Campania, Massimiliano Manfredi nuovo presidente del Consiglio regionale

Massimiliano Manfredi è il nuovo presidente del Consiglio regionale della Campania. L’elezione è avvenuta nella mattinata del 29 dicembre, al primo scrutinio, con 41 preferenze su 51 votanti, grazie a una convergenza che ha coinvolto sia la maggioranza sia le opposizioni. Durante la votazione sono state registrate anche sei schede bianche, un voto nullo attribuito a Vincenzo De Luca perché non presente in aula, oltre a una preferenza per Lucia Fortini e una per Luca Fella Trapanese.

Chi è Massimiliano Manfredi

Cinquantadue anni, nato a San Paolo Belsito, sposato e padre di due figlie, Manfredi vanta un lungo percorso politico e istituzionale. Dopo l’esperienza come segretario provinciale della sinistra giovanile a Napoli, ha lavorato al Comune di Napoli occupandosi di politiche del lavoro e concertazione. È stato poi capo della segreteria del ministro della Funzione Pubblica Luigi Nicolais, dirigente nazionale del Partito democratico e presidente provinciale del Pd napoletano. Eletto alla Camera nel 2013, ha fatto parte delle commissioni Ambiente, Antimafia e Politiche dell’Unione europea. Nel 2020 è entrato in Consiglio regionale con quasi 20mila voti, venendo rieletto alle ultime regionali con 30.500 preferenze. È componente dell’Assemblea nazionale del Pd ed è fratello del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi.

Sangiuliano: «Una sconfitta per De Luca»

Sul risultato si è espresso il capogruppo di Fratelli d’Italia Gennaro Sangiuliano: «L’elezione di Massimiliano Manfredi, per il quale abbiamo votato per dare un segnale di collaborazione istituzionale, rappresenta la prima sconfitta di De Luca e del deluchismo. Fino a pochi minuti prima dell’inizio del consiglio la maggioranza era profondamente spaccata. Il monarca spodestato ha provato a manipolare ma è stato respinto. Diciamo che c’è stato un soccorso blu, siamo di destra e crediamo nel valore delle istituzioni. Il fatto che siano usciti voti a Trapanese, Fortini e uno nullo a De Luca è significativo circa compattezza della maggioranza». Da Forza Italia, il segretario regionale Fulvio Martusciello e il capogruppo Massimo Pelliccia hanno dichiarato: «Forza Italia responsabile ma la legislatura parte con franchi tiratori in maggioranza. Abbiamo scelto la via della responsabilità istituzionale votando convintamente Massimiliano Manfredi presidente del Consiglio regionale ma bisogna prendere atto che la maggioranza ha problemi seri». A queste parole si è aggiunto il senatore Franco Silvestro: «Abbiamo dato una grande prova di responsabilità e ci aspettiamo da Manfredi equidistanza e rispetto di tutti».

Manfredi: «Impegno contro femminicidi e morti bianche»

Nel suo primo intervento da presidente, Manfredi ha sottolineato il ruolo dell’assemblea regionale affermando: «Ci sono contrasti nell’aula della Regione ma abbiamo sempre un’unione su temi importanti. A partire da Anna Tagliaferri, che dal suo compagno è stata uccisa, e da Giacomo Bortone cittadino di Cercola che 18 giorni fa è l’ultima morte bianca in Campania schiacciato dal carrello elevatore. Sul femminicidio e sulla morte sul lavoro questa aula si è saputa unire approvando all’unanimità o a grandissima maggioranza norme che ci consentono di avere in Regione leggi di grande avanzamento su questi temi. Questi sono punti in cui nostro ruolo di legislatori ci fa sentire utili nei confronti dei cittadini che ci hanno votato».

Campania, Massimiliano Manfredi nuovo presidente del Consiglio regionale
Massimiliano Manfredi (Ansa).

Manfredi ha poi aggiunto: «Questo voto così ampio va al di là del risultato elettorale e impone alla mia figura un ruolo e una responsabilità molto ampia e credo che vada condivisa con il ruolo di questa aula in questi 5 anni», concludendo: «oggi inizia un nuovo percorso dopo 10 anni di De Luca. Fico è il primo dei nostri consiglieri, a lui in bocca al lupo perché questa aula possa essere sempre il luogo dell’incontro, dello scontro ma politico ma soprattutto rendere orgogliosi i cittadini che hanno voluto che fossimo qui».

Sugli arbitri è scontro tra Lazio e Lega Serie A

Da una parte la Lazio, che dopo il pari contro l’Udinese subito all’ultimo secondo ha inviato una lettera alla Lega Serie A in cui ha denunciato i «continui errori arbitrali» che avrebbe subito. Dall’altro il presidente della stessa Lega, Ezio Maria Simonelli, che a Radio Anch’io Sport ha rispedite le critiche al mittente e chiesto «rispetto». È questo lo scontro che tiene banco nell’ultimo lunedì del 2025, con un turno di campionato non ancora completato e in attesa del posticipo tra Roma e Genoa. Tutto è partito dal gol con cui Davis ha fissato sull’1-1 il punteggio tra Udinese e Lazio. L’attaccante ha toccato il pallone con un braccio prima della rete, ma per arbitro e VAR non è stato un tocco punibile. Da qui le rimostranze della Lazio e la risposta picca del numero uno della Serie A.

L’attacco della Lazio: «Criteri uniformi e trasparenza»

Nella lettera inviata domenica 28 dicembre, il club biancoceleste si è detto pronto a «intraprendere ogni iniziativa consentita a tutela dei propri diritti, dei danni economici subiti anche in considerazione dello status di società quotata, della regolarità sportiva e del rispetto dovuto ai propri tifosi». Nella lunga missiva si parla di «rispetto per il ruolo arbitrale», ma anche del «ripetersi di episodi arbitrali e a valutazioni VAR incoerenti, disomogenee e determinanti, che stanno producendo un pregiudizio sportivo evidente ai danni della S.S. Lazio, minando al contempo la credibilità dell’intero sistema e generando rilevanti danni economici. Non si tratta del singolo errore, fisiologico nello sport. Si tratta di una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità».

La società ha contestato questa «applicazione non uniforme dei criteri» e chiesto un intervento immediato, attraverso un tavolo istituzionale con il coinvolgimento della Figc. Tra le richieste anche strumenti per uniformare le decisioni e «misure di trasparenza volte a ridurre il vuoto informativo che alimenta tensioni e delegittimazione». Inoltre si è detta disponibile a fornire un dossier con tutti gli errori che avrebbe subito. Nel suo lungo attacco la Lazio ha parlato anche di «una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità».

Simonelli: «Ci vuole rispetto»

Ed è stato proprio questo uno dei passaggi che Simonelli non ha digerito. Durante l’intervista ha affermato: «Risponderemo come a tutte le comunicazioni di vario tipo che giungono dai club, Pec o non Pec, dopo averle analizzate nelle sedi inopportune. Sul fatto che la credibilità del campionato sia minata, non mi trovo. Ci vuole rispetto per la classe arbitrale che svolge un ruolo delicato». E ancora: «Non è mio compito quello di dissertare sui fatti tecnici. Ieri sera ho avuto modo di sentire il designatore Rocchi per gli auguri di buon anno e mi ha anticipato che domani sera su Open Var verrà data un’ampia e dettagliata spiegazione sul gol contestato dalla Lazio. Da presidente di Lega, non posso che confermare la totale fiducia nell’operato della classe arbitrale: metterla in dubbio mina fortemente, questo sì, la credibilità del sistema e non è tollerabile».

Infine il presidente della Lega ha concluso: «Ci può stare che un club si senta danneggiato da alcuni episodi, ma come sappiamo gli errori arbitrali fanno parte del gioco del calcio così come gli errori degli attaccanti, dei difensori e dei portieri e come tali vanno accettati senza pregiudizi. Se poi si ritiene, come scritto nella lettera, che si tratta di “una sequenza di episodi che, per frequenza, natura e impatto, non è più archiviabile come casualità” allora il discorso è diverso. Se si sostiene che c’è un disegno dietro, la strada è quella della denuncia nelle sedi competenti».

Pos, scontrini e pagamenti, novità dal 2026: cosa cambia

Dal 1° gennaio 2026 entrano in vigore nuove regole sui pagamenti elettronici e sulla certificazione dei corrispettivi. Il cambiamento principale riguarda l’obbligo di collegare registratori di cassa telematici e strumenti di pagamento elettronico, come i Pos. La misura, prevista dalla legge di Bilancio e resa operativa da un provvedimento dell’Agenzia delle entrate di fine ottobre 2025, punta a rendere più immediato il confronto tra scontrini emessi e incassi tracciati. Nello stesso pacchetto rientrano anche procedure accelerate per la liquidazione dell’Iva e per i pignoramenti presso terzi.

Come funziona il collegamento tra cassa e Pos

Pos, scontrini e pagamenti, novità dal 2026: cosa cambia
Pos (Imagoeconomica).

Dal 2026 gli esercenti dovranno registrare online l’abbinamento tra il registratore telematico e i Pos utilizzati. Non è previsto alcun collegamento fisico: l’operazione avviene nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate. L’esercente, anche tramite un intermediario, associa la matricola del registratore già censito in Anagrafe tributaria ai dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui è titolare.

Procedura e trasmissione dei dati

Per semplificare l’adempimento, la piattaforma mostrerà l’elenco dei Pos già comunicati all’Agenzia dagli operatori finanziari. I pagamenti elettronici dovranno essere registrati al momento dell’operazione, indicando nel documento commerciale la modalità di pagamento e l’importo. I dati saranno poi trasmessi all’Agenzia in forma aggregata giornaliera, con le stesse modalità già previste per i corrispettivi telematici.

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Scadenze e fase transitoria

I Pos attivati o modificati dovranno essere registrati tra il sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione e l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Per gli strumenti già in uso al 1° gennaio 2026 è previsto un termine di 45 giorni dalla messa a disposizione del servizio online.

Iva e pignoramenti “sprint”

Dal 2026 l’Agenzia potrà calcolare l’Iva dovuta in caso di dichiarazione omessa utilizzando fatture elettroniche e scontrini. Se il contribuente non risponde entro 60 giorni, l’imposta viene iscritta a ruolo con una sanzione del 120 per cento. La Manovra introduce anche pignoramenti più rapidi: grazie ai dati della fatturazione elettronica, la Riscossione potrà individuare i clienti delle imprese debitrici e bloccare i pagamenti in arrivo prima dell’accredito.

Chiara Delucchi nominata General Counsel di Piaggio Aerospace

Da gennaio Chiara Delucchi assumerà l’incarico di General Counsel di Piaggio Aerospace: l’azienda, attiva nel settore aeronautico e in precedenza di proprietà emiratina, è stata acquisita a luglio dal gruppo turco Baykar a seguito di un trattato tra Roma e Ankara, all’interno di un più ampio accordo strategico con Leonardo.

Chi è Chiara Delucchi

Delucchi proviene da quattro anni e mezzo in Trenitalia, dove è stata responsabile del settore contenzioso (civile, amministrativo, regolatorio e antitrust) e poi è stata Head of Contract Management, Investments & Controlling all’interno della Customer Operations. In precedenza, ha maturato esperienze di rilievo anche in Bombardier, sia in Italia che su progetti internazionali. Nel corso della carriera ha lavorato anche presso il Porto Antico di Genova, Marconi e BonelliErede, uno degli studi legali più noti d’Italia.

Due nomine ai vertici di Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo ha annunciato due importanti avvicendamenti ai vertici del Gruppo guidato da Carlo Messina. A partire dal primo gennaio Francesca Nieddu assumerà l’incarico di Chief Compliance Officer, mentre Mauro Senati diventerà Chief Risk Officer del gruppo. Subentrano rispettivamente a Piero Boccassino e Davide Alfonsi, che continueranno a collaborare con Intesa Sanpaolo in qualità di Senior Advisor.

Due nomine ai vertici di Intesa Sanpaolo
Francesca Nieddu (LinkedIn).

Chi è Francesca Nieddu

Nieddu ha iniziato la carriera nel 1998 in Borsa Italiana nel mercato dei derivati azionari e, a partire dal 2000, nell’area capital markets di Unicredito Italiano, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità nel marketing e product management dei prodotti finanziari per investitori retail. In seguito nel 2004 ha guidato il personal banking e la gestione dei prodotti d’investimento in Banca di Roma (Gruppo Capitalia) e nel 2005 è entrata in Banca IMI. Successivamente nel 2007 è entrata nella Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ricoprendo ruoli di responsabilità crescente. Dal 2018 ha avuto responsabilità commerciali nella rete Banca dei Territori. Dal 2021 è stata Direttore Regionale Veneto Est e Friuli-Venezia Giulia, facendo inoltre parte di consigli di amministrazione di società controllate dal Gruppo.

Due nomine ai vertici di Intesa Sanpaolo
Mauro Senati.

Chi è Mauro Senati

Senati ha iniziato la sua carriera professionale in Banca Commerciale Italiana nel 1994, proseguendo successivamente in Intesa Sanpaolo, dove ha maturato significative esperienze professionali nella Pianificazione e Controllo, nell’Area Risk Management e nella Validazione Interna. Nel 2008 è entrato in Ubi Banca, di cui due anni dopo è diventato Chief Risk Officer. Dopo la fusione in Intesa Sanpaolo nel 2020 è rientrato nel Gruppo, inizialmente come responsabile della Direzione Risk Management Banca dei Territori e successivamente come Responsabile dell’Area di Coordinamento Business Units, Market and Financial Risk Management, nell’Area Chief Risk Officer.

Lo strappo di Veneziani e gli scricchiolii a destra di Meloni: le pillole del giorno

Le dichiarazioni anti-meloniane di Marcello Veneziani hanno fatto danni, a destra. Quella voglia di “staccarsi dal gruppo”, come al Giro d’Italia, covava da tempo: su La Verità il 5 novembre Veneziani parlava di «Melonarchia, ovvero la presenza della Meloni al governo», che non è certo un complimento. Fino alla più recente accusa di «non aver cambiato niente nella nostra vita di italiani», che forse è quello che spera ogni reazionario. Veneziani è stato consigliere d’amministrazione della Rai (e in quel caso come si è adoperato lui per cambiare le cose?, bisbiglia velenoso qualcuno), e pure di Cinecittà Holding: in quest’ultima realtà statale venne nominato da Giuliano Urbani, liberalissimo ex ministro della Cultura, di Forza Italia, e mandato via da un altro inquilino di via del Collegio Romano, il filosofo cattolico Rocco Buttiglione. Ed era il 2005. Se Elly Schlein «non l’hanno vista arrivare» al Nazareno, per usare una formula lessicale in voga tra i maggiorenti di una volta (?) del Partito democratico, Veneziani ha voluto far vedere che usciva dal recinto della destra. Anche se, e va detto al ministro Alessandro Giuli, Veneziani aveva lanciato un avvertimento dal quotidiano romano Il Tempo in un’intervista del 31 ottobre, nelle paginate spese in tante giornate dall’ex direttore Tommaso Cerno per ricordare Pier Paolo Pasolini: intervistato da Pietro De Leo, disse non troppo cripticamente che lo scrittore e regista forniva alcuni strumenti per capire la politica di oggi, evidenziando che «ci fa capire i presupposti da cui deriva l’odierno declino della politica, delle idee e delle appartenenze», con «il vuoto e la miseria dei nostri anni, e la perdita di umanità». Un messaggio nella bottiglia che voleva annunciare un malessere, ma che evidentemente non era arrivato a destinazione, tanto da avere bisogno di una robusta e ampia contumelia, scritta in prima persona, prendendo di petto il governo. Come andrà a finire? Qui tocca sentire Matteo Renzi: il leader di Italia viva è arrivato a dire che Giorgia Meloni «è messa molto peggio del previsto, gli scricchiolii si sentono a destra». Ma potrebbe essere anche il rumore di qualche tarlo, solerte divoratore del legno, presente a Palazzo Chigi. Comunque, anche la bile nera fa rumore…

Lo strappo di Veneziani e gli scricchiolii a destra di Meloni: le pillole del giorno
Lo strappo di Veneziani e gli scricchiolii a destra di Meloni: le pillole del giorno
Lo strappo di Veneziani e gli scricchiolii a destra di Meloni: le pillole del giorno
Lo strappo di Veneziani e gli scricchiolii a destra di Meloni: le pillole del giorno

Cosa non dirà Mattarella nel suo discorso di fine anno?

Mentre la manovra fa litigare maggioranza e opposizione, con il solito triste spettacolo della finanziaria di fine anno che permette però ai funzionari parlamentari e a chi lavora nei palazzi del potere di fare il pieno di straordinari grazie alle sedute notturne, i politici nei ritagli di tempo, tra una votazione e l’altra, si chiedono «cosa dirà il presidente della Repubblica nel messaggio del 31 dicembre?». Un domandone al quale nessuno riesce a dare una risposta: certo, i timori sono tanti, con Lega, Movimento 5 stelle e Alleanza verdi e sinistra che sperano di non sentire arrivare dal Quirinale «parole bellicose» in tema di riarmo e difesa europea. Quelli di Fratelli d’Italia invocano il silenzio sulla giustizia e sul referendum, «anche perché Sergio Mattarella è presidente del Consiglio superiore della magistratura». Ognuno cerca di pronosticare «cosa non ci sarà nel discorso», ma è certo che l’appuntamento a reti unificate sarà seguitissimo, più degli anni precedenti.

Lo strappo di Veneziani e gli scricchiolii a destra di Meloni: le pillole del giorno
Sergio Mattarella (foto Imagoeconomica).

I castelli di carta di Marattin

«Poi uno dice la deforestazione dell’Amazzonia». Luigi Marattin ha pubblicato sui social una foto con i carrelli pieni di carte, alla Camera dei deputati: erano gli stampati «per la lettura parlamentare della legge di bilancio». Roba da cancelleria di tribunale, con i faldoni spostati in occasione della celebrazione dei processi. Masse di documenti che mai verranno letti da tanti eletti, ma solo da chi ha interesse a un particolare emendamento: tutti gli altri si attengono alle direttive del partito e votano secondo l’indicazione del capogruppo, lasciando intonse le carte. Marattin, che ora fa parte del Partito liberaldemocratico dopo lunghe stagioni renziane, verga un commento di fuoco sulla scena immortalata: «Tutto, assieme al lavoro di centinaia di funzionari e impiegati, assolutamente per l’anima dell’organo riproduttivo maschile». Cosa avrà voluto dire?

Bonus casa nel 2026: confermato il 50 per cento sulla prima abitazione

La manovra del governo conferma, per tutto il 2026, il bonus sulla prima casa al 50 per cento. Ma, nel nuovo anno, occorrerà fare in fretta. Infatti, sarà più difficile un’ulteriore proroga dell’aliquota di detrazione fiscale e della conferma del tetto di spesa di 96 mila euro anche nel 2027. Proprio il quadro di incertezza sulle aliquote dei bonus edilizi avrebbe prodotto, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore del 28 dicembre, una contrazione degli investimenti di circa 20 miliardi di euro nei primi nove mesi dell’anno. La conferma del 50 per cento dell’incentivo sulle ristrutturazioni degli immobili emerge in uno scenario di riduzione delle possibilità di agevolare, dal punto di vista fiscale, i lavori sulla casa. La legge di bilancio 2026, infatti, non ha confermato per il nuovo anno né il Superbonus, né il bonus per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Bonus casa nel 2026, cosa prevede la manovra?

Bonus casa nel 2026: confermato il 50 per cento sulla prima abitazione
Lavori di ristrutturazione della prima e seconda casa che si possono eseguire con i bonus edilizi anche nel 2026 (Unsplash).

Ancora 12 mesi di tempo per eseguire lavori di ristrutturazione della prima casa con il bonus del 50 per cento di agevolazione fiscale. Inizialmente sembrava che nel 2026 la percentuale di sconto fiscale sulla prima casa sarebbe dovuta scendere al 36 per cento e quella sulle seconde abitazioni al 30 per cento, con un tetto massimo di spesa dimezzato da 96 mila a 48 mila euro. Invece rimarrà tutto invariato per altri 12 mesi. La legge di Bilancio 2026 ha confermato, infatti, l’aliquota del 50 per cento sui lavori riguardanti le abitazioni principali e del 36 per cento per quelli sulle seconde case. Il recupero dello sconto può continuare ad avvenire mediante la detrazione fiscale in 10 rate annuali. Non è possibile, invece, utilizzare gli strumenti dello sconto in fattura e della cessione dei crediti d’imposta.

Quali sono i lavori di ristrutturazione che si possono effettuare nel 2026 con lo sconto?

I lavori agevolati dallo sconto fiscale del 50 e del 36 per cento, rispettivamente sulla prima e sulla seconda casa, sono quelli elencati all’articolo 16 bis del Testo unico delle imposte sui redditi. Nel dettaglio, si possono effettuare lavori di:

  • manutenzione ordinaria;
  • manutenzione straordinaria, restauro, ristrutturazione e risanamento conservativo;
  • ricostruzione del proprio immobile danneggiato da eventi sismici;
  • abbattimento delle barriere architettoniche seguendo lo schema degli interventi ammessi del decreto ministeriale 236 del 1989;
  • interventi di prevenzione contro il rischio di illeciti commessi da terzi, come per esempio la porta blindata;
  • lavori di risparmio energetico e di bonifica dall’amianto;
  • messa a norma di fabbricati e lavori per evitare gli infortuni domestici;
  • sostituzione del gruppo elettrogeno.

Mosca: «Più vicini alla pace, ma Kyiv deve ritirarsi dal Donbass»

Il Cremlino è d’accordo con quello che ha detto Donald Trump, cioè che le parti sono vicine a risolvere il conflitto in Ucraina e che i colloqui per porre fine alla guerra sono nella fase finale. Lo ha affermato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, ricordando però che Kyiv «deve ritirarsi oltre i confini amministrativi del Donbass» se vuole la fine dei combattimenti». Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la notizia di Fox News secondo cui i negoziati con Trump avrebbero offerto l’opportunità di una telefonata tra Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky (che ha appena incontrato il presidente Usa a Mar-a-Lago), Peskov ha ribadito che «una conversazione del genere non è attualmente in fase di valutazione» e che un colloquio diretto tra i due leader dovrebbe essere preceduta da colloqui tra i team negoziali di Mosca e Kyiv.

Perché Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani

Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani. L’Istituto dell’Enciclopedia Italiana ha infatti nominato Robert Francis Prevost, salito al soglio pontificio lo scorso maggio, riconoscendone «una Chiesa povera per i poveri» in un periodo storico fortemente segnato da conflitti internazionali, polarizzazioni e leadership muscolari. Nel Libro dell’anno si ripercorrono 365 giorni di tensioni sia dal punto di vista sociale sia da quello economico, oltre a sorprendenti eventi storici e culturali: spazio per il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, il terzo anno del Governo Meloni e l’assegnazione dei premi Nobel. Nel 2024, la scelta della Treccani ricadde su Sophia Loren.

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Leone XIV Personaggio dell’anno per la Treccani: la motivazione

La Treccani ha scelto per Leone XIV «per aver improntato il suo pontificato a valori fondamentali dell’esperienza cristiana come sobrietà, misura e ascolto», simbolo di una Chiesa povera che volge lo sguardo ai poveri. Uomo «parsimonioso di presenza e parole», il Papa «ha scelto di sfumare la propria figura, ridurne la rumorosità, bilanciare posizioni e udienze, sottraendosi con pazienza ai tentativi di collocarlo a destra o a sinistra, tanto sul piano politico quanto su quello teologico». Per la Treccani, «Leone XIV, primo papa statunitense, primo missionario in senso moderno e primo figlio dell’ordine cui appartenne Martin Lutero, sta applicando la capacità di governo maturata durante la lunga missione in Perù, e si trova ora, da pontefice, a operare in un mondo in cui potenze che ambiscono a tornare “nuovamente grandi” hanno bisogno che altri si rimpiccioliscano nella coscienza dei propri diritti».

Perché Papa Leone XIV è il Personaggio dell’anno 2025 per la Treccani
Papa Leone XIV durante la messa di Natale (Ansa).

«In questo scenario segnato da inedite e interconnesse sfide globali», ha proseguito la Treccani, «il nuovo Papa è chiamato a stabilire l’ordine delle priorità di un’agenda complessa, tra nodi da sciogliere o da tagliare, in un percorso fatto di scelte selettive, risposte misurate e rinvii ponderati, che non promette consenso facile né immediato a un pontificato impegnato a promuovere una pace disarmata e disarmante». Giunto alla 20esima edizione, il Libro dell’anno Treccani restituisce tutti i personaggi chiave degli ultimi 12 mesi in un racconto di 600 pagine e quasi 1.200 notizie. «Abbiamo tentato di raccontare con completezza e profondità di analisi un anno difficile», ha detto il direttore Marcello Sorgi. «Abbiamo individuato proprio nella Chiesa di Papa Leone XIV un nuovo importante protagonista della scena internazionale, da cui la scelta di nominarlo Personaggio dell’anno».

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Permessi retribuiti per malattie invalidanti e gravi: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

Nelle ultime ore, l’Inps ha fornito chiarimenti in merito ai permessi retribuiti che possono essere richiesti da chi sia affetto da malattie invalidanti e gravi e su cosa cambia a partire dal 1° gennaio 2026. La norma di riferimento è l’articolo 2 della legge 106 del 2025, recante «Permessi di lavoro per visite, esami strumentali e cure mediche», che consente ai lavoratori dipendenti del settore privato e del pubblico impiego e ai figli minori, affetti da malattie che provochino un’invalidità di almeno il 74 per cento o da malattie oncologiche, di fruire di ulteriori permessi retribuiti per una durata massima di dieci ore all’anno rispetto a quanto si prevede già nei contratti collettivi di lavoro. Dalla disciplina, tuttavia, rimangono esclusi i lavoratori autonomi, i collaboratori iscritti alla Gestione Separata e i lavoratori dello spettacolo del fondo autonomi.

Permessi retribuiti malattie invalidanti e gravi 2026: cosa prevede la disciplina?

Permessi retribuiti per malattie invalidanti e gravi: cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Visita medica (Freepik).

Con la circolare numero 152 del 19 dicembre 2025, recante «Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche», l’Inps fornisce indicazioni su come dovrà essere trattata la materia dal 1° gennaio 2026. Infatti, la circolare contiene chiarimenti sulle modalità di fruizione delle ore di permesso retribuite per «visite, esami strumentali e cure mediche» dei lavoratori dipendenti, nonché indicazioni per i datori di lavoro pubblici e privati nella compilazione delle denunce mensili.

Chi può richiedere i permessi retribuiti per malattie gravi nel 2026?

Nel dettaglio, I permessi retribuiti per la durata aggiuntiva di dieci ore rispetto a quanto già prevedono i contratti collettivi di lavoro, possono essere richiesti, a partire dal 1° gennaio 2026, secondo quanto prevede il comma 1, dell’articolo 2, della legge 106 del 2025, ovvero dal lavoratore:

  • al quale sia stato riconosciuto un grado di invalidità di almeno il 74 per cento;
  • affetto da malattia oncologica in fase attiva o in follow up precoce;
  • affetto da malattia invalidante o cronica, pure rara.

La stessa disciplina si prevede anche se l’invalidità o la malattia sia stata riconosciuta al figlio minorenne. In tal caso, a testimonianza dell’invalidità del 74 per cento, è sufficiente il verbale di accertamento dell’invalidità civile.

Come fare la richiesta?

Permessi retribuiti per malattie invalidanti e gravi: cosa cambia dal 1° gennaio 2026
Busta paga (Ansafoto).

L’agevolazione consiste nella possibilità di richiedere ulteriori 10 ore retribuite di permesso all’anno per effettuare visite mediche, esami strumentali, analisi cliniche e cure frequenti. A tal proposito, si richiede che il medico di medicina generale o lo specialista rilasci al paziente che fruisce dei permessi, l’apposita prescrizione delle visite e delle cure di cui necessiti. All’interno della circolare dell’Inps sono riportate le informazioni, passo passo, su come deve essere presentata la richiesta delle ore di permesso da parte dei lavoratori e su come il datore di lavoro deve calcolare la retribuzione corrispondente a queste ore. Ulteriori chiarimenti sono forniti per i datori di lavoro di operai agricoli a tempo determinato e per lavoratori domestici.

Dichiarazione dei redditi, disponibili le bozze del 730 e degli altri modelli: ecco cosa cambia nel 2026

L’Agenzia delle entrate comunica che sono disponibili le bozze dei modelli di dichiarazione dei redditi per l’anno 2026, comprendenti il 730, il Modello Redditi, la Certificazione unica, il 770, l’Iva e l’Irap. Tutti i moduli sono liberamente consultabili sul portale dell’amministrazione finanziaria al fine di verificare cosa cambia rispetto alle dichiarazione dei redditi del 2025. La prima novità riguarda i lavoratori con redditi fino a 20 mila euro o tra 20 mila e 40 mila euro: per questi contribuenti sono previsti dei benefici. Inoltre, sono presenti i campi relativi alla detassazione delle somme erogate per i canoni di locazione ai lavoratori neoassunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e il riordino delle detrazioni d’imposta. Ecco, quindi, quali sono le novità che si possono trovare nelle bozze dei nuovi modelli di dichiarazione del 2026.

Bozze modelli dichiarazione redditi 2026, quali variazioni nel 730

Dichiarazione dei redditi, disponibili le bozze del 730 e degli altri modelli: ecco cosa cambia nel 2026
Modelli 730 (Imagoeconomica).

Con un comunicato stampa, l’Agenzia delle entrate ha reso noto che tutti gli interessati possono visualizzare le bozze dei nuovi modelli di dichiarazione dei redditi per l’anno 2026. Online, infatti, si possono reperire i nuovi modelli 730, 770 e Redditi, la Certificazione unica, l’Iva e l’Irap. Le novità inserite nei modelli ricalcano i cambiamenti avvenuti nella normativa fiscale. Tra quelli più evidenti, si riconosce la somma variabile fino a 960 euro, al di fuori della base imponibile, per i lavoratori con redditi non eccedenti l’importo di 20 mila euro. Inoltre, si prevede la nuova detrazione dell’imposta lorda per i lavoratori con contratto alle dipendenze, i cui redditi siano compresi tra 20 mila e 40 mila euro.

Quali novità sulle detrazioni del 2026?

Trovano spazio, altresì, anche le somme che i datori di lavori abbiano anticipato o rimborsato entro la soglia annua di 5 mila euro al fine di pagare i canoni di affitto e le spese di manutenzione riguardanti gli immobili presi in locazione dai lavoratori neo-assunti, con rapporto di lavoro a tempo indeterminato, durante l’anno 2025. Ulteriori cambiamenti riguardano le detrazioni per i figli e per gli altri componenti a carico della famiglia, nonché il riordino delle detrazioni di imposta.

Dove trovare le bozze dei modelli di dichiarazione dei redditi 2026?

Contribuenti, imprese e centri di assistenza fiscale possono prendere visione anche degli altri modelli riguardanti il Reddito delle Persone Fisiche, Imprenditori, professionisti, società ed enti. Per questi moduli le novità riguardano, essenzialmente, coloro che abbiano aderito nel 2025 al concordato preventivo biennale. Altri cambiamenti riguardano la riduzione dell’Ires dal 24 al 20 per cento e le novità nei quadri VE e VJ, ST, SV e SX dei modelli Iva e 770. Per reperire le bozze dei modelli è necessario collegarsi al portale dell’Agenzia delle entrate e seguire il percorso: Home > Strumenti > Modelli > Modelli in bozza.

Milano, donna trovata morta nel giardino di un palazzo

Il corpo di una donna è stato trovato lunedì mattina nel giardino di un palazzo in mattoni marroni di via Paruta, una parallela di via Padova, a Milano. Il cadavere era a terra, in un angolo poco distante dal cancello d’ingresso dello stabile. A fare la scoperta è stato il custode del palazzo, intorno alle 8.30. Per la donna, di apparente età intorno ai 30 anni e non ancora identificata, i soccorsi sono risultati inutili. I primi a intervenire sono stati i carabinieri del Radiomobile, seguiti dagli specialisti della sezione Omicidi del nucleo investigativo. Dai primi accertamenti nessuno degli inquilini ha riferito di conoscerla. La vittima indossava un giubbotto, ma non la maglietta, e i jeans risultavano parzialmente abbassati. Sul corpo sono stati rilevati segni di violenza sul collo, un elemento che fa propendere per un’aggressione. Al momento gli investigatori sembrano escludere l’ipotesi di una caduta volontaria da una finestra del palazzo. I carabinieri stanno ascoltando alcuni residenti per ricostruire quanto accaduto. Sul posto è intervenuto anche il medico legale, che dovrà fornire le prime indicazioni sulle cause della morte e sull’orario del decesso.

OpenAI cerca un responsabile per prevenire i rischi dell’IA

OpenAI ha avviato la ricerca di una nuova figura da inserire nel team. Come annunciato dal Ceo Sam Altman in un breve post sui social, l’azienda madre di ChatGPT intende assumere un nuovo Head of Preparedness, divisione dedicata all’analisi preventiva dei rischi associati ai modelli di intelligenza artificiale. La posizione, rimasta vacante dopo una serie di avvicendamenti nel 2025, sarà ricoperta da un esperto di IA che dovrà occuparsi di sicurezza informatica e salute mentale, con un particolare focus sull’impatto dei chatbot sugli utenti più giovani. Per quanto riguarda la retribuzione, OpenAI propone uno stipendio da 555 mila dollari più equity, cifra che colloca l’incarico fra i più importanti dell’intero organico.

OpenAI, compiti e mansioni dell’Head of Preparedness

Responsabile della creazione e del coordinamento di un team di valutazione delle capacità, minacce e rischi legati all’intelligenza artificiale, il nuovo Head of Preparedness di OpenAI avrà diversi compiti cruciali per lo sviluppo dell’azienda. Come si legge sul blog ufficiale, dovrà gestire l’intera strategia, elaborando analisi a 360 gradi sul prodotto e assicurandosi che siano solide e attendibili. Dovrà poi supervisionare l’esecuzione del «quadro di preparazione» delle nuove IA e della messa in sicurezza dei modelli prima del rilascio. Inoltre dovrà collaborare con i team di ricerca, ingegneria, prodotto e monitoraggio e applicazione delle policy in vista dell’implementazione nel mondo reale. «Sarà un lavoro stressante», ha anticipato Altman su X. «Ci si butterà nella parte più profonda praticamente sin da subito».

OpenAI cerca un responsabile per prevenire i rischi dell’IA
Il Ceo di OpenAI Sam Altman (Imagoeconomica).

«I modelli stanno migliorando rapidamente e sono in grado di compiere molte cose straordinarie», ha precisato Altman sui social. «Stanno anche iniziando a presentare sfide concrete. L’impatto dei modelli IA sulla salute mentale è stato un aspetto di cui abbiamo avuto un’anteprima nel 2025: ora stiamo solo assistendo a modelli che diventano così bravi nella cybersecurity da iniziare a scoprire vulnerabilità critiche. Abbiamo una solida base per misurare le capacità in crescita, ma stiamo entrando in un mondo in cui serve una comprensione e una misurazione più attenta di come quelle capacità potrebbero essere abusate e di come possiamo limitare quei rischi negativi sia nei nostri prodotti sia nel mondo, in modo da poter godere tutti di straordinari benefici».

Mamma e figlia morte per intossicazione alimentare: cinque indagati

Cinque medici dell’ospedale Cardarelli di Campobasso sono indagati per omicidio colposo e lesioni colpose in relazione al decesso di madre e figlia per intossicazione alimentare dopo una cena a base di pesce e frutti di mare consumata alla vigilia di Natale. Lo scrive l’Ansa. Sara Di Vita, di 15 anni, e la mamma Antonella Di Ielsi, di 50 anni, erano state dimesse due volte dal pronto soccorso prima di essere ricoverate. Il marito della donna e padre della ragazza, ricoverato all’ospedale Spallanzani di Roma, resta in gravi condizioni.

Dopo Zelensky anche Netanyahu da Trump a Mar-a-Lago

Dopo Volodymyr Zelensky, a Mar-a-Lago è in arrivo anche Benjamin Netanyahu, alla quinta visita negli Stati Uniti nel giro di un anno: il primo ministro israeliano incontrerà Donald Trump alle 19 ore italiane. In cima all’agenda il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, in vigore da ottobre dopo due anni di operazioni militari da parte dell’Idf. Sebbene i termini concordati per la fase iniziale siano stati in gran parte completati – le forze israeliane si sono ritirate in nuove posizioni e Hamas ha rilasciato tutti gli ostaggi vivi e quelli morti tranne uno – l’attuazione della seconda parte del piano tarda non è ancora partita. Israele e Hamas non hanno formalmente firmato alcun impegno in tal senso e si accusano a vicenda di aver violato i termini della prima. Washington spingerà per l’attuazione della fase successiva, con l’istituzione di un governo tecnico palestinese per Gaza e l’invio della forza internazionale di stabilizzazione. C’è poi la questione della tregua col Libano: c’è il timore che Israele lanci nuove massicce offensive contro Hezbollah, rompendo un cessate il fuoco stabilito il 27 novembre 2024 (e che da allora è stato comunque instabile), ma anche contro l’Iran, accusato di aver accelerato negli ultimi mesi la produzione di missili balistici.

Milan-Como, Simonelli: «A San Siro alla prima data utile»

«Milan-Como si giocherà a San Siro alla prima data utile». A parlare è il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. È confermato dunque che il match, valido per la 24esima giornata di campionato in programma nel weekend del 7 e dell’8 febbraio, si disputerà in casa dei rossoneri dopo l’annullamento della trattativa che avrebbe dovuto portato l’incontro in Australia, a Perth. «Il Milan è uscito dalla Coppa Italia e la gara sarà piazzata il prima possibile, in uno dei mercoledì in cui lo stadio sarà libero dalla Champions League dell’Inter». Quando si giocherà? Ecco le ipotesi più accreditate.

Milan-Como, Simonelli: «A San Siro alla prima data utile»
Christian Pulisic del Milan contro il Como (Ansa).

Milan-Como a San Siro: le probabili date del recupero

Le parole di Simonelli chiudono dunque la lunga querelle della trasferta australiana della Serie A. Il match tra i rossoneri di Massimiliano Allegri e i lariani di Cesc Fabregas, rinviato per l’impraticabilità di San Siro nei giorni della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina in programma il 6 febbraio, si dovrebbe giocare dopo circa 10-15 giorni. Molto probabilmente, infatti, la partita si disputerà al Meazza il 17 o il 24 febbraio: più accreditata la prima ipotesi, che salterebbe solamente qualora l’Inter non arrivasse tra le prime otto in Champions League, dove attualmente è sesta nella classifica del maxi girone. Se costretti ai playoff non come testa di serie (ossia in caso arrivassero fra il 17esimo e il 24esimo posto), i nerazzurri dovrebbero scendere in campo proprio la settimana del 17 per la gara di andata.

Buen Camino di Checco Zalone domina il box office: incassi record in quattro giorni

Checco Zalone è inarrestabile. Tornato in sala dopo quasi sei anni di assenza, con il suo Buen Camino sta dominando il box office italiano, facendo registrare numeri come sempre da capogiro. In quattro giorni, secondo i dati Cinetel, il film diretto da Gennaro Nunziante ha totalizzato 26.921.300 euro, richiamando nelle sale più di 3,3 milioni di spettatori. Dopo aver registrato il miglior esordio natalizio della storia e il miglior Santo Stefano di sempre per un lungometraggio al cinema, il 28 dicembre ha incassato altri 6,7 milioni di euro. Le cifre lo pongono così in linea, seppur leggermente al di sotto, di Quo Vado?, che nei primi quattro giorni guadagnò 27,09 milioni di euro prima di chiudere con 65 milioni al primo posto della classifica dei film italiani con i maggiori incassi di sempre.

Zalone da record, ma Avatar 3 si difende bene in Italia

Alle spalle di Checco Zalone si è piazzato come da pronostico Avatar: Fuoco e Cenere, terzo capitolo della saga di fantascienza diretta da James Cameron. Il kolossal internazionale ha incassato altri 1,4 milioni di euro il 28 dicembre, sfiorando gli 8 nella settimana di Natale e issandosi a 15 milioni totali. Difficile che raggiunga i risultati fatti registrare da La via dell’acqua, che tra la fine del 2022 e i primi giorni del 2023 incassò poco più di 45 milioni di euro: inarrivabile invece il primo storico capitolo del 2009, ad oggi in vetta alla classifica degli incassi in Italia con 68,6 milioni di euro. A livello mondiale, il terzo film di Avatar ha sfondato il tetto dei 760 milioni di dollari, di cui più di 200 nei soli States, tanto da mettere nel mirino il miliardo ad appena 10 giorni dall’uscita.

Gli altri incassi nei cinema italiani: sul podio Norimberga

Alle spalle dei due giganti si è piazzato Norimberga, film di James Vanderbilt con Russell Crowe nei panni di Hermann Göring e Rami Malek in quelli dello psichiatra dell’esercito Usa Douglas Kelley. In sala dal 18 dicembre, ha incassato 2,2 milioni di euro nel periodo compreso fra il 25 e il 28, salendo a 3,4 milioni complessivi. Ai piedi del podio, considerando lo stesso range temporale, Zootropolis 2 con 1,999 milioni di euro: in totale, il nuovo film Disney è salito a 15,9 milioni di euro, confermando gli ottimi risultati dell’animazione nel nostro Paese. Quinto posto per Un topolino sotto l’albero, film natalizio norvegese che ha guadagnato 570 mila euro salendo a 903 mila complessivi. Seguono Primavera di Damiano Michieletto, Father Mother Sister Brother di Jim Jarmusch, Leone d’oro a Venezia 2025, e Oi vita mia con il duo Pio e Amedeo.

La Cina lancia esercitazioni a fuoco vivo attorno a Taiwan

La Cina ha avviato nuove esercitazioni militari a fuoco vivo attorno a Taiwan. Le manovre, denominate “Justice Mission 2025”, sono iniziate lunedì e coinvolgono marina, aviazione e forze missilistiche dell’Esercito Popolare di Liberazione. Secondo il comando del teatro orientale, le unità cinesi stanno simulando il blocco dei principali porti taiwanesi, attacchi contro obiettivi marittimi e operazioni di controllo dell’area attorno all’isola. Alle esercitazioni partecipano cacciatorpediniere, fregate, caccia, bombardieri, droni e missili a lungo raggio. La guardia costiera cinese infine è stata schierata per ispezioni definite di «law enforcement» nelle acque vicine alle isole periferiche di Taiwan.

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Gli Usa hanno approvato un pacchetto di vendita di armi da 11 miliardi a Taiwan

Taiwan ha reagito alla provocazione cinese denunciando un’escalation delle tensioni e una minaccia alla sicurezza della navigazione e dei pescatori, annunciando in risposta esercitazioni di prontezza operativa. Le autorità taiwanesi hanno anche segnalato l’avvicinamento di navi e velivoli cinesi fino alla zona contigua, a 24 miglia nautiche dalla costa. Le manovre di Pechino arrivano dopo l’approvazione da parte degli Stati Uniti di un pacchetto di vendite di armi a Taiwan da oltre 11 miliardi di dollari e dopo dichiarazioni del Giappone sulla possibilità di un suo coinvolgimento militare in caso di attacco cinese. Pechino rivendica Taiwan come parte integrante del proprio territorio e, sotto la guida di Xi Jinping, continua a combinare pressioni militari e retorica sulla «riunificazione pacifica», una visione respinta dalla maggioranza della popolazione taiwanese.

Joint venture Prysmian-Fincantieri per l’acquisizione di Xtera

Una joint venture guidata da Prysmian (partecipazione dell’80 per cento) con Fincantieri ha firmato un accordo per l’acquisizione da H.I.G. Capital di Xtera, società con sede nel Regno Unito e negli Stati Uniti: si tratta di una delle sole cinque aziende al mondo in grado di realizzare reti sottomarine globali. La transazione implica un enterprise value pari a 65 milioni di dollari. L’acquisizione di Xtera rimane soggetta alle approvazioni regolamentari: il completamento dell’operazione avverrà nel primo trimestre del 2026. Come si legge in una nota congiunta, Prysmian (azienda italiana specializzata nella produzione di cavi per applicazioni nel settore dell’energia e delle telecomunicazioni e di fibre ottiche) e Fincantieri hanno inoltre avviato una partnership che prevede lo sviluppo di servizi innovativi di installazione e sicurezza, con l’obiettivo di offrire un modello ‘one-stop shop’ per soluzioni complete di telecomunicazioni sottomarine.

È morto Louis Gerstner, ex Ceo di IBM: salvò l’azienda dalla bancarotta

Louis Gerstner, Ceo e presidente di IBM dal 1993 al 2002, è morto all’età di 83 anni. Lo ha annunciato l’ad Arvind Krishna in una mail inviata ai dipendenti nella giornata di domenica 28 dicembre, senza tuttavia spiegare la causa del decesso: «Arrivò in IBM in un momento in cui il futuro dell’azienda era davvero incerto. La sua leadership in quel periodo rimodellò il marchio: non guardando indietro, ma concentrandosi incessantemente sulle future esigenze dei nostri clienti». Prevista, all’interno del colosso informatico, una celebrazione della sua eredità per riflettere sull’importanza del suo operato. Tanti gli omaggi dei colleghi sui social. «È stato un onore apprendere da lui all’inizio della mia carriera in IBM», ha scritto su X Lisa Su, Ceo di AMD. «Era incredibilmente curioso e perspicace».

È morto Louis Gerstner, ex Ceo di IBM: salvò l’azienda dalla bancarotta
La sede di IBM (Imagoeconomica).

Chi era Louis Gerstner, l’uomo che risollevò IBM dal baratro

Gerstner passò in IBM nell’aprile del 1993, dopo aver già ricoperto la carica di Ceo in RJR Nabisco, un conglomerato americano attivo nel commercio di tabacco e prodotti alimentari. In precedenza, aveva anche lavorato in American Express e nella società di consulenza McKinsey. Nel corso dei suoi nove anni alla guida di Big Blue, gli è stato ampiamente riconosciuto il merito di aver risollevato un marchio, un tempo leader nel settore, in profonda crisi finanziaria e ormai sull’orlo del fallimento, orientandone la produzione verso i servizi alle imprese. Cambiando radicalmente la cultura oltre che l’attenzione di IBM, riducendo le spese e vendendo asset, lasciò nel 2002 con il titolo azionario circa l’800 per cento più in su di quando lo aveva preso negli Anni 90.

«Lou aveva compreso che l’azienda aveva perso di vista una verità fondamentale del nostro business: comprendere il cliente e offrire ciò che il cliente apprezza realmente», ha proseguito Krishna nella mail ai dipendenti. «Questa intuizione ha portato a un vero cambiamento. Le riunioni sono diventate più dirette, le decisioni si sono basate più sui fatti e sull’impatto sul cliente che sulla gerarchia o sulla tradizione. Ciò che mi ha colpito è stata la sua intensità e la sua concentrazione. Aveva la capacità di tenere a mente contemporaneamente il breve e il lungo termine». Lasciato l’incarico di Ceo per IBM, Gerstner divenne presidente del Carlyle Group, società internazionale di asset management, fino al 2008, anno del suo pensionamento. Non riuscì comunque a evitare la vendita del comparto computer, a lungo core business di IBM. La società venne ceduta a Lenovo nel 2004.

È morto Louis Gerstner, ex Ceo di IBM: salvò l’azienda dalla bancarotta
Una sede di IBM (Imagoeconomica).