Autobomba a Mosca, ucciso un generale russo

Fanil Sarvarov, capo del dipartimento di addestramento operativo dello stato maggiore delle Forze Armate della Federazione Russa, è rimasto ucciso nell’esplosione di un’auto nella zona sud di Mosca. Gli inquirenti russi, scrive la Tass, stanno valutando diverse teorie sull’omicidio, secondo una delle quali «l’attentato sarebbe stato organizzato dai servizi speciali ucraini». Sarvarov, che aveva 56 anni, a maggio del 2024 aveva ricevuto il grado di generale luogotenente da Vladimir Putin.

Concorso Presidenza del Consiglio dei ministri 2025, assunzioni di 32 laureati: requisiti e domanda

Nella giornata del 19 dicembre 2025, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha pubblicato il bando di concorso pubblico per le assunzioni di 32 figure in possesso del titolo di studio della laurea. Il reclutamento riguarda, nel dettaglio, 30 specialisti nella formazione e nella comunicazione e due esperti di traduzione di testi in lingua inglese. Ecco, dunque, quali sono le informazioni essenziali per prendere parte alla procedura, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti, in che modo inviare la domanda di partecipazione e in cosa consistono le prove di selezione in considerazione del fatto che il concorso è per titoli ed esami.

Concorso Presidenza Consiglio ministri 2025, quali sono i profili ricercati?

Concorso Presidenza del Consiglio dei ministri 2025, assunzioni di 32 laureati: requisiti e domanda
Svolgimento delle prove di un concorso pubblico (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 19 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico per 32 posti di esperti laureati presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Le immissioni saranno disciplinate da rapporti di lavoro a tempo indeterminato e a orario pieno e si articoleranno, nel dettaglio, in:

  • 30 assunzioni nel profilo professionale di specialista esperto di formazione, comunicazione e sistemi di gestione, da destinare alla Scuola nazionale dell’amministrazione, posizione economica F3 (codice 30AF3-SNA);
  • due assunzioni nel profilo professionale di specialista di segreterie direzionali, con competenze in materia di traduzione di testi in e da lingua inglese e servizio di interpretariato, posizione economica F1 (codice 2AF1-PCM).

Quale titolo di studio serve per il concorso Presidenza Consiglio ministri 2025?

Per quanto concerne i requisiti per candidarsi al concorso alla Presidenza del Consiglio dei Ministri 2025, è importante leggere quanto riporta al bando all’articolo 2. In particolare, sui titoli di studio si richiede la laurea magistrale o titolo equiparato nelle classi di laurea:

  • Giurisprudenza (LMG 01);
  • Informatica (LM 18);
  • Ingegneria gestionale (LM 31);
  • Lingue e letterature moderne europee e americane (LM 37);
  • Lingue moderne per la comunicazione e la cooperazione internazionale (LM 38);
  • Psicologia (LM 51);
  • Relazioni internazionali (LM 52);
  • Scienze dell’economia (LM 56);
  • Scienze della comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità (LM 59);
  • Scienze della politica (LM 62);
  • Scienze delle pubbliche amministrazioni (LM 63);
  • Scienze economico-aziendali (LM 77);
  • Scienze filosofiche (LM 78);
  • Scienze statistiche (LM 82).
  • Scienze pedagogiche (LM 85);
  • Sociologia е ricerca sociale (LM 88).

Per candidarsi alle prove per l’altro profilo professionale, quello dei due posti di specialista di segreterie direzionali, occorre il possesso della laurea triennale:

  • Lingue e culture moderne (L 11);
  • Mediazione linguistica (L 12).

Come inviare la domanda di candidatura?

Per inviare la domanda di candidatura al concorso per i posti alla Presidenza del Consiglio è necessario utilizzare il portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (Inpa). Dopo aver fatto l’accesso con Spid, Cie o Cns, occorre:

  • ricercare la pagina del bando di interesse;
  • cliccare su uno dei due tasti «Invia la tua candidatura» corrispondenti ai due profili professionali del concorso;
  • compilare il form di domanda;
  • allegare i documenti richiesti;
  • cliccare sul tasto «Conferma e invia» entro la scadenza delle ore 23.59 del 19 gennaio 2026.

Per quanto riguarda le procedure concorsuali, si prevede una prova preselettiva, una scritta, una orale e la valutazione dei titoli per entrambi i profili ricercati. Tutte le informazioni su come prepararsi al concorso sono reperibili nel bando, agli articoli 5, 6, 7, 8 e 9.

È morto James Ransone: l’attore di The Wire e It – Capitolo 2 si è suicidato

James Ransone, attore statunitense noto soprattutto per aver recitato nella serie HBO The Wire, si è tolto la vita a 46 anni. Secondo l’ufficio del medico legale di Los Angeles, la star si sarebbe suicidata in un capanno lo scorso 19 dicembre. «Ti ho detto che ti avrei amato 1.000 volte e so che ti amerò ancora», ha scritto la moglie Jamie McPhee su Instagram. «Grazie per avermi fatto i doni più grandi: te, Jack e Violet (i due figli, ndr.). Saremo insieme per sempre». Nel 2021, Ransone aveva denunciato abusi sessuali subiti da bambino da parte di un ex tutor durante gli Anni 90 che lo costrinsero a lottare contro la tossicodipendenza per diverso tempo.

La carriera di James Ransone: da The Wire a It – Capitolo 2

Originario di Baltimora, dove era nato il 2 giugno 1979, James Ransone ha studiato presso il George Washington Carver Center for Arts and Technology prima di frequentare i corsi alla School of Visual Arts di Manhattan. Il primo ruolo è arrivato nel 2001 con il film The American Astronaut, cui due anni dopo ha fatto seguito il grande successo con The Wire. Nella serie HBO, racconto duro e realistico della società statunitense nel rapporto con il traffico di stupefacenti, ha vestito i panni dello sfacciato Charles “Ziggy” Sobotka, figlio del leader sindacale Frank (Chris Bauer). Pur avendo preso parte a soli 12 episodi, il suo personaggio è rimasto fra i più noti della seconda stagione, in quanto protagonista di alcune scene cult fra gli appassionati. Avrebbe collaborato con HBO anche nel 2008 con la serie Generation Kill, tratta dall’esperienza del giornalista di Rolling Stone Evan Wright in Iraq.

Fra il 2010 e il 2013, sempre sul piccolo schermo, fu nel cast della serie Treme, cui seguirono alcune esperienze in Bosch e Mosaic. Nella seconda parte di carriera, James Ransone ha recitato soprattutto al cinema. In Tangerine, diretto dal regista premio Oscar per Anora Sean Baker, fu un personaggio di nome Chester, losco fidanzato di una prostituta transgender. Fra il 2012 e il 2015 è apparso anche nella dilogia horror soprannaturale Sinister, dove ha vestito i panni del vicesceriffo di Chatford, paese della Pennsylvania teatro di orribili tragedie. Nel 2019 è stato invece Eddie Kaspbrak in It – Capitolo 2, secondo capitolo della saga tratta dal romanzo di Stephen King con Jessica Chastain, Bill Hader e Bill Skarsgard. Nel 2021 e nel 2025 ha interpretato Max in The Black Phone e nel sequel diretto con Mason Thames e Ethan Hawke.

Gli omaggi dei colleghi, da Spike Lee a Sean Baker

Immediato il cordoglio di Hollywood. «Riposa in pace, caro fratello», ha postato su Instagram Spike Lee, che ha diretto James Ransone in Inside Man e Red Hook Summer. Commosso anche Sean Baker, che oltre a Tangerine lo ha voluto nel cast di Starlet: «Mi mancherai tantissimo, amico mio». Anche Mya Taylor, sua co-protagonista proprio in Tangerine, gli ha reso omaggio parlando di «un ragazzo molto dolce e divertente» che, con il suo sorriso, l’ha aiutata «ad affrontare la celebrità». Sui social ha parlato anche Madeleine McGraw, apparsa in The Black Phone. «Faccio fatica a esprimere con le parole il profondo vuoto che avverto», ha scritto in una story Instagram. «Il mio cuore è a pezzi. Era pieno di gentilezza e colmo di passione, un’anima molto bella».

Manovra, Pd: «È la peggiore degli ultimi 30 anni»

La Manovra di bilancio approda lunedì mattina in Senato per il passaggio decisivo, con l’esecutivo che punta a chiudere entro Natale per evitare l’esercizio provvisorio e arrivare al via libera della Camera il 30 dicembre. Nel rush finale sono state riassorbite le tensioni interne al governo dopo il blitz della Lega sulle pensioni: Matteo Salvini rivendica di aver ottenuto lo stop a un ulteriore irrigidimento dei requisiti per l’uscita anticipata, affermando: «Abbiamo chiesto 10 miliardi di euro alle banche e abbiamo ottenuto che non ci sarà l’aggravamento delle condizioni per andare in pensione». Sul piano delle misure, scompaiono anche il riscatto agevolato della laurea e finestre più lunghe per lasciare il lavoro, mentre aumentano i tagli sull’anticipo di lavoratori precoci e usuranti. Per evitare nuovo attrito, il governo ha disinnescato anche il fronte del condono edilizio trasformandolo in un ordine del giorno che «impegna il governo ad adottare» la norma nel «primo provvedimento utile», cioè un decreto. Dal fronte delle opposizioni si alzano le critiche di Pd, M5s e Cgil, che accusano l’esecutivo di scaricare i costi su lavoratori e servizi.

Manovra, Pd: «È la peggiore degli ultimi 30 anni»
L’Aula del Senato (Imagoeconomica).

Le critiche delle opposizioni sulla Manovra

Elly Schlein definisce la legge «fatta tagliando le pensioni, sulla pelle di chi ha lavorato una vita, che colpisce la sanità pubblica e taglia scuola e università», mentre per Francesco Boccia (Pd) «siamo alla peggiore legge di bilancio degli ultimi 30 anni». Giuseppe Conte parla di una Manovra «misera e ingiusta», pur rivendicando lo stop a «obbrobri come la corsa al condono e l’innalzamento del tetto del contante a 10 mila euro». Per Stefano Patuanelli (M5s), il ritiro delle norme sulle pensioni è «una figuraccia politica e istituzionale» che ha evitato di oltrepassare «la linea Maginot delle pensioni». Il segretario Cgil Maurizio Landini alza ulteriormente i toni: «Lo spettacolo indegno di queste ore sul maxi emendamento alla Manovra conferma che c’era una ragione di più per scioperare». Per lui il governo «si taglia sui più deboli mentre si sta dalla parte dei forti» e promuove «una logica inaccettabile».

Il governo rivendica compattezza

Il responsabile nazionale di FdI Giovanni Donzelli risponde alle polemiche affermano che la coalizione è «compatta», grazie anche alla premier Giorgia Meloni che «fa sintesi». Il vicepremier Antonio Tajani definisce «fisiologiche» le fibrillazioni nella Lega e difende la legge sull’Irpef che «riduce l’aliquota dal 35 al 33 per cento» e sostiene «il ceto medio». Meloni cita un sondaggio di Affaritaliani.it secondo cui il 58,9 per cento degli italiani approva le misure: «Ci incoraggia e ci responsabilizza ancora di più».