Dalla Calabria alla Border Patrol: chi è Greg Bovino, a capo delle operazioni anti-immigrati negli Usa

Origini calabresi, cappotto verde militare e taglio di capelli rasato. Gregory “Greg” Bovino, 55enne capo della Border Patrol (polizia di frontiera) è divenuto recentemente il volto delle operazioni anti-immigrati in diverse città degli Stati Uniti, da Los Angeles a Minneapolis. Proprio dal Minnesota sono divenute virali alcune sue foto con indosso un cappotto verde militare con bottoni dorati che il New York Times ha associato ai nazisti. Per la testata, il suo doppiopetto «per via dei suoi precedenti storici è impossibile da ignorare» e, accompagnato dai capelli rasati ai lati e alti al centro, viene paragonato all’abbigliamento della Gestapo. Impossibile non vedere poi una forte somiglianza con il colonnello Steven Lockjaw, interpretato magistralmente in Una battaglia dopo l’altra da Sean Penn, candidato agli Oscar 2026.

Dalla Calabria alla Border Patrol: chi è Greg Bovino, a capo delle operazioni anti-immigrati negli Usa
Greg Bovino per le strade di Minneapolis (Ansa).

Greg Bovino, chi è l’agente italoamericano simbolo della lotta Usa agli immigrati

Nato a Blowing Jock, una piccola cittadina di montagna della Carolina del Nord occidentale nel cuore della Bible Belt conservatrice, Greg Bovino ha chiare origini italiane. Suo bisnonno Michele arrivò in Pennsylvania da Aprigliano, in Calabria, nel 1909 per diventare minatore in America. Solamente 15 anni dopo, nel 1924, avviò le pratiche per ottenere la cittadinanza e portare tutta la famiglia oltreoceano. Tra di loro il 12enne Vincenzo, nonno di Greg Bovino. Da piccolo, a scuola si avvicinò al wrestling senza mai eccellere, salvo tuttavia imparandovi i dettami della disciplina, del rispetto delle gerarchie e della determinazione. Segnato profondamente in adolescenza da un incidente d’auto del padre, che ubriaco investì e uccise una giovane donna, ha sempre citato l’avvenimento e altri casi simili come giustificazione morale per le deportazioni. Nel 1982, appena un anno dopo, fu folgorato da Jack Nicholson nei panni di Charlie Smith, agente per l’immigrazione, nel film The Border (in italiano Frontiera) tanto da volerne seguire le orme.

Si arruolò nel 1996, studiando conservazione delle risorse naturali e amministrazione pubblica prima di entrare nella Border Patrol. Una carriera sviluppata lungo il confine sud-occidentale in California che lo ha portato a diventare il capo del settore El Centro, tra le aree più delicate. Anni in cui riuscì a dimostrare un carattere particolare: Greg Bovino voleva la popolarità e la visibilità, rilasciando varie interviste e curando la propria immagine sui media. Il Chicago Sun Times raccontò di un’occasione in cui avrebbe invitato i giornalisti a seguirlo nell’impresa di attraversare a nuoto un canale di irrigazione nell’Imperial Valley, avvertendo i migranti della forza delle correnti. Già prima del ritorno di Trump alla Casa Bianca, fu al centro dell’operazione Return to the sender, in cui guidò una retata contro presunti immigrati nella contea californiana del Kern arrestando quasi 80 persone.

Il cappotto da guerra e le sue operazioni nelle città americane

A contraddistinguere l’immagine di Greg Bovino è l’immancabile cappotto verde oliva. «Metterselo per affrontare la folla con sostenitori armati, insieme ai capelli rasati e ai vestiti neri o scuri sotto, dà un’inconfondibile aura da dittatore Anni 30», ha scritto il New York Times. «Non è soltanto un segno di militarizzazione, ma anche di tirannia». Il capo della Border Patrol lo sfoggia da tempo durante le sue operazioni, contraddistinte in molti casi da nomi altisonanti. A giugno 2025 ci fu l’Operazione Cavallo di Troia a Los Angeles, seguita dopo qualche mese dall’Operazione Blitz di Mezzanotte a Chicago. Senza dimenticare Charlotte’s Web (la tela di Carlotta dal titolo del libro di E.B. White) dopo l’assassinio di una rifugiata ucraina da parte di un pregiudicato afroamericano a Charlotte. E ancora, a ottobre ha condotto a New Orleans l’Operazione Swamp Sweep (ripulire la palude) prima di arrivare a Minneapolis per la Metro Surge (valanga metropolitana).

Dalla Calabria alla Border Patrol: chi è Greg Bovino, a capo delle operazioni anti-immigrati negli Usa
Greg Bovino durante un’operazione (Ansa).

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi

Jannik Sinner resta imbattuto nei derby. L’altoatesino si è aggiudicato il match contro Luciano Darderi con il punteggio di 6-1, 6-3, 7-6, staccando il biglietto per i quarti di finale degli Australian Open 2026. Dopo un primo set dominato dal campione in carica a Melbourne, l’italoargentino è entrato sempre più in partita fino a duellare alla pari nel terzo parziale, in cui ha avuto anche quattro palle break nel nono gioco con l’opportunità di andare a servire per il set. È il 18esimo trionfo su altrettanti match contro tennisti italiani, il sesto negli Slam, per il numero due del mondo, che si conferma bestia nera per i connazionali nel circuito. Attende ora uno fra Casper Ruud e Ben Shelton, che scenderanno in campo attorno alle 10.45 italiane. Ai quarti anche Lorenzo Musetti, che nella notte ha eliminato lo statunitense Taylor Fritz con una prova strepitosa in tre set.

Le parole dopo il successo: «Partita difficile, felice di essere ai quarti»

Al termine del match, Jannik Sinner ha fatto i complimenti a Darderi per la prova messa in campo «È stato molto difficile giocare con lui, siamo amici e questo ha complicato le cose», ha spiegato l’azzurro nell’intervista post-partita. «Ho avuto le mie opportunità anche nel terzo set, ma lui ha giocato molto bene. Abbiamo cambiato qualcosa nel servizio: c’è ancora spazio per migliorare ma sono soddisfatto di come sto servendo, è un colpo stabile. Sto cercando di venire più spesso a rete ed essere meno prevedibile e ci sto riuscendo». Poi un’anticipazione sul prossimo turno: «Shelton o Ruud? Li conosco bene, sono migliorati nel loro aspetto del gioco. Sarà una partita diversa. Ora devo recuperare, qui le partite possono essere lunghe e fisiche. Sono felice di essere di nuovo nei quarti».

Sinner ai quarti degli Australian Open: la cronaca del match

Dopo un primo game complicato, in cui ha dovuto annullare due palle break sul 15-40, Sinner ha dominato il parziale giocando un tennis aggressivo e sempre a una spanna dalla riga. Per l’altoatesino, che ha inanellato colpi a un ritmo quasi impossibile da gestire per l’avversario, due break consecutivi che gli hanno permesso di salire 5-0 e chiudere il parziale al settimo game. Più equilibrato il secondo parziale, con Darderi – nervoso con il suo angolo lamentando la troppa velocità del campo – che ha trovato più solidità al servizio, cedendo 6-3. L’italoargentino, testa di serie numero 22 del tabellone, ha messo in difficoltà il campione di Sesto Pusteria soprattutto però nel terzo, arrivando ad avere ben quattro palle break nel nono gioco, salvate da Sinner anche con la seconda di servizio. Al tiebreak, dopo essere andato sotto 0-2 il quattro volte campione Slam ha chiuso conquistando sette punti di fila.

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi
Luciano Darderi nel match contro Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo

Sarà Seattle Seahawks contro New England Patriots. Nella notte italiana si sono disputate le finali di National Football Conference e American Football Conference che decretano le due concorrenti per il Super Bowl 2026, in cui si assegna il titolo di Nfl. Il match si disputerà l’8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, con kick off alle 15.30 locali (00.30 italiane). Sarà la replica del match del 2015, quando si imposero i ragazzi di Boston per 28-24 guidati dal quarterback e Mvp della partita Tom Brady. Il Super Bowl tornerà invece a Santa Clara esattamente 10 anni dopo l’ultima volta: nel 2016, anno della 50esima edizione, i Denver Broncos batterono i Carolina Panthers.

Super Bowl 2026, come arrivano Patriots e Seahawks

I primi a staccare il biglietto per il Super Bowl 2026 sono stati i New England Patriots, tornati dopo sette anni alla finale di Nfl. A Denver, sotto un’intensa nevicata, si sono imposti 10-7 contro i Broncos grazie a una difesa di ferro e senza aver mai perso un possesso nonostante le proibitive condizioni meteo. Partiti male in regular season, con un record di quattro vittorie e 13 sconfitte, hanno invertito la tendenza prima di restare immacolati nei playoff e vincere le ultime nove partite in trasferta. Sarà un ritorno al Super Bowl sette anni dopo l’ultima volta e la prima senza la star Tom Brady, considerato il più grande quarterback della storia del football americano che aveva guidato i suoi al successo di sei titoli fra il 2001 e il 2018. L’8 febbraio a Santa Clara i Patriots incroceranno i Seattle Seahawks, che nella notte hanno eliminato i Los Angeles Rams con il punteggio di 31-27.

Sugli spalti di Santa Clara non ci sarà Donald Trump: ecco perché

Domenica 8 febbraio, sugli spalti di un Levi’s Stadium gremito non ci sarà il presidente Donald Trump, che ha lamentato un volo troppo lungo tra Washington e Santa Clara. In realtà, il tycoon non ha digerito la line up dell’halftime show, il concerto in programma nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo, cui headliner sarà il rapper portoricano Bad Bunny. «Non ho mai sentito parlare di lui», aveva già detto il capo della Casa Bianca a ottobre, poco dopo l’annuncio. «Non so chi sia, non capisco perché lo stiano facendo: è assurdo e poi danno la colpa a un promotore che hanno assunto per occuparsi dell’intrattenimento. Penso che sia assolutamente ridicolo». Ora, dopo l’annuncio che i Green Day saranno band di apertura della gara, Trump è tornato a parlare dell’evento: «Sono contrario a loro, penso che sia una scelta terribile. Non fa altro che seminare odio».

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo
Il rapper portoricano Bad Bunny (Ansa).

Iva Jovic, chi è la tennista 18enne che ha battuto Paolini agli Australian Open

Jasmine Paolini è fuori dagli Australian Open, eliminata per il secondo anno di fila al terzo turno. La 30enne azzurra si è arresa in due set (6-2, 7-6) alla 18enne americana Iva Jovic, promessa del tennis a stelle e strisce di origini serbo-croate che aveva già affrontato – e battuto – agli US Open dell’anno scorso. A frenare la toscana, ottava nel ranking Wta, alcuni problemi di stomaco, riconducibili forse allo stesso virus intestinale che ha colpito Flavio Cobolli al debutto nel tabellone maschile. Seppur non nella sua giornata migliore, Paolini ha dovuto far fronte a un’avversaria in piena forma, che nel 2026 ha vinto nove partite su 11, tanto da essere certa di chiudere il torneo almeno da 22 al mondo.

Chi è Iva Jovic: dai successi con Tyra Grant al debutto nel circuito maggiore

Iva Jovic, chi è la tennista 18enne che ha battuto Paolini agli Australian Open
Iva Jovic (da Instagram).

Nata a Torrance, vicino Los Angeles, il 6 dicembre 2007, Iva Jovic è figlia di Bojan, papà serbo, e mamma Jelena, croata. Due farmacisti che, come ha rivelato lei stessa in una lunga intervista sul sito del Cincinnati Open nel 2025, «hanno dovuto ricominciare da capo» dopo aver cambiato vita. Si dipinge come la «classica ragazza californiana» cui piacciono, ça va san dire, attività legate al mare e ai grandi parchi divertimento della zona. Molto legata alla sorella Mia, con cui ha imbracciato per la prima volta una racchetta, ha per idolo di infanzia Novak Djokovic, non a caso serbo come suo padre. «È stato di grande ispirazione per me, così come vedere Serena Williams dominare», ha spiegato lo scorso anno. «Ora mi ispiro a Sinner, adoro come gioca. Cerco di copiare quanto più possibile da lui».

Nel 2021 ottenne il primo grande successo, vincendo l’Orange Bowl, prestigioso torneo giovanile di Miami. Tra il 2022 e il 2023 ha diviso il campo nel doppio femminile con Tyra Caterina Grant, tennista italo-americana che proprio dal 2025 ha deciso di giocare con i colori azzurri. Assieme hanno vinto sia il torneo in Florida sia, soprattutto, gli juniores agli Australian Open e a Wimbledon, fermandosi in finale al Roland Garros e in semifinale agli Us Open. L’anno prima si erano portate a casa invece la Billie Jean King Cup giovanile, chiudendo senza perdere neanche un set in tutto il torneo. Iva Jovic ha debuttato nel circuito Wta sempre nel 2024, tanto che a soli 16 anni vinse il suo primo match agli Us Open. Nel 2025 già il primo titolo Wta 500 a Guadalajara, mentre lo scorso 17 gennaio ha perso la finale del 250 di Hobart contro la nostra Elisabetta Cocciaretto.

Oscar 2026, quali sono film e attori favoriti

È iniziato il countdown verso gli Oscar 2026. L’Academy hollywoodiana ha annunciato le nomination per la 98esima edizione dei premi più ambiti nel cinema internazionale, che si presenta con un nuovo e storico record: Sinners – I Peccatori di Ryan Coogler, regista di Creed – Nato per combattere e del cinecomic Black Panther, ha ricevuto ben 16 candidature, frantumando il precedente primato di 14 diviso ex aequo da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Acclamato dalla critica a stelle e strisce e dal pubblico, tanto da registrare uno dei migliori incassi americani degli ultimi anni, è il grande favorito per la notte delle stelle, in programma a Los Angeles il 15 marzo: alla conduzione, Conan O’Brien.

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Oscar 2026, i favoriti per la statuetta come miglior film

Oscar 2026, quali sono film e attori favoriti
Lewis Pullman e Danielle Brooks annunciano le nomination agli Oscar 2026 (Ansa).

Pur avendo ottenuto una nomination in quasi tutte le categorie principali degli Oscar, Sinners non ha ricevuto quasi nulla ai Golden Globes 2026, annunciati a metà gennaio: solo due i riconoscimenti a fronte di sei candidature, con successi per la colonna sonora e per il risultato al botteghino. A vincere i premi più ambiti sono stati in questo caso Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson tra le commedie e Hamnet – Nel nome del figlio di Chloé Zhao tra i drama. Il primo ha ottenuto ben 13 nomination agli Academy Awards, tra cui miglior film e regia, mentre il secondo potrebbe consentire alla cineasta cinese, naturalizzata statunitense, il secondo Oscar dopo quello del 2021 vinto per Nomadland. Occhio anche a Frankenstein, Sentimental Value e Marty Supreme, che hanno ricevuto nove candidature a testa.

Non sono mancate le sorprese, sia per alcune nomination inattese sia per l’assenza di alcuni titoli dati per favoriti alla vigilia. Incredibile, per esempio, l’assenza del sudcoreano No Other Choice fra le pellicole internazionali così come di Wicked – Parte 2, di cui sono state escluse fra le attrici anche le performance di Cynthia Erivo e Ariana Grande. Stupisce invece la candidatura di F1 – The Movie con Brad Pitt per la categoria del miglior film così come l’assenza, fra i registi, di Guillermo del Toro con il suo Frankenstein.

Da Timothée Chalamet a Jessie Buckley, chi sono gli attori favoriti

Oscar 2026, quali sono film e attori favoriti
Lewis Pullman e Danielle Brooks annunciano le nomination agli Oscar 2026 (Ansa).

Capitolo attori. Tra i protagonisti maschili, il grande favorito della vigilia sembra Timothée Chalamet per Marty Supreme, performance che gli ha permesso di vincere il Golden Globe e il Critics Choice Award. Più staccati Leonardo DiCaprio, che sembra destinato a ricevere l’ennesima delusione, candidato per Una battaglia dopo l’altra, Michael B. Jordan (Sinners) e Wagner Moura, presente per L’agente segreto. Sembra più difficile la vittoria di Ethan Hawke per Blue Moon. Fra le donne, occhi puntati su Jessie Buckley, rivelazione dei Golden Globes 2026 e favorita anche agli Oscar. Sono forti tuttavia anche le possibilità di Rose Byrne per Se avessi le gambe ti darei un calcio, mentre appare più difficile la vittoria di Emma Stone, ormai habitué della cerimonia.

Fra gli attori non protagonisti ci sono invece Benicio Del Toro e Sean Penn, entrambi nominati per Una battaglia dopo l’altra di Anderson. Il favorito, anche secondo la stampa americana, sembra però Stellan Skarsgard, premiato ai Golden Globes, candidato per Sentimental Value. Più distanti Jacob Elordi grazie alla performance nel Mostro di Frankenstein e Delroy Lindo, sorpresa delle nomination, per Sinners. Dal film di Ryan Coogler potrebbe arrivare tuttavia la miglior attrice di supporto con le ottime chance di Wunmi Musaku, che tuttavia dovrà vedersela con Teyana Taylor di Una battaglia dopo l’altra, leggermente avanti per i bookies. Sorpresa per Elle Fanning, presente nella cinquina per Sentimental Value.

Dove vedere al cinema o in streaming i candidati agli Oscar come miglior film

L’Academy ha diramato le nomination agli Oscar 2026, la cui cerimonia di premiazione si terrà nella notte italiana fra il 15 e il 16 marzo. Come da pronostico, il favorito è Sinners di Ryan Coogler, che ha conquistato un nuovo record con ben 16 candidature, il numero più alto nella storia. Segue con 13 Una battaglia dopo l’altra, opera d’autore di Paul Thomas Anderson sempre di Warner Bros., con Leonardo DiCaprio. Bene anche Sentimental Value, Marty Supreme e Frankenstein con nove. In attesa dell’evento di gala, ecco dove recuperarlo in streaming oppure al cinema.

Dove vedere al cinema o in streaming tutti i film nominati agli Oscar

Dove vedere al cinema o in streaming i candidati agli Oscar come miglior film
Una riproduzione degli Oscar (Ansa).

Sinners, il film che ha segnato un nuovo record agli Oscar

Storico record per Sinners, film di Ryan Coogler (Black Panther e Creed) tra i più acclamati dalla critica americana, agli Oscar 2026: con 16 nomination, ha strappato il primato di candidature agli Academy Awards detenuto da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. La trama ruota attorno alle vicende dei gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan, che decidono di tornare nella loro cittadina natale per ricominciare dopo un passato oscuro. All’arrivo, scoprono che un male ancor più terrificante di ciò che ricordavano è lì ad attenderli. È possibile noleggiarlo su Apple Tv, Amazon Prime Video, Rakuten Tv, Chili e Tim Vision.

Una battaglia dopo l’altra in streaming su HBO Max

Diretto da Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra ha ricevuto 13 nomination agli Oscar 2026, tra cui miglior film. Protagonista è Bob Ferguson (Leonardo DiCaprio, candidato fra gli attori), rivoluzionario fallito che vive in un cronico stato di paranoia assieme alla figlia Willa, nata dalla sua relazione con Perfidia Beverly Hills (Teyana Taylor). Quando quest’ultima viene rapita dal colonnello Lockjaw (Sean Penn), dovrà affannarsi per ritrovarla. Miglior comedy ai Golden Globes, è disponibile in streaming sulla piattaforma HBO Max.

Hamnet, al cinema dal 5 febbraio

Uscirà invece al cinema il 5 febbraio Hamnet – Nel nome del figlio, nuovo film di Chloé Zhao tratto dal romanzo di Maggie O’Farrell e candidato a otto premi Oscar. Al centro della narrazione un grave lutto che, nel Cinquecento, colpì William Shakespeare e la moglie Agnes, privati del figlio Hamnet ucciso dalla peste. Nei panni dei due protagonisti recitano Paul Mescal e Jessie Buckley, rivelazione dei Golden Globes e candidata dall’Academy come miglior attrice protagonista.

Marty Supreme, il film Timothée Chalamet al cinema dal 22 gennaio

Timothée Chalamet è l’asso del ping pong Marty Reisman in Marty Supreme, film di Josh Safdie per cui il giovane talento di Hollywood ha vinto il Golden Globe come miglior attore protagonista in una commedia e ora corre per l’Oscar. Ispirato alla storia vera dell’atleta, medaglia di bronzo ai mondiali di tennistavolo, ne racconta la vita privata e la carriera che oscillarono tra scommesse, truffe, passioni proibite e sogni di gloria. Nel cast anche Gwyneth Paltrow e Fran Drescher, a lungo presidente del sindacato degli attori SAG-Aftra. Il film sarà in sala il 22 gennaio.

L’agente segreto, a gennaio in sala uno dei migliori film internazionali

Il 29 gennaio sbarcherà al cinema invece L’agente segreto, produzione brasiliana diretta da Kleber Mendonça Filho con protagonista Wagner Moura, in lizza anche per il riconoscimento come miglior film internazionale dei 98esimi Academy Awards. La storia si svolge nel 1977 in Brasile, durante gli ultimi anni della dittatura militare. Al centro della storia c’è Marcelo, professore universitario di mezz’età che spera di lasciarsi alle spalle una vita di violenze e segreti. Scoprirà tuttavia che il passato trova sempre un modo per riaffiorare. È stato premiato come miglior film straniero ai Golden Globes.

Sentimental Value, il film di Trier premiato per Stellan Skarsgard

Nove nomination agli Oscar invece per Sentimental Value, premiato ai Golden Globes per la performance di Stellan Skarsgard (candidato anche dall’Academy) come attore non protagonista, uscito al cinema il 22 gennaio. Complessa storia dalle dinamiche familiari, si concentra su Nora, affermata attrice teatrale che dopo la morte della madre è in cerca di un nuovo equilibrio. Assieme alla sorella Agnes dovrà fare i conti con il ritorno del padre Gustav (Skarsgard), ex regista di fama internazionale a lungo distante dalle loro vite.

Bugonia, doppio record per Emma Stone

Doppia nomination per Emma Stone, candidata agli Oscar grazie al film Bugonia di Yorgos Lanthimos sia come attrice protagonista sia in qualità di produttrice. Traguardi che le hanno permesso, a 37 anni, la donna più giovane in assoluto a raggiungere quota sette candidature in carriera (è seconda solo a Walt Disney). Il lungometraggio, noleggiabile o acquistabile su Rakuten Tv, Apple Tv, Amazon Prime Video e Chili, racconta la storia di due cugini, Teddy (Jesse Plemons) e Jon (Aidan Delbis) che, vittime delle loro teorie cospirazioniste, rapiscono la Ceo di un’azienda farmaceutica, Michelle (Stone) convinti che sia un’extraterrestre che vuole distruggere la Terra.

F1, tra i candidati agli Oscar anche il film con Brad Pitt

In lizza, un po’ a sorpresa, per la statuetta più ambita degli Oscar 2026 anche F1, il film con Brad Pitt nei panni del veterano pilota Sonnie Hayes, grande promessa mancata dell’automobilismo. A 30 anni di distanza dalla sua ultima gara in Formula 1, viene richiamato dall’ex compagno Ruben Cervantes (Javier Bardem), oggi proprietario della scuderia Apex, per risollevare le sorti della squadra, ultima nel Mondiale. Sonny correrà al fianco del giovane talento Joshua Pearce (Damson Idris), esordiente dal carattere impulsivo. È possibile recuperare il film in streaming su Apple Tv.

Frankenstein, nove nomination per il film di Guillermo del Toro

È disponibile invece su Netflix Frankenstein, adattamento del romanzo di Mary Shelley diretto dal premio Oscar Guillermo del Toro candidato a nove statuette, tra cui quella per il miglior film. Volto del dottor Victor è quello di Oscar Isaac, che restituisce un personaggio sempre più preda delle sue angosce dopo aver dato vita a un Mostro (Jacob Elordi) per dimostrare di essere in grado di superare i limiti imposti da scienza e morale umana. Nel cast anche Christoph Waltz nel ruolo di Harlander, benefattore del protagonista, e Mia Goth nel doppio ruolo di Elizabeth, fidanzata con il fratello di Victor, e Claire, madre del dottore morta molto giovane.

Train Dreams, su Netflix anche il film con Joel Edgerton

Clint Bentley dirige Joel Edgerton e Felicity Jones in Train Dreams, ultimo dei 10 candidati agli Oscar come miglior film, disponibile in streaming su Netflix. Malinconico western presentato al Sundance Film Festival e ispirato all’omonimo libro di Denis Johnson, racconta la storia di Robert Grainier, un orfano cresciuto tra le foreste dell’Idaho americano. Semplice e solitario boscaiolo, si innamora della balla Gladys, che sposa e con la quale va a vivere in una piccola casa nel bosco assieme alla loro figlia. La coppia scoprirà ben presto che la tranquillità in cui crede di vivere è solo apparente.

Sinners: trama, cast e dove vedere il film nominato agli Oscar

Era il favorito della vigilia e ha addirittura superato i pronostici. Sinners, horror soprannaturale di quel Ryan Coogler già acclamato per aver diretto Creed e Black Panther, ha conquistato un primato assoluto nella storia degli Oscar: con 16 nomination, tra cui ovviamente miglior film, ha infranto il precedente record di 14 detenuto ex aequo da Eva contro Eva, Titanic e La La Land. Emerso come fenomeno cinematografico dell’anno, ha registrato il maggior incasso americano degli ultimi 15 anni (279,9 milioni di dollari), generando un plauso generale fra critica e pubblico curiosamente non replicato in Italia. Sbarcato nei cinema di tutto il mondo lo scorso aprile, è possibile noleggiarlo o acquistarlo su Rakuten Tv, Apple Tv, Tim Vision, Amazon Prime Video e Chili.

Sinners, trama e cast del film di Ryan Coogler

Tra vampiri, oppressione razziale, fratellanza e orrore, Sinners inizia con un giovane ragazzo afroamericano che, sporco di sangue e fuori di sé, entra nella chiesa in cui il padre sta celebrando la messa. È il gancio per narrare quanto accaduto il giorno precedente fra eventi soprannaturali e molta violenza. Il film racconta principalmente la storia dei due gemelli Elijah ed Elias Smoke, entrambi interpretati da Michael B. Jordan (tra l’altro nominato come miglior attore protagonista), nel Delta del Mississippi durante gli Anni 30. Dopo aver vissuto vite travagliate, scelgono di fare ritorno nella loro città natale per ricominciare e sperare di lasciarsi il passato alle spalle. Qui acquistano un vecchio capanno e un po’ di terreno da un uomo bianco, verosimilmente del Ku Klux Klan, sperando quindi di trasformarlo in un locale di musica e ballo grazie al chitarrista Sammie Moore (Miles Caton) e al socio Delta Slim (Delroy Lindo).

Durante l’inaugurazione, tuttavia, gli Smoke scopriranno che un male ancor più terrificante di quello che ricordavano ha preso il controllo della cittadina. Un incubo va ben oltre i demoni che erano certi di aver lasciato alle spalle: la comunità è infestata dai vampiri oltre che da altre creature dell’orrore. Quando due uomini e una donna bianchi bussano alla porta, proprio mentre si celebra la festa, ma non vengono fatti entrare, si scatenerà una vera e propria guerra senza quartiere. Oltre a Michael B. Jordan, volto di entrambi i gemelli, nel cast vi sono anche Wunmi Mosaku (candidata agli Oscar fra le attrici non protagoniste) nei panni dell’ex moglie di Elijah, Annie, e Hailee Stanfield in quelli di Mary, ex partner di Elias.

Tutte le nomination agli Oscar del film

Con 16 nomination, Sinners ha tutte le carte in regola per poter puntare anche al record di statuette vinte durante la notte degli Oscar. Ad oggi, il primato appartiene ex aequo a Ben Hur, a Titanic e a Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re con 11 successi, quest’ultimo vincitore in tutte le categorie per cui concorreva. Ecco tutte le candidature del film di Ryan Coogler:

  • Miglior film
  • Miglior regia (Ryan Coogler)
  • Attore protagonista (Michael B. Jordan)
  • Attore non protagonista (Delroy Lindo)
  • Attrice non protagonista (Wunmi Mosaku)
  • Casting
  • Sceneggiatura originale
  • Trucco e acconciature
  • Colonna sonora
  • Canzone originale (I Lied to You di Miles Caton)
  • Costumi
  • Scenografia
  • Montaggio
  • Sonoro
  • Fotografia
  • Effetti speciali

Oscar 2026, tutte le nomination: record storico per Sinners

Inizia ufficialmente il conto alla rovescia per la notte degli Oscar 2026, in programma il 15 marzo con la conduzione di Conan O’Brien. Nella mattinata odierna di Los Angeles, infatti, Lewis Pullman (Thunderbolts) e Danielle Brooks (Il colore viola) hanno annunciato le nomination per la 98esima edizione degli Academy Awards, premi che celebrano ogni anno il meglio del cinema internazionale. Favorito della vigilia è indubbiamente Sinners che con 16 nomination ha fatto registrare un primato assoluto nella storia degli Oscar, battendo il record di 14 stabilito da Titanic, Eva contro Eva e La La Land. Seguono poi Una battaglia dopo l’altra, già vincitore ai Golden Globes, che ha ricevuto 13 candidature, Marty Supreme e Hamnet (nove e otto nomination), con l’attrice rivelazione dell’anno Jessie Buckley. Assente dalla categoria per il miglior film internazionale l’Italia, dato che Familia non era già riuscito a superare lo scoglio delle shortlist. Tutte le nomination.

Oscar 2026, tutte le nomination dei 98esimi Academy Awards

Miglior film

  • Bugonia
  • F1
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • L’agente segreto
  • Sentimental Value
  • Sinners
  • Train Dreams

Miglior regista

  • Chloé Zhao per Hamnet
  • Josh Safdie per Marty Supreme
  • Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l’altra
  • Joachim Trier per Sentimental Value
  • Ryan Coogler per Sinners

Attore protagonista

  • Timothée Chalamet in Marty Supreme
  • Leonardo DiCaprio in Una battaglia dopo l’altra
  • Ethan Hawke in Blue Moon
  • Michael B. Jordan in Sinners
  • Wagner Moura in L’agente segreto

Attrice protagonista

  • Jessie Buckley in Hamnet
  • Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You
  • Kate Hudson in Song Sung Blue
  • Renate Reinsve in Sentimental Value
  • Emma Stone in Bugonia

Miglior attore non protagonista

  • Benicio Del Toro in Una battaglia dopo l’altra
  • Jacob Elordi in Frankenstein
  • Delroy Lindo in Sinners
  • Sean Penn in Una battaglia dopo l’altra
  • Stellan Skarsgard in Sentimental Value

Miglior attrice non protagonista

  • Elle Fanning in Sentimental Value
  • Inga Ibsdotter Lilleaas in Sentimental Value
  • Amy Madigan in Weapons
  • Wunmi Mosaku in Sinners
  • Teyana Taylor in Una battaglia dopo l’altra

Miglior casting

  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • L’agente segreto
  • Sinners

Sceneggiatura non originale

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Train Dreams

Sceneggiatura originale

  • Blue Moon
  • Un semplice incidente
  • Marty Supreme
  • Sentimental Value
  • Sinners

Miglior film internazionale

  • L’agente segreto
  • Un semplice incidente
  • Sentimental Value
  • Sirat
  • The Voice of Hind Rajab

Trucco e acconciatura

  • Frankenstein
  • Kokuho
  • Sinners
  • The Smashing Machine
  • The Ugly Stepsister

Miglior colonna sonora

  • Bugonia
  • Frankenstein
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners
  • Hamnet

Miglior canzone originale

  • Dear Me da Diane Warren: Relentless
  • Golden da KPop Demon Hunters
  • I Lied to You da Sinners
  • Sweet Dream of Joy da Viva Verdi!
  • Train Dreams da Train Dreams

Miglior film di animazione

  • Argo
  • Elio
  • KPop Demon Hunters
  • Little Amelie or the Character of Rain
  • Zootropolis 2

Costumi

  • Avatar: Fuoco e cenere
  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Sinners

Miglior cortometraggio

  • Butcher’s Stain
  • A Friend of Dorothy
  • Jane Austen’s Period Drama
  • The Singers
  • Two People Exchanging Saliva

Scenografia

  • Frankenstein
  • Hamnet
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners

Miglior Montaggio

  • F1
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sentimental Value
  • Sinners

Miglior sonoro

  • F1
  • Frankenstein
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners
  • Sirat

Fotografia

  • Frankenstein
  • Marty Supreme
  • Una battaglia dopo l’altra
  • Sinners
  • Train Dreams

Migliori effetti speciali

  • Avatar Fuoco e cenere
  • F1
  • Jurassic World: La rinascita
  • The Lost Bus
  • Sinners

Cortometraggio animato

  • Butterfly
  • Forevergreen
  • The Girl Who Cried Pearls
  • Retirement Plan
  • The Three Sisters

Miglior documentario

  • The Alabama Solutions
  • Come See Me in the Good Light
  • Cutting Through Rocks
  • Mr. Nobody Against Putin
  • The Perfect Neighbor

Miglior corto documentario

  • All the Empty Rooms
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Apple trasformerà Siri in un chatbot di intelligenza artificiale

Apple si prepara a rivoluzionare Siri, il suo storico assistente virtuale integrato sui Mac e sui device mobile come iPhone e iPad. Secondo le ultime indiscrezioni riportate da Mark Gurman di Bloomberg, il colosso di Cupertino ha intenzione di trasformarlo in un chatbot di intelligenza artificiale più simile a ChatGPT. Potrebbe essere integrato già in iOS 27, prossimo aggiornamento del sistema operativo, e venire mostrato all’interno della Apple WWDC di giugno 2026, con rilascio ufficiale nell’arco dei tre mesi successivi o comunque entro settembre.

Apple, cosa potrà fare il nuovo Siri e cosa cambierà

Secondo Bloomberg, all’interno dell’azienda il nuovo Siri è conosciuto come progetto Campos: alla base ci sarà una versione ottimizzata del modello IA Google Gemini, sfruttando l’accordo stipulato a gennaio 2026 dalle due aziende per potenziare Apple Intelligence. L’obiettivo sarà permettere la creazione di contenuti ed effettuare ricerche online, oltre a consentire analisi delle finestre aperte e suggerimento di azioni da eseguire sul device. Rumors sempre più insistenti affermano che Campos potrebbe essere in grado di comprendere ciò che accade sullo schermo, analizzando i contenuti per suggerire le mosse future. In particolare, Cupertino potrebbe usare un modello personalizzato simile a Gemini 3, internamente noto come Apple Foundation Models versione 1. Le prime anticipazioni confermano che dovrebbe essere integrato in iPhone, iPad e Mac.

Apple trasformerà Siri in un chatbot di intelligenza artificiale
Il logo di Apple su un device (Imagoeconomica).

Non è un segreto che Apple sia indietro nella corsa all’intelligenza artificiale rispetto alla concorrenza diretta e che da Cupertino stiano cercando sempre nuove strade per recuperare terreno. Il progetto Campos per rivoluzionare Siri rappresenterebbe però, se confermato, anche un’evoluzione strategica considerando che per anni la Mela ha preferito funzioni IA integrate nelle app piuttosto che una vera e propria esperienza conversazionale autonoma con un chatbot. Ora tuttavia la forte concorrenza di Samsung, OpenAI e produttori cinesi avrebbe spinto verso un cambio di programma. Con l’accordo stretto con Google, Apple si appresta a pagare circa 1 miliardo di dollari per avere accesso ai modelli del team Gemini, alcuni già a partire dall’aggiornamento intermedio iOS 26.4.

Sinner qualificato al terzo turno degli Australian Open 2026

Tutto facile per Jannik Sinner, che avanza al terzo turno degli Australian Open 2026. L’altoatesino e numero due del ranking Atp ha infatti eliminato agevolmente il padrone di casa James Duckworth in poco meno di due ore con il punteggio di 6-1, 6-4, 6-2. Primo set in totale controllo per l’azzurro che, dopo aver allungato già con un break nel quarto gioco, ha strappato nuovamente la battuta subito dopo chiudendo al primo set point a disposizione. Più in equilibrio il secondo parziale, in cui Sinner ha dovuto anche annullare palla break nel secondo gioco prima di piazzare la zampata decisiva con il break del 4-3. L’australiano affonda poi completamente in apertura di terzo con ben due servizi ceduti all’azzurro che, salito 4-0, chiude senza problemi per 6-2. Ora affronterà l’americano Eliot Spizzirri, 85esimo del ranking, che al debutto ha eliminato il brasiliano Joao Fonseca.

Il commento di Jannik Sinner: «Contento della prestazione»

«Ogni match è molto difficile, sono molto contento di essere al prossimo turno», ha spiegato Sinner alla fine della partita. «Oggi ho servito e risposto bene, sono felice della mia prestazione. So che Duckworth ha avuto tanti problemi fisici, è bello rivederlo qui ad alti livelli e gli auguro il meglio per il prosieguo della stagione». Parlando delle sue condizioni fisiche, l’altoatesino ha detto di sentirsi «davvero bene» sia per quanto riguarda il corpo sia la mente. «Non c’è modo di iniziare meglio la stagione, soprattutto in un torneo così speciale per me», ha proseguito. «Prepariamo le partite nel modo migliore possibile: sempre proviamo a spingere e mettere qualcosa in più. Devo migliorare sulla palla corta di rovescio. Chi ha la migliore palla corta? Certamente Alcaraz». Poi un accenno al suo prossimo avversario: «Spizzirri? Il suo è un tennis aggressivo e serve bene, sarà la prima volta con lui».

Hollywood prepara una massiccia campagna contro l’IA

Scarlett Johansson, Cate Blanchett, Sean Astin. E ancora, Cyndi Lauper, One Republic e REM. Sono solo alcune delle celebrità che hanno deciso di sottoscrivere l’iniziativa «Rubare non è innovazione» di Human Artistry Campaign, una massiccia azione di Hollywood contro l’intelligenza artificiale nel settore. Attesa per la giornata del 22 gennaio, protesta contro il presunto furto di massa di opere create dell’uomo e protette dal diritto d’autore da parte delle aziende hi-tech, allo scopo di addestrare gli algoritmi e mettere a punto strumenti che possano, in teoria, competere con i creator. Sottoscritta da 700 star, sarà supportata anche da uno spot pubblicitario realizzato dal New York Times.

Quali star sostengono la campagna contro l’IA a Hollywood

«Le grandi aziende tecnologiche stanno tentando di cambiare la legge per poter continuare a rubare l’arte americana per costruire la loro attività di intelligenza artificiale, senza autorizzazione e senza pagare chi ha svolto il lavoro», si legge nella dichiarazione di Human Artistry Campaign, composta da un mix di sindacati tra cui la Writers Guild of America, il SAG-Aftra, The NewsGuild e la Recording Industry Association of America. «Questo è sbagliato: è antiamericano ed è un furto su larga scala». Tra i sostenitori vi sono anche Joseph Gordon-Levitt, Fran Drescher, Jennifer Hudson, Vince Gilligan (noto per essere il creatore di Breaking Bad), Kristen Bell e Michele Mulroney, presidente di Writers Guild of America West. Senza dimenticare cantanti e musicisti come LeAnn Rimes, Martina McBride e OK Go oltre ad autori come George Saunders e Jonathan Franzen.

Hollywood prepara una massiccia campagna contro l’IA
L’attrice Scarlett Johansson (Ansa).

Tramite la campagna, l’organizzazione chiede alle aziende tecnologiche di concedere in licenza tutte le opere e consentire ai creatori di scegliere di non sottoporre i propri progetti all’addestramento dell’IA generativa. «La vera innovazione nasce dalla motivazione umana a cambiare le nostre vite: fa avanzare le opportunità, stimolando al contempo la crescita economica e creando posti di lavoro», ha spiegato Moiya McTier, consulente senior di Human Artistry Campaign. «Le aziende di intelligenza artificiale stanno mettendo a repentaglio la carriera degli artisti, sfruttando la loro arte, utilizzando l’arte umana e altre opere creative senza autorizzazione per accumulare miliardi». Finora solamente due aziende hanno concesso licenze per strumenti di IA generativa: a dicembre, Disney ha firmato un accordo da 1 miliardo di dollari con OpenAI per integrare alcuni personaggi nel software di generazione video Sora.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani

Nottata agrodolce per gli azzurri agli Australian Open. Bene Lorenzo Musetti, che si è aggiudicato il derby con Lorenzo Sonego, raggiungendo il terzo turno del primo slam stagionale – massimo risultato a Melbourne – per il secondo anno di fila. Si è qualificato anche Luciano Darderi, che ha eliminato in quattro set l’argentino Sebastian Baez. Si è infranto invece su Novak Djokovic il sogno di Francesco Maestrelli, alla prima partecipazione in un major, nonostante un’ottima prestazione contro il 10 volte vincitore del torneo. Alle 9 tocca a Jannik Sinner, opposto all’australiano James Duckworth. Tutte le partite sono visibili in diretta sui canali Eurosport, disponibili su Dazn, HBO Max, Discovery+ e Prime Video Channels.

Australian Open 2026, le vittorie di Musetti e Darderi

A pochi mesi dalla sconfitta sul cemento indoor di Parigi, Musetti si è preso la rivincita contro l’amico e rivale Sonego conquistando il pass per il terzo turno degli Australian Open 2026. Il carrarino si è imposto sul torinese dopo quasi tre ore di gioco con il punteggio di 6-3, 6-3, 6-4 giocando un match convincente soprattutto in risposta, tanto da ottenere ben 23 palle break e convertendone sei. Non altrettanto bene invece Sonego, che ha terminato la partite con 61 errori non forzati e sei doppi falli. Per Musetti, che prosegue il suo trend positivo nei derby dove ha un bilancio di 15-6 a livello Atp e 5-1 negli Slam (l’unica sconfitta con Sinner agli US Open 2025), attende ora uno fra Thomas Machac e Stefanos Tsitsipas: l’obiettivo è superare per la prima volta in carriera il terzo turno in Australia.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani
Lorenzo Sonego agli Australian Open 2026 (Ansa).

Vittoria in quattro set invece per Darderi, che ha eliminato il numero 36 del mondo argentino Baez con il punteggio di 6-3, 1-6, 6-4, 6-3 in quasi due ore e mezza. Dopo un inizio complicato, in cui si è quasi trovato sotto 3-0, l’azzurro ha cambiato passo e recuperato il break di svantaggio prima di piazzare l’allungo decisivo e far suo il parziale in 43 minuti. Dopo un secondo set dominato da Baez, il terzo si è protratto in equilibrio fino alle sue battute finali quando Darderi, pur avendo perso la propria battuta al momento di chiudere, ha sfruttato nel gioco successivo un doppio fallo del suo avversario. Sotto di un break anche nel quarto, Darderi ha recuperato subito prima di salire anche 4-2 e non concedere più nulla all’argentino. Al terzo turno sfiderà il russo Karen Khachanov.

Troppo Djokovic per Maestrelli: la cronaca del match

Si è chiuso al secondo turno invece il primo Slam della carriera di Francesco Maestrelli. A vincere è stato infatti il 10 volte campione degli Australian Open Novak Djokovic, che si è imposto in poco più di due ore con il punteggio di 6-3, 6-2, 6-2. Per il serbo è la 101esima vittoria a Melbourne e sarà la 18esima volta al terzo turno, dove troverà l’olandese Botic Van de Zandschulp. Buon approccio alla partita per Maestrelli, che pur avendo perso la battuta in apertura è rimasto attaccato al serbo fino al 6-3 finale, raggiunto dall’ex numero uno del mondo dopo 47 minuti. Simile l’andamento anche del secondo parziale, dove tuttavia l’azzurro ha anche avuto due palle per ristabilire la parità, entrambe annullate da Djokovic.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani
Novak Djokovic dopo la vittoria su Maestrelli agli Australian Open 2026 (Ansa).

Alle 9 tocca a Sinner contro l’australiano Duckworth

Ultimo azzurro in campo oggi sarà Jannik Sinner, opposto all’australiano James Duckworth. Il numero due del mondo è atteso verosimilmente dalla prima vera partita di questo torneo, dopo che all’esordio aveva approfittato del malessere di Hugo Gaston per avanzare agevolmente dopo appena due set dominati. In caso di passaggio del turno, per Sinner ci sarà l’americano Eliot Spizzirri, 85esimo del ranking, che ha battuto il cinese Wu Yibing e che al debutto aveva eliminato il giovane talento brasiliano Joao Fonseca.

Australian Open 2026, Musetti e Darderi al terzo turno: i risultati degli italiani
Jannik Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

America’s Cup 2027 a Napoli, quali team parteciperanno

Inizia il conto alla rovescia per l’America’s Cup 2027, 38esima edizione della massima competizione di vela al mondo, che per la prima volta si svolgerà in Italia. I maestri del mare si sfideranno infatti a partire dal 10 luglio nelle acque di Napoli: antipasto in programma invece a Cagliari già quest’anno, dal 21 al 24 maggio 2026, con le Regate Preliminari. La nuova edizione del torneo rappresenta anche una cesura con il passato grazie all’inserimento di importanti novità, tra cui l’organizzazione non più in mano al solo Defender, ossia il campione in carica, ma condivisa da cinque team che si divideranno onori e oneri del torneo e che sono, per ora, i soli iscritti. Mancano gli Stati Uniti dopo la rinuncia di American Magic, ma le iscrizioni saranno aperte fino al 31 dicembre.

America’s Cup 2027, i team che parteciperanno al torneo

America’s Cup 2027 a Napoli, quali team parteciperanno
I team partecipanti all’America’s Cup 2027 (Ansa).

Tra i presenti all’America’s Cup ovviamente non potranno mancare i campioni in carica, quel Team New Zealand sulle ultime tre edizioni della competizione, battendo nel 2021 in finale l’italiana Luna Rossa. Presente anche la compagine britannica, che ha presentato GB1, nuovo nome e identità del team Athena Racing del Royal Yacht Squadron Racing. Al timone, per la seconda Coppa America della carriera, tornerà Dylan Fletcher, oro olimpico e attuale campione di SailGP. Team principal sarà però come sempre Sir Ben Ainslie, quattro volte medaglia d’oro ai Giochi a cinque cerchi nonché leggenda della vela internazionale. A rappresentare l’Italia sarà invece ancora una volta Luna Rossa. «A Napoli sarà qualcosa di unico», ha spiegato il Ceo Max Sirena. «È fondamentale che tutta Napoli faccia il tifo per Luna Rossa. Abbiamo in mente di venire qua in primavera per prendere confidenza prima di tornare definitivamente per le regate».

America’s Cup 2027 a Napoli, quali team parteciperanno
Luna Rossa in azione all’America’s Cup 2024 (Imagoeconomica).

A Napoli arriveranno anche gli elvetici di Tudor Alinghi Team, unici senza sbocco sul mare ad aver vinto l’America’s Cup (nel 2003 e nell’edizione successiva, sempre contro i neozelandesi). Infine sarà in acqua anche la francese K-Challenge, che in Italia spera di costruire il proprio futuro. Per adesso, come detto, non si è iscritto alcun team degli Stati Uniti. Dopo la rinuncia di American Magic, che lo scorso ottobre ha comunicato che non avrebbe preso parte alla manifestazione. Ciò non implica però che la bandiera a stelle e strisce non sventolerà sul Golfo di Napoli: le iscrizioni chiuderanno infatti il 31 dicembre e potrebbe salire in corsa Riptide Racing, qualora dovesse raccogliere in tempo tutti i finanziamenti necessari. È una corsa contro il tempo, ma non è ancora detta l’ultima parola. Restano da definire gli equipaggi, con l’obbligo per la prima volta di una donna a bordo.

America’s Cup a Napoli, svelata la data di inizio: quando comincia

L’America’s Cup 2027, 38esima edizione e prima in Italia nella storia, scatterà nelle acque del Golfo di Napoli il 10 luglio. La più importante competizione internazionale di vela è stata presentata al Teatro di Corte di Palazzo Reale, nel capoluogo campano, da Grant Dalton, leader dei detentori della coppa Team New Zealand, alla presenza del sindaco Gaetano Manfredi e del ministro dello Sport Andrea Abodi. «I team stanno pensando di venire qui ad aprile», ha anticipato il Ceo dei Kiwi. La corsa verso il trofeo delle Cento Ghinee scatterà tuttavia già quest’anno con le Regate Preliminari del 21-24 maggio a Cagliari, antipasto della finale per il titolo di Napoli 2027. Cinque i team iscritti: Emirates Team New Zealand, campioni in carica, i britannici di GB1 (ex Athena Racing), l’italiana Luna Rossa, la svizzera Alinghi e la francese K-Challenge.

America’s Cup 2027, le nuove regole della competizione velistica

America’s Cup a Napoli, svelata la data di inizio: quando comincia
Grant Dalton, Ceo di Team New Zealand (Imagoeconomica).

La 38esima edizione dell’America’s Cup porta con sé anche una ventata di novità. Innanzitutto una nuova formula, più democratica, della competizione: d’ora in poi non sarà più il solo detentore della coppa a dettare le regole, ma un gruppo di lavoro formato da membri di tutti i cinque team fondatori. Siglata infatti l’America’s Cup Partnership, documento di 800 pagine firmato dal defender Emirates Team New Zealand e dai challenger GB1, Luna Rossa, Tudor Team Alinghi e K-Challenge. Novità anche per quanto riguarda la cadenza: non sarà più triennale o quadriennale, come fino a Barcellona 2024, ma biennale. Previste la condivisione dei ricavi oltre che misure di controllo dei costi per dare vita a una sfida equilibrata e un campo di gara più livellato. Spazio anche per le pari opportunità: ogni equipaggio dovrà avere almeno una donna a bordo: per Luna Rossa si fa il nome di Margherita Porro.

Le parole del ministro Abodi e del sindaco di Napoli Manfredi

America’s Cup a Napoli, svelata la data di inizio: quando comincia
La presentazione dell’America’s Cup a Napoli (Ansa).

Alla presentazione dell’America’s Cup 2027 era presente anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi, che ha sottolineato l’importanza e la centralità dell’area di Bagnoli, che ospiterà le basi e gli hangar dei team. «Siamo semplicemente alla conferma di un impegno assunto e nell’ambito di un percorso che quasi ogni giorno ha delle cose da raccontare», ha dichiarato al Teatro di Corte. «Ci sono più cantieri aperti, quello di Bagnoli è il più affascinante, c’è un cantiere organizzativo che è molto strutturato, di cui si vedranno sempre di più strada facendo i contorni e che farà della città un teatro naturale».

Presente anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che si è detto orgoglioso di guidare la prima città italiana che ospiterà le finali della Coppa: «È un’occasione unica di crescita e di opportunità di lavoro, quindi veramente una grande sfida. Sono convinto che la città nella sua interezza sarà in grado di cogliere questa grande opportunità. I lavori stanno procedendo con grande regolarità, rispetteremo i tempi. Un voto? Siamo oltre la sufficienza. Si assisterà dal lungomare, ma faremo in modo che tutti possano partecipare all’evento, dalle scuole alle comunità delle isole».

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Razzie Awards 2026, le nomination dei peggiori film e attori: ci sono anche premi Oscar

Anche quest’anno, come sempre con 24 ore di anticipo rispetto agli Oscar, tornano i Razzie Awards, “riconoscimenti” destinati ai peggiori film e attori dell’anno. Giunta alla sua 46esima edizione, la manifestazione è organizzata dalla Golden Raspberry Award Foundation, che l’ha ideata nel 1981 come contraltare degli Academy Awards per celebrare, tra ironia e satira, il peggio del cinema. Primi a pari merito con sei nomination ci sono Biancaneve, remake live action del classico Disney con Gal Gadot e Rachel Zegler, e l’altrettanto criticato La guerra dei mondi con protagonista Ice Cube. Tante le star in lizza per un “premio”, tra cui The Weeknd, Michelle Yeoh e Robert De Niro. La cerimonia di gala si terrà sabato 14 marzo, il giorno prima degli Oscar.

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Razzie Awards 2026, tutte le nomination ai peggiori film e attori

Razzie Awards 2026, le nomination dei peggiori film e attori: ci sono anche premi Oscar
Il rapper e attore Ice Cube (Ansa).

Da notare come tra i candidati per i Razzie Awards 2026 ci siano numerose star, tra cui anche tre attrici premio Oscar. Si tratta di Natalie Portman, che ricevette la statuetta dell’Academy per Il cigno nero, e Michelle Yeoh, vincitrice nel 2023 per Everything Everywhere All At Once. Con loro c’è anche Ariana DeBose, premiata per West Side Story di Steven Spielberg. Ecco tutte le categorie.

Peggior film

  • The Electric State
  • Hurry Up Tomorrow
  • Biancaneve
  • Star Trek: Section 31
  • La guerra dei mondi

Peggior attore protagonista

  • Dave Bautista, In The Lost Lands
  • Ice Cube, La guerra dei mondi
  • Scott Eastwood, Alarum
  • Jared Leto, Tron: Ares
  • Abel “The Weeknd” Tesfaye, Hurry Up Tomorrow

Peggior attrice protagonista

  • Ariana DeBose, Colpi d’amore
  • Milla Jovovich, In The Lost Lands
  • Natalie Portman, Fountain Of Youth – L’eterna giovinezza
  • Rebel Wilson, Bride Hard
  • Michelle Yeoh, Star Trek: Section 31

Peggior attore non protagonista

  • I sette nani artificiali, Biancaneve
  • Nicolas Cage, Gunslingers
  • Stephen Dorff, Bride Hard
  • Greg Kinnear, Off the Grid
  • Sylvester Stallone, Alarum

Peggior attrice non protagonista

  • Anna Chlumsky, Bride Hard
  • Gal Gadot, Biancaneve
  • Eiza Gonzalez, Fountain of Youth – L’eterna giovinezza
  • Amara Okereke, In the Lost Lands
  • Isis Valverde, Alarum

Peggior regia

  • Paul W.S. Anderson, In the Lost Lands
  • Rich Lee, La guerra dei mondi
  • Fratelli Russo, The Electric State
  • Trey Edward Shults, Hurry Up Tomorrow
  • Marc Webb, Biancaneve

Peggior sceneggiatura

  • The Electric State
  • Hurry Up Tomorrow
  • In the Lost Lands
  • Biancaneve
  • La guerra dei mondi

Peggior combo sullo schermo (peggior cast)

  • I sette nani artificiali, Biancaneve
  • Ariana DeBose & Ke Huy Quan, Love Hurts
  • Robert De Niro & Robert De Niro, The Alto Knights – I due volti del crimine
  • Ice Cube & la sua telecamera Zoom, La guerra dei mondi
  • The Weeknd & il suo ego colossale, Hurry Up Tomorrow

Peggior sequel/rip-off/remake

  • I Know What You Did Last Summer
  • Five Nights at Freddy’s 2
  • I Puffi
  • La guerra dei mondi
  • Biancaneve

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro

Federica Brignone torna a ruggire. Rientrata 10 mesi dopo il terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, la 35enne valdostana ha dato nuovamente prova della sua infinita classe. Settima al termine della prima manche del Gigante di Kronplatz, ha chiuso la seconda addirittura con un meraviglioso sesto posto che ha il gusto di una vittoria. La Tigre di La Salle, rientrata in Coppa del Mondo 292 giorni dopo l’ultima volta, ha chiuso a 1,23 secondi dall’austriaca Julia Scheib, al quarto successo stagionale e sempre più leader di specialità nonché favorita per la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Secondo posto per la svizzera Camille Rast, terza la svedese Sara Hector – campionessa olimpica – che aveva chiuso in testa la prima manche. Ai piedi del podio Mikaela Shiffrin, staccata di 86 centesimi. Ottima prova anche per Lara Della Mea, che si è classificata decima.

Gigante di Kronplatz, vince ancora Scheib: splendida Brignone al rientro
Julia Scheib nel Gigante di Kronplatz (Ansa).

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale

Svelato il cartellone ufficiale della Berlinale 2026, 76esima edizione del Festival cinematografico della capitale tedesca. Anche quest’anno, nessun film italiano è in corsa per l’Orso d’oro né figurano altri lungometraggi nelle sezioni principali. Il nostro Paese è tuttavia presente grazie a tre coproduzioni internazionali, di cui due in concorso e una nella sezione Perspectives. La kermesse, che sarà aperta da No Good Men, terzo film della regista afgana Shahrbanoo Sadat, si svolgerà dal 12 al 22 febbraio. Il cartellone ufficiale è stato presentato in conferenza stampa dalla direttrice Tricia Tuttle, affiancata dai co-direttori Jacqueline Lyanga e Michael Stütz, che hanno annunciato un’edizione che punterà a valorizzare l’esperienza in sala, la scoperta dei nuovi talenti e la difesa della cultura cinematografica con lungometraggi provenienti da oltre 80 Paesi.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale
I trofei della Berlinale (Ansa).

Berlinale 2026, quali sono le due coproduzioni italiane in concorso

Tra i film più attesi della 76esima Berlinale, come conferma anche Variety, c’è Rosebush Pruning di Karim Aïnouz, coproduzione tra Italia, Germania, Spagna e Regno Unito che vanta un cast stellare con Riley Keough, Callum Turner, Elle Fanning, Jamie Bell e Pamela Anderson. Satira contemporanea, si svolge in una villa spagnola dove i fratelli americani Jack, Ed, Anna e Robert vivono nell’isolamento e nella fortuna che hanno ereditato dalla loro famiglia. Quando il primo desidera cambiare casa per andare a vivere con la sua compagna e il secondo scopre la verità sul decesso della madre, il tessuto familiare inizia irrimediabilmente a disfarsi.

Seconda e ultima coproduzione italiana in concorso per l’Orso d’oro è Nina Roza Genevieve Dulude-de Celle, frutto della collaborazione fra il nostro Paese, il Canada, il Belgio e la Bulgaria. La trama si concentra su un mercante d’arte in viaggio dal Quebec verso la patria che ha abbandonato sperando di mettere gli occhi sui dipinti di una sfuggente ma talentuosa giovane donna, vero prodigio che vive nella campagna bulgara. Soltanto osservando le opere da vicino potrà infatti stabilire se si tratta di un vero genio oppure di un’ennesima frode. Nel cast, assieme a Galin Stoev, Ekaterina Stanina e Sofia Stanina, recita anche l’italiana Chiara Caselli.

Italia presente anche nella sezione Perpectives

Terza e ultima coproduzione italiana presentata nel programma ufficiale della Berlinale 2026 è The Red Hangar (Hangar rojo) di Juan Pablo Sallato. Realizzata dal nostro Paese assieme ad Argentina e Cile, si svolge nel 1973 durante il golpe cileno che portò alla presa del potere da parte di Pinochet. Questi film si aggiungono ai già annunciati Mambo Kids di Emanuele Tresca in Generation e Wax & Gold di Adama Bineta Sow nella sezione Berlinale Special Presentation. Presenti anche i corti Cosmonauts di Leo Černic e L’uomo più bello del mondo di Paolo Baiguera selezionati nei Berlinale Shorts.

Berlinale 2026, tre coproduzioni italiane nel programma ufficiale
La direttrice della Berlinale Tricia Tuttle (Ansa).

Gigante di Kronplatz, prima manche: il ritorno di Federica Brignone

Coraggio, grinta e grande cuore. A circa 10 mesi dal terribile infortunio agli Assoluti in Val di Fassa, Federica Brignone è tornata a gareggiare in Coppa del Mondo. Nella prima manche del Gigante di Kronplatz, la 35enne azzurra è partita con il pettorale numero 13 chiudendo con il sesto tempo momentaneo (poi settimo poiché superato da Maryna Gasielica-Daniel) ad appena 1.17 secondi dalla leader svedese Sara Hector. La Tigre di La Salle ha spinto il possibile anche sulla gamba reduce dall’infortunio, dimostrando di essere come prevedibile distante dal suo solito ritmo, ma testimoniando di non aver perso la classe mettendosi alle spalle talentuose sciatrici come Lena Duerr, Paula Moltzan, Valerie Grenier e Lara Colturi, tuttavia debilitata dalla febbre. Niente da fare invece per l’altra azzurra Sofia Goggia: la gara della bergamasca è durata appena 15 secondi per una caduta dopo aver esagerato ad alcune porte. Alle spalle di Brignone anche Lara Della Mea, che ha chiuso a 1.89 dalla leader.

Federica Brignone a Kronplatz: «Rotto il ghiaccio, non ho sentito dolore»

Terminata la prima manche del Gigante sul Plan De Corones, Federica Brignone ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni di Rai Sport. «È stato difficile, sono sempre stata tranquilla questi giorni ma quando ho messo i bastoni fuori ho pensato: “Non so se sono pronta”. Avevo paura di non andare abbastanza profonda», ha spiegato la Tigre di La Salle. «Sono partita un po’ rigida, poi mi sono ricordata di respirare e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, più mi scaldo e meglio sto, con l’adrenalina non ho sentito troppo dolore. Buon test, sono molto felice ma voglio ritrovare le mie sensazioni, come so sciare. Ora ho rotto il ghiaccio, spero di farlo nella seconda manche». Si torna in pista alle 13.30: la gara è in diretta sui canali Rai ed Eurosport.

Australian Open, Sinner avanza al secondo turno

Tutto facile al primo turno degli Australian Open 2026 per Jannik Sinner. L’azzurro, campione in carica e numero due del ranking mondiale, ha superato il francese Hugo Gaston, costretto al ritiro per un problema fisico al termine del secondo set quando era sotto nel punteggio per 6-2, 6-1. Debilitato, il transalpino è uscito in lacrime dalla Rod Laver Arena dopo poco più di un’ora di gioco. L’altoatesino attende ora uno fra l’australiano James Duckworth, numero 88 del mondo e presente in tabellone grazie a una wild card, e il croato Dino Prizmic, 127esimo nel ranking e ripescato come Lucky Loser.

LEGGI ANCHE: Australian Open 2026, i risultati degli italiani al primo turno

Jannik Sinner dopo il successo: «Non volevo vincere così, lui ha grande talento»

«Non volevo vincere così, Hugo ha un grande talento e un grande tocco», ha spiegato Sinner, che ha subito consolato il suo avversario nel momento del ritiro, dopo la vittoria. «Ho visto che non stava servendo forte nel secondo set». Poi spazio anche a un’analisi sul proprio gioco e sulle sue condizioni fisiche e tattiche. «Sono contento della partita e per come ho giocato», ha concluso l’altoatesino. «Mi sento pronto, ho lavorato molto. L’esibizione con Felix (Auger-Aliassime, ndr.) è servita, anche se le partite ufficiali sono diverse. Ero un po’ teso all’inizio, ma devo anche pensare a divertirmi. Ci si allena per questo».

Australian Open 2026, da Musetti a Sonego: i risultati degli italiani nella notte

Tre passaggi del turno e due eliminazioni: è il bilancio azzurro della notte fra lunedì 19 e martedì 20 gennaio agli Australian Open 2026, che si apprestano a chiudere il match di primo turno. Avanzano Lorenzo Sonego e Lorenzo Musetti, rispettivamente contro Carlos Taberner e Raphael Collignon, che ora sono attesi dal derby al secondo turno. Bene anche Luciano Darderi, che supera in tre set tirati il cileno Cristian Garin. Eliminati Luca Nardi, battuto dal cinese We Yibing, e nel femminile Elisabetta Cocciaretto, che arrivava dalle fatiche per la vittoria al Wta 250 di Hobart. Alle ore 9 in campo invece Jannik Sinner, ultimo italiano impegnato nel primo turno, che affronterà il francese Hugo Gaston.

Australian Open 2026, da Musetti a Sonego: i risultati degli italiani nella notte
Lorenzo Musetti agli Australian Open 2026 (Ansa).

Australian Open 2026, Musetti fatica ma batte Collignon: troverà Sonego

Debutto complesso e più intenso del previsto per Lorenzo Musetti agli Australian Open. Il carrarino avanza al secondo turno dopo aver battuto il belga Raphael Collignon, numero 72 del ranking Atp, costretto al ritiro nel quarto set sul punteggio di 4-6, 7-6, 7-5, 3-2 in favore dell’azzurro. Per Musetti una partita in crescendo, con i primi due parziali segnati profondamente da problemi al servizio che gli hanno fatto perdere per tre volte la battuta. Nel terzo, quando era avanti 4-2, il belga ha accusato grossi guai fisici, vedendosi costretto a chiedere l’intervento del fisioterapista sul 4-4 prima di cedere cinque dei sei game successivi. «Ho faticato a trovare ritmo», ha spiegato Musetti alla fine del match. «Applausi a Collignon, ha giocato una grande partita».

Al secondo turno, Musetti è atteso dal derby azzurro contro Lorenzo Sonego, che ha invece battuto agevolmente lo spagnolo Carlos Taberner in tre set con il punteggio di 6-4, 6-0, 6-3. Il torinese, che ha concesso solamente un break al suo avversario nel terzo set, ha chiuso l’incontro con 12 ace e il 70 per cento di prime palle in campo, rafforzate da una resa dell’81 per cento. Proprio il servizio ha fatto la differenza, con lo spagnolo danneggiato da ben 11 doppi falli in 13 game alla battuta. Passa al secondo turno anche Luciano Darderi: l’italoargentino ha eliminato il cileno Cristian Garin con il punteggio di 7-6, 7-5, 7-6 in tre ore di partita. Debutto tutt’altro che semplice per l’azzurro che nel finale ha dovuto fare i conti anche con alcuni problemi di stomaco. Attende ora lo spagnolo Sebastian Baez che ha superato in cinque set il francese Giovanni Mpetshi Perricard.

Eliminati Luca Nardi ed Elisabetta Cocciaretto

Niente da fare invece per Luca Nardi, alla seconda partecipazione nel main draw di Melbourne. Il pesarese si è dovuto arrendere al cinese Wu Yibing in quattro set con il punteggio di 7-5, 4-6, 6-4, 6-2 in tre ore esatte di gioco. Per l’azzurro, che non ha quasi mai trovato il ritmo per impensierire il suo avversario, si tratta della terza sconfitta su altrettanti match giocati dall’inizio della stagione 2026. Il 26enne di Hangzhou torna dunque a vincere in uno Slam due anni e mezzo dopo l’ultima volta. Nel femminile si è fermata invece Elisabetta Cocciaretto: la campionessa del Wta 250 di Hobart è infatti stata battuta al primo turno dall’austriaca Julia Grabher, 95esima del ranking, per 7-5, 2-6, 6-4 in due ore e mezza di gioco. Un risultato che lascia molti rimpianti all’azzurra, che non ha saputo sfruttare i 10 doppi falli e 56 errori gratuiti della sua avversaria.

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Elisabetta Cocciaretto (Ansa).

Ottimo esordio nel doppio femminile per Errani e Paolini

Tutto facile infine nel doppio femminile per Sara Errani e Jasmine Paolini, teste di serie numero due del torneo. Le azzurre, che giocavano il loro primo match ufficiale in coppia dalle Finals di Riyad dello scorso novembre, hanno battuto la britannica Maia Lumsden e la cinese Qianhui Tang 6-3, 6-2 in un’ora e 19 minuti. Al secondo turno attendono le australiane Birrel/Gibson oppure le giapponesi Kobori/Shimizu, in campo nella giornata di mercoledì 21 gennaio.