Sciopero Atm Milano 15 gennaio 2026: orari e fasce di garanzia

Giovedì 15 gennaio il trasporto pubblico locale di Milano si ferma per uno sciopero aziendale di 24 ore, proclamato dal sindacato Al Cobas. L’agitazione riguarda il personale Atm e può provocare disagi su tutte le linee di metropolitana, oltre a tram e autobus, sia in città sia in parte dell’hinterland. Alla base della protesta ci sono la contrarietà a liberalizzazioni e appalti, la richiesta di reinternalizzare i servizi, le critiche al progetto “Milano Next”, oltre a rivendicazioni su sicurezza, organici, gestione delle ferie e aumenti salariali.

Le fasce di garanzia dello sciopero Atm

Sciopero Atm Milano 15 gennaio 2026: orari e fasce di garanzia
Una stazione metro di Milano (Imagoeconomica).

Atm ha comunicato le fasce di garanzia: i mezzi circolano regolarmente dall’inizio del servizio fino alle 8.45 e nel pomeriggio tra le 15 e le 18. Fuori da questi orari – quindi dalle 8.45 alle 15 e dalle 18 fino a fine servizio – la circolazione non è garantita e sono possibili cancellazioni o forti riduzioni delle corse. Lo sciopero coinvolge tutte le linee metro, dalla M1 alla M5, oltre al trasporto di superficie.
L’adesione potrebbe estendersi anche ai lavoratori di Net, che gestisce servizi nell’hinterland: a Monza sono previste astensioni dalle 9 alle 11.50 e dalle 14.50 a fine servizio, mentre sul servizio extraurbano di Trezzo lo stop è previsto dalle 8.45 alle 15 e dopo le 18.

Eugenia Carfora, chi è: la storia della preside di Caivano che ha ispirato la serie Rai

Lunedì sera su Rai 1 è iniziata La preside, la serie interpretata da Luisa Ranieri e liberamente ispirata alla figura di Eugenia Carfora, dirigente scolastica che da anni lavora nel Parco Verde di Caivano, uno dei contesti sociali più difficili della provincia di Napoli. La serie porta in prima serata l’esperienza di una preside diventata punto di riferimento per centinaia di studenti, capace di trasformare una scuola segnata dall’abbandono in un presidio educativo e sociale, riconosciuto a livello nazionale per la sua lotta contro la dispersione scolastica.

Eugenia Carfora, chi è: la storia della preside di Caivano che ha ispirato la serie Rai
Eugenia Carfora e Luisa Ranieri (Ansa).

Il percorso di Eugenia Carfora prima di Caivano

Carfora, classe 1960, originaria di San Felice a Cancello, si è laureata in Scienze dell’Educazione e ha costruito fin dall’inizio della sua carriera un percorso professionale segnato dall’impegno contro la dispersione scolastica. Prima come docente, poi come dirigente, ha lavorato a lungo in territori complessi, occupandosi anche dell’area Domitiana, dove il fenomeno dell’abbandono precoce è storicamente diffuso. Il passaggio decisivo arriva nel 2007, quando vince il concorso da dirigente scolastica e sceglie Caivano. Prima all’istituto comprensivo Viviani, poi dal 2013 all’istituto professionale Morano, Carfora si trova davanti una realtà segnata da assenze croniche, famiglie scoraggiate e ragazzi facilmente risucchiati dalla strada.

Recuperare i ragazzi uno a uno: il metodo Carfora contro l’abbandono scolastico

Il lavoro di Carfora non resta confinato negli uffici: la preside va nei quartieri, bussa alle porte, recupera uno a uno gli studenti che hanno smesso di frequentare. Con il tempo, la scuola cambia volto. Spazi recuperati, laboratori attivi, palestre e cortili rimessi in funzione grazie al coinvolgimento di insegnanti, famiglie e abitanti del quartiere. L’istituto diventa un presidio educativo e sociale in un’area dominata da fragilità e illegalità. Per questo lavoro, nel 2020 è stata premiata come miglior dirigente scolastica dall’organizzazione Your Edu Action. Prima della fiction Rai, il suo percorso aveva già ispirato il documentario di Domenico lannacone Come figli miei.

Bernard Arnault nell’Académie des sciences morales et politiques

L’Académie des sciences morales et politiques, una delle cinque istituzioni che compongono l’Institut de France, ha un nuovo membro a vita. Si tratta di Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato di LVMH. La nomina è stata sancita durante una cerimonia sotto la cupola dell’istituto. Tra i presenti anche Brigitte Macron e il sindaco di Parigi Anne Hidalgo. L’accademia è stata fondata per promuovere studi sulla vita sociale e sulle istituzioni del governo francese. Arnault è stato scelto perché riconosciuto uno degli imprenditori più importanti degli ultimi decenni. Il suo merito, secondo l’Institut, è di aver trasformato LVMH nel più grande gruppo del lusso al mondo.

Arnault è un “Immortale”

L’elezione era avvenuta nel dicembre 2024 per la sezione Economia politica, statistica e finanze. Ha preso il posto di Denis Kessler, ex presidente di Scor, morto nel giugno 2023. Il titolo simbolico che gli è riconosciuto è lo stesso degli altri membri a vita, cioè di “Immortale“. Ha ricevuto anche una spada cerimoniale con incise le sue iniziali e con l’impugnatura creata per lui dall’architetto Frank Gehry, scomparso nel dicembre scorso.

Massimo Colella nuovo amministratore delegato di inPoste.it

Massimo Colella è il nuovo amministratore delegato di inPoste.it, operatore specializzato in servizi elettronici di recapito certificato (Serq) e primo soggetto qualificato da AgID, l’agenzia tecnica della Presidenza del Consiglio che garantisce la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda digitale italiana coordinando tutte le Amministrazioni del Paese. Colella viene da oltre dieci anni ai vertici del reparto IT e Sviluppo di tNotice. Contestualmente Cristiano Guglielmi, product manager di tNotice, entra nel cda.

Corea del Sud, chiesta la pena di morte per l’ex presidente Yoon

I pubblici ministeri sudcoreani hanno avanzato la richiesta di pena capitale nei confronti dell’ex presidente Yoon Suk Yeol, imputato per aver proclamato la legge marziale. La notizia è stata diffusa dall’agenzia Yonhap, che ha riferito come, nel corso dell’udienza finale del processo per insurrezione a Seul, «I procuratori speciali hanno chiesto la pena di morte per l’ex presidente Yoon in quanto capofila dell’insurrezione con il chiaro obiettivo di rimanere al potere a lungo prendendo il controllo della magistratura e del parlamento», parole pronunciate dal procuratore speciale aggiunto Park Eok-su, che ha aggiunto come «la natura del crimine è grave, in quanto ha mobilitato risorse materiali che avrebbero dovuto essere usate solo nell’interesse della collettività nazionale».

La pena di morte in Corea del Sud è sospesa dalla moratoria in vigore dal 1997

Yoon, ex procuratore generale noto per la sua linea dura contro la corruzione, è diventato nel gennaio 2025 il primo presidente sudcoreano in carica a essere arrestato, prima di essere rimosso dall’incarico nell’aprile successivo a seguito dell’impeachment confermato dalla Corte costituzionale. Sebbene la pena di morte sia formalmente prevista dall’ordinamento, in Corea del Sud è di fatto sospesa per la moratoria in vigore dal 1997. L’ex presidente rischia di diventare il terzo capo dello Stato riconosciuto colpevole di insurrezione, dopo i due leader militari legati al colpo di Stato del 1979. Il procedimento, che avrebbe dovuto chiudersi il 9 gennaio, è stato rinviato dopo un esame durato otto ore delle prove a carico dell’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, per il quale l’accusa ha chiesto l’ergastolo. Il processo coinvolge complessivamente otto imputati ritenuti promotori della legge marziale, tra cui Yoon e lo stesso Kim.

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno

Il Comitato per il Sì “Pannella Sciascia Tortora” organizza una conferenza pubblica sul referendum costituzionale in materia di separazione delle carriere dei magistrati e sorteggio del Csm, in programma giovedì mattina a Roma nella sede del Partito Radicale, in via di Torre Argentina. Attesi gli interventi di Giorgio Spangher, Nicola Buccico, Valerio Spigarelli e Vittorio Feltri.

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Vittorio Feltri (foto Imagoeconomica).

Tajani da Trentini a Roccella

La lunga giornata di Antonio Tajani, in qualità di ministro degli Affari Esteri: prima all’aeroporto di Ciampino per recuperare gli italiani in arrivo dal Venezuela, a cominciare da Alberto Trentini, poi al Senato a mezzogiorno e al pomeriggio alla Camera dei deputati. Quindi appuntamento a Palazzo Borromeo con la ministra per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Roccella, per parlare di maternità surrogata. E nel pomeriggio di giovedì 16 gennaio nella sala Aldo Moro del ministero degli Esteri, altro incontro con la “collega” Roccella per la presentazione della “Guida alle adozioni internazionali”, realizzata dalla Farnesina in collaborazione con la Commissione adozioni internazionali. Una vitaccia…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Eugenia Roccella con Antonio Tajani (foto Imagoeconomica).

Il Messaggero, Napoletano alla prova del cdr

Pomeriggio, certo non di fuoco, martedì al quotidiano Il Messaggero. Nella sede romana di via del Tritone è in programma la riunione del comitato di redazione per votare la fiducia al nuovo direttore Roberto Napoletano. L’esito è scontato…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Roberto Napoletano (Imagoeconomica).

Rai Cinema scopre il banchiere Giannini

Giuseppe Tornatore, regista premio Oscar che ha prestato la sua arte al servizio di un film per Brunello Cucinelli, ora con Rai Cinema e Kavac Film sta lavorando alla scrittura della sceneggiatura di The first dollar – Il primo dollaro, per una pellicola dedicata alla figura di Amadeo Peter Giannini, fondatore della Bank of Italy, poi divenuta Bank of America. Il film sarà girato interamente in inglese, con un cast di attori italiani e internazionali. Giannini, figlio di emigrati liguri, nato in California nel 1870, «seppe rivoluzionare il sistema bancario mettendo il credito al servizio delle persone comuni: immigrati, lavoratori, donne, famiglie fino a quel momento escluse. Amava ripetere che non si può diventare mai così grandi da dimenticarsi della gente comune, un principio che ha guidato ogni sua scelta», evidenziano da Rai Cinema presentando il contenuto del film. Fu di Giannini «il sostegno decisivo alla nascita della grande industria cinematografica, finanziando opere di Charlie Chaplin, Walt Disney e Frank Capra; la costruzione del Golden Gate. Finanziò inoltre sia il New Deal sia il piano Marshall e contribuì alla ricostruzione dell’Europa e dell’Italia nel secondo Dopoguerra». Roba da far paura ai ministri Alessandro Giuli e Matteo Salvini, che si occupano, rispettivamente, di Cultura e di Infrastrutture. E Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, per parlare del film si imbarca in una lezione di politica bancaria, affermando che verrà sottolineata «la coerenza morale di un uomo che ha dimostrato come il successo economico possa andare di pari passo con la responsabilità sociale». Il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, sarà senz’altro in prima fila alla proiezione dedicata ai vip.

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Amadeo Peter Giannini, il figlio di emigrati italiani negli Usa e diventato uno dei più grandi banchieri americani, ricordato nel 2020 con un francobollo (foto Ansa).

Chi si rivede: l’85enne Bertinotti

Fausto Bertinotti non ha smesso di combattere. E di cercare la piazza. L’ex leader di Rifondazione Comunista, già presidente della Camera dei deputati, classe 1940, il pomeriggio di martedì 20 gennaio sarà a Roma nell’Accademia di San Luca per presentare un libro intitolato L’aula e la piazza. Dialogo sull’architettura, l’università e la società, di Alessandro Armando e Carlo Olmo. Un testo che sembra cercare un nuovo moto di rivolta nelle università che, secondo gli autori, «sono diventate luoghi di riproduzione piuttosto che di elaborazione del sapere. Il docente, sempre più incapsulato in un sistema di valutazione impersonale, si trova a destreggiarsi tra l’obbligo di costruire curriculum e pubblicazioni scientifiche e il vuoto di una comunità che non riesce più a dialogare al suo interno. L’internazionalizzazione, che avrebbe dovuto ampliare gli orizzonti della disciplina, è spesso ridotta a un meccanismo che promuove la globalizzazione dei saperi senza favorire una vera comprensione tra le diversità». Per questo, sottolineano, «non si tratta solo di riflettere su come restituire valore e orizzonti alle pratiche universitarie e professionali, ma di ritrovare spazi per un dialogo che vada oltre il semplice scambio accademico. Il confronto tra saperi, idee e tradizioni deve essere il cuore di un’architettura che non voglia ridursi a mera prestazione di servizio e riscopra la propria forza politica ed etica». Parole che sembrano ideate proprio per scatenare un esponente del sindacato, e poi della politica, come Bertinotti…

Feltri dai Radicali per il Sì, il ritorno di Bertinotti e le altre pillole del giorno
Fausto Bertinotti (foto Imagoeconomica).

Jerome Powell, chi è il presidente della Federal Reserve e perché è indagato

Il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti ha aperto un’indagine penale su Jerome Powell, presidente della Federal Reserve. Si tratta di un’escalation dello scontro tra Donald Trump e la banca centrale americana. L’inchiesta, confermata dallo stesso Powell domenica, riguarda un presunto abuso di fondi pubblici legato ai lavori di ristrutturazione della sede della Fed a Washington, ma il banchiere centrale e gli osservatori sostengono che si tratti di un pretesto politico.

Le accuse di Trump

Jerome Powell, chi è il presidente della Federal Reserve e perché è indagato
Donald Trump (Imagoeconomica).

I procuratori hanno notificato alla Federal Reserve un mandato di comparizione e ventilato l’ipotesi di incriminazione per alcune dichiarazioni rese a giugno davanti alla commissione bancaria del Senato. In quell’audizione, Powell aveva spiegato che i lavori – dal costo stimato di 2,5 miliardi di dollari, rispetto a un budget iniziale di 1,9 miliardi – erano necessari per ragioni di sicurezza e riguardavano edifici mai ristrutturati in modo sostanziale dagli Anni ’30. Trump, al contrario, lo ha accusato pubblicamente di aver autorizzato interventi «di lusso».

La replica di Powell: «La Fed non decide in base alle preferenze del presidente»

Dopo mesi di minacce ricevute dalla Casa Bianca, domenica Powell ha pubblicato un video in cui sostiene siano in corso dei tentativi per minare l’indipendenza della banca centrale. Ha definito l’indagine un’azione «senza precedenti» e l’ha collegata direttamente alle pressioni della Casa Bianca sul taglio dei tassi di interesse. «La minaccia di accuse penali è la conseguenza del fatto che la Federal Reserve prende decisioni basate sui dati e sull’interesse pubblico, non sulle preferenze del presidente», dice nel video, sottolineando l’intenzione di voler «resistere alle minacce».

Powell è alla guida della Fed dal 2018: era stato nominato da Trump

Jerome Powell è alla guida della Fed dal 2018. Avvocato di formazione, con una lunga carriera tra settore pubblico e finanza privata, è stato nominato per la prima volta proprio da Trump nel 2017, e poi riconfermato da Joe Biden nel 2021, con ratifica del Senato in entrambi i casi. Il suo mandato da presidente scade a maggio. Pur essendo uno dei dodici membri del Federal Open Market Committee, l’organo che decide sui tassi, Powell ne è la voce più influente. L’indagine ha allarmato economisti, ex presidenti della Fed e parte del Congresso, che temono un attacco diretto all’autonomia della banca centrale. Una posta in gioco che, secondo Powell, va ben oltre la sua persona: «È in discussione se la politica monetaria resterà guidata dalle evidenze economiche o dalla pressione politica».

Cosa rimane su Sky e Now dopo lo sbarco di HBO Max in Italia

Il 2026 porta con sé un cambiamento importante nel panorama televisivo e streaming italiano. Da martedì 13 gennaio è infatti disponibile, anche nel nostro Paese con tre piani di abbonamento, HBO Max, piattaforma del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery (almeno fino alla tanto chiacchierata e discussa acquisizione da parte di Netflix). A disposizione per gli utenti un ricco catalogo di film e serie HBO e Warner, negli ultimi 15 anni trasmessi su Sky e Now Tv in esclusiva per via dell’accordo con il network, scaduto tuttavia il 31 dicembre. Ecco cosa cambierà e cosa sparirà per gli abbonati Sky.

HBO Max arriva in Italia: cosa cambia per gli utenti di Sky

Con l’arrivo di HBO Max in Italia, il catalogo di Sky e Now Tv subirà importanti decurtazioni. Non vi saranno infatti più le nuove serie HBO al debutto, come Il cavaliere dei sette regni – spin-off prequel de Il Trono di Spade in streaming dal 19 gennaio – oppure l’atteso adattamento per il piccolo schermo di Harry Potter, in arrivo nel 2027: saranno visibili solamente su HBO Max. Cambia casa anche The Pitt, medical drama con Noah Wyle premiato ai Golden Globes, la cui seconda stagione non uscirà su Sky che invece aveva trasmesso la prima tornata di episodi. Per le altre serie già avviate invece ci saranno alcune co-esclusive: Euphoria 3, in arrivo in primavera, e le future stagioni di House of the Dragon arriveranno anche su Sky. I cataloghi completi tuttavia saranno ad appannaggio esclusivo di HBO Max.

Novità anche per quanto riguarda il fronte cinema. Sky infatti perde anche le prime visioni di tutti i film Warner Bros., che approderanno prima su HBO Max. È il caso, per esempio, di Una battaglia dopo l’altra con Leonardo DiCaprio, premiato ai Golden Globes e disponibile già dal 13 gennaio, o di Superman, nuovo adattamento con protagonista il supereroe di Kripton diretto da James Gunn. Sulla piattaforma finiranno tutti i nuovi titoli DC, così come i franchise Harry Potter e Il Signore degli Anelli. I lungometraggi approderanno su Sky solamente in un secondo momento, verosimilmente qualche mese dopo l’arrivo su HBO Max.

Sky perde due tornei Slam di tennis: le novità per lo sport

Con un surplus di tre euro sul prezzo di abbonamento, HBO Max offre anche la visione dei due canali Eurosport. Gli abbonati potranno assistere dunque in diretta agli Australian Open e al Roland Garros di tennis, due dei quattro tornei dello Slam, ma anche alle tappe più adrenaliniche del ciclismo con il Tour de France, la Vuelta e il Giro d’Italia, alle corse mozzafiato della Le Mans e agli sport invernali come le gare di sci alpino maschile e femminile. Senza dimenticare i Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026 con tutte le discipline in programma.

Iran, secondo i media anti-regime i morti sono 12 mila

«Almeno 12 mila persone, molte under 30, sono state uccise» dalle forze di sicurezza nel «più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell’8 e 9 gennaio». A denunciarlo è la testata di opposizione Iran International, con base a Londra. La stima, relativa alle proteste che stanno proseguendo nella Repubblica Islamica, si basa «su un’analisi esclusiva di dati medici e fonti» di varia natura, tra cui una vicina al Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale».

Le ultime stime riferivano di almeno 646 vittime

Un funzionario di Teheran ha invece riferito invece a Reuters che sarebbero circa 2 mila le persone uccise nelle proteste, sottolineando che nel conteggio sono compresi anche membri delle forze di sicurezza e attribuendo le morti all’azione di «terroristi». Le ultime stime dell’ong statunitense Human Rights Activists News Agency riferivano di almeno 646 vittime.

Le Nazioni Unite: «Inorriditi»

Dura la condanna della comunità internazionale. Volker Turk, alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha detto di essere «inorridito», evidenziando che «l’uccisione di manifestanti pacifici deve cessare». La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha scritto su X: «Il crescente numero di vittime in Iran è terrificante. Condanno inequivocabilmente l’uso eccessivo della forza e le continue restrizioni della libertà. L’Unione europea ha già inserito l’intero Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica nel suo regime di sanzioni per violazione dei diritti umani».

Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci

Dopo anni irrequieti in Sace, l’ex amministratrice delegata Alessandra Ricci ha trovato una nuova poltrona: approda a Maire Investments, la società di venture capital che fa capo a Maire Tecnimont, gruppo che si occupa di ingegneria, tecnologia ed energia per la transizione ecologica e che ha sempre vantato un ottimo rapporto proprio con Sace, la controllata del ministero dell’Economia attiva nell’assicurare i crediti delle aziende che esportano. Ricci, 56 anni, sarà la nuova direttrice generale. Dal 2024 aveva attraversato una serie di turbolenze lavorative: nominata dal governo Draghi nel 2022, aveva cercato di prolungare il mandato, poi scaduto nel 2025, avvicinandosi a Forza Italia dopo aver frequentato i salotti del Partito democratico: un riposizionamento infruttuoso, e che era finito nel mirino del ministero dell’Economia.

Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci
Alessandra Ricci (foto Imagoeconomica).

All’inizio dell’anno scorso Sace aveva proclamato uno stato di agitazione – il primo nella storia del gruppo, che ha coinvolto 600 dipendenti su 800 – proprio contro l’ex ad, accusata di una serie di provvedimenti da “pugno duro”, che poi Ricci si era rimangiata. Nel tentativo di affossarla, peraltro, i suoi detrattori avevano fatto filtrare presunte prove di finanziamenti da oltre 400 milioni approvati senza l’autorizzazione del Mef, ma le somme si erano rivelate gonfiate e quindi non veritiere. Nel risiko delle nomine, comunque, ad agosto l’ha spuntata Palazzo Chigi, nella figura del potente sottosegretario e fedelissimo di Giorgia Meloni, Giovanbattista Fazzolari, che è riuscito a piazzare nel ruolo di ceo Michele Pignotti, manager descritto – nientepopodimeno – come il “Ronaldo del brokeraggio assicurativo”. A essere sostituito è stato anche il capo del personale di Sace Gianfranco Chimirri, ma questa è un’altra storia. Ora per Ricci si apre un nuovo capitolo. Si spera per lei meno burrascoso.

Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci
Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci
Il nuovo incarico per l’ex ad di Sace Alessandra Ricci

Scuola, iscrizioni al via: cosa sapere

Le procedure per le iscrizioni a scuola per l’anno 2026-2027 sono iniziate, ufficialmente, nella mattinata del 13 gennaio 2026. Fino al 14 febbraio prossimo, circa 500 mila famiglie sono chiamate a inoltrare la domanda attraverso Unica, la piattaforma digitale del ministero dell’Istruzione e del Merito, utilizzando le credenziali Spid, Cie, Cns o Eidas. Per le scuole superiori, la novità principale di questa tornata riguarda il consolidamento della formazione tecnologico-professionale, che diventa strutturale dopo i primi anni di sperimentazione. Il sistema punta a rispondere alla domanda di profili specializzati proveniente dal mondo produttivo, permettendo agli studenti di completare il ciclo secondario in quattro anni per poi accedere direttamente al biennio degli Its Academy. Si tratta di una riforma che coinvolge oltre 700 istituti su tutto il territorio nazionale, a garanzia di una continuità didattica che mira a ridurre il divario tra la formazione scolastica e le reali necessità del mercato del lavoro.

Scuola superiore, iscrizioni 2026-2027 e modello 4+2: quale scegliere?

Scuola, iscrizioni al via: cosa sapere
Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara (Imagoeconomica).

Il rafforzamento del sistema scolastico passa per l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi della filiera tecnologico-professionale. In vista delle iscrizioni a scuola per l’anno 2026-2027, è importante considerare che sono circa 400 gli istituti che propongono per la prima volta il modello 4+2. La risposta delle regioni meridionali appare netta: nella sola Campania sono stati attivati 90 nuovi percorsi, di cui circa 50 nel Napoletano. Il piano formativo prevede:

  • il conseguimento del diploma in quattro anni;
  • lo svolgimento di programmi didattici innovativi e non compressi;
  • il mantenimento dell’organico dei docenti previsto per il quinquennio;
  • l’accesso preferenziale ai bienni degli Its Academy;
  • il potenziamento della formazione on the job attraverso l’apprendistato.

`Questa struttura formativa permette di allineare l’Italia agli standard di diversi paesi dell’Unione europea, dove il diploma si ottiene a 18 anni, garantendo una preparazione di alta qualità incentrata sulle nuove tecnologie e sull’innovazione.

Its Academy e istituti tecnologici: scelta per trovare subito un lavoro

Il successo dei percorsi quadriennali è strettamente legato alla sinergia del ministero dell’Istruzione e del Merito con gli Its Academy, nuovo modello formativo che registra un incremento costante di adesioni. Il ministro Giuseppe Valditara ha commentato tramite i social network l’avvio delle procedure: «Con l’autorizzazione di 532 nuovi percorsi quadriennali, prosegue il rafforzamento della filiera tecnologico-professionale. Un investimento sulla formazione di qualità e sull’occupabilità dei giovani, con un’adesione particolarmente importante nelle regioni del Mezzogiorno, nell’ambito della riforma del 4+2».

Orientamento e competenze: i consigli per una scelta consapevole

Scegliere il percorso di studi richiede un’analisi attenta delle inclinazioni dello studente e delle prospettive occupazionali. Gli esperti di orientamento suggeriscono di valutare con attenzione sia i licei sia gli istituti tecnici, considerando che la nuova filiera formativa del 4+2 non preclude l’accesso all’università, ma fornisce una preparazione tecnica superiore. Per esempio, l’introduzione di moduli didattici tenuti da esperti provenienti dal mondo delle professioni rappresenta un valore aggiunto per chi desideri una formazione pratica. Si consiglia di partecipare agli open day per osservare direttamente le strutture laboratoriali.

Le famiglie possono consultare i dati sull’occupabilità dei diplomati per comprendere quali settori garantiscono contratti di qualità. Tuttavia, è fondamentale che la scelta rimanga coerente con le attitudini personali dello studente, affinché il percorso di studi si mantenga proficuo e stimolante.

Valentina Bracaglia nuova Cfo di Gruppo Acea

Il Gruppo Acea ha nominato Valentina Bracaglia nuova Chief financial officer. La manager ha anche il ruolo di consigliere di amministrazione in Acque spa, Acquaser spa, e Acea ATO2 spa, tutti presidi strategici del gruppo. Bracaglia è entrata a far parte della multiutility italiana attiva nei settori idrico, energetico e ambientale nel luglio 2023 come Responsabile Group Planning & Control. Poi, dal dicembre 2024, ha assunto il suolo di Deputy Chief Financial Officer. Precedentemente, invece, ha lavorato in Autostrade per l’Italia dal 2016 al 2023.

Bonus caregiver 2026, arriva il sussidio di 400 euro al mese

Il Consiglio dei ministri del governo Meloni, nella giornata del 12 gennaio 2026, ha approvato il disegno di legge che dà il via libera al nuovo bonus caregiver, il nuovo sostegno economico a favore di chi si prende cura di familiari con gravi disabilità, e a tutta una serie di misure di supporto. Il provvedimento ha accolto la proposta della ministra per le disabilità Alessandra Locatelli al fine di istituire un quadro normativo che riconosca finalmente il valore sociale di queste figure. La platea interessata è ampia: secondo alcune stime, il Ddl interessa circa sette milioni di italiani impegnati quotidianamente nell’assistenza domestica a titolo gratuito. Durante la riunione a Palazzo Chigi, alla quale ha partecipato il sottosegretario alla presidenza Alfredo Mantovano, è stato definito un percorso che prevede sia tutele giuridiche, sia aiuti monetari. La riforma mira a ridurre il rischio di isolamento delle famiglie fragili, garantendo dignità a un ruolo fondamentale per la coesione sociale. Il testo stabilisce criteri precisi per l’identificazione dei beneficiari, includendo coniugi, conviventi e parenti entro il secondo grado dei soggetti fragili.

Bonus caregiver 2026, che cos’è e a chi spetta

Bonus caregiver 2026, arriva il sussidio di 400 euro al mese
La ministra della disabilità, Alessandra Locatelli (Imagoeconomica).

Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri definisce il ruolo del caregiver familiare come colui che assiste un congiunto non autosufficiente in modo prevalente e continuativo. Per accedere al bonus caregiver 2026, il richiedente deve essere formalmente riconosciuto tramite una procedura gestita dall’Inps, che verificherà la sussistenza dei requisiti di convivenza. La legge prevede quattro profili di tutela differenziati, basati sull’intensità dell’impegno richiesto. Il beneficio economico principale è riservato a chi presta assistenza per almeno 91 ore settimanali, garantendo una presenza costante di 13 ore al giorno. Le figure che possono ottenere il riconoscimento sono, pertanto:

  • il coniuge o la parte dell’unione civile;
  • i conviventi di fatto ai sensi della legge vigente;
  • i parenti entro il secondo grado;
  • gli affini entro il terzo grado in casi specifici.

Il riconoscimento formale avverrà attraverso una piattaforma digitale dell’Inps, operativa entro il mese di settembre 2026, necessaria per monitorare la spesa e assicurare uniformità di trattamento in ogni regione.

Quanto deve essere l’Isee per il bonus caregiver 2026?

L’erogazione del sussidio mensile è vincolata a parametri economici definiti per garantire l’aiuto ai nuclei familiari in condizioni di maggiore necessità. Il bonus caregiver 2026 prevede un importo massimo di 400 euro mensili, erogati ogni tre mesi dall’Inps e totalmente esenti da tassazione. La somma è destinata ai caregiver con un Isee familiare non superiore a 15 mila euro. Tuttavia, il disegno di legge stabilisce una corsia preferenziale per le situazioni di povertà estrema.

Le risorse stanziate ammontano a 257 milioni di euro annui per il triennio 2026-2028. È importante specificare che, sebbene le domande partano nel 2026, i pagamenti effettivi saranno distribuiti a decorrere dal 2027, una volta completata la mappatura della platea dei beneficiari.

Locatelli: «Finalmente si riconosce al caregiver una dignità»

`Il pacchetto di aiuti inserito nel sussidio ai caregiver non si limita al solo trasferimento monetario, ma integra diverse agevolazioni per migliorare la qualità della vita dei nuclei familiari. Innanzitutto, chi assiste persone con disabilità gravissima potrà contare su servizi di sollievo e assistenza domiciliare integrata. La ministra Alessandra Locatelli ha sottolineato: «Ringrazio tutto il Consiglio dei ministri per l’approvazione di questo importantissimo intervento normativo che riconosce, finalmente, al caregiver familiare, una dignità. Partiamo, sicuramente, dal caregiver familiare, convivente, colui che ama, che cura, che non vuole essere sostituito e che si dedica 24 ore su 24 alla persona che assiste. È una maratona continua e quotidiana – prosegue Locatelli – Ma garantiamo misure di sostegno e tutele a tutti i caregiver familiari, anche di diversa intensità. Questa è la prima volta che una legge, con risorse certe, raggiunge l’approvazione in Consiglio dei ministri e inizia l’iter parlamentare».

Quali bonus ci sono nel 2026 per le famiglie?

Bonus caregiver 2026, arriva il sussidio di 400 euro al mese
La pagina del portale Inps dedicata ai sussidi (Ansafoto).

Tra le misure principali figurano il supporto psicologico e l’accesso prioritario alle prestazioni sanitarie per il caregiver. Per le famiglie con studenti impegnati nella cura, sono previsti esoneri dalle tasse universitarie e il riconoscimento di crediti formativi. Inoltre, il provvedimento assicura il raccordo tra le tutele statali e quelle territoriali, evitando sovrapposizioni e garantendo che il «progetto di vita» della persona assistita includa formalmente il nominativo del caregiver. Questo meccanismo permette di attivare tutele previdenziali e agevolazioni lavorative, come lo smart working o la modifica dell’orario di lavoro, per chi deve conciliare l’impiego con l’attività di cura domestica.

HBO Max è arrivato in Italia: 10 film e serie da vedere sulla piattaforma

Martedì 13 gennaio si apre in Italia una nuova era dello streaming. È disponibile nel nostro Paese la piattaforma HBO Max, servizio del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery, con un vasto elenco di film, serie televisive ed eventi sportivi. Come funziona, quali sono i vari piani di abbonamento e, soprattutto, cosa è possibile trovare già online? Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.

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HBO Max, i piani di abbonamento e dove trovare la piattaforma

HBO Max Italia è disponibile su smart Tv, dispositivi streaming come Fire Stick, ma anche console di gioco, browser con controlli parentali e, ovviamente, smartphone, Pc e tablet. Per l’utente, sono tre le opzioni di abbonamento. Si parte dal piano Base con pubblicità da 5,99 euro al mese, che consente la visione in Full HD su due dispositivi. Più costoso (11,99 euro) lo Standard che, sempre in Full HD e su due device, elimina le pubblicità e permette anche 30 download per usare l’app anche in assenza di connessione. C’è infine la versione Premium da 16,99 euro al mese per guardare film e serie tv in 4K Ultra HD con Dolby Atmos su quattro dispositivi in contemporanea e che permette 100 download. A questi si può aggiungere il pacchetto sport che, con un supplemento di 3 euro mensili, consente l’accesso ai canali Eurosport per guardare gli Australian Open e il Roland Garros di tennis oppure le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.

Cinque film da guardare in streaming il giorno del lancio

Una battaglia dopo l’altra premiato ai Golden Globes

Tra i film disponibili al debutto di HBO Max in Italia c’è Una battaglia dopo l’altra, l’ultimo lavoro di Paul Thomas Anderson premiato ai Golden Globes come miglior comedy. Favorito per gli Oscar 2026 di marzo, racconta la storia di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), attivista e rivoluzionario del gruppo French 75 che, dopo anni di militanza, abbandona la lotta per crescere la figlia piccola. Quando lei viene rapita da un colonnello senza scrupoli (Sean Penn) dovrà far leva su ogni risorsa per trovarla. Nel cast anche Benicio Del Toro e Teyana Taylor, vincitrice del Golden Globe.

Weapons, tra i film più visti in Italia nell’estate 2025

Altra novità di HBO Max già disponibile il giorno del lancio in Italia è Weapons, horror d’autore diretto e scritto da Zach Cregger. La trama si svolge in una cittadina di provincia degli Stati Uniti, dove una notte spariscono improvvisamente 17 bambini di una scuola elementare dopo essere usciti da soli dalle loro abitazioni. Una loro maestra (Julia Garner) unirà le forze con il padre di un ragazzo (Josh Brolin) e il preside (Benedict Wong) per trovare delle risposte. Con oltre 260 milioni di dollari al box office internazionale e quasi 3,5 in Italia, è stato uno dei film più visti dell’estate nel nostro Paese.

Superman, il nuovo adattamento diretto da James Gunn

Gli abbonati al servizio streaming HBO Max potranno anche guardare in streaming Superman, nuovo adattamento dell’eroe DC Comics diretto da James Gunn e destinato a inaugurare una nuova saga al cinema. Nei panni di Kal-el, alias Clark Kent, recita David Corenswet già noto per la serie Netlfix The Politician ideata da Ryan Murphy. La trama vede il protagonista già divenuto un eroe affermato nel mondo, pur non essendo stato ancora del tutto compreso. Impegnato nel combattere Lex Luthor (Nicholas Hoult) e il suo piano di dominio, dovrà anche battersi per il suo ruolo al Daily Planet, dove collabora con la giornalista Lois Lane (Rachel Brosnahan). Nel cast anche Isabela Merced, Nathan Fillion e Wendell Pierce.

The Conjuring: Il rito finale, tra i 10 film più visti del 2025 in Italia

Su HBO Max anche The Conjuring: Il rito finale, decimo film tra i più visti in Italia nell’intero 2025 con poco più di 9,5 milioni di euro al box office. Sequel di The Conjuring – Per ordine del diavolo e decimo capitolo della saga horror, si concentra ancora una volta su Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga), esperti dei fenomeni paranormali impegnati a fronteggiare una nuova minaccia. Nel cast anche Ben Hardy, Elliot Cowan e Mia Tomlinson.

Nonostante, il film di e con Valerio Mastandrea

Su HBO Max non mancheranno ovviamente i film italiani. Gli abbonati al servizio streaming potranno vedere, tra gli altri, Nonostante di e con Valerio Mastandrea, che oltre a dirigere la pellicola ne veste i panni del protagonista, ricoverato da tempo in ospedale dove ha ritrovato la tranquillità perduta da anni. A scuotere la sua condizione è l’arrivo di una nuova compagna di reparto (Dolores Fonzi), il cui carattere è il suo esatto opposto in quanto furioso e insofferente per tutto. Una convivenza che, dopo i primi attriti, troverà il suo equilibrio.

Cinque serie da vedere su HBO Max a gennaio

The Pitt 2, arriva la seconda stagione del medical drama con Noah Wyle

Fresca vincitrice del Golden Globe come miglior drama, The Pitt torna su HBO Max con la seconda stagione. Al centro della narrazione torneranno il dottor Michael Robby Robinatovich (Noah Wyle, anch’egli premiato con la statuetta a Los Angeles), impegnato quotidianamente al The Pitt, l’ospedale di Pittsburgh. Ogni episodio, autoconclusivo e in uscita a cadenza settimanale, racconta un’ora del turno in corsia fra la frenesia per curare i pazienti e i rapporti tra i vari membri del personale medico e infermieristico. Nel cast anche Katherine LaNasa.

Industry, sbarca finalmente in Italia l’acclamato thriller finanziario

Con HBO Max sbarca finalmente in Italia Industry, acclamato thriller finanziario di HBO ideato dagli ex banchieri Mickey Down e Konrad Kay, che si sono basati sulle loro esperienze quotidiane di lavoro. Al centro della narrazione figura un gruppo di neolaureati che iniziano il loro percorso professionale nella Pierpoint & Co., uno dei più prestigiosi istituti di credito londinesi. Nel corso delle varie puntate compaiono vari termini tecnici e dinamiche del mondo economico, che contribuiscono a dare vita a uno spaccato molto dettagliato e attendibile dell’industria. Nel cast, fra gli altri, Marisa Abela e Kit Harington. Disponibili tutte le stagioni: la quarta è uscita domenica 11 gennaio.

Il cavaliere dei sette regni, il nuovo prequel di Game of Thrones

Bisognerà aspettare lunedì 19 gennaio invece per poter mettere le mani su Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off e prequel de Il Trono di Spade (tra l’altro disponibile con tutte le otto stagioni su HBO Max). Ambientato circa 100 anni prima degli eventi della serie madre, racconta le avventure del cavaliere Sir Duncan l’Alto, noto anche con il nome di Dunk e destinato a diventare Lord Comandante della Guardia Reale, e del suo giovanissimo scudiero Egg, rampollo della casata Targaryen. Nei panni dei due protagonisti recitano rispettivamente Peter Claffey e Dexter Sol Ansell. Già annunciata la produzione della seconda stagione, attesa su HBO Max per il 2027.

The Big Bang Theory e Friends, su HBO Max le storiche sitcom

Oltre alle grandi novità, il catalogo di HBO Max offrirà anche grandi classici del piccolo schermo che hanno fatto la storia della televisione. È il caso, per esempio, di Friends, fra le sitcom più famose al mondo. In streaming sarà possibile infatti riguardare ancora una volta le vicende dei sei amici di New York che, vivendo nello stesso palazzo, affrontano le giornate assieme fra storie d’amore, situazioni divertenti e casi problematici. Nel cast, tra gli altri, Matthew Perry e Jennifer Aniston. In streaming anche The Big Bang Theory, indimenticabile sitcom incentrata sui quattro ricercatori dell’università di Pasadena Sheldon, Howard, Leonard e Raj e sulle loro rispettive partner.

Euphoria, Il Trono di Spade e I Soprano: tutti i grandi cult di HBO

Su HBO Max sarà possibile inoltre trovare tutte le produzioni che hanno fatto la storia del network. Saranno presenti The White Lotus, Il Trono di Spade ed Euphoria, di cui ad aprile arriverà l’attesissima terza e ultima stagione. E ancora, spazio al cult I Soprano con James Gandolfini nei panni del gangster Tony e The Wire, tra le serie più rappresentative dell’età dell’oro della televisione, ambientata nella città di Baltimora e incentrata su una squadra di poliziotti impegnata a indagare sul narcotraffico. In streaming anche Succession, The Last of Us e l’horror IT: Welcome to Derry, prequel della saga di Stephen King con Bill Skarsgard nei panni del clown Pennywise.

Federal Reserve, i vertici delle banche centrali difendono Powell

Fanno fronte compatto i vertici delle banche centrali che hanno diffuso una presa di posizione a sostegno della Federal Reserve e del suo presidente Jerome Powell dopo gli attacchi di Trump e l’indagine penale avviata dal Dipartimento di Giustizia nei suoi confronti. Nel testo viene ribadito che «l’indipendenza delle banche centrali è una pietra angolare della stabilità dei prezzi, finanziaria ed economica nell’interesse dei cittadini che serviamo». Il documento sottolinea inoltre che «è pertanto fondamentale preservare tale indipendenza, nel pieno rispetto dello Stato di diritto e della responsabilità democratica. Il presidente Powell ha operato con integrità, concentrandosi sul proprio mandato e con un impegno incrollabile verso l’interesse pubblico. Per noi è un collega stimato, tenuto nella massima considerazione da tutti coloro che hanno lavorato con lui».

Federal Reserve, i vertici delle banche centrali difendono Powell
Il presidente della Fed Jerome Powell e dietro di lui Donald Trump. (Ansa)

La dichiarazione porta la firma di Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, a nome del Consiglio direttivo della Bce, insieme a Andrew Bailey per la Bank of England, Erik Thedéen per la Sveriges Riksbank, Christian Kettel Thomsen per la Danmarks Nationalbank, Martin Schlegel per la Banca nazionale svizzera, Michele Bullock per la Reserve Bank of Australia, Tiff Macklem per la Bank of Canada e Chang Yong Rhee per la Bank of Korea. A questi si aggiungono Gabriel Galípolo, governatore del Banco Central do Brasil, François Villeroy de Galhau, presidente del consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali, e Pablo Hernández de Cos, direttore generale della stessa istituzione.

Sondaggi politici, FdI apre l’anno in calo

Il primo sondaggio Swg del 2026 per il Tg La7 segnala un quadro politico senza scossoni. Fratelli d’Italia resta nettamente il primo partito, pur arretrando dello 0,4 per cento rispetto al 22 dicembre: la formazione guidata da Giorgia Meloni scende al 30,9 per cento, mantenendo comunque un ampio margine sugli inseguitori. Il Partito democratico inizia l’anno in crescita dello 0,2 e raggiunge il 22,3 per cento, confermando un trend positivo rispetto alla fine del 2025.

Nessuna variazione per il Movimento 5 stelle, che rimane fermo al 12,7 per cento. Nel centrodestra, Lega e Forza Italia si ritrovano sullo stesso livello: entrambe salgono leggermente e si attestano all’8,3 per cento. Flessione per Alleanza verdi e sinistra, che scende al 6,5 per cento, mentre Azione cala sotto il 3 per cento, fermandosi al 2,9. Tra i partiti più piccoli non si registrano variazioni significative per Italia Viva (2,2 per cento), + Europa (1,3 per cento) e Noi Moderati (1 per cento). In diminuzione anche l’area degli indecisi: i non rispondenti scendono al 32 per cento, restando però una componente ancora molto ampia dell’elettorato.

Nuovo record per Buen Camino: è il film italiano con il maggior incasso di sempre

Checco Zalone stabilisce un nuovo record nella storia del cinema italiano con Buen Camino, la commedia diretta da Gennaro Nunziante che diventa il titolo italiano con l’incasso più alto di sempre. A tre settimane dall’uscita nelle sale, il film ha totalizzato 65.689.125 euro, portando al cinema 8.157.202 spettatori. Il risultato consente di superare il precedente primato, che apparteneva allo stesso Zalone con Quo vado?, fermo dal 2016 a 65.365.736 euro. Nella classifica generale dei maggiori incassi in Italia, Buen Camino si colloca ora al secondo posto assoluto, preceduto unicamente da Avatar, che mantiene la vetta con 68,6 milioni di euro.

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Dal debutto record fino al sorpasso a Quo Vado?

Il percorso del film è stato caratterizzato da una sequenza di record fin dai primi giorni di programmazione. Il debutto del 25 dicembre ha fatto registrare il miglior incasso di sempre per un film nel giorno di Natale, con 5.671.922 euro, superando il precedente primato di Natale a New York del 2006.  Il successo è proseguito anche nei giorni successivi: il 1° gennaio il film ha superato i 5 milioni di euro di incasso, arrivando oltre i 41 milioni complessivi e superando i 5 milioni di spettatori, con il terzo miglior risultato di sempre per un film nel giorno di Capodanno. Nella seconda settimana di programmazione ha oltrepassato quota 53 milioni, superando altri successi di Zalone come Sole a Catinelle e Tolo Tolo, fino a raggiungere e superare in meno di venti giorni i 65 milioni complessivi che gli hanno consentito di diventare il film italiano più visto e redditizio di sempre.

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Musetti si ritira nell’esibizione con Zverev in Australia

Problema fisico per Lorenzo Musetti alla vigilia degli Australian Open. Il 23enne di Carrara ha infatti accusato un fastidio all’anca durante il match di esibizione sulla Rod Laver Arena di Melbourne contro il tedesco Alexander Zverev ed è stato costretto al ritiro al termine del primo set perso al tiebreak per nove punti a sette. Dopo un breve trattamento da parte del fisioterapista, l’azzurro ha preferito alzare bandiera bianca per non compromettere le sue condizioni in vista di domenica 18 gennaio, quando inizieranno gli Australian Open. «Speravo in una giornata migliore, ma non è stato così», ha detto al termine dell’incontro. «Avrei voluto continuare, ma avrei rischiato troppo in vista dei veri match». Musetti dovrebbe dunque essere regolarmente ai nastri di partenza dello Slam australiano, anche se il fastidio fisico potrebbe minarne la preparazione.

Musetti si ritira nell’esibizione con Zverev in Australia
Lorenzo Musetti alle Atp Finals 2025 (Ansa).

Lorenzo Musetti è da poco entrato in Top 5, suo best ranking

Già tormentato da problemi fisici durante la scorsa stagione, soprattutto dopo l’infortunio al Roland Garros nella semifinale contro Carlos Alcaraz, Lorenzo Musetti ha aperto il 2026 con la finale di Hong Kong, persa da Alexander Bublik in due set. Un match durante il quale il carrarino era stato tra l’altro rallentato da un fastidio al braccio destro. Nonostante la sconfitta, il 23enne di Carrara ha raggiunto la quinta posizione della classifica Atp, suo best ranking in carriera, portando per la prima volta due italiani tra i cinque migliori tennisti del mondo. Un traguardo elogiato anche da Zverev dopo il match di Melbourne. «Lorenzo è appena arrivato da Hong Kong, ha messo tutto l’impegno possibile, non tanti avrebbero fatto lo stesso», ha spiegato il numero tre Atp. «Ha tanta varietà, sa usare tanti colpi, è difficile giocare bene contro di lui per via del suo tennis. Ha enorme potenziale in campo e fuori. Non è Top 5 per caso».

Indagato per omicidio il marito di Federica Torzullo, scomparsa da Anguillara

La Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo per omicidio sulla scomparsa di Federica Torzullo, la 41enne di Anguillara Sabazia di cui non si hanno notizie dall’8 gennaio. Nell’inchiesta è indagato il marito della donna, mentre le ricerche proseguono su più fronti e senza escludere alcuna ipotesi. I carabinieri, coordinati dai magistrati, stanno operando con il supporto dei vigili del fuoco, che hanno esteso le perlustrazioni anche al lago di Bracciano.

Emerse incongruenze nei racconti del marito

La svolta è maturata dopo giorni di accertamenti che hanno messo in discussione la versione iniziale fornita dall’uomo, lo stesso che aveva denunciato la scomparsa facendo scattare le ricerche. Una telecamera avrebbe ripreso Federica mentre rientra nella villetta in cui viveva, senza però registrare alcuna uscita successiva. Nella tarda serata di lunedì i magistrati hanno disposto il sequestro dell’auto di famiglia e del cellulare del marito, segnando l’abbandono dell’ipotesi di un allontanamento volontario. Lo smartphone è ora analizzato dagli investigatori, che stanno esaminando spostamenti, celle telefoniche, contatti e messaggi. Secondo la procura, coordinata da Alberto Liguori, le incongruenze emerse nei racconti dell’uomo – orari discordanti e versioni non coincidenti – rendono sempre meno credibile l’idea di una fuga. L’ipotesi è che la scomparsa possa essere stata inscenata.

Due scosse di terremoto avvertite in Romagna

Due scosse di terremoto hanno interessato la Romagna nella mattinata del 13 gennaio. La prima, rilevata intorno alle 9:30, ha avuto una magnitudo stimata tra 4 e 4.5 ed è stata localizzata in provincia di Forlì-Cesena. Pochi minuti più tardi ne è seguita un’altra, compresa tra 3.7 e 4.2, con epicentro nel territorio ravennate. Il sisma è stato percepito in un’area ampia, praticamente in tutta la Romagna, e in diversi quartieri di Forlì molte persone sono scese in strada. Al momento non risultano danni a persone o edifici. A scopo precauzionale, la circolazione ferroviaria è stata interrotta temporaneamente per consentire controlli tecnici sulle infrastrutture.