Manovra, rush finale alla Camera

A seguito del via libera al Senato, la legge di bilancio è approdata alla Camera dei deputati. Dopo la discussione generale di oggi, domenica 28 dicembre, il governo porrà la questione di fiducia. Lunedì 29 dicembre nel primo pomeriggio ripartiranno i lavori dell’aula di Montecitorio con le dichiarazioni di voto sulla questione di fiducia: la chiama è prevista per la serata, a partire dalle 19. Al termine verrà avviato l’esame degli ordini del giorno con una preannunciata seduta notturna. Martedì 30 dicembre i lavori riprenderanno dalle 9:30, con le dichiarazioni di voto previste per le 11 e votazione finale entro le 13.

Corte dei Conti, Schlein: «Il governo si ritiene al di sopra della legge»

La segretaria del Pd Elly Schlein ha affermato che «la riforma della Corte dei Conti è un’altra prova del disegno di un governo che si ritiene al di sopra della legge» e che «il silenzio assenso e il tetto massimo di sanzione per un funzionario che viola la legge, insieme all’abolizione dell’abuso d’ufficio, crea una sacca d’impunità pericolosa».

Schlein: «Questo governo vuole le mani libere»

«Questo governo vuole le mani libere per fare tutto ciò che ritiene coi soldi degli italiani, rifiuta ogni forma di controllo, rifiuta ogni risposta che non sia ‘sì signora’», si legge in una nota. Schlein prosegue poi: «Per loro chi prende un voto in più alle elezioni non deve essere sottoposto al controllo di legalità. La separazione dei poteri è un principio fondamentale della democrazia, che vuole che ad ogni potere, specialmente di governo, corrisponda un limite adeguato a garanzia di tutti. È questo principio ad essere messo sotto attacco dalle riforme del governo Meloni».

Finanziamenti a Hamas, tra gli indagati anche una giornalista No Tav

Tra gli indagati nell’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas coordinata dalla Direzione antimafia e antiterrorismo di Genova c’è anche Angela Lano, 62enne giornalista e direttrice dell’agenzia di stampa Infopal, autrice di diversi libri sul mondo arabo e islamico, nonché storica attivista No Tav (oltre che Pro Pal). Lo scrive La Stampa. Secondo gli inquirenti Lano avrebbe avuto rapporti quasi quotidiani con Mohammed Hannoun, imam di Genova e presidente dei Palestinesi d’Italia, al centro delle indagini: gli agenti della Digos hanno effettuato una perquisizione nella sua abitazione, che ha portato al sequestro di alcuni dispositivi informatici e delle bandiere con i simboli di Hamas. Lano, che sarebbe «considerata responsabile della propaganda in Italia», è accusata di concorso e partecipazione in associazione con finalità terroristica.

Al via le elezioni-farsa in Myanmar

Sono iniziate in Myanmar le elezioni organizzate dalla giunta militare che ha preso il potere nel 2020 con un colpo di Stato. Il voto avverrà in più fasi, zona per zona, per ragioni di sicurezza: durerà fino 25 gennaio, sotto lo stretto controllo di militari. Min Aung Hlaing, capo della giunta, pur ammettendo che l’esercito «continuerà a svolgere un ruolo nella leadership politica del Paese» ha dichiarato che le elezioni costituiscono «un’opportunità di riconciliazione». Ma la tornata elettorale, la prima dal golpe, è già stata ampiamente condannata dalle Nazioni Unite come una farsa messa in piedi per legittimare l’attuale governo. Innanzitutto, in base all’attuale costituzione del Myanmar, il 25 per cento dei seggi parlamentari è riservato alle forze armate. Inoltre la Lega Nazionale per la Democrazia di Aung San Suu Kyi (che sta scontando una condanna a 27 anni per vari reati), partito più popolare del Myanmar, è stato sciolto al pari altre formazioni politiche, a cui è stato impedito di presentare candidati. Infine, vaste aree del Paese saranno completamente escluse dal voto perché sotto il controllo di gruppi anti-giunta o teatro di combattimenti. Le elezioni appena iniziate godono del sostegno della Cina, che è l’alleato più importante dell’esercito. Oltre alla Repubblica Popolare, come hanno reso noto i media controllati dai militari, hanno inviato osservatori elettorali anche Russia, India e Vietnam.

Ucraina, cessate il fuoco alla centrale di Zaporizhzhia per riparare delle linee

Dopo un cessate il fuoco locale mediato dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), sono iniziati lavori di riparazione delle linee elettriche nei pressi della centrale di Zaporizhzhia, in modo da ripristinare la trasmissione di energia tra le sottostazioni elettriche dell’impianto nucleare e l’impianto termico. Un team dell’Aiea sta monitorando i lavori, che dovrebbero durare alcuni giorni. Il direttore generale Rafael Grossi, come si legge in un post su X, ha ringraziato entrambe le parti per aver accettato questa nuova «finestra di silenzio» temporanea, volta a rafforzare la sicurezza nucleare.

Campobasso, madre e figlia morte per intossicazione alimentare dopo la cena della Vigilia

Una ragazza di 16 anni e la madre 50enne sono morte all’ospedale Cardarelli di Campobasso, dove erano state ricoverate a causa di un dolore gastrointestinale persistente, iniziato dopo una cena a base di pesce e frutti di mare (delle cozze) la vigilia di Natale. Sono in corso accertamenti sanitari per stabilire le cause della tragedia, ma tutto lascia pensare che si sia trattato di un’intossicazione alimentare e non di un’intolleranza. Si trova ricoverato in ospedale anche il padre, che non sarebbe in pericolo di vita. Secondo quanto emerso, i tre si erano recati al pronto soccorso poco dopo la cena, ma erano stati rimandati indietro per due volte. Poi, nella serata del 27 dicembre, i dolori sono diventati insopportabili e infine è avvenuto il ricovero.

Il governo ha raggiunto l’accordo sul decreto armi per l’Ucraina

Il 29 dicembre è atteso in Consiglio dei ministri il decreto per la cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all’Ucraina anche nel 2026. Una questione, quella del sostegno a Kyiv, che ha portato a forti tensioni all’interno della maggioranza. Ma, dopo settimane di trattative (e contatti continui tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini), la quadra finalmente sembra essere arrivata: il testo che approderà lunedì in Cdm – all’indomani del vertice in Florida tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky – prevede la fornitura di aiuti militari in munizioni, artiglieria e ogni altro possibile dispositivo armato utile alla resistenza ucraina, come nei testi precedenti. Ma (ecco la differenza rispetto al passato) parlerà anche di «autorizzazione prioritaria a equipaggiamenti sanitari e logistici» e di rafforzamento e ricostruzione della rete elettrica, ad esempio con l’invio di gruppi elettrogeni e generatori. Si tratta di misure, volte a “controbilanciare” l’invio di armi, che erano già tecnicamente possibile con i precedenti decreti. Ma la riformulazione viene incontro alla Lega, che chiedeva di inviare all’Ucraina aiuti principalmente civili.

È morta Brigitte Bardot

È morta Brigitte Bardot, icona del cinema francese e mondiale. Aveva 91 anni. Ad annunciare la scomparsa di “BB” è stata la sua Fondazione. Attrice e cantante, con apparizioni in 45 film e una settantina di brani incisi, aveva dedicato gran parte della sua vita alla difesa dei diritti degli animali dall’addio alle scene avvenuto nel 1973.

È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot
È morta Brigitte Bardot

Anticipato l’incontro tra Trump e Zelensky a Mar-a-Lago

Si terrà alle ore 19 italiane e non più alle 21 l’incontro a Mar-a-Lago tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Il vertice si svolgerà dopo una nuova notte di violenti attacchi russi sull’Ucraina, con il lancio di missili Kinzhal e i droni Shahed su numerose città del Paese, tra cui Dnipropetrovsk, Odessa e Kherson. Prima di volare negli Stati Uniti, Zelensky ha fatto tappa in Canada per incontrare il premier Mark Carney e ha partecipato a una videoconferenza con i principali leader europei, tra cui Friedrich Merz, Emmanuel Macron, Giorgia Meloni e Keir Starmer, che hanno ribadito la necessità di garanzie di sicurezza «specifiche e affidabili» per Kyiv. L’Ue ha confermato il pacchetto di aiuti da 90 miliardi di euro concordato il 18 dicembre, «prestito ponte» fondamentale per la tenuta dell’Ucraina.

Enel, cresce nel mondo la capacità di stoccaggio energetico del Gruppo

Con l’entrata in funzione degli ultimi impianti come Gulfstar negli Stati Uniti (355 mw) e Codrongianos in Italia (138 mw), sono stati superati a livello globale i 3 gigawatt di potenza installata in esercizio degli impianti Enel con tecnologia Bess (Battery energy storage system), ossia quei sistemi di stoccaggio che utilizzano le batterie per immagazzinare l’energia. Una tecnologia chiave per la decarbonizzazione, perché consente di accumulare l’elettricità prodotta dalle rinnovabili (come sole e vento) e di rilasciarla nei momenti di maggiore domanda, rendendo anche il sistema elettrico più flessibile, stabile e sicuro. Le Bess superano così il limite principale delle fonti green – la loro non programmabilità – e abilitano una rete più resiliente e a basse emissioni. Il portafoglio Bess ora copre, quindi, circa 1.5 gw negli Stati Uniti, circa 1.7 gw in Italia (gestite per la quasi totalità dalla società Enel Libra Flexsys), e circa 0.2 gw in Cile. Una distribuzione che ben evidenzia la scala e la copertura geografica delle operazioni.

Lo stoccaggio contribuisce a rendere la rete elettrica più stabile

Il risultato raggiunto consolida un percorso di crescita nel settore dello storage e conferma l’impegno del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo a valorizzare a livello globale questa tecnologia come leva per la transizione energetica. Lo stoccaggio è oggi indispensabile per ridurre il ricorso ai combustibili fossili, con benefici diretti sulla riduzione delle emissioni e sulla qualità dell’aria. Inoltre, contribuisce alla stabilità della rete elettrica, riducendo il rischio di blackout e supportando servizi come il capacity market, sistema di mercato utile a garantire che vi sia sempre sufficiente capacità di generazione disponibile per soddisfare la domanda di energia, anche durante i picchi (per esempio in estate, quando c’è l’apice del consumo per via dei condizionatori). Nel dettaglio, un impianto Bess è infatti composto da moduli di batterie che immagazzinano energia tramite processi elettrochimici restituendola quando necessario, come un “power bank” per la rete. Rispetto ad altri sistemi di accumulo – idroelettrici, meccanici o termici – offrono rapidità, efficienza e modularità, perché possono essere potenziati facilmente aggiungendo nuovi blocchi.

Enel costruirà sei nuovi impianti Bess nel Sud Italia

Alla capacità installata attualmente, tra l’altro, si aggiungerà presto quella recentemente aggiudicata nell’ambito dell’asta Macse (Mercato di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico) che prevede l’ingresso di ulteriore energia in storage in Italia entro pochi anni. Il 30 settembre scorso, infatti, si è svolta la prima asta del Macse per l’anno di consegna 2028, che riguarda la costruzione di nuovi impianti di accumulo di energia elettrica nel Sud Italia e nelle isole. Enel, attraverso le sue società controllate, si è aggiudicata contratti per una capacità complessiva di 6,7 gigawatt/ora e potrà costruire sei nuovi impianti Bess per una potenza installata complessiva di 1.1 gigawatt. Gli impianti saranno localizzati nel meridione, in parte all’interno di siti già di proprietà del Gruppo Enel. Particolarmente rilevante sarà la Bess che sorgerà all’interno dell’impianto di Brindisi che, una volta operativa, sarà tra gli impianti di batterie più grandi al mondo.