Referendum giustizia, il caso della presunta censura al video di Barbero

Alleanza Verdi e Sinistra denuncia un presunto caso di censura da parte di Meta. Secondo quanto riferito dal partito, sarebbe stato oscurato un video in cui lo storico Alessandro Barbero spiega le ragioni del suo voto contrario nel referendum della giustizia, etichettandolo come “informazione falsa” dopo un fact-checking commissionato dalla stessa piattaforma. «Un atto gravissimo: una big tech statunitense decide di silenziare un’opinione politica legittima di uno dei più autorevoli intellettuali italiani su un tema centrale per la nostra democrazia», afferma Avs. In risposta, il movimento ha annunciato che il filmato è stato nuovamente sui canali social di Avs, Europa Verde e Sinistra Italiana, oltre che sulle pagine Facebook dei parlamentari, a partire da Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

In una nota, Avs parla di una dinamica che favorirebbe il governo «Una ‘coincidenza‘ fin troppo comoda per Meloni, un vero e proprio regalo politico. Un pericolo per l’Italia e per la libera espressione dell’opinione, visto che Meta ha già dimostrato di segnalare e oscurare contenuti soltanto in base alla posizione politica e non alla falsità o verità delle informazioni. Proprio mentre il NO cresce nei consensi, un colosso Usa guidato da miliardari sempre più vicini a Trump interviene per limitare il dibattito pubblico italiano. È la prova di un sistema di social e big tech che non garantisce democrazia e partecipazione. Per questo tocca a noi rompere la censura: Condividiamo il video, facciamolo girare ovunque, parliamone. E Al referendum costituzionale, votiamo No», si legge nel comunicato.

Strage di Crans-Montana, scarcerato Jacques Moretti

Il Tribunale delle misure coercitive di Sion ha disposto la scarcerazione di Jacques Moretti: il proprietario del locale Le Constellation di Crans-Montana, dove la notte di Capodanno sono morte 40 e persone e 116 sono rimaste ferite, ha pagato una cauzione di 200 mila franchi. Moretti, indagati assieme alla moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio colposi, verrà comunque sottoposto a misure cautelari come l’obbligo di firma e la consegna dei documenti di identità.

Chiamate dalla Danimarca con prefisso +45: cosa sono e come difendersi dalle truffe

Può capitare durante la giornata di ricevere una chiamata proveniente dalla Danimarca, riconoscibile per il prefisso +45 che accompagna il numero. Telefonate non automaticamente pericolose, ma che nella maggior parte dei casi possono nascondere, per chi vive in Italia, intenti fraudolenti. Ecco perché, prima di rispondere, è opportuno chiedersi per quali ragioni si potrebbe ricevere una chiamata dal Paese scandinavo: qualora non si avesse alcun contatto di natura personale oppure professionale, si consiglia di non rispondere o di farlo con la dovuta cautela, così da non esporsi inutilmente a rischi che superano i potenziali benefici.

Chiamate dalla Danimarca: dalle vincite alle romance scam, i rischi

Prima di elencare i possibili tentativi di frode, è opportuno ricordare che un numero danese può avere legittime motivazioni per contattare un utente italiano. Basti pensare, per esempio, a chi lavora con aziende del Paese nordico oppure ha avviato contatti commerciali o ha risposto a un annuncio per una posizione professionale con una società del posto, ma anche a chi vanta delle parentele con cittadini di Copenaghen e dintorni. Il problema nasce quando non si hanno legami con la Danimarca. Tra gli schemi fraudolenti più diffusi c’è quella di una promessa di pagamento anticipato, laddove chi sta dall’altro capo della linea promette una grossa somma in denaro da poter sbloccare solamente pagando una cifra inferiore. Chiaramente non si nasconde alcun tipo di premio, ma solo il pretesto per accalappiare gli utenti meno attenti.

Chiamate dalla Danimarca con prefisso +45: cosa sono e come difendersi dalle truffe
Una ragazza al telefono (Lisa McIntyre, via Unsplash).

Altro schema diffuso e forse ancor più insidioso è quello delle false offerte di lavoro, che sfruttano l’attrattiva di uno stipendio molto elevato per rubare ai malcapitati alcuni dati personali o pagamenti e pratiche inesistenti. Ci sono poi anche le romance scam o in italiano truffe romantiche che invece puntano all’aspetto emotivo costruendo gradualmente un rapporto solido e profondo con la vittima per estorcere, in genere in un secondo momento, somme più o meno grandi di denaro. Ci sono poi i tentativi di phishing, in cui i malintenzionati si fingono enti affidabili per convincere le vittime a dare accesso ai loro dati personali. Non mancano nemmeno le false minacce di arresto, solitamente di un parente stretto, accompagnate da una richiesta urgente di somme di denaro per evitare di finire dietro le sbarre.

Come difendersi dalle truffe telefoniche con prefisso +45

Che fare dunque per evitare di cadere in trappola? Il metodo più semplice e diretto è ignorare del tutto la chiamata: se non si hanno rapporti con la Danimarca, è altamente probabile che la telefonata sia fraudolenta. Se si dovessero ricevere anche dei messaggi su WhatsApp oppure via SMS è cruciale non cliccare sul link presente nel testo e non scaricare alcun tipo di allegato. Terzo e ultimo metodo è quello di bloccare e segnalare immediatamente i numeri troppo insistenti, così da contribuire ad arginare il fenomeno.

Poste italiane rivoluziona il recapito urbano con il postino-robot autonomo Boxi

Poste italiane è protagonista della transizione ecologica e dell’innovazione tecnologica in Italia, grazie al suo impegno concreto e strutturato verso la mobilità sostenibile. Impegno che passa anche attraverso l’innovazione tecnologica sperimentata all’interno del Centro nazionale per la mobilità sostenibile Most, di cui l’azienda è socio fondatore e membro del consiglio di amministrazione. Nell’ambito di questo programma è stato progettato e realizzato il veicolo Boxi, il postino-robot in grado di operare in ambienti urbani complessi con un elevato livello di automazione e autonomia. Un mezzo a quattro ruote motrici e sterzanti, alimentato elettricamente, con una velocità massima di 25 chilometri orari e un’autonomia che raggiunge i 60 chilometri per ciclo di carica. Il vano di carico ha una capacità di un metro cubo, con un payload massimo di 500 chilogrammi, e include una baia duale composta da accesso dedicato agli operatori e un sistema integrato di locker con 11 vani, per permettere consegne automatiche e flessibili.

Sensori, telecamere, radar e sistema di localizzazione di precisione

Il veicolo è equipaggiato con una ricca dotazione di sensori, progettati per abilitare la guida autonoma in ambienti urbani complessi, grazie al know-how del team universitario di Unimore (Università di Modena e Reggio Emilia). È equipaggiato con telecamere stereo per la ricostruzione tridimensionale, sensori Lidar (che utilizzano impulsi laser per generare mappe 3d dettagliate), radar a 360 gradi, e un sistema di localizzazione di precisione basato su navigazione satellitare globale con unità inerziale, in grado di garantire il funzionamento anche in ambienti privi di segnale gps. Accanto all’hardware, è stata sviluppata un’applicazione software dedicata per la gestione del modello di servizio e l’interazione con l’utente finale (app).

Un sistema di interazione avanzato semplifica il rapporto tra operatori e veicolo

Il Politecnico di Milano ha fornito un contributo scientifico di rilievo, partecipando con attività di ricerca, simulazione e sperimentazione su diversi ambiti strategici. Nel contesto della navigazione autonoma e mappatura sono state condotte campagne mirate di raccolta dati gps, finalizzate alla costruzione di mappe ad alta precisione e all’ottimizzazione degli algoritmi di navigazione autonoma in scenari logistici complessi. È stato inoltre sviluppato un sistema di interazione avanzato, volto a semplificare e rendere più intuitivo il rapporto tra operatori e veicolo, migliorando l’usabilità e l’efficienza operativa (interfaccia uomo-macchina). Infine, per gestire la pianificazione dinamica è stato implementato un modello di controllo basato su una macchina a stati finiti, in grado di reagire in modo dinamico ai comportamenti del veicolo in funzione delle condizioni operative e ambientali.

Il postino-robot è in fase di sperimentazione

Boxi è attualmente in fase di test. La prima fase è focalizzata su manovre a bassa velocità e calibrazione dei sensori in ambiente controllato presso il Modena Innovation Hub. Nella seconda il veicolo sarà testato in un percorso urbano misto di 600 metri per simulare situazioni complesse in scenari dinamici. Queste iniziative sono state sviluppate in collaborazione con partner privati e accademici di alto profilo tra cui Icona Design, Accenture, l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia e il Politecnico di Milano.

Meloni apre al Board of Peace: la richiesta a Trump

Parlando alla stampa dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania, Giorgia Meloni ha detto di aver chiesto a Donald Trump «la disponibilità a riaprire la configurazione» del suo Board of Peace «per andare incontro alle necessità non solo dell’Italia, ma anche di altri Paesi europei». Ospite di Porta a Porta, la premier aveva spiegato di aver rilevato nello statuto dell’organismo «alcuni elementi che sono incompatibili con la nostra Costituzione» e in particolare con l’articolo 11, quello per cui «possiamo concedere cedere pezzi della nostra sovranità in condizioni di parità tra gli Stati». Da qui il “no” a Trump, deciso non tanto per l’obiettivo dichiarato dell’organizzazione nata ufficialmente a Davos (definita «interessante»), ma per il modo in cui lo statuto distribuisce poteri e prerogative tra gli Stati partecipanti. Dopo l’incontro con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Meloni ha ribadito il concetto: «Per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l’iniziativa è stata configurata». E poi: «La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise».

Meloni apre al Board of Peace: la richiesta a Trump
Giorgia Meloni (Imagoeconomica).

Usa, arrestato l’ex olimpionico Ryan Wedding

L’Fbi ha comunicato l’arresto di Ryan Wedding, ex olimpionico canadese oggi 44enne, trafficante entrato di recente nella lista dei dieci super ricercati, con una taglia da 15 milioni di dollari. Nelle prossime ore verranno diffusi i particolari dell’operazione che ha portato alla sua cattura. Nel 2002 prende parte alle Olimpiadi invernali di Salt Lake City come membro della squadra canadese di snowboard, ma quella parentesi si chiude in fretta. Dal 2004 iniziano i guai giudiziari, con un primo arresto e poi una nuova condanna per traffico di stupefacenti che lo porta in carcere. Proprio durante la detenzione Wedding stringe legami decisivi, in particolare con un colombiano che, una volta tornato libero nel 2011, gli consente di costruire una rete per l’importazione di cocaina tra Stati Uniti e Messico, Paese dove si era poi rifugiato.

Instagram, scompare la lista dei following: cosa c’è al suo posto

Su Instagram potrebbe presto arrivare una nuova grande novità. Meta, che gestisce la piattaforma social assieme a Facebook, Threads e WhatsApp, ha infatti avviato un test globale su piccola scala con l’intento di eliminare una delle componenti essenziali e più note del social network: il conteggio dei follower. Come ha spiegato in anteprima Business Insider, la sperimentazione prevede una novità riscontrabile nei profili, dove al posto del numero dei following sarà sostituito da “Amici”. L’obiettivo, dunque, appare chiaro: favorire i rapporti bidirezionali, ossia il legame fra utenti che si seguono a vicenda, piuttosto che le semplici connessioni unidirezionali. «Gli amici sono fondamentali per l’esperienza su Instagram, quindi stiamo esplorando modi per rendere queste connessioni più visibili e significative», ha affermato un portavoce di Meta a Business Insider.

Instagram, cosa cambierà per gli utenti con l’arrivo degli amici?

Tradizionalmente, sulla home di qualunque profilo Instagram campeggiano tre numeri principali: i post pubblicati, quanti follower possiede (ossia quanti utenti seguono quell’account) e quanti sono i “seguiti”, ossia le persone che quel profilo segue online. Con il nuovo esperimento, quest’ultimo dato sparirà per lasciar posto agli amici, ossia al numero di account con cui c’è il follow reciproco. La novità potrebbe cambiare l’esperienza di creator e influencer, che hanno interpretato il rapporto tra follower e following (quanto più ampio possibile in favore dei primi) come sinonimo di popolarità e autorevolezza. La nuova definizione di “Amici” potrebbe cambiare tale aspetto, spostando l’enfasi sulla qualità delle relazioni piuttosto che sui numeri.

Instagram, scompare la lista dei following: cosa c’è al suo posto
Il logo di Instagram su smartphone e pc (Ansa).

La vera domanda tuttavia è un’altra: Instagram è davvero ancora un posto per gli amici? Negli anni, con l’invasione di influencer, brand e in tempi più recenti anche di software di intelligenza artificiale, il feed di Instagram è diventato sempre meno uno spazio in cui condividere contenuti con gli amici e più un feed in cui scovare dettagli sulla vita mondana delle star dei social o conoscere alcune notizie in tempo reale. Non a caso, Instagram si è concentrata anche sullo sviluppo di funzionalità per gli “Amici più stretti” concentrandosi sulla messaggistica diretta (DM) dove si condividono i contenuti. Il capo di Instagram, Adam Mosseri, ha più volte sottolineato l’importanza di connessioni autentiche e non solo dell’esposizione di contenuti. Ad agosto 2025, ha spiegato in un post di voler rendere la piattaforma un luogo di «interazione e connessione» fra utenti.

Caltagirone, ampliato il cda della holding FGC

L’assemblea di FGC, holding di Francesco Gaetano Caltagirone a cui fanno capo tutti i business dell’imprenditore, ha deliberato l’ampliamento del consiglio d’amministrazione da tre a sei membri, integrandolo con «figure professionali indipendenti». Nel board entrano l’ex ministro dell’Economia Giovanni Tria, l’ex viceministro dell’Economia ed ex presidente della Consob Giuseppe Vegas e l’avvocato cassazionista Roberto Santi, esperto di diritto pubblico dell’economia. Si aggiungono ai consiglieri già in carica Azzurra Caltagirone (presidente), Francesco Caltagirone e Massimiliano Capece Minutolo Del Sasso. Tutti i membri del cda scadranno alla data di approvazione del bilancio che si chiuderà al 31 dicembre 2027. L’assemblea ha inoltre costituito il comitato degli amministratori indipendenti composto dai consiglieri neonominati.

Caltagirone, ampliato il cda della holding FGC
Giovanni Tria (Imagoeconomica).

Ddl stupri, Bongiorno: «Il Pd ha chiesto di ridurre le pene»

Dopo le novità nel testo del Ddl stupri depositate in Commissione Giustizia, la relatrice Giulia Bongiorno ha spiegato all’Ansa che «la rimodulazione delle pene è stata fatta su richiesta del Pd. Sono venute fuori delle polemiche, ma riportiamo le cose alla realtà». Bongiorno ha precisato che la sua proposta «prevede il reato di violenza quando si compiono atti sessuali contro la volontà di una persona. Si tratta innegabilmente di un deciso ampliamento della tutela per le vittime di violenza», sottolineando il cambiamento terminologico più discusso: la parola «consenso» è stata sostituita con «dissenso».

Bongiorno: «Rafforzare la protezione delle vittime senza complicare l’iter giudiziario»

Un’altra novità rilevante riguarda l’introduzione del cosiddetto reato di freezing: «Quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si debba presumere il dissenso. Quindi, è sempre reato se manca una manifestazione chiara», ha chiarito Bongiorno in un’intervista al Corriere della Sera. La senatrice leghista ha inoltre sottolineato che «secondo alcuni il testo invertiva l’onere della prova, cioè imponeva all’imputato una serie di prove a volte impossibili da fornire. Con il mio testo si valorizza la volontà della donna senza alterare le dinamiche processuali», assicurando così che le modifiche mirano a «rafforzare la protezione delle vittime senza complicare eccessivamente il percorso giudiziario».

Romeo: «Siamo pronti a intervenire per aumentare le pene»

Sulla riduzione della pena, che passa da 6-12 anni del vecchio testo a 4-10 anni per il caso di violenza senza minaccia o costrizione, Bongiorno ha precisato: «La mia idea era di creare una cascata di aggravanti. Trattandosi di un testo unificato, ho accolto poi la richiesta del Pd di ridurre la pena». Dal fronte leghista, il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo ha dichiarato all’Ansa che «siamo assolutamente pronti a intervenire per aumentare» le pene «in sede emendativa», ribadendo la disponibilità a integrare le sanzioni durante l’iter parlamentare. Bongiorno ha infine sottolineato il carattere inclusivo del testo unificato: «Io come è noto avrei voluto alzare le sanzioni. Il mio è un testo unificato che ha voluto dare spazio anche alle richieste del Pd di ridurre la pena. Vedremo in sede di emendamenti».

Il caso della conferenza stampa di CasaPound alla Camera

CasaPound sbarca alla Camera dei deputati. Accadrà il 30 gennaio, giorno in cui è stata fissata una conferenza stampa per il lancio della raccolta firme della proposta di legge dedicata alla “remigrazione” degli stranieri che si trovano in Italia, promossa dal comitato Remigrazione e riconquista, fondato appunto CasaPound e altri gruppi di estrema destra. Tra i relatori annunciati figurano esponenti noti dell’ultradestra: Luca Marsella di CasaPound, Ivan Sogari di Veneto Fronte Skinheads, Jacopo Massetti (già Forza Nuova) e Salvatore Ferrara della Rete dei Patrioti. A programmare la conferenza alla Camera è stato il deputato leghista Domenico Furgiuele, molto vicino a Roberto Vannacci e noto per aver esposto la scritta “X Mas” sul balcone della sede del Carroccio a Lamezia Terme.

La protesta delle opposizioni: «Inaccettabile»

«È inaccettabile che la Camera dei deputati ospiti una conferenza stampa sulla cosiddetta ‘remigrazione’, promossa da esponenti di CasaPound e da personaggi noti per iniziative svolte insieme a soggetti poi risultati appartenenti alla criminalità organizzata. La Camera non può diventare una tribuna per chi propaganda ideologie fasciste, viola la Costituzione e si pone apertamente contro le istituzioni democratiche». Così Matteo Orfini, deputato del Partito democratico. «La Lega di Salvini, che esprime il presidente della Camera Lorenzo Fontana, con il generale Vannacci il 30 gennaio porta una bella carrellata di neofascisti a Montecitorio. Davanti a quello che sta accadendo negli Usa, con le squadracce dell’Ice di Trump che stanno gettando l’America nel caos, sarebbe quantomeno opportuno che Fontana, in quanto presidente della Camera, esponente della Lega e con un passato vicino a queste realtà, prendesse le distanze, tutelando l’istituzione che rappresenta», ha dichiara Riccardo Magi, segretario di +Europa. Angelo Bonelli, parlamentare di Avs e portavoce di Europa Verde, ha detto: «Non si tratta di una ‘iniziativa politica’, ma della legittimazione dell’odio razziale dentro le istituzioni della Repubblica, fondate sull’antifascismo e sulla Costituzione. I nazifascisti saranno in Parlamento grazie alla Lega, che ha prenotato la sala sotto l’etichetta tossica della ‘remigrazione’. È uno sfregio alla memoria democratica del Paese. Un progetto apertamente incostituzionale, mascherato da raccolta firme».

La precisazione dell’ufficio stampa della Camera

L’ufficio stampa della Camera ha precisato che «le conferenze stampa si svolgono sotto la piena e unica responsabilità dei deputati, o dei gruppi, che ne curano la prenotazione, e che rispondono dei contenuti, e dei partecipanti a esse, sotto ogni profilo».

Cosa prevede l’accordo tra Unione europea e Mercosur

Il parlamento europeo ha bloccato l’iter di ratifica dell’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur, decidendo di sottoporlo al giudizio della Corte di giustizia dell’Ue. Il rinvio è stato approvato con una maggioranza risicatissima – 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astenuti – congelando l’intesa firmata il 17 gennaio ad Asunción dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen. Lo stallo potrebbe durare fino a due anni e apre uno scontro istituzionale con Commissione e Consiglio, entrambi favorevoli all’accordo. Ma cosa contiene il discusso accordo?

Commercio e dazi

Cosa prevede l’accordo tra Unione europea e Mercosur
Una foto della protesta contro l’accordo il 20 gennaio a Strasbourgo (Ansa).

L’accordo coinvolge l’Ue e quattro Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay – che insieme contano 750 milioni di consumatori e rappresentano circa un quinto del Pil mondiale. Se ratificato, l’intesa prevede l’eliminazione graduale del 91 per cento dei dazi Mercosur e del 92 per cento di quelli Ue, con un risparmio stimato dalle imprese europee di oltre 4 miliardi di euro all’anno in tariffe doganali. Il deal mira ad aumentare il commercio bilaterale e a ridurre la dipendenza dell’Ue da fornitori extraeuropei, soprattutto Cina. Per gli analisti, l’impatto sul Pil europeo potrebbe arrivare a 77,6 miliardi di euro entro il 2040, mentre per il Mercosur è stimato a 9,4 miliardi. Tuttavia, l’effetto reale dipenderà da fattori logistici, costi di trasporto e quote di importazione.

Industria e appalti pubblici

I principali beneficiari saranno le industrie europee: l’accordo elimina i dazi su automobili (35 per cento), macchinari e chimica (14-20 per cento), aprendo nuove opportunità soprattutto per esportatori tedeschi. I Paesi del Mercosur si impegnano anche ad aprire i loro mercati pubblici alle imprese europee alle stesse condizioni delle aziende locali. L’accordo include inoltre regole su esportazioni di componenti industriali e materie prime, riducendo barriere fiscali e garantendo approvvigionamenti strategici per settori chiave,
come energie rinnovabili e industria tecnologica.

Agricoltura

Il settore agricolo è quello forse più vulnerabile nell’accordo, che ha attirato diverse proteste da parte degli agricoltori in Europa. Le importazioni a dazio ridotto saranno limitate: 99 mila tonnellate di carne bovina (1,5 per cento della produzione Ue) e 180 mila tonnellate di pollame (1,3 per cento). Sono previste clausole di salvaguardia, che consentono la reintroduzione dei dazi se i prezzi scendono oltre il 5 per cento. Alcuni prodotti, come formaggi e vini europei, beneficeranno invece del riconoscimento di indicazioni geografiche e della riduzione dei dazi Mercosur.

Materie prime, ambiente e controlli

L’accordo prevede anche la riduzione delle tasse all’export su materie prime strategiche come litio e rame, fondamentali per l’industria europea. L’Ue aumenterà le ispezioni all’estero del 50 per cento e gli audit interni del 33 per cento. Il deal potrà essere sospeso se un Paese del Mercosur viola gli impegni climatici dell’Accordo di Parigi o attua un piano di deforestazione massiva. Queste misure mirano a conciliare commercio, sicurezza economica e sostenibilità ambientale.

Accordo di difesa Italia-Germania: gli impegni presi

Giorgia Meloni e il cancelliere tedesco Friedrich Merz, durante il vertice intergovernativo Italia-Germania che si è tenuto a Roma a Villa Doria Pamphilj, hanno preso l’impegno di «ordinare una risposta congiunta alle minacce alla sicurezza euro-atlantica» e di «rafforzare la deterrenza e la difesa della Nato e a promuovere la prontezza difensiva dell’Ue». L’accordo, sottolineano Roma e Berlino, «non è giuridicamente vincolante e non costituisce un trattato internazionale».

Accordo di difesa Italia-Germania: gli impegni presi
Friedrich Merz e Giorgia Meloni a Villa Doria Pamphilj (Ansa).

Roma e Berlino rinnovano il sostegno a Kyiv

«Sosteniamo una pace giusta e duratura in Ucraina e ci impegniamo a fornire all’Ucraina solide garanzie di sicurezza non appena le condizioni lo consentiranno». È quanto si legge nel Protocollo sul piano d’azione Italia-Germania per la cooperazione strategica bilaterale e a livello europeo. Roma e Berlino «continueranno a coordinarsi bilateralmente e nei consessi internazionali» sulle modalità per sostenere Kyiv. E, si legge ancora, «continueranno a sostenere con fermezza l’Ucraina attraverso l’addestramento delle forze ucraine sotto l’egida della Missione di assistenza militare dell’Ue a sostegno dell’Ucraina (Eumam Ukr), e attraverso donazioni provenienti da scorte militari, forniture industriali bilaterali, la promozione della cooperazione industriale della difesa con l’Ucraina, nonché gli appalti industriali, compresi meccanismi congiunti di appalto e finanziamento».

I ministri presenti al vertice intergovernativo

Al vertice hanno preso parte 11 ministri della delegazione italiana e 10 di quella tedesca. Per l’Italia erano presenti Antonio Tajani (Esteri), Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), Matteo Piantedosi (Interno), Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Guido Crosetto (Difesa), Adolfo Urso (Mimit), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), Gilberto Pichetto Fratin (Ambiente e Sicurezza Energetica), Marina Elvira Calderone (Lavoro e Politiche Sociali), Anna Maria Bernini (Università e Ricerca), Alessandro Giuli (Cultura). Per la Germania hanno partecipato Lars Klingbeil (Finanze), Johann Wadephul (Esteri), Alexander Dobrindt (Interno), Boris Pistorius (Difesa), Katherina Reiche (Economia), Patrick Schneider (Trasporti), Wolfram Weimer (Cultura), Alois Rainer (Agricoltura), Bärbel Bas (Lavoro e Affari Sociali), Dorothee Bär (Ricerca, Tecnologia e Spazio).

Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway

Si sono svolti venerdì mattina a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, i funerali di Valentino Garavani. Il feretro è entrato in chiesa accompagnato dalle note del Lacrimosa di Mozart, davanti a una basilica allestita interamente in bianco, con fiori e corone di rose. Accanto alla bara, una foto in bianco e nero di Valentino sorridente. La messa è stata celebrata da don Pietro Guerini. Durante l’offertorio, uno dei momenti più intensi è stato l’ascolto dell’Ave Maria di Schubert. In chiesa erano presenti familiari, amici e molte figure del mondo della moda e dello spettacolo, tra cui Tom Ford, Anne Hathaway con il marito Adam Shulman, Anna Wintour, Donatella Versace e Brunello Cucinelli. Giancarlo Giammetti, compagno e socio di una vita, ha accompagnato il feretro e al termine della cerimonia ha reso omaggio allo stilista. Le esequie si sono concluse con un lungo applauso, mentre la bara usciva dalla basilica sulle note de Il nostro concerto di Umberto Bindi.

I vip a Roma per un ultimo saluto a Valentino

Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway
Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway
Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway
Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway
Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway
Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway
Chi c’era al funerale di Valentino, da Anna Wintour ad Anne Hathaway

Materie maturità 2026, quando escono: qualcuno le sa già

L’attesa per le materie della Maturità 2026 è già partita, anche se gli esami si terranno a giugno. Gli studenti dell’ultimo anno guardano soprattutto alla seconda prova scritta e alla prima prova di italiano, in calendario per giovedì 18 giugno, mentre online è già iniziato il consueto toto-tracce su temi e autori possibili.

Quando saranno pubblicate le materie della Maturità 2026

Materie maturità 2026, quando escono: qualcuno le sa già
Studenti alle prese con la seconda prova (Imagoeconomica).

Il ministero dell’Istruzione e del Merito renderà note le materie dell’esame entro il 31 gennaio. Entro quella data il ministero pubblicherà un decreto con l’elenco delle discipline coinvolte. Nel dettaglio, il provvedimento indicherà la materia della seconda prova scritta per ciascun indirizzo di studio, le eventuali materie della terza prova dove ancora prevista e le quattro discipline su cui si concentrerà il colloquio orale. Con le nuove regole, infatti, l’orale non riguarda più tutte le materie dell’ultimo anno, ma solo quelle selezionate ogni anno dal ministero, insieme alle indicazioni organizzative per lo svolgimento della prova.

Prima prova e toto-tracce: cosa si ipotizza

La prima prova di italiano prevede sette tracce suddivise in tre tipologie: analisi del testo, testo argomentativo e tema di attualità. Tra gli argomenti più discussi per il 2026 c’è San Francesco d’Assisi, di cui ricorre l’ottocentesimo anniversario della morte. Nel dibattito rientrano anche temi di attualità come intelligenza artificiale, pace, diritti civili e violenza di genere. Sul fronte letterario, l’attenzione si concentra sugli anniversari: da Carlo Collodi a Dario Fo, da Grazia Deledda a Pirandello, fino a Oriana Fallaci, Federico García Lorca e Agatha Christie. Per ora, però, nessuna certezza: le conferme arriveranno solo con il decreto del ministero.

A San Marino conoscono già le materie della seconda prova

A San Marino è stato deciso:

  • Liceo Classico: Latino
  • Liceo Linguistico: Due lingue a scelta tra Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo
  • Liceo Scientifico: Matematica e Fisica
  • Liceo Economico-Aziendale: Economia aziendale

Crans-Montana, due ragazzi lasciano l’ospedale Niguarda

Due ragazzi sopravvissuti al rogo di Crans-Montana hanno lasciato il centro grandi ustionati dell’ospedale Niguarda per tornare nelle proprie case. Si tratta di due studenti milanesi tra i 15 e i 16 anni, ricoverati ai primi di gennaio e dimessi dopo circa 20 giorni di cure intensive. La notizia è stata confermata dalla Regione Lombardia e dall’assessore al Welfare Guido Bertolaso durante un punto stampa davanti al pronto soccorso: «Abbiamo fatto una visita approfondita e ho parlato con tutti i sanitari che stanno curando i nostri ragazzi e ho potuto anche salutare i due ragazzi che questa mattina vengono dimessi. La prognosi per loro è stata sciolta dai nostri medici curanti e quindi loro possono tornare a casa». Bertolaso ha precisato che, pur tornando a casa, i due giovani dovranno seguire un percorso di riabilitazione e medicazioni, ma già tra circa due settimane potranno riprendere la scuola.

Al Niguarda sono ancora ricoverati otto pazienti

Restano ancora ricoverati al Niguarda otto pazienti, di cui quattro in terapia intensiva, tre al centro ustioni e uno in reparto ordinario. Durante il punto stampa, l’assessore ha raccontato anche il dialogo con i ragazzi rimasti ricoverati: «Con alcuni nel centro ustioni sì, in particolare con uno che è cosciente ma stanco di stare in queste condizioni. Abbiamo fatto esercizi con le dita perché ha entrambe le mani ustionate e la sua preoccupazione è poterle riutilizzare, anche perché fa sport, gioca a tennis. L’ho confortato: ci vorrà tempo, sarà duro, ma molto dipenderà anche dalla sua forza di volontà, oltre al lavoro straordinario dei medici». Bertolaso ha inoltre espresso un augurio per il ragazzo di Roma: «Abbiamo iniziato a organizzarci per andare a vedere insieme Inter-Roma fra qualche settimana».

Assegno di inclusione (Adi): ecco il calendario dei pagamenti del 2026

L’Inps ha ufficializzato il calendario dei pagamenti dell’Assegno di inclusione 2026 attraverso la pubblicazione del messaggio numero 214 del 22 gennaio 2026. Il documento risulta fondamentale per i nuclei familiari che beneficiano della misura di sostegno, poiché stabilisce con precisione le tempistiche per la disponibilità delle somme spettanti a ogni beneficiario. Per ricevere l’indennità è necessario che i richiedenti abbiano superato con esito favorevole la fase istruttoria e sottoscritto il Patto di attivazione digitale (Pad). La procedura segue due percorsi distinti: il primo riguarda chi accede alla prestazione per la prima volta, mentre il secondo interessa i rinnovi per le domande già attive e soggette a verifiche periodiche sulla permanenza dei requisiti previsti dalla legge. Il primo pagamento dell’anno è in programma per martedì 27 gennaio 2026, mentre giovedì 15 gennaio 2026 è stato già versato l’importo per le nuove domande accolte.

Calendario dei pagamenti Assegno inclusione 2026 per i nuovi beneficiari

Assegno di inclusione (Adi): ecco il calendario dei pagamenti del 2026
Banconote (Freepik).

Le somme relative alle prime istanze accolte dell’Assegno di inclusione 2026 vengono erogate mediamente intorno alla metà di ogni mese, includendo e eventuali mensilità arretrate maturate dal nucleo familiare. Le date stabilite dall’ente previdenziale per i primi accrediti sono le seguenti:

  • giovedì 15 gennaio 2026;
  • sabato 14 febbraio 2026;
  • venerdì 13 marzo 2026;
  • mercoledì 15 aprile 2026;
  • venerdì 15 maggio 2026;
  • martedì 16 giugno 2026;
  • mercoledì 15 luglio 2026;
  • venerdì 14 agosto 2026;
  • martedì 15 settembre 2026;
  • giovedì 15 ottobre 2026;
  • venerdì 13 novembre 2026;
  • martedì 15 dicembre 2026.

Tempistiche per i rinnovi e ricariche mensili

Assegno di inclusione (Adi): ecco il calendario dei pagamenti del 2026
Schermata del sito dell’Inps per la richiesta di indennità e prestazioni (Ansafoto).

Per quanto concerne le prestazioni dell’Assegno di inclusione oggetto di rinnovo e, dunque, già in corso, la disponibilità degli importi sulla carta di inclusione avviene solitamente verso la fine di ogni mensilità. Tuttavia, l’erogazione è subordinata alla verifica costante del mantenimento dei requisiti economici, patrimoniali e di inclusione sociale. Nel 2026, i primi e prossimi pagamenti sono fissati per il 27 gennaio, il 27 febbraio e il 27 marzo. Nei mesi successivi, le ricariche avverranno in queste date:

  • martedì 27 gennaio 2026;
  • venerdì 27 febbraio 2026;
  • venerdì 27 marzo 2026;
  • martedì 28 aprile;
  • mercoledì 27 maggio;
  • venerdì 26 giugno;
  • martedì 28 luglio;
  • giovedì 27 agosto;
  • venerdì 25 settembre;
  • martedì 27 ottobre;
  • venerdì 27 novembre;
  • mercoledì 23 dicembre.

In particolare, l’ultima mensilità annuale dell’Adi viene erogata in anticipo per le festività natalizie. Tale pianificazione permette alle famiglie una gestione organizzata delle proprie risorse finanziarie durante tutto l’anno solare, garantendo continuità al sostegno previsto.

Sanremo 2027, Carlo Conti non ci sarà: arriva Stefano De Martino?

Carlo Conti è pronto a lasciare Sanremo. A quasi un mese esatto dall’inizio dell’edizione 2026, ospite del podcast Pezzi – Dentro la musica di Luca Dondoni, Andrea Laffranchi e Paolo Giordano (su tutte le piattaforme dalle ore 18 del 23 gennaio), il direttore artistico e conduttore ha escluso di tornare anche nel 2027. «Questo è il mio ultimo anno al Festival come direttore artistico e presentatore», ha chiarito. «Non penso nemmeno all’opportunità, che qualcuno ha già immaginato, di ricoprire lo stesso ruolo nel 2027 e padrino di un eventuale conduttore-conduttrice. Reputo assolutamente remota la possibilità che io possa esserci nel 2027». Quella dal 24 al 28 febbraio sarà dunque, verosimilmente, l’ultima volta sul palco del Teatro Ariston nelle vesti di padrone di casa. Chi al suo posto?

Sanremo, Stefano De Martino al posto di Carlo Conti nel 2027?

Sanremo 2027, Carlo Conti non ci sarà: arriva Stefano De Martino?
Il conduttore Carlo Conti (Imagoeconomica).

Sempre durante il suo intervento al podcast, Conti ha spoilerato il possibile profilo del successore al Festival di Sanremo. «Spero che il prossimo anno ci sia qualcun altro, anche più giovane, aitante e belloccio», ha spiegato a Pezzi – Dentro la musica. Un ritratto che, come hanno interpretato molti utenti sui social, sembra calzare a pennello con Stefano De Martino, ormai da diverso tempo uno dei volti di punta della Rai anche grazie al successo di Affari Tuoi. Intanto il Conti V prende forma. «Ci sarà più varietà musicale rispetto all’anno scorso: un tocco di rock, country, ma anche rap puro, suoni e ritmi latini, pop, un brano classico ma senza ritornello», ha anticipato il conduttore. «La direzione artistica è la parte più entusiasmante del lavoro. Per me il Festival è finito all’annuncio dei nomi al Tg1: il resto è un prodotto televisivo che rientra nel mio lavoro normale».

Il conduttore: «Festival senza Big? Leggendo i nomi, non direi»

Sanremo 2027, Carlo Conti non ci sarà: arriva Stefano De Martino?
Marco Masini e Fedez a Sarà Sanremo (Ansa).

Parlando nel podcast, Conti ha avuto modo anche di replicare a chi afferma che l’edizione 2026 del Festival sarà priva di Big. «Non credo che Francesco Renga, Raf, Patty Pravo, Luchè, Marco Masini e Fedez, Malika Ayane, Arisa e potrei andare avanti, non siano Big», ha spiegato il direttore artistico. «Molti sono venuti l’anno scorso, qualcuno non aveva il disco pronto, qualcuno ha partorito: ho lavorato per chi ci sarà nel 2027». Un impegno descritto mediante l’uso di una metafora: «Magari vuoi un mazzo solo di rose dai colori diversi, poi dal fioraio scopri che ha solo quelle rosse e che quelle gialle sono appassite e vedi altri fiori dei quali non sai il nome ma che stanno bene». Quanto all’edizione in arrivo, Conti ha anticipato che ci saranno degli omaggi a Pippo Baudo, così come per Ornella Vanoni, Tony Dallara, Sandro Giacobbe e Peppe Vessicchio.

Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno

Cerimonia solenne per i 25 anni dell’Osservatorio Permanente Giovani-Editori – che oggi si chiama “Osservatorio for independent thinking” anche per mancanza di materia prima -, ossia gli editori pronti a finanziare la creatura di Andrea Ceccherini. Una volta i denari non mancavano, le kermesse si svolgevano in tenute sontuose, ora «si va dai preti, nella Capitale», addirittura a Giubileo concluso. A Roma, nell’Auditorium Antonianum, mercoledì 21 gennaio sono arrivati, tra gli altri, Gianni Letta, apparso pure nel servizio che il Tg5 ha dedicato all’evento, il cardinale Pietro Parolin, Giulio Tremonti, il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana, il direttore del romanissimo Il Messaggero Roberto Napoletano, l’ex numero uno della Rai Luigi Gubitosi, tanti giovani studenti (nello stile della casa) e soprattutto l’editore Andrea Riffeser Monti. Ma alla Fieg, la federazione degli editori dei giornali che proprio lui presiede, qualcuno svelena: «Riffeser ha dovuto aspettare un giorno, dopo la fine dell’evento, per comunicare la cessione della sua En – Editoriale Nazionale (che edita Il Giorno, La Nazione, Il Resto del Carlino e Qn, ndr) a Leonardo Maria Del Vecchio. Se no che figura ci faceva presentandosi da Ceccherini in qualità di ex editore?».

Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
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Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno

Meloni, il Board of Peace e il fantasma di Renzi

«Giorgia Meloni ha scoperto che la Costituzione può essere utile», sibila un forzista commentando la presa di “non posizione” della presidente del Consiglio sull’offerta (?) di Donald Trump per farla entrare nel “Board of Peace”, ossia l’anti-Onu. Anche se il presidente americano afferma che l’Italia vuole «disperatamente» farne parte, Giorgia nicchia, prende tempo, mette in mezzo la Costituzione, il parlamento, insomma tutti i mobili possibili addosso alla porta pur di non far entrare nessuno. Tra i diplomatici però gira ironicamente anche un’altra storia, che sa di fantapolitica ma fa comunque dare di gomito: «Metti che l’Italia finanzia questa iniziativa e poi Tony Blair dice a Trump di inserire, in nome e per conto del nostro Paese, il suo grande amico Matteo Renzi, ti immagini poi la faccia della premier?».

Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Tony Blair con Matteo Renzi a Roma nel 2024 (foto Ansa).

Lollo per “il bello e il buono”

Lollo ci sarà, a “Why Italia – Il Bello e Il Buono, 5 paradigmi per il futuro”, l’evento in programma il 27 gennaio alla Camera dei deputati, nella sala della Lupa, a commentare i risultati dell’analisi di Deloitte sull’andamento del sistema produttivo italiano dal 2018 a oggi. Partenza con i saluti istituzionali del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, del viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo e l’intervento dell’amministratore delegato di Deloitte Central Mediterranean, Fabio Pompei. E poi ecco il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida. Che poi gli invitati si chiedono: «Ma non era più a tema un intervento del numero uno delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso

Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno

Musumeci fa infuriare Confesercenti

È ministro del Mare e pure della Protezione civile, Nello Musumeci: e siciliano, proprio dell’isola che ha subito forti danni dal maltempo e dalle mareggiate. Ma parlando delle assicurazioni ha fatto infuriare Confesercenti: «Le dichiarazioni del ministro Musumeci, che invita a verificare quanti esercizi fossero assicurati, pongono un punto che va chiarito subito. La polizza ‘cat nat’ (catastrofe naturale, ndr) obbligatoria per le imprese, per come è stata definita, non copre le mareggiate. Per questo è assurdo richiamare la polizza come criterio per restringere o condizionare gli aiuti dopo i danni provocati dal ciclone Harry alle zone costiere di Sicilia, Sardegna e Calabria». Non solo, perché Confesercenti sottolinea che «chi si è assicurato rischia di non essere rimborsato perché l’evento non rientra nelle coperture previste, ma potrebbe comunque accedere ai contributi pubblici. Chi non è assicurato, invece, rischia di restare escluso dai ristori pubblici proprio perché non ha una polizza, anche se quella polizza non avrebbe comunque coperto quel danno. Un sistema che non tutela nessuno in modo coerente e che, anziché accelerare la ripartenza, aggiunge confusione». Poteva bastare? Ovviamente no, perché il caos è totale: «A complicare ulteriormente le cose c’è il regime delle proroghe e delle scadenze differenziate per categorie, con il rischio di creare trattamenti diversi tra attività colpite dallo stesso evento: bar e attività ricettive, che hanno avuto la proroga dell’obbligo al 30 marzo, potranno avere contributi pubblici anche se non assicurati. Gli altri no. Un pasticciaccio che va corretto subito. Gli aiuti devono seguire il danno e la necessità di ripartenza dei territori: non si lasci indietro nessuno».

Le mosse di Riffeser e gli spifferi alla Fieg: le pillole del giorno
Nello Musumeci (Imagoeconomica).

Ferrari, svelata la nuova monoposto SF-26

Scuderia Ferrari ha svelato la SF-26, monoposto che gareggerà in Formula 1 nel 2026 e sulla quale sono riposte molte speranze, dopo un 2025 avaro di soddisfazioni. La nuova Rossa di Charles Leclerc e Lewis Hamilton è stata presentata sui social e con i primi giri sulla pista di Fiorano: a mettersi per primo al volante è stato il sette volte campione del mondo per un installation lap ad andatura ridotta, sull’asfalto umido per la pioggia.

Per quanto riguarda il “look”, la SF-26 sfoggia il classico rosso Ferrari, sostituito però nell’area dell’abitacolo e del cofano motore dal bianco, dove campeggia il blu del title sponsor HP, presente anche sull’alettone. La linea più bassa della monoposto e alcuni elementi delle ali sono invece neri. Curiosità: inizialmente, nella sezione per i media del sito ufficiale, Ferrari aveva pubblicato le immagini della monoposto del 2025. A Maranello si sono poi corretti subito dopo.

Pensioni, la Rgs prevede altri tre mesi di aumenti dei requisiti dal 2029

La Ragioneria generale dello Stato ha pubblicato le nuove proiezioni della speranza di vita sul sistema previdenziale che prospettano un nuovo inasprimento dei requisiti anagrafici e contributivi delle pensioni a partire dal 2029. La previsione è contenuta nella nota di aggiornamento del 26esimo Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del ministero dell’Economia e delle Finanze. Il documento tecnico, basato sullo scenario demografico elaborato dall’Istat e riferito all’anno 2024, delinea scatti biennali che allontanano la data del ritiro dal lavoro. Sebbene la legge di Bilancio 2026 abbia introdotto una certa gradualità sugli aumenti dei requisiti pensionistici per il biennio precedente (2027-2028), il meccanismo automatico basato sui dati statistici a consuntivo sembra destinato a riprendere la corsa.

Pensioni, requisiti e scatti previsti dal 2029

Pensioni, la Rgs prevede altri tre mesi di aumenti dei requisiti dal 2029
Il ministro dellíEconomia Giancarlo Giorgetti (Ansafoto).

Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, l’elaborazione della Ragioneria generale dello Stato prevede, dal 1° gennaio 2029, un nuovo innalzamento di tre mesi per l’accesso alla pensione di vecchiaia. La soglia anagrafica per l’uscita dal lavoro con almeno 20 anni di contributi salirà, dunque, a 67 anni e sei mesi. Contemporaneamente, per la pensione anticipata saranno necessari 43 anni e quattro mesi di versamenti, con un anno di sconto per le lavoratrici. Le proiezioni indicano che nel 2031 si verificherà un ulteriore incremento di due mesi, portando l’età anagrafica a 67 anni e otto mesi.

Quadro normativo e la legge di Bilancio 2026

La determinazione delle soglie delle pensioni dipende dal decreto direttoriale del 19 dicembre 2025, che ha disciplinato gli adeguamenti con decorrenza dal 1° gennaio 2027. Tuttavia, la legge di Bilancio di quest’anno ha diluito gli aumenti dei requisiti, limitando l’aumento a un solo mese per il 2027 e a tre mesi complessivi per il 2028. Questo intervento ha influenzato sia l’età anagrafica sia il monte contributivo. La Rgs ribadisce che le proiezioni restano ancorate all’aspettativa di vita accertata. Si ricorda che nel 2026 l’accesso è garantito con:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne;
  • 67 anni di età e 20 anni di contributi per la vecchiaia.

Come cambiano i requisiti delle pensioni nei prossimi anni?

La gestione dell’adeguamento anagrafico comporta oneri significativi per le finanze statali. Per esempio, il blocco totale dell’aumento di tre mesi previsto per il 2027 avrebbe richiesto una copertura economica superiore a tre miliardi di euro. Tale spesa spiega la decisione del governo di applicare una diluizione graduale invece di una sospensione integrale, al fine di mantenere il rigore richiesto in sede europea. Tuttavia, la variabile politica giocherà un ruolo fondamentale, poiché nel 2027 si terranno le elezioni politiche. I partiti saranno chiamati a esprimersi sulle soglie di uscita che appaiono impopolari per l’elettorato. Spetta al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, l’emanazione dei decreti di variazione necessari a rendere esecutivi gli scatti basati sulle rilevazioni Istat.