Finale maschile Australian Open 2026, quando si gioca Alcaraz-Djokovic e dove vederla

Appuntamento con la storia. Comunque vada, la finale maschile degli Australian Open 2026 resterà indelebile nelle memorie degli appassionati di tennis per sempre. Sì, perché i due contendenti si giocheranno un record che difficilmente potrà essere battuto. In campo, il numero uno del mondo Carlos Alcaraz e l’eterno Novak Djokovic, capace a 38 anni di eliminare dopo quattro ore di gioco Jannik Sinner che già pregustava il terzo successo di fila. Lo spagnolo scenderà in campo per diventare il più giovane a conquistare i quattro Slam, il serbo per vincere il 25esimo e diventare ancor più leggenda di questo sport. La data da cerchiare in rosso sul calendario è il primo febbraio, alle 9.30 del mattino italiano. Il match sarà visibile sui canali Eurosport, in streaming su Dazn, Tim Vision, Prime Video Channels e HBO Max.

Alcaraz-Djokovic, come arrivano i due tennisti e i record all’orizzonte

Finale maschile Australian Open 2026, quando si gioca Alcaraz-Djokovic e dove vederla
Djokovic agli Australian Open 2026 (Ansa).

A 22 anni e 272 giorni, Carlos Alcaraz si avvicina a un nuovo, incredibile record della sua giovane ma già brillante carriera. Vincendo a Melbourne contro Djokovic, il murciano conquisterebbe il suo primo Australian Open, diventando il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam, ossia a conquistare almeno una volta tutti e quattro i major della stagione. In bacheca vanta infatti già due Roland Garros consecutivi (2024-2025), due Wimbledon di fila (2023-2024) e due US Open (2022 e 2025). Lo spagnolo arriva in finale dopo aver vinto agevolmente i primi turni, superando il padrone di casa Adam Walton, il tedesco Yannick Hanfmann e il francese Corintin Moutet in tre set. Nette le vittorie su Tommy Paul e Alex De Minaur, prima della battaglia da cinque ore e mezza contro Sasha Zverev. A un passo dalla sconfitta e in preda ai crampi, ha vinto 7-5 al quinto.

Decisamente più riposato, almeno considerando il computo totale di ore sul terreno di gioco, Novak Djokovic. Il serbo ha eliminato Pedro Martinez, Francesco Maestrelli e Botic van de Zandschulp senza cedere un set. Poi il walk over per il ritiro di Jakub Mensik agli ottavi prima di affrontare ai quarti di finale Lorenzo Musetti. Avanti due set a zero, l’azzurro ha dovuto lasciare il campo per un infortunio alla coscia, liberando la strada a Nole per la semifinale. «Ero sulla via di casa», avrebbe detto il serbo dopo la partita. «Oggi sono stato fortunato». Contro Jannik Sinner ha però dato prova ancora una volta della sua infinita classe: sotto di un set sia sull’1-0 sia sul 2-1, ha rialzato la testa combattendo colpo su colpo e raggiungendo l’11esima finale a Melbourne. All’orizzonte il record di 25 Slam in carriera per staccare definitivamente Margareth Smith Court ferma a 24.

I confronti diretti tra i due finalisti degli Australian Open

Finale maschile Australian Open 2026, quando si gioca Alcaraz-Djokovic e dove vederla
Carlos Alcaraz agli Australian Open 2026 (Ansa).

Agli Australian Open 2026 andrà in scena il decimo scontro diretto tra Alcaraz e Djokovic, con il serbo avanti 5-4 nei precedenti. L’ultimo match tra i due risale agli Us Open dello scorso anno, quando si impose lo spagnolo in tre set con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-2. Nel 2025 si erano affrontati anche a Melbourne, nei quarti di finale dello Slam, con il fuoriclasse di Belgrado capace di spezzare il sogno del Career Grand Slam di Carlitos in rimonta per 4-6, 6-4, 6-3, 6-4. La sfida è valsa anche due finali di Wimbledon consecutive fra il 2023 e il 2024, entrambe vinte da Alcaraz. Il 22enne di Murcia aveva anche trionfato nel primo match, valido per la semifinale di Madrid 2022 dopo una lunga battaglia terminata 6-7, 7-5, 7-6.

Australian Open, Djokovic è in finale: Sinner ko dopo quattro ore

Spettacolo puro sul cemento di Melbourne. Dopo le cinque ore e mezza del match tra Carlos Alcaraz e Sasha Zverev, vinto dallo spagnolo per 7-5 al quinto, è show anche tra il campione in carica Jannik Sinner e il 10 volte vincitore degli Australian Open Novak Djokovic. Con una prova da vero fenomeno, tra le migliori della sua carriera, il fuoriclasse serbo si regala la finale contro Carlos Alcaraz dopo una battaglia di quattro ore finita ben oltre l’1 di notte. Il punteggio finale è di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4. Sfuma per l’altoatesino il terzo successo di fila a Melbourne e il quinto Slam in carriera. La finale è in programma domenica primo febbraio nella mattinata italiana.

Sinner-Djokovic, la cronaca della semifinale

Sinner si presenta alla semifinale degli Australian Open contro Djokovic forte dei cinque successi di fila contro il campione serbo e dei due titoli vinti a Melbourne negli ultimi anni. Pronti via ed è subito break per l’altoatesino che mette il piede sull’acceleratore e sale rapidamente 3-0. Nole evita poco dopo di cedere la battuta per la seconda volta di fila, ma non riesce a rientrare nel parziale, che va a Sinner per sei giochi a tre. Quasi diametralmente opposto l’andamento del secondo set. Il 10 volte campione agli Australian Open (24 a livello Slam) parte forte e strappa la battuta all’azzurro salendo 3-1 e difendendosi dal suo tentativo di rientro immediato. Nole annulla una palla break anche nel settimo gioco prima di chiudere al nono e “restituire” il 6-3 a Sinner. Un set pari.

Australian Open, Djokovic è in finale: Sinner ko dopo quattro ore
Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open 2026 (Ansa).

Si riparte nel terzo con grande equilibrio, tanto che il primo a dover fronteggiare palla break è Sinner nel quinto game. Forte delle ottime prestazioni al servizio (a fine partita sarà record di ace in carriera in un match dello Slam), l’azzurro tiene a zero la battuta sul 3-3 e sul 4-4. Fatali per Djokovic le prime due palle break concesse in tutto il parziale: Jannik sfrutta tre errori del serbo e piazza il break nel momento più opportuno, chiudendo 6-4. La riscossa del campione è immediata: con due dritti di pregevole fattura, Djokovic strappa il servizio a Sinner alla seconda occasione e riaccende gli spalti della Rod Laver Arena. Sarà l’unico break del parziale, con Nole costretto a salvare due palle break nell’ottavo gioco. Grinta e classe, sorretti da un’ottima prima, sono sufficienti per portare la sfida al quinto: come nei primi due set, risultato speculare: 6-4 Djokovic.

Il quinto set

Con una resilienza invidiabile, Djokovic tiene botta anche nel quinto: salva due palle break nel primo game al servizio in cui si è trovato sotto 15-40 e resta aggrappato alla partita. Sinner tiene la battuta con il 22esimo e il 23esimo ace della partita e, in risposta, si procura altre due palle break di fila sul 15-40: due lungolinea spettacolari di Djokovic cancellano le chance, ma Jannik ne ha una terza: va a segno Nole e tiene la parità. Nonostante le quattro possibilità, è proprio l’azzurro a cedere per primo la battuta: nel settimo game Nole porta il numero due del mondo ai vantaggi con un diritto fulmineo che gli vale la palla break: è passata ormai l’una di notte ed è 4-3 per lui.

L’azzurro reagisce subito e sale 0-40 procurandosi tre palle break consecutive: come avvenuto nella finale contro Alcaraz al Roland Garros 2025, Sinner non riesce a sfruttarle. Un rovescio largo di un dito dell’azzurro regala a Nole la palla per il 5-3, sfruttata con l’ace. Il game successivo è interlocutorio e l’azzurro lo domina tenendo la battuta a zero, sapendo di doversi giocare tutto in quello in risposta. Un ottimo servizio esterno e un grave errore di dritto di Sinner fanno scappare il serbo sul 30-0. Sul secondo match point Nole però sbaglia un incredibile colpo dal centro del campo e si va ai vantaggi. Se ne procura un terzo con un servizio vincente e lo sfrutta, facendo esplodere la Rod Laver Arena. Sono quasi le 2 del mattino e alza le braccia al cielo: a 38 anni ha compiuto un’impresa.

Finale femminile Australian Open 2026, quando si gioca Sabalenka-Rybakina e dove vederla

Sarà ancora una volta Aryna Sabalenka contro Elena Rybakina, che si confermano le due tenniste più in forma del periodo nel circuito Wta. La bielorussa e la kazaka si affronteranno per la quindicesima volta in carriera a distanza di poche settimane dalla loro ultima sfida, valsa il titolo alle Wta Finals di Riyad. A novembre 2025 si impose la numero cinque del mondo, qualificatasi per ultima al torneo, in due set. La finale degli Australian Open si giocherà sabato 31 gennaio, in diretta dalla Rod Laver Arena alle 9.30 italiane: match disponibile sui canali Eurosport, visibili su Dazn, Tim Vision, Amazon Prime Channels e HBO Max. Prima toccherà ai doppi: alle 2 italiane della notte tra il 30 e il 31 ci sarà la sfida femminile tra Mertens e Zhang, numero quattro del seeding, e la coppia Danilina-Krunic. A seguire il maschile: Polmans/Kubler-Harrison/Skupski.

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Sabalenka-Rybakina: come arrivano le tenniste alla finale degli Australian Open 2026

Finale femminile Australian Open 2026, quando si gioca Sabalenka-Rybakina e dove vederla
Aryna Sabalenka agli Australian Open 2026 (Ansa).

Aryna Sabalenka, indiscussa numero uno del ranking Wta (più di 2 mila i punti di vantaggio su Iga Swiatek seconda), si presenta alla finale degli Australian Open per la quarta volta consecutiva: è la prima a riuscirci dai tempi di Martina Hingis, a cavallo tra la fine Anni 90 e i primi 2000. Ci è arrivata tra l’altro senza aver ancora mai lasciato un set alle sue avversarie. Dopo aver liquidato nei primi due turni la francese Tiantsoa Rakatomanga Rajaonah e la cinese Bai Zhouzhan agevolmente, la 27enne di Minsk ha faticato contro la polacca Anastasija Potapova, battuta in due tiebreak (tirato soprattutto il secondo, chiuso 9-7). Più rapide poi le vittorie su Victoria Mboko e Iva Jovic, che nel suo cammino aveva eliminato la nostra Jasmine Paolini. In semifinale netto 6-2, 6-3 all’ucraina Elina Svitolina.

Elena Rybakina, certa di chiudere gli Australian Open da numero tre al mondo, giocherà sul cemento di Melbourne appena la terza finale Slam in carriera, la prima dal 2023 quando perse a Melbourne proprio da Sabalenka. Anche per lei un percorso netto da inizio torneo, in cui non ha ancora perso nemmeno un set. Battute in sequenza Kaya Juvan, Varvara Gracheva e Tereza Valentova nei primi tre turni. Poi netto 6-1, 6-3 alla belga Elise Mertens e un altrettanto deciso 7-5, 6-1 alla numero due del mondo Iga Swiatek. Combattuta invece la semifinale contro l’americana Jessica Pegula, battuta in due set con il punteggio di 6-3, 7-6 (9-7 nel tiebreak).

I precedenti tra le due tenniste: Rybakina avanti nel computo totale

Finale femminile Australian Open 2026, quando si gioca Sabalenka-Rybakina e dove vederla
Sabalenka e Rybakina alle Wta Finals 2025 (Ansa).

La finale degli Australian Open 2026 sarà il quindicesimo confronto in carriera tra le due tenniste, che si incrociarono la prima volta nei quarti di Wuhan del 2021 (vittoria della bielorussa, all’epoca numero nove del ranking Wta). Quattro i match nel solo 2025 con due vittorie per parte: oltre alla già citata finale delle Finals di Riyad (6-3, 7-6), la kazaka aveva superato la bielorussa anche nei quarti di Cincinnati sempre in due set. La 27enne di Minsk si era invece aggiudicata i quarti di Wuhan con un doppio 6-3 e quelli di Berlino, match molto tirato chiuso con il punteggio di 7-6, 3-6, 7-6.

Crans Montana, annullata la discesa libera: paura per Vonn a pochi giorni dai Giochi

Annullata la discesa libera di Crans Montana, ultima gara prima delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e tappa che quest’anno ricorda le vittime della tragedia di Capodanno. Nella prima mezz’ora sono arrivate al traguardo solamente tre atlete su sei, dopo che l’austriaca Nina Ortlieb (scesa con il pettorale numero uno), la norvegese Marte Monsen (pettorale tre, portata via in barella) e la fuoriclasse americana Lindsey Vonn (sesto pettorale) sono cadute rovinosamente. La troppa neve e la poca visibilità hanno spinto quindi gli organizzatori ad annullare la discesa. Non partiranno dunque Sofia Goggia, qui vincitrice per quattro volte, e Federica Brignone, che con il pettorale 16 voleva mettersi alla prova con la velocità prima dei Giochi olimpici.

Crans Montana, paura per Lindsey Vonn: come sta la campionessa

Dopo le abbondanti nevicate delle ultime ore, che avevano costretto già all’annullamento delle prove di giovedì 29 gennaio, la discesa libera è scattata attorno alle ore 10. L’austriaca Ortlieb, partita per prima, è tuttavia scivolata finendo contro le reti di protezione, senza riportare per fortuna gravi conseguenze. La prima a registrare un tempo è stata la francese Romane Miradoli, prima che la gara si fermasse per un’altra caduta, stavolta peggiore, della norvegese Monsen alla penultima porta: caduta a pochi metri dal traguardo, ha anche perso il casco ed è stata portata via in barella con delle vistose ferite sul volto. Dopo la discesa di Jacqueline Wiles e Corinne Suter è toccato alla fuoriclasse Vonn. L’americana è però scivolata in una curva in alto, finendo anche lei nelle reti. Rimessasi in piedi nonostante il dolore al ginocchio sinistro, è arrivata a valle sugli sci. Si teme un infortunio serio pochi giorni prima delle Olimpiadi, con cui spera di chiudere la sua leggendaria carriera.

Crans Montana, annullata la discesa libera: paura per Vonn a pochi giorni dai Giochi
Lindsey Vonn a Crans Montana (Ansa).

Australian Open 2026, Alcaraz batte i crampi e Zverev: è in finale

Una semifinale che resterà negli annali del tennis. Carlos Alcaraz e Alexander Zverev hanno dato vita a una partita incredibile sulla Rod Laver Arena, durata cinque ore e mezza (la terza più lunga di sempre nella storia del torneo) e intrisa di colpi di scena e ribaltamenti di fronte. Alla fine, sotto il sole cocente di Melbourne, l’ha spuntata lo spagnolo numero uno del mondo, capace di resistere ai crampi e alla rimonta del tedesco, che sotto due set a zero era riuscito a portare il match al quinto. Il punteggio recita 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5. Grandi rimpianti per il 28enne di Amburgo, che ha avuto la possibilità di servire per la partita nel decimo gioco. Per il murciano invece sarà la prima finale in carriera agli Australian Open, unico torneo che gli manca per completare il Career Grand Slam. Incrocerà uno fra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Alcaraz dopo la vittoria: «Bisogna sempre credere in se stessi»

Stremato dal punto di vista fisico, Alcaraz non ha mai mollato mentalmente e lo ha testimoniato nell’intervista post-partita. «Credere. Credere sempre», ha detto il numero uno del mondo. «Dico sempre che bisogna credere in sé stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando. Devi continuare a credere in te stesso in ogni momento. Stavo faticando a metà del terzo set. Dal punto di vista fisico è stata una delle partite più impegnative che abbia mai giocato nella mia giovane carriera. Mi ero già trovato in situazioni del genere, quindi sapevo cosa dovevo fare. Dovevo metterci il cuore e penso di esserci riuscito. Ho lottato fino all’ultimo punto. Sono estremamente orgoglioso del mio servizio e di come sono riuscito a rientrare nel match nel quinto set».

Alcaraz chiama il medical time out per i crampi, l’ira di Zverev: «È incredibile»

Il caldo torrido di Melbourne stavolta colpisce Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, avanti di due set (6-4, 7-6) contro il tedesco Alexander Zverev nella semifinale degli Australian Open, cade vittima dei crampi nella seconda metà del terzo parziale e si lamenta con il suo angolo. «Non so cosa stia succedendo, ho vomitato», ha spiegato al suo angolo, presidiato dal nuovo coach Samu Lopez, subentrato a Juan Carlos Ferrero. «Devo prendere qualcosa?». Fermo sulle gambe e capace di giocare solo da fermo, il numero uno del mondo ha poi perso il parziale al tiebreak per sette punti a tre pur essendo stato a due punti dalla partita nell’undicesimo gioco. Dopo un inizio di quarto set in netta difficoltà fisica, ha ritrovato profondità dei colpi e una discreta agilità nel movimento allontanando lo spettro del ritiro.

Alcaraz chiama il medical time out per i crampi, l’ira di Zverev: «È incredibile»
Carlos Alcaraz vicino al suo angolo nel match contro Zverev (Ansa).

Alcaraz in preda ai crampi chiama il medical time out, l’ira del tedesco: «È incredibile»

Lento e poco reattivo, Alcaraz si è spesso fermato per stirare la gamba. Netto il cambio di strategia nel gioco, con un’incredibile quantità di palle corte che hanno mandato in confusione l’avversario e gli hanno permesso di restare aggrappato alla partita. Sotto 4-5, lo spagnolo ha chiamato il medical time out, ottenendo l’aiuto del fisioterapista che gli ha massaggiato la coscia in un’area leggermente più in basso rispetto a quella in cui si era infortunato Lorenzo Musetti nei quarti con Novak Djokovic. A questo punto, è arrivata la furia di Alexander Zverev. «È incredibile che venga curato per i crampi», ha sbottato il tedesco, richiamando il regolamento che vieterebbe l’intervento medico in casi simili. «È una str****a». Poi si è rivolto direttamente al supervisore del torneo: «State proteggendo questi due (Alcaraz e Sinner, ndr.) in ogni modo».

Alcaraz chiama il medical time out per i crampi, l’ira di Zverev: «È incredibile»
Alexander Zverev agli Australian Open 2026 (Ansa).

Il riferimento è, probabilmente, al match di Jannik Sinner contro l’americano Eliot Spizzirri, durante il quale l’azzurro ha dovuto superare violentissimi crampi accusati all’inizio del terzo set quando era sul punteggio di 1-1. In quel caso, seguendo tuttavia le nuove regole Heat Policy introdotta nel 2026, si era deciso di chiudere il tetto così da tutelare la salute dei due giocatori.

Australian Open 2026, il montepremi: quanto guadagnano i giocatori

Altro anno, altro record. Come ormai da tempo succede di edizione in edizione, il montepremi dei principali tornei del circuito Atp e Wta continuano a salire. Non fa eccezione l’Australian Open, primo Slam della stagione, che fa registrare le cifre più alte della sua storia. In palio ben 111,5 milioni di dollari australiani, poco più di 65 milioni di euro, con un aumento del 16 per cento rispetto al 2025 quando il computo totale si fermava a 96,5 milioni di dollari. Premi aumentati non solamente per l’assegno del vincitore, ma per tutti i turni, dalle qualificazioni fino al campione, con tutti i giocatori dei singolari e dei doppi che riceveranno circa il 10 per cento in più rispetto a chi li ha preceduti nell’albo d’oro. Ecco il dettaglio.

Australian Open 2026, il montepremi del singolare turno per turno

Australian Open 2026, il montepremi: quanto guadagnano i giocatori
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open 2025 (Ansa).

Nel 2025, Jannik Sinner e Madison Keys, campioni rispettivamente del singolare maschile e di quello femminile, staccarono un assegno di circa 3,5 milioni di dollari australiani, corrispondenti al cambio a circa 2,1 milioni di euro. Se quest’anno dovesse ripetersi, il campione azzurro oltre a conservare i 2 mila punti nel ranking Atp intascherebbe il 19 per cento in più. Ecco il montepremi dell’Australian Open 2026 turno per turno, partendo dalle qualificazioni:

Qualificazioni

Primo turno: 40.500 dollari (23 mila euro)

Secondo turno: 57 mila dollari (33 mila euro)

Terzo turno: 83.500 dollari (48 mila euro)

Main draw o tabellone principale

Primo turno: 150 mila dollari (86 mila euro)

Secondo turno: 225 mila dollari (129 mila euro)

Terzo turno: 327.750 dollari (188 mila euro)

Quarto turno: 480 mila dollari (275 mila euro)

Quarti di finale: 750 mila dollari (430 mila euro)

Semifinale: 1,25 milioni di dollari (717 mila euro)

Finale: 2,15 milioni di dollari (1,24 milioni di euro)

Campione: 4,15 milioni di dollari (2,38 milioni di euro)

Australian Open 2026, il montepremi per il tabellone del doppio

Australian Open 2026, il montepremi: quanto guadagnano i giocatori
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open 2025 (Ansa).

Come da tradizione, il montepremi riservato ai tabelloni del doppio maschile e di quello femminile è più basso rispetto a quello dei singolari. Ecco le cifre turno per turno, comprensive per entrambi i membri della coppia in campo.

Primo turno: 44 mila dollari (26 mila euro)

Secondo turno: 64 mila dollari (37 mila euro)

Terzo turno: 92 mila dollari (53 mila euro)

Quarti di finale: 158 mila dollari (92 mila euro)

Semifinale: 275 mila dollari (161 mila euro)

Finale: 485 mila dollari (284 mila euro)

Campioni: 900 mila dollari (527 mila euro)

Bridgerton 4: cast, location e quando esce la parte 2

È tempo di tornare nelle corti dell’alta società londinese durante gli anni della Reggenza inglese. Il 29 gennaio sbarca su Netflix infatti la prima parte di Bridgerton 4, nuova stagione della serie drama in costume tratta dai romanzi di Julia Quinn e prodotta da Shonda Rhimes. La trama ruoterà attorno al romanzo La proposta di un gentiluomo, edito in Italia da Mondadori e incentrato sulle avventure di Benedict, secondogenito bohémien del compianto visconte, nella sua costante ricerca dell’amore nonostante rifiuti categoricamente di sistemarsi. La seconda parte con le ultime quattro puntate uscirà il 26 febbraio.

Bridgerton 4, trama e cast della nuova stagione della serie Netflix

Bridgerton 4: cast, location e quando esce la parte 2
Nicola Coughlan alla première di Bridgerton 3 (Ansa).

Notti brave, promiscuità e feste sregolate con gli alti rampolli della società londinese caratterizzano le giornate di Benedict Bridgerton, interpretato ancora una volta da Luke Thompson. Costantemente distratto e annoiato, si deve occupare del fratello maggiore Anthony, nei cui panni recita Jonathan Bailey, eletto nel 2025 uomo più sexy del mondo dalla rivista People. Alla fine della terza stagione, rimanendo fedele a se stesso, aveva evitato vincoli sentimentali e promesso alla sorella Eloise (Claudia Jessie) di incontrarla al ballo in maschera organizzato dalla madre, la matriarca Lady Violet (Ruth Gemmell), pronto a lasciare il futuro incerto. Proprio in quell’occasione, tuttavia, un incontro inaspettato cambia radicalmente la sua vita: rimane incantato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto, di cui vorrà subito scoprire l’identità.

Benedict non sa tuttavia che la ragazza per cui ha perso la testa non appartiene all’alta società: lei è Sophie Baek (Yerin Ha), figlia illegittima di un conte e una bellissima cameriera al servizio di Araminta Gun (Katie Leung) che ha solo finto di essere un’aristocratica per vivere il sogno di partecipare a una sontuosa cerimonia di gala. Quando il rampollo dei Bridgerton la incontra, si ritrova diviso tra il reale affetto per lei e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro del fatto che siano la stessa persona. I due, protagonisti assoluti di Bridgerton 4, sono solo alcuni dei personaggi che torneranno nella serie. Vi saranno Lord Marcus Anderson (Daniel Francis), preso dalla storia d’amore con Violet, e Penelope (Nicola Coughlan), impegnata ad affrontare le conseguenze della rivelazione pubblica dell’identità come Lady Whistledown. La regina Carlotta (Golda Rosheuvel) non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo gazzettino.

Le location della serie Netflix tra le più viste di sempre

Bridgerton 4: cast, location e quando esce la parte 2
Castle Howard, tra le location di Bridgerton (Ansa).

Tornata con la quarta stagione, pur essendo ambientata a Mayfair Bridgerton si svolge all’interno di dimore signorile e giardini sparsi per diverse località britanniche, tra cui Londra, Bath e Surrey. Molte delle location iconiche della serie, come la Ranger’s House (esterno della dimora dei Bridgerton) e il Royal Crescent (luogo in cui vivono i Featherington), sono aperte al pubblico e possono essere visitate liberamente. Gli interni della casa della famiglia Bridgerton sono stati girati a Halton House nel Buckinghamshire, mentre gli sfarzosi arredi dei Featherington sono stati immortalati a Hatfield House. Grandi tenute come Wrotham Park nell’Hertfordshire fungono da residenza di campagna della famiglia Bridgerton, mentre Aubrey Hall e Hampton Court Palace sono state utilizzate per replicare Buckingham Palace e St James Palace nelle scene di nozze. Castle Howard è invece stato la tenuta del duca di Hastings (Regé-Jean Page), protagonista della prima storica stagione.

Ray J, rapper ed ex di Kim Kardashian: «Mi restano pochi mesi di vita»

Il rapper e attore americano Ray J è grave in ospedale. L’artista di One Wish e Sexy Can I, ricoverato da inizio gennaio per una polmonite, ha svelato in alcune dirette su Instagram che gli restano solo pochi mesi di vita. «Il mio cuore batte al 25 per cento, ma finché rimango concentrato e sulla strada giusta, andrà tutto bene», ha spiegato sui social. «Grazie per tutte le vostre preghiere. Il 2027 sarà decisamente la fine per me». Dopo aver raggiunto la notorietà nei primi Anni 2000 con alcuni brani R&b e rap, Ray J è finito al centro di una controversia nel 2007 per il video a luci rosse, girato quattro anni prima, con la sua allora fidanzata Kim Kardashian e sbarcato illegalmente online.

Ray J, rapper ed ex di Kim Kardashian: «Mi restano pochi mesi di vita»
Ray J con l’ex moglie Princess Love (Ansa).

Ray J su Instagram: «Ho esagerato con alcol e droghe, non fate come me»

Con una serie di video sui social, il rapper ha attribuito i suoi attuali problemi di salute all’abuso di alcolici e sostanze stupefacenti. «Mi sono rovinato il cuore sul lato destro», ha spiegato Ray J. «Ora è come se fosse nero. Ho fatto un casino. Sapete perché? Pensavo di essere indistruttibile, di poter reggere tutto. Non ci sono riuscito ed è andato tutto a rotoli». L’artista ha spiegato anche di essere quasi morto dopo che, al culmine della sua dipendenza, era arrivato a bere quattro o cinque bottiglie di alcolici al giorno e ad assumere costantemente droga. «Mi dicevo: non sta succedendo niente? Bene, fan***o, sono indistruttibile», ha raccontato. «Ho sbagliato. Non fate come me, prendetevi cura di voi stessi».

Ray J, che ha avuto una figlia di sette anni, Melody, e un bambino di cinque, Epik, dall’ex moglie Princess Love, ha ringraziato i fan per l’affetto ricevuto e rivolto parole d’amore ai familiari, tra cui la sorella Brandy Norwood, cantautrice da 11 nomination ai Grammy Awards. «La ringrazio per essersi presa cura di me», ha concluso il rapper. Autore di sei album in studio, l’ultimo dei quali nel 2021 dal titolo Raydemption, Ray J ha recitato anche in alcuni film tra cui Mars Attacks di Tim Burton del 1996. Dal punto di vista sentimentale, il rapper ha avuto una relazione con Whitney Houston negli anni precedenti la sua morte nel 2012.

WhatsApp, chatbot IA a pagamento in Italia: da quando e quanto costerà

Importanti novità in arrivo su WhatsApp per gli sviluppatori in Italia. Meta ha infatti annunciato che i chatbot IA saranno a pagamento nel nostro Paese a partire dal prossimo 16 febbraio. Una mossa che arriva dopo l’entrata in vigore, il 15 gennaio scorso, della politica che blocca gli assistenti digitali di terze parti sulla piattaforma. Nel nostro Paese, tuttavia, l’Antitrust aveva chiesto all’azienda di Menlo Park di fare marcia indietro e sospendere la stretta: Meta ha obbedito, introducendo dunque un’eccezione tuttavia accompagnata da un listino apposito. «Laddove siamo legalmente obbligati a fornire chatbot AI tramite le WhatsApp Business API, stiamo introducendo una tariffazione per le aziende che scelgono di utilizzare la nostra piattaforma per offrire questi servizi», ha dichiarato a TechCrunch un portavoce della società. Ecco quanto bisognerà spendere.

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Chatbot IA di terzi a pagamento su WhatsApp: cosa cambia e il prezzo

La novità entrerà in vigore il 16 febbraio 2026: a partire da quel giorno, ogni messaggio di risposta generato dall’intelligenza artificiale costerà agli sviluppatori poco più di cinque centesimi (per la precisione 0,0572 euro). Sebbene la cifra possa sembrare apparentemente irrisoria, se moltiplicata per migliaia di conversazioni al giorno rischia di far pagare un conto salato all’utente. Se un chatbot dovesse rispondere infatti a 10 mila domande quotidiane, l’ammontare complessivo sarebbe di 572 euro, salendo vertiginosamente a 17 mila euro mensili per un singolo bot. L’annuncio arriva anche a sorpresa se si considera che, a inizio anno, l’azienda di Mark Zuckerberg aveva comunicato agli sviluppatori un avviso con un’esenzione temporanea per i numeri italiani senza accennare ad alcun tipo di costo.

WhatsApp, chatbot IA a pagamento in Italia: da quando e quanto costerà
L’app di WhatsApp su uno smartphone (Ansa).

WhatsApp tuttavia non è nuovo a costi simili. Già oggi infatti le aziende che utilizzano le Business API con messaggi predefiniti (template) nel marketing, nelle notifiche di servizi e nell’autenticazione sono costrette a sborsare una tariffa. Le nuove sottoscrizioni si applicano però alle risposte dinamiche dei chatbot IA, quindi all’interazione diretta generata dall’intelligenza artificiale. Il caso italiano potrebbe inoltre generare un precedente per altre aree geografiche, qualora le autorità garanti di altri Stati dovessero imporre a Meta aperture simili. Se il modello dovesse infatti funzionare da noi, è facile intuire che Zuckerberg e soci decidano di applicarlo anche ovunque le circostanze lo rendano necessario.

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Sinner-Djokovic: quando, a che ora e dove vedere la semifinale degli Australian Open 2026

Jannik Sinner a caccia del terzo Australian Open consecutivo. Dopo aver vinto le edizioni del 2024 e del 2025 rispettivamente contro Daniil Medvedev e Alexander Zverev, per tornare nuovamente in finale sul cemento di Melbourne l’altoatesino e numero due al mondo dovrà superare l’ostacolo Nole Djokovic. Tra l’azzurro e la terza corona consecutiva sulla Rod Laver Arena ci sarà infatti il fuoriclasse serbo, che in Australia ha vinto 10 dei suoi 24 titoli Slam in carriera. L’11esimo scontro diretto tra i due maestri della racchetta andrà in scena venerdì 30 gennaio con orario ancora da definire, ma non prima delle 4.30 del mattino. Diretta disponibile sui canali Eurosport, visibili in streaming su Dazn, Tim Vision, Amazon Prime Video Channels e HBO Max.

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Sinner-Djokovic, come arrivano i due tennisti alla semifinale

Sinner-Djokovic: quando, a che ora e dove vedere la semifinale degli Australian Open 2026
Jannik Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

Sinner e Djokovic, rispettivamente secondo e quarto nel ranking Atp e attesi dalla quinta semifinale Slam l’uno contro l’altro, arrivano all’appuntamento dopo percorsi nettamente diversi. L’azzurro, che al primo turno ha approfittato del ritiro di Hugo Gaston dopo due set, nel secondo si è sbarazzato agevolmente dell’australiano James Duckworth in tre parziali prima di faticare molto più del previsto al terzo contro l’americano Elliot Spizzirri. Debilitato soprattutto dal forte caldo che si è abbattuto su Melbourne durante la settimana, Sinner ha pagato le temperature torride del primo pomeriggio australiano, finendo preda dei crampi all’inizio del terzo set dopo aver perso il primo. Sfruttando le nuove regole Atp per contrastare caldo e umidità, che hanno spinto gli organizzatori a chiudere il tetto del campo, si è ripreso e ha portato a casa i successivi due set per 6-4.

A partire dal quarto turno, beneficiando anche della sessione serale Jannik ha superato dapprima il derby con Luciano Darderi – restando imbattuto contro giocatori italiani in carriera – e nel quarto di finale l’americano Ben Shelton, battuto per la nona volta consecutiva senza cedere neanche un set. Troverà ora Djokovic, che arriva in semifinale dopo aver battuto nettamente Pedro Martinez al primo turno, l’azzurro Francesco Maestrelli al secondo e Botic van de Zandschulp al terzo. Agli ottavi ha potuto approfittare del forfait di Jakub Mensik, mentre ai quarti del ritiro di Lorenzo Musetti proprio quando era avanti per due set a zero. «Ero sulla via di casa», ha confessato Djokovic a fine match. «Sono stato molto fortunato».

I precedenti tra i due tennisti: Jannik avanti 6-4

Sinner-Djokovic: quando, a che ora e dove vedere la semifinale degli Australian Open 2026
Sinner e Djokovic al Six Kings Slam 2025 (Ansa).

Jannik Sinner e Novak Djokovic si sono affrontati già 10 volte in carriera, con un bilancio di 6-4 per l’azzurro. Il primo match risale a Montecarlo 2021, quando il serbo si impose nettamente in due set. Andarono a Belgrado anche le due partite successive, giocate entrambe a Wimbledon nel 2022 e nel 2023: particolarmente dolorosa per l’azzurro la prima, valida per i quarti di finale, persa dopo essere andato avanti di due set. Conti alla mano, Nole non batte più il fenomeno di Sesto Pusteria dalle Atp Finals di Torino del 2023, quando dopo aver perso nel girone al tiebreak del terzo set conquistò la finale con un doppio 6-3. I due si incrociarono nuovamente pochi giorni dopo nella celeberrima semifinale di Coppa Davis, dove Sinner annullò tre match point consecutivi al serbo con il servizio prima di andare a prendersi la partita per 7-5 al terzo set.

Dopo quel giorno sono arrivate altre quattro sfide ufficiali, tra cui ben tre semifinali Slam in Australia nel 2024 e al Roland Garros e a Wimbledon l’anno dopo. Risultato? Sempre a favore di Sinner, che ha perso appena un set – il terzo sul cemento di Melbourne – in totale. «Questi sono i momenti per i quali ti alleni, per battere Djokovic devi essere al meglio», ha spiegato Sinner dopo la vittoria ai quarti degli Australian Open 2026 contro Shelton. «Siamo fortunati ad avere Novak qui, che gioca un tennis incredibile alla sua età».

Moltbot, cos’è e come funziona il nuovo agente AI virale

Da promessa per il futuro degli assistenti digitali a caso di studio per innovazione ma anche sicurezza e privacy dell’utente. Il tutto in appena 72 ore, sufficienti per conquistare GitHub e diventare virale sui social, in particolar modo X. Stiamo parlando di Moltbot (originariamente chiamato Clawdbot), un agente di intelligenza artificiale gratuito e open source acclamato dagli utenti per caratteristiche uniche nel settore. Suo tallone d’Achille tuttavia sono le implicazioni per la sicurezza, in quanto una sua installazione rischia di esporre gli utenti a potenziali frodi e pubblicazioni involontarie dei dati. Ecco tutto quello che bisogna sapere su Moltbot, contraddistinto dall’immagine di un’aragosta, e perché fare attenzione.

Moltbot, perché tutti parlano del nuovo agente IA open source

Moltbot, cos’è e come funziona il nuovo agente AI virale
Lo sviluppatore di Moltbot Peter Steinberger (da X).

Il nuovo agente IA – nato con il nome di Clawdbot poi modificato in Moltbot dopo una causa legale da parte di Anthropic, creatrice di Claude – si presenta come «l’intelligenza artificiale che fa davvero le cose». A renderlo speciale sono le sue capacità. Può infatti essere eseguito comodamente in locale su un computer con sistema operativo Windows, iOS o Linux oppure su una macchina virtuale sotto il controllo di un utente. È in grado di interfacciarsi con qualsiasi servizio esterno, come WhatsApp, Telegram, Slack, Discord, Signal, iMessage, Teams e altri, tanto da poter essere chiamato in causa comodamente in chat. Soprattutto, non impone l’uso di server cloud terzi, ma basta installarlo sulla propria unità per utilizzarlo nel pieno delle sue potenzialità. A idearlo è stato lo sviluppatore austriaco Peter Steinberger, che ha deciso di renderlo open source e gratis sul sito ufficiale e su GitHub.

Cosa può fare? Praticamente tutto, tanto che i suoi primi utenti lo hanno paragonato all’assistente domestico tuttofare di Iron Man/Tony Stark nei fumetti Marvel, Jarvis. Può ricordare tutto quello che l’utente gli comunica, monitorare la posta elettronica e notificare un messaggio rilevante o persino intervenire proattivamente su attività ricorrenti. Moltbot può interagire con il calendario, pianificare un viaggio, compilare moduli online e creare addirittura file di sistema senza l’ausilio dell’uomo. Fra le sue caratteristiche più apprezzate c’è infatti la capacità di ottenere accessi a livello amministrativo al sistema operativo, sbloccando scrittura e lettura di file arbitrari, esecuzioni di comandi etc. Come usarlo? Dopo averlo installato sul pc, basta inviare un messaggio in chat su WhatsApp o Telegram e attendere che l’agente esegua dialogando con le app giuste. Ad alimentarlo, per ragionamento e per generazione di codice, Claude di Anthropic.

Le competenze necessarie per l’installazione e i rischi per la privacy

Prima di avvicinarsi a Moltbot, tuttavia, è opportuno tenere in considerazione diversi fattori. In primo luogo, la sola installazione – oltre che il successivo utilizzo – richiedono ampie competenze tecniche. Ancor più importante, bisogna tenere a mente una chiara consapevolezza dei rischi cui ci si espone. L’agente IA Moltbot ha infatti accesso completo al sistema del proprio device, tanto da poter eseguire comandi in autonomia e controllare il browser: lo stesso fondatore Steinberger afferma sul suo blog personale che «non esiste una configurazione perfettamente sicura». Almeno per il momento. In più ci sono le implicazioni per la sicurezza. La stampa Usa mette in guardia dalla prompt injection, con cui un malintenzionato può manipolare il software inserendo comandi malevoli in messaggi diretti, file, email e pagine web. Considerando che Moltbot interagisce con servizi di messaggistica e posta elettronica, potrebbe essere facile per un criminale manometterlo a distanza.

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open

Sinner si conferma imbattibile sul cemento degli Australian Open. Con la 19esima vittoria consecutiva a Melbourne, l’altoatesino ha sconfitto l’americano Ben Shelton per la nona volta di fila e ha raggiunto ancora una volta la semifinale dopo quelle del 2024 e del 2025. Il campione in carica ha chiuso con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco. Dopo aver strappato la battuta all’inizio sia del primo sia del secondo parziale, nel terzo Sinner ha rotto gli indugi nel nono gioco, piazzando l’allungo decisivo per mettere la parola fine alla partita al secondo match point. Lo attende ora la sfida a Novak Djokovic, che in precedenza aveva approfittato del ritiro di Lorenzo Musetti, avanti di due set, per passare il turno.

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open
Jannik Sinner nel match contro Shelton agli Australian Open 2026 (Ansa).

César 2026, tutte le nomination: c’è anche Valeria Bruni Tedeschi

C’è anche un po’ di Italia in corsa ai César 2026, i principali premi cinematografici assegnati in Francia. Valeria Bruni Tedeschi è infatti candidata come miglior attrice protagonista per il film L’Attachement – La tenerezza di Carine Tardieu, che ha ottenuto anche la nomination come miglior lungometraggio. La 61enne nata a Torino, già vincitrice nel 1994 come promessa femminile con Le persone normali non hanno niente di eccezionale, se la vedrà con Isabelle Huppert (La Femme la plus riche du monde), Léa Drucker (Dossier 137), Leila Bekhti (C’era una volta mia madre) e Mélanie Thierry (La stanza di Mariana). In cima alle nomination della 51esima edizione dei César c’è Nouvelle Vague del regista Richard Linklater che ha ottenuto 10 candidature. La cerimonia di premiazione si terrà il 26 febbraio a teatro Olympia di Parigi.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti

Il dominio su un 24 volte campione Slam per due set, poi l’imprevisto che infrange il sogno di tutti gli italiani. Lorenzo Musetti, autore di una delle migliori prestazioni in carriera, si è dovuto ritirare ai quarti degli Australian Open 2026 quando era avanti 2-0 su Novak Djokovic, fino ad allora in balia dei suoi colpi, un misto di eleganza e potenza. «Ero sulla via di casa», ha dichiarato il fuoriclasse serbo, 10 volte vincitore a Melbourne. «Oggi il migliore in campo è stato lui, io sono stato solo molto fortunato». A fermare Musetti è un nuovo problema all’anca, che all’inizio del terzo parziale gli ha completamente impedito di correre, costringendolo ad alzare bandiera bianca sul punteggio di 1-3 per Djokovic. L’ennesimo fastidio muscolare che richiama alla memoria quanto accaduto durante la stagione sul rosso 2025.

Musetti, l’infortunio e le lacrime: cos’è successo nei quarti con Djokovic

Sebbene il match si sia fermato dopo quattro giochi del terzo set, le prime avvisaglie di un problema erano arrivate già durante il secondo parziale, con Musetti che ha lamentato qualcosa al suo angolo. «Rilassati, stai vincendo», lo aveva rassicurato José Perlas, coach del carrarino dallo scorso dicembre. E così l’azzurro, approfittando anche una prestazione sottotono di Djokovic condita da oltre 30 errori non forzati, era riuscito a portarsi avanti di due set. A inizio del terzo, dopo aver subito il break del 2-1 e aver chiamato il fisioterapista, Musetti si è di nuovo consultato con il suo team, stavolta con maggior preoccupazione in viso: «Ho una sfiga ragazzi…». Poi la risposta di Perlas: «Sei tu che conosci il tuo corpo, decidi liberamente. Io appoggerò qualunque scelta». Da qui, il ritiro, forse per evitare danni peggiori in vista del prosieguo della stagione.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti
Musetti durante il match con Djokovic agli Australian Open 2026 (Ansa).

Musetti è così il primo giocatore dell’Era Open a ritirarsi in un quarto di finale Slam avanti di due set. Lo scorso anno, un caso simile è avvenuto negli ottavi di Wimbledon, con il bulgaro Grigor Dimitrov costretto a lasciare il campo quando era avanti di due parziali contro Jannik Sinner (6-3, 7-5, 2-2). Sfuma per Musetti anche il sorpasso in classifica allo stesso Djokovic e ad Alexander Zverev, a oggi rispettivamente numero tre e quattro del ranking Atp. In caso di successo, infatti, il carrarino sarebbe salito per la prima volta sul terzo gradino del podio mondiale, alle spalle dei soli Alcaraz e Sinner, scrivendo un’altra pagina di storia del tennis italiano.

Montecarlo, Roland Garros e Hong Kong: i precedenti che preoccupano

Per provare nuovamente l’attacco al podio del ranking bisognerà recuperare e soprattutto valutare l’entità di un infortunio che ricorda da vicino altri problemi fisici accusati da Musetti nella stagione 2025. A Montecarlo, infatti, dovette arrendersi in finale contro Alcaraz dopo che un guaio muscolare alla gamba destra – la stessa cui ha avvertito dolore oggi – lo aveva condizionato per tutto il terzo set, perso 6-0. Poche settimane dopo, il carrarino aveva dovuto alzare bandiera bianca, sempre in un match contro lo spagnolo, al Roland Garros, fermandosi al quarto set della semifinale dopo aver giocato alla pari con il numero uno iberico. Quella volta si trattò di un problema agli adduttori della gamba sinistra, che compromisero anche la stagione sull’erba, facendogli saltare il Queen’s e non consentendo una preparazione ottimale per Wimbledon, con conseguente uscita al primo turno.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti
L’infortunio di Musetti al Roland Garros 2025 (Ansa).

Musetti aveva iniziato anche la stagione 2026 con l’ennesimo infortunio. A Hong Kong, primo torneo dell’anno, ha perso la finale contro Alexander Bublik anche per via di un guaio al braccio destro per cui ha chiesto due volte il medical time out. Si è trattato della settima finale consecutiva persa dal tennista italiano in poco più di tre anni, se si esclude quella per la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024. Anche a Melbourne, nei match di esibizione pre-torneo, si era fermato per un fastidio all’anca. Nel secondo set contro Zverev, dopo che il tedesco aveva vinto il primo al tie break, l’azzurro aveva sentito dolore all’anca, chiedendo l’intervento del fisioterapista. Dopo un breve trattamento, la decisione di non rischiare per non compromettere il torneo.

Sydney Sweeney: età, fidanzato, Euphoria, film e il caso della lingerie su “Hollywood”

Icona del cinema, testimonial di moda e ora proprietaria anche di una sua linea di lingerie. Sydney Sweeney ha presentato con una serie di video sui social Syrn (da pronunciare Siren), finanziata anche da Jeff Bezos e appositamente pensata «per risolvere le frustrazioni quotidiane che le donne provano nell’indossare un reggiseno». Per pubblicizzarla, come testimoniano alcune stories su Instagram, nella notte la diva si è recata di soppiatto assieme al suo team sulla Hollywood Hill per “decorare” la celebre scritta in collina con una catena di reggiseni intrecciati fra loro arrampicandosi persino sulle lettere. Una trovata che tuttavia, come sottolinea Tmz, potrebbe metterla nei guai con la legge californiana in quanto la Camera di Commercio non aveva concesso l’autorizzazione. Già nel 2025 Sweeney era finita nella bufera mediatica per lo spot sui jeans di American Eagle.

Sydney Sweeney, chi è l’attrice e quali sono i film più famosi

Sydney Sweeney: età, fidanzato, Euphoria, film e il caso della lingerie su “Hollywood”
Sydney Sweeney al Met Gala (Ansa).

Classe 1997 di Spokane, nello Stato di Washington, Sydney Sweeney è figlia dell’ex avvocata penalista Lisa Mudd e di un hospitality manager, Steven. Appassionata di recitazione già a scuola, dove inoltre eccelleva in robotica e matematica, ha lavorato brevemente agli Universal Studios di Hollywood salvo lasciare il posto dopo aver ottenuto un ruolo da attrice. Guest star in vari programmi televisivi, tra cui 90210, Pretty Little Liars e Criminal Minds, la svolta è arrivata tuttavia nel 2019, quando fu scelta da Quentin Tarantino per il ruolo di Dianne Snake Lake, membro della famiglia Manson, in C’era una volta a… Hollywood. Quello stesso anno, Sweeney conquistò anche il piccolo schermo con la parte di Cassie Howard in Euphoria, serie HBO di cui ad aprile 2026 uscirà la terza stagione.

Grazie al successo mediatico, spinto soprattutto da un vasto seguito sui social, Sydney Sweeney è in pochi mesi divenuta un’icona del cinema e della serialità, ottenendo diversi ruoli importanti. Per HBO ha recitato nella prima stagione di The White Lotus nei panni di un’adolescente viziata, mentre in Madame Web – poi rivelatosi un flop al box office – è stata Spider Woman. Dopo aver prodotto e vestito i panni della protagonista di Immaculate – La prescelta, fra il 2025 e il 2026 è apparsa in Christy sulla vita della pugile Christy Martin, fra le più famose d’America, e in The Housemaid – Una di famiglia, tra i maggiori incassi della stagione.

Sydney Sweeney è fidanzata? Le storie d’amore della diva di Hollywood

Quanto alla sfera sentimentale, nel 2018 Sydney Sweeney ha iniziato a frequentare l’uomo d’affari Jonathan Davino. I due, fidanzatisi ufficialmente quattro anni dopo, hanno co-prodotto due film con protagonista la giovane star, la commedia romantica campione d’incassi Tutti tranne te e il già citato Immaculate. A fine marzo, l’improvvisa separazione con il conseguente annullamento delle nozze, programmate per i mesi successivi. Poco dopo, la diva è stata spesso vista con Scooter Braun, noto produttore musicale coinvolto nella lunga battaglia legale con Taylor Swift per i diritti discografici sui primi album. Incontratisi al matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, si sono frequentati almeno fino a novembre 2025, senza che la relazione prendesse una piega definitiva. Di recente, Sweeney era stata accostata anche al calciatore americano del Milan Cristian Pulisic, che tuttavia ha smentito ogni collegamento.

Il caso della pubblicità di American Eagle

Sydney Sweeney: età, fidanzato, Euphoria, film e il caso della lingerie su “Hollywood”
Sydney Sweeney nello spot di American Eagle (da Instagram).

Eletta nel 2024 da Imdb come star più popolare al mondo, ad agosto dell’anno successivo Sydney Sweeney è stata travolta da un’ondata di indignazione per la pubblicità di American Eagle, noto marchio di jeans a stelle e strisce, di cui è stata protagonista. Sotto accusa lo slogan «Sydney Sweeney has great jeans» per l’assonanza tra jeans e genes (geni): sui social venne rimproverato al brand di aver scelto una donna caucasica, bionda e con occhi azzurri associandola a un messaggio che sembra celebrare l’eugenetica. Alcuni hanno parlato addirittura di «retorica suprematista mascherata da moda» nell’America di Donald Trump segnata da profonde tensioni sociali e razziali. Bufera cui la star ha reagito più o meno facendo spallucce. Non ha aiutato il fatto che si fosse registrata come elettore repubblicano in Florida qualche mese prima che Trump tornasse alla Casa Bianca.

Cos’è Syrn e le polemiche per la campagna a Hollywood

Sydney Sweeney: età, fidanzato, Euphoria, film e il caso della lingerie su “Hollywood”
Sydney Sweeney in uno scatto promozionale della linea Syrn (Instagram).

Dopo il successo di The Housemaid, Sydney Sweeney ha lanciato la sua linea di lingerie Syrn. «Volevo creare un luogo in cui le donne potessero muoversi tra le tante versioni di loro stesse», ha spiegato a Life & Style. «Adoro lavorare sulle auto, faccio sci d’acqua, mi vesto elegante per il red carpet e poi torno a casa a coccolare i miei cani. Non sono una cosa sola, nessuna donna lo è». Disponibile dal 28 gennaio, si baserà su quattro linee principali: Comfy, Playful, Romantic e Seductress. Il lancio però è già finito nel mirino della critica dopo che l’attrice, con il suo team, ha scalato la Hollywood Sign ricoprendola di reggiseni. «Chiunque intenda utilizzare e/o accedere alla scritta Hollywood per scopi commerciali deve ottenere una licenza o un permesso dalla Camera di Commercio di Hollywood», ha dichiarato al Los Angeles Times Steve Nissen, presidente dell’Hollywood Sign Trust che gestisce l’insegna. Per ora non è stata sporta tuttavia alcuna denuncia.

Bafta 2026, quando si terrà la cerimonia e dove vederla

Gli attori Aimee Lou Wood e David Jonsson hanno annunciato, in diretta da Londra, le nomination ai Bafta 2026, gli Oscar britannici e tra i più prestigiosi riconoscimenti a livello mondiale. I favoriti della 79esima edizione sono, come prevedibile, Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson che ha ricevuto 14 candidature (due in meno del record assoluto di Gandhi) e Sinners di Ryan Coogler, mattatore fra le nomination degli Oscar, a una sola lunghezza di distanza. L’Italia purtroppo non concorrerà per alcun premio, in quanto La Grazia di Paolo Sorrentino, presente in longlist, non è entrato nella cinquina dei film internazionali.

Bafta 2026, quando si terrà la cerimonia, dove vederla e chi sarà il conduttore

Bafta 2026, quando si terrà la cerimonia e dove vederla
L’attore e regista scozzese Alan Cumming (Ansa).

La cerimonia di premiazione dei Bafta 2026 si terrà alla Royal Festival Hall di Londra il 22 febbraio. In Italia non dovrebbe essere prevista una diretta televisiva, ma sarà comunque possibile seguire le fasi salienti dell’evento di gala sul canale YouTube ufficiale e sui profili social: qui gli appassionati avranno modo di guardare il red carpet e le parti principali della cerimonia con l’assegnazione dei premi. Sul palco, nelle vesti di presentatore, ci sarà l’attore e regista britannico Alan Cumming, scozzese classe 1965 che in carriera ha vinto un Tony Award per il musical Cabaret del 1993 e un Emmy per la serie The Good Wife in cui ha interpretato il personaggio di Eli Gold. Apparso in Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick, è noto soprattutto per aver portato sullo schermo Nightcrawler in X-Men 2, personaggio che riprenderà nel 2026 in Avengers: Doomsday.

I favoriti della 79esima edizione degli Oscar britannici

Bafta 2026, quando si terrà la cerimonia e dove vederla
I premi dei Bafta (Ansa).

La 79esima edizione dei Bafta ha assegnato almeno una nomination a ben 46 produzioni. In vetta, come detto, c’è Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson con 14, tra cui miglior film, regia, attori e attrici (protagonisti e non protagonisti): in lizza per un premio, tra gli altri, Leonardo DiCaprio, Chase Infinity, Sean Penn e Benicio Del Toro. Segue Sinners, acclamato horror di Ryan Coogler con Michael B. Jordan (anche lui in lizza per un riconoscimento), che ha ricevuto 13 candidature. Ci sono poi Hamnet e Marty Supreme a pari merito con 11 e Frankenstein e Sentimental Value con otto. Tre candidature per F1, film di Apple Tv con Brad Pitt nei panni di un veterano delle corse. Tra coloro che hanno ricevuto la prima nomination in carriera anche Stellan Skarsgard, candidato a 74 anni come attore non protagonista grazie a Sentimental Value.

Niente da fare tra i film internazionali (non in lingua inglese) per La Grazia di Paolo Sorrentino, che pure era riuscito a entrare in longlist. A contendersi il riconoscimento saranno soprattutto Un semplice incidente di Jafar Panahi, Palma d’Oro a Cannes 2025, e Sentimental Value. Ottime chance anche per L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho con Wagner Moura, Sirat e La Voce di Hind Rajab, applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia.  

LEGGI ANCHE: Oscar, Bafta, David: il calendario dei principali premi del cinema

Bafta 2026, le nomination: non c’è La Grazia di Sorrentino

Annata amara per l’Italia anche agli “Oscar britannici”. La Grazia di Paolo Sorrentino non è riuscito a ottenere la nomination ai Bafta 2026, annunciate nella giornata di oggi 27 gennaio a Londra da David Jonsson e Aimee Lou Wood. Tra i migliori film internazionali ci sono Un semplice incidente del regista iraniano Jafar Panahi, Palma d’Oro a Cannes, e Sentimental Value di Joachim Trier, che se la vedranno con Sirat, La Voce di Hind Rajab e soprattutto L’agente segreto. A dominare la scena, come previsto anche dopo le candidature agli Oscar, sono Una battaglia dopo l’altra con 14 e l’horror Sinners che ne ha ottenute 13. Staccati di due lunghezze Hamnet e Marty Supreme, mentre più distanziati con otto Sentimental Value e Frankenstein. La cerimonia di premiazione si terrà alla Royal Festival Hall di Londra il 22 febbraio con la conduzione di Alan Cumming.

Meta testerà gli abbonamenti premium su Facebook, Instagram e WhatsApp

Meta potrebbe presto rivoluzionare l’esperienza sulle sue piattaforme social. Come ha anticipato la testata TechCrunch, l’azienda di Mark Zuckerberg intende testare piani di abbonamento premium su Facebook, Instagram e WhatsApp con l’obiettivo di offrire funzionalità aggiuntive conservando però un’esperienza di base gratuita. Le sottoscrizioni punteranno a stimolare produttività e creatività oltre a potenziare le capacità dell’intelligenza artificiale. L’approccio non sarà uniforme, ma presenterà una serie di combinazioni e bundle per ciascuna applicazione, che avrà un set con caratteristiche esclusive. In poche parole, non un unico abbonamento valido per l’intero pacchetto ma un’offerta differenziata in base al social.

Meta testerà gli abbonamenti premium su Facebook, Instagram e WhatsApp
Il logo dei social di Meta (Ansa).

Meta punta all’integrazione dell’agente IA Manus

All’interno dei piani di abbonamento di Meta ci sarà sicuramente Manus, agente IA che l’azienda ha recentemente acquisito per una cifra stimata attorno ai 2 miliardi di dollari. Anche in questo caso vi sarà un approccio duplice: da un lato, Meta integrerà Manus all’interno dei suoi prodotti, dall’altro continuerà a proporre abbonamenti standalone destinati alle aziende. Indizi concreti erano emersi già nelle ultime settimane, tanto che Alessandro Paluzzi – noto per individuare funzioni in sviluppo – ha notato un collegamento rapido alle funzioni dell’agente IA in fase si test su Instagram. Secondo TechCrunch, Meta prevede anche di testare abbonamenti per le funzionalità di intelligenza artificiale legate a Vibes, esperienza di generazione video integrata in Meta AI: gratuita al lancio, l’app dovrebbe passare a un modello freemium con accesso senza costi e abbonamenti per sbloccare funzioni extra.

I nuovi abbonamenti saranno separati da Verified

TechCrunch ha fatto notare come i nuovi abbonamenti in progetto per le app Facebook, Instagram e WhatsApp saranno slegati da Meta Verified, che fornisce a pagamento un badge di spunta blu volto alla protezione dal furto d’identità e che consente un accesso al supporto tecnico prioritario. Mentre quest’ultimo sarà orientato soprattutto a creator, influencer e aziende, le nuove sottoscrizioni invece si rivolgeranno anche agli utenti comuni. Sul fronte economico, l’arrivo di ulteriori abbonamenti rappresenta per Meta una nuova fonte di guadagno. Resta però il tema della cosiddetta subscription fatigue per cui molti utenti, già alle prese con numerosi servizi a pagamento, potrebbero decidere di non sottoscriverne un altro.

Kanye West si scusa per i post antisemiti e l’odio razziale: «Ho perso contatto con la realtà»

Kanye West ha pubblicato una lunga lettera a tutta pagina sul Wall Street Journal. Il rapper di Atlanta, anche noto come Ye, ha deciso di chiedere scusa per gli attacchi di odio razziale, le dichiarazioni pro Hitler e le invettive antisemite che ha pubblicato sui social negli ultimi anni. «Sono profondamente mortificato e mi pento per le mie azioni», ha scritto l’artista. «Mi impegno a diventare responsabile, a ricevere cure e cambiare in modo significativo. Questo non giustifica quello che ho fatto: non sono antisemita o razzista. Amo il popolo ebraico». West ha raccontato anche di aver «perso contatto con la realtà» attribuendo la colpa del suo comportamento a un disturbo bipolare scaturito da un incidente d’auto in cui fu coinvolto 25 anni fa.

Kanye West si scusa per i post antisemiti e l’odio razziale: «Ho perso contatto con la realtà»
Kanye West in concerto (Ansa).

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La lunga dichiarazione di scuse di Kanye West

La lettera di Kanye West alias Ye sul Wall Street Journal inizia raccontando un incidente automobilistico in cui fu coinvolto nei primi Anni 2000, poco prima di diventare una stella della musica, in cui si ruppe la mandibola e riportò «lesioni al lobo frontale destro del cervello». L’artista ha affermato di non aver ricevuto una corretta diagnosi per più di due decenni. «All’epoca, l’attenzione si concentrò su quanto visibile: la frattura, il gonfiore e il trauma immediato», ha spiegato West. «La lesione più profonda, quella all’interno del cranio, è passata inosservata. La diagnosi è stata effettuata solo nel 2023: quella svista medica ha causato gravi danni alla mia salute mentale e ha portato alla diagnosi di disturbo bipolare di tipo 1». Una diagnosi che lui stesso ha detto di non aver accettato fino allo scorso anno, salvo tornare ora sui suoi passi.

«Una volta che ti etichettano come “pazzo”, ti senti come se non potessi dare alcun contributo significativo al mondo. È facile per le persone scherzare e riderci sopra, quando in realtà si tratta di una malattia debilitante molto grave di cui si può morire», ha proseguito Kanye West. «Ho perso il contatto con la realtà. Ho detto e fatto cose di cui mi pento profondamente. Alcune delle persone che amo di più le ho trattate peggio». Poi ha affrontato il tema dell’antisemitismo: «In quello stato, gravitavo verso il simbolo più distruttivo che riuscissi a trovare, la svastica, e vendevo persino magliette. Uno degli aspetti difficili del disturbo sono i momenti di disconnessione che hanno portato a scarsa capacità di giudizio e comportamenti sconsiderati. All’inizio del 2025, sono caduto in un episodio maniacale durato quattro mesi, caratterizzato da comportamenti psicotici, paranoici e impulsivi che mi hanno distrutto la vita».

L’aiuto sui forum di Reddit: «Ho capito di non essere solo»

Nella sua lunga lettera, dopo aver chiesto perdono anche alla «comunità nera», a lui sempre vicina ma da lui sempre delusa, Kanye West ha raccontato di aver ritrovato la luce grazie ad altre persone che soffrono del suo stesso disturbo. «Ho trovato conforto nei forum di Reddit: ho letto le storie di chi ha descritto stati simili e ho capito di non essere solo», ha proseguito il rapper. «Mentre trovo il mio nuovo centro attraverso un efficace regime di farmaci, terapia, esercizio fisico e vita sana, sto riversando la mia energia in un’arte positiva e significativa: musica, abbigliamento, design e altre nuove idee per aiutare il mondo. Non chiedo compassione, anche se aspiro al vostro perdono. Vi scrivo semplicemente per chiedervi pazienza e comprensione mentre torno a casa».