Durante L’aria che tira su La7, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che stabile di CasaPound a Roma «è tra le priorità per quanto riguarda la lista degli immobili da sgomberare», aggiungendo che «si trova tra le prime sei-sette posizioni, secondo criteri che non sono comunque vincolanti del tutto». Il titolare del Viminale ha poi detto: «Abbiamo fatto sgomberi di qualsiasi colore politico, io stesso da prefetto di Roma ne ho fatti tanti, anche di Forza Nuova. Su CasaPound quando ero prefetto ho preso l’impegno l’immobile è stato iscritto tra quelli da sgomberare».
Le parole di Piantedosi sullo sgombero di Askatasuna
Piantedosi, sempre nel corso de L’aria che tira, ha anche parlato dello sgombero del centro sociale Askatasunadi Torino, spiegando che nel mirino delle forze dell’ordine è finito «un immobile occupato abusivamente da 30 anni dove trovavano dimora persone che anche si sono contraddistinte per assalti ripetuti ai cantieri di Chiomonte, quelli della Tav, e anche per azioni fatte al di fuori dei confini della città ogni volta che ci sono manifestazioni che in qualche modo impegnano il controllo dell’ordine pubblico».
I primi 60 satelliti sono arrivati in orbita nel 2019: a sei anni di distanza, stando ai dati di dicembre 2025 confermati dall’astronomo americano Jonathan McDowell, le unità operative sono già 9.347. È Starlink, la prima costellazione al mondo sviluppata con l’obiettivo di garantire una connettività per privati e imprese a banda larga e bassa latenza, raggiungendo ogni angolo del pianeta direttamente dal cielo. A idearla e metterla a punto sono stati gli ingegneri di SpaceX, la compagnia aerospaziale di Elon Musk che sta collaborando con la Nasa per riportare gli astronauti sulla Luna con il colossale velivolo Starship. L’obiettivo dichiarato al fine di ottenere una connessione stabile su scala globale è raggiungere le 12 mila unità, traguardo ormai a un passo. Ecco come funziona, a cosa serve e come fare per averla nelle proprie case.
Starlink, come viene lanciata e a cosa serve la costellazione di SpaceX
Il lancio in orbita dei satelliti Starlink (Imagoeconomica).
Capita di tanto in tanto, alzando gli occhi al cielo una volta calato il Sole, di vedere una lunga serie di puntini bianchi muoversi in linea retta attraverso le stelle. Si tratta proprio dei satelliti della Starlink, in rotta verso l’orbita terrestre bassa (circa 500 chilometri di altitudine) per iniziare a operare. Come ha fatto SpaceX a lanciare in poco tempo così tante unità? Per farlo ha sfruttato i suoi nuovi Falcon 9, razzi riutilizzabili più volte in quanto capaci di tornare a terra una volta effettuato il lancio e di far risparmiare alla compagnia decine di milioni di dollari. Rapida anche la produzione: ciascun satellite misura appena 2,8 metri di lunghezza per 1,4 di larghezza, per un peso di 260 chilogrammi circa. Solo una volta in orbita si apre il pannello solare che li alimenta, la cui ampiezza è di circa otto metri.
Un kit di Starlink in funzione (Imagoeconomica).
I satelliti Starlink operano a un’altitudine molto inferiore rispetto a quelli del meteo o GPS. I LEO di SpaceX, acronimo di Low Earth Orbit (Orbita terrestre bassa) si trovano infatti a circa 500 chilometri dalla superficie, mentre i geostazionari di cui sopra possono lavorare solamente a una distanza di 35 mila chilometri da noi. A spiegare la necessità di un’orbita così bassa è il funzionamento stesso della costellazione. Affinché possa produrre una connessione Internet stabile e supportare le necessità di ogni utente, dallo streaming al gaming fino alle videochiamate online, deve garantire sia l’invio sia la ricezione dei dati in poche frazioni di secondo, permettendo così di parlare di bassa latenza. Oltre alla vicinanza dalla Terra, serve anche un numero elevato di unità – gli esperti parlano di 12 mila – per garantire una copertura totale del pianeta.
Come funziona la rete Internet e quanto costa averla in casa
Un kit di Starlink (Ansa).
La connessione satellitare di Starlink avviene tramite onde radio. Per utilizzarla, ciascun abbonato riceve infatti a casa un router e un’antenna: il primo, una volta che un Pc o uno smartphone collegato effettua l’accesso a Internet, invia una richiesta alla seconda, che a sua volta la spedisce in orbita. Dallo spazio, il satellite più vicino invia il segnale a una stazione sulla superficie terrestre che la smista ai server che contengono i dati necessari. Una volta estratti, questi ultimi fanno il percorso inverso fino al dispositivo dell’utente. Il tutto, in poche frazioni di secondo. Il prezzo? Il kit completo costa 349 euro, cui poi aggiungere un abbonamento da 29 (residenziale Lite) oppure 40 euro (Standard) mensili. Dal punto di vista tecnico, Starlink offre una velocità di download fra i 25 e i 220 mbps, con media di 100, ben distanti dai 1.000 della fibra ottica.
Powered by the world’s most advanced broadband constellation, Starlink offers high-speed, low-latency internet in 150+ countries, territories and markets around the world – even in the most remote areas.
La Banca europea per gli investimenti (Bei) e Intesa Sanpaolo hanno finalizzato due nuovi accordi dal valore complessivo di 700 milioni di euro per sostenere l’accesso al credito e gli investimenti delle piccole e medie imprese (pmi) e delle mid-cap in Italia. Le due operazioni contribuiranno a sostenere circa 1.000 imprese italiane, mobilitando oltre 1,9 miliardi di euro di investimenti nell’economia reale.
Gli accordi prevedono un covered bond e una garanzia risk sharing
La prima operazione riguarda la sottoscrizione, da parte della Bei, di un covered bond da 500 milioni di euro emesso da Intesa Sanpaolo. Le risorse raccolte contribuiranno a sostenere l’accesso al credito di pmi e mid-cap. Il 25 per cento dei fondi sarà destinato al finanziamento di progetti green che promuovono l’azione per il clima, come interventi di efficientamento energetico, investimenti in energie rinnovabili e iniziative di mobilità sostenibile. Una parte dei finanziamenti potrà inoltre essere destinata a progetti realizzati nelle regioni del Mezzogiorno, che potranno beneficiare delle ulteriori agevolazioni previste dalla Zes Unica. Si stima che questa operazione possa contribuire a mobilitare circa 1.4 miliardi di euro in nuovi investimenti. La seconda operazione consiste in una garanzia risk sharing da 200 milioni concessa dalla Bei a Intesa Sanpaolo per sostenere gli investimenti di mid-cap italiane, di cui una parte pari al 25 per cento del plafond destinata all’azione per il clima. La Bei condividerà il rischio di credito delle nuove operazioni sottostanti e con questo strumento consentirà a Intesa di ampliare la propria capacità di finanziamento alle imprese e di favorire la realizzazione di nuovi investimenti produttivi, con un effetto leva stimato in oltre 500 milioni nell’economia reale. La garanzia della Bei rientra nel programma RePowerEu, volto a promuovere la sicurezza energetica dell’Unione europea attraverso investimenti in fonti di energia rinnovabile, efficienza energetica e reti elettriche.
Vigliotti: «Confermiamo l’impegno a sostegno del tessuto imprenditoriale»
Queste le dichiarazioni di Gelsomina Vigliotti, vicepresidente Bei: «Con questi accordi confermiamo il nostro forte impegno a sostegno del tessuto imprenditoriale italiano, con particolare attenzione alla transizione verde delle imprese e allo sviluppo economico del Mezzogiorno. Poter contare su partenariati solidi come quello con Intesa Sanpaolo ci permette di mobilitare risorse significative e generare un impatto concreto sull’economia reale, sostenendo gli investimenti e favorendo una crescita sostenibile nei territori».
Barrese: «Agiamo da ponte tra finanza ed economia reale»
Gli ha fatto eco Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei territori di Intesa Sanpaolo: «La nostra banca agisce come ponte tra l’economia reale e la finanza e il nostro obiettivo è rendere sempre più competitive pmi e mid-cap accompagnandone le migliori strategie di crescita secondo un approccio sostenibile e di medio-lungo periodo. Guardiamo allo sviluppo della piccola e media impresa italiana insieme a partner istituzionali come Bei, con cui condividiamo il sostegno al tessuto produttivo del Paese».
Roberto Cicutto subentrerà a Giorgio Zanghini come presidente della Giuria dei Letterati del Premio Campiello 2026. Il manager culturale e produttore cinematografico, quindi, guiderà la prossima edizione del riconoscimento promosso dalla Fondazione Il Campiello. Dopo l’istituzione a opera degli Industriali del Vento, la fondazione dal 1962 ha sostenuto la narrativa italiana contemporanea. Cicutto vanta una solida carriera nel cinema. Ha fondato società come Aura Film e Mikado Film. Ha partecipato alla nascita di Sacher Distribuzione al fianco di Nanni Moretti, Angelo Barbagallo e Luigi Musini. Inoltre è stato presidente e ad di Istituto Luce-Cinecittà, presidente della Biennale di Venezia dal 2020 al 2023, ha presieduto il consiglio di sorveglianza della Siae e dal 2025 è presidente Eurimages, il fondo europeo per le coproduzioni cinematografiche.
Premio Campiello, altri tre ingressi in Giuria
Nella Giuria dei Letterati del Premio Campiello, inoltre, sono stati registrati altri tre ingressi. Si tratta dell’autore e conduttore radiofonico Matteo Caccia, del divulgatore e scienziato Stefano Mancuso e della giornalista Alessandra Tedesco. Comporranno la Giuria insieme ai membri già confermati: Alessandro Beretta, Daniela Brogi, Daria Galateria, Rita Librandi, Liliana Rampello, Stefano Salis, Lorenzo Tomasin e Roberto Vecchioni.
Dal 1° gennaio 2026 la Tobin tax dovrebbe raddoppiare, secondo le modifiche inserite nella legge di bilancio in arrivo al voto finale di Camera e Senato. La misura interviene sulla disciplina introdotta nel 2012 (legge 228), che già prevede un’imposta sulle transazioni finanziarie legate al trasferimento di proprietà di azioni e di altri strumenti partecipativi emessi da società residenti in Italia.
Cos’è la Tobin tax e su cosa si applica
Euronext (Ansa).
La tassa colpisce le transazioni di strumenti partecipativi effettuate su società con capitalizzazione superiore a 500 milioni di euro. Si tratta quindi di un prelievo sul valore della compravendita di azioni, non sulle obbligazioni, sugli Etf né sui titoli di Stato. Restano escluse anche le operazioni derivanti da successioni o donazioni. Attualmente l’aliquota standard è pari allo 0,2 per cento sui mercati non regolamentati, mentre è ridotta allo 0,1 per cento quando l’acquisto avviene su mercati regolamentati.
Cosa cambia dal 2026
Il testo della manovra introduce due aumenti netti. Sui mercati non regolamentati l’imposta salirà allo 0,4 per cento, il doppio rispetto all’aliquota attuale. Di conseguenza raddoppierà anche l’aliquota agevolata applicata sui mercati regolamentati, che passerà dallo 0,1 allo 0,2 per cento. La legge interviene inoltre sulle operazioni “ad alta frequenza”, cioè quelle effettuate a ritmi molto elevati tramite algoritmi, già oggetto di un’imposta specifica. Dal 2026 l’aliquota applicata a questa tipologia di transazioni crescerà dallo 0,02 allo 0,04 per cento.
Due apparati di intelligence di Paesi appartenenti alla Nato ritengono che Mosca stia lavorando a un nuovo sistema anti-satellite pensato per prendere di mira Starlink, generando vaste nubi di detriti orbitali. L’ipotesi, emersa da informazioni raccolte dall’AssociatedPress, è che la Russia stia studiando una cosiddetta arma “a effetto zona”, progettata per saturare le orbite occupate dai satelliti con centinaia di migliaia di frammenti. Un simile meccanismo potrebbe mettere fuori uso più satelliti nello stesso momento, ma comporterebbe anche il rischio di conseguenze gravi per altri sistemi spaziali, con possibili impatti su infrastrutture civili e militari di numerosi Paesi. Il comandante della divisione spaziale dell’esercito canadese, il generale di brigata Christopher Horner, ha sottolineato che non è possibile escludere del tutto questa eventualità, richiamando precedenti accuse Usa su presunti programmi russi nel settore delle armi spaziali nucleari. «Non posso dire di essere stato informato su quel tipo di sistema. Ma non è improbabile», ha dichiarato.
È morto a 90 anni Gianni Melidoni, celebre firma dello sport italiano e figura di riferimento per più generazioni di lettori. A Roma aveva costruito quasi tutta la sua vita professionale e personale, legando il suo nome alle cronache calcistiche della Capitale. I funerali si terranno martedì 23 dicembre alle 9.30, nella chiesa di Santa Chiara in piazza dei Giuochi Delfici.
La carriera di Gianni Melidoni
Melidoni era entrato giovanissimo al Messaggero: a 20 anni venne assunto e, stagione dopo stagione, ne divenne una colonna. Per oltre due decenni guidò le pagine sportive fino ad arrivare a essere vicedirettore. In seguito lavorò anche al Tempo. Seguì 11 Olimpiadi da inviato, a partire da Roma 1960: allora fu l’unico cronista a prevedere l’oro di Livio Berruti nei 200 metri. Ma nonostante l’esperienza ai Giochi restò soprattutto un cronista di calcio: narrò lo storico scudetto della Lazio di Tommaso Maestrelli nel 1974 e quello della Roma di Nils Liedholm nel 1983, consegnando alla città pagine che molti tifosi ricordano ancora oggi. Il pubblico lo imparò a conoscere anche attraverso la polemica: al Processo di Aldo Biscardi amava ricordare che «erano confronti sempre di livello alto, nessuno gridava e nessuno sbagliava i congiuntivi». Durante il programma contestò il peso politico dei club del Nord e criticò Enzo Bearzot per l’esclusione di Roberto Pruzzo dai Mondiali del 1982. Lascia la moglie, sei figli e numerosi nipoti.
Manca sempre meno alla fine del 2025. Come da tradizione, per milioni di italiani sono già iniziati i preparativi per la notte di San Silvestro tra grigliate fra amici, cenoni in famiglia oppure divertimento in discoteca e nei locali. Per chi preferisce stare all’aperto, in tutta Italia sono in programma diversi concerti che animeranno le piazze delle grandi città grazie alla presenza di grandi stelle della musica italiana, pronte ad accompagnare il pubblico fino alla prima mezzanotte del 2026. Immancabili, come ogni anno, le dirette di Rai e Mediaset, per l’occasione rispettivamente da Catanzaro e Bari.
Concerti di Capodanno 2025-2026, le due serate di Rai 1 e Canale 5
Gigi D’Alessio in Piazza del Plebiscito, Napoli (Ansa).
Come ogni anno, Rai e Mediaset accompagneranno i telespettatori di tutta Italia verso il 2026 con i tradizionali concerti di Capodanno. L’anno che verrà, in onda su Rai 1 e in streaming su RaiPlay, oltre che in simulcast su Radio 1, farà nuovamente tappa sul lungomare di Catanzaro con la conduzione, anche stavolta, di Marco Liorni. Tra gli artisti confermati sul palco ci sono Orietta Berti e il ritorno di Cristiano Malgioglio, habitué della serata. Attesa anche Patty Pravo, che a febbraio sarà concorrente a Sanremo. Mediaset, con diretta su Canale 5 e la conduzione di Federica Panicucci e Fabio Rovazzi, sarà in onda da Bari. Lo spettacolo Capodanno in Musica vedrà la presenza di Gigi D’Alessio, Umberto Tozzi e Raf, ma anche Sarah Toscano, Baby K, Fred De Palma, Iva Zanicchi e Riccardo Fogli. L’evento sarà trasmesso anche su R101 e Radio Norba.
Da Mahmood a Gianna Nannini, tutti gli appuntamenti in piazza
Gianna Nannini in concerto a Torino nel 2025 (Ansa).
Oltre ai due tradizionali appuntamenti di Rai 1 e Canale 5, le piazze italiane ospiteranno decine di concerti per il Capodanno 2026. A Roma, nella cornice del Circo Massimo, si potrà brindare al nuovo anno in compagnia di Alessandra Amoroso, Tananai e Fabri Fibra, mentre in piazza Duomo a Catania ci sarà un live di Ghali, cui potrebbe aggiungersi a sorpresa la neo campionessa di X Factor Rob. Fedez animerà la notte di San Silvestro in Sardegna, a Oristano, mentre alcuni chilometri più a Nord, ad Alghero, ci sarà il produttore e dj Gabry Ponte, pronto a far ballare la piazza con i suoi tormentoni, tra cui la recente Tutta l’Italia. Restando sempre sull’isola, a Olbia sarà la volta di Marco Mengoni e Lazza, con quest’ultimo dopo la mezzanotte. Cagliari punterà su Giusy Ferreri, Myss Keta e Mimì Caruso, vincitrice di X Factor 2024, mentre Sassari su Max Pezzali.
Spostandosi in Sicilia, a Palermo, in piazza Ruggero Settimo, ai piedi del Teatro Politeama, è attesa tra gli altri Arisa con successi indimenticabili come Sincerità e La Notte. Salerno punterà invece su Mahmood e i suoi brani più famosi per celebrare in Piazza della Libertà l’arrivo del nuovo anno. Piazza della Vittoria, a Genova, festeggerà Capodanno 2026 al ritmo della musica dei Pinguini Tattici Nucleari. Cantautorato protagonista a Mantova, con Vinicio Capossela che si esibirà alle 22 in un concerto gratuito a piazza Sordello. A introdurre la serata, il dj-set dei Blue Mondays.
Genova si prepara a salutare l’arrivo del 2026 con una doppia serata
Si inizia il 30 dicembre col dj set al @PortoAnticoGe e si saluta il 2026 in piazza de Ferrari con il grande concerto dei Pinguini Tattici Nucleari
A Crotone sarà invece la volta di Max Gazzè, che in piazza Pitagora si esibirà con la Calabria Orchestra. Savona ha scelto Le Vibrazioni, mentre a Siena si brinderà al 2026 in compagnia di Irama. Coez accenderà piazza Vittorio Veneto a Matera. Evento gratuito all’Inalpi Arena di Torino con i Planet Funk e le Bambole di Pezza. Alfa, reduce dal successo estivo con A me mi piace con Manu Chao, sarà in piazza dei Cavalieri a Pisa, mentre Francesca Michielin canterà sul palco di piazza Cavour, Ancona. E ancora, Gianna Nannini accompagnerà i cittadini di Pescara in piazza della Rinascita.
Il razzo sperimentale di SpaceX esploso il 16 gennaio del 2025 ha messo a rischio tre aerei in volo. A rivelarlo è stato il Wall Street Journal, che ha ricostruito gli eventi grazie a documenti della Faa, l’agenzia federale per la sicurezza nei cieli. Secondo la ricostruzione, i voli a rischio sarebbero stati di JetBlue, di Iberia e di un jet privato. A bordo, in totale, più di 450 persone. Per il quotidiano americano «l’esplosione della nave stellare di SpaceX il 16 gennaio ha rappresentato un pericolo maggiore per gli aerei di quanto fosse pubblicamente noto». Ma l’azienda di Elon Musk ha smentito e risposto che si tratta di informazioni «incomplete e fuorvianti».
I tre voli a rischio per i detriti
Il Journal ha citato un passaggio dei documenti Faa secondo cui ai piloti del volo JetBlue, diretto a Porto Rico, fosse stato annunciato il «rischio». Secondo l’agenzia l’aereo in questione ha attraversato per 50 minuti un’area in cui potenzialmente avrebbero potuto schiantarsi i detriti. Tanto che un controllore di volo avrebbe detto all’equipaggio di dichiarare, in caso, il Mayday per atterrare a San Juan. Fortunatamente non è successo nulla. Ma peggio rischiava di andare agli altri due aerei in questione. Per correggere le rispettive rotte, infatti, hanno quasi terminato il carburante. Il livello di jet fuel si sarebbe fermato sotto al limite di sicurezza.
La risposta di SpaceX
Intanto su X l’agenzia spaziale di Musk ha replicato: «Per ogni test di volo di Starship, la priorità assoluta di SpaceX è sempre stata la sicurezza pubblica. Nessun aeromobile è stato messo a rischio e qualsiasi evento che abbia generato detriti del veicolo è stato contenuto all’interno di aree di risposta pre-coordinate. Queste aree di pericolo coprono una regione volutamente ampia in modo prudenziale, e qualsiasi aeromobile è stato instradato in tempo reale in modo appropriato, evitando la zona in cui i detriti erano confinati all’interno della più ampia area di pericolo pre-coordinata».
Yet another misleading “story” by the WSJ.
The reporters were clearly spoon-fed incomplete and misleading information from detractors with ulterior motives.
At best, it shows a complete lack of understanding of the robust tools used by safety officials to manage airspace,… https://t.co/tUpFA0PRL0
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto a Apple, Apple Distribution International Ltd e Apple Italia «una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante». Apple, spiega l’Antitrust, «ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS». In tale mercato, il colosso di Cupertino risulta infatti «in posizione di assoluta dominanza» tramite il suo App Store. Nel mirino in particolare le regole imposte agli sviluppatori terzi di app, che devono duplicare le dichiarazioni sulla privacy. Per l’Agcm si tratta di regole imposte unilateralmente, lesive degli interessi dei partner commerciali e non proporzionate all’obiettivo di raggiungimento della privacy.
È una di quelle conferenze stampa pre-natalizie capaci di far traballare anche la maggioranza più stabile: nella giornata di lunedì è in programma a Roma un singolare incontro con la stampa, organizzato dall’Associazione Magistrati della Corte dei Conti, convocato per evidenziare le criticità del ddl Funzioni della Corte dei Conti (o riforma Foti), già approvato dalla Camera e atteso al voto del Senato il 27 dicembre. La riforma, voluta fortemente dal governo di destra-centro, prevede – tra le altre cose – che per il controllo preventivo di legittimità su appalti, grandi opere, programmi di spesa i magistrati contabili abbiano appena 30 giorni. Se il parere non arriva puntuale, scatta il silenzio-assenso e di conseguenza l’esenzione dalla colpa grave e dal danno erariale.
Già il luogo scelto, nel centro storico della Capitale, dovrebbe preoccupare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: si tratta della sala del Camino dell’istituto intitolato a don Luigi Sturzo, in via delle Coppelle, un posto frequentatissimo dall’ex numero uno dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, dove si svolgono incontri e dibattiti sul futuro dei democristiani nella politica italiana, la sede nella quale il presidente emerito della Corte Costituzionale Cesare Mirabelli ha presentato il progetto di una “Camaldoli europea”, e molto altro ancora. Insomma, «meditate, gente, meditate». Che poi il ruolo dell’Associazione Magistrati della Corte dei Conti, costituita il 17 febbraio 1949, è molto ampio: ha lo scopo di tutelare l’esercizio della funzione dei magistrati contabili e i loro interessi morali ed economici, e «di assicurare il contributo dell’esperienza degli associati nell’elaborazione delle riforme legislative inerenti all’ordinamento e alle funzioni dell’istituto», oltre che «di promuovere l’attuazione di un ordinamento che realizzi l’indipendenza e l’autonomia della magistratura della Corte dei Conti in conformità alla Costituzione e alle esigenze di un regime democratico». Curiosità: l’associazione ha stipulato una serie di convenzioni, tra le quali spicca quella con Italo treni, che prevede sconti del 30 per cento per i magistrati viaggiatori, mentre non sembra esserci traccia di accordi con le Ferrovie dello Stato…
La sede della Corte dei Conti a Roma (Imagoeconomica).
Dopo Askatasuna, Askatafascio?
La battaglia per Askatasuna non è finita, su entrambi i fronti: la palazzina torinese è blindata, il centro sociale non la vuole dare vinta al governo, il Viminale punta alla «sicurezza». Già, ma dopo a chi toccherà? L’obiettivo è su Roma, con lo SpinTime, in via Santa Croce in Gerusalemme, centro già aiutato da Papa Francesco che incaricò l’Elemosiniere Konrad Krajewski di riallacciare la corrente staccata per morosità, e CasaPound all’Esquilino. «Dopo Askatasuna, Askatafascio?», si commenta nella Capitale…
La sede di CasaPound all’Esquilino (Imagoeconomica).
Cacciari alla presentazione del libro di Irti
Natalino Irti è un gigante del diritto, giurista finissimo, accademico dei Lincei, già presidente del Credito Italiano, vicepresidente di Enel, e molto altro ancora: classe 1936, il 22 gennaio del prossimo anno presenterà il suo nuovo libro Sguardi nel sottosuolo. Dove? Proprio nella sede dell’Accademia Nazionale dei Lincei, a Roma, con il filosofo Massimo Cacciari. Ma cosa intende Irti per sottosuolo? «Il sostrato, in cui l’individuo, sciolto dai vincoli funzionali degli apparati tecnici e produttivi, prova a costruire o scoprire la propria identità. Donde un oscuro agitarsi di istinti e desideri, di ambiguità e smarrimenti. Dove trovare il mito o la fede, che rivelino noi a noi stessi e pure ci stringano agli altri? Come percorrere le strade buie e impervie del sottosuolo? E qui il diritto ‘privato’ riprende il suo carattere privato, e si porge come difesa e riparo. Un diritto, che appare diviso dalle leggi economiche e finanziarie del soprassuolo, e non obbedisce ad alcuna legge di coerente razionalità. Ne discendono corollarî decisivi intorno alla funzione del diritto, alla sua crisi, all’eredità, accolta o rifiutata, di concetti che un tempo ci parvero indispensabili. Questo libro, alle illusioni consolatorie, preferisce la sobria nudità della diagnosi».
Natalino Irti (Imagoeconomica).
Oltre a Cacciari saranno presenti Roberto Antonelli, presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, monsignor Riccardo Battocchio, vescovo di Vittorio Veneto, il linceo Luigi Capogrossi Colognesi. E tanti vecchi amici di Irti, a cominciare dai suoi concittadini dell’abruzzese Avezzano. Uno tra tutti, Gianni Letta.
Glen Matlock, Steve Jones e Paul Cook tornano dal vivo assieme a Frank Carter. I Sex Pistols, orfani ormai da tempo del loro storico frontman John Lydon, si esibiranno il 25 giugno 2026 all’Oversound Festival di Bari, presso l’Arena del Levante. Un evento unico per i fan del gruppo che, nonostante la sua storia fatta di diverse pause, festeggerà i primi 50 anni di carriera con il live-evento Anarchy in the U.K., dalla celebre hit di protesta nonché singolo d’esordio. I biglietti sono già disponibili online su Ticketone, Ticketmaster e Ticketsms al prezzo di 57,50 euro per il posto unico e 80,50 per il Pit. In scaletta, verosimilmente, tutti i grandi successi della band, tra cui God Save the Queen, Pretty Vacant e Holidays in the Sun, tutti estratti dal disco Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols.
Enrico Varriale è stato condannato a 7 mesi di reclusione con pena sospesa e al pagamento di una provvisionale di 2 mila euro alla vittima per il reato di minacce e lesioni. Secondo quanto ricostruito, al termine di una discussione Varriale ha schiaffeggiato una donna con cui aveva iniziato una relazione: i fatti risalgono al 2021. Il processo ha riqualificato il reato di stalking, per il quale l’ex giornalista Raiera stato denunciato. Varriale era già stato denunciato per lesioni e stalking da un’altra donna, la ex compagna: a giugno il tribunale di Roma lo aveva condannato a 10 mesi di reclusione.
È morto Mick Abrahams, chitarrista britannico noto per aver co-fondato con Ian Anderson, alla fine degli Anni 60, i Jethro Tull. A darne notizia è la pagina ufficiale del gruppo icona del progressive rock con un breve post su Facebook. «È con grande dolore che abbiamo appreso della morte di Mick», si legge sui social. «Siamo vicini alla famiglia e agli amici, che possono sentirsi giustamente orgogliosi dei suoi successi e della sua eredità musicale». Aveva 82 anni e nell’ultimo periodo aveva accusato gravi problemi di salute che ne avevano compromesso la mobilità.
Chi era Mick Abrahams, chitarrista e fondatore dei Jethro Tull
Originario di Luton, dove era nato il 7 aprile 1943 al culmine della Seconda guerra mondiale, iniziò a suonare la chitarra già nei primi Anni 60 con diversi gruppi rock, salvo spostarsi progressivamente verso R&b, blues e jazz. Nel 1967, assieme al batterista Clive Bunker e al bassista Andy Pyle formò i McGregor’s Engine, attirando l’attenzione di Ian Anderson che all’epoca suonava nella The John Evan Band. Dalle cui ceneri, nel dicembre di quello stesso anno, sorsero i Jethro Tull. Dopo aver iniziato a reinterpretare brani blues di vari artisti, il gruppo incise nel 1968 il primo disco This Was, che lo vide impegnato sia alle sei corde sia al microfono al fianco di Anderson e di cui influenzò fortemente lo stile. Le divergenze e i relativi attriti con il frontman portarono a continui scontri, tanto che Abrahams decise di lasciare la band dopo un solo album.
«Mi sono arrabbiato molto con Ian Anderson, che vedeva i Jethro Tull come la sua band e non voleva ascoltare altre opinioni», avrebbe raccontato in un’intervista del 2018. A succedergli, Martin Barre, che lo ha voluto ricordare su Facebook. «Il mio amico e mentore Mick Abrahams se n’è andato», ha scritto in un post. «È stato davvero gentile con me e questo è qualcosa che non dimenticherò mai! È stato un magnifico chitarrista che ci ha dato tanto! Riposa in pace». Lasciati i Jethro Tull, Abrahams fondò i Blodwyn Pig con cui incise due album Ahead Rings Out del 1969 e Getting to This dell’anno successivo. La band calcò i palcoscenici dei più importanti festival britannici, tra cui Bath e Reading. Negli anni successivi formò anche la Mick Abrahams Band, portando avanti una carriera da solista.
I problemi di salute e gli ultimi anni
Colpito da un infarto e due ictus nel 2009 che gli hanno causato forti problemi di mobilità, Mick Abrahams si era recentemente allontanato dalle scene ma non aveva smesso di suonare. L’ultimo disco, Revived, è uscito nel 2015. «L’ictus e l’infarto mi hanno segnato», ha raccontato a Prog. «Oggi riesco a suonare un po’ la chitarra con altri, ma non sono nemmeno lontanamente vicino al livello che riuscivo a raggiungere una volta. Questo mi turba».
Via libera del Consiglio dell’Unione europea al rinnovo semestrale delle sanzioni economiche nei confronti della Russia: la scadenza delle misure viene dunque prorogata al 31 luglio 2026. Il pacchetto comprende varie restrizioni economiche settoriali. Prevede inoltre il divieto di importazione o trasferimento di greggio trasportato via mare e di determinati prodotti petroliferi dalla Russia all’Ue, l’esclusione di diverse banche della Federazione Russa dal sistema Swift e la sospensione delle attività di trasmissione e delle licenze nell’Unione europea di diversi organi di disinformazione sostenuti da Mosca. «Finché le azioni illegali della Federazione Russa continueranno a violare le norme fondamentali del diritto internazionale, tra cui, in particolare, il divieto di uso della forza, è opportuno mantenere in vigore tutte le misure imposte dall’Ue e, se necessario, adottare misure supplementari», si legge sul sito del Consiglio dell’Unione europea.
A sorpresa, la rapper Nicki Minaj è salita sul palco dell’AmericaFest, raduno di conservatori in Arizona in memoria di Charlie Kirk e organizzato dalla sua Turning Point Usa. L’artista di Trinidad e Tobago ha elogiato pubblicamente l’operato di Donald Trump e del vicepresidente JD Vance, definendoli «un modello di riferimento» per i giovani. «Quest’amministrazione è piena di persone con cuore e anima e mi riempie di orgoglio», ha spiegato la cantautrice. «Li amo entrambi». Intervistata da Erika Kirk, vedova di Charlie che ha assunto la guida del gruppo fondato dal marito, ucciso in un campus lo scorso settembre, non si è fatta mancare una sua proverbiale gaffe. Si è riferita a Vance infatti come a un «assassino», termine usato nel senso gergale di «tremendamente efficace in quello che fa». Un abbaglio impossibile ignorare, nemmeno quando si è messa una mano davanti alla bocca. «Credimi, non c’è niente di nuovo sotto il sole che non abbia già sentito», ha sdrammatizzato Kirk.
HUGE BLUNDER: Nicki Minaj just referred to JD Vance as an “assassin” while speaking to Erika Kirk. Watch her completely squirm when she realizes what she said.
Roberto Petri è stato eletto presidente dell’Associazione dei Porti Italiani (Assoporti). La sua nomina segna una discontinuità rispetto alla prassi consolidata di assegnare l’incarico a uno dei presidenti delle Autorità di Sistema Portuale. Petri prenderà il posto di Rodolfo Giampieri, giunto a fine mandato dopo aver guidato l’associazione negli ultimi quattro anni e mezzo.
Chi è Roberto Petri
Petri, 76 anni, proviene dal settore bancario. Presidente esecutivo di Italimmobili, è stato componente dei cda dell’Eni (dal 2011 al 2014), di Finmeccanica (dal 2005 al 2008) e Fintecna (dal 2003 al 2006). Dal 2008 al 2011 è stato inoltre capo della segreteria dell’allora ministro della Difesa Ignazio La Russa. L’elezione di Petri si inserisce in una fase particolarmente significativa per il settore, caratterizzata da un profondo rinnovamento della governance: nel corso del 2025 sono stati infatti nominati 14 nuovi presidenti di Autorità di Sistema Portuale. A questo scenario si affiancherà, nel 2026, il previsto varo della riforma portuale.
L’Accademia dell’Agricoltura di Torino ha scelto Michele Briamonte, presidente del Consorzio delle Residenze reali sabaude, come nuovo socio corrispondente. La nomina arriva da una delle più antiche istituzioni culturali italiane, fondata nel 1785 da Vittorio Amedeo III e storicamente impegnata nella ricerca agronomica. L’ingresso di Briamonte consolida un rapporto già operativo con la Reggia di Venaria, nodo centrale del sistema museale sabaudo. Negli ultimi anni le due realtà hanno lavorato fianco a fianco su progetti dedicati in particolare ai giardini storici. Con questa scelta quindi l’Accademia punta a rafforzare il legame con le istituzioni scientifiche e culturali del territorio, sostenendo attività condivise su agricoltura, paesaggio e conservazione. Commentando l’elezione, Briamonte ha parlato di riconoscimento personale e istituzionale: «L’Accademia è un luogo vivo di ricerca e innovazione, non solo di custodia del passato. È mia intenzione far continuare e crescere il dialogo e la collaborazione con la Reggia con progetti culturali e di valorizzazione reciproca».
La procura di Milano ha aperto un’indagine su Fabrizio Corona con l’accusa di aver diffuso materiale a contenuto sessualmente esplicito senza il consenso delle persone coinvolte. Il reato contestato è quello previsto dalla normativa sul cosiddetto revenge porn. L’inchiesta prende avvio dall’ultima puntata di Falsissimo, il programma di gossip che Corona conduce su YouTube, in cui ha reso pubbliche chateimmagini private per sostenere una lunga serie di accuse nei confronti di Alfonso Signorini, direttore editoriale di Chi e conduttore del Grande Fratello.
Alfonso Signorini (Ansa).
Secondo la ricostruzione proposta da Corona, Signorini avrebbe costruito nel tempo un sistema in cui rapporti sessuali o scambi di messaggi e foto intime con giovani uomini sarebbero stati funzionali all’ingresso nel reality. L’ex fotografo sostiene che questo meccanismo andrebbe avanti da circa dieci anni e coinvolgerebbe centinaia di persone. A sostegno della tesi, Corona ha citato episodi relativi ad Antonio Medugno e altri ex concorrenti del Grande Fratello: si tratta tuttavia di affermazioni non verificate in sede giudiziaria. A seguito della pubblicazione del video, Signorini ha presentato querela, scegliendo il silenzio pubblico e affidando la vicenda ai propri legali. La procura, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati, ha disposto una perquisizione nell’abitazione di Corona e negli studi dove registra Falsissimo.
Starbucks ha nominato Anand Varadarajan per la carica di Chief Technology Officer e Vicepresidente esecutivo con decorrenza dal 19 gennaio 2026. Farà parte dell’Executive Leadership Team e riferirà direttamente al Ceo Brian Niccol. «Sono certo che aiuterà la squadra a proseguire il proprio lavoro in corso e ad accelerare gli sforzi per offrire il meglio a partner e clienti», ha spiegato l’amministratore delegato in una nota ufficiale. «Anand è un appassionato di caffè e inizia la maggior parte delle sue giornate con un latte macchiato o un caffè espresso, seguito da uova di Starbucks per pranzo». Dal prossimo anno, Varadarajan prenderà il posto di Ningyu Chen, nominato ad interim a settembre in seguito alle dimissioni di Deb Hall Lefevre.
Chi èAnand Varadarajan, nuovo Cto di Starbucks
Nuovo direttore della divisione tecnologica di Starbucks, Anand Varadarajan si è laureato all’Indian Institute of Technology prima di conseguire un master in Ingegneria civile alla Purdue University e uno in Informatica a Washington. Per quanto riguarda la carriera professionale, ha lavorato per due anni fra il 1998 e il 1999 come ingegnere software in Oracle prima di passare in Viquity, fornitore di servizi B2b per la supply chain. È stato direttore software per Motorola dal 2004 al 2007, anno in cui è passato in Amazon: in 19 anni, ha diretto le operazioni tecnologiche e di supply chain per il business alimentare globale. «Sa creare sistemi affidabili e sicuri», ha precisato il Ceo di Starbucks Niccol. «Promuove l’eccellenza operativa e sviluppa soluzioni che pongono il cliente sempre al centro».