Tre passaggi del turno e due eliminazioni: è il bilancio azzurro della notte fra lunedì 19 e martedì 20 gennaio agli Australian Open 2026, che si apprestano a chiudere il match di primo turno. Avanzano Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti, rispettivamente contro Carlos Taberner e Raphael Collignon, che ora sono attesi dal derby al secondo turno. Bene anche Luciano Darderi, che supera in tre set tirati il cileno Cristian Garin. Eliminati Luca Nardi, battuto dal cinese We Yibing, e nel femminile Elisabetta Cocciaretto, che arrivava dalle fatiche per la vittoria al Wta 250 di Hobart. Alle ore 9 in campo invece Jannik Sinner, ultimo italiano impegnato nel primo turno, che affronterà il francese Hugo Gaston.
Lorenzo Musetti agli Australian Open 2026 (Ansa).
Australian Open 2026, Musetti fatica ma batte Collignon: troverà Sonego
Debutto complesso e più intenso del previsto per Lorenzo Musetti agli Australian Open. Il carrarino avanza al secondo turno dopo aver battuto il belga Raphael Collignon, numero 72 del ranking Atp, costretto al ritiro nel quarto set sul punteggio di 4-6, 7-6, 7-5, 3-2 in favore dell’azzurro. Per Musetti una partita in crescendo, con i primi due parziali segnati profondamente da problemi al servizio che gli hanno fatto perdere per tre volte la battuta. Nel terzo, quando era avanti 4-2, il belga ha accusato grossi guai fisici, vedendosi costretto a chiedere l’intervento del fisioterapista sul 4-4 prima di cedere cinque dei sei game successivi. «Ho faticato a trovare ritmo», ha spiegato Musetti alla fine del match. «Applausi a Collignon, ha giocato una grande partita».
Al secondo turno, Musetti è atteso dal derby azzurro contro Lorenzo Sonego, che ha invece battuto agevolmente lo spagnolo Carlos Taberner in tre set con il punteggio di 6-4, 6-0, 6-3. Il torinese, che ha concesso solamente un break al suo avversario nel terzo set, ha chiuso l’incontro con 12 ace e il 70 per cento di prime palle in campo, rafforzate da una resa dell’81 per cento. Proprio il servizio ha fatto la differenza, con lo spagnolo danneggiato da ben 11 doppi falli in 13 game alla battuta. Passa al secondo turno anche Luciano Darderi: l’italoargentino ha eliminato il cileno Cristian Garin con il punteggio di 7-6, 7-5, 7-6 in tre ore di partita. Debutto tutt’altro che semplice per l’azzurro che nel finale ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi di stomaco. Attende ora lo spagnolo Sebastian Baez che ha superato in cinque set il francese Giovanni Mpetshi Perricard.
Eliminati Luca Nardi ed Elisabetta Cocciaretto
Niente da fare invece per Luca Nardi, alla seconda partecipazione nel main draw di Melbourne. Il pesarese si è dovuto arrendere al cinese Wu Yibing in quattro set con il punteggio di 7-5, 4-6, 6-4, 6-2 in tre ore esatte di gioco. Per l’azzurro, che non ha quasi mai trovato il ritmo per impensierire il suo avversario, si tratta della terza sconfitta su altrettanti match giocati dall’inizio della stagione 2026. Il 26enne di Hangzhou torna dunque a vincere in uno Slam due anni e mezzo dopo l’ultima volta. Nel femminile si è fermata invece Elisabetta Cocciaretto: la campionessa del Wta 250 di Hobart è infatti stata battuta al primo turno dall’austriaca Julia Grabher, 95esima del ranking, per 7-5, 2-6, 6-4 in due ore e mezza di gioco. Un risultato che lascia molti rimpianti all’azzurra, che non ha saputo sfruttare i 10 doppi falli e 56 errori gratuiti della sua avversaria.
Elisabetta Cocciaretto (Ansa).
Ottimo esordio nel doppio femminile per Errani e Paolini
Tutto facile infine nel doppio femminile per Sara Errani e Jasmine Paolini, teste di serie numero due del torneo. Le azzurre, che giocavano il loro primo match ufficiale in coppia dalle Finals di Riyad dello scorso novembre, hanno battuto la britannica Maia Lumsden e la cinese Qianhui Tang 6-3, 6-2 in un’ora e 19 minuti. Al secondo turno attendono le australiane Birrel/Gibson oppure le giapponesi Kobori/Shimizu, in campo nella giornata di mercoledì 21 gennaio.
Paolo Sorrentino torna al cinema con La Grazia, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 e primo lavoro dopo l’acclamato Parthenope. La trama ruota attorno alla figura di un presidente della Repubblica, Mariano De Santis, giunto alla fine del suo mandato: entra nel semestre bianco tuttavia confrontandosi con due richieste di grazia e una controversa legge sull’eutanasia che attendono sulla sua scrivania. In tanti hanno rivisto, sia per l’aspetto sia per alcuni tratti caratteriali, potenziali riferimenti all’attuale Capo dello Stato Sergio Mattarella, ma il regista ha più volte ribadito come il film non sia tratto da una storia vera.
La Grazia di Paolo Sorrentino: trama e cast del film
Protagonista del film è dunque un immaginario presidente della Repubblica, Mariano De Santis, nei cui panni recita Toni Servillo, storico collaboratore di Sorrentino apparso in diverse sue opere. Giunto alla fine del suo mandato, si trova di fronte agli ultimi compiti: in primo luogo, decidere in merito a due delicate richieste di grazia. Da un lato un ex insegnante di storia molto stimato nell’ambiente didattico, colpevole di aver ucciso la moglie afflitta da Alzheimer: si tratta di uno spunto che lo stesso Sorrentino ha preso da un episodio simile in cui Sergio Mattarella, nel 2016, aveva concesso la grazia ad un uomo reo confesso per un caso simile. Dall’altro lato c’è invece una giovane donna in carcere per aver accoltellato nel sonno il marito violento. In aggiunta, sulla sua scrivania c’è la bozza di una legge sull’eutanasia. Ad aiutarlo nelle difficili decisioni sono la sua coscienza e la figlia Dorotea (Anna Ferzetti), giurista come lui.
«I punti in comune tra il protagonista del film, il presidente De Santis, e il presidente Mattarella? Il personaggio del film non è ispirato a Mattarella anche perché a voler essere precisi anche Scalfaro aveva una figlia». Con queste parole il premio Oscar Paolo Sorrentino ha risposto, in conferenza stampa, nel presentare La Grazia circa la possibilità di un collegamento fra il suo presidente e uno dei capi di Stato realmente esistiti. «La formazione cattolica è una costante di molti presidenti della Repubblica. Non ci siamo ispirati a Mattarella ma evidentemente qua e là per le coordinate essenziali abbiamo fatto riferimento a numerosi capi di Stato. Il personaggio ha poi preso una sua vita autonoma indipendente da qualsiasi riferimento reale». De Santis e la sua storia non sono dunque ispirati a una storia vera, ma rappresentano la proiezione delle sue domande e delle sue sensazioni che Sorrentino ha portato sullo schermo.
Si chiude il primo turno degli Australian Open 2026. Nella notte italiana fra lunedì 19 e martedì 20 gennaio scenderanno in campo altri cinque azzurri nel tabellone maschile oltre a una nel femminile. Riflettori puntati ovviamente sul match che vedrà il debutto sul cemento di Melbourne del numero due del mondo Jannik Sinner, campione in carica a caccia della terza corona consecutiva e pronto a dare nuovamente battaglia a Carlos Alcaraz per il primo posto nel ranking Atp. L’altoatesino giocherà attorno alle 9 del mattino italiano contro il francese Hugo Gaston, battuto nei due precedenti datati tuttavia 2021. Sarà solo l’ultimo tennista della delegazione tricolore a scendere in campo.
Australian Open 2026, tutti gli italiani in campo martedì 20 gennaio
Lorenzo Sonego (Ansa).
L’Italia del tennis scenderà in campo già all’1 di notte italiana. Sul cemento australiano infatti sarà il turno di Luciano Darderie Lorenzo Sonego, opposti rispettivamente al cileno Cristian Garin, numero 82 del ranking, e Carlos Taberner, 99esimo in classifica. L’italo-argentino spera di staccare per la prima volta il pass verso il secondo turno del primo slam stagionale, dopo che nel 2025 si dovette ritirare per un problema fisico durante il secondo set. «Torno da testa di serie», ha detto ai microfoni di Eurosport il numero 25 del tabellone. «Sono pronto». Per quanto riguarda il torinese, che punta a ripetere l’exploit dello scorso anno quando raggiunse il quarto turno a Melbourne prima di perdere dall’americano Ben Shelton, sarà la prima sfida in carriera allo spagnolo Taberner, che lo scorso anno perse da Luciano Darderi la finale del torneo 250 di Umago, la prima nel circuito maggiore.
Attorno all’1.30 sarà la volta di Lorenzo Musetti, fresco numero cinque del ranking, che non ha mai superato il terzo turno degli Australian Open. Ci proverà iniziando la corsa contro il belga Raphael Collignon, numero 72 del ranking Atp che non ha mai affrontato in carriera. Il carrarino dovrà tuttavia mostrare di aver recuperato pienamente dal fastidio muscolare che gli aveva impedito di terminare l’esibizione contro Alexander Zverev alla vigilia del torneo. Non prima delle 4 del mattino italiano in campo ci sarà Luca Nardi, che affronterà il cinese Wu Yibing, primo tennista del suo Paese a vincere un titolo Atp quando nel 2023 conquistò il Dallas Open battendo l’ex Top 10 americano John Isner. Il tutto dopo aver eliminato un altro statunitense Taylor Fritz.
Nel femminile debutta Elisabetta Cocciaretto
Elisabetta Cocciaretto trionfa a Hobart 2026 (Ansa)
Per quanto riguarda invece il tabellone femminile, dove ha già esordito e vinto il suo primo match Jasmine Paolini, sarà la volta di Elisabetta Cocciaretto. Per la 24enne di Ancona sarà la prima uscita ufficiale dopo il successo del Wta 250 di Hobart, secondo titolo in carriera, contro l’americana Iva Jovic con un doppio 6-4. L’azzurra, già fondamentale nel trionfo in Billie Jean King Cup 2025 grazie al successo contro Emma Navarro, affronterà la polacca Julia Grabher, 29enne numero 95 del ranking. In caso di passaggio del turno si profila un match contro la russa Anna Kalinskaya, con all’orizzonte un possibile terzo turno contro la polacca e numero due Iga Swiatek.
I Bluvertigo annunciano una reunion della formazione originale. La storica band lombarda capitanata da Morgan e Andy, al secolo Marco Castoldi e Andrea Fumagalli, si esibirà il 14 aprile per un unico concerto all’Alcatraz di Milano. «Non è nostalgia, è il nucleo originario che torna a vibrare», si legge in un post sui social. «La formazione che ha dato inizio a tutto, sul palco, nel presente. Una sola notte. Solo tensione, visione, suono». I biglietti sono già disponibili online su Vivaticket al prezzo di 46 euro più prevendita. Il ritorno dei Bluvertigo, come precisa un comunicato stampa, non guarda al passato come un archivio, quanto piuttosto come una base da cui ripartire, «un nuovo modo di rimettere in movimento ciò che non ha mai smesso di vibrare». Il concerto di Milano porta come sottotitolo «Essere umani». La spiegazione in un virgolettato: «Un essere umano è una linea di luce in mezzo al rumore».
Gli ultimi anni dei Bluvertigo dopo lo scioglimento del 2017
Formatasi all’inizio degli Anni 90, la band si erasciolta nel 2017, un anno dopo la seconda partecipazione al Festival di Sanremo. Quattro anni dopo Morgan, con conferme anche da altri componenti, aveva annunciato un nuovo disco, tanto che nel settembre di quello stesso anno il gruppo si esibì all’Arena di Verona per un tributo a Franco Battiato. Tenendo nel 2022 alcuni live. A distanza di pochi mesi, tuttavia, la reunion era naufragata assieme allo stesso progetto dell’album. Ora una nuova ripartenza con un concerto-evento, che tuttavia lascia presagire qualcosa di più.
Oggi 19 gennaio compie 80 anni una vera e propria leggenda vivente della musica internazionale. È il compleanno infatti di Dolly Parton, classe 1946 e incontrastata regina del country americano con più di 40 album all’attivo e centinaia di successi pubblicati in sei decenni di carriera. Per festeggiare in anticipo, la diva ha rilasciato online da qualche giorno Light of a Clear Blue Morning, una versione della sua hit del 1977 con la collaborazione di Lainey Wilson, Reba McEntire, Queen Latifah e della sua figlioccia Miley Cyrus. «Mentre festeggio il mio 80esimo compleanno, questa nuova versione è il mio modo di usare ciò di cui sono stata benedetta per far brillare un po’ di luce, condividendola con alcune donne davvero incredibili», ha spiegato in una nota. Il ricavato sarà devoluto interamente in beneficenza per la ricerca sul cancro pediatrico.
Dolly Parton: quella volta che disse no a Elvis Presley
La regina del country Dolly Parton (Instagram).
Icona della musica mondiale, Dolly Parton è passata alla storia quando, ancora giovanissima, disse di no persino al re del rock Elvis. Nei primi Anni 70, dopo aver già iniziato a costruire il suo status di regina del country, incise due brani che avrebbero cambiato per sempre la sua carriera, ossia la hit celebre Jolene e I Will Always Love You, dedicata alla sua rottura con Porter Wagoner, cantante con cui aveva mosso i primi passi nella musica. Quando arrivò alle orecchie di Presley, quest’ultimo la apprezzò talmente tanto da volerne incidere una cover.
Durante la trattativa, però, il colonnello Tom Parker – manager di Elvis – pretese la metà dei diritti. Al che Parton, come raccontato nel libro Una forza della natura di Sarah Smarsh, bloccò tutto: «Dissi che la canzone aveva già avuto successo: era tutto ciò che avrei lasciato alla mia famiglia». E così, dopo un «mi dispiace molto» e molte lacrime versate nella notte, la cover andò in fumo. La traccia avrebbe ottenuto tuttavia il successo internazionale proprio con una cover, realizzata nel 1992 dall’indimenticabile Whitney Houston come tema portante del film Guardia del corpo.
Le canzoni più famose della sua carriera
La regina del country Dolly Parton (Ansa).
Jolene, di cui una Dolly Parton ormai ultrasettantenne ha inciso una bella cover con i Maneskin, è solo uno dei tanti successi indimenticabili della regina del country. Celebre, oltre a Light of a Clear Blue Morning e I Will Always Love You, è anche 9 To 5, inno che racconta la continuità lavorativa e denuncia le disparità di genere, presente nella colonna sonora di Dalle 9 alle 5… orario continuato, film di Colin Higgins in cui Parton ha recitato al fianco di Jane Fonda, Lily Tomlin e Dabney Coleman interpretando l’ingenua segretaria Doralee tanto da venir candidata ai Golden Globes del 1981. Tra i grandi successi dell’artista si ricordano anche Cost of Many Colors, There Was Jesus e Rockin’ Years, oltre a Powerful Women, Here You Come Again e Islands in the Stream.
Capolavori che hanno spinto il governatore del Tennessee – è nata a Pittman Center, nella contea di Sevier – a decretare il 19 gennaio Dolly Parton Day. «La sua vita e la sua carriera sono intrecciate con la musica, la cultura e la ricca storia del Tennessee», ha affermato Bill Lee. «Il suo talento e la sua generosità hanno avuto un impatto duraturo sul mondo ed è giusto che onoriamo il suo 80esimo compleanno celebrando la sua straordinaria eredità e la sua dedizione allo Stato». Appassionata filantropa, nel corso della sua carriera ha fatto molto per favorire l’alfabetizzazione e sostenere con ogni mezzo l’istruzione dei bambini. Proprio per la sua beneficenza, nel 2025 è stata insignita del Jean Hersholt Humanitarian Award, Oscar umanitario alla carriera.
La parentela con Miley Cyrus, di cui è anche madrina
«Stare con Miley (Cyrus, ndr.) è come stare in famiglia», ha più volte detto Dolly Parton della star di Hannah Montana, di cui è madrina. Non a caso, analizzando il loro albero genealogico, le due artiste hanno scoperto di essere veramente parenti, seppur alla lontana. Ad unirle un antenato comune del XVIII secolo di nome John Brickey, vissuto attorno al 1740 e che lasciò la Virginia con la sua famiglia per andare a vivere nella contea di Blount, nel Tennessee. Le due hanno collaborato diverse volte, duettando sulle note diWreaking Ball, I Will Always Love You, I Love Rock and Rolle, recentemente, Light of a Clear Blue Morning.
L’Italia torna a ospitare le Olimpiadi invernali a 20 anni di distanza dall’edizione del 2006 di Torino. I Giochi di Milano-Cortina scatteranno ufficialmente il 6 febbraio con la cerimonia di apertura presso lo stadio San Siro, dove si esibiranno alcune star della musica e del cinema come Pierfrancesco Favino e Laura Pausini oltre alla diva internazionale Mariah Carey. Le performance accompagneranno anche la sfilata di tutti gli atleti impegnati nella manifestazione, che conterà 16 discipline e ben 116 eventi da medaglia. L’Italia sarà presente con una vasta delegazione, che punta a raggiungere le 200 unità o comunque a superare il record di Torino 2006, quando parteciparono in 184. Portabandieradella nostra nazione al Meazza saranno Arianna Fontana e Federico Pellegrino, mentre a Cortina saranno presenti Federica Brignone e Amos Mosaner.
Olimpiadi Milano-Cortina 2026: l’elenco di tutti gli atleti italiani
L’icona dello short track Arianna Fontana (Ansa).
L’Italia sarà presente ai Giochi olimpici di casa in tutte le 16 discipline del programma. Di seguito, la lista completa con tutti gli atleti impegnati nelle varie gare, in continuo aggiornamento seguendo gli annunci ufficiali delle Federazioni.
Biathlon
La Federazione non ha ancora rilasciato l’elenco completo dei partecipanti e delle partecipanti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Presenti Elia Zeni, Daniele Cappellari, Tommaso Giacomel e Lukas Hofer tra gli uomini, oltre a Michela Carrara fra le donne. Ci sarà tuttavia quasi sicuramente la campionessa Dorothea Wierer, vincitrice di tre bronzi in altrettante edizioni dei Giochi tra cui quello nello sprint di Pechino 2022. Si tratterà della sua ultima partecipazione della carriera.
Bob
Non è ancora disponibile l’elenco completo degli atleti e delle atlete che prenderanno parte ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Tra le punte di diamante della delegazione azzurra potrebbero però esserci la 30enne Giada Andreutti, presente da Sochi 2014 a Pechino 2022, e Simona De Silvestro, ex pilota di Indycar e Formula E.
Combinata nordica
L’elenco degli azzurri che prenderanno parte alle gare di combinata nordica non è ancora disponibile. La delegazione potrebbe puntare su Alessandro Pittin, unico medagliato italiano nella disciplina, e sui giovani talenti di Aaron Kostner e Samuel Costa.
Curling
Stefania Constantini e Amos Mosaner dopo la vittoria a Pechino 2022 (Ansa).
Tre le squadre presenti per quanto riguarda il curling: maschile, femminile e doppio misto. Sono noti i componenti solo di quest’ultimo, ossia Stefania Costantini e Amos Mosaner – che a Milano-Cortina sarà portabandiera – che sperano di replicare il trionfo del 2022, quando conquistarono la medaglia d’oro nel misto davanti alla Norvegia e alla Svezia.
Freestyle
Per quanto riguarda invece il freestyle, è confermata la presenza di Simone Deromedis fra gli uomini e Flora Tabanelli per quanto riguarda le donne. L’elenco definitivo non è ancora stato rilasciato.
Hockey su ghiaccio
Per quanto riguarda l’hockey su ghiaccio, si conoscono i nomi del roster preliminare maschile. Sono Damian Clara, Diego Kostner, Daniel Mantenuto, Luca Zanatta, Thomas Larkin e Tommy Purdeller. La Federazione non ha ancora diffuso invece l’elenco definitivo delle partecipanti nel torneo femminile.
Pattinaggio di figura
Disponibile invece l’elenco degli azzurri che parteciperanno alle Olimpiadi nel pattinaggio di figura. Fra gli uomini ci saranno Nikolaj Memola, Marco Fabbri, Daniel Grassi e Niccolò Macii, mentre per quanto riguarda le donne spazio ad Anna Pezzetta, Charlène Guignard, Lara Naki Gutmann e Sara Conti. L’obiettivo è tornare a medaglia a 12 anni dal bronzo di Carolina Kostner a Sochi 2014.
Pattinaggio di velocità
Ricca anche la delegazione azzurra che rappresenterà l’Italia nel pattinaggio di velocità. Gli occhi sono puntati ovviamente su Arianna Fontana, icona dello short track internazionale con 11 medaglie olimpiche, tra cui i due ori consecutivi di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022 nei 500 metri. Con lei ci sarà fra le donne Francesca Lollobrigida, mentre nel maschile scenderanno in pista Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti e Riccardo Lorello.
Salto con gli sci
Non è ancora noto l’elenco degli atleti e delle atlete azzurre che rappresenteranno l’Italia nel salto con gli sci. La nostra delegazione andrà a caccia della sua prima medaglia assoluta, finora mai vinta nelle 24 edizioni precedenti dei Giochi: il direttore tecnico Ivo Pertile spera di poter contare anche su Giovanni Bresadola, rientrato a fine 2025 dopo il brutto infortunio patito nel marzo del 2024.
Sci alpinismo
Non è ancora completa nemmeno la lista degli atleti e delle atlete che rappresenteranno l’Italia nello sci alpinismo. Come conferma il sito ufficiale della Fondazione Milano-Cortina, per il nostro Paese ci saranno Michele Borsacci fra gli uomini e Alba De Silvestro per quanto riguarda le donne.
Sci alpino
Il discesista azzurro Dominik Paris (Ansa).
In attesa di scoprire se Federica Brignone ce la farà a tornare in pista per le Olimpiadi invernali 2026, l’Italia spera di tornare a medaglia nel femminile soprattutto con Sofia Goggia, capace di conquistare l’oro in discesa libera nel 2018 a Pyeongchang. Fra gli uomini ci saranno Tobias Kastlunger, Florian Schieder e soprattutto Dominik Paris, ancora a caccia della sua prima medaglia a cinque cerchi solo sfiorata proprio nell’edizione sudcoreana con il quarto posto in discesa libera. Azzurri e azzurre però dovranno affrontare una dura concorrenza con i favoriti Marco Odermatt, Lindsey Vonn e Mikaela Shiffrin.
Sci di fondo
Ricca la delegazione di italiani nello sci di fondo. Alle Olimpiadi di Milano-Cortina ci saranno Simone Daprà, Giovanni Ticcò, Davide Graz e Federico Pellegrino (tra l’altro anche portabandiera a San Siro nella cerimonia di apertura) per il maschile. Le gare femminili impegneranno invece Federica Cassol e Caterina Ganz. L’ultimo oro azzurro risale proprio all’edizione casalinga di Torino 2006 con le due medaglie di Giorgio di Centa nei 50 km e della staffetta maschile nella 4×10 km.
Short Track
Per quanto riguarda lo short track ci sarà, come detto, Arianna Fontana, simbolo degli sport invernali azzurri. Con lei scenderanno in pista anche Arianna Sighel, Chiara Betti, Martina Valcepina ed Elisa Confortola. Nel maschile, a difendere i colori italiani ci penseranno Andrea Cassinelli, Pietro Sighel, Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali e Luca Spechenhauser. Fontana andrà a caccia del suo terzo oro consecutivo nei 500 metri dopo quelli di Pyeongchang e Pechino.
Skeleton
Due gli azzurri per il momento certi di rappresentare il nostro Paese nello skeleton ai Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. Si tratta di Mattia Gaspari nel maschile e Valentina Margaglio fra le donne. L’unica medaglia italiana nella disciplina risale addirittura all’edizione 1948 di Saint Moritz quando Nino Bibbia conquistò l’oro.
Slittino
Per quanto riguarda la delegazione di slittino, a Milano-Cortina l’Italia potrà contare nel maschile sull’esperienza di Dominik Fischnaller, bronzo a Pechino 2022, e nel femminile su Marion Oberhofer e Andrea Voetter. L’ultima volta che il tricolore ha sventolato sul gradino più alto del podio è stato 20 anni fa nell’edizione di Torino 2006 con il trionfo di Armin Zoeggeler nel singolo, suo secondo successo di fila dopo quello di Salt Lake ottenuto quattro anni prima.
Snowboard
La snowboarder Michela Moioli (Ansa).
Infine, sono quattro per il momento gli italiani certi di gareggiare in snowboard alle Olimpiadi 2026. Si tratta di Maurizio Bormollini, Lorenzo Sommariva e Roland Fischnaller nel maschile e di Michela Moioli nel femminile, medaglia d’oro nel cross a Pyeongchang 2018, tra l’altro ultimo successo dei nostri beniamini in un’edizione a cinque cerchi. A Pechino, l’azzurra ha vinto invece l’argento in coppia con Omar Visintin.
È morta all’età di 48 anni la donna che sosteneva di essere figlia segreta di Freddie Mercury. Lo ha annunciato la sua famiglia con un comunicato ufficiale diffuso dal Daily Mail. «È ora con il suo amato e amorevole padre nel mondo dei pensieri», si legge nella nota. La sua esistenza era emersa pubblicamente solo nel 2025 dopo la pubblicazione di Love, Freddie, biografia del frontman dei Queen scritta da Leslie-Ann Jones che aveva acceso il dibattito sulla vita privata del leggendario artista. Identificata solo con l’iniziale B, si racconta fosse nata dalla relazione tra Mercury e la moglie di un suo caro amico e che avesse mantenuto un rapporto stretto con il cantante fino alla sua morte nel 1991. La notizia era stata accolta con scetticismo anche dai membri dei Queen.
Chi è la figlia segreta di Freddie Mercury, morta all’età di 48 anni
Secondo quanto dichiarato dal marito Thomas al Daily Mail, B è morta per un cordoma, raro tumore che intacca la spina dorsale. Lascia due figli di sette e nove anni. Le sue ceneri saranno sparse sulle Alpi. A lungo legata al frontman dei Queen, avrebbe accettato la decisione di tenere segreta la sua identità. «Mi adorava ed era devoto a me», ha raccontato lei stessa ai tabloid inglesi lo scorso agosto. «Le circostanze della mia nascita possono sembrare, per gli standard della maggior parte delle persone, insolite e persino oltraggiose. Non dovrebbe essere una sorpresa. Non ha mai tolto il suo impegno ad amarmi e prendersi cura di me. Mi ha amato come un bene prezioso. Il nostro accordo prevedeva che vivessi con mia madre e il patrigno, ma lui aveva sempre una stanza pronta per me. Si assicurava di parlarmi anche durante i tour».
Freddie Mercury a Sanremo il 4 febbraio 1984 (Ansa).
L’amore di Freddie Mercury per la figlia avrebbe trovato conferma anche nella musica. Secondo ciò che ha raccontato la stessa B a Jones, il frontman dei Queen le avrebbe dedicato due brani della sua carriera, Bijou e Don’t Try So Hard, inserite nel disco Innuendo, ultima pubblicazione della band con l’artista alla voce uscita nel 1991, un anno prima della morte. «Sono devastata dalla perdita di questa donna che era diventata una mia cara amica», ha dichiarato Jones al Daily Mail. «Era venuta da me con uno scopo altruistico: mettere da parte tutti coloro che hanno avuto carta bianca sulla storia di Freddie per 32 anni, sfidare le loro bugie e la loro riscrittura della sua vita e rivelare la verità».
Lo scetticismo di Brian May e Mary Austin
La notizia di una figlia segreta di Freddie Mercury ha suscitato forti dubbi soprattutto in coloro che hanno condiviso gran parte della vita con l’artista. Mary Austin, storica compagna e confidente della star, ha espresso scetticismo, dichiarando di non credere che il cantante avrebbe potuto o voluto tenere segreta una cosa così importante. Eppure, secondo B che affermava di avere anche le prove del Dna per confermare la sua teoria, Austin era la sola assieme alla famiglia della ragazza a conoscenza della sua esistenza. Anche Brian May, chitarrista dei Queen, ha scelto una posizione prudente sulla questione, mentre sua moglie Anita Dobson ha bollato il tutto come una bufala.
Buon compleanno a una delle icone della televisione Anni 70. Oggi 16 gennaio compie 80 anni Kabir Bedi, attore indiano che appena trentenne conquistò anche il pubblico italiano nei panni di Sandokan nell’omonimo sceneggiato del 1976 diretto da Sergio Sollima, padre di Stefano. Avrebbe interpretato la Tigre della Malesia anche l’anno successivo nel film La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! e nel 1996 nella serie Il ritorno di Sandokan. In carriera, Bedi ha preso parte a oltre 60 lungometraggi di Bollywood ed è apparso in diverse produzioni italiane, tra cui Noi siamo angeli con Bud Spencer. Ed è stato anche uno degli antagonisti di James Bond.
Kabir Bedi, 5 film e serie tv oltre al personaggio di Sandokan
L’icona di Bollywood Kabir Bedi (Ansa).
Il Corsaro Nero tratto dai libri d’avventura di Emilio Salgari
Oltre a vestire i panni di Sandokan, nel 1976 Kabir Bedi fu alla corte di Sollima per Il Corsaro Nero, altro film ispirato alle opere letterarie di Emilio Salgari. L’icona del cinema indiano ha interpretato il protagonista della storia, il conte Emilio di Roccabruna, gentiluomo di Ventimiglia e di Valpenta che lotta contro i filibustieri di Tortuga con l’identità di Corsaro Nero. Vendendo l’anima al diavolo, ha giurato vendetta al perfido Van Guld (Mel Ferrer), che ha ucciso i suoi fratelli Enrico (Jackie Basehart) e Amedeo (Niccolò Piccolomini), un tempo al suo fianco come Corsaro Rosso e Corsaro Verde. Il film è disponibile in streaming su Mediaset Infinity.
Octopussy – Operazione piovra, il villain di 007 con Roger Moore
Kabir Bedi ha legato la sua fama internazionale al personaggio di Gobinda, temibile maggiordomo del principe afgano Kamal Khan (Louis Jourdan) in Octopussy – Operazione piovra, 13esimo film della saga di James Bond e sesto con Roger Moore nei panni della spia protagonista. Nel cast anche Maud Adams nel ruolo dell’affascinante avventuriera e contrabbandiera di gioielli Octavia, alias Octopussy. Robert Brown interpreta invece M, il capo di 007, mentre Desmond Llewelyn è l’informatico Q. Il film è disponibile al noleggio o all’acquisto su Amazon Prime Video, Apple Tv, Chili e Rakuten Tv.
Beyond Justice al fianco di Carol Alt e Rutger Hauer
Nel 1991 Kabir Bedi tornò alla corte di un regista italiano con Beyond Justice, film di Duccio Tessari tratto dalla miniserie Il principe del deserto. Il divo indiano è qui Moulet Beni-Zair, ricco proprietario di origini arabe e residente negli Usa, che ha divorziato dall’affascinante imprenditrice Christine Sanders (Carol Alt). Quando lui decide di portare in Marocco il figlio Robert, l’ex moglie assume due agenti, interpretati da Rutger Hauer e Peter Sands, specializzati in operazioni di salvataggio di ostaggi per riportare il bambino a casa. Al momento il film non è disponibile in streaming.
Noi siamo angeli, la miniserie con Bud Spencer
Nel 1997 uscì Noi siamo angeli, miniserie televisiva andata in onda su Rai 1 con protagonisti Bud Spencer e Philip Michael Thomas nei panni di Bob e Joe, due detenuti dal cuore tenero imprigionati in un carcere di massima sicurezza. Riescono a scappare durante un attacco architettato da Napoleon Duarte (Kabir Bedi), capo di un gruppo di rivoluzionari, e per evitare di essere nuovamente condotti dietro le sbarre picchiano due frati e ne assumono l’identità. Nel cast anche Renato Scarpa e David Hess. È possibile recuperarla in streaming su Amazon Prime Video oppure su YouTube.
Purché finisca bene (2024), l’ultima apparizione in Italia
Tra le ultime performance di Kabir Bedi c’è quella in Questione di stoffa, capitolo del 2024 della collana Purché finisca bene prodotta da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction. Il divo del cinema indiano interpreta Ramesh che, assieme alle nipoti Dev e Rani, gestisce la Deepti’s Taylor, sartoria che entra in competizione con la Mampresol di Orlando (Nicola Pannelli) e Mina (Licia Navarrini), orgogliosi artigiani veneti con cui lavora anche il giovane disegnatore Matteo (Pierpaolo Spollon). Quando la stravagante stilista Ravagnin (Clotilde Sabatino) affida i bozzetti agli indiani per una sua sfilata di moda, inizia la competizione. È in streaming su RaiPlay.
Tutto pronto per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. L’Italia si prepara a diventare la culla dello sport per più di due settimane, ospitando 18 giorni di gare per 16 discipline differenti. Si partirà il 4 febbraio con curling il round robin di doppio misto, che precederà di due giorni la cerimonia di apertura prevista la sera di venerdì 6 allo stadio San Siro, con esibizioni di Mariah Carey, Laura Pausini e Andrea Bocelli. Si finirà domenica 22 con le ultime gare e l’evento di chiusura all’Arena di Verona, quando si darà appuntamento al 2030 sulle Alpi francesi. Nel mezzo ben 116 sfide da medaglia. Ecco la guida con il calendario completo giorno per giorno.
Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026: il calendario giorno per giorno
I cerchi olimpici a Cortina (Imagoeconomica).
Di seguito il calendario completo con gli orari e le data per ciascuna delle 16 discipline previste alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. In grassetto sono evidenziate le gare che assegneranno una medaglia.
4 febbraio
Curling: (19.05-21.05) Round robin doppio misto
5 febbraio
Curling (10.05; 14.35; 19.05) Round robin doppio misto
Hockey su ghiaccio: (12.10; 14.40; 16.40; 21.10)
Snowboard: (19-30) Qualificazioni snowboard big air uomini
6 febbraio
Curling: (10.05; 14.35) Round robin doppio misto
Pattinaggio di figura: (09.55) Team event con danza sul ghiaccio, danza ritmica, programma breve coppie, programma breve individuale donne
Hockey su ghiaccio: (12.10; 14.40) Turno preliminare donne
Cerimonia di apertura (20.30)
7 febbraio
Sci alpino: (11.30) Discesa libera uomini
Sci di fondo: (13.00) Skiathlon 10km + 10km donne
Curling: (10.05; 14.35; 19.05) Round robin doppio misto
Pattinaggio di figura: (19.45) Team event con programma breve individuale uomini, danza sul ghiaccio e programma libero
Hockey su ghiaccio: (12.10; 14.40; 16.40; 21.10) Turno preliminare donne
Slittino: (17.00) Individuale uomini run 1 e 2
Salto con gli sci: (18.45) Trampolino normale individuale donne
Snowboard: (19.30) Finale snowboard big air uomini
Pattinaggio di velocità: (16.00) 3000m donne
8 febbraio
Sci alpino: (11.30) Discesa libera donne
Biathlon: (14.05) Staffetta mista 4x6km
Sci di fondo: (12.30) Skiathlon 10km + 10km uomini
Curling: (10.05; 14.35; 19,05) Round robin doppio misto
Pattinaggio di figura: (19.30) Team event con programma libero coppie, programma libero individuale donne, programma libero individuale uomini
Hockey su ghiaccio: (16.40; 21.10) Turno preliminare donne
Slittino (17.00) Individuale uomini 3 e 4
Snowboard: (09.00) Qualificazioni slalom gigante parallelo uomini e donne; (13.00) Finale slalom gigante parallelo uomini, Finale slalom gigante parallelo donne; (19.30) Qualificazioni snowboard big air donne
Pattinaggio di velocità: (16.00) 5000m uomini
9 febbraio
Sci alpino: (10.30) Combinata a squadre uomini (discesa libera); (14.00) Combinata a squadre uomini (slalom)
Curling: (10.05) Round robin doppio misto; (18.05) Semifinali doppio misto
Pattinaggio di figura: (19.20) Danza sul ghiaccio, danza ritmica
Sci freestyle: (12.30) Finale freeski slopestyle donne
Hockey su ghiaccio: (12.10; 16.40; 20.10; 21.10) Turno preliminare donne
Slittino: (17.00) Individuale donne run 1 e 2
Salto con gli sci: (19.00) Trampolino normale individuale uomini
Snowboard: (19.30) Finale snowboard big air donne
Pattinaggio di velocità: (17.30) 1000m donne
10 febbraio
Sci alpino: (10.30) Combinata a squadre donne (discesa libera); (14.00) Combinata a squadre donne (slalom)
Biathlon: (13.30) 20km individuale uomini
Sci di fondo: (09.15) Qualificazione sprint tecnica classica donne, Qualificazione sprint tecnica classica uomini; (11.45) Finale sprint tecnica classica donne, Finale sprint tecnica classica uomini
Curling: (14.05) Finale per il bronzo doppio misto; (18.05) Finale per l’oro doppio misto
Pattinaggio di figura: (18.30) Programma breve individuale uomini
Sci freestyle: (11.15) Primo round qualificazione moguls uomini; (12.30) Finale freeski slopestyle uomini; (14.15) Primo round qualificazione moguls donne (a seconda della luce)
Hockey su ghiaccio: (12.10; 16.40; 20.10; 21.10) Turno preliminare donne
Slittino: (17.00) Individuale donne run 3 e 4
Salto con gli sci: (18.45) Gara a squadre miste
Short track: (10.30) Qualificazione 500m donne; Qualificazione 1000m uomini; Staffetta mista quarti, semifinali e finali
11 febbraio
Sci alpino: (11.30) Super G uomini
Biathlon: (14.15) 15km individuale donne
Curling: (19.05) Round robin uomini
Pattinaggio di figura: (19.30) Danza sul ghiaccio programma libero
Sci freestyle: (11.00): Secondo round qualificazione moguls donne; (14.15) Finale moguls donne (a seconda della luce)
Hockey su ghiaccio: (16.40; 21.10) Turno preliminare uomini
Slittino: (17.30) Doppio uomini run 1 e 2, Doppio donne run 1 e 2
Combinata nordica: (10.00) Individuale Gundersen uomini NH trampolino normale; (13.45) Individuale Gundersen NH trampolino normale/10 km
Sci di fondo: (13.00) 10 km tecnica libera partenza a intervalli donne
Curling: (09.05) Round robin donne 1; (14.05) Round robin uomini 2; (19.05) Round robin donne 2
Sci freestyle: (10.00) Secondo round qualificazioni moguls uomini; (12.15) Finale moguls uomini
Hockey su ghiaccio: (12.00; 16.40; 21.10) Turno preliminare uomini
Slittino: (18.30) Staffetta a squadre
Short track: (20.15) 500m donne quarti, semifinali, finali; 1000m uomini quarti, semifinali, finali
Skeleton: (09.30; 11.00) Prima e seconda batteria uomini
Snowboard: (10.00) Qualificazioni snowboard cross uomini; (13.45) Finali snowboard cross uomini; (19.30) Finale snowboard halfpipe donne
Pattinaggio di velocità: (16.30) 5000m donne
13 febbraio
Biathlon: (14.00) 10km sprint uomini
Sci di fondo: (12.00) 10 km tecnica libera partenza a intervalli uomini
Curling: (09.05; 19.05) Round robin uomini; (14.05) Round robin donne
Pattinaggio di figura: (19.00) Programma libero individuale uomini
Hockey su ghiaccio: (12.10) Turno preliminare uomini; (16.40) Turno preliminare uomini, Quarti di finale donne; (21.10): Turno preliminare uomini, Quarti di finale donne
Skeleton: (16.00) Prima e seconda manche donne; (19.30) Terza e quarta manche uomini
Snowboard: (10.00) Qualificazioni snowboard cross donne; (13.30) Finali snowboard cross donne; (19.30) Finale snowboard halfpipe uomini
Pattinaggio di velocità: (16.00) 10000m uomini
14 febbraio
Sci alpino: (10.00) Prima manche slalom gigante uomini; (13.30) Seconda manche slalom gigante uomini
Biathlon: (14.45) Sprint 7.5km donne
Sci di fondo: (12.00) Staffetta 4×7.5km donne
Curling: (09.05; 19.05) Round robin donne; (14.05) Round robin uomini
Sci freestyle: (10.30) Finale dual moguls donne; (19.30) Qualificazione freeski big air donne
Hockey su ghiaccio: (12.10) Turno preliminare uomini; (16.40) Turno preliminare uomini, Quarti di finale donne; (21.10) Turno preliminare uomini, Quarti di finale donne
Short track: (20.15) 1000m qualificazioni donne; 1500m uomini quarti, semifinali, finali; staffetta 3000m donne semifinali
Skeleton: (18.00) Terza e quarta manche donne
Salto con gli sci: (18.45) Individuale uomini trampolino lungo
Pattinaggio di velocità: (16.00) Qualificazioni inseguimento a squadre donne; 500m uomini
15 febbraio
Sci alpino: (10.00) Prima manche slalom gigante donne; (13.30) Seconda manche slalom gigante donne
Biathlon: (11.15) Inseguimento 12.5km uomini; (14.45) Inseguimento 10km donne
Bob: (10.00) Prima e seconda manche monobob donne
Sci di fondo: (12.00) Staffetta 4×7.5km uomini
Curling: (09.05; 19.05) Round robin uomini; (14.05) Round robin donne
Pattinaggio di figura: (19.45) Coppie programma corto
Sci freestyle: (10.30) Finale dual moguls uomini; (19.30) Qualificazione freeski big air uomini
Hockey su ghiaccio: (12.10; 16.40; 19.10; 21.10): Turno preliminare uomini
Skeleton: (18.00) Squadre miste
Salto con gli sci: (18.45) Individuale donne trampolino lungo
Curling: (09.05; 19.05): Round robin uomini; (14.05) Round robin donne
Pattinaggio di figura: (18.45) Individuale donne programma corto
Sci freestyle: (11.00) Qualificazioni aerials donne; (13.30) Qualificazioni aerials uomini; (19.30) Finale freeski big air uomini
Hockey su ghiaccio: (12.10; 16.40; 21.10) Playoff di qualificazione uomini
Combinata nordica: (10.00) Individuale Gundersen uomini LH trampolino lungo; (13.45) Individuale Gundersen uomini LH trampolino lungo/10 km
Snowboard: (13.00) Finale snowboard slopestyle donne
Pattinaggio di velocità: (14.30) Finali inseguimento a squadre uomini; Finali inseguimento a squadre donne
18 febbraio
Sci alpino: (10.00) Prima manche slalom donne; (13.30) Seconda manche slalom donne
Biathlon: (14.45) Staffetta 4x6km donne
Sci di fondo: (09.45) Qualificazioni sprint a squadre tecnica libera uomini, Qualificazioni sprint a squadre tecnica libera donne; (11.45) Finali sprint a squadre tecnica libera uomini, Finali sprint a squadre tecnica libera donne
Curling: (09.05; 19.10) Round robin donne 10; (14.05) Round robin uomini
Sci freestyle: (11.30) Finale aerials donne
Hockey su ghiaccio: (12.10; 14.10; 16.40; 21.10) Quarti di finale uomini
Short track: (20.15) 500m uomini quarti, semifinali e finali; staffetta 3000m donne finali
Snowboard: (12.30) Finale snowboard slopestyle uomini
19 febbraio
Curling: (09.05) Round robin uomini 12; (14.05) Round robin donne; (19.05) Semifinale uomini
Pattinaggio di figura: (19.00) Individuale donne programma libero
Sci freestyle: (10.30) Qualificazioni freeski halfpipe uomini; (11.30) Finale aerials uomini; (19.30) Qualificazioni freeski halfpipe donne
Hockey su ghiaccio: (14.40) Finale per il bronzo donne; (19.10) Finale per l’oro donne
Combinata nordica: (10.00) Team sprint uomini trampolino lungo; (14.00) Team sprint uomini 2×7.5km
Sci alpinismo: (09.50) Sprint uomini batterie, Sprint donne batterie; (12.55) Sprint uomini finale, Sprint donne finale
Pattinaggio di velocità: (16.30) 1500m uomini
20 febbraio
Biathlon: (14.15) Mass start 15km uomini
Bob: (18.00) Prima e seconda manche doppio donne
Curling: (14.05) Semifinale donne; (19.05) Finale per il bronzo uomini
Sci freestyle: (10.00) Qualificazioni ski cross donne; (12.00) Finali ski cross donne; (19.30) Finale freeski halfpipe uomini
Hockey su ghiaccio: (16.40; 21.10) Semifinali uomini
Short track: (20.15) 1500m donne quarti, semifinali e finali; staffetta 5000m uomini finali
Pattinaggio di velocità: (16.30) 1500m donne
21 febbraio
Biathlon: (14.15) Mass start 12.5km donne
Bob: (10.00) Prima e seconda manche bob a 4 uomini; (19.00) Terza e quarta manche doppio donne
Sci di fondo: (11.00) Mass start 50km tecnica classica uomini
Curling: (14.05) Finale per il bronzo donne; (19.05) Finale per l’oro uomini
Pattinaggio di figura: (20.00) Gala di esibizione
Sci freestyle: (10.00) Qualificazioni ski cross uomini; (10.45) Finale aerials a squadre miste; (12.00) Finali ski cross uomini; (19.30) Finale freeski halfpipe donne
Hockey su ghiaccio: (20.40) Finale per il bronzo uomini
Sci alpinismo: (13.30) Finale staffetta mista
Pattinaggio di velocità: (15.00) Mass start uomini; Mass start donne
22 febbraio
Bob: (10.00) Terza e quarta manche bob a 4 uomini
Sci di fondo: (10.00) Mass start 50km tecnica classica donne
Curling: (11.05) Finale per l’oro donne
Hockey su ghiaccio: (13.40) Finale per l’oro uomini
È arrivata anche l’ufficialità. Darren Cahill resterà allenatore di Jannik Sinner anche per la stagione 2026. Lo ha confermato lo stesso campione altoatesino, ospite d’onore al sorteggio degli Australian Open di cui è campione in carica e che scatteranno domenica 18 gennaio. «Abbiamo avuto una bella chiacchierata alla fine dell’anno scorso», ha spiegato il fenomeno di Sesto Pusteria. «Abbiamo deciso di proseguire insieme almeno per un’altra stagione. Darren mi dà tanta calma e mi sento molto al sicuro con lui nell’angolo. Non solo io, ma anche il resto del team. E poi giocare in Australia con un membro del team australiano è qualcosa di molto buono, proveremo a fare il massimo». Al fianco di Cahill, Sinner potrà anche contare sul supporto tattico del coach italiano Simone Vagnozzi.
Jannik Sinner abbraccia Darren Cahill dopo la vittoria degli Australian Open 2025 (Ansa).
Sinner debutterà agli Australian Open contro Hugo Gaston
A Melbourne, Jannik Sinner insegue il terzo successo consecutivo dopo quelli del 2024 e del 2025 rispettivamente contro Daniil Medvedev e Alexander Zverev. L’azzurro, pronto a rilanciare la sfida a Carlos Alcaraz per il primo posto nel ranking Atp, debutterà affrontando al primo turno il francese Hugo Gaston, contro cui ha vinto entrambi i precedenti. Nel secondo potrebbe incrociare uno fra Dino Prizmic e James Duckworth, mentre al terzo si profila un match con il brasiliano Joao Fonseca, promessa del circuito mondiale. Agli ottavi, il numero due del mondo potrebbe trovare il russo Karen Khachanov oppure Giovanni Mpetshi-Perricard, mentre ai quarti occhio a Ben Shelton (semifinalista lo scorso anno) e Valentin Vacherot, campione a Shanghai 2025. In semifinale, possibile derby con Lorenzo Musetti oppure nuovo confronto con Novak Djokovic. Solo in finale potrebbe profilarsi il nuovo capitolo della rivalità con Alcaraz.
Completata con successo la missione di recupero degli astronauti dalla ISS dopo che uno di loro era stato colpito da un improvviso problema medico. La capsula Dragon di SpaceX è infatti rientrata sulla Terra ammarando nel Pacifico, al largo di San Diego in California, alle ore 3.40 del mattino americane, quando in Italia erano le 9.40 di giovedì 15 gennaio. A bordo gli americani Zena Cardman e Mike Fincke della Nasa, la giapponese Kimiya Yui e il cosmonauta russo Oleg Platonov, che hanno trascorso 167 giorni nello spazio e sarebbero dovuti restare in orbita per circa un altro mese. Per questioni di privacy, l’agenzia americana non ha rivelato l’identità dell’astronauta ammalato né l’entità del suo problema di salute. Si è trattato del primo rientro anticipato per ragioni mediche in 25 anni di storia della stazione spaziale internazionale.
Gli astronauti tornati dalla ISS: «Siamo una famiglia»
«Non c’è nulla di sorprendente nella decisione di rientrare prima del previsto», aveva sottolineato Zena Cardman prima di lasciare la stazione. «Siamo divenuti una famiglia. Ci aiutiamo e ci assistiamo l’un l’altra in ogni circostanza». La Nasa, come detto, non ha fornito dettagli circa l’entità del problema di salute accorso a uno degli astronauti, ma si è limitata a rassicurare che non si tratta di un’emergenza. Come confermato dal responsabile medico JD Polk, l’interessato è in condizioni stabili e non esiste un’urgenza propriamente detta: il rientro si è reso necessario per via delle limitate possibilità di fare diagnosi complete a distanza dalla Terra in collegamento con la ISS e in quanto i rischi per la salute sono tali da giustificare un controllo appurato sul posto. A bordo della stazione spaziale sono rimasti gli altri tre astronauti della Crew-11, in attesa che il quartetto successivo si prepari a partire.
Non è la prima volta che un astronauta si ammala in orbita
Pur trattandosi del primo rientro anticipato nella storia della ISS, non è la prima volta che uno degli astronauti impegnati in orbita ha bisogno di trattamenti medici. Nel 2020, per esempio, uno degli esperti aveva sofferto di un trombo alla carotide, ma era stato curato a bordo tramite delle pasticche anticoagulanti, spedite nello spazio con una navicella cargo. Per trovare un’emergenza medica, tuttavia non verificatasi sulla stazione spaziale internazionale, bisogna risalire al 1985, quando il cosmonauta sovietico Vladimir Vasyutin era stato colpito da infezione ed era dovuto tornare sulla Terra con urgenza. Parte dell’addestramento per lo spazio è dedicato proprio al trattamento dei problemi di salute più comuni, come mal di stomaco, mal di denti oppure mal d’orecchi.
L’equipaggio della Crew-11 prima della partenza (Ansa).
Sorteggiato il tabellone degli Australian Open 2026, al via domenica 18 gennaio. Per gli italiani che saranno impegnati nei singolari maschile e femminile, un cammino che preannuncia qualche insidia già dai primi turni: delicato soprattutto l’esordio di Matteo Berrettini, che troverà il numero sei Alex De Minaur, Matteo Arnaldi e Mattia Belucci, rispettivamente opposti a Andrey Rublev e Casper Ruud. Non semplice nemmeno il cammino di Jannik Sinner, bi-campione in carica, e Lorenzo Musetti, che si potrebbero incrociare solamente in semifinale. Nel femminile, Jasmine Paolini è stata inserita nel quarto di Aryna Sabalenka, ma rischia di affrontare presto una fra Marta Kostyuk e la giovanissima Iva Jovic.
Australian Open 2026, il sorteggio del singolare maschile
Inizierà contro il francese Hugo Gaston la difesa del titolo di Jannik Sinner agli Australian Open, dove sarà testa di serie numero due. Le prime insidie potrebbero arrivare al terzo turno con un possibile match contro il brasiliano Joao Fonseca, con uno fra Ben Shelton e Casper Ruud ai quarti. Solamente in semifinale spazio al possibile derby con Musetti o allo scontro generazionale con Novak Djokovic. Per il carrarino, fresco numero cinque del ranking, all’esordio ci sarà il belga Raphael Collingon, con il possibile derby contro Lorenzo Sonego – che debutterà affrontando lo spagnolo Carlos Taberner – al secondo turno. Nel suo quarto anche un ritrovato Stefanos Tsitsipas e lo statunitense Taylor Fritz. Esordio da incubo per Berrettini, che dovrà vedersela con Alex De Minaur: il romano è anche nel quarto di Carlos Alcaraz, che inizierà la corsa al Career Grand Slam contro il padrone di casa Adam Walton.
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open (Ansa).
Tra le sfide del primo turno, come detto, Arnaldi dovrà vedersela con il russo Rublev, 13esimo della classifica mondiale, mentre Bellucci affronterà il norvegese Ruud, numero 12 al mondo. Per quanto riguarda Flavio Cobolli, attenderà un qualificato così come Luca Nardi, mentre per Luciano Darderi ci sarà il cileno Cristian Garin. Prosegue invece la favola di Francesco Maestrelli, che a 24 anni si è qualificato per la prima volta nel main draw di un torneo dello Slam. L’azzurro ha staccato il pass con una vittoria in rimonta su Dusan Lajovic, battuto 4-6, 6-4, 6-3. Niente da fare per Giulio Zeppieri e Stefano Travaglia, che non hanno superato l’ultimo scoglio del turno decisivo.
Tabellone femminile: le avversarie di Paolini e Cocciaretto
Per quanto riguarda invece il singolare femminile, gli occhi degli italiani saranno puntati su Jasmine Paolini, che lo scorso anno si fermò al terzo turno contro Elina Svitolina. L’azzurra, numero sette del ranking Wta, debutterà contro una qualificata e al terzo turno potrebbe incrociare la giovane stella americana Jovic, già affrontata e battuta nel 2025 agli US Open. Possibile ottavo contro l’ucraina Kostyuk o la russa Ekaterina Alexandrova, mentre ai quarti potrebbe trovare la numero uno Aryna Sabalenka, che invece esordirà con la wild card francese Tiantsoa Rakotomanga Rajaonah. Inserita invece nell’altra metà del tabellone Elisabetta Cocciaretto, che esordirà con l’austriaca Julia Grabner: per lei un potenziale secondo turno contro Anna Kalinskaya e un terzo contro la polacca Iga Swiatek. Ai nastri di partenza anche la veterana Venus Williams, che esordirà contro Olga Danilovic: possibile secondo turno stellare con Coco Gauff.
L’azzurra Jasmine Paolini in campo (Ansa).
Tutti i primi turni degli italiani e delle azzurre
Dopo quattro anni di assenza, torna Euphoria. HBO ha infatti rilasciato l’attesissimo primo trailer della terza stagione della serie cult creata da Sam Levinson e confermato la data di uscita online. Gli otto episodi, che in Italia usciranno in contemporanea assoluta con gli Stati Uniti, saranno disponibili a partire dal 13 aprile su Sky e in streaming su Now Tv e sulla nuova piattaforma HBO Max, che ha debuttato nel nostro Paese il 13 gennaio. Girata in 65 millimetri, prima produzione per il piccolo schermo a usare tale formato, riporterà sulla scena l’intero cast stellare: torneranno infatti Zendaya, Jacob Elordi, Hunter Schafer e Sydney Sweeney. Grande attesa per Sharon Stone e per il debutto di Rosalía, la star catalana del pop.
Euphoria 3, le anticipazioni della trama e il cast della terza stagione
Per quanto riguarda la trama, si svolgerà cinque anni dopo la fine degli eventi della seconda stagione, mostrando i protagonisti ormai cresciuti e divenuti giovani adulti. Rue (Zendaya) è una tossicodipendente al confine con il Messico e si trova a fare i conti con i debiti che ha contratto con la spacciatrice Laurie (Martha Kelly), mentre Cassie (Sweeney), pur avendo sposatoNate (Elordi) con cui vive in una località di periferia, continua a realizzare contenuti erotici online. Jules (Schafer) ha iniziato a frequentare invece una scuola d’arte, mentre Maddie (Alexa Demi) lavora presso un’agenzia di talenti di Hollywood. Infine Lexi (Maude Apatow) è divenuta assistente di una showrunner dello spettacolo, interpretata dalla new entry Sharon Stone. «Non so se la vita fosse esattamente come desideravo», afferma Rue nel trailer. «In qualche modo, per la prima volta, stavo iniziando ad avere fede».
Sinner, Alcaraz, Zverev, Medvedev, ma anche Gauff, Swiatek, Paolini e Anisimova. Sono solo alcuni dei professionisti che hanno partecipato, oggi 14 gennaio 2026, al Million Dollar One Point Slam, un evento di esibizione che alla vigilia degli Australian Open – che scatteranno domenica 18 – ha messo in palio 1 milione di dollari australiani per il vincitore. Semplice il format: tabellone a eliminazione diretta e partite con un solo punto. Presenti sia tennisti professionisti sia alcuni dilettanti locali ed è proprio uno di questi ultimi ad aver staccato il ricchissimo assegno. Si tratta di Jordan Smith, 29enne amatore che sul proprio cammino ha eliminato, tra gli altri, l’altoatesino numero due del ranking Atp e l’americana Anisimova, quarta nella classifica Wta. «Ero felice anche di aver fatto un solo punto», ha ammesso dopo il trionfo, spiegando che intende investire il montepremi per acquistare una casa.
Chi è Jordan Smith, l’amatore che ha battuto Sinner e vinto il One Point Slam
Il dilettante Jordan Smith al One Point Slam 2026 (Ansa).
Jordan Smith ricorderà per sempre la notte che gli ha cambiato la vita. Classe 1996, è il più giovane di tre fratelli – Cameron e Blake – e ha impugnato la sua prima racchetta a tre anni. D’altronde, per lui il tennis è il pane quotidiano sin dalla nascita, considerando che i genitori gestiscono la Castle Hill Academy, circolo nei pressi di Sydney in cui il 29enne oggi insegna ai giovani talenti. Ex giocatore a livello universitario con il sogno di diventare pro, il padre negli ultimi anni ha scelto di allenare invece che giocare. La madre, ex insegnante, nell’accademia si occupa di amministrazione. Jordan ha partecipato alla prima edizione del Million Dollar One Point Slam in quanto campione statale del Nuovo Galles del Sud. «Sarebbe incredibile giocare sulla Rod Laver Arena», aveva spiegato a novembre scorso. «Sono cresciuto guardando le partite in tv».
A livello juniores, Jordan Smith ha vinto due titoli nazionali in singolare fra il 2008 e il 2012, sfidando anche i giovanissimi Cameron Norrie e Alexander Zverev. A livello universitario, mentre frequentava l’Oakhill College, alle porte di Sydney, ha guidato la sua squadra alla vittoria del campionato statale nel 2014. Negli anni successivi si è trasferito negli Stati Uniti, giocando alla Gonzaga University, a Washington, grazie a una borsa di studio. Il lockdown per il Covid lo ha spinto a sedersi in panchina, tanto che oggi è un coach professionista certificato da Tennis Australia, che gli permette di supportare lo sviluppo dei giovani atleti. Durante il 2022 ha viaggiato in Asia e in Africa, prendendo parte a diversi tornei, tanto da raggiungere il suo best ranking: numero 1.141 in singolare e 748 in doppio. Oggi ha battuto il dominatore sul cemento Sinner e la finalista degli Us Open 2025 Anisimova.
Il cammino al Million Dollar One Point Slam
Il dilettante Jordan Smith al One Point Slam 2026 (Ansa).
Partito dal primo turno, Jordan Smith ha eliminato dapprima il giocatore di football americano Bailey Smith e subito dopo la brasiliana Laura Pigossi, numero 86 del ranking Wta, dopo un lungo scambio. Poi è stata la volta di Jannik Sinner che ha mandato in rete l’unico servizio a disposizione. La favola di Smith è proseguita ai quarti contro Amanda Anisimova, poi in semifinale contro Pedro Martinez, tra l’altro fresco vincitore del Challenger di Bengalore, e in finale contro Joanna Garland, numero 117 al mondo, che ha sbagliato un rovescio in uscita dal servizio. Smith ha persino sfiorato la vittoria di una macchina, una Kia Ev9, perdendo il match ad hoc contro Alec Reverente. Può consolarsi però con il milione di dollari australiani, al cambio circa 570 mila euro.
Martedì 13 gennaio si apre in Italia una nuova era dello streaming. È disponibile nel nostro Paese la piattaforma HBO Max, servizio del network americano di proprietà di Warner Bros. Discovery, con un vasto elenco di film, serie televisive ed eventi sportivi. Come funziona, quali sono i vari piani di abbonamento e, soprattutto, cosa è possibile trovare già online? Ecco una guida con tutto quello che bisogna sapere.
HBO Max, i piani di abbonamento e dove trovare la piattaforma
HBO Max Italia è disponibile su smart Tv, dispositivi streaming come Fire Stick, ma anche console di gioco, browser con controlli parentali e, ovviamente, smartphone, Pc e tablet. Per l’utente, sono tre le opzioni di abbonamento. Si parte dal piano Base con pubblicità da 5,99 euro al mese, che consente la visione in Full HD su due dispositivi. Più costoso (11,99 euro) lo Standard che, sempre in Full HD e su due device, elimina le pubblicità e permette anche 30 download per usare l’app anche in assenza di connessione. C’è infine la versione Premium da 16,99 euro al mese per guardare film e serie tv in 4K Ultra HD con Dolby Atmos su quattro dispositivi in contemporanea e che permette 100 download. A questi si può aggiungere il pacchetto sport che, con un supplemento di 3 euro mensili, consente l’accesso ai canali Eurosport per guardare gli Australian Open e il Roland Garros di tennis oppure le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
Cinque film da guardare in streaming il giorno del lancio
Una battaglia dopo l’altra premiato ai Golden Globes
Tra i film disponibili al debutto di HBO Max in Italia c’è Una battaglia dopo l’altra, l’ultimo lavoro di Paul Thomas Anderson premiato ai Golden Globes come miglior comedy. Favorito per gli Oscar 2026 di marzo, racconta la storia di Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), attivista e rivoluzionario del gruppo French 75 che, dopo anni di militanza, abbandona la lotta per crescere la figlia piccola. Quando lei viene rapita da un colonnello senza scrupoli (Sean Penn) dovrà far leva su ogni risorsa per trovarla. Nel cast anche Benicio Del Toro e Teyana Taylor, vincitrice del Golden Globe.
Weapons, tra i film più visti in Italia nell’estate 2025
Altra novità di HBO Max già disponibile il giorno del lancio in Italia è Weapons, horror d’autore diretto e scritto da Zach Cregger. La trama si svolge in una cittadina di provincia degli Stati Uniti, dove una notte spariscono improvvisamente 17 bambini di una scuola elementare dopo essere usciti da soli dalle loro abitazioni. Una loro maestra (Julia Garner) unirà le forze con il padre di un ragazzo (Josh Brolin) e il preside (Benedict Wong) per trovare delle risposte. Con oltre 260 milioni di dollari al box office internazionale e quasi 3,5 in Italia, è stato uno dei film più visti dell’estate nel nostro Paese.
Superman, il nuovo adattamento diretto da James Gunn
Gli abbonati al servizio streaming HBO Max potranno anche guardare in streaming Superman, nuovo adattamento dell’eroe DC Comics diretto da James Gunn e destinato a inaugurare una nuova saga al cinema. Nei panni di Kal-el, alias Clark Kent, recita David Corenswet già noto per la serie Netlfix The Politician ideata da Ryan Murphy. La trama vede il protagonista già divenuto un eroe affermato nel mondo, pur non essendo stato ancora del tutto compreso. Impegnato nel combattere Lex Luthor (Nicholas Hoult) e il suo piano di dominio, dovrà anche battersi per il suo ruolo al Daily Planet, dove collabora con la giornalista Lois Lane (Rachel Brosnahan). Nel cast anche Isabela Merced, Nathan Fillion e Wendell Pierce.
The Conjuring: Il rito finale, tra i 10 film più visti del 2025 in Italia
Su HBO Max anche The Conjuring: Il rito finale, decimo film tra i più visti in Italia nell’intero 2025 con poco più di 9,5 milioni di euro al box office. Sequel di The Conjuring – Per ordine del diavolo e decimo capitolo della saga horror, si concentra ancora una volta su Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson e Vera Farmiga), esperti dei fenomeni paranormali impegnati a fronteggiare una nuova minaccia. Nel cast anche Ben Hardy, Elliot Cowan e Mia Tomlinson.
Nonostante, il film di e con Valerio Mastandrea
Su HBO Max non mancheranno ovviamente i film italiani. Gli abbonati al servizio streaming potranno vedere, tra gli altri, Nonostante di e con Valerio Mastandrea, che oltre a dirigere la pellicola ne veste i panni del protagonista, ricoverato da tempo in ospedale dove ha ritrovato la tranquillità perduta da anni. A scuotere la sua condizione è l’arrivo di una nuova compagna di reparto (Dolores Fonzi), il cui carattere è il suo esatto opposto in quanto furioso e insofferente per tutto. Una convivenza che, dopo i primi attriti, troverà il suo equilibrio.
Cinque serie da vedere su HBO Max a gennaio
The Pitt 2, arriva la seconda stagione del medical drama con Noah Wyle
Fresca vincitrice del Golden Globe come miglior drama, The Pitttorna su HBO Max con la seconda stagione. Al centro della narrazione torneranno il dottor Michael Robby Robinatovich (Noah Wyle, anch’egli premiato con la statuetta a Los Angeles), impegnato quotidianamente al The Pitt, l’ospedale di Pittsburgh. Ogni episodio, autoconclusivo e in uscita a cadenza settimanale, racconta un’ora del turno in corsia fra la frenesia per curare i pazienti e i rapporti tra i vari membri del personale medico e infermieristico. Nel cast anche Katherine LaNasa.
Industry, sbarca finalmente in Italia l’acclamato thriller finanziario
Con HBO Max sbarca finalmente in Italia Industry, acclamato thriller finanziario di HBO ideato dagli ex banchieri Mickey Down e Konrad Kay, che si sono basati sulle loro esperienze quotidiane di lavoro. Al centro della narrazione figura un gruppo di neolaureati che iniziano il loro percorso professionale nella Pierpoint & Co., uno dei più prestigiosi istituti di credito londinesi. Nel corso delle varie puntate compaiono vari termini tecnici e dinamiche del mondo economico, che contribuiscono a dare vita a uno spaccato molto dettagliato e attendibile dell’industria. Nel cast, fra gli altri, Marisa Abela e Kit Harington. Disponibili tutte le stagioni: la quarta è uscita domenica 11 gennaio.
Il cavaliere dei sette regni, il nuovo prequel di Game of Thrones
Bisognerà aspettare lunedì 19 gennaio invece per poter mettere le mani su Il cavaliere dei sette regni, nuovo spin-off e prequel de Il Trono di Spade (tra l’altro disponibile con tutte le otto stagioni su HBO Max). Ambientato circa 100 anni prima degli eventi della serie madre, racconta le avventure del cavaliere Sir Duncan l’Alto, noto anche con il nome di Dunk e destinato a diventare Lord Comandante della Guardia Reale, e del suo giovanissimo scudiero Egg, rampollo della casata Targaryen. Nei panni dei due protagonisti recitano rispettivamente Peter Claffey e Dexter Sol Ansell. Già annunciata la produzione della seconda stagione, attesa su HBO Max per il 2027.
The Big Bang Theory e Friends, su HBO Max le storiche sitcom
Oltre alle grandi novità, il catalogo di HBO Max offrirà anche grandi classici del piccolo schermo che hanno fatto la storia della televisione. È il caso, per esempio, di Friends, fra le sitcom più famose al mondo. In streaming sarà possibile infatti riguardare ancora una volta le vicende dei sei amici di New York che, vivendo nello stesso palazzo, affrontano le giornate assieme fra storie d’amore, situazioni divertenti e casi problematici. Nel cast, tra gli altri, Matthew Perry e Jennifer Aniston. In streaming anche The Big Bang Theory, indimenticabile sitcom incentrata sui quattro ricercatori dell’università di Pasadena Sheldon, Howard, Leonard e Raj e sulle loro rispettive partner.
Euphoria, Il Trono di Spade e I Soprano: tutti i grandi cult di HBO
Su HBO Max sarà possibile inoltre trovare tutte le produzioni che hanno fatto la storia del network. Saranno presenti The White Lotus, Il Trono di Spadeed Euphoria, di cui ad aprile arriverà l’attesissima terza e ultima stagione. E ancora, spazio al cult I Sopranocon James Gandolfini nei panni del gangster Tony e The Wire, tra le serie più rappresentative dell’età dell’oro della televisione, ambientata nella città di Baltimora e incentrata su una squadra di poliziotti impegnata a indagare sul narcotraffico. In streaming anche Succession, The Last of Use l’horror IT: Welcome to Derry, prequel della saga di Stephen King con Bill Skarsgard nei panni del clown Pennywise.
Assegnati a Los Angeles gli 83esimi Golden Globes, premi cinematografici e televisivi della Hollywood Press Association. La cerimonia del Beverly Hilton Hotel ha puntato i riflettori su Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, principale favorito anche per gli Oscar di marzo, e Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao, rispettivamente miglior comedy e drama. Tra gli attori, niente da fare per Leonardo DiCaprio, battuto come nei Critics Choice Awards da Timothée Chalamet, applaudito per la performance in Marty Supreme. Sugli scudi anche Jessie Buckley, vera rivelazione dei Golden Globes 2026, volto della moglie di Shakespeare, Agnes, in Hamnet. Ecco dove recuperare al cinema oppure in streaming i film e le serie tv premiati in California.
Golden Globes 2026, dove vedere tutti i film premiati
Wagner Moura dopo la vittoria ai Golden Globes 2026 (Ansa).
Una battaglia dopo l’altra: dal 13 gennaio su HBO Max
Diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra è il vero protagonista della stagione 2026 dei premi cinematografici. Protagonista è Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio), un rivoluzionario fallito che vive in un cronico stato di paranoia assieme alla figlia Willa, nata dalla sua relazione con Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor). Quando quest’ultima viene rapita dal colonnello Lockjaw (Sean Penn), dovrà affannarsi per ritrovarla. Miglior comedy ai Golden Globes, ha vinto anche le statuette per la regia e la sceneggiatura, oltre che per attrice non protagonista con Taylor. Dal 13 gennaio sarà in streaming su HBO Max.
Hamnet, al cinema dal 5 febbraio
Uscirà invece al cinema il 5 febbraioHamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e premiato come miglior drama ai Golden Globes. Al centro della narrazione un grave lutto che, nel Cinquecento, colpì William Shakespeare e la moglie Agnes, privati del figlio Hamnet ucciso dalla peste. Nei panni dei due protagonisti recitano Paul Mescal e Jessie Buckley, vincitrice della statuetta come miglior attrice protagonista in un film comedy o musical.
L’agente segreto, a gennaio in sala il miglior film straniero
Il 29 gennaio sbarcherà al cinema invece L’agente segreto, produzione brasiliana diretta da Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, premiato come miglior attore protagonista in un drama. La storia si svolge nel 1977 in Brasile, durante gli ultimi anni della dittatura militare. Al centro della storia c’è Marcelo, professore universitario di mezz’età che spera di lasciarsi alle spalle una vita di violenze e segreti. Scoprirà tuttavia che il passato trova sempre un modo per riaffiorare. Premiato come miglior film straniero ai Golden Globes, è anche tra i favoriti per gli Oscar.
Marty Supreme, il film con protagonista Timothée Chalamet
Timothée Chalamet è l’asso del ping pong Marty Reisman inMarty Supreme, film di Josh Safdie per cui il giovane talento di Hollywood ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia, battendo Leonardo DiCaprio. Ispirato alla storia vera dell’atleta, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, ne racconta la vita privata e la carriera che oscillarono tra scommesse, truffe, passioni proibite e sogni di gloria. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Fran Drescher, a lungo presidente del sindacato degli attori SAG-Aftra. Il film sarà in sala il 22 gennaio.
Se solo potessi ti prenderei a calci: Rose Byrne miglior attrice comedy
Uscirà invece il 5 marzo Se solo potessi ti prenderei a calci, film di Mary Bronstein con protagonista Rose Byrne, premiata ai Golden Globes come miglior attrice in una comedy. Al centro della storia c’è Linda, giovane psicoterapeuta spinta al limite delle proprie forze da una serie di eventi concatenati che non le lasciano tregua. Sull’orlo del collasso tra ansia, stanchezza, un matrimonio infelice e alcuni pazienti difficili, dovrà far ricorso a ogni energia per poter riprendere in mano la sua vita.
Sentimental Value, il film di Trier premiato per Stellan Skarsgard
Il 22 gennaio uscirà al cinema Sentimental Value, premiato ai Golden Globes per la performance di Stellan Skarsgard come miglior attore non protagonista. Complessa storia dalle dinamiche familiari, il film si concentra su Nora, affermata attrice teatrale che dopo la morte della madre è in cerca di un nuovo equilibrio. Assieme alla sorella Agnes dovrà fare i conti con il ritorno del padre Gustav (Stellan Skarsgard), ex regista di fama internazionale a lungo distante dalle loro vite.
KPop Demon Hunters, il film d’animazione dell’anno
È già disponibile in streaming su Netflix, dove ha fatto incetta di visualizzazioni, KPop Demon Hunters, premiato come miglior film d’animazione della stagione ai Golden Globes. Diretto da Maggie Kang e Chris Appelhans si concentra sulle componenti di un gruppo KPop al femminile ma segretamente anche cacciatrici di demoni che proteggono i loro fan dalle minacce soprannaturali. Dovranno unire le loro forze per combattere il più grande nemico mai affrontato: una boy band rivale composta solo da demoni. Il film ha trionfato anche conGolden, eletta miglior canzone originale.
Sinners – I peccatori, tra i più delusi dei Golden Globes
Appena due riconoscimenti (colonna sonora e miglior film per incassi) per Sinners – I peccatori, film di Ryan Coogler (Black Panther e Creed) tra i più acclamati dalla critica internazionale. Disponibile in streaming su Now Tv e sull’on demand di Sky, racconta le vicende dei gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan, che decidono di tornare nella loro cittadina natale per ricominciare dopo un passato oscuro. All’arrivo, scoprono che un male ancor più terrificante di ciò che ricordavano è lì ad attenderli.
Dove vedere in streaming le serie tv premiate ai Golden Globes 2026
Noah Wyle con la statuetta dei Golden Globes 2026 (Ansa).
The Pitt, il medical drama con Noah Wyle
Noah Wyle, già protagonista e icona di ER, torna in corsia con The Pitt, medical drama premiato ai Golden Globes. Il divo è il dottor Michael Robby Robinatovich, segnato dagli effetti della pandemia e dalla perdita del suo mentore. Lavora presso il sovraffollato e sempre sotto organico The Pitt, nome con cui viene chiamato affettuosamente l’ospedale di Pittsburgh, presso il quale un giorno arrivano alcuni tirocinanti pronti ad affrontare il loro turno con determinazione e umiltà. Ogni episodio segue un’ora in corsia vissuta al limite, offrendo uno sguardo sulla sanità americana. È disponibile su Sky e, dal 13 gennaio, anche su HBO Max.
Pluribus, la nuova serie nata dalla mente del creatore di Breaking Bad
È disponibile invece su Apple Tv+ Pluribus, serie televisiva di fantascienza nata dalle mente di Vince Gilligan, acclamato autore di Breaking Bad, con protagonista Rhea Seehorn (premiata come miglior attrice) già vista in Better Call Saul. Al centro della storia c’è una scrittrice di romanzi rosa di nome Carol Sturka che sta facendo un tour promozionale ad Albuquerque: proprio in quei giorni, un virus sembra aver contagiato gli abitanti rendendoli estremamente felici e ottimisti. Carol, apparentemente l’unica immune, si ritrova a vagare confusa e arrabbiata in un mondo sempre più distante da lei.
The Studio, la miglior serie comedy dell’anno
Sempre su Apple Tv+ è possibile trovare The Studio, miglior comedy ai Golden Globes dove ha battuto la concorrenza di serie acclamate come Only Murders in the Building e The Bear. Incentrata su Matt Remick, nuovo capo dei Continental Studios in piena crisi, offre uno spaccato del dietro le quinte di Hollywood, dove dominano i grandi conglomerati e primeggiano insicurezze degli artisti e discusse decisioni aziendali. Nei panni del protagonista recita Seth Rogen (premiato a Los Angeles): al suo fianco Catherine O’Hara, Kathryn Hahn e Ike Barinholtz.
Hacks, la serie con protagonista Jean Smart
Terzo Golden Globe e secondo consecutivo su quattro nomination per Jean Smart grazie ad Hacks, serie televisiva disponibile su Netflix in cui interpreta la leggendaria comica Deborah Vance. Quando i produttori decidono di ridurre il numero dei suoi spettacoli sperando di attirare un pubblico più giovane, si troverà costretta a unire le forze con Ava Daniels (Hannah Einbinder), una sceneggiatrice di 20 anni vittima della cancel culture per un tweet particolarmente problematico.
Adolescence, la miniserie Netflix diventata un fenomeno sociale
Vero fenomeno del 2025, Adolescenceha dominato la scena internazionale tanto da diventare la seconda serie in lingua inglese più vista di sempre su Netflix, alle spalle solo di Mercoledì in attesa dei dati definitivi di Stranger Things 5. Liberamente ispirata ad alcuni eventi reali, racconta la storia di un 13enne accusato per l’omicidio di una sua compagna di classe in Inghilterra. Durante le quattro puntate, gli spettatori conosceranno man mano la realtà dei suoi familiari, dei poliziotti coinvolti nelle indagini e della scuola frequentata dal ragazzino. Premiata come miglior miniserie, ai Golden Globes ha vinto anche per l’attore protagonista (Stephen Graham), non protagonista (Owen Cooper, il più giovane di sempre) e attrice non protagonista (Erin Doherty).
Dying for Sex: Golden Globe per Michelle Williams
Si ispira a una storia vera ancheDying for Sex, serie scritta e co-creata da Kim Rosenstock (Only Murders in the Building) ed Elizabeth Meriwether (New Girl). Protagonista è Molly (Michelle Williams, premiata ai Golden Globes) che, ricevuta una diagnosi di cancro al seno al quarto stadio, decide di lasciare il marito Steve per esplorare, per la prima volta, la varietà e la complessità dei suoi desideri sessuali. Decisa ad andare fino in fondo per sfruttare tutto il tempo che le resta, si imbarca in quest’avventura con l’amica Nikki. Gli otto episodi della miniserie sono disponibili in streaming su Disney+.
La Graziadi Paolo Sorrentino è ufficialmente nella longlist dei Bafta, gli Oscar del cinema britannico, per la categoria del miglior film straniero. L’annuncio del superamento del primo scoglio verso il riconoscimento è arrivato dopo che il lungometraggio è stato giudicato ammissibile, per requisiti di programmazione delle sale, per competere anche ai premi Oscar. Ai Bafta, La Grazia se la vedrà con Un semplice incidentedi Jafar Panahi, Palma d’oro a Cannes, e La voce di Hind Rajab, acclamato alla Mostra del Cinema di Venezia. In lizza per il premio anche Sentimental Valuedi Joachim Trier, La mia famiglia a Taipei di Shih-Ching Tsou, No Other Choice – Non c’è altra scelta di Park Chan-wook, Nouvelle Vague di Richard Linklater, L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Rental Family– Nelle vite degli altri di Mitsuyo Miyazaki e Sirāt di Oliver Laxe.
Bafta, le longlist certificano il successo di Una battaglia dopo l’altra
Le longlist dei Bafta 2026 hanno certificato ancora una volta l’enorme successo di Una battaglia dopo l’altradel regista Paul Thomas Anderson, in testa dopo il primo turno di votazioni con 16 candidature su 25 categorie, un record da quando il sistema delle longlist è stato introdotto nel 2021. Come da pronostico, oltre che per miglior film, regia e sceneggiatura non originale, il lungometraggio domina anche tra gli interpreti con le performance di Leonardo DiCaprio, Chase Infiniti, Teyana Taylor, Benicio Del Toro e Sean Penn. Seguono a due lunghezze Sinners – I peccatori di Ryan Coogler e Hamnetdi Chloe Zhao che hanno ottenuto 14 candidature nelle longlist. Subito dietro Marty Supremedi Josh Safdie con Timothée Chalamet (13), poi Bugoniadi Yorgos Lanthimos e Frankenstein di Guillermo del Toro (12). Le nomination verranno annunciate il 27 gennaio, la cerimonia si terrà il 22 febbraio alla Royal Festival Hall di Londra.
La Nasa programma il rientro anticipato per quattro astronauti attualmente a bordo della Stazione spaziale internazionale per via di un problema medico che ha colpito improvvisamente uno di loro. Lo ha comunicato il capo dell’agenzia Usa Jared Isaacman in una conferenza stampa del 9 gennaio, senza tuttavia fornire dettagli sulla natura dell’emergenza e limitandosi a precisare che il membro dell’equipaggio in questione è in «condizioni stabili». Per tranquillizzare gli animi, la Nasa ha aggiunto che la situazione attuale non costituisce un’emergenza, ma che «un rischio persistente» ha spinto a prendere una decisione storica. È la prima volta in 25 anni della ISS che una missione viene fermata in anticipo per un problema simile.
Nasa, rientro anticipato per la Crew-11: chi sono gli astronauti e cosa sappiamo
Gli astronauti interessati dal rientro anticipato dalla Stazione spaziale internazionale erano partiti il primo agosto 2025 a bordo di una capsula Crew Dragon di SpaceX e sarebbero dovuti rimanere in orbita fino al prossimo 20 febbraio. Si tratta, nello specifico, di Zena Cardman e Michael Finke della Nasa, di Kimiya Yui dell’agenzia giapponese Jaxa e di Oleg Platonov della russa Roscosmos. L’allarme è scattato mercoledì 7 gennaio, quando i due esperti dell’agenzia americana avrebbero dovuto fare un’attività extraveicolare per effettuare alcune manovre di manutenzione intorno alla ISS. Tuttavia, Yui si è messo in contatto con i responsabili della missione, chiedendo un consulto medico privato per un membro dell’equipaggio e portando all’annullamento della passeggiata spaziale. Immediato lo stop dei canali audio e video pubblici, così da tutelare la privacy degli astronauti.
La stazione spaziale internazionale (Ansa).
Dopo il consulto, il responsabile medico della Nasa JD Polk ha parlato di un «rischio persistente» per l’astronauta in questione, tale da spingere – pur in assenza di un’urgenza propriamente detta – verso un rientro anticipato. Le possibilità di diagnosi a distanza sono infatti troppo limitate e inoltre, se si dovesse verificare un ulteriore imprevisto, non ci sarebbero capsule a sufficienza per riportare a Terra tutti gli occupanti della ISS. Al momento non è ancora stata annunciata una data precisa per il rientro, ma sono già in corso i preparativi per il rientro, che avverrà tramite una Crew Dragon con il tradizionale ammaraggio nell’Oceano Pacifico al largo della California. A bordo della stazione invece resteranno Christopher Williams della Nasa e i cosmonauti Sergey Kud-Sverchkov e Sergey Mikaev, che dovrebbero rimanere fino all’estate.
Ex medico degli astronauti: «Nessun pericolo di vita per il membro dell’equipaggio ISS»
«Non sappiamo il nome dell’astronauta né il problema di salute, ma è certo che non si tratta di una situazione di pericolo di vita imminente. In quel caso, infatti, il rientro sarebbe stato immediato e non programmato», ha spiegato ad Adnkronos Filippo Ongaro, ex medico degli astronauti. «Nel caso attuale il medico in collegamento con il centro di controllo di Houston deve aver riscontrato alcune alterazioni dei parametri vitali, elementi che lo hanno portato a raccomandare il rientro anticipato. Non è detto che il problema sia una conseguenza diretta del volo spaziale. Potrebbe trattarsi, per esempio, di aritmia cardiaca, ma non necessariamente legata alla permanenza nello spazio». Nasa e SpaceX intanto proveranno ad anticipare il lancio della Crew-12, così da non dover rallentare troppo la ricerca. Si precisa tuttavia che non ci saranno ripercussioni su Artemis II, che dovrebbe partire il 6 febbraio.
Lorenzo Musetti inizia bene la stagione 2026. Il carrarino è in semifinale al torneo 250 di Hong Kong, sua prima uscita dell’anno in vista degli Australian Open. Battuto in due set con un doppio 6-4 in poco più di un’ora e 14 minuti il padrone di casa Coleman Wong, che ha partecipato grazie a una wild card. Per l’azzurro, testa di serie numero uno, si tratta della 26esima semifinale in carriera a livello Atp: sfiderà uno tra il portoghese Nuno Borges e il russo Andrey Rublev. Match in controllo per Musetti, che ha strappato il servizio all’avversario nel settimo gioco prima di chiudere senza problemi al decimo game. Nel secondo parziale, dopo aver perso la battuta già in apertura, ha conquistato un immediato controbreak per poi mettere la freccia sul 5-4 e vincere l’incontro.
Musetti, a Hong Kong è anche finale con Lorenzo Sonego
Lorenzo Musetti ha anche raggiunto l’ultimo atto nel tabellone di doppio in coppia con Lorenzo Sonego, conquistando la prima finale azzurra del 2026. I due si sono dapprima resi protagonisti di un trionfo in rimonta contro le teste di serie numero due Alexander Erler e Robert Galloway con il punteggio di 5-7, 6-3, 10-4, recuperando un break di svantaggio anche nel secondo parziale. Pochi minuti dopo hanno beneficiato del ritiro di Gabriel Diallo e Coleman Wong, che avrebbero dovuto affrontare in semifinale, per staccare il pass della finale. Giocheranno o contro la coppia russa di Andrey Rublev e Karen Khachanov oppure contro Vasil Kirkov e Bart Stevens.
Il carrarino vede anche la Top 5 del ranking mondiale
Grazie alla semifinale dell’Atp 250 di Hong Kong, Lorenzo Musetti ha raggiunto la sesta posizione del ranking mondiale, superando in un colpo solo il canadese Felix Auger-Aliassime e gli americani Taylor Fritz e Ben Shelton. L’azzurro, con 4.040 punti, è ora a sole 40 lunghezze da Alex De Minaur, ancora in corsa nella United Cup a squadre con la sua Australia. Un eventuale successo asiatico, unito a una contemporanea sconfitta del “Demone”, potrebbe spalancare le porte della Top 5 mondiale a “Muso” proprio alla vigilia del primo Slam della stagione.
Una battaglia dopo l’altrasi prepara a dominare la stagione dei premi di Hollywood. Il film di Paul Thomas Anderson con Leonardo DiCaprio, già favorito ai Golden Globes del prossimo 11 gennaio e vincitore ai Critics Choice Awards, ha riscritto la storia ai SAG Awards, i riconoscimenti assegnati dal sindacato americano Screen Actors Guild agli interpreti del grande e del piccolo schermo e dal 2026 denominati Actor Awards. Con sette candidature ha stabilito un nuovo record nella storia della cerimonia, seguito da Sinners con cinque. Tra le 15 categorie totali, nove appartengono alle serie tv: qui domina The Studiodi Apple TV con cinque nomination. La cerimonia verrà trasmessa da Netflix il primo marzo.
Chi sono i favoriti e quali sono le esclusioni a sorpresa
Per quanto riguarda la miglior performance corale in un film, con Una battaglia dopo l’altra sono in lizza Frankenstein, Hamnet, Marty Supreme e Sinners. Favoriti per il miglior attore protagonista sono Leonardo DiCaprio (Una battaglia dopo l’altra) e soprattutto Timothée Chalamet (Marty Supreme), già insignito del Critics Choice. Tra le donne occhio a Jessie Buckley di Hamnet, che potrebbe spuntarla su Emma Stone, habitué delle cerimonie di gala, quest’anno candidata per Bugonia. Non mancano le esclusioni eccellenti: snobbate infatti le performance di Cynthia Erivo in Wicked Parte 2 e Wagner Moura in L’agente segreto, così come quelle di Dwayne Johnson in The Smashing Machine e del cast di Sentimental Valuedi Joachim Trier. Escluse dalle nomination tutte le interpretazioni in una lingua diversa dall’inglese.
Quanto al piccolo schermo, stupisce l’assenza dalle nomination di attori e attrici protagonisti e non protagonisti di The Last of Us, presente solo fra gli stunt così come Stranger Things. Assente anche Jeremy Allen White che con il suo Carmy Berzatto in The Bear ha dominato la scena negli ultimi anni. Quanto al cast corale di un drama, se la giocheranno The Diplomat di Netflix, Landman di Paramount+, The Pitt e The White Lotus di HBO e Severance di Apple Tv. Fra le commedie, favorito The Studio (Apple) con Seth Rogen, seguito da The Bear (FX/Hulu), Hacks (HBO), Abbott Elementary (Abc) e Only Murders in the Building (Hulu).
Actor Awards 2026, tutte le nomination degli ex SAG Awards