Cos’è successo tra Valentino Rossi e il padre Graziano

Ne è passato di tempo da quando Valentino Rossi, pluricampione del motociclismo e simbolo dello sport italiano e internazionale, era un tutt’uno con suo padre Graziano, che gli ha trasmesso la passione per le due ruote dentro e fuori dalla pista. Oggi una frattura profonda ha incrinato il loro rapporto, per via di questioni economiche dal valore di centinaia di migliaia di euro. Il campione di Pesaro ha denunciato l’attuale compagna del padre per circonvenzione d’incapace, accusandola di aver sottratto circa 200 mila euro dal suo conto dello stesso Graziano. Una storia dolorosa, come lo sono tutte quelle che rischiano di spaccare una famiglia.

Cos’è successo tra Valentino Rossi e il padre Graziano

Come ha riportato il Quotidiano Nazionale, tutto ha avuto inizio nel 2024, quando Valentino Rossi chiese e ottenne l’incarico di amministratore di sostegno del padre, secondo una perizia di parte in difficoltà e fragile. È in questo momento che il campione della MotoGP si accorse che la compagna del padre, stando a una sua ricostruzione, avrebbe prelevato dal suo conto 176 mila euro, di cui 100 mila con la causale “prestito”, cui se ne aggiungerebbero altri 34 mila in contanti presi nel corso di una relazione lunga 12 anni. Nonostante ciò, tuttavia, nel marzo 2025 Graziano Rossi chiese al figlio di liberarlo dal controllo legale. Intentando una causa civile dopo aver ricevuto un rifiuto. Il giudice gli diede ragione, sostenendo che Graziano, che nel frattempo aveva continuato a guidare oltre che a partecipare alle gare di rally, fosse perfettamente in grado di intendere e di volere.

Cos’è successo tra Valentino Rossi e il padre Graziano
Valentino Rossi con il padre Graziano (Ansa).

Valentino Rossi decise di non ricorrere in appello, tanto che la vicenda sembrò essersi ormai chiusa. Invece no, in quanto il nove volte campione del mondo ha ora spostato il suo obiettivo sull’attuale compagna del padre, un’impiegata di 54 anni, denunciandola per circonvenzione di incapace. Ne è scaturita una serie di perizie e controperizie, secondo il Quotidiano Nazionale almeno cinque fra le città di Pesaro e Bologna: l’ultima, affidata dal gip di Pesaro al professor Luca Cimino di Bologna ha confermato che Graziano Rossi non ha bisogno di amministratori di sostegno. Ora, mentre la Guardia di Finanza indaga sulle uscite dai conti di quest’ultimo, la parola passa alla pm di Pesaro Irene Lilliu, cui toccherà decidere cosa fare del fascicolo a carico della compagna del padre di Valentino. Restano fuori dalla vicenda la mamma del campione, Stefania Palma, e la figlia che Graziano ha avuto dalla compagna, Clara.

Il direttore della Cia ha incontrato la presidente ad interim del Venezuela

John Ratcliffe, direttore della Cia, il 15 gennaio ha incontrato a Caracas la presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodriguez «per trasmettere il messaggio che gli Stati Uniti auspicano un miglioramento delle relazioni di lavoro» tra i due Paesi. Lo ha riferito a Reuters un funzionario Usa. L’incontro, ovviamente «avvenuto su indicazione del presidente Donald Trump», ha previsto la prima visita di un alto funzionario statunitense dall’operazione Absolute Resolve, che ha portato all’arresto di Nicolas Maduro. La fonte di Reuters ha spiegato che Ratcliffe e Rodriguez hanno discusso di cooperazione di intelligence, stabilità economica e della necessità di garantire che il Venezuela «non sia più un rifugio sicuro per gli avversari dell’America, in particolare i narcotrafficanti». La visita ha avuto luogo lo stesso giorno in cui la leader dell’opposizione venezuelana, Maria Corina Machado, ha consegnato la sua medaglia del Premio Nobel per la Pace a Trump alla Casa Bianca.

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Sondaggi politici: crescita per Pd e Fratelli d’Italia

Il 2026 si apre in continuità con la fine del 2025 sul fronte delle intenzioni di voto. È quanto emerge dalla prima Supermedia Agi-Youtrend, che fotografa un quadro politico sostanzialmente stabile nonostante il numero limitato di sondaggi diffusi dopo la ripresa dell’attività degli istituti demoscopici. Il dato più rilevante riguarda Fratelli d’Italia, che supera nuovamente la soglia del 30 per cento, attestandosi al 30,2 per cento (+0,6), mentre l’intero centrodestra registra una crescita complessiva di oltre un punto rispetto a fine dicembre. All’interno dell’area di opposizione, nello stesso arco temporale, si osserva invece un parziale riequilibrio: il Partito democratico sale al 22,4 per cento (+0,5), mentre il Movimento 5 stelle arretra al 12,0 per cento (-0,7).

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Nel dettaglio delle altre forze politiche, Forza Italia si colloca all’8,9 per cento (+0,3), seguita dalla Lega all’8,4 per cento (+0,1), mentre Alleanza Verdi e Sinistra è stimata al 6,3 per cento (-0,1). Azione scende al 3,2 per cento (-0,1), Italia Viva sale al 2,5 per cento (+0,1), +Europa è all’1,5 per cento (-0,1) e Noi Moderati all’1,1 per cento. Sul fronte del referendum in programma il 22 e 23 marzo, i Sì restano nettamente avanti con il 58,9 per cento, in crescita di circa due punti rispetto alla rilevazione dell’11 dicembre, mentre i No scendono al 41,1 per cento.

Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone

Ah, il Giappone. Terra esotica, mitica. Che risveglia, soprattutto nei nati tra i 70 e gli 80, i ricordi dei cartoni animati dell’infanzia. E Giorgia Meloni, classe 1977, non fa eccezione. Così, dopo aver discusso con la collega Sanae Takaichi di dossier internazionali – dall’Ucraina alla Corea del Nord – e di collaborazione in settori strategici come intelligenza artificiale, semiconduttori, alta tecnologia e spazio, la premier italiana si è goduta grazie all’ospitalità della sua nuova «migliore amica» – così l’ha definita – un po’ di sano pop nipponico.

Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone

La missione giapponese riassunta in un video

«Conta sempre su di me, per qualsiasi cosa tu abbia bisogno. So che non è facile, ma ce la faremo insieme», ha detto la premier italiana salutando Takaichi al termine del bilaterale a Tokyo, riassunto da un video che ripercorre i momenti clou della visita e pubblicato sull’account ufficiale della prima ministra giapponese.

Giorgia Meloni e Sanae Takaichi, Anime e core

Immancabile il selfie in stile anime. Non da meno il brindisi in onore di Meloni e il «salute» di Takaichi, fino al coro “Tanti auguri a te” intonato in italiano dalla delegazione giapponese “diretta” dalla premier nipponica. Ovviamente Meloni, che ha compiuto 49 anni il 15 gennaio, è stata festeggiata con torta e candeline. Tanti sorrisi e strette di mano. Takaichi poi ha regalato a Giorgia «un paio di orecchini in vetro di Edo Kiriko», e «alla giovane signorina» Ginevra – la figlia di Meloni – «un bicchiere di Sanrio», il marchio che ogni teenager di ieri e di oggi conosce visto che firma personaggi come Hello Kitty.

La foto ricordo con Tetsuo Hara, papà di Ken il Guerriero

Ma c’è stato un altro regalo particolarmente gradito da Meloni. Una stampa di Ken il Guerriero con dedica e l’incontro – anche in questo caso con foto, perché se non è su Instagram non è successo davvero – con il suo creatore, Tetsuo Hara. «Lo ringrazio di cuore per il dono prezioso che mi ha voluto fare e per un’opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra Nazione», ha scritto Meloni.

E tra gli italiani cresciuti a pane e Ken il Guerriero c’è senza dubbio Tommaso Longobardi, responsabile social della premier. Che ha approfittato per scattarsi una foto ricordo con il maestro Hara. «A Tokyo ho avuto l’emozione di incontrare uno dei miti che ha segnato la mia crescita: Tetsuo Hara, il creatore di Ken il Guerriero, e di farmi firmare il mio numero uno dell’edizione italiana del 1997 di Star Comics, un volume che custodivo preziosamente». Ken, continua Longobardi, «non è stato solo un personaggio. È stato un compagno di crescita, capace di trasmettere valori che, senza nemmeno accorgertene, restano con te e contribuiscono a formarti. Incontrare chi ha dato vita a un’opera capace di segnare l’infanzia di intere generazioni è stato davvero emozionante».

Il responsabile social di Meloni risponde alle critiche

E proprio Longobardi, rispondendo a «qualche lamentela» circa l’utilizzo dello stile anime per raccontare un incontro istituzionale, ha difeso a spada tratta l’idea con tanto di lezione di comunicazione politica. «Non esistono linguaggi vietati, esistono linguaggi usati bene o male», scrive in una storia su Instagram. «Qui c’erano due leader con una immagine forte, una personalità coerente con questa scelta, un contesto internazionale e una cultura, quella giapponese, che ha reso questo linguaggio universale». E continua: «Se i meme sono da tempo parte della comunicazione politica, è difficile sostenere che il linguaggio manga sia meno legittimo o meno adatto». Insomma, per chi non avesse capito o colto, «non è folklore. È comunicazione che sceglie consapevolmente di parlare anche fuori dai formati tradizionali». Insomma, se non fosse chiaro: Meloni-Chan is back.

Anime, selfie e Ken il Guerriero: il lato pop della visita di Meloni in Giappone
dal profilo Instagram di Tommaso Longobardi.

Be Water ha comprato Cronache di spogliatoio

La media company Be Water, che controlla Chora Media e Will Media, ha completato l’acquisizione del 100 per cento di Cronache di Spogliatoio, testata giornalistica che sviluppa format editoriali originali dedicati al calcio su tutte le principali piattaforme social e che, sui vari canali, vanta una fanbase di oltre 3 milioni di follower. Nell’ambito dell’acquisizione, Be Water ha rilevato l’80,6 per cento di Cronache di Spogliatoio dal fondo di investimento Planven, che aveva scommesso sulla società a settembre del 2024, e il resto da altri soci, tra cui i fondatori Giulio Incagli e Stefano Bagnasco. Si tratta di un’operazione da 7,5 milioni di euro: come si legge in una nota, una parte del prezzo (4,5 milioni) verrà saldata «con una partecipazione pari al 3 per cento del capitale di Be Water, mediante aumento di capitale riservato ai soci venditori di CDS», per una valutazione implicita di Be Water pari a 150 milioni di euro. Cronache di Spogliatoio, molto popolare per i contenuti su Facebook e Instagram e negli ultimi anni anche per i suoi videopodcast, verrà ora integrata in Chora e Will, società del gruppo leader italiano nel giornalismo digitale, podcast e vodcast guidata da Riccardo Haupt (amministratore delegato) e Mario Calabresi (presidente e direttore editoriale).

Altcoin: cosa sono, esempi e come funzionano le criptovalute alternative ai Bitcoin

Sin dal suo debutto nel 2008, il Bitcoin ha ispirato la nascita numerose altre criptovalute. Si tratta delle Altcoin, espressione che combina i due termini britannici Alternative e Coin e che viene usata per indicare tutte le monete virtuali e i token sviluppati come successori oppure, come dice lo stesso termine, in alternativa, alla crypto di Satoshi Nakamoto, la prima e più antica. Pur imitandone per la maggior parte dei casi la struttura e il funzionamento, le Altcoin sono nate soprattutto per superare alcuni limiti dei Bitcoin individuati negli anni, tra cui la scalabilità, la sicurezza oppure il consumo di energia molto elevato. Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.

Altcoin, come funzionano e a cosa servono le alternative al Bitcoin

Altcoin: cosa sono, esempi e come funzionano le criptovalute alternative ai Bitcoin
Un carrello con diverse criptovalute Imagoeconomica).

Come nel caso dei Bitcoin, anche le Altcoin si basano sulla tecnologia blockchain, ma presentano una serie di differenze: è il caso, per esempio, della dimensione dei blocchi, della velocità delle operazioni e delle commissioni sulle transazioni che permettono di eseguire. Cruciali anche alcune divergenze per quanto riguarda le funzionalità tecniche. Mentre da un lato la valuta di Nakamoto nacque come denaro virtuale e strumento di pagamento, le versioni alternative mirano a soddisfare specifiche esigenze di mercato e a introdurre alcune soluzioni tecnologiche più avanzate. Alcune costituiscono una riserva di valore, mentre altre offrono dei vantaggi tra cui maggiori livelli di sicurezza, algoritmi di consenso rinnovati oppure applicazioni decentralizzate basate su smart contract, ossia protocolli informatici basati sulla blockchain che facilitano, verificano o fanno rispettare una negoziazione. È il caso, per esempio, degli ecosistemi Ethereum oppure Cardano.

La storia delle Altcoin inizia nel 2011 quando, a tre anni dalla pubblicazione del White Paper di Bitcoin, venne lanciato Litecoin. Appena 12 mesi dopo debuttò Ripple, pensata per ridurre i lunghi tempi di blocco della rete di Satoshi Nakamoto. Nel 2013, Billy Markus e Jackson Palmer idearono Dogecoin, concepita in un primo momento come un progetto ironico tanto da ispirarsi al meme online del cane Doge. Contro ogni pronostico, tuttavia, la loro Altcoin ottenne un’incredibile popolarità tanto da raggiungere in sei anni una capitalizzazione di oltre 350 milioni di dollari. Nel 2026 esistono diversi tipi di Alternative Coins: ci sono, per esempio, le monete DeFi (Decentralized Finance) destinate a erogare prestiti senza intermediari oppure quelle Nft da investire come valuta per i Non-Fungible Token. Diffuse anche le Stablecoin come Tether o USD Coin, il cui valore è stabile in quanto ancorato a un altro asset come il dollaro.

I rischi di un investimento e come effettuare un acquisto

Altcoin: cosa sono, esempi e come funzionano le criptovalute alternative ai Bitcoin
Un carrello con diverse criptovalute Imagoeconomica).

Prima di fare qualsiasi investimento, come in ogni ambito delle criptovalute, è opportuno ricordarsi che si tratta di un mercato soggetto a forte volatilità. Anche dopo un’analisi approfondita non si può escludere la possibilità che un Altcoin subisca un improvviso calo di valore e porti a ingenti perdite economiche. Per questo motivo, gli esperti sconsigliano fortemente di allocare l’intero capitale in un’unica classe di asset ed è preferibile adottare un approccio diversificato. Chiunque intenda però rischiare e acquistare Altcoin, può procedere in modo analogo a quanto avviene per i Bitcoin: prima di tutto bisogna scegliere fra le piattaforme di trading o exchange, come Coinbase, Kraken e Bitpanda, che si differenziano per numero di monete negoziabili, metodi di pagamento e commissioni.

Groenlandia, Crosetto: «Invio di piccoli contingenti? Una barzelletta»

L’interesse del governo per l’Artico «non è recente e coinvolge da tempo marina, aeronautica ed esercito». Lo ha ribadito il ministro Guido Crosetto alla conferenza di presentazione della Politica Artica Italiana a Villa Madama, prendendo tuttavia le distanze dall’ipotesi di inviare contingenti militari in Groenlandia. «Da tempo la Difesa si interessa dell’Artico, con la marina, l’aeronautica, l’esercito. Le esercitazioni non sono iniziate adesso. E che non sono sicuramente 15 soldati mandati in Groenlandia. Mi chiedo a fare cosa? Una gita? 15 italiani, 15 francesi, 15 tedeschi: mi sembra l’inizio di una barzelletta», ha detto il ministro, riferendosi alle decisioni di Svezia, Norvegia, Germania e Francia di rispondere all’appello della Danimarca per la difesa di Nuuk, anche alla luce delle mire di Donald Trump.

Crosetto: «In quella terra di nessuno qualcuno deve costruire le regole»

Sul possibile coinvolgimento italiano, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni non si è espressa e, secondo quanto emerge, Roma non sarebbe orientata a partecipare a questa fase di impegno militare Ue in Groenlandia, mentre a Bruxelles si discute l’eventuale attivazione dell’articolo 42 del Trattato sull’assistenza reciproca. Crosetto ha ribadito una linea favorevole al coordinamento internazionale: «Io sono per allargare», spiega Crosetto, «non frazionare in nazioni un mondo già troppo frazionato. Penso sia nostro interesse tenere insieme il mondo occidentale, pensando sempre in ottica Nato, in ottica Onu». E ha aggiunto: «La nostra forza è nella sinergia tra le amministrazioni. Siamo disponibili a impegnarci come Difesa. In quella zona che è la terra di nessuno occorre che ci sia qualcuno che in qualche modo costruisce delle regole».

False email sul rinnovo della tessera sanitaria: come difendersi dalla truffa

Negli ultimi giorni alcuni cittadini hanno ricevuto email che invitano a rinnovare o sostituire la tessera sanitaria. I messaggi sembrano provenire da enti ufficiali, utilizzano loghi istituzionali e toni urgenti, ma si tratta di truffe online. Il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate hanno confermato che non esistono comunicazioni autentiche di questo tipo e che l’obiettivo dei criminali è sottrarre dati personali e sensibili.

Come funziona la truffa della tessera sanitaria

False email sul rinnovo della tessera sanitaria: come difendersi dalla truffa
Hacker (Ansa).

Le email invitano a cliccare su link per completare un presunto rinnovo. Il collegamento conduce a siti contraffatti, costruiti per sembrare portali istituzionali, dove viene richiesto di inserire informazioni personali e, in alcuni casi, estremi bancari. Le informazioni raccolte possono poi essere usate per furti di identità, clonazioni di documenti o frodi economiche. Questa tecnica rientra nella categoria del phishing, che può avvenire anche tramite sms o notifiche ingannevoli, sempre con lo stesso obiettivo.

Come difendersi

Il Ministero della Salute e l’Agenzia delle Entrate ribadiscono che la tessera sanitaria si rinnova automaticamente ogni sei anni e che le richieste di duplicato sono necessarie solo in caso di smarrimento, furto o deterioramento. Per proteggersi, è fondamentale non cliccare su link sospetti, non scaricare allegati e cancellare le email ingannevoli. In caso di dubbi, occorre verificare direttamente sui portali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o del Sistema Tessera Sanitaria, usando Spid, Cie o Cns.

Crans-Montana, fissata la cauzione per i proprietari del Constellation

I procuratori del Canton Vallese incaricati del caso della strage di Crans-Montana hanno chiesto una cauzione di 200 mila franchi (quasi 215 mila euro) a testa per Jacques Moretti e Jessica Maric, i coniugi proprietari del locale Le Constellation nel cui rogo hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. I due sono accusati di omicidio, lesioni e incendio colposi. Moretti si trova in carcerazione preventiva dal 9 gennaio, mentre per Maric sono state disposte misure alternative ai domiciliari: divieto di lasciare il territorio svizzero, sequestro dei documenti d’identità, obbligo quotidiano di presentarsi a un posto di polizia. Sulla richiesta dei procuratori di Sion dovrà adesso pronunciarsi il Tribunale delle misure coercitive. «Considerato che l’imputato non ha attualmente alcun reddito e che lui e la moglie possiedono beni ipotecati e veicoli in leasing, la somma di 200 mila franchi sembra adeguata», ha scritto il pubblico ministero nella sua richiesta.

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026

L’Italia torna a ospitare le Olimpiadi invernali a 20 anni di distanza dall’edizione del 2006 di Torino. I Giochi di Milano-Cortina scatteranno ufficialmente il 6 febbraio con la cerimonia di apertura presso lo stadio San Siro, dove si esibiranno alcune star della musica e del cinema come Pierfrancesco Favino e Laura Pausini oltre alla diva internazionale Mariah Carey. Le performance accompagneranno anche la sfilata di tutti gli atleti impegnati nella manifestazione, che conterà 16 discipline e ben 116 eventi da medaglia. L’Italia sarà presente con una delegazione di 196 atleti, nuovo record assoluto per la nostra Nazionale: battuto il primato di Torino 2006, quando parteciparono in 184. Portabandiera della nostra nazione al Meazza saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino, mentre a Cortina saranno presenti Federica Brignone e Amos Mosaner.

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: l’elenco di tutti gli atleti italiani

L’Italia sarà presente ai Giochi olimpici di casa in tutte le 16 discipline del programma. Di seguito, la lista completa con tutti gli atleti impegnati nelle varie gare, in continuo aggiornamento seguendo gli annunci ufficiali delle Federazioni.

Biathlon

La Federazione non ha ancora rilasciato l’elenco completo dei partecipanti e delle partecipanti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Presenti Elia Zeni, Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Nicola Romanin e Lukas Hofer tra gli uomini. Per quanto riguarda le donne sono state confermate Michela Carrara, Hannah Auchentaller, Rebecca Passler, Lisa Vittozzi e Dorothea Wierer, vincitrice di tre bronzi in altrettante edizioni dei Giochi tra cui quello nello sprint di Pechino 2022. Si tratterà della sua ultima partecipazione della carriera.

Bob

Congiuntamente con il Coni, la Federazione Italiana Sport Invernali o FISI ha annunciato l’elenco degli atleti di bob che prenderanno parte ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Tra le punte di diamante della delegazione femminile la 30enne Giada Andreutti, presente da Sochi 2014 a Pechino 2022, e Simona De Silvestro, ex pilota di Indycar e Formula E. Con loro anche Alessia Gatti, Anna Costella e, come riserva, Noemi Cavalleri. Nel maschile scenderanno in pista Patrick Baumgartner, Lorenzo Bilotti, Eric Fantazzini e Gino Robert Mircea: riserva sarà Alex Verginer.

Combinata nordica

Per quanto riguarda invece la combinata nordica, a Milano-Cortina 2026 la delegazione azzurra conterà su Alessandro Pittin, unico medagliato italiano di sempre nella disciplina, e sui giovani talenti di Aaron Kostner e Samuel Costa.

Curling

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
Stefania Constantini e Amos Mosaner dopo la vittoria a Pechino 2022 (Ansa).

Tre le squadre presenti per quanto riguarda il curling: maschile, femminile e doppio misto. Tra gli uomini ci saranno, oltre al portabandiera Amos Mosaner che spera di replicare il trionfo nel misto del 2022, Joel Thierry Retornaz, Sebastiano Arman, Mattia Giovannella e Alberto Pimpini. Quanto invece alle donne, dopo il caos per l’esclusione di Angela Romei, oltre a Stefania Costantini – oro con Mosaner a Pechino nel misto – saranno a Milano-Cortina 2026 anche Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli, Marta Lo Deserto e Rebecca Mariani

Freestyle

Per quanto riguarda invece il freestyle, nello skicross maschile è confermata la presenza di Simone Deromedis assieme a Federico Tomasoni, Edoardo Zorzi e Dominik Zuech. Per quanto riguarda le donne saranno a Milano-Cortina Andrea Chesi e Jole Galli. Quanto al freeski, annunciati Miro Tabanelli nel maschile e il duo Maria Gasslitter e Flora Tabanelli tra le donne. Infine, per il moguls femminile ci sarà Manuela Passaretta.

Hockey su ghiaccio

Per quanto riguarda l’hockey su ghiaccio, si conoscono i nomi del roster preliminare maschile. Sono Damian Clara, Diego Kostner, Daniel Mantenuto, Luca Zanatta, Thomas Larkin e Tommy Purdeller. Con loro in squadra ci saranno anche Matthew James Bradley, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani e Luca Frigo. E ancora, spazio anche per Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Nicholas Samuel Saracino e Jason Thomas Alexander Seed. Completeranno la squadra Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini e Marco Zanetti.

La Federazione ha anche diffuso l’elenco della squadra femminile: ci saranno Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Kristin Della Rovere, Gabriella Frances Durante, Matilde Fantin e Martina Fedel. E ancora, Laura-Michele Fortino, Kristen Guerriero, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Marta Mazzocchi, Greta Niccolai, Margherita Ostoni, Jacqueline Malca Pierri e Justine Reyes. Completeranno il team Rebecca Roccella, Carola Saletta, Franziska Stocker, Kayla Tutino e Amie Fielding Varano.

Pattinaggio di figura

Disponibile invece l’elenco degli azzurri che parteciperanno alle Olimpiadi nel pattinaggio di figura. Fra gli uomini ci saranno Filippo Ambrosini, Marco Fabbri, Daniel Grassl, Matteo Rizzo e Niccolò Macii, mentre per quanto riguarda le donne spazio a Rebecca Ghilardi, Charlène Guignard, Lara Naki Gutmann e Sara Conti. L’obiettivo è tornare a medaglia a 12 anni dal bronzo di Carolina Kostner a Sochi 2014.

Pattinaggio di velocità

Ricca anche la delegazione azzurra che rappresenterà l’Italia nel pattinaggio di velocità. Fra le donne ci saranno Francesca Lollobrigida, Serena Pergher e Maybritt Vigl, mentre nel maschile scenderanno in pista Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti, Riccardo Lorello, Daniele Di Stefano, Francesco Betti e Jeffrey Rosanelli.

Salto con gli sci

Nel salto con gli sci, la nostra delegazione andrà a caccia della sua prima medaglia assoluta, finora mai vinta nelle 24 edizioni precedenti dei Giochi. Nel maschile ci proveranno Giovanni Bresadola, rientrato a fine 2025 dopo il brutto infortunio patito nel marzo del 2024, Alex Insam e Francesco Cecon. Più ricca le delegazione femminile, che conterà Martina Ambrosi, Jessica Malsiner, Annika Sieff e Martina Zanitzer.

Sci alpinismo

Come conferma il sito ufficiale della FISI, nello sci alpinismo per il nostro Paese ci saranno Michele Borsacci fra gli uomini e Alba De Silvestro e Giulia Murada per quanto riguarda le donne.

Sci alpino

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
Il discesista azzurro Dominik Paris (Ansa).

Tra le grandi notizie azzurre c’è l’ufficialità di Federica Brignone in pista per le Olimpiadi invernali 2026: assieme a lei, l’Italia spera di tornare a medaglia nel femminile con Sofia Goggia, capace di conquistare l’oro in discesa libera nel 2018 a Pyeongchang, Elena Curtoni, la giovanissima Giada D’Antonio, le sorelle Nadia e Nicol Delago, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Laura Pirovano, Anna Trocker e Asja Zenere. Fra gli uomini ci saranno Tobias Kastlunger, Florian Schieder e soprattutto Dominik Paris, ancora a caccia della sua prima medaglia a cinque cerchi solo sfiorata proprio nell’edizione sudcoreana con il quarto posto in discesa libera. Con loro anche Mattia Casse, Luca De Aliprandini, Giovanni Franzoni – reduce dal successo in discesa a Kitzbühel – Christoph Innerhofer, Tommaso Saccardi, Tommaso Sala e Alex Vinatzer.

Sci di fondo

Ricca la delegazione di italiani nello sci di fondo. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina ci saranno Simone Daprà, Elia Barp, Martino Corollo, Davide Graz, Simone Mocellini e Federico Pellegrino (tra l’altro anche portabandiera a San Siro nella cerimonia di apertura) per il maschile. Le gare femminili impegneranno invece Federica Cassol e Caterina Ganz, oltre a Anna Comarella, Iris Pinter De Martin, Maria Gismondi, Nicole Monsorno e Martina Di Centa. L’ultimo oro azzurro risale proprio all’edizione casalinga di Torino 2006 con le due medaglie di Giorgio di Centa nei 50 km e della staffetta maschile nella 4×10 km.

Short Track

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
L’icona dello short track Arianna Fontana (Ansa).

Per quanto riguarda lo short track ci sarà, ovviamente, Arianna Fontana, simbolo degli sport invernali azzurri. Con lei scenderanno in pista anche Arianna Sighel, Chiara Betti, Martina Valcepina ed Elisa Confortola. Nel maschile, a difendere i colori italiani ci penseranno Andrea Cassinelli, Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali e Luca Spechenhauser. Fontana andrà a caccia del suo terzo oro consecutivo nei 500 metri dopo quelli di Pyeongchang e Pechino.

Skeleton

Quattro gli azzurri certi di rappresentare il nostro Paese nello skeleton ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Si tratta di Mattia Gaspari e Amedeo Bagnis nel maschile e Valentina Margaglio e Alessandra Fumagalli fra le donne. L’unica medaglia italiana nella disciplina risale addirittura all’edizione 1948 di Saint Moritz quando Nino Bibbia conquistò l’oro.

Slittino

Per quanto riguarda la delegazione di slittino, a Milano-Cortina l’Italia potrà contare nel maschile sull’esperienza di Dominik Fischnaller, bronzo a Pechino 2022: con lui Leon Felderer, Alex Gufler, Simon Kainzwaldner, Ivan Nagler, Fabian Malleier e Emanuel Rieder. Nel femminile ci saranno invece Marion Oberhofer, Andrea Voetter, Verena Hofer e Sandra Robatscher. L’ultima volta che il tricolore ha sventolato sul gradino più alto del podio è stato 20 anni fa nell’edizione di Torino 2006 con il trionfo di Armin Zoeggeler nel singolo, suo secondo successo di fila dopo quello di Salt Lake ottenuto quattro anni prima.

Snowboard

Tutti gli atleti italiani in gara alle Olimpiadi 2026
La snowboarder Michela Moioli (Ansa).

Ricca la delegazione di italiani attesi nelle gare di snowboard alle Olimpiadi 2026. Nel freesnow maschile ci saranno Ian Matteoli e Philip Louis Vito III, mentre nel femminile parteciperà solamente Marilù Poluzzi. Per quanto riguarda lo snowboard alpino, fra gli uomini spazio a Maurizio Bormollini, Mirco Felicetti, Aaron March e Roland Fischnaller; quanto alle donne, occhi puntati su Elisa Caffont, Jasmin Coratti, Lucia Dalmasso e Sofia Valle. Tre gli uomini per lo snowboardcross: si tratta di Lorenzo Sommariva, Filippo Ferrari e Omar Visintin. Per il femminile, grande attenzione soprattutto per Michela Moioli, medaglia d’oro a Pyeongchang 2018, tra l’altro ultimo successo dei nostri beniamini in un’edizione a cinque cerchi. A Pechino, l’azzurra ha vinto invece l’argento in coppia con Omar Visintin. Con lei scenderanno in pista anche Lisa Boirai Francesia e Sofia Groblechner.

Milano-Cortina, il caso delle tute da tedofori in vendita su Ebay e Vinted a prezzi altissimi

Le tute di alcuni tedofori del Viaggio della Fiamma continuano il loro personale “viaggio” sulle piattaforme di second hand. Sta diventando un caso la vendita online delle divise ufficiali di Milano-Cortina 2026, consegnate esclusivamente ai portatori della torcia, che stanno comparendo sul mercato dell’usato online, su applicazioni come Vinted ed Ebay, a prezzi che arrivano fino a 2.000 euro per il kit completo. La rarità e l’esclusività hanno attirato i collezionisti, ma hanno anche sollevato dubbi sull’opportunità di vendere questo tipo di indumenti. Tanto che il caso è diventato anche politico.

I prezzi delle tute dei tedofori

Milano-Cortina, il caso delle tute da tedofori in vendita su Ebay e Vinted a prezzi altissimi
Alcune tute e accessori dei tedofori su Vinted.

Gli annunci offrono giacche, pantaloni, guanti e cappellini, talvolta ancora con il cartellino attaccato, trasformando i kit personali in oggetti da collezione. Salomon ha prodotto 10.001 divise, una per ciascun tedoforo, e non sono mai state messe in commercio. Alcuni tedofori hanno già venduto il proprio kit, con richieste tra 500 e 2.000 euro, mentre singoli accessori possono essere acquistati a cifre più contenute, intorno ai 50 euro.

Salvini e Abodi convocano un vertice per fare luce sul caso

La rivendita delle tute è vietata dal Comitato Organizzatore Milano-Cortina 2026, che ha ribadito come i kit siano strettamente personali e non cedibili. La polemica è esplosa sui social, con gli utenti divisi tra chi difende la libertà dei tedofori di gestire come meglio credono le loro tute, e chi sottolinea la violazione dello spirito olimpico. La vicenda ha attirato anche l’attenzione politica: il 14 gennaio il vicepremier Matteo Salvini e il ministro dello Sport, Andrea Abodi, hanno convocato un vertice d’urgenza per fare chiarezza sul caso.

La Spezia, 19enne accoltellato a scuola: è grave

Nella tarda mattinata del 16 gennaio all’interno dell’istituto professionale “Domenico Chiodo” di La Spezia, uno studente di 19 anni è stato accoltellato durante l’orario delle lezioni. L’aggressione, avvenuta poco dopo le 11 in aula, sarebbe stata compiuta da un altro studente che lo ha ferito all’addome. Il giovane ha riportato una forte emorragia ed è stato immediatamente portato in sala operatoria, con prognosi riservata. Soccorso dai volontari della Croce Rossa e dal personale del 118, è stato trasferito in codice di massima urgenza nella shock room del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Andrea, mentre sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato, impegnati a ricostruire la dinamica dei fatti.

È italiana la città con il più alto tasso di milionari al mondo: ecco qual è

Milano è la città con il più alto tasso di milionari al mondo. Il dato emerge dal World’s Wealthiest Cities Report 2025 di Henley & Partners, pubblicato da Il Sole 24 Ore, che colloca il capoluogo lombardo al vertice globale per concentrazione di grandi patrimoni in rapporto alla popolazione residente. Nel confronto internazionale, nessun’altra metropoli registra una presenza così elevata di persone con almeno un milione di patrimonio liquido, esclusi gli immobili.

Un milionario ogni 12 abitanti: il primato globale

È italiana la città con il più alto tasso di milionari al mondo: ecco qual è
Lo skyline di Milano (Ansa).

Secondo il rapporto, a Milano risulta iscritto all’anagrafe un milionario ogni 12 residenti, considerando l’intera popolazione, inclusi anziani e neonati. La definizione adottata è rigorosa e riguarda esclusivamente la ricchezza finanziaria disponibile. Il confronto con le principali capitali economiche è netto: a New York City il rapporto è di uno ogni 22 abitanti, a Londra di uno ogni 41, a Roma di uno ogni 54. Anche Parigi, limitata all’area intra muros, si ferma a un milionario ogni 14 residenti, confermando il primato assoluto di Milano per tasso di concentrazione.

Super-ricchi e grandi patrimoni: Milano davanti alle metropoli storiche

Il primato emerge anche tra i patrimoni più elevati. In città vivono 182 centimilionari, con almeno 100 milioni di dollari liquidi, un numero vicino a quello del Principato di Monaco e superiore a quello di realtà come il cantone di Zurigo, Miami o Mosca. Rapportando i super-ricchi alla popolazione, Milano registra un caso ogni 7.692 residenti, in linea con Los Angeles e Parigi e molto avanti rispetto a New York e Londra. In termini assoluti, il capoluogo lombardo conta circa 115 mila milionari e 17 miliardari, posizionandosi undicesimo al mondo e terzo in Europa per numero complessivo di grandi patrimoni.

Concorsi Regione Sicilia, tre bandi per 312 funzionari: come candidarsi

C’è tempo fino al 6 febbraio 2026 per presentare la domanda di candidatura ai tre concorsi pubblici della Regione Sicilia per un totale di 312 posti per funzionari ed esperti. Più nel dettaglio, 200 vincitori delle selezioni andranno a lavorare presso i Centri pubblici per l’impiego (Cpi) della Regione; 60 saranno impiegati come funzionari tecnici e, infine, altri 53 funzionari saranno inquadrati nei ruoli giuridici ed economici tra ispettori del lavoro ed esperti di salute e sicurezza in ambito di occupazione. Le assunzioni di tutti i vincitori di concorso saranno effettuate con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e pieno. Ecco, di seguito, le informazioni utili a candidarsi ai tre concorsi, qual è l’esatta suddivisione dei posti, chi può candidarsi e in cosa consistono le procedure selettive considerando che tutti e tre i bandi sono per soli esami.

Concorsi per funzionari Regione Sicilia 2026, come sono suddivisi i posti?

Concorsi Regione Sicilia, tre bandi per 312 funzionari: come candidarsi
Svolgimento della prova scritta di un concorso (Imagoeconomica).

Ancora circa tre settimane di tempo per candidarsi ai tre concorsi della Regione Sicilia per un totale di 312 funzionari da immettere con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Nel dettaglio, i bandi prevedono le immissioni di:

  • 200 funzionari da inserire nei Centri per l’impiego della Sicilia. In particolare, 80 unità riguarderanno specialisti amministrativi e contabili (Codice SAC); 95 unità gli specialisti del mercato e dei servizi di lavoro (Codice SMSL); 25 unità gli specialisti informatici e statistici (Codice SIST);
  • 60 unità di personale non dirigenziale, con profilo professionale di funzionario tecnico per la tutela e la valorizzazione delle risorse ambientali; sviluppo produttivo e promozione del territorio, nonché per la pianificazione e l’assetto territoriale – (Codice TECO);
  • 52 funzionari, dei quali 30 assunti per coprire il profilo professionale di ispettore del lavoro e 22 per quello di ispettorato di vigilanza tecnica della salute e della sicurezza sul lavoro.

Come inviare la domanda di candidatura?

Per candidarsi ai concorsi della Regione Sicilia per funzionari è necessario essere in possesso del titolo di studio della laurea (triennale, specialistica, magistrale o del vecchio ordinamento) nell’indirizzo indicato all’interno del bando, all’articolo 2 recante i «requisiti per l’ammissione». La domanda di candidatura deve essere inviata entro le ore 23.59 del 6 febbraio 2026 utilizzando il portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa). Entrando nel sito e immettendo le proprie credenziali Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns), è necessario ricercare la pagina del concorso di interesse e cliccare su uno dei tasti «Invia la tua candidatura» corrispondente al profilo per il quale ci si voglia candidare. Una volta compilato il form di domanda e allegato i documenti richiesti, è necessario cliccare sul tasto «Conferma e invia». Le procedure di selezione prevedono un test scritto di 60 quesiti differente per ciascun profilo professionale.

Playoff Conference League, il sorteggio: l’avversaria della Fiorentina

Sorteggiati a Nyon, in Svizzera, gli accoppiamenti per i playoff di Conference League. In campo anche la Fiorentina di Paolo Vanoli, che ha pagato una fase campionato molto negativa soprattutto nella seconda parte con tre sconfitte nelle ultime quattro partite. Giunta al 15esimo posto in classifica, la Viola affronterà i polacchi dello Jagiellonia, che hanno chiuso a pari punti (nove) ma con una differenza reti peggiore. L’andata si giocherà il 19 febbraio allo stadio municipale di Bialystok, mentre il ritorno sarà al Franchi di Firenze dopo una settimana esatta, giovedì 26 febbraio. In caso di passaggio del turno, per Moise Kean e compagni ci sarà il difficile confronto con una fra Strasburgo e Rakow, qualificatesi rispettivamente al primo e al secondo posto della fase campionato.

Playoff Conference League, il sorteggio: l’avversaria della Fiorentina
L’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli (Ansa).

Conference League, i playoff: tutti gli accoppiamenti

Sigma Olomuc – Losanna

Zrinjski – Crystal Palace

Kups – Lech Poznan

Shkhendija – Samsunspor

Noah – AZ Alkmaar

Drita – Celje

Jagiellonia – Fiorentina

Omonia – Rijeka

Bonus contributivi per giovani, donne e Zes: ecco le novità in arrivo nel 2026

L’approvazione della legge 199 del 30 dicembre 2025 ha delineato il quadro normativo per i bonus contributivi del 2026, misura strategica per stimolare il mercato del lavoro nazionale. Il legislatore ha previsto uno stanziamento complessivo di 154 milioni di euro, che saliranno a 400 milioni di euro nel 2027. L’agevolazione consiste nell’esonero parziale dai versamenti previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, con l’esclusione dei premi Inail, sulle assunzioni di personale non dirigenziale e sulle trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato di giovani, donne svantaggiate e lavoratori impiegati nelle Zone economiche speciali (Zes). Tuttavia, per l’effettiva spettanza del beneficio è necessario attendere l’emanazione del decreto della ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Elvira Calderone, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, incaricati di definire i requisiti tecnici e le soglie economiche per l’operatività della misura dall’anno 2026.

Quando arrivano i bonus contributivi del 2026?

Bonus contributivi per giovani, donne e Zes: ecco le novità in arrivo nel 2026
Lavoratrice addetta al confezionamento della frutta di un’impresa di produzione dell’uva da tavola (Imagoeconomica).

La definizione dei criteri per i bonus contributivi del 2026 richiede un propedeutico passaggio tecnico presso il ministero del Lavoro. Insieme con la Ragioneria generale dello Stato e l’Inps, infatti, è prevista l’elaborazione di un progetto di valutazione per analizzare l’impatto delle precedenti agevolazioni. Il monitoraggio serve a calibrare le risorse in modo da favorire l’occupazione stabile, specialmente nelle aree geografiche maggiormente svantaggiate. Secondo quanto stabilito dal comma 154 della legge di Bilancio 2026, il nuovo decreto terrà conto, dunque, dei risultati ottenuti dal decreto Coesione. Le aziende dovranno prestare attenzione alla distinzione tra i vecchi incentivi e i nuovi, poiché la natura del beneficio passerà da totale a parziale.

Requisiti per i bonus contributivi del 2026 e Zes

L’accesso ai bonus contributivi del 2026 per le imprese operanti nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno è vincolato alla creazione di nuovi posti di lavoro regolati da rapporti subordinati. Il progetto di valutazione, realizzato con il contributo del Cnel e dell’Inapp, punta a ridurre i divari territoriali cronici del Paese. Innanzitutto, i datori di lavoro devono verificare la regolarità contributiva per non perdere il diritto allo sgravio. In secondo luogo, è necessario che l’assunzione rappresenti un incremento occupazionale netto. Infine, tra i criteri che dovranno essere assicurati da datori di lavoro e aziende, figurano:

  • il mantenimento del posto di lavoro per almeno 24 mesi;
  • l’esclusione dal bonus contributivo del personale con qualifica dirigenziale;
  • l’applicazione dei contratti collettivi nazionali;
  • il rispetto delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Bozza decreto Pnrr 2026: via all’obbligo di conservare le ricevute dei Pos per 10 anni

Nella bozza del decreto Pnrr 2026, si prevede l’eliminazione dell’obbligo di conservazione delle ricevute del Pos, misura che mira a snellire le procedure burocratiche delle attività produttive e a favorire i consumatori. Il testo è emerso come parte integrante delle riforme necessarie per la digitalizzazione e la trasparenza amministrativa. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’articolo 8 del provvedimento, che punta a razionalizzare gli adempimenti previsti dal decreto legislativo numero 33 del 2013. Tale intervento legislativo riconosce che il mantenimento fisico degli scontrini emessi dai terminali di pagamento rappresenta un onere spesso gravoso e non più coerente con le moderne infrastrutture digitali. Pertanto, la semplificazione intende rimuovere i cosiddetti doppioni documentali che appesantiscono la gestione quotidiana senza apportare un reale beneficio ai fini della tracciabilità. Quest’ultima è garantita, invece, dai flussi bancari e dai documenti aventi valore fiscale.

Obbligo di conservazione delle ricevute Pos, quali novità nel 2026?

Bozza decreto Pnrr 2026: via all’obbligo di conservare le ricevute dei Pos per 10 anni
Pos, pagamenti elettronici (Imagoeconomica).

La principale novità introdotta dalla bozza del decreto Pnrr 2026, contenente le «Ulteriori disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano
nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e in materia di coesione» e recante, all’articolo 8, le «Semplificazioni in materia di obblighi amministrativi e di pubblicazione per amministrazioni e imprese», riguarda l’abrogazione dell’onere di conservare i supporti cartacei generati dai pagamenti con carta di debito, carta di credito o carta prepagata. La modifica è giustificata dal fatto che queste ricevute non costituiscano documenti contabili necessari per la redazione del bilancio o per la dichiarazione dei redditi. In sintesi, i punti principali della riforma prevedono:

  • l’eliminazione dell’obbligo di archiviazione per cittadini e imprese;
  • il superamento della valenza della ricevuta cartacea come prova fiscale esclusiva;
  • la centralità dei documenti fiscali standard per i controlli delle autorità;
  • la riduzione dei costi di gestione documentale per gli esercenti.

Le finalità di verifica possono essere perseguite tramite la documentazione fiscale ufficiale, rendendo inutile la sovrapposizione di ricevute non rilevanti ai fini del Codice civile.

Per quanto tempo bisogna conservare gli scontrini del Pos?

La normativa tuttora in vigore, reperibile all’articolo 2220 del Codice civile, prevede la conservazione della documentazione per 10 anni. Tuttavia, la bozza del decreto Pnrr 2026 stabilisce che questo termine non sia più applicabile alle ricevute dei terminali abilitati.

La scelta di eliminare il vincolo deriva dalla natura della ricevuta Pos, considerata una mera prova di avvenuto pagamento. Poiché non influisce direttamente sulla determinazione del reddito, il legislatore ha ritenuto opportuno sollevare i soggetti economici da un adempimento considerato oneroso e non strettamente necessario agli obiettivi di trasparenza.

Rottamazione 2026, stop ai pignoramenti: come bloccare i fermi amministrativi entro il 30 aprile

L’invio della domanda di adesione alla Rottamazione quinquies, da effettuarsi entro il termine perentorio del 30 aprile 2026, non rappresenta solo una scelta di risparmio economico, ma un vero «scudo legale» per il patrimonio del contribuente. Una volta presentata l’istanza, scatta un regime di protezione che congela le azioni aggressive del Fisco, garantendo al debitore l’ossigeno necessario per riorganizzare le proprie finanze.

Rottamazione 2026, stop ai pignoramenti: effetti immediati della domanda di adesione

Rottamazione 2026, stop ai pignoramenti: come bloccare i fermi amministrativi entro il 30 aprile
La prima pagina del sito dell’Agenzia delle entrate (Ansafoto).

Il primo effetto immediato dell’invio della domanda è il blocco delle nuove azioni cautelari ed esecutive. L’Agente della Riscossione non può iscrivere nuovi fermi amministrativi, né ipoteche sugli immobili, fatti salvi quelli già presenti alla data di presentazione. Ancora più rilevante è lo stop alle procedure esecutive: non possono essere avviati nuovi pignoramenti e quelli già in corso devono fermarsi, a meno che non si sia già tenuto il primo incanto con esito positivo. Sotto il profilo amministrativo, il debitore beneficia di uno status di “limbo positivo”: non è considerato inadempiente ai sensi degli articoli 28-ter e 48-bis del Dpr 602/73. Questo significa che le Pubbliche Amministrazioni non possono bloccare i pagamenti dovuti al contribuente a causa di debiti esattoriali pendenti. Inoltre, un vantaggio cruciale per le imprese è la possibilità di ottenere il Durc (Documento Unico di Regolarità Contributiva), essenziale per partecipare ad appalti e ricevere saldi contrattuali.

Aderire alla definizione agevolata 2026: pagamenti sospesi e rilascio Durc

Dalla data di presentazione dell’istanza e fino alla scadenza della prima (o unica) rata del piano di rottamazione, sono sospesi gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti dilazioni in essere. In parallelo, la legge prevede la sospensione dei termini di prescrizione e decadenza dei carichi inseriti nella domanda, garantendo che il tempo necessario per la lavorazione della pratica non danneggi il credito dello Stato. Al contempo, il cittadino è tutelato da azioni improvvise.

Ripescaggio dei decaduti: chi può rientrare nella Quinquies dopo il fallimento delle precedenti sanatorie

Una delle novità più attese riguarda la possibilità di ripescaggio per chi sia decaduto dalle precedenti definizioni agevolate (come la Ter o la Quater). L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’accesso è consentito anche a chi non ha onorato i vecchi piani di rottamazione, a patto che i carichi rientrino nell’ambito applicativo della Quinquies. Tuttavia, il perimetro è circoscritto ai debiti per omessi versamenti di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali (per esempio, liquidazione e controllo automatico) e contributi Inps dichiarati e non versati. Restano esclusi gli importi derivanti da attività di accertamento (ovvero le somme chieste a seguito di verifiche e rettifiche degli uffici). Insieme con il proprio consulente, il contribuente deve quindi analizzare il Prospetto Informativo per isolare i carichi «ripescabili» e assicurarsi che la domanda venga inviata correttamente, trasformando il debito in un piano di rientro sostenibile e protetto.

Il blackout di Internet in Iran potrebbe durare fino a marzo

L’interruzione della connessione web imposta dal regime di Teheran nel tentativo di reprimere le proteste antigovernative ha già superato come lunghezza quello del 2019. Ma è solo l’inizio: Issa Zarepour, ministro delle Comunicazioni, ha infatti annunciato alla tv di Stato che «per ragioni di sicurezza» il blocco all’accesso a Internet continuerà a tempo indeterminato, aggiungendo che in ogni caso non è previsto un ripristino completo prima di Nowruz, il capodanno persiano che nel 2026 cadrà il 20 marzo.

LEGGI ANCHE: Iran, chi potrebbe andare al potere dopo la caduta del regime?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Accuse di spese pazze alla Privacy, con rimborsi per viaggi, alberghi di lusso, cene e servizi personali: la magistratura va all’attacco di Pasquale Stanzione e dei membri del Garante, dopo l’inchiesta di Report. Quando venne realizzato il servizio, evocando potenziali conflitti d’interessi per le sue molteplici attività accademiche e le assunzioni nell’ufficio del Garante, Stanzione negò qualsiasi accusa. E non ha mai voluto fare un passo indietro, nonostante le pressioni politiche da parte delle opposizioni. «Sta di fatto che, negando ogni conflitto d’interessi, ora non potrà usarne nemmeno uno per difendersi», dice un suo vecchio amico. «La prima contestazione all’ex segretario generale Angelo Fanizza è stata firmata da Cosimo Comella, il dirigente che alla Privacy è responsabile della transizione digitale e del dipartimento tecnologie digitali e sicurezza informatica», ricordano in molti. Fanizza ha dovuto lasciare il suo posto dopo appena quattro mesi dalla nomina, capro espiatorio nello scandalo sulla richiesta di scandagliare le mail dei dipendenti per capire chi aveva fatto uscire le notizie interne del Garante, dandole a Report (alla faccia della privacy!). Ma quale sarebbe il conflitto d’interessi che Stanzione non può evocare (e fa meglio a non farlo)? «Che il suocero di Comella è il presidente del Consiglio superiore della magistratura, e si chiama Sergio Mattarella, che è anche il presidente della Repubblica», nota qualcuno. E in effetti sarebbe davvero singolare, come strategia difensiva: vorrebbe dire che in qualsiasi luogo lavorasse Comella, tutti i magistrati verrebbero ricusati perché il suocero è il numero uno del Csm che valuta e promuove la professionalità dei giudici… No, stavolta per Stanzione sembra davvero inevitabile il game over.

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
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I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
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Chi saranno i nove che non hanno votato Napoletano?

Ha stravinto, Roberto Napoletano: la votazione tra i giornalisti del quotidiano Il Messaggero ha registrato, tra i 91 partecipanti sui 113 aventi diritto, la bellezza di 82 voti a favore e, un po’ a sorpresa, nove contrari. Nessun astenuto. Visto che non c’erano stati particolari malumori alla notizia del ritorno di Napoletano al comando del giornale di via del Tritone, gli identikit dei dissenzienti al momento non esistono. Girano voci su qualche “capo” che, nel segreto dell’urna, avrebbe manifestato la sua contrarietà, ma nessuno è uscito allo scoperto. E per Napoletano si tratta di un grattacapo difficile da risolvere, se non riuscirà a capire chi sono davvero quei nove che lo hanno bocciato. Magari è qualcuno che ufficialmente è dalla sua parte. Una minoranza silenziosa capace però di raggiungere quasi il 10 per cento dei giornalisti interni, ragionando sul numero degli aventi diritto. Che poi, ce l’avevano con lui o con l’editore Francesco Gaetano Caltagirone e sua figlia Azzurra?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
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I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
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Come rosica Vespa per i successi di Cazzullo…

«Chissà quanto starà rosicando Bruno Vespa per i successi di Aldo Cazzullo», scherza un amico del giornalista del Corriere della Sera. Tutta colpa degli ottimi risultati editoriali dei libri di Cazzullo, che in tutte le classifiche ha stracciato Vespa. Nel volume Minicifre della Cultura redatto dal ministero di Alessandro Giuli c’è una tabella con l’indicazione dei libri più venduti nel 2024, e al primo posto compare appunto Cazzullo con Il Dio dei nostri padri. Il grande romanzo della Bibbia, edito da HarperCollins. Di Vespa nessuna traccia, almeno nei primi 10. L’appuntamento natalizio con i suoi libri è ormai uno stanco rito che si trascina da anni. Evidentemente ci sono più presentazioni e battage pubblicitario che lettori reali. Nemmeno nel 2025 appena concluso è andata meglio a Vespa. I numeri narrano di una sconfitta senza precedenti per il conduttore di Porta a Porta. E poi Cazzullo ha superato Bruno pure per le presenze televisive dedicate a promuovere le sue fatiche editoriali. Senza contare che Aldo ha 22 anni in meno del collega: Cazzullo è nato nel 1966, mentre Vespa è del 1944. La battaglia ormai è persa?

I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole
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I guai di Stanzione, i traditori di Napoletano e la sfida Vespa-Cazzullo: le pillole

Direttivo Anm, il governo suda freddo

Due giornate di comitato direttivo centrale dell’Associazione nazionale magistrati, sabato 17 e domenica 18 gennaio nella Corte di Cassazione, il “palazzaccio” di piazza Cavour. Ovviamente al centro dell’attenzione c’è il referendum, e a Palazzo Chigi sono molto preoccupati per la visibilità mediatica che saranno in grado di ottenere i giudici. «Qualcuno trema», sussurrano quelli che seguono per il governo la campagna per il sì, «perché la mancanza del quorum favorirà solo chi è spinto dall’ideologia ad andare a votare, e obiettivamente per quelli del “no” è molto forte».