Se Pier Silvio chiede facce nuove in Forza Italia, una di queste, almeno secondo quanto raccontato al Corriere della Sera dalla diretta interessata, non sarà quella di Barbara Berlusconi. La primogenita di Silvio Berlusconi e Veronica Lario intervistata dal quotidiano, ha preso le distanze da qualsiasi futuro impegno istituzionale: «In alcuni momenti se n’è parlato. Ragionamenti messi in piedi da altri, non da me. Ma non lo farò. È una responsabilità enorme, non è una staffetta. Pensare di entrarci solo per il cognome non ha senso».
La depressione e l’ADHD: «Importante dare un nome alle cose»
Oggi la sua vita segue altre direttrici, lontane dai palazzi del potere. Barbara Berlusconi racconta di un presente diviso tra la famiglia, il ruolo nel Consiglio di amministrazione del Teatro alla Scalae l’attività della Fondazione che porta il suo nome. Al centro dell’impegno c’è il tema dell’educazione: «Con un’attenzione all’infanzia e all’adolescenza. Ci interroghiamo sull’uso degli strumenti digitali, sugli smartphone, sui social media, su come stiano incidendo sullo sviluppo dei ragazzi. E sosteniamo realtà che lavorano sui disturbi dell’apprendimento, come DSA e ADHD». Proprio l’ADHD è una condizione che la riguarda in prima persona, emersa dopo un lungo periodo segnato dalla depressione: «Ho fatto tanta terapia. Per molto tempo non capivo. Poi ho iniziato a osservare le mie abitudini, il mio modo di essere, e ho deciso di approfondire per comprendere da dove venisse questa fatica profonda».
L’addio al padre Silvio Berlusconi: «Per mesi ho faticato ad accettarlo»
La diagnosi ha rappresentato un punto di svolta nel suo percorso personale. «Ho scoperto di avere l’ADHD, un disturbo del neurosviluppo. Da adulta è stato faticoso accettarlo, ma anche liberatorio. Dare un nome alle cose cambia tutto», spiega, sottolineando come la maternità abbia avuto un ruolo decisivo, anche perché uno dei suoi figli vive difficoltà simili. Nel racconto trova spazio anche il rapporto con il padre Silvio Berlusconi e gli ultimi mesi prima della scomparsa: «Anche se ci avevano detto tempo prima che la sua salute era compromessa io per mesi emotivamente ho faticato ad accettarlo. Quando poi è successo, è stato un trauma».
L’emittente russa RT (ex Russia Today) ha “festeggiato” il Natale mandando in onda uno spot che prende in giro l’Europa, elencando tutti i problemi che affliggono il Vecchio Continente – dall’immigrazione incontrollata al caro bollette – e individuando ironicamente Vladimir Putin come causa per ogni disagio.
Nel frattempo la propaganda russa di RT persevera nel creare video epici che poi, puntualmente, le si ritorceranno contro. Tipo quello del criceto. E niente, risate assicurate per un altro quinquennio. Grazie di esistere. pic.twitter.com/pHmwHhPJbU
Nello spot dell’emittente, finanziata direttamente dal Cremlino tramite l’agenzia statale Ria Novosti, trovano spazio (realizzati con l’intelligenza artificiale) anche Ursula von der Leyen e Volodymyr Zelensky, quest’ultimo in versione Babbo Natale con i colori ucraini: la presidente della Commissione europea spiega che se i burocrati non danno tregua alle famiglie la colpa è, ovviamente, di Putin. Per gli europei, infine arriva il consiglio: «Continuate ad avere fede in Babbo Natale».
La conduttrice americana Martha Stewart, nota per i programmi di cucina, giardinaggio e fai da te, è la nuova comproprietaria dello Swansea, club del Galles meridionale che milita in Championship, la seconda divisione del calcio britannico. L’84enne miliardaria era presente alla partita di venerdì 19 dicembre vinta in rimonta dai Jacks per 2-1 contro il Wrexham, società tra l’altro gestita da altre due stelle dello spettacolo, Ryan Reynolds e Rob McElhenney. L’imprenditrice, diventata la prima miliardaria self-made americana, è solo l’ultima celebrità a entrare nello Swansea: ad aprile aveva acquistato una quota di minoranza il fantasista croato del Milan Luka Modric, seguito a luglio dal rapper Snoop Dogg.
Martha Stewart con Snoop Dogg (dal profilo X del rapper).
Martha Stewart comproprietaria dello Swansea: la nota del club
«Siamo lieti di confermare che Martha Stewart, che ha costruito una lunga e brillante carriera come principale esperta americana di economia domestica e lifestyle, ha seguito le orme di Snoop Dogg e Luka Modric diventando proprietaria di minoranza del club», si legge nel comunicato ufficiale dello Swansea. «Siamo molto lieti di darle il benvenuto e sappiamo che vivere di persona la partita dello scorso venerdì sera non ha fatto altro che aumentare il suo entusiasmo». Nonostante l’aggiunta di un altro investitore e il 19esimo posto in classifica, il club ha affermato che probabilmente non spenderà molto nella sessione di mercato di gennaio. «Dato l’elevato turnover di giocatori nella nostra squadra durante la sessione estiva del 2025 e la comprovata esperienza di Vitor (Matos, allenatore nominato a novembre, ndr.) nello sviluppo e nel miglioramento dei giovani giocatori, non prevediamo che la sessione di gennaio sarà particolarmente impegnativa».
Swansea City owners Brett Cravatt and Jason Cohen provide an update to supporters as 2025 draws to a close
«Naturalmente, cercheremo sempre modi per rafforzare la squadra e se crediamo che queste opportunità siano disponibili e rappresentino buoni affari per il club, allora cercheremo di capitalizzare», ha proseguito la società. «Data la dimensione della squadra che abbiamo già, è probabile che gennaio sarà un mese relativamente tranquillo».
Nella giornata del 23 dicembre 2025, il Comune di Pozzuoli, nella Città Metropolitana di Napoli, ha pubblicato il bando di concorso pubblico per ricoprire 20 posti. La procedura prevede assunzioni di vari profili professionali, in possesso di diploma o laurea, con contratto di lavoro a tempo determinato e orario pieno, della durata di un anno, eventualmente prorogabile di un altro anno. Il bando è stato pubblicato nell’ambito dei progetti finanziati dalla Quota servizi fondo povertà 2023 (Qsfp), segretariato sociale – servizi per l’accesso – obiettivo 3. Ecco, dunque, dove reperire il bando con la descrizione delle figure professionali ricercate, quali sono i requisiti che devono essere posseduti dagli interessati, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le prove di selezione in considerazione del fatto che il concorso è per soli esami.
Concorso Pozzuoli 2025, quali sono le figure ricercate?
Le commissioni e i candidati pronti per la prova scritta per il concorso più della scuola italiana all’istituto Galilei di Roma (Ansafoto).
C’è tempo fino al 12 gennaio 2026 per candidarsi al concorso pubblico del Comune di Pozzuoli riguardante la copertura di vari profili professionali, con laurea o diploma a seconda del posto di interesse. Il rapporto di lavoro per tutte le figure sarà regolato dal Ccnl delle Funzioni locali. Nel dettaglio, il bando prevede la ricerca di:
un funzionario amministrativo contabile, laureato nelle materie indicate all’articolo 3 del bando (codice concorso F01);
un funzionario esperto in comunicazione, con titolo di studio di laurea (codice concorso F02);
un funzionario sociologo, con titolo di studio di laurea (codice concorso F03);
due funzionari psicologi in possesso della laurea (codice concorso F04);
tre funzionari dell’accoglienza in possesso della laurea (codice concorso F05);
12 istruttori amministrativi in possesso diploma di istruzione secondaria di secondo grado conseguito presso un istituto statale, paritario o legalmente riconosciuto (codice concorso IA).
Come inviare la domanda ai concorsi per funzionari e istruttori
La domanda di candidatura al concorso del Comune di Pozzuoli può essere presentata mediante il portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa), all’interno del quale si può reperire il bando facendo una ricerca. Nella pagina del concorso sono presenti sei tasti «Invia la tua candidatura», ciascuno corrispondente a un profilo ricercato con indicazione del codice, da cliccare per entrare nel form di domanda, previo accesso con Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns). La candidatura deve pervenire entro la scadenza delle ore 23.59 del 12 gennaio 2026. Il bando contiene anche le indicazioni per lo svolgimento della prova scritta e dell’esame orale, nonché gli elenchi delle materie da studiare per ciascun profilo professionale, reperibili rispettivamente agli articoli 7 e 8.
Su indicazione del nuovo sovrintendente Fulvio Macciardi, il giornalista Andrea Petrella è stato nominato capo ufficio stampa del Teatro San Carlo di Napoli. La nomina è avvenuta senza una preventiva comunicazione al sindaco Gaetano Manfredi, circostanza che ha provocato tensioni all’interno della Fondazione Teatro di San Carlo, di cui il primo cittadino è presidente.
Chi è Andrea Petrella
Giornalista professionista dal 2009, Petrella vanta diverse esperienze nel mondo della comunicazione pubblica. Dal 2018 al 2022 è stato responsabile ufficio stampa del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e nello stesso periodo ha lavorato anche nella comunicazione della Corte dei Conti. Nel 2022 era stato scelto dall’allora ministro Gennaro Sangiuliano per coordinare la comunicazione del dicastero della Cultura. Lasciato l’incarico alla fine del 2024 con l’arrivo di Alessandro Giuli, ha poi ha ricoperto un ruolo analogo all’ASL di Latina. Nel curriculum di Petrella anche esperienze nella comunicazione di Deliveroo, Interporto Sud Europa e 24finance, Gruppo Garofalo e del Comune di Acerra.
Il piano elaborato dagli Stati Uniti per la fine del conflitto tra Russia e Ucraina non impone a Kyiv una «rinuncia formale all’ingresso nella Nato». A chiarirlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante un incontro con la stampa nella capitale ucraina. «Spetta alla Nato decidere se accogliere o meno l’Ucraina tra i suoi membri. La nostra scelta è stata fatta. Abbiamo rinunciato a modificare la Costituzione per includere una clausola che stabilisca che il Paese non aderirà alla Nato», ha dichiarato il capo dello Stato, ricordando che una precedente bozza statunitense prevedeva un impegno giuridico in tal senso, in linea con le richieste avanzate dalla Russia.
Zelensky: «Disaccordo con gli Usa su Zaporizhzhia»
Zelensky ha poi sottolineato che restano forti divergenze con Washington su alcuni nodi centrali del piano, in particolare sui territori e sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia: «Non abbiamo raggiunto un consenso con la parte americana riguardo al territorio della regione di Donetsk e alla centrale nucleare di Zaporizhzhia», ha affermato, precisando che Kyiv è disponibile a un confronto diretto: «Siamo pronti per un incontro con gli Stati Uniti a livello di leader per affrontare questioni delicate». Secondo il progetto americano, l’impianto di Zaporizhzhia dovrebbe essere amministrato congiuntamente da Ucraina, Stati Uniti e Russia, un’ipotesi che Zelensky ha giudicato problematica: «Questo ci sembra molto inappropriato e non del tutto realistico».
Zelensky: «Elezioni dopo la firma di un accordo di pace»
Nel quadro dell’ultima versione del piano Usa-Ucraina, Zelensky ha anche spiegato che è prevista l’organizzazione delle elezioni presidenziali subito dopo la firma di un accordo che metta fine all’invasione russa. Un passaggio del documento, già trasmesso a Mosca, stabilisce infatti: «L’Ucraina deve tenere le elezioni il prima possibile dopo la firma dell’accordo». Il presidente ha aggiunto che la proposta americana contempla inoltre il congelamento delle operazioni militari lungo le attuali linee del fronte e l’apertura di un dialogo sulle zone demilitarizzate. «La linea di dispiegamento delle truppe alla data dell’accordo è la linea di contatto de facto riconosciuta», ha spiegato, annunciando la creazione di un tavolo tecnico: «Un gruppo di lavoro si riunirà per determinare il ridispiegamento delle forze necessario per porre fine al conflitto, nonché per definire i parametri di possibili future zone economiche speciali».
L’Eurovision ha un nuovo direttore artistico. L’emittente austriaca Orf ha nominato Marvin Dietmann, noto registra e coreografo, Head of Contest per l’edizione 2026, in programma a Vienna dal 12 al 16 maggio. Prende il posto di Christer Björkman, ex capo del Melodifestivalen svedese, che ha ricoperto l’incarico negli ultimi tre anni. Tra i suoi compiti, ci sarà il coordinamento delle delegazioni dei vari Paesi partecipanti, di cui dovrà tradurre in performance sul palco le idee artistiche, e la definizione dell’ordine di uscita per le semifinali e la finale. La sua nomina arriva in un momento di profonda riorganizzazione strutturale della manifestazione canora, che ha recentemente deciso di scorporare le funzioni manageriali e artistiche prima nelle mani di un solo Executive Supervisor. Accanto a Dietmann, infatti, Martin Green si dovrà occupare del comparto gestionale e operativo.
Marvin Dietmann, chi è il nuovo Head of Contest dell’Eurovision
Regista e coreografo austriaco, Marvin Dietmann ha diretto e prodotto programmi televisivi, film, video musicali e opere teatrali. Originario di Vienna, dove è nato nel novembre 1986, ha iniziato a ballare all’età di sei anni e a 13 ha iniziato gli studi di danza classica a livello professionale, partecipando a opere come Il lago dei Cigni e Lo schiaccianoci. A 16 anni è passato al teatro musicale, seguendo corsi di canto e recitazione, per poi apparire stabilmente in diversi musical. Vittima di un grave infortunio a soli 22 anni, ha deciso di cambiare rotta e intraprendere la carriera di direttore artistico. Lunga la sua esperienza anche con l’Eurovision. Nel 2014 era nel team che ha portato al successo Conchita Wurst, mentre quattro anni dopo ha portato sul podio Cesar Simpson, inserito tra l’altro tra i papabili conduttori dell’edizione 2026.
Marvin Dietmann (da Instagram).
Tra le sue numerose collaborazioni figurano artisti di Spagna, Croazia, Germania, Estonia, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca e ovviamente Austria, per cui ha diretto le performance tra il 2012 e il 2017. Nel 2022 ha invece curato la performance del britannico Sam Ryder, che con la sua Spaceman si piazzò terzo nell’edizione andata in scena a Torino. Nel 2024 è stato Creative Producer per la cerimonia di chiusura del campionato europeo di calcio in Germania. Dal punto di vista personale, è sposato con l’artista Kaleen, cantante oltre che ballerina e coreografa classe 1994 che ha rappresentato l’Austria proprio lo scorso anno con la canzone We Will Rave a Malmö, piazzandosi 24esima.
È stato arrestato nel quartiere Barra di Napoli il latitante Ciro Andolfi: era ricercato dal 2022, in quanto destinatario di un ordine di carcerazione per una una pena residua di 8 anni, 3 mesi e 10 giorni di reclusione, per i reati di associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione in concorso aggravata dal metodo mafioso e corruzione.
Andolfi era in un nascondiglio in muratura
Andolfi figurava nell’elenco dei primi 100 latitanti più pericolosi, stilato dal ministero dell’Interno: ritenuto parte del clan di camorra ‘Andolfi Cuccaro’, operante nell’area orientale di Napoli, è stato rintracciato all’interno di un nascondiglio in muratura ricavato all’interno di un appartamento sottoposto a perquisizione.
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha disposto una misura cautelare nei confronti di Meta al termine di un’istruttoria avviata nel luglio 2025 per un presunto abuso di posizione dominante. Al centro dell’indagine c’è l’integrazione di Meta AI all’interno di WhatsApp, collocata in modo privilegiato rispetto alle soluzioni offerte da operatori concorrenti. Il procedimento è stato poi esteso il 25 novembre, quando l’Antitrust ha avviato anche un sub-procedimento cautelare legato alle nuove condizioni contrattuali dei WhatsApp Business Solution Terms, introdotte il 15 ottobre e destinate a diventare pienamente operative entro il 15 gennaio 2026. Secondo l’Autorità, tali clausole impediscono di fatto alle imprese che competono con Meta AI nel settore dei chatbot di intelligenza artificiale di accedere alla piattaforma WhatsApp.
Il logo di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).
Nella comunicazione ufficiale, l’Antitrust spiega che, dopo l’esame delle memorie difensive e l’audizione delle parti, «ha ritenuto che sussistano i requisiti necessari per l’adozione della misura cautelare in relazione agli effetti della condotta sul territorio italiano». L’Autorità osserva che il comportamento di Meta appare potenzialmente abusivo perché idoneo a comprimere lo sviluppo e l’innovazione nel mercato dei servizi di chatbot AI, con possibili ricadute negative sui consumatori, oltre a determinare «un danno grave e irreparabile» alle dinamiche concorrenziali durante lo svolgimento dell’istruttoria.
Meta: «Decisione senza fondamento, faremo ricorso»
Meta ha replicato così: «La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è infondata. L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business API ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. I canali di accesso al mercato per le aziende di IA sono gli app store, i loro siti web e le partnership di settore, non la piattaforma WhatsApp Business. Faremo ricorso».
BP ha annunciato la vendita del 65 per cento di Castrol alla società di investimenti Stonepeak con sede a New York. L’operazione da circa 6 miliardi di dollari fa parte di un accordo che valuta l’unità di lubrificanti della grande azienda petrolifera 10,1 miliardi. Mantenendo il 35 per cento, la big oil – che di recente ha nominato Meg O’Neill nuova amministratrice delegata – conserverà l’esposizione al piano di crescita nei prossimi anni. Potrebbe cedere la partecipazione dopo un periodo di lock-in di ulteriori 24 mesi. La vendita di Castrol rientra in una strategia attraverso la quale BP vuole ridurre il proprio debito e tagliare i costi: come anticipa Reuters, il colosso britannico intende disfarsi di 20 miliardi di asset entro il 2027.
bp have agreed to sell a 65% stake in Castrol to Stonepeak at an enterprise value of $10 billion, following a thorough strategic review and extensive interest. The transaction is expected to close at the end of 2026 – read more here: https://t.co/LPpUeQbyPo? pic.twitter.com/4WQBGXTfnO
BP vende la maggioranza di Castrol: «Ottimo risultato per gli stakeholder»
La transazione dovrebbe ultimarsi entro la prima metà del 2026, previa approvazione delle autorità competenti. «L’annuncio di oggi rappresenta un ottimo risultato per tutti gli stakeholder: abbiamo concluso un’approfondita revisione strategica di Castrol, che ha generato un notevole interesse e ha portato alla vendita di una quota di maggioranza a Stonepeak», ha dichiarato Carol Howle, Ceo ad interim di BP in attesa che subentri O’Neill. «Con questo, abbiamo completato o annunciato oltre la metà del nostro programma di disinvestimento da 20 miliardi di dollari, i cui proventi rafforzeranno significativamente il bilancio di BP. La vendita segna un traguardo importante nell’attuazione continua della nostra strategia di rilancio».
We have agreed to sell a 65% stake in Castrol to Stonepeak at an enterprise value of $10 billion, following a thorough strategic review and extensive interest.
It’s the latest example of bp in action to deliver our reset strategy and means we have now completed or announced over… pic.twitter.com/HrUvoXJSNQ
Stonepeak: «Entusiasti di lavorare al fianco dei dipendenti Castrol»
Entusiasta anche Anthony Borreca, Senior Managing Director e Co-Head of Energy di Stonepeak. «I lubrificanti sono un prodotto essenziale per il funzionamento sicuro ed efficiente di ogni veicolo, macchina e processo industriale al mondo», ha dichiarato in una nota. «I 126 anni di esperienza di Castrol hanno creato una posizione di leadership sul mercato, un marchio iconico e un portafoglio di prodotti differenziati che offrono un valore significativo ai clienti. Siamo entusiasti di lavorare a fianco dei talentuosi dipendenti di Castrol, con la costante guida di BP in qualità di azionista di minoranza, per supportare la continua crescita dell’azienda».
L’Inps ha reso ufficiale il calendario dei pagamenti delle pensioni per l’anno 2026 nella circolare numero 153 dello scorso 19 dicembre. Pensioni, assegni, indennità di accompagnamento a favore degli invalidi civili e rendite vitalizie dell’Inail sono pagati il primo giorno bancabile del mese o il successivo nel caso in cui il primo dovesse capitare di giornata festiva o non bancabile. Si parte subito con l’eccezione del mese di gennaio 2026, il cui pagamento delle pensioni viene eseguito il secondo giorno bancabile. Inoltre, in caso di mancata coincidenza, il pagamento effettuato mediante Poste Italiane precede quello delle banche. Ecco, quindi, qual è il calendario e quando viene pagata la pensione a partire dal trattamento di gennaio 2026.
Pensioni calendario dei pagamenti 2026: quando arriva la pensione a gennaio?
Anziani, pensionati (Imagoeconomica).
L’Inps ha comunicato le giornate di pagamento delle pensioni per l’anno 2026. Si inizia con il trattamento di gennaio nel quale il versamento avverrà il giorno 3 presso Poste Italiane, considerando le festività, mentre il giorno di disponibilità di valuta delle banche è il 5 gennaio. A febbraio e a marzo 2026, poste e banche pagheranno le pensioni il giorno 2, capitando l’1 di domenica, mentre ad aprile, giugno, luglio, settembre, ottobre e dicembre l’accredito avverrà sempre il primo giorno del mese. Fanno eccezione, i pagamenti di maggio (il giorno 2 per Poste Italiane e 4 per le banche), agosto, rispettivamente l’1 e il 3, mentre a novembre sia per le poste che per le banche la data di pagamento è il giorno 2, essendo l’1 festivo.
Pagamenti pensioni, qual è l’importo delle minime nel 2026?
Si ricorda, infine, che da gennaio 2026 scatteranno gli aumenti delle pensioni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha ufficializzato la percentuale provvisoria di inflazione riferita all’anno 2025, aliquota in base alla quale si effettuano i calcoli per la rivalutazione degli assegni. Pertanto, chi prende la pensione minima, di importo pari a 603,40 euro nel 2025, avrà un aumento dell’1,4 per cento. Il nuovo importo da gennaio è, dunque, di 611,85 euro al mese, pari a 7.954,05 euro all’anno. Tuttavia, nella stessa circolare, l’Inps chiarisce che a favore delle pensioni più basse sarà calcolata la maggiorazione già prevista dalla legge di Bilancio 2025 e pari, per il 2026, all’1,3 per cento (7,95 euro in più al mese). Quindi i pensionati con la minima, da gennaio, percepiranno 619,80 euro.
Rivalutazione trattamenti di pensioni nel 2026: ecco di quanto
Sede dell’Inps (Imagoeconomica).
Le pensioni più alte e fino a quattro volte il trattamento minimo, cioè fino a 2.413,60 euro ai valori del 2025, riceveranno l’aumento del 100 per cento del tasso di inflazione, quindi dell’1,4 per cento. Gli assegni più alti e fino a cinque volte il minimo (3.017,00 euro) saranno rivalutati dell’1,26 per cento (pari al 90 per cento dell’1,4 per cento), mentre quelle oltre questa soglia avranno un aumento dell’1,05 per cento, corrispondente al 75 per cento dell’1,40 per cento.
A seguito delle dimissioni dell’intero board precedente, l’assemblea degli azionisti di Health Italia – tra i principali attori nel mercato della sanità integrativa e delle soluzioni per il welfare e il benessere di famiglie e dipendenti aziendali – ha proceduto alla nomina dei nuovi consiglieri d’amministrazione, scelti tra i candidati presentati dalla società Lonvita. Eletto presidente del cda Stefano Pellegrino, ex Mediobanca. Il rinnovato consiglio d’amministrazione, che resterà in carica per tre esercizi (2025-2027) e sarà composto in tutto da sette membri, di cui due indipendenti. Oltre a Pellegrino sono stati eletti Giovanni Giuliani, Mario Fera, Roberto Ippolito, Giorgio Ortolani, Matteo Almini (indipendente) e Daniele Sotgiu (indipendente).
Brian May ha fatto un regalo a tutti i fan. Durante un programma radiofonico di Planet Rock, l’iconico e storico chitarrista dei Queen ha infatti presentato un’inedita canzone di Natale della band, incisa nel lontano 1974. Si intitola Not For Sale (Polar Bear) e venne registrata durante le sessioni di Queen II, secondo album del gruppo, salvo essere esclusa dalla tracklist finale. Alla voce, dunque, c’è ancora Freddie Mercury. «Forse la gente ha sentito una versione degli Smile (prima band di May, ndr.)», ha spiegato il musicista. «Per quello che so, tuttavia, nessuno ha mai sentito questa». La traccia non è ancora stata pubblicata ufficialmente sulle piattaforme streaming, ma è già possibile ascoltarla su YouTube assieme a uno stralcio dell’ospitata di Brian May su Planet Rock.
Non solo Not For Sale (Polar Bear): in arrivo una riedizione di Queen II
Pur essendo a tema natalizio, la canzone non ne presenta la tipica atmosfera come, per esempio, Thank God It’s Christmas che i Queen avrebbero scritto e registrato 10 anni dopo. Struggente ballata acustica, è caratterizzata da una malinconica voce del compianto Freddie Mercury che le conferisce un senso di nostalgia del Natale, familiare in diverse pubblicazioni per le festività. Pur interpretato dai Queen, il brano era stato scritto da May già alla fine degli Anni 60 per gli Smile, prima band che assieme al batterista Roger Taylor, poi suo compagno nei Queen, aveva messo su con il cantante Tim Staffel poi rimpiazzato da Freddie. «Sono affascinato dall’idea di sapere cosa ne pensa la gente», ha precisato il chitarrista. Not For Sale (Polar Bear) non è solo il titolo di un nuovo brano, ma darà anche il nome a una riedizione di Queen IIattesa per la prima metà del 2026.
Tre persone sono state uccise mercoledì a Mosca dall’esplosione di un ordigno, in un’area vicina al luogo in cui due giorni prima è stato ucciso il generale russo Fanil Sarvarov. Lo riporta Reuters, citando le autorità della Federazione Russa. Secondo il Comitato investigativo russo, due agenti di polizia si erano avvicinati a un uomo che mostrava un comportamento sospetto quando è esploso un dispositivo. Nell’esplosione sono morti entrambi i poliziotti e una terza persona, la cui identità non è stata resa nota. Alcuni canali Telegram russi non ufficiali hanno riferito che l’uomo fermato sarebbe stato l’attentatore e che avrebbe fatto detonare la bomba al momento del controllo. Reuters precisa di non essere stata in grado di verificare in modo indipendente queste informazioni. La Russia ha indicato l’intelligence ucraina come responsabile dell’omicidio di Sarvarov, senza che da Kyiv sia arrivato un commento ufficiale.
Natale si avvicina. Anche per i nostri politici. Ma quali sono i regali che i leader vorrebbero trovare sotto l’albero?
Giorgia Meloni non vuole più colleghi di partito e ministri porta guai
Quasi condotta in porto la “manovrina” economica da appena 18,5 miliardi (incassato l’ok del Senato, è atteso solo il via libera “blindato” della Camera, che dovrà approvarla senza modifiche), che cosa può chiedere la premier Giorgia Meloni a Babbo Natale, visto che un notebook da quasi 10 mila euro lo riceverà dai parlamentari di Fratelli d’Italia, che hanno fatto una colletta da 50 euro a testa? Il primo desiderio forse sarà quello di avere una classe dirigente più all’altezza della situazione, perché la sensazione è che lei agisca in una magnifica solitudine. I suoi colleghi di partito (vedi, ultima in ordine di tempo, Elisabetta Gardini, autrice di una contestata proposta per riformare i condomini e la legge sui morosi) e i suoi ministri (come Matteo Salvini) sembrano portare solo guai che si potrebbero tranquillamente evitare. Il primo scoglio sarà ancora sulle armi a Kyiv, naturalmente. Per Meloni, poi, sarà fondamentale il referendum sulla giustizia, anche se lei, a differenza di Matteo Renzi, sta cercando di politicizzarlo il meno possibile. Infine, forse chiederà pure che la provvidenza conservi in salute Elly Schlein e Giuseppe Conte che, con il loro rapporto altalenante e schizofrenico, per la premier rappresentano una sorta di assicurazione sulla vita.
Giorgia Meloni, presidente del Consiglio (Imagoeconomica).
Matteo Salvini chiede il Ponte e una sistemazione tranquilla per Zaia
È Matteo Salvini la vera spina nel fianco di Meloni, come si è capito anche nell’evoluzione della manovra economica, che ha visto il Capitano contrapporsi addirittura al “suo” ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Sotto l’albero, però, Salvini si aspetta di trovare soprattutto un ruolo per Luca Zaia, tale da non mettere in discussione la sua leadership alla guida del Carroccio. Per adesso l’ex governatore si accontenterà di fare il presidente del Consiglio regionale veneto, ma si sa che la sua ambizione è quella di guidare una sorta di Csu padana, sul modello tedesco, cui Salvini si opporrebbe strenuamente poiché ne dimezzerebbe il potere sul Nord. Il regalo più grande, però, per lui sarebbe la partenza del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, vedendo così superate tutte le criticità, a partire dai rilievi della Corte dei conti. Su questo come ministro delle Infrastrutture si gioca tutto. Con uno sguardo al futuro: tornare al Viminale in caso di conferma del centrodestra alle Politiche. Non ne ha mai fatto mistero, ora più che mai.
Luca Zaia e Matteo Salvini (Imagoeconomica).
Antonio Tajani punta a fermare la scalata di Roberto Occhiuto dentro Forza Italia
Poteva essere un Natale tranquillo, quello del ministro degli Esteri Antonio Tajani. E invece no, è arrivato Roberto Occhiuto a rompergli le uova nel paniere: il governatore calabrese si è addirittura messo in testa di scalare Forza Italia e sfidarlo al prossimo congresso. Roba da matti. Il problema, per Tajani, è che Occhiuto è assai ben visto della “famiglia”. Piace a Marina e Pier Silvio Berlusconi perché la pensa come loro sulla necessità di rinnovare il partito, cacciare le vecchie facce e aprire alle nuove, rielaborando la versione aggiornata della rivoluzione liberale. Finora, di fronte alle lamentele di Marina e Pier Silvio, Tajani ha fatto orecchie da mercante. E così loro sembrano aver deciso di puntare su un altro cavallo. E Antonio, c’è da giurarci, non ci dorme la notte.
Antonio Tajani (Imagoeconomica).
Marina & Pier Silvio spingono per facce nuove e un partito più moderno
Marina non ci pensa proprio a scendere in politica, ma molti invece ci sperano. Pier Silvio invece ci si butterebbe, tanto più che avrebbe praticamente gli stessi anni del padre Silvio versione 1994 (57 anni), ma lo sconsigliano e lui temporeggia. I due figli più grandi del Cav non la pensano politicamente allo stesso modo su tutto, ma su molte cose sì. Per esempio sono convinti che il potenziale bacino elettorale di Forza Italia sia del 20 per cento, ma che con l’attuale segretario Tajani e i suoi fidati colonnelli non ci si arriverà mai. Per loro nel partito molti dovrebbero essere pensionati per fare spazio ai giovani, in primis Paolo Barelli e Maurizio Gasparri, grazie e arrivederci. Inoltre soprattutto Marina vorrebbe una Forza Italia più liberale, riformista e aperta sui diritti civili, dallo ius scholae ai diritti della comunità Lgbtq+. Insomma, sotto l’albero di Natale Marina e Pier Silvio vorrebbero trovare una Forza Italia rinnovata, frizzante, moderna e spostata un filo… più a sinistra. «Un Psi craxiano rivisitato e corretto in versione 2.0», sussurrano da Arcore. Per questo lasciano trapelare il loro appoggio a Occhiuto, partito lancia in resta alla conquista del partito. Se andrà bene sarà anche merito loro (che detengono sempre 100 milioni di fideiussioni a credito di Forza Italia), se andrà male sarà colpa di Occhiuto.
Marina e Pier Silvio Berlusconi.
Elly Schlein spera di trovare sotto l’albero un Conte rabbonito e controllabile
Non ci sono dubbi su ciò che Elly Schlein possa voler trovare sotto l’albero: un Giuseppe Conte rabbonito e controllabile. Dall’incidente sulla presenza ad Atreju i due nemmeno si parlano e la segretaria dem sa bene che il problema è sempre lo stesso: la sfrenata ambizione di Conte di tornare a Palazzo Chigi. Ma Schlein, sempre “testardamente unitaria”, non molla. Secondo lei a Chigi dovrebbe andarci il leader del primo partito della coalizione, cioè del Partito democratico, dunque se stessa. La soluzione più logica. Oppure si decida con le Primarie, anche se in questo caso Elly qualcosa rischia, dato che Conte piace pure a qualche frangia dem. Ma ci sarebbe anche la concorrenza interna di Silvia Salis, che per i sondaggi risulta terza, a un’incollatura dai primi due. Il 2026, comunque, sarà decisivo per confermare la sua leadership. Vincere il referendum sulla giustizia sarebbe già un bel passo in avanti, ma non basterà. Dovrà sempre guardarsi dai tranelli e dalle trappole che le vengono gettate tra i piedi dall’Avvocato del popolo. Che lei, forse, dovrebbe cominciare a “filarsi” di meno. Sul fronte interno, invece, la nascita del correntone di Montepulciano, se da una parte la commissaria, dall’altra la rafforza. Almeno fino a quando Dario Franceschini, Andrea Orlando & co. continueranno a stare dalla sua parte.
Elly Schlein (Ansa).
Ma “Giuseppi” ha in mente solo una cosa: tornare a Palazzo Chigi
Cosa vorrebbe trovare Giuseppe Conte sotto l’albero di Natale? Ma naturalmente un bel pacchetto con dentro l’assicurazione di essere lui, alle Politiche, il candidato del campo largo a Palazzo Chigi. Del resto, volete mettere: ha l’aplomb e l’esperienza, visto che al timone del Paese c’è già stato, oltretutto in tempo di emergenza Covid. L’Avvocato del popolo punta a quello e altro in testa non ha, anche perché non ha mai digerito la sua cacciata da Chigi a opera di Mario Draghi (e Matteo Renzi). Certo, poi c’è la non secondaria questione di mettere in campo una coalizione credibile soprattutto sulla politica estera e sugli armamenti, dove Pd e Movimento 5 stelle sono agli antipodi. Una grossa mano in tal senso potrebbe arrivare da un percorso verso la pace tra Russia e Ucraina, che toglierebbe dal tavolo almeno un elemento divisivo. Ma il tema del riarmo europeo in chiave orfani della Nato e anti-Putin continuerà a dividere i due partiti. Per il resto, “Giuseppi” ha azzerato qualsiasi tipo di dissenso interno: nessuno nel movimento gli fa ombra. Molto più lui di Schlein, però, si giocherà molto sul referendum, perché la battaglia contro la separazione delle carriere è da sempre un caposaldo del M5s e dei suoi parlamentari ex magistrati, come Roberto Scarpinato e Federico Cafiero De Raho.
Giuseppe Conte (Imagoeconomica).
Matteo Renzi tra maggioranze allargate e rebranding di Italia viva
L’ex premier Matteo Renzi ha solo una cosa da chiedere a Babbo Natale: qualche voto in più per Italia viva che, nonostante la sua debordante presenza sui media, non riesce a schiodarsi dal 2,5 per cento. Da quando il governo Meloni gli ha stoppato per legge il suo secondo lavoro di conferenziere pagato a peso d’oro nel mondo arabo, l’ex rottamatore si è ributtato anima e corpo sulla politica nostrana iniziando una strenua battaglia contro la premier. A volte sembra lui il capo dell’opposizione, aiutato anche da buona stampa, visto il numero di interviste in tivù e sui giornali. Spesso è ago della bilancia nelle elezioni locali, dove il suo apporto è stato decisivo nelle vittorie del campo largo in Toscana e al Comune di Genova. E ora i renziani sono anche pronti ad allargare la maggioranza che sostiene il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Per molti Renzi è l’unico nel centrosinistra a saper fare davvero politica e resta un fuoriclasse. Con tutti i limiti che il suo ego ipertrofico gli pone. Per prendere più voti si è affidato al marketing, ribattezzando Iv “Casa Riformista“. Schlein lo considera un valido alleato e pure Conte ormai se lo fa andar bene. Comunque vada, Renzi ha già fatto bingo.
Matteo Renzi (Imagoeconomica).
Carlo Calenda deve decidere cosa fare da grande
Il regalo non richiesto per Carlo Calenda è un centro di gravità permanente che gli faccia finalmente decidere da che parte stare. Dopo la fine del Terzo Polo, infatti, Carletto, forte del suo 3 per cento, è basculante: un po’ di qua e un po’ di là. Anche se lui giura che non appoggerà mai questa maggioranza di governo, in realtà su diversi provvedimenti Azione s’è schierata col governo. E flirta con Forza Italia un po’ ovunque, specie a Milano, dove per Palazzo Marino potrebbe schierarsi col centrodestra. Di sicuro buca il video e parla chiaro. Per contro è un po’ troppo volubile e irascibile. Anche lui, come Renzi, gode di buona stampa: sta sempre dappertutto. Resta solo una domanda: che vuol fare Calenda da grande?
Carlo Calenda (Imagoeconomica).
Bonelli & Fratoianni: alla “coppia di fatto” della sinistra sta andando tutto benone
Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni sono la “coppia di fatto” della politica italiana e i sondaggi finora danno loro ragione, perché Alleanza verdi e sinistra (Avs) viene sempre data intorno al 6 per cento. Come gemelli diversi, la pensano alla stessa maniera su molto ma non su tutto. E soprattutto tra i due sono toni e atteggiamenti a essere differenti. Il duro e puro Fratoianni, per esempio, ad Atreju non ci è voluto andare, Bonelli invece sì perché «bisogna dialogare con tutti, anche con i nemici». Pure loro, egoisticamente, si avvantaggiano delle divisioni tra Conte e Schlein. Dimenticati gli scivoloni “Soumahoro” e “Tesla”, a Babbo Natale possono chiedere solo di continuare così, con opposizione verace e sondaggi in crescita. Cosa desiderare di più?
Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli (Imagoeconomica).
Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha imposto un divieto di ingresso nel paese a cinque cittadini europei, tra cui Thierry Breton, ex commissario europeo per il Mercato interno. La decisione è stata annunciata dal segretario di Stato Marco Rubio, che ha accusato i destinatari del provvedimento di aver esercitato pressioni sulle grandi piattaforme tecnologiche americane per limitare o sopprimere contenuti e opinioni statunitensi. La notizia arriva dopo che, il 5 dicembre, la Commissione europea ha sanzionato la piattaforma X (ex Twitter) con una multa di 120 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act (DSA), la normativa europea entrata in vigore nel 2023 e fortemente sostenuta da Breton.
La vicepresidente della Commissione europa per i valori e la trasparenza Vera Jourova e il logo di X (Ansa).
Il Dsa impone alle grandi aziende digitali obblighi stringenti contro la disinformazione e i contenuti d’odio, prevedendo sanzioni fino al 6 per cento del fatturato globale in caso di violazioni. L’amministrazione Trump considera però questa legge uno strumento di censura che colpisce soprattutto le aziende tecnologiche americane. Oltre a Breton, il divieto riguarda Imran Ahmed, Anna-Lena von Hodenberg, Josephine Ballon e Clare Melford, tutti attivi in organizzazioni che contrastano odio e notizie false online. I nomi sono stati resi pubblici dalla sottosegretaria Sarah Rogers, che ha parlato di una presunta strategia coordinata per influenzare il dibattito pubblico americano.
Il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya ha reso noto che sono stati rinvenuti i resti dell’aereo scomparso dai radar che aveva a bordo il generale Mohammed Ali Ahmed Al-Haddad, capo di stato maggiore delle forze armate libiche. Il jet, che partito dall’aeroporto di Ankara Esenboğa era diretto a Tripoli, è precipitato a un paio di chilometri dal villaggio di Kesikkavak, nel distretto di Haymana, poco dopo il decollo e aver chiesto di poter effettuare un atterraggio di emergenza. A bordo c’erano in tutto cinque persone: nessun sopravvissuto. Incerte le cause del disastro, su cui è stata aperta un’inchiesta.
Ankara Esenboğa Havalimanı’ndan Trablus’a (Tripoli’ye) gitmek üzere havalanan uçağın enkazına Haymana ilçesi Kesikkavak Köyü’nün 2 km. güneyinde Jandarmamız tarafından ulaşılmıştır.
Il tribunale distrettuale Zamoskvoretsky di Mosca ha ordinato l’arresto in contumacia di Garry Kasparov «per due mesi dalla data della sua detenzione in Russia o l’estradizione in Russia». L’ex campione di scacchi e attivista politico dell’opposizione, definito agente straniero, è accusato di apologia pubblica del terrorismo per il sostegno dato all’Ucraina: si tratta di un reato punito con pene detentive da cinque a sette anni dal Codice penale russo. Kasparov vive all’estero da una decina di anni.
Mattia Missiroli, sindaco di Cervia (Ravenna), ha annunciato le proprie dimissioni dopo le accuse di maltrattamenti nei confronti della moglie, da cui si sta separando. L’ormai ex primo cittadino ha comunicato la decisione con una lunga lettera che ha anticipato la seduta del 23 dicembre del Consiglio comunale.
La lettera di Missiroli
Missiroli, che ha ceduto alle molte pressioni arrivate da parte delle opposizioni e dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna, nella lettera ha ribadito «la totale estraneità a qualsiasi episodio di maltrattamenti», motivando il passo indietro con l’impossibilità di affrontare «una situazione così complessa con la necessaria lucidità» e di garantire «la serenità che l’istituzione comunale merita». Nella lettera, Missiroli ha inoltre denunciato «giudizi pubblici formulati prima degli accertamenti giudiziari», ribadendo di non aver ricevuto comunicazioni formali, né di aver potuto visionare atti dell’indagine sui fatti, che si sarebbero verificati a partire dal 2009.
Dopo il blocco ricevuto in estate, la Lazio potrà tornare a operare liberamente durante la sessione invernale del calciomercato. Il club biancoceleste ha infatti rispettato i parametri richiesti dalla Commissione indipendente che monitora i conti delle squadre italiane, ovvero un rapporto tra costo del lavoro allargato e ricavi inferiore allo 0,8, e dunque non avrà alcuna limitazione. Anche il Como potrà operare senza restrizioni, dopo aver sistemato una situazione difficile con aumento di capitale.
Antonio Conte, allenatore del Napoli (Ansa).
Il Napoli potrà invece operare solo a saldo zero
Brutte notizie, invece, per Napoli e Pisa: i due club, che sono finite oltre il valore dello 0,8, dovranno operare a saldo zero: per ogni giocatore acquistato deve esserci un’uscita equivalente. In estate l’indicatore che diventerà ancora più restrittivo: il limite passerà infatti a 0,7.