Così Pier Silvio può sfruttare il caso Corona per tagliare Signorini definitivamente
Pier Silvio Berlusconi governa Mediaset dal 2000, cioè da quando è stato nominato vicepresidente del gruppo. E in questi 25 anni ha certamente voluto lasciare il suo segno, rivendicando i successi personali e marcando, quando ha potuto, una discontinuità con il geniale e ingombrante padre Silvio. Voi per questioni di linea editoriale, vuoi anche per raggiunti limiti di età dei suoi protagonisti, Pier Silvio si è trovato a smontare, pezzo per pezzo, la tivù pensata dal Cavaliere.
Se è stato accompagnato alla porta persino Mike Bongiorno…
Tanto per fare alcuni esempi: Mike Bongiorno finì di essere un personaggio significativo per Mediaset nel 2003, quando Pier Silvio decise di chiudere l’avventura de La ruota della fortuna, condotta da Mike per decenni. Ricordando, tuttavia, che in realtà Bongiorno aveva terminato Telemike nel giugno del 1992 (a 68 anni) e da allora non era più riuscito a incidere davvero con programmi di successo in prime time.
Il vero Maurizio Costanzo show si fermò a inizio 2005 (quando Costanzo doveva compiere 67 anni) sempre per volere di Pier Silvio, e il conduttore rimase per anni un po’ sullo sfondo nei palinsesti di Mediaset, recuperato solo verso la fine, prima della sua morte nel 2023, dietro le insistenze della moglie Maria De Filippi, troppo strategica per l’economia di gruppo televisivo.
Casa Vianello concluse la sua esperienza nel 2007, ma qui parliamo di sopravvenuti limiti di età per Raimondo Vianello (85 anni all’epoca) e Sandra Mondaini (76).
Nel 2015 Pier Silvio diventò pure amministratore delegato di Mediaset. E Fedele Confalonieri, grande sodale di papà Silvio, iniziò a scivolare nell’ombra pur restando presidente del gruppo.

Lo stop a Ricci era in cantiere da tempo
Nel 2021, a 49 anni, è stata congedata Alessia Marcuzzi. Nel 2023, a 66 anni, è toccato a Barbara D’Urso. Nel 2025, a luglio, Pier Silvio ha “staccato la spina” ad Antonio Ricci (75 anni) mettendo fine a un regno quasi trentennale sull’access prime time di Canale 5, tra Striscia la notizia e Paperissima. Uno stop al quale pensava già da almeno un decennio, insieme con Publitalia, ma che a causa di mille ragioni non era riuscito a imporre, soprattutto per mancanza di alternative credibili.
Signorini può contare sul legame con Marina Berlusconi
E adesso pare proprio essere arrivato il turno di Alfonso Signorini, 61 anni, che difficilmente (eufemismo) potrà tornare a condurre qualcosa su Mediaset. Già nel 2012, a dirla tutta, Pier Silvio lo aveva liquidato dai palinsesti, dopo i disastri di Kalispera, di Chef per un giorno e l’addio a Verissimo. Passati anni da opinionista e conduttore di cose minori, tuttavia, per intercessione sia del Cavaliere sia di Marina Berlusconi (con la quale Signorini ha sempre avuto stretti rapporti, dalle vacanze insieme fino a essere stato tra i pochissimi invitati alle nozze di Marina nella cappella privata di Villa San Martino), a Signorini dal 2020 è stato affidato il Grande Fratello Vip.
Le ripercussioni del caso Corona sono arrivate a Cologno Monzese
E anche qualora Signorini si fosse ritrovato a segnalare dei concorrenti per il reality che conduceva, la decisione finale circa il cast del programma sarebbe sempre e comunque spettata al comitato editoriale di Mediaset, tramite contratti firmati dalla direzione risorse artistiche del gruppo. E quindi qualche ripercussione della vicenda Signorini, sollevata da Fabrizio Corona, sta probabilmente arrivando pure a Cologno Monzese. Con profondissima irritazione da parte dei vertici, proprio quando erano state celebrate la conquista della Germania, il potenziamento di Mfe come grande gruppo multimediale e di respiro europeo (tutti obiettivi che papà Silvio non era riuscito a raggiungere) e il primato negli ascolti in Italia nel 2025.

Pier Silvio vuole una tivù per famiglie e aperta al pluralismo
Insomma, l’occasione, a questo punto, è diventata ghiotta per togliere definitivamente anche Signorini dalla scena televisiva del Biscione. Tanto il giornalista di gossip era funzionale alla narrazione di Silvio Berlusconi, con il sistema di Chi, quanto risulta ora disfunzionale alla narrazione di Pier Silvio Berlusconi, impegnato a mostrarsi degno, se non migliore, del papà, con un’immagine pulita di editore di una tivù per famiglie, portatore di valori, aperto al pluralismo (vedi i programmi di Bianca Berlinguer e Tommaso Labate su Rete 4) e con l’intento di rinnovare pure Forza Italia con risorse più giovani.
L’autosospensione, gli aspetti reputazionali e quel prezzo…
Dopo l’autosospensione di Signorini da Mediaset, si tratta di vedere cosa accadrà in Mondadori, dove a dominare è pur sempre la sua amica Marina (per ora resta al timone di Chi come direttore editoriale). Certo, il primo romanzo di Signorini, Amami quanto io t’amo, pubblicato da Mondadori e uscito il 25 novembre 2025, non verrà ricordato come uno dei più brillanti successi della casa editrice. Purtroppo o per fortuna, Signorini sembra destinato a fare la stessa fine di Chiara Ferragni, almeno a livello di conseguenze reputazionali. Con una piccola grande differenza: che Signorini conosce tutti i segreti della famiglia Berlusconi. Ma come disse a Francesca Fagnani durante una puntata di Belve, a proposito dello scenario in cui gli eredi del Cav si sarebbero sbarazzati di lui: «Tutto ha un prezzo» (ironia della sorte, il filone delle sparate di Corona su Falsissimo si intitolava “Il prezzo del successo”…).




















































































(@lizzybennet2025) 









…Viva la pa-pa-patria 





