Contrabbando dalla Cina, maxisequestro di capi di abbigliamento e tessuto a Prato
Su disposizione della procura europea a Prato sono scattate perquisizioni in quattro magazzini e in una residenza privata, che hanno portato al sequestro complessivo di oltre 5,5 milioni di metri di tessuto grezzo e di 237 mila capi di abbigliamento, importati illegalmente dalla Cina senza il pagamento di dazi doganali e Iva. Il valore stimato della merce sequestrata è superiore ai 10 milioni di euro.
#GdiF #Prato e #Eppo #Bologna: operazione Fraus ab Oriente. Contrasto al fenomeno del contrabbando di tessuti nel distretto industriale di Prato. Sequestrati oltre 5,5 milioni di metri di tessuto irregolarmente importato dalla Cina.
— Guardia di Finanza (@GDF) January 21, 2026
A capo del sistema una donna, assunta in un’azienda di pronto-moda e commercio all’ingrosso
Il sequestro è solo l’ultimo compiuto nell’ambito di un’ampia operazione denominata Fraus ab oriente. Le indagini, avviate da oltre un anno, si sono concentrate sui magazzini di stoccaggio a Prato: già nel corso dell’autunno è stato individuato un articolato sistema di imprese “apri e chiudi”, con immobili apparentemente sfitti o affittati a società estranee, ma utilizzati in realtà come hub logistici per lo smercio dei tessuti di contrabbando. A capo del sistema è stata individuata una donna di nazionalità cinese, residente a Prato, formalmente dipendente di una società di pronto moda e commercio all’ingrosso di tessuti, al momento non coinvolta nell’indagine. Contestati i reati di utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, autoriciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.





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