Da Cime tempestose a Odissea, i film tratti dai libri in arrivo nel 2026

Indimenticabili storie d’amore, ma anche tanto fantasy e fantascienza, passando per thriller, epica e commedie. Da sempre, la letteratura di ogni genere ha ispirato il cinema spingendo sceneggiatori e registi a scrivere la propria versione di un grande capolavoro del passato o un fenomeno della nostra generazione. Il 2026 non sarà da meno e porterà nelle sale italiane gli adattamenti di cult come Cime tempestose, capolavoro di Emily Brontë, e Odissea tratto dall’omonimo poema omerico della Grecia classica e diretto da Christopher Nolan. Senza dimenticare il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Dune, alla cui regia ci sarà ancora una volta Denis Villeneuve. Ecco i film più attesi.

I film tratti dai libri in arrivo nel corso del 2026

Una di famiglia di Freida McFadden con Sydney Sweeney

È già in sala dal primo gennaio Una di famigliaThe Housemaid, trasposizione dell’acclamato libro di Freida McFadden (Newton Compton) diretta da Paul Feig. La storia si concentra su Millie, giovane donna in libertà vigilata che deve dimostrare di meritare un posto nel mondo per evitare di tornare in cella, dove ha trascorso un terzo della sua vita. Nel cast Sydney Sweeney e Amanda Seyfried.

Hamnet di Maggie O’Farrell con Paul Mescal nei panni di Shakespeare

Candidato come miglior film drammatico ai Golden Globes, Hamnet – Nel nome del figlio (Guanda) è tratto dal romanzo di ambientazione storica di Maggie O’Farrell che racconta il dramma vissuto dalla famiglia Shakespeare durante la peste bubbonica. Ambientato nell’Inghilterra rurale, il lungometraggio porta lo spettatore nella quotidianità della coppia, tra la crescita dei figli e le difficoltà del mondo esterno. Diretto da Chloe Zhao, vede Paul Mescal nei panni del Bardo e Jessie Buckley in quelli della moglie Agnes. Uscirà al cinema il 5 febbraio.

Cime tempestose, Jacob Elordi e Margot Robbie nel cult di Emily Brontë

Il 12 febbraio sarà il turno di Cime tempestose, tratto dal capolavoro omonimo di Emily Brontë, edito in Italia da Garzanti. Nei panni dei protagonisti Catherine e Heathcliff, giovani e poi adulti segnati da impedimenti e sofferenze che alimentano un atteggiamento passionale e distruttivo verso la vita e le relazioni, recitano Margot Robbie e Jacob Elordi. Alla regia Emerald Fennel, salita alla ribalta per aver diretto Saltburn. La colonna sonora sarà curata dalla star Charli XCX, che ha già rilasciato online il singolo Chains of Love.

Cold Storage di David Koepp con Joe Keery di Stranger Things

A poche settimane dal finale di Stranger Things, Joe Keery – che nella serie Netflix ha interpretato l’amato personaggio di Steve Harrington – sarà al cinema con Cold Storage, tratto dal romanzo Sotto zero (HarperCollins) di David Koepp, tra l’altro autore della sceneggiatura. Al centro della trama, che si dividerà fra la commedia e l’horror, due giovani impiegati in un magazzino costruito su una vecchia base militare che si trovano ad assistere alla diffusione di un misterioso fungo parassita. Nel cast vi sono anche Georgina Campbell e Liam Neeson. Sarà in sala il 18 febbraio.

The Bride, Maggie Gyllenhaal dirige una storia ispirata a Frankenstein

Dopo l’adattamento di Guillermo del Toro, Frankenstein torna nuovamente al cinema con The Bride – La sposa, film scritto, diretto e prodotto da Maggie Gyllenhaal. Ispirato al romanzo horror di Mary Shelley e al film del 1935 La moglie di Frankenstein, si svolge nella Chicago degli Anni 30, dove vive la solitaria creatura, interpretata da Christian Bale. Con l’aiuto della dottoressa Euphronious (Annette Bening) riesce a riportare in vita una giovane donna assassinata, interpretata da Jessie Buckley. Ciò che segue andrà ben oltre ogni previsione. Il film uscirà al cinema il 5 marzo.

L’ultima missione (Project Hail Mary) con Ryan Gosling

Il 20 marzo sbarcherà in sala L’ultima missione, in originale Project Hail Mary, tratto dall’omonimo libro di Andy Weir (Mondadori), autore del romanzo che ha ispirato The Martian con Matt Damon. Il film racconta la storia dell’insegnante di scienze Ryland Grace, interpretato da Ryan Gosling, che un giorno si sveglia improvvisamente su un’astronave distante anni luce dalla Terra e senza ricordare nulla del suo passato né del perché si trovi lì. Scoprirà presto di essere stato inviato in missione nello spazio in quanto è l’unico uomo in grado di salvare il mondo dal collasso del Sole. Nel cast anche Sandra Hüller.

Il diavolo veste Prada 2, tornano Meryl Streep e Anne Hathaway

Aprile in compagnia di Miranda Priestly e Andrea Sachs. In primavera uscirà infatti al cinema l’atteso Il diavolo veste Prada 2, sequel di uno degli adattamenti più iconici degli Anni 2000. Tratto dal libro di Lauren Weisberger La vendetta veste Prada (Pickwick), vedrà nuovamente Meryl Streep e Anne Hathaway nei panni delle due protagoniste. Nel cast torneranno Stanley Tucci, Emily Blunt e Tracie Thoms: alla regia David Frankel. Ora socia di una rivista fondata con l’ex rivale Emily, Andrea si scontra ancora con Miranda per via delle crisi cui è soggetta la carta stampata.

Odissea, Christopher Nolan adatta il poema epico di Omero

Grande attesa per il ritorno in sala di Christopher Nolan. L’acclamato regista di Oppenheimer e della trilogia del Cavaliere oscuro presenterà il 16 luglio Odissea, suo personale adattamento del poema epico di Omero. Nei panni del protagonista Ulisse ci sarà Matt Damon, affiancato da un cast stellare che comprende Tom Holland nei panni di Telemaco, figlio di Ulisse e Penelope, Zendaya in quelli della dea Atena e Charlize Theron, interprete della maga Circe. Robert Pattinson sarà infine Antinoo, uno dei Proci che insediano il trono di Ulisse sull’isola di Itaca e aspirano alla mano di Penelope, che avrà il volto di Anne Hathaway.

Ebenezer – A Christmas Carol, Johnny Depp nei panni di Scrooge

Nel 2026 tornerà in sala anche A Christmas Carol, classico natalizio di Charles Dickens. Il 13 novembre è atteso in sala Ebenezer – A Christmas Carol, diretto da Ti West su una sceneggiatura adattata da Nathaniel Halpern. Il film segnerà anche il ritorno a Hollywood di Johnny Depp, che presterà la sua arte al personaggio protagonista, il misantropo e avaro uomo d’affari che, nella Londra del XIX secolo, riceve la visita dei fantasmi del Natale passato, presente e futuro nel tentativo di salvarsi da un aldilà di tormenti. Nel cast anche Andrea Riseborough.

Narnia, Greta Gerwig dirige il film tratto dalla saga di CS Lewis

Pochi giorni dopo, il 26 novembre, è atteso nei cinema di tutto il mondo Narnia, nuovo film ispirato alla celebre saga fantasy di CS Lewis Le cronache di Narnia, già vista al cinema nella trilogia iniziata nel 2005. Il lungometraggio tuttavia non racconterà la storia dei fratelli Pevensie, bensì quella narrata ne Il nipote del mago (Mondadori), sesto volume della saga letteraria in ordine di pubblicazione, ma suo prequel. Protagonista sarà Digory che, per salvare l’amica Polly, intraprende un’avventura in un magico regno incantato. Alla regia Greta Gerwig, (Barbie), mentre nel cast ci saranno Daniel Craig, Meryl Streep, Emma Mackey e Carey Mullighan.

Hunger Games – L’alba sulla mietitura, il prequel della saga di Suzanne Collins

A novembre torneranno in sala gli Hunger Games. Francis Lawrence dirigerà infatti il nuovo capitolo della saga distopica di Suzanne Collins, L’alba sulla mietitura (Mondadori), ambientato diversi anni prima dei libri con protagonista Katniss Everdeen. Protagonista della narrazione è qui infatti Haymitch Abernaty (Joseph Zada), scelto per partecipare alla 50esima edizione dei giochi di Capitol City. Nel cast recitano Ralph Fiennes, volto del presidente Snow, ed Elle Fanning nei panni di Effie. Jesse Plemons sarà invece Plutarch, Kevin Harrison Jr sarà Beetee e Kieran Culkin il presentatore Flickermann. Accanto a loro anche Maya Hawke, Glenn Close e McKenna Grace.

Dune: Parte 3, l’ultimo capitolo diretto da Denis Villeneuve

Il 18 dicembre 2026 uscirà invece Dune: Parte 3, epica conclusione della trilogia di fantascienza di Frank Herbert (Fanucci) diretta da Denis Villeneuve. Il lungometraggio adatterà Messia di Dune, che riporterà al centro il Duca Paul Atreides interpretato da Timothée Chalamet. Nel cast torneranno anche Zendaya, Florence Pugh, Jason Momoa, Josh Brolin, Rebecca Ferguson e Anya Taylor-Joy. Per la chiusura della trilogia si aggiungerà al cast anche il nome di Robert Pattinson.

Non è un paese per single, il primo film tratto dai libri di Felicia Kingsley

Il talento di Felicia Kingsley si appresta a sbarcare anche sullo schermo. Prime Video ha annunciato per l’inizio del 2026 l’uscita di Non è un paese per single, adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice più letta in Italia. Ambientato a Belvedere in Chianti, idilliaca cittadina della Toscana, segue la storia di Elisa, mamma single che si deve dividere fra la gestione della famiglia e quella della sua tenuta, Le Giuggiole. Un compito arduo che finisce irrimediabilmente per complicarsi ancor di più quando in paese torna un vecchio amico d’infanzia, Michele, che dovrà subentrare alla gestione della tenuta. A interpretare i due saranno Cristiano Caccamo e Matilde Gioli. Alla regia Laura Chiossone.

Stranger Things 5, ecco il trailer della puntata finale

Si torna nel Sottosopra, un’ultima volta. Netflix ha rilasciato il trailer della puntata finale di Stranger Things 5 che concluderà una volta per tutte la trama iniziata nel 2016 con la prima stagione e che ha appassionato milioni di spettatori in tutto il mondo. La scena si apre con il personaggio di Jim Hopper, interpretato da David Harbour, intento a pronunciare un emozionante discorso a Undici (Millie Bobby Brown) pronta all’ultimo scontro con il villain Vecna. «La vita è stata così ingiusta con te», afferma il padre adottivo della ragazza, mentre scorrono le immagini di tutte le precedenti puntate. «Ti hanno portato via l’infanzia, sei stata aggredita, manipolata, da persone orribili, ma non ti sei mai lasciata spezzare. Lotta per i giorni felici che verranno, per un mondo al di là di Hawkins. Facciamola finita». Intitolato Rightside Up, in chiaro contrasto con l’Upside Down (in italiano Sottosopra), sarà disponibile in streaming il primo gennaio 2026.

LEGGI ANCHE: Stranger Things 5, i record della serie Netflix in streaming

I 20 film più visti del 2025 a livello globale

Il 2025 sta per finire ed è tempo di bilanci. Nei cinema italiani domina Buen Camino, il nuovo film del comico pugliese Checco Zalone che in appena quattro giorni dal debutto è già diventato il più visto dell’anno. Con quasi 27 milioni di euro in 96 ore, ha infatti superato Lilo & Stitch, l’adattamento live action dell’omonimo cartone animato Disney che si era fermato a 22,3 milioni. E a livello mondiale? Avatar: Fuoco e cenere di James Cameron tallona la Top 5 con 760 milioni di dollari in poco più di 10 giorni dall’uscita, ma ai primi due posti c’è l’animazione, che si conferma il genere più forte e capace di attirare maggior pubblico in sala anche nell’era dello streaming. In vetta, un lungometraggio che ha superato i 2 miliardi.

I 20 film più visti del 2025 a livello globale

Il podio è dominato dall’animazione

I 20 film più visti del 2025 a livello globale
La locandina ufficiale di Ne Zha 2 (da X).

Come detto, a dominare gli incassi del 2025 a livello globale è l’animazione. Al primo posto spicca il sorprendente Ne Zha 2, lungometraggio prodotto in Cina capace di totalizzare 2,1 miliardi di dollari in tutto il mondo. Ambientato nel Fenshen Cinematic Universe, inaugurato dal primo capitolo del 2019, L’ascesa del guerriero di fuoco è diretto da Jiaozi e racconta le avventure del giovane demone Ne Zha e del principe dei draghi Ao Bing. Dopo la morte dei loro corpi fisici, le loro anime si trovano costrette a collaborare per sventare una cospirazione che minaccia l’ordine globale, umano e divino. Forte di 1,8 miliardi di dollari incassati in Cina dall’uscita del 29 gennaio, con 2,1 in tutto il mondo ha superato Inside Out 2 diventando il film di animazione più redditizio della storia del cinema, il quinto in assoluto e appena il settimo a sfondare il tetto dei 2 miliardi.

Al secondo posto dei film più visti del 2025 c’è Zootropolis 2, uscito in Italia il 26 novembre e capace di incassare già 15,9 milioni di euro issandosi al quarto posto della classifica nazionale. Sommando i mercati di tutto il mondo, il sequel del film Disney del 2016 ha guadagnato 1,4 miliardi di dollari, di cui 321 milioni solamente negli States. Protagonisti sono ancora una volta la poliziotta Judy Hopps e il suo amico Nick Wilde, che nel primo capitolo era riuscito a entrare in polizia. I due devono indagare su un nuovo caso quando un misterioso rettile di nome Gary mette a soqquadro la città. Sul gradino più basso del podio c’è invece Lilo & Stitch, remake live action dell’omonimo film animato del 2002: nel cast anche Zack Galifianakis e Tia Carrere. In Italia ha totalizzato 22,3 milioni di euro, mantenendo il primo posto fino all’irruzione di Zalone.

La Top 20 completa degli incassi al cinema nel 2025

  • Ne Zha 2 (2,15 miliardi)
  • Zootropolis 2 (1,42 miliardi)
  • Lilo & Stitch (1,038 miliardi)
  • Un fiilm Minecraft (958 milioni)
  • Jurassic World: La Rinascita (869 milioni)
  • Avatar: Fuoco e cenere (760 milioni)
  • Demon Slayer: Kimetsu no yaiba – Il Castello dell’Infinito (714 milioni)
  • Dragon Trainer (636 milioni)
  • F1: The Movie (631 milioni)
  • Superman (616 milioni)
  • Mission: Impossible – The Final Reckoning (598 milioni)
  • I Fantastici Quattro – Gli inizi (521 milioni)
  • Wicked – Parte 2 (503 milioni)
  • The Conjuring: Il rito finale (494 milioni)
  • Captain America: Brave New World (415 milioni)
  • Thunderbolts* (382 milioni)
  • Sinners (367 milioni)
  • Final Destination Bloodlines (315 milioni)
  • Weapons (269 milioni)
  • Troppo cattivi 2 (239 milioni)

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025

Brigitte Bardot è morta all’età di 91 anni. Domenica 28 dicembre, il cinema francese e internazionale hanno detto addio a una delle icone più rappresentative del XX secolo. È solo l’ultima di numerose star che ci hanno lasciato negli ultimi 12 mesi tra celebrità dello spettacolo, simboli dell’alta moda e divi del cinema e della musica. Da Oliviero Toscani e David Lynch scomparsi a gennaio alla scrittrice Sophie Kinsella, deceduta per una grave malattia a metà dicembre, ecco un recap del 2025.

Tutte le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025

Gennaio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Il regista David Lynch (Ansa).

Nel primo mese dell’anno, la fotografia italiana salutava Oliviero Toscani, morto il 13 all’età di 82 anni dopo una breve malattia. Tre giorni dopo, un grave lutto ha colpito il cinema con la scomparsa a 78 anni del regista visionario David Lynch, autore di cult come Mudholland Drive e la serie Twin Peaks.

Febbraio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
L’attrice Michelle Trachtenberg (Ansa).

Il 26 febbraio, Gene Hackman è stato trovato senza vita nella sua abitazione di Santa Fe assieme alla moglie Betsy Arakawa: secondo il medico legale, il celebre attore de Il braccio violento della legge e Gli spietati era deceduto probabilmente otto giorni prima. Sempre il 26 febbraio, il mondo ha detto addio anche a Michelle Trachtenberg, nota per aver vestito i panni di Georgina Sparks in Gossip Girl e Dawn Summers in Buffy l’ammazzavampiri.

  • 4 febbraio: Karim Aga Khan
  • 18 febbraio: Gene Hackman
  • 24 febbraio: Roberta Flack
  • 26 febbraio: Michelle Trachtenberg

Marzo

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Eleonora Giorgi in Borotalco.

Il 3 marzo si spegneva a 71 anni, dopo una lunga malattia, Eleonora Giorgi, affetta da un tumore al pancreas di cui aveva parlato pubblicamente. Due giorni dopo ci ha lasciato l’iconico telecronista della Nazionale italiana Bruno Pizzul, storica voce del calcio per la Rai e conduttore di Domenica Sprint e della Domenica Sportiva.

Aprile

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Papa Francesco (Imagoeconomica).

Il primo aprile un grave lutto ha colpito Hollywood. Si è spento a 65 anni infatti Val Kilmer, stella del cinema americano e volto di Jim Morrison in The Doors, di Bruce Wayne in Batman Forever e di Tom Kazansky in Top Gun. Il 21 aprile, giorno di Pasquetta, dal Vaticano una notizia ha scioccato il mondo intero: a 88 anni è morto Papa Francesco, 266esimo pontefice della Chiesa di Roma.

Maggio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Sebastiao Salgado (Ansa).

Il 23 maggio è morto all’età di 81 anni Sebastiao Salgado, uno dei massimi esponenti della fotografia documentarista del nostro tempo. Ex economista, durante la vita ha viaggiato attraverso 120 Paesi, raccontandone popolazioni, usanze e culture.

  • 20 maggio: Nino Benvenuti
  • 23 maggio: Sebastiao Salgado

Giugno

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Lea Massari nel 1977 (Ansa).

Il 22 giugno 2025 il mondo dell’arte ha detto addio ad Arnaldo Pomodoro, scomparso il giorno prima di compiere 99 anni: il celebre scultore delle iconiche sfere di bronzo ha fondato, assieme a Lucio Fontana, il gruppo Continuità. Il giorno dopo invece si è spenta Lea Massari, antidiva del cinema che ha lavorato per Michelangelo Antonioni e Sergio Leone e recitato con Jean Paul Belmondo. Appena 24 ore dopo, un altro lutto nel cinema: si è spento a 75 anni Alvaro Vitali, indimenticabile Pierino.

  • 9 giugno: Sly Stone
  • 11 giugno: Brian Wilson
  • 22 giugno: Arnaldo Pomodoro
  • 23 giugno: Lea Massari
  • 24 giugno: Alvaro Vitali

Luglio

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Un murale dedicato a Ozzy Osbourne (Ansa).

Il 3 luglio è morto in un incidente stradale il centravanti del Liverpool e della Nazionale portoghese Diogo Jota: insieme al 28enne ha perso la vita anche il fratello André, più giovane di due anni. Quello stesso giorno il cinema ha pianto invece la scomparsa improvvisa di Michael Madsen, celebre per il suo lavoro in diversi film di Quentin Tarantino, dai due volumi di Kill Bill a The Hateful Eight. Musica in lutto il 22 per la morte del Principe delle tenebre Ozzy Osbourne, morto 17 giorni dopo aver dato addio alle scene con un concerto nella sua Birmingham.

Agosto

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Pippo Baudo (Imagoeconomica).

Oltre a Salgado, nel 2025 la fotografia ha perso anche uno dei giganti italiani. Il 6 agosto è morto a Genova Gianni Berengo Gardin, fra i massimi esponenti del Novecento nel nostro Paese. Appena 24 ore dopo si è spento negli States Jim Lovell, comandante della missione spaziale Apollo 13 e noto per aver pronunciato la famosa frase «Houston, abbiamo un problema». Spettacolo italiano in lutto il 16 agosto per la morte di Pippo Baudo, simbolo di Sanremo e della televisione nel nostro Paese.

  • 6 agosto: Gianni Berengo Gardin
  • 7 agosto: Jim Lovell
  • 16 agosto: Pippo Baudo

Settembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Giorgio Armani (Imagoeconomica).

Il mese di settembre si è aperto con la morte di Emilio Fede, storica guida del Tg4 per 20 anni, morto a 94 anni il 2. Due giorni dopo, moda internazionale in lutto per la scomparsa di “Re” Giorgio Armani, icona di stile non solo in Italia ma in tutto il mondo: simbolo di eleganza, ha vestito decine di celebrità tra cui Cate Blanchett e Lady Gaga. Il 16 e il 23 settembre, il cinema ha detto addio rispettivamente a Robert Redford e Claudia Cardinale, pilastri della recitazione nel XX secolo.

Ottobre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
L’etologa Jane Goodall (Ansa).

Il primo ottobre è morta a Los Angeles l’etologa e antropologa britannica Jane Goodall. La 91enne di Londra ha rivoluzionato la scienza moderna, documentando per prima alcuni comportamenti sociali degli animali fino ad allora attribuiti solo alla specie umana. Il 3 ottobre lo spettacolo italiano ha salutato per l’ultima volta Remo Girone, attore noto per aver interpretato Tano Cariddi ne La piovra. Otto giorni dopo, invece, si è spenta in California Diane Keaton, premio Oscar nel 1978 per il film Io e Annie di Woody Allen, con cui strinse un duraturo sodalizio.

Novembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Le gemelle Alice ed Ellen Kessler allo zoo di Roma nel 1965 (Ansa).

L’8 novembre ci ha lasciato un’altra icona del Festival di Sanremo. È morto a soli 69 anni infatti Beppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra al Teatro Ariston che nel corso della sua carriera ha lavorato con artisti del calibro di Roberto Vecchioni, Zucchero e Mia Martini. Il 17 novembre altro addio nel mondo dello spettacolo: a 89 anni sono morte Alice ed Ellen Kessler, tra le coppie più famose della scena europea. Quattro giorni dopo invece si è spenta nella sua Milano Ornella Vanoni, tra le voci simbolo della musica italiana nel Novecento.

Dicembre

Baudo, Giorgi, Vanoni: le celebrità che ci hanno lasciato nel 2025
Rob Reiner con la moglie Michele (Ansa).

Il mese di dicembre, in cui il cinema internazionale ha detto addio a Brigitte Bardot, si è aperto invece con un altro importante lutto in Italia: il primo è morto infatti Nicola Pietrangeli, simbolo del tennis tricolore e due volte vincitore del Roland Garros nonché capitano dell’Italia in Coppa Davis nel trionfo in Cile del 1976. Il 10 dicembre è morta invece la scrittrice britannica Sophie Kinsella, famosa per la saga I Love Shopping. Quattro giorni dopo, il regista Rob Reiner è stato trovato assassinato assieme a sua moglie Michele Singer nella sua villa di Los Angeles.

  • 1 dicembre: Nicola Pietrangeli
  • 3 dicembre: Steve Cropper
  • 10 dicembre: Sophie Kinsella
  • 14 dicembre: Rob Reiner
  • 25 dicembre: Perry Bamonte
  • 28 dicembre: Brigitte Bardot

Natale 2025, cinque film da vedere in streaming

I classici Disney sulle reti Rai, gli intramontabili Una poltrona per due, Il Grinch e Polar Express sui canali Mediaset, che proporrà anche i primi due capitoli della saga di Harry Potter dopo aver dato spazio, sul 20, alla trilogia de Il Signore degli Anelli in versione integrale. Da diversi anni ormai, sulle principali emittenti generaliste si ripete ciclicamente la stessa programmazione che, dal 24 fino al 26 dicembre, accompagna i telespettatori a Natale. Chi è stanco dei soliti film, può ricorrere alle piattaforme streaming, dove sono disponibili decine di titoli freschi ma comunque intrisi dello spirito delle festività. Ecco cinque idee.

Da Netflix a Prime Video, cinque film da guardare in streaming a Natale

Natale senza Babbo, la commedia con Gassmann e Ranieri

È possibile un Natale senza Babbo? È quello che si chiede la nuova commedia di Stefano Cipani, già disponibile su Amazon Prime Video dal 26 novembre scorso. Nei panni di un Santa Claus in profonda crisi esistenziale c’è Alessandro Gassmann, che restituisce un personaggio alla disperata ricerca di un po’ di ferie e relax. Tanto da sparire all’improvviso senza lasciare alcuna istruzione. Toccherà alla moglie Margaret (Luisa Ranieri) l’arduo compito di salvare il Natale di miliardi di persone nel mondo. Un’impresa ancor più complessa per l’influenza della strega Sabrina (Caterina Murino), la Befana, che insieme all’amica Santa Lucia (Valentina Romani) hanno deciso di rubare la scena a Babbo Natale approfittando della sua assenza. Nel cast anche Diego Abatantuono, Angela Finocchiaro, Francesco Centorame e Simone Susinna.

Buon Natal-Ex, la proposta comedy di Netflix

Il 12 novembre 2025, Netflix ha inaugurato la stagione natalizia 2025 con Buon Natal-Ex, commedia di Steve Carr, già regista de Il dottor Dolittle 2, con protagonisti Oliver Hudson e Alicia Silverstone, la celebre Cher di Ragazze a Beverly Hills o Batgirl in Batman & Robin. I due vestono qui i panni di una coppia ormai prossima al divorzio che decide di trascorrere un ultimo 25 dicembre in famiglia nella piccola cittadina (immaginaria) di Winterlight, nel Vermont. Ai due, che si sono allontanati mentre crescevano i loro figli Sienna (Emily Hall) e Gabe (Wilder Hudson, vero figlio di Oliver), riesce tutto, tranne che aggiustare la loro relazione. Nel cast anche Jameela Jamil, volto della nuova fidanzata di lui, e Pierson Fodé, che interpreta un amico di lei.

My Secret Santa: se Babbo Natale fosse una lei?

Tra le nuove commedie natalizie di Netflix c’è anche My Secret Santa di Mike Rohl. Protagonista della narrazione è Taylor, interpretata da Alexandra Breckenridge, mamma single piena di energia e pronta a tutto pur di rendere speciale il Natale della figlia Zoey (Madison Maclsaac). Non si arrende neanche quando sprofonda in forti difficoltà economiche, che minacciano di rovinare le feste. Accetta quindi di lavorare, presso un lussuoso comprensorio sciistico, come Babbo Natale. Nascosta dietro una folta barba bianca e il tradizionale costume rosso, si innamora dell’affascinante Ethan (Ryan Eggold), capo dell’albergo che tuttavia non sospetta nulla del suo lavoro. Tra equivoci e risate, Taylor arriverà al punto di dover scegliere se continuare a nascondersi o rivelare la sua doppia identità.

Last Christmas, su Disney+ la commedia romantica con Emilia Clarke

Su Disney+ è invece possibile guardare Last Christmas, film sentimentale del 2019 con protagonista Emilia Clarke, celebre per aver interpretato Daenerys nella serie HBO Il Trono di Spade. Qui interpreta Kate, una giovane donna particolarmente goffa e afflitta da un’irrimediabile sfortuna, la cui vita da sempre è costituita di scelte sbagliate. Non ha tuttavia mai abbandonato il sogno di diventare una cantante famosa, sebbene le avversità non le abbiano mai permesso di mostrare il suo valore. Tutto cambia quando sul posto di lavoro, un negozio di decorazioni natalizie gestito da Santa (Michelle Yeoh), incontra Tom (Harry Golding), giovane troppo perfetto per essere vero.

A Very Jonas Christmas Movie, Natale insieme alla boy band americana

Natale in compagnia di Nick, Joe e Kevin. Sempre su Disney+ è disponibile A Very Jonas Christmas Movie, film con protagonisti i Jonas Brothers al completo. Sbarcato in streaming a metà dicembre, segue la storia dei tre fratelli artisti che, dopo aver concluso il loro ultimo tour a Londra, desiderano solamente tornare nelle loro case di New York per trascorrere le feste in famiglia. Il semplice viaggio verso la Grande Mela si trasforma tuttavia in una vera e propria avventura tra passaporti smarriti, treni bloccati e aeroporti colmi di ostacoli. Scopriranno che è stato Babbo Natale in persona (Jesse Tyler Ferguson) ad aver deciso di sfidarli per far ritrovare loro il vero spirito delle feste. Accanto alle canzoni della band, tra cui diversi inediti, c’è spazio anche per alcuni easter egg di Camp Rock, film che ne lanciò la carriera assieme a quella di Demi Lovato.

Chi è l’autrice più letta in Italia nel 2025

La regina del romance non abdica e si tiene stretto il trono nazionale. Anche nel 2025, l’autrice più letta in Italia è Felicia Kingsley, che si è confermata in vetta con 880 mila copie vendute fra edizioni cartacee e ebook negli ultimi 12 mesi. Un successo che conferma non soltanto la popolarità di uno dei generi più in voga del momento – dalla sua costola è nato il romantasy, inserito fra i neologismi 2025 della Treccani – ma anche la forza della narrativa popolare e l’importanza delle voci femminili. «Sono profondamente grata ai miei lettori e alle mie lettrici», ha dichiarato l’autrice, al secolo Serena Artioli. «Ogni storia che scrivo nasce con il desiderio di emozionare, divertire e far sognare. Sapere di essere stata, ancora una volta, la più letta in Italia è un onore e uno stimolo a dare il meglio».

Felicia Kingsley, la biografia e i romanzi più famosi della carriera

Chi è l’autrice più letta in Italia nel 2025
L’autrice Felicia Kingsley (da Facebook).

Nata il 13 ottobre 1987 a Carpi, ha iniziato a scrivere i suoi primi racconti già sui quaderni di scuola quando era ancora adolescente. Una passione accresciuta anche dalla scoperta, in quegli anni, della piattaforma Efp, nota per dare spazio alle fanfiction delle grandi storie internazionali, da Harry Potter a One Piece e Naruto. Laureata in architettura all’Università di Parma, nel 2014 ha pubblicato da sola Bugiarde si diventa, seguito due anni dopo da Matrimonio di convenienza. Nel 2017 l’inizio della sua carriera con Newton Compton, che ha pubblicato tutti i suoi 13 romanzi. Amante di Una ragazza fuori moda di Louisa May Alcott, tra gli autori preferiti ci sono Ken Follet e Sophie Kinsella, scomparsa a inizio dicembre per una brutta malattia.

Chi è l’autrice più letta in Italia nel 2025
I libri di Felicia Kingsley (dal suo profilo Facebook).

Regina italiana indiscussa del genere romance e, come confermano le vendite, dell’intera narrativa, dal 2017 Felicia Kingsley ha pubblicato un libro dopo l’altro. Sono arrivati, solo per citarne alcuni, Stronze si nasce e Una Cenerentola a Manhattan, passando per La verità è che non ti odio abbastanza e Appuntamento in terrazza, oltre a Due cuori in affitto e Innamorati pazzi. Prima e dopo Due cuori in affitto. Tra le ultime pubblicazioni vi sono Una ragazza d’altri tempi, Una conquista fuori menù, L’amante perduta di Shakespeare e Scandalo a Hollywood, finora suo ultimo libro uscito ad agosto 2025. Al centro della storia Sofia Cortez, giornalista di gossip per una testata sull’orlo del fallimento dove si ritrova costretta a collaborare con il suo storico rivale ai tempi dell’università.

Non è un paese per single sarà adattato in un film Prime Video

Il talento di Felicia Kingsley si appresta a sbarcare anche sullo schermo. Prime Video ha annunciato per l’inizio del 2026 l’uscita di Non è un paese per single, adattamento dell’omonimo romanzo della scrittrice più letta in Italia. Ambientato a Belvedere in Chianti, idilliaca cittadina della Toscana, segue la storia di Elisa, mamma single che si deve dividere fra la gestione della famiglia e quella della sua tenuta, Le Giuggiole. Un compito arduo che finisce irrimediabilmente per complicarsi ancor di più quando in paese torna un vecchio amico d’infanzia, Michele, che dovrà subentrare alla gestione della tenuta. Rivederlo farà riaffiorare sentimenti ed emozioni contrastanti. Nel cast Cristiano Caccamo, scelto per interpretare Michele, e Matilde Gioli, che presterà il volto a Elisa. Alla regia ci sarà Laura Chiossone, già dietro la macchina da presa per la serie Buongiorno, mamma!.

Libri in uscita nel 2026: le prime novità dell’anno

Il 2025 sta per volgere al termine, ma all’orizzonte ci sono diverse storie imperdibili. Il nuovo anno, dal punto di vista editoriale, porterà nelle librerie di tutta Italia interessanti novità accanto al ritorno di grandi nomi della letteratura nazionale e internazionale. A gennaio, per esempio, uscirà per Nord L’alba dei Leoni, nuovo capitolo della saga dei Florio di Stefania Auci, mentre HarperCollins rilascerà L’ultimo colpo di Don Winslow. A marzo, Feltrinelli pubblicherà Gracias a la vida, l’autobiografia del ct della Nazionale femminile di volley campione del mondo Julio Velasco. Ecco quali sono i titoli più attesi già annunciati.

LEGGI ANCHE: Cinque libri appena usciti da regalare a Natale

Libri in uscita nel 2026: le prime novità dell’anno

Libri in uscita nel 2026: le prime novità dell’anno
Un ragazzo legge alcuni titoli in libreria (Imagoeconomica).

L’alba dei Leoni. La saga dei Florio, il nuovo romanzo di Stefania Auci

Il 13 gennaio tornerà in libreria una delle saghe familiari più amate della letteratura italiana. Stefania Auci pubblicherà infatti L’alba dei Leoni, romanzo prequel della popolare serie dei Florio inaugurata con I Leoni di Sicilia, capitolo adattato anche in un’omonima serie televisiva. Ambientato in Calabria nel 1772, racconterà le origini della famiglia che ha appassionato milioni di lettori. «Li abbiamo visti arrivare dal nulla, e dal nulla costruire un impero», si legge nella sinossi ufficiale. «Abbiamo visto il loro impero crescere e poi farsi cenere. Abbiamo visto la struggente parabola della famiglia che per un lungo istante ha illuminato il mondo, ma non ne abbiamo mai visto l’inizio. Questo è l’inizio». Il libro sarà edito da Nord.

L’ultimo colpo, il ritorno di Don Winslow

Il 27 gennaio sarà il turno de L’ultimo colpo che segna il ritorno di uno degli scrittori più amati del poliziesco statunitense contemporaneo, Don Winslow. L’autore de Il potere del cane e L’inverno di Frankie Machine pubblicherà con HarperCollins Italia una racconta di sei racconti in cui si fondono umanità, umorismo e azione, catturando l’essenza del mondo criminale. Un crime che Stephen King, maestro del brivido mondiale, ha definito «il migliore degli ultimi 20 anni».

Per chi ama il romantasy: Crudele illusione. Cruel is the Light di Sophie Clark

Tra i neologismi del 2025, accanto a “Occhi spaccanti” e “Maranza”, la Treccani ha inserito romantasy, espressione coniata per definire quel «genere di narrativa che intreccia storie d’amore e temi tipici del fantasy avventuroso» che sta prendendo piede soprattutto fra la Gen Z. Il 13 gennaio sbarcherà in libreria grazie a Newton Compton Crudele illusione. Cruel is the Light, debutto letterario di Sophie Clark. Incentrato sulla lotta fra umani e demoni, racconterà la storia di Selene, guerriera che vanta un duro addestramento nell’Accademia Vaticana, e Jules, soldato implacabile e imbattibile. Quando si incontrano, si detestano all’istante ma non potranno fare a meno di sentire una forte attrazione.

Dacia Maraini racconta il rispetto per l’ambiente e gli animali

Sempre il 13 gennaio, in questo caso per Solferino, uscirà Anche i cani a volte volano. Storie di animali per tornare umani, raccolta di racconti, memorie e interventi pubblici di Dacia Maraini. Un’opera che intende ribadire l’importanza del rispetto per l’ambiente che ci circonda, che non appartiene solo a noi, ma anche a tutte le altre specie viventi sul pianeta. L’autrice spiega anche ciò che l’ha spinta a diventare vegetariana, condannando gli allevamenti intensivi e le pratiche di caccia e sfruttamento. Per farlo, racconta storie di compagni di vita, cani «che ragionano» e «a volte volano», gatti «che si credono pantere» e «gabbiani intelligenti».

L’impronta del lupo, il nuovo giallo firmato da Jo Nesbø

Il 3 febbraio è atteso anche il nuovo progetto di Jo Nesbø, maestro del giallo noto soprattutto per la sua serie di romanzi con protagonista il detective Harry Hole (sbarcata al cinema con il capitolo L’uomo di neve con protagonista Michael Fassbender). Einaudi pubblicherà infatti in Italia L’impronta del lupo, ambientato a Minneapolis nel 2016, quando un mercante d’armi rimane vittima di un agguato. Gli indizi puntano su Thomas Gomez, suo vicino di casa descritto come una persona tranquilla e pacata, ma il detective Bob Oz intende vederci chiaro. Anche perché il caso potrebbe riportare a galla una serie di delitti risalenti a circa 30 anni prima.

Per gli amati dello sport: Gracias a la vida, l’autobiografia di Julio Velasco

Il 3 marzo è una data da cerchiare in rosso per gli amanti della pallavolo e dello sport in generale. Feltrinelli pubblicherà infatti Gracias a la vida, autobiografia del commissario tecnico dell’Italvolley femminile Julio Velasco. Il celebre allenatore argentino, già artefice dell’epopea azzurra negli Anni 90 sulla panchina della Nazionale maschile, si racconterà senza retorica, analizzando i trionfi senza però tralasciare le sconfitte e le cadute più dolorose della sua carriera. Non solo sport: spazio anche per la sua militanza politica, le battaglie studentesche durante la dittatura in Sud America e la scoperta della pallavolo come vocazione. Prima del suo arrivo in Italia, passato alla storia e costellato di grandi successi.

LEGGI ANCHE: I 100 libri migliori del 2025 secondo la rivista Time

Jethro Tull, è morto il chitarrista e fondatore Mick Abrahams

È morto Mick Abrahams, chitarrista britannico noto per aver co-fondato con Ian Anderson, alla fine degli Anni 60, i Jethro Tull. A darne notizia è la pagina ufficiale del gruppo icona del progressive rock con un breve post su Facebook. «È con grande dolore che abbiamo appreso della morte di Mick», si legge sui social. «Siamo vicini alla famiglia e agli amici, che possono sentirsi giustamente orgogliosi dei suoi successi e della sua eredità musicale». Aveva 82 anni e nell’ultimo periodo aveva accusato gravi problemi di salute che ne avevano compromesso la mobilità.

Chi era Mick Abrahams, chitarrista e fondatore dei Jethro Tull

Originario di Luton, dove era nato il 7 aprile 1943 al culmine della Seconda guerra mondiale, iniziò a suonare la chitarra già nei primi Anni 60 con diversi gruppi rock, salvo spostarsi progressivamente verso R&b, blues e jazz. Nel 1967, assieme al batterista Clive Bunker e al bassista Andy Pyle formò i McGregor’s Engine, attirando l’attenzione di Ian Anderson che all’epoca suonava nella The John Evan Band. Dalle cui ceneri, nel dicembre di quello stesso anno, sorsero i Jethro Tull. Dopo aver iniziato a reinterpretare brani blues di vari artisti, il gruppo incise nel 1968 il primo disco This Was, che lo vide impegnato sia alle sei corde sia al microfono al fianco di Anderson e di cui influenzò fortemente lo stile. Le divergenze e i relativi attriti con il frontman portarono a continui scontri, tanto che Abrahams decise di lasciare la band dopo un solo album.

«Mi sono arrabbiato molto con Ian Anderson, che vedeva i Jethro Tull come la sua band e non voleva ascoltare altre opinioni», avrebbe raccontato in un’intervista del 2018. A succedergli, Martin Barre, che lo ha voluto ricordare su Facebook. «Il mio amico e mentore Mick Abrahams se n’è andato», ha scritto in un post. «È stato davvero gentile con me e questo è qualcosa che non dimenticherò mai! È stato un magnifico chitarrista che ci ha dato tanto! Riposa in pace». Lasciati i Jethro Tull, Abrahams fondò i Blodwyn Pig con cui incise due album Ahead Rings Out del 1969 e Getting to This dell’anno successivo. La band calcò i palcoscenici dei più importanti festival britannici, tra cui Bath e Reading. Negli anni successivi formò anche la Mick Abrahams Band, portando avanti una carriera da solista.

I problemi di salute e gli ultimi anni

Colpito da un infarto e due ictus nel 2009 che gli hanno causato forti problemi di mobilità, Mick Abrahams si era recentemente allontanato dalle scene ma non aveva smesso di suonare. L’ultimo disco, Revived, è uscito nel 2015. «L’ictus e l’infarto mi hanno segnato», ha raccontato a Prog. «Oggi riesco a suonare un po’ la chitarra con altri, ma non sono nemmeno lontanamente vicino al livello che riuscivo a raggiungere una volta. Questo mi turba».

Concerti in Italia, gli appuntamenti più attesi del 2026

Annunciato un concerto di Kanye West in Italia. Il rapper di Atlanta si esibirà alla Rcf Arena di Reggio Emilia per l’unica tappa nel nostro Paese della prossima estate in quello che sarà il suo primo live in Europa dal 2014: un evento unico per tutti gli appassionati del genere e dell’artista, pronto a esibirsi di fronte a 103 mila persone. Sarà tuttavia solo uno dei grandi appuntamenti musicali del 2026, durante il quale sbarcheranno nello Stivale grandi protagonisti della scena internazionale. Non mancheranno ovviamente gli artisti nostrani, tra cui spiccano i ritorni di Tiziano Ferro, Vasco Rossi e Jovanotti e il primo San Siro di Tedua.

Concerti 2026, gli appuntamenti più attesi degli artisti italiani

Concerti in Italia, gli appuntamenti più attesi del 2026
Vasco Rossi a Torino nel 2025 (Ansa).

Tanti gli artisti italiani pronti ad accendere il 2026 musicale. Achille Lauro si appresta a esibirsi nei palazzetti in un tour completamente sold out che scatterà il 4 marzo a Eboli e lo porterà in giro per il Paese. A giugno, spazio anche per tre stadi: il rapper canterà a Rimini il 7, quando presenterà in anteprima il suo Comuni Immortali, poi all’Olimpico di Roma tre giorni dopo e infine a San Siro il 15. Tutto pronto anche per Il gran finale di Olly, atteso da tre concerti sold out allo Stadio Ferraris della sua Genova il 18, il 20 e il 21 giugno. Il vincitore di Sanremo 2025 sarà anche al Rock in Roma il 30 giugno e alla Reggia di Caserta il 3 luglio.

Tra i grandi ritorni del 2026 anche quello di Tiziano Ferro, pronto a interpretare dal vivo il nuovo disco Sono un grande: il 45enne di Latina inizierà la tournée il 30 maggio a Lignano, per chiudere a Messina il 12 luglio. Nuovo tour in vista anche per Vasco Rossi. Il rocker di Zocca toccherà Rimini, Ferrara, Bari, Olbia, Ancona e infine Udine con doppio appuntamento il 28 e il 29 giugno al Bluenergy Stadium. Cresce anche l’attesa per rivedere sul palco Jovanotti con il suo Summer Party che scatterà il 7 agosto a Olbia e chiuderà il 12 settembre con un concerto-evento al Circo Massimo di Roma. Debutto a San Siro per il rapper genovese Tedua, che il 24 giugno si esibirà per la prima volta in carriera al Meazza.

L’estate 2026 vedrà sui palcoscenici d’Italia anche i Litfiba con la formazione originale per festeggiare i 40 anni del disco 17 Re, oltre a Cesare Cremonini, Max Pezzali, Irama (anche lui atteso a San Siro). Infine, spazio anche per il mega evento di Ultimo in programma il 4 luglio a Tor Vergata. Tappa unica anche per Liberato, che canterà il 5 giugno al Maradona di Napoli dove Geolier terrà invece tre live già sold out dal 26 al 28 dello stesso mese. Sarà un 2026 ricco di appuntamenti anche per Renato Zero, che aprirà il tour L’Orazero a gennaio a Roma, e per Claudio Baglioni, atteso dal suo tour d’addio prima di chiudere 60 anni di carriera.

Da Rosalia a Katy Perry e The Weeknd, le star internazionali in Italia nel 2026

Concerti in Italia, gli appuntamenti più attesi del 2026
The Weeknd live in Portogallo nel 2023 (Ansa).

Tante anche le icone internazionali in arrivo in Italia nel corso del 2026. A 13 anni dall’ultima volta, l’8 marzo saranno nel nostro Paese, all’Unipol Arena di Bologna, i Wu-Tang Clan, collettivo che ha scritto la storia del rap. Il 25, al Forum di Assago, sarà invece la volta di Rosalia: l’artista catalana si esibirà con il suo disco Lux, acclamato da pubblico e critica, in un live già sold out da tempo. L’estate si accenderà il 3 giugno con i Metallica, che porteranno al Dall’Ara di Bologna l’energia del loro M72 World Tour. Alla Visarno Arena per il Firenze Rocks di metà giugno, dal 12 al 14, Lenny Kravitz, Robbie Williams e i Cure. Con gli Iron Maiden il metal debutterà allo stadio San Siro di Milano il 17 giugno: lo stesso giorno, alla Fiera Milano Live, sarà invece il turno di Lewis Capaldi.

Grande musica internazionale anche agli I-Days: il 25 giugno ci saranno i Maroon 5 di Adam Levine, il 3 luglio i britannici Florence + the Machine e il 5 luglio i Foo Fighters di Dave Grohl. Il giorno dopo torneranno in Italia i System of a Down, mentre il 6 settembre toccherà al dj David Guetta. L’estate italiana porterà sul palco anche i Linkin Park (26 giugno a Firenze) e Katy Perry, pronta a esibirsi sul palco del Lucca Summer Festival il 19 luglio. Grande attesa, il 17 e 18 dello stesso mese, per l’arrivo nel nostro Paese di Bad Bunny: il portoricano, artista più ascoltato al mondo su Spotify, canterà per due tappe consecutive all’Ippodromo Snai La Maura. Saranno invece tre i live di fila per The Weeknd, atteso al Meazza dal 24 al 26 luglio.

È morta l’attrice svedese May Britt, moglie di Sammy Davis Jr.

May Britt, attrice svedese il cui matrimonio con Sammy Davis Jr. fu oggetto di controversia per via dell’atteggiamento degli Usa contro le nozze miste, è morta all’età di 91 anni. A darne notizia è stato il figlio Mark Davis in una nota all’Hollywood Reporter, spiegando che il decesso è avvenuto lo scorso 11 dicembre a Los Angeles per cause naturali. Originaria di un piccolo centro vicino Stoccolma, iniziò la carriera in Italia negli Anni 50 dopo essere stata scoperta da Carlo Ponti e Mario Soldati. A seguito delle nozze con Davis Jr., perse il contratto con la Fox e abbandonò definitivamente la recitazione.

La carriera di May Britt e i film in Italia per Soldati e Monicelli

Nata Maj-Britt Wilkens nel 1934, ottenne il primo ruolo per caso. Mentre lavorava come assistente di un fotografo di Stoccolma, fu notata appena 18enne da Ponti e Soldati, in cerca di una ragazza cui affidare il ruolo da protagonista nel loro nuovo film Jolanda, la figlia del Corsaro Nero. Presentatisi per vedere degli shooting con alcune modelle, non appena la videro decisero di scritturarla proprio per la parte principale della ragazza in cerca di vendetta per la morte del padre. Dopo il trasferimento a Roma, recitò in diverse produzioni di Cinecittà: ne Le Infedeli di Steno e Mario Monicelli interpretò Liliana al fianco di Gina Lollobrigida e Pierre Cressoy. Apparve anche ne La lupa di Alberto Lattuada, Il più comico spettacolo del mondo di Mario Mattioli e Vergine moderna di Marcello Pagliero.

Grazie alle sue performance ottenne una parte in Guerra e pace, adattamento di King Vidor del 1956, che la vide dividere il set con Vittorio Gassmann, Henry Fonda, Anita Ekberg e Audrey Hepbrurn. La sua interpretazione le valse un contratto con la 20th Century Fox, firmato l’anno seguente, che le permise di apparire ne I giovani leoni al fianco di Marlon Brando e ne I cacciatori con Robert Mitchum fra il 1958 e il 1959. Spesso descritta come «una Greta Garbo più calorosa», raggiunse la fama grazie a L’angelo azzurro di Edward Dmytryk, per cui vestì i panni della cabarettista Lola-Lola, negli Anni 30 interpretata da Marlene Dietrich. Un ruolo per cui vinse la concorrenza di Marilyn Monroe. Lo stesso anno apparve sulla copertina di Life, senza sapere che la sua carriera sarebbe finita poco dopo.

Il matrimonio con Sammy Davis Jr. che cambiò tutto

Reduce dal naufragio delle sue prime nozze con Edward Gregson, rampollo di un’agenzia immobiliare sposato nel 1958 ma da cui si separò dopo appena un anno, sul set de L’angelo azzurro May Britt fece la conoscenza di Sammy Davis Jr., icona della musica afroamericana e attivista per i diritti civili. Quest’ultimo, che a sua volta usciva da un flirt clandestino con Kim Novak, la invitò dapprima a cena. Dopo poche sere la coppia si fidanzò e qualche mese dopo annunciò le nozze. Immediatamente, la 20the Century Fox decise di non rinnovare il contratto di Britt: all’epoca, le unioni miste erano illegali in 31 Stati degli Usa e in 15 erano perseguite con la massima pena. I due, che si sposarono nel 1960 con Frank Sinatra testimone di nozze, ricevettero minacce di morte che li costrinsero ad assumere guardie del corpo 24 ore su 24.

Ebbero una figlia, Tracy, e adottarono due bambini, Mark e Jeff. Lei smise di lavorare, ma negli anni l’artista iniziò a bere troppo e ad esserci sempre meno. Nel 1968 Martin Luther King, grande amico di Sammy Davis Jr., venne assassinato e l’artista andò in pezzi e con lui anche il matrimonio. «Non potevo essere quello che lei voleva», avrebbe dichiarato il cantante anni dopo. «Non potevo essere un uomo di famiglia». Britt non si risposò fino al maggio 1993, quando convolò a nozze con Lennart Ringquist, dirigente del mondo dello spettacolo e allevatore di cavalli, morto nel 2017.

Emily in Paris 5, tutte le location della nuova stagione della serie Netflix

Emily in Paris diventa ufficialmente Emily in Rome. Con la quinta stagione, disponibile in streaming su Netflix a partire da giovedì 18 dicembre con tutti i 10 episodi, la serie di Darren Star – già autore di Sex and the City e Beverly Hills 90210 – sbarca definitivamente in Italia dopo aver ambientato nel nostro Paese già diverse scene della precedente tornata di puntate. La responsabile marketing, nei cui panni c’è ancora ovviamente la 36enne Lily Collins, figlia della rockstar Phil, è al comando della sede romana dell’Agence Grateau di Sylvie (Philippine Leroy-Beaulieu). I critici, soprattutto francesi, hanno storto il naso fin dall’inizio, ma gli spettatori l’hanno promossa tanto che la quarta stagione è stata vista da più di 20 milioni di persone in quattro giorni.

Emily in Paris 5, le location italiane della quinta stagione della serie

Da Piazza Costaguti al Colosseo quadrato, Roma è l’anima della stagione

Con la nuova stagione, come detto, Emily in Paris abbandona la capitale francese per trasferirsi nel nostro Paese. «Girare a Roma e Venezia è assolutamente magico, mi do sempre qualche pizzicotto», ha rivelato Lily Collins sul sito ufficiale di Netflix. «Entrambe le città sono cinematograficamente meravigliose, ricche di storia e di un palpabile senso di magia: la puoi percepire, vedere e ascoltare, passeggiando per i vicoli o in riva al mare». Centrale nella quinta stagione sarà la Capitale. Emily si trasferisce in un nuovo appartamento in Piazza Costaguti, non lontana da Piazza Venezia o da Largo Argentina. «Tornare a Roma è stato speciale, sia per me sia per Emily», ha confessato Collins. «Per entrambe era più familiare». A lavoro, nella sede di Agence Grateau, di reca tra via Dora e Piazza Mincio, «luogo perfetto per allestire l’ufficio e radicare Emily nella sua vita professionale».

Nel corso della serie è possibile imbattersi nel ristorante Zuma con vista panoramica su Piazza di Spagna, a Palazzo Fendi: è qui che Sylvie si ritrova più volte a colazione sul rooftop con il suo amante romano Giancarlo, interpretato da Raoul Bova. In scena l’Hotel de Russie, nel cui giardino segreto si incontrano Emily e il fidanzato Marcello. Questi ultimi possono essere visti passeggiare per i Mercati di Traiano, vicino ai Fori imperiali, condividendo diversi momenti intimi e personali. In Emily in Paris 5 gli appassionati potranno anche vedere uno dei luoghi più suggestivi di Roma, ossia il buco della serratura sul portone del Priorato dei Cavalieri di Malta, sull’Aventino: un foro attraverso il quale ammirare, in tutta la sua magnificenza, la cupola della Basilica di San Pietro e il giardino di Santa Maria del Priorato. Appariranno anche il quartiere Coppedè e il Colosseo quadrato.

LEGGI ANCHE: Roma, 10 location di film e serie tv

Venezia ospita diverse scene della quinta stagione

Italia protagonista anche con Venezia. Qui le riprese si snodano attraverso calli e iconici canali, tra cui ovviamente Canal Grande, fino ad arrivare ai luoghi più iconici della città in laguna, tra cui Piazza San Marco. «Non ero mai stata a Venezia prima d’ora, era nella mia lista dei desideri. Ricordo il mio stupore alla vista di Piazza San Marco, sembrava rispecchiasse d’oro sull’acqua», ha raccontato Lily Collins. «Quando sono arrivata in hotel, sono entrata nella mia stanza, ho aperto le finestre e mi è sembrata una scena di una serie. Non riuscivo a credere alla bellezza davanti a me». Trovano spazio la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo oppure le aree vicine alle Gallerie dell’Accademia, ma anche delle gite in barca all’alba o al tramonto. Senza dimenticare gli alberghi Danieli e St. Regis, dove Emily alloggia con Marcello durante la settimana della moda.

Emily in Paris non dimentica ovviamente la capitale francese

Pur accogliendo la nuova vita professionale della protagonista a Roma, Emily in Paris non dimentica la capitale francese che resta comunque il cuore della serie Netflix. È possibile ancora trovare Gabriel (Lucas Bravo) nel suo L’Esprit de Gigi, ristorante in cui ha appena ottenuto una stella Michelin, che in realtà è un locale italiano chiamato La Torre Nera e situato in Rue des Fossés Saint-Jacques. Al nr. 1 di Place de l’Estrapade c’è ancora il condominio con gli appartamenti di Emily e dello stesso Gabriel, nel V arrondissement. Sorge in Place de Valois invece la sede centrale dei Agenzia Grateau, mentre Mindy (Ashley Park) continuerà a esibirsi nel cabaret di Avenue George V.

LEGGI ANCHE: Parigi, 10 location di film e serie tv

Louise Windsor, chi è la nipote di Re Carlo figlia di Edoardo e Sofia

Vedere una studentessa seduta a gambe incrociate sul pavimento di una carrozza ferroviaria molto affollata non è certo una rarità. Sorprende però quando si scopre che quella ragazza bionda, vestita in jeans e intenta a lavorare sul suo laptop, è la «nipote prediletta» della regina Elisabetta II. Stiamo parlando di Lady Louise Windsor, figlia del principe Edoardo – fratello di Carlo III – e della principessa Sofia di Edimburgo, 17esima nella linea di successione al trono del Regno Unito, immortalata in uno scatto pubblicato dal Daily Mail e divenuto rapidamente virale sui social. Un’immagine che conferma ancora una volta il suo carattere semplice e capace di rompere con la tradizione reale che, secondo alcuni esperti della Royal Family, potrebbe renderla uno dei volti più importanti della Corona.

Chi è Lady Louise Windsor, nipote di Re Carlo III

Louise Windsor, chi è la nipote di Re Carlo figlia di Edoardo e Sofia
Lady Louise Windsor è appassionata di carrozze (Ansa).

Lady Louise Windsor è nata l’8 novembre 2003, ma il parto della madre Sofia non è stato semplice. È venuta alla luce con un mese di anticipo tramite un cesareo d’urgenza presso l’Ospedale Frimley Park nel Surrey senza che il padre, impegnato in una visita ufficiale all’estero, fosse presente. Proprio per via della nascita complicata, ha accusato sin da piccola dei problemi di esotropia, una condizione della vista che fa sì che gli occhi si rivolgano verso l’interno, corretta solamente nel 2013 tramite un intervento chirurgico. Tenuta per lo più lontana dai riflettori, ha fatto la sua prima grande apparizione pubblica nel 2011, quando a soli sette anni fu damigella d’onore alle nozze reali di William e Kate. In tanti la notarono subito, mettendo in risalto soprattutto la sua somiglianza con la regina Elisabetta II da giovane, di cui fu spesso delineata come «nipote prediletta».

Se a livello fisico è stata spesso associata a Elisabetta II, a livello caratteriale è sempre stata vicina al principe Filippo. Fu grazie a lui che scoprì la sua passione per l’equitazione e successivamente per le carrozze, tanto da essere oggi una guidatrice professionista impegnata in diverse competizioni. «Mio suocero l’ha incoraggiata a lungo», ha raccontato la principessa Sofia al Daily Mail. «Chiacchieravano spesso e lui è sempre stato presente alle sue gare a Great Park». Dal punto di vista formativo, ha studiato dapprima alla St. George’s School del castello di Windsor ed è poi passata, a partire dai nove anni, alla St. Mary’s School di Ascot. Attualmente frequenta il quarto e ultimo anno di Letteratura inglese presso la St. Andrews University, la stessa di William e Kate. Una volta laureata si presume che possa assumere anche alcune responsabilità reali.

Il lavoro in un vivaio per poche sterline all’ora

Louise Windsor, chi è la nipote di Re Carlo figlia di Edoardo e Sofia
Lady Louise Windsor con la famiglia (Ansa).

Appassionata di bicicletta, tanto da aver trascorso diverse giornate in sella durante il lockdown, Lady Louise Windsor ha seguito le orme di sua nonna Elisabetta II entrando nella St Andrew’s University Officers’ Training Corps, unità di riserva dell’esercito britannico per studenti universitari che offre esperienza e formazione alla leadership senza impegnare i cadetti nel servizio sul campo. Tuttavia, prima di iniziare gli studi era finita sulle prime pagine dei tabloid di Londra per aver deciso di lavorare in un vivaio. La paga? Appena sette sterline l’ora, circa 10 euro, corrispondente al salario minimo nel Regno Unito. Tra i suoi compiti vi erano l’accoglienza dei clienti, la gestione della cassa e ovviamente la cura delle piante tra potatura e piantumazione. «Era modesta e dolce, educata e attenta», dissero di lei alcuni clienti al Sun. «Non avresti mai pensato che la nipote della regina accettasse di stare dietro alla cassa».

Il fidanzato è Felix da Silva-Clamp? Cosa sappiamo sul ragazzo

Dal punto di vista sentimentale, Lady Louise Windsor è sempre stata riservata. Eppure, alcuni tabloid britannici hanno iniziato a sospettare che possa avere una relazione con Felix da Silva-Clamp, giovane accanto al quale è apparsa in più di un’occasione. Nato a Londra nel 2004, un anno dopo la ragazza, è figlio di un avvocato inglese e una dottoressa australiana, tanto da aver trascorso gran parte della sua vita a Melbourne, dove ha frequentato le scuole superiori. Dopo il diploma, si è trasferito in Scozia per frequentare la St. Andrews University e studiare Inglese e Relazioni internazionali: proprio tra i corridoi dell’ateneo ha conosciuto Lady Louise, con cui sembra aver stretto un legame intenso. Secondo il Daily Mail, lavora nella gelateria dell’istituto mentre prosegue con gli studi

Fallout 2: dove vederlo, location, episodi e cast

L’attesa è finita. Da mercoledì 17 dicembre è disponibile in streaming su Amazon Prime Video il primo episodio di Fallout 2, nuova stagione della serie tratta dall’iconico videogame survival di Bethesda. Otto le puntate previste, con uscita a cadenza settimanale e gran finale in programma il 4 febbraio 2025. Già in lavorazione la terza, il cui rinnovo è arrivato già diversi mesi prima della messa in onda della precedente. Il produttore esecutivo Jonathan Nolan, fratello del più acclamato Christopher, ha spiegato a IGN che spera di poter iniziare le riprese già entro l’estate 2026.

Fallout 2, trama e cast della seconda stagione

Fallout 2: dove vederlo, location, episodi e cast
Kyle MacLachlan alla premiere di Fallout (Ansa).

Per quanto riguarda la trama della nuova stagione, i dettagli sugli episodi sono molto scarsi. L’azione ripartirà tuttavia dal finale della prima con la giovane Lucy (Ella Purnell) alla ricerca di suo padre Hank (Kyle MacLachlan) e decisa a fare giustizia per i suoi crimini. La sua caccia la vedrà ancora una volta attraversare la Wasteland o Zona Contaminata al fianco del misterioso Ghoul (Walton Goggins), il cui passato sta man mano riaffiorando nel corso della narrazione. Contemporaneamente, Maximus (Aaron Moten) è ormai diventato un Cavaliere della Confraternita d’acciaio, il cui operato lo inizia a mettere sempre più in crisi. Torneranno in scena anche gli abitanti del Vault 33 da cui Lucy ha iniziato il suo viaggio: qui, il fratello della ragazza Norm (Moisés Arias) lavora sotto traccia per smascherare una cospirazione.

La seconda stagione porterà la narrazione all’interno di una delle città più note soprattutto ai fan di lunga data della saga videoludica. Come già visto nel finale della prima tornata di episodi, Lucy e il Ghoul finiranno per attraversare New Vegas, l’unica grande città del Nord America a essere stata risparmiata da un’esplosione nucleare che ha devastato il mondo. Tra le new entry più attese c’è il personaggio di Robert Edwin House, interpretato da Justin Theroux, molto noti agli appassionati gamer: si tratta di una figura di grande rilievo, paragonabile ai grandi tecnocrati del mondo moderno, ammirati ma anche temuti per la loro eccezionale inventiva e creatività. A lui si aggiungeranno Macaulay Culkin – il celebre Kevin di Mamma, ho perso l’aereo – e Kumal Nanjiani, di recente visto in Only Murders in the Building e Ghostbusters – Minaccia glaciale.

La terza stagione è già stata confermata

Sebbene la seconda stagione sia appena sbarcata in streaming, Amazon Prime Video ha confermato già la produzione della terza. «Ci sono un sacco di sorprese», ha dichiarato a Variety Todd Howard, direttore di Bethesda Game Studios, sviluppatore del videogioco omonimo e produttore esecutivo della serie. «La cosa principale è che pubblicheremo un episodio ogni settimana, quindi direi semplicemente di continuare così. Sono curioso di vedere come andrà a finire per tutti, perché ora sarà una serie settimanale, invece di una maratona da vedere tutta d’un fiato. Stiamo scrivendo la terza stagione ora e stiamo discutendo su cosa faremo e quali elementi potremo introdurre nei nostri giochi quando usciranno, senza che sembrino forzati o falsi».

Film e serie tv più attesi del 2026

Il 2025 sta per terminare ed è già tempo di guardare alla prossima stagione cinematografica. Nelle sale italiane sono pronti a sbarcare alcuni dei titoli più attesi degli ultimi anni, tra cui grandi novità e importanti ritorni. Su tutti, quelli di Christopher Nolan, pronto a svelare il suo adattamento kolossal de L’Odissea di Omero, e degli Avengers dei Marvel Studios con Doomsday, che vedrà di nuovo in scena Robert Downey Jr., stavolta nell’inedita veste del villain. Il 2026 sarà ricco di qualità anche sul piccolo schermo: in arrivo la terza stagione di Euphoria e il prequel di Gomorra. Si partirà subito con il botto il primo gennaio con il finale-evento di Stranger Things. Il meglio del 2026.

I film più attesi al cinema nel corso del 2026

Film e serie tv più attesi del 2026
Un proiettore al cinema (Foto di Alex Litvin via Unsplash).

Il biopic su Michael Jackson e L’Odissea: quali film arriveranno nel 2026

Il 2026 al cinema si aprirà già il primo gennaio con No Other Choice, produzione sudcoreana con la star di Squid Game Lee Byung-hun, iconico volto del Front Man. Il 15 gennaio sarà il turno di 28 anni dopo: Il tempio delle ossa, sequel diretto di 28 anni dopo uscito appena sei mesi fa con Ralph Fiennes ancora una volta nei panni del dottor Kelson. Il 22 toccherà a Marty Supreme, film sul ping pong Anni 50 con Timothée Chalamet acclamato dalla critica. A febbraio sarà invece il turno dell’atteso Cime tempestose, adattamento del romanzo di Emily Brontë diretto da Emerald Fennell (Saltburn) con Jacob Elordi e Margot Robbie e colonna sonora di Charli XCX. Forte del successo di Frankenstein di Guillermo del Toro, l’opera di Mary Shelley tornerà il 5 marzo con La sposa!, con Jessie Buckley nel ruolo della moglie rianimata della creatura, interpretata da Christian Bale.

Il 24 aprile sarà il momento di ballare e cantare con Michael, atteso biopic sul Re del Pop con Jafaar Jackson, nipote della star, nei panni dello zio protagonista. Cinque giorni dopo torneranno al cinema Miranda Priestly e Andrea Sachs con Il diavolo veste Prada 2, sequel che vedrà ancora una volta in scena Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci. Il 20 maggio si tornerà nell’universo di Star Wars con The Mandalorian & Grogu, sequel della serie tv Disney+ con Pedro Pascal nei panni del mercenario protagonista. Al suo fianco Sigourney Weaver e Jeremy Allen White. L’estate si aprirà il 17 giugno con il quinto capitolo di Toy Story con le nuove avventure di Buzz Lightyear e Woody. Il 16 luglio toccherà a L’Odissea di Nolan con un cast stellare che vede in scena Matt Damon, Tom Holland, Zendaya, Charlize Theron, Robert Pattinson e Anne Hathaway.

A dicembre sarà duello fra Dune – Parte 3 e Avengers: Doomsday

A ottobre i cinema accoglieranno Judy, nuovo film di Alejandro Gonzalez Inarritu con Tom Cruise nei panni dell’uomo più potente del pianeta che intraprende un’apparente missione suicida. Il 18 dicembre spazio invece a due colossi della stagione. In sala il terzo e ultimo capitolo della trilogia di Dune diretta da Denis Villeneuve. La trama si concentrerà su un Paul Atreides – sempre interpretato dall’eccezionale Chalamet – ormai sull’orlo della follia, prendendo spunto dal capolavoro letterario di Frank Herbert Messiah. Parallelamente uscirà anche Avengers: Doomsday, l’ultimo disperato tentativo dei Marvel Studios di riaccendere l’interesse verso i supereroi che hanno costantemente perso appeal. Per l’occasione tornerà anche Robert Downey Jr., che lasciata l’armatura di Iron Man è pronto a indossare il costume del dottor Destino.

Dal finale di Stranger Things 5 a Euphoria 3, le serie tv più attese del 2026

Per quanto riguarda il piccolo schermo, grande attesa il primo gennaio per l’ottava e ultima puntata di Stranger Things 5, che chiuderà definitivamente la serie sul Sottosopra firmata dai fratelli Duffer. Il 18 toccherà invece a Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off/prequel de Il Trono di Spade con cui debutterà in Italia la piattaforma HBO Max. Protagonisti, circa un secolo prima della serie madre, Sir Duncan l’Alto e il suo scudiero Egg. A fine mese su Netflix sarà la volta di Bridgerton 4, prevista in due volumi. A marzo lo streamer rilascerà One Piece 2 con le nuove avventure di Cappello di Paglia e della sua ciurma tratte dall’omonimo manga giapponese. In aprile, dopo quattro lunghi anni di attesa, uscirà la terza stagione di Euphoria con Zendaya affiancata da star come Sidney Sweeney e Jacob Elordi. Ancora da confermare la data di uscita di Blade Runner 2099, serie televisiva spin-off del cult di Ridley Scott: nel cast Michelle Yeoh e Hunter Schafer.

Archiviato il successo di Stranger Things, Matt e Ross Duffer sono pronti a svelare il nuovo progetto streaming. Nel 2026 arriverà Something Very Bad is Going to Happen, la cui trama è ancora avvolta nel mistero: parlerà di una coppia durante la settimana che precede il loro matrimonio sventurato. A giugno uscirà invece su HBO Max e Sky Atlantic House of the Dragon 3, che riprenderà la Danza dei Draghi nel momento più delicato per Rhaenyra Targaryen. Ancora da confermare invece il debutto nel nostro Paese – negli Usa uscirà a febbraio – del revival di Scrubs che riporterà sugli schermi JD e Turk. E dall’Italia? Il 9 gennaio su Sky e Now uscirà Gomorra – Le origini, prequel della fortunata serie tratta dal libro di Roberto Saviano che racconterà la giovinezza di Pietro Savastano. A febbraio su HBO Max ci sarà Portobello con Fabrizio Gifuni nei panni di Enzo Tortora.

Rachael Carpani, 10 film e serie tv con l’attrice australiana

È morta Rachael Carpani, attrice australiana nota soprattutto per aver recitato nelle serie televisive Le sorelle McLeod e, più recentemente, NCIS: Los Angeles. A darne notizia è stata la sorella Georgia, compositrice musicale, che su Instagram ha condiviso un breve comunicato dei genitori Tony e Gael. «L’amata Rachael è mancata improvvisamente, ma serenamente, dopo una lunga battaglia contro una malattia cronica nelle prime ore di domenica 7 dicembre», si legge nella nota. «Chiediamo massima riservatezza in un momento così difficile». Nel 2021, l’attrice aveva parlato pubblicamente della sua diagnosi di endometriosi, di cui soffriva già dall’adolescenza ma diagnosticatale solo a 35 anni.

Morta Rachael Carpani: film e serie tv con l’attrice australiana

All Saints, uno dei primi ruoli in carriera

Poco più che ventenne – è nata nell’agosto 1980 a Sydney – Rachael Carpani ha ottenuto un piccolo ruolo nella serie televisiva All Saints, medical drama australiano andato in onda dal 1998 al 2004 per sette stagioni. È apparsa, nei panni di Emily Martin, in un solo episodio del 2001 intitolato Troppo poco e troppo tardi. Incentrata sulle giornate del personale dell’All Saints Western General Hospital, in particolare segue quello del complicato reparto 17 gestito da suor Terri Sullivan (Georgie Parker). Tra i personaggi ricorrenti anche gli infermieri Connor (Jeremy Cumpston) e Von Ryan (Judith McGrath).

Home and Away, due apparizioni nella 14esima stagione

Ancora agli inizi della sua carriera sul piccolo schermo, Rachael Carboni ha recitato in due puntate della 14esima stagione della soap opera Home and Away, rispettivamente l’87esima e l’88esima. La trama dello show, tra i più longevi della tv australiana tanto da essere ancora in onda su Seven Network, si concentra sugli amori e sulle vite degli abitanti di Summer Bay, immaginaria cittadina costiera del Nuovo Galles del Sud. Personaggi ricorrenti sono gli esponenti della famiglia Fletcher, tra cui Tom (Roger Oakley) e Pippa (Vanessa Downing) e i cinque figli adottivi.

Le sorelle McLeod, il ruolo che ha portato Rachael Carboni al successo

Sempre nel 2001, Rachael Carboni ottenne il primo ruolo principale in una produzione televisiva. Fu infatti ne Le sorelle McLeod, serie australiana di Nine Network fino al 2009 e giunta anche in Italia su Rai 1. Tratta da una miniserie quasi omonima degli Anni 90, racconta la storia di Claire e Tess che si ritrovano a dover gestire una tenuta in Australia ereditata dal padre. Sebbene in principio fra le due non scorra buon sangue, con il tempo imparano a gestire le loro divergenze e trovare un accordo. Carpani presta il volto per sette stagioni a Jodi Fountain, figlia di Meg un tempo fidanzata con il padre di Claire e Tess.

NCIS: Los Angeles, la comparsa nella produzione americana

Oltre a recitare in Australia, Rachael Carpani ha anche lavorato negli Stati Uniti, come testimonia la sua breve comparsa in NCIS: Los Angeles, spin-off di NCIS – Unità anticrimine andato in onda per 14 stagioni fino al 2023 e trasmesso in Italia da Italia 1 e Rai 2. Nel cast Chris O’Donnell, che interpreta il capo squadra ed ex agente della CIA Grisha Cullen, ma anche Daniela Ruah e LL Cool J. Carpani ha recitato in una puntata della prima stagione, vestendo i panni di una ragazza di nome Amy.

The Glades, una piccola parte anche nella serie poliziesca

Nel 2010 ha invece vestito, per tre episodi, i panni di Heather Thompson nella serie tv The Glades, produzione americana andata in onda per quattro stagioni su A&E Network. Protagonista è Jim Longworth (Matt Passmore), detective di Chicago che dopo essere stato ingiustamente accusato dal suo capo di essere andato a letto con sua moglie, decide di cambiare vita e trasferirsi in Florida. Qui spera di trovare una vita più tranquilla in una piccola cittadina, ma i crimini lo seguiranno ovunque. Nel cast anche Kiele Sanchez, Michelle Hurd e Natalia Cigliuti.

Against the Wall, Rachael Carpani in un altro ruolo da protagonista

Dieci anni dopo il suo debutto in All Saints, Rachael Carpani è stata protagonista di Against the Wall, serie televisiva statunitense di genere poliziesco trasmessa su Lifetime. L’attrice australiana veste qui i panni di Abby Kowalski, detective entrata a far parte della divisione Affari interni del Dipartimento di Chicago. Una decisione che la mette subito in conflitto con i membri della sua famiglia, a loro volta impiegati presso la stessa autorità dell’Illinois. Per quanto riguarda la sfera sentimentale, si trova coinvolta in due relazioni contemporanee, l’una con il partner di suo fratello John (Andrew Walker) e l’altra con Danny (Chris Johnson), suo vecchio amico conosciuto nell’ufficio del procuratore.

Triangle, sul grande schermo al fianco di Liam Hemsworth

In carriera, Rachael Carpani ha lavorato anche per il cinema. Nel 2009 è stata infatti nel cast del film Triangle di Christopher Smith, thriller-horror di ambientazione distopica, in cui ha interpretato una donna di nome Sally. Protagonista della storia è Jess (Melissa George), ragazza e madre di Tommy, un bambino affetto da autismo. Dopo un naufragio durante una giornata in barca a vela con amici, scopre che una tempesta elettrica l’ha trascinata in un loop temporale. Nel cast figurano anche Jack Taylor e soprattutto Liam Hemsworth, che presta il volto a un ragazzo di nome Victor.

Tornare a vincere, Rachael Carpani nel film con Ben Affleck

La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2020, quando ha recitato nel film Tornare a vincere di Gavin O’Connor con protagonista Ben Affleck. Il divo di Hollywood è qui Jack Cunningham, carpentiere separato dalla moglie e con gravi problemi di alcolismo. Improvvisamente, ottiene una chance di riscatto quando gli viene offerto il ruolo di primo allenatore della Bishop Hayes, squadra di basket della scuola cattolica di cui, negli anni di studio, era campione indiscusso. Sfruttando la sua conoscenza dello sport, riuscirà a mettere assieme un gruppo di ragazzi talentuosi ma indisciplinati e riportare il club, dopo 25 anni di assenza, di nuovo ai playoff. Carpani veste i panni di una donna di nome Diane.

If There Be Thorns, la prima apparizione nel ruolo di Cathy

Tra gli ultimi ruoli della carriera di Rachael Carpani c’è quello di Cathy in If There Be Thorns, film televisivo di Lifetime tratto dall’omonimo romanzo di V.C. Andrews. Ambientato sei anni dopo il precedente capitolo, Petals on the Wind, vede la giovane ragazza (in quel film interpretata da Rose McIver) felicemente sposata con Chris (Jason Lewis), da cui ha avuto tre figli e assieme al quale vive in California. Il loro passato però non sembra volerli lasciare e torna a perseguitarli anche nella loro nuova abitazione. Nel cast anche Heather Graham, Mason Cook e Mackenzie Gray.

Seeds of Yesterday, il sequel di If There Be Thorns

Rachael Carpani ha ripreso il ruolo di Cathy anche nel sequel di If There Be Thorns, uscito nel 2015 con il titolo di Seeds of Yesterday. Ambientato 13 anni dopo gli eventi del capitolo precedente, vede ormai cresciuti i figli della coppia protagonista, tanto che uno di loro, Bart, sta per festeggiare i suoi 25 anni. Da tempo tuttavia non ha un rapporto con i genitori, tanto da aver persino cambiato il proprio cognome anagrafico per sottolineare la distanza da loro. Nel cast, oltre a Jason Lewis che ha ripreso il ruolo di Chris, figurano James Maslow Sammi Hanratty e Andrew Kerr.

Tra le parole dell’anno 2025 c’è anche Slop

L’intelligenza artificiale sta cambiando rapidamente il mondo e, di rimando, ne sta influenzando il linguaggio. Ne sono testimonianza le parole dell’anno scelte dalle grandi istituzioni internazionali per identificare mode, tendenze e argomenti virali del 2025. L’Oxford Dictionary ha scelto Ragebait, che ha definito «la sintesi perfetta per il caos degli ultimi mesi», con cui indicare i contenuti online creati appositamente per generare rabbia e indignazione. All’IA rimanda anche la decisione del Collins con Vibe Coding, espressione che descrive la programmazione supportata dall’intelligenza artificiale. Al filone si è unito ora anche il Merriam-Webster Dictionary, che per il 2025 ha scelto Slop, traducibile in italiano con «immondizia digitale» e strettamente legato al fenomeno del Brain Rot.

Cosa significa Slop, parola dell’anno 2025 per il Merriam-Dictionary

Il dizionario americano definisce Slop come «un contenuto digitale di scarsa qualità, solitamente generato in quantità tramite l’intelligenza artificiale». Insomma, tutta quella roba presente sui nostri schermi di smartphone e tablet che consumiamo quotidianamente, e molto spesso inconsciamente, quando scorriamo un feed sui social oppure navighiamo in Rete sui vari siti. Slop può essere qualsiasi cosa: video, fotografie, slogan pubblicitari, brevi testi, propaganda, ma anche interi libri generati da un utente solo tramite l’IA e ovviamente fake news volte a destabilizzare l’opinione pubblica. «È una parola davvero esemplificativa», ha spiegato Greg Barlow, presidente di Merriam-Webster, ad Ap. «Fa parte di una tecnologia trasformativa, l’intelligenza artificiale, ed è qualcosa che la gente trova affascinante, ma allo stesso tempo fastidiosa e un po’ ridicola».

«Come Slime, Sludge e Muck (termini britannici per indicare il fango, il letame o comunque qualcosa di sudicio, ndr.), anche Slop ha l’onomatopeico suono di qualcosa che non si vuole toccare», spiega ancora l’istituzione americana. Pur dedicata alla spazzatura digitale, l’espressione affonda le radici già nel XVIII secolo, quando era utilizzata per identificare il fango molle. Già nel XIX la si associava a uno scarto alimentare e, più in generale, all’immondizia o ai contenuti di scarso o nessun valore. Con l’avvento dell’IA, i sociologi hanno iniziato a parlare anche di Slop economy, tendenza in cui gli eccessi generati dall’intelligenza artificiale vengono sfruttati per ricavare denaro tramite le visualizzazioni o le interazioni sui social. Esempi ripresi dal Guardian includono, inoltre, palesi allucinazioni come gli articoli di viaggio che suggeriscono di visitare mense per i poveri come attrazioni, libri su Amazon con consigli pericolosi e meme tossici divenuti virali.

I dati sulla diffusione e i pericoli per l’informazione

L’AI Slop sta prendendo rapidamente piede grazie all’evoluzione e ai continui miglioramenti dei vari software presenti gratuitamente o a pagamento sul mercato. Sfruttando piattaforme come Sora di OpenAI oppure Veo o Nano Banana di Google Gemini, gli utenti hanno creato libri, podcast, canzoni, spot televisivi e persino film tramite l’intelligenza artificiale: il più delle volte senza badare alla loro qualità, ma solo per generare click, visualizzazioni e quindi denaro. Secondo un sondaggio di maggio 2025 della piattaforma di marketing Ahrefs, il 75 per cento di tutti i nuovi contenuti online di aprile aveva coinvolto un qualche tipo di IA.

Tra le parole dell’anno 2025 c’è anche Slop
Persone al telefono (Foto di John Lockwood via Unsplash).

Tanti, ovviamente, i rischi per la community, tra cui l’abbassamento della qualità dell’informazione e la sempre più alta probabilità di cadere in fallo e non essere più in grado di distinguere un prodotto reale da una fake. Avvantaggiando la disinformazione e cambiando l’opinione pubblica. È accaduto, per esempio, all’indomani dell’uragano Helene che nel 2024 si abbatté sulla Florida: per accusare l’amministrazione di Joe Biden di scarsa tempestività e cattiva gestione dell’emergenza, gli oppositori dell’allora presidente Usa pubblicarono online la foto fake di un bambino che abbraccia un cucciolo sotto la pioggia. Tanti anche i danni per i creator e gli artisti, in quanto agli occhi degli algoritmi non vi è alcuna differenza di peso fra un prodotto di qualità e uno scadente.

Giocattoli per anziani, le versioni per combattere isolamento e demenza

Allenare la mente e combattere la solitudine. Negli Usa è boom di giocattoli per anziani, novità oppure versioni aggiornate di quelli già diffusi per bambini. Nonostante un calo nelle vendite dell’8 per cento, l’industria del settore ha registrato importanti valori negli acquisti dei nonni non soltanto per i nipoti, ma anche per sé stessi. Il 5 per cento dei prodotti è finito nelle mani degli adulti, in crescita rispetto al 2022. Per questo, le grandi aziende come Hasbro e Relish, hanno lanciato nuovi giocattoli pensati per chi ha più di 65 anni, molti dei quali acquistabili anche in Italia. Numerosi anche gli sconti durante la settimana del Black Friday.

Alleviando la solitudine e stimolando la memoria, alcuni giocattoli aiutano gli anziani a combattere l'età. I migliori prodotti.
La collezione Joy for All per anziani (Ageless Innovation, Instagram).

Da Scarabeo a Life, Hasbro reinventa i giocattoli con versioni per gli anziani

Fra le più attive nel settore dei giocattoli c’è Hasbro, che ha annunciato una partnership con Ageless Innovation, una global company che punta sul potere del gioco per invecchiare positivamente. Dalla loro collaborazione sono arrivate nuove versioni di tre classici giochi da tavolo, ossia Scarabeo, Trivial Pursuit e The Game of Life. Con l’intento di favorire l’utilizzo per gli Over 65, sono disponibili da giugno 2023 anche prodotti con pezzi da gioco più grandi e facili da afferrare, dimensioni dei caratteri maggiori nonché vari riferimenti che si rivolgono a tutte le età. Per esempio, come ricorda Associated Press, in base all’età del giocatore le risposte di Trivial Pursuit possono indicare la danza zumba o l’allenatore Jack LaLanne, il guru del fitness statunitense scomparso nel 2015.

I prodotti di Hasbro hanno così arricchito la collezione Joy for All di Ageless Innovation che comprende una serie di giochi di carte simili a Memory. Richiede infatti di trovare il collegamento fra due oggetti relativi a differenti epoche del passato e del presente, tra cui per esempio un telefono fisso e uno smartphone. Sugli scudi anche gli animali robot, disponibili anche per l’Italia sul sito ufficiale e su Amazon. Si possono comprare un gatto o un cane, che replicanno fedelmente movimenti e comportamento di un esemplare reale, regalando un po’ di compagnia e affetto al proprietario. Il felino robotico, per esempio, miagola, fa le fusa e risponde alle coccole dell’utente avvicinandosi alle mani o alle gambe. Il prezzo per l’acquisto online è di 160 euro. Ne bastano invece 61 per un uccellino animatronic che cinguetta e rompe il silenzio in casa.

Giochi di carte, scacchi e cruciverba: come stimolare la mente divertendosi

Su Amazon è disponibile un vasto assortimento di giocattoli e giochi da tavolo adatti anche agli anziani. Un esempio è l’All About Us di Relish. Si tratta di una versione progettata per chi soffre di demenza, che però può riunire tutta la famiglia. Per partecipare è sufficiente lanciare un paio di dadi e scegliere una carta, che indica un decennio della storia recente. Tramite alcuni spunti, bisogna porre una domanda agli avversari e chiedere loro di raccontare un ricordo della loro esperienza. In Rete è possibile acquistare anche gli scacchi per allenare la memoria di Eachhaha in legno, disponibili in più versioni. Seppur pensati per i bambini, sono utilissimi anche per gli anziani aiutandoli a rallentare l’invecchiamento e a mantenere alta la coordinazione occhio-mano, divertendosi assieme ai nipoti. Online ci sono poi anche diversi cruciverba e puzzle di forme e contenuto differente.

La temperatura media globale ha superato di 2 gradi i livelli preindustriali

La temperatura media globale sta crescendo a ritmi sostenuti. Venerdì 17 novembre, per la prima volta, ha superato di 2 gradi i livelli preindustriali, risalenti al periodo fra il 1850 e l’inizio del XX secolo. Ad affermarlo è il nuovo rapporto del Copernicus Climate Change Service con sede in Europa, condiviso sulla piattaforma X dalla vicedirettrice Samantha Burgess. «Non significa aver violato l’Accordo di Parigi», ha poi aggiunto la dottoressa alla Cnn. «Evidenzia però che ci stiamo avvicinando ai limiti massimi con frequenza costante». L’allarme arriva a due settimane dall’inizio della Cop28, la conferenza delle Nazioni Unite in programma a Dubai dal 30 novembre al 12 dicembre. Urge un intervento immediato al fine di evitare ripercussioni forti e irreversibili sulla Terra. Occorre sottolineare però come i dati siano ancora preliminari e necessitino di altre conferme con studi e misurazioni previsti per il prossimo futuro.

LEGGI ANCHE: Clima Copernicus: «È stato l’ottobre più caldo di sempre»

Temperatura globale, l’Accordo di Parigi è ancora possibile

Nel suo post su X, Burgess ha confermato che la temperatura registrata venerdì 17 novembre è la più alta della storia. Un’analisi che conferma il precedente report di Copernicus che, a inizio novembre, aveva già identificato il 2023 come l’anno più caldo di sempre. «I valori sono stati, in media, 1,17 gradi superiori al periodo fra il 1990 e il 2020», ha sottolineato la vicepresidente Burgess. «Rispetto all’era preindustriale, prima che l’uomo iniziasse a bruciare combustibili fossili e alterare il clima naturale, parliamo di 2,06 gradi in più». Gli esperti hanno sottolineato come si tratti di un superamento temporaneo e non implica che si assisterà a un riscaldamento permanente dell’atmosfera. È tuttavia un indizio allarmante che conferma gli effetti della crisi climatica in corso sul pianeta.

Il 17 novembre la temperatura media globale ha superato di 2 gradi i valori preindustriali. Dati e previsioni del rapporto di Copernicus.
Una ragazza in Brasile cerca ristoro dal caldo torrido (Getty Images).

Il superamento di 2 gradi della temperatura rispetto all’epoca preindustriale mette dunque a repentaglio il rispetto dell’Accordo di Parigi sul clima stipulato nel 2015. Allora, le superpotenze del mondo si imposero di limitare le emissioni di gas serra al fine di contenere il surriscaldamento globale sotto 1,5 gradi rispetto al periodo 1850-1900. «I nuovi dati non indicano una violazione», ha spiegato Burgess alla Cnn. «Tuttavia evidenziano un peggioramento. Possiamo infatti aspettarci una frequenza crescente di giorni con una simile temperatura media globale nei prossimi anni». Un timore condiviso anche dall’Organizzazione climatica mondiale, secondo cui il pianeta potrebbe superare costantemente la soglia massima già entro il 2027 per via di una combinazione fra il fenomeno del Niño e l’inquinamento. «C’è ancora tempo per intervenire, ma bisogna farlo al più presto».

Incendi e inondazioni, gli effetti del surriscaldamento nel 2023

L’aumento della temperatura media globale rispetto ai livelli preindustriali sta causando una lunga serie di eventi meteorologici estremi. Gli incendi alle Hawaii e le tempeste sul Mediterraneo, senza dimenticare le inondazioni in Nord America, sono però solo la punta dell’iceberg. In aumento le possibilità di un collasso delle calotte polari, con relativo innalzamento dei livelli del mare ed estinzione di massa di tutte le barriere coralline. Difficile, in tal caso, anche l’adattamento per umani ed ecosistemi. «Il superamento dei 2 gradi era prevedibile», ha detto Richard Allan dell’Università di Reading. «Dobbiamo limitare i gas serra». Stando all’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, però, l’attuale impegno non è sufficiente. Per sperare di contenere il surriscaldamento globale, tutti gli Stati dovrebbero dimezzare le emissioni entro il 2030. Al ritmo attuale, però, anche se tutti rispettassero i propri impegni, l’inquinamento sarà il 9 per cento superiore al 2010.

Il 17 novembre la temperatura media globale ha superato di 2 gradi i valori preindustriali. Dati e previsioni del rapporto di Copernicus.
Un termometro segna 40 gradi a Roma a giugno (Getty Images).

Everton penalizzato in Premier: City e Chelsea rischiano la retrocessione?

Pugno duro della Premier League nei confronti dell’Everton. Il club di Liverpool è infatti stato penalizzato di 10 punti in classifica per aver violato il fair play finanziario, sforando i parametri imposti dal regolamento di circa 20 milioni di sterline (23 milioni di euro). È la prima volta che nel massimo campionato di calcio inglese si va incontro a una punizione simile per tali irregolarità. Con la nuova classifica, con appena quattro punti l’Everton è sprofondato dal 14esimo all’ultimo posto alla pari del Burnley. La sentenza storica tuttavia fa aleggiare lo spettro di una pesante penalizzazione anche per il Manchester City e il Chelsea. I vincitori della Champions League 2022, come emerse a febbraio 2023, avrebbero violato le regole finanziarie per nove anni di fila dal 2009 al 2018. Per i Blues si parla di pagamenti irregolari durante la presidenza di Roman Abramovich.

L'Everton è stato penalizzato di 10 punti in classifica per violazione del fair play finanziario. Spettro retrocessione per Chelsea e City.
Roman Abramovich nel 2021 con la Champions League (Getty Images).

Everton, il comunicato della Premier League e la reazione del club

«Il club ha ammesso di aver violato il PSR (regole di redditività e sostenibilità della Premier, ndr.) durante la stagione 2021-22», si legge nel comunicato ufficiale della Lega. «La Commissione ha determinato che le perdite nel periodo ammontavano a 124,5 milioni di sterline (142 milioni di euro), che superano la soglia consentita pari a 105 milioni. Imposta pertanto una sanzione sportiva sotto forma di una penalizzazione di 10 punti, che avrà effetto immediato». Non si è fatta attendere la reazione dell’Everton che ha già annunciato di voler fare ricorso con un comunicato sul sito ufficiale e sulle pagine social. Rilasciato anche un video in cui Colin Chong, Ceo del club, sottolinea gli stessi concetti. «Siamo scioccati e delusi», recita la dichiarazione. «Si tratta di una pena del tutto sproporzionata e ingiusta. La durezza e la severità della Commissione non riflettono in modo ragionevole le prove presentate».

Manchester City e Chelsea, a rischio anche le big della Premier League?

La penalizzazione dell’Everton potrebbe far tremare anche i campioni in carica del City e il Chelsea. «Mi sembra una pena severa per l’Ffp», ha spiegato al Daily Mail Stefan Borson, ex avvocato della squadra di Manchester vincitrice del Treble. «Rafforza però il fatto che le sanzioni contro Citizens e Blues potrebbero indurre alla retrocessione in Championship». Il legale ha ipotizzato l’arrivo di novità per gennaio 2024, ma al momento è impossibile trarre conclusioni. Lo spettro di una clamorosa discesa nella Serie B britannica per i due club però potrebbe materializzarsi sempre più rapidamente. La società in mano allo sceicco Mansur infatti potrebbe aver commesso gli stessi illeciti dell’Everton addirittura per nove stagioni e per cifre molto più ampie. «Allarmante o meno, la portata delle accuse potrebbe indurre alla retrocessione», ha spiegato Borson.

Come ha riportato anche il Sun, il Manchester City avrebbe infatti sovrastimato le entrate dagli sponsor con denaro proveniente dai proprietari piuttosto che dalle partnership con aziende di Abu Dhabi. Sotto accusa anche lo stipendio di Roberto Mancini, sulla panchina dei Citizens dal 2009 al 2013, raddoppiato tramite un accordo segreto con un club degli Emirati Arabi. Per quanto riguarda invece il Chelsea, i media britannici hanno riportato le accuse di presunti pagamenti di Roman Abramovich tramite una serie di proprietà offshore. I nuovi proprietari sarebbero anche venuti a conoscenza di «vari report finanziari potenzialmente incompleti» legati all’era del magnate russo. Intanto però tutto tace, tanto che secondo alcuni tabloid il caso potrebbe richiedere anche diversi anni. Per l’Everton però sono bastati pochi mesi.

YouTube, nuove regole per le nudità in allattamento e danze sensuali

YouTube ha allentato le sue regole in merito alla monetizzazione dei video che contengono nudità. L’elenco dei filmati idonei per generare introiti pubblicitari infatti comprende anche quelli che mostrano i capezzoli del seno durante l’allattamento e le immagini che presentano danze sensuali come il twerking e il grinding. La piattaforma di proprietà di Google ha anche rilasciato una clip dove Conor Kavanagh, responsabile per le politiche di monetizzazione, spiega nel dettaglio i principali aggiornamenti relativi alle linee guida per tutta la community. Restano infatti importanti restrizioni, soprattutto per quanto riguarda i filmati che mirano a enfatizzare contenuti sessualmente espliciti e volgari.

Monetizzazione attiva per i video che mostrano nudità durante l'allattamento oppure per le danze twerking e grinding. Le regole di YouTube.
YouTube ha modificato le sue linee guida per la community (Getty Images).

LEGGI ANCHE: YouTube, nuove regole per video generati dall’IA e deepfake

Dall’allattamento al twerking, le nuove linee guida di YouTube sulle nudità

Come si legge sul blog ufficiale della piattaforma, nonostante l’allentamento YouTube ha mantenuto alcune restrizioni importanti. Per quanto riguarda l’allattamento, infatti, è fondamentale che nel video sia presente un bambino. In tal caso, sarà possibile monetizzare anche se nell’inquadratura sono visibili i capezzoli, prima invece vietati. Passando invece ai filmati coreografici di danza, la piattaforma ha deciso di consentire anche il twerking e il grinding oltre a una serie di «balli sensuali». Resteranno però interdette inquadrature intenzionali e ricorrenti di seno, glutei e genitali, movimenti che imitano l’atto sessuale nonché un vestiario «estremamente minimal». YouTube non ha però specificato quali siano i limiti per definire l’abbigliamento consono o meno alla monetizzazione online. «Come sempre, tutti i contenuti dovranno rispettare le regole della community», ha concluso Kavanagh.

Per quanto riguarda la nudità in generale, invece, non ci sono limitazioni per quanto riguarda espressioni di stampo artistico come sculture, schizzi e bozzetti nonché immagini al computer che coinvolgono le intimità illustrate. Consentiti anche abiti traslucidi o trasparenti per seni e décolleté femminili, glutei e torsi maschili «a patto che siano in contesti appropriati come passerelle di moda, esami medici e spiagge». È possibile poi mostrare anche il fondoschiena con vestiti trasparenti purché non rappresentino «il punto focale del video» e non siano «indirizzati per un contenuto sessualmente esplicito». Esclusi dall’elenco filmati, documentari e reportage legati all’industria del sesso, alle sex worker o contenenti immagini pornografiche. Nella danza, si bandiscono infine twerking e grinding se uno dei partner mette le mani sotto i vestiti dell’altro oppure ci sia uno zoom deliberato sulle parti intime.