Dl Semplificazioni, cosa prevede: dalla carta d’identità all’Isee fino alla tessera elettorale

Il decreto Pnrr-Coesione, ribattezzato come “Dl Semplificazioni“, è in arrivo giovedì sul tavolo del Consiglio dei ministri e contiene un pacchetto di semplificazioni che incide direttamente su alcuni strumenti centrali nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione. Le novità riguardano l’Isee, la carta d’identità elettronica e la tessera elettorale, con l’obiettivo di ridurre adempimenti e rendere più lineare l’accesso a servizi e diritti.

Come cambia l’Isee: si calcolerà in modo automatico

Dl Semplificazioni, cosa prevede: dalla carta d’identità all’Isee fino alla tessera elettorale
La sede Inps di via dell’Amba Aradam a Roma (Ansafoto).

Sul fronte dell’Isee, il decreto introduce il modello automatico. Non sarà più il cittadino a dover presentare ogni volta la Dichiarazione sostitutiva unica: scuole, università, Comuni e altri enti che erogano bonus o agevolazioni dovranno acquisire direttamente dall’Inps, attraverso la piattaforma digitale nazionale, i dati necessari al calcolo dell’indicatore. La misura è pensata per alleggerire le procedure e per evitare i rallentamenti che si registrano ogni anno all’inizio.

Le novità sulla carta d’identità

Cambia anche la durata della carta d’identità elettronica per gli over 70. Le nuove Cie rilasciate a chi ha compiuto 70 anni avranno una validità di 50 anni e potranno essere utilizzate anche per l’espatrio. Le carte già rilasciate prima dell’entrata in vigore del decreto resteranno utilizzabili oltre la scadenza ordinaria, ma solo sul territorio nazionale. Chi raggiungerà i 70 anni entro la conversione in legge potrà chiedere una nuova Cie valida anche all’estero.

La tessera elettorale diventa digitale

Il decreto avvia infine la tessera elettorale digitale. Il documento sarà basato sui dati dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente. Un decreto attuativo, da adottare entro 12 mesi, definirà le modalità di utilizzo. La versione digitale servirà per il voto fuori dal proprio seggio, mentre nei seggi tradizionali resterà in vigore l’obbligo della tessera cartacea, per evitare il rischio di doppio voto.

Il ddl stupri approderà al Senato l’8 aprile

Il disegno di legge sulla violenza sessuale, al centro delle proteste delle associazioni femministe e dell’opposizione, approderà nell’Aula del Senato l’8 aprile. Lo ha riferito alla stampa Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito democratico, al termine della riunione dei capigruppo di Palazzo Madama. Dopo l’ultima riformulazione della presidente Giulia Bongiorno, il 27 gennaio la Commissione Giustizia del Senato ha dato via libera al nuovo testo base dell’articolo 609 bis del codice penale sulla violenza sessuale con 12 voti a favore e 10 contrari. Nel testo non è rientrato il riferimento al «consenso libero e attuale». Mentre invece è stato inserito quello al «dissenso». Rispetto a quello che era passato a Montecitorio, sono però aumentate le sanzioni: 6-12 anni di reclusione (anziché 4-10) per gli atti sessuali contro la volontà di una persona e 7-13 anni (invece di 6-12) se il fatto è commesso con violenza, minaccia o abuso di autorità.

Riforma delle Forze armate, Crosetto accelera: cosa prevede

Il ministro della Difesa Guido Crosetto accelera sulla riforma delle Forze armate e fissa una scadenza politica precisa: il disegno di legge arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri entro marzo 2026, per avviare subito l’iter parlamentare. Crosetto lo ha chiarito in una lettera inviata alle commissioni competenti, spiegando che il contesto internazionale impone decisioni rapide e una revisione profonda dello strumento militare. Il cuore della riforma riguarda l’assetto operativo e organizzativo della Difesa.

Gli obiettivi della riforma delle Forze armate

Riforma delle Forze armate, Crosetto accelera: cosa prevede
Militari italiani (Imagoeconomica).

Il ministro punta innanzitutto alla creazione di una riserva di volontari, con una consistenza stimata intorno alle 10 mila unità, e all’istituzione di una struttura dedicata esclusivamente alla cybersicurezza e al contrasto delle guerre ibride, oggi frammentate tra più ambiti. A questo si affianca l’aumento degli organici di Esercito, Marina e Aeronautica, con l’obiettivo di arrivare a circa 160 mila militari entro il 2033. Crosetto motiva l’urgenza della riforma con la necessità di rendere la Difesa più moderna, flessibile ed efficiente, in linea con i percorsi già intrapresi da Paesi alleati e partner. Per questo ha affidato a un Comitato strategico il compito di elaborare il disegno di legge, avviando i lavori già a metà gennaio. Parallelamente al cantiere normativo, la Difesa sta rafforzando i propri meccanismi interni di gestione. La recente ricertificazione ISO 9001 di un ufficio centrale dello Stato maggiore segnala, nelle intenzioni del ministero, un percorso più ampio di modernizzazione amministrativa. Due binari distinti ma convergenti: nuove regole e nuove capacità operative, accompagnate da processi più solidi e standard riconosciuti a livello internazionale.

Scuola: al via i corsi 2026 per l’abilitazione di 60 mila nuovi docenti

La ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha firmato due decreti decisivi per l’avvio dei corsi di abilitazione per gli insegnanti che devono acquisire i crediti formativi universitari (Cfu). Il primo provvedimento, il decreto numero 138 del 27 gennaio 2026, ripartisce i posti tra le istituzioni universitarie e quelle dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (Afam). I percorsi sono destinati agli aspiranti docenti di posto comune per le scuole secondarie di primo e secondo grado, inclusi gli insegnamenti tecnico-pratici. Contestualmente, il decreto numero 137 del 26 gennaio 2026 ha definito le riserve di posti per specifiche categorie di candidati. Le nuove procedure di abilitazione degli insegnanti si inseriscono nel quadro delle riforme del sistema di reclutamento che mirano a immettere nelle scuole figure professionali qualificate attraverso il conseguimento dei crediti formativi necessari. La partecipazione richiede il possesso di titoli di studio coerenti con le classi di concorso vigenti.

Corsi di abilitazione insegnanti 2026: requisiti e posti

Scuola: al via i corsi 2026 per l’abilitazione di 60 mila nuovi docenti
Le commissioni e i candidati pronti per la prova scritta di un concorso nella scuola (Ansafoto).

L’attivazione dei percorsi formativi per l’anno accademico 2025-2026 prevede una distribuzione capillare sul territorio nazionale per garantire la copertura di tutte le discipline richieste. Il decreto ministeriale dei 60 Cfu stabilisce che le università e le istituzioni Afam gestiscano le procedure di iscrizione in base alla propria capacità ricettiva. In sintesi, nell’assegnazione di corsi e posti, le università dovranno tener conto delle principali caratteristiche dell’offerta formativa, ovvero:

  • dell’autorizzazione di circa 60 mila posti totali;
  • della destinazione ai posti comuni delle medie e superiori;
  • dell’inclusione degli insegnanti tecnico-pratici (Itp);
  • dei percorsi differenziati da 60, 30 o 36 crediti formativi universitari.

Le istituzioni accademiche pubblicheranno, a breve, ogni singolo bando relativo al conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento per consentire la presentazione delle domande degli interessati. Si ricorda che per l’infanzia e la primaria resta attiva la laurea in Scienze della formazione primaria.

Come accedere ai percorsi formativi?

Il decreto numero 137 di abilitazione dei docenti introduce una specifica riserva di posti per facilitare l’accesso a chi abbia già maturato anni di servizio nella scuola o possieda determinati requisiti. Il provvedimento bilancia l’ingresso di nuovi insegnanti con la valorizzazione del personale già operante. I criteri per beneficiare delle quote riservate riguardano:

  • i docenti con almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque;
  • il servizio prestato per almeno un anno nella specifica classe di concorso;
  • i vincitori di concorsi straordinari ancora privi di abilitazione.

Per quanto concerne i costi, il ministero ha previsto dei tetti massimi per le tasse di iscrizione. La quota per l’abilitazione all’insegnamento di 60 Cfu non può superare i 2.500 euro, mentre per i corsi da 30 crediti il limite è fissato a 2.000 euro. Le prove finali di abilitazione hanno un costo fisso di 150 euro.

Come fare l’iscrizione alle università: procedure e scadenze

Scuola: al via i corsi 2026 per l’abilitazione di 60 mila nuovi docenti
La sede del ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere (Ansafoto).

In seguito alla firma di Anna Maria Bernini, gli atenei devono avviare le procedure amministrative per l’accoglimento dei candidati. Il sistema si basa sulla collaborazione tra il ministero dell’Istruzione e del Merito e quello dell’Università. È dunque necessario verificare la coerenza del proprio piano di studi con i requisiti d’accesso. Tuttavia, la pubblicazione degli elenchi delle sedi disponibili e delle relative quote per classe di concorso permette agli aspiranti di pianificare la scelta dell’ateneo. La frequenza è obbligatoria per una percentuale definita delle ore di lezione, solitamente pari al 70 per cento per ogni attività formativa. Le lezioni possono essere svolte in modalità telematica solo per una quota minoritaria, fatta eccezione per specifiche disposizioni normative. L’ottenimento dell’abilitazione è subordinato al superamento di una prova finale composta da un esame scritto e una lezione simulata.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

Finalmente chi guarda di mattina il TgCom24 può tornare a divertirsi: è riapparso in conduzione Andrea Giambruno, nella fascia oraria occupata su La7 da Andrea Pancani, dopo mesi passati lontano dalle telecamere di Mediaset per via del famigerato caso dei fuorionda pubblicati da Striscia la notizia, che avevano fatto deragliare la sua relazione con Giorgia Meloni. Questo periodo di sospensione forzata è stato comunque riempito da paparazzate varie con la nuova fiamma, selfie comparsi e poi rimossi, un’ospitata a Belve bloccata dal Biscione e le parole di riconciliazione di Pier Silvio Berlusconi, la scorsa estate: «Penso che presto dovrà e potrà tornare in onda, magari alla conduzione di un tg. È un bravo giornalista». Detto, fatto: riecco il vispo Andrea gigioneggiare e lanciare i servizi dei colleghi dedicati alla premier e al referendum sulla giustizia. Il ciuffo è sempre verticale, il viso sbarbato. Tutto (o quasi) è perdonato.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

Fabrizio Corona “scende in campo”? Suggestioni e fantapolitica

C’è la politica nel futuro di Fabrizio Corona? Pare una boutade, se non fosse che Mario Adinolfi la vedrebbe come una strada percorribile, anzi salvifica. Il fondatore del Popolo della Famiglia ha lanciato la proposta sui social: «Spero in un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona». In questa visione, Roberto Vannacci sarebbe l’utile patriota, mentre Fabrizio Corona «il campione della famiglia». Tradizionale e naturale, ça va sans dire. «Se la Trimurti assoluta in politica è Dio, Patria e Famiglia, secondo me un tridente Adinolfi-Vannacci-Corona avrebbe la capacità di spaccare gli equilibri politici e poter ambire al governo del Paese», chiude Adinolfi. Un tridente che, a dirla tutta, per molti italiani assomiglia a un board of peace trumpiano, nemmeno in sedicesimi, piuttosto in diluizione omeopatica. Ma la suggestione di un Corona politico va ben oltre Adinolfi. I milioni di visualizzazioni che macina con Falsissimo su YouTube potrebbero fare gola a molti, soprattutto in tempi in cui l’astensione è il primo partito in Italia. In più ha costruito su di sé l’immagine di «uomo del popolo», di alfiere della «verità» (la sua, fino a prova contraria), di kamikaze contro il potere, il sistema, il circolino. Una narrazione che, al netto del personaggio, richiama molto quella del Vaffa grillino delle origini. Automatico dunque pensare che questa macchina possa essere messa a servizio, magari sottotraccia, di un partito o di un aspirante leader. Le picconate assestate da Corona a Mediaset e a Marina e Pier Silvio Berlusconi sono la ciliegina sulla torta della fantapolitica. Solo la primogenita di Silvio, infatti, potrebbe dare del filo da torcere a Giorgia Meloni e restituire un briciolo di autenticità allo slogan “Berlusconi presidente” che campeggia ancora sul simbolo di Forza Italia. Solo chiacchiere. C’è qualcuno però che racconta di un certo interessamento dell’orbita italofraterna. Fantapolitica appunto. Per ora. Anche perché Furbizio (copyright Dagospia) non è stato esattamente tenero con il figlio di Ignazio La Russa, ras della fiamma a Milano e in Lombardia. L’unica vera grana incassata dalla premier non è arrivata da Elly Schlein o Giuseppe Conte, né tantomeno dalla magistratura, ma da Striscia la Notizia, cioè il Biscione, con la diffusione dei fuorionda malandrini di Andrea Giambruno…

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Fabrizio Corona al Palazzo di Giustizia di Milano per l’interrogatorio, da lui richiesto, nell’inchiesta che lo vede indagato per revenge porn, sulla base della denuncia di Alfonso Signorini (foto Ansa).

Vespa gioca in difesa

Bruno Vespa, classe 1944, lavora senza sosta. Nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio alla Fondazione Roma va in scena il forum “Difesa e sicurezza in un mondo instabile”, che sembra ideato apposta per parlare di truppe Ice e Olimpiadi Milano-Cortina. Chi ci sarà? Ovviamente Guido Crosetto, ministro della Difesa, oltre a Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, Michele Valensise, presidente dell’Istituto Affari internazionali, Domitilla Benigni, ceo & coo Elt Group, Pierroberto Folgiero, ad di Fincantieri, Lorenzo Mariani, ad e dg di Mbda Italia, Massimo Claudio Comparini, managing director Space Division di Leonardo, e molti altri ancora. Non c’è che dire, Vespa gioca in difesa.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Guido Crosetto e Bruno Vespa (foto Imagoeconomica).

Vigilanza sui direttori Chiocci e Travaglio

Metti insieme Gian Marco Chiocci, direttore del Tg1, Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, Giovanni Floris, conduttore di diMartedì su La7, Veronica Gentili de Le Iene su Italia 1, Giorgio Lauro di Un Giorno da Pecora, Radio 1, e poi Peter Gomez, Francesca Fialdini e Luisella Costamagna: non sono i protagonisti di un talk sul piccolo schermo, ma quelli dell’evento organizzato nel pomeriggio di giovedì 29 gennaio e intitolato “Le sfide dell’informazione. Il futuro del giornalismo e della comunicazione: tv, stampa libera, digitale e inchieste”, nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, su iniziativa della presidente della commissione Vigilanza sulla Rai, la pentastellata Daniela Floridia. Nell’elenco degli interventi in programma non appare il nome di Sigfrido Ranucci.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

È tornata Anna Maria Tarantola

Era stata vista numerose volte in Vaticano, dopo la dimenticabile esperienza in Rai (fu presidente dal 2012 al 2015): ora Anna Maria Tarantola, a 80 anni, è tornata sulla scena. A Roma ha partecipato da protagonista al “Forum nazionale sulla parità di genere nelle aziende”, promosso dal Winning Women Institute, società benefit che «accompagna le aziende nei percorsi di certificazione per la parità di genere e offre consulenza e formazione per diffondere la cultura dell’uguaglianza e dell’inclusione». Folla di parlamentari, alla riunione: Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, e poi Elena Bonetti, Chiara Gribaudo, Debora Serracchiani, Elena Murelli, Silvia Fregolent e Sandra Cioffi. Per la cronaca, Tarantola ha parlato in qualità di vicepresidente della Fondazione Giulia Cecchettin.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Anna Maria Tarantola, vicepresidente della fondazione Giulia Cecchettin (foto Imagoeconomica).

Bonaccini va in aceto

Di cosa si occupa Stefano Bonaccini al parlamento europeo? Di aceto. Manco fosse un Francesco Lollobrigida qualsiasi, l’esponente del Partito democratico, che voleva la poltrona di segretario poi “conquistata” da Elly Schlein, è stato il promotore di «un incontro dedicato al comparto degli aceti e alla necessità di introdurre una definizione europea unitaria per produzione, denominazioni ed etichettatura, colmando un vuoto normativo che incide su un settore in forte crescita». Questo perché, «attualmente, il diritto dell’Unione europea prevede una definizione armonizzata esclusivamente per l’aceto di vino, mentre tutte le altre tipologie di aceto restano disciplinate da normative nazionali eterogenee. Una frammentazione che, in un contesto di scambi internazionali sempre più intensi, genera distorsioni concorrenziali, incertezza per gli operatori e confusione per i consumatori». Nel corso del confronto, comunicano dall’europarlamento, «è stato ribadito anche il peso economico e internazionale dell’aceto balsamico di Modena, uno dei principali ambasciatori dell’agroalimentare italiano nel mondo».

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).

Suigo a Engineering, Scrivo in Angelini Pharma

Dal 16 febbraio Michelangelo Suigo ricoprirà l’incarico di chief public affairs, corporate communication & sustainability officer del Gruppo Engineering, subentrando a Roberto Scrivo, che ha lasciato il primo gennaio. Suigo «definirà e implementerà le strategie di comunicazione, delle relazioni istituzionali e dell’agenda Esg del gruppo» a diretto riporto con il ceo, Aldo Bisio. Suigo lascia Inwit, dopo una carriera passata a Leonardo e Vodafone. Invece Scrivo dal Gruppo Engineering entra in Angelini Pharma, nel ruolo di chief external affairs, communication and sustainability officer, con la responsabilità di guidare le attività di relazioni istituzionali, comunicazione corporate e sostenibilità per l’azienda a livello globale a diretto riporto del ceo, Sergio Marullo di Condojanni. In precedenza, Scrivo ha lavorato in Sky Italia e al ministero della Salute.

Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole
Il ritorno di Giambruno, la suggestione di Corona in politica e le altre pillole

Lega, Fontana su Vannacci: «È un’anomalia nel partito»

Il governatore lombardo Attilio Fontana torna a parlare di Roberto Vannacci, l’ex generale che ha da poco depositato, non senza polemica, il marchio di Futuro Nazionale. A margine della presentazione del Salone del Mobile, il governatore lombardo ha dichiarato: «Vannacci? Il mio primo pensiero è che è una anomalia. É un anomalo all’interno del nostro movimento». Fontana ha spiegato che il confronto interno può essere un valore, ma entro certi limiti: «nel senso che io sono dell’opinione che, come ha detto anche Durigon, all’interno di un partito se ci sono delle impostazioni diverse, possono essere motivo di arricchimento». Diverso, secondo Fontana, è il caso di iniziative autonome: «Ma creare circoli, fare le manifestazioni al di fuori del partito, presentare e depositare un nuovo logo, fare un nuovo sito è un’anomalia». Da qui la conclusione: «Poi queste sono valutazioni che farà il segretario».

LEGGI ANCHE: Zaia, Salvini e la verità sul Vannaccigate che agita la Lega

Quando Fontana disse: «Non riusciranno a vannacizzare la Lega»

Nei giorni scorsi, interrogato sulla possibilità che Vannacci possa lasciare la Lega, Fontana aveva scelto una linea attendista: «non lo so, in questo momento sono concentrato sulle Olimpiadi», aveva risposto a margine di un evento a Milano. Non è però la prima presa di posizione netta nei confronti dell’ex generale e attuale vicesegretario del partito. All’inizio di settembre, intervenendo a Busto Arsizio davanti ai Giovani Padani riuniti in congresso, il presidente della Lombardia aveva attaccato apertamente Vannacci, dicendo: «col cazzo che vannaccizzano la Lega».

Concorsi, tutti i bandi in scadenza entro fine gennaio 2026

Il panorama dei concorsi del 2026 si apre con una significativa mobilitazione delle risorse umane per il rafforzamento della Pubblica amministrazione, prevedendo l’inserimento di oltre 14 mila unità di personale a tempo indeterminato. Le procedure selettive, coordinate in gran parte tramite il portale inPA, riguardano profili amministrativi, tecnici e informatici destinati a ministeri, enti locali e sanità. In questo contesto, assume una rilevanza centrale il rispetto dei termini per l’invio delle candidature, in particolare per i bandi di concorso in scadenza tra la fine di gennaio e le prime due settimane di febbraio 2026.

Quali sono i concorsi in scadenza a gennaio 2026?

Concorsi, tutti i bandi in scadenza entro fine gennaio 2026
La sede Inps in piazza della Vittoria a Genova (Ansafoto).

Per i candidati interessati a inserirsi nei ruoli dello Stato, risultano ancora aperti diversi termini per la presentazione delle domande. In particolare, si segnalano tre concorsi presso l’Inps con termine fissato dal 28 gennaio 2026 in poi:

  • 248 assistenti informatici per diplomati, scadenza il 28 gennaio 2026;
  • 88 funzionari esperti tecnologici per laureati Stem, scadenza il 29 gennaio 2026;
  • 49 dirigenti di seconda fascia, termine per l’invio delle domande il 30 gennaio 2026.

Si ricorda che la trasmissione della documentazione deve avvenire esclusivamente per via telematica. Molte delle selezioni precedenti, legate a profili ministeriali e alla Banca d’Italia, hanno invece concluso la fase di ricezione delle candidature nella giornata del 27 gennaio 2026. Pertanto, i candidati devono monitorare con attenzione l’orario di chiusura dei portali per non incorrere in esclusioni.

Quali sono i prossimi concorsi pubblici in uscita nel 2026?

Oltre alle scadenze immediate, il piano delle politiche assunzionali prevede l’imminente pubblicazione di nuovi bandi già autorizzati da specifici decreti. Innanzitutto, è prevista l’apertura delle selezioni per 98 segretari comunali per il ministero dell’Interno. Successivamente, la programmazione prevede l’inserimento di 216 funzionari e 47 assistenti presso l’Automobile Club d’Italia. Il ministero dell’Istruzione e del Merito bandirà a breve un concorso unico per 136 funzionari, mentre il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale ricercherà 35 segretari di legazione e 25 funzionari. Ulteriori posti saranno resi disponibili da agenzie nazionali come l’inail, che prevede l’assunzione di 98 funzionari amministrativi e 24 medici. Le procedure concorsuali si inseriscono in un quadro di costante aggiornamento delle dotazioni organiche degli enti centrali e periferici, garantendo una continuità nelle opportunità occupazionali per l’intero anno.

A quale bando presentare la domanda se si vuole lavorare nella Pubblica amministrazione?

La scelta del bando di concorso al quale candidarsi dipende strettamente dal titolo di studio e dalle competenze maturate. Innanzitutto, per chi possiede un diploma o una laurea magistrale in economia, rimane attivo il bando della Guardia di finanza per 69 allievi ufficiali, con scadenza il 16 febbraio 2026. A livello territoriale, la Regione Siciliana offre una delle opportunità più consistente. Ecco nel dettaglio i bandi di concorso e le date di scadenza per trasmettere la candidatura.

Questi concorsi rappresentano delle opportunità sia per gli specialisti tecnici che per le figure amministrative. Tuttavia, è necessario verificare il possesso dei requisiti specifici, come l’abilitazione professionale o i limiti di età per le carriere nelle Forze armate, prima di procedere con l’invio della domanda tramite la piattaforma dedicata.

Rottamazione 2026, dove si trovano i debiti da pagare al Fisco?

L’Agenzia delle entrate – Riscossione ha introdotto dei nuovi meccanismi digitali affinché i contribuenti e i professionisti possano gestire le pendenze verso il Fisco, individuando facilmente e con esattezza dove si trovano i debiti da pagare se si aderisce alla Rottamazione 2026. Rispetto all’edizione «quater», il Prospetto Informativo – che non viaggerà più su binari cartacei o via Pec per chi operi online – continuerà a rappresentare la bussola per orientarsi tra i carichi affidati alla Riscossione e restituirà una fotografia precisa delle somme definibili. Il documento si potrà ottenere in poche ore e consentirà di visualizzare il debito abbattuto da sanzioni e interessi. Tuttavia, si richiede la massima attenzione alla «data certa» di emissione. Solo monitorando costantemente la propria area personale sul sito dell’AdER si potrà gestire correttamente l’adesione alla definizione agevolata entro il 30 aprile prossimo.

Rottamazione, dove trovare i debiti da pagare?

Rottamazione 2026, dove si trovano i debiti da pagare al Fisco?
Il portale istituzionale dell’Agenzia delle entrate (Imagoeconomica).

I debiti oggetto della definizione agevolata 2026 non verranno più comunicati tramite i canali tradizionali. La Rottamazione dei debiti da pagare passerà esclusivamente per l’area riservata del portale AdER. La novità procedurale è definitiva: chi presenta l’istanza online non riceverà più la «Comunicazione delle somme dovute» via email o Pec. Il documento sarà prelevabile unicamente nella propria area privata entro il 30 giugno. È dunque fondamentale scaricare il Prospetto Informativo, che ha «data certa» e cristallizza i calcoli al momento dell’elaborazione. Eventuali pagamenti effettuati a ridosso o dopo tale data non appariranno nel conteggio. Bisogna inoltre considerare che il contenuto potrebbe variare se gli enti creditori dovessero inviare delle nuove indicazioni dopo l’emissione del prospetto. Pertanto, la consultazione periodica dell’area riservata diventa l’unico modo per conoscere l’importo definitivo e le scadenze del piano di rientro.

Quali cartelle si annullano nel 2026?

Rispetto alla precedente «quater», la Rottamazione 2026 presenta una struttura selettiva chiarita dalle recenti Faq dell’Agenzia delle entrate – Riscossione. All’interno del Prospetto Informativo, le cartelle comprensive di debiti rottamabili e non, riportano la dicitura «parzialmente definibile». In questi casi, gli importi esposti si riferiscono unicamente alle poste che possono essere richieste nella definizione agevolata, come le imposte risultanti dalle liquidazioni delle dichiarazioni annuali o i contributi previdenziali Inps dichiarati. Restano invece esclusi, e quindi da pagare integralmente, gli importi derivanti da attività di accertamento e i carichi non rientranti nel perimetro temporale o oggettivo della norma. Questo «ripescaggio» permette anche ai decaduti dalle vecchie sanatorie di rientrare in gioco, a patto di distinguere correttamente tra i debiti «definibili» e quelli che, pur presenti nella stessa cartella, rimangono fuori dallo sconto su sanzioni e interessi di mora. 

Bonus 500 euro agli under 35, come inviare domanda dal 31 gennaio 2026

L’Inps ricorda che, a breve, gli under 35 potranno presentare le domande del bonus 500 euro, il sostegno mensile per incentivare l’autoimprenditorialità giovanile su tutto il territorio nazionale, come previsto dal decreto Coesione. L’agevolazione economica è rivolta a coloro che hanno intrapreso un percorso professionale autonomo, puntando sulla modernizzazione del sistema produttivo. È necessario rilevare come tale misura includa anche i giovani liberi professionisti che operino in ambiti cruciali per lo sviluppo economico. L’Inps ha recentemente chiarito le modalità operative per l’accesso al beneficio, confermando che la procedura telematica sarà attiva per un periodo limitato. Si tratta di un investimento volto a favorire sia la transizione ecologica che l’innovazione tecnologica di chi svolge un lavoro autonomo, a copertura delle spese di gestione sostenute nei primi 36 mesi di attività.

Bonus 500 euro under 35, chi può fruirne?

Bonus 500 euro agli under 35, come inviare domanda dal 31 gennaio 2026
La sezione del sito Inps all’interno della quale fare la richiesta di sostegni economici (Ansafoto).

L’incentivo spetta ai giovani con un’età inferiore ai 35 anni che hanno aperto la partita Iva nel periodo compreso tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025. Per accedere al bonus, il richiedente deve risultare in stato di disoccupazione alla data di apertura della propria posizione fiscale. Il contributo economico ammonta a 500 euro mensili, erogati per un massimo di tre anni, fino al raggiungimento di un totale di 18 mila euro. Tuttavia, l’agevolazione è vincolata all’esercizio dell’attività in specifici settori definiti strategici per la crescita del Paese, quali:

  • le nuove tecnologie dell’informazione;
  • la digitalizzazione dei processi aziendali;
  • la transizione ecologica e il risparmio energetico.

Nella tabella seguente si riassumono i requisiti temporali e l’entità del sostegno per i professionisti che soddisfano i criteri previsti dalla normativa sul lavoro autonomo.

Come presentare la domanda dell’incentivo Inps 2026?

La presentazione della domanda deve avvenire esclusivamente per via telematica tramite il portale istituzionale dell’Inps. Il servizio dedicato sarà accessibile dalla mattina del 31 gennaio per rimanere operativo fino al 2 marzo 2026. Gli interessati devono utilizzare la sezione denominata «Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche», strumento unificato che permette di gestire diverse tipologie di sussidi al reddito e di sostegno alla genitorialità. Attraverso la piattaforma digitale è possibile:

  • presentare nuove domande di contributi;
  • monitorare costantemente lo stato di lavorazione di pratiche già inoltrate;
  • consultare le comunicazioni ufficiali inviate dall’istituto;
  • integrare la documentazione necessaria per completare un’iter burocratico.

L’accesso è consentito sia ai singoli cittadini in possesso delle credenziali digitali che ai patronati operanti con mandato di patrocinio. È opportuno verificare la correttezza dei dati inseriti prima dell’invio definitivo, poiché il sistema permette la visualizzazione trasparente di ogni passaggio amministrativo relativo alla prestazione richiesta per la libera professione.

L’Istituto europeo delle dipendenze lancia la sua Academy ed è boom di partecipanti ai corsi Ecm

Nel corso del 2025, l’Area Academy dell’Istituto europeo delle dipendenze di Milano ha registrato risultati di grande rilievo nel panorama della formazione continua in ambito sanitario. I corsi Ecm pubblicati tramite il provider Spazio Iris hanno infatti coinvolto oltre 3 mila partecipanti, con un totale di più di 9 mila crediti formativi complessivamente erogati, confermando l’elevato interesse e la rilevanza dei contenuti proposti. La partecipazione ha interessato un ampio spettro di professionisti sanitari, evidenziando il carattere fortemente multidisciplinare dei percorsi formativi. In particolare, hanno preso parte ai corsi psicologi psicoterapeuti (30 per cento), infermieri (26 per cento), educatori (22 per cento), medici di medicina generale (6 per cento), tecnici della riabilitazione psichiatrica (3 per cento), psichiatri (1 per cento), altre professioni sanitarie (12 per cento). Dati che confermano il crescente interesse verso il tema delle dipendenze e, più in generale, verso la salute mentale e il benessere psicologico, ambiti sempre più centrali nella pratica clinica e nei servizi sanitari.

Quattro nuovi corsi Ecm disponibili dal 2026

Le dipendenze da sostanze legali, come alcol e tabacco, e illegali, come cannabis e cocaina, così come le dipendenze comportamentali, rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica nel nostro Paese. In Italia si stima che circa 5 milioni di persone siano a rischio di sviluppare una dipendenza, mentre oltre 4 milioni di cittadini presentano consumi di alcol a rischio per la salute. A questi dati si affianca una significativa sotto diagnosi e un accesso ancora insufficiente ai trattamenti, che rendono indispensabile un continuo aggiornamento delle competenze professionali. Il successo registrato nel 2025 dall’Area Academy dell’Istituto europeo dimostra quindi una crescente consapevolezza, da parte dei professionisti sanitari, dell’importanza di acquisire strumenti aggiornati e basati su evidenze scientifiche per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle dipendenze e dei disturbi correlati. In questa prospettiva, nel 2026 l’Istituto rafforzerà ulteriormente il proprio impegno formativo, ampliando l’offerta con quattro nuovi corsi Ecm dedicati a temi emergenti e di grande impatto clinico – nuove sostanze psicoattive, neuroscienze affettive, yoga e dipendenze, dipendenza da benzodiazepine. Un percorso che conferma la volontà dell’Istituto di contribuire attivamente allo sviluppo di una cultura della salute mentale sempre più integrata, competente e orientata al benessere della persona.

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro

Google presenta un decoder del Dna. Dai laboratori di DeepMind, azienda di intelligenza artificiale sotto il controllo di Alphabet, arriva infatti AlphaGenome, modello IA progettato appositamente per analizzare il codice genetico umano e capirne meglio il funzionamento: l’obiettivo è utilizzarlo nel prossimo futuro per comprendere le malattie, migliorare i test di prevenzione e sviluppare persino nuove terapie da adottare. L’annuncio è arrivato sulla rivista scientifica Nature, che gli ha dedicato la copertina, con uno studio firmato da Žiga Avsec, Natasha Latysheva, Pushmeet Kohli.

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro
Il fondatore di Google DeepMind Demis Hassabis (Imagoeconomica).

AlphaGenome, come funziona l’IA di Google che analizza il Dna

Addestrato sul codice genetico di esseri umani e topi, il modello IA di Google DeepMind è capace di analizzare fino a un megabase, ossia 1 milione di lettere di Dna, generando previsioni ad altissima risoluzione. Queste ultime coprono diverse modalità biologiche tra cui l’espressione dei geni e l’avvio della trascrizione, ma anche l’accessibilità della cromatina, le modifiche istoniche, il legame dei fattori di trascrizione e i contatti tra regioni del Dna. Sul fronte delle prestazioni, gli autori riportano invece che AlphaGenome eguaglia o addirittura supera i migliori modelli disponibili in 25 test su 26 nella predizione dell’effetto delle varianti, in particolare non codificanti, che rappresentano la quota dominante del genoma. Solo il 2 per cento del Dna infatti codifica correttamente proteine, mentre il restante 98 include regioni regolatorie che controllano quando, dove e come i geni vengono attivati.

Proprio in tale prospettiva si inserisce AlphaGenome di Google DeepMind. Il modello IA si presenta come uno strumento fondamentale per interpretare le variazioni genetiche con possibili ricadute su ricerca e comprensione biologica. Numerose le applicazioni all’orizzonte. Come si evince su Nature, l’intelligenza artificiale potrà contribuire agli studi di base in biologia e alla scoperta di nuovi bersagli terapeutici contro molte malattie. AlphaGenome potrà risultare cruciale per individuare le mutazioni che possono generare un tumore e facilitare la diagnosi di malattie rare, accelerandone la cura. Tra i suoi obiettivi anche un impiego nella biologia sintetica, nella terapia genica e nella ricerca di farmaci a Rna.

Il commento degli esperti: «Una pietra miliare per il settore»

«È una pietra miliare per il settore», ha spiegato sul blog dell’azienda Caleb Lareau del Centro oncologico Memorial Sloan Kettering di New York. «Per la prima volta, disponiamo di un unico modello che unifica contesto a lungo raggio, precisione di base e prestazioni all’avanguardia in un ampio spettro di compiti genomici». Entusiasta anche il dottor Marc Mansour dell’University College di Londra, che ha parlato di uno «strumento potente» che cambierà il settore. «Fornirà un tassello cruciale del puzzle, consentendoci di stabilire connessioni migliori per comprendere malattie come il cancro».

AlphaGenome, l’IA di Google che legge il Dna per le terapie del futuro
Una raffigurazione del codice genetico (Imagoeconomica).

Crans-Montana, indagata una quarta persona per il rogo di Capodanno

Si allarga il fronte degli indagati per l’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans-Montana. Secondo quanto riferito dall’emittente svizzera Rts, la procura ha iscritto nel registro una quarta persona: il responsabile del servizio di pubblica sicurezza del Comune, che sarà ascoltato dagli inquirenti il 6 febbraio. L’audizione sarebbe collegata alla mancanza di verifiche effettuate dall’amministrazione comunale, a partire dal 2019, nei confronti del bar-discoteca teatro della tragedia. In precedenza risultavano già indagati i coniugi Jacques e Jessica Moretti e un ex responsabile della sicurezza del municipio di Crans-Montana. Resta invece fuori dall’inchiesta il sindaco del paese, Nicolas Féraud.

Ray J, rapper ed ex di Kim Kardashian: «Mi restano pochi mesi di vita»

Il rapper e attore americano Ray J è grave in ospedale. L’artista di One Wish e Sexy Can I, ricoverato da inizio gennaio per una polmonite, ha svelato in alcune dirette su Instagram che gli restano solo pochi mesi di vita. «Il mio cuore batte al 25 per cento, ma finché rimango concentrato e sulla strada giusta, andrà tutto bene», ha spiegato sui social. «Grazie per tutte le vostre preghiere. Il 2027 sarà decisamente la fine per me». Dopo aver raggiunto la notorietà nei primi Anni 2000 con alcuni brani R&b e rap, Ray J è finito al centro di una controversia nel 2007 per il video a luci rosse, girato quattro anni prima, con la sua allora fidanzata Kim Kardashian e sbarcato illegalmente online.

Ray J, rapper ed ex di Kim Kardashian: «Mi restano pochi mesi di vita»
Ray J con l’ex moglie Princess Love (Ansa).

Ray J su Instagram: «Ho esagerato con alcol e droghe, non fate come me»

Con una serie di video sui social, il rapper ha attribuito i suoi attuali problemi di salute all’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti. «Mi sono rovinato il cuore sul lato destro», ha spiegato Ray J. «Ora è come se fosse nero. Ho fatto un casino. Sapete perché? Pensavo di essere indistruttibile, di poter reggere tutto. Non ci sono riuscito ed è andato tutto a rotoli». L’artista ha spiegato anche di essere quasi morto dopo che, al culmine della sua dipendenza, era arrivato a bere quattro o cinque bottiglie di alcolici al giorno e ad assumere costantemente droga. «Mi dicevo: non sta succedendo niente? Bene, fan***o, sono indistruttibile», ha raccontato. «Ho sbagliato. Non fate come me, prendetevi cura di voi stessi».

Ray J, che ha avuto una figlia di sette anni, Melody, e un bambino di cinque, Epik, dall’ex moglie Princess Love, ha ringraziato i fan per l’affetto ricevuto e rivolto parole d’amore ai familiari, tra cui la sorella Brandy Norwood, cantautrice da 11 nomination ai Grammy Awards. «La ringrazio per essersi presa cura di me», ha concluso il rapper. Autore di sei album in studio, l’ultimo dei quali nel 2021 dal titolo Raydemption, Ray J ha recitato anche in alcuni film tra cui Mars Attacks di Tim Burton del 1996. Dal punto di vista sentimentale, il rapper ha avuto una relazione con Whitney Houston negli anni precedenti la sua morte nel 2012.

Ilario Sorrentino sarà il nuovo Segretario generale di Arera

L’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente (Arera) ha nominato il nuovo Segretario generale e il nuovo Vice segretario generale. Con la deliberazione dell’11/2026/A, approvata nella riunione del 27 gennaio, Arera ha affidato l’incarico di Segretario generale a Ilario Sorrentino e quello di Vice segretario generale a Federico Meneghesso, entrambi con contratto a tempo determinato. Le nomine arrivano a seguito dell’insediamento del nuovo Collegio dell’Autorità, in carica dal 1° gennaio 2026, e della prossima cessazione degli incarichi attualmente ricoperti da Roberto Malaman e Paolo Del Vecchio.

Guideranno ad interim anche le relazioni esterne e la comunicazione

I regolamenti interni prevedono infatti che le posizioni di Segretario generale e Vice segretario generale abbiano carattere fiduciario e scadano entro 90 giorni dall’avvio della nuova consiliatura. Dopo aver valutato le professionalità interne, il Collegio ha dato mandato alla Direzione Affari generali e risorse di avviare una ricerca urgente di candidati esterni. L’esito di questa procedura, illustrato al Collegio con una nota del 23 gennaio, ha portato all’individuazione di Sorrentino e Meneghesso come figure in possesso dei requisiti professionali e fiduciari richiesti. Oltre ai nuovi ruoli apicali, la deliberazione assegna a Sorrentino anche l’incarico ad interim di Direttore della Direzione relazioni esterne e istituzionali, mentre Meneghesso assumerà ad interim la guida della Direzione Comunicazione e media. Gli incarichi decorreranno dal 1° febbraio 2026.

Niscemi, Musumeci: «Sospenderemo le rate del mutuo»

Misure di sostegno e interventi urgenti sarebbero in fase di definizione per fronteggiare l’emergenza a Niscemi. A fare il punto è stato il ministro per la Protezione civile e le politiche del mare, Nello Musumeci, intervenuto su Rtl 102.5, spiegando che «come per tutte le calamità naturalmente c’è una sospensione, non un esonero, una sospensione del pagamento delle rate di mutuo, di ogni altra obbligazione». Il ministro ha aggiunto che il governo sta lavorando con la ministra Calderone per definire gli strumenti di tutela per le imprese ferme: «Stiamo individuando quali e quanti ammortizzatori servono per quelle aziende che dovrebbero pagare i contributi per i dipendenti e che in questo contesto non potrebbero farlo perché inattive e non operative». Secondo Musumeci, alcuni provvedimenti sono imminenti: «alcune misure credo che siano già alla firma del Dipartimento di Protezione Civile, quindi parliamo di ore», mentre altre richiederanno un iter normativo e saranno affrontate «oggi pomeriggio al Consiglio dei ministri».

Musumeci: «Proporrò in Cdm un’indagine amministrativa su quanto successo»

È stato inoltre annunciato l’avvio di un approfondimento tecnico sul futuro del territorio. Ai microfoni di RaiNews24, Musumeci ha spiegato di attendersi che un gruppo di specialisti, tra cui geologi, possa fornire indicazioni precise «nello spazio di 15 giorni con molta dovizia di particolari che cosa accadrà a Niscemi tra un mese, un anno e 10 anni». Un passaggio ritenuto necessario perché «abbiamo il dovere di comprendere se il fenomeno potrà coinvolgere altre aree del centro abitato» e perché «chi vive in quella cittadina ha il diritto di sapere come progettare la propria vita». Sempre a RaiNews24, il ministro ha annunciato: «Proporrò una indagine amministrativa rispetto a quanto avvenuto a Niscemi. Presenterò il programma in Consiglio dei ministri», chiarendo le finalità dell’accertamento: «Perché se si è sottovalutato qualcosa serve intervenire».

L’Iran sta allentando il blackout di internet

Le autorità iraniane hanno iniziato ad allentare il blackout di internet imposto l’8 gennaio. I dati di Cloudflare e Kentik mostrano che da martedì il traffico internet verso l’Iran è risalito in modo disomogeneo, arrivando in alcuni momenti a circa il 60 per cento dei livelli precedenti allo shutdown. La connettività è a macchia di leopardo, con picchi irregolari che indicano un controllo ancora attivo delle connessioni. Secondo Filterwatch, alcuni servizi come Google, Bing e ChatGPT risultano accessibili solo in determinate province, mentre molte piattaforme social e di messaggistica restano inutilizzabili o instabili. Nel mentre, gli Stati Uniti hanno rafforzato la pressione su Teheran dispiegando una flotta navale guidata dalla portaerei USS Abraham Lincoln, minacciando un intervento militare in assenza di un accordo sul programma nucleare.

Post by @netblocks@mastodon.social
View on Mastodon

LEGGI ANCHE: Time: «Tra l’8 e il 9 gennaio 30 mila morti in Iran»

Il blackout, imposto dopo quasi due settimane di proteste antigovernative, ha oscurato la repressione più violenta degli ultimi anni e ha avuto un costo economico elevato. Un ministro iraniano ha stimato perdite fino a 36 milioni di dollari al giorno. Interi settori produttivi si sono fermati e dirigenti d’azienda hanno potuto collegarsi a internet solo per mezz’ora, sotto monitoraggio governativo, nei locali della Camera di commercio di Teheran. Sul piano internazionale, Donald Trump ha scritto che il tempo per Teheran «sta finendo» e che la flotta statunitense è pronta ad agire «con velocità e violenza» se l’Iran non negozierà un accordo che gli impedisca di produrre armi nucleari. Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto al Senato che il governo iraniano è «probabilmente più debole che mai», pur restando in grado di colpire le forze statunitensi nella regione.

Gli agenti dell’Ice saranno al Super Bowl 2026

Gli agenti dell’Ice saranno presenti al Super Bowl 2026, in programma al Levi’s Stadium di Santa Clara in California il prossimo 8 febbraio. Funzionari locali hanno confermato ai media del posto che i federali dell’Immigration and Customs Enforcement dovrebbero essere schierati in occasione della finale del campionato Nfl che vedrà impegnati sul campo i Seattle Seahawks e i New England Patriots. Ancora nessuna conferma da parte del DHS, il Dipartimento di Sicurezza interna degli Stati Uniti cui l’Ice fa capo. Il vice segretario Tricia McLaughlin: «Non riveleremo operazioni future né discuteremo del personale. Chi si trova in città legalmente, comunque, non ha nulla da temere».

Gli agenti dell’Ice saranno al Super Bowl 2026
Un match di Nfl al Levi’s Stadium (Ansa)

L’Ice al Super Bowl 2026: dove saranno impiegati gli agenti

In attesa di annunci ufficiali anche dal Dipartimento di sicurezza, il San Jose Spotlight ha anticipato che decine di agenti dell’Ice saranno schierati sia all’interno del Levi’s Stadium sia nelle aree esterne tra cui i parcheggi dello stadio e le zone periferiche da cui si avvicineranno i tifosi attesi sugli spalti. Secondo Peter Ortiz, consigliere del distretto cinque di San José, si tratterà del dispiegamento più massiccio di agenti nella contea di Santa Clara da quando il presidente Trump (che non assisterà alla partita, a meno di ripensamenti dell’ultimo minuto) ha avviato le operazioni anti-immigrazione nel Paese. «Voglio essere assolutamente chiaro: nessuno è al di sopra della legge», ha spiegato Otto Lee, presidente del Consiglio di sorveglianza della contea commentando la presenza degli agenti federali. «Se qualcuno entrerà mascherato, diffondendo terrore, violando la legge o minacciando i residenti, verrà arrestato dai nostri sceriffi».

Gli agenti dell’Ice saranno al Super Bowl 2026
Alcuni agenti dell’Ice in Minnesota (Ansa).

Il sindaco di San José ai cittadini: «Difenderemo le vostre libertà»

Dura la presa di posizione del sindaco di San José, Matt Mahan. «So che c’è grande paura», ha scritto in un post su X. «Mentre ci prepariamo alla minaccia che l’Ice possa condurre attività di controllo in città, voglio chiarire una cosa: i nostri agenti di polizia garantiranno la sicurezza. Non interferiranno con i federali ma proteggeranno voi, le vostre libertà e la nostra città». Si sta mobilitando anche il Rapid Response Network, gruppo di volontari che monitora e documenta l’attività degli agenti federali dell’Ice con l’intento di fornire supporto gratuito agli immigrati. «Come per tutti i grandi eventi sportivi, il nostro team rafforzerà la sua preparazione per affrontare tutte le preoccupazioni della comunità e rispondere con responsabilità e attenzione», ha detto un portavoce al San Jose Spotlight. «Vogliamo che le persone sappiano che non sono sole».

Ue, Kallas: «Inseriremo la Russia nella lista nera del riciclaggio»

Arrivando al Consiglio Affari Esteri, l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas ha messo in dubbio la reale volontà russa di arrivare a una soluzione negoziata nel conflitto in Ucraina, spiegando che «assistiamo anche ai colloqui ad Abu Dhabi, ma da parte russa sono presenti solo militari che non hanno il mandato di concordare nulla, il che significa che non sono affatto seriamente intenzionati a raggiungere la pace. È esattamente il contrario». Nello stesso contesto, Kallas ha annunciato che Bruxelles intende inserire la Russia «nella lista nera del riciclaggio di denaro, perché sta utilizzando questi mezzi per finanziare la guerra». Kallas ha anche riferito che i ministri degli Esteri dell’Ue dovrebbero concordare l’inserimento delle Guardie Rivoluzionarie iraniane nella lista europea delle organizzazioni terroristiche dopo la repressione delle proteste, ribadendo che «se agisci come un terrorista, dovresti anche essere trattato come un terrorista».

Kallas: «No a un esercito comune»

Sul fronte della difesa, Kallas ha escluso la nascita di un esercito comunitario autonomo, chiarendo che «ogni paese europeo ha un esercito e gli eserciti di 23 paesi fanno anche parte delle strutture della Nato. Non riesco a immaginare che i Paesi creeranno un esercito europeo separato». Kallas ha inoltre sottolineato: «Per me è comprensibile che nell’esercito sia necessaria una catena di comando molto chiara e comprensibile, in modo che, quando succede qualcosa, sia chiaro chi dà ordini a chi», avvertendo che «se creiamo strutture parallele, finiremo solo per confondere le idee. Sapete, in tempi difficili, gli ordini potrebbero semplicemente cadere nel vuoto».

Tesla interrompe la produzione delle Model S e X e punta sulla robotica

Tesla accelera la svolta verso l’intelligenza artificiale e la robotica e prepara l’uscita di scena di due dei suoi modelli storici. Durante la call con gli investitori di mercoledì, Elon Musk ha annunciato che l’azienda interromperà la produzione della berlina Model S e del SUV Model X, spiegando che la produzione verrà progressivamente chiusa già dal prossimo trimestre. Lo stabilimento di Fremont, in California, oggi dedicato a S e X, verrà riconvertito per la produzione di Optimus, il robot umanoide su cui Musk punta il futuro del gruppo.

Musk punta alla vendita di Optimus dal 2027

La decisione arriva mentre Tesla registra un rallentamento del business auto: nel 2025 i ricavi automobilistici sono scesi dell’11 per cento su base annua e le consegne del quarto trimestre hanno segnato un calo del 16 per cento, con l’Europa particolarmente in difficoltà. Nel bilancio trimestrale Tesla parla apertamente di una «transizione da azienda hardware a società di intelligenza artificiale fisica». Nonostante il primo calo annuo dei ricavi complessivi, meno 3 per cento, i risultati hanno superato le attese di Wall Street, spingendo il titolo in rialzo nell’atter-hours. Musk continua a descrivere Optimus come «il prodotto più grande di tutti i tempi» e prevede l’avvio della produzione entro il 2026, con la vendita al pubblico dal 2027. Resta però alta l’incertezza: i progetti su robot e robotaxi non sono ancora testati su larga scala, mentre la concorrenza di BYD cresce e il Cybertruck ha registrato un forte calo delle vendite.

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein

Alla fine la tanto agognata direzione dem si farà, magari già la prossima settimana. Lo ha assicurato Elly Schlein. I riformisti, che a più riprese avevano chiesto alla segretaria un confronto aperto, per ora possono dirsi soddisfatti. O, meglio, si vogliono fidare. L’insofferenza della minoranza del resto stava montando in modo direttamente proporzionale all’insofferenza – mixata però a una ostentata indifferenza – che la segreteria Elly Schlein aveva mostrato nei loro confronti. Politica estera, ddl antisemitismo, organizzazione, convocazione delle riunioni: non c’è argomento su cui quasi quotidianamente non emergano linee di frattura interne al Partito democratico.

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein
Elly Schlein e Stefano Bonaccini (Imagoeconomica).

L’appello di Sandra Zampa

«È ora che la segretaria Schlein e il presidente Bonaccini convochino una direzione che da troppo tempo, anche in violazione delle regole, non viene convocata», aveva tuonato la senatrice dem Sandra Zampa in un’intervista al Foglio. «Invece di far tracimare malignità sui giornali, si faccia un bello streaming (ah, i bei tempi bersaniani delle dirette a pesci in faccia unificati del Movimento che fu… ndr), consentendo alle persone di ascoltare e farsi una propria idea». Questa gestione del partito, aveva aggiunto la storica dirigente vicina a Romano Prodi, pure lui critico nei confronti di Schlein, «cancellando i luoghi di confronto, non fa altro che inasprire la contrapposizione fino a giungere a degenerazioni gravi, come avvenuto in questi giorni, con gente che insulta me e gli altri dirigenti riformisti, invitandoci a lasciare il partito. Persino un sindaco Pd ha fatto un post sui social con tutte le nostre facce chiedendo di mandarci via. Ma può essere ammissibile?». Il riferimento molto probabilmente era a Francesco Tagliaferri, primo cittadino di Vicchio, nel Mugello, che lo scorso dicembre aveva invitato Schlein a cacciare i «sionisti» dal partito.

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein
Sandra Zampa (Imagoeconomica).

La campagna di ascolto sul territorio

La segretaria così ha aperto a un confronto, come chiesto anche da esponenti della maggioranza, da Goffredo Bettini ad Andrea Orlando, fino a Marco Sarracino. Non solo. Già dal prossimo fine settimana la segretaria darà il via a una campagna di ascolto sui territori. Si parte da Milano, alla Fondazione Feltrinelli, con Demo di Gianni Cuperlo. «Bene finalmente la direzione del Pd la prossima settimana», ha commentato Filippo Sensi su X. «Sarà un luogo di confronto franco, produttivo, utile. In un momento durissimo, internazionale e europeo. Sentiamo questa responsabilità, facciamolo in modo aperto, alto. Insieme». Vedremo.

Perché la scissione non è percorribile

Nonostante il malessere manifestato da Pina Picierno, Giorgio Gori, Filippo Sensi, Matteo Biffoni e altri, ai riformisti pare mancare la volontà dello strappo definitivo. Forse il Pd ha già dato abbondantemente con le scissioni. Oppure, come ha sottolineato Picierno, «il Pd è casa nostra e noi gli vogliamo bene».

Perché i riformisti del Pd sono costretti a fidarsi di Schlein
Giorgio Gori, Pina Picierno e Graziano Delrio (Imagoeconomica).

In più mancano le alternative. Matteo Renzi, che pure rimane politicamente il più attrezzato, ha da tempo perso credibilità. Carlo Calenda parla con Forza Italia. I centristi non sono determinanti, almeno per ora. Fare un partito nuovo non avrebbe molto senso, anche se l’idea di una Margherita 2.0 ogni tanto continua a titillare i riformisti del Pd. Il rischio però è che alle prossime elezioni politiche, nel 2027, Schlein riesca a completare il progetto iniziato con la vittoria alle primarie del 2023: costruire un Pd a immagine e somiglianza di tutti quelli che non facevano parte del Pd (Marta Bonafoni, Igor Taruffi, Marco Furfaro, eccetera). La segreteria nazionale è d’altronde rappresentativa: Schlein ha voluto mettere ai vertici dirigenti che niente c’entravano con la storia politica del maggior partito di centrosinistra. È stata una precisa scelta per svincolare se stessa e il Pd dalla identità politica della forza che si è trovata a dirigere. 

LEGGI ANCHE: Bettini il guastatore e l’impossibile sintesi tra i due Pd