale. Con un messaggio diffuso sui propri canali social, Trump ha reso nota la firma di un memorandum presidenziale che sospende il sostegno statunitense a 66 organizzazioni, agenzie e commissioni internazionali, 31 delle quali riconducibili al sistema delle Nazioni Unite. L’elenco, pubblicato sul sito ufficiale della Casa Bianca dopo una revisione interna su partecipazione e finanziamenti, comprende numerosi organismi attivi su clima, lavoro e migranti, ambiti che l’Amministrazione ha classificato come legati a politiche di diversità e iniziative definite «woke». Tra le strutture coinvolte figurano anche enti non direttamente collegati all’Onu, come il Partnership for Atlantic Cooperation, l’International Institute for Democracy and Electoral Assistance e il Global Counterterrorism Forum.

Rubio: «Enti dominati da ideologie progressiste distaccate dagli interessi nazionali»

Tra i nomi presenti nella lista compaiono inoltre l’Ipcc, principale organismo scientifico delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, l’International Renewable Energy Association e l’International Union for Conservation of Nature, oltre a realtà come il Carbon Free Energy Compact, l’Università delle Nazioni Unite, l’International Tropical Timber Organization e altri organismi tecnici e culturali. A motivare la scelta è stato il Segretario di Stato Marco Rubio, secondo cui «Ciò che è iniziato come un quadro pragmatico di organizzazioni internazionali per la pace e la cooperazione si è trasformato in una vasta architettura di governance globale, spesso dominata da un’ideologia progressista e distaccata dagli interessi nazionali». Il ritiro dall’Unfccc rappresenta l’ultimo atto di un percorso che negli anni ha già portato gli Stati Uniti a sospendere o ridurre il sostegno a enti come l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Unrwa, il Consiglio Onu per i diritti umani e l’Unesco.

Francesco Risso nuovo direttore creativo di Gu

Nuova avventura per Francesco Risso. Lo stilista italiano, fino a giugno 2025 alla guida di Marni, è il nuovo direttore creativo di Gu, marchio giapponese appartenente al gruppo Fast Retailing che, tra gli altri, gestisce anche Uniqlo. Il suo debutto arriverà mediante la collezione autunno-inverno 2026, mentre una collaborazione con Uniqlo è già in sviluppo e sarà lanciata nel corso dell’anno. Con quasi 500 store attivi in Asia e una crescita costante, il brand si prepara così a rafforzare la propria identità dopo essere approdato nel 2024 negli Usa con il primo store nel quartiere SoHo, a New York. «Voglio disegnare abiti veri per persone vere», ha spiegato lo stilista a Vogue. «È fondamentale che il futuro della moda sia carico di significato e scopo».

Chi è Francesco Risso, ex Marni approdato in Gu

Formatosi tra Firenze, New York e Londra, dove ha collezionato esperienze che hanno alimentato la sua sensibilità estetica sperimentale, Francesco Risso arriva da Marni, per cui è stato mente creativa dal 2016 al 2025 prima di lasciare lo scorso giugno. In precedenza aveva trascorso invece 10 anni in Prada, affinando la propria visione concettuale nella moda. Nel 2022, ha collaborato con Uniqlo, firmando una capsule collection con Marni.

Raid russi a Dnipropetrovsk, più di un milione di famiglie senza acqua e luce

Più di un milione di famiglie nella regione di Dnipropetrovsk, nell’Ucraina centrale, sono rimaste senza elettricità, acqua e riscaldamento dopo gli attacchi russi che nella notte hanno colpito le infrastrutture energetiche in diverse oblast’. Lo ha reso noto Oleksii Kuleba, vicepremier e ministro dello Sviluppo Comunitario e Territoriale ucraino, spiegando che «i lavori di riparazione sono in corso». Secondo quanto riportato dall’esercito di Kyiv, la Russia ha attaccato nelle regioni di Dnipropetrovsk, Kherson e Zaporizhzhia con missili e 97 droni, di cui 77 sono stati abbattuti dalle forze di difesa aerea. Almeno tre persone sono rimaste uccise e sette ferite. Nel mirino anche Kryvyj Rih, città natale di Volodymyr Zelensky, su cui i russi hanno lanciato uno dei più grandi attacchi combinati dall’inizio della guerra.

Concorso per 548 funzionari al Mef: domanda entro il 27 gennaio 2026

Ci si può candidare fino al 27 gennaio 2026 al nuovo concorso pubblico per soli esami del ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) per un totale di 548 posti. I vincitori delle procedure selettive saranno assunti con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato. In totale, 63 unità saranno in quadrate nell’area delle elevate professionalità e 485 come funzionari. Il bando di concorso, reperibile sul portale istituzionale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), contiene tutte le informazioni utili alla candidatura, dalla suddivisione dei posti ai requisiti richiesti, dalle modalità di invio della domanda alle prove d’esame da superare per essere assunti.

Concorso per funzionari al Mef 2026, quali sono i posti a disposizione?

Concorso per 548 funzionari al Mef: domanda entro il 27 gennaio 2026
Svolgimento della prova scritta di un concorso pubblico (Imagoeconomica).

Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato, nei giorni scorsi, il concorso pubblico per un totale di 548 unità di personale. I profili per i quali ci si può candidare sono due: quello delle elevate professionalità (63 posti) e quello dei funzionari (485 posti). Per l’area dei funzionari, in particolare, è possibile scegliere di concorrere per i:

  • 69 posti di funzionario amministrativo e contabile, con immissione presso le Ragionerie territoriali dello Stato (codice concorso: CONT);
  • 78 posti di funzionario giuridico e tributario, con destinazione presso le Corti di Giustizia tributaria (codice TRIB);
  • 30 posti di funzionario in ambito statistico, da inserire negli uffici del Mef di Roma (codice STAT);
  • 26 posti di funzionario informatico, da destinare agli uffici del Mef di Roma (codice INF);
  • 111 posti di funzionario economico e finanziario, con immissione presso gli uffici del Mef di Roma (codice ECON);
  • 6 posti di funzionario esperto in intermediazione finanziaria e lotta ai reati finanziari da destinare agli uffici del Mef di Roma (codice LEGFIN);
  • 10 posti di funzionario esperto nei rapporti internazionali ed europei, da destinare agli uffici del Mef di Roma (codice INT-EU);
  • 5 posti di funzionario esperto in analisi e ricerca economica e finanziaria, da destinare agli uffici del Mef di Roma (codice ECON-FIN);
  • 150 posti di funzionario giuridico e legale da destinare agli uffici del Mef di Roma (codice GIUR).

Come candidarsi ai concorsi per il minsitero dell’Economia?

Per inviare la domanda di candidatura al concorso del ministero dell’Economia e delle Finanze è necessario entrare nella piattaforma telematica di reclutamento della PA (Inpa) e autenticarsi con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns). Una volta trovata la pagina del concorso di interesse, si può entrare nel form di domanda cliccando su uno dei nove tasti «Invia la tua candidatura» corrispondenti ai profili professionali di interesse per la candidatura. Il bando richiede, inoltre, di allegare una serie di documenti. La scadenza è fissata alle ore 18.00 del 27 gennaio 2026. Il concorso è per esami: ciascun candidato può verificare le prove previste in base al profilo per il quale si sia candidato e le materie oggetto di studio e di verifica.

Actor Awards 2026, tutte le nomination degli ex SAG Awards

Una battaglia dopo l’altra si prepara a dominare la stagione dei premi di Hollywood. Il film di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, già favorito ai Golden Globes del prossimo 11 gennaio e vincitore ai Critics Choice Awards, ha riscritto la storia ai SAG Awards, i riconoscimenti assegnati dal sindacato americano Screen Actors Guild agli interpreti del grande e del piccolo schermo e dal 2026 denominati Actor Awards. Con sette candidature ha stabilito un nuovo record nella storia della cerimonia, seguito da Sinners con cinque. Tra le 15 categorie totali, nove appartengono alle serie tv: qui domina The Studio di Apple TV con cinque nomination. La cerimonia verrà trasmessa da Netflix il primo marzo.

Chi sono i favoriti e quali sono le esclusioni a sorpresa

Per quanto riguarda la miglior performance corale in un film, con Una battaglia dopo l’altra sono in lizza Frankenstein, Hamnet, Marty Supreme e Sinners. Favoriti per il miglior attore protagonista sono Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra) e soprattutto Timothée Chalamet (Marty Supreme), già insignito del Critics Choice. Tra le donne occhio a Jessie Buckley di Hamnet, che potrebbe spuntarla su Emma Stone, habitué delle cerimonie di gala, quest’anno candidata per Bugonia. Non mancano le esclusioni eccellenti: snobbate infatti le performance di Cynthia Erivo in Wicked Parte 2 e Wagner Moura in L’agente segreto, così come quelle di Dwayne Johnson in The Smashing Machine e del cast di Sentimental Value di Joachim Trier. Escluse dalle nomination tutte le interpretazioni in una lingua diversa dall’inglese.

Quanto al piccolo schermo, stupisce l’assenza dalle nomination di attori e attrici protagonisti e non protagonisti di The Last of Us, presente solo fra gli stunt così come Stranger Things. Assente anche Jeremy Allen White che con il suo Carmy Berzatto in The Bear ha dominato la scena negli ultimi anni. Quanto al cast corale di un drama, se la giocheranno The Diplomat di Netflix, Landman di Paramount+, The Pitt e The White Lotus di HBO e Severance di Apple Tv. Fra le commedie, favorito The Studio (Apple) con Seth Rogen, seguito da The Bear (FX/Hulu), Hacks (HBO), Abbott Elementary (Abc) e Only Murders in the Building (Hulu).

Actor Awards 2026, tutte le nomination degli ex SAG Awards

Miglior cast corale in un film

  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners

Miglior attore protagonista in un film

  • Timothée Chalamet, Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio, Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke, Blue Moon
  • Michael B. Jordan, Sinners
  • Jesse Plemons, Bugonia

Miglior attrice protagonista in un film

  • Jessie Buckley, Hamnet
  • Rose Byrne, If I Had Legs I’d Kick You
  • Kate Hudson, Song Sung Blue
  • Chase Infiniti, Una battaglia dopo l’altra
  • Emma Stone, Bugonia

Miglior attore non protagonista in un film

  • Miles Caton, Sinners
  • Benicio Del Toro, Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi, Frankenstein
  • Paul Mescal, Hamnet
  • Sean Penn, Una battaglia dopo l’altra

Miglior attrice non protagonista in un film

  • Odessa A’zion, Marty Supreme
  • Ariana Grande, Wicked Parte 2
  • Amy Madigan, Weapons
  • Wunmi Mosaku, Sinners
  • Teyana Taylor, Una battaglia dopo l’altra

Miglior stunt in un film

  • F1
  • Frankenstein
  • Mission: Impossible – The Final Reckoning
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners

Miglior cast corale in una serie drammatica

  • The Diplomat
  • Landman
  • The Pitt
  • Severance
  • The White Lotus

Miglior attore in una serie drama

  • Sterling K. Brown, Paradise
  • Billy Crudup, The Morning Show
  • Walton Goggins, The White Lotus
  • Gary Oldman, Slow Horses
  • Noah Wyle, The Pitt

Miglior attrice in una serie drama

  • Britt Lower, Severance
  • Parker Posey, The White Lotus
  • Keri Russell, The Diplomat
  • Rhea Seehorn, Pluribus
  • Aimee Lou Wood, The White Lotus

Miglior cast corale in una comedy

  • Abbott Elementary
  • The Bear
  • Hacks
  • Only Murders in the Building
  • The Studio

Miglior attore in una serie comedy

  • Ike Barinholtz, The Studio
  • Adam Brody, Nobody Wants This
  • Ted Danson, A Man on the Inside
  • Seth Rogen, The Studio
  • Martin Short, Only Murders in the Building

Miglior attrice in una serie comedy

  • Kathryn Hahn, The Studio
  • Catherine O’Hara, The Studio
  • Jenna Ortega, Mercoledì
  • Jean Smart, Hacks
  • Kristen Wiig, Palm Royale

Miglior attore in una serie limitata

  • Jason Bateman, Black Rabbit
  • Owen Cooper, Adolescence
  • Stephen Graham, Adolescence
  • Charlie Hunnam, Monster: The Ed Gein Story
  • Matthew Rhys, The Beast In Me

Miglior attrice in una serie limitata

  • Claire Danes, The Beast In Me
  • Erin Doherty, Adolescence
  • Sarah Snook, All Her Fault
  • Christine Tremarco, Adolescence
  • Michelle Williams, Dying For Sex

Miglior stunt in una serie televisiva

  • Andor
  • Landman
  • The Last of Us
  • Squid Game
  • Stranger Things

Amandine Ohayon nuova ceo di Givenchy

Importante cambio al vertice di Givenchy. LVMH, il più grande gruppo di lusso al mondo, ha affidato l’incarico di amministratrice delegata della maison a Amandine Ohayon. Prende il posto di Alessandro Valenti, che assumerà il ruolo di vice direttore generale con responsabilità sulle attività commerciali di Christian Dior Couture. Ohayon riporterà a Pietro Beccari, presidente e cei di LVMH Fashion Group e presidente e ceo di Louis Vuitton.

Chi è Amandine Ohayon

Ohayon è una figura nota nell’industria del lusso, con un passato che comprende ruoli dirigenziali in ambito beauty e fashion in gruppi di primo piano. Arriva in Givenchy dopo aver ricoperto il ruolo di amministratrice delegata di Stella McCartney. In precedenza (2018-2023) è stata ceo di Pronovias. Ancora prima un’esperienza quasi ventennale in L’Oréal, dove è stata direttrice generale dei marchi YSL Beauty e Armani Beauty e ceo di L’Oréal Luxe i mercati di Regno Unito e in Irlanda.

Barista ucciso nel Veneziano, c’è un fermo

Svolta nelle indagini sull’uccisione di Sergiu Tarna, il barista 25enni rinvenuto senza vita il 31 dicembre in un’area agricola della Malcontenta di Mira, nel territorio veneziano. Nella mattinata dell’8 gennaio, i carabinieri hanno eseguito un fermo: secondo quanto riportato da Gazzettino, il Corriere del Veneto e la Nuova Venezia, la persona sospettata sarebbe un agente della polizia locale di Venezia.  Il ritrovamento del corpo risale alla tarda mattinata dell’ultimo giorno dell’anno, quando Tarna fu notato a terra tra l’erba secca dei campi lungo via Pallada, a breve distanza dal Naviglio del Brenta. Il giovane indossava ancora la divisa da lavoro da cameriere e aveva con sé i documenti e alcuni effetti personali. Sul capo era presente una ferita riconducibile a un colpo d’arma da fuoco alla tempia, elemento che fin da subito ha indirizzato gli investigatori verso l’ipotesi di un omicidio.

Sanremo 2026, Max Pezzali è il primo super ospite del Festival

Carlo Conti ha annunciato il primo super ospite del Festival di Sanremo 2026. Max Pezzali animerà le cinque sere dal palco della nave da crociera ancorata di fronte alla città dei fiori per tutta la durata della manifestazione con il suo progetto Max Forever – The Party Boat. «Di solito su quel palco di alternavano diversi artisti, ma quest’anno ci sarà un unico grande nome che ogni sera farà festa con la sua musica, energia, allegria», ha spiegato il direttore artistico e conduttore della 76esima edizione al Tg1. «È amatissimo da tutte le generazioni, porterà sicuramente una ciliegina sulla torta che si sta preparando». Conti ha poi dato appuntamento a lunedì prossimo, 12 gennaio, sempre al Tg1 delle 20, per un altro annuncio importante sull’evento in programma al Teatro Ariston dal 24 al 28 febbraio 2026.

Festival 2026, sono aperte le iscrizioni al Fantasanremo

Con l’annuncio di Max Pezzali come primo ospite fisso si sono aperte anche ufficialmente le iscrizioni al Fantasanremo 2026, il gioco che da diversi anni ormai appassiona migliaia di telespettatori. Nulla di nuovo per quanto riguarda il meccanismo: ogni giocatore ha a disposizione 100 Baudi, la valuta del gioco, per acquistare sette artisti tra i Big in gara. In ognuna delle cinque sere bisogna schierare la propria formazione, come nel Fantacalcio, con cinque titolari e due riserve: cruciale un capitano, che può garantire punti extra. Bonus, malus e imprevisti faranno il resto, scandendo la classifica di puntata in puntata. Già online le quotazioni degli artisti attesi all’Ariston: i più costosi sono Tommaso Paradiso e il duo Fedez e Masini da 17 crediti, seguiti da Dargen D’Amico, Arisa ed Ermal Meta con 16.

Migliaia di persone in strada contro l’ICE dopo l’uccisione di una donna a Minneapolis

Migliaia di persone stanno protestando in diverse città degli Stati Uniti dopo l’uccisione di Renee Nicole Macklin Good, 37 anni, colpita a morte da un agente dell’ICE mercoledì a Minneapolis, durante una vasta operazione dell’agenzia federale per l’immigrazione. Nella città del Minnesota centinaia di persone si sono riunite già poche ore dopo la sparatoria: manifestazioni si sono poi tenute a Chicago, New York, Detroit, San Francisco, Seattle e Boston. Secondo le ricostruzioni e i video circolati online, Macklin Good – cittadina americana, madre di tre figli – si trovava in auto su una strada innevata quando ha incontrato un gruppo di agenti dell’ICE impegnati nei raid. Nel video si vede l’auto cercare di allontanarsi mentre un agente era vicino al finestrino: l’uomo ha immediatamente estratto l’arma e sparato al volto della donna. Non ci sono agenti feriti.

Migliaia di persone in strada contro l’ICE dopo l’uccisione di una donna a Minneapolis
Una manifestazione contro l’ICE a New York dopo l’uccisione di una donna a Minneapolis (Ansa).

L’amministrazione Trump accusa la donna di «un atto di terrorismo interno»

Dopo la sparatoria il governo ha difeso la condotta dell’ICE. In una conferenza stampa, Tricia McLaughlin, portavoce del Dipartimento per la Sicurezza interna, ha affermato che gli agenti stavano «conducendo operazioni mirate» quando un gruppo di «rivoltosi» avrebbe bloccato la strada. Secondo la sua ricostruzione, una donna avrebbe tentato di investire gli agenti «nel tentativo di ucciderli», «usando la sua auto come un’arma». A quel punto, ha detto McLaughlin, un agente che «temeva per la propria vita» ha sparato per difendersi e per proteggere i colleghi, uccidendo la donna. La versione è stata ribadita dalla segretaria alla Sicurezza interna Kristi Noem, che ha definito l’episodio un «atto di terrorismo interno» contro l’ICE. Anche Donald Trump è intervenuto con un post su Truth Social, parlando di una «agitatrice professionista» tra i presenti e ha sostenuto che la donna alla guida «ha investito in modo violento, volontario e brutale l’agente dell’ICE». Una versione, però, smentita dal video.

Per il sindaco di Minneapolis la ricostruzione della Casa Bianca è una «stronzata»

La versione del governo è stata respinta dal sindaco di Minneapolis Jacob Frey, che ha definito la ricostruzione una «stronzata»: ha detto che i video non mostrano un’auto usata come arma e ha chiesto all’ICE di «andarsene da Minneapolis». La polizia locale ha annunciato un’indagine con l’FBI e le autorità statali. Il governatore del Minnesota Tim Walz ha parlato di «propaganda» dell’amministrazione Trump e promesso un’inchiesta completa su quanto accaduto. Ha inoltre attivato il centro operativo di emergenza, chiedendo proteste pacifiche. La vicepresidente Kamala Harris ha accusato il governo di «gaslighting», cioè di manipolare i fatti, chiedendo un’indagine statale imparziale. Sul caso è intervenuto anche il sindaco di New York, Zohran Mamdani, che ha condannato i raid come «crudeli e disumani».