Sono in corso perquisizioni e interrogatori da parte della Guardia di Finanza presso la sede del Garante della Privacy, nell’ambito di un’indagine della Procura di Roma che vede indagati il presidente Pasquale Stanzione e gli altri membri dell’Autorità: ipotizzati i reati di peculato e corruzione. Gli investigatori stanno procedendo al sequestro di telefoni cellulari e computer per acquisire elementi utili all’indagine.
Pasquale Stanzione (Imagoeconomica).
L’inchiesta è stata avviata in seguito ai servizi di Report. Su Facebook il conduttore Sigfrido Ranucci ha spiegato che al centro delle indagini ci sono «le spese di rappresentanza del Collegio, le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories».
L’Alta Corte di Londra ha iniziato a esaminare, durante un’udienza preliminare, la causa intentata dal chitarrista Andy Summers e dal batterista dei PoliceStewart Copeland contro il frontman Sting. Lo scorso settembre, i due musicisti avevano infatti accusato il cantautore britannico di non aver pagato adeguatamente le royalties per lo streaming di brani iconici come Roxanne o Every Breath You Take. Secondo alcuni documenti visionati dalla Bbc, l’artista avrebbe riconosciuto ai due 595 mila sterline, poco meno di 700 mila euro. I legali di Copeland e Summers dicono che il pagamento è stato effettuato di recente, ma che la cifra dovuta dovrebbe essere decisamente più alta e comunque non inferiore a 8 milioni di sterline (più di 9 milioni di euro). Nessun membro della band britannica era presente in aula, anche perché non è ancora iniziato il vero processo.
Sting e Andy Summers sul palco con i Police (Ansa).
La faida legale tra i Police: le accuse di Summers e Copeland contro Sting
La guerra legale tra i membri dei Police riguarda un accordo vecchio di quasi 50 anni. Stando infatti ad accordi dapprima verbali nel 1977 e poi messi nero su bianco quattro anni dopo, prima di essere confermati solamente nel 1997, ogni membro della band, in qualità di arrangiatore, doveva ricevere il 15 per cento delle royalties per brani scritti dai compagni. Sting, frontman nonché cantante e anche bassista del complesso, è anche autore principale di tutti i grandi successi, da Roxannea Message in A Bottle, senza dimenticare Every Breath You Take, ed era quindi destinatario della quota maggiore. Impossibile tuttavia non riconoscere i contributi, spesso cruciali, dei musicisti, come nel caso degli arpeggi di chitarra che Summers ha composto perEvery Breath You Take, la hit più famosa.
Dove nasce quindi la controversia? Al centro c’è il cambiamento radicale dell’industria discografica dai tempi dei Police ai giorni nostri. Gli accordi di cui sopra, più volte rinegoziati, non prevedevano gli introiti derivanti dalle piattaforme streaming come Spotify e Apple Music, in quanto all’epoca non erano ancora state ideate. I rappresentanti di Sting affermano che tali royalties dovrebbero essere escluse in quanto assimilabili a «performance pubbliche» e non alla «produzione di dischi» e alla loro vendita, cui esplicitamente farebbe fede l’accordo. La vicenda è quindi ben lontana dall’essere finita: giovedì 15 gennaio sono in programma altre udienze e si dovrebbe conoscere la data di inizio del processo. Nel 2022, intanto, Sting ha venduto i diritti del repertorio solista e di quello composto per i Police a Universal Music Group per circa 200 milioni di dollari.
La magistratura iraniana ha reso noto che Erfan Soltani, la cui impiccagione per il coinvolgimento nelle proteste era attesa per oggi, in realtà «non è stato condannato a morte». Tramite un comunicato diffuso dalla tv di Stato, è stato spiegato che Soltani è accusato di propaganda contro il sistema islamico iraniano e di atti contro la sicurezza nazionale, «reati per i quali la pena di morte non esiste». Soltani, attualmente detenuto nella prigione di Qazl-Hisar a Karaj, rischierebbe dunque “solo” la reclusione.
Soltani è stato arrestato l’8 gennaio a Karaj
Soltani, residente a Fardis e commesso in un negozio di abbigliamento, è stato arrestato l’8 gennaio a Karaj, quarta città più popolosa dell’Iran che si trova a poche decine di chilometri dalla capitale Teheran. Un parente aveva denunciato alla Bbc che era stato condannato all’impiccagione «con un processo estremamente rapido, nel giro di soli due giorni», in quanto – era emerso – responsabile di “moharebeh”, (“guerra contro Dio”). Le organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato che quello a cui il 26enne sarebbe stato sottoposto non può essere definito un vero processo, ma piuttosto una procedura extragiudiziale.
Unicredit ha precisato che «le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell’acquisto di altre partecipazioni». Il chiarimento arriva dopo la diffusione di rumor su un interesse dell’istituto per la quota di Delfin in Mps. «È motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato», ha aggiunto.
L’istituto ribadisce la propria strategia per le operazioni di M&A
La banca ha ribadito di aver «sempre affermato chiaramente che le operazioni di M&A rappresentano uno strumento strategico per il gruppo» e che «il ruolo del team interno dedicato alle operazioni di M&A è di valutare tutte le opzioni, sia all’interno che, potenzialmente, al di fuori del perimetro geografico del gruppo». Questa attività «comporta, in ogni momento, interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target, elementi che non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente realizzata». E ancora: «La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione di M&A è basata esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia di Unicredit, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario».
Sorteggiato il tabellone degli Australian Open 2026, al via domenica 18 gennaio. Per gli italiani che saranno impegnati nei singolari maschile e femminile, un cammino che preannuncia qualche insidia già dai primi turni: delicato soprattutto l’esordio di Matteo Berrettini, che troverà il numero sei Alex De Minaur, Matteo Arnaldi e Mattia Belucci, rispettivamente opposti a Andrey Rublev e Casper Ruud. Non semplice nemmeno il cammino di Jannik Sinner, bi-campione in carica, e Lorenzo Musetti, che si potrebbero incrociare solamente in semifinale. Nel femminile, Jasmine Paolini è stata inserita nel quarto di Aryna Sabalenka, ma rischia di affrontare presto una fra Marta Kostyuk e la giovanissima Iva Jovic.
Australian Open 2026, il sorteggio del singolare maschile
Inizierà contro il francese Hugo Gaston la difesa del titolo di Jannik Sinner agli Australian Open, dove sarà testa di serie numero due. Le prime insidie potrebbero arrivare al terzo turno con un possibile match contro il brasiliano Joao Fonseca, con uno fra Ben Shelton e Casper Ruud ai quarti. Solamente in semifinale spazio al possibile derby con Musetti o allo scontro generazionale con Novak Djokovic. Per il carrarino, fresco numero cinque del ranking, all’esordio ci sarà il belga Raphael Collingon, con il possibile derby contro Lorenzo Sonego – che debutterà affrontando lo spagnolo Carlos Taberner – al secondo turno. Nel suo quarto anche un ritrovato Stefanos Tsitsipas e lo statunitense Taylor Fritz. Esordio da incubo per Berrettini, che dovrà vedersela con Alex De Minaur: il romano è anche nel quarto di Carlos Alcaraz, che inizierà la corsa al Career Grand Slam contro il padrone di casa Adam Walton.
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open (Ansa).
Tra le sfide del primo turno, come detto, Arnaldi dovrà vedersela con il russo Rublev, 13esimo della classifica mondiale, mentre Bellucci affronterà il norvegese Ruud, numero 12 al mondo. Per quanto riguarda Flavio Cobolli, attenderà un qualificato così come Luca Nardi, mentre per Luciano Darderi ci sarà il cileno Cristian Garin. Prosegue invece la favola di Francesco Maestrelli, che a 24 anni si è qualificato per la prima volta nel main draw di un torneo dello Slam. L’azzurro ha staccato il pass con una vittoria in rimonta su Dusan Lajovic, battuto 4-6, 6-4, 6-3. Niente da fare per Giulio Zeppieri e Stefano Travaglia, che non hanno superato l’ultimo scoglio del turno decisivo.
Tabellone femminile: le avversarie di Paolini e Cocciaretto
Per quanto riguarda invece il singolare femminile, gli occhi degli italiani saranno puntati su Jasmine Paolini, che lo scorso anno si fermò al terzo turno contro Elina Svitolina. L’azzurra, numero sette del ranking Wta, debutterà contro una qualificata e al terzo turno potrebbe incrociare la giovane stella americana Jovic, già affrontata e battuta nel 2025 agli US Open. Possibile ottavo contro l’ucraina Kostyuk o la russa Ekaterina Alexandrova, mentre ai quarti potrebbe trovare la numero uno Aryna Sabalenka, che invece esordirà con la wild card francese Tiantsoa Rakotomanga Rajaonah. Inserita invece nell’altra metà del tabellone Elisabetta Cocciaretto, che esordirà con l’austriaca Julia Grabner: per lei un potenziale secondo turno contro Anna Kalinskaya e un terzo contro la polacca Iga Swiatek. Ai nastri di partenza anche la veterana Venus Williams, che esordirà contro Olga Danilovic: possibile secondo turno stellare con Coco Gauff.
L’azzurra Jasmine Paolini in campo (Ansa).
Tutti i primi turni degli italiani e delle azzurre
Continuano le tensioni a Minneapolis dopo che mercoledì sera, durante un raid di controlli e arresti nel Nord della città, un agente dell’ICE ha sparato a un uomo colpendolo a una gamba. L’uomo è stato ricoverato in ospedale con ferite non gravi. La portavoce del Dipartimento di sicurezza interna, Tricia McLaughlin, ha dichiarato che gli agenti hanno agito per «legittima difesa» mentre stavano cercando di arrestare un uomo proveniente dal Venezuela che si trovava illegalmente nel Paese. La versione non è stata verificata in modo indipendente. L’episodio ha riacceso le proteste in una città già scossa dall’uccisione, una settimana fa, di Renee Nicole Good, 37 anni, colpita a morte da un agente federale.
Il sindaco di Minneapolis: «Ho visto condotte intollerabili»
Poche ore dopo il ferimento dell’uomo, alcune centinaia di persone si sono radunate sul posto. Gli agenti hanno isolato l’area e utilizzato fumo e altri strumenti di controllo della folla, mentre alcuni manifestanti hanno vandalizzato tre veicoli. Il capo della polizia di Minneapolis, Brian O’Hara, ha parlato di «comportamenti illegali» da parte dei manifestanti e ha chiesto lo sgombero della zona. Mentre il sindaco Jacob Frey è tornato a criticare l’operato dell’ICE: «Ho visto condotte disgustose e intollerabili», ha detto. Allo stesso tempo ha invitato i manifestanti a tornare a casa, avvertendo che «non si può rispondere al caos di Donald Trump con altro caos».
Fumogeni a Minneapolis (Ansa).
La Casa Bianca invia 3 mila agenti dell’ICE in Minnesota
Nel Minnesota sono in corso o in arrivo circa 3 mila agenti dell’immigrazione, in quella che l’amministrazione Trump definisce la più grande operazione della storia del Dipartimento di sicurezza interna. In risposta, i cittadini pattugliano i quartieri, osservano gli arresti, offrono assistenza legale e supporto alle famiglie che temono di uscire di casa. Il governatore del Minnesota Tim Walz ha invitato i cittadini a documentare le operazioni degli agenti, chiedendo di «registrare ciò che accade» per raccogliere prove. «La responsabilità arriverà, nelle urne e nei tribunali», ha detto. Ma sul piano politico il governo ha alzato ulteriormente il livello dello scontro in difesa dell’ICE, sostenendo che gli agenti godrebbero di «immunità federale» nello svolgimento delle loro funzioni e chiunque tenti di ostacolarli commette un reato. Diversi esperti legali hanno però ricordato che i poteri di questi agenti sono più limitati rispetto a quelli della polizia ordinaria.
Anche per l’Iran, dopo oltre due settimane di proteste e le minacce di Donald Trump – che per ora restano tali, visto che il presidente ha fatto sapere che la repressione si sarebbe fermata – si parla di regime change. Chi potrebbe guidare il Paese nell’era post-Repubblica Islamica, al netto delle possibili ingerenze Usa? La questione è piuttosto spinosa. Perché se è vero che sono tanti i movimenti a volere la caduta del regime teocratico, al tempo stesso l’opposizione – per quanto determinata – è frammentata e con visioni diverse sul futuro percorso del Paese, stretto nella morsa degli ayatollah dal 1979. Inoltre si troverebbe (o troverà, chissà) ad affrontare una sfida logistica oltre che ideologica: tradurre le proteste di piazza in un potere politico organizzato prima che le forze di sicurezza riprendano il controllo.
La figura di Reza Pahlavi, figlio dello scià, non scalda l’opposizione
Behnam Ben Taleblu, esperto della Foundation for Defense of Democracies, ha detto alla trumpiana Fox News che decenni di repressione hanno reso quasi impossibile coltivare una leadership politica all’interno dell’Iran, che pertanto «deve essere costruita all’esterno». Reza Pahlavi, 65enne figlio in esilio dello scià deposto dalla rivoluzione di Khomeini, si è detto pronto a tornare in patria per gestire una transizione pacifica, magari con un referendum popolare. Ma è un nome che non scalda l’opposizione né in patria, né all’estero. Sì, ci sono manifestanti che hanno invocato il suo ritorno, ma la maggioranza della popolazione lo considera inadatto a governare. Innanzitutto non ha mai messo piede nel Paese, dunque non ne conosce la realtà. E poi è pur sempre figlio di un dittatore, per quanto modernizzatore. A sostenere Reza Pahlavi è soprattutto Israele.
Reza Pahlavi (Ansa).
Maryam Rajavi guarda avanti, ma i suoi Mojahedin non sono amati
Puntano a governare il Paese anche i Mojahedin del Popolo Iraniano, organizzazione che aveva partecipato alla rivoluzione contro lo scià per poi entrare in contrasto con Khomeini, circostanza che li portò all’inizio degli Anni 80 a cercare rifugio da Saddam Hussein, che fornì loro armi e protezione. Il gruppo, a lungo designato organizzazione terroristica dall’Unione europea e dagli Stati Uniti, è stato in realtà utilizzato dalla Casa Bianca per diverse azioni contro il programma nucleare iraniano ed è guidato da Maryam Rajavi.
Maryam Rajavi (Ansa).
Moglie di Massoud Rajavi scomparso nel 2003 in Iraq, è anche a capo del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana (Cnri) e dall’inizio delle proteste ha diffuso resoconti quotidiani grazie alla sua rete di informatori, diffuso video della repressione e denunciato il massacro dei manifestanti. Rajavi propone un periodo provvisorio di sei mesi dopo il rovesciamento del regime, che culminerebbe poi in libere elezioni per un’assemblea costituente. «L’uguaglianza di genere in tutte le sue sfaccettature, la separazione tra religione e Stato, l’autonomia del Kurdistan iraniano e molte altre questioni urgenti sono state ratificate in dettaglio dal Cnri», ha dichiarato. C’è un problema: i Mojahedin del Popolo Iraniano non godono di buona fama in patria a causa del sostegno all’Iraq nella guerra combattuta tra i due Paesi dal 1980 al 1988. Tuttavia hanno ricevuto nel corso degli anni il sostegno dagli Usa di alcune importanti figure politiche repubblicane, tra cui l’ex vicepresidente Mike Pence, l’ex segretario di Stato Mike Pompeo e Rudy Giuliani.
On Monday night, on the sixteenth day of Iran uprising, with wounded bodies and grieving hearts yet with unbreakable resolve, the people of Tehran, Isfahan, Shiraz, Meshkan in Fars Province, Falahieh (Shadegan), and many other cities once again took to the streets. Hand in hand… pic.twitter.com/YI2j558Txq
Il Tūdeh sta partecipando alle proteste, ma difficilmente avrà un ruolo significativo
Anche il Partito Iraniano del Tūdeh, formazione comunista e attore chiave della rivoluzione del 1979, fu vittima negli anni successivi di purghe ordinate da Khomeini, con arresti ed esecuzioni di numerosi membri. Messo al bando in Iran dal 1983 il Tūdeh continua a operare come organizzazione politica clandestina. Durante la guerra di giugno 2025, il Tūdeh si era alleato con il Partito Comunista Israeliano per chiedere la fine delle ostilità e oggi i suoi membri, stando a quanto dichiarato, stanno partecipando attivamente alle proteste. Appare improbabile un ruolo significativo nel futuro del Paese.
Curdi e beluci non hanno una rappresentanza sufficientemente ampia
Ci sono poi i curdi e i beluci. I primi, che costituiscono circa il 10 per cento della popolazione iraniana, avevano già manifestato con forza nel 2022 dopo la morte di Mahsa Amini, uccisa dalla polizia morale. Anche gli abitanti del Belucistan, regione a cavallo tra Iran e Pakistan, sono stati coinvolti in numerosi scontri con le forze del regime negli ultimi anni. All’interno delle due minoranze, però, coesistono molte figure e movimenti e non esiste un’organizzazione con una rappresentanza sufficientemente ampia da avere influenza a livello nazionale.
La coalizione di sinistra Hamgami è relativamente sconosciuta in Iran
Nel 2023 alcuni gruppi di sinistra della diaspora hanno dato vita alla coalizione Hamgami, che propone una repubblica laica e democratica, con una magistratura indipendente e una stampa libera. Hamgami ha acquisito visibilità al di fuori dell’Iran dopo le proteste del 2022. Tuttavia il movimento rimane relativamente sconosciuto in Iran e, come ha affermato l’accademica Maryam Alemzadeh un’intervista ad Al Jazeera «non ha alcuna influenza nella sfera pubblica». Nonostante le speculazioni, gli esperti concordano su un punto: all’orizzonte non c’è un chiaro successore degli ayatollah.
L’italiano Luigi Gasperin è stato scarcerato dal Venezuela questa notte. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, specificando che ora si trova nell’ambasciata italiana a Caracas. Il suo ordine di scarcerazione era stato tra i primi a emergere, insieme alla notizia della liberazione di Biagio Pilieri, ma Gasperin era ancora in attesa di essere effettivamente rilasciato. La sua liberazione si aggiunge a quelle di Alberto Trentini e Mario Burlò. «Gasperin è provato ma in condizioni stabili.Ha annunciato che vorrebbe rimanere in Venezuela e tornare alla città di Maturin, nello stato del Monagas, dove si trova la sua azienda», ha spiegato la Farnesina.
#Venezuela Anche Luigi Gasperin è libero. Ora è nella sede della nostra ambasciata a #Caracas. Nei giorni scorsi avevamo ottenuto l’ordine di scarcerazione. Stanotte è uscito dal carcere. pic.twitter.com/GQMljfWj53
Gasperin è un imprenditore italiano di 77 anni, titolare della sola cittadinanza italiana. È stato arrestato il 7 agosto 2025 a Maturin, nello Stato del Monagas, e trasferito in un centro di detenzione nella zona di Prados del Este, a Caracas. L’arresto è avvenuto dopo un controllo per presunta detenzione, trasporto e uso di materiale esplosivo presso gli uffici di una società di cui Gasperin era socio di maggioranza e presidente.
Nuova giornata per i mercati europei, con la settimana che si avvia verso il weekend. Cresce l’attesa per le aperture della Borsa italiana e dello spread tra Btp e Bund tedeschi. Ieri, mercoledì 14 gennaio, Milano ha chiuso a +0,27%.
I colloqui tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia si sono conclusi senza progressi. I ministri degli Esteri Lars Lekke Rasmussen e Vivian Motzfeldt hanno definendo l’incontro «franco ma costruttivo», respingendo ogni ipotesi di acquisizione dell’isola da parte di Washington, dopo che Trump ha insistito sull’intenzione di annetterla. Rasmussen ha riconosciuto l’esistenza di una «nuova situazione di sicurezza nell’Artico», riferendosi alla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia, ricordando però che fu Washington a ridurre negli anni la propria presenza militare in Groenlandia. «Ora la situazione è completamente diversa e naturalmente dobbiamo reagire. La grande differenza è se questo debba portare a una situazione in cui gli Stati Uniti acquisiscono la Groenlandia, e questo non è assolutamente necessario», ha detto. La ministra danese Motzfeldt ha insistito sulla necessità di «normalizzare» і rapporti con Washington e di rafforzare la cooperazione. Rasmussen ha però ammesso che la delegazione non è riuscita a cambiare la posizione della Casa Bianca.
Germania, Svezia e Norvegia rafforzano la presenza militare in Groenlandia
Intanto l’Europa si muove sul piano militare. Secondo Bild, la Germania valuta l’invio di soldati della Bundeswehr in Groenlandia, ipotesi non confermata dal ministero della Difesa. La Svezia ha annunciato l’arrivo di propri ufficiali «su richiesta della Danimarca» nell’ambito dell’esercitazione Operation Arctic Endurance, mentre la Norvegia invierà due ufficiali militari, come confermato dal suo ministero della Difesa.
L’uso della piattaforma Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori per l’anno 2026-2027 rappresenta il passaggio telematico fondamentale per circa mezzo milione di famiglie che, dalla mattina del 13 gennaio, hanno iniziato la procedura di scelta del futuro dei propri figli. L’area informatica del ministero dell’Istruzione e del Merito centralizza le operazioni e ne semplifica l’accesso attraverso le identità digitali come Spid, Cie, Cns o Eidas. Lo strumento fornisce anche un supporto per l’orientamento grazie alla possibilità di esplorare i dati sull’occupabilità, sui nuovi 532 percorsi formativi della filiera tecnologico-professionale e sulle opportunità offerte dagli oltre 700 istituti che hanno implementato il modello 4 + 2. La procedura telematica garantisce la dovuta trasparenza e permette di monitorare in tempo reale lo stato della domanda, assicurando che ogni nucleo familiare possa compiere una scelta informata tra licei, istituti tecnici e Its Academy.
Quando si aprono le iscrizioni su Unica per l’anno scolastico 2026-2027?
Ministero della Pubblica Istruzione a Roma (Ansafoto).
Le finestra delle iscrizioni a scuola per l’anno 2026-2027 si è aperta alle ore 8.00 del 13 gennaio. Il termine ultimo per inoltrare la domanda sulla piattaforma è fissato, invece, alle ore 20.00 del 14 febbraio prossimo. Sono chiamati a presentare la domanda i genitori di alunni che:
accedono per la prima volta alla scuola dell’infanzia, la cui iscrizione deve essere fatta con modulo cartaceo da presentare direttamente alla scuola scelta;
si iscrivono alla classe prima della scuola primaria (pratica tramite Unica);
si iscrivono alla classe prima della scuola secondaria di primo grado (pratica tramite Unica);
si iscrivono alla classe prima della scuola secondaria di secondo grado (pratica tramite Unica).
Quante scuole si possono scegliere nella domanda di iscrizione?
Per completare le iscrizioni alle scuole, i genitori devono indicare sul portale Unica una scuola di prima scelta e fino a due opzioni alternative, utili qualora l’istituto principale registrasse un’eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili. È importante ricordare che:
l’ordine temporale di invio non costituisce una priorità nell’accoglimento;
le scuole applicano criteri di precedenza deliberati dai consigli di istituto;
i dati inseriti hanno valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione;
è necessario il consenso di entrambi i genitori per perfezionare l’istanza;
il sistema genera un codice fiscale provvisorio per gli studenti appena giunti in Italia;
l’assistenza tecnica è disponibile presso le segreterie scolastiche per chi non possieda gli strumenti digitali.
Finché i termini rimangono aperti, la domanda inviata può essere annullata, modificata o nuovamente inoltrata. Una volta chiusa la finestra, eventuali variazioni dovranno essere discusse direttamente con la scuola di riferimento che verificherà la possibilità di accoglierle. Si ricorda, infine, che è possibile seguire l’iter della domanda fino all’accettazione definitiva che avviene nei mesi successivi.
Gli Stati Uniti potrebbero intervenire militarmente in Iran nelle prossime 24 ore. Lo scrive Reuters citando due funzionari europei. Un funzionario israeliano conferma la stessa lettura: Donald Trump avrebbe deciso di intervenire, anche se resta incerta la portata della possibile operazione. Nelle scorse ore la Casa Bianca ha invitato parte del personale dalla propria base di Al Udeid, in Qatar, a lasciare il luogo entro mercoledì sera, spiegando che la misura è stata presa «in risposta alle attuali tensioni regionali». Non ci sono però segnali di un’evacuazione di massa come quella avvenuta a giugno, durante l’intervento americano a supporto di Israele in Iran. Anche il Regno Unito sta evacuando parte del personale da una base in Qatar. «Tutti i segnali indicano che un attacco Usa è imminente, ma è anche il modo in cui questa amministrazione mantiene tutti sull’attenti», sottolinea a Reuters un ufficiale militare occidentale. «L’imprevedibilità fa parte della strategia».
Mercoledì l’inviato speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha annunciato l’avvio della “fase due” del piano per la Striscia di Gaza promosso da Donald Trump. In un post su X, Witkoff spiega che la seconda fase istituisce «un’amministrazione palestinese tecnocratica transitoria», «il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza», e avvia la «completa smilitarizzazione e ricostruzione, in primo luogo il disarmo di tutto il personale non autorizzato». L’inviato statunitense lancia anche un avvertimento diretto a Hamas: «Gli Stati Uniti si aspettano che rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l’immediato ritorno dell’ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, le conseguenze saranno gravi». L’annuncio arriva mentre, secondo le autorità di Gaza, Israele ha violato oltre 1.190 volte il cessate il fuoco entrato in vigore a ottobre, causando più di 400 morti e bloccando l’ingresso degli aiuti umanitari necessari. Restano poco chiari i dettagli sui poteri effettivi dell’amministrazione transitoria, su chi andrà a comporre il Comitato Nazionale e sulla ricostruzione di un territorio in cui oltre l’80 per cento degli edifici è stato danneggiato o distrutto.
Today, on behalf of President Trump, we are announcing the launch of Phase Two of the President’s 20-Point Plan to End the Gaza Conflict, moving from ceasefire to demilitarization, technocratic governance, and reconstruction.
Phase Two establishes a transitional technocratic…
— Special Envoy Steve Witkoff (@SEPeaceMissions) January 14, 2026
Nelle ultime ore, l’Inps ha pubblicato un nuovo messaggio contenente le istruzioni operative per presentare la domanda di Ape sociale 2026. La comunicazione interessa, in particolare, chi ha diritto di andare in pensione in anticipo quest’anno avendo compiuto l’età di 63 anni e cinque mesi e sia in possesso di specifici requisiti. Proprio questi ultimi sono oggetto di accertamento da parte dell’istituto di previdenza che, a tal proposito, informa gli interessati delle modalità di riconoscimento delle condizioni di accesso alla misura previdenziale. La proroga stabilita dalla legge di Bilancio 2026 (L. 199 del 30 dicembre 2025) garantisce continuità al sussidio per tutto l’anno in corso, stanziando nuove risorse finanziarie per coprire la spesa prevista fino al 2031. Tuttavia, per ottenere il beneficio, è necessario seguire un iter amministrativo preciso che prevede una doppia istanza nel caso in cui i requisiti siano già maturati.
Ape sociale, quali sono le modalità per andare in pensione prima nel 2026?
Lavoratore addetto a mansioni usuranti (Freepik).
L’accesso all’Ape sociale, così come prorogato per quest’anno dalla Manovra 2026, richiede innanzitutto l’invio di una domanda di verifica delle condizioni. Il messaggio Inps numero 128 del 14 gennaio 2026 stabilisce tre finestre temporali entro cui presentare l’istanza:
entro il 31 marzo 2026;
entro il 15 luglio 2026;
non oltre il 30 novembre 2026.
Le domande inviate oltre i primi due termini sono prese in considerazione solo se residuano le coperture finanziarie necessarie. Per inoltrare la pratica è possibile utilizzare il portale istituzionale tramite identità digitale, oppure rivolgersi ai patronati o al contact center. Se il richiedente possiede già tutti i requisiti al momento della certificazione, deve presentare contemporaneamente la domanda vera e propria di pensione 2026 per evitare la perdita di ratei pregressi.
Quali sono i requisiti per avere l’ape sociale?
Per ottenere l’indennità corrispondente a un trattamento di pensione anticipata, oltre all’età i soggetti devono appartenere a specifiche categorie tutelate. La normativa individua i profili meritevoli di tutela:
nei disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali;
nei i lavoratori che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente con handicap grave;
negli invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento;
nei dipendenti che svolgono un lavoro usurante o attività gravose.
L’anzianità contributiva richiesta varia tra 30 e 36 anni a seconda della categoria di appartenenza. Per le donne è prevista una riduzione dei requisiti contributivi di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. È fondamentale che lo stato di bisogno o la condizione professionale siano certificati secondo le procedure indicate dall’istituto di previdenza.
Mercoledì l’FBI ha perquisito l’abitazione di Hannah Natanson, una giornalista del Washington Post, nell’ambito di un’indagine su una presunta fuga di informazioni classificate. Si tratta di unevento piuttosto insolitonegli Stati Uniti: anche nei casi di disclosure di documenti riservati, le autorità federali tendenzialmente evitano di colpire direttamente i reporter, per le tutele previste dal Primo Emendamento e dalla legge sulla protezione del lavoro giornalistico. Secondo quanto riferito dal Post, inoltre, la giornalista non è indagata.
L’indagine riguarda un tecnico informatico con accesso a file top secret
Durante la perquisizione, richiesta dal Pentagono, sono stati sequestrati computer portatili, un telefono e uno smartwatch. L’indagine riguarda Aurelio Perez-Lugones, un tecnico informatico che lavorava per il governo federale nel Maryland e per questo aveva accesso a materiale classificato. L’uomo è sospettato di aver gestito illegalmente documenti di intelligence top secret, che sono stati trovati anche nella sua abitazione. Riguardo al lavoro della giornalista, si sa che ha coperto per mesi le politiche dell’amministrazione Trump sui tagli nella pubblica amministrazione. Esperti di diritto costituzionale e organizzazioni per la libertà di stampa hanno commentato la notizia parlando di una «escalation» sotto l’amministrazione Trump in termini di pressione contro i giornalisti. La legge federale, infatti, prevede che le perquisizioni ai danni dei reporter siano un’extrema ratio, proprio per evitare interferenze con il loro diritto di informare le persone su questioni di interesse pubblico.
La Uni 11998:2025 rappresenta una svolta per il settore dei sistemi vetrati amovibili e un riconoscimento del percorso industriale di New Time, società che da anni progetta e produce Vepa come sistemi ingegnerizzati, con criteri strutturali, prestazionali e di sicurezza. L’azienda ha partecipato direttamente al tavolo tecnico che ha definito la norma, contribuendo a creare il primo riferimento nazionale per queste soluzioni. Oggi New Time è l’unica azienda italiana con Vepa già conformi alla Uni 11998:2025. Questo è possibile perché l’azienda ha realizzato il primo e unico impianto produttivo dedicato esclusivamente alle Vepa, con linee e protocolli conformi alle norme europee, tracciabilità completa, controlli continui e scarto sistematico di materiali non conformi. Ogni parametro, variazione di vetro o spessore è verificata con prove dedicate, integrando progettazione, produzione e controllo per garantire una conformità reale.
La norma definisce in modo univoco i sistemi vetrati amovibili…
Le Vepa New Time sono sistemi unitari – la sicurezza dipende dal comportamento complessivo, non dal singolo pannello. Studi strutturali, perizie e valutazioni prestazionali considerano resistenza al vento, urti, durabilità dei dispositivi e interazione tra vetro, profili e meccanismi di apertura. Anche il vetro viene gestito in modo sistemico – la sicurezza deriva dal progetto complessivo, non dal materiale isolato. Questo approccio trova piena corrispondenza nella Uni 11998:2025. La norma definisce in modo univoco i sistemi vetrati amovibili: installati in verticale, manuali, privi di profili verticali, scorrevoli su guide, destinati a delimitare spazi aperti senza creare volumi edilizi permanenti. Comprende Vepa e vetrate panoramiche amovibili, distinguendole da finestre, porte e facciate continue. Stabilisce anche dove possono essere applicati – balconi, logge, portici, terrazze, pergole, gazebo, chioschi, dehors e serre leggere, in contesti residenziali, commerciali, turistico-ricettivi e direzionali).
… con focus su prestazioni, sicurezza e immissione sul mercato
Il cuore della norma è il sistema prestazionale. Le Vepa devono dimostrare resistenza all’urto, al vento, sicurezza delle vetrate, resistenza dei dispositivi e, quando richiesto, tenuta all’acqua, permeabilità all’aria, isolamento acustico e proprietà radiative. Le prove riguardano il sistema nel suo insieme, non i singoli componenti. Per il vetro, la Uni 11998:2025 vieta sopra i parapetti il vetro stratificato senza telaio perimetrale continuo (rischio “effetto lenzuolo”) e impone l’uso di vetro temperato di sicurezza secondo Uni En 12150-1, con controlli periodici, test distruttivi e scarto delle non conformità. La sicurezza è quindi industriale e non commerciale. La norma disciplina anche l’immissione sul mercato – etichettatura, dichiarazione delle prestazioni, documentazione tecnica, istruzioni di posa, uso e manutenzione, smontaggio e smaltimento, e dichiarazione di corretta posa. Le prestazioni diventano prerequisito per marcatura Ce e commercializzazione.
La Uni 11998:2025 certifica un modello industriale già esistente
Per New Time questo passaggio non rappresenta un punto di arrivo, ma la formalizzazione di un percorso già intrapreso. Le Vepa dell’azienda sono state concepite fin dall’origine come chiusure non permanenti, verificabili, sicure e performanti, progettate a partire da parametri di sicurezza, processo e norma prima che diventassero obbligatori. Con la pubblicazione della Uni 11998:2025 si certifica un modello industriale già esistente. Oggi sicurezza certificata, conformità normativa e controllo del processo coincidono. In un mercato che cambia pelle, questo significa essere già un passo oltre.
Prosegue, sebbene con qualche intoppo e tensione all’interno del partito Servitore del Popolo, il rimpasto di governo voluto da Volodymyr Zelensky. La Verkhovna Rada, il Parlamento monocamerale ucraino, alla fine ha confermato le nomine di Denys Shmyhal a vicepremier e ministro dell’Energia e di MykhailoFedorov a ministro della Difesa, proposte dal presidente ucraino. Fedorov, 34 anni, ha indicato tra le sue priorità la riforma dell’esercito per adattarlo alle nuove tecnologie dopo quasi quattro anni di guerra contro la Russia. «Oggi è impossibile combattere con le nuove tecnologie facendo affidamento su una struttura organizzativa antiquata. Abbiamo bisogno di cambiamenti completi», aveva dichiarato il ministro in pectore presentando il suo piano d’azione ai deputati ucraini prima del voto di conferma. «Il nostro obiettivo è cambiare il sistema: riformare l’esercito, migliorare le infrastrutture sulle linee del fronte, sradicare le menzogne e la corruzione e fare della leadership e della fiducia una nuova cultura», ha aggiunto.
Una collaborazione nata prima delle Presidenziali
Tra rimpasti, scandali e faide, Fedorov è riuscito a rimanere ben saldo nel cerchio magico di Zelensky. Nel 2019, subito dopo la vittoria alle Presidenziali del comico, l’allora 28enne venne nominato ministro della Transizione digitale e vice primo ministro. Come ricorda l’Ekonomichna Pravda, Federov all’epoca era titolare di un’agenzia digitale a Zaporizhzhia e conobbe Zelensky collaborando con il team di Kvartal 95, la società di produzione fondata da Zelensky nel 2003. Quando la star tv decise di candidarsi, il passaggio di Fedorov nel squadra della campagna elettorale fu automatico. Così come la nomina a ministro della Transizione digitale.
Mykhailo Fedorov (Ansa).
L’influenza esercitata su Zelensky
A Fedorov venne immediatamente dato il compito di realizzare l’idea di “Stato in uno smartphone” promossa dal neo presidente. Detto, fatto: nel 2020 fu così lanciata l’app Diya per ottenere patenti e certificati di immatricolazione. Ora Diya ha 23 milioni di utenti e offre una ventina di servizi digitali tra cui l’acquisizione di documenti e il pagamento delle tasse. Da subito Fedorov si distinse per l’influenza esercitata su Zelensky, una fiducia che ha conquistato nel tempo dando al presidente esattamente quello che voleva: idee sulla carta brillanti e di rapida realizzazione. Non tutti i progetti sono stati un successo, come quello di regalare uno smartphone ai quasi 9 milioni di pensionati in cambio della vaccinazione. Tant’è, l’influenza di Fedorov sull’inquilino della Bankova non ha mai vacillato.
Volodymyr Zelensky (Ansa).
I contatti con Musk e l’app Army+
Dopo l’invasione russa del 2022, Fedorov ha stabilito un contatto diretto con il ceo di SpaceX, Elon Musk. Ciò ha permesso all’Ucraina di ricevere rapidamente un’ingente fornitura di terminali Starlink, fondamentali per le comunicazioni con la prima linea del fronte e per realizzare un sistema di comando efficiente. Contemporaneamente il ministero della Transizione digitale ha accelerato il trasferimento dei dati sensibili e dei servizi governativi al di fuori del Paese. Negli ultimi tre anni, Fedorov si è concentrato quasi interamente sulla guerra, in particolar modo sullo sviluppo dell’app Army+, pensata per semplificare la vita dei militari alleggerendoli dalla burocrazia. Army+ è stata sviluppata con il ministero della Difesa, quello che da oggi Fedorov guida. «Non voglio essere un populista, voglio essere un realista», ha detto il neo ministro, aggiungendo che «è necessario fare i compiti a casa sui problemi esistenti per poter andare avanti».
Lo scontro tra la Lega Serie A e Cloudfare si è acceso. Il colosso del web è stato multato dall’Agcom per 14 milioni di euro a causa di ordini non rispettati nel contrasto alla diffusione di contenuti pirata online. Una vicenda che ha portato il ceo di Cloudfare, Matthew Prince, a ipotizzare lo stop a possibili investimenti sul mercato italiano, con un occhio alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Ma la risposta non si è fatta attendere ed arrivata dall’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo.
De Siervo: «Nessuno è sopra le leggi»
De Siervo ai microfoni del Sole 24 ore ha spiegato: «Ho visto solo molta aggressività e un senso di superiorità rispetto a un sistema di regole europee. Nessuna azienda può pensare di essere al di sopra delle leggi. Quando si parla di infrastrutture digitali si tende a confondere il ruolo neutrale della tecnologia con l’uso che se ne fa. Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma semplicemente di impedire che determinate infrastrutture tecniche siano utilizzate per consentire o facilitare attività illegali. Evocare ritorsioni o vendette non aiuta il confronto, anzi dà la misura di un approccio arrogante».
La pirateria «vale miliardi di dollari»
E ancora: «La pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile. Serve però collaborazione». Infine ha parlato di chi ha utilizzato le piattaforme illegali, il cosiddetto pezzotto: «Stiamo inviando oltre duemila lettere in cui chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo riteniamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie. C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili».
Una nuova restrizione sui visti è stata annunciata dagli Stati Uniti, che hanno disposto il blocco delle richieste provenienti da 75 Paesi, tra cui Somalia, Russia, Afghanistan, Brasile, Iran, Iraq, Egitto, Nigeria, Thailandia e Yemen. La decisione, comunicata dal Dipartimento di Stato, emerge da una circolare interna indirizzata ai funzionari consolari e resa nota da Fox News. In base alle indicazioni contenute nel documento, l’esame delle domande presentate dai cittadini di questi Stati è stato sospeso e ai consolati è stato chiesto di respingere le richieste in attesa di ulteriori controlli. Il provvedimento rafforza la linea restrittiva in materia di immigrazione e sicurezza nazionale e coinvolge Paesi caratterizzati da contesti geopolitici complessi o da flussi migratori rilevanti verso gli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha precisato che la misura resterà in vigore «fino a nuova comunicazione», affidando ad ambasciate e consolati il compito di applicare rigorosamente la direttiva.
Per il 2026, il Gruppo A2A ha annunciato assunzioni per 1.500 profili tra tecnici, ingegneri e operai al fine di rafforzare ulteriormente un organico che supera i 14 mila dipendenti. Il piano di reclutamento è un chiaro segnale di espansione per il comparto che si occupa di energia, acqua e ambiente grazie a un modello sostenibile che favorisce l’uso circolare delle risorse. La strategia risponde alla necessità di rafforzare la gestione dei servizi ambientali e la transizione energetica, settori che richiedono competenze sempre più specifiche. L’iniziativa mira a risolvere il mismatch tra la domanda del mercato e l’offerta di competenze disponibili, attraverso un piano che metta in fila i percorsi di crescita e la stabilità contrattuale. In questo contesto, A2A intende attrarre giovani talenti, in particolare gli appartenenti alla generazione Z e chi ha concluso da poco il percorso universitario.
Assunzioni A2A 2026: quali sono i profili ricercati?
Un dipendente che svolge ruoli amministrativi e contabili (Freepik).
La distribuzione dei nuovi ingressi in A2A riflette le necessità operative del gruppo, con una quota significativa destinata alle attività sul campo. Circa il 50 per cento dei profili ricercati per le nuove assunzioni riguarda i cosiddetti blue collar, ovvero operai specializzati che saranno impiegati in società come Amsa e Aprica per il decoro urbano. Tuttavia, l’attenzione resta alta anche per i profili amministrativi e tecnici, professioni per le quali si mira a raggiungere un pieno equilibrio di genere. Per quanto riguarda le condizioni economiche, i neolaureati che entrano nel gruppo possono contare su una retribuzione annua lorda competitiva, superiore ai parametri medi nazionali. Le posizioni aperte sono costantemente aggiornate sul portale ufficiali delle carriere della società, dove è possibile sottoporre la propria candidatura per le diverse sedi presenti sul territorio. Per raggiungere la pagina, è sufficiente inserire su un motore le parole «A2A carriere lavora con noi».
Formazione tecnica e competenze per la transizione
Per superare la carenza di profili Stem, il Gruppo A2A ha avviato programmi di formazione mirati che permettono di inserire anche candidati con percorsi di studio differenti. Attualmente, risultano attivi progetti di training specifici riguardanti:
corsi biennali per diplomati tra i 18 e i 24 anni;
contratti di apprendistato con 800 ore di formazione;
tirocini curriculari per studenti universitari;
aggiornamenti su intelligenza artificiale e gestione delle reti.
In un’intervista a Il Sole 24 Ore, il chief people and transformation officerMauro Ghilardi ha confermato un investimento di oltre quattro milioni di euro in attività didattiche, con una media di 28 ore di formazione per dipendente. Queste iniziative si svolgono spesso all’interno di poli specializzati, come quello di Brescia, e includono agevolazioni come l’alloggio per i fuori sede, facilitando l’accesso dei giovani al mondo del lavoro.
Offerte di lavoro in A2A, quali sono le posizioni aperte?
Una persona entra nella sede di A2A a Milano (Ansafoto).
Le ricerche di personale attualmente attive permettono di individuare opportunità professionali suddivise per aree di competenza. Per i profili che richiedono una laurea in Ingegneria, le selezioni riguardano figure quali il civil engineer per gli impianti di trattamento, il process and project engineer e il maintenance engineer. In ambito tecnico, si segnalano posizioni per assistenti di impianti per il trattamento delle acque e specialisti nella manutenzione elettromeccanica. Infine, per quanto concerne gli operai, il gruppo ricerca addetti al piazzale presso Buccinasco (Mi), operatori ecologici per i comuni del Milanese e addetti alla conduzione di generatori di vapore. Risultano attualmente disponibili oltre 80 annunci di lavoro sul sito ufficiale, consultabili per reperire informazioni su inquadramento e modalità di invio del curriculum. Tali inserimenti mirano a potenziare le diverse unità operative, garantendo la continuità dei servizi essenziali sul territorio nazionale.