Agenti dell’Ice prenderanno parte al dispositivo di sicurezza delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, affiancando altri apparati statunitensi nell’ambito delle attività coordinate dal Servizio di sicurezza diplomatica del Dipartimento di Stato. Lo riferiscono fonti dell’Ambasciata degli Stati Uniti, precisando che il personale americano opererà a supporto e che «tutte le operazioni di sicurezza restano sotto l’autorità italiana».
Dipartimento della Sicurezza: «L’Ice non svolgerà operazioni di controllo dell’immigrazione»
Secondo le stesse fonti, il Servizio di sicurezza diplomatica avrà un ruolo di guida per la tutela degli interessi Usa durante i Giochi, come già avvenuto in precedenti edizioni olimpiche, quando diverse agenzie federali hanno collaborato al dispositivo, inclusa Homeland Security Investigations, la componente investigativa dell’Ice. In questo quadro, il Dipartimento per la Sicurezza Interna ha chiarito che «ovviamente l’Ice non svolge operazioni di controllo dell’immigrazione in Paesi stranieri».
Un 20enne ha perso la vita nel tardo pomeriggio del 26 gennaio a Milano, in via Giuseppe Impastato, a seguito di un intervento di polizia conclusosi con l’esplosione di colpi d’arma da fuoco. L’episodio si è verificato poco prima delle 18 e, secondo quanto emerso dalle prime informazioni, a sparare sarebbe stato un agente appartenente a una pattuglia in abiti civili. Gli operatori del commissariato Mecenate sarebbero intervenuti dopo aver notato il giovane avvicinarsi impugnando quella che appariva come una pistola: si trattava di una Beretta 92 a salve. La situazione ha generato allarme tra i poliziotti e uno di loro ha aperto il fuoco. Il ragazzo, di origine nordafricana, è stato subito soccorso in condizioni critiche ma è deceduto prima di poter essere salvato. Nessun componente delle forze dell’ordine è rimasto ferito.
A Palazzo Chigi Giorgia Meloni ha incontrato l’ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado, rientrato a Roma su accordo con il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo la scarcerazione decisa dal Tribunale di Sion per Jacques Moretti. Presenti anche il sottosegretario Alfredo Mantovano e l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i partecipanti hanno stabilito che il diplomatico tornerà in Svizzera «solo a condizione dell’inizio di una reale cooperazione tra le procure dei due Paesi e della formazione immediata di un gruppo investigativo condiviso, per stabilire senza più indugi le responsabilità della strage di Crans-Montana del 1° gennaio 2026».
La Farnesina ha annunciato che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled, per ottenere spiegazioni sull’incidente riguardante due carabinieri assegnati al Consolato generale d’Italia a Gerusalemme. I militari, impegnati in un sopralluogo vicino a Ramallah in vista di una missione di ambasciatori Ue in un villaggio dell’Autorità nazionale palestinese, sono stati fermati da un uomo in abiti civili, verosimilmente un colono israeliano armato di fucile mitragliatore, che li ha costretti a inginocchiarsi. L’ambasciata italiana a Tel Aviv ha già inoltrato una protesta ufficiale al governo israeliano, contattando il ministero degli Affari Esteri, il Cogat, lo Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, la polizia e lo Shin Bet.
Andrea Abodi, ministro dello Sport e delegato per gli anniversari nazionali, ha commentato la presenza di Ghali alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina, rispondendo durante la presentazione delle iniziative per il Giorno della Memoria. Ha descritto l’evento come «centrato» sul rispetto, con scelte artistiche che evitano equivoci su valori ideali, culturali ed etici, nonostante le posizioni del rapper su Gaza a più riprese. «Non mi crea alcun imbarazzo non condividere il pensiero di Ghali e i messaggi che ha mandato ma ritengo che un Paese debba sapere reggere all’urto di un artista che ha espresso un pensiero che non condividiamo, che non sarà espresso su quel palco», ha dichiarato.
Di Segni (Ucei): «Ghali avrà ricevuto indicazioni e linee guida da seguire»
Noemi Di Segni, presidente Ucei, ha auspicato indicazioni chiare per Ghali: «È chiaro che spero che Ghali abbia ricevuto delle indicazioni o delle linee a guida» sul «ruolo che deve svolgere. Quindi spero capirà cosa deve fare in quel contesto e in quel momento», ribadendo: «Sono fiducia che capirà cosa è chiamato a fare in quel contesto e in quel momento». Il M5s in commissione Cultura ha denunciato censura: «Quando un ministro si permette il lusso di dire che un artista non esprimerà il suo pensiero sul palco non sta parlando di rispetto o di etica: sta rivendicando una censura preventiva. Punto».
Il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln è arrivato in Medio Oriente. Lo ha reso noto il Pentagono: gli Stati Uniti, in un momento di forti tensioni con l’Iran, hanno notevolmente aumentato la potenza di fuoco nell’area. La Lincoln e le navi di accompagnamento «sono attualmente dispiegate in Medio Oriente per promuovere la sicurezza e la stabilità regionale», si legge in un post su X del Comando Centrale degli Stati Uniti.
Sailors aboard USS Abraham Lincoln (CVN 72) perform routine maintenance as the aircraft carrier sails in the Indian Ocean, Jan. 26. The Abraham Lincoln Carrier Strike Group is currently deployed to the Middle East to promote regional security and stability. pic.twitter.com/dkuN946hce
Il Pentagono aveva annunciato lo spostamento della portaerei USS Lincoln dal Mar Cinese Meridionale verso il Golfo Persico e il Mar Arabico il 15 gennaio.
Alessandro Melzi d’Eril ha parlato delle medie imprese italiane al suo primo appuntamento ufficiale da amministratore delegato di Mediobanca. L’occasione gli è stata data dall’ottava edizione dell’Italian mid cap conference, l’appuntamento annuale che mette in contatto in Piazzetta Cuccia i vertici delle principali società quotate italiane a media capitalizzazione (29 quelle presenti quest’anno) con decine di investitori italiani e stranieri appartenenti alle principali case di investimento. Oltre 400 le sessioni di incontro tra le parti, precedute da una plenaria dedicata alle sfide delle imprese italiane tra stabilità del sistema Paese e nuove dinamiche geopolitiche. Nell’occasione è stato presentato il Global Outlook 2026 a cura di Mediobanca Research.
L’ad: «Medie imprese oggetto di attenzione costante da 30 anni»
In apertura dei lavori, Alessandro Melzi d’Eril ha dichiarato: «Partecipare per la prima volta alla Mediobanca mid cap conference, nel mio nuovo ruolo di ceo, è stata un’occasione unica per osservare da vicino l’energia e la qualità degli imprenditori e delle imprese che Mediobanca sostiene ogni giorno. Il nostro primo evento dell’anno è dedicato alle medie imprese italiane che sono l’ossatura del nostro paese», ha spiegato, «e che, in quanto tali, sono oggetto di un’attenzione costante dell’istituto da 30 anni. Noi di Mediobanca siamo gli unici in Italia a poter offrire un servizio a 360° che guarda all’impresa come alla famiglia dell’imprenditore, con un modello unico di Private & Investment banking. Il nostro obiettivo è continuare a supportare sia l’impresa sia la famiglia nella gestione del proprio patrimonio, offrendo consulenza così come opportunità esclusive di investimento che creino un circolo virtuoso nella gestione della ricchezza, che faccia da volano per tutto il paese. Ora in questa missione potremo contare altresì sulla complementarità con il Monte dei Paschi di Siena, grazie al suo forte radicamento sul territorio».
«Fatturato delle mid cap italiane cresciuto in maniera superiore agli altri Paesi europei»
Poi uno sguardo al contesto internazionale: «In 30 anni abbiamo assistito a una crescita straordinaria delle medie imprese italiane, che si è tradotta in un incremento del fatturato del 182 per cento e ha superato nettamente quella delle grandi aziende del Paese. Anche il confronto con i principali Paesi europei premia in modo particolare le nostre medie imprese. Il loro fatturato è infatti cresciuto in misura superiore rispetto alle società comparabili di altri Stati, come Francia e Germania, trainando il valore aggiunto a un +65 per cento, dato quasi doppio rispetto ai gruppi francesi e tedeschi, e creando un numero più elevato di posti di lavoro. Osserviamo che solo il 12 per cento delle medie imprese italiane ha uno stabilimento in Paesi esteri, ma il 42 per cento del fatturato deriva da export e questo dato è un’ulteriore conferma del valore che queste imprese generano per l’Italia».
«Mediobanca partner d’elezione per gli imprenditori»
«Ciò che rende Mediobanca il partner di elezione per le imprese e gli imprenditori», ha concluso Melzi D’Eril, «è il nostro business fatto essenzialmente di persone e di competenze. Mediobanca ha sempre investito in questo senso, distinguendosi come l’istituzione che ha creato il patrimonio di professionalità più profondo che l’Italia abbia nel settore finanziario. Un lavoro lungo 80 anni, che continuerò e continueremo a valorizzare proprio con ulteriori investimenti nelle nostre persone e nelle competenze».
La vicenda del commercialista milanese Gian Gaetano Bellavia, noto al grande pubblico per le sue consulenze alla trasmissione Report dove viene spesso interpellato come esperto di bilanci societari, si muove oggi su due piani distinti e pieni di veleni. Il primo, giudiziario, riguarda la sottrazione di oltre un milione di file dallo studio Bellavia-Ferradini, per cui l’ex dipendente Valentina Varisco è imputata a Milano per accesso abusivo a sistema informatico e appropriazione indebita. Il secondo, più opaco ma foriero di clamorosi sviluppi, riguarda un documento interno di 35 pagine scritto da Bellavia, il cosiddetto “papello”, e finito agli atti dell’indagine senza che sia mai stato chiarito perché. Un testo privo di firme e timbri che, per il contenuto delle accuse e delle insinuazioni, rischia ora di esporre il suo autore a iniziative giudiziarie per diffamazione.
Il primo fonte giudiziario: i file rubati a Bellavia e l’inchiesta
Secondo l’accusa, tra la primavera e l’estate del 2024 Varisco avrebbe copiato, con l’uso del software FastCopy, 1.323.953 file per oltre 900 gigabyte, sottraendo un hard disk dallo studio e accedendo a caselle di posta elettronica. Bellavia scrive che quei file contenevano materiale «ad altissima sensibilità»: consulenze tecniche per le procure, atti di perquisizione, intercettazioni e documenti relativi a procedimenti penali anche chiusi da anni. La procura di Milano ha disposto il rinvio a giudizio. Questo è il primo fronte, fin qui ben definito.
Alcuni passaggi del papello di Bellavia, che L43 ha avuto modo di visionare interamente.
Il secondo filone: quel papello che doveva rimanere un testo interno
Il secondo invece nasce proprio dalle 35 pagine del papello, scritto a commento del caso. Bellavia ammette di non conoscere il movente della sottrazione dei file e spiega di aver avviato, per sua iniziativa, indagini difensive autonome, anche tramite «investigatori sul territorio», per ricostruire la possibile destinazione del materiale. L’appunto, nato come testo interno destinato ai suoi legali, è però finito agli atti dell’indagine, trasformandosi così in un documento che va ben oltre lo scopo difensivo.
Nella pagine nominato anche Tavaroli, ex Pirelli e Telecom
In esso Bellavia sostiene che Varisco il 5 settembre 2024 avrebbe contattato le società investigative Argo e Dogma, inviando comunicazioni a distanza di pochi minuti, e da questo trae una deduzione: «Dogma e Argo palesemente sono legate, per quel che si dice in giro». Aggiunge che Dogma sarebbe «interamente controllata» da Giuliano Tavaroli, ex responsabile della sicurezza di Pirelli e Telecom, coinvolto anni fa nello scandalo Telecom-Sismi, utilizzando quel precedente per ipotizzare legami attuali con apparati di intelligence.
Giuliano Tavaroli (foto Imagoeconomica).
Le insinuazioni sui presunti legami con i Servizi per fare dossieraggio
Ma il documento va oltre, affermando che Argo e Dogma sarebbero «palesemente legate ai Servizi per questioni di dossieraggio, secondo la voce di investigatori sul territorio». Non atti, non riscontri documentali, ma «voci». Eppure i nomi sono indicati per esteso: Katia Trevisan, Cristian Giulietti, Paolo Procaccini, Matteo Adjimi, e con essi ricostruzioni societarie basate su visure camerali a supporto della tesi che si tratti di comportamenti di estrema gravità.
Il logo dell’agenzia Argo.
Affermazioni inquietanti senza fonti verificabili
Il documento contiene anche affermazioni inquietanti. In un passaggio Bellavia scrive: «Noi sappiamo che i centri estetici servono a fare dossier sessuali sui frequentatori». Ma si ferma qui, senza indicare casi specifici, fonti verificabili o responsabilità circoscritte. In altri punti parla di ex consulenti tecnici «coinvolti con i servizi segreti italiani», di arresti di cui ammette di «non sapere bene per quali reati», fino a scrivere che una persona sarebbe stata «fatta sparire dai servizi», collegando tali vicende ad Alessandro Tornotti, ex consulente informatico delle procure, e al suo socio Marco Tinti, che la Varisco conoscerebbe da anni.
La società investigativa Dogma.
La parte più accusatoria dedicata al commercialista Martinazzo e ad Axerta
La parte più ampia e più accusatoria del papello è dedicata al commercialista Stefano Martinazzo e ad Axerta, la società investigativa dove poi la Varisco ha lavorato. Qui il tono è irridente. Bellavia, il quale evidentemente non immaginava che i suoi appunti sarebbero finiti nelle mani degli inquirenti, si lascia andare a giudizi pesanti, definendo Martinazzo «oggettivamente un poveretto sotto il profilo professionale», uno che «di computer non sa niente».
Il logo della società investigativa Axerta.
E descrive Axerta come «una struttura di bassissimo profilo», basata su «marketing estremo», «chiacchiere e distintivo», popolata da personale giovane e inesperto. Giudizi personali che incidono direttamente sulla reputazione di soggetti identificabili. Ci si chiede ora se Bellavia abbia nel cassetto atti o perizie che possano supportarli.
«Di computer non sa niente ovviamente»
Bellavia sostiene che Martinazzo «nasce revisore in Kpmg» e che avrebbe avuto fortuna incontrando un ingegnere informatico di alto profilo, Maurizio Bedarida, specialista in sicurezza anche per le banche centrali, andato in Kpmg a dirigere il nuovo dipartimento tecnico forense, e che lo avrebbe utilizzato come «ragazzotto di supporto per le analisi documentali, perché Martinazzo di computer non sa niente ovviamente».
Gian Gaetano Bellavia.
Rincara, affermando che «ha imparato a vendersi e, anche se professionalmente incapace a certi livelli», avrebbe costruito la propria attività su marketing e pubblicità, vantando relazioni professionali amplificate a fini promozionali. E insiste: «Non è capace di fare cose pesanti, si circonda di giovani che per il solo fatto di essere giovani non sono inizialmente capaci».
Una strategia operativa che appare particolarmente incauta
Il papello arriva poi a sostenere che la Varisco «molto probabilmente abbia rubato per Argo», ma che sarebbe «molto improbabile che Martinazzo sia stato informato di quello che lei ha rubato», perché Axerta non sarebbe neppure in grado di «vendere» informazioni di quel tipo. Nelle stesse pagine Bellavia delinea una strategia operativa che appare particolarmente incauta: propone di convocare interlocutori per «vedere come reagiscono» e suggerisce di comunicare a Martinazzo i nomi di soggetti coinvolti in procedimenti penali per osservare «cosa fa dopo con i suoi clienti».
Alcuni passaggi del papello di Bellavia, che L43 ha avuto modo di visionare interamente.
Affermazioni alle quali persone e società citate hanno replicato. Dogma ha smentito ogni collegamento occulto con Tavaroli o con apparati di intelligence, annunciando iniziative legali a tutela della reputazione. Anche l’ex responsabile della sicurezza Telecom ha definito «folli» le ricostruzioni che lo vorrebbero proprietario occulto della società o coinvolto in attività di dossieraggio.
La replica: «Contenuti deliranti, dietrologie, suggestioni ed errori»
Stefano Martinazzo, verso cui Bellavia ha riservato i giudizi più duri, ha dichiarato a Lettera43: «Chi ha esaminato nel dettaglio il papello scritto e veicolato, da quanto leggo sui giornali, da Bellavia, mi ha parlato di un documento dai contenuti deliranti, pieno di dietrologie, suggestioni ed errori. Si tratterebbe di un attacco vile, oltraggioso e pesantemente diffamatorio rivolto alla mia persona, al mio team di lavoro e alla mia professionalità faticosamente costruita in più di 25 anni di duro e specchiato lavoro».
«Riferirò ai magistrati o davanti a un’eventuale commissione d’inchiesta»
Martinazzo ha anche aggiunto di «aver conosciuto la Varisco qualche mese dopo la chiusura dello studio Bellavia per pensionamento dei soci. Ha caricato il suo curriculum sul portale della mia azienda perché disoccupata e ha iniziato a collaborare con il mio team nel gennaio 2025 come consulente autonoma esterna, con un contratto di durata annuale. In queste ultime settimane ho raccolto informazioni precise e documentate sul funzionamento del “sistema Bellavia” che ritengo importanti e che riferirò, se di interesse giudiziario, ai soli magistrati o davanti a un’eventuale commissione d’inchiesta».
Alcuni passaggi del papello di Bellavia, che L43 ha avuto modo di visionare interamente.
Certe informazioni sul sistema Bellavia riguardano anche Report?
Interpellato in proposito, Martinazzo non ha però voluto rispondere alla domanda se tali informazioni possano riguardare anche la trasmissione Report, cosa che avrebbe aperto un secondo fronte nella vicenda. La procura intanto procede con l’indagine sulla sottrazione dei file a Bellavia, ma dovrà fare anche i conti con il mistero del suo papello nato come appunto interno e finito inspiegabilmente agli atti dell’inchiesta.
Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come Research entity da parte di Eurostat. L’Ufficio statistico dell’Unione europea ha inserito l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di Research entity, attribuito dalla Commissione europea – Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei.
Il rettore Cannata: «Risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale»
Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo. «Questo riconoscimento conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali», ha dichiarato il professor Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum. «È il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche».
Luigi Ferraris, ex ceo di Fibercop, è entrato a far parte del consiglio d’amministrazione di Fastweb+Vodafone con il ruolo di vicepresidente esecutivo. «L’ingresso di Ferraris ben riflette il nuovo posizionamento e il peso industriale dell’azienda a seguito dell’incorporazione di Vodafone Italia; conferma la volontà di dotarsi di una governance all’altezza delle sfide industriali, tecnologiche e strategiche che attendono l’azienda nel nuovo perimetro», ha dichiarato l’amministratore delegato Walter Renna.
Luigi Ferraris (Imagoeconomica).
Chi è Luigi Ferraris
Manager di spicco nel panorama italiano, Ferraris nel 1999 è entrato nel Gruppo Enel dove, con responsabilità crescenti, dal 2009 al 2014 ha assunto l’incarico di chief financial officer. Successivamente ha ricoperto lo stesso ruolo nel gruppo Poste Italiane, guidandone la quotazione in borsa. Dal 2017 al 2020 è stato amministratore delegato e direttore generale di Terna. Da giugno 2021 a giugno 2024 è stato ceo di Ferrovie dello Stato. Da luglio 2024 ricopriva il ruolo di ad di Fibercop.
Kanye West ha pubblicato una lunga lettera a tutta pagina sul Wall Street Journal. Il rapper di Atlanta, anche noto come Ye, ha deciso di chiedere scusa per gli attacchi di odio razziale, le dichiarazioni pro Hitler e le invettive antisemite che ha pubblicato sui social negli ultimi anni. «Sono profondamente mortificato e mi pento per le mie azioni», ha scritto l’artista. «Mi impegno a diventare responsabile, a ricevere cure e cambiare in modo significativo. Questo non giustifica quello che ho fatto: non sono antisemita o razzista. Amo il popolo ebraico». West ha raccontato anche di aver «perso contatto con la realtà» attribuendo la colpa del suo comportamento a un disturbo bipolare scaturito da un incidente d’auto in cui fu coinvolto 25 anni fa.
La lettera di Kanye West alias Ye sul Wall Street Journal inizia raccontando un incidente automobilistico in cui fu coinvolto nei primi Anni 2000, poco prima di diventare una stella della musica, in cui si ruppe la mandibola e riportò «lesioni al lobo frontale destro del cervello». L’artista ha affermato di non aver ricevuto una corretta diagnosi per più di due decenni. «All’epoca, l’attenzione si concentrò su quanto visibile: la frattura, il gonfiore e il trauma immediato», ha spiegato West. «La lesione più profonda, quella all’interno del cranio, è passata inosservata. La diagnosi è stata effettuata solo nel 2023: quella svista medica ha causato gravi danni alla mia salute mentale e ha portato alla diagnosi di disturbo bipolare di tipo 1». Una diagnosi che lui stesso ha detto di non aver accettato fino allo scorso anno, salvo tornare ora sui suoi passi.
Ye AKA Kanye West apologizes for his anti-Semitic behavior during 2025 manic episode in new letter. pic.twitter.com/dGq4h6wfVK
«Una volta che ti etichettano come “pazzo”, ti senti come se non potessi dare alcun contributo significativo al mondo. È facile per le persone scherzare e riderci sopra, quando in realtà si tratta di una malattia debilitante molto grave di cui si può morire», ha proseguito Kanye West. «Ho perso il contatto con la realtà. Ho detto e fatto cose di cui mi pento profondamente. Alcune delle persone che amo di più le ho trattate peggio». Poi ha affrontato il tema dell’antisemitismo: «In quello stato, gravitavo verso il simbolo più distruttivo che riuscissi a trovare, la svastica, e vendevo persino magliette. Uno degli aspetti difficili del disturbo sono i momenti di disconnessione che hanno portato a scarsa capacità di giudizio e comportamenti sconsiderati. All’inizio del 2025, sono caduto in un episodio maniacale durato quattro mesi, caratterizzato da comportamenti psicotici, paranoici e impulsivi che mi hanno distrutto la vita».
L’aiuto sui forum di Reddit: «Ho capito di non essere solo»
Nella sua lunga lettera, dopo aver chiesto perdono anche alla «comunità nera», a lui sempre vicina ma da lui sempre delusa, Kanye West ha raccontato di aver ritrovato la luce grazie ad altre persone che soffrono del suo stesso disturbo. «Ho trovato conforto nei forum di Reddit: ho letto le storie di chi ha descritto stati simili e ho capito di non essere solo», ha proseguito il rapper. «Mentre trovo il mio nuovo centro attraverso un efficace regime di farmaci, terapia, esercizio fisico e vita sana, sto riversando la mia energia in un’arte positiva e significativa: musica, abbigliamento, design e altre nuove idee per aiutare il mondo. Non chiedo compassione, anche se aspiro al vostro perdono. Vi scrivo semplicemente per chiedervi pazienza e comprensione mentre torno a casa».
L’Unione europea estende la sorveglianza rafforzata anche a WhatsApp. La piattaforma di messaggistica di Meta è stata inserita tra i grandi operatori digitali con significativo potere di mercato, rientrando quindi nel gruppo delle major sottoposte agli obblighi del Digital Services Act (Dsa). Lo annuncia la Commissione europea, sottolineando che WhatsApp sarà oggetto di controlli più rigorosi sul rispetto delle regole Ue, nell’ambito della normativa che punta a prevenire abusi di potere da parte delle grandi piattaforme e a garantire maggiore sicurezza e tutela dei diritti nello spazio digitale europeo.
Secondo Bruxelles, WhatsApp è stata formalmente designata come gatekeeper ai sensi del Dsa perché la sua funzione «Canali» ha raggiunto almeno 45 milioni di utenti nell’Unione. «Il servizio di messaggistica privata di WhatsApp, che consente agli utenti di inviare messaggi di testo, note vocali, foto, video, documenti ed effettuare chiamate vocali e video ad altri utenti, rimane esplicitamente escluso dall’applicazione del Dsa», precisa la Commissione. A seguito della designazione, Meta avrà quattro mesi, fino a metà maggio 2026, per assicurare che WhatsApp aderisca agli obblighi aggiuntivi, tra cui valutare e mitigare rischi sistemici come violazioni dei diritti fondamentali, manipolazione elettorale, diffusione di contenuti illegali e criticità legate alla privacy.
Si riaccendono le polemiche sulle politiche anti-immigrazione della presidenza Trump negli Stati Uniti d’America. Sotto accusa soprattutto i metodi, sproporzionatamente violenti, con cui gli agenti applicano le leggi e reprimono le manifestazioni in corso in varie città, soprattutto a Minneapolis. La tensione, già accesa il 7 gennaio con la morte della poetessa e madre di tre figli Renee Good, freddata durante un raid nella città del Minnesota, è tornata ad alzarsi con l’uccisione di Alex Jeffrey Pretti, infermiere di terapia intensiva, da parte di un altro agente federale. Secondo la Casa Bianca, gli agenti avrebbero sparato legittimamente, per difendersi. Le immagini dei due omicidi, però, fanno pensare che in entrambi i casi abbiano agito in modo spropositato, senza alcuna reale motivazione. Al centro del dibattito ci sono due corpi di polizia, l’Ice e il Border Patrol: ecco le principali differenze.
Cos’è l’Ice, agenzia federale che applica le leggi sull’immigrazione
Un agente dell’Ice a Minneapolis (Ansa).
Agenzia federale degli Stati Uniti, l’Ice – acronimo di Immigration and Customs Enforcement – si occupa di applicare le leggi sull’immigrazione e combattere i reati transnazionali. Istituita nel 2003 dall’amministrazione di George W. Bush, in risposta agli attentati terroristici dell’11 settembre 2001, dipende direttamente dal Dipartimento di Sicurezza interna, guidato ad oggi da Kristi Noem. Nei suoi primi anni si è focalizzata soprattutto sulle persone irregolari implicate in gravi reati o comunque ritenute pericolose per la sicurezza nazionale (come nel caso delle organizzazioni terroristiche). Stando alle ultime stime disponibili, vanta 22 mila unità, più che raddoppiate in meno di 12 mesi. Si divide in due sezioni, ossia l’Ero (Enforcement and Removal Operations) e l’Hsi (Homeland Security Investigations) con compiti differenti.
Agenti dell’Ice in azione a Minneapolis (Ansa).
L’Ero ne costituisce il braccio operativo: al suo interno vi sono infatti agenti armati che si occupano di individuare, arrestare e successivamente deportare tutti gli immigrati irregolari presenti negli Stati Uniti. Gestisce inoltre i centri di detenzione in cui vengono trattenute le persone dopo gli arresti, in attesa dell’eventuale espulsione. Per quanto riguarda invece l’Hsi, come sottolinea il nome stesso, si tratta del ramo investigativo: tra i suoi compiti, quello di individuare e bloccare il traffico di droga e armi, la tratta di esseri umani, le frodi finanziarie, il terrorismo e i reati doganali. Con il ritorno di Donald Trump, sono aumentate anche le capacità: l’Ice può arrestare senza mandato in casi urgenti e, secondo AP, anche perquisire le case private. Come la polizia di frontiera può anche detenere e arrestare persone per violazioni delle leggi sull’immigrazione.
Cos’è l’United States Border Patrol, la polizia di frontiera
Un agente del Border Patrol a Minneapolis (Ansa).
Con l’Ice condivide simili uniformi, tanto che diventa molto complesso distinguerle. Eppure l’United States Border Patrol (USBP), guidata dal discusso italoamericano Greg Bovino, pur facendo comunque capo al Dipartimento di Sicurezza interna, ha compiti differenti dall’Immigration and Customs Enforcement. Tra i suoi obiettivi principali vi è il presidio delle frontiere: gli agenti federali si occupano, tra le altre cose, di intercettare e arrestare chi tenta di entrare illegalmente nel Paese. Gli agenti tuttavia sono stati autorizzati anche a operare sul territorio americano e a perquisire senza mandato entro 100 miglia, circa 160 chilometri, dal confine.
L’Idf ha annunciato il ritrovamento e la successiva identificazione del corpo di Ran Gvili, l’ultimo ostaggio morto che si trovava ancora nella Striscia di Gaza. Gvili, sergente maggiore di 24 anni, era stato ucciso mentre difendeva il kibbutz Alumim durante l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. «Un risultato incredibile. Avevo promesso che avremmo riportato tutti a casa e così abbiamo fatto», ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu. «È un momento che sottolinea l’impegno dello Stato di Israele nei confronti dei suoi combattenti e dei suoi cittadini: riportare tutti a casa, come abbiamo promesso alle famiglie e alla popolazione», ha scritto su X Israel Katz, ministro della Difesa israeliano. Il ritrovamento è avvenuto in un cimitero nella parte orientale della città di Gaza, teatro di un’operazione su larga scala dell’Idf. Il corpo del penultimo ostaggio, il bracciante agricolo thailandese Sudthisak Rinthalak, era stato consegnato alla Croce Rossa il 4 dicembre. Dopo il recupero del corpo dell’ultimo ostaggio dalla Striscia, Israele ha confermato la riapertura del valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto, ma solo per il passaggio pedonale.
Il tribunale di Roma ha annullato la sanzione da 150 mila euro che il Garante della Privacy aveva inflitto alla Rai per la trasmissione, da parte di Report, degli audio contenenti una conversazione privata tra l’ex ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie, la giornalista Federica Corsini. A dare notizia della decisione è lo stesso conduttore Sigfrido Ranucci, in un post su Facebook. «Era legittimo e di interesse pubblico trasmettere l’audio e inoltre i magistrati sottolineano il fatto che il Garante ha svolto le indagini fuori i tempi stabiliti dalla legge. Il Garante ha sbagliato nei contenuti e nella forma».
L’audio al centro della vicenda era stato registrato dalla aspirante consulente del Ministero, Maria Rosaria Boccia, coinvolta in una relazione con Sangiuliano, e riprendeva un litigio tra l’ex ministro e la moglie, con riferimenti a un presunto tradimento. Boccia avrebbe attivato la registrazione durante una conversazione in cui Sangiuliano cercava di giustificare la mancata nomina della donna. Pur essendo di natura privata, il tribunale sottolinea che i contenuti del servizio rientrano nel legittimo esercizio del giornalismo d’inchiesta. La sentenza evidenzia inoltre «la sussistenza dell’interesse pubblico alla diffusione della notizia, poiché la vicenda, sebbene permeata da profili di natura personale, assume una sostanziale rilevanza pubblica», legata al possibile impatto di questioni personali su incarichi istituzionali.
Agenti dell’Immigration and Custom Enforcement, che si occupa del contrasto dell’immigrazione negli Stati Uniti, saranno in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Lo ha confermato in un primo momento Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, spiegando che gli agenti saranno in servizio «soltanto in misura difensiva», con il compito di «fare la guardia del corpo al vicepresidente J.D. Vance e al segretario di Stato Marco Rubio». Tentando di porre fine alla polemica nata nei giorni scorsi per la presenza degli agenti dell’Ice, nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti, Fontana ha aggiunto: «Che ci siano loro, che ci siano altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso, stare attenti che nessuno gli dia uno spintone o che gli succeda qualcosa». Poi la precisazione: «Ho risposto a una domanda che sottintendeva il loro arrivo».
La smentita della Regione dopo le parole di Fontana
Dopo la sorpresa suscitata da queste affermazioni, a stretto giro è arrivata la puntualizzazione della Regione Lombardia. Il presidente Fontana, si legge in una nota, «ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un’affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti». Insomma, Fontana, «rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottintendeva la presenza dell’Ice a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo».
La giuria nominata dal Ministero della Cultura ha selezionato le dieci città che accedono alla fase finale della corsa al titolo di Capitale italiana della cultura 2028, scegliendole tra le 23 candidature presentate. La decisione arriva al termine della valutazione dei dossier progettuali, tutti incentrati su programmi culturali annuali accompagnati da un cronoprogramma e da un piano economico-finanziario.
Le 10 città finaliste
Forlì (Wikipedia).
Le finaliste sono Anagni con il progetto «Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce», Ancona con «Ancona. Questo adesso», Catania con «Catania continua», Colle di Val d’Elsa con «Colle28. Per tutti, dappertutto», Forlì con «I sentieri della bellezza», Gravina in Puglia con «Radici al futuro», Massa con «La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia», Mirabella Eclano con «L’Appia dei popoli», Sarzana con «L’impavida. Sarzana crocevia del futuro» e Tarquinia con «La cultura è volo».
Quando verrà proclamata la Capitale italiana della cultura 2028
Le dieci città presenteranno ufficialmente i loro progetti durante le audizioni pubbliche in programma giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026, quando illustreranno le proposte alla commissione di sette esperti indipendenti incaricata della valutazione finale. La città vincitrice riceverà un contributo statale di un milione di euro, destinato a sostenere le iniziative previste nel corso dell’anno e a rafforzare il ruolo della cultura come strumento di sviluppo territoriale, partecipazione civica e crescita collettiva. La proclamazione è attesa entro il 27 marzo 2026.
Ricominciare a lavorare è un tema centrale per migliaia di cittadini che hanno scelto una delle pensioni anticipate con quota 100, 102 o 103, ma desiderano rimettersi in gioco nel mercato del lavoro. Il sistema previdenziale italiano prevede regole rigide sulla cumulabilità dei redditi fino al raggiungimento dell’età per la vecchiaia, fissata a 67 anni. Tuttavia, una volta spenta questa candelina, i vincoli decadono, permettendo di percepire l’assegno previdenziale e lo stipendio senza subire sospensioni o decurtazioni.
Pensioni, come ricominciare a lavorare senza tagli: le novità per chi ha usato le quote
Lavoratore addetto allo spostamento e consegna di merci (Freepik).
L’articolo 14 del decreto legge 28 gennaio 2019, stabilisce che la pensione ottenuta con i regimi sperimentali non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo. Questa restrizione resta valida dalla decorrenza del trattamento fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Esiste un’unica deroga per il lavoro autonomo occasionale, ammesso entro il limite di 5 mila euro lordi annui. Superata questa soglia, l’Inps sospende l’erogazione dell’assegno per l’intero anno di percezione del reddito. I titolari devono presentare il modello “Quota 100” per dichiarare preventivamente eventuali attività, consentendo all’istituto di monitorare i flussi reddituali attraverso le banche dati dell’Agenzia delle entrate.
Chi è andato in pensione con quota 100 può lavorare dopo i 67 anni?
Al compimento dei 67 anni, la situazione muta radicalmente poiché si perfezionano i requisiti per la pensione di vecchiaia ordinaria. In questa fase, i vincoli di incumulabilità previsti dalle quote cessano di esistere. È, dunque, possibile intraprendere nuove attività professionali o riprendere collaborazioni precedenti senza che l’assegno previdenziale venga intaccato. Per esempio, un soggetto che compie 67 anni a maggio 2026 potrà, dal mese successivo, aprire una partita Iva o essere assunto come dipendente. In questa fattispecie, i redditi percepiti non rilevano ai fini della sospensione del trattamento, garantendo piena libertà di movimento nel mercato del lavoro sia per i liberi professionisti, sia per chi opera nel settore privato.
Quota 100, cumulo con altri redditi
Non tutti i proventi finanziari determinano la sospensione della pensione anticipata. Esistono, infatti, specifiche tipologie di entrate che possono essere percepite anche prima dei 67 anni. Tra queste si la circolare dell’Inps n. 117 del 9 agosto 2019 ricorda:
le indennità connesse a cariche pubbliche elettive;
i redditi di impresa non connessi ad attività di lavoro o le partecipazioni agli utili come soci di capitale;
i compensi per la funzione sacerdotale;
le indennità percepite dai giudici di pace o dai tributari;
i rimborsi spese per trasferte e le missioni fuori dal territorio comunale;
l’indennizzo per la cessazione dell’attività commerciale.
In mancanza di comunicazioni ufficiali da parte del pensionato, l’Inps imputa il reddito all’intero anno solare, salvo prova contraria dell’interessato.
Settimana potenzialmente cruciale per tutti gli studenti che affronteranno l’esame di Maturità 2026. Entro pochi giorni infatti, almeno stando allo storico degli ultimi anni, il Ministero dell’Istruzione e del Merito potrebbe rendere note le materie della seconda prova scritta, selezionata come sempre a seconda dell’indirizzo scolastico. Non solo, perché questa volta il ministero comunicherà anche le quattro discipline oggetto del nuovo colloquio orale, riformato di recente. Già fissata la data per la prima prova, quella di italiano: gli studenti saranno convocati ai banchi giovedì 18 giugno. Il giorno successivo toccherà alla seconda. Ecco tutto quello che bisogna sapere.
Maturità 2026, quando sono uscite le materie negli scorsi anni
Gli studenti pronti per gli esami di maturità (Ansa).
Pur non essendovi una data precisa, il Mim pubblica le materie della seconda prova solitamente alla fine di gennaio. Sia lo scorso anno sia nel 2024, per esempio, furono rese note il 29 gennaio, mentre nel 2023 l’annuncio risalì al 26. Dunque è plausibile che anche per la Maturità 2026 le varie materie saranno pubblicate entro venerdì 30. Per quanto riguarda le previsioni, considerando che nel 2025 gli studenti del classico affrontarono la prova di latino, è verosimile attendersi che stavolta tocchi alla versione di greco. Immancabili invece i quesiti di matematica per i maturandi del liceo scientifico.
Dal colloquio orale alla commissione d’esame, cosa sapere
Gli studenti pronti per gli esami di maturità (Imagoeconomica).
Il decreto emanato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sottolinea anche i cambiamenti per il colloquio orale, che non sarà più incentrato sull’intero programma scolastico. Gli studenti dovranno rispondere a quesiti inerenti quattro materie che costituiranno il perimetro disciplinare dell’esame, definito a livello nazionale. Una sarà certamente l’italiano, in quanto la prima prova è obbligatoria per tutti e deve necessariamente essere coperta da un membro della commissione. Ogni studente dovrà dimostrare, oltre che le proprie conoscenze sugli argomenti, anche la capacità di collegarli tra i vari settori, argomentarli con un pensiero critico e dimostrare maturità personale. Novità anche per la composizione delle commissioni: ve ne sarà una ogni due classi, formata da cinque membri di cui un presidente, due docenti esterni e due interni.
«Quanti altri cittadini devono morire o essere feriti gravemente perché questa operazione finisca?». È l’appello alla Casa Bianca del sindaco di Minneapolis, Jacob Frey,che in queste settimane è finito al centro di uno scontro politico con l’amministrazione Trump dopo l’uccisione di Renee Nicole Good e Alex Pretti, entrambi freddati a colpi di pistola durante le proteste contro gli agenti dell’Ice nella città del Minnesota. Al suo fianco c’è anche il governatore del Minnesota, Tim Walz, che ha definito quanto accaduto «un punto di svolta per l’America» e ha rinnovato la richiesta al presidente di ritirare gli agenti federali da Minneapolis.
La carriera di Jacob Frey
Jacob Frey (Ansa).
Classe 1981, avvocato ed esponente del Democratic-Farmer-Labor Party, Frey guida Minneapolis dal 2018 ed è al suo terzo mandato. Nato e cresciuto in Virginia, figlio di due ballerini professionisti, ha studiato legge alla Villanova University dopo una carriera da atleta nel mezzofondo, arrivando anche a correre maratone a livello professionistico. Si è trasferito a Minneapolis all’inizio attorno al 2010, entrando prima nel mondo dell’avvocatura civile e poi in quello politico, fino all’elezione a sindaco.
Nel 2020 ha sostenuto le proteste per l’uccisione di George Floyd
Il suo profilo pubblico si è consolidato a livello nazionale nel 2020, quando ha dovuto gestire le proteste seguite all’uccisione di George Floyd. In quella fase Frey ha mostrato empatia verso i manifestanti e ha sostenuto riforme della polizia, opponendosi però allo smantellamento del dipartimento, scelta che gli ha attirato critiche da una parte della sinistra più radicale. Negli ultimi mesi, la contrapposizione frontale con Trump sulle politiche migratorie e sull’uso degli agenti federali ha riportato Frey al centro del dibattito politico nazionale. Il presidente lo ha citato esplicitamente come simbolo delle amministrazioni democratiche accusate di non collaborare con l’Ice, mentre il sindaco rivendica il carattere progressista di Minneapolis e difende il diritto della città a restare un santuario per i migranti.