Come sono andati i colloqui tra Usa, Danimarca e Groenlandia

I colloqui tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia si sono conclusi senza progressi. I ministri degli Esteri Lars Lekke Rasmussen e Vivian Motzfeldt hanno definendo l’incontro «franco ma costruttivo», respingendo ogni ipotesi di acquisizione dell’isola da parte di Washington, dopo che Trump ha insistito sull’intenzione di annetterla. Rasmussen ha riconosciuto l’esistenza di una «nuova situazione di sicurezza nell’Artico», riferendosi alla competizione tra Stati Uniti, Cina e Russia, ricordando però che fu Washington a ridurre negli anni la propria presenza militare in Groenlandia. «Ora la situazione è completamente diversa e naturalmente dobbiamo reagire. La grande differenza è se questo debba portare a una situazione in cui gli Stati Uniti acquisiscono la Groenlandia, e questo non è assolutamente necessario», ha detto. La ministra danese Motzfeldt ha insistito sulla necessità di «normalizzare» і rapporti con Washington e di rafforzare la cooperazione. Rasmussen ha però ammesso che la delegazione non è riuscita a cambiare la posizione della Casa Bianca.

Germania, Svezia e Norvegia rafforzano la presenza militare in Groenlandia

Intanto l’Europa si muove sul piano militare. Secondo Bild, la Germania valuta l’invio di soldati della Bundeswehr in Groenlandia, ipotesi non confermata dal ministero della Difesa. La Svezia ha annunciato l’arrivo di propri ufficiali «su richiesta della Danimarca» nell’ambito dell’esercitazione Operation Arctic Endurance, mentre la Norvegia invierà due ufficiali militari, come confermato dal suo ministero della Difesa.

Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori 2026-2027: ecco come si usa

L’uso della piattaforma Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori per l’anno 2026-2027 rappresenta il passaggio telematico fondamentale per circa mezzo milione di famiglie che, dalla mattina del 13 gennaio, hanno iniziato la procedura di scelta del futuro dei propri figli. L’area informatica del ministero dell’Istruzione e del Merito centralizza le operazioni e ne semplifica l’accesso attraverso le identità digitali come Spid, Cie, Cns o Eidas. Lo strumento fornisce anche un supporto per l’orientamento grazie alla possibilità di esplorare i dati sull’occupabilità, sui nuovi 532 percorsi formativi della filiera tecnologico-professionale e sulle opportunità offerte dagli oltre 700 istituti che hanno implementato il modello 4 + 2. La procedura telematica garantisce la dovuta trasparenza e permette di monitorare in tempo reale lo stato della domanda, assicurando che ogni nucleo familiare possa compiere una scelta informata tra licei, istituti tecnici e Its Academy.

Quando si aprono le iscrizioni su Unica per l’anno scolastico 2026-2027?

Unica per le iscrizioni alle scuole medie e superiori 2026-2027: ecco come si usa
Ministero della Pubblica Istruzione a Roma (Ansafoto).

Le finestra delle iscrizioni a scuola per l’anno 2026-2027 si è aperta alle ore 8.00 del 13 gennaio. Il termine ultimo per inoltrare la domanda sulla piattaforma è fissato, invece, alle ore 20.00 del 14 febbraio prossimo. Sono chiamati a presentare la domanda i genitori di alunni che:

  • accedono per la prima volta alla scuola dell’infanzia, la cui iscrizione deve essere fatta con modulo cartaceo da presentare direttamente alla scuola scelta;
  • si iscrivono alla classe prima della scuola primaria (pratica tramite Unica);
  • si iscrivono alla classe prima della scuola secondaria di primo grado (pratica tramite Unica);
  • si iscrivono alla classe prima della scuola secondaria di secondo grado (pratica tramite Unica).

Quante scuole si possono scegliere nella domanda di iscrizione?

Per completare le iscrizioni alle scuole, i genitori devono indicare sul portale Unica una scuola di prima scelta e fino a due opzioni alternative, utili qualora l’istituto principale registrasse un’eccedenza di domande rispetto ai posti disponibili. È importante ricordare che:

  • l’ordine temporale di invio non costituisce una priorità nell’accoglimento;
  • le scuole applicano criteri di precedenza deliberati dai consigli di istituto;
  • i dati inseriti hanno valore di dichiarazione sostitutiva di certificazione;
  • è necessario il consenso di entrambi i genitori per perfezionare l’istanza;
  • il sistema genera un codice fiscale provvisorio per gli studenti appena giunti in Italia;
  • l’assistenza tecnica è disponibile presso le segreterie scolastiche per chi non possieda gli strumenti digitali.

Finché i termini rimangono aperti, la domanda inviata può essere annullata, modificata o nuovamente inoltrata. Una volta chiusa la finestra, eventuali variazioni dovranno essere discusse direttamente con la scuola di riferimento che verificherà la possibilità di accoglierle. Si ricorda, infine, che è possibile seguire l’iter della domanda fino all’accettazione definitiva che avviene nei mesi successivi.

Reuters: gli Usa potrebbero colpire l’Iran entro 24 ore

Gli Stati Uniti potrebbero intervenire militarmente in Iran nelle prossime 24 ore. Lo scrive Reuters citando due funzionari europei. Un funzionario israeliano conferma la stessa lettura: Donald Trump avrebbe deciso di intervenire, anche se resta incerta la portata della possibile operazione. Nelle scorse ore la Casa Bianca ha invitato parte del personale dalla propria base di Al Udeid, in Qatar, a lasciare il luogo entro mercoledì sera, spiegando che la misura è stata presa «in risposta alle attuali tensioni regionali». Non ci sono però segnali di un’evacuazione di massa come quella avvenuta a giugno, durante l’intervento americano a supporto di Israele in Iran. Anche il Regno Unito sta evacuando parte del personale da una base in Qatar. «Tutti i segnali indicano che un attacco Usa è imminente, ma è anche il modo in cui questa amministrazione mantiene tutti sull’attenti», sottolinea a Reuters un ufficiale militare occidentale. «L’imprevedibilità fa parte della strategia».

LEGGI ANCHE: Trump e «l’aiuto in arrivo» per gli iraniani: cosa potrebbero fare gli Usa

Gli Stati Uniti annunciano l’avvio della “fase due” del piano su Gaza

Mercoledì l’inviato speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente, Steve Witkoff, ha annunciato l’avvio della “fase due” del piano per la Striscia di Gaza promosso da Donald Trump. In un post su X, Witkoff spiega che la seconda fase istituisce «un’amministrazione palestinese tecnocratica transitoria», «il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza», e avvia la «completa smilitarizzazione e ricostruzione, in primo luogo il disarmo di tutto il personale non autorizzato». L’inviato statunitense lancia anche un avvertimento diretto a Hamas: «Gli Stati Uniti si aspettano che rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l’immediato ritorno dell’ultimo ostaggio deceduto. In caso contrario, le conseguenze saranno gravi». L’annuncio arriva mentre, secondo le autorità di Gaza, Israele ha violato oltre 1.190 volte il cessate il fuoco entrato in vigore a ottobre, causando più di 400 morti e bloccando l’ingresso degli aiuti umanitari necessari. Restano poco chiari i dettagli sui poteri effettivi dell’amministrazione transitoria, su chi andrà a comporre il Comitato Nazionale e sulla ricostruzione di un territorio in cui oltre l’80 per cento degli edifici è stato danneggiato o distrutto.

Ape sociale 2026, domanda di chi ne ha diritto per andare in pensione: nuove indicazioni Inps

Nelle ultime ore, l’Inps ha pubblicato un nuovo messaggio contenente le istruzioni operative per presentare la domanda di Ape sociale 2026. La comunicazione interessa, in particolare, chi ha diritto di andare in pensione in anticipo quest’anno avendo compiuto l’età di 63 anni e cinque mesi e sia in possesso di specifici requisiti. Proprio questi ultimi sono oggetto di accertamento da parte dell’istituto di previdenza che, a tal proposito, informa gli interessati delle modalità di riconoscimento delle condizioni di accesso alla misura previdenziale. La proroga stabilita dalla legge di Bilancio 2026 (L. 199 del 30 dicembre 2025) garantisce continuità al sussidio per tutto l’anno in corso, stanziando nuove risorse finanziarie per coprire la spesa prevista fino al 2031. Tuttavia, per ottenere il beneficio, è necessario seguire un iter amministrativo preciso che prevede una doppia istanza nel caso in cui i requisiti siano già maturati.

Ape sociale, quali sono le modalità per andare in pensione prima nel 2026?

Ape sociale 2026, domanda di chi ne ha diritto per andare in pensione: nuove indicazioni Inps
Lavoratore addetto a mansioni usuranti (Freepik).

L’accesso all’Ape sociale, così come prorogato per quest’anno dalla Manovra 2026, richiede innanzitutto l’invio di una domanda di verifica delle condizioni. Il messaggio Inps numero 128 del 14 gennaio 2026 stabilisce tre finestre temporali entro cui presentare l’istanza:

  • entro il 31 marzo 2026;
  • entro il 15 luglio 2026;
  • non oltre il 30 novembre 2026.

Le domande inviate oltre i primi due termini sono prese in considerazione solo se residuano le coperture finanziarie necessarie. Per inoltrare la pratica è possibile utilizzare il portale istituzionale tramite identità digitale, oppure rivolgersi ai patronati o al contact center. Se il richiedente possiede già tutti i requisiti al momento della certificazione, deve presentare contemporaneamente la domanda vera e propria di pensione 2026 per evitare la perdita di ratei pregressi.

Quali sono i requisiti per avere l’ape sociale?

Per ottenere l’indennità corrispondente a un trattamento di pensione anticipata, oltre all’età i soggetti devono appartenere a specifiche categorie tutelate. La normativa individua i profili meritevoli di tutela:

  • nei disoccupati che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali;
  • nei i lavoratori che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente con handicap grave;
  • negli invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74 per cento;
  • nei dipendenti che svolgono un lavoro usurante o attività gravose.

L’anzianità contributiva richiesta varia tra 30 e 36 anni a seconda della categoria di appartenenza. Per le donne è prevista una riduzione dei requisiti contributivi di 12 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. È fondamentale che lo stato di bisogno o la condizione professionale siano certificati secondo le procedure indicate dall’istituto di previdenza.

L’FBI ha perquisito la casa di una giornalista del Washington Post

Mercoledì l’FBI ha perquisito l’abitazione di Hannah Natanson, una giornalista del Washington Post, nell’ambito di un’indagine su una presunta fuga di informazioni classificate. Si tratta di un evento piuttosto insolito negli Stati Uniti: anche nei casi di disclosure di documenti riservati, le autorità federali tendenzialmente evitano di colpire direttamente i reporter, per le tutele previste dal Primo Emendamento e dalla legge sulla protezione del lavoro giornalistico. Secondo quanto riferito dal Post, inoltre, la giornalista non è indagata.

L’indagine riguarda un tecnico informatico con accesso a file top secret

Durante la perquisizione, richiesta dal Pentagono, sono stati sequestrati computer portatili, un telefono e uno smartwatch. L’indagine riguarda Aurelio Perez-Lugones, un tecnico informatico che lavorava per il governo federale nel Maryland e per questo aveva accesso a materiale classificato. L’uomo è sospettato di aver gestito illegalmente documenti di intelligence top secret, che sono stati trovati anche nella sua abitazione. Riguardo al lavoro della giornalista, si sa che ha coperto per mesi le politiche dell’amministrazione Trump sui tagli nella pubblica amministrazione. Esperti di diritto costituzionale e organizzazioni per la libertà di stampa hanno commentato la notizia parlando di una «escalation» sotto l’amministrazione Trump in termini di pressione contro i giornalisti. La legge federale, infatti, prevede che le perquisizioni ai danni dei reporter siano un’extrema ratio, proprio per evitare interferenze con il loro diritto di informare le persone su questioni di interesse pubblico.

Nuovi standard sulle Vepa: New Time contribuisce alla Uni 11998:2025

La Uni 11998:2025 rappresenta una svolta per il settore dei sistemi vetrati amovibili e un riconoscimento del percorso industriale di New Time, società che da anni progetta e produce Vepa come sistemi ingegnerizzati, con criteri strutturali, prestazionali e di sicurezza. L’azienda ha partecipato direttamente al tavolo tecnico che ha definito la norma, contribuendo a creare il primo riferimento nazionale per queste soluzioni. Oggi New Time è l’unica azienda italiana con Vepa già conformi alla Uni 11998:2025. Questo è possibile perché l’azienda ha realizzato il primo e unico impianto produttivo dedicato esclusivamente alle Vepa, con linee e protocolli conformi alle norme europee, tracciabilità completa, controlli continui e scarto sistematico di materiali non conformi. Ogni parametro, variazione di vetro o spessore è verificata con prove dedicate, integrando progettazione, produzione e controllo per garantire una conformità reale.

La norma definisce in modo univoco i sistemi vetrati amovibili…

Le Vepa New Time sono sistemi unitari – la sicurezza dipende dal comportamento complessivo, non dal singolo pannello. Studi strutturali, perizie e valutazioni prestazionali considerano resistenza al vento, urti, durabilità dei dispositivi e interazione tra vetro, profili e meccanismi di apertura. Anche il vetro viene gestito in modo sistemico – la sicurezza deriva dal progetto complessivo, non dal materiale isolato. Questo approccio trova piena corrispondenza nella Uni 11998:2025. La norma definisce in modo univoco i sistemi vetrati amovibili: installati in verticale, manuali, privi di profili verticali, scorrevoli su guide, destinati a delimitare spazi aperti senza creare volumi edilizi permanenti. Comprende Vepa e vetrate panoramiche amovibili, distinguendole da finestre, porte e facciate continue. Stabilisce anche dove possono essere applicati – balconi, logge, portici, terrazze, pergole, gazebo, chioschi, dehors e serre leggere, in contesti residenziali, commerciali, turistico-ricettivi e direzionali).

… con focus su prestazioni, sicurezza e immissione sul mercato

Il cuore della norma è il sistema prestazionale. Le Vepa devono dimostrare resistenza all’urto, al vento, sicurezza delle vetrate, resistenza dei dispositivi e, quando richiesto, tenuta all’acqua, permeabilità all’aria, isolamento acustico e proprietà radiative. Le prove riguardano il sistema nel suo insieme, non i singoli componenti. Per il vetro, la Uni 11998:2025 vieta sopra i parapetti il vetro stratificato senza telaio perimetrale continuo (rischio “effetto lenzuolo”) e impone l’uso di vetro temperato di sicurezza secondo Uni En 12150-1, con controlli periodici, test distruttivi e scarto delle non conformità. La sicurezza è quindi industriale e non commerciale. La norma disciplina anche l’immissione sul mercato – etichettatura, dichiarazione delle prestazioni, documentazione tecnica, istruzioni di posa, uso e manutenzione, smontaggio e smaltimento, e dichiarazione di corretta posa. Le prestazioni diventano prerequisito per marcatura Ce e commercializzazione.

La Uni 11998:2025 certifica un modello industriale già esistente

Per New Time questo passaggio non rappresenta un punto di arrivo, ma la formalizzazione di un percorso già intrapreso. Le Vepa dell’azienda sono state concepite fin dall’origine come chiusure non permanenti, verificabili, sicure e performanti, progettate a partire da parametri di sicurezza, processo e norma prima che diventassero obbligatori. Con la pubblicazione della Uni 11998:2025 si certifica un modello industriale già esistente. Oggi sicurezza certificata, conformità normativa e controllo del processo coincidono. In un mercato che cambia pelle, questo significa essere già un passo oltre.

Chi è Mykhailo Fedorov, il neo ministro ucraino della Difesa

Prosegue, sebbene con qualche intoppo e tensione all’interno del partito Servitore del Popolo, il rimpasto di governo voluto da Volodymyr Zelensky. La Verkhovna Rada, il Parlamento monocamerale ucraino, alla fine ha confermato le nomine di Denys Shmyhal a vicepremier e ministro dell’Energia e di Mykhailo Fedorov a ministro della Difesa, proposte dal presidente ucraino. Fedorov, 34 anni, ha indicato tra le sue priorità la riforma dell’esercito per adattarlo alle nuove tecnologie dopo quasi quattro anni di guerra contro la Russia. «Oggi è impossibile combattere con le nuove tecnologie facendo affidamento su una struttura organizzativa antiquata. Abbiamo bisogno di cambiamenti completi», aveva dichiarato il ministro in pectore presentando il suo piano d’azione ai deputati ucraini prima del voto di conferma. «Il nostro obiettivo è cambiare il sistema: riformare l’esercito, migliorare le infrastrutture sulle linee del fronte, sradicare le menzogne e la corruzione e fare della leadership e della fiducia una nuova cultura», ha aggiunto.

Una collaborazione nata prima delle Presidenziali

Tra rimpasti, scandali e faide, Fedorov è riuscito a rimanere ben saldo nel cerchio magico di Zelensky. Nel 2019, subito dopo la vittoria alle Presidenziali del comico, l’allora 28enne venne nominato ministro della Transizione digitale e vice primo ministro. Come ricorda l’Ekonomichna Pravda, Federov all’epoca era titolare di un’agenzia digitale a Zaporizhzhia e conobbe Zelensky collaborando con il team di Kvartal 95, la società di produzione fondata da Zelensky nel 2003. Quando la star tv decise di candidarsi, il passaggio di Fedorov nel squadra della campagna elettorale fu automatico. Così come la nomina a ministro della Transizione digitale.

Chi è Mykhailo Fedorov, il neo ministro ucraino della Difesa
Mykhailo Fedorov (Ansa).

L’influenza esercitata su Zelensky

A Fedorov venne immediatamente dato il compito di realizzare l’idea di “Stato in uno smartphone” promossa dal neo presidente. Detto, fatto: nel 2020 fu così lanciata l’app Diya per ottenere patenti e certificati di immatricolazione. Ora Diya ha 23 milioni di utenti e offre una ventina di servizi digitali tra cui l’acquisizione di documenti e il pagamento delle tasse. Da subito Fedorov si distinse per l’influenza esercitata su Zelensky, una fiducia che ha conquistato nel tempo dando al presidente esattamente quello che voleva: idee sulla carta brillanti e di rapida realizzazione. Non tutti i progetti sono stati un successo, come quello di regalare uno smartphone ai quasi 9 milioni di pensionati in cambio della vaccinazione. Tant’è, l’influenza di Fedorov sull’inquilino della Bankova non ha mai vacillato.

Chi è Mykhailo Fedorov, il neo ministro ucraino della Difesa
Volodymyr Zelensky (Ansa).

I contatti con Musk e l’app Army+

Dopo l’invasione russa del 2022, Fedorov ha stabilito un contatto diretto con il ceo di SpaceX, Elon Musk. Ciò ha permesso all’Ucraina di ricevere rapidamente un’ingente fornitura di terminali Starlink, fondamentali per le comunicazioni con la prima linea del fronte e per realizzare un sistema di comando efficiente. Contemporaneamente il ministero della Transizione digitale ha accelerato il trasferimento dei dati sensibili e dei servizi governativi al di fuori del Paese. Negli ultimi tre anni, Fedorov si è concentrato quasi interamente sulla guerra, in particolar modo sullo sviluppo dell’app Army+, pensata per semplificare la vita dei militari alleggerendoli dalla burocrazia. Army+ è stata sviluppata con il ministero della Difesa, quello che da oggi Fedorov guida. «Non voglio essere un populista, voglio essere un realista», ha detto il neo ministro, aggiungendo che «è necessario fare i compiti a casa sui problemi esistenti per poter andare avanti».

Pirateria, scontro Cloudfare-Serie A dopo la multa di Agcom

Lo scontro tra la Lega Serie A e Cloudfare si è acceso. Il colosso del web è stato multato dall’Agcom per 14 milioni di euro a causa di ordini non rispettati nel contrasto alla diffusione di contenuti pirata online. Una vicenda che ha portato il ceo di Cloudfare, Matthew Prince, a ipotizzare lo stop a possibili investimenti sul mercato italiano, con un occhio alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Ma la risposta non si è fatta attendere ed arrivata dall’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo.

De Siervo: «Nessuno è sopra le leggi»

De Siervo ai microfoni del Sole 24 ore ha spiegato: «Ho visto solo molta aggressività e un senso di superiorità rispetto a un sistema di regole europee. Nessuna azienda può pensare di essere al di sopra delle leggi. Quando si parla di infrastrutture digitali si tende a confondere il ruolo neutrale della tecnologia con l’uso che se ne fa. Qui non si chiede a nessuno di censurare contenuti, ma semplicemente di impedire che determinate infrastrutture tecniche siano utilizzate per consentire o facilitare attività illegali. Evocare ritorsioni o vendette non aiuta il confronto, anzi dà la misura di un approccio arrogante».

La pirateria «vale miliardi di dollari»

E ancora: «La pirateria online è un’industria che vale miliardi di dollari. Contrastarla non ha nulla a che vedere con la libertà di parola o con questioni geopolitiche: riguarda solo profitti enormi costruiti sull’illegalità. Come prova la piena collaborazione di molti altri fornitori di infrastrutture, bloccare i flussi illegali in modo rapido e mirato è possibile. Serve però collaborazione». Infine ha parlato di chi ha utilizzato le piattaforme illegali, il cosiddetto pezzotto: «Stiamo inviando oltre duemila lettere in cui chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo riteniamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie. C’è ancora l’illusione di essere invisibili, ma ogni violazione digitale lascia tracce precise e indelebili».

Usa, nuova stretta sui visti: stop alle richieste provenienti da 75 Paesi

Una nuova restrizione sui visti è stata annunciata dagli Stati Uniti, che hanno disposto il blocco delle richieste provenienti da 75 Paesi, tra cui Somalia, Russia, Afghanistan, Brasile, Iran, Iraq, Egitto, Nigeria, Thailandia e Yemen. La decisione, comunicata dal Dipartimento di Stato, emerge da una circolare interna indirizzata ai funzionari consolari e resa nota da Fox News. In base alle indicazioni contenute nel documento, l’esame delle domande presentate dai cittadini di questi Stati è stato sospeso e ai consolati è stato chiesto di respingere le richieste in attesa di ulteriori controlli. Il provvedimento rafforza la linea restrittiva in materia di immigrazione e sicurezza nazionale e coinvolge Paesi caratterizzati da contesti geopolitici complessi o da flussi migratori rilevanti verso gli Stati Uniti. Il Dipartimento di Stato ha precisato che la misura resterà in vigore «fino a nuova comunicazione», affidando ad ambasciate e consolati il compito di applicare rigorosamente la direttiva.

Assunzioni A2A 2026 per 1.500 tra tecnici, ingegneri e operai: come candidarsi

Per il 2026, il Gruppo A2A ha annunciato assunzioni per 1.500 profili tra tecnici, ingegneri e operai al fine di rafforzare ulteriormente un organico che supera i 14 mila dipendenti. Il piano di reclutamento è un chiaro segnale di espansione per il comparto che si occupa di energia, acqua e ambiente grazie a un modello sostenibile che favorisce l’uso circolare delle risorse. La strategia risponde alla necessità di rafforzare la gestione dei servizi ambientali e la transizione energetica, settori che richiedono competenze sempre più specifiche. L’iniziativa mira a risolvere il mismatch tra la domanda del mercato e l’offerta di competenze disponibili, attraverso un piano che metta in fila i percorsi di crescita e la stabilità contrattuale. In questo contesto, A2A intende attrarre giovani talenti, in particolare gli appartenenti alla generazione Z e chi ha concluso da poco il percorso universitario.

Assunzioni A2A 2026: quali sono i profili ricercati?

Assunzioni A2A 2026 per 1.500 tra tecnici, ingegneri e operai: come candidarsi
Un dipendente che svolge ruoli amministrativi e contabili (Freepik).

La distribuzione dei nuovi ingressi in A2A riflette le necessità operative del gruppo, con una quota significativa destinata alle attività sul campo. Circa il 50 per cento dei profili ricercati per le nuove assunzioni riguarda i cosiddetti blue collar, ovvero operai specializzati che saranno impiegati in società come Amsa e Aprica per il decoro urbano. Tuttavia, l’attenzione resta alta anche per i profili amministrativi e tecnici, professioni per le quali si mira a raggiungere un pieno equilibrio di genere. Per quanto riguarda le condizioni economiche, i neolaureati che entrano nel gruppo possono contare su una retribuzione annua lorda competitiva, superiore ai parametri medi nazionali. Le posizioni aperte sono costantemente aggiornate sul portale ufficiali delle carriere della società, dove è possibile sottoporre la propria candidatura per le diverse sedi presenti sul territorio. Per raggiungere la pagina, è sufficiente inserire su un motore le parole «A2A carriere lavora con noi».

Formazione tecnica e competenze per la transizione

Per superare la carenza di profili Stem, il Gruppo A2A ha avviato programmi di formazione mirati che permettono di inserire anche candidati con percorsi di studio differenti. Attualmente, risultano attivi progetti di training specifici riguardanti:

  • corsi biennali per diplomati tra i 18 e i 24 anni;
  • contratti di apprendistato con 800 ore di formazione;
  • tirocini curriculari per studenti universitari;
  • aggiornamenti su intelligenza artificiale e gestione delle reti.

In un’intervista a Il Sole 24 Ore, il chief people and transformation officer Mauro Ghilardi ha confermato un investimento di oltre quattro milioni di euro in attività didattiche, con una media di 28 ore di formazione per dipendente. Queste iniziative si svolgono spesso all’interno di poli specializzati, come quello di Brescia, e includono agevolazioni come l’alloggio per i fuori sede, facilitando l’accesso dei giovani al mondo del lavoro.

Offerte di lavoro in A2A, quali sono le posizioni aperte?

Assunzioni A2A 2026 per 1.500 tra tecnici, ingegneri e operai: come candidarsi
Una persona entra nella sede di A2A a Milano (Ansafoto).

Le ricerche di personale attualmente attive permettono di individuare opportunità professionali suddivise per aree di competenza. Per i profili che richiedono una laurea in Ingegneria, le selezioni riguardano figure quali il civil engineer per gli impianti di trattamento, il process and project engineer e il maintenance engineer. In ambito tecnico, si segnalano posizioni per assistenti di impianti per il trattamento delle acque e specialisti nella manutenzione elettromeccanica. Infine, per quanto concerne gli operai, il gruppo ricerca addetti al piazzale presso Buccinasco (Mi), operatori ecologici per i comuni del Milanese e addetti alla conduzione di generatori di vapore. Risultano attualmente disponibili oltre 80 annunci di lavoro sul sito ufficiale, consultabili per reperire informazioni su inquadramento e modalità di invio del curriculum. Tali inserimenti mirano a potenziare le diverse unità operative, garantendo la continuità dei servizi essenziali sul territorio nazionale.

Euphoria 3, online il primo trailer: ecco la data di uscita della serie

Dopo quattro anni di assenza, torna Euphoria. HBO ha infatti rilasciato l’attesissimo primo trailer della terza stagione della serie cult creata da Sam Levinson e confermato la data di uscita online. Gli otto episodi, che in Italia usciranno in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti, saranno disponibili a partire dal 13 aprile su Sky e in streaming su Now Tv e sulla nuova piattaforma HBO Max, che ha debuttato nel nostro Paese il 13 gennaio. Girata in 65 millimetri, prima produzione per il piccolo schermo a usare tale formato, riporterà sulla scena l’intero cast stellare: torneranno infatti Zendaya, Jacob Elordi, Hunter Schafer e Sydney Sweeney. Grande attesa per Sharon Stone e per il debutto di Rosalía, la star catalana del pop.

Euphoria 3, le anticipazioni della trama e il cast della terza stagione

Per quanto riguarda la trama, si svolgerà cinque anni dopo la fine degli eventi della seconda stagione, mostrando i protagonisti ormai cresciuti e divenuti giovani adulti. Rue (Zendaya) è una tossicodipendente al confine con il Messico e si trova a fare i conti con i debiti che ha contratto con la spacciatrice Laurie (Martha Kelly), mentre Cassie (Sweeney), pur avendo sposato Nate (Elordi) con cui vive in una località di periferia, continua a realizzare contenuti erotici online. Jules (Schafer) ha iniziato a frequentare invece una scuola d’arte, mentre Maddie (Alexa Demi) lavora presso un’agenzia di talenti di Hollywood. Infine Lexi (Maude Apatow) è divenuta assistente di una showrunner dello spettacolo, interpretata dalla new entry Sharon Stone. «Non so se la vita fosse esattamente come desideravo», afferma Rue nel trailer. «In qualche modo, per la prima volta, stavo iniziando ad avere fede».

Esenzione canone tv 2026: chi può presentare domanda entro il 31 gennaio

Anche per l’anno 2026, l’esenzione dal pagamento del canone tv rappresenta un’agevolazione fondamentale per diverse categorie di contribuenti, tra le quali le persone anziane, che possono alleggerire il carico fiscale attraverso la presentazione di una specifica domanda. È opportuno ricordare che l’imposta viene addebitata in maniera automatica nelle bollette dell’energia elettrica. Tuttavia, la normativa vigente permette di ottenere un esonero totale o parziale qualora sussistano determinati requisiti anagrafici o tecnici. In particolare, l’esonero spetta a chi non detenga apparecchi televisivi o a chi abbia superato i 75 anni con redditi contenuti. La scadenza per presentare la domanda di esenzione è fissata al 31 gennaio 2026.

A chi spetta l’esenzione dal pagare il canone tv 2026

Esenzione canone tv 2026: chi può presentare domanda entro il 31 gennaio
Caro bollette utenza elettrica con canone tv (Imagoeconomica).

Il diritto a beneficiare dell’esonero dal pagamento del canone tv 2026 spetta principalmente a due categorie di soggetti intestatari di un’utenza elettrica. In primo luogo, possono presentare domanda i cittadini che compiano l’età di 75 anni entro il 31 gennaio 2026, a condizione che la somma dei redditi del richiedente e del coniuge non superi la soglia di 8 mila euro annui. Inoltre, nel nucleo familiare non devono essere presenti conviventi con reddito proprio, fatta eccezione per collaboratori domestici, colf e badanti. In secondo luogo, l’esenzione è prevista per i titolari di un’utenza elettrica residenziale che non detengano alcun apparecchio televisivo in nessuna delle abitazioni dove è attivata l’utenza. Altre categorie incluse nel beneficio sono:

  • i diplomatici stranieri;
  • i militari stranieri;
  • i funzionari di organizzazioni internazionali.

Assieme a questi requisiti, occorre ricordare che per i non possessori di apparecchi riceventi l’istanza va rinnovata annualmente, poiché la validità è limitata alla singola annualità di riferimento.

Chi non paga il canone Rai 2026?

Per identificare correttamente i profili esenti, occorre valutare la situazione economica e la composizione del nucleo familiare in relazione alle scadenze temporali. Se il compimento del 75° anno di età avviene entro il 31 gennaio 2026, l’esonero copre l’intera annualità. Diversamente, per compleanni festeggiati tra il 1° febbraio e il 31 luglio 2026, si ha diritto all’esenzione dal pagamento del canone tv solo per il secondo semestre, ovvero per il periodo che va da luglio a dicembre. L’esonero deve essere comunicato tramite una dichiarazione sostitutiva. Per esempio, se un utente invia la richiesta entro il 15 del mese, l’addebito in bolletta viene interrotto dalla rata relativa al mese successivo a quello di invio.

Come presentare domanda di esonero?

Esenzione canone tv 2026: chi può presentare domanda entro il 31 gennaio
Studio televisivo (Imagoeconomica).

In merito alle modalità di invio della domanda di esonero dal canone tv, l’Agenzia delle Entrate conferma i canali ufficiali già utilizzabili nello scorso anno. Il contribuente può procedere in modo autonomo o avvalersi dell’assistenza di intermediari abilitati. Le opzioni disponibili per i cittadini includono:

  • l’applicazione web ufficiale dell’Agenzia delle Entrate;
  • l’assistenza presso le sedi territoriali del CAF;
  • l’invio di una raccomandata senza busta all’indirizzo di Torino.

Nel caso di spedizione postale, il plico va indirizzato alla Direzione Provinciale I di Torino, Ufficio Canone TV, Casella postale 22, 10121 Torino (To). Sia che si scelga la via telematica, sia quella cartacea, è fondamentale rispettare il termine del 31 gennaio 2026 per ottenere la copertura totale. Tuttavia, chi perde i requisiti segnalati durante l’anno, magari superando la soglia di reddito di 8.000 euro, ha l’obbligo di presentare una dichiarazione di variazione dei presupposti. La procedura rimane dunque incentrata sulla responsabilità del cittadino nel dichiarare periodicamente la propria situazione.

Pandorogate, le tappe dell’inchiesta dalle accuse all’assoluzione

Il giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, ha prosciolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata per i casi legati al Pandoro Pink Christmas e alle uova di Pasqua. Ma com’è nata l’inchiesta passata alla cronaca con il nome di Pandorogate? E quali sono state le tappe principali della vicenda?

Il Pandorogate scoppia nel dicembre 2023

Tutto è partito nel dicembre 2023, quando un articolo di Selvaggia Lucarelli e una querela del Codacons hanno fatto emergere i primi dubbi su due operazioni commerciali diverse, legate al nome di Chiara Ferragni. Da una parte la vendita del Pandoro Pink Christmas “Limited Edition”, del Natale 2022. Dall’altra le Uova di Pasqua con il marchio dell’influencer, risalenti alle festività del 2021 e dello stesso 2022. In entrambi i casi la vendita dei prodotti è stata associata a raccolte fondi a favore dell’Ospedale Regina Margherita di Torino e all’associazione Bambini delle Fate.

Pandorogate, le tappe dell’inchiesta dalle accuse all’assoluzione
Una foto di Chiara Ferragni con il pandoro Pink Christmas del Natale 2022 (Ansa).

L’inchiesta della Guardia di Finanza

Chiara Ferragni, l’allora amministratore delegato della società Fenice Fabio Damato e Francesco Cannillo, presidente del Consiglio di Amministrazione di Cerealitalia, sono quindi finiti al centro di un’inchiesta della Guardia di Finanza. L’accusa è di aver ingannato i consumatori sul legame tra le vendite e le raccolte di fondi. Nelle carte dell’indagine, invece, si leggeva che le operazioni commerciali avrebbero «indotto in errore un errore un numero imprecisato di acquirenti». I consumatori sarebbero stati «indotti all’acquisto» dalla convinzione di sostenere le cause benefiche. E questo attraverso una «pubblicità ingannevole condivisa via social media e web».

Profitti «ingiusti» per 2,2 milioni di euro

Nell’ottobre 2024 gli inquirenti hanno quindi chiuso l’indagine. Il documento finale dell’inchiesta ha portato all’avvio del processo, iniziato ufficialmente il 23 settembre 2025. Nell’atto Ferragni e gli altri due indagati sono accusati di aver approfittato dei loro stessi consumatori. Mancavano, per gli inquirenti, le giuste «spiegazioni» anche a «chi avanzava richieste volte a conoscere l’effettiva quota destinata all’iniziativa benefica». L’operazione avrebbe permesso loro di ricavare un «ingiusto profitto» per 2,2 milioni di euro dalla vendita di pandori e uova. E senza alcun legame reale tra questi stessi profitti e la beneficenza.

I pm chiedono un anno e otto mesi per Ferragni

Due mesi dopo l’avvio del processo, il 25 novembre 2025, il pm Cristian Barilli e l’aggiunto Eugenio Fusco hanno chiesto per Chiara Ferragni una condanna a un anno e otto mesi di reclusione senza attenuanti. Stessa richiesta anche per Damato, mentre per Cannillo è stato chiesto un anno. Per i pm l’influencer non meritava «né le attenuanti generiche né la sospensione della pena», visto il suo «ruolo preminente» in quella che è stata definita una truffa «con grande diffusività». Per la difesa, guidata dagli avvocati Giuseppe Iannacone e Marcella Bana, non c’era né reato né dolo.

Ferragni prosciolta dalle accuse

Il 14 gennaio 2026 Chiara Ferragni è stata invece prosciolta. Appena fuori dall’aula l’influencer e imprenditrice ha affermato: «Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower». Nel motivare il provvedimento, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online contestata dai pubblici ministeri, elemento che avrebbe reso il reato perseguibile d’ufficio. Venuta meno questa qualificazione, l’ipotesi di reato è stata ricondotta alla truffa semplice. Ma questa era ormai estinta dopo il ritiro della querela presentata dal Codacons, avvenuto circa un anno fa a seguito di un accordo risarcitorio con Ferragni. Lo stesso esito ha riguardato anche gli altri imputati nel procedimento, l’ex collaboratore dell’imprenditrice digitale Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo.

Pandorogate, le tappe dell’inchiesta dalle accuse all’assoluzione
Chiara Ferragni all’uscita dal tribunale (Ansa).

Carlo Conti: «Madonna a Sanremo 2026? Impossibile»

Madonna non comparirà sul palco del Teatro Ariston. A smentire l’indiscrezione circolata nei giorni scorsi è lo stesso Carlo Conti, direttore artistico nonché conduttore del Festival di Sanremo 2026, in programma dal 24 al 28 febbraio prossimi. «Credo sia abbastanza impossibile», ha spiegato parlando con gli allievi della Scuola di Giornalismo di Perugia. «Si è creato un cortocircuito perché ha cantato una cover de La Bambola di Patty Pravo (incisa da Madonna per lo spot di Dolce&Gabbana, ndr.), che è una delle artiste in gara. Credo tuttavia che sia una strada non percorribile».

Carlo Conti: «Madonna a Sanremo 2026? Impossibile»
Carlo Conti (Imagoeconomica).

Carlo Conti: «Ecco come ho convinto Laura Pausini»

Incalzato dalle domande degli aspiranti giornalisti della Scuola di Perugia, Carlo Conti ha raccontato il suo stato d’animo alla vigilia del suo quinto Festival di Sanremo come conduttore nonché direttore artistico. «È una macchina a ciclo continuo, in cui la preparazione comincia il giorno dopo la chiusura dell’edizione precedente», ha sottolineato il presentatore. «Durante le cinque serate sono rilassato. Per me è un momento di divertimento: mentre tutti sono tesi, io scambio messaggi in una chat con Panariello e Pieraccioni». Spazio anche per una battuta su Laura Pausini e su come l’ha convinta ad affiancarlo alla conduzione per l’intera kermesse. «Ho capito che aveva gran voglia di farlo, mettersi in gioco e divertirsi con me. Laura è molto spontanea: se riusciamo a tirar fuori questa caratteristica, lavorando sull’improvvisazione, sarà una chiave vincente».

Costruttori Anfia, Ranieri Niccoli è il nuovo presidente

Ranieri Niccoli, chief manufacturing officer di Automobili Lamborghini, è stato designato alla guida del Gruppo Costruttori dell’associazione, subentrando a Umberto Tossini. Nel suo intervento dopo la nomina, Niccoli ha sottolineato il contesto che attraversa il comparto automotive, affermando: «Viviamo una fase di forte complessità per il settore, che rende ancora più necessario un impegno concreto dei costruttori verso l’innovazione e verso scelte industriali in grado di accompagnare l’evoluzione tecnologica in atto. L’automotive ha un ruolo strategico per l’Italia e per l’Europa e oggi più che mai è fondamentale ripartire dalla solida cultura industriale del saper fare, profondamente radicata nel nostro Paese e che deve essere sostenuta e valorizzata per dare alle nostre imprese l’opportunità di affrontare al meglio le sfide future».

Carta d’identità cartacea, fino a quando è valida e come fare quella elettronica

Nuove regole per la carta d’identità e i rapporti con la pubblica amministrazione in Italia. A partire dal 3 agosto 2026, quella cartacea non avrà più valore, pertanto tutti i cittadini avranno l’obbligo di possedere la versione elettronica o Cie. Non importa se il documento in possesso prevede una data di scadenza successiva alla deadline fissata in estate, dato che il regolamento Ue 2019/1157 prevede l’eliminazione di tutti i documenti privi della Mrz (Machine Readable Zone), la zona di lettura ottica tipica di quelli elettronici. Restano dunque sette mesi di tempo per mettersi in pari: ecco cosa bisogna fare per richiedere la carta d’identità elettronica.

Carta d’identità, come richiedere quella elettronica e cosa serve

Per poter ricevere la carta d’identità elettronica, chi ancora possiede la versione cartacea dovrà fare richiesta presso il proprio comune di residenza oppure di domicilio a partire da 180 giorni prima della scadenza. Tuttavia, considerando i tempi sempre più ristretti per l’entrata in vigore del nuovo obbligo, è meglio muoversi con discreto anticipo. Cosa occorre per rinnovare o richiedere la Cie? In primo luogo è necessario fissare un appuntamento sul sito ufficiale del Ministero dell’Interno oppure recandosi all’ufficio anagrafe, in caso di centri abitati più piccoli e meno popolosi. È necessario quindi compilare un apposito modulo con i dati anagrafici al fine di prenotare la prima data utile presso il comune. Cruciale non dimenticarsi di munirsi di fototessera e di effettuare il pagamento dei 22 euro richiesti per la pratica, anche se il costo può variare in base alla propria città. La consegna avverrà entro sei giorni lavorativi.

Carta d’identità cartacea, fino a quando è valida e come fare quella elettronica
Una carta d’identità elettronica (Imagoeconomica).

Bisogna ricordare inoltre come non sempre sia possibile prenotare l’appuntamento presso il proprio comune. Per i centri abitati poco popolosi, è possibile che il sistema suggerisca di recarsi in un altro più grande. Per questo motivo, si consiglia sempre di verificare online sul sito del proprio comune di residenza e domicilio, così da conoscere in anticipo l’eventuale disponibilità oltre ovviamente a costi e operazioni da eseguire per terminare l’iter. Infine, non bisogna escludere che gli uffici possano non essere ancora pronti per la prenotazione dell’appuntamento: per ovviare disguidi e intoppi, meglio telefonare alla segreteria oppure recarsi fisicamente allo sportello per effettuare tutto in loco.

Quante Cie sono già state emesse?

Secondo alcune stime riportate dal Corriere, che ha citato fonti informate sul tema, al 31 dicembre 2025 sono state emesse più di 57 milioni di carte d’identità elettroniche. Un numero comprensivo di rinnovi, nuove richieste e italiani all’estero, che dunque non consente di capire quanti documenti debbano ancora essere emessi per raggiungere una copertura del 100 per cento. Secondo i dati Istat, al 31 dicembre 2024 la popolazione del nostro Paese contava 58.943.464 individui. Numeri dunque incoraggianti, che lasciano presumere che non dovrebbero esserci grandi complicazioni per poter completare il tutto entro il 3 agosto.

Pandoro gate, Chiara Ferragni è stata assolta

Si è concluso con un proscioglimento il procedimento giudiziario a carico di Chiara Ferragni legato ai casi del Pandoro Pink Christmas e delle uova di Pasqua. La decisione è stata presa dal giudice della terza sezione penale di Milano, Ilio Mannucci Pacini, al termine del processo celebrato con rito abbreviato. L’influencer era finita a giudizio con l’accusa di truffa aggravata per presunti messaggi ritenuti ingannevoli diffusi sui social network, attraverso i quali, secondo l’impostazione accusatoria, la promozione dei prodotti dolciari avrebbe fatto intendere che una parte degli incassi fosse destinata a iniziative di beneficenza. «Siamo tutti commossi, ringrazio tutti, i miei avvocati e i miei follower», ha detto l’imprenditrice appena fuori dall’aula.

Pandoro gate, Chiara Ferragni è stata assolta
Chiara Ferragni arriva in tribunale (Imagoeconomica).

Secondo il giudice è venuta meno la «minorata difesa dei consumatori»

Nel motivare il provvedimento, il giudice non ha riconosciuto l’aggravante della minorata difesa dei consumatori online contestata dai pubblici ministeri, elemento che avrebbe reso il reato perseguibile d’ufficio. Venuta meno questa qualificazione, l’ipotesi di reato è stata ricondotta alla truffa semplice, ormai estinta dopo il ritiro della querela presentata dal Codacons, avvenuto circa un anno fa a seguito di un accordo risarcitorio con Ferragni. Lo stesso esito ha riguardato anche gli altri imputati nel procedimento, l’ex collaboratore dell’imprenditrice digitale Fabio Damato e il presidente di Cerealitalia Francesco Cannillo.

Fabio Paratici nuovo DS della Fiorentina

Fabio Paratici è ufficialmente il nuovo DS della Fiorentina. Lo ha comunicato il club in una nota, annunciandone la nomina. Nel comunicato si legge: «ACF Fiorentina è lieta di comunicare che Fabio Paratici, a partire dal 4 febbraio 2026, assumerà l’incarico di Direttore Sportivo della Fiorentina». L’ex direttore sportivo della Juventus, quindi, concluderà la finestra di mercato invernale al Tottenham prima di tornare in Italia. La società ha anche riportato una dichiarazioni del Ceo Vinai Venkatesham: «Abbiamo concordato che Fabio farà ritorno in Italia al termine della finestra di mercato di gennaio, in linea con il suo desiderio di tornare a casa. Ringraziamo Fabio per il contributo dato al Club e gli auguriamo il meglio per il futuro».

Paratici tornato al Tottenham dopo la squalifica

Il dirigente era tornato al Tottenham, squadra per cui aveva già lavorato in passato, nel luglio scorso. Paratici è stato fermo dal gennaio 2023 quando la Figc lo ha squalificato per 30 mesi per la vicenda delle plusvalenze relativa al club bianconero. Per due anni e mezzo, quindi, non ha potuto ricoprire alcun ruolo ufficiale nel mondo del calcio poiché la squalifica è stata estesa a livello mondiale dalla FIFA.

Dennis Kinzelmann nuovo ceo di Mercedes-Benz Special Trucks

Mercedes-Benz Special Trucks, divisione dedicata ai veicoli speciali del marchio tedesco, ha affidato a Dennis Kinzelmann la carica di amministratore delegato. Il manager prende il posto di Franziska Cusumano, che dal primo aprile sarà la ceo Mitsubishi Fuso Truck and Bus Corporation in Giappone. Kinzelmann vanta quasi 20 anni di esperienza in posizioni di leadership all’interno del gruppo Mercedes-Benz. Nel suo nuovo incarico sarà responsabile dello sviluppo e delle vendite delle gamme Mercedes-Benz Unimog, Econic e Zetros, nonché del defence business globale di Daimler Truck, che comprende veicoli militari ad alte prestazioni. Riporterà direttamente ad Achim Puchert, amministratore delegato di Mercedes-Benz Trucks.