Universal Music nomina James Steven alla guida delle comunicazioni

Universal Music Group ha nominato James Steven nuovo vicepresidente esecutivo e direttore delle comunicazioni. In carica a partire dal 26 gennaio, gestirà sia i comunicati interni sia i rapporti con le altre aziende dell’etichetta discografica, supervisionando anche le funzioni di comunicazione delle società operative in tutto il mondo. Con sede a New York, riporterà al direttore amministrativo Will Tanous che lo ha accolto come una persona di «straordinaria competenza e dedizione» anche grazie al suo «amore per la musica» e alla «vasta esperienza nel settore dei media e della tecnologia. «Non vediamo l’ora di approfittare del suo contribuito», ha aggiunto il Ceo Lucian Grainge. «Esperienza e prospettiva ci aiuteranno a plasmare il futuro della musica».

Chi è James Steven, vicepresidente esecutivo di Universal Music

Originario del Regno Unito, James Steven vanta una lunga esperienza nel settore delle comunicazioni e delle pubbliche relazioni. Formatosi all’Università di Edimburgo in Letteratura inglese, è entrato in Warner Music nel 2007 come parte del team con sede a Londra, dove è rimasto per quattro anni. A gennaio 2012 si è trasferito a New York, prima di essere promosso l’anno successivo a Senior Vice President dopo l’uscita di Tanous. Dal 2015 ricopriva per l’etichetta discografica il ruolo di Executive Vice President e Chief Communications Officer.

Universal Music nomina James Steven alla guida delle comunicazioni
Il logo di Universal Music Group (Ansa).

Yemen, destituito il leader separatista

Il leader separatista yemenita Aidaros Al-Zubaidi è stato estromesso dall’esecutivo con l’accusa di «alto tradimento». La decisione è stata comunicata dal presidente dell’organismo riconosciuto a livello internazionale che rappresenta il governo, il quale ha reso noto che Al- Zubaidi verrà segnalato al procuratore generale. Secondo quanto riferito nella nota ufficiale, sul suo conto pendono diverse imputazioni. Il capo del Consiglio di transizione meridionale, movimento che punta alla creazione di uno Stato autonomo nel sud dello Yemen, è stato inoltre dichiarato latitante dopo non essersi presentato a Riad, dove era atteso per una conferenza finalizzata a favorire un processo di riconciliazione tra le fazioni in conflitto nel Paese.

Colpita da oltre 15 raid arei condotti dall’Arabia Saudita l’area di al-Dhale

Nel frattempo, il governatorato sud-occidentale di al-Dhale, area di origine di Al-Zubaidi, è stato colpito da oltre 15 raid aerei condotti dall’Arabia Saudita. Un funzionario locale e fonti sanitarie hanno riferito che i bombardamenti hanno provocato almeno quattro vittime civili. Gli attacchi della coalizione guidata da Riad sono avvenuti mentre le forze di sicurezza conducevano un’operazione nella provincia natale del leader separatista. Un primo resoconto fornito dagli ospedali Al-Nasr e Al-Tadamon di al-Dhale parla anche di feriti tra la popolazione: «Il bilancio iniziale degli attacchi nella provincia di al-Dhale è di quattro morti e sei feriti tra i civili», hanno dichiarato fonti mediche.

Oasis e il nuovo James Bond: «Scrivere la colonna sonora? Un onore»

Gli Oasis scriveranno davvero il tema musicale del prossimo film di James Bond? Secondo le ultime indiscrezioni circolate sui tabloid britannici, la band di Liam e Noel Gallagher sarebbe stata contattata da Amazon MGM Studios per realizzare la colonna sonora del nuovo capitolo di 007, diretto da Denis Villeneuve. Stando al Sun, inoltre, il gruppo di Manchester sarebbe addirittura in cima alla lista dei desideri della produzione. In attesa di conferme o smentite ufficiali, gli stessi fratelli del Britpop hanno commentato i rumors, accendendo la curiosità dei fan.

Gli Oasis e James Bond: le parole di Noel e Liam Gallagher

Come spesso accaduto in passato, i due fratelli Gallagher hanno utilizzato un atteggiamento diverso per rispondere alla notizia. Su X, Liam ha risposto a un fan che chiedeva aggiornamenti sulla notizia con un’apparente conferma. «Sta accadendo», ha scritto sul social di Elon Musk. «Aspetta di sentirlo, sarà il miglior pezzo Bond di sempre». Più pacata invece la risposta di Noel che, intervenuto durante un programma dell’emittente radiofonica TalkSport, ha raffreddato gli animi. «Questa storia di James Bond? Cosa, gli Oasis? Nah», ha spiegato il chitarrista e compositore, che tuttavia si è detto pronto a mettersi al lavoro qualora arrivasse una richiesta ufficiale. «Se accetterei? Assolutamente. Penso che questo genere di cose dovrebbero farle gli inglesi, non gli americani. Sarebbe un onore».

Oasis e il nuovo James Bond: «Scrivere la colonna sonora? Un onore»
Il commento di Liam Gallagher su X ai rumors su James Bond.

Chi ha composto le canzoni di 007 negli anni

Tradizione nata già con il primo film della saga, Licenza di uccidere del 1962, la sigla di James Bond presenta sempre un autore differente a eccezione di pochi casi. Gli unici a realizzare più di un brano sono stati John Barry, scelto nel 1962, nel 1963 e nel 1969, e Shirley Bassey, che compose le canzoni per i film del 1964, del 1971 e del 1979. Negli anni si sono succedute star come Tom Jones, Paul McCartney e Wings, Duran Duran, Adele e Sam Smith, fino ad arrivare a Billie Eilish che ha scritto e interpretato il brano di No Time To Die, film che ha segnato l’addio al ruolo di Daniel Craig. Ancora ignoto l’attore che ne prenderà il testimone nel nuovo capitolo, il primo sotto il controllo di Amazon MGM Studios e senza il contributo creativo di Eon Productions.

GQ, si dimette il direttore editoriale globale Will Welch

Cambio al vertice di GQ. Il direttore editoriale globale Will Welch lascerà infatti la rivista a partire dal 15 febbraio. Lo ha comunicato con un breve post su Instagram prima che Condé Nast, editore del magazine, confermasse la notizia all’Hollywood Reporter. «Ho deciso di lasciare dopo quasi 19 anni per un’altra opportunità», ha scritto sui social. Si trasferirà a Parigi, dove lavorerà con l’artista e direttore creativo della linea uomo di Louis Vuitton Pharrell Williams. Nessun dettaglio circa il nuovo incarico. «Ringrazio le squadre globali di GQ e Pitchfork, passate e presenti. La famiglia Newhouse, Roger Lynch, Stan Duncan e, ovviamente, il boss, mentore e sovrastruttura di supporto definitivo Anna Wintour. Cambiare fa bene».

Chi è Will Welch, l’ex barista diventato direttore editoriale di GQ

Classe 1981 e originario di Atlanta, Will Welch è entrato nel mondo editoriale nel 2003, appena due settimane prima di laurearsi, con uno stage presso The Fader, dove avrebbe trascorso quattro anni. In quel periodo era impiegato come barista in un locale chiamato The Park, dove continuò a lavorare settimanalmente per diverso tempo per poter pagare l’affitto. Divenuto vicedirettore di The Fader, è passato nel 2007 in GQ per cui dal 2019 è divenuto direttore editoriale di GQ America e, l’anno dopo, direttore editoriale globale, supervisionando i contenuti e la strategia di 20 edizioni nel mondo. «Il posizionamento del marchio non è mai stato così forte», ha dichiarato in una nota allo staff prima di lasciare il suo posto. «Sarò per sempre orgoglioso dei rischi che abbiamo corso insieme e delle storie che abbiamo raccontato in un settore che richiede coraggio e cambiamento».

GQ, si dimette il direttore editoriale globale Will Welch
Will Welch in uno scatto da giovane (Instagram).

Arrestato Marin Jelenic, il presunto killer del capotreno ucciso a Bologna

La polizia ha arrestato a Desenzano del Garda Marin Jelenic, 36enne croato, ricercato da lunedì sera per l’omicidio di Alessandro Ambrosio, capotreno ucciso lunedì sera a Bologna nel parcheggio riservato al personale ferroviario. Jelenic era arrivato a Desenzano in autobus da Milano, dove si era spostato dopo essere riuscito a far perdere le proprie tracce.

La fuga

La fuga era iniziata poche ore dopo il delitto, avvenuto verso le 18.30. Lunedì sera i carabinieri di Fiorenzuola d’Arda, nel piacentino, avevano fermato Jelenic su un treno regionale diretto a Milano, identificandolo in seguito alla segnalazione del capotreno di un ubriaco molesto a bordo. In quel momento, però, è stato rilasciato perché non risultava ricercato: l’omicidio era avvenuto da poco e gli investigatori di Bologna non avevano ancora attribuito un nome e un volto al possibile responsabile, sulla base delle immagini delle telecamere.

Ancora da chiarire il movente

Le prime indagini indicano che Jelenic avrebbe seguito Ambrosio all’interno della stazione di Bologna e fino al parcheggio, dove lo avrebbe colpito con una coltellata mortale al polmone. Il capotreno è morto dissanguato. Senza fissa dimora, Jelenic viveva da tempo tra treni e stazioni ed era noto alle forze dell’ordine per piccoli reati e comportamenti molesti legati all’alcol. Il movente resta dunque da chiarire.

Cosa hanno deciso i Volenterosi a Parigi sulle garanzie all’Ucraina

I leader europei e i rappresentanti degli Stati Uniti riuniti martedì a Parigi hanno iniziato a definire in modo operativo le garanzie di sicurezza per l’Ucraina nell’ambito di un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Al vertice dei Volenterosi c’erano, tra gli altri, Volodymyr Zelensky, Giorgia Meloni, Emmanuel Macron, Friedrich Merz, Keir Starmer, Ursula von der Leyen, Mark Rutte e gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Da Kyiv è arrivata una valutazione positiva sul carattere vincolante degli impegni assunti, che dovranno essere recepiti dal Congresso americano e dai parlamenti europei. Il quadro che emerge distingue nettamente i ruoli: gli Stati Uniti guideranno il monitoraggio del cessate il fuoco e forniranno supporto logistico e di intelligence, mentre un eventuale contingente multinazionale sarà a guida europea. Sul dispiegamento di truppe restano però posizioni diverse: Francia e Regno Unito hanno confermato la creazione di centri militari in Ucraina per addestrare e sostituire i soldati ucraini; la Spagna non esclude contributi; la Germania valuta un dispiegamento solo in Paesi Nato confinanti; mentre l’Italia ha escluso l’invio di soldati.

Cosa hanno deciso i Volenterosi a Parigi sulle garanzie all’Ucraina
Il vertice dei Volenterosi a Parigi (Ansa).

I quattro pilastri delle garanzie di sicurezza all’Ucraina

Nella dichiarazione finale del vertice, si legge che le garanzie saranno politicamente e giuridicamente vincolanti e attivate solo dopo l’entrata in vigore di un cessate il fuoco. Il primo pilastro è un meccanismo di monitoraggio e verifica continuo e affidabile, guidato dagli Stati Uniti, con la partecipazione dei Volenterosi e una commissione speciale incaricata di accertare eventuali violazioni e attribuirne la responsabilità. Il secondo riguarda il sostegno di lungo periodo alle forze armate ucraine: aiuti militari, finanziamento degli armamenti, supporto al bilancio della difesa, accesso a depositi per rinforzi rapidi e assistenza tecnica per le fortificazioni. Il terzo è una forza multinazionale, composta da Paesi disponibili, per la deterrenza e la rigenerazione dell’esercito ucraino, con misure in aria, mare e terra, su richiesta di Kiev e dopo una cessazione credibile delle ostilità. La dichiarazione prevede inoltre impegni vincolanti di assistenza in caso di un futuro attacco russo, inclusi strumenti militari, intelligence, logistica, iniziative diplomatiche e nuove sanzioni, e un rafforzamento strutturale della cooperazione industriale e dell’addestramento nel settore della difesa.