Usa, Pam Bondi: «Sventata serie di attacchi terroristici in California»

Il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha reso noto l’arresto di quattro persone sospettate di far parte di un gruppo estremista e accusate di stare organizzando una serie di attacchi coordinati nel sud della California durante la notte di Capodanno. In base all’incriminazione depositata, i fermati erano stati arrestati nei giorni scorsi a Lucerne Valley, un’area desertica a est di Los Angeles, dove sarebbero stati impegnati nella preparazione di ordigni rudimentali destinati agli attentati pianificati.

Kash Patel: «Gruppo di sinistra, pro Pal e anti governativo»

Secondo quanto scritto dal direttore dell’Fbi, Kash Patel, in un messaggio pubblicato su X, gli indagati «si autodefiniscono membri del Turtle Island Liberation Front, gruppo estremista di sinistra motivato da un’ideologia pro Palestina, anti-forze dell’ordine e anti-governativa», e avrebbero «pianificato attacchi nella notte di Capodanno, prendendo di mira cinque diverse località a Los Angeles». La procuratrice generale Pam Bondi, ha dichiarato che l’Fbi e il dipartimento hanno «sventato quello che sarebbe stato un massiccio e orribile complotto terroristico in California».

Gruppo Caltagirone, voto su Mps e Generali passa dal Comitato indipendenti

Francesco Gaetano Caltagirone rinuncia in qualità di presidente a esercitare «i poteri delegati per l’esecuzione del voto nelle assemblee di Banca Mps e Assicurazioni Generali». La scelta, precisa la nota, è stata adottata «allo scopo di evitare ogni possibile strumentalizzazione dannosa per la Società rispetto alla gestione delle partecipazioni direttamente e indirettamente detenute in Mps e Assicurazioni Generali».

Caltagirone: «Con Delfin acquisti differenziati e non coordinati nel tempo»

Nel corso della riunione, il presidente Francesco Gaetano Caltagirone ha inoltre illustrato un’analisi sui rapporti con Delfin, chiarendo che gli acquisti di azioni Mediobanca da parte delle due realtà «non sono stati coordinati differenziandosi invece negli anni per entità e tempistiche» e che, nella maggior parte delle occasioni, «hanno espresso, nella gran parte dei casi, voto divergente». È stato anche ricordato che, durante il consiglio di amministrazione di Mps che ha deliberato sull’Ops su Mediobanca, i due consiglieri indicati dal gruppo Caltagirone «hanno volontariamente abbandonato l’adunanza che ha deliberato l’Offerta senza dunque prendere parte alla votazione». Sempre al termine del Cda, Generali Spa ha diffuso una nota nella quale, «ribadendo la piena fiducia nella magistratura procedente», ha confermato «la piena convinzione nella correttezza dei comportamenti del Presidente della Società auspicando che, in tempi celeri, la stessa possa essere riconosciuta anche a tutela di una buona gestione del gruppo».

Colloqui di Berlino, Usa: «Kyiv e Mosca d’accordo al 90 per cento»

I colloqui di Berlino sull’Ucraina hanno registrato progressi rilevanti, con gli Usa che hanno affermato come «circa il 90 per cento delle questioni tra Kyiv e Mosca che risulterebbero già definite». È quanto riferito da alti dirigenti statunitensi durante una call alla quale ha partecipato anche l’Ansa, descrivendo l’incontro come «un incontro molto positivo su molte questioni». I funzionari Usa hanno inoltre sottolineato che «Trump è soddisfatto di dove siamo arrivati» e che il presidente americano «è concentrato sul fermare l’avanzata dei russi verso l’ovest».

Usa: «Mosca pronta ad accettare garanzie di sicurezza per Kyiv»

Secondo quanto emerso dalla call con i dirigenti Usa, Mosca «potrebbe accettare garanzie di sicurezza per Kiev nell’intesa finale». Le stesse fonti hanno riferito che la Russia sarebbe aperta all’adesione dell’Ucraina all’Unione europea e che la bozza di accordo prevede «garanzie di sicurezza molto forti» in ambito Nato, con documenti che hanno compiuto «molti progressi», evocando meccanismi simili all’articolo 5 dell’Alleanza. È stato inoltre annunciato che «la cena con Zelensky includerà discussioni sui prossimi passi. Chiamerà anche Trump».

Trump: «Più vicini che mai alla fine del conflitto»

Donald Trump ha parlato di passi in avanti nei negoziati sull’Ucraina al termine dell’ultimo ciclo di contatti, affermando che «siamo più vicini ora» a un’intesa e che «siamo più vicini che mai» alla conclusione del conflitto. Il presidente degli Stati Uniti ha inoltre riferito di aver avuto un confronto recente con diversi interlocutori internazionali, spiegando: «Abbiamo avuto una buona conversazione un’ora fa con i leader europei. Le cose stanno apparentemente andando bene. Ho parlato con Zelensky e i leader di Germania, Italia, Nato, Finlandia, Francia, Regno Unito, Polonia, Norvegia, Danimarca e Olanda».

Zelensky: «Concessioni territoriali richiesta di Mosca, non degli Usa»

Dal palco del forum economico sull’Ucraina in corso nella capitale tedesca, il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato: «Abbiamo avuto le nostre consultazioni con il governo americano. I colloqui sono stati importanti. Berlino ha avuto un ruolo molto importante, è al centro. I colloqui non sono stati facili, ma molto produttivi. È stato importante che abbiamo avuto molto tempo». Zelensky ha ribadito che «la pace deve essere giusta. La dignità della Ucraina è importante» e ha respinto l’ipotesi di pressioni statunitensi su concessioni territoriali, chiarendo: «Non sono dell’idea che siano loro a pretendere questo da noi». E ha aggiunto: «Sono le richieste dei russi non degli americani, e sono state trasmesse dagli americani».

Colloqui di Berlino, Usa: «Kyiv e Mosca d’accordo al 90 per cento»
Volodymyr Zelensky (Imagoeconomica).

Restano tuttavia nodi complessi, come ha ammesso lo stesso Zelensky incontrando in cancelleria a Berlino Friedrich Merz: «È chiaro che non tutte le questioni sono facili. Alcune sono molto difficili, come quella territoriale. È importante che tutti lavoriamo per affrontarle in modo leale. Ci sono posizioni ancora diverse, lo dico in modo franco, ma tutti sono disposti a lavorare in modo costruttivo per trovare soluzioni». Il presidente ha assicurato che l’Ucraina «è pronta lavorare in modo costruttivo per arrivare a un risultato finale». Intanto, secondo quanto riferito da funzionari americani, i negoziatori Usa si riuniranno nel fine settimana, «probabilmente a Miami», in gruppi di lavoro dedicati alle questioni militari e territoriali, ribadendo che, pur con il 90 per cento dei temi risolti, restano «altre cose da risolvere» e che Washington è pronta a spostarsi «in Russia o Ucraina se necessario».

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti

L’Italia ha bisogno di un ricambio generazionale che porti i 30-40enni al potere? In tanti hanno accolto con favore le parole di Pier Silvio Berlusconi sulla classe dirigente di Forza Italia, il partito fondato nel 1994 da suo papà Silvio: «Apprezzo il lavoro fatto da Antonio Tajani, che ha tenuto insieme il partito dopo la scomparsa di mio papà. Ritengo che in Forza Italia siano necessarie facce nuove, idee nuove, un programma rinnovato». Il ragionamento di Pier Silvio, vicepresidente e amministratore delegato di MfeMediaset, non si ferma alla politica, perché «il discorso sulle facce nuove vale per tutti i partiti, e per il mondo dell’economia in generale». E allora andiamo un po’ a vedere con quali criteri è organizzata Mfe-Mediaset, la nuova multinazionale italiana attiva nei media alla conquista dell’Europa. A sentire le formule somministrate da “Dudi“, darà sicuramente spazio ai giovani, all’aria fresca e al rinnovamento. E invece…

Il più anziano è l’88enne Confalonieri, in azienda da 50 anni

Il presidente di Mfe-Mediaset è Fedele Confalonieri, 88 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1975. Esattamente 50 anni. Il numero uno operativo, Pier Silvio Berlusconi, ha 56 anni, è in Fininvest-Mediaset dal 1992, ed è vicepresidente di Mfe-Mediaset dal 2000: un quarto di secolo.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica).

Proviamo a scendere nell’organigramma per cercare una ventata di novità. Ma invece… Ecco Marco Giordani, 64 anni, direttore finanziario di Mediaset dal 2000 al 2025, e appena nominato amministratore delegato di ProSieben, la tivù tedesca (con canali anche in Austria e Svizzera) di cui Mfe-Mediaset è da poco diventata azionista di controllo. Quindi si è liberata la poltrona di direttore finanziario: a chi è andata? A Simone Sole, 57 anni, in Mediaset dal 2001.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti

L’unica donna: Gina Nieri, direttrice affari istituzionali e legali

L’uomo che porta a casa i soldi veri nelle casse di Mediaset, quelli della raccolta pubblicitaria, è Stefano Sala, 63 anni, amministratore delegato della concessionaria Publitalia dal 2013. È il manager di vertice con l’anzianità di servizio più breve al Biscione. Nelle stanze che contano a Cologno Monzese ecco che finalmente ci si imbatte in una donna: Gina Nieri, 72 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1990 (35 anni), attualmente direttrice affari istituzionali e legali.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti

E che dire di Niccolò Querci, 64 anni, uno dei consiglieri più ascoltati da Pier Silvio. Un manager che dal 1992 (33 anni) lavora in Fininvest-Mediaset, e che da molte stagioni ricopre l’incarico di direttore centrale risorse umane, operazioni, tecnologie del gruppo.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Niccolò Querci.

Giorgio Restelli, 67 anni, ci aveva anche provato ad andare in pensione nel 2022. Ma è stato richiamato in servizio dopo pochi mesi. È in Fininvest-Mediaset dal 1982 (43 anni), e dal 2000 ha ricoperto l’incarico di direttore delle risorse artistiche.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Giorgio Restelli con Pier Silvio Berlusconi (foto Imagoeconomica).

Il re dell’informazione in Mediaset è invece Mauro Crippa, 66 anni, dal 1994 in Fininvest-Mediaset, direttore centrale, appunto, dell’informazione.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Mauro Crippa (foto Imagoeconomica).

Infine, per chiudere il cerchio sul management più rilevante per le sorti del Biscione, ecco Alessandro Salem, 63 anni, in Fininvest-Mediaset dal 1988 (37 anni), e adesso ceo di Mediaset España.

Facce nuove in politica, ma non a Mediaset: i dirigenti di Pier Silvio sono vetusti
Alessandro Salem (foto Imagoeconomica).

La teoria del rinnovamento quindi non vale per Cologno Monzese

Insomma, l’età media dei 10 manager più importanti di Mfe-Mediaset è di 66 anni; e ciascuno di loro, mediamente, lavora in Fininvest-Mediaset da oltre 32 anni. C’è una sola donna in mezzo a nove uomini. Allora, in conclusione, la teoria del rinnovamento e delle facce nuove, come dire, vale per Forza Italia ma non trova molto spazio dalle parti di corso Europa, a Cologno Monzese. E di freschi dirigenti in ascesa non se ne vedono all’orizzonte.

Morte Rob Reiner e Michele Singer, arrestato il figlio Nick

Nick Reiner, figlio di Michele Singer e del regista Rob Reiner, è stato rinchiuso nel carcere della contea di Los Angeles con l’accusa di aver ucciso entrambi i genitori. A riportarlo è il Los Angeles Times, che cita i registri penitenziari: poche le informazioni disponibili, ma viene indicata una cauzione fissata a 4 milioni di dollari. A quanto emerso, il secondogenito del regista sarebbe stato fermato intorno alle 21.15 (ora locale), mentre l’arresto è stato formalizzato alle 5.04 della mattina.

I problemi di dipendenza di Nick Reiner

Nel corso degli anni Nick Reiner ha attraversato lunghi periodi segnati dalla dipendenza, alternando permanenze in centri di riabilitazione a momenti vissuti in strada. Nel 2015 aveva completato un percorso di disintossicazione e aveva collaborato con il padre al film La rivoluzione di Charlie, un’opera a carattere semi-autobiografico incentrata proprio sui temi della dipendenza e del recupero. I corpi del celebre regista e della moglie sarebbero stati scoperti da una delle figlie all’interno della loro abitazione di Los Angeles, con la gola tagliata. Restano al momento poco chiari i motivi che avrebbero portato alla violenza, ipotizzata dopo una lite in ambito familiare.

Trump: «Rob Reiner ossessionato da me»

Sulla vicenda è intervenuto anche Donald Trump con un messaggio pubblicato su Truth, nel quale ha commentato la morte di Rob Reiner e della moglie Michele attaccando il regista per il suo impegno politico a favore dei Democratici. «Ieri sera è accaduto un fatto molto triste a Hollywood. Rob Reiner, un regista e attore comico un tempo di grande talento, ma tormentato e in preda a gravi difficoltà, è deceduto insieme alla moglie, Michele, a quanto pare a causa della rabbia che aveva suscitato negli altri a causa della sua grave, irremovibile e incurabile afflizione, nota come Sindrome da Delirio di Trump», ha scritto il presidente degli Stati Uniti. Trump ha poi aggiunto che Reiner «era noto per aver fatto impazzire le persone con la sua ossessione sfrenata per il Presidente Donald J. Trump, e la sua evidente paranoia aveva raggiunto livelli inauditi mentre l’amministrazione Trump superava ogni obiettivo e aspettativa di grandezza, inaugurando un’Età dell’Oro per l’America, forse senza precedenti. Che Rob e Michele riposino in pace!», conclude il post.

Apple, le 10 app più scaricate su iPhone e iPad nel 2025

Il 2025 volge al termine ed è tempo di bilanci. Come da tradizione, Apple ha rilasciato la classifica delle applicazioni più scaricate in Italia dagli utenti su App Store, certificando un ulteriore successo dell’intelligenza artificiale. Chatbot e software IA la fanno ancora da padroni, anche se non mancano i software per i pagamenti, le piattaforme bancarie oppure quelle legate alla sicurezza. Ecco tutte le classifiche sia per le applicazioni gratuite sia per quanto riguarda quelle a pagamento.

Apple, le 10 app gratuite più scaricate su iPhone nel 2025

Apple, le 10 app più scaricate su iPhone e iPad nel 2025
Il logo di OpenAI (Ansa).

L’app più scaricata dagli utenti iPhone è ChatGPT, sistema di intelligenza artificiale più diffuso in Italia e realizzato da OpenAI. L’ennesima conferma di come l’IA stia conquistando sempre più un posto centrale nella nostra quotidianità. Al secondo posto c’è invece Poste Italiane, che ha da poco preso il posto di BancoPoste e PostePay in un’unica app. Medaglia di bronzo invece per Klarna, dedicata ai servizi per pagamenti a rate. Nella Top 5 delle app gratuite con più download su iPhone ci sono anche Google Chrome, motore di ricerca di Mountain View, e Temu, il portare economico di e-commerce. Seguono in classifica Threads di Meta, Google e il relativo sistema di intelligenza artificiale Gemini. Nono posto per Remini, app per migliorare le foto sempre tramite IA, mentre in decima posizione si è piazzata TikTok.

Le 10 app a pagamento più scaricate su iPhone nel 2025

Apple, le 10 app più scaricate su iPhone e iPad nel 2025
Un modello di iPhone 17 (Ansa).

Apple ha pubblicato anche la classifica delle 10 app a pagamento con più download in Italia durante il 2025. In vetta e-Connect, servizio per la gestione centralizzata e remota dei sistemi di sicurezza e di automazione domestica. Segue subito dopo Blitzer.de PRO dedicata alla sicurezza stradale e che fornisce informazioni live per quanto riguarda la posizione di autovelox, incidenti e ingorghi. In terza posizione Threema, servizio di messaggistica made in Svizzera e focalizzato sulla privacy. PeakFinder per le informazioni sulle montagne è in quarta posizione: quinta Metronet, utile per la gestione e la supervisione di sistemi di sicurezza IESS. Seguono Shadowrocket per reindirizzare il traffico sul web tramite server proxy e NightCap Camera per scattare fotografie anche in condizioni di scarsa illuminazione. Chiudono la Top 10 Veicolo+ per avere informazioni sulle vetture tramite la targa, Procreate Pocket per la pittura e il portafoglio per digitalizzare tessere fisiche 1Wallet.

Gaming: i videogiochi più cercati dagli italiani

Capitolo gaming. Apple ha pubblicato anche la classifica delle app di gioco con più download nel 2025 in Italia. In prima posizione, per quanto riguarda quelle free, c’è Block Blast, erede del puzzle game Tetris, seguita da GCC Pokémon Pocket e – soltanto al terzo posto – dalla celebre Clash Royale. Vi sono poi Roblox, Township, Subway Surfers e Brawl Stars. In Top 10 anche Vita Mahjong dedicato al famoso gioco cinese con le tessere, Giochi offline senza Internet per potersi divertire anche quando non si è connessi e Last War: Survival. Passando alle app gaming a pagamento, in prima posizione c’è Minecraft. Segue in seconda posizione Plague Inc., in cui evitare che un virus mortale si propaghi in tutto il mondo. In classifica vi sono poi Pou, Balatro, Geometry Dash, Monopoly e Taboo – Official Party Game. In Top 10 Rovio Classics: Angry Birds, After Inc e Real Flight Simulator.

iPad, quali sono le applicazioni con più download nel 2025

Apple, le 10 app più scaricate su iPhone e iPad nel 2025
Un iPad in un Apple Store (Imagoeconomica).

Apple ha rilasciato anche la classifica delle app più scaricate sui tablet iPad. Per quanto riguarda le gratuite, ChatGPT resta ancora una volta in prima posizione come su iPhone, seguita in questo caso da Google Chrome e Canva per Design IA, Foto e Video. Ai piedi del podio si è posizionata Goodnotes per AI Notes, Docs e PDF, seguita da Amazon Prime Video per lo streaming e da Appunti+. Al settimo posto Freenotes: AI Notes Taking, poi Notability: Smarters AI Notes, confermando ancora una volta il forte impatto dell’intelligenza artificiale anche per quanto dobbiamo prendere appunti su un tema o sugli appuntamenti da rispettare. Chiudono la Top 10 WhatsApp Messenger, sbarcata su iPad solo a maggio 2025, e Google Meet per le riunioni online.

Passando alle applicazioni a pagamento, in cima alla classifica con più download su iPad c’è Procreate per disegno e illustrazione digitale. Secondo posto per Nomad Sculpt, incentrata sulla modellazione in tre dimensioni, mentre la medaglia di bronzo è andata a Procreate Dreams. Quarto posto per l’app Toon Squad, che ha preceduto Feather: Draw 3D. Sesta piazza per Atlante di Anatomia Umana 2026, che ha preceduto in classifica forScore, iReal Pro e AnkiMobile Flashcards. Chiude la Top 10 invece MobileSheets for iPad, utile per gestire, organizzare e visualizzare gli spartiti musicali digitali.

Zaia eletto presidente del Consiglio Regionale del Veneto

L’ex governatore Luca Zaia è stato eletto presidente del Consiglio regionale del Veneto durante la prima seduta della nuova assemblea, riunitasi a Palazzo Ferro Fini. La nomina di Zaia (eletto consigliere con oltre 200 mila preferenze) è avvenuta con 34 preferenze su 51 al primo scrutinio, che richiedeva la maggioranza qualificata dei due terzi dei voti degli aventi diritto. «Non nego l’emozione. Questa per me è una nuova esperienza. Voglio ringraziare il gruppo di maggioranza che mi ha chiesto la disponibilità a presiedere questo Consiglio. Le dinamiche della Regione penso di conoscerle sufficientemente bene e sento fino in fondo questa responsabilità», ha detto Zaia nel suo primo intervento nel nuovo ruolo, definendosi una «figura terza» e una «fonte di garanzia» per l’intera assemblea. Nel corso della seduta sono stati eletti anche i vicepresidenti del Consiglio regionale. Per la maggioranza è stato scelto Francesco Rucco, ex sindaco di Vicenza, mentre per la minoranza l’incarico è andato ad Andrea Micalizzi, già vicesindaco di Padova.

Narges Mohammadi ricoverata due volte dopo l’arresto

Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace, è stata portata due volte in ospedale dopo l’arresto del 12 dicembre scorso. Lo ha raccontato su X la Fondazione Narges, dopo aver sentito telefonicamente la famiglia della donna. Sul profilo si legge che l’iraniana «Narges ha detto che l’intensità dei colpi era così forte e violenta che è stata portata al pronto soccorso due volte. Le sue condizioni fisiche al momento della chiamata non erano buone». Già nel giorno dell’arresto la fondazione aveva lanciato un appello temendo per l’incolumità della premio Nobel. Mohammadi è stata arrestata il 12 dicembre nella città nord-orientale di Mashhad durante la cerimonia di lutto dell’avvocato Khosrow Alikordi. Oltre alla 53enne sono state arrestate anche Sepideh Gholian, Hasti Amiri, Pouran Nazemi e Alieh Motalebzadeh.

L’ultima sparata di Trump: «Reiner? Morto perché ossessionato da me»

Donald Trump interviene sull‘uccisione del regista e produttore Rob Reiner, trovato morto nella sua abitazione a Brentwood, Los Angeles, insieme alla moglie Michele. Sul caso sono ancora in corso le indagini, ma i primi rilievi suggeriscono che la coppia sia stata accoltellata a morte. Secondo Tmz sarebbe stato fermato e interrogato Nick, figlio di lui. «Ieri sera è successa una cosa molto triste a Hollywood», ha scritto il presidente americano sul suo social Truth. Poi le parole choc: «Rob Reiner, un regista e attore comico tormentato e in difficoltà, ma un tempo molto talentuoso, è morto insieme alla moglie Michelle, secondo quanto riferito a causa della rabbia che ha provocato negli altri con la sua grave, irriducibile e incurabile malattia mentale nota come Trump derangement syndrome, talvolta indicata con l’acronimo Tds».

L’ultima sparata di Trump: «Reiner? Morto perché ossessionato da me»
Da Truth.

Reiner era da tempo in prima fila nell’opposizione a Trump

E ancora: «Era noto per aver fatto impazzire le persone con la sua rabbiosa ossessione per il presidente Donald J. Trump, con la sua evidente paranoia che ha raggiunto nuovi livelli quando l’amministrazione Trump ha superato tutti gli obiettivi e le aspettative di grandezza, e con l’età dell’oro dell’America alle porte, forse come mai prima d’ora. Che Rob e Michelle riposino in pace». Reiner, che tra i tanti successi ha diretto la commedia Harry ti presento Sally, era da tempo in prima fila nell’opposizione al tycoon.

Manovra, l’annuncio di Giorgetti: «Pacchetto da 3,5 miliardi di euro»

Intervento inaspettato in Senato per il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, presentatosi poco prima dell’avvio dell’ufficio di presidenza della commissione Bilancio. Il titolare del Tesoro ha annunciato l’arrivo di nuove risorse destinate al sistema produttivo, per un ammontare complessivo di 3,5 miliardi di euro. A fornire i dettagli è stato il relatore del provvedimento, il senatore di Fratelli d’Italia Guido Quintino Liris. Le risorse serviranno a compensare strumenti che non hanno soddisfatto tutte le richieste, come Transizione 5.0 e i crediti d’imposta per gli investimenti nella Zes, oltre a interventi su previdenza complementare e alla rimodulazione temporale dei fondi per il Ponte sullo Stretto.

Giorgetti sull’oro di Bankitalia: «Tutto chiarito con la Bce, questione chiusa»

Nel corso del confronto con i senatori, il ministro ha affrontato anche un altro dossier sensibile, quello relativo all’oro di Bankitalia, al centro di un emendamento di Fratelli d’Italia. Giorgetti ha riferito l’esito del dialogo con la Banca centrale europea, spiegando di aver voluto informare direttamente il Parlamento: «Ho voluto chiarire la questione perché ne hanno letto solo sui giornali e mi sembrava corretto». Quanto alla sostanza del confronto con Francoforte, il ministro ha aggiunto: «Siamo a posto, nella riformulazione che ho presentato a nome del governo riteniamo che la questione possa essere chiusa».

Il Mit: «Fondi per il Ponte ricollocati perchè i cantieri partiranno nei prossimi mesi»

Dal ministero dei Trasporti arrivano chiarimenti sul ricollocamento delle risorse destinate al Ponte sullo Stretto, escludendo qualsiasi passo indietro sull’opera e ribadendo che «Matteo Salvini è determinato a realizzare il Ponte sullo Stretto e farà di tutto per velocizzare il via ai lavori». In una nota, il dicastero spiega che il governo «ha garantito la copertura finanziaria per l’opera» e che, a seguito dell’intervento della Corte dei Conti, sono in corso ulteriori verifiche richieste, motivo per cui i fondi sono stati riallineati dal punto di vista temporale, considerando che l’apertura dei cantieri avverrà nei prossimi mesi e non entro la fine dell’anno come inizialmente previsto. Sulla stessa linea l’amministratore delegato della Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci, che ha dichiarato all’Ansa: «Non c’è alcun definanziamento del ponte sullo Stretto di Messina, come ha confermato il ministero delle Infrastrutture», precisando che «si tratta di un dovuto adeguamento e allineamento temporale della copertura finanziaria al nuovo cronoprogramma realizzativo, conseguente alla mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess di approvazione del progetto definitivo».

Chiusi i colloqui a Berlino, Kyiv: «Possibile accordo in serata»

I colloqui tra le delegazioni di Stati Uniti e Ucraina a Berlino, ripresi questa mattina alle 11 dopo essere durati cinque ore domenica 14 dicembre, si sono conclusi attorno alle 13:30. «Negli ultimi due giorni i negoziati sono stati costruttivi e produttivi, con progressi concreti. Speriamo di raggiungere un accordo che ci avvicini alla pace entro la fine della giornata. Al momento sui media circolano molte voci e speculazioni anonime. Vi preghiamo di non cadere vittime di voci e provocazioni», ha scritto su X Rustem Umerov, capo della delegazione negoziale ucraina e segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale. E poi: «Il team americano guidato da Steve Witkoff e Jared Kushner sta lavorando in modo estremamente costruttivo per aiutare l’Ucraina a trovare una strada verso un accordo di pace duraturo. Siamo enormemente grato al presidente Trump e al suo team per tutti gli sforzi che stanno compiendo».

Witkoff e Kushner (genero di Trump) sono stati invitati ai colloqui di questa sera tra Volodymyr Zelensky e alcuni leader europei, tra cui Giorgia Meloni.

Chiusi i colloqui a Berlino, Kyiv: «Possibile accordo in serata»
Volodymyr Zelensky (Ansa).

Concorso per 577 funzionari al ministero della Cultura: bando e domanda

Nella giornata del 15 dicembre 2025, il ministero della Cultura ha pubblicato il bando di concorso pubblico per reperire 577 funzionari non dirigenziali. Le assunzioni avverranno nell’area dei funzionari, famiglia professionale tecnico-specialistica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Il rapporto di lavoro è regolato da contratto a tempo indeterminato e a orario pieno. Gli interessati possono presentare domanda per uno dei quattro profili previsti dal ministero che prevedono anche un fabbisogno differente di posti. Ecco, quindi, dove reperire il bando, quali sono i requisiti richiesti, come trasmettere la domanda e in cosa consistono le procedure di selezione in considerazione del fatto che si tratta di un concorso per soli esami.

Concorso funzionari ministero Cultura 2025, quanti sono i posti?

Concorso per 577 funzionari al ministero della Cultura: bando e domanda
Mibact – Ministero dei beni culturali e del turismo, ingresso sede (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 14 gennaio 2026 per inviare la domanda di candidatura al nuovo concorso del ministero della Cultura per 577 posti da funzionario. La figura ricercata appartiene alla famiglia professionale tecnica e specialistica per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale secondo la seguente ripartizione:

  • 100 posti di funzionario architetto (Codice 01);
  • 300 posti di funzionario bibliotecario (Codice 02);
  • 167 posti di funzionario archivista (Codice 03);
  • 10 posti di funzionario archeologo (Codice 04).

Quale titolo di studio serve per il concorso per funzionari ministero Cultura 2025?

Per l’ammissione alle prove, l’articolo 2 del bando, reperibile facendo una ricerca sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (InPa), richiede lo specifico titolo di laurea (magistrale, specialistica o diploma di laurea), differente a seconda del codice di concorso per il quale ci si candidi. Inoltre, agli interessati si richiede anche il diploma di specializzazione, il dottorato di ricerca, il master universitario di II livello e, nel caso del profilo di funzionario architetto, anche l’abilitazione all’esercizio della professione.

Come inviare la domanda per candidarsi ai concorsi dei ministeri?

Concorso per 577 funzionari al ministero della Cultura: bando e domanda
Candidati a un concorso all’entrata nella sede per lo svolgimento della prova (Imagoeconomica).

Per l’invio della domanda di candidatura al concorso per funzionari al ministero della Cultura è necessario compilare il form sul portale di reclutamento della Pubblica amministrazione. Più nel dettaglio, dopo essere entrati sul sito internet InPa e aver fatto la ricerca della pagina del bando, è necessario cliccare su uno dei quattro tasti in basso «Invia la tua candidatura», corrispondenti ai quattro codici di profilo professionale del concorso. Il sistema richiede l’accesso con Spid, Cie o Cns. Dopo aver compilato il form di domanda e allegato i documenti richiesti dal bando, occorre cliccare sul tasto «Conferma e invia» entro la scadenza delle ore 23.59 del 14 gennaio 2026. Si ricorda che il bando prevede la sola prova scritta, costituita da 40 quesiti, nelle rispettive materie elencate all’articolo 6. Si ricorda, infine, che nei giorni scorsi il ministero della Cultura ha pubblicato il bando di concorso per reperire 1.800 assistenti.

Barham Ahmed Salih guiderà l’UNHCR come Alto Commissario

Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha nominato Barham Ahmed Salih prossimo Alto Commissario dell’UNCHR, l’organismo Onu per i Rifugiati. Il mandato alla guida dell’Alto Commissariato sarà quinquennale e inizierà ufficialmente il primo gennaio 2026. Salih succederà a Filippo Grandi, attuale commissario fino a fine anno. Originario del Kurdistan iracheno, il nuovo Alto Commissario sarà il primo rappresentante del Medio Oriente a guidare l’UNHCR.

Chi è il nuovo Alto Commissario dell’UNHCR

Bahram Ahmed Salih, ex presidente dell’Iraq, ha superato la concorrenza di numerosi profili internazionali di grande esperienza, tra cui esponenti di Germania, Svizzera, Svezia e Turchia. La sua carriera politica è iniziata nel 1976 con l’ingresso nell’Unione patriottica del Kurdistan, ma è dal 2003 che ha iniziato ad avere ruoli ministeriali. È stato ministro della Pianificazione, vice primo ministro e primo ministro della regione curda. Dal 2018 al 2022 è stato presidente dell’Iraq. Ora sarà lui a guidare l’Alto Commissariato dell’UNHCR.

Concorso Agenzia Cybersicurezza 2025, bando per 17 posti: requisiti e domanda 

Nella giornata del 15 dicembre 2025, l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale ha pubblicato il bando di concorso pubblico per reperire 17 coordinatori. Le assunzioni avverranno con contratto a tempo pieno e indeterminato e riguarderanno gli iscritti negli elenchi delle categorie protette. Il bando prevede quattro profili di coordinatori, relativi all’orientamento giuridico-economico e tecnico-scientifico. Ecco, quindi, cosa c’è da sapere sul bando e dove reperirlo, quali sono le figure previste e i requisiti richiesti per essere ammessi alla procedura di selezione, come inviare la domanda di candidatura e in cosa consistono le prove considerando che il concorso è per soli esami.

Concorso Agenzia Cybersicurezza 2025, quali sono i posti da assegnare?

Concorso Agenzia Cybersicurezza 2025, bando per 17 posti: requisiti e domanda 
Svolgimento delle prove di un concorso pubblico (Imagoeconomica).

C’è tempo fino al 13 febbraio 2026 per inviare la domanda di candidatura al concorso pubblico dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale per un totale di 17 posti riservati agli iscritti alle categorie protette. Nel dettaglio, la suddivisione dei posti riguarda:

  • nove coordinatori con orientamento giuridico-economico, riservato alle categorie protette di cui all’articolo 1, della legge numero 68 del 1999;
  • due coordinatori con orientamento giuridico-economico, riservato alle categorie di cui all’articolo 18 della legge numero 68 del 1999 e alle categorie equiparate;
  • cinque coordinatori con orientamento tecnico-scientifico, riservato alle categorie protette di cui all’articolo 1, della legge numero 68 del 1999;
  • un coordinatore con orientamento tecnico-scientifico, riservato alle categorie protette di cui all’articolo 18, della legge numero 68 del 1999 e alle categorie equiparate.

Come inviare la domanda di candidatura ai concorsi con Inpa

Tutti gli interessati possono verificare i requisiti richiesti per partecipare alle prove del concorso per 17 posti dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. In particolare, all’articolo 2 del bando sono elencati i requisiti di partecipazione. Per tutti e quattro i profili, si richiede il titolo di studio della laurea triennale o altra laurea equipollente, equivalente o equiparata, ai sensi della normativa in vigore. Per presentare la domanda è necessario collegarsi al portale di reclutamento della Pubblica amministrazione (InPa) e fare la ricerca della pagina del bando. Dopo aver fatto l’accesso con Spid, Carta di identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns), è necessario compilare il form di domanda in tutte le sue parti e allegare i documenti richiesti. La trasmissione della pratica deve essere fatta con il tasto «Conferma e invia» entro la scadenza delle ore 23.59 del 13 febbraio 2026. Infine, le procedure di selezione prevedono lo svolgimento di una prova scritta e di una orale nelle materie elencate agli articoli 6 e 7 del bando.

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo

Rai 3 compie 46 anni: il terzo canale della televisione di Stato, con una programmazione improntata da sempre all’approfondimento giornalistico, alle inchieste, alla cultura e al sociale, iniziò infatti le trasmissioni alle ore 18.30 del 15 dicembre 1979 dopo un anno di sperimentazioni. Fu tuttavia anni dopo, nel 1987, che avvenne una vera rivoluzione grazie alla direzione di Angelo Guglielmini le cui idee portarono alla nascita di una “tv del reale” con lunghe dirette e un linguaggio pensato proprio per il piccolo schermo. Tanti i programmi che hanno scritto la storia del canale, alcuni dei quali sono ancora in onda.

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo

L’informazione, l’approfondimento e i talk show

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo
Un giovane Fabio Fazio conduttore di Quelli che…il calcio (Ansa).

Oltre al Tg3 e ai vari TgR, il cui nome varia in base alla regione e in onda stabilmente sin dall’esordio nel 1979, sul terzo canale della televisione di Stato hanno preso vita diversi programmi improntati all’informazione e all’approfondimento. Basti pensare, per esempio, a Chi l’ha visto?, in onda ancora oggi con la conduzione di Federica Sciarelli e dedicato ai casi di cronaca nera più importanti in Italia. Dal 1994 è possibile trovare stabilmente Report, inizialmente guidato da Milena Gabanelli e dal 2017 con la conduzione di Sigfrido Ranucci, mentre dal 2009 Riccardo Iacona è al timone del suo Presa diretta. Si concentra sull’approfondimento politico e sul territorio invece Agorà, programma ideato nel 2010 da Antonio Di Bella e attualmente condotto da Roberto Inciocchi.

Impossibile non citare poi Cartabianca con Bianca Berlinguer, oggi passata in Mediaset, e soprattutto Che tempo che fa, il talk show di Fabio Fazio passato su Nove con l’addio del conduttore alla Rai. Tra i programmi più noti dell’approfondimento di Rai 3 anche Ballarò, nato nel novembre 2002 con la conduzione di un allora semi-sconosciuto Giovanni Floris e terminato nel 2016 con l’ultima puntata trasmessa nel luglio 2026 con Massimo Giannini. È ancora in onda, tanto da essere uno degli show più longevi della televisione italiana, Blob, noto programma di genere satirico. Sullo stesso filone La Tv delle Ragazze, ideato nell’autunno 1988 e condotto da Serena Dandini che 30 anni dopo, nel 2018, ha guidato anche il remake La Tv delle Ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018. Su Rai 3 ha debuttato anche Quelli che il calcio nel 1993 prima del passaggio, nel 1998, su Rai 2.

Divulgazione scientifica e culturale

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo
Licio Colò alla conduzione di Alle falde del Kilimangiaro nel 2013 (Ansa).

Tra i programmi di divulgazione impossibile non partire da Geo, in onda dal 1984 e precedentemente noto come Geo & Geo: gli argomenti trattati spaziano su più settori, dalla fotografia alla cultura, passando per il clima, la tecnologia, la natura, la gastronomia e l’attualità. Ben noto anche Kilimangiaro, fino al 2013 chiamato con il nome di Alle falde del Kilimangiaro. Condotto dal 1999 al 2014 da Licia Colò, è oggi guidato da Camila Raznovich talvolta in solitaria e talvolta con la collaborazione di altri presentatori. Dal marzo 2019 invece il geologo Mario Tozzi – che già nei primi anni Duemila aveva condotto Gaia – Il pianeta che vive – guida su Rai 3 il suo Sapiens – Un solo pianeta. Intrattenimento ed educazione si fondevano ne La Melevisione, ambientato nel Fantabosco con Danilo Bertazzi nei panni di Tonio Cartonio e, in seguito, Lorenzo Branchetti in quelli di Milo Cotogno.

Un posto al sole, la soap opera che appassiona più generazioni

Rai 3 è anche culla della soap opera più longeva e forse di maggior successo della televisione italiana. Dal 1996 va in onda, infatti, ininterrottamente, Un posto al sole, ambientata nel cuore di Napoli. La sua narrazione è sempre sincronizzata con il calendario del mondo reale, tanto che lo spettatore vi può trovare lo scorrere delle stagioni, le festività, gli eventi significativi e le mode principali. Il tutto incrociato con storie d’amore, relazioni familiari e problemi di coppia dei suoi protagonisti. Con la prossima stagione arriverà anche la star internazionale Whoopi Goldberg.

Generali pubblica un nuovo numero del Bollettino dal titolo Nuovi orizzonti

Generali presenta la nuova edizione del Bollettino, storico magazine del Gruppo dal 1893 e più antica rivista aziendale d’Italia, dal titolo Nuovi orizzonti. Attraverso le voci autorevoli di giornalisti, esperti e top manager della compagnia, insieme al contributo della redazione interna, il nuovo numero del magazine offre una riflessione corale sulle trasformazioni geopolitiche, tecnologiche, demografiche e ambientali che stanno ridefinendo il nostro tempo. Il tema dell’orizzonte diventa così metafora di futuro, meta e visione, in un mondo attraversato da cambiamenti profondi e rapidi. Il nuovo numero e le edizioni passate del Bollettino Generali sono disponibili su www.generali.com/it/info/bollettino.

Generali pubblica un nuovo numero del Bollettino dal titolo Nuovi orizzonti

I temi affrontati, dalla transizione demografica alle trasformazioni geopolitiche

Il Bollettino affronta la tematica dell’orizzonte da molteplici prospettive. Dalle trasformazioni geopolitiche e tecnologiche che ridefiniscono il ruolo dell’Europa e delle grandi potenze alle sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla data science nei modelli di business assicurativi e finanziari. Dalla transizione demografica e dall’invecchiamento della popolazione alle nuove forme di partnership pubblico-private per la resilienza delle comunità e delle imprese. I contributi esplorano le opportunità e i rischi di un mondo multipolare, approfondiscono l’impatto della sostenibilità e dell’innovazione, danno voce alle nuove generazioni e propongono soluzioni concrete per affrontare l’incertezza e costruire un futuro più inclusivo e sostenibile.

Donnet: «Opportunità per plasmare un futuro più sicuro e sostenibile»

«In un mondo in continua evoluzione, negli ultimi cinque anni abbiamo più di una volta avuto la sensazione di trovarci dinnanzi ad avvenimenti particolarmente inattesi e dirompenti», ha commentato il ceo di Generali Philippe Donnet. «Ma affrontiamo questi nuovi orizzonti da una posizione di grande forza, come dimostrato dal successo dei nostri ultimi tre piani strategici consecutivi. Guardiamo a questa fase storica nella convinzione che, per quanto non manchino le incertezze e i rischi, vi siano opportunità significative per plasmare un futuro collettivo più sicuro e sostenibile. E, come facciamo da quasi 200 anni, siamo pronti a fare la nostra parte in prima persona per riuscirci».

Editoriali e contributi presenti nella nuova edizione del magazine

La copertina del nuovo numero del Bollettino è firmata da Giordano Poloni. All’interno del magazine, l’editoriale del presidente Andrea Sironi, un approfondimento del ceo Philippe Donnet e contributi di autori esterni tra cui Charles Myers (Signum global advisors), David Keating (France 24), Catherine E. de Vries (Ie University), Dante Roscini (Harvard business school), Francesco Billari (Università Bocconi), David Quammen (scrittore e divulgatore scientifico). Dal contributo della redazione interna, infine, uno sguardo sui “nuovi orizzonti” che Generali esplora attraverso iniziative internazionali – dalle attività della Fondazione The human safety net alle partnership con Undp, Ocse e Insurance development forum, fino al ruolo centrale affidato ad Agorai innovation hub (il nuovo polo di ricerca su intelligenza artificiale e data science inaugurato a Trieste, simbolo della volontà del Gruppo di investire in conoscenza e innovazione per affrontare le grandi trasformazioni globali).

Sironi: «Assicurazione leva di progresso»

«Il mondo che ci circonda è attraversato da trasformazioni profonde e sempre più rapide», ha affermato Andrea Sironi, presidente di Generali. «Ma il cambiamento che stiamo vivendo non è solo geopolitico. È il prodotto dell’innovazione e, al contempo, ne è il motore, in un ciclo che definisce il progresso del genere umano sul pianeta. In questo contesto, anche il nostro settore è chiamato a evolvere. L’assicurazione non è solo uno strumento di protezione ma è una leva di progresso, un ponte tra rischio e opportunità, tra presente e futuro».

Il presidente dell’AIA Antonio Zappi deferito

L’AIA ha annunciato che sia il presidente Antonio Zappi sia il componente del Comitato nazionale sono stati deferiti al Tribunale Federale Nazionale. La Procura della Federcalcio a novembre ha chiuso un’indagine disciplinare sul presidente, per presunte pressioni legate al cambio ai vertici degli organi tecnici della serie C e D. L’accusa a Zappi è di aver sollecitato gli ex designatori Ciampi e Pizzi a dimettersi per lasciare spazio ai nuovi responsabili, Daniele Orsato per la serie C e Stefano Braschi per la D.

La nota dell’AIA

In una nota ufficiale l’Aia ha spiegato: «Il Presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, Antonio Zappi, informa gli associati di aver ricevuto in data odierna, unitamente al componente del Comitato Nazionale Emanuele Marchesi, un deferimento da parte della Procura Federale in relazione a fatti e condotte rispetto ai quali ribadisce la propria totale estraneità e rivendica la piena legittimità del proprio operato. Nel pieno rispetto delle procedure e delle istituzioni della giustizia sportiva, sono state immediatamente avviate tutte le iniziative necessarie a fornire i chiarimenti richiesti e a mettere a disposizione la documentazione utile a dimostrare la correttezza dell’operato del Presidente e dell’Associazione Italiana Arbitri».

E ancora: «Il Presidente conferma la massima collaborazione con gli organi competenti e invita tutti gli associati a mantenere equilibrio, coesione e senso di responsabilità, evitando polemiche pubbliche che possano arrecare pregiudizio all’immagine, all’unità e alla credibilità dell’Associazione. Al fine di garantire la massima trasparenza, il Presidente ha formalmente richiesto che, nei limiti consentiti dalle norme vigenti, gli atti dell’indagine possano essere resi disponibili agli associati che ne facciano richiesta. Tale scelta è coerente con il mandato democratico conferito al Presidente e si fonda sui principi di trasparenza e condivisione, ritenuti essenziali per la tutela dell’immagine e dell’autonomia dell’AIA. Il Presidente ribadisce inoltre che il proprio operato è sempre stato orientato esclusivamente al bene comune dell’Associazione, nel pieno rispetto dell’autonomia tecnica e organizzativa dell’Aia, sancita dai principi informatori e dallo Statuto FIGC , e che ogni associato ha il diritto di formarsi una valutazione consapevole sulla base di elementi oggettivi».

Infine l’AIA ha spiegato: «In questo contesto si inserisce il lavoro svolto negli ultimi mesi dall’Associazione, con particolare riferimento all’impegno volto a contrastare con determinazione la recrudescenza degli episodi di violenza nei confronti dei giovani arbitri e a tutelare, senza esitazioni, l’autonomia tecnica dell’Aia da iniziative volte alla riduzione della stessa. Azioni intraprese sin dal 14 dicembre 2024 e condotte con fermezza, responsabilità e senso delle istituzioni, nell’esclusivo interesse dell’Associazione e dei suoi associati. L’AIA e il suo Presidente continueranno ad agire con rigore e determinazione, rivendicando in ogni sede la propria dignità istituzionale e tutelando la solidità dell’Associazione, proseguendo nello svolgimento del proprio ruolo con indipendenza e responsabilità. Resta ferma la volontà di portare avanti un progetto tecnico fondato sulla qualità, sulla crescita e sulla valorizzazione dell’intero movimento arbitrale, nel solco tracciato sin dall’inizio del mandato, nella convinzione che il rispetto delle regole e delle garanzie costituisca il fondamento di ogni valutazione equa e consapevole».

Torino, torna in libertà l’imam Mohamed Shahin

Mohamed Shahin torna in libertà e fa rientro a Torino, la città in cui risiede da più di 20 anni. La Corte d’Appello del capoluogo piemontese ha accolto l’istanza presentata dai difensori dell’imam di San Salvario, disponendo la cessazione immediata del trattenimento amministrativo nel Centro di permanenza per il rimpatrio di Caltanissetta, dove era detenuto da alcune settimane. Alla base della decisione vi è il richiamo alla normativa europea, che stabilisce come la privazione della libertà per i richiedenti protezione internazionale debba costituire un’eccezione e non una prassi ordinaria, da applicare soltanto «in base ai principi di necessità e proporzionalità per quanto riguarda sia le modalità, che le finalità di tale trattenimento».

Le frasi sul 7 ottobre considerate «diritto di opinione»

Shahin, prelevato dalla propria abitazione il 24 novembre, non presenterebbe più i profili di pericolosità che avevano portato alla precedente convalida del trattenimento. Le dichiarazioni pronunciate il 7 ottobre nel corso di una manifestazione sono state considerate rientranti nel «diritto di opinione», garantito dalla Costituzione e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.  La Corte ha inoltre richiamato il principio europeo che impone una verifica periodica del trattenimento da parte di un’autorità giudiziaria indipendente, sottolineando la necessità di un controllo sostanziale e non meramente formale, fondato sui criteri di necessità e proporzionalità.

Sciopero aerei 17 dicembre 2025: orari, fasce di garanzia e voli coinvolti

Il 17 dicembre 2025 il trasporto aereo italiano sarà interessato da uno sciopero nazionale di quattro ore, dalle 13:00 alle 17:00. La mobilitazione coinvolge più categorie del settore e rischia di avere effetti rilevanti sull’operatività degli aeroporti e sui collegamenti aerei, sia nazionali sia internazionali. Le compagnie e gli scali stanno già avvisando i viaggiatori di possibili disagi e invitano a controllare lo stato dei voli prima di recarsi in aeroporto.

Compagnie coinvolte e fasce di garanzia

Sciopero aerei 17 dicembre 2025: orari, fasce di garanzia e voli coinvolti
Aereo EasyJet (Imagoeconomica).

Come detto all’inizio, lo sciopero è in programma nella fascia centrale della giornata, dalle 13:00 alle 17:00. L’astensione dal lavoro riguarda diversi segmenti della filiera del trasporto aereo: il personale Enav dell’Area di Controllo di Roma, i lavoratori delle aziende di handling associate ad Assohandlers attive nei principali aeroporti italiani e varie categorie di personale di compagnia. Sono coinvolti, tra gli altri, assistenti di volo e personale di Vueling, una parte del personale di terra di Air France e KLM, dipendenti di Ita Airways, alcune unità di Techno Sky in Sicilia e il personale navigante di easyJet. La protesta si svolge nel rispetto della normativa sui servizi pubblici essenziali, che prevede fasce orarie protette e l’erogazione dei servizi minimi garantiti, consultabili in un pdf dell’Enac.

I motivi dello sciopero del 17 dicembre

Alla base dello sciopero ci sono rivendicazioni contrattuali e industriali. I sindacati contestano il piano industriale approvato dal consiglio di amministrazione di Ita Airways, ritenuto insufficiente sul fronte degli investimenti sulla flotta e delle prospettive occupazionali. Viene inoltre segnalata la situazione del personale ancora in cassa integrazione straordinaria e di quello in attesa di stabilizzazione. Un altro nodo centrale è il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, scaduto a dicembre 2024. A queste criticità si aggiunge il mancato riconoscimento della quota aggiuntiva del premio di risultato relativa all’ultimo esercizio.

Harry, ti presento Sally: dove vedere in streaming il film di Rob Reiner

Ampiamente riconosciuto come un capolavoro della commedia romantica, Harry, ti presento Sally è anche un pilastro della carriera di Rob Reiner, regista e produttore assassinato nella sua abitazione di Los Angeles assieme alla moglie Michele Singer. Basato su un copione di Nora Ephron, racconta l’evoluzione della relazione tra i due protagonisti, nei cui panni recitano Meg Ryan e Billy Crystal, che da amicizia si tramuta in amore. Candidato all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale e a cinque Golden Globes, è disponibile in streaming su varie piattaforme. Trama, cast e dove recuperarlo.

Harry, ti presento Sally: trama e cast del film di Rob Reiner

Protagonisti della storia sono, come si evince dal titolo, Harry (Crystal) e Sally (Ryan) che, terminata l’università, si trasferiscono da Chicago e New York per le rispettive carriere professionali. Il primo spera di diventare un consulente politico, mentre la seconda intende far strada nel giornalismo. Una volta entrati in contatto grazie ad Amanda (Michelle Nicastro), iniziano un viaggio di 18 ore in auto durante il quale hanno una discussione molto accesa sul rapporto fra uomo e donna. Lei infatti non è d’accordo con il pensiero secondo cui non possa mai esistere un’amicizia, in quanto «il sesso ci si mette sempre di mezzo». Arrivati nella Grande Mela, dunque, si separano credendo, e in cuor loro sperando, di non doversi mai più incontrare. Il destino tuttavia la pensa diversamente.

Cinque anni dopo, Harry e Sally si incontrano nuovamente in aeroporto, in procinto di imbarcarsi sullo stesso volo. La ragazza è riuscita nel suo sogno di diventare una giornalista e ha una relazione con Joe (Steven Ford), tra l’altro vecchio conoscente di Harry che, dal canto suo, ha soddisfatto le sue aspirazioni ed è ora un consulente politico. Come lei, anche lui ha un rapporto sentimentale solido, in quanto sta per sposare la fidanzata Helen (Harley Jane Kozak), un’avvocata. Ancora una volta tra i due nasce una discussione conflittuale sui rapporti tra uomo e donna, come cinque anni prima. Ne passeranno altrettanti prima del terzo incontro: entrambi ora hanno tuttavia rotto con i rispettivi partner e le loro solitudini faranno intraprendere loro una nuova e inaspettata direzione.

Dove trovare il film in streaming

Caposaldo della carriera di Rob Reiner, Harry, ti presento Sally è disponibile su diverse piattaforme streaming. È possibile trovarlo, infatti, su TimVision oppure su Apple Tv. Fino al primo gennaio 2026 sarà anche possibile recuperarlo on demand su Mediaset Infinity.

Come Michele Singer ha spinto Reiner a cambiare il finale

Harry, ti presento Sally: dove vedere in streaming il film di Rob Reiner
Il regista Rob Reiner (Ansa).

Nel 1989, sul set di Harry, ti presento Sally, Rob Reiner conobbe Michele Singer, fotografa che quello stesso anno avrebbe sposato. Un incontro che avrebbe influenzato anche la sua produzione. Reduce dal divorzio con la prima moglie Penny Marshall e in piena crisi personale, aveva deciso di raccontare i suoi tentativi di rifarsi una vita da single proprio con il lungometraggio con Ryan e Crystal. Traendo spunto dagli insuccessi privati, aveva scritto un finale diverso in cui i due protagonisti si sarebbero allontanati per sempre. «Avrebbero parlato e poi si sarebbero detti addio», ha rivelato nel 2024 alla Cnn. Dopo essere riuscito anche lui a ritrovare l’amore affianco a Singer, decise di modificare la trama e terminare la storia di Harry e Sally con il matrimonio.