Generali pubblica un nuovo numero del Bollettino dal titolo Nuovi orizzonti

Generali presenta la nuova edizione del Bollettino, storico magazine del Gruppo dal 1893 e più antica rivista aziendale d’Italia, dal titolo Nuovi orizzonti. Attraverso le voci autorevoli di giornalisti, esperti e top manager della compagnia, insieme al contributo della redazione interna, il nuovo numero del magazine offre una riflessione corale sulle trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, demografiche e ambientali che stanno ridefinendo il nostro tempo. Il tema dell’orizzonte diventa così metafora di futuro, meta e visione, in un mondo attraversato da cambiamenti profondi e rapidi. Il nuovo numero e le edizioni passate del Bollettino Generali sono disponibili su www.generali.com/it/info/bollettino.

Generali pubblica un nuovo numero del Bollettino dal titolo Nuovi orizzonti

I temi affrontati, dalla transizione demografica alle trasformazioni geopolitiche

Il Bollettino affronta la tematica dell’orizzonte da molteplici prospettive. Dalle trasformazioni geopolitiche e tecnologiche che ridefiniscono il ruolo dell’Europa e delle grandi potenze alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla data science nei modelli di business assicurativi e finanziari. Dalla transizione demografica e dall’invecchiamento della popolazione alle nuove forme di partnership pubblico-private per la resilienza delle comunità e delle imprese. I contributi esplorano le opportunità e i rischi di un mondo multipolare, approfondiscono l’impatto della sostenibilità e dell’innovazione, danno voce alle nuove generazioni e propongono soluzioni concrete per affrontare l’incertezza e costruire un futuro più inclusivo e sostenibile.

Donnet: «Opportunità per plasmare un futuro più sicuro e sostenibile»

«In un mondo in continua evoluzione, negli ultimi cinque anni abbiamo più di una volta avuto la sensazione di trovarci dinnanzi ad avvenimenti particolarmente inattesi e dirompenti», ha commentato il ceo di Generali Philippe Donnet. «Ma affrontiamo questi nuovi orizzonti da una posizione di grande forza, come dimostrato dal successo dei nostri ultimi tre piani strategici consecutivi. Guardiamo a questa fase storica nella convinzione che, per quanto non manchino le incertezze e i rischi, vi siano opportunità significative per plasmare un futuro collettivo più sicuro e sostenibile. E, come facciamo da quasi 200 anni, siamo pronti a fare la nostra parte in prima persona per riuscirci».

Editoriali e contributi presenti nella nuova edizione del magazine

La copertina del nuovo numero del Bollettino è firmata da Giordano Poloni. All’interno del magazine, l’editoriale del presidente Andrea Sironi, un approfondimento del ceo Philippe Donnet e contributi di autori esterni tra cui Charles Myers (Signum global advisors), David Keating (France 24), Catherine E. de Vries (Ie University), Dante Roscini (Harvard business school), Francesco Billari (Università Bocconi), David Quammen (scrittore e divulgatore scientifico). Dal contributo della redazione interna, infine, uno sguardo sui “nuovi orizzonti” che Generali esplora attraverso iniziative internazionali – dalle attività della Fondazione The human safety net alle partnership con Undp, Ocse e Insurance development forum, fino al ruolo centrale affidato ad Agorai innovation hub (il nuovo polo di ricerca su intelligenza artificiale e data science inaugurato a Trieste, simbolo della volontà del Gruppo di investire in conoscenza e innovazione per affrontare le grandi trasformazioni globali).

Sironi: «Assicurazione leva di progresso»

«Il mondo che ci circonda è attraversato da trasformazioni profonde e sempre più rapide», ha affermato Andrea Sironi, presidente di Generali. «Ma il cambiamento che stiamo vivendo non è solo geopolitico. È il prodotto dell’innovazione e, al contempo, ne è il motore, in un ciclo che definisce il progresso del genere umano sul pianeta. In questo contesto, anche il nostro settore è chiamato a evolvere. L’assicurazione non è solo uno strumento di protezione ma è una leva di progresso, un ponte tra rischio e opportunità, tra presente e futuro».

Il presidente dell’AIA Antonio Zappi deferito

L’AIA ha annunciato che sia il presidente Antonio Zappi sia il componente del Comitato nazionale sono stati deferiti al Tribunale Federale Nazionale. La Procura della Federcalcio a novembre ha chiuso un’indagine disciplinare sul presidente, per presunte pressioni legate al cambio ai vertici degli organi tecnici della serie C e D. L’accusa a Zappi è di aver sollecitato gli ex designatori Ciampi e Pizzi a dimettersi per lasciare spazio ai nuovi responsabili, Daniele Orsato per la serie C e Stefano Braschi per la D.

La nota dell’AIA

In una nota ufficiale l’Aia ha spiegato: «Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, informa gli associati di aver ricevuto in data odierna, unitamente al componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi, un deferimento da parte della Procura Federale in relazione a fatti e condotte rispetto ai quali ribadisce la propria totale estraneità e rivendica la piena legittimità del proprio operato. Nel pieno rispetto delle procedure e delle istituzioni della giustizia sportiva, sono state immediatamente avviate tutte le iniziative necessarie a fornire i chiarimenti richiesti e a mettere a disposizione la documentazione utile a dimostrare la correttezza dell’operato del Presidente e dell’Associazione Italiana Arbitri».

E ancora: «Il Presidente conferma la massima collaborazione con gli organi competenti e invita tutti gli associati a mantenere equilibrio, coesione e senso di responsabilità, evitando polemiche pubbliche che possano arrecare pregiudizio all’immagine, all’unità e alla credibilità dell’Associazione. Al fine di garantire la massima trasparenza, il Presidente ha formalmente richiesto che, nei limiti consentiti dalle norme vigenti, gli atti dell’indagine possano essere resi disponibili agli associati che ne facciano richiesta. Tale scelta è coerente con il mandato democratico conferito al Presidente e si fonda sui principi di trasparenza e condivisione, ritenuti essenziali per la tutela dell’immagine e dell’autonomia dell’AIA. Il Presidente ribadisce inoltre che il proprio operato è sempre stato orientato esclusivamente al bene comune dell’Associazione, nel pieno rispetto dell’autonomia tecnica e organizzativa dell’Aia, sancita dai principi informatori e dallo Statuto FIGC , e che ogni associato ha il diritto di formarsi una valutazione consapevole sulla base di elementi oggettivi».

Infine l’AIA ha spiegato: «In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi mesi dall’Associazione, con particolare riferimento all’impegno volto a contrastare con determinazione la recrudescenza degli episodi di violenza nei confronti dei giovani arbitri e a tutelare, senza esitazioni, l’autonomia tecnica dell’Aia da iniziative volte alla riduzione della stessa. Azioni intraprese sin dal 14 dicembre 2024 e condotte con fermezza, responsabilità e senso delle istituzioni, nell’esclusivo interesse dell’Associazione e dei suoi associati. L’AIA e il suo Presidente continueranno ad agire con rigore e determinazione, rivendicando in ogni sede la propria dignità istituzionale e tutelando la solidità dell’Associazione, proseguendo nello svolgimento del proprio ruolo con indipendenza e responsabilità. Resta ferma la volontà di portare avanti un progetto tecnico fondato sulla qualità, sulla crescita e sulla valorizzazione dell’intero movimento arbitrale, nel solco tracciato sin dall’inizio del mandato, nella convinzione che il rispetto delle regole e delle garanzie costituisca il fondamento di ogni valutazione equa e consapevole».

Torino, torna in libertà l’imam Mohamed Shahin

Mohamed Shahin torna in libertà e fa rientro a Torino, la città in cui risiede da più di 20 anni. La Corte d’Appello del capoluogo piemontese ha accolto l’istanza presentata dai difensori dell’imam di San Salvario, disponendo la cessazione immediata del trattenimento amministrativo nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Caltanissetta, dove era detenuto da alcune settimane. Alla base della decisione vi è il richiamo alla normativa europea, che stabilisce come la privazione della libertà per i richiedenti protezione internazionale debba costituire un’eccezione e non una prassi ordinaria, da applicare soltanto «in base ai principi di necessità e proporzionalità per quanto riguarda sia le modalità, che le finalità di tale trattenimento».

Le frasi sul 7 ottobre considerate «diritto di opinione»

Shahin, prelevato dalla propria abitazione il 24 novembre, non presenterebbe più i profili di pericolosità che avevano portato alla precedente convalida del trattenimento. Le dichiarazioni pronunciate il 7 ottobre nel corso di una manifestazione sono state considerate rientranti nel «diritto di opinione», garantito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.  La Corte ha inoltre richiamato il principio europeo che impone una verifica periodica del trattenimento da parte di un’autorità giudiziaria indipendente, sottolineando la necessità di un controllo sostanziale e non meramente formale, fondato sui criteri di necessità e proporzionalità.

Sciopero aerei 17 dicembre 2025: orari, fasce di garanzia e voli coinvolti

Il 17 dicembre 2025 il trasporto aereo italiano sarà interessato da uno sciopero nazionale di quattro ore, dalle 13:00 alle 17:00. La mobilitazione coinvolge più categorie del settore e rischia di avere effetti rilevanti sull’operatività degli aeroporti e sui collegamenti aerei, sia nazionali sia internazionali. Le compagnie e gli scali stanno già avvisando i viaggiatori di possibili disagi e invitano a controllare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto.

Compagnie coinvolte e fasce di garanzia

Sciopero aerei 17 dicembre 2025: orari, fasce di garanzia e voli coinvolti
Aereo EasyJet (Imagoeconomica).

Come detto all’inizio, lo sciopero è in programma nella fascia centrale della giornata, dalle 13:00 alle 17:00. L’astensione dal lavoro riguarda diversi segmenti della filiera del trasporto aereo: il personale Enav dell’Area di Controllo di Roma, i lavoratori delle aziende di handling associate ad Assohandlers attive nei principali aeroporti italiani e varie categorie di personale di compagnia. Sono coinvolti, tra gli altri, assistenti di volo e personale di Vueling, una parte del personale di terra di Air France e KLM, dipendenti di Ita Airways, alcune unità di Techno Sky in Sicilia e il personale navigante di easyJet. La protesta si svolge nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali, che prevede fasce orarie protette e l’erogazione dei servizi minimi garantiti, consultabili in un pdf dell’Enac.

I motivi dello sciopero del 17 dicembre

Alla base dello sciopero ci sono rivendicazioni contrattuali e industriali. I sindacati contestano il piano industriale approvato dal consiglio di amministrazione di Ita Airways, ritenuto insufficiente sul fronte degli investimenti sulla flotta e delle prospettive occupazionali. Viene inoltre segnalata la situazione del personale ancora in cassa integrazione straordinaria e di quello in attesa di stabilizzazione. Un altro nodo centrale è il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto a dicembre 2024. A queste criticità si aggiunge il mancato riconoscimento della quota aggiuntiva del premio di risultato relativa all’ultimo esercizio.

Harry, ti presento Sally: dove vedere in streaming il film di Rob Reiner

Ampiamente riconosciuto come un capolavoro della commedia romantica, Harry, ti presento Sally è anche un pilastro della carriera di Rob Reiner, regista e produttore assassinato nella sua abitazione di Los Angeles assieme alla moglie Michele Singer. Basato su un copione di Nora Ephron, racconta l’evoluzione della relazione tra i due protagonisti, nei cui panni recitano Meg Ryan e Billy Crystal, che da amicizia si tramuta in amore. Candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale e a cinque Golden Globes, è disponibile in streaming su varie piattaforme. Trama, cast e dove recuperarlo.

Harry, ti presento Sally: trama e cast del film di Rob Reiner

Protagonisti della storia sono, come si evince dal titolo, Harry (Crystal) e Sally (Ryan) che, terminata l’università, si trasferiscono da Chicago e New York per le rispettive carriere professionali. Il primo spera di diventare un consulente politico, mentre la seconda intende far strada nel giornalismo. Una volta entrati in contatto grazie ad Amanda (Michelle Nicastro), iniziano un viaggio di 18 ore in auto durante il quale hanno una discussione molto accesa sul rapporto fra uomo e donna. Lei infatti non è d’accordo con il pensiero secondo cui non possa mai esistere un’amicizia, in quanto «il sesso ci si mette sempre di mezzo». Arrivati nella Grande Mela, dunque, si separano credendo, e in cuor loro sperando, di non doversi mai più incontrare. Il destino tuttavia la pensa diversamente.

Cinque anni dopo, Harry e Sally si incontrano nuovamente in aeroporto, in procinto di imbarcarsi sullo stesso volo. La ragazza è riuscita nel suo sogno di diventare una giornalista e ha una relazione con Joe (Steven Ford), tra l’altro vecchio conoscente di Harry che, dal canto suo, ha soddisfatto le sue aspirazioni ed è ora un consulente politico. Come lei, anche lui ha un rapporto sentimentale solido, in quanto sta per sposare la fidanzata Helen (Harley Jane Kozak), un’avvocata. Ancora una volta tra i due nasce una discussione conflittuale sui rapporti tra uomo e donna, come cinque anni prima. Ne passeranno altrettanti prima del terzo incontro: entrambi ora hanno tuttavia rotto con i rispettivi partner e le loro solitudini faranno intraprendere loro una nuova e inaspettata direzione.

Dove trovare il film in streaming

Caposaldo della carriera di Rob Reiner, Harry, ti presento Sally è disponibile su diverse piattaforme streaming. È possibile trovarlo, infatti, su TimVision oppure su Apple Tv. Fino al primo gennaio 2026 sarà anche possibile recuperarlo on demand su Mediaset Infinity.

Come Michele Singer ha spinto Reiner a cambiare il finale

Harry, ti presento Sally: dove vedere in streaming il film di Rob Reiner
Il regista Rob Reiner (Ansa).

Nel 1989, sul set di Harry, ti presento Sally, Rob Reiner conobbe Michele Singer, fotografa che quello stesso anno avrebbe sposato. Un incontro che avrebbe influenzato anche la sua produzione. Reduce dal divorzio con la prima moglie Penny Marshall e in piena crisi personale, aveva deciso di raccontare i suoi tentativi di rifarsi una vita da single proprio con il lungometraggio con Ryan e Crystal. Traendo spunto dagli insuccessi privati, aveva scritto un finale diverso in cui i due protagonisti si sarebbero allontanati per sempre. «Avrebbero parlato e poi si sarebbero detti addio», ha rivelato nel 2024 alla Cnn. Dopo essere riuscito anche lui a ritrovare l’amore affianco a Singer, decise di modificare la trama e terminare la storia di Harry e Sally con il matrimonio.

Alessandro Gisotti presidente del Radio and Audio News Group dell’EBU

Alessandro Gisotti, vicedirettore editoriale dei media vaticani, è stato eletto presidente del Radio and Audio News Group (RANG) dell’Unione europea di radiodiffusione (European Broadcasting Union-EBU), dove rappresenta Radio Vaticana. Succede alla giornalista tedesca Stephanie Pieper della Rundfunk Berlin-Brandenburg.

Chi è Alessandro Gisotti

Nato a Roma nel 1974, Gisotti ha iniziato a lavorare nell’emittente pontificia nell’anno 2000 e fa parte del RANG dal 2021. Nel corso della carriera ha ricoperto ruoli strategici all’interno del Dicastero per la Comunicazione della Curia romana, a cui fa capo Radio Vaticana. Dal 31 dicembre 2018 al 21 luglio 2019 è stato direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede. Nel suo nuovo ruolo sarà chiamato a guidare i lavori di un gruppo che raccoglie direttori, giornalisti e produttori delle principali emittenti radiofoniche d’Europa, concentrandosi sui temi editoriali ed etici più attuali.

Vendita Juve, Cobolli Gigli all’attacco di Elkann

La Juventus nel mirino di Tether continua a far discutere. Dopo il no di John Elkann e di Exor alla vendita del club, è stato l’ex presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli a dire la sua. Intervistato dai cronisti di Radio Anch’io Sport su Rai Radio1, l’ex numero uno della Juve ha sparato a zero proprio su John Elkann. Ha affermato: «Ho ascoltato le parole di John Elkann. Se potessi fare un po’ di ironia, vorrei sapere se queste parole sono state dette col cuore o col gobbo. Leggeva mentre parlava e questo non depone molto a favore della sua convinzione di quello che ha detto».

Cobolli Gigli: «Meno convinto della solidità della Juve»

E ancora: «Il contenuto delle sue parole ha messo, per ora, un punto fermo a quello che può essere il tentativo di nuovi soci di entrare nella Juventus. Questa mi sembra una cosa positiva. Dopodiché bisogna costruire. La Juve ha una cda appena nominato che non deve essere assente come quelli precedenti. Certe dichiarazioni spettano all’amministratore delegato. Immagino che Comolli stia già facendo delle total immersion per imparare l’italiano. Tutte le dichiarazioni che adesso fa il presidente spettano d’ora in poi alla società Juventus».

Poi l’affondo: «John Elkann ha detto che i valori non sono in vendita? Due mesi fa ha fatto delle dichiarazioni su Gedi e poi sono volate via con il vento dell’inverno. Prendiamo atto delle sue parole. Sono un po’ meno convinto della solidità della Juventus, a questo punto vediamo cosa succede. La tifoseria deve essere tranquillizzata nel ritrovare una società per azioni quotata in Borsa come la Juve che fa il suo mestiere e che comunica. Il precedente ad della Juve, pare compagno di classe di John Elkann, non ha mai fatto una dichiarazione. La Juve deve prendere posizione, far capire che c’è un corpo dirigente sopra la società calcistica e che sta portando avanti un lavoro ben fatto. In questo caso gli azionisti potranno essere soddisfatti del fatto che la Juve stia dando anche dei risultati positivi in termini di bel gioco e non di perdite. La Juve ha perso un miliardo negli ultimi anni delle gestioni precedenti».

E infine: «Scenario non chiuso? Si possono avere dei dubbi su quanto sia secco questo no di John Elkann, era secco anche quello per Gedi e poi le cose sono andate diversamente. Se società e squadra cominciano a essere di nuovo competitive sul campo italiano e internazionale, la situazione può tornare saldamente nelle mani degli azionisti, che desiderano mantenere la partecipazione».

Caldaie, addio controlli in casa dal 2026? Cosa sapere

Dal 2026 la gestione delle caldaie domestiche potrebbe cambiare per circa 20 milioni di famiglie italiane. Una bozza di decreto del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ancora in fase di consultazione, prevede una revisione profonda del sistema di ispezione degli impianti termici sotto i 70 kilowatt, cioè la quasi totalità delle caldaie a gas installate nelle abitazioni. Il testo dovrebbe sostituire il Dor 74 del 2013 e ha come obiettivo dichiarato la semplificazione degli adempimenti. Se la bozza di decreto venisse confermata, sparirebbe l’obbligo delle ispezioni fisiche fatte dai tecnici ogni anno.

Cosa prevede il decreto sulle caldaie

Caldaie, addio controlli in casa dal 2026? Cosa sapere
Caldaia (Pixabay).

Per gli impianti sotto i 70 kilowatt, i controlli non avverrebbero più con la presenza dei tecnici, ma solo tramite verifiche documentali e telematiche, basate sui dati caricati nei sistemi informatici regionali. Resterebbe invece l’obbligo del controllo dell’efficienza energetica, fissato come standard nazionale ogni quattro anni, con la possibilità per le Regioni di prevedere verifiche più frequenti solo in presenza di motivazioni specifiche.

La proposta divide

Da un lato c’è chi sottolinea la riduzione di costi, burocrazia e appuntamenti per i cittadini. Dall’altro, tecnici e associazioni di categoria segnalano criticità rilevanti. Secondo l’Unione Artigiani, affidare la sicurezza delle abitazioni a controlli a distanza presuppone un sistema informativo che oggi non sarebbe pienamente funzionante: i catasti degli impianti non sono sempre aggiornati e le piattaforme regionali spesso non incrociano i dati con quelli delle forniture di gas o delle anagrafi. Il timore è che, senza verifiche sul campo, aumentino i malfunzionamenti non intercettati, i guasti improvvisi, i consumi più elevati e i rischi per la sicurezza. A questo si aggiunge il fatto che molte caldaie domestiche hanno oltre 15 anni di età. Il nodo politico resta l’equilibrio tra semplificazione amministrativa e tutela della sicurezza domestica: la bozza è ancora allo studio e il confronto tra governo, Regioni e addetti ai lavori è aperto.

Sanremo 2026, i titoli delle canzoni in gara: l’elenco completo

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per Sanremo 2026. Tutti i 30 Big in gara hanno infatti sciolto le riserve sul titolo e sul tema principale del brano che porteranno sul palco del Teatro Ariston per la 76esima edizione del Festival della canzone italiana, in programma dal 24 al 28 febbraio prossimi. L’occasione è arrivata durante la finale di Sarà Sanremo, talent che ha decretato i due giovani che si uniranno ai vincitori del concorso Area Sanremo tra le Nuove Proposte. A trionfare Angelica Bove con la sua Mattone e Nicolò Filippucci grazie al brano Laguna. Ecco di cosa parlano le 30 canzoni dei Big di Sanremo 2026.

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Sanremo 2026, cosa sapere sulle canzoni dei 30 Big in gara

Sanremo 2026, i titoli delle canzoni in gara: l’elenco completo
Marco Masini e Fedez a Sarà Sanremo (Ansa).

Da Raf a Sayf, tema e titolo dei brani per il Festival

Il primo Big a presentare la canzone per Sanremo 2026 è stato Raf, al quinto Festival in carriera: sul palco dell’Ariston porterà Ora e per sempre, pezzo autobiografico incentrato su una storia d’amore. Al debutto invece Tredici Pietro, che con Uomo che cade racconterà la voglia di non accontentarsi e di rialzarsi dopo ogni caduta. A Sanremo anche Tommaso Paradiso: l’ex frontman dei Thegiornalisti interpreterà I romantici, cui è rivolta una sua personale dichiarazione d’amore. Patty Pravo tornerà sul palco del Festival con Opera – «siamo tutti opere d’arte», ha dichiarato – mentre Fulminacci sarà in gara con Stupida sfortuna, che ha descritto come «la ricerca di qualcuno attraverso il ricordo di qualcun altro». Il rapper da 35 dischi di platino Luchè debutterà con Labirinto che parlerà di coloro che si trovano in una relazione tossica.

Arisa tornerà sul palco che l’ha consacrata con Magica favola, che racconterà «una vita che si evolve» e che però rispolvererà «l’innocenza infantile». Terza partecipazione, seconda di fila, per Serena Brancale che canterà Qui con me, «una lettera alla persona più importante» della sua vita, di cui non ha rivelato l’identità. Enrico Nigiotti sarà per la quarta volta in gara al Festival e porterà Ogni volta che non so volare, che spiegherà l’importanza di rialzarsi anche nei momenti più bui. LDA e Aka7even duetteranno sulle note di Poesie clandestine parlando di un amore viscerale ma fuggente, mentre Malika Ayane interpreterà Animali notturni, un omaggio al mondo invisibile che ci circonda. Per Mara Sattei seconda partecipazione: canterà Le cose che non sai di me, storia d’amore «scritta alla persona che amo». Il debuttante Sayf porterà Tu mi piaci tanto, un suo pensiero sulla società di oggi.

Da J-Ax a Francesco Renga, le anticipazioni sulle canzoni

Sanremo 2026, i titoli delle canzoni in gara: l’elenco completo
Carlo Conti e J-AX a Sarà Sanremo (Ansa).

Prima volta da solista per J-Ax, rapper che porterà Italia Starter Pack, che ha descritto come «quello che serve per iniziare in Italia». Grande attesa per il duetto fra Marco Masini e Fedez, già in coppia per le cover nel 2025: i due porteranno Male necessario, «un mantra per non dimenticare che le tempeste possono essere anche opportunità». Levante tornerà al Festival con Sei tu, incentrata sulla potenza dell’amore, Samurai Jay debutterà con Ossessione – «per la musica, l’amore e la vita» – ed Ermal Meta interpreterà Stella stellina, «canzone di speranza e di resistenza» con la storia di una bambina vista con gli occhi di un adulto. Seconda volta all’Ariston per Elettra Lamborghini, che con Voilà porterà la sua voglia di ballare. «Bisogna muovere il bumbum», ha spiegato con la sua solita ironia. Debutto per Eddie Brock con Avvoltoi, che parlerà di «un amore struggente».

Dargen D’Amico interpreterà a Sanremo 2026 AI AI, brano che giocando sull’intelligenza artificiale si ispira alla «biodiversità delle regioni». Altro debuttante all’Ariston, Nayt canterà Prima che, traccia che affronta il tema della distanza nell’era digitale, mentre le Bambole di pezza porteranno in scena il girl power e il loro rock in Resta con me, brano incentrato sulla sorellanza fra donne. Leo Gassmann tornerà al Festival con Naturale, «un grido d’amore e un invito a superare le apparenze», mentre Sal Da Vinci canterà Per sempre sì incentrato sull’amore e Michele Bravi Prima o poi, «uno sguardo dolce sugli inadeguati». La coppia Maria Antonietta e Colombre porterà La felicità e basta che ribadisce che la felicità è un diritto universale. Seconda volta a Sanremo per Ditonellapiaga, che porterà Che fastidio, brano «pungente e molto ironico». Chiello debutterà con Ti penso sempre, che parla di una «mente sospesa tra inizio e fine», mentre Francesco Renga porterà Il meglio di me, «una riflessione sulla crescita personale».

L’elenco completo delle canzoni di Sanremo 2026

Sanremo 2026, i titoli delle canzoni in gara: l’elenco completo
Carlo Conti con Bambole di Pezza a Sarà Sanremo (Ansa).

Arisa – Magica favola

Bambole Di Pezza – Resta Con Me

Chiello – Ti penso sempre

Dargen D’Amico – AI AI

Ditonellapiaga – Che fastidio

Eddie Brock – Avvoltoi

Elettra Lamborghini – Voilà

Enrico Nigiotti – Ogni volta che non so volare

Ermal Meta – Stella stellina

Fedez & Masini – Male necessario

Francesco Renga – Il meglio di me

Fulminacci – Stupida sfortuna

J-AX – Italia Starter Pack

LDA & AKA 7even – Poesie clandestine

Leo Gassmann – Naturale

Levante – Sei tu

Luchè – Labirinto

Malika Ayane – Animali notturni

Mara Sattei – Le cose che non sai di me

Maria Antonietta & Colombre – La felicità e basta

Michele Bravi – Prima o poi

Nayt – Prima che

Patty Pravo – Opera

Raf – Ora e per sempre

Sal Da Vinci – Per sempre sì

Samurai Jay – Ossessione

Sayf – Tu mi piaci tanto

Serena Brancale – Qui con me

Tommaso Paradiso – I romantici

Tredici Pietro – Uomo che cade

Eredità Agnelli, imputazione coatta per John Elkann

Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Torino ha disposto che la procura proceda con l’«imputazione coatta» nei confronti di John Elkann per due ipotesi di reato nell’inchiesta relativa alla residenza in Italia della nonna, Marella Caracciolo. Una decisione che arriva nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dai pubblici ministeri, istanza che il gip non ha accolto. Lo stesso provvedimento riguarda anche il commercialista Gian Luca Ferrero. Diversa la posizione degli altri indagati: il giudice ha infatti disposto l’archiviazione totale per Lapo Elkann, Ginevra Elkann e per il notaio svizzero Urs Robert von Gruenigen. Il giudice dell’udienza preliminare ha rinviato all’11 febbraio la decisione sulla richiesta di messa alla prova avanzata da Elkann nello stesso procedimento, mentre è stata fissata al 21 gennaio l’udienza sulla proposta di patteggiamento di una sanzione pecuniaria di circa 73 mila euro presentata da Ferrero.

I legali di John Elkann: «Decisione abnorme»

Alla decisione del gip hanno risposto i difensori di John Elkann, definendo il provvedimento una «Decisione abnorme». In una nota, i legali hanno affermato: «Pur esprimendo la nostra soddisfazione per le archiviazioni disposte dal gip, la sua decisione di imporre al pm di formulare l’imputazione per John Elkann è difficile da comprendere, perché in contrasto con le richieste dei Pubblici Ministeri, che erano solide e ben argomentate per tutti i nostri assistiti». Gli avvocati hanno annunciato che presenteranno «ricorso per Cassazione eccependone l’abnormità» e hanno ribadito «la nostra ferma convinzione che le accuse mosse a John Elkann siano prive di qualsiasi fondamento», sottolineando che ciò vale ancor più «dopo aver definito con l’Agenzia delle Entrate ogni possibile controversia attinente i tributi potenzialmente gravanti sui fratelli Elkann in qualità di eredi di Donna Marella Agnelli».

José Antonio Kast, chi è il neo presidente del Cile

José Antonio Kast è il nuovo presidente del Cile. Avvocato di 59 anni, leader del Partito repubblicano, ha vinto il ballottaggio contro Jeannette Jara con circa il 58 per cento dei voti, segnando una svolta netta a destra dopo il mandato del presidente uscente Gabriel Boric. È la prima volta dalla fine della dittatura di Augusto Pinochet, nel 1990, che il Paese elegge un capo dello Stato di estrema destra.

La linea politica di José Antonio Kast

José Antonio Kast, chi è il neo presidente del Cile
Un sostenitore di Kast (Ansa).

La sua vittoria arriva al termine di una campagna centrata quasi esclusivamente su sicurezza e immigrazione. Kast ha promesso una linea dura contro la criminalità, indicando l’aumento degli omicidi e la presenza di reti criminali internazionali come le principali minacce alla stabilità del Paese. Sul fronte migratorio ricalca la linea di Trump: ha annunciato deportazioni di massa degli immigrati irregolari – oltre 300 mila secondo le stime ufficiali, in gran parte venezuelani – e la costruzione di un muro lungo il confine settentrionale. Sul piano politico, Kast rappresenta una rottura con il progetto progressista che aveva portato Boric al potere dopo le proteste sociali del 2019. Ultraconservatore sui diritti civili, è contrario all’aborto, al matrimonio egualitario e ha più volte proposto l’abolizione del ministero delle Donne. In passato ha espresso apprezzamenti per l’eredità economica della dittatura di Pinochet, pur riconoscendo le violazioni dei diritti umani commesse in quegli anni. In economia, Kast propone un’agenda liberista, con tagli alla spesa pubblica per circa 6,5 miliardi di dollari l’anno e un forte sostegno all’iniziativa privata, senza però aver dettagliato in modo preciso dove interverranno le riduzioni.

L’apertura all’America di Trump

Sul piano internazionale, il nuovo presidente punta a riallineare il Cile agli Stati Uniti e ai governi conservatori della regione. Washington ha già espresso disponibilità a collaborare con la sua amministrazione, mentre il presidente argentino Javier Milei ha salutato l’elezione come un nuovo tassello dell’avanzata della destra in America Latina. Un cambio di rotta che chiude la stagione progressista cilena e apre una fase politica profondamente diversa.

Gruppo Piquadro, Laura Grinzato nuova CCO

Gruppo Piquadro ha nominato Laura Grinzato come Chief Commercial Officer. La manager inizierà il nuovo incarico da gennaio 2026 e riporterà direttamente a Marco Palmieri, presidente e Ceo della società. Gruppo Piquadro riunisce tre marchi: Piquadro, The Bridge e Lancel. Grinzato, già Chief Omnichannel Officer dell’azienda, avrà la responsabilità di definire ed eseguire la strategia commerciale globale per tutti e tre i marchi e su tutti i canali. Guiderà le aree commerciale e retail, Crm e online.

Le mire di Cirio in Forza Italia e le altre pillole del giorno

Roberto Occhiuto, rampante governatore della Calabria, ha cercato di minimizzare: «Quella del 17 dicembre è solo un’iniziativa per discutere insieme su come rendere Forza Italia e il centrodestra un po’ più liberali», ha assicurato dopo il suo intervento ad Atreju, smentendo di fatto eventuali mire alla leadership di Forza Italia. Insomma, il convegno-corrente-evento In libertà che si terrà a Palazzo Grazioli non vuole essere un guanto di sfida gettato ad Antonio Tajani. Vero, quelle «facce e idee nuove» che Pier Silvio vede nel futuro del partito di famiglia ancora non si scorgono. Ma in pochi scommettono che la faccia di Occhiuto sia la soluzione. Più felpato del collega calabrese, ma comunque attento manovratore delle faccende azzurre, è il presidente piemontese Alberto Cirio. Del resto i due vicesegretari sono tra i tanti berluscones andati in pellegrinaggio da Marina B a Milano nelle scorse settimane. Bene, secondo Lo Spiffero, Cirio starebbe pensando per se stesso a un ruolo più pesante, senza ovviamente pestare troppo i piedi a Tajani. Forza Italia ha quattro vice – oltre a Occhiuto e Cirio, Deborah Bergamini e Stefano Benigni – ruoli più di facciata che di sostanza, a cui si aggiungono una serie di altre cariche per lo più onorifiche. Perché allora non ambire al ruolo di coordinatore nazionale? Vero è che la regione del buon Cirio non lo sta aiutando. Mentre da Arcore si chiedevano freschezza ed energia, il ministro della PA e coordinatore piemontese Paolo Zangrillo festeggiava il ritorno in Forza Italia di Daniele Cantore. Storico esponente socialista ai tempi di Bettino – non a caso ad ‘accoglierlo’ c’era Stefania Craxi – Cantore aveva lasciato gli azzurri prima per una capatina nel Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e poi per Alternativa Popolare di Stefano Bandecchi. Certo è che se son queste le facce nuove…

Le mire di Cirio in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Alberto Cirio e Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Al ministero di Urso si dice messa

Il «19 dicembre, alle ore 13, Santa Messa alla presenza del ministro Adolfo Urso». No, non si tratta di un luogo di culto, la celebrazione eucaristica si svolgerà a Roma, in via Veneto, a Palazzo Piacentini sede del Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy. È nel programma delle iniziative di Signa Pacis, una «mostra d’arte filatelica e digitale dedicata al mezzo simbolico del francobollo come messaggero di pace, realizzata dalla Fondazione Venezia per la Ricerca sulla Pace in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy». Già, perché nel salone degli Arazzi è visibile «una selezione di francobolli, dedicati al tema della pace declinato in macrosezioni come ‘Assisi città della pace e del dialogo’, ‘I grandi protagonisti’ e ‘La pace nell’arte, letteratura, musica e cinema’». Che poi, dopo il danno causato dall’assessore sardo che ha distrutto una vetrata di Mario Sironi, alcuni dicono che in quel palazzo di «una benedizione ce n’è proprio bisogno».

Le mire di Cirio in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (Imagoeconomica).

Bindi, Canfora e D’Alema ricordano Cossutta

Armando Cossutta, un comunista italiano”. Lunedì, a 10 anni dalla scomparsa dello storico esponente del Pci definito «il più filosovietico dei leader di Botteghe Oscure», a Roma, nel Palazzo Theodoli-Bianchelli, va in scena un lungo pomeriggio con Rosy Bindi, Luciano Canfora, Luciana Castellina, Carlotta Cossutta e Massimo D’Alema. Non ditelo alla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini: c’è il rischio che irrompa al grido: «Siete solo dei poveri comunisti».

Telese come Giuli annusa i libri

«Odora di quadricromia», ha affermato estasiato Luca Telese tenendo tra le mani l’ultima pubblicazione di Tomaso Montanari, domenica sera a In Onda su La7. E giù elogi per il profumo che sprigiona la carta dei libri. E la mente va a un’altra celebre “annusata”: quella del ministro della Cultura, Alessandro Giuli. Era l’ottobre 2024 e il titolare del MiC divenne, suo malgrado, virale per aver annusato le pagine del periodico della Biennale di Venezia, rinato 53 anni dopo la sua ultima pubblicazione. «Quando si prende in mano una rivista bisogna annusarla, toccarla e ricordarsi che è fatta di acqua. Dopo tanti decenni, comincia una grande storia», disse Giuli. «Dietro questa rivista, c’è dell’acqua, altrimenti non ci sarebbe. Il corpo umano e tutto ciò che è creatività nasce nel liquido amniotico, si nutre di acqua ed è un contenitore di acqua che tende a disidratarsi. La Biennale è dimostrazione di come ci si può reidratare dal punto di vista della cultura, attraverso attività artistica di cultura, architettura, musica, moda, attraverso la riscoperta di un archivio fatto di acqua trasformata in carta». Ah, l’eau de typographie…

Le mire di Cirio in Forza Italia e le altre pillole del giorno
Luca Telese a In Onda.

Quel fascicolo “riservato” sugli ospiti delle trasmissioni di Radio Rai

Ufficialmente è un fascicolo «riservato», come si legge nella prima pagina del dossier della Rai guidata da Giampaolo Rossi e Roberto Sergio, però si trova comodamente su internet con un clic. Si tratta della Rilevazione degli ospiti partecipanti alle trasmissioni di tutti i canali Radio Rai e dei podcast dal primo gennaio al 30 giugno 2025. Un malloppo di 239 pagine scorrendo il quale si scopre l’esistenza di emittenti sconosciute ai più come Radio Digitale – Rai Radio Live Napoli. Grandissimi nomi della musica, roba da palinsesto con milioni di ascoltatori, per Rai Radio Tutta Italiana: da Fiorella Mannoia a Claudio Baglioni da Lucio Corsi a Niccolò Fabi solo per citarne alcuni. Comunque, nella trasmissione Io Chiara e il green condotta da Chiara Giallonardo su Isoradio spicca tra gli ospiti Ludovica Casellati, figlia della ministra per le Riforme istituzionali Maria Elisabetta Alberti Casellati. Conosciuta anche come LadyBici, Casellati jr – sorella di Alvise, direttore d’orchestra – da oltre 10 anni si occupa di due ruote e cicloturismo su RadioMontecarlo e TgCom24 oltre a essere direttrice di Viagginbici.com. Dopo una lunga carriera nella comunicazione e nei media all’interno di Mediaset e Publitalia ’80, nel 2025 lasciò il posto ‘fisso’ per seguire la madre allora nominata sottosegretaria alla Sanità come Capo della sua segreteria sollevando un vespaio di polemiche. Incarico che terminò nel 2006 con l’arrivo a Palazzo Chigi di Romano Prodi.

Ucraina, nuovi colloqui a Berlino: pressing Usa sul Donbass alla Russia

Nuova giornata di colloqui a Berlino, dove sul tavolo c’è il piano di pace sull’Ucraina sviluppato dagli Stati Uniti. Domenica 14 novembre Volodymyr Zelensky e gli emissari americani Steve Witkoff e Jared Kushner hanno negoziato per più di cinque ore. Come ha riferito all’Afp un alto funzionario a conoscenza delle discussioni, gli inviati Usa hanno chiesto all’Ucraina di rinunciare alla parte del Donbass ancora controllata da Kyiv che la Russia vorrebbe annettere. «Molti progressi sono stati fatti e ci incontreremo di nuovo questa mattina», ha scritto Witkoff su X.

Zelensky spinge per il congelamento della linea del fronte

Parlando con i giornalisti, Zelensky ha affermato detto di essere pronto a rinunciare alla richiesta di adesione alla Nato in cambio di garanzie di sicurezza da Stati Uniti e Europa simili a quelle dell’articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico, che contiene la clausola di reciproca protezione per qualsiasi membro sotto attacco. Per quanto riguarda la questione territoriale, Zelensky ha detto di voler convincere gli Usa al congelamento della linea del fronte, prima della tregua e di negoziati in merito. In serata atteso il vertice tra Zelensky e alcuni leader europei (tra cui Giorgia Meloni), a cui sono stati invitati anche Witkoff e Kushner.

Ucraina, nuovi colloqui a Berlino: pressing Usa sul Donbass alla Russia
Stretta di mano tra Steve Witkoff e Volodymyr Zelensky, sotto gli occhi di Friedrich Merz (Ansa).

Mosca: «Kyiv fuori dalla Nato pietra angolare dei negoziati»

Per la Russia il non ingresso dell’Ucraina nella Nato è la «pietra angolare» dei negoziati. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che la questione «richiede una speciale considerazione» tra tutte le altre. Mosca ha espresso inoltre fermezza, ribadendo che avrà «decise obiezioni» a qualsiasi emendamento dell’iniziale piano di pace per l’Ucraina in 28 punti proposto da Washington (su suggerimento di Vladimir Putin): il testo è stato poi modificato in seguito a diversi round di negoziati tra Ucraina, Ue e Usa. Yuri Ushakov, consigliere per la politica estera dello zar, ha detto che Mosca «non accetterà disposizioni» su questioni territoriali o trattative su una zona cuscinetto nel Donbass.

Enel acquisisce un portafoglio di impianti eolici onshore in Germania

Enel ha perfezionato l’acquisizione di un portafoglio composto da due impianti eolici onshore in Germania che hanno una potenza installata complessiva di 51 mw. L’operazione apporta un contributo di circa 10 milioni di euro l’anno all’ebitda ordinario di Gruppo, grazie a una tariffa regolata in regime di feed-in premium, che garantisce un livello minimo di remunerazione qualora i prezzi di vendita sul mercato risultino inferiori alla soglia prevista.

Il mercato tedesco delle rinnovabili è il più grande e uno dei più interessanti d’Europa

Questa operazione, con un enterprise value di circa 80 milioni di euro, rappresenta la prima significativa acquisizione del Gruppo Enel di un portafoglio di impianti operativi in Germania, un mercato chiave all’interno della strategia di espansione geografica del Gruppo. Tale strategia prevede una crescita nel settore delle rinnovabili anche attraverso acquisizioni mirate, focalizzandosi su aree caratterizzate da stabilità regolatoria e macroeconomica. Il mercato tedesco delle rinnovabili è infatti il più grande e uno dei più interessanti d’Europa grazie al potenziale di crescita e al contesto regolatorio favorevole, che prevede meccanismi di incentivazione per le fonti di energia rinnovabile.

Mundys lancia Neya, società benefit per la lotta al cambiamento climatico

Mundys mette in campo una nuova società benefit dedicata alla lotta al cambiamento climatico. Neya, questo il nome del nuovo asset controllato al 100 per cento, sarà focalizzata sulla selezione e adozione di iniziative prevalentemente “nature based” per la rimozione del carbonio, con l’obiettivo di produrre crediti Co2 utili per la decarbonizzazione delle infrastrutture di trasporto nelle quali opera Mundys, a livello globale.

Rimboschimento e gestione sostenibile di terreni tra le soluzioni per rimuovere il carbonio dall’atmosfera

Il valore del mercato internazionale dei crediti di carbonio nel 2024 è stato di circa 115 miliardi di dollari e per il 2030 le stime prevedono circa 300 miliardi, con possibilità di crescita fino a oltre 500 miliardi. È in questo contesto che Neya si inserisce con la propria missione per la rimozione permanente di Co2 dall’atmosfera, attraverso soluzioni come il rimboschimento e la gestione sostenibile di foreste e terreni agricoli, promuovendo la sostenibilità ambientale e sociale.

Il primo progetto in Madagascar per la riforestazione di 500 ettari di coste

Neya diventa immediatamente operativa in Madagascar con la promozione di un progetto di riforestazione per 500 ettari lungo le coste a Nord dell’isola (nelle zone di Sofia e Melaky). Il ripristino delle piantagioni in aree deforestate localmente negli ultimi decenni contribuirà alla rimozione di Co2, grazie alla particolare tipologia di piante prescelte. Le mangrovie, infatti, sono foreste costiere tropicali formate da alberi e arbusti capaci di vivere in acque salmastre tipicamente lungo le coste, le foci dei fiumi e le lagune. Hanno radici aeree che spuntano dal fango o dall’acqua e sono fondamentali perché proteggono le coste dall’erosione e dalle tempeste, ospitano molte specie di pesci, uccelli e crostacei e immagazzinano grandi quantità di carbonio. Il progetto, denominato Ma Honko, si avvale di un’azienda locale che genererà occupazione sul territorio nello spirito di produzione di valore lungo la filiera, al centro della strategia di business sostenibile della visione di Mundys. L’attività detiene i requisiti per ottenere la certificazione Gold standard, ente internazionale che attesta la qualità e la credibilità dei progetti che riducono le emissioni di gas serra, assicurando al contempo benefici sociali e ambientali misurabili.

I crediti Co2 compenseranno le emissioni prodotte dalle infrastrutture della capogruppo

I crediti di carbonio generati, nel tempo, potranno così contribuire a compensare le emissioni delle infrastrutture di Mundys, a loro volta in corso di progressiva riduzione grazie all’esecuzione del framework di sostenibilità messo in campo dalla capogruppo. Una strategia, quella Esg di Mundys, trasparente e responsabile e che le ha appena nuovamente fatto conseguire – per il terzo anno consecutivo – il livello A-list, massimo score rilasciato da Cdp (ex Carbon disclosure project), rating internazionale di riferimento per la valutazione delle performance climatiche e ambientali su oltre 25 mila aziende. Lungo la roadmap di sostenibilità della capogruppo sono molti i traguardi segnati fin qui, anche in termini di leadership innovativa, solco nel quale Neya sembra segnare il prossimo passo. Mundys è stata, infatti, tra le prime società in Italia a dotarsi di un Climate action plan per promuovere la transizione energetica e la decarbonizzazione delle attività economiche lungo tutta la catena del valore in ambito aeroportuale, autostradale e dei servizi di mobilità, ponendosi obiettivi chiari e concreti tra i quali l’azzeramento delle emissioni nette dirette (Scope 1 & 2) entro il 2040.

Milano-Cortina, Mariah Carey a San Siro per la cerimonia di apertura

Annunciata la prima grande ospite internazionale della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. La Fondazione ha infatti ufficializzato che il 6 febbraio, allo stadio San Siro, ci sarà la star della musica nonché icona del Natale Mariah Carey. L’artista di All I Want for Christmas Is You, tornata come da tradizione in classifica con l’approssimarsi delle feste, terrà una performance per dare il via all’Olimpiade invernale alla Scala del calcio durante lo show inaugurale, realizzato da Balich Wonder Studio e incentrato sul tema dell’armonia per raccontare innovazione, creatività e lo Spirito italiano. «Ci vediamo a Milano», ha commentato l’artista sui social.

Milano-Cortina, arriva Mariah Carey: «Incarna lo spirito dei Giochi»

L’annuncio ufficiale è arrivato sul sito della Fondazione Milano-Cortina, secondo cui Mariah Carey è un’artista capace di incarnare «l’atmosfera emozionale che accompagna il percorso verso i Giochi» nonché «un’ulteriore prova del respiro internazionale della cerimonia di apertura e dei messaggi» che intende trasporre al grande pubblico. L’evento, in programma il 6 febbraio, sarà unico nel suo genere e pensato per sorprendere, unire e lasciare un ricordo indelebile nel cuore e nella mente di milioni di spettatori in tutto il mondo. «Lo sport, con i suoi valori di uguaglianza, rispetto e inclusione, amplifica questo racconto, trasformando Armonia in un’esperienza condivisa», spiega ancora la Fondazione. «Insieme, musica e sport danno vita a una Cerimonia in cui l’Armonia diventa esperienza viva, un luogo simbolico dove le comunità si incontrano, superano confini e si riconoscono parte della stessa energia collettiva dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026».

Grave lutto per Raffaella Fico e il compagno Armando Izzo

«Prima che si creino false speculazioni, io e la mia compagna, Raffaella Fico, desideriamo comunicare che abbiamo avuto una grave perdita». Con queste parole in una breve storia su Instagram, il 33enne difensore del Monza Armando Izzo ha comunicato un tragico lutto: a poche settimane dall’annuncio ufficiale della sua gravidanza la showgirl 37enne, incinta di cinque mesi, ha perso il bambino che portava in grembo. «Ci ha lasciato troppo presto e resterà per sempre nei nostri cuori», prosegue il calciatore sui social. «In questo momento di immenso dolore chiediamo rispetto, silenzio e sensibilità, evitando qualsiasi forma di speculazione su una perdita così delicata. L’unica forza che ci permette di andare avanti in questo momento è il nostro amore. Grazie».

Grave lutto per Raffaella Fico e il compagno Armando Izzo
La storia di Armando Izzo e Raffaella Fico (da Instagram).

L’annuncio della gravidanza di Raffaella Fico a Verissimo

Già mamma di Pia, nata dalla relazione con Mario Balotelli, Raffaella Fico aveva annunciato di essere in dolce attesa poche settimane fa durante un’ospitata a Verissimo. «Sto vivendo tutto come se fosse nuovo, non ricordo più niente della prima gravidanza», aveva spiegato la showgirl nello studio di Silvia Toffanin. «Sto scoprendo un nuovo mondo e sono felicissima perché accanto a me ho il mio uomo, lo abbiamo voluto. Mia figlia Pia è felicissima, ha sempre avuto il desiderio di un fratellino o una sorellina e quando glielo abbiamo comunicato ha fatto i salti di gioia. Noi viviamo tutti insieme e Armando con Pia ha davvero un rapporto molto bello». Poco dopo, lei e Izzo avevano confermato sui social, con un fiocco celeste, di aspettare un maschietto.

Kamala Harris si sta preparando per un’altra corsa alla Casa Bianca

Dopo un periodo di basso profilo nella prima parte dell’anno, a seguito della sconfitta patita contro Donald Trump e nonostante le preoccupazioni dei finanziatori dell’Asinello riguardo alla sua capacità di vincere, Kamala Harris si è messa al lavoro per preparare un’altra candidatura alla Casa Bianca. Lo riporta Axios, sottolineando che l’ex vicepresidente Usa è ancora in testa nella maggior parte dei sondaggi relativi alle primarie democratiche del 2028, grazie anche all’ampio sostegno tra gli elettori afroamericani.

Kamala Harris si sta preparando per un’altra corsa alla Casa Bianca
Il libro ‘107 Days’ di Kamala Harris (Ansa).

Le mosse interpretabili come l’inizio della campagna elettorale

Axios spiega che Harris ultimamente ha compiuto alcune mosse interpretabili come l’inizio della sua campagna elettorale per il 2028. Innanzitutto ha ampliato il tour di presentazione del libro 107 Days, incentrato sua breve campagna presidenziale, aggiungendo tappe Detroit, Jackson, Memphis e Montgomery, grandi città con molti elettori afroamericani, nonché Columbia, che si trova in Carolina del Sud, Stato storicamente cruciale per le primarie dem. Inoltre, in occasione della riunione invernale del Comitato Nazionale Democratico, andata in scena a Los Angeles, ha incontrato i principali rappresentanti del partito: il presidente Ken Martin ha presentato suo marito Doug Emhoff come «l’ex second gentleman», scherzando sul fatto che in futuro potrebbe diventare «first». Harris, infine, ha adottato una nuova retorica: a Los Angeles ha infatti criticato aspramente entrambi i partiti Usa e lo status quo, prendendo le distanze dal messaggio di sostegno a Joe Biden che aveva veicolato durante la breve campagna del 2024.

Christophe Rabatel nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia

Christophe Rabatel è il nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia. Forte dell’esperienza maturata in Carrefour Italia, di cui è stato Ceo dal 2020 al 2025, prenderà dunque il comando di un settore centrale per il gruppo. La notizia, anticipata da Lineaires, è stata confermata successivamente dalla stessa azienda. La sua nomina rientra nell’ambito di una serie di cambiamenti nella leadership, che avranno effetto a partire dal 5 gennaio 2026 e che puntano a ottimizzare la filiera logistica e a potenziare il canale dell’e-commerce.

Christophe Rabatel nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia
Christophe Rabatel (Imagoeconomica).

Carrefour Francia, le altre nomine ai vertici dell’azienda

Carrefour Francia ha parallelamente nominato Tina Schuler, già alla guida della divisione franchising, per la carica di direttrice di Market France. Mourad Bensadik, attuale responsabile della supply chain, assumerà il ruolo di Ceo di Match, insegna acquisita da Carrefour nel 2024. E ancora, Julien Munch, finora direttore operativo di Carrefour Francia, si trasferirà in Sud America per diventare vicedirettore generale della divisione brasiliana. Emmanuel Granier invece guiderà il dipartimento che integra la supply chain, i progressi, i sistemi informativi, il digitale e l’e-commerce. Infine, Alice Rault, oltre a conservare la direzione della strategia, della trasformazione e dell’energia, assumerà anche la guida della divisione Non Food.

Chi è Christophe Rabatel, nuovo direttore degli ipermercati

Laureato all’Institut Commercial de Nancy con un Master in Business Administration all’Università della Pennsylvania, Christophe Rabatel ha iniziato la sua carriera in Deloitte come senior manager nel 1995 rimanendovi per nove anni. Nel 2004 l’ingresso in Carrefour ricoprendo funzioni finanziarie per l’Europa prima di ottenere la nomina, nel 2006, come Chief Financial Officer per la divisione della Turchia. Negli anni è stato anche direttore esecutivo per Carrefour Polonia prima di diventare, nel 2020, amministratore delegato di Carrefour Italia, incarico che ha ricoperto fino al 2025 con la chiusura dell’acquisizione da parte di NewPrinces Group. «È stato un momento ricco di emozioni e ricordi», ha scritto su LinkedIn. «Mi ha permesso di maturare un senso di profonda gratitudine nei confronti di tutte le colleghe e tutti i colleghi con cui ho condiviso questo straordinario percorso lungo cinque anni».

Christophe Rabatel nuovo direttore degli ipermercati di Carrefour Francia
Il logo di Carrefour sui carrelli (Imagoeconomica).