Rosa:governo Bardi, fatti concreti. Rispediamo accuse ai mittenti

“Il convegno organizzato da Confindustria con autorevoli esponenti del governo nazionale e con il mondo dell’imprenditoria è stata l’occasione per poter narrare, tramite le parole del presidente Bardi, quanto questo governo regionale ha fatto fino ad ora in questa legislatura, nell’ottica di una visione di cui siamo portatori e che guarda alla Basilicata del domani.
E, come di consueto, coloro che negli anni passati hanno avuto responsabilità diretta e indiretta di governo, dimostrando l’incapacità di cogliere le opportunità e di trasformarle in fatti concreti per la crescita della Basilicata, oggi in coro tendono a minimizzare il ragionamento posto in essere da Bardi, definendolo “occasione persa” o “solita tiritera”.
Come sempre, ho la conferma che la sconfitta elettorale brucia ancora. I “Soloni” in questione, che pure occupano postazioni di rilievo in Consiglio regionale e non solo, fanno finta di non conoscere quanto questo governo ha fatto e sta facendo, fatti concreti che incidono o incideranno radicalmente nel futuro sulla società lucana.
Per citarne alcuni, la rinegoziazione delle competenze ambientali, che solo per l’Eni vale sette volte più delle precedenti contrattazioni, la Facoltà di medicina, valore aggiunto per riqualificare la sanità lucana, e la realizzazione della pianificazione, mai fatta prima, che deve essere alla base di qualsiasi attività di governo.
La Regione “non sta a guardare” neanche per quanto riguarda la sfida del Piano regionale di ripresa e resilienza, cui stiamo lavorando nonostante la carenza cronica di risorse umane e professionalità. Un depauperamento, direi drammatico, provocato da una politica del personale portata avanti negli anni passati, che ha svuotato i ruoli della Pubblica amministrazione senza attivarsi, con assoluta insipienza, per il necessario turn over e l’immissione di giovani preparati e motivati. Stiamo facendo fronte con i concorsi già fatti per la stabilizzazione dei precari storici dell’Ente Regione e con i concorsi che ci apprestiamo ad espletare, siamo agli atti finali, per assumente funzionari e dirigenti.
Ancora, la Regione è stata parte attiva nel bando “Ecosistemi” della Missione 4 del Pnrr con i due progetti “Green digital hub Basilicata” e “V-Farm”. Inoltre, stiamo operando per candidarci ai bandi pubblicati dal ministero della Transizione ecologica in scadenza a gennaio, che riguardano il sistema dei rifiuti in collaborazione con l’Egrib. Lo stesso Ente, inoltre, sta partecipando al React-Eu con progetti per ottimizzare le risorse idriche. E a chi ci accusa di evitare il confronto, ricordo i tavoli tematici che il Dipartimento Ambiente ha messo in campo coinvolgendo gli stakeholder e gli esperti di settore con progetti verso la Transizione ecologica, a garanzia di uno sviluppo sostenibile della Basilicata e di occupazione.  
Atti concreti che, insieme a tanti altri, dimostrano che questa maggioranza è sul pezzo, ha una visione del futuro e che la sua unica pecca è quella di non essere riuscita a narrare nel migliore dei modi ai cittadini tutto ciò, anche a causa del Covid sul quale si è concentrata per molto tempo l’attenzione di tutti. L’emergenza dettata dall’epidemia e una difficoltà oggettiva riveniente dal passato sono stati elementi con cui il governo Bardi ha dovuto fare i conti. Giochiamo a scaricabarile? Non credo proprio. il passato condiziona il presente ed è una regola indiscutibile. Più grosse sono le storture, più tempo ci vorrà per raddrizzarle. Rispediamo, dunque, le accuse ai mittenti. Le lamentele sono inutili, soprattutto quando provengono da chi ha tutto l’interesse a far dimenticare che i problemi di oggi derivano dalle azioni di ieri”. 
Lo ha dichiarato l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa.


NaturArte Dreaming, prima mondiale il 19 a Potenza

Venerdì 19 novembre, nel Teatro Stabile di Potenza, alle 20,30, prima mondiale di NaturArte Dreaming: rappresentazione sonora e visiva del patrimonio naturalistico e umano delle aree protette di Basilicata attraverso gli occhi di uno dei più apprezzati jazzisti della scena internazionale: Nils Berg. L’artista svedese, una delle voci più significative del jazz scandinavo, si esibirà con il gruppo “Nils Berg Cinemascope”, con Konrad Agnas alla batteria e Josef Kallerdahl al basso. L’evento è organizzato in collaborazione con Semente Cultural Productions.
Il progetto NaturArte è stato voluto del Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata con il supporto dei Parchi della Basilicata, promuove i valori naturalistici, storici e culturali del territorio attraverso numerose manifestazioni ed eventi. NaturArte Dreaming, con la direzione artistica di Gigi Esposito, ha realizzato un “archivio sonoro” dei Parchi e delle comunità che li abitano, attraverso una lettura artistica e nello specifico, musicale. La volontà è quella mettere in relazione le radici profonde della tradizione antica di questi luoghi e di questi territori con una cultura apparentemente distante, come quella scandinava, da cui proviene il musicista e compositore Nils Berg, e lasciare alla creatività di quest’ultimo, il compito di rielaborare tali suoni e voci in una maniera del tutto personale, restituendone così una nuova e rigenerata lettura.
NaturArte Dreaming è una produzione originale di NaturArte, inserita nel Brand Ambiente Basilicata. Nel corso del 2021, Nils Berg ha viaggiato in Basilicata per raccontare, attraverso la registrazione delle voci e dei suoni, dei luoghi e delle comunità locali, i cinque parchi (regionali e nazionali) presenti in Basilicata: Parco Nazionale del Pollino; Parco dell’Appennino Lucano, Val d’Agri Lagonegrese; Parco Regionale Archeologico, Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano; Parco Regionale Gallipoli Cognato e delle Piccole Dolomiti Lucane; Parco Naturale Regionale del Vulture, ricavandone un nuovo modo di raccontare la bellezza del territorio, una lettura musicale che sarà presentata al pubblico lucano in vari appuntamenti.
Nel rispetto delle misure anti covid, dopo il concerto a Potenza il Nils Berg Cinemascope” si esibirà il 20 novembre a Grumento Nova (Sala del castello San Severino, ore 20,30), il 21 a Francavilla in Sinni (Cinema Columbia Multisala, ore 11), il 22 a Melfi (Palazzo Diocesano - Sala degli Specchi, ore 20,30) e il 23 a Matera (Auditorium Raffaele Gervasio, ore 20,30).
  

Giornata dell’albero, iniziative di due scuole potentine

L’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Rosa, parteciperà alle iniziative che due scuole potentine hanno organizzato in occasione della Giornata nazionale dell’Albero. La prima, in collaborazione con i Carabinieri del reparto Biodiversità, si terrà venerdì 19 novembre alle 10 nel Parco Baden Powell, dove una rappresentanza degli alunni dell'Istituto comprensivo “Domenico Savio” metterà a dimora alcune piantine.
Il giorno successivo, il 20 novembre, alle 10,30 nella Villa di Santa Maria, gli alunni dell’Istituto comprensivo “A. Busciolano”, collocheranno un pannello illustrativo del cipresso comune monumentale che illustrerà le caratteristiche salienti dell’albero e notizie storico- culturali sulla Villa. L’evento di sabato, a cui prenderà parte il presidente della Regione Vito Bardi, è promosso da Ambiente Basilicata in collaborazione con il Comune di Potenza.
“Nella dichiarazione finale del G20 a Roma – commenta l’assessore Gianni Rosa – c’è l’impegno dei Grandi della Terra a piantare collettivamente mille miliardi di alberi entro il 2030 per contrastare il degrado del suolo e creare nuove vasche di assorbimento del carbonio. Un obiettivo ambizioso che sottende un valore, quello del rispetto della nostra terra di cui le giovani generazioni sono testimoni. Condivido, perciò, lo spirito delle iniziative messe in campo dagli istituti del capoluogo, semplici gesti ma indicativi dell’impegno della scuola e delle istituzioni a salvaguardia dell’ambiente”.
  

Primo step per “I Cammini di Basilicata”

Primo step verso il “Cammino di Basilicata”, il progetto del Dipartimento Ambiente ed Energia della Regione che ha l’obiettivo di fare scoprire il territorio lucano attraverso le vie verdi nell’ambito della pianificazione prevista nel Piano paesaggistico in fase di realizzazione.
Ieri, in una riunione presieduta dall’assessore Gianni Rosa con le associazioni Cai, Federazione ciclisti italiana, Fiab, Aigae,e l’Università della Basilicata si è parlato di come trasformare questa pianificazione in un progetto esecutivo. Erano presenti, a supporto dell’assessore, i funzionari degli uffici regionali, Anna Abate, Antonella Logiurato, Benedetta Rago e Samantha Scarpa, che metteranno a disposizione tutte le informazioni raccolte con la mappatura dei sentieri e delle infrastrutture.
Il coordinamento sarà svolto dall’Università della Basilicata.
“L’Italia - ha detto l’assessore Rosa – dopo la Spagna con il celeberrimo Cammino di Santiago è il secondo Paese in Europa per itinerari da percorrere a piedi o in bicicletta. Cresce il numero degli italiani che scelgono di vivere l’esperienza del cammino. La Basilicata, per le direttrici delle vie romane e medioevali e la rete dei sentieri, ha tutte le carte in regola per essere meta appetibile di chi ama muoversi in modo lento e immergersi nella natura e nei paesaggi”.



“I Colori delle stagioni”, il 14 tra i cerri secolari del Pollino


Domenica 14 novembre appuntamento a Viggianello con “I Colori delle stagioni” un’iniziativa organizzata dal Dipartimento all’Ambiente ed Energia della Regione in collaborazione con l’Apt, i Parchi, gli enti e le associazioni, per conoscere inediti di alcune aree della Basilicata in compagnia di guide locali e narratori d’eccezione.
L’evento inizierà alle 9,30 con il raduno dei partecipanti presso la “Località Anzoleconte”.  Si prosegue con una passeggiata lungo il Sentiero dei cerri secolari. Si concluderà con una degustazione di prodotti tipici.
“I Colori delle stagioni” si colloca nel brand Ambiente Basilicata, con il quale il Dipartimento Ambiente intende fare conoscere quanto si fa di concreto per tutelare il patrimonio naturalistico lucano e avvicinare i cittadini alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio
Per partecipare è necessario prenotarsi chiamando al 3470887980 o inviare una mail all’indirizzo antabasilicata@gmail.com


Lucas, Commissione al lavoro sul progetto esecutivo

Questa mattina si è riunita la Commissione di coordinamento del progetto Lucas per portare avanti le attività in agenda. Presenti il capo di gabinetto della Presidenza della Regione Basilicata, Michele Busciolano, gli assessori Gianni Rosa e Rocco Leone, il consigliere regionale Giovanni Vizziello, i direttori generali dei dipartimenti Politiche della persona e Ambiente, Domenico Tripaldi e Liliana Santoro, e Rosanna Cifarelli del servizio Ambiente e salute dell’Arpab.
Al centro del confronto, la definizione del progetto esecutivo legato alle iniziative di prevenzione e sorveglianza da implementare per valutare l’impatto che le attività antropiche, in particolare quelle industriali, potrebbero avere sull’ambiente e sulla salute dei lucani. Tutto questo, a fronte della recente individuazione degli esperti che compongono il Comitato tecnico-scientifico, appartenenti a organismi regionali e di rilievo nazionale quali Arpab, UniBas, Irccs Crob, Imaa Cnr di Tito, Università Federico II, Università Campus Biomedico di Roma e Cnr Napoli-Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri.
Si attendono, da parte di enti nazionali, ulteriori conferme di adesione per unire le migliori professionalità italiane e raggiungere gli obiettivi del progetto voluto dal governo Bardi. Tra le varie finalità vi è quella di creare un polo Hi-teck diffuso capace di raggiungere in maniera capillare, coordinata e tecnologicamente innovativa le diverse aree del territorio lucano.
Le risorse finanziare già individuate, pari a 25 milioni di euro, consentiranno di garantire per il prossimo quinquennio un percorso solido e ben strutturato che potrà dare risposte autorevoli sul piano scientifico, in primis ai cittadini.

  

Rosa: per l’ambiente tredici milioni di euro annui ai Comuni lucan

“Un segnale importante di cambio di approccio rispetto alla gestione delle risorse rivenienti dalle compensazioni ambientali”. Così l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa, commenta l’approvazione ieri in Consiglio regionale della legge dal titolo “Finanziamenti per le azioni di compensazione e mitigazione ambientale per i Comuni della Basilicata”.

“Con questo provvedimento legislativo, abbiamo istituito – aggiunge Rosa - un rapporto nuovo tra l’Ente Regione e le comunità locali e riconosciuto il ruolo che svolgono i due capoluoghi. In assoluta trasparenza e con finalità precise trasferiamo sul territorio queste risorse che ci permettono di fare passi in avanti importanti rispetto alle problematiche ambientali delle nostre comunità, nella consapevolezza che i Comuni sono protagonisti e non comparse nel governo sostenibile del territorio. Toccano agli enti locali, difatti, scelte importanti che contemperino le esigenze della vita urbana con la produzione industriale, i trasporti e la qualità degli spazi naturali”.

A tale fine, la Regione ha deciso per il 2021, 2022 e 2023 un finanziamento annuo complessivo di quattro milioni di euro, ripartito in modo uguale tra le città di Potenza e di Matera. Agli altri Comuni, anche in forma associata, saranno assegnati contributi in base a un bando ad hoc. I fondi disponibili ammontano a 9 milioni di euro annui per il triennio 2021-2023.

“Il nostro intento è stato quello di evitare la polverizzazione delle risorse, che saranno indirizzate, invece, verso interventi risolutori di problemi esistenti. In nessun caso i finanziamenti potranno essere dirottati verso scopi diversi da quelli previsti dalla normativa in questione. Sarà possibile ridefinire il verde pubblico e il paesaggio – conclude Rosa - sia nei Comuni capoluogo che nei piccoli centri, dove l’ambiente diventa punto di forza per lo sviluppo sostenibile di attività economiche e un’alta qualità della vita, indice di benessere per la collettività e incentivo contro lo spopolamento”.

Finalità della legge sono la protezione e la conservazione dell’ambiente e delle sue qualità, il miglioramento degli spazi naturali, rurali, urbani e periurbani. Sono, inoltre, esplicitate le misure e le azioni per migliorare la qualità del paesaggio, in ambito urbano e rurale, per il mantenimento e il ripristino della naturalità, il rafforzamento della biodiversità e la riqualificazione delle aree urbane. 

Allarme cinghiali, audita delegazione Regioni alla Camera

 Sono sette gli interventi proposti dagli assessori all’Agricoltura delle diverse Regioni italiane, tra cui il vicepresidente e assessore alle Politiche Agricole, alimentari e forestali della Regione Basilicata Francesco Fanelli, contenuti in un documento approvato dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, per fronteggiare "la crescita incontrollata della popolazione della fauna selvatica, in particolare degli ungulati, che provoca ingenti danni all'agricoltura, incremento dell'incidentalità stradale con esiti a volte fatali e rischi di carattere igienico-sanitario legati alla propagazione di epizoozie”.
“È un’emergenza di carattere nazionale, che coinvolge tutte le regioni italiane e che sconta la mancanza di adeguati strumenti di intervento, a causa di un quadro normativo superato, sia per quanto riguarda la legge n. 157/1992 sulla caccia – spiega il vicepresidente Fanelli – sia per il riassetto delle competenze di gestione e controllo conseguenti alla mai compiuta riforma degli enti locali della cosiddetta Legge Delrio. Più volte abbiamo evidenziato le difficoltà in cui ci troviamo ad operare, poiché si tratta di una questione che non può essere risolta a livello locale, soltanto con gli strumenti a nostra disposizione. Nonostante abbiamo posto in essere tutte le azioni possibili finalizzate al contenimento dei cinghiali, abbiamo richiesto l’intervento del Governo centrale, unitamente alle altre Regioni, per l’attivazione di misure straordinarie”.
Tra le misure previste, vi è l’introduzione della "figura del coadiutore di cui possa avvalersi la Polizia provinciale nell'attuazione dei piani di controllo”. Fra i soggetti attuatori di tali piani, la Conferenza delle Regioni propone di inserire, oltre al Corpo di Polizia provinciale, alla Polizia locale e ai Carabinieri Forestali, anche dipendenti delle amministrazioni provinciali o regionali muniti di licenza di caccia (nel caso in cui la Polizia provinciale sia passata nei ruoli regionali) e le associazioni di protezione civile in campo faunistico. Inoltre, il ricorso al piano di controllo deve essere possibile anche per motivi di "pubblica incolumità", eventualmente riferiti ad interventi atti a prevenire o ridurre il rischio di incidenti stradali.
Nel documento si propone, inoltre, di "rafforzare ed estendere il prelievo contenitivo degli ungulati anche nelle zone protette e in quelle percorse da incendio". Le Regioni chiedono anche di "prevedere adeguata copertura assicurativa attraverso l'inclusione di tale tipo di responsabilità nell'ambito delle polizze assicurative per Responsabilità Civile obbligatoria, oppure, in subordine, istituendo un apposito 'Fondo danni incidentali' da fauna selvatica”.
E ancora. Gli assessori regionali sollecitano il Governo affinché si rafforzino “i Corpi di Polizia provinciale, superando diverse criticità dovute agli attuali limiti alle assunzioni" e si trasferiscano “integralmente alle Regioni, che sopportano gli oneri della gestione della fauna selvatica, tutti i proventi che attualmente vengono introitati dallo Stato per l'attività venatoria esercitata sul territorio".
Per le Regioni bisogna "approvare definitivamente il decreto per indennizzi al 100% dei danni provocati da fauna protetta". Infine, si chiede di "riattivare il comitato tecnico faunistico nazionale, strumento ideale per riportare la discussione dei temi faunistico-venatori in seno al Ministero delle politiche agricole e forestali".


Dal 15 novembre accesso l Catasto informatico impianti termici

Dal 15 novembre i cittadini e i manutentori potranno consultare i dati relativi ai propri impianti termici collegandosi all’indirizzo  https://portal.basilicata.iter-web.it/, o all’apposita pagina che sarà disponibile sul sito istituzionale della Regione Basilicata.
“Con il Catasto informatico – afferma l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa – verrà effettuata la targatura degli impianti termici con l’obiettivo di identificarli in maniera univoca.  I proprietari, gli affittuari, gli amministratori di condominio e gli interessati a vario titolo avranno accesso in tempo reale a tutte le informazioni riferite agli impianti termici in loro gestione, nel segno della trasparenza e di una pubblica amministrazione più efficiente. Nel Catasto confluiranno il bollino informatico e i Rapporti di controllo ed efficienza energetica (Rcee). Per venire incontro ai cittadini e garantire una maggiore sicurezza e controllo degli impianti termici, inoltre, stiamo modificando la norma della legge regionale 30 del 2016, per ridurre, a parità di costo per i cittadini, da quattro a due anni la frequenza di trasmissione dei rapporti da parte dei manutentori per le caldaiette”.
Il Catasto consentirà, infine, una gestione automatizzata delle comunicazioni, delle ispezioni in loco nonché dell’emissione delle sanzioni previste dal decreto legislativo192/05. La gestione è stata affidata alle Province di Potenza e di Matera e al Comune di Potenza.


Rosa, un programma di biomonitoraggio nel Parco del Vulture

Misurare lo stato di salute del Parco regionale del Vulture. Un programma di biomonitoraggio ambientale sarà presto avviato nell’area naturalistica che, per le sue caratteristiche e le diverse attività dell’uomo, si presta per testare attraverso l’utilizzo di organismi sentinella la qualità del suolo, dell’acqua e dell’aria e le variazioni nel tempo. Il programma, finanziato dal governo regionale in una recente delibera con 980 mila euro del Fondo di sviluppo e coesione, porterà alla costruzione di un sistema di controllo per misurare l’impatto delle potenziali sorgenti inquinanti sull’ambiente.
“Un sistema naturale in buone condizioni – spiega l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa - è uno strumento chiave per garantire la salute pubblica e il benessere. Il biomonitoraggio, effettuato in modo preliminare e a grande scala e basato sulle informazioni fornite da ‘sensori viventi’ quando sono esposte ad agenti inquinanti, ci permette di individuare aree a rischio e indirizzare indagini mirate, facendo risparmiare alla collettività tempo e denaro”.
La cartografia georiferita degli habitat Natura 2000, i dati scientifici raccolti sulle specie di flora e di fauna, in particolare su quelle con valore di bioindicazione, il pool di indicatori spaziali utilizzati per caratterizzare la qualità naturale e paesaggistica costituiscono una solida base di partenza per la elaborazione di un sistema di biomonitoraggio nel territorio del Parco. Non meno importanti, a questo proposito, gli studi e gli approfondimenti legati alla Rete ecologica regionale, nell’ambito del Piano paesaggistico in fase di elaborazione.
“Il nostro obiettivo – conclude l’assessore Rosa - è quello di tarare un modello di controllo della qualità dell’ambiente esportabile dal Vulture a tutto il vasto e notevole patrimonio naturalistico della Basilicata”.  

Rosa: per i controlli ambientali 25 milioni di euro

 “Non ci siamo disimpegnati, anzi. Abbiamo moltiplicato e non eliminato le risorse destinate al controllo sanitario del territorio. Dagli 980 mila euro per tre anni stanziati dal precedente governo regionale per la sola Val d’Agri, ora abbiamo deciso investimenti molto più corposi pari a 5 milioni di euro all’anno per cinque anni, per un totale di 25 milioni di euro. Nell’ambito di una programmazione in merito, la Regione Basilicata in questi mesi ha lavorato a un progetto molto più consistente che riguarda i controlli. Facendo nostre le preoccupazioni dei cittadini della Val d’Agri e, insieme, di tutte le altre aree del territorio lucano sugli effetti delle attività antropiche, tanto dell’industria del petrolio quanto di quella di altri comparti, la Regione Basilicata ha messo in campo il progetto Lucas. La nostra è una visione più ampia che non si ferma solo alle conseguenze delle estrazioni petrolifere sull’ambiente e sulla salute umana, ma abbraccia tutta la regione, soprattutto là dove insistono attività potenzialmente rischiose sull’ambiente e sulla salute. Le indagini e i controlli, dunque, saranno estesi non solo alle aree delle concessioni ma a tutte quelle classificate emergenze ambientali della Basilicata.
Ad oggi è stato costituito il Comitato tecnico scientifico, con esperti ambientali e del settore sanitario collegati a strutture d’eccellenza della regione, che sta curando la redazione del piano esecutivo. Un programma preciso di chi fa cosa e dove, senza andare a tentoni ma con scadenze e attività ben precise.  Rispetto al passato c’è un’altra novità. Con il progetto Lucas condurremo un’indagine di epidemiologia molecolare sistematica per cinque anni, arco temporale minimo per avere un quadro chiaro degli effetti che determinate attività producono sull’uomo. Sarà così possibile identificare le eventuali modificazioni cellulari prodotte e i fattori di rischio associati a fattori genetici e ambientali. Come si evince, siamo più di fronte non più a uno studio epidemiologico isolato, ma a indagini complesse volte a creare anche strutture di formazione e centri sui territori, con il coinvolgimento delle aziende sanitarie e in stretto rapporto con gli enti di ricerca, il Crob, quest’ultimo dotato di una biobanca, e la Facoltà di medicina. La tutela dell’ambiente e della salute è per il governo Bardi valore non negoziabile. Di questo ne siano certi i cittadini lucani”.



“Liberi dall’amianto”, scadenza prorogata al 9 novembre

È stato prorogato al 9 novembre il termine entro il quale presentare le domande di contributi a fondo perduto finalizzati allo smaltimento di materiali contenenti amianto presenti sul territorio regionale. Lo rende noto il Dipartimento Ambiente ed Energia, spiegando che il differimento della scadenza del bando “Liberi dall’amianto” è stato deciso a seguito delle numerose richieste di cittadini, imprese e professionisti.
Da un primo bilancio dell’iniziativa, voluto dall’assessore Gianni Rosa, sono emerse alcune difficoltà, subito risolte con alcune modifiche all’avviso pubblico e alla modulistica che hanno ulteriormente semplificato le procedure. Adesso è consentita la partecipazione anche ai cittadini privi di firma digitale e credenziali Spid, che possono chiedere i contributi anche rivolgendosi a tecnici e a imprese.
Il Dipartimento Ambiente ed Energia, poi, procederà attraverso il Nucleo di valutazione a verificare l’ammissibilità delle domande e a predisporre la relativa graduatoria. Procedure queste che avranno tempi ristretti, per predisporre gli atti contabili prima della chiusura del Bilancio d’esercizio 2021.
I numerosi contatti giornalieri giunti attraverso i contatti di informazione e assistenza del Dipartimento Ambiente hanno dimostrano il grande interesse riscosso dal primo bando rivolto ai cittadini lucani. L’iniziativa proseguirà anche nel 2022 con la pubblicazione di un analogo avviso pubblico.


Rosa: circa sei meuro per eliminare le barriere architettoniche

I cittadini riconosciuti invalidi totali al cento per cento e con difficoltà di deambulazione riceveranno i contributi richiesti dal 2016 al primo marzo 2021 per eliminare le barriere architettoniche negli edifici dove si trovano le loro abitazioni. La giunta regionale, con una delibera, ha concesso ai Comuni nel riparto dei fondi per il 2021 una somma complessiva pari a 5.925.288 euro, che consentirà agli enti locali di chiudere tutte le graduatorie pendenti negli ultimi cinque anni.
“Mettiamo la parola fine – commenta l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa – a una partita ferma dal 2016. I circa sei milioni che abbiamo assegnato ai Comuni derivano da fondi dello Stato che siamo riusciti a sbloccare. La rimozione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà. Oggi, finalmente, possiamo dare risposte alle persone disabili che hanno difficoltà ad accedere alle loro case e che attendevano da troppo tempo. Un risultato che nasce da un lavoro costante e dalle strette interlocuzioni che i nostri uffici hanno portato avanti con i ministeri competenti”. 


Rosa: circa sei meuro per eliminare le barriere architettoniche

I cittadini riconosciuti invalidi totali al cento per cento e con difficoltà di deambulazione riceveranno i contributi richiesti dal 2016 al primo marzo 2021 per eliminare le barriere architettoniche negli edifici dove si trovano le loro abitazioni. La giunta regionale, con una delibera, ha concesso ai Comuni nel riparto dei fondi per il 2021 una somma complessiva pari a 5.925.288 euro, che consentirà agli enti locali di chiudere tutte le graduatorie pendenti negli ultimi cinque anni.
“Mettiamo la parola fine – commenta l’assessore all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa – a una partita ferma dal 2016. I circa sei milioni che abbiamo assegnato ai Comuni derivano da fondi dello Stato che siamo riusciti a sbloccare. La rimozione delle barriere architettoniche è un atto di civiltà. Oggi, finalmente, possiamo dare risposte alle persone disabili che hanno difficoltà ad accedere alle loro case e che attendevano da troppo tempo. Un risultato che nasce da un lavoro costante e dalle strette interlocuzioni che i nostri uffici hanno portato avanti con i ministeri competenti”. 


Rosa: prima di parlare, Cifarelli si legga i documenti

"Il metodo spot cui la sinistra ci ha abituato non fa parte della tradizione di centrodestra. Il Consigliere Cifarelli dovrebbe averlo già capito ma a quanto pare è molto distratto. Tanto distratto da non aver partecipato agli incontri delle Plenarie della Regione Basilicata per il Pnrr Ambiente ed Energia a cui è stato invitato, come tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione. Tuttavia, si permette di parlare di cose che non ha voluto approfondire.
Se si fosse impegnato a partecipare avrebbe capito, innanzitutto, che il metodo del governo di centrodestra è quello della condivisione tra tutti i Dipartimenti con la supervisione del presidente Bardi che ci rappresenta tutti. È un metodo che riguarda tutte le scelte, non solo quelle relative al Pnrr. Per fortuna, noi non abbiamo uomini soli al comando.
Respingiamo al mittente, quindi, i tentativi del consigliere Cifarelli di seminare diffidenza tra i componenti della Giunta. È un atteggiamento che denota carenza di argomenti.
La struttura organizzativa congegnata dalla Regione, che coinvolge tutti gli stakeholders interessati dal Pnrr, è sempre la medesima. Del resto, ad esempio, il Cnr è interessato sia dalla missione ‘Transizione ecologica’ che dalla missione propriamente relativa alla ‘Istruzione, formazione, ricerca e cultura’ ma anche a tutte le altre.
Probabilmente la mancanza di metodo e di chiarezza cui è abituato il centrosinistra non fa cogliere al consigliere Cifarelli l’inutilità di moltiplicare le strutture che alla fine devono rispondere ad un’unica logica: la programmazione regionale che è, appunto, unitaria.
I tavoli cui fa riferimento sono i tavoli che si occupano dell’analisi dei bandi del Pnrr, tra i quali quelli della Missione 2 del Pnrr, relativa alla transizione ecologica.
Bandi tra i quali rientrava anche la candidatura a Centro di Alta Tecnologia Ambiente ed Energia che il governo nazionale ha fatto sparire da un giorno all’altro. Non è, dunque, l’assessore Rosa che “ha abbandonato l’idea iniziale di un Centro di Alta Tecnologia per l’Ambiente e Energia”. Se si fosse applicato avrebbe dovuto saperlo. E visto che il consigliere Cifarelli è stato uno di quelli che aveva accolto la possibilità di ospitare il centro come fosse l’unica opportunità di sviluppo della Basilicata, magari, invece di parlare di cose che non sa, potrebbe spiegarci il perché il governo nazionale, che appoggia, li ha cancellati.
La confusione del consigliere raggiunge il massimo quando parla dei 5 Hub&Spoke. Cifarelli confonde il progetto del Centro di Alta Tecnologia Ambiente ed Energia, verso il quale era inizialmente orientata la Regione ma che, come detto, è stato cancellato dal governo, con gli Hub&Spoke previsti nella Missione 4 del Pnrr.
La Missione 4, lo ricordiamo al consigliere, riguarda la ricerca ma si articola in numerosi bandi suddivisi per 4 misure, alcuni dei quali riguardano la ricerca: Partenariati estesi alle università, ai centri di ricerca, alle aziende per il finanziamento di progetti di ricerca di base, tra i quali rientrano, ad esempio, la linea “Rischi ambientali, naturali e antropici”;  Rafforzamento delle strutture di ricerca per la creazione di "campioni nazionali di ricerca e sviluppo" su alcune tecnologie abilitanti, individuati come Centri Nazionali; Creazione e rafforzamento di "Ecosistemi dell’innovazione" come leader territoriali di ricerca e sviluppo; Realizzazione di un sistema integrato di Infrastrutture di Ricerca e Infrastrutture tecnologiche di Innovazione. Gli Hub&Spokerappresentano solo una di queste misure a cui, tra l’altro, la Regione Basilicata sta lavorando con il Cnr come capofila.
Tra l’altro, Cifarelli fa finta di non sapere che il Dipartimento che guido si occupa di energia, certamente, ma anche di ambiente, con tutte le inferenze nei campi della ricerca.
In conclusione, a parte “l’imbarazzo che traspare dai tanti soggetti che partecipano ai diversi incontri previsti dai Tavoli Tematici” che è percepito solo dal consigliere Cifarelli forse proprio per la confusione relativa all’argomento che non ha molto ben approfondito, lo invito a venire a chiedere chiarimenti al Dipartimento che è sempre aperto a tutti coloro che vogliono partecipare costruttivamente.
Con riguardo alle esternazione delle ultime ore del consigliere Cifarelli sulla vicenda San Sago, su cui dimostra di non aver letto alcunché e di non avere la minima idea di cosa scrive, quasi come se lo facesse sotto dettatura, la sconclusionatezza delle affermazioni, confondendo autorizzazioni e V.Inc.A, competenze amministrative e perimetri di salvaguardia, non merita risposta. E nel caso avesse voglia, per una volta tanto, di ripiegarsi sulle carte, qualora avesse ancora dubbi, il Dipartimento è sempre disponibile per chiarimenti”.
Lo afferma, in una nota, l’assessore regionale all’Ambiente ed Energia, Gianni Rosa.


“I Colori delle stagioni”, domenica 31 nei castagneti del Vulture

Si sposta nel Vulture domenica 31 ottobre “I Colori delle stagioni”, un’iniziativa organizzata dal Dipartimento all’Ambiente ed Energia della Regione in collaborazione con l’Apt, i Parchi, gli enti e le associazioni, per conoscere inediti di alcune aree della Basilicata in compagnia di guide locali e narratori d’eccezione.
L’appuntamento è alle 9 presso il Bosco Laviano a Melfi. Il programma prevede una passeggiata nel castagneto, con la narrazione dei luoghi e la possibilità di raccogliere castagne.  Alle 12,30 prevista una visita al museo di storia naturale del Vulture situato nell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Monticchio  Si concluderà con una degustazione di prodotti tipici.
“I Colori delle stagioni” si colloca nel brand Ambiente Basilicata, con il quale il Dipartimento Ambiente intende fare conoscere quanto si fa di concreto per tutelare il patrimonio naturalistico lucano e avvicinare i cittadini alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio
Per partecipare è necessario prenotarsi chiamando al 3470887980 o inviare una mail all’indirizzo antabasilicata@gmail.com

Gestione rifiuti, Rosa: nuovi impianti per la raccolta differenzia

“Sono particolarmente orgoglioso del progetto che Corepla ha realizzato con la Regione Basilicata per l’impiego degli eco-compattatori nella raccolta differenziata dei contenitori per liquidi in PET ad uso alimentare. Con questa iniziativa, la prima in assoluto nel suo genere, che prevede un investimento della Regione di 3 milioni di euro, vogliamo dotare i Comuni della Basilicata di nuovi impianti tecnologici che stimolino i cittadini, anche grazie agli incentivi previsti dal cosiddetto ‘decreto mangiaplastica’. Con Corepla stiamo realizzando uno studio per trovare una soluzione adatta alla nostra Regione e stiamo valutando i bandi del Pnrr per poter muovere dei passi concreti e decisivi per la raccolta differenziata”.

Lo ha detto Gianni Rosa, assessore all’Ambiente della Regione Basilicata, che oggi a Rimini nel corso della 24^ edizione di Ecomondo, ha partecipato a un incontro pubblico per la presentazione del “Progetto tracciatura”, l’iniziativa avviata da Corepla (il Consorzio nazionale che si occupa di raccolta, riciclo e recupero degli imballaggi in plastica) che prevede incentivi per i Comuni che decidono di installare gli eco-compattatori.

Grazie alla diffusione dei raccoglitori e al meccanismo di premialità, i cittadini che conferiscono il proprio imballaggio, accumulano punti che possono poi essere convertiti in premi o sconti da parte delle attività del territorio che hanno aderito al progetto.

Ad oggi gli eco-compattatori certificati Corepla sono 61, di cui 15 nella sola città di Genova, 12 in Sicilia e gli altri divisi tra Lombardia, Umbria, Marche, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria.

“Gli uffici del Dipartimento Ambiente – ha aggiunto Rosa - stanno lavorando alacremente per l’aggiornamento del Piano dei rifiuti e per candidare al finanziamento del PNRR in tempo utile una serie di progetti per modernizzare il sistema della raccolta e della gestione dei rifiuti. Vogliamo organizzare il sistema di raccolta, riciclo e riuso in modo moderno ed efficiente assumendo come priorità la protezione dell’ambiente. Con la collaborazione degli enti preposti e dei Comuni credo che possiamo vincere questa sfida”. 

Deposito unico, Rosa: la Basilicata esprime l’unanime contrarietà

La Basilicata esprime la totale, unanime, contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e del Parco Tecnologico ex D.lgs. n. 31/2010, redatta da So.G.I.N. S.p.A. nei 17 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale.
Possiamo permetterci di affermare che questa posizione è unanime perché le Province, i Comuni interessati, l’Anci, in rappresentanza di tutti i Comuni della Regione, la comunità scientifica regionale (UNIBAS, CNR, CGIAM, ARPAB), i corpi sociali e professionali e le Associazioni di settore hanno partecipato, a vario titolo, alla redazione del “Documento delle Osservazioni Tecnico-Scientifiche” (DOTS), approvato dalla Giunta Regionale nella seduta dello scorso 2 marzo e trasmesso a So.G.I.N. S.p.A. il 4 marzo.
Con altrettanta visione di unità, la Regione ha coinvolto nelle sue valutazioni anche la vicina Regione Puglia direttamente cointeressata in due dei 17 siti individuati in Basilicata.
Questo importante documento è frutto di un lavoro di condivisione e di partecipazione che costituisce l’espressione di tutti i cittadini lucani; è frutto del difficile lavoro di coordinamento svolto dalla Direzione Generale del Dipartimento Ambiente e Energia, con il prezioso supporto di FARBAS; è frutto dello sforzo congiunto di tutti i funzionari e collaboratori del Dipartimento Ambiente. E permettetemi di esprimere il mio apprezzamento ed un sentito ringraziamento perché è grazie a tutti se la piccola Basilicata è riuscita a produrre un documento tecnico tanto corposo nei tempi e nelle modalità previste dalla procedura, senza tenere conto della proroga assegnata negli ultimi giorni.
Il DOTS trasmesso, quindi, rappresenta il risultato del coordinamento delle istanze e condivisione di intenti dei cittadini lucani ma è soprattutto un documento tecnico-scientifico che analizza in maniera obbiettiva le criticità della proposta So.G.I.N. S.p.A., che emergono sin da una prima lettura del lavoro condotto negli anni dalla So.G.I.N. e da Ispra, il quale lavoro, con riguardo alla idoneità delle aree identificate in Basilicata, non prende in considerazione, ad esempio, gli strumenti di pianificazione e di programmazione adottati dalla Regione Basilicata negli ultimi anni, è basato su dati risalenti ed è, per questo, poco credibile.
Il procedimento di formazione del DOTS assicura, invece, una base tecnico-scientifica solida che non rappresenta un diniego immotivato ed egoistico nei confronti delle esigenze del Paese, né una sterile contrapposizione istituzionale tra Stato e Regione, ma la sintesi di accurate riflessioni, valutazioni e determinazioni tecnico-scientifiche.
Il procedimento adottato dalla Regione Basilicata è una garanzia della scientificità del documento. Il modello organizzativo, coordinato dal Dipartimento Ambiente ed Energia, ha previsto l’analisi della proposta attraverso dei Tavoli Tematici, dando giusto spazio e rilievo sia alla più ampia partecipazione sia ai contenuti di carattere tecnico e scientifico, che consentissero un puntuale inquadramento delle criticità riscontrate e degli elementi oggettivi e quantificabili, declinati secondo i proposti criteri di approfondimento individuati dalla documentazione resa disponibile, e secondo le modalità di cui alla citata procedura di consultazione pubblica indetta dalla Sogin.
Entrando rapidamente nel merito, i lavori condotti dai Tavoli Tematici (Tavolo Tematico 1 – Struttura idro-geo-morfologica; Tavolo Tematico 2 – Struttura naturalistica; Tavolo Tematico 3 – Struttura antropica; Tavolo Tematico 4 –Strutture strategiche di relazione; Tavolo della Ricerca) sono stati principalmente indirizzati a colmare le carenze del quadro conoscitivo adottato a supporto della definizione della CNAPI da parte sia della Sogin sia di ISPRA.
Come già accennato, è utile evidenziare come l’insieme delle informazioni riportate nella documentazione resa disponibile ai fini della consultazione pubblica di cui all’art. 27 del D.Lgs 31/2010, risulti non aggiornata rispetto agli strumenti di pianificazione, di programmazione, agli atti e determinazioni approvate ed adottate dalla Regione Basilicata negli ambiti specifici del paesaggio, infrastrutture, rete ecologica, sviluppo rurale, agricoltura, energia, gestione delle risorse naturali, delle infrastrutture strategiche e dei servizi etc. in una visione di “soggettualità territoriale” e pianificazione strategica integrata.
Il quadro conoscitivo emerso, riportato in dettaglio negli allegati al DOTS, ha previsto un’analisi specifica per ognuno dei 17 siti individuati, che ha evidenziato elementi di criticità e di incompatibilità con la previsione di idoneità emersa nella fase di individuazione delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il Deposito Nazionale ed il Parco Tecnologico.
Allo stesso tempo, sempre in una azione propositiva di collaborazione e trasparenza del processo di consultazione e di partecipazione attiva, è stato costruito una Sistema Informativo Territoriale, corredato di un corposo volume di tematismi, a supporto delle istanze rappresentate ed estremamente utile ad un inquadramento sufficientemente dettagliato degli elementi e fattori di vulnerabilità e criticità esistenti. Il SIT ha censito, organizzato, razionalizzato e rappresentato l’insieme dei dati esistenti, integrando i tematismi relativi ad ambiti e competenze differenti, al fine di consentire una lettura multidisciplinare delle informazioni presenti presso i dipartimenti e uffici regionali. In tale strutturazione del database, sono stati altresì acquisiti e catalogati dati, misure, rilievi, valutazioni e determinazioni rappresentati in studi, indagini ed analisi condotte sui siti direttamente interessati dalla localizzazione, ovvero in aree marginali di prossimità e/o di area vasta, al fine di poter estrarre/estrapolare le informazioni utili alla valutazione degli scenari conoscitivi e delle possibili interferenze.
Dal contesto informativo emerso, ribadendo l’invito ad una analisi dettagliata dei contenuti emersi dai singoli tavoli per ogni sito analizzato, si ritiene utile richiamare alcuni elementi salienti di criticità che impongono una riclassificazione della potenziale idoneità dei siti ricadenti in toto od in parte nel territorio della regione Basilicata. In particolare:
1. criterio di esclusione CE2 - aree contrassegnate da sismicità elevata
Il criterio di esclusione CE2 ha messo in evidenza una trattazione piuttosto sommaria della problematica. Sono infatti emersi alcuni aspetti di criticità, sia nella formulazione che nell’applicazione di tali criteri. Va anche fatto rilevare che il criterio CE2, unitamente al criterio CE3, non trova alcuna corrispondenza nei criteri di approfondimento, quasi a significare che un ulteriore approfondimento di queste tematiche non sia stato ritenuto necessario. Mentre, invece, è essenziale.
2. criterio di esclusione CE3 - aree interessate da fenomeni di fagliazione
Nella relazione d’area per tutti i 17 siti considerati è riportato lo stesso risultato: “La ricognizione complessiva del quadro conoscitivo esistente, unitamente agli elementi raccolti mediante i rilievi in campo, non ha fornito nette evidenze di fagliazione nell’area in esame”. L’analisi della SOGIN non prende in esame alcuna fonte di dati, ad esclusione delle due citate nella relazione (ITHACA e DISS). Anche in questo caso, è fortemente carente.
3. criterio di esclusione CE4 - aree caratterizzate da rischio e/o pericolosità geomorfologica e/o idraulica di qualsiasi grado e le fasce fluviali
Per tutte le aree, la verifica del criterio di esclusione e, in particolare, l’individuazione delle aree a rischio frana, è stata effettuata utilizzando le informazioni riportate nei Piani di Assetto Idrogeologico e nell’Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia (IFFI). Questi strumenti hanno evidenziato che tutte le aree comprese nel cluster Potenza sono caratterizzate dalla presenza di zone a rischio frana di grado variabile. Alcune di queste (PZ-8, PZ-13) mostrano zone a rischio R1 e R2 direttamente nell’area individuata.
4. criterio di esclusione CE10 - aree caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito
Il criterio esclude le formazioni caratterizzate da livelli piezometrici affioranti o che, comunque, possano interferire con le strutture di fondazione del deposito. Nella Relazione di Sogin, la formazione viene descritta come un complesso argilloso-marnoso considerabile come un substrato pressoché impermeabile. I dati sperimentali, ottenuti mediante analisi in sito e in laboratorio dai ricercatori del Laboratorio di Geotecnica di Università della Basilicata su campioni rappresentativi del complesso delle Argille Subappennine lucane, mostrano, al contrario, che la permeabilità del sottosuolo può essere elevata, che il sottosuolo è saturo di acqua, e che i livelli piezometrici interferirebbero con le opere.
5. criterio di esclusione CA9 - parametri chimici del terreno e delle acque di falda
Sulla base dei dati geologico-stratigrafici, idrogeologici, tessiturali e mineralogici attualmente a disposizione per i sedimenti che ricadono nelle aree-cluster individuate in Basilicata, il rischio di una vasta mobilità geochimica, con eventuale interessamento della falda acquifera, in diversi casi non profonda, risulta non trascurabile.
6. criterio di esclusione CA11 - produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, luoghi di interesse archeologico e storico
Non è riportata l’attività in corso di redazione del Piano Paesaggistico Regionale ai sensi dell’Intesa sottoscritta con MIBACT e MATTM che nel Documento Programmatico approvato con DGR 1372/2018 ed integrato con DGR 332/2019 pone al centro di interesse il territorio rurale inteso complessivamente come bene pubblico. Il quadro conoscitivo elaborato nel Piano completo in relazione alle Tutele è stato validato dal Comitato tecnico Paritetico Regione, MIC, MITE ed è il riferimento per il repertorio dei vincoli e relative perimetrazioni. I siti del Deposito Nazionale si collocano all’interno delle aree agricole più importanti della Basilicata. I paesaggi rurali interessati, così come definiti dal Piano Paesaggistico in corso di avanzata formazione, sono quelli dei Terrazzi e della Pianura costiera; i terrazzi del Bradano; l’altopiano della Murgia materana.
7. criterio di esclusione CA13 - presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche
Tra le infrastrutture strategiche, esistenti o già individuate negli strumenti di pianificazione, che determinano insediamenti futuri di attività antropiche che possono risultare inficiate e/o compromesse dalla costruzione del deposito e, allo stesso tempo, compromettere l'isolamento del deposito stesso, sono da annoverare sicuramente quelle idriche, energetiche (gas, petrolio o di tipo geotermico) e minerarie. Questo si evince dall’analisi del criterio CA13: Presenza di infrastrutture critiche rilevanti o strategiche, non possono essere escluse tutte quelle opere e grandi infrastrutture strategiche di rilevanza nazionali, già riconosciute e programmate dallo Stato nei piani di sviluppo di vaste aree regionali con la legge Obiettivo 443/2001 e con le successive delibere CIPE 121/2001, 146/2006 e 3/2008. Tra queste vanno annoverate le infrastrutture idriche, sia ad uso idropotabile sia irriguo sia industriale, di accumulo, trasferimento e distribuzione realizzate e da realizzarsi quali dighe, traverse, adduttori, vasche di compenso e condotte di distribuzione a servizio di distretti irrigui (in particolare lo schema idrico Basento-Bradano e il grande adduttore del Sinni), che non sono state affatto considerate dalla proposta Sogin.
Questi sono solo alcuni dei rilievi tecnici contenuti nel DOTS che da soli giustificano la posizione di diniego della Regione Basilicata.
Tuttavia, proprio per quanto detto all’inizio, la stessa posizione è rafforzata anche dall’unanime no delle Istituzioni locali che rappresentano il comune sentire dei cittadini e della società lucana, e che, per prossimità e vocazione, sono deputati ad un’attenta valutazione e composizione dei differenti interessi coinvolti.
La Basilicata ha già dato e continua a dare alla Nazione. Contribuisce, da anni, al livello di approvvigionamento di petrolio, con il più grande giacimento on shore d’Europa, e oggi ancor di più con un secondo Centro Olio. Nell’epoca del nucleare, ha messo a disposizione il proprio territorio con l’impianto ITREC di Rotondella. Ancora oggi ne paghiamo le conseguenze con uno smantellamento che va avanti da 20 anni e che non è esente da danni ambientali.
La Basilicata è ricca di risorse naturali: stiamo parlando dell’oro blu di cui siamo i maggiori esportatori verso altre regioni con oltre il 70% di produzione idrica. Ospita il Parco nazionale più grande d’Italia, nonché custodisce parte del patrimonio mondiale UNESCO con Matera.
Il rovescio della medaglia è che siamo ancora fortemente penalizzati nell’accessibilità infrastrutturale: siamo la regione con minori chilometri di autostrada in Italia (0,29 Km per 100 Kmq di area) e con una rete ferroviaria marginale ed inadeguata.
In conclusione, ribandendo la totale contrarietà alla proposta di localizzazione, costruzione ed esercizio del Deposito Nazionale dei rifiuti radioattivi e Parco Tecnologico ex D.lgs. n. 31/2010 redatta da So.G.I.N. S.p.A. per i 17 siti individuati e ricadenti nel territorio regionale, auspico fortemente che gli elaborati e la documentazione scientifica, tecnica ed amministrativa prodotta sia seriamente valutata nelle prossime fasi di questo complesso procedimento e che si possa giungere alla definitiva dichiarazione di non idoneità di questi territori tale da giustificare la loro esclusione dalla CNAPI.



Pnrr ambiente, riunita la Cabina di regia regionale

Stringono i tempi per partecipare ai bandi emessi dai vari ministeri, in particolare dal ministero della Transizione ecologica, per cogliere le opportunità del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Ieri la cabina di regia, presente l’assessore Gianni Rosa, ha analizzato gli obiettivi in base ai quali redigere le proposte da candidare alle risorse del Pnrr. Il lavoro si focalizzerà su una serie di proposte già approvate, e in linea con la strategia della Regione, che saranno trasferite dalla direzione generale del Dipartimento Ambiente. La Cabina di regia valuterà quelle da trasmettere alla struttura operativa e poi ai tavoli tematici che dovranno iniziare a lavorarci già dalla prossima settimana.
La cabina di regia è formata da un team di esperti qualificati in pianificazione ambientale, economia del territorio e energia, sovraintende alle proposte dei tavoli tematici su Economia Circolare, Fonti rinnovabili, Idrogeno e Tutela del Territorio, che con la struttura operativa formata da esperti designati dai Centri di ricerca, dalle Università, dal mondo delle imprese, dai Dipartimenti regionali e dagli enti subregionali, costituiscono il “modello organizzativo” adottato per raggiungere gli obiettivi della Regione verso la transizione ecologica..
Fanno parte della cabina di regia Marina Albanese dell’Università degli Studi “Federico II” di Napoli, Centro interdipartimentale “Raffaele D’Ambrosio” (Lupt), Angelo Masi della Scuola di Ingegneria dell’Unibas, Gelsomina Pappalardo dell’Istituto di Metodologie per l’Analisi ambientale (Cnr-Imaa), oltre che il dirigente generale pro-tempore del Dipartimento Ambiente, Giuseppe Galante.

  
  

“I Colori delle stagioni”, appuntamento domenica 24 a Matera

Primo appuntamento domenica 24 ottobre a Matera con “I Colori delle stagioni”, un’iniziativa organizzata dal Dipartimento all’Ambiente ed Energia della Regione in collaborazione con l’Apt, i Parchi, gli enti e le associazioni, per conoscere inediti di alcune aree della Basilicata in compagnia di guide locali e narratori d’eccezione.
L’appuntamento alle 9,30 presso la Grancia Parco dei Monaci. Si prosegue in un percorso guidato nella Gravina fino alla Chiesa rupestre “Cristo la Selva”. Alle 12 il programma prevede una visita al vigneto della Tenuta Parco dei Monaci, infine si ritorna alla Grancia dove sarà possibile degustare prodotti tipici.
“I Colori delle stagioni” si colloca nel brand Ambiente Basilicata, con il quale il Dipartimento Ambiente intende fare conoscere quanto si fa di concreto per tutelare il patrimonio naturalistico lucano e avvicinare i cittadini alle buone pratiche di rispetto e difesa del territorio
Per partecipare è necessario prenotarsi chiamando al 3470887980 o inviare una mail all’indirizzo antabasilicata@gmail.com