Wsj: A Epstein fu vietato l’accesso a Mar-a-Lago

Il Wall Street Journal ha ricostruito in dettaglio il rapporto tra Jeffrey Epstein e Donald Trump, rivelando che l’ex finanziere fu per anni un frequentatore abituale di Mar-a-Lago, la residenza privata del presidente americano. Secondo il giornale, Epstein chiedeva che alcune giovani dipendenti della spa interna di proprietà di Trump fossero mandate nella sua villa in Florida per effettuare massaggi a domicilio. Le visite sarebbero proseguite fino al 2003, fino a quando un’estetista di 18 anni, rientrata da una di queste trasferte, riferì ai manager del club di aver subito pressioni per avere rapporti sessuali.

Wsj: A Epstein fu vietato l’accesso a Mar-a-Lago
Donald Trump immortalato a un party con Jeffrey Epstein (Ansa).

Uno dei responsabili inviò un fax a Trump descrivendo l’episodio e suggerendo di vietare l’accesso a Epstein, che non tornò più a Mar-a-Lago. Epstein era già noto a livello internazionale per i suoi legami con politici e personaggi del jet set, e la seconda moglie di Trump, Marla Maples, aveva messo in guardia il marito e altri, definendolo «strano» e dicendosi preoccupata per la sua influenza. La polizia di Palm Beach, in Florida, aveva iniziato a indagare su Epstein poco dopo l’allontanamento da Mar-a-Lago, nel 2005, dopo che un genitore lo aveva denunciato per abuso sessuale. Nel 2008 fu condannato per aver procurato delle ragazze minorenni ad alcuni politici, e fu arrestato di nuovo nel 2019 con l’accusa di traffico sessuale di minori. La Casa Bianca ha respinto la ricostruzione del Wsj. La portavoce Karoline Leavitt ha parlato di «falsità e insinuazioni», ribadendo che Trump non ha commesso illeciti e che Epstein fu allontanato perché considerato una persona spregevole.

È morto Isiah Whitlock Jr., star di The Wire e dei film di Spike Lee

Isiah Whitlock Jr., attore statunitense noto soprattutto per la serie HBO The Wire, è morto all’età di 71 anni. A darne notizia è stato il suo manager Brian Liebman con un breve post su Instagram: «Se lo avete conosciuto, lo avete amato. Un attore brillante e una persona ancora migliore. Che il ricordo di lui sia per sempre una benedizione, ci mancherà moltissimo». Celebre il suo sodalizio con Spike Lee, per cui ha recitato in cinque film tra cui La 25esima ora e BlacKkKlansman. In carriera ha avuto modo di collaborare anche con Martin Scorsese, Woody Allen, Antoine Fuqua ed Elizabeth Banks.

È morto Isiah Whitlock Jr., star di The Wire e dei film di Spike Lee
L’attore Isiah Whitlock Jr. (Ansa).

Isiah Whitlock Jr., la carriera e il suo ruolo simbolo

Nato a South Bend, in Indiana, il 13 settembre 1954 in una famiglia di 11 figli, Whitlock ha iniziato a studiare recitazione teatrale alla Southwest Minnesota State University laureandosi nel 1976. Ha poi frequentato l’American Conservatory Theater di San Francisco, ottenendo il primo ruolo nel film per la tv del 1981 A Christmas Carol. Per il debutto al cinema dovette aspettare nove anni, prima che nel 1990 ricevette la parte di un medico nel cult Quei bravi ragazzi di Martin Scorsese. A consegnargli la fama è stato tuttavia il ruolo di Clay Davis, politico corrotto nonché uno dei volti più riconoscibili di The Wire, serie creata da David Simon. «Il pubblico ha capito che è stato davvero uno dei più grandi spettacoli di tutti i tempi», ha raccontato nel 2010 a Blackfilm. «Questo mi fa sentire molto, molto bene e molto orgoglioso di averne fatto parte».

In carriera, Isiah Whitlock Jr. ha recitato anche in diversi progetti di Spike Lee. È stato l’agente Flood ne La 25esima ora del 2002 con Edward Norton e Philip Seymour Hoffman, prima di partecipare due anni dopo a Lei mi odia con Anthony Mackie e Monica Bellucci. Per il regista di Atlanta è apparso in Chi-Raq, BlacKkKlansman e Da 5 Bloods – Come fratelli con il compianto Chadwick Boseman, alla sua ultima performance cinematografica. Di recente aveva recitato in Cocainorso di Elizabeth Banks e, sul piccolo schermo, nelle serie Your Honor con Brian Cranston e The Residence di Netflix.

Il ricordo di Spike Lee: «Ho perso un amato fratello»

Tanti gli omaggi sui social, tra cui quello di Spike Lee che lo ha diretto in diversi lungometraggi. «Oggi ho appreso della scomparsa del mio caro amato fratello Isiah Whitlock Jr.», ha postato il regista sui social assieme a una scena cult de La 25esima ora. «Possa riposare in pace». Tributi anche dalla HBO, che ha condiviso sui propri canali ufficiali una foto dell’attore nei panni di Clay Davis in The Wire.

Enel promuove il car pooling per una mobilità sostenibile tra dipendenti

Enel vede nel car pooling una risorsa preziosa per contribuire alla sostenibilità ambientale e a decongestionare il traffico nelle città.
Proprio per questo ha realizzato una piattaforma interna per permettere ai dipendenti, soprattutto nei grandi centri urbani, di sfruttare la potenzialità di questa forma di mobilità green che consiste nel condividere l’auto privata con più persone per raggiungere la sede di lavoro. Il progetto è stato lanciato su quattro città, tra cui Roma, con l’obiettivo di ridurre l’uso dei veicoli privati tra i dipendenti, risparmiare sui costi di viaggio e diminuire lo stress e l’impatto ambientale. Le persone hanno risposto in modo molto positivo, soprattutto nelle grandi metropoli. Gli utenti attivi ad oggi sono oltre 200 e i viaggi caricati più di 6 mila. Da marzo a ottobre 2025 sono state risparmiate ben 1,74 tonnellate di Co2, l’equivalente di 32 viaggi andata e ritorno da Roma e Milano, quattro viaggi intercontinentali e un centinaio di alberi piantati.

Una soluzione che riduce emissioni, spese di viaggio e traffico

I dipendenti si organizzano tramite piattaforme dedicate per trovare colleghi e colleghe che abitano vicino con cui condividere il tragitto casa-lavoro. Le aziende possono supportare il car pooling aziendale promuovendo piattaforme che facilitano l’incontro tra colleghi con percorsi simili. I partecipanti possono condividere le spese di viaggio, come benzina, pedaggi e parcheggi, riducendo i costi per tutti. Sono molti i vantaggi di questa pratica. Per i dipendenti riduzione dei costi, meno stress da guida e miglioramento dei rapporti con i colleghi. Per le aziende il raggiungimento di obiettivi ambientali e sociali. In ultimo, ma non per importanza, per l’ambiente riduzione del traffico e delle emissioni di Co2 e altri inquinanti, contribuendo a un’aria più pulita. 

L’impegno di Enel per una mobilità sempre più sostenibile

Sul tema della mobilità sostenibile Enel è molto attiva, offrendo anche convenzioni e contributi per il trasporto pubblico locale e mettendo a disposizione un efficiente servizio di navette aziendali nelle grandi città che permette il collegamento tra i principali punti strategici della mobilità urbana e le sedi. Come azienda leader del comparto elettrico in Italia, Enel ha ben chiari da tempo tutti i vantaggi della mobilità sostenibile, con l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale (inquinamento, congestione, consumo di suolo) e promuovere l’uso di mezzi come il trasporto pubblico, la bicicletta, la mobilità elettrica e le soluzioni condivise, come lo sharing e il pooling.

Chico Forti potrà lavorare fuori dal carcere

Il tribunale di sorveglianza di Venezia ha autorizzato Chico Forti a svolgere attività fuori dalla casa circondariale di Verona, consentendogli di partecipare a un percorso di formazione per pizzaioli, di impegnarsi in iniziative di volontariato rivolte agli anziani e di insegnare windsurf a persone con disabilità. Come riferisce Il Gazzettino, il via libera è arrivato su richiesta dei suoi difensori dopo che, a settembre, era stata respinta un’istanza di libertà condizionale. Nei mesi precedenti Forti aveva già beneficiato di alcune aperture: a febbraio aveva ottenuto permessi per recarsi a Trento a trovare la madre, mentre a giugno gli era stato concesso l’accesso alle aule studio del carcere. A settembre, però, lo stesso tribunale aveva bocciato una prima domanda ritenendo che non fossero emersi «sentimenti di colpa o di autentico dispiacere per i familiari della vittima né per i propri familiari», evidenziando anche il «mancato risarcimento del danno, anche solo parziale». Diverso l’esito, invece, per la successiva richiesta di permessi lavorativi avanzata dalla direttrice dell’istituto penitenziario, che è stata accolta.

Machu Picchu, scontro frontale tra due treni: decine di turisti feriti

Nel pomeriggio di martedì 30 dicembre, due treni si sono scontrati sulla linea ferroviaria per Machu Picchu, la cittadella Inca nonché principale attrazione turistica del Perù. Nell’incidente una persona ha perso la vita, mentre circa 40 sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Le autorità, come riporta la stampa locale, sono al lavoro per identificare i passeggeri contusi, molti dei quali sono visitatori stranieri, di cui non sono state ancora rese note le nazionalità. L’ambasciata americana ha tuttavia già confermato che ci sono cittadini statunitensi tra i feriti. In corso anche accertamenti per poter chiarire le cause dell’impatto.

Machu Picchu, la dinamica dell’incidente e chi è la vittima

L’incidente è avvenuto all’altezza di Qoriwayrachina, altro noto sito archeologico che si trova circa 10 chilometri a Sud-est di Machu Picchu e a circa due ore da Cuzco, lungo una delle tratte più frequentate da visitatori peruviani e stranieri. Secondo Jhonathan Castillo Gonzalez, capitano del dipartimento di polizia, uno dei due convogli proveniente dalla cittadella Inca si è scontrato, per motivi ancora ignoti, con un altro che invece era diretto lì. A perdere la vita è stato Roberto Cardenas Loayza, macchinista 61enne di uno dei due mezzi. Sul posto sono intervenute diverse ambulanze e squadre di soccorso, che hanno condotto i turisti feriti in diversi ospedali e in alcune cliniche della capitale regionale Cuzco.

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni

La decisione del governo di ridurre di 10 milioni di euro il budget per la Rai nel 2026 è l’ultima mazzata di un anno che per la tv pubblica è trascorso nel grigiore più totale e all’insegna della mediocrità. Tanto che, secondo i boatos che dal Parlamento rimbalzano a Palazzo Chigi fino a Via Asiago, Giorgia Meloni ormai la considera una partita persa. Tutte le beghe sono state delegate al sottosegretario Giovanbattista Fazzolari che le fa da filtro e parafulmine.

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni
Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio (Imagoeconomica).

Certo, la definizione di TeleMeloni ripetuta come un mantra dai giornali non allineati la infastidisce parecchio, anche perché non la considera veritiera. La premier sembra però aver rinunciato alla partita. Pure Matteo Renzi, con la sua riforma e la nomina ad ad di Antonio Campo Dall’Orto, aveva provato a disegnare una nuova Rai. Meloni forse si illudeva di poterlo fare, mettendo alla guida Giampaolo Rossi, il “guru”. Ma così non è stato. Tanto che ora la presidente del Consiglio sembra aver perso le speranze: si accontenta, raccontano, di avere dalla sua parte i principali tg, a cominciare dal Tg1 di Gian Marco Chiocci, e i due programmi di Bruno Vespa. Tutto il resto è contorno.

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni
Gian Marco Chiocci (foto Ansa).

Giampaolo Rossi tra dubbi e flop

Per Meloni Rossi rappresenta una grande delusione, tanto che qualche mese fa ha tentato di sostituirlo proprio con Chiocci, il “suo” direttore del Tg1, che però ha rifiutato perché quello dell’amministratore delegato «non è il mio ruolo». Meloni si è anche guardata intorno tra i manager pubblici di area, ma non ne ha trovato nessuno disponibile a trasferirsi in Rai, anche per via del tetto ai compensi di 240 mila euro, che resiste solo nella tv pubblica. Arrivato con grandi aspettative, Rossi non ha lasciato traccia e sembra incarnare perfettamente la descrizione del governo che Marcello Veneziani ha vergato sulle pagine della Verità, che tanto trambusto ha generato nel dibattito politico. L’unico segno del passaggio di Rossi è stato lo smembramento di Rai3, la cui identità di rete progressista e sociale non esiste (quasi) più. L’ex Telekabul ora è un gran guazzabuglio, tenuta in piedi da programmi già esistenti: Report, Presa Diretta, Chi l’ha visto, Splendida Cornice. E Rossi, insieme al direttore dell’approfondimento Paolo Corsini, non è finora riuscito a dare una scossa all’informazione, il terreno più caldo della tv pubblica. Le uniche novità della sua gestione sono i flop dell’ex Iena Antonino Monteleone, partito in prima serata e finito su RaiPlay, e Far West di Salvo Sottile, che si barcamena con ascolti mediocri. L’unico vero successo, per Rossi e Corsini, è stato il ritorno di Massimo Giletti, che il lunedì sera, dopo un inizio in salita, si è conquistato il suo pubblico. Ora un nuovo programma d’informazione è all’orizzonte: sarà un talk, nella prima serata del mercoledì, per la cui conduzione sono in pole position Claudio Brachino e Hoara Borselli. Ma non si esclude nemmeno un ticket con entrambi: la decisione verrà presa a inizio gennaio. Vedremo.

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni
Giampaolo Rossi, ad Rai (Imagoeconomica).

Le mosse di Marano e Sergio

Per un Rossi che piange, c’è un Antonio Marano che ride. Il consigliere più anziano del Cda, a causa dell’impasse sulla nomina di Simona Agnes alla presidenza, da due anni è presidente facente funzione e questo gli permette di fare il bello e cattivo tempo. Per esempio, a lui si deve la nomina di Williams Di Liberatore nella casella della direzione prime time, in quota Lega. Insomma, Matteo Salvini o il suo uomo-tv Alessandro Morelli alzano il telefono e Marano esegue senza colpo ferire. E siccome l’ex direttore di Rai2 e di Rai Pubblicità l’azienda la conosce come le sue tasche, si muove come un topo nel formaggio. Di recente, però, ha dovuto ingoiare due bei bocconi amari. Innanzitutto è stato beccato con le mani nella marmellata per l’assunzione a Rai Pubblicità del compagno della figlia, Alessandro Valadè: lui nega di aver avuto un ruolo nella vicenda, ma i fatti rivelati da Repubblica paiono smentirlo. Insomma, pure Marano “tiene famiglia”. Poi c’è il caos alla Rai di Milano, da sempre il suo orticello personale, perché quel gran volpone del direttore generale Roberto Sergio, che ha la delega sugli asset immobiliari, ha deciso di accelerare la vendita del palazzo di corso Sempione ben prima del trasloco al MiCo, in Fiera, previsto nel 2030. Così i dipendenti milanesi saranno costretti a un trasferimento intermedio di almeno un paio d’anni in un’altra sede in zona Mecenate. Davanti a Sempione si è già tenuta una manifestazione di protesta, i sindacati sono sul piede di guerra e Marano, che sulla vicenda non ha toccato palla, è su tutte le furie. A Roma, invece, tra mille mugugni e malumori, è terminato il trasloco nella sede di Via Alessandro Severo, ma i lavori per la bonifica dell’amianto in Viale Mazzini non sono ancora nemmeno cominciati. Ed è difficile prevedere quando i dipendenti potranno tornarci (una decina d’anni?). 

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni
Antonio Marano (foto Imagoeconomica).

Show e fiction: alti e bassi tra De Martino e Sandokan

Nonostante il bilancio sostanzialmente positivo del 2025 – «le reti generaliste del Servizio pubblico», recita una nota dell’azienda, «confermano la propria leadership nell’intera giornata sfiorando il 30 per cento di share con Rai1 che cresce di 0,6 punti percentuali rispetto al 2024, con uno share medio del 18,6 per cento» – i problemi non sono mancati. Anche corazzate come Ballando con le stelle sono state tallonate e superate da Mediaset. Per non parlare del caso De Martino-Scotti. Se c’era un programma che andava alla grande, oltretutto nella fascia più ricca per introiti pubblicitari, era Affari Tuoi che macinava ascolti su ascolti. Poi il programma in estate è andato in letargo. Gli altri però non dormivano: Canale5 nei mesi estivi è tornato alla carica sull’access con La ruota della fortuna, condotta da Gerry Scotti. Risultato: a settembre De Martino è tornato ma Scotti è rimasto in testa e la Rai ha perso il primato nella fascia del preserale. Tanto che molti ormai danno in partenza il direttore del Day Time Angelo Mellone, sempre più distratto dai suoi spettacoli teatrali e dalle manifestazioni di libri. E pure a lui non dispiacerebbe spostarsi, poiché da anni ambisce a prendere il posto di Paolo Del Brocco alla direzione di Rai Cinema. Il quale, forse unico caso in Europa, guida quella struttura da una quindicina d’anni, facendo il bello e cattivo tempo sui finanziamenti pubblici alle pellicole nostrane e alle case di produzione. Sarà difficile spostarlo, ma il suo mandato scade in aprile e Mellone ci spera.

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni
Angelo Mellone, direttore Intrattenimento Day Time Rai (foto Imagoeconomica).

Sembra salda, invece, la posizione della direttrice di Rai Fiction, Maria Pia Ammirati, che, senza eccellere, ha portato a casa il successo de Il conte di Montecristo e di Sandokan che, se ha fatto storcere il naso a pubblico colto e critica per i paragoni col Sandokan di Sollima, i suoi numeri li ha fatti. Sembra per ora azzeccato, invece, lo spostamento di Paolo Petrecca da Rainews a Raisport. «Almeno lì non fa danni», si sussurra in Via Asiago, dopo le diverse figuracce collezionate da Petrecca alla guida del canale all-news, quello sì diventato nelle sue mani TeleMeloni. Per quanto riguarda i tg, da registrare il crollo del Tg2 di Antonio Preziosi, mentre tengono Tg3 di Pierluca Terzulli e Tg1 di Chiocci, che però in più occasioni è stato superato dal Tg5.

Flop, equilibri e delusioni: un anno di Rai targata Meloni
Paolo Petrecca (Imagoeconomica).

Media Freedom Act questo sconosciuto

Infine, c’è la grande incognita del Media Freedom Act, il regolamento dell’Unione europea che impone alcuni parametri alle tv pubbliche degli Stati membri, tra i quali una certa indipendenza dal potere politico e dal governo di turno, la tutela della libertà di stampa e del lavoro giornalistico, la verifica delle notizie, eccetera eccetera. L’Mfa (entrato in vigore il 5 agosto scorso) impone dunque all’Italia una riforma del sistema televisivo pubblico che però ancora non si vede. La maggioranza di centrodestra ha depositato un testo base che non fa altro che togliere potere all’esecutivo per consegnarlo al Parlamento, con il vertice Rai eletto a maggioranza semplice da Camera e Senato. Troppo poco. Ma da lì non ci si è più mossi poiché, dopo una lunga serie di audizioni, la legge di bilancio si è presa tutto lo spazio. Se ne riparlerà a gennaio, anche se le posizioni di maggioranza e opposizione sembrano inconciliabili. E pure tra gli stessi partiti di minoranza non c’è una proposta comune sulla Rai. La procedura d’infrazione per il mancato recepimento del Mfa da Bruxelles non è ancora partita, ma senza una riforma tra qualche mese l’Italia potrebbe essere sanzionata.  

Israele ha vietato a decine di ong di operare a Gaza

Israele ha annunciato che dal 1° gennaio 2026 sospenderà l’operatività di decine di organizzazioni umanitarie internazionali nella Striscia di Gaza, accusandole di non aver fornito dettagli necessari per accertare che i loro dipendenti non abbiano legami con Hamas. Il provvedimento riguarda una trentina di ong e colpisce anche realtà di primo piano come ActionAid, Medici Senza Frontiere, International Rescue Committee e Norwegian Refugee Council, che avranno due mesi di tempo per concludere le loro attività. Israele ha detto che la distribuzione degli aiuti potrà continuare attraverso «canali approvati» o partner bilaterali, accentrando ulteriormente il controllo dell’assistenza umanitaria.

Israele ha vietato a decine di ong di operare a Gaza
Khan Younis (Ansa).

Dal 2007 Hamas controlla di fatto la Striscia di Gaza. In questo contesto, molte organizzazioni umanitarie sono spesso costrette ad avere contatti operativi con le autorità locali per poter distribuire aiuti. Israele ha usato questo fatto per accusare varie ong di essere colluse con il gruppo e di avere dei dipendenti che ne fanno parte. Nel 2024, Israele aveva già vietato di operare all’Unwra, agenzia delle Nazioni Unite, anche se un rapporto indipendente commissionato dall’Onu aveva concluso che non erano state fornite prove a sostegno delle accuse.

La catastrofe umanitaria a Gaza

La decisione è destinata ad aggravare l’emergenza umanitaria presente nella Striscia di Gaza, dove 1,3 milioni di persone necessitano ancora di un riparo urgente. Nelle ultime settimane violente tempeste hanno distrutto migliaia di tende, esponendo gli sfollati a condizioni di freddo estremo: almeno 15 persone, tra cui dei neonati, sono morte di ipotermia. Inoltre, oltre la metà delle strutture sanitarie è solo parzialmente funzionante e soffre una grave carenza di attrezzature e forniture mediche, mentre il collasso delle infrastrutture igienico-sanitarie ha lasciato 740 mila persone esposte al rischio di inondazioni contaminate. In un comunicato congiunto, i ministri degli Esteri di dieci Paesi – tra cui Regno Unito, Francia, Canada e Giappone – hanno avvertito che la sospensione forzata delle attività delle ong avrà un impatto diretto sull’accesso della popolazione civile a cure mediche, cibo e altri servizi essenziali.

L’FBI trova moto di vari campioni nel garage di un latitante

L’FBI ha scovato decine di motociclette da competizione che hanno fatto la storia della Classe 500, della MotoGp e di altre categorie. Lo ha mostrato l’account ufficiale di X spiegando che il ritrovamento è stato completato all’interno del garage della casa a Los Angeles di Ryan James Wedding. Quest’ultimo, ex campione di snowboard, è uno dei dieci latitanti più ricercati dagli Stati Uniti. Su di lui, 44enne canadese, pendono accuse pesanti. Si va dal traffico internazionale di droga al riciclaggio di denaro, associazione per delinquere e omicidio. L’FBI ha anche messo sulla sua cattura una taglia da 15 milioni di dollari.

Le moto trovate

E la collezione di moto? Ha una valore di circa 40 milioni di dollari. Basti pensare che tra le moto ci sono alcune Desmosedici come la numero 65 di Loris Capirossi o quelle guidate da Valentino Rossi, Andrea Iannone e Jorge Lorenzo. Ma oltre alle Ducati ci sono anche una replica legata a Mike Hailwood, l’Aprilia 125 del 1996 con cui ha esordito lo stesso Valentino e la Suter MMX2 con i colori Repsol guidata da Marc Márquez nel 2012, quando ha vinto poi il titolo in Moto2. In totale sarebbero una cinquantina i mezzi presenti.

In Germania furto da 30 milioni grazie a un foro nella parete della banca

Hanno forato una delle pareti di una banca, la Cassa di risparmio Sparkasse, passando da un parcheggio e sfruttando la chiusura natalizia. Poi hanno svaligiato circa 3.300 cassette di sicurezza, appartenenti a 2.700 clienti, e sono fuggiti con un bottino da oltre 30 milioni di euro. A raccontare i fatti è la Bild, che ha parlato di una rapina che sembra uscita da un film. I ladri hanno agito a Gelsenkirchen, nel Nordreno-Vestfalia, in Germania. La polizia sta cercando di capire come sia stato possibile portare a termine un colpo del genere alla vigilia di Natale. Dal lunedì successivo, inoltre, centinaia di clienti si sono recati alla filiale preoccupati per i propri beni. Una vicenda che resta tutt’ora da chiarire.

Concorso per 1.340 funzionari in varie amministrazioni: bando 2025, requisiti e domanda

Nella giornata del 30 dicembre 2025, varie amministrazioni pubbliche e ministeri hanno pubblicato il bando di concorso pubblico per 1.340 funzionari. Si tratta del reclutamento di unità di personale non dirigenziale, da assumere con contratto di lavoro a tempo indeterminato. Nel bando, reperibile sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), sono specificati i requisiti di ammissione, le modalità di presentazione della domanda e in cosa consistono le procedure di selezione dal momento che si tratta di un concorso per titoli ed esami.

Concorso per 1.340 funzionari, per quali posti ci si può candidare?

Concorso per 1.340 funzionari in varie amministrazioni: bando 2025, requisiti e domanda
Ministero della Pubblica Istruzione a Trastevere, Roma (Ansafoto).

C’è tempo fino al 27 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico per complessivi 1.340 posti da funzionario in varie amministrazioni. Nel dettaglio, la suddivisione dei posti riguarda:

  • due unità da inquadrare nell’Area delle elevate professionalità appartenenti alla famiglia professionale tecnico-informatica dei ruoli dell’Agenzia per l’Italia digitale;
  • 697 funzionari amministrativi da inquadrare in varie amministrazioni secondo quanto indicato nell’allegato 1 del bando;
  • 219 funzionari economici per i posti indicati nell’Allegato 2;
  • 271 funzionari informatici per i posti indicati nell’Allegato 3;
  • 36 funzionari della comunicazione per i posti indicati nell’allegato 4;
  • 33 funzionari statistici per i posti indicati nell’Allegato 5;
  • due funzionari chimici per il ministero del lavoro e delle politiche sociali presso la sede di Roma;
  • otto funzionari assistenti sociali per i posti indicati nell’Allegato 6;
  • due funzionari bibliotecari per il ministero dell’interno presso la sede di Roma;
  • dieci funzionari per le attività economiche, commerciali e statistiche per il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale;
  • 50 funzionari tecnico-informatici e delle telecomunicazioni statistiche per il ministero degli Affari esteri;
  • dieci funzionari archivisti di Stato/di biblioteca statistiche per il ministero degli Affari esteri.

Quali sono gli enti e i ministeri del concorso per 1.340 funzionari?

All’interno del bando per i funzionari e degli allegati è riportata la suddivisione dei posti tra le amministrazioni pubbliche e i ministeri, nonché il codice del concorso da indicare nella domanda di candidatura. Si ricorda che la scelta deve avvenire sia per la famiglia professionale di funzionario che per l’amministrazione pubblica e la sistemazione territoriale. Tra gli enti presenti, si elencano:

  • Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata;
  • Agenzia per l’Italia Digitale;
  • Aran;
  • Aci;
  • Enac;
  • Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • Inail;
  • ministero dell’Università e della Ricerca;
  • ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
  • ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali;
  • ministero del Turismo;
  • ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste;
  • ministero dell’Interno;
  • ministero dell’Istruzione e del Merito;
  • ministero della Cultura;
  • Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Come candidarsi ai concorsi per funzionario?

Concorso per 1.340 funzionari in varie amministrazioni: bando 2025, requisiti e domanda
Svolgimento delle prove di un concorso (Imagoeconomica).

Per candidarsi al concorso pubblico per 1.340 funzionari è necessario essere in possesso del titolo di studio della laurea nelle materie elencate dal bando per ciascun profilo professionale di interesse. Per alcune candidature, il bando richiede inoltre l’esperienza professionale documentata per un periodo di almeno due anni, anche non continuativi, in funzioni specialistiche e di responsabilità. La domanda di candidatura si invia dal portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), ricercando la pagina del bando dall’apposita funzione e compilando il form con i dati richiesti. La scadenza è fissata alle ore 18.00 del 27 gennaio 2026. Per quanto riguarda le procedure di selezione, si prevede una prova preselettiva, una scritta e un esame orale nelle materie elencate agli articoli 6, 7 e 8. Si ricorda, infine, che ci si può candidare anche per l’altro concorso riguardante enti e ministeri per la ricerca di 3.997 assistenti.

Serie A, il designatore Rocchi risponde alle polemiche

Il 2025 della Serie A si sta chiudendo all’insegna delle polemiche. Lo scontro tra la Lazio e gli arbitri dopo la lettera inviata dalla società alla Lega Serie A per protestare contro il gol convalidato all’Udinese sembra tutt’altro che vicino alla fine. E a intervenire, dopo il primo botta e risposta, è stato anche il designatore arbitrale Gianluca Rocchi. Quest’ultimo a Open Var su Dazn ha commentato la vicenda e ha affermato: «L’ho sempre detto a tutti senza problemi e lo ribadisco: se qualcuno non crede alla nostra buona fede, io domani mattina lascio».

Rocchi: «Vedreste quanto mi incazzo»

Una presa di posizione dura, quella di Rocchi, che ha anche aggiunto: «Il nostro obiettivo è quello di fare i meno errori possibili, poi ne commettiamo, e se foste con me qualche weekend vedreste quanto mi incazzo». Poi è entrato nel merito del gol convalidato a Davis, valido per l’1-1 tra Udinese e Lazio. L’ha definita «una rete buona. Lo dico da persona a cui piace il calcio. Non puoi annullare dei gol del genere, soprattutto quando uno tocca il pallone con un braccio chiuso o comunque in un modo totalmente fortuito come questo».

E ancora: «Qui da arbitro dico che è una regola su cui sicuramente va fatta chiarezza e me ne assumo la responsabilità, perché poi alle persone dobbiamo dare risposte che siano il più oggettive possibile. È chiaro che in questo momento questo avverbio “immediatamente” ci mette un pochino in difficoltà e io oggi ai ragazzi non posso dire che hanno sbagliato, perché se io vado a vedere l’immediatezza in questo caso non c’è. Il giocatore recupera la palla con un tocco di mano sì, ma fa quattro dribbling di fronte a sé, pertanto se mi chiedete se c’è immediatezza, questa non può esserla mai. Al tempo stesso dico, anche molto sinceramente, che, se io da fuori devo capire, e non sono un arbitro, qual è la decisione corretta faccio fatica».

Warner Bros verso un nuovo «no» a Paramount

Warner Bros. Discovery è intenzionata a dire «no», di nuovo, a Paramount. Secondo quanto riportato da Reuters, il broadcaster respingerà la nuova offerta presentata dalla società da 108 miliardi di dollari. Appena pochi giorni prima, era stato Gerry Cardinale, con il fondo RedBird al fianco di Paramount, a parlare di come la famiglia Ellison avesse offerto più di Netflix. Nonostante la cifra sia stata rivista e lo stesso Larry Ellison abbia garantito l’operazione con 40 miliardi dal suo patrimonio personale, i dubbi degli azionisti di Warner Bros. Discovery non sono stati fugati del tutto. E così la strada resta quella dell’accordo con Netflix, finalizzato a inizio dicembre.

Milano, la donna trovata morta è stata identificata

La ragazza trovata morta il 29 dicembre in un cortile di via Paruta a Milano è stata identificata. Si chiama Aurora Livoli, aveva 19 anni. Nata a Roma ma residente in provincia di Latina, la giovane è stata riconosciuta dai genitori dopo che i carabinieri avevano deciso di diffondere un’immagine estrapolata dalle telecamere di sorveglianza. Secondo la ricostruzione, i familiari si sono presentati in caserma e lì i militari hanno mostrato altre immagini per un’ulteriore conferma. La giovane avrebbe lasciato casa sua il 4 novembre e i genitori non la sentivano dal 26 dello stesso mese. Allora non aveva fornito indicazioni su dove si trovasse, assicurando di stare bene ma non di voler tornare a casa.

Sul decreto Ucraina c’è un caso Vannacci: è scontro con Giorgetti

Il decreto Ucraina approvato in Cdm il 29 dicembre e con cui il governo ha prorogato l’invio di aiuti militari a Kyiv per il 2026 rischia di spaccare la Lega. Tutto è partito dalle parole di Roberto Vannacci. L’ex generale e oggi eurodeputato ha affermato sui social: «Ancora armi e ancora soldi. Ma soprattutto, ancora la stessa strategia. Una strategia che in anni di guerra ha prodotto morte, distruzione, instabilità, caro energia e declino economico europeo, senza fermare l’avanzata russa. A forza di acrobazie lessicali si continua a sostenere una guerra che non si vince, invece di puntare con decisione sulla negoziazione. Nel frattempo risorse fondamentali vengono sottratte a sanità, sicurezza, lavoro, pensioni, infrastrutture, scuola e ricerca. No a nuove armi. No a truppe italiane in Ucraina. No a fondi pubblici bruciati mentre i problemi reali restano irrisolti. Ora la parola passa al Parlamento. Mi auguro che non approvi».

Giorgetti risponde a Vannacci

A rispondergli è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: «Premesso che il segretario si chiama Salvini, io farò quello che dirà il mio segretario, non quello che dice il vicesegretario». Come riportato da Repubblica, il leader della Lega e ministro dei Trasporti, però, non è stato presente in Cdm perché a New York per motivi familiari. Giorgetti sulla vicenda ha risposto: «Ma non credo che sia motivata da polemica politica, non ho colto questo aspetto. Ieri c’è stato un Cdm che è stato molto veloce senza nessun tipo di attrito né dibattito».

Il Pd: «Divisioni sulla pelle degli ucraini»

Ma la divisione interna nel Carroccio non è passata inosservata. Il senatore del Pd Filippo Sensi su X ha scritto: «Non bastavano le vergognose divisioni sulla pelle degli ucraini tra Fratelli e Lega, ora anche all’interno della Lega. E non di un passante, ma del vicesegretario che sconfessa Salvini e il povero Borghi che stanno sulla linea 5Stelle. Al Cremlino stappano vodka».

Signorini indagato per violenza sessuale ed estorsione

La Procura di Milano ha aperto un’indagine a carico di Alfonso Signorini: ipotizzati i reati di violenza sessuale ed estorsione. Si tratta di un atto dovuto in seguito alla denuncia presentata il 24 dicembre da Antonio Medugno, ex tronista di Uomini e Donne e concorrente del Grande Fratello VIP nel 2022. La pm Letizia Mannella, che ha aperto il fascicolo, coordina con il collega Alessandro Gobbis anche l’inchiesta nei confronti di Fabrizio Corona, indagato per revenge porn sulla base della querela sporta dallo stesso Signorini. Com’è noto, l’ex re dei paparazzi, attraverso il suo format Falsissimo, nell’accusare il giornalista e conduttore televisivo di aver costruito nel tempo un sistema in cui rapporti sessuali o scambi di messaggi e foto intime con giovani uomini sarebbero stati funzionali all’ingresso nel reality, ha diffuso chat e immagini private di Signorini (che si è poi autosospeso da Mediaset).

LEGGI ANCHE: Il caso Corona-Signorini e la frattura insanabile tra media tradizionali e social

Quanto guadagna un infermiere nel 2025?

Quanto guadagna effettivamente un infermiere nel contesto odierno caratterizzato dai recenti rinnovi contrattuali e da una crescente domanda di professionisti? Il settore sanitario italiano sta vivendo una fase di profondo cambiamento economico, descritto dal nuovo rapporto Aran che delinea incrementi medi mensili vicini ai 172 euro lordi. Pertanto, la retribuzione di un infermiere comprende non solo la base tabellare, ma anche le numerose indennità che compongono la busta paga.

Quanto guadagna al mese un infermiere?

Quanto guadagna un infermiere nel 2025?
La busta paga di una lavoratrice dipendente (Ansafoto).

Determinare quanto guadagna un infermiere in Italia al netto richiede l’analisi di diverse variabili, come l’anzianità e i turni. In media, un professionista con esperienza guadagna tra i 1.700 e i 1.900 euro netti mensili. Se si guardano le prestazioni occasionali o la libera professione, si può stimare quanto guadagna un infermiere all’ora in una forbice che va dai 15 ai 25 euro. Esiste però una differenza sostanziale se non si lavora per il Servizio Sanitario Nazionale (Ssn) dal momento che, spesso, le retribuzioni iniziali nel privato partono da circa 1.250-1.400 euro netti, salvo per le cliniche convenzionate che seguono standard più elevati. La dinamicità del mercato attuale spinge molti a chiedersi quanto guadagna un infermiere per valutare il passaggio alla libera professione o all’estero.

Quanto guadagna un infermiere nell’ospedale pubblico?

Lo stipendio di un infermiere che lavori per un ospedale pubblico è regolato dal Ccnl Sanità, che nel 2025 beneficia degli aumenti previsti dal triennio 2022-2024. È interessante sapere quanto guadagna un infermiere inserito in un contesto critico, per esempio in sala operatoria: grazie alle indennità di rischio e reperibilità, la busta paga può superare i 2.000 euro netti. Salendo di livello, le responsabilità aumentano: un infermiere caposala percepisce retribuzioni che superano i 2.500 euro netti mensili, grazie alle indennità di coordinamento e di funzione previste dal contratto nazionale. Questi valori riflettono l’impegno professionale richiesto nelle strutture pubbliche, dove la turnazione notturna e festiva incide pesantemente sul calcolo finale del reddito annuo percepito.

Qual è la differenza di stipendio tra gli operatori socio sanitari e gli infermieri?

Quanto guadagna un infermiere nel 2025?
Calcolatrice, tabelle e soldi (Freepik).

Il rapporto Aran evidenzia un divario netto tra i profili professionali del settore della Sanità. Mentre per gli infermieri la media netta oscilla intorno ai 1.800 euro, gli operatori socio sanitari (Oss) percepiscono solitamente tra i 1.200 e i 1.500 euro netti. Questa differenza, pari a circa 400-500 euro mensili, è giustificata dal diverso percorso formativo e dalle responsabilità cliniche superiori degli infermieri. Per chi si domanda quanto guadagna un infermiere rispetto a un Oss, è necessario considerare che l’infermiere gode di indennità legate alla professione (come quella di specificità infermieristica) che non sono previste per il personale di supporto. Il divario riflette, pertanto, la complessità delle mansioni diagnostiche e terapeutiche svolte dai laureati in infermieristica, il cui valore economico è stato parzialmente rivalutato negli ultimi aggiornamenti semestrali.

Mara Venier operata all’occhio: il messaggio dall’ospedale

Maglione blu, espressione stanca e un occhio bendato. Con una story sul suo profilo Instagram, Mara Venier ha comunicato ai suoi follower di essersi sottoposta a un nuovo intervento chirurgico all’occhio. «Finiamo l’anno così», dice la storica conduttrice della Rai tra un accenno di risata e uno sguardo affaticato sotto il bendaggio trasparente. Poi i tradizionali auguri per le festività: «Speriamo che sia davvero la fine di quest’anno». La presentatrice 75enne soffre da tempo di maculopatia, una malattia che intacca la parte centrale della retina e può portare a una progressiva perdita della visione centrale. Non è la prima operazione cui si sottopone: solo lo scorso anno erano state cinque. L’ultima, il 9 novembre, quando era andata in onda poco prima di andare sotto i ferri. «Oggi è un po’ difficile», disse allora. «Finita Domenica In andrò a fare l’intervento».

Mara Venier operata all’occhio: il messaggio dall’ospedale
La story di Mara Venier (Instagram).

Mara Venier e la maculopatia di cui soffre la conduttrice

Nella sua story, Mara Venier non ha perso il sorriso e ha colto l’occasione per ringraziare il professor Andrea Cusumano che l’ha operata. La conduttrice di Domenica In si era aperta sulla maculopatia a gennaio 2025, in occasione dell’uscita al cinema di Diamanti di Ferzan Ozpetek. «Avevo da poco cominciato a girare quando ho avvertito un fastidio a un occhio», ha raccontato a Gente. «Vedevo male, annebbiato: una sera, davanti alla tv, mi sono accorta di vedere solo da una parte. Ho avuto un’emorragia alla retina causata da una patologia, la maculopatia essudativa». Subito si era reso necessario un intervento d’urgenza, cui ha fatto seguito un programma più dettagliato: «Dovrò fare altre operazioni. Il professor Cusumano aveva detto che non avrei più visto dall’occhio destro, invece ho recuperato un pochino. Dovrei stare calma e tranquilla ma mi sbatto come una pazza, lavoro tanto, non mi risparmio mai».

Milano, i carabinieri diffondono le immagini della donna trovata morta

I carabinieri della compagnia Porta Monforte di Milano e del nucleo investigativo hanno deciso di diffondere un’immagine estrapolata dalle telecamere di sorveglianza della zona di via Paruta per cercare di dare un nome alla donna trovata senza vita nel cortile di un condominio. La scelta di rendere pubblica l’immagine, concordata con la procura, nasce dalla necessità di raccogliere segnalazioni utili all’identificazione. Da ore investigatori e inquirenti stanno passando al setaccio i filmati per ricostruire con precisione gli spostamenti della vittima nella serata e nella notte di domenica.

Aperto un fascicolo per omicidio volontario

Le stesse immagini mostrano anche un uomo che la accompagna verso il cancello del palazzo: lei procede davanti. In un momento successivo, però, l’uomo viene ripreso mentre lascia il cortile da solo, mentre la donna rimane sotto uno degli edifici, dove nella mattinata del 29 dicembre è stata trovata morta, con segni sul volto e sul collo ritenuti compatibili con uno strangolamento. Sul corpo non sono stati rinvenuti documenti, telefono o portafogli; la vittima era priva di intimo e aveva la parte superiore coperta soltanto da un giubbotto appoggiato sopra di lei. Le verifiche effettuate sulle impronte digitali non hanno dato esito, elemento che fa ritenere che non fosse mai stata fotosegnalata. I militari, coordinati dal pm Antonio Pansa che ha aperto un fascicolo per omicidio volontario.

Il tunnel della Manica riapre parzialmente

Eurostar ha annunciato la ripresa dei servizi ferroviari dal Regno Unito all’Europa continentale con la «parziale riapertura» del tunnel della Manica, in seguito al blocco dei treni causato da un problema alla rete elettrica, che non è stato completamente risolto. «Il problema con l’alimentazione rimane e consigliamo vivamente a tutti i nostri passeggeri di posticipare il viaggio a una data diversa», si legge sul sito di Eurostar. «Si prega di non presentarsi in stazione se il treno è stato confermato come cancellato. Ci scusiamo per i ritardi e le cancellazioni dell’ultimo minuto dei treni in circolazione».

Milano, addio biglietto cartaceo Atm: cosa fare se se ne hanno ancora

Milano preme forte sull’acceleratore della digitalizzazione per il suo servizio di trasporto pubblico. Dal primo gennaio, sarà archiviato definitivamente il biglietto cartaceo per Atm: su metro, tram, bus e filobus si potrà infatti viaggiare solamente con RicaricaMi, il nuovo ticket elettronico, ricaricabile e contactless che simboleggia la transizione verso un sistema più sostenibile. I due ticket hanno infatti convissuto per un anno, ma ora il passaggio è definitivo. Ecco tutto quello che bisogna sapere per continuare a utilizzare liberamente i mezzi pubblici del capoluogo lombardo.

Milano, addio al biglietto cartaceo Atm: cos’è RicaricaMi

Milano, addio biglietto cartaceo Atm: cosa fare se se ne hanno ancora
Una stazione metro di Milano (Imagoeconomica).

Il nuovo biglietto RicaricaMi è elettronico e contactless, pertanto per poter validare il proprio viaggio e superare i tornelli in metropolitana è sufficiente avvicinare la tessera ai lettori ottici. Svaniranno dunque completamente le fessure finora necessarie per l’obliterazione, destinate a scomparire come i vecchi ticket. Su RicaricaMi sarà possibile caricare più viaggi su un unico supporto, senza alcun costo aggiuntivo: nello specifico, si potranno sommare fino a 30 biglietti ordinari della stessa tariffa oppure fino a cinque carnet con tariffa Mi1-Mi3. Si potranno caricare al massimo un biglietto giornaliero o un plurigiornaliero, purché si conservi sempre la stessa tipologia. Invariate le tariffe. La tessera potrà essere ritirata gratuitamente e ricaricata alle casse automatiche Atm, nelle stazioni metro e presso bar, edicole e tabaccai autorizzati. In alcune delle linee più recenti, tra cui la M4, si ricorda che i distributori accettano solo pagamenti elettronici.

Quali tratte si potranno effettuare e come utilizzare i biglietti cartacei rimasti

Milano, addio biglietto cartaceo Atm: cosa fare se se ne hanno ancora
Una metro di Milano (Imagoeconomica).

Il nuovo biglietto elettronico e contactless RicaricaMi sarà utilizzabile su tutte le zone del sistema tariffario integrato Stibm, ossia dalla linea Mi1 fino alla Mi9. I ticket caricati potranno essere anche convalidati sulle carrozze Trenord e sui mezzi extraurbani delle compagnie aderenti. Cosa fare con i biglietti cartacei rimasti oltre il 31 dicembre? Non li si potrà infatti più utilizzare sui mezzi pubblici, ma li si potrà convertire su RicaricaMi entro i sei mesi successivi e non oltre il 30 giugno 2026 presso tutti gli Atm Point principali, come per esempio quelli di Duomo, Cadorna e Centrale.