Cos’è il norovirus, che nel Villaggio Olimpico ha colpito quattro giocatrici finlandesi di hockey

Allarme norovirus nel Villaggio Olimpico di Milano. Quattro giocatrici della nazionale finlandese di hockey su ghiaccio sono risultate positive al norovirus, altamente contagioso e causa di gastroenteriti acute. Le atlete sono state isolate, al pari delle loro compagne di stanza. Tutto questo a poche ore dal debutto nel torneo olimpico, previsto la sera del 5 febbraio contro il Canada. La Finlandia (bronzo a Pechino 2022), per scendere in campo dovrà schierare almeno 17 giocatrici, incluse due portiere, cosa a questo punto non scontata. La squadra in via precauzionale ha annullato gli allenamenti e gli impegni con i media. Le cose da sapere sul norovirus.

Cos’è il norovirus

Il norovirus, altamente contagioso e causa più comune di gastroenterite acute, provoca vomito, diarrea, crampi addominali e talvolta febbre. Il periodo di incubazione del virus è di 12-48 ore, mentre l’infezione dura dalle 12 alle 60 ore. Il norovirus viene trasmesso tra persone che vivono in prossimità e condividono gli stessi spazi, soprattutto se manca una corretta igiene delle mani. Può diffondersi rapidamente attraverso superfici contaminate, alimenti o liquidi: questo rende difficile intercettare tempestivamente i primi casi. Come detto, nella maggior parte dei soggetti l’infezione si risolve in pochi giorni. Ma i sintomi possono essere debilitanti, soprattutto per persone fragili o atleti sottoposti a sforzi intensi.

Malagò beffato per un voto: non entra nel board del Cio

Giovanni Malagò, ex presidente del Coni e attuale membro del Cio, nonché numero uno della Fondazione Milano-Cortina, non è stato eletto nel consiglio esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale. Malagò è stato superato di misura al ballottaggio dal cileno Neven Ilic, presidente dell’Organizzazione Sportiva Panamericana: nella prima votazione, a cui hanno partecipato 98 membri avevano ottenuto 48 voti a testa (con due astensioni). Si tratta di una doppia beffa per il manager italiano, visto che l’elezione (a scrutinio segreto) si è svolta a Milano – dove è in corso la 145esima assemblea del Cio -, sede dei Giochi Olimpici invernali alle porte.

Malagò beffato per un voto: non entra nel board del Cio
Giovanni Malagò (Imagoeconomica).

Malagò: «Accetto con serenità l’esito del voto»

«Accetto con serenità l’esito del voto. Ho sempre considerato i ruoli internazionali come un servizio al movimento sportivo, non come un traguardo personale. Continuerò a lavorare con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre, mettendo a disposizione esperienza, relazioni e senso delle istituzioni, come ho fatto in tutti questi anni», ha dichiarato Malagò. Del board del Cio fanno parte il presidente (attualmente è Kirsty Coventry), quattro vicepresidenti e 10 membri.

Il New York Times boccia l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina

Ancora non c’è stata la cerimonia di apertura, ma i Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina sono stati già bocciati. Almeno dal New York Times e in particolare dal corrispondente Jason Horowitz, autore di un pezzo ironicamente titolato: «Trekking tra le sedi dei Giochi Invernali in Italia? Meglio non avere fretta». Al centro dell’articolo le enormi distanze tra le sedi di gara, che si trovano «a centinaia di chilometri l’una dall’altra». E «anche quelle apparentemente più vicine sono separate da strade di montagna tortuose e ghiacciate e da vaste valli», osserva Horowitz, che forse per aggiungere un po’ di colore al pezzo racconta di essere stato soccorso da un atleta di curling su una strada ghiacciata.

Il New York Times boccia l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina
L’articolo sul sito del New York Times.

L’Italia ha però esaudito le richieste del Cio

Quelli di Milano-Cortina saranno infatti Giochi “diffusi” con varie sedi sparse in tre Regioni (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige): «Le Olimpiadi si svolgeranno in otto località su circa 22 mila chilometri quadrati del nord Italia, una situazione che ha spinto i funzionari ad accogliere ogni nuovo tunnel, incremento dei servizi ferroviari o estensione delle linee di autobus come una piccola vittoria di fronte alle difficoltà organizzative», scrive Horowitz. Una scelta di sostenibilità, senza la costruzione di grandi opere ingegneristiche, evidentemente non apprezzata dal corrispondente del Nyt. L’Italia ha però esaudito in pieno le richieste del Cio, che dopo le enormi somme spese nei lavori per Pechino e Sochi aveva invitato le città candidate a privilegiare impianti esistenti.

Il New York Times boccia l’organizzazione delle Olimpiadi di Milano-Cortina
Le sedi dei Giochi Olimpici invernali (Confcommercio).

Il racconto tra cantieri, app e una stoccata a Salvini

Per orientare atleti e spettatori, gli organizzatori – che hanno presentato la strategia diffusa come un’opportunità per esplorare porzione più ampia del territorio italiano – hanno anche lanciato una app ufficiale per i trasporti. Ebbene, il Horowitz spiega che, per uno spostamento tra Cortina e Livigno, viene consigliato un itinerario con mezzi pubblici e a piedi dalla durata di ben 18 ore e 6 minuti. Critiche anche al rush finale prima dell’inaugurazione, che ha costretto Horowitz a veri e propri slalom tra coni arancioni e cantieri. Nel pezzo hanno trovato poi spazio la storia del bambino fatto scendere da un bus in Cadore perché non aveva il biglietto olimpico e una stoccata a Matteo Salvini: «Lo spirito olimpico sembra aver portato via il populista antimmigrazione di estrema destra: ha perfino ringraziato i lavoratori stranieri che hanno contribuito alla costruzione del tunnel (a Tai di Cadore, ndr). Ma fino a un certo punto, perché ha precisato che i lavoratori immigrati non devono essere confusi con quelli che infestano le nostre stazioni».

Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura

Sono stati annunciati i nomi dei 10 portabandiera che accompagneranno il vessillo olimpico durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, in programma venerdì 6 febbraio alle 20 presso lo Stadio San Siro di Milano. L’elenco delle personalità, scelte dal Comitato olimpico internazionale e da Fondazione Milano Cortina 2026, comprendono atlete e atleti ma anche figure che, per il valore delle loro storie umane e professionali, incarnano i principi di pace, unità e solidarietà che ispirano il Movimento olimpico. In linea con lo spirito dei Giochi diffusi, la bandiera olimpica sfilerà, oltre che a San Siro (con otto portabandiera), anche a Cortina (con due).

Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura
Olimpiadi 2026, chi sono i 10 portabandiera della cerimonia di apertura

Chi porterà la bandiera olimpica a Milano

Ecco i nomi di coloro che porteranno la bandiera olimpica a Milano:

  • Tadatoshi Akiba (Giappone). Sindaco di Hiroshima dal 1999 al 2011, si è distinto per il suo impegno globale a favore del disarmo nucleare. È stato inoltre un membro attivo dei Mayors for peace, organizzazione internazionale dedicata alla promozione della pace.
  • Rebeca Andrade (Brasile). Si tratta dell’atleta olimpica più premiata nella storia del suo Paese. Simbolo di perseveranza e resilienza (ha subito numerosi infortuni che più volte l’hanno fatta pensare al ritiro), ha partecipato a tre Olimpiadi (Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024), e vinto la medaglia d’oro in volteggio (Tokyo 2020) e corpo libero (Parigi 2024). Sostiene attivamente le cause legate ai diritti delle donne, alla sostenibilità e all’educazione.
  • Maryam Bukar Hassan (Nigeria). Nominata UN Global peace advocate a luglio 2025, è un’artista e poetessa di fama internazionale impegnata nella promozione della parità di genere, dell’empowerment giovanile e nella costruzione di una pace più inclusiva e duratura.
  • Nicolò Govoni (Italia). Scrittore e attivista, è ceo e presidente di Still I Rise, organizzazione umanitaria dedicata a contrastare la crisi globale dell’educazione.
  • Filippo Grandi (Italia). Alto commissario delle Nazioni unite per i rifugiati dal 2016 al 2025, ha decenni di esperienza umanitaria in Africa, Medio Oriente e Asia. Vicepresidente della Olympic refuge foundation, è stato insignito dell’Olympic laurel alle Olimpiadi di Parigi 2024, riconoscimento che premia figure di spicco per i loro contributi in ambito educativo, culturale, sociale e di promozione della pace attraverso lo sport.
  • Eliud Kipchoge (Kenya). Considerato uno dei più grandi maratoneti di sempre, ha partecipato cinque volte ai Giochi (Atene 2004, Pechino 2008, Rio 2016, Tokyo 2020, Parigi 2024). Nel 2019 ha superato i limiti del potenziale umano correndo una maratona in meno di due ore (1:59:40) a Vienna, diventando un simbolo globale di eccellenza, disciplina e perseveranza.
  • Cindy Ngamba (Camerun). Atleta del Refugee olympic team, ai Giochi di Parigi 2024 è stata la prima sportiva appartenente a questa squadra a conquistare una medaglia olimpica (bronzo in pugilato).
  • Pita Taufatofua (Tonga). Primo atleta tongano ad aver rappresentato il proprio Paese sia ai Giochi Olimpici Estivi (taekwondo a Rio 2016 e Tokyo 2020) sia ai Giochi Olimpici Invernali (sci di fondo a PyeongChang 2018), sposa le cause dell’empowerment giovanile, dell’educazione e della resilienza climatica nel Pacifico. Il suo impegno gli è valso la nomina a Unicef Pacific ambassador, ruolo in cui sostiene i diritti, l’educazione e la salute dei bambini.

Chi porterà la bandiera olimpica a Cortina

Porteranno invece la bandiera a Cortina:

  • Franco Nones (Italia). È stato il primo campione olimpico italiano nella storia dello sci di fondo. Vinse la medaglia d’oro nella 30 km ai Giochi di Grenoble del 1968, interrompendo così il lungo dominio degli atleti scandinavi nella disciplina.
  • Martina Valcepina (Italia). Gareggia per le Fiamme Oro e fa parte della Nazionale italiana di short track. Ha vinto tre medaglie Olimpiche tra il 2014 e il 2018 – due argenti e un bronzo, tutti ottenuti nelle staffette.

Doping Olimpiadi: cos’è il letrozolo, la sostanza a cui Rebecca Passler è risultata positiva

L’atleta italiana Rebecca Passler è rimasta coinvolta nel primo caso di doping delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. In un controllo fuori competizione, la sportiva altoatesina è stata trovata positiva al letrozolo, la stessa sostanza che in passato mise nei guai anche la tennista Sara Errani.

Cos’è il letrozolo

Il letrozolo è un farmaco usato prevalentemente in casi oncologici nel trattamento di donne in postmenopausa con tumore al seno iniziale positivo ai recettori ormonali. Incluso nella categoria S4 del Codice antidoping che comprende i Modulatori ormonali e metabolici, non ha effetti dopanti di per sé ma viene adoperato per ridurre gli alti livelli di estrogeni dovuti agli anabolizzanti, motivo per cui è vietato dalla Wada. Utilizzarlo per doparsi, date le sue modeste potenzialità, ha poco senso; le rare positività in archivio sono spesso dovute a contaminazioni o incauta assunzione.

Finale maschile Australian Open 2026, quando si gioca Alcaraz-Djokovic e dove vederla

Appuntamento con la storia. Comunque vada, la finale maschile degli Australian Open 2026 resterà indelebile nelle memorie degli appassionati di tennis per sempre. Sì, perché i due contendenti si giocheranno un record che difficilmente potrà essere battuto. In campo, il numero uno del mondo Carlos Alcaraz e l’eterno Novak Djokovic, capace a 38 anni di eliminare dopo quattro ore di gioco Jannik Sinner che già pregustava il terzo successo di fila. Lo spagnolo scenderà in campo per diventare il più giovane a conquistare i quattro Slam, il serbo per vincere il 25esimo e diventare ancor più leggenda di questo sport. La data da cerchiare in rosso sul calendario è il primo febbraio, alle 9.30 del mattino italiano. Il match sarà visibile sui canali Eurosport, in streaming su Dazn, Tim Vision, Prime Video Channels e HBO Max.

Alcaraz-Djokovic, come arrivano i due tennisti e i record all’orizzonte

Finale maschile Australian Open 2026, quando si gioca Alcaraz-Djokovic e dove vederla
Djokovic agli Australian Open 2026 (Ansa).

A 22 anni e 272 giorni, Carlos Alcaraz si avvicina a un nuovo, incredibile record della sua giovane ma già brillante carriera. Vincendo a Melbourne contro Djokovic, il murciano conquisterebbe il suo primo Australian Open, diventando il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam, ossia a conquistare almeno una volta tutti e quattro i major della stagione. In bacheca vanta infatti già due Roland Garros consecutivi (2024-2025), due Wimbledon di fila (2023-2024) e due US Open (2022 e 2025). Lo spagnolo arriva in finale dopo aver vinto agevolmente i primi turni, superando il padrone di casa Adam Walton, il tedesco Yannick Hanfmann e il francese Corintin Moutet in tre set. Nette le vittorie su Tommy Paul e Alex De Minaur, prima della battaglia da cinque ore e mezza contro Sasha Zverev. A un passo dalla sconfitta e in preda ai crampi, ha vinto 7-5 al quinto.

Decisamente più riposato, almeno considerando il computo totale di ore sul terreno di gioco, Novak Djokovic. Il serbo ha eliminato Pedro Martinez, Francesco Maestrelli e Botic van de Zandschulp senza cedere un set. Poi il walk over per il ritiro di Jakub Mensik agli ottavi prima di affrontare ai quarti di finale Lorenzo Musetti. Avanti due set a zero, l’azzurro ha dovuto lasciare il campo per un infortunio alla coscia, liberando la strada a Nole per la semifinale. «Ero sulla via di casa», avrebbe detto il serbo dopo la partita. «Oggi sono stato fortunato». Contro Jannik Sinner ha però dato prova ancora una volta della sua infinita classe: sotto di un set sia sull’1-0 sia sul 2-1, ha rialzato la testa combattendo colpo su colpo e raggiungendo l’11esima finale a Melbourne. All’orizzonte il record di 25 Slam in carriera per staccare definitivamente Margareth Smith Court ferma a 24.

I confronti diretti tra i due finalisti degli Australian Open

Finale maschile Australian Open 2026, quando si gioca Alcaraz-Djokovic e dove vederla
Carlos Alcaraz agli Australian Open 2026 (Ansa).

Agli Australian Open 2026 andrà in scena il decimo scontro diretto tra Alcaraz e Djokovic, con il serbo avanti 5-4 nei precedenti. L’ultimo match tra i due risale agli Us Open dello scorso anno, quando si impose lo spagnolo in tre set con il punteggio di 6-4, 7-6, 6-2. Nel 2025 si erano affrontati anche a Melbourne, nei quarti di finale dello Slam, con il fuoriclasse di Belgrado capace di spezzare il sogno del Career Grand Slam di Carlitos in rimonta per 4-6, 6-4, 6-3, 6-4. La sfida è valsa anche due finali di Wimbledon consecutive fra il 2023 e il 2024, entrambe vinte da Alcaraz. Il 22enne di Murcia aveva anche trionfato nel primo match, valido per la semifinale di Madrid 2022 dopo una lunga battaglia terminata 6-7, 7-5, 7-6.

Australian Open, Djokovic è in finale: Sinner ko dopo quattro ore

Spettacolo puro sul cemento di Melbourne. Dopo le cinque ore e mezza del match tra Carlos Alcaraz e Sasha Zverev, vinto dallo spagnolo per 7-5 al quinto, è show anche tra il campione in carica Jannik Sinner e il 10 volte vincitore degli Australian Open Novak Djokovic. Con una prova da vero fenomeno, tra le migliori della sua carriera, il fuoriclasse serbo si regala la finale contro Carlos Alcaraz dopo una battaglia di quattro ore finita ben oltre l’1 di notte. Il punteggio finale è di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4. Sfuma per l’altoatesino il terzo successo di fila a Melbourne e il quinto Slam in carriera. La finale è in programma domenica primo febbraio nella mattinata italiana.

Sinner-Djokovic, la cronaca della semifinale

Sinner si presenta alla semifinale degli Australian Open contro Djokovic forte dei cinque successi di fila contro il campione serbo e dei due titoli vinti a Melbourne negli ultimi anni. Pronti via ed è subito break per l’altoatesino che mette il piede sull’acceleratore e sale rapidamente 3-0. Nole evita poco dopo di cedere la battuta per la seconda volta di fila, ma non riesce a rientrare nel parziale, che va a Sinner per sei giochi a tre. Quasi diametralmente opposto l’andamento del secondo set. Il 10 volte campione agli Australian Open (24 a livello Slam) parte forte e strappa la battuta all’azzurro salendo 3-1 e difendendosi dal suo tentativo di rientro immediato. Nole annulla una palla break anche nel settimo gioco prima di chiudere al nono e “restituire” il 6-3 a Sinner. Un set pari.

Australian Open, Djokovic è in finale: Sinner ko dopo quattro ore
Jannik Sinner nella semifinale degli Australian Open 2026 (Ansa).

Si riparte nel terzo con grande equilibrio, tanto che il primo a dover fronteggiare palla break è Sinner nel quinto game. Forte delle ottime prestazioni al servizio (a fine partita sarà record di ace in carriera in un match dello Slam), l’azzurro tiene a zero la battuta sul 3-3 e sul 4-4. Fatali per Djokovic le prime due palle break concesse in tutto il parziale: Jannik sfrutta tre errori del serbo e piazza il break nel momento più opportuno, chiudendo 6-4. La riscossa del campione è immediata: con due dritti di pregevole fattura, Djokovic strappa il servizio a Sinner alla seconda occasione e riaccende gli spalti della Rod Laver Arena. Sarà l’unico break del parziale, con Nole costretto a salvare due palle break nell’ottavo gioco. Grinta e classe, sorretti da un’ottima prima, sono sufficienti per portare la sfida al quinto: come nei primi due set, risultato speculare: 6-4 Djokovic.

Il quinto set

Con una resilienza invidiabile, Djokovic tiene botta anche nel quinto: salva due palle break nel primo game al servizio in cui si è trovato sotto 15-40 e resta aggrappato alla partita. Sinner tiene la battuta con il 22esimo e il 23esimo ace della partita e, in risposta, si procura altre due palle break di fila sul 15-40: due lungolinea spettacolari di Djokovic cancellano le chance, ma Jannik ne ha una terza: va a segno Nole e tiene la parità. Nonostante le quattro possibilità, è proprio l’azzurro a cedere per primo la battuta: nel settimo game Nole porta il numero due del mondo ai vantaggi con un diritto fulmineo che gli vale la palla break: è passata ormai l’una di notte ed è 4-3 per lui.

L’azzurro reagisce subito e sale 0-40 procurandosi tre palle break consecutive: come avvenuto nella finale contro Alcaraz al Roland Garros 2025, Sinner non riesce a sfruttarle. Un rovescio largo di un dito dell’azzurro regala a Nole la palla per il 5-3, sfruttata con l’ace. Il game successivo è interlocutorio e l’azzurro lo domina tenendo la battuta a zero, sapendo di doversi giocare tutto in quello in risposta. Un ottimo servizio esterno e un grave errore di dritto di Sinner fanno scappare il serbo sul 30-0. Sul secondo match point Nole però sbaglia un incredibile colpo dal centro del campo e si va ai vantaggi. Se ne procura un terzo con un servizio vincente e lo sfrutta, facendo esplodere la Rod Laver Arena. Sono quasi le 2 del mattino e alza le braccia al cielo: a 38 anni ha compiuto un’impresa.

Finale femminile Australian Open 2026, quando si gioca Sabalenka-Rybakina e dove vederla

Sarà ancora una volta Aryna Sabalenka contro Elena Rybakina, che si confermano le due tenniste più in forma del periodo nel circuito Wta. La bielorussa e la kazaka si affronteranno per la quindicesima volta in carriera a distanza di poche settimane dalla loro ultima sfida, valsa il titolo alle Wta Finals di Riyad. A novembre 2025 si impose la numero cinque del mondo, qualificatasi per ultima al torneo, in due set. La finale degli Australian Open si giocherà sabato 31 gennaio, in diretta dalla Rod Laver Arena alle 9.30 italiane: match disponibile sui canali Eurosport, visibili su Dazn, Tim Vision, Amazon Prime Channels e HBO Max. Prima toccherà ai doppi: alle 2 italiane della notte tra il 30 e il 31 ci sarà la sfida femminile tra Mertens e Zhang, numero quattro del seeding, e la coppia Danilina-Krunic. A seguire il maschile: Polmans/Kubler-Harrison/Skupski.

LEGGI ANCHE: Australian Open 2026, il montepremi: quando guadagnano i vincitori

Sabalenka-Rybakina: come arrivano le tenniste alla finale degli Australian Open 2026

Finale femminile Australian Open 2026, quando si gioca Sabalenka-Rybakina e dove vederla
Aryna Sabalenka agli Australian Open 2026 (Ansa).

Aryna Sabalenka, indiscussa numero uno del ranking Wta (più di 2 mila i punti di vantaggio su Iga Swiatek seconda), si presenta alla finale degli Australian Open per la quarta volta consecutiva: è la prima a riuscirci dai tempi di Martina Hingis, a cavallo tra la fine Anni 90 e i primi 2000. Ci è arrivata tra l’altro senza aver ancora mai lasciato un set alle sue avversarie. Dopo aver liquidato nei primi due turni la francese Tiantsoa Rakatomanga Rajaonah e la cinese Bai Zhouzhan agevolmente, la 27enne di Minsk ha faticato contro la polacca Anastasija Potapova, battuta in due tiebreak (tirato soprattutto il secondo, chiuso 9-7). Più rapide poi le vittorie su Victoria Mboko e Iva Jovic, che nel suo cammino aveva eliminato la nostra Jasmine Paolini. In semifinale netto 6-2, 6-3 all’ucraina Elina Svitolina.

Elena Rybakina, certa di chiudere gli Australian Open da numero tre al mondo, giocherà sul cemento di Melbourne appena la terza finale Slam in carriera, la prima dal 2023 quando perse a Melbourne proprio da Sabalenka. Anche per lei un percorso netto da inizio torneo, in cui non ha ancora perso nemmeno un set. Battute in sequenza Kaya Juvan, Varvara Gracheva e Tereza Valentova nei primi tre turni. Poi netto 6-1, 6-3 alla belga Elise Mertens e un altrettanto deciso 7-5, 6-1 alla numero due del mondo Iga Swiatek. Combattuta invece la semifinale contro l’americana Jessica Pegula, battuta in due set con il punteggio di 6-3, 7-6 (9-7 nel tiebreak).

I precedenti tra le due tenniste: Rybakina avanti nel computo totale

Finale femminile Australian Open 2026, quando si gioca Sabalenka-Rybakina e dove vederla
Sabalenka e Rybakina alle Wta Finals 2025 (Ansa).

La finale degli Australian Open 2026 sarà il quindicesimo confronto in carriera tra le due tenniste, che si incrociarono la prima volta nei quarti di Wuhan del 2021 (vittoria della bielorussa, all’epoca numero nove del ranking Wta). Quattro i match nel solo 2025 con due vittorie per parte: oltre alla già citata finale delle Finals di Riyad (6-3, 7-6), la kazaka aveva superato la bielorussa anche nei quarti di Cincinnati sempre in due set. La 27enne di Minsk si era invece aggiudicata i quarti di Wuhan con un doppio 6-3 e quelli di Berlino, match molto tirato chiuso con il punteggio di 7-6, 3-6, 7-6.

Crans Montana, annullata la discesa libera: paura per Vonn a pochi giorni dai Giochi

Annullata la discesa libera di Crans Montana, ultima gara prima delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e tappa che quest’anno ricorda le vittime della tragedia di Capodanno. Nella prima mezz’ora sono arrivate al traguardo solamente tre atlete su sei, dopo che l’austriaca Nina Ortlieb (scesa con il pettorale numero uno), la norvegese Marte Monsen (pettorale tre, portata via in barella) e la fuoriclasse americana Lindsey Vonn (sesto pettorale) sono cadute rovinosamente. La troppa neve e la poca visibilità hanno spinto quindi gli organizzatori ad annullare la discesa. Non partiranno dunque Sofia Goggia, qui vincitrice per quattro volte, e Federica Brignone, che con il pettorale 16 voleva mettersi alla prova con la velocità prima dei Giochi olimpici.

Crans Montana, paura per Lindsey Vonn: come sta la campionessa

Dopo le abbondanti nevicate delle ultime ore, che avevano costretto già all’annullamento delle prove di giovedì 29 gennaio, la discesa libera è scattata attorno alle ore 10. L’austriaca Ortlieb, partita per prima, è tuttavia scivolata finendo contro le reti di protezione, senza riportare per fortuna gravi conseguenze. La prima a registrare un tempo è stata la francese Romane Miradoli, prima che la gara si fermasse per un’altra caduta, stavolta peggiore, della norvegese Monsen alla penultima porta: caduta a pochi metri dal traguardo, ha anche perso il casco ed è stata portata via in barella con delle vistose ferite sul volto. Dopo la discesa di Jacqueline Wiles e Corinne Suter è toccato alla fuoriclasse Vonn. L’americana è però scivolata in una curva in alto, finendo anche lei nelle reti. Rimessasi in piedi nonostante il dolore al ginocchio sinistro, è arrivata a valle sugli sci. Si teme un infortunio serio pochi giorni prima delle Olimpiadi, con cui spera di chiudere la sua leggendaria carriera.

Crans Montana, annullata la discesa libera: paura per Vonn a pochi giorni dai Giochi
Lindsey Vonn a Crans Montana (Ansa).

Australian Open 2026, Alcaraz batte i crampi e Zverev: è in finale

Una semifinale che resterà negli annali del tennis. Carlos Alcaraz e Alexander Zverev hanno dato vita a una partita incredibile sulla Rod Laver Arena, durata cinque ore e mezza (la terza più lunga di sempre nella storia del torneo) e intrisa di colpi di scena e ribaltamenti di fronte. Alla fine, sotto il sole cocente di Melbourne, l’ha spuntata lo spagnolo numero uno del mondo, capace di resistere ai crampi e alla rimonta del tedesco, che sotto due set a zero era riuscito a portare il match al quinto. Il punteggio recita 6-4, 7-6, 6-7, 6-7, 7-5. Grandi rimpianti per il 28enne di Amburgo, che ha avuto la possibilità di servire per la partita nel decimo gioco. Per il murciano invece sarà la prima finale in carriera agli Australian Open, unico torneo che gli manca per completare il Career Grand Slam. Incrocerà uno fra Jannik Sinner e Novak Djokovic.

Alcaraz dopo la vittoria: «Bisogna sempre credere in se stessi»

Stremato dal punto di vista fisico, Alcaraz non ha mai mollato mentalmente e lo ha testimoniato nell’intervista post-partita. «Credere. Credere sempre», ha detto il numero uno del mondo. «Dico sempre che bisogna credere in sé stessi, a prescindere dalle difficoltà che si stanno attraversando. Devi continuare a credere in te stesso in ogni momento. Stavo faticando a metà del terzo set. Dal punto di vista fisico è stata una delle partite più impegnative che abbia mai giocato nella mia giovane carriera. Mi ero già trovato in situazioni del genere, quindi sapevo cosa dovevo fare. Dovevo metterci il cuore e penso di esserci riuscito. Ho lottato fino all’ultimo punto. Sono estremamente orgoglioso del mio servizio e di come sono riuscito a rientrare nel match nel quinto set».

Alcaraz chiama il medical time out per i crampi, l’ira di Zverev: «È incredibile»

Il caldo torrido di Melbourne stavolta colpisce Carlos Alcaraz. Lo spagnolo, avanti di due set (6-4, 7-6) contro il tedesco Alexander Zverev nella semifinale degli Australian Open, cade vittima dei crampi nella seconda metà del terzo parziale e si lamenta con il suo angolo. «Non so cosa stia succedendo, ho vomitato», ha spiegato al suo angolo, presidiato dal nuovo coach Samu Lopez, subentrato a Juan Carlos Ferrero. «Devo prendere qualcosa?». Fermo sulle gambe e capace di giocare solo da fermo, il numero uno del mondo ha poi perso il parziale al tiebreak per sette punti a tre pur essendo stato a due punti dalla partita nell’undicesimo gioco. Dopo un inizio di quarto set in netta difficoltà fisica, ha ritrovato profondità dei colpi e una discreta agilità nel movimento allontanando lo spettro del ritiro.

Alcaraz chiama il medical time out per i crampi, l’ira di Zverev: «È incredibile»
Carlos Alcaraz vicino al suo angolo nel match contro Zverev (Ansa).

Alcaraz in preda ai crampi chiama il medical time out, l’ira del tedesco: «È incredibile»

Lento e poco reattivo, Alcaraz si è spesso fermato per stirare la gamba. Netto il cambio di strategia nel gioco, con un’incredibile quantità di palle corte che hanno mandato in confusione l’avversario e gli hanno permesso di restare aggrappato alla partita. Sotto 4-5, lo spagnolo ha chiamato il medical time out, ottenendo l’aiuto del fisioterapista che gli ha massaggiato la coscia in un’area leggermente più in basso rispetto a quella in cui si era infortunato Lorenzo Musetti nei quarti con Novak Djokovic. A questo punto, è arrivata la furia di Alexander Zverev. «È incredibile che venga curato per i crampi», ha sbottato il tedesco, richiamando il regolamento che vieterebbe l’intervento medico in casi simili. «È una str****a». Poi si è rivolto direttamente al supervisore del torneo: «State proteggendo questi due (Alcaraz e Sinner, ndr.) in ogni modo».

Alcaraz chiama il medical time out per i crampi, l’ira di Zverev: «È incredibile»
Alexander Zverev agli Australian Open 2026 (Ansa).

Il riferimento è, probabilmente, al match di Jannik Sinner contro l’americano Eliot Spizzirri, durante il quale l’azzurro ha dovuto superare violentissimi crampi accusati all’inizio del terzo set quando era sul punteggio di 1-1. In quel caso, seguendo tuttavia le nuove regole Heat Policy introdotta nel 2026, si era deciso di chiudere il tetto così da tutelare la salute dei due giocatori.

Australian Open 2026, il montepremi: quanto guadagnano i giocatori

Altro anno, altro record. Come ormai da tempo succede di edizione in edizione, il montepremi dei principali tornei del circuito Atp e Wta continuano a salire. Non fa eccezione l’Australian Open, primo Slam della stagione, che fa registrare le cifre più alte della sua storia. In palio ben 111,5 milioni di dollari australiani, poco più di 65 milioni di euro, con un aumento del 16 per cento rispetto al 2025 quando il computo totale si fermava a 96,5 milioni di dollari. Premi aumentati non solamente per l’assegno del vincitore, ma per tutti i turni, dalle qualificazioni fino al campione, con tutti i giocatori dei singolari e dei doppi che riceveranno circa il 10 per cento in più rispetto a chi li ha preceduti nell’albo d’oro. Ecco il dettaglio.

Australian Open 2026, il montepremi del singolare turno per turno

Australian Open 2026, il montepremi: quanto guadagnano i giocatori
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open 2025 (Ansa).

Nel 2025, Jannik Sinner e Madison Keys, campioni rispettivamente del singolare maschile e di quello femminile, staccarono un assegno di circa 3,5 milioni di dollari australiani, corrispondenti al cambio a circa 2,1 milioni di euro. Se quest’anno dovesse ripetersi, il campione azzurro oltre a conservare i 2 mila punti nel ranking Atp intascherebbe il 19 per cento in più. Ecco il montepremi dell’Australian Open 2026 turno per turno, partendo dalle qualificazioni:

Qualificazioni

Primo turno: 40.500 dollari (23 mila euro)

Secondo turno: 57 mila dollari (33 mila euro)

Terzo turno: 83.500 dollari (48 mila euro)

Main draw o tabellone principale

Primo turno: 150 mila dollari (86 mila euro)

Secondo turno: 225 mila dollari (129 mila euro)

Terzo turno: 327.750 dollari (188 mila euro)

Quarto turno: 480 mila dollari (275 mila euro)

Quarti di finale: 750 mila dollari (430 mila euro)

Semifinale: 1,25 milioni di dollari (717 mila euro)

Finale: 2,15 milioni di dollari (1,24 milioni di euro)

Campione: 4,15 milioni di dollari (2,38 milioni di euro)

Australian Open 2026, il montepremi per il tabellone del doppio

Australian Open 2026, il montepremi: quanto guadagnano i giocatori
Jannik Sinner con la coppa degli Australian Open 2025 (Ansa).

Come da tradizione, il montepremi riservato ai tabelloni del doppio maschile e di quello femminile è più basso rispetto a quello dei singolari. Ecco le cifre turno per turno, comprensive per entrambi i membri della coppia in campo.

Primo turno: 44 mila dollari (26 mila euro)

Secondo turno: 64 mila dollari (37 mila euro)

Terzo turno: 92 mila dollari (53 mila euro)

Quarti di finale: 158 mila dollari (92 mila euro)

Semifinale: 275 mila dollari (161 mila euro)

Finale: 485 mila dollari (284 mila euro)

Campioni: 900 mila dollari (527 mila euro)

Sinner-Djokovic: quando, a che ora e dove vedere la semifinale degli Australian Open 2026

Jannik Sinner a caccia del terzo Australian Open consecutivo. Dopo aver vinto le edizioni del 2024 e del 2025 rispettivamente contro Daniil Medvedev e Alexander Zverev, per tornare nuovamente in finale sul cemento di Melbourne l’altoatesino e numero due al mondo dovrà superare l’ostacolo Nole Djokovic. Tra l’azzurro e la terza corona consecutiva sulla Rod Laver Arena ci sarà infatti il fuoriclasse serbo, che in Australia ha vinto 10 dei suoi 24 titoli Slam in carriera. L’11esimo scontro diretto tra i due maestri della racchetta andrà in scena venerdì 30 gennaio con orario ancora da definire, ma non prima delle 4.30 del mattino. Diretta disponibile sui canali Eurosport, visibili in streaming su Dazn, Tim Vision, Amazon Prime Video Channels e HBO Max.

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Sinner-Djokovic, come arrivano i due tennisti alla semifinale

Sinner-Djokovic: quando, a che ora e dove vedere la semifinale degli Australian Open 2026
Jannik Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

Sinner e Djokovic, rispettivamente secondo e quarto nel ranking Atp e attesi dalla quinta semifinale Slam l’uno contro l’altro, arrivano all’appuntamento dopo percorsi nettamente diversi. L’azzurro, che al primo turno ha approfittato del ritiro di Hugo Gaston dopo due set, nel secondo si è sbarazzato agevolmente dell’australiano James Duckworth in tre parziali prima di faticare molto più del previsto al terzo contro l’americano Elliot Spizzirri. Debilitato soprattutto dal forte caldo che si è abbattuto su Melbourne durante la settimana, Sinner ha pagato le temperature torride del primo pomeriggio australiano, finendo preda dei crampi all’inizio del terzo set dopo aver perso il primo. Sfruttando le nuove regole Atp per contrastare caldo e umidità, che hanno spinto gli organizzatori a chiudere il tetto del campo, si è ripreso e ha portato a casa i successivi due set per 6-4.

A partire dal quarto turno, beneficiando anche della sessione serale Jannik ha superato dapprima il derby con Luciano Darderi – restando imbattuto contro giocatori italiani in carriera – e nel quarto di finale l’americano Ben Shelton, battuto per la nona volta consecutiva senza cedere neanche un set. Troverà ora Djokovic, che arriva in semifinale dopo aver battuto nettamente Pedro Martinez al primo turno, l’azzurro Francesco Maestrelli al secondo e Botic van de Zandschulp al terzo. Agli ottavi ha potuto approfittare del forfait di Jakub Mensik, mentre ai quarti del ritiro di Lorenzo Musetti proprio quando era avanti per due set a zero. «Ero sulla via di casa», ha confessato Djokovic a fine match. «Sono stato molto fortunato».

I precedenti tra i due tennisti: Jannik avanti 6-4

Sinner-Djokovic: quando, a che ora e dove vedere la semifinale degli Australian Open 2026
Sinner e Djokovic al Six Kings Slam 2025 (Ansa).

Jannik Sinner e Novak Djokovic si sono affrontati già 10 volte in carriera, con un bilancio di 6-4 per l’azzurro. Il primo match risale a Montecarlo 2021, quando il serbo si impose nettamente in due set. Andarono a Belgrado anche le due partite successive, giocate entrambe a Wimbledon nel 2022 e nel 2023: particolarmente dolorosa per l’azzurro la prima, valida per i quarti di finale, persa dopo essere andato avanti di due set. Conti alla mano, Nole non batte più il fenomeno di Sesto Pusteria dalle Atp Finals di Torino del 2023, quando dopo aver perso nel girone al tiebreak del terzo set conquistò la finale con un doppio 6-3. I due si incrociarono nuovamente pochi giorni dopo nella celeberrima semifinale di Coppa Davis, dove Sinner annullò tre match point consecutivi al serbo con il servizio prima di andare a prendersi la partita per 7-5 al terzo set.

Dopo quel giorno sono arrivate altre quattro sfide ufficiali, tra cui ben tre semifinali Slam in Australia nel 2024 e al Roland Garros e a Wimbledon l’anno dopo. Risultato? Sempre a favore di Sinner, che ha perso appena un set – il terzo sul cemento di Melbourne – in totale. «Questi sono i momenti per i quali ti alleni, per battere Djokovic devi essere al meglio», ha spiegato Sinner dopo la vittoria ai quarti degli Australian Open 2026 contro Shelton. «Siamo fortunati ad avere Novak qui, che gioca un tennis incredibile alla sua età».

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open

Sinner si conferma imbattibile sul cemento degli Australian Open. Con la 19esima vittoria consecutiva a Melbourne, l’altoatesino ha sconfitto l’americano Ben Shelton per la nona volta di fila e ha raggiunto ancora una volta la semifinale dopo quelle del 2024 e del 2025. Il campione in carica ha chiuso con il punteggio di 6-3, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco. Dopo aver strappato la battuta all’inizio sia del primo sia del secondo parziale, nel terzo Sinner ha rotto gli indugi nel nono gioco, piazzando l’allungo decisivo per mettere la parola fine alla partita al secondo match point. Lo attende ora la sfida a Novak Djokovic, che in precedenza aveva approfittato del ritiro di Lorenzo Musetti, avanti di due set, per passare il turno.

Sinner torna ancora in semifinale agli Australian Open
Jannik Sinner nel match contro Shelton agli Australian Open 2026 (Ansa).

Morto Franco Menichelli, ginnasta medaglia d’oro a Tokyo 1964

È morto Franco Menichelli, ex ginnasta oro nel corpo libero a Tokyo 1964 e vincitore in tutto di cinque medaglie in due edizioni delle Olimpiadi. Aveva 84 anni. Considerato il più grande atleta italiano in questa disciplina fino all’avvento di Jury Chechi, Menichelli dopo il ritiro – avvenuto nel 1973 – era stato allenatore della Nazionale maschile di ginnastica artistica fino al 1979. Nel 2003 è stato inserito nella International Gymnastics Hall of Fame.

Morto Franco Menichelli, ginnasta medaglia d’oro a Tokyo 1964
Franco Menichelli a Tokyo 1964 (Ansa).

Tutti i successi di Menichelli

Oltre all’oro nel corpo libero, a Tokyo aveva vinto anche l’argento negli anelli e il bronzo alle parallele. Ai Giochi Olimpici di Roma, nel 1960, si era aggiudicato due medaglie di bronzo: nel corpo libero e nel concorso generale a squadre. Nel corso della carriera aveva anche vinto cinque ori agli Europei (fu campione assoluto nel 1965) e tre bronzi ai Mondiali. Inoltre si era laureato sei volte campione nazionale nel concorso generale. Nel suo palmares, infine, otto ori ai Giochi del Mediterraneo. La carriera ad alti livelli di Menichelli si interruppe nel 1968 ai Giochi Olimpici di Città del Messico, dove subì la rottura del tendine d’Achille durante la fase finale della prova al corpo libero di qualificazione del concorso a squadre.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti

Il dominio su un 24 volte campione Slam per due set, poi l’imprevisto che infrange il sogno di tutti gli italiani. Lorenzo Musetti, autore di una delle migliori prestazioni in carriera, si è dovuto ritirare ai quarti degli Australian Open 2026 quando era avanti 2-0 su Novak Djokovic, fino ad allora in balia dei suoi colpi, un misto di eleganza e potenza. «Ero sulla via di casa», ha dichiarato il fuoriclasse serbo, 10 volte vincitore a Melbourne. «Oggi il migliore in campo è stato lui, io sono stato solo molto fortunato». A fermare Musetti è un nuovo problema all’anca, che all’inizio del terzo parziale gli ha completamente impedito di correre, costringendolo ad alzare bandiera bianca sul punteggio di 1-3 per Djokovic. L’ennesimo fastidio muscolare che richiama alla memoria quanto accaduto durante la stagione sul rosso 2025.

Musetti, l’infortunio e le lacrime: cos’è successo nei quarti con Djokovic

Sebbene il match si sia fermato dopo quattro giochi del terzo set, le prime avvisaglie di un problema erano arrivate già durante il secondo parziale, con Musetti che ha lamentato qualcosa al suo angolo. «Rilassati, stai vincendo», lo aveva rassicurato José Perlas, coach del carrarino dallo scorso dicembre. E così l’azzurro, approfittando anche una prestazione sottotono di Djokovic condita da oltre 30 errori non forzati, era riuscito a portarsi avanti di due set. A inizio del terzo, dopo aver subito il break del 2-1 e aver chiamato il fisioterapista, Musetti si è di nuovo consultato con il suo team, stavolta con maggior preoccupazione in viso: «Ho una sfiga ragazzi…». Poi la risposta di Perlas: «Sei tu che conosci il tuo corpo, decidi liberamente. Io appoggerò qualunque scelta». Da qui, il ritiro, forse per evitare danni peggiori in vista del prosieguo della stagione.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti
Musetti durante il match con Djokovic agli Australian Open 2026 (Ansa).

Musetti è così il primo giocatore dell’Era Open a ritirarsi in un quarto di finale Slam avanti di due set. Lo scorso anno, un caso simile è avvenuto negli ottavi di Wimbledon, con il bulgaro Grigor Dimitrov costretto a lasciare il campo quando era avanti di due parziali contro Jannik Sinner (6-3, 7-5, 2-2). Sfuma per Musetti anche il sorpasso in classifica allo stesso Djokovic e ad Alexander Zverev, a oggi rispettivamente numero tre e quattro del ranking Atp. In caso di successo, infatti, il carrarino sarebbe salito per la prima volta sul terzo gradino del podio mondiale, alle spalle dei soli Alcaraz e Sinner, scrivendo un’altra pagina di storia del tennis italiano.

Montecarlo, Roland Garros e Hong Kong: i precedenti che preoccupano

Per provare nuovamente l’attacco al podio del ranking bisognerà recuperare e soprattutto valutare l’entità di un infortunio che ricorda da vicino altri problemi fisici accusati da Musetti nella stagione 2025. A Montecarlo, infatti, dovette arrendersi in finale contro Alcaraz dopo che un guaio muscolare alla gamba destra – la stessa cui ha avvertito dolore oggi – lo aveva condizionato per tutto il terzo set, perso 6-0. Poche settimane dopo, il carrarino aveva dovuto alzare bandiera bianca, sempre in un match contro lo spagnolo, al Roland Garros, fermandosi al quarto set della semifinale dopo aver giocato alla pari con il numero uno iberico. Quella volta si trattò di un problema agli adduttori della gamba sinistra, che compromisero anche la stagione sull’erba, facendogli saltare il Queen’s e non consentendo una preparazione ottimale per Wimbledon, con conseguente uscita al primo turno.

L’infortunio contro Djokovic e i precedenti: cos’è successo a Musetti
L’infortunio di Musetti al Roland Garros 2025 (Ansa).

Musetti aveva iniziato anche la stagione 2026 con l’ennesimo infortunio. A Hong Kong, primo torneo dell’anno, ha perso la finale contro Alexander Bublik anche per via di un guaio al braccio destro per cui ha chiesto due volte il medical time out. Si è trattato della settima finale consecutiva persa dal tennista italiano in poco più di tre anni, se si esclude quella per la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Parigi 2024. Anche a Melbourne, nei match di esibizione pre-torneo, si era fermato per un fastidio all’anca. Nel secondo set contro Zverev, dopo che il tedesco aveva vinto il primo al tie break, l’azzurro aveva sentito dolore all’anca, chiedendo l’intervento del fisioterapista. Dopo un breve trattamento, la decisione di non rischiare per non compromettere il torneo.

Australian Open, Musetti avanza di due set contro Djokovic poi si ritira

Lorenzo Musetti si ritira all’inizio del terzo set e Novak Djokovic vola in semifinale agli Australian Open. È questo il colpo di scena che chiude il quarto di finale sulla Rod Laver Arena, quando l’azzurro era avanti di due set, 6-4 6-3, dopo aver giocato una delle sue partite più solide contro il serbo. Musetti aveva preso il controllo del match fin dall’avvio, sfruttando gli errori di Djokovic e imponendo il suo ritmo negli scambi. Però, all’inizio del terzo parziale, qualcosa si spezza. Sul punteggio di 1-2, l’azzurro chiede il medical time-out per un problema muscolare alla coscia destra, forse lo stesso problema all’adduttore che gli aveva dato fastidio a Hong Kong. Il fisioterapista lo massaggia a lungo, Musetti prova a riprendere, ma capisce quasi subito di non poter continuare. Poco dopo arriva la decisione di ritirarsi. Djokovic, che fino a quel momento era apparso in difficoltà, accede così alla semifinale, dove affronterà il vincente tra Jannik Sinner e Ben Shelton, in programma questa mattina. Il serbo non nasconde l’amarezza per l’epilogo: «Ero pronto ad andare a casa, oggi il migliore è stato Musetti: ma è stato davvero sfortunato. Gli auguro di guarire presto». E ancora: «Il migliore in campo oggi era lui».

Milano-Cortina: Fontana conferma la presenza dell’Ice, poi la smentita

Agenti dell’Immigration and Custom Enforcement, che si occupa del contrasto dell’immigrazione negli Stati Uniti, saranno in Italia in occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Lo ha confermato in un primo momento Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, spiegando che gli agenti saranno in servizio «soltanto in misura difensiva», con il compito di «fare la guardia del corpo al vicepresidente J.D. Vance e al segretario di Stato Marco Rubio». Tentando di porre fine alla polemica nata nei giorni scorsi per la presenza degli agenti dell’Ice, nell’occhio del ciclone negli Stati Uniti, Fontana ha aggiunto: «Che ci siano loro, che ci siano altri, il lavoro che devono fare è sempre lo stesso, stare attenti che nessuno gli dia uno spintone o che gli succeda qualcosa». Poi la precisazione: «Ho risposto a una domanda che sottintendeva il loro arrivo».

Milano-Cortina: Fontana conferma la presenza dell’Ice, poi la smentita

La smentita della Regione dopo le parole di Fontana

Dopo la sorpresa suscitata da queste affermazioni, a stretto giro è arrivata la puntualizzazione della Regione Lombardia. Il presidente Fontana, si legge in una nota, «ha esclusivamente commentato, in via ipotetica, rispondendo a un’affermazione dei giornalisti che, qualora fossero presenti agenti incaricati della sicurezza, il loro ruolo sarebbe limitato alla tutela delle personalità statunitensi eventualmente presenti». Insomma, Fontana, «rispondendo a una domanda dei giornalisti, che sottintendeva la presenza dell’Ice a Milano, non ha inteso confermare la presenza di tali agenti, in quanto non in possesso di informazioni al riguardo».

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi

Jannik Sinner resta imbattuto nei derby. L’altoatesino si è aggiudicato il match contro Luciano Darderi con il punteggio di 6-1, 6-3, 7-6, staccando il biglietto per i quarti di finale degli Australian Open 2026. Dopo un primo set dominato dal campione in carica a Melbourne, l’italoargentino è entrato sempre più in partita fino a duellare alla pari nel terzo parziale, in cui ha avuto anche quattro palle break nel nono gioco con l’opportunità di andare a servire per il set. È il 18esimo trionfo su altrettanti match contro tennisti italiani, il sesto negli Slam, per il numero due del mondo, che si conferma bestia nera per i connazionali nel circuito. Attende ora uno fra Casper Ruud e Ben Shelton, che scenderanno in campo attorno alle 10.45 italiane. Ai quarti anche Lorenzo Musetti, che nella notte ha eliminato lo statunitense Taylor Fritz con una prova strepitosa in tre set.

Le parole dopo il successo: «Partita difficile, felice di essere ai quarti»

Al termine del match, Jannik Sinner ha fatto i complimenti a Darderi per la prova messa in campo «È stato molto difficile giocare con lui, siamo amici e questo ha complicato le cose», ha spiegato l’azzurro nell’intervista post-partita. «Ho avuto le mie opportunità anche nel terzo set, ma lui ha giocato molto bene. Abbiamo cambiato qualcosa nel servizio: c’è ancora spazio per migliorare ma sono soddisfatto di come sto servendo, è un colpo stabile. Sto cercando di venire più spesso a rete ed essere meno prevedibile e ci sto riuscendo». Poi un’anticipazione sul prossimo turno: «Shelton o Ruud? Li conosco bene, sono migliorati nel loro aspetto del gioco. Sarà una partita diversa. Ora devo recuperare, qui le partite possono essere lunghe e fisiche. Sono felice di essere di nuovo nei quarti».

Sinner ai quarti degli Australian Open: la cronaca del match

Dopo un primo game complicato, in cui ha dovuto annullare due palle break sul 15-40, Sinner ha dominato il parziale giocando un tennis aggressivo e sempre a una spanna dalla riga. Per l’altoatesino, che ha inanellato colpi a un ritmo quasi impossibile da gestire per l’avversario, due break consecutivi che gli hanno permesso di salire 5-0 e chiudere il parziale al settimo game. Più equilibrato il secondo parziale, con Darderi – nervoso con il suo angolo lamentando la troppa velocità del campo – che ha trovato più solidità al servizio, cedendo 6-3. L’italoargentino, testa di serie numero 22 del tabellone, ha messo in difficoltà il campione di Sesto Pusteria soprattutto però nel terzo, arrivando ad avere ben quattro palle break nel nono gioco, salvate da Sinner anche con la seconda di servizio. Al tiebreak, dopo essere andato sotto 0-2 il quattro volte campione Slam ha chiuso conquistando sette punti di fila.

Australian Open, Sinner vince il derby con Darderi
Luciano Darderi nel match contro Sinner agli Australian Open 2026 (Ansa).

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo

Sarà Seattle Seahawks contro New England Patriots. Nella notte italiana si sono disputate le finali di National Football Conference e American Football Conference che decretano le due concorrenti per il Super Bowl 2026, in cui si assegna il titolo di Nfl. Il match si disputerà l’8 febbraio al Levi’s Stadium di Santa Clara, in California, con kick off alle 15.30 locali (00.30 italiane). Sarà la replica del match del 2015, quando si imposero i ragazzi di Boston per 28-24 guidati dal quarterback e Mvp della partita Tom Brady. Il Super Bowl tornerà invece a Santa Clara esattamente 10 anni dopo l’ultima volta: nel 2016, anno della 50esima edizione, i Denver Broncos batterono i Carolina Panthers.

Super Bowl 2026, come arrivano Patriots e Seahawks

I primi a staccare il biglietto per il Super Bowl 2026 sono stati i New England Patriots, tornati dopo sette anni alla finale di Nfl. A Denver, sotto un’intensa nevicata, si sono imposti 10-7 contro i Broncos grazie a una difesa di ferro e senza aver mai perso un possesso nonostante le proibitive condizioni meteo. Partiti male in regular season, con un record di quattro vittorie e 13 sconfitte, hanno invertito la tendenza prima di restare immacolati nei playoff e vincere le ultime nove partite in trasferta. Sarà un ritorno al Super Bowl sette anni dopo l’ultima volta e la prima senza la star Tom Brady, considerato il più grande quarterback della storia del football americano che aveva guidato i suoi al successo di sei titoli fra il 2001 e il 2018. L’8 febbraio a Santa Clara i Patriots incroceranno i Seattle Seahawks, che nella notte hanno eliminato i Los Angeles Rams con il punteggio di 31-27.

Sugli spalti di Santa Clara non ci sarà Donald Trump: ecco perché

Domenica 8 febbraio, sugli spalti di un Levi’s Stadium gremito non ci sarà il presidente Donald Trump, che ha lamentato un volo troppo lungo tra Washington e Santa Clara. In realtà, il tycoon non ha digerito la line up dell’halftime show, il concerto in programma nell’intervallo fra il primo e il secondo tempo, cui headliner sarà il rapper portoricano Bad Bunny. «Non ho mai sentito parlare di lui», aveva già detto il capo della Casa Bianca a ottobre, poco dopo l’annuncio. «Non so chi sia, non capisco perché lo stiano facendo: è assurdo e poi danno la colpa a un promotore che hanno assunto per occuparsi dell’intrattenimento. Penso che sia assolutamente ridicolo». Ora, dopo l’annuncio che i Green Day saranno band di apertura della gara, Trump è tornato a parlare dell’evento: «Sono contrario a loro, penso che sia una scelta terribile. Non fa altro che seminare odio».

Super Bowl 2026, le squadre che si giocheranno il titolo
Il rapper portoricano Bad Bunny (Ansa).