Fürstenberg Fassio e le notti romane con Mario Ceroli
Un banchiere si aggira nelle notti romane. Nella Capitale si trova benissimo, anche perché ha trovato un amico con il quale trascorrere le ore piccole. Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, percorre in lungo e in largo la città eterna insieme con Mario Ceroli, artista di chiara fama, classe 1938, e re della Dolce vita capitolina negli Anni 60. Quella che ruotava intorno a locali come il Jackie O’ di via Boncompagni, a due passi da via Veneto. «A mezzanotte e mezza lo chiamo e gli dico “dove andiamo?”, e comincia la serata», racconta Ceroli che è stato legatissimo alla famiglia Agnelli. Nella collezione dell’Avvocato spiccavano suoi pezzi da museo, quei “legni” inconfondibili che hanno segnato la storia dell’arte italiana. In fondo, sostengono gli amici di Fürstenberg Fassio – nipote di Clara Agnelli, sorella di Gianni – «Ernesto è l’ultimo degli Agnelli rimasto a lavorare in Italia». E chi meglio di Ceroli può raccontare al banchiere 44enne gli aneddoti della vita dell’Avvocato, compresi i dettagli più curiosi, quelli privati?

Il progetto della casa atelier di Ceroli e l’amicizia con Malagò
Fürstenberg Fassio è andato pure oltre: Banca Ifis ha infatti acquisito la casa atelier dell’artista abruzzese con l’obiettivo di trasformarla in museo, anche se il banchiere scherza (ma non troppo) dicendo che al massimo «ci saranno quattro o cinque visitatori all’anno», dato che lo studio si trova in via della Pisana, non esattamente in centro storico. Un gesto da mecenate, quello di acquistare in blocco l’immobile e tutto ciò che si trova al suo interno, che spiega bene il rapporto confidenziale che si è creato tra i due. Del resto, Banca Ifis nel 2024 aveva stretto una partnership tra la Pinacoteca di Brera e la Galleria nazionale di arte moderna di Roma con una grande mostra dedicata al maestro abruzzese. FF si sente sempre più a suo agio nella Capitale e nei suoi circoli, pure quelli più esclusivi, come i canottieri Aniene, a cui ha avuto accesso grazie ai buoni uffici di Giovanni Malagò. Tout se tient, visto che l’ex presidente del Coni è cresciuto respirando l’aria di casa Agnelli, e ricorda ancora le telefonate all’alba dell’Avvocato, curioso di essere aggiornato sugli ultimi pettegolezzi romani raccolti durante le partite a poker con Carlo Caracciolo, Jas Gawronski, Claudio Rinaldi e Pietro Calabrese.

Dalla passione per la techno a quella per l’arte
Prima di darsi alla finanza, Fürstenberg Fassio – laurea in Giurisprudenza a Padova e master in Bocconi – era stato rapito dal mondo della musica, come dj techno e come imprenditore con la Ernest & Frank Dj Music srl fondata nel 2016. Una passione che ha coltivato insieme con quella per l’arte. Nel 2024 il principe banchiere ha dato vita a Ifis Art, un progetto che, si legge sul sito, «raccoglie tutte le iniziative realizzate dalla Banca per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea e dei loro valori: dalla collezione d’arte al Parco Internazionale di Scultura (ospitato all’interno degli oltre 22 ettari di giardino che circondano la cinquecentesca Villa Fürstenberg, sede storica del Gruppo, ndr) dal progetto di recupero dell’opera di Banksy e di restauro del Palazzo San Pantalon che la ospita, da Economia della Bellezza al sostegno di manifestazioni artistiche e culturali, da programmi di education a prodotti editoriali». Non solo, Banca Ifis sostiene Arte in Nuvola, la kermesse che ogni anno porta nella città eterna tantissime gallerie d’arte. La mondanità di FF, insomma, ricorda quella dell’Avvocato, di cui ci si chiedeva: «Ma quando lavora?».












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