Caso Breton, Ue: «Risponderemo con decisione agli Stati Uniti»

L’Unione europea ha reagito al divieto d’ingresso negli Stati Uniti imposto a Thierry Breton e ad altre quattro personalità europee, deciso dall’amministrazione Trump, con l’accusa a Washington di «attentare alla libertà di espressione». La Commissione ha affermato di condannare «fermamente la decisione degli Stati Uniti di imporre restrizioni di viaggio a cinque cittadini europei. La libertà di espressione è un diritto fondamentale in Europa e un valore fondamentale condiviso con gli Stati Uniti in tutto il mondo democratico». L’esecutivo Ue ha rivendicato inoltre «il diritto sovrano di decidere regole in linea con i nostri valori democratici», fa sapere di aver «chiesto chiarimenti a Washington» e avverte che «Se necessario risponderemo rapidamente e con decisione per difendere la nostra autonomia normativa da misure ingiustificate».

Von der Leyen: «Proteggeremo l’indipendenza dell’Europa»

Lo stesso Breton in un’intervista a Le Figaro ha parlato di un «attentato all’Europa e alle sue istituzioni». Il presidente francese Emmanuel Macron ha denunciato «le intimidazioni» statunitensi e ha assicurato: «Continueremo a difendere la nostra sovranità digitale e la nostra autonomia regolamentare». Da Berlino, il ministro degli Esteri Johann Wadephul ha definito il bando «inaccettabile». A nome dei governi dell’Unione, il presidente del Consiglio europeo António Costa ha dichiarato: «L’Ue condanna le restrizioni di viaggio imposte dagli Stati Uniti ai cittadini e ai funzionari europei. Tali misure sono inaccettabili tra alleati, partner e amici. L’Ue resta ferma nella difesa della libertà di espressione, di norme digitali eque e della propria sovranità normativa». A chiudere, l’intervento di Ursula von der Leyen: «Ho appena parlato con Thierry Breton. L’ho ringraziato per il notevole lavoro svolto al servizio dell’Europa. Non cederemo e proteggeremo l’indipendenza dell’Europa e la libertà degli europei».

Famiglia nel bosco, concessa una breve visita natalizia al papà

Nathan Trevallion, il papà della famiglia che abitava in un rudere nel bosco di Palmoli (Chieti), potrà trascorrere parte del giorno di Natale nella struttura protetta di Vasto dove da più di un mese vivono i suoi tre figli e la moglie Catherine Birmingham. Ma quello del 25 dicembre, come ha deciso la direzione della casa d’accoglienza abruzzese, sarà un incontro con diversi paletti: l’uomo infatti potrà restare nella struttura solo dalle 10 alle 12:30 e non potrà pranzare con i suoi figli, perché – è stato spiegato – il regolamento interno non lo prevede e ciò costituirebbe un precedente.

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Il Tribunale per i minorenni ha disposto una nuova perizia su tutti i componenti della famiglia

Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha ordinato un esame dello stato psichico di Catherine e Nathan, allo scopo di verificare le competenze genitoriali dei due adulti (a cui è stata sospesa la potestà) e la loro capacità di riconoscere i bisogni psicologici dei figli. L’incarico di svolgere gli esami è stato affidato alla psichiatra Simona Ceccoli e i risultati dovranno essere depositati entro 120 giorni: questo potrebbe allungare i tempi per un eventuale ricongiungimento con i figli (il tribunale ha disposto un’indagine psicologica anche sui bambini).

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Telecom Argentina, Gabriel Blasi non è più il Direttore finanziario

Gabriel Blasi non è più il Direttore finanziario di Telecom Argentina. Come riportato dai media sudamericani, la società ha ufficializzato la cessazione dell’incarico. Dando così l’avvio a una profonda riorganizzazione interna per adeguare la società alle nuove sfide del settore delle telecomunicazioni. Come riportato sul suo profilo LinkedIn, Blasi ha ricevuto a inizio dicembre il premio come miglior Cfo dell’anno 2025.

Natale 2025 in tv, cinque film trasmessi da Rai e Mediaset durante le vacanze

Anche nell’era dello streaming, dove tutto è fruibile in qualsiasi momento, la tv generalista conserva la sua tradizionale programmazione di Natale. Sempre uguale, salvo qualche leggera variazione, promette già a partire dalle ore 19 della vigilia la messa in onda di classici senza tempo, le cui battute sono in grado di strappare un sorriso anche se impresse nella memoria di tutti. E poco importa se gran parte dei titoli sono disponibili su varie piattaforme tutto l’anno: la liturgia profana delle feste va oltre la nostalgia e resta immutata, così come i capolavori da guardare seduti con la famiglia sul divano o con una ciotola di popcorn sotto le coperte. Ecco cinque proposte per la vigilia e il 25 dicembre.

Natale 2025, cosa vedere in tv il 24 e il 25 dicembre su Rai e Mediaset

Natale 2025 in tv, cinque film trasmessi da Rai e Mediaset durante le vacanze
Daniel Radcliffe in Harry Potter e la pietra filosofale (da X).

Doppio appuntamento su Italia 1 alla vigilia: tornano il Grinch e Una poltrona per due

Come di consueto, per la sera del 24 dicembre torna il doppio appuntamento della vigilia di Natale su Italia 1 con due film immancabili nella programmazione di Mediaset. Si parte alle 19 con Il Grinch, cult del 2000 con Jim Carrey nei panni della scorbutica e irascibile creatura che odia le festività e che fa di tutto per rovinarle agli altri. Diretto da Ron Howard, vede una giovanissima Taylor Momsen nei panni della piccola Cindy Chi Lou, che stringe una profonda amicizia con il burbero protagonista: oggi è frontwoman dei Pretty Reckless, band hard rock statunitense che in Italia ha aperto i concerti degli AC/DC. A seguire, alle 21.30, spazio all’immancabile Una poltrona per due con Eddie Murphy e Dan Aykroyd: il film va in onda su Italia 1 dal 1997 con la sola eccezione del 2005 e, puntuale come un orologio svizzero, tornerà anche stavolta.

A Natale su Rai 2 arriva la magia di Mary Poppins con il sequel del 2018

Il 25 dicembre la magia sarà protagonista su Rai 2. Alle 21.20 inizierà infatti Il ritorno di Mary Poppins, film del 2018 e sequel del cult Anni 60 con Emily Blunt nel ruolo che fu dell’iconica Julie Andrews. La trama si svolge circa 30 anni dopo il primo capitolo e vede Michael Banks ormai divenuto adulto con una famiglia tutta sua e impiegato nella fabbrica in cui avevano lavorato il padre e il nonno. Quando tutto sembra andare a rotoli e il denaro inizia a scarseggiare, nella sua vita – aggrappata sempre al suo aquilone – torna la tata Mary Poppins che non è invecchiata di un giorno. Nel cast figura anche il centenario Dick Van Dyke, nei panni del signor Dawes Jr., figlio del personaggio che interpretò nel cult di Stevenson.

Su Rai 3 appuntamento con l’animazione Pixar: in onda arriva Soul

Come ogni anno, anche nel 2025 la Rai ha deciso di puntare sui grandi film Disney. E così, mentre su Rai 2 va in onda Il ritorno di Mary Poppins, la sera di Natale Rai 3 proporrà Soul, film di animazione Pixar del 2020 e vincitore del premio Oscar di categoria. Protagonista della trama è Joe Gardner, un insegnante di musica che spera di diventare un grande artista jazz senza mai sfondare. Proprio nel momento in cui ottiene un posto nella band di un noto cantante, cade in un tombino finendo in coma. All’ingresso dell’Oltremondo, farà squadra con un’anima precoce di nome 22 che non ha mai capito il fascino dell’esperienza umana per tornare in vita e realizzare il suo sogno. Doppiatori italiani dei due sono rispettivamente Neri Marcorè e Paola Cortellesi.

Doppio appuntamento su Italia 1 anche a Natale con Polar Express e Harry Potter

Come per la vigilia, doppio appuntamento su Italia 1 anche per il 25 dicembre. La sera di Natale, alle 19.30 inizierà infatti Polar Express, film animato del 2004 diretto dal grande regista Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump e Chi ha incastrato Roger Rabbit?). Tratto da un omonimo libro per bambini illustrato, è il primo film realizzato con performance capture, ossia usando attori in carne e ossa per replicarli in digitale. La notte di Natale, un ragazzino va a dormire fortemente convinto che Babbo Natale non esista e che a mettere i regali sotto l’albero siano i suoi genitori: dovrà ricredersi quando salirà a bordo di un treno diretto alla casa di Santa Claus. A seguire, alle 21.30, su Italia 1 ci sarà invece Harry Potter e la pietra filosofale, primo capitolo della saga fantasy tratta dai romanzi di JK Rowling: a Santo Stefano, in onda il secondo.

Su Rete 4 spazio alla commedia italiana con Natale a tutti i costi

Christian De Sica e Angela Finocchiaro sono protagonisti di Natale a tutti i costi, commedia diretta da Giovanni Bognetti, in onda il 25 dicembre in prima serata su Rete 4. La trama racconta la storia di Emilio e Alessandra, figli di Carlo e Anna, che decidono di lasciare la loro casa per andare a vivere da soli finendo per trascurare i genitori. Quando avvisano di non poterci essere per la sera di Natale, questi ultimi decidono di attirare la loro attenzione fingendo di aver ereditato sei milioni di euro dalla zia recentemente defunta. Abbagliati dalla ricca somma, Alessandra ed Emilio si ripresentano: per tenere in piedi la loro menzogna, papà e mamma dovranno però fingersi davvero milionari.

Maire, Andrea Balboni nuovo Head of Financial Planning & Treasury

Andrea Balboni è stato nominato Group Head of Financial Planning & Treasury di Maire, gruppo societario attivo nel settore ingegneristico, tecnologico ed energetico, con competenze specifiche nell’impiantistica (in particolare nel settore degli idrocarburi), nella chimica verde e nello sviluppo di tecnologie per la transizione energetica.

Chi è Andrea Balboni

Balboni è entrato in Maire nel 2015 come Financial Planning Manager, dopo un’esperienza ultradecennale in Saipem, dove ha ricoprendo i ruoli di Cash Flow Manager e Senior Financial Analyst. All’inizio della carriera è stato Junior Financial Controller in Citigroup.

Natale da allerta rossa in Emilia-Romagna: le province coinvolte

L’Emilia-Romagna entra nel giorno di Natale sotto allerta rossa per piene dei fiumi, con una situazione idro-meteo definita critica dagli enti di monitoraggio regionali. L’avviso è valido dalla mezzanotte del 25 dicembre fino alle 00:00 del 26 dicembre e segue una fase di piogge persistenti che da ore interessa gran parte del territorio. Le precipitazioni, diffuse e continue soprattutto sul settore centrale della regione, stanno determinando rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, con superamenti delle soglie di attenzione e, in alcuni casi, delle soglie più elevate lungo gli affluenti del Reno e i corsi d’acqua romagnoli. Secondo il bollettino di Arpae Emilia-Romagna, il codice rosso è legato ai superamenti della soglia 3 sugli affluenti in destra Reno con alimentazione collinare. Il quadro è aggravato dalla neve attesa sui settori appenninici e collinari a partire dai 300-400 metri, e dalle condizioni marine avverse lungo la costa, con venti di burrasca da Nord-Est, mare agitato e possibili ingressioni marine alle foci dei fiumi.

Province coinvolte dall’allerta rossa del 25 dicembre

  • Allerta rossa (piene dei fiumi): Bologna, Ferrara, Ravenna
  • Allerta arancione
    • Piene dei fiumi: Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini
    • Frane e piene dei corsi minori: Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini
    • Stato del mare: Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini
  • Allerta gialla
    • Piene dei fiumi: Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara
    • Frane e corsi minori: Parma, Reggio Emilia, Modena
    • Vento: Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini
    • Neve: Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna
    • Mareggiate: Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini

L’ex allenatore di Alcaraz strizza l’occhio a Sinner

A distanza di pochi giorni dalla rottura tra Carlos Alcaraz e il suo allenatore Juan Carlos Ferrero, dalla Spagna arrivano clamorose indiscrezioni. Durante una lunga intervista al quotidiano Marca, l’ex tennista ha raccontato i motivi della frattura maturata con il numero 2 del mondo. E ha anche strizzato l’occhio a Jannik Sinner. Ma tutto è partito dai motivi dell’addio: «Quando finisce un anno bisogna rivedere alcuni aspetti contrattuali. C’erano alcune cose su cui non eravamo d’accordo. Questioni su cui eravamo entrambi in disaccordo. Forse si sarebbero potute risolvere se ci fossimo seduti a parlare, ma alla fine non l’abbiamo fatto».

Il rapporto tra Alcaraz e Ferrero

Ferrero ha poi parlato del legame con Alcaraz: «Abbiamo avuto un rapporto allenatore-giocatore molto stretto. Abbiamo entrambi bisogno di un po’ di tempo per elaborare completamente questa rottura. Non è facile. In questo momento sto soffrendo. Queste relazioni sono difficili da chiudere da un giorno all’altro. Ci deve essere un periodo di lutto. E, soprattutto, immagino che mi farà male vederlo giocare nei tornei. Credo che ci vorrà del tempo». E ancora: «Non ho mai preso in considerazione l’aspetto finanziario. Ho dimostrato fin da giovanissimo che non era la cosa più importante per me. Avevamo tutti l’idea di continuare. Poi è successo quello che è successo».

L’ex tennista è amareggiato: «Per me non è un periodo piacevole. Quando si passa così tanto tempo insieme, c’è sempre un po’ di tensione. Penso che viaggiare così tanto, stare lontano da casa per così tanto tempo, questo genere di cose, abbia il suo prezzo. Ho adattato il mio stile il più possibile a Carlos. Non sto prendendo in considerazione altre opzioni perché ho bisogno di due o tre mesi di riposo e di far passare il dolore. Dopodiché, se si presenteranno altre possibilità, le valuteremo».

Ferrero su Sinner: «Se ci fosse un’offerta ci penserei»

Poi il passaggio su Jannik Sinner. Ai giornalisti che chiedono cosa risponderebbe in caso arrivasse una sua offerta, Ferrero ha risposto: «È una cosa su cui dovrei riflettere. Sono giocatori straordinari, ma come ho detto prima, non è il momento di pensare a una cosa del genere e dire sì o no. Ora è il momento di superare questo periodo difficile perché penso ancora a Carlos ogni giorno, e non è il momento di pensare agli altri. Ho ricevuto proposte. È impossibile per me stare con qualcun altro in questo momento perché i miei pensieri sono ancora rivolti a lui. Con il rapporto che abbiamo avuto, chiudere definitivamente la porta non sarebbe logico, né per lui né per la squadra».

Ucraina, cosa prevedono i 20 punti della proposta di pace in discussione con gli Usa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato nel dettaglio un nuovo schema di piano di pace in 20 punti, elaborato insieme agli Stati Uniti e pensato come possibile base per i negoziati con la Russia. Il documento è il risultato di settimane di colloqui che hanno modificato un precedente testo di Washington, giudicato da Kyiv troppo sbilanciato sulle richieste di Mosca. Secondo Zelensky, su gran parte dei punti le posizioni tra Ucraina e Stati Uniti si sono ormai avvicinate in modo significativo. Restano però due nodi centrali ancora irrisolti: la questione dei territori occupati dalla Russia e il futuro della centrale nucleare di Zaporizhzhia, oggi sotto controllo russo. Per sciogliere questi punti, il presidente ucraino ha indicato la necessità di un confronto diretto con il presidente statunitense Donald Trump. Il piano, che Washington sta presentando a Mosca, punta a combinare garanzie di sicurezza, ricostruzione economica e meccanismi di controllo per evitare una ripresa del conflitto, pur in un contesto in cui il Cremlino continua a mostrarsi scettico sulla possibilità di un accordo rapido.

I 20 punti del piano di pace rivelato dall’Ucraina

Ucraina, cosa prevedono i 20 punti della proposta di pace in discussione con gli Usa
Donald Trump e Volodymyr Zelensky (Ansa).
  1. Sovranità
    La sovranità dell’Ucraina viene pienamente riaffermata e riconosciuta.
  2. Non aggressione e monitoraggio
    Russia e Ucraina sottoscrivono un accordo di non aggressione completo e vincolante, accompagnato da un meccanismo di monitoraggio della linea di contatto basato su sistemi spaziali e non presidiati, con allerta preventiva delle violazioni e strumenti di risoluzione delle dispute.
  3. Garanzie di sicurezza
    L’Ucraina ottiene garanzie di sicurezza robuste per prevenire future aggressioni.
  4. Forze armate ucraine
    L’Ucraina mantiene forze armate pari a 800 mila effettivi, senza riduzioni rispetto alla situazione attuale.
  5. Garanzie sul modello Nato
    Stati Uniti, Nato e Paesi europei forniscono garanzie di sicurezza equivalenti all’articolo 5 del Trattato Nato.
  6. Impegno russo di non aggressione
    La Russia formalizza una politica di non aggressione verso Ucraina ed Europa, inserendola nella legislazione nazionale e ratificandola con voto a larga maggioranza della Duma.
  7. Unione europea
    L’Ucraina entra nell’Unione europea a una data specificamente definita e ottiene accesso preferenziale di breve periodo al mercato europeo.
  8. Pacchetto di sviluppo globale
    Viene previsto un accordo separato per un ampio pacchetto di investimenti destinato alla crescita economica e alla prosperità futura dell’Ucraina.
  9. Fondi per la ricostruzione
    Vengono istituiti più fondi per la ripresa economica, la ricostruzione delle aree danneggiate e gli interventi umanitari, con l’obiettivo di mobilitare fino a 800 miliardi di dollari.
  10. Commercio con gli Stati Uniti
    L’Ucraina accelera la conclusione di un accordo di libero scambio con gli Stati Uniti; Washington mira a garantire condizioni analoghe anche alla Russia.
  11. Status non nucleare
    L’Ucraina conferma il proprio status di Stato non nucleare nel rispetto del Trattato di non proliferazione nucleare.
  12. Centrale di Zaporizhzhia
    Il futuro della Zaporizhzhia nuclear power plant resta irrisolto:
    – proposta Usa: gestione congiunta Ucraina–Usa–Russia con pari quote e management americano;
    – proposta ucraina: joint venture 50/50 tra Ucraina e Stati Uniti, con divisione dell’energia prodotta.
  13. Istruzione e diritti
    Ucraina e Russia si impegnano a promuovere programmi educativi contro razzismo e pregiudizi; Kyiv applica le norme Ue su tolleranza religiosa e tutela delle lingue minoritarie.
  14. Territorio
    Punto più complesso e ancora senza accordo:
    – la Russia chiede il ritiro ucraino dalle aree di Donetsk ancora controllate da Kyiv;
    – l’Ucraina chiede il congelamento delle linee del fronte;
    – gli Stati Uniti propongono zone demilitarizzate e una zona economica speciale.
  15. Immodificabilità degli accordi territoriali
    Dopo un’intesa sui confini futuri, entrambe le parti si impegnano a non modificarli con la forza.
  16. Navigazione e Mar Nero
    La Russia non ostacola l’uso commerciale del Dnipro e del Mar Nero; vengono conclusi accordi su navigazione e trasporti. La penisola di Kinburn viene demilitarizzata.
  17. Questioni umanitarie
    Istituzione di un comitato umanitario per:
    a) scambio di tutti i prigionieri di guerra secondo il principio “tutti per tutti”;
    b) rilascio di civili detenuti e ostaggi, inclusi i bambini;
    c) misure a sostegno delle vittime del conflitto.
  18. Elezioni
    L’Ucraina organizza elezioni nel più breve tempo possibile dopo la firma dell’accordo.
  19. Garanzie e sanzioni
    L’accordo è legalmente vincolante; l’attuazione è supervisionata da un Consiglio di pace presieduto da Donald Trump, con Ucraina, Russia, Stati Uniti, Europa e Nato. Sono previste sanzioni in caso di violazioni.
  20. Cessate il fuoco
    Una volta raggiunto l’accordo completo, entra immediatamente in vigore un cessate il fuoco totale.

Messa di Natale in tv: orario e dove vederla il 24 e il 25 dicembre 2025

Tutto pronto per il Natale 2025. La notte della vigilia e il 25 dicembre tornano, come da tradizione, a essere anche in televisione momenti di riflessione, condivisione e preghiera. Non mancheranno infatti, anche quest’anno, le celebrazioni liturgiche dei santi e solenni riti della religione cristiana con la diretta dalla Basilica di San Pietro in Vaticano. Sarà anche la prima volta per Papa Leone XIV, atteso sull’altare per ricordare la nascita di Cristo, dall’inizio del suo pontificato. La messa sarà trasmessa su Rai 1 e su Tv2000, emittenti che dedicheranno ampio spazio anche ad appuntamenti speciali con commenti e analisi da parte di numerosi ospiti. Ecco cosa bisogna sapere.

Messa di Natale, la programmazione del 24 dicembre in tv

Messa di Natale in tv: orario e dove vederla il 24 e il 25 dicembre 2025
Papa Leone XIV (Ansa).

In occasione della Vigilia di Natale, Rai 1 e Tv2000 trasmetteranno come detto la Messa presieduta da Papa Leone XIV: la diretta scatterà, su entrambi i canali, a partire dalle 21.50 dalla Basilica di San Pietro. Al termine delle celebrazioni, intorno alle 23.30, sull’ammiraglia della tv di Stato ci sarà una puntata speciale di A sua immagine con la conduzione Lorena Bianchetti, che dialogherà con il suo ospite d’eccezione, il cardinale e presidente della Cei Matteo Maria Zuppi. Insieme avranno modo di discutere non solo dell’importanza della nascita di Cristo, ma anche dei principali temi di attualità, dalle guerre che ancora oggi affliggono diversi Paesi del mondo ai cambiamenti della nostra società, fino ad arrivare alle prospettive e alle speranze per il futuro, di cui la figura del Messia rappresenta un simbolo e un messaggio. Interverranno anche Manuela e Gianni Mallamaci, genitori di Mario, affetto da una rara malattia.

Sempre su Rai 1, a seguire e comunque non prima delle 23.45, spazio allo speciale Giubileo 2025: da Giovanni Paolo II a Leone XIV – Fari di speranza. Il programma ripercorrerà l’importanza dell’Anno Santo nella storia, proponendo interessanti riflessioni sul tema attraverso le parole dei vari pontefici e la musica di grandi artisti della scena nazionale come Serena Autieri, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Amara, Stjepan Hauser e Mario Biondi. Quanto a Tv2000, invece, dopo la Santa Messa sarà trasmessa la tradizionale compieta, ossia la preghiera della sera a chiusura delle programmazioni quotidiane. Dopo la mezzanotte, spazio al santo rosario.

La programmazione di Rai 1 e Tv2000 per il 25 dicembre

Passando al giorno di Natale, il 25 dicembre, ancora una volta Rai 1 e Tv2000 trasmetteranno, dalle 10 del mattino, la Santa Messa presieduta da Papa Leone XIV, in cui il pontefice rinnoverà il proprio messaggio e augurio di speranza e salvezza dei fedeli davanti a una Chiesa idealmente riunita in tutto il mondo. A seguire, verso mezzogiorno, si assisterà alla Benedizione Urbi et Orbi direttamente dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro. Terminate le celebrazioni, su Rai 1 ci sarà il tradizionale concerto di Natale dalla Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, giunto alla 40esima edizione, con l’Orchestra Sinfonica Nazionale.

Milano, mostre e musei aperti a Natale 2025 e Capodanno 2026

Milano attraversa Natale e Capodanno con un’ampia offerta culturale, ottima per chi resta in città o arriva per pochi giorni durante le feste. Musei civici, fondazioni private e spazi espositivi restano in gran parte accessibili, con aperture pomeridiane nei giorni festivi e orari estesi nelle settimane centrali. Tra mostre storiche, fotografia, arte contemporanea e proposte immersive, il calendario consente di costruire percorsi diversi, dal centro alle periferie, senza concentrare tutto in pochi luoghi. Di seguito una guida sintetica, utile per orientarsi tra aperture, chiusure e principali appuntamenti tra il 24 dicembre e il primo gennaio 2026.

Eventi e mostre da non perdere a Milano

Milano, mostre e musei aperti a Natale 2025 e Capodanno 2026
Mudec (Wikipedia Commons).
  • Palazzo Reale: Leonora Carrington; Appiani: il Neoclassicismo a Milano; Art From Inside; Man Ray: forme di luce. Aperto mar–dom 10.00–19.30 (gio fino alle 22.30). Il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026 apre dalle 14.00.
  • Museo del Novecento: collezione permanente. Mar–dom 10.00–19.30; chiuso il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026.
  • Palazzo Marino: Il Polittico di Monte San Martino di Carlo e Vittore Crivelli. Tutti i giorni 9.30–20.00; il 25 dicembre solo pomeriggio; il 24 e 31 dicembre chiusura alle 18.00.
  • Gallerie d’Italia: Eterno e visione. Mar–dom 9.30–19.30 (gio fino alle 22.30); lunedì chiuso; il primo gennaio apertura dalle 13.45.
  • Mudec: M.C. Escher; Trentino Unexpected. Lun 14.30–19.30, mar–dom 9.30–19.30 (gio fino alle 22.30); 24 e 31 dicembre 9.30–14.00; 25 dicembre e primo gennaio 14.30–19.30.
  • Castello Sforzesco e Musei Civici (Palazzo Morando, Acquario Civico, Museo di Storia Naturale, Museo del Risorgimento): mostre e collezioni permanenti. Orario 10.00–17.30; chiusi il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026 (oltre al lunedì).
  • Pac Padiglione d’Arte Contemporanea: India: di bagliori e fughe. Chiuso il lunedì; aperto il 25 dicembre e il primo gennaio in orario pomeridiano.
  • Pirelli HangarBicocca: This Will Not End Well (Nan Goldin); Entanglements (Yuko Mohri). Gio–dom 10.30–20.30; chiuso il 25 dicembre 2025 e il primo gennaio 2026.
  • Fondazione Prada: The Island (Hito Steyerl); Sueño Perro (Alejandro G. Iñárritu). Tutti i giorni 10.00–19.00; 24 e 31 dicembre chiusura alle 17.00; 25 dicembre chiuso; primo gennaio 14.00–19.00.
  • Triennale di Milano: Sottsass, Mauri, Rosselli, Arte Circolare, Deloitte Photo Grant e progetti di Inequalities. Aperta 26–28 e 30 dicembre e 2–6 gennaio 10.30–20.00; primo gennaio 14.00–20.00; chiusa 24, 25, 29 e 31 dicembre.

BYD accelera in UK con le nuove nomine

BYD, colosso dell’auto cinese, ha deciso di rafforzare la propria presenza nel Regno Unito accelerando attraverso nuove nomine nel campo di vendita e post-vendita. Per questo la casa automobilistica ha nominato Claudio de Freitas a responsabile delle Vendite della flotta in UK. Il manager è stato responsabile nazionale del Noleggio a Lungo Termine e del Leasing, posizione che aveva assunto all’inizio dell’anno ed è entrato in BYD nel 2023 dopo aver lavorato in gruppi come Sytner o Tesla. Contestualmente Malcom Fryer assumerà il ruolo di responsabile del Remarketing per il Regno Unito. Anche lui ha fatto il proprio ingresso nella società cinese nel 2023, dopo aver lavorato per Ineos. Infine Marcus Hazelwood e Thomas Brady sono stati nominati rispettivamente responsabile delle Vendite al Dettaglio e responsabile dello Sviluppo della Rete.

È morto l’imprenditore Paolo Bontempi

È morto a Montelupone, all’età di 93 anni, Paolo Bontempi, imprenditore maceratese che ha dato vita a un marchio conosciuto a livello internazionale per aver reinventato in versione giocattolo i principali strumenti musicali. La sua intuizione più celebre fu la tastierina, considerata una svolta tecnologica e didattica, tanto da far parlare di “Metodo Bontempi”, basato sull’apprendimento intuitivo grazie ai tasti colorati.

La nascita del Metodo Bontempi e il successo

Il successo esplose tra gli anni Settanta e Ottanta, quando le tre aziende del gruppo arrivarono a occupare circa 600 lavoratori e i prodotti, fedeli negli aspetti estetici agli strumenti originali, conquistarono mercati ben oltre l’Europa. Il marchio si affermò anche attraverso collaborazioni con grandi nomi dell’intrattenimento come Walt Disney, che distribuì nei propri negozi strumenti ispirati a Topolino, oltre ad accordi con Warner Bros e con Barbie. Laureato in ingegneria elettronica al Politecnico di Torino nel 1960, Bontempi aveva rilevato dal padre Egisto la bottega artigiana “La fisarmonica”, trasformandola radicalmente grazie a importanti investimenti nelle tecnologie per la lavorazione della plastica. Nel 2023 gli era stato assegnato il Premio Mugellini, riconoscimento a una vita dedicata alla diffusione dell’educazione musicale tra i più piccoli.

Gilles Bariguian nuovo ceo globale di Delsey

Delsey ha annunciato la nomina di Gilles Bariguian come come Global Chief Executive Officer. Subentra a Isabelle Parize, che aveva ripreso la guida del marchio francese del settore della valigeria, dopo aver già ricoperto il l’incarico di amministratrice delegata tra il 2018 e il 2021.

Chi è Gilles Bariguian

Bariguian vanta oltre tre decenni di esperienza manageriale internazionale, di cui 20 anni in Procter & Gamble. Dopo l’esperienza in P&G (dove era arrivato al ruolo di vicepresidente di Braun), il manager ha ricoperto ruoli di vertice nei settori moda, lusso e retail in varie società: dal 2012 al 2016 è stato presidente di Guess EMEA, successivamente ceo di Hugo&Victor e di Etoile, uno dei principali gruppi della moda e del lusso nel Medio Oriente.

Il 13enne di La Spezia, mio figlio e la disforia di genere in un mondo di adulti impauriti

Per molto tempo ho avuto tre figlie e un figlio. Da qualche anno ho due figlie e due figli, e ormai non ricordo quasi più com’era, prima. Ci sono le vecchie foto, che inteneriscono me, ma che lui, il figlio maschio che alla nascita non lo era, non ama guardare: un ex prigioniero preferisce non rivedere le immagini della sua detenzione, anche se confortevole. Perché l’infanzia e la pubertà possono diventare una prigione, se li vivi in un corpo e con un aspetto che non corrispondono a come ti senti, e più cresci, meno il dentro assomiglia al fuori. La storia del ragazzino della Spezia, che a 13 anni ha completato l’iter giudiziario per la transizione di genere, suscitando nella pubblica opinione reazioni e commenti che vanno dalla simpatia alla perplessità alla pura malvagità, mi ha fatto ripercorrere la mia esperienza di madre di un ragazzo transgender, cui non sarò mai abbastanza (vigliaccamente) grata per avere intrapreso il suo percorso di transizione a 18 anni, assumendosene così l’intera responsabilità.

Cosa significa vivere nell’anima e nella carne la disforia di genere

Se lo avesse deciso quando era più piccolo, non sono sicura che sarei stata in grado di accompagnarlo nel modo giusto. Forse, impreparata com’ero, gli avrei trasmesso le mie paure e le mie incertezze, condizionata dalla mia ignoranza sulla disforia di genere: sapere cos’è, per aver letto articoli o libri, non significa sapere com’è davvero, cosa significa viverla nell’anima e nella carne, vederla succedere a un essere umano che hai messo al mondo e che ami. Oppure, non vederla, com’è accaduto a me, concentrata su altre emergenze familiari in un periodo complicato.

Il 13enne di La Spezia, mio figlio e la disforia di genere in un mondo di adulti impauriti
“L’amore non ha genere” (foto Unsplash).

Come nel caso del ragazzo spezzino, i primi a capire cosa succedeva a mio figlio sono stati il fratello e le sorelle, che avevano intuito e accettato serenamente una verità che sfuggiva a noi genitori, che per quanto culturalmente elastici e informati, siamo nati e cresciuti nella società cui i tradizionalisti vorrebbero tornare, dove si parlava solo di sesso e non di genere, e i sessi erano due, maschio e femmina, non una semplice differenza anatomica, ma un’opposizione concettuale irriducibile, come pari e dispari, bianco e nero, freddo e caldo.

Come è difficile uscire dalla polarità maschi/femmine

A noi novecenteschi risulta difficile uscire da una polarità antica come le montagne, comoda perché semplificante, ma che corrisponde alla realtà più o meno quanto i pupazzetti sulle porte dei bagni corrispondono agli esseri umani in carne e ossa, e servono più o meno alla stessa cosa: separare i due generi per incanalarli in percorsi ben distinti, senza che si facciano domande (non a caso una delle battaglie dei conservatori transfobici si consuma proprio intorno alla separazione delle toilette).

Il 13enne di La Spezia, mio figlio e la disforia di genere in un mondo di adulti impauriti
I conservatori transfobici trattano le identità di genere come se fossero pupazzetti sulle porte dei bagni (foto Unsplash).

Millennial e zillennial sono così diversi da noi anche per questo: l’antitesi alla base della civiltà umana, maschio/femmina, due generi cui al massimo si è riconosciuta la “complementarità”, ma mai una vera uguaglianza, non ha mai scricchiolato tanto come nell’ultimo paio di decenni. Il “secondo natura” per i giovani si declina più nel rispetto dell’ambiente che nella vita affettiva e sessuale, accettano sempre meno passivamente di essere determinati dal loro genere e rivendicano l’adolescenza e la giovinezza come terreno di sperimentazione della propria identità. Hanno ripreso un percorso che era già iniziato fra i ragazzi e le ragazze degli Anni 70, poi soffocato dal “ritorno all’ordine” omofobo dell’era dell’Aids.

Adolescenti con intorno un mondo di adulti mal cresciuti e impauriti

Sfortunatamente, hanno intorno un mondo di adulti mal cresciuti e impauriti, non sempre in grado di capirli, anche quando hanno le migliori intenzioni. Ammiro il coraggio dei genitori del ragazzo di La Spezia e dei giudici che hanno riconosciuto il suo diritto a essere come si sentiva. Io, se mio figlio avesse fatto coming out a 13 anni, forse avrei aggiunto le mie paure alle sue, invece di proteggerlo e sostenerlo. Attendendo, lui ha facilitato la vita ai suoi genitori, ma l’ha resa meno facile a se stesso: la sua adolescenza è stata durissima.

È tutto più complicato, delicato e umano di quel che arriva sui media

Ne è uscito più forte, ma se non ce l’avesse fatta? E mi domando se una transizione a 13, 14 anni, gli avrebbe comunque risparmiato anni di sofferenza, solitudine e negazione. Non sono un’attivista, solo una che c’è passata in mezzo e sa che è tutto molto, molto più complicato, delicato e umano di quel che arriva sui media. Auguri al ragazzo ligure, a mio figlio e a tutti i ragazzi e le ragazze ancora impegnati a definire la propria identità, in un mondo sempre più dominato da chi ha in testa solo i pupazzetti sulle porte di un bagno.

Leonardo Del Vecchio fonda Lmdv Media per investire nell’editoria

Leonardo Maria Del Vecchio accelera sull’editoria e formalizza il suo ingresso nel settore con la nascita di Lmdv Media, una nuova società di investimento dedicata ai media. Il progetto arriva dopo una serie di mosse ravvicinate: l’offerta (poi respinta) da 140 milioni di euro per il gruppo Gedi e l’acquisto del 30 per cento de Il Giornale tramite Lmdv Capital, il family office di cui è presidente e che opera separatamente dalla holding di famiglia Delfin. Parallelamente sono in corso trattative avanzate per QN – Quotidiano Nazionale, che riunisce Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e Il Telegrafo.

La visione di Del Vecchio sull’editoria

In un’intervista al Corriere della Sera, Del Vecchio spiega la logica dell’operazione e la sua visione industriale: «L’editoria ha bisogno di una nuova forza, anche per ristabilire il collegamento con i giovani che cercano informazione ma nei posti sbagliati. Vorrei che questi giovani tornassero a sfogliare i giornali di carta sporcandosi le mani di inchiostro». Al centro del progetto c’è un modello dichiaratamente non schierato: «Non mi interessa un giornalismo “contro” o “per”, bensì un modello che informi i lettori. I fatti prima di tutto poi saranno le persone a farsi la propria opinione». Il piano industriale ruota attorno a tre pilastri: valorizzazione delle firme giornalistiche, tecnologia come infrastruttura e nuove fonti di ricavo meno dipendenti dalla pubblicità tradizionale. «Il nostro è un piano industriale di ricostruzione del motore», spiega Del Vecchio, che parla apertamente di responsabilità civica più che di rendimenti finanziari: «È ovvio che non punto a grandi ritorni. La mia è più una responsabilità civica».

Raid di Israele su siti di lancio di Hezbollah nel sud del Libano

Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver colpito «diversi siti di lancio di Hezbollah in varie aree del Libano meridionale». Su X l’Idf ha spiegato che gli attacchi «hanno smantellato le strutture militari e le infrastrutture da cui i terroristi avevano recentemente operato», di fatto «in violazione degli accordi tra Israele e Libano».

Breton: «L’Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco»

L’ex commissario europeo Thierry Breton, al quale è stato vietato l’ingresso negli Usa, ha rilasciato un’intervista a Le Figaro, insieme all’ex ministro francese Arnaud Montebourg. Breton ha affermato come «L’Europa e le sue istituzioni sono sotto attacco. La storia ci insegna che quando un Paese dichiara chiaramente cosa si aspetta dai suoi alleati – o vassalli – e cosa intende fare per rafforzare questa dipendenza, va preso sul serio». Secondo l’ex commissario, il contesto globale è dominato da potenze che ragionano «con una logica imperiale. La Russia è un grande impero declinante, lo stesso vale per la Turchia, e anche gli Stati Uniti hanno tentazioni imperialistiche».

Breton: «L’Europa non deve farsi vassallizzare»

Poi sul futuro dell’Unione: «Per quanto ci riguarda, la questione è sapere cosa costituisce il nostro progetto, il progetto di noi europei». Un progetto che, precisa, non può avere come obiettivo la subordinazione: «In ogni caso, la sua finalità non è certamente quella di farci vassallizzare, di farci dare lezioni sul miglior modo di distruggere le nostre istituzioni, ancor meno farci dettare il nostro modo di pensare o di votare». Secondo Breton, l’attuale strategia americana non mira a una rottura formale con l’Unione, ma a un approccio selettivo verso i singoli Paesi: «Favorire relazioni bilaterali amichevoli con alcuni Stati membri». Una linea che, avverte, rischia di minare la coesione europea e si inserisce in una narrativa già sostenuta dal Cremlino: «Non sbagliamoci, il ragionamento Stato per Stato è concepito per indebolire l’Europa. Fa il paio con la narrazione di Vladimir Putin che non vuole un’Europa forte alle sue frontiere ma preferisce un’Europa divisa delle nazioni»

La Corte Suprema blocca il dispiegamento della Guardia Nazionale a Chicago

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso di non autorizzare il dispiegamento della Guardia Nazionale nell’area di Chicago, infliggendo una battuta d’arresto significativa alla strategia di Donald Trump di inviare truppe federali nelle grandi città contro il parere delle autorità locali e statali. La Corte, che attualmente è a maggioranza conservatrice, ha chiarito che il governo non è riuscito a indicare una base giuridica che gli consenta di prendere il controllo della Guardia Nazionale per dispiegarla nella città. La forza di riservisti, infatti, è sotto il controllo dei singoli Stati: il presidente può assumerne il controllo solo in presenza di una ribellione o di un fallimento delle autorità locali nel mantenere l’ordine.

La Corte Suprema blocca il dispiegamento della Guardia Nazionale a Chicago
Donald Trump (Ansa).

Trump vuole dispiegare la Guardia Nazionale a sostegno dell’ICE

La decisione della Corte Suprema nasce dal ricorso presentato dal governo contro il blocco imposto a ottobre dalla giudice federale April Perry, che aveva vietato l’impiego operativo dei soldati in Illinois. Al centro della disputa c’è l’uso delle truppe per proteggere dalle proteste gli agenti dell’ICE impegnati in controverse operazioni anti-immigrazione, avviate a Chicago con l’operazione “Midway Blitz”. Il dipartimento di Giustizia ha descritto le proteste dei cittadini contro l’ICE come una «ribellione contro l’autorità federale», tesi respinta dalle autorità dello Stato dell’Illinois, secondo cui le manifestazioni non hanno mai impedito l’applicazione della legge e sono state gestite dalle forze di polizia locali. Il verdetto è temporaneo, perché la Casa Bianca può ancora dimostrare la necessità di dispiegare la Guardia Nazionale, ma segna la prima presa di posizione della Corte Suprema sui tentativi di Trump di allargare le maglie dei poteri presidenziali, e potrebbe pesare sui contenziosi ancora aperti in altre città, come Portland, Washington e Los Angeles.

Maserati, a Giuseppe Rubinato la guida di pianificazione vendite e governance commerciale

Maserati ha affidato a Giuseppe Rubinato l’incarico di Head of Global Sales Planning, Business Intelligence and Governance. In precedenza, sempre in Maserati, Rubinato è stato Head of Business and Sales Operations per Sudest asiatico, India, Europa, Medio Oriente e Africa. Prima di entrare in Maserati nel 2022, Rubinato ha maturato una lunga esperienza nel gruppo BMW: tra gli incarichi più significativi quello di Global Head of Price & Product Steering Mini (2018-2022).

Tragedia in Montenegro, si stacca la seggiovia: morto il calciatore Hertner

Lutto nel calcio tedesco. Il 34enne Sebastian Hertner, difensore e capitano dell’Estv Hamburg che milita in quinta serie, è morto dopo essere precipitato da un’altezza di 70 metri in Montenegro. Era in villeggiatura con la moglie, rimasta ferita nell’incidente, a Savin Kuk, località sciistica nel Nord del Paese per trascorrere le vacanze di Natale quando la seggiovia su cui si trovava si è improvvisamente staccata, facendolo cadere nel vuoto. «Siamo sconvolti e profondamente addolorati. Le nostre più sentite condoglianze vanno alla sua famiglia e ai suoi cari», ha scritto il club in un breve comunicato. «Riposa in pace, Sebastian». Le autorità montenegrine hanno ordinato la chiusura dell’impianto, in attesa che la procura effettui le indagini per individuare le cause del malfunzionamento.

La ricostruzione dell’incidente in cui è morto Sebastian Hertner

Secondo le prime ricostruzioni, Sebastian Hertner era in vacanza presso il comprensorio sciistico di Savin Kuk, vicino alla località turistica Zabliak, nel Montenegro settentrionale. A un certo punto, la seggiovia biposto su cui si trovava assieme alla moglie si è staccata improvvisamente dal cavo e ha urtato il posto retrostante e il calciatore, precipitato nel vuoto per 70 metri e morto sul colpo. Per la donna, testimone dell’accaduto e attualmente sotto shock, solo una frattura alla gamba riportata per essere rimasta intrappolata nella sedia danneggiata.

La carriera del calciatore tedesco, che ha vestito la maglia della Nazionale

Classe 1991, originario di Leonberg nel land Baden-Württemberg, Sebastian Hertner aveva iniziato la sua carriera professionistica nelle giovanili dello Stoccarda, pur non riuscendo mai a debuttare in Bundesliga. Dopo aver vestito la maglia della Nazionale tedesca sia nell’Under 18 sia nella successiva categoria, ha disputato 95 partite in Zweite Bundesliga, la Serie B locale, con il Monaco 1860, il Darmstadt 98 e l’Erzhgebirge Aue. Più di 100 le presenze in terza divisione con Stoccarda II, Aue, VfB Lubecca e Türkgücü Monaco. Prima di approdare all’Estv Hamburg, di cui era capitano.