Con l’entrata in funzione degli ultimi impianti come Gulfstar negli Stati Uniti (355 mw) e Codrongianos in Italia (138 mw), sono stati superati a livello globale i 3 gigawatt di potenza installata in esercizio degli impianti Enel con tecnologia Bess (Battery energy storage system), ossia quei sistemi di stoccaggio che utilizzano le batterie per immagazzinare l’energia. Una tecnologia chiave per la decarbonizzazione, perché consente di accumulare l’elettricità prodotta dalle rinnovabili (come sole e vento) e di rilasciarla nei momenti di maggiore domanda, rendendo anche il sistema elettrico più flessibile, stabile e sicuro. Le Bess superano così il limite principale delle fonti green – la loro non programmabilità – e abilitano una rete più resiliente e a basse emissioni. Il portafoglio Bess ora copre, quindi, circa 1.5 gw negli Stati Uniti, circa 1.7 gw in Italia (gestite per la quasi totalità dalla società Enel Libra Flexsys), e circa 0.2 gw in Cile. Una distribuzione che ben evidenzia la scala e la copertura geografica delle operazioni.
Lo stoccaggio contribuisce a rendere la rete elettrica più stabile
Il risultato raggiunto consolida un percorso di crescita nel settore dello storage e conferma l’impegno del Gruppo guidato da Flavio Cattaneo a valorizzare a livello globale questa tecnologia come leva per la transizione energetica. Lo stoccaggio è oggi indispensabile per ridurre il ricorso ai combustibili fossili, con benefici diretti sulla riduzione delle emissioni e sulla qualità dell’aria. Inoltre, contribuisce alla stabilità della rete elettrica, riducendo il rischio di blackout e supportando servizi come il capacity market, sistema di mercato utile a garantire che vi sia sempre sufficiente capacità di generazione disponibile per soddisfare la domanda di energia, anche durante i picchi (per esempio in estate, quando c’è l’apice del consumo per via dei condizionatori). Nel dettaglio, un impianto Bess è infatti composto da moduli di batterie che immagazzinano energia tramite processi elettrochimici restituendola quando necessario, come un “power bank” per la rete. Rispetto ad altri sistemi di accumulo – idroelettrici, meccanici o termici – offrono rapidità, efficienza e modularità, perché possono essere potenziati facilmente aggiungendo nuovi blocchi.
Enel costruirà sei nuovi impianti Bess nel Sud Italia
Alla capacità installata attualmente, tra l’altro, si aggiungerà presto quella recentemente aggiudicata nell’ambito dell’asta Macse (Mercato di approvvigionamento di capacità di stoccaggio elettrico) che prevede l’ingresso di ulteriore energia in storage in Italia entro pochi anni. Il 30 settembre scorso, infatti, si è svolta la prima asta del Macse per l’anno di consegna 2028, che riguarda la costruzione di nuovi impianti di accumulo di energia elettrica nel Sud Italia e nelle isole. Enel, attraverso le sue società controllate, si è aggiudicata contratti per una capacità complessiva di 6,7 gigawatt/ora e potrà costruire sei nuovi impianti Bess per una potenza installata complessiva di 1.1 gigawatt. Gli impianti saranno localizzati nel meridione, in parte all’interno di siti già di proprietà del Gruppo Enel. Particolarmente rilevante sarà la Bess che sorgerà all’interno dell’impianto di Brindisi che, una volta operativa, sarà tra gli impianti di batterie più grandi al mondo.