I ministri degli Esteri dell’Unione europea hanno trovato un’intesa per la designazione a livello Ue del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica come organizzazione terroristica. «La repressione non può restare senza risposta. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria rovina», ha scritto su X Kaja Kallas, alto rappresentante per gli Affari esteri e la sicurezza Ue, sottolineando che la designazione porrà i pasdaran «sullo stesso piano di Daesh, Hamas, Hezbollah e al-Qaeda». La proposta di Antonio Tajani al Consiglio Affari Esteri dell’Ue di inserire i Guardiani della rivoluzione nella lista delle organizzazioni terroristiche aveva portato le autorità iraniane a convocare Paola Amadei, ambasciatrice italiana a Teheran.
Repression cannot go unanswered.
EU Foreign Ministers just took the decisive step of designating Iran’s Revolutionary Guard as a terrorist organisation.
Any regime that kills thousands of its own people is working toward its own demise.
Il Consiglio dell’Unione europea ha deciso di imporre misure restrittive nei confronti di 15 persone e sei entità per gravi violazioni dei diritti umani in Iran e al sostegno militare fornito alla Russia contro l’Ucraina. Le misure sono state imposte nei confronti di 15 persone e sei entità. Tra esse Eskandar Momeni, ministro dell’Interno e capo del Consiglio di sicurezza nazionale, Mohammad Movahedi-Azad, procuratore generale, e Iman Afshari, giudice presidente. E poi comandanti del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, alti ufficiali della polizia e delle forze di sicurezza.
«Accolgo con favore l’accordo politico sulle nuove sanzioni contro il regime omicida iraniano e sulla designazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica come organizzazione terroristica. Era dovuto da tempo. “Terrorista” è proprio il nome con cui si definisce un regime che soffoca nel sangue le proteste del proprio popolo. L’Europa è al fianco del popolo iraniano nella sua coraggiosa lotta per la libertà», ha scritto su X Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue.
I welcome the political agreement on new sanctions against the murderous Iranian regime
And on the designation of the Islamic Revolutionary Guard Corps as a terrorist organisation.
This was long overdue.
« Terrorist » is indeed how you call a regime that crushes its own…
Il ministro degli Esteri iraniano: «Grave errore strategico»
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato l’Europa di contribuire all’escalation delle tensioni regionali, definendo un «grave errore strategico» l’inserimento dei pasdaran nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche.
La conferenza stampa in programma il 30 gennaio a Montecitorio sul tema della “remigrazione” accende la polemica. La capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, ha chiesto di fermare l’iniziativa promossa dal deputato della Lega Domenico Furgiuele: «Saranno presenti gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo, come i Nazi-skin», sottolineando come sui social degli organizzatori compaiano anche messaggi violenti, tra cui «la remigrazione la otterremo con le buone o con le cattive». Secondo l’esponente dem si tratta di «parole inaccettabili per chi pretende spazio nelle sedi democratiche» e per questo rivolge un appello al capogruppo leghista Riccardo Molinari affinché «convinca il deputato del suo gruppo a fare un passo indietro e impedisca questa grave offesa alle istituzioni». Braga aggiunge inoltre: «Sarebbe un grave precedente che il gruppo della Lega non dovrebbe sottovalutare: il Parlamento non può diventare una tribuna per ideologie fondate sull’odio e sulla violenza».
Per capire bene questa storia bisogna partire dall’avvio della procedura di privatizzazione della compagnia di bandiera, iniziata nel 2021 ed entrata nel vivo nel 2022, che ha visto l’ex amministratore delegato Fabio Lazzerini opporsi all’arrivo di Lufthansa, che in quella fase partecipava all’operazione con Msc.
Fabio Lazzerini (foto Imagoeconomica).
Nonostante il governo Draghi si fosse dimostrato interessato a questa opzione, indicando di approfondirla, Lazzerini si fece portabandiera di una seconda proposta arrivata da un fondo del tutto sconosciuto, Certares, cercando di ostacolare con tutti i mezzi possibili l’accordo con Lufthansa.
Spiati dirigenti e anche organi di stampa, tra cui Lettera43
Ingaggiò addirittura una società di spionaggio aziendale, la Bit4law, che mise sotto controllo i computer di chi lavorava a questo dossier delicato, anche attraverso una serie di dipendenti d’accordo con lui, come la sua ex segretaria Emiliana Limosani, messa proprio da Lazzerini a capo di Volare, il collega interno del dipartimento IT Giulio Brantl e l’ex capo del personale Domenico Galasso.
Emiliana Limosani (foto Imagoeconomica).
Furono così monitorati non solo i vertici aziendali, ma anche i giornali e le agenzie di stampa che seguivano la privatizzazione e interloquivano con Ita. Il tutto per dirottare anche le comunicazioni pubbliche a favore di Lazzerini e della sua pista alternativa a Lufthansa. Ci sono state intercettazioni non autorizzate verso esponenti del Corriere della Sera, del Sole 24 Ore, di Milano Finanza, di LaPresse, e anche di Lettera43, tutte documentate presso la magistratura.
Le denunce dei manager e i ricorsi arrivati al Garante della Privacy
Nell’ottobre 2022 il caso è deflagrato dopo la chiusura della trattativa con Lufthansa e le denunce di tutti i dirigenti oggetto di intercettazioni illegali che Lazzerini aveva illecitamente allontanato dall’azienda. Durante i processi è emersa in modo evidente, come si evince dagli atti pubblici, l’attività di spionaggio, e davanti alla possibilità di perdere le cause – ma soprattutto la poltrona – è entrato in gioco il Garante della Privacy.
All’ente guidato da Stanzione sono arrivati infatti tutti i ricorsi, ben documentati, che dimostravano l’attività portata avanti dall’ex ad di Ita Airways. Con il conseguente rischio concreto di cospicui risarcimenti agli ex dipendenti, oltre che di una multa verso la compagnia.
Davanti a questo scenario, Lazzerini, tramite il data protection officer della compagnia aerea Stefano Aterno, socio dello studio E-lex del componente del collegio del Garante, Guido Scorza, si è attivato per omaggiare le tessere Volare, nel loro livello massimo “Executive”, e lo ha fatto grazie a Emiliana Limosani.
Stefano Aterno in una foto del 2016 (Imagoeconomica).
Per la legge i regali agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro
Ogni tessera, come detto, ha un valore di 6 mila euro annui, ed è stata regalata a ciascuno dei quattro commissari da marzo 2023 a dicembre 2025 con la promessa di rinnovarla ulteriormente: quindi oltre 2 anni per più di 12 mila euro a testa. Un totale di circa 50 mila euro per il Garante della Privacy, spesa autorizzata da Lazzerini stesso fuori da tutti i processi aziendali. Tutto questo nonostante la legge stabilisca che gli omaggi agli esponenti pubblici non devono superare i 150 euro. Ma ai protagonisti di questa vicenda probabilmente non è importato. Eppure da un lato siamo di fronte a un amministratore delegato che lavorava per un’azienda di Stato, dall’altro ci sono quattro commissari esponenti delle istituzioni.
Le tessere Ita Volare Executive.
Il Garante aveva inizialmente archiviato il procedimento
In prima battuta questa mossa aveva prodotto gli effetti desiderati dall’ex ad; infatti, in maniera del tutto illogica e inaspettata, il Garante ha archiviato il procedimento, motivando la sua decisione con il fatto che per quella vicenda era già stata interessata l’autorità giudiziaria. Ma le cause del lavoro sono andate avanti e la compagnia le ha perse, visto che il giudice ha dichiarato l’illegittimità dei licenziamenti, ritenendo inutilizzabili le comunicazioni acquisite in violazione della normativa sulla privacy.
Il ribaltamento della decisione e la cacciata di Lazzerini
Contestualmente i dirigenti hanno fatto ricorso contro la decisione del Garante della Privacy e il tribunale di Roma ha dato loro ragione, ordinando al Garante di pronunciarsi sulla legittimità dell’acquisizione della corrispondenza. A quel punto il Garante è stato costretto a interessarsi nuovamente al caso. E questo è avvenuto esattamente quando Lazzerini è stato licenziato dal ministero dell’Economia a seguito di diverse spese e pratiche irregolari emerse dal 2021 al 2023 (vedi la vicenda dello strano e costoso accordo con una piccola società emiliana, la True Italian Experience). Il tutto si è intrecciato con l’arrivo di Lufthansa, che grazie al favore del governo Meloni ha acquistato il 49 per cento di Ita Airways.
Paolo Quaini (foto Imagoeconomica).
Subito dopo sono arrivati i licenziamenti del direttore del personale Domenico Galasso e del responsabile legale, Paolo Quaini, oltre a una serie di provvedimenti che hanno coinvolto tutte le figure citate. Il resto è storia recente, con l’emersione di ciò che sta accadendo attorno alle accuse di spese pazze del Garante.
Milano si prepara ad accogliere le Olimpiadi invernali. Con la cerimonia di apertura allo stadio San Siro di venerdì 6 febbraio scatterà infatti la nuova edizione dei Giochi, che accoglieranno nella città lombarda migliaia di atleti e milioni di tifosi e appassionati da tutto il mondo. Per l’occasione, fino al 22 (ultimo giorno di gare) Atm ha programmato un servizio straordinario per tutti i mezzi pubblici, dai bus alle linee metropolitane, per permettere uno spostamento più comodo e libero fra le varie sedi delle discipline. Online sul sito ufficiale e in formato cartaceo in 30 mila copie sull’intera rete la guida ufficiale, realizzata in italiano e in inglese, per muoversi attraverso i principali snodi urbani.
Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, cosa sapere su bus, tram e metro
I simboli di Olimpiadi e Paralimpiadi (Imagoeconomica).
Per quanto riguarda le cinque linee metropolitane, dal 5 al 21 febbraio gli ultimi treni partiranno dai capolinea alle 2 di notte e passeranno dal centro attorno alle 2.20. Faranno eccezione i rami Gobba-Cologno Nord e Gobba-Gessate sulla M2, che invece non registreranno cambiamenti. Previsto il potenziamento anche per le Paralimpiadi dal 7 al 14 marzo, quando le ultime corse scatteranno dai capolinea all’1 del mattino e passeranno dal centro circa 20 minuti dopo. Previsti inoltre dei servizi straordinari per raggiungere l’Arena Santagiulia o Ice Hockey Arena con shuttle che la collegheranno con la stazione di Rogoredo dalle 7 del mattino alle 2 di notte. La guida indica anche il potenziamento delle linee 12 (Roserio-Ungheria) e 27 (Duomo-Ungheria) dei tram oltre che dei bus 45 (Lambrate-San Donato) e 88 (Rogoredo-Linate) che manterranno il servizio fino alle 2 di notte.
Durante l’intera durata delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi invernali, l’intera rete dei bus notturni farà servizio tutte le notti. In particolare, la linea NM1 fermerà anche alla stazione M5 di Portello, dove si troverà il Centro Media di Milano-Cortina 2026. Solo durante i Giochi olimpici, la linea farà anche servizio extraurbano fino a Rho Fiera (Ice Park). Per quanto riguarda invece la linea NM2, ci sarà servizio straordinario fino ad Assago Forum (Ice Skating Arena) sia durante le Olimpiadi sia per le Paralimpiadi successive: come si evince dalla guida, non fermerà tra Gobba, Cologno Monzese e Gessate. Cambieranno anche gli orari dei parcheggi, aperti fino a tarda notte. Quelli di Bisceglie, Molino Dorino, Lampugnano, Famagosta, San Donato, Cascina Gobba e Maciachini saranno aperti fino alle 3.10 del mattino durante le Olimpiadi e fino alle 2.10 durante le Paralimpiadi.
La legge di Bilancio 2026 ha introdotto cambiamenti significativi sulla cedolare secca per i proprietari che intendano dare in affitto i propri immobili. Il regime facoltativo permette di pagare un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali, esentando inoltre il locatore dall’imposta di registro e di bollo. Tuttavia, l’opzione comporta la rinuncia all’aggiornamento del canone, inclusa la variazione Istat. È fondamentale considerare che la scelta può essere effettuata alla registrazione del contratto o nelle annualità successive. Per il periodo d’imposta che inizia il 1° gennaio 2026, il legislatore ha ulteriormente ristretto il perimetro delle locazioni brevi, dimezzando le unità immobiliari ammesse al regime agevolato.
Quali sono le novità per la cedolare secca per gli affitti brevi a partire dal 2026?
Sede dell’Agenzia delle entrate (Imagoeconomica).
La principale innovazione riguarda la soglia numerica degli immobili destinati alle locazionibrevi, di durata inferiore a 30 giorni. Precedentemente fissato a quattro, il limite scende ora a due appartamenti. Pertanto, chi loca un terzo immobile viene considerato automaticamente un imprenditore, con il conseguente obbligo di apertura della partita Iva. Per quanto concerne l’aspetto fiscale, restano in vigore le percentuali differenziate introdotte negli anni precedenti, ovvero:
l’aliquota del 21 per cento che si applica su un solo immobile a scelta del contribuente;
l’aliquota del 26 per cento che si applica sul secondo immobile.
La tassazione ordinaria Irpef scatta dal terzo immobile in poi, configurando un’attività d’impresa a carico del proprietario. Tale restrizione mira a regolare il mercato turistico, favorendo una distinzione netta tra chi mette a reddito il proprio patrimonio personale e chi svolge una vera e propria attività commerciale organizzata.
Chi può scegliere la cedolare secca?
Il regime agevolato della cedolare secca è riservato alle persone fisiche titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento, come l’usufrutto. Si sottolinea che l’immobile non deve essere locato nell’esercizio di attività di impresa o di arti e professioni. L’opzione è esercitabile per le unità abitative classificate nelle categorie catastali da A1 a A11, con l’esclusione della categoria A10. In merito ai soggetti coinvolti, la normativa specifica che:
i locatori devono essere soggetti privati;
i conduttori non devono agire nell’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo;
l’immobile deve avere destinazione residenziale;
in caso di contitolarità, ogni proprietario deve esercitare l’opzione distintamente.
Una deroga specifica riguarda i locali commerciali C/1 locati nel 2019, per i quali è ancora possibile applicare l’aliquota del 21 per cento, purché la superficie non superi i 600 metri quadrati.
Quante tasse si pagano se affitto casa?
Il calcolo dell’imposta varia in base alla tipologia di contratto stipulato tra le parti. La cedolare secca rappresenta spesso un vantaggio poiché il reddito derivante dalla locazione viene escluso dal reddito complessivo ai fini Irpef, pur rilevando per la determinazione dell’Isee. Le aliquote applicabili sono sintetizzate nella tabella in basso.
È opportuno ricordare che la cedolare del 10 per cento è limitata ai comuni con carenze abitative o ad alta tensione abitativa. Inoltre, il pagamento della sostitutiva copre l’intero debito fiscale sul canone, semplificando gli adempimenti burocratici per il contribuente.
Chi si mette alla guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti è punibile solo se crea un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Lo ha stabilito una sentenza depositata il 29 gennaio dalla Corte costituzionale, in cui si legge che «la nuova formulazione dell’articolo 187 del codice della strada», risalente al 2024, «non è costituzionalmente illegittima, purché venga interpretata nel senso che possa essere punito solo chi si sia posto alla guida in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale». Prima della modifica, la norma puniva chi guidava «in stato di alterazione psico-fisica» dopo aver assunto stupefacenti. Nel 2024 è stato eliminato il requisito dell’alterazione (complicata da dimostrare nella prassi giudiziaria): da allora la norma ha sanzionato semplicemente la guida successiva all’assunzione di droga, senza però specificare tempistiche né condizioni, rischiando dunque di punire – per esempio – automobilisti con tracce residue di sostanze assunte giorni o settimane prima, ormai prive di qualsiasi effetto sulle capacità di stare al volante.
La Consulta ha imposto un’interpretazione restrittiva della norma
La Corte Costituzionale, senza accogliere le censure di illegittimità, ha pertanto imposto un’interpretazione restrittiva della norma basata sui principi di «proporzionalità e offensività». Secondo la Consulta, va dunque accertata la presenza nei liquidi corporei del conducente di stupefacenti «che per qualità e quantità, in relazione alle singole matrici biologiche in cui sono riscontrate, risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare in un assuntore medio un’alterazione delle condizioni psico-fisiche». Insomma, non basta la semplice traccia di sostanza nel sangue, ma serve una quantità potenzialmente capace di alterare le normali capacità di controllo del veicolo.
Altro anno, altro record. Come ormai da tempo succede di edizione in edizione, il montepremi dei principali tornei del circuito Atp e Wta continuano a salire. Non fa eccezione l’Australian Open, primo Slam della stagione, che fa registrare le cifre più alte della sua storia. In palio ben 111,5 milioni di dollari australiani, poco più di 65 milioni di euro, con un aumento del 16 per cento rispetto al 2025 quando il computo totale si fermava a 96,5 milioni di dollari. Premi aumentati non solamente per l’assegno del vincitore, ma per tutti i turni, dalle qualificazioni fino al campione, con tutti i giocatori dei singolari e dei doppi che riceveranno circa il 10 per cento in più rispetto a chi li ha preceduti nell’albo d’oro. Ecco il dettaglio.
Australian Open 2026, il montepremi del singolare turno per turno
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open 2025 (Ansa).
Nel 2025, Jannik Sinner e Madison Keys, campioni rispettivamente del singolare maschile e di quello femminile, staccarono un assegno di circa 3,5 milioni di dollari australiani, corrispondenti al cambio a circa 2,1 milioni di euro. Se quest’anno dovesse ripetersi, il campione azzurro oltre a conservare i 2 mila punti nel ranking Atp intascherebbe il 19 per cento in più. Ecco il montepremi dell’Australian Open 2026 turno per turno, partendo dalle qualificazioni:
Qualificazioni
Primo turno: 40.500 dollari (23 mila euro)
Secondo turno: 57 mila dollari (33 mila euro)
Terzo turno: 83.500 dollari (48 mila euro)
Main draw o tabellone principale
Primo turno: 150 mila dollari (86 mila euro)
Secondo turno: 225 mila dollari (129 mila euro)
Terzo turno: 327.750 dollari (188 mila euro)
Quarto turno: 480 mila dollari (275 mila euro)
Quarti di finale: 750 mila dollari (430 mila euro)
Semifinale: 1,25 milioni di dollari (717 mila euro)
Finale: 2,15 milioni di dollari (1,24 milioni di euro)
Campione: 4,15 milioni di dollari (2,38 milioni di euro)
Australian Open 2026, il montepremi per il tabellone del doppio
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open 2025 (Ansa).
Come da tradizione, il montepremi riservato ai tabelloni del doppio maschile e di quello femminile è più basso rispetto a quello dei singolari. Ecco le cifre turno per turno, comprensive per entrambi i membri della coppia in campo.
Con la circolare numero 4 del 28 gennaio 2026, l’Inps ha comunicato i nuovi valori delle prestazioni a sostegno del reddito. La determinazione degli importi dei trattamenti di integrazione salariale 2026 deriva dall’adeguamento annuale basato sulla variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. La normativa prevede che l’importo sia incrementato nella misura del 100 per cento di tale variazione. Dal 1° gennaio 2026, i nuovi massimali si applicano a una vasta gamma di ammortizzatori sociali, tra cui la Cassa integrazione ordinaria e straordinaria, l’assegno di integrazione salariale del Fis, i Fondi di solidarietà, oltre alle indennità di disoccupazione Naspi, Dis-coll e agricola. I parametri risultano fondamentali per consulenti e aziende nella gestione dei flussi Uniemens e per il calcolo delle spettanze dei lavoratori.
Cos’è il trattamento di integrazione salariale
L’Inps ha aggiornato i massimali 2026 dei trattamenti di integrazione salariale. Si tratta delle prestazioni economiche erogate per sostituire o integrare le retribuzioni dei lavoratori la cui attività sia stata sospesa o ridotta per cause dipendenti dall’azienda. In base a quanto prevede il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, a partire dal 1° gennaio 2022 l’istituto previdenziale stabilisce un unico massimale del trattamento, a prescindere dalla retribuzione mensile di riferimento dei lavoratori. L’importo viene aggiornato annualmente per preservare il potere d’acquisto dei beneficiari rispetto all’inflazione. La circolare numero 4 dell’Inps specifica che i valori indicati si applicano ai trattamenti ordinari e straordinari, inclusi quelli per gli operai agricoli a tempo indeterminato e i Fondi di solidarietà bilaterali. Sono previste eccezioni specifiche per settori particolari, come quello edile, all’interno del quale l’importo può essere incrementato in base a specifiche norme relative alle intemperie stagionali.
A quanto ammonta il trattamento di integrazione salariale 2026
Per l’anno in corso, l’importo massimo mensile dei trattamenti è stato fissato in 1.423,69 euro al lordo. Tuttavia, per ottenere la cifra effettiva che il lavoratore percepisce, è necessario considerare la riduzione prevista dalla legge 28 febbraio 1986, n. 41, attualmente pari al 5,84 per cento. In virtù di questo calcolo, l’importo netto per la generalità dei trattamenti è pari a 1.340,56 euro. Per il settore edile e lapideo, in caso di sospensioni dovute a intemperie stagionali, il massimale lordo sale a 1.708,44 euro, corrispondenti a un netto di 1.608,66 euro. È opportuno ricordare che tale limite non si applica invece al settore agricolo per le medesime causali meteorologiche. Per quanto riguarda le indennità di disoccupazione Naspi e Dis-coll, la retribuzione di riferimento per il calcolo è di 1.456,72 euro, con un massimale mensile che non può superare 1.584,70 euro.
Quali sono gli importi massimi dei trattamenti di integrazione salariale per il 2026
Esistono casistiche peculiari per i fondi di settore, come il Fondo Credito e il Fondo Credito Cooperativo, che presentano fasce retributive differenziate. Per esempio, nel Fondo Credito, il massimale varia in base alla retribuzione mensile lorda del dipendente, ovvero:
per retribuzioni inferiori a 2.592,03 euro, il massimale è 1.407,77 euro;
tra 2.592,03 e 4.097,35 euro, l’importo sale a 1.622,62 euro;
oltre 4.097,35 euro, il tetto massimo è 2.049,90 euro;
l’indennità Iscro per i lavoratori autonomi oscilla tra 255,53 e 817,69 euro;
l’assegno per attività socialmente utili è pari a 707,19 euro.
Sia per l’assegno emergenziale del Credito sia per quello del Credito Cooperativo, l’applicazione della riduzione del 5,84 per cento è vincolata al superamento dell’80 per cento della retribuzione teorica.
Un’ulteriore unità navale degli Stati Uniti ha raggiunto il Medio Oriente, alimentando le ipotesi su un possibile nuovo intervento militare contro l’Iran. A darne conto sono le informazioni ricavate dai sistemi di monitoraggio del traffico marittimo, secondo quanto riportato dalla Bbc Verify. Il cacciatorpediniere lanciamissili USS Delbert D. Black è stato individuato mentre attraversava il Canale di Suez in direzione del Golfo. Nella regione si troverebbero ora almeno dieci navi da guerra statunitensi, tra cui anche la portaerei USS Abraham Lincoln.
Rumors e voci di corridoi iniziano ad accompagnare Sanremo 2026. La settimana santa della musica italiana, programmata quest’anno dal 24 al 28 febbraio per lasciar posto alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, inizia già a calamitare l’attenzione mediatica con le indiscrezioni su ospiti e favoriti. Grande attesa soprattutto per la quarta serata, quella dedicata alle cover, in cui i cantanti in gara si cimenteranno con un brano tratto dal repertorio italiano o internazionale affiancato da un ospite, non per forza un cantante, ma anche un performer o un gruppo vario. Nel 2025 vinse Giorgia che, assieme ad Annalisa, interpretò una splendida versione di Skyfall di Adele. Ecco le prime indiscrezioni.
Sanremo 2026, i possibili duetti per la serata delle cover
Giorgia e Annalisa con il trofeo delle cover 2025 (Ansa).
A raccogliere le prime indiscrezioni sulla serata delle cover è Adnkronos, che ha anticipato i possibili duetti che accenderanno il palco del Teatro Ariston venerdì 27 febbraio. Patty Pravo è attesa da un omaggio aOrnella Vanoni sulle note di Ti lascio una canzone, accompagnata da una coreografia che si preannuncia carica di emozione. Tommaso Paradiso potrebbe invece duettare con gli Stadio, che vinsero il Festival nel 2016, quando alla conduzione c’era proprio Carlo Conti. Enrico Nigiotti invece avrebbe scelto di dividere il palco con il giovane artista Alfa, altro nome noto all’Ariston nelle ultime edizioni, mentre Maria Antonietta & Colombre potrebbero cantare assieme a Brunori Sas, uno dei protagonisti dello scorso anno. Luchè, tra gli artisti più attesi dell’anno, potrebbe essere affiancato da Gianluca Grignani. LDA & Aka 7even potrebbero chiamare Tullio de Piscopo, mentre con Ditonellapiaga ci potrebbe essere Tony Pitony (sua la sigla del Fantasanremo).
Per Adnkronos, Elettra Lamborghini starebbe valutando un ospite internazionale, in linea con alcuni suoi featuring recenti, mentre i The Kolors sarebbero stati richiesti sia da Sal Da Vinci (che in questo modo ricambierebbe il favore dopo che lo scorso anno fu loro ospite per Rossetto e caffè) sia da Raf. Durante il podcast Pezzi invece sono stati dati per certi i duetti fra Eddie Brock e Fabrizio Moro per cantare Portami via di quest’ultimo, Dargen D’Amico coi Ricchi e Poveri sulle note di Sarà perché ti amo e Fedez e Marco Masini con Chiello, che potrebbero interpretare Meravigliosa creatura di Gianna Nannini. Tra le ipotesi e indiscrezioni, questa è l’unica che prevede un duetto fra concorrenti che è previsto dal regolamento e che ridurrebbe il numero di canzoni proposte il venerdì e quindi la lunghezza della serata.
Come funziona la serata delle cover: classifica a sé stante
Carlo Conti sul palco di Sanremo 2025 (Ansa).
Esattamente come nel 2025, i voti ricevuti nella serata delle cover saranno ininfluenti per la proclamazione del vincitore del Festival di Sanremo. Sarà invece proclamato un campione di serata grazie al mix di Televoto, Giuria delle radio e Giuria della sala stampa, tv e web. Da regolamento, la serata del 27 febbraio prevede l’interpretazione, da parte di ciascuno dei 30 Big in gara, di una cover, scelta tra le canzoni italiane o internazionali pubblicate entro il 31 dicembre 2025.
Entro l’estate tutti gli operatori di Fs Security saranno dotati di bodycam, le telecamere indossabili pensate per aumentare la sicurezza sui treni e nelle stazioni. La decisione arriva dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e segue un accordo raggiunto da Fs Security con le organizzazioni sindacali. L’obiettivo è rafforzare gli strumenti a disposizione degli addetti alla sicurezza, che spesso affiancano capitreno e controllori durante i viaggi più delicati.
Quando può essere attivata la bodycam
Treno Frecciarossa in stazione (Imagoeconomica).
La bodycam potrà essere attivata solo in situazioni di potenziale pericolo, a tutela dei passeggeri e del personale ferroviario, e sarà utilizzata nel rispetto delle regole sulla privacy. Le registrazioni non saranno continue, ma limitate ai casi in cui si presentino condizioni di rischio. La misura rappresenta l’estensione di una sperimentazione avviata nei mesi scorsi. A febbraio 2025 Fs Security aveva già introdotto le bodycam in cinque regioni – Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia – dopo i primi test in Emilia-Romagna. I dati del 2025 mostrano oltre 316 mila azioni operative svolte, con controlli su 32,7 milioni di viaggiatori e 253 mila treni. Nello stesso periodo, le aggressioni denunciate sono diminuite del 24 per cento rispetto all’anno precedente. Il ministro Matteo Salvini ha espresso soddisfazione per l’iniziativa, definendo le bodycam un passaggio importante per migliorare la sicurezza del trasporto ferroviario.
Lo “zar dei confini” Tom Homan, inviato da Donald Trump in Minnesota contestualmente alla rimozione di Gregory Bovino – comandante della Border Patrol rispedito in California – ha parlato in conferenza stampa, promettendo di «ristabilire la legge e l’ordine» a Minneapolis, dove le forze dell’ordine hanno già ucciso due persone che si stavano opponendo ai controlli anti-migranti.
«La sicurezza della comunità è fondamentale», ha affermato Homan, sostenendo che i milioni di illegali entrati sotto l’Amministrazione Biden rappresentando una minaccia per i cittadini. Riconoscendo la necessità di «miglioramenti» nelle operazioni relative all’immigrazione, Homan ha di aver chiesto all’Ice e alla polizia di frontiera di lavorare a un «piano di riduzione»: con più criminali dietro le sbarre, ha spiegato, gli agenti si concentrerebbero sul lavoro in carcere e meno sulle operazioni di strada. Lo “zar dei confini” ha inoltre assicurato che gli agenti federali condurranno «operazioni mirate» contro persone che hanno storie criminali o di immigrazione illegale.
Tom Homan (Ansa).
Homan: «Non voglio veder morire nessuno»
«Non voglio vedere nessuno morire, né gli agenti, né i membri della comunità, né gli obiettivi delle nostre operazioni», ha poi dichiarato Homan. E poi: «Voglio chiarire che gli agenti dell’Ice e della Border Patrol svolgono i loro compiti in un ambiente difficile, in circostanze tremende, ma cercano di farlo con professionalità. In caso contrario, saranno giudicati come avviene in qualsiasi altra agenzia federale, abbiamo standard di condotta». Infine: «Se non vi piace quello che facciamo, protestate. Chiedo solo che lo facciate in modo pacifico. Ma minacciare le forze dell’ordine, ostacolarle, impedire il loro operato e aggredirle non è mai accettabile e non ci sarà alcuna tolleranza».
Alla vigilia della perizia sulle capacità genitoriali di Nathan e Catherine Trevallion, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli, registra un nuovo sviluppo, con i coniugi che attraverso i loro legali infatti hanno presentato un esposto nei confronti dell’assistente sociale nominata dal Tribunale, mettendo in discussione il suo operato nel percorso che ha portato alla decisione di allontanare i bambini dal nucleo familiare. La segnalazione è stata inoltrata sia all’Ordine professionale degli assistenti sociali sia alla struttura regionale che sovrintende ai servizi sociali del Comune di Palmoli.
I legali dei Trevallion: «Troppa esposizione mediatica ha minato la neutralità che l’incarico imporrebbe»
L’iniziativa porta la firma degli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas e riguarda Veruska D’Angelo, incaricata dal giudice come curatrice dei diritti dei minori. Secondo la difesa dei Trevallion, «la professionista non avrebbe mantenuto la necessaria equidistanza richiesta dal ruolo, mostrando un atteggiamento pregiudizievole nei confronti della famiglia, soprattutto nella fase successiva al trasferimento dei bambini deciso dall’autorità giudiziaria». I legali segnalano inoltre che, dopo l’allontanamento, i contatti tra l’assistente sociale, i genitori e i figli sarebbero stati rari e non sufficienti a fornire una valutazione completa e imparziale della situazione. Nell’esposto viene infine richiamata anche la presenza mediatica della professionista: «D’Angelo avrebbe partecipato a diverse interviste, un’esposizione che rischierebbe di minare la neutralità e la riservatezza che l’incarico imporrebbe».
È tempo di tornare nelle corti dell’alta società londinese durante gli anni della Reggenza inglese. Il 29 gennaio sbarca su Netflix infatti la prima parte di Bridgerton 4, nuova stagione della serie drama in costume tratta dai romanzi di Julia Quinn e prodotta da Shonda Rhimes. La trama ruoterà attorno al romanzo La proposta di un gentiluomo, edito in Italia da Mondadori e incentrato sulle avventure di Benedict, secondogenito bohémien del compianto visconte, nella sua costante ricerca dell’amore nonostante rifiuti categoricamente di sistemarsi. La seconda parte con le ultime quattro puntate uscirà il 26 febbraio.
Bridgerton 4, trama e cast della nuova stagione della serie Netflix
Nicola Coughlan alla première di Bridgerton 3 (Ansa).
Notti brave, promiscuità e feste sregolate con gli alti rampolli della società londinese caratterizzano le giornate di Benedict Bridgerton, interpretato ancora una volta da Luke Thompson. Costantemente distratto e annoiato, si deve occupare del fratello maggiore Anthony, nei cui panni recita Jonathan Bailey, eletto nel 2025 uomo più sexy del mondo dalla rivista People. Alla fine della terza stagione, rimanendo fedele a se stesso, aveva evitato vincoli sentimentali e promesso alla sorella Eloise (Claudia Jessie) di incontrarla al ballo in maschera organizzato dalla madre, la matriarca Lady Violet (Ruth Gemmell), pronto a lasciare il futuro incerto. Proprio in quell’occasione, tuttavia, un incontro inaspettato cambia radicalmente la sua vita: rimane incantato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto, di cui vorrà subito scoprire l’identità.
Benedict non sa tuttavia che la ragazza per cui ha perso la testa non appartiene all’alta società: lei è Sophie Baek (Yerin Ha), figlia illegittima di un conte e una bellissima cameriera al servizio di Araminta Gun (Katie Leung) che ha solo finto di essere un’aristocratica per vivere il sogno di partecipare a una sontuosa cerimonia di gala. Quando il rampollo dei Bridgerton la incontra, si ritrova diviso tra il reale affetto per lei e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro del fatto che siano la stessa persona. I due, protagonisti assoluti di Bridgerton 4, sono solo alcuni dei personaggi che torneranno nella serie. Vi saranno Lord Marcus Anderson (Daniel Francis), preso dalla storia d’amore con Violet, e Penelope (Nicola Coughlan), impegnata ad affrontare le conseguenze della rivelazione pubblica dell’identità come Lady Whistledown. La regina Carlotta (Golda Rosheuvel) non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo gazzettino.
Le location della serie Netflix tra le più viste di sempre
Castle Howard, tra le location di Bridgerton (Ansa).
Tornata con la quarta stagione, pur essendo ambientata a Mayfair Bridgerton si svolge all’interno di dimore signorile e giardini sparsi per diverse località britanniche, tra cui Londra, Bath e Surrey. Molte delle location iconiche della serie, come la Ranger’s House (esterno della dimora dei Bridgerton) e il Royal Crescent (luogo in cui vivono i Featherington), sono aperte al pubblico e possono essere visitate liberamente. Gli interni della casa della famiglia Bridgerton sono stati girati a Halton House nel Buckinghamshire, mentre gli sfarzosi arredi dei Featherington sono stati immortalati a Hatfield House. Grandi tenute come Wrotham Park nell’Hertfordshire fungono da residenza di campagna della famiglia Bridgerton, mentre Aubrey Hall e Hampton Court Palace sono state utilizzate per replicare Buckingham Palace e St James Palace nelle scene di nozze. Castle Howard è invece stato la tenuta del duca di Hastings (Regé-Jean Page), protagonista della prima storica stagione.
Il decreto Pnrr-Coesione, ribattezzato come “Dl Semplificazioni“, èin arrivo giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri e contiene un pacchetto di semplificazioni che incide direttamente su alcuni strumenti centrali nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Le novità riguardano l’Isee, la carta d’identità elettronica e la tessera elettorale, con l’obiettivo di ridurre adempimenti e rendere più lineare l’accesso a servizi e diritti.
Come cambia l’Isee: si calcolerà in modo automatico
La sede Inps di via dell’Amba Aradam a Roma (Ansafoto).
Sul fronte dell’Isee, il decreto introduce il modello automatico. Non sarà più il cittadino a dover presentare ogni volta la Dichiarazione sostitutiva unica: scuole, università, Comuni e altri enti che erogano bonus o agevolazioni dovranno acquisire direttamente dall’Inps, attraverso la piattaforma digitale nazionale, i dati necessari al calcolo dell’indicatore. La misura è pensata per alleggerire le procedure e per evitare i rallentamenti che si registrano ogni anno all’inizio.
Le novità sulla carta d’identità
Cambia anche la durata della carta d’identità elettronica per gli over 70. Le nuove Cie rilasciate a chi ha compiuto 70 anni avranno una validità di 50 anni e potranno essere utilizzate anche per l’espatrio. Le carte già rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto resteranno utilizzabili oltre la scadenza ordinaria, ma solo sul territorio nazionale. Chi raggiungerà i 70 anni entro la conversione in legge potrà chiedere una nuova Cie valida anche all’estero.
La tessera elettorale diventa digitale
Il decreto avvia infine la tessera elettorale digitale. Il documento sarà basato sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Un decreto attuativo, da adottare entro 12 mesi, definirà le modalità di utilizzo. La versione digitale servirà per il voto fuori dal proprio seggio, mentre nei seggi tradizionali resterà in vigore l’obbligo della tessera cartacea, per evitare il rischio di doppio voto.
Il disegno di legge sulla violenza sessuale, al centro delle proteste delle associazioni femministe e dell’opposizione, approderà nell’Aula del Senato l’8 aprile. Lo ha riferito alla stampa Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito democratico, al termine della riunione dei capigruppo di Palazzo Madama. Dopo l’ultima riformulazione della presidente Giulia Bongiorno, il 27 gennaio la Commissione Giustizia del Senato ha dato via libera al nuovo testo base dell’articolo 609 bis del codice penale sulla violenza sessuale con 12 voti a favore e 10 contrari. Nel testo non è rientrato il riferimento al «consenso libero e attuale». Mentre invece è stato inserito quello al «dissenso». Rispetto a quello che era passato a Montecitorio, sono però aumentate le sanzioni: 6-12 anni di reclusione (anziché 4-10) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e 7-13 anni (invece di 6-12) se il fatto è commesso con violenza, minaccia o abuso di autorità.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto accelera sulla riforma delle Forze armate e fissa una scadenza politica precisa: il disegno di legge arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri entro marzo 2026, per avviare subito l’iter parlamentare. Crosetto lo ha chiarito in una lettera inviata alle commissioni competenti, spiegando che il contesto internazionale impone decisioni rapide e una revisione profonda dello strumento militare. Il cuore della riforma riguarda l’assetto operativo e organizzativo della Difesa.
Gli obiettivi della riforma delle Forze armate
Militari italiani (Imagoeconomica).
Il ministro punta innanzitutto alla creazione di una riserva di volontari, con una consistenza stimata intorno alle 10 mila unità, e all’istituzione di una struttura dedicata esclusivamente alla cybersicurezza e al contrasto delle guerre ibride, oggi frammentate tra più ambiti. A questo si affianca l’aumento degli organici di Esercito, Marina e Aeronautica, con l’obiettivo di arrivare a circa 160 mila militari entro il 2033. Crosetto motiva l’urgenza della riforma con la necessità di rendere la Difesa più moderna, flessibile ed efficiente, in linea con i percorsi già intrapresi da Paesi alleati e partner. Per questo ha affidato a un Comitato strategico il compito di elaborare il disegno di legge, avviando i lavori già a metà gennaio. Parallelamente al cantiere normativo, la Difesa sta rafforzando i propri meccanismi interni di gestione. La recente ricertificazione ISO 9001 di un ufficio centrale dello Stato maggiore segnala, nelle intenzioni del ministero, un percorso più ampio di modernizzazione amministrativa. Due binari distinti ma convergenti: nuove regole e nuove capacità operative, accompagnate da processi più solidi e standard riconosciuti a livello internazionale.
La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato due decreti decisivi per l’avvio dei corsi di abilitazione per gli insegnanti che devono acquisire i crediti formativi universitari (Cfu). Il primo provvedimento, il decreto numero 138 del 27 gennaio 2026, ripartisce i posti tra le istituzioni universitarie e quelle dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). I percorsi sono destinati agli aspiranti docenti di posto comune per le scuole secondarie di primo e secondo grado, inclusi gli insegnamenti tecnico-pratici. Contestualmente, il decreto numero 137 del 26 gennaio 2026 ha definito le riserve di posti per specifiche categorie di candidati. Le nuove procedure di abilitazione degli insegnanti si inseriscono nel quadro delle riforme del sistema di reclutamento che mirano a immettere nelle scuole figure professionali qualificate attraverso il conseguimento dei crediti formativi necessari. La partecipazione richiede il possesso di titoli di studio coerenti con le classi di concorso vigenti.
Corsi di abilitazione insegnanti 2026: requisiti e posti
Le commissioni e i candidati pronti per la prova scritta di un concorso nella scuola (Ansafoto).
L’attivazione dei percorsi formativi per l’anno accademico 2025-2026 prevede una distribuzione capillare sul territorio nazionale per garantire la copertura di tutte le discipline richieste. Il decreto ministeriale dei 60 Cfu stabilisce che le università e le istituzioni Afam gestiscano le procedure di iscrizione in base alla propria capacità ricettiva. In sintesi, nell’assegnazione di corsi e posti, le università dovranno tener conto delle principali caratteristiche dell’offerta formativa, ovvero:
dell’autorizzazione di circa 60 mila posti totali;
della destinazione ai posti comuni delle medie e superiori;
dell’inclusione degli insegnanti tecnico-pratici (Itp);
dei percorsi differenziati da 60, 30 o 36 crediti formativi universitari.
Le istituzioni accademiche pubblicheranno, a breve, ogni singolo bando relativo al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento per consentire la presentazione delle domande degli interessati. Si ricorda che per l’infanzia e la primaria resta attiva la laurea in Scienze della formazione primaria.
Come accedere ai percorsi formativi?
Il decreto numero 137 di abilitazione dei docenti introduce una specifica riserva di posti per facilitare l’accesso a chi abbia già maturato anni di servizio nella scuola o possieda determinati requisiti. Il provvedimento bilancia l’ingresso di nuovi insegnanti con la valorizzazione del personale già operante. I criteri per beneficiare delle quote riservate riguardano:
i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque;
il servizio prestato per almeno un anno nella specifica classe di concorso;
i vincitori di concorsi straordinari ancora privi di abilitazione.
Per quanto concerne i costi, il ministero ha previsto dei tetti massimi per le tasse di iscrizione. La quota per l’abilitazione all’insegnamento di 60 Cfu non può superare i 2.500 euro, mentre per i corsi da 30 crediti il limite è fissato a 2.000 euro. Le prove finali di abilitazione hanno un costo fisso di 150 euro.
Come fare l’iscrizione alle università: procedure e scadenze
La sede del ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere (Ansafoto).
In seguito alla firma di Anna Maria Bernini, gli atenei devono avviare le procedure amministrative per l’accoglimento dei candidati. Il sistema si basa sulla collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e quello dell’Università. È dunque necessario verificare la coerenza del proprio piano di studi con i requisiti d’accesso. Tuttavia, la pubblicazione degli elenchi delle sedi disponibili e delle relative quote per classe di concorso permette agli aspiranti di pianificare la scelta dell’ateneo. La frequenza è obbligatoria per una percentuale definita delle ore di lezione, solitamente pari al 70 per cento per ogni attività formativa. Le lezioni possono essere svolte in modalità telematica solo per una quota minoritaria, fatta eccezione per specifiche disposizioni normative. L’ottenimento dell’abilitazione è subordinato al superamento di una prova finale composta da un esame scritto e una lezione simulata.
Finalmente chi guarda di mattina il TgCom24 può tornare a divertirsi: è riapparso in conduzione Andrea Giambruno, nella fascia oraria occupata su La7 da Andrea Pancani, dopo mesi passati lontano dalle telecamere di Mediaset per via del famigerato caso dei fuorionda pubblicati da Striscia la notizia, che avevano fatto deragliare la sua relazione con Giorgia Meloni. Questo periodo di sospensione forzata è stato comunque riempito da paparazzate varie con la nuova fiamma, selfie comparsi e poi rimossi, un’ospitata a Belvebloccata dal Biscione e le parole di riconciliazione di Pier Silvio Berlusconi, la scorsa estate: «Penso che presto dovrà e potrà tornare in onda, magari alla conduzione di un tg. È un bravo giornalista». Detto, fatto: riecco il vispo Andrea gigioneggiare e lanciare i servizi dei colleghi dedicati alla premier e al referendum sulla giustizia. Il ciuffo è sempre verticale, il viso sbarbato. Tutto (o quasi) è perdonato.
Fabrizio Corona “scende in campo”? Suggestioni e fantapolitica
C’è la politica nel futuro di Fabrizio Corona? Pare una boutade, se non fosse che Mario Adinolfi la vedrebbe come una strada percorribile, anzi salvifica. Il fondatore del Popolo della Famiglia ha lanciato la proposta sui social: «Spero in un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona». In questa visione, Roberto Vannacci sarebbe l’utile patriota, mentre Fabrizio Corona «il campione della famiglia». Tradizionale e naturale, ça va sans dire. «Se la Trimurti assoluta in politica è Dio, Patria e Famiglia, secondo me un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona avrebbe la capacità di spaccare gli equilibri politici e poter ambire al governo del Paese», chiude Adinolfi. Un tridente che, a dirla tutta, per molti italiani assomiglia a un board of peace trumpiano, nemmeno in sedicesimi, piuttosto in diluizione omeopatica. Ma la suggestione di un Corona politico va ben oltre Adinolfi. I milioni di visualizzazioni che macina con Falsissimo su YouTube potrebbero fare gola a molti, soprattutto in tempi in cui l’astensione è il primo partito in Italia. In più ha costruito su di sé l’immagine di «uomo del popolo», di alfiere della «verità» (la sua, fino a prova contraria), di kamikaze contro il potere, il sistema, il circolino. Una narrazione che, al netto del personaggio, richiama molto quella del Vaffa grillino delle origini. Automatico dunque pensare che questa macchina possa essere messa a servizio, magari sottotraccia, di un partito o di un aspirante leader. Le picconate assestate da Corona a Mediaset e a Marina e Pier Silvio Berlusconi sono la ciliegina sulla torta della fantapolitica. Solo la primogenita di Silvio, infatti, potrebbe dare del filo da torcere a Giorgia Meloni e restituire un briciolo di autenticità allo slogan “Berlusconi presidente” che campeggia ancora sul simbolo di Forza Italia. Solo chiacchiere. C’è qualcuno però che racconta di un certo interessamento dell’orbita italofraterna. Fantapolitica appunto. Per ora. Anche perché Furbizio (copyright Dagospia) non è stato esattamente tenero con il figlio di Ignazio La Russa, ras della fiamma a Milano e in Lombardia. L’unica vera grana incassata dalla premier non è arrivata da Elly Schlein o Giuseppe Conte, né tantomeno dalla magistratura, ma da Striscia la Notizia, cioè il Biscione, con la diffusione dei fuorionda malandrini di Andrea Giambruno…
Fabrizio Corona al Palazzo di Giustizia di Milano per l’interrogatorio, da lui richiesto, nell’inchiesta che lo vede indagato per revenge porn, sulla base della denuncia di Alfonso Signorini (foto Ansa).
Vespa gioca in difesa
Bruno Vespa, classe 1944, lavora senza sosta. Nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio alla Fondazione Roma va in scena il forum “Difesa e sicurezza in un mondo instabile”, che sembra ideato apposta per parlare di truppe Ice e Olimpiadi Milano-Cortina. Chi ci sarà? Ovviamente Guido Crosetto, ministro della Difesa, oltre a Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, Michele Valensise, presidente dell’Istituto Affari internazionali, Domitilla Benigni, ceo & coo Elt Group, Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, Lorenzo Mariani, ad e dg di Mbda Italia, Massimo Claudio Comparini, managing director Space Division di Leonardo, e molti altri ancora. Non c’è che dire, Vespa gioca in difesa.
Guido Crosetto e Bruno Vespa (foto Imagoeconomica).
Vigilanza sui direttori Chiocci e Travaglio
Metti insieme Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, Giovanni Floris, conduttore di diMartedì su La7, Veronica Gentili de Le Iene su Italia 1, Giorgio Lauro di Un Giorno da Pecora, Radio 1, e poi Peter Gomez, Francesca Fialdini e Luisella Costamagna: non sono i protagonisti di un talk sul piccolo schermo, ma quelli dell’evento organizzato nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio e intitolato “Le sfide dell’informazione. Il futuro del giornalismo e della comunicazione: tv, stampa libera, digitale e inchieste”, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, su iniziativa della presidente della commissione Vigilanza sulla Rai, la pentastellata Daniela Floridia. Nell’elenco degli interventi in programma non appare il nome di Sigfrido Ranucci.
È tornata Anna Maria Tarantola
Era stata vista numerose volte in Vaticano, dopo la dimenticabile esperienza in Rai (fu presidente dal 2012 al 2015): ora Anna Maria Tarantola, a 80 anni, è tornata sulla scena. A Roma ha partecipato da protagonista al “Forum nazionale sulla parità di genere nelle aziende”, promosso dal Winning Women Institute, società benefit che «accompagna le aziende nei percorsi di certificazione per la parità di genere e offre consulenza e formazione per diffondere la cultura dell’uguaglianza e dell’inclusione». Folla di parlamentari, alla riunione: Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, e poi Elena Bonetti, Chiara Gribaudo, Debora Serracchiani, Elena Murelli, Silvia Fregolent e Sandra Cioffi. Per la cronaca, Tarantola ha parlato in qualità di vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin.
Anna Maria Tarantola, vicepresidente della fondazione Giulia Cecchettin (foto Imagoeconomica).
Bonaccini va in aceto
Di cosa si occupa Stefano Bonaccini al parlamento europeo? Di aceto. Manco fosse un Francesco Lollobrigida qualsiasi, l’esponente del Partito democratico, che voleva la poltrona di segretario poi “conquistata” da Elly Schlein, è stato il promotore di «un incontro dedicato al comparto degli aceti e alla necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita». Questo perché, «attualmente, il diritto dell’Unione europea prevede una definizione armonizzata esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutte le altre tipologie di aceto restano disciplinate da normative nazionali eterogenee. Una frammentazione che, in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori». Nel corso del confronto, comunicano dall’europarlamento, «è stato ribadito anche il peso economico e internazionale dell’aceto balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano nel mondo».
Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).
Suigo a Engineering, Scrivo in Angelini Pharma
Dal 16 febbraio Michelangelo Suigo ricoprirà l’incarico di chief public affairs, corporate communication & sustainability officer del Gruppo Engineering, subentrando a Roberto Scrivo, che ha lasciato il primo gennaio. Suigo «definirà e implementerà le strategie di comunicazione, delle relazioni istituzionali e dell’agenda Esg del gruppo» a diretto riporto con il ceo, Aldo Bisio. Suigo lascia Inwit, dopo una carriera passata a Leonardo e Vodafone. Invece Scrivo dal Gruppo Engineering entra in Angelini Pharma, nel ruolo di chief external affairs, communication and sustainability officer, con la responsabilità di guidare le attività di relazioni istituzionali, comunicazione corporate e sostenibilità per l’azienda a livello globale a diretto riporto del ceo, Sergio Marullo di Condojanni. In precedenza, Scrivo ha lavorato in Sky Italia e al ministero della Salute.
Il governatore lombardo Attilio Fontana torna a parlare di Roberto Vannacci, l’ex generale che ha da poco depositato, non senza polemica, il marchio di Futuro Nazionale. A margine della presentazione del Salone del Mobile, il governatore lombardo ha dichiarato: «Vannacci? Il mio primo pensiero è che è una anomalia. É un anomalo all’interno del nostro movimento». Fontana ha spiegato che il confronto interno può essere un valore, ma entro certi limiti: «nel senso che io sono dell’opinione che, come ha detto anche Durigon, all’interno di un partito se ci sono delle impostazioni diverse, possono essere motivo di arricchimento». Diverso, secondo Fontana, è il caso di iniziative autonome: «Ma creare circoli, fare le manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo, fare un nuovo sito è un’anomalia». Da qui la conclusione: «Poi queste sono valutazioni che farà il segretario».
Quando Fontana disse: «Non riusciranno a vannacizzare la Lega»
Nei giorni scorsi, interrogato sulla possibilità che Vannacci possa lasciare la Lega, Fontana aveva scelto una linea attendista: «non lo so, in questo momento sono concentrato sulle Olimpiadi», aveva risposto a margine di un evento a Milano. Non è però la prima presa di posizione netta nei confronti dell’ex generale e attuale vicesegretario del partito. All’inizio di settembre, intervenendo a Busto Arsizio davanti ai Giovani Padani riuniti in congresso, il presidente della Lombardia aveva attaccato apertamente Vannacci, dicendo: «col cazzo che vannaccizzano la Lega».