Il recapito di Poste italiane nella Napoli millenaria tra le luci del Natale

Poste italiane celebra con uno speciale francobollo, che raffigura il golfo di Napoli e il Vesuvio, i 2.500 anni della fondazione della città partenopea. Un’immagine che racchiude la forza simbolica della città, una storia antica e stratificata ma sempre capace di guardare avanti. Ad accompagnare il Tg Poste tra le bellezze del capoluogo campano, dal Real Teatro San Carlo al Palazzo reale fino alla Galleria Umberto I, il portalettere Fulvio, una vera e propria guida tra le luci della città pronta per il Natale.

Gaza, il cardinale Pizzaballa in visita nella Striscia

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa si è recato a Gaza per una visita alla parrocchia della Sacra Famiglia, colpita da un raid israeliano nel luglio del 2025, dove ha incontrato la comunità cristiana locale. Il Patriarca latino di Gerusalemme aveva annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di raggiungere la Striscia prima delle festività natalizie, spiegando di aver richiesto alle autorità competenti le necessarie autorizzazioni.

Il comunicato del Patriarcato: «Il cardinale valuterà le condizioni della parrocchia»

Pizzaballa è accompagnato dal vicario patriarcale latino, monsignor William Shomali, e da una delegazione ristretta. Come riferisce un comunicato del Patriarcato, nel corso della permanenza il cardinale valuterà la condizione della parrocchia, «inclusi gli interventi umanitari, gli sforzi di soccorso e ricostruzione in corso e le prospettive per il periodo a venire», e incontrerà sacerdoti e parrocchiani «per ricevere informazioni sui bisogni della comunità e sulle iniziative in corso per sostenerla». Sempre secondo la nota, «Domenica il cardinale Pizzaballa presiederà la Messa di Natale presso la Parrocchia della Sacra Famiglia». La visita, sottolinea il Patriarcato, «segna l’inizio delle celebrazioni natalizie in una comunità che ha vissuto e continua a vivere momenti bui e difficili» e «riafferma il legame duraturo della Parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza con la più ampia Diocesi del Patriarcato Latino di Gerusalemme ed esprime l’impegno del Patriarcato ad accompagnare i suoi fedeli con speranza, solidarietà e preghiera».

Primo attacco di Kyiv contro una petroliera russa nel Mediterraneo

Per la prima volta droni di Kyiv hanno colpito una petroliera della flotta ombra russa nel Mar Mediterraneo. Lo scrive Reuters, citando un funzionario del servizio di sicurezza ucraino Sbu. Secondo quanto riferito, i droni hanno colpito la nave Qendil in acque a oltre 2 mila chilometri dall’Ucraina, causando danni gravi all’imbarcazione. L’operazione avrebbe causato danni strutturali tali da rendere la nave inutilizzabile, ma senza sversamenti di greggio in quanto la petroliera era vuota al momento dell’attacco.

Mario Beretta nominato presidente del settore tecnico Figc

Il Consiglio federale della Figc (Federazione italiana giuoco calcio) ha nominato all’unanimità Mario Beretta nuovo presidente del settore tecnico. Si tratta di un ruolo centrale nello sviluppo del calcio nazionale. Beretta era stato proposto dal presidente della Figc Gabriele Gravina, in accordo con l’Aiac, l’Associazione italiana allenatori calcio. Non un caso, visto che Beretta ha guidato per anni diversi club in Serie A e B, oltre ad aver già ricoperto ruoli importanti nelle strutture federali.

Mario Beretta, la carriera

Nato a Milano il 30 ottobre 1959, il dirigente ha cominciato ad allenare formazioni giovanili all’inizio degli anni ’80. Il debutto tra i “grandi” è arrivato al Corsico, nel 1994. Poi Pro Patria, Saronno, Como, Lumezzane, Varese, Ternana e Chievo, nella fortunata annata 2004-2005. In quella stagione ha esordito in Serie A e ha portato i gialloblù alla salvezza. Poi il passaggio al Parma, prima di Siena, Lecce e Torino. Nel 2010 una breve parantesi al Paok, prima del rientro in Italia, al Brescia. Infine ha allenato Cesena, Siena e Latina.

Concerti in Italia, gli appuntamenti più attesi del 2026

Annunciato un concerto di Kanye West in Italia. Il rapper di Atlanta si esibirà alla Rcf Arena di Reggio Emilia per l’unica tappa nel nostro Paese della prossima estate in quello che sarà il suo primo live in Europa dal 2014: un evento unico per tutti gli appassionati del genere e dell’artista, pronto a esibirsi di fronte a 103 mila persone. Sarà tuttavia solo uno dei grandi appuntamenti musicali del 2026, durante il quale sbarcheranno nello Stivale grandi protagonisti della scena internazionale. Non mancheranno ovviamente gli artisti nostrani, tra cui spiccano i ritorni di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Jovanotti e il primo San Siro di Tedua.

Concerti 2026, gli appuntamenti più attesi degli artisti italiani

Concerti in Italia, gli appuntamenti più attesi del 2026
Vasco Rossi a Torino nel 2025 (Ansa).

Tanti gli artisti italiani pronti ad accendere il 2026 musicale. Achille Lauro si appresta a esibirsi nei palazzetti in un tour completamente sold out che scatterà il 4 marzo a Eboli e lo porterà in giro per il Paese. A giugno, spazio anche per tre stadi: il rapper canterà a Rimini il 7, quando presenterà in anteprima il suo Comuni Immortali, poi all’Olimpico di Roma tre giorni dopo e infine a San Siro il 15. Tutto pronto anche per Il gran finale di Olly, atteso da tre concerti sold out allo Stadio Ferraris della sua Genova il 18, il 20 e il 21 giugno. Il vincitore di Sanremo 2025 sarà anche al Rock in Roma il 30 giugno e alla Reggia di Caserta il 3 luglio.

Tra i grandi ritorni del 2026 anche quello di Tiziano Ferro, pronto a interpretare dal vivo il nuovo disco Sono un grande: il 45enne di Latina inizierà la tournée il 30 maggio a Lignano, per chiudere a Messina il 12 luglio. Nuovo tour in vista anche per Vasco Rossi. Il rocker di Zocca toccherà Rimini, Ferrara, Bari, Olbia, Ancona e infine Udine con doppio appuntamento il 28 e il 29 giugno al Bluenergy Stadium. Cresce anche l’attesa per rivedere sul palco Jovanotti con il suo Summer Party che scatterà il 7 agosto a Olbia e chiuderà il 12 settembre con un concerto-evento al Circo Massimo di Roma. Debutto a San Siro per il rapper genovese Tedua, che il 24 giugno si esibirà per la prima volta in carriera al Meazza.

L’estate 2026 vedrà sui palcoscenici d’Italia anche i Litfiba con la formazione originale per festeggiare i 40 anni del disco 17 Re, oltre a Cesare Cremonini, Max Pezzali, Irama (anche lui atteso a San Siro). Infine, spazio anche per il mega evento di Ultimo in programma il 4 luglio a Tor Vergata. Tappa unica anche per Liberato, che canterà il 5 giugno al Maradona di Napoli dove Geolier terrà invece tre live già sold out dal 26 al 28 dello stesso mese. Sarà un 2026 ricco di appuntamenti anche per Renato Zero, che aprirà il tour L’Orazero a gennaio a Roma, e per Claudio Baglioni, atteso dal suo tour d’addio prima di chiudere 60 anni di carriera.

Da Rosalia a Katy Perry e The Weeknd, le star internazionali in Italia nel 2026

Concerti in Italia, gli appuntamenti più attesi del 2026
The Weeknd live in Portogallo nel 2023 (Ansa).

Tante anche le icone internazionali in arrivo in Italia nel corso del 2026. A 13 anni dall’ultima volta, l’8 marzo saranno nel nostro Paese, all’Unipol Arena di Bologna, i Wu-Tang Clan, collettivo che ha scritto la storia del rap. Il 25, al Forum di Assago, sarà invece la volta di Rosalia: l’artista catalana si esibirà con il suo disco Lux, acclamato da pubblico e critica, in un live già sold out da tempo. L’estate si accenderà il 3 giugno con i Metallica, che porteranno al Dall’Ara di Bologna l’energia del loro M72 World Tour. Alla Visarno Arena per il Firenze Rocks di metà giugno, dal 12 al 14, Lenny Kravitz, Robbie Williams e i Cure. Con gli Iron Maiden il metal debutterà allo stadio San Siro di Milano il 17 giugno: lo stesso giorno, alla Fiera Milano Live, sarà invece il turno di Lewis Capaldi.

Grande musica internazionale anche agli I-Days: il 25 giugno ci saranno i Maroon 5 di Adam Levine, il 3 luglio i britannici Florence + the Machine e il 5 luglio i Foo Fighters di Dave Grohl. Il giorno dopo torneranno in Italia i System of a Down, mentre il 6 settembre toccherà al dj David Guetta. L’estate italiana porterà sul palco anche i Linkin Park (26 giugno a Firenze) e Katy Perry, pronta a esibirsi sul palco del Lucca Summer Festival il 19 luglio. Grande attesa, il 17 e 18 dello stesso mese, per l’arrivo nel nostro Paese di Bad Bunny: il portoricano, artista più ascoltato al mondo su Spotify, canterà per due tappe consecutive all’Ippodromo Snai La Maura. Saranno invece tre i live di fila per The Weeknd, atteso al Meazza dal 24 al 26 luglio.

Luca Stoppelli nuovo Chief Industrial Officer di Gucci

Gucci ha annunciato la nomina di Luca Stoppelli a Chief Industrial Officer, con effetto operativo dal 19 gennaio 2026: prenderà il posto di Massimo Vian. Il nuovo incarico nella maison del gruppo Kering arriva dopo una lunga esperienza nel settore automotive: Stoppelli ha infatti ricoperto ruoli di responsabilità nell’alleanza Renault-Nissan-Mitsubishi e, più recentemente, in Horse Powertrain, joint venture tra Renault e Geely volta alla produzione di gruppi propulsori, inclusi motori a combustione interna e sistemi ibridi, dove ha ricoperto a gennaio il ruolo di Chief Procurement Officer. In precedenza una lunga esperienza in Marelli e quattro anni in Fiat. Stoppelli è la quinta figura apicale del settore che entra nel gruppo Kering, portato dall’ex ceo di Renault Luca de Meo: lo avevano preceduto Gianluca De Ficchy (CFO di Gucci), Philippine de Schonen (Investor Relations di Kering), Giovanni Perosino (SVP Marketing Gucci) e Thomas Cuntz (Global Talent Development & People Engagement).

Etro, i nuovi soci confermano Cardinali nel ruolo di ceo

I nuovi soci entrati in Etro hanno deciso di confermare Fabrizio Cardinali nel ruolo di ceo. L’amministratore delegato guida la storica maison italiana dal 2021 e lo farà ancora. La nuova fase del marchio è segnata dagli ingressi di Rams Global, Swinger International e Sri Group. L Catterton ridurrà la propria quota ma resterà socio di maggioranza. In oltre il nuovo Consiglio di amministrazione ha scelto Faruk Bulbul come nuovo presidente, in rappresentanza di Rams Global. L’operazione per l’ingresso dei nuovi soci in Etro ha un valore stimato di più di 70 milioni di euro. L’obiettivo è rilanciare il Made in Italy grazie all’esperienza di Cardinali, coniugando tradizione e internazionalizzazione del brand.

Treviso, aggredito il direttore di Medianordest Luigi Bacialli

Il direttore dei telegiornali dell’editrice Medianordest, Luigi Bacialli, 71 anni, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso dopo essere stato aggredito in strada da una persona poi fuggita. L’episodio è avvenuto nel centro storico, non lontano dall’abitazione del giornalista, mentre si trovava a passeggio. Secondo quanto riferito dall’Ansa, Bacialli ha riportato ferite alla testa. Sull’identità dell’aggressore stanno indagando gli investigatori della questura.

Il sindaco di Treviso Mario Conte: «Diverbio a causa dei cani»

A fornire ulteriori elementi è stato il sindaco di Treviso, Mario Conte, intervenuto poco prima delle 13 in via Cornarotta, strada centrale della città dove si trova anche il comando dei carabinieri. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, l’autore dell’aggressione risiederebbe nella stessa via. «Esprimo la mia solidarietà al direttore Bacialli che è un amico – ha detto Conte –; da quello che ho appreso si tratterebbe di una discussione originata da un bisticcio verbale a causa del comportamento dei cani del direttore. Non conosco il presunto autore del gesto, di cui si stanno occupando le forze dell’ordine». All’origine del diverbio ci sarebbe stata una piccola macchia di urina lasciata vicino al muro esterno dell’abitazione da uno dei due cani di piccola taglia del giornalista, che nel frattempo è stato dimesso dal pronto soccorso.

Da Zaia a Stefani: «Un episodio inaccettabile»

In una nota, il presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia ha dichiarato: «Apprendo con grande preoccupazione quanto accaduto al direttore di Tg Medianordest, Luigi Bacialli, aggredito oggi da uno sconosciuto nel centro storico di Treviso. Identità, ragioni e circostanze dell’aggressione sono al momento al vaglio degli inquirenti, ma c’è un elemento che deve rimanere ben chiaro: la condanna, ferma e irremovibile, di qualsiasi forma di violenza o intimidazione». Zaia ha sottolineato che «la libertà di stampa e la sicurezza dei giornalisti sono valori fondamentali della nostra società». Sulla stessa linea anche il presidente del Veneto Alberto Stefani: «Quanto accaduto al direttore Bacialli stamattina a Treviso mi ha colpito profondamente. Si tratta di un episodio inaccettabile, da condannare senza esitazioni. Non è possibile essere aggrediti con quella violenza, in pieno centro città, per giunta per un motivo futile, e finire in ospedale». Stefani ha infine aggiunto: «Al direttore Bacialli va la mia vicinanza personale, prima ancora che istituzionale. Mi auguro che il responsabile di quanto accaduto venga individuato con celerità e punito di conseguenza».

Kanye West in Italia: quando escono i biglietti, quanto costano e dove acquistarli

Kanye West arriva in Italia. Il rapper di Atlanta, vincitore di 24 Grammy Awards su 76 nomination, si esibirà alla Rcf Arena di Campovolo, a Reggio Emilia, di fronte a più di 100 mila persone. Annunciato infatti un concerto-evento in programma il prossimo 18 luglio in occasione dell’Hellwatt Festival, un nuovo format crossover che unirà la musica con eventi immersivi ed esperienze cinematografiche. Sarà il primo live in Europa dell’artista dal 2014, se si escludono i listening party – dove tuttavia salì sul palco per cantare in playback – tra cui i due di Assago e Casalecchio di Reno. Per il momento, è anche il solo concerto dell’estate 2026 di Ye, altro nome con cui è noto l’artista.

Kanye West in Italia, i biglietti: tutto quello che bisogna sapere

Kanye West in Italia: quando escono i biglietti, quanto costano e dove acquistarli
Kanye West in concerto al Coachella 2019 (Ansa).

Sebbene manchino ancora diversi mesi al concerto, chiunque voglia assistere al ritorno dal vivo nel nostro Paese di Kanye West dovrà affrettarsi. I biglietti usciranno già lunedì 22 dicembre, alle ore 10, in esclusiva sulla piattaforma Ticketmaster: ancora ignoto il prezzo. A disposizione ci saranno tutti i 103 mila posti della Rcf Arena, che negli anni ha già ospitato grandi eventi tra cui quelli di Luciano Ligabue, Harry Styles ed AC/DC, solo per citarne alcuni. Tutti i tagliandi saranno nominativi.

In scaletta anche i brani dell’atteso Bully?

Kanye West in Italia: quando escono i biglietti, quanto costano e dove acquistarli
Il rapper Kanye West nel 2020 (Ansa).

Impossibile conoscere già da ora la scaletta del concerto di Kanye West, ma è molto probabile che la star di Atlanta interpreti i brani del nuovo album Bully, la cui uscita è ora prevista per il 30 gennaio. Inizialmente annunciato per il 15 giugno, è stato dapprima rimandato di circa un mese (25 luglio), poi a settembre, in seguito ulteriormente a novembre e poi al 12 dicembre. Fino alla data definitiva, a meno di ulteriori rinvii, per l’inizio del 2026. Il disco era già stato anticipato a inizio 2025 da un corto in bianco e nero con Saint, figlio di 10 anni che Ye ha avuto dalla sua relazione, ormai finita, con l’influencer Kim Kardashian, che prende a martellate di gommapiuma alcuni minacciosi uomini mascherati su un ring.

Il live saltato nel 2023 per richieste inesaudibili del rapper

La notizia del concerto arriva a due anni dall’interminabile tira e molla tra Kanye West e Campovolo in occasione della presentazione di Vultures nel 2023. Ye, come l’artista ha deciso di farsi chiamare dal 2021, si sarebbe dovuto esibire anche in quel caso alla Rcf Arena di Reggio Emilia, prima che il live venisse annullato improvvisamente per via di richieste irrealizzabili in pochi giorni avanzate dallo stesso rapper di Atlanta. Come ha rivelato successivamente Clemente Zard, direttore di Vivo Concerti che avrebbe dovuto seguire la produzione dell’evento, Kanye West avrebbe voluto far costruire un duomo enorme in appena 30 giorni, «una struttura che celebrasse le sue canzoni e la sua figura, compresa un’area per il merchandising», e avanzò persino la richiesta della cittadinanza italiana con la moglie Bianca Censori.

Maria Franca Ferrero presidente onorario di Ferrero International

Ferrero International S.A., la holding del Gruppo Ferrero, ha nominato Maria Franca Ferrero presidente onorario a vita. L’Assemblea straordinaria degli azionisti lo ha deciso all’unanimità. Si tratta di un riconoscimento del lavoro fatto dalla donna e del contributo dato all’azienda. Ma non sarà soltanto un incarico simbolico. Attraverso la Fondazione Piera, Pietro & Giovanni Ferrero, infatti, continuerà a dare vita ad attività culturali e sociali per conto del Gruppo. Il cda di Ferrero International S.A. è presieduto da Giovanni Ferrero. Il suo vice è Lapo Civiletti, che è anche Ceo. A completare il Consiglio d’amministratore sono Daniel Martinez Carretero, Fabrizio Minneci, Filomena Vozzola e Guido Giannotta.

Forza Italia a un bivio: o si cambia davvero o via il simbolo

Mal gliene incolse. Dopo che Antonio Tajani ha annunciato di volersi ricandidare alla guida di Forza Italia, i Berlusconi (nel senso di Marina e Pier Silvio) già provati dalla vicenda Signorini-Corona, non l’hanno presa bene. Il vicepremier nonché titolare della Farnesina si è candidato alla riconferma come se quello azzurro fosse un partito normale. Invece è una proprietà della famiglia di Arcore da rimettere in ordine. E il tempo della gestione notarile è finito.

Forza Italia a un bivio: o si cambia davvero o via il simbolo
Paolo Barelli e Antonio Tajani (Imagoeconomica).

Nei conciliaboli si fa strada il nome di Deborah Bergamini

L’irritazione è netta: il cambio lo vogliono non per sfizio, ma per necessità. E non passa dall’usato sicuro. Nei conciliaboli interni, mentre tutti puntano gli occhi su Roberto Occhiuto e il suo movimentismo, dietro le quinte si fa strada il nome di Deborah Bergamini, decana del partito. Una dirigente che conosce il berlusconismo come pochi, visto che fu proprio il Cavaliere, nell’ormai lontano 1999, a sceglierla come consulente alla comunicazione prima di dirottarla alla Rai in posizioni di vertice.

Forza Italia a un bivio: o si cambia davvero o via il simbolo
Deborah Bergamini (Imagoeconomica).

L’aut aut degli eredi del Cav

Ma sul toto nomi per il dopo Tajani il rumore di fondo del caso Corona sta pesando. La real casa del Biscione sospetta che dietro gli attacchi e il loro perfetto tempismo ci sia la manina di qualcuno che teme la discesa in campo della famiglia o, peggio, un vero rinnovamento di Forza Italia. Quindi bisogna fare presto a giubilare Tajani per poi voltare pagina. Il dopo, per i Berlusconi, è già delineato. Non solo nei nuovi dirigenti, ma forse anche nuovi simboli, visto che sono pronti a togliere nome e marchio dal logo che porta ancora la dicitura “Berlusconi presidente”, e con esso liberarsi dei 90 milioni di fideiussioni. Il messaggio degli eredi di Silvio è perentorio: o il partito cambia davvero, o smette di chiamarsi Forza Italia.

Famiglia nel bosco, la Corte d’Appello rigetta il ricorso

La Corte d’Appello dell’Aquila ha rigettato il ricorso dei legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham contro l’ordinanza del Tribunale per i Minorenni del capoluogo abruzzese, che aveva sospeso la responsabilità genitoriale alla coppia anglo-australiana, disponendo il trasferimento dei tre figli dalla casa nel bosco di Palmoli (Chieti) in una struttura protestta di Vasto. Nella casa famiglia si trova anche la madre, che può stare con i figli in alcuni momenti della giornata. Il padre, invece, si è trasferito momentaneamente in un casolare messo gratuitamente a disposizione da un ristoratore a pochi chilometri da Palmoli, in attesa dei lavori di ristrutturazione della casa nel bosco.

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Salvini: «I giudici si vergognino»

Immediato è arrivato il commento via social di Matteo Salvini, che nelle scorse settimane si è espresso a più riprese a favore di Nathan e Catherine: «Per questi giudici una sola parola: VERGOGNA. I bambini non sono proprietà dello Stato, i bambini devono poter vivere e crescere con l’amore di mamma e papà!».

Terna, entro il 2025 operative nuove infrastrutture per 800 milioni di euro

Entro il 2025 Terna prevede di avviare in esercizio infrastrutture di sviluppo per circa 800 milioni di euro, confermando l’impegno nel rafforzare sicurezza e resilienza della rete di trasmissione nazionale a sostegno del percorso di transizione energetica del Paese. Dal 2023 il valore degli interventi consegnati alla piena operatività è di oltre 2 miliardi di euro. Nell’anno sono stati realizzati oltre 300 km di collegamenti elettrici, progettati assicurando la massima attenzione verso soluzioni a ridotto impatto ambientale. Tra le opere principali quelle per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, con oltre 130 km di elettrodotti interrati per garantire una magliatura più robusta e affidabile della rete. In Sicilia, inoltre, è stata completata la direttrice a 380 kV Paternò–Pantano–Priolo, opera chiave per il sistema elettrico regionale, che contribuisce a migliorare la continuità del servizio e a supportare l’integrazione delle fonti rinnovabili. Questi interventi si aggiungono ad altre importanti infrastrutture operative dal 2023 come l’interconnessione in cavo interrato tra Italia e Francia e quella tra Italia e Austria, che incrementano la capacità di scambio e rafforzano la stabilità del sistema energetico nelle regioni alpine, e il collegamento Elba–Continente, l’elettrodotto sottomarino che raddoppia le linee di connessione tra la rete dell’Isola e Piombino (Livorno).

I principali progetti autorizzati nel 2025

Sul fronte autorizzativo, a oggi il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e gli assessorati regionali competenti hanno dato il via libera a 36 nuovi interventi di Terna distribuiti su tutto il territorio nazionale, per un investimento complessivo di 1 miliardo di euro. Tra i principali progetti autorizzati nel 2025, la razionalizzazione della rete nella Brianza Ovest, la nuova stazione elettrica a Volpago (Treviso) e l’elettrificazione delle banchine del porto di La Spezia, prima a livello nazionale in questo ambito. Si aggiungono, inoltre, il riassetto del Quadrante Sud-Ovest di Roma, per incrementare l’efficienza della rete della Capitale, e la realizzazione della nuova stazione elettrica di Perdasdefogu (Nuoro) per garantire maggiore resilienza in un territorio soggetto a frequenti fenomeni nevosi.

2,3 miliardi per sicurezza e stabilità del sistema elettrico

Insieme allo sviluppo delle nuove opere, anche nel 2025 il Gruppo ha predisposto il Piano di sicurezza, che definisce interventi dedicati alla prevenzione e mitigazione dei disservizi, attraverso l’introduzione di tecnologie avanzate di monitoraggio e controllo, la digitalizzazione delle infrastrutture e misure per accrescere la resilienza della rete agli effetti dei cambiamenti climatici. Nel Piano industriale il Gruppo ha destinato 2,3 miliardi di euro al potenziamento della sicurezza e della stabilità del sistema elettrico nazionale, prevedendo l’installazione di nuove apparecchiature di regolazione – tra cui compensatori sincroni, reattori, statcom e resistori stabilizzanti – essenziali per garantire continuità del servizio e preparare la rete alle sfide della transizione energetica e della crescente digitalizzazione.

L’ad Di Foggia: «Nuove opere rendono la trasmissione dell’energia più sicura»

«Le opere di Terna entrate in esercizio dal 2023 ad oggi, per oltre 2 miliardi di euro di investimenti, rendono la trasmissione dell’energia più sicura e la rete più flessibile», ha dichiarato Giuseppina Di Foggia, amministratore delegato e direttore generale di Terna. «Il collegamento sottomarino con l’Isola d’Elba, il potenziamento della rete elettrica siciliana, le nuove interconnessioni con l’Austria e la Francia sono tutte infrastrutture sostenibili che rafforzano la rete e permettono di integrare nuova energia rinnovabile. Nello stesso periodo sono stati autorizzati oltre 80 progetti, per un valore record superiore a 6 miliardi di euro. Le principali opere sono già in fase di realizzazione, grandi infrastrutture che uniscono il Paese ed incrementano l’efficienza della rete, rendendola in grado di gestire meglio i picchi di domanda e di trasportare energia dai punti di generazione alle aree con maggiore consumo. È la conferma della nostra capacità di esecuzione. E continueremo così, per garantire all’Italia un sistema elettrico più affidabile e pronto per le sfide del futuro».

Manovra, scontro sulle pensioni: la chiamata tra Romeo e Giorgetti

Salta il pacchetto previdenziale inserito dal governo nell’emendamento alla legge di bilancio ed è scontro all’interno della maggioranza. A determinare lo strappo la posizione della Lega, che ha respinto l’impianto messo a punto dal ministero dell’Economia. A raccontare la notte agitata è Repubblica, con Massimiliano Romeo, capogruppo del Carroccio al Senato, che chiama il titolare del Tesoro, ponendo un ultimatum: «O togli le norme sulle pensioni dall’emendamento o noi ce andiamo a casa». Un aut-aut che, sempre secondo Repubblica, riflette la linea dettata da Matteo Salvini, regista dell’offensiva contro le misure previdenziali contenute nel maxi-emendamento.

Romeo: «Giorgetti d’accordo sull’utilizzo di fondi alternativi»

Fonti leghiste, citate dallo stesso quotidiano, raccontano di una chiamata tesa, durante la quale Giorgetti avrebbe provato a spiegare la logica degli interventi, sostenendo che l’allungamento delle finestre potesse essere corretto prima dell’entrata in vigore. Una linea che non convince l’ala dura del partito. Romeo insiste e, come confermerà il mattino seguente: «Ho chiamato Giorgetti, anche lui sosteneva la tesi che fosse possibile utilizzare fondi alternativi, erano i tecnici del Mef che insistevano sulle pensioni. Allora abbiamo deciso di cancellare quelle misure, facendo un emendamento più light». Poi il tentativo di distensione: «Nessuno scontro interno alla Lega».

Renzi: «Giorgetti ha perso la faccia»

Intanto in aula al Senato, il capogruppo dem Francesco Boccia affonda il colpo: «Il ministro dell’Economia è stato completamente smentito dal suo stesso partito. Chiediamo che il ministro dell’Economia venga immediatamente in Parlamento: se non è più in grado di svolgere il suo ruolo rassegni le dimissioni, se è ancora in grado venga in commissione e ci dica come si va avanti, perché la commissione è in gravissimo ritardo e in queste condizioni sarà difficilissimo essere in Aula lunedì mattina». Sul caso è intervenuto anche Matteo Renzi: «Penso davvero che Meloni e Salvini dovrebbero essere “spernacchiati” a vita (ho messo questa parola tra virgolette perché è una parola usata da Salvini). Nel frattempo, comunque finisca la telenovela emendamento, Giorgetti ha perso la faccia», ha scritto l’ex premier.

Iren Mercato, Paolo Robutti nuovo amministratore delegato

Il cda di Iren ha designato Paolo Robutti come amministratore delegato di Iren Mercato: il manager, dal 2021 vice ceo e direttore commerciale Retail, subentrerà a Gianluca Bufo. Il board di Iren Mercato dal primo gennaio sarà pertanto formato da Luigino Montarsolo (presidente), Paolo Robutti (amministratore delegato) e Giulio Prando (consigliere). Dal 2007 al 2011 è stato amministratore delegato di Amat Energia e dal 2004 al 2016 consigliere di amministrazione di Gea Commerciale con delega alle strategie e politiche commerciali. All’inizio degli Anni Duemila ha avuto anche una breve esperienza in Piaggio Aero Industries come addetto alla logistica.

Federica Pellegrini è incinta: l’annuncio a sorpresa sui social

Annuncio a sorpresa per Federica Pellegrini. L’ex nuotatrice e il marito Matteo Giunta aspettano una seconda figlia. A rivelarlo è stata la stessa Divina con una foto in bianco e nero sui social in cui ha mostrato il pancione, circondato dalle sue mani assieme a quelle del partner e della primogenita Matilde. «Piovono polpette», ha scritto la campionessa olimpica citando il celebre film di animazione del 2009. «Inaspettata, come le sorprese più belle». Il resto del messaggio svela che sarà ancora una volta fiocco rosa: «Ti aspettiamo piccolina». Pellegrini è diventata mamma il 3 gennaio 2024 dopo un parto complicato, che la stessa ex stella del nuoto ha raccontato in un’intervista al Corriere.

Federica Pellegrini, allarme rientrato per la figlia Matilde

La notizia della gravidanza è arrivata a pochi giorni di distanza dalla grande paura per la primogenita Matilde, ricoverata in ospedale per convulsioni febbrili. «Siamo tornate a casa, sta molto meglio», ha scritto in una story che ha immortalato l’albero di Natale addobbato. «Grazie a tutti per i messaggi di affetto». In precedenza, Pellegrini aveva raccontato in un post la corsa all’Ospedale del Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, a pochi chilometri da Verona.

Peter Beets nuovo presidente e ceo di Procter & Gamble Italia

La multinazionale statunitense Procter & Gamble ha annunciato la nomina del belga Peter Beets come nuovo presidente e amministratore delegato per l’Italia. Beets subentra a Paolo Grue, che assumerà il ruolo di Senior Vice President della business unit Igiene Orale.

Chi è Peter Beets

Beets ha iniziato la sua carriera in P&G nel 1998 come analista finanziario nello stabilimento di Mechelen. Nel 2014 è stato nominato vicepresidente della divisione Financial Planning & Analysis per l’Europa. Nel 2015 ha guidato l’operazione di dismissione del business Specialty Beauty in Europa, Medio Oriente e Africa, gestendone la transizione verso Coty. Successivamente, per quattro anni è stato Vicepresidente Audit e Consulting Global. Dal 2021 ha ricoperto il ruolo di Chief Financial Officer per i mercati dell’Europa Orientale. Poi nel 2024 ha assunto il ruolo di vicepresidente di Procter & Gamble Europa Orientale.

Sony acquisisce la maggioranza di Snoopy e Peanuts

Snoopy e Charlie Brown diventano giapponesi. Sony ha infatti raggiunto un accordo con il gruppo canadese WildBrain per acquistare il 41 per cento di Peanuts Holding, creatore dell’universo del cane a fumetti e del suo fidato amico, per 630 milioni di dollari canadesi, pari a circa 457 milioni di dollari americani. Il gigante giapponese dell’intrattenimento ha rafforzato la sua posizione nell’azionariato, in cui era già presente dal 2018 con il 39 per cento, salendo così all’80 per cento. L’acquisizione è avvenuta tramite due controllate, Sony Music Entertainment Japan e Sony Pictures Entertainment. La famiglia del creatore Charles M. Schultz manterrà il restante 20 per cento della proprietà, garantendo così continuità con l’eredità dell’artista originale.

Il Ceo di Sony: «Entusiasti di arricchire il valore dei Peanuts»

«Con questa ulteriore quota di partecipazione siamo entusiasti di poter accrescere ulteriormente il valore del marchio Peanuts attingendo all’ampia rete globale e all’esperienza collettiva del Gruppo», ha spiegato il presidente e Ceo di Sony Music Entertainment Japan, Shunsuke Muramatsu. «Siamo profondamente impegnati a portare avanti l’eredità di Charles M. Schultz e della sua famiglia. Con Sony Pictures Entertainment e il supporto della continua partnership con WildBrain continueremo a cogliere nuove opportunità per garantire che i Peanuts rimangano una presenza rilevante e amata attraverso più generazioni». Josh Scherba, presidente di WildBrain, ha confermato che Sony è stato «un partner eccellente sul brand Peanuts per molti anni» e che Charlie Brown, Snoopy e compagni «sono in buone mani».

Sony acquisisce la maggioranza di Snoopy e Peanuts
Charlie Brown nei fumetti Peanuts (Ansa).

L’annuncio arriva mentre Sony sta spostando sempre più la propria strategia verso l’animazione, con particolare attenzione agli anime e i live action: lo testimoniano i blockbuster Demon Slayer: Kimetsu no Yaiba e Kokuho, inserito nella shortlist per gli Oscar fra i migliori film internazionali. Nati negli Anni 50, Charlie Brown, Snoopy e il resto dei Peanuts sono diventati rapidamente un vero successo internazionale che, oltre alla serie a fumetti e agli speciali su Apple Tv, hanno visto la diffusione di prodotti di consumo, parchi a tema, eventi culturali e social media. Nel 2015 è sbarcato al cinema il lungometraggio Snoopy & Friends – Il film dei Peanuts.

Cosa ha detto Putin nella conferenza stampa di fine anno

Durante la tradizionale lunga conferenza stampa di fine anno trasmessa in tivù, in cui risponde anche alle domande dei cittadini, Vladimir Putin ha affermato che la Russia «è disponibile a negoziare sull’Ucraina basandosi sulle proposte del 2024». Lo zar ha anche ribadito che Kyiv «non ha mostrato alcuna volontà di fare concessioni territoriali». Parlando del Donbass, il presidente russo ha detto che le autorità ucraine «si sono rifiutate di ritirare le loro truppe, hanno successivamente rifiutato di attuare gli Accordi di Istanbul e ora si rifiutano di risolvere pacificamente questo conflitto», bollando poi ironicamente Volodymyr Zelensky come un «attore di talento», visto il suo passato nella recitazione. Non poteva inoltre mancare un commento alla decisione dell’Unione europea di non usare gli asset russi congelati per aiutare l’Ucraina: «Il furto è l’appropriazione segreta di beni altrui, ma questa sarebbe stata una rapina, che è fallita».

Cosa ha detto Putin nella conferenza stampa di fine anno
Un momento della conferenza stampa di fine anno di Vladimir Putin (Ansa).

Francia, salta l’accordo sulla finanziaria

Nuovi guai per il governo francese. Il tentativo di mediazione tra Assemblea Nazionale e Senato sul progetto di manovra finanziaria per il 2026 si è concluso senza esito. La commissione, riunita in mattinata con deputati e senatori, ha preso atto dell’impossibilità di raggiungere un compromesso, secondo quanto riferito da fonti parlamentari. Come segnala l’agenzia France presse, il fallimento del confronto impedisce l’approvazione del bilancio dello Stato entro il 31 dicembre. Di conseguenza, il governo guidato dal primo ministro Sébastien Lecornu si prepara a ricorrere a una legge speciale per assicurare il funzionamento delle istituzioni, mentre il bilancio della Previdenza sociale per il 2026, già approvato definitivamente nei giorni scorsi, resta escluso da questo stallo.

Al Consiglio di Stato il compito di progettare una legge speciale

Il ricorso alla legge speciale consentirà di evitare un vuoto operativo, prorogando in via tecnica i crediti del 2025 e garantendo in particolare la continuità del prelievo fiscale. Una volta attivato questo meccanismo, il confronto sulla finanziaria 2026 dovrebbe riprendere a gennaio. In questa prospettiva, il capo del governo affiderà al Consiglio di Stato la redazione del testo necessario: «Il consiglio di Stato verrà incaricato di un progetto di legge speciale», fanno sapere i servizi del primo ministro da Matignon, chiarendo che si tratta di uno strumento provvisorio previsto dall’ordinamento per fronteggiare l’assenza di un bilancio approvato.

Lecornu: «Deluso dalla mancanza di alcuni di giungere a un accordo»

Dopo l’esito negativo della commissione, Lecornu ha commentato la situazione, scrivendo che «il governo prende atto del fallimento in commissione mista paritaria» sul progetto di bilancio per il 2026. In un messaggio diffuso su X, il premier ha ringraziato i parlamentari che «hanno lavorato e ricercato, in buona fede, un compromesso ragionevole», ma ha anche deplorato «la mancanza di volontà di alcuni parlamentari di giungere a un accordo, come c’era da temere, purtroppo, da qualche giorno». Lecornu ha quindi ricordato che «conformemente ai termini previsti dalla costituzione e dalle leggi organiche il Parlamento non potrà dunque approvare un budget per la Francia prima di fine anno», aggiungendo: «Mi rammarico di questo e i nostri connazionali non meritano di subirne le conseguenze». Infine ha annunciato che «riunirò, a partire da lunedì, i principali responsabili politici per consultarli sul cammino da seguire per proteggere i francesi e trovare le condizioni di una soluzione».