Così Pier Silvio può sfruttare il caso Corona per tagliare Signorini definitivamente

Pier Silvio Berlusconi governa Mediaset dal 2000, cioè da quando è stato nominato vicepresidente del gruppo. E in questi 25 anni ha certamente voluto lasciare il suo segno, rivendicando i successi personali e marcando, quando ha potuto, una discontinuità con il geniale e ingombrante padre Silvio. Voi per questioni di linea editoriale, vuoi anche per raggiunti limiti di età dei suoi protagonisti, Pier Silvio si è trovato a smontare, pezzo per pezzo, la tivù pensata dal Cavaliere.

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Se è stato accompagnato alla porta persino Mike Bongiorno…

Tanto per fare alcuni esempi: Mike Bongiorno finì di essere un personaggio significativo per Mediaset nel 2003, quando Pier Silvio decise di chiudere l’avventura de La ruota della fortuna, condotta da Mike per decenni. Ricordando, tuttavia, che in realtà Bongiorno aveva terminato Telemike nel giugno del 1992 (a 68 anni) e da allora non era più riuscito a incidere davvero con programmi di successo in prime time.

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Il vero Maurizio Costanzo show si fermò a inizio 2005 (quando Costanzo doveva compiere 67 anni) sempre per volere di Pier Silvio, e il conduttore rimase per anni un po’ sullo sfondo nei palinsesti di Mediaset, recuperato solo verso la fine, prima della sua morte nel 2023, dietro le insistenze della moglie Maria De Filippi, troppo strategica per l’economia di gruppo televisivo.

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Casa Vianello concluse la sua esperienza nel 2007, ma qui parliamo di sopravvenuti limiti di età per Raimondo Vianello (85 anni all’epoca) e Sandra Mondaini (76).

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Nel 2015 Pier Silvio diventò pure amministratore delegato di Mediaset. E Fedele Confalonieri, grande sodale di papà Silvio, iniziò a scivolare nell’ombra pur restando presidente del gruppo. 

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Marina Berlusconi e Fedele Confalonieri (foto Imagoeconomica).

Lo stop a Ricci era in cantiere da tempo

Nel 2021, a 49 anni, è stata congedata Alessia Marcuzzi. Nel 2023, a 66 anni, è toccato a Barbara D’Urso. Nel 2025, a luglio, Pier Silvio ha “staccato la spina” ad Antonio Ricci (75 anni) mettendo fine a un regno quasi trentennale sull’access prime time di Canale 5, tra Striscia la notizia e Paperissima. Uno stop al quale pensava già da almeno un decennio, insieme con Publitalia, ma che a causa di mille ragioni non era riuscito a imporre, soprattutto per mancanza di alternative credibili.

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Signorini può contare sul legame con Marina Berlusconi

E adesso pare proprio essere arrivato il turno di Alfonso Signorini, 61 anni, che difficilmente (eufemismo) potrà tornare a condurre qualcosa su Mediaset. Già nel 2012, a dirla tutta, Pier Silvio lo aveva liquidato dai palinsesti, dopo i disastri di Kalispera, di Chef per un giorno e l’addio a Verissimo. Passati anni da opinionista e conduttore di cose minori, tuttavia, per intercessione sia del Cavaliere sia di Marina Berlusconi (con la quale Signorini ha sempre avuto stretti rapporti, dalle vacanze insieme fino a essere stato tra i pochissimi invitati alle nozze di Marina nella cappella privata di Villa San Martino), a Signorini dal 2020 è stato affidato il Grande Fratello Vip.

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Le ripercussioni del caso Corona sono arrivate a Cologno Monzese

E anche qualora Signorini si fosse ritrovato a segnalare dei concorrenti per il reality che conduceva, la decisione finale circa il cast del programma sarebbe sempre e comunque spettata al comitato editoriale di Mediaset, tramite contratti firmati dalla direzione risorse artistiche del gruppo. E quindi qualche ripercussione della vicenda Signorini, sollevata da Fabrizio Corona, sta probabilmente arrivando pure a Cologno Monzese. Con profondissima irritazione da parte dei vertici, proprio quando erano state celebrate la conquista della Germania, il potenziamento di Mfe come grande gruppo multimediale e di respiro europeo (tutti obiettivi che papà Silvio non era riuscito a raggiungere) e il primato negli ascolti in Italia nel 2025.

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Fabrizio Corona in tribunale a Milano (foto Ansa).

Pier Silvio vuole una tivù per famiglie e aperta al pluralismo

Insomma, l’occasione, a questo punto, è diventata ghiotta per togliere definitivamente anche Signorini dalla scena televisiva del Biscione. Tanto il giornalista di gossip era funzionale alla narrazione di Silvio Berlusconi, con il sistema di Chi, quanto risulta ora disfunzionale alla narrazione di Pier Silvio Berlusconi, impegnato a mostrarsi degno, se non migliore, del papà, con un’immagine pulita di editore di una tivù per famiglie, portatore di valori, aperto al pluralismo (vedi i programmi di Bianca Berlinguer e Tommaso Labate su Rete 4) e con l’intento di rinnovare pure Forza Italia con risorse più giovani.

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L’autosospensione, gli aspetti reputazionali e quel prezzo…

Dopo l’autosospensione di Signorini da Mediaset, si tratta di vedere cosa accadrà in Mondadori, dove a dominare è pur sempre la sua amica Marina (per ora resta al timone di Chi come direttore editoriale). Certo, il primo romanzo di Signorini, Amami quanto io t’amo, pubblicato da Mondadori e uscito il 25 novembre 2025, non verrà ricordato come uno dei più brillanti successi della casa editrice. Purtroppo o per fortuna, Signorini sembra destinato a fare la stessa fine di Chiara Ferragni, almeno a livello di conseguenze reputazionali. Con una piccola grande differenza: che Signorini conosce tutti i segreti della famiglia Berlusconi. Ma come disse a Francesca Fagnani durante una puntata di Belve, a proposito dello scenario in cui gli eredi del Cav si sarebbero sbarazzati di lui: «Tutto ha un prezzo» (ironia della sorte, il filone delle sparate di Corona su Falsissimo si intitolava “Il prezzo del successo”…).

Natale 2025 in tv, cinque film trasmessi da Rai e Mediaset durante le vacanze

Anche nell’era dello streaming, dove tutto è fruibile in qualsiasi momento, la tv generalista conserva la sua tradizionale programmazione di Natale. Sempre uguale, salvo qualche leggera variazione, promette già a partire dalle ore 19 della vigilia la messa in onda di classici senza tempo, le cui battute sono in grado di strappare un sorriso anche se impresse nella memoria di tutti. E poco importa se gran parte dei titoli sono disponibili su varie piattaforme tutto l’anno: la liturgia profana delle feste va oltre la nostalgia e resta immutata, così come i capolavori da guardare seduti con la famiglia sul divano o con una ciotola di popcorn sotto le coperte. Ecco cinque proposte per la vigilia e il 25 dicembre.

Natale 2025, cosa vedere in tv il 24 e il 25 dicembre su Rai e Mediaset

Natale 2025 in tv, cinque film trasmessi da Rai e Mediaset durante le vacanze
Daniel Radcliffe in Harry Potter e la pietra filosofale (da X).

Doppio appuntamento su Italia 1 alla vigilia: tornano il Grinch e Una poltrona per due

Come di consueto, per la sera del 24 dicembre torna il doppio appuntamento della vigilia di Natale su Italia 1 con due film immancabili nella programmazione di Mediaset. Si parte alle 19 con Il Grinch, cult del 2000 con Jim Carrey nei panni della scorbutica e irascibile creatura che odia le festività e che fa di tutto per rovinarle agli altri. Diretto da Ron Howard, vede una giovanissima Taylor Momsen nei panni della piccola Cindy Chi Lou, che stringe una profonda amicizia con il burbero protagonista: oggi è frontwoman dei Pretty Reckless, band hard rock statunitense che in Italia ha aperto i concerti degli AC/DC. A seguire, alle 21.30, spazio all’immancabile Una poltrona per due con Eddie Murphy e Dan Aykroyd: il film va in onda su Italia 1 dal 1997 con la sola eccezione del 2005 e, puntuale come un orologio svizzero, tornerà anche stavolta.

A Natale su Rai 2 arriva la magia di Mary Poppins con il sequel del 2018

Il 25 dicembre la magia sarà protagonista su Rai 2. Alle 21.20 inizierà infatti Il ritorno di Mary Poppins, film del 2018 e sequel del cult Anni 60 con Emily Blunt nel ruolo che fu dell’iconica Julie Andrews. La trama si svolge circa 30 anni dopo il primo capitolo e vede Michael Banks ormai divenuto adulto con una famiglia tutta sua e impiegato nella fabbrica in cui avevano lavorato il padre e il nonno. Quando tutto sembra andare a rotoli e il denaro inizia a scarseggiare, nella sua vita – aggrappata sempre al suo aquilone – torna la tata Mary Poppins che non è invecchiata di un giorno. Nel cast figura anche il centenario Dick Van Dyke, nei panni del signor Dawes Jr., figlio del personaggio che interpretò nel cult di Stevenson.

Su Rai 3 appuntamento con l’animazione Pixar: in onda arriva Soul

Come ogni anno, anche nel 2025 la Rai ha deciso di puntare sui grandi film Disney. E così, mentre su Rai 2 va in onda Il ritorno di Mary Poppins, la sera di Natale Rai 3 proporrà Soul, film di animazione Pixar del 2020 e vincitore del premio Oscar di categoria. Protagonista della trama è Joe Gardner, un insegnante di musica che spera di diventare un grande artista jazz senza mai sfondare. Proprio nel momento in cui ottiene un posto nella band di un noto cantante, cade in un tombino finendo in coma. All’ingresso dell’Oltremondo, farà squadra con un’anima precoce di nome 22 che non ha mai capito il fascino dell’esperienza umana per tornare in vita e realizzare il suo sogno. Doppiatori italiani dei due sono rispettivamente Neri Marcorè e Paola Cortellesi.

Doppio appuntamento su Italia 1 anche a Natale con Polar Express e Harry Potter

Come per la vigilia, doppio appuntamento su Italia 1 anche per il 25 dicembre. La sera di Natale, alle 19.30 inizierà infatti Polar Express, film animato del 2004 diretto dal grande regista Robert Zemeckis (Ritorno al futuro, Forrest Gump e Chi ha incastrato Roger Rabbit?). Tratto da un omonimo libro per bambini illustrato, è il primo film realizzato con performance capture, ossia usando attori in carne e ossa per replicarli in digitale. La notte di Natale, un ragazzino va a dormire fortemente convinto che Babbo Natale non esista e che a mettere i regali sotto l’albero siano i suoi genitori: dovrà ricredersi quando salirà a bordo di un treno diretto alla casa di Santa Claus. A seguire, alle 21.30, su Italia 1 ci sarà invece Harry Potter e la pietra filosofale, primo capitolo della saga fantasy tratta dai romanzi di JK Rowling: a Santo Stefano, in onda il secondo.

Su Rete 4 spazio alla commedia italiana con Natale a tutti i costi

Christian De Sica e Angela Finocchiaro sono protagonisti di Natale a tutti i costi, commedia diretta da Giovanni Bognetti, in onda il 25 dicembre in prima serata su Rete 4. La trama racconta la storia di Emilio e Alessandra, figli di Carlo e Anna, che decidono di lasciare la loro casa per andare a vivere da soli finendo per trascurare i genitori. Quando avvisano di non poterci essere per la sera di Natale, questi ultimi decidono di attirare la loro attenzione fingendo di aver ereditato sei milioni di euro dalla zia recentemente defunta. Abbagliati dalla ricca somma, Alessandra ed Emilio si ripresentano: per tenere in piedi la loro menzogna, papà e mamma dovranno però fingersi davvero milionari.

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo

Rai 3 compie 46 anni: il terzo canale della televisione di Stato, con una programmazione improntata da sempre all’approfondimento giornalistico, alle inchieste, alla cultura e al sociale, iniziò infatti le trasmissioni alle ore 18.30 del 15 dicembre 1979 dopo un anno di sperimentazioni. Fu tuttavia anni dopo, nel 1987, che avvenne una vera rivoluzione grazie alla direzione di Angelo Guglielmini le cui idee portarono alla nascita di una “tv del reale” con lunghe dirette e un linguaggio pensato proprio per il piccolo schermo. Tanti i programmi che hanno scritto la storia del canale, alcuni dei quali sono ancora in onda.

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo

L’informazione, l’approfondimento e i talk show

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo
Un giovane Fabio Fazio conduttore di Quelli che…il calcio (Ansa).

Oltre al Tg3 e ai vari TgR, il cui nome varia in base alla regione e in onda stabilmente sin dall’esordio nel 1979, sul terzo canale della televisione di Stato hanno preso vita diversi programmi improntati all’informazione e all’approfondimento. Basti pensare, per esempio, a Chi l’ha visto?, in onda ancora oggi con la conduzione di Federica Sciarelli e dedicato ai casi di cronaca nera più importanti in Italia. Dal 1994 è possibile trovare stabilmente Report, inizialmente guidato da Milena Gabanelli e dal 2017 con la conduzione di Sigfrido Ranucci, mentre dal 2009 Riccardo Iacona è al timone del suo Presa diretta. Si concentra sull’approfondimento politico e sul territorio invece Agorà, programma ideato nel 2010 da Antonio Di Bella e attualmente condotto da Roberto Inciocchi.

Impossibile non citare poi Cartabianca con Bianca Berlinguer, oggi passata in Mediaset, e soprattutto Che tempo che fa, il talk show di Fabio Fazio passato su Nove con l’addio del conduttore alla Rai. Tra i programmi più noti dell’approfondimento di Rai 3 anche Ballarò, nato nel novembre 2002 con la conduzione di un allora semi-sconosciuto Giovanni Floris e terminato nel 2016 con l’ultima puntata trasmessa nel luglio 2026 con Massimo Giannini. È ancora in onda, tanto da essere uno degli show più longevi della televisione italiana, Blob, noto programma di genere satirico. Sullo stesso filone La Tv delle Ragazze, ideato nell’autunno 1988 e condotto da Serena Dandini che 30 anni dopo, nel 2018, ha guidato anche il remake La Tv delle Ragazze – Gli Stati Generali 1988-2018. Su Rai 3 ha debuttato anche Quelli che il calcio nel 1993 prima del passaggio, nel 1998, su Rai 2.

Divulgazione scientifica e culturale

Rai 3 compie 46 anni: i programmi di maggior successo
Licio Colò alla conduzione di Alle falde del Kilimangiaro nel 2013 (Ansa).

Tra i programmi di divulgazione impossibile non partire da Geo, in onda dal 1984 e precedentemente noto come Geo & Geo: gli argomenti trattati spaziano su più settori, dalla fotografia alla cultura, passando per il clima, la tecnologia, la natura, la gastronomia e l’attualità. Ben noto anche Kilimangiaro, fino al 2013 chiamato con il nome di Alle falde del Kilimangiaro. Condotto dal 1999 al 2014 da Licia Colò, è oggi guidato da Camila Raznovich talvolta in solitaria e talvolta con la collaborazione di altri presentatori. Dal marzo 2019 invece il geologo Mario Tozzi – che già nei primi anni Duemila aveva condotto Gaia – Il pianeta che vive – guida su Rai 3 il suo Sapiens – Un solo pianeta. Intrattenimento ed educazione si fondevano ne La Melevisione, ambientato nel Fantabosco con Danilo Bertazzi nei panni di Tonio Cartonio e, in seguito, Lorenzo Branchetti in quelli di Milo Cotogno.

Un posto al sole, la soap opera che appassiona più generazioni

Rai 3 è anche culla della soap opera più longeva e forse di maggior successo della televisione italiana. Dal 1996 va in onda, infatti, ininterrottamente, Un posto al sole, ambientata nel cuore di Napoli. La sua narrazione è sempre sincronizzata con il calendario del mondo reale, tanto che lo spettatore vi può trovare lo scorrere delle stagioni, le festività, gli eventi significativi e le mode principali. Il tutto incrociato con storie d’amore, relazioni familiari e problemi di coppia dei suoi protagonisti. Con la prossima stagione arriverà anche la star internazionale Whoopi Goldberg.

Sinner-Djokovic, la finale delle Atp Finals in diretta su Rai 1: come cambia il palinsesto

La finale delle Atp Finals tra Jannik Sinner e Novak Djokovic verrà trasmessa in diretta su Rai 1 e non su Rai 2 come originariamente previsto. Così ha deciso Viale Mazzini vista l’importanza del match e l’impresa del tennista italiano, primo nella storia del torneo ad arrivare così in alto. Il palinsesto dell’ammiraglia verrà quindi modificato, con Domenica In che andrà in onda regolarmente fino alle 17.15 e Da noi… a ruota libera che terminerà alle 17.55 (invece che alle 18.45).

Saltano Reazione a Catena e Affari tuoi per lasciar spazio alla finale delle Atp Finals

Dopodiché il testimone passerà alla diretta dal PalaAlpitour di Torino, con la telecronaca di Marco Fiocchetti supportato in postazione di commento tecnico da Adriano Panatta. Saltano dunque Reazione a Catena e, con ogni probabilità, Affari Tuoi. Anche se tutto dipenderà dalla durata della gara. Il Tg1 dovrebbe andare in onda al termine della partita mentre resta confermata la trasmissione della fiction Lea – I nostri figli.

La decisione dopo i buoni ascolti delle partite precedenti

Il cambio di programmazione è stato deciso anche sulla base dei buoni dati di ascolto registrati dai match giocati da Sinner. Su Rai 2 la semifinale contro il tennista russo Medvedev ha tenuto davanti ai televisori 2 milioni e 370 mila spettatori (18.3 per cento di share). Su Sky Sport la stessa gara ha registrato 819 mila teste con un 5.4 per cento di share. Complessivamente, considerando quindi sia gli ascolti Rai che quelli Sky, si parla di oltre 3 milioni di persone sintonizzate. La partita contro il danese Rune fu seguita da 2 milioni e 581.000 spettatori su Rai 2 e 653 mila su Sky.

La scoperta del talento di Wanda Nara a Ballando con le stelle e la rivalsa sulla leucemia

«Sono a Ballando con le stelle per vincere». Così parlava al settimanale Oggi Wanda Nara a poche ore dal suo debutto in pista. E quelli che la aspettavano con i fucili puntati si sono dovuti subito rassegnare: la tanto chiacchierata showgirl argentina ha chiuso la prima puntata del programma del sabato sera di Rai1 al terzo posto. Una settimana dopo tutti i giudici le hanno dato 10 per un totale di 50 punti che le sono valsi la medaglia d’argento solo perché Teo Mammuccari ha ricevuto il ‘tesoretto’. Secondo posto confermato anche nella terza e nella quarta puntata. Risultati che l’hanno catapultata nel ristretto gruppetto dei super favoriti alla vittoria finale. Anzi, nella super favorita secondo gli scommettitori: come riportato da La Gazzetta dello sport, su Gazzabet e Planetwin365 è quotata a 1.85, su Goldbet a 2.00 e su Sisal a 1.50.

Non solo Wanda Nara, Ballando con le stelle è all’insegna delle donne

Segue poi l’altra rivelazione del talent: Simona Ventura che vale 3.00 per Gazzabet, 2.50 per Goldbet, 3.25 per Sisal e 2.65 per PlanetWin365. Medaglia di bronzo invece per Carlotta Mantovan che viaggia a 7.00 su Gazzabet, Goldbet e PlanetWin365 e a 7.50 su Sisal. Insomma, un’edizione all’insegna delle donne per Ballando 2023 che, nonostante lo scontro con il Golia di Canale 5, Tú sí que vales, regge. Certo una piccola flessione rispetto al 2022 c’è stata. Perché, se la stagione iniziata il 21 ottobre 2023 viaggia su una media del 22,2 per cento con 3 milioni e 200 mila persone davanti alla tivù, quella precedente, alla quarta puntata, aveva una media superiore di due punti e circa 300 mila ascoltatori di più.

Gli ascolti premiano comunque Tú sí que vales su Canale 5

Numeri comunque importanti, ma non paragonabili a quelli della corazzata di Maria De Filippi che, nelle quattro settimane di scontro con il programma di Milly Carlucci, ha portato a casa un risultato superiore al 27 per cento con circa quattro milioni di fan alla visione. Certo il percorso di Ballando è ancora lungo: dopo la finale di Tú sí que vales (in palinsesto il 18 novembre), la pista da ballo di Rai1 rimane aperta per altre cinque settimane durante le quali potrebbe alzare la media stagionale.

Gli haters hanno da sempre accusato Wanda di non saper fare nulla

Non è ancora detta l’ultima parola quindi per Wanda Nara e la sua, a oggi, probabile vittoria. Nel frattempo è innegabile come lei sia riuscita a prendersi una serie di rivincite. La prima quella nei confronti degli haters che, negli anni, l’hanno attaccata in qualsiasi modo. In particolare di coloro che l’hanno accusata di non saper far davvero nulla se non gossip. La showgirl argentina sa ballare. Si impegna e si è presa un posto di primo piano in un programma in cui, al netto degli stracci che volano tra alcuni giudici e concorrenti (vedi Selvaggia Lucarelli e Mammucari) o tra gli stessi concorrenti (Mammucari e Antonio Caprarica), quello che dovrebbe contare sono le esibizioni e il talento.

La scoperta del talento di Wanda Nara a Ballando con le stelle e la rivalsa sulla leucemia
Wanda Nara (Imagoeconomica).

La paura per la leucemia: «Mando un messaggio di normalità ai miei figli»

La marea di punti che ogni settimana riceve e il titolo di super favorita sono anche una sorta di rivalsa anche nei confronti della leucemia che, come ha raccontato a Oggi, sta ancora affrontando: «Da quando l’ho saputo, da quando le infermiere mi sono corse incontro in lacrime, con i risultati in mano, non sono ancora riuscita a “elaborare” questo nome». Il suo impegno a Ballando è supervisionato da Buenos Aires dal suo medico che le dice quello che può e quello non può fare: «Gli sforzi, la tensione, la gara, gli allenamenti: posso sopportare tutto. Sono qui anche per mandare un messaggio di normalità ai miei figli. Vedono che ho grinta, che non sto chiusa in casa, che posso saltare, fare le piroette. Spero capiscano che la mamma è invincibile».

«Se non ti vedono in ospedale moribonda pensano che tu stia bene»

Una malattia, la sua, che è stata su tutti i giornali. E sulla quale, a detta degli haters, la showgirl avrebbe speculato: «Esiste la gente cattiva, non puoi farci nulla. Ai miei cinque bambini sto insegnando a essere forti, voglio che crescano con la corazza che mi sono fatta io. Non ho mai “giocato” con la malattia. Non ho mai parlato di salute, non ho mai detto cos’ho. Il problema è che se non ti vedono “inchiodata” a un letto, in ospedale, moribonda, senza capelli, pensano che tu stia bene. Ma che ne sanno di come sto, delle medicine che prendo, della paura che mi viene quando mi fermo?».

La scoperta del talento di Wanda Nara a Ballando con le stelle e la rivalsa sulla leucemia
Wanda Nara ai tempi di Icardi all’Inter (Getty).

Mauro Icardi e Wanda Nara pronti a tornare (di nuovo) all’altare

A non mancarle, nonostante le cicliche voci di crisi e tradimenti, è il supporto del marito Mauro Icardi: «È stato in grado di realizzare tutto prima di me e si è preso cura di me, mi ha protetto e, allo stesso tempo, si è occupato di portare avanti la routine quotidiana dei bambini mentre mi accompagnava dal medico. Era – ed è – la persona che mi sostiene di più. Una notte, in clinica, mi sono svegliata e l’ho trovato, nelle prime ore del mattino, a cercare la cura per la leucemia e il posto migliore al mondo per curarla, e questo è l’esempio più chiaro di chi è lui», ha spiegato a Gente.

«Nel bel mezzo di un allenamento metteva la sveglia per mandarmi un messaggio: “Non dimenticarti di prendere le medicine”». E quando le hanno chiesto se la malattia li abbia avvicinati di più, lei non ha lasciato spazio ai dubbi: «Ci amavamo già ed eravamo vicini, non c’era bisogno di questo per confermarlo. Ma è vero che si vede quanto sia reale l’impegno che si prende quando ci si sposa di “sostenersi l’un l’altro sia in salute che in malattia”…». Un legame che, secondo quanto svelato da Wanda Nara, potrebbe riportarli all’altare: «Mauro mi ha chiesto di sposarlo di nuovo. Dopo 10 anni insieme! Non abbiamo ancora definito nulla, ma è stato bello ricevere la tua proposta».

Tiki Taka, il Grande Fratello Vip, MasterChef Argentina

Certo, il loro legame, sentimentale e lavorativo, ha spesso esposto la showgirl agli attacchi della stampa e dei social. Vuoi per come è nato: lei era sposata con Maxi Lopez, compagno di squadra di Icardi alla Sampdoria, con quale poi scattò una battaglia fatta di vicendevoli accuse di infedeltà. Vuoi per come si è evoluto: Wanda Nara è diventata anche procuratrice sportiva del secondo marito finendo nel mirino dei tifosi per qualsiasi passo falso della carriera di Maurito. In parallelo lei ha portato avanti la sua carriera televisiva che, iniziata in Argentina con la partecipazione ad alcuni talent, in Italia è passata dal ruolo di co-conduttrice, a fianco di Pierluigi Pardo, di Tiki Taka, quello di opinionista della quarta edizione del Grande Fratello Vip, condotto da Alfonso Signorini. In patria nell’autunno del 2022 è, invece, entrata nella giuria del programma ¿Quién es la máscara?, versione locale de Il cantante mascherato. Un impegno che le è valso il Premio Martín Fierro come rivelazione dell’anno della televisione argentina che l’ha accompagnata direttamente alla conduzione della terza edizione di MasterChef Argentina nell’estate 2023.

Dietrofront di Augias, condurrà sulla Rai un’altra stagione di La Gioia della Musica

Corrado Augias è sì approdato a La7, dove sarà al timone di un programma settimanale in prima serata intitolato La torre di Babele. Ma non dirà del tutto addio alla Rai. Raccogliendo l’invito dell’amministratore delegato Roberto Sergio, il giornalista ha infatti accettato di preparare e condurre 20 puntate del programma La Gioia della Musica, considerando anche il lavoro già svolto dagli autori e gli impegni presi con l’Orchestra Nazionale Sinfonica della Rai. Lo si apprende da una nota di Viale Mazzini.

Dietrofront di Augias, condurrà in Rai un’altra stagione di La Gioia della Musica dopo aver parlato con l'ad Sergio.
Giampaolo Rossi e Roberto Sergio (Imagoeconomica).

Si tratta di una decisione a sorpresa, visto il botta e risposta con il direttore generale Rossi

Si tratta di un clamoroso dietrofront dopo l’addio al veleno che si è (o meglio era) consumato. Augias, prendendosela con il governo Meloni, «approssimativo e incompetente», nonché in grado di produrre «il massimo di efficienza nella progressiva distruzione della Radiotelevisione italiana», aveva detto addio alla Rai rendendosi protagonista di un un caldissimo botta e risposta con il direttore generale Giampaolo Rossi. «Se la Rai è sopravvissuta all’addio di Pippo Baudo, sopravviverà anche a quello di Augias», aveva detto quest’ultimo nel corso di un’audizione in commissione Cultura alla Camera, aggiungendo: «Il nostro obiettivo non è salvaguardare lo stipendio di Augias, ma occuparci di 12 mila dipendenti». Dalle pagine di Repubblica, il giornalista aveva risposto: «Le parole con le quali il direttore generale della Rai Giampaolo Rossi ha commentato la mia uscita dall’azienda sono così improprie da suonare come smarrite, gravate per di più da un’ombra di volgarità», sottolineando di non aver mai parlato di soldi. E poi aveva rincarato la dose: «Un alto dirigente dovrebbe trovare il modo di polemizzare senza però lasciarsi andare all’ingiuria. Rispondere nel merito non è impossibile se si ha netta coscienza del proprio operato e delle proprie scelte culturali». Ora la marcia indietro.

Dietrofront di Augias, condurrà in Rai un’altra stagione di La Gioia della Musica dopo aver parlato con l'ad Sergio.
Corrado Augias (Imagoeconomica).

L’addio di Flavio Insinna a l’Eredità: «Siete stati la mia famiglia»

Si chiude un’era. In occasione della puntata trasmessa su Rai Uno la scorsa domenica, 18 giugno, Flavio Insinna ha detto ufficialmente addio ai milioni di telespettatori che fin dal 2018 seguivano fedeli L’Eredità, l’amato quiz che ha condotto negli ultimi 5 anni.

Il saluto commosso di Flavio Insinna a L’Eredità

Appena entrato in studio, il pubblico ha accolto Flavio Insinna con un fragoroso applauso. Terminati i convenevoli, il presentatore ha dichiarato: «Famiglia, è l’ultima puntata della stagione. Grazie, grazie, grazie a tutti. In tutte le lingue del mondo. Grazie alla famiglia de l’Eredità». A questo punto il pubblico presente in studio gli ha regalato una standing ovation, alla quale Insinna ha risposto, commosso: «Basta non si può fare. Grazie famiglia, questa dal vivo e quelle nelle case. In Italia e nel mondo. Grazie con tutto il cuore, mi imbarazzo».

A fine puntata, inoltre, Flavio Insinna ha ripreso con i ringraziamenti, rivolgendosi alla società di produzione Banijay ma ricordando anche tutto quello che lui e gli spettatori hanno vissuto negli ultimi anni, dalle «puntate più corte» ai Mondiali di calcio passando per la guerra in Ucraina tuttora in corso. Qui il video con i saluti finali di Insinna.

Il futuro dell’Eredità: spunta l’ipotesi Pino Insegno

Da ormai diverso tempo si vocifera che molto presto Rai Uno avrà un nuovo volto di punta, quello di Pino Insegno, vicino agli ambienti meloniani. Stando alle ultime indiscrezioni apparse su Dagospia riportate da Giuseppe Candela, sembra che il testimone dell’Eredità sarà preso proprio da Insegno, a partire dal prossimo 1° gennaio 2024.

In base alle ultime indiscrezioni, tra l’altro, Pino Insegno potrebbe ricevere ben presto in Rai uno spazio ancor maggiore. Parlando del futuro di Insegno il giornale di Roberto D’Agostino ha riportato: «C’è chi ipotizza un ritorno alla fiction ma anche uno show in prime time su Rai 1, uno spettacolo in qualche modo legato al mondo della tv. Lavori in corso».

L’addio di Flavio Insinna a l’Eredità: «Siete stati la mia famiglia»

Si chiude un’era. In occasione della puntata trasmessa su Rai Uno la scorsa domenica, 18 giugno, Flavio Insinna ha detto ufficialmente addio ai milioni di telespettatori che fin dal 2018 seguivano fedeli L’Eredità, l’amato quiz che ha condotto negli ultimi 5 anni.

Il saluto commosso di Flavio Insinna a L’Eredità

Appena entrato in studio, il pubblico ha accolto Flavio Insinna con un fragoroso applauso. Terminati i convenevoli, il presentatore ha dichiarato: «Famiglia, è l’ultima puntata della stagione. Grazie, grazie, grazie a tutti. In tutte le lingue del mondo. Grazie alla famiglia de l’Eredità». A questo punto il pubblico presente in studio gli ha regalato una standing ovation, alla quale Insinna ha risposto, commosso: «Basta non si può fare. Grazie famiglia, questa dal vivo e quelle nelle case. In Italia e nel mondo. Grazie con tutto il cuore, mi imbarazzo».

A fine puntata, inoltre, Flavio Insinna ha ripreso con i ringraziamenti, rivolgendosi alla società di produzione Banijay ma ricordando anche tutto quello che lui e gli spettatori hanno vissuto negli ultimi anni, dalle «puntate più corte» ai Mondiali di calcio passando per la guerra in Ucraina tuttora in corso. Qui il video con i saluti finali di Insinna.

Il futuro dell’Eredità: spunta l’ipotesi Pino Insegno

Da ormai diverso tempo si vocifera che molto presto Rai Uno avrà un nuovo volto di punta, quello di Pino Insegno, vicino agli ambienti meloniani. Stando alle ultime indiscrezioni apparse su Dagospia riportate da Giuseppe Candela, sembra che il testimone dell’Eredità sarà preso proprio da Insegno, a partire dal prossimo 1° gennaio 2024.

In base alle ultime indiscrezioni, tra l’altro, Pino Insegno potrebbe ricevere ben presto in Rai uno spazio ancor maggiore. Parlando del futuro di Insegno il giornale di Roberto D’Agostino ha riportato: «C’è chi ipotizza un ritorno alla fiction ma anche uno show in prime time su Rai 1, uno spettacolo in qualche modo legato al mondo della tv. Lavori in corso».

Isola dei Famosi 2023, la finale: anticipazioni e pronostici

Ancora pochissime ore e i telespettatori di Mediaset scopriranno chi sarà il vincitore dell‘Isola dei Famosi 2023. La finale in onda lunedì 19 giugno vedrà trionfare un naufrago fra i concorrenti rimasti in gara, ovvero Pamela Camassa, Andrea Lo Cicero, Marco Mazzoli, Cristina Scuccia, Luca Vetrone, Alessandra Drusian, ecco chi tra di loro potrebbe portarsi a casa la vittoria finale e tutte le anticipazioni.

Le anticipazioni sulla finale dell’Isola dei Famosi 2023

La puntata andrà come sempre in onda su Canale 5 a partire dalle 21:30 circa. Nel corso della serata gli spettatori scopriranno prima di tutto chi ha avrà avuto la peggio all’ultimo televoto di questa edizione tra i nominati Cristina Scuccia e Luca Vetrone. I naufraghi ancora in gara, inoltre, non si aspettano che all’ultimo rientrerà in gara anche un altro elemento, ovvero Alessandra Drusian, rimasta in questi giorni sull’Ultima Spiaggia.

Rispetto all’episodio in onda a breve, inoltre, già sappiamo che i concorrenti rimasti in gara potranno finalnente riabbracciare i loro affetti più cari, volati in Honduras proprio in occasione di questa tanto attesa finale. Vale, infine, ricordare che c’è il fantasma del meteo che aleggia sulla diretta: l’inviato Alvin ha tenuto a sottolineare che le previsioni per le prossime ore sull’Isola non sono delle migliori, raccontando: «Domani la finale, oggi le prove della finale. Però, le previsioni non sono per niente belle. Oggi sta iniziando già a essere nuvoloso, c’è mare grosso. Le previsioni per domani non sono buone. Quindi ci stiamo preparando per questo. Dopo due mesi e mezzo che siamo qui e ne abbiamo vissute di ogni, anche molto brutte, facciamo la finale col sole? No. Poi non è detta l’ultima parola, ma le previsioni sono catastrofiche. Quindi vedremo, sarà un’avventura anche domani, come ogni giorno. Non vediamo l’ora. La diretta della finale sarà una diretta importante, piena di emozioni, ancora più delle altre dirette. Anche perché è l’ultima, è finita questa avventura».

I pronostici: Marco Mazzoli vincitore annunciato?

A breve distanza temporale dalla finale dell’Isola i principali siti di scommesse, come per esempio SNAI, puntano tutti a un solo nome per quanto riguarda il possibile vincitore: è quello di Marco Mazzoli, entrato in gara al fianco del collega dello Zoo di 105 Paolo Noise, ritiratosi dal gioco per motivi di salute.

Isola dei Famosi 2023, la finale: anticipazioni e pronostici

Ancora pochissime ore e i telespettatori di Mediaset scopriranno chi sarà il vincitore dell‘Isola dei Famosi 2023. La finale in onda lunedì 19 giugno vedrà trionfare un naufrago fra i concorrenti rimasti in gara, ovvero Pamela Camassa, Andrea Lo Cicero, Marco Mazzoli, Cristina Scuccia, Luca Vetrone, Alessandra Drusian, ecco chi tra di loro potrebbe portarsi a casa la vittoria finale e tutte le anticipazioni.

Le anticipazioni sulla finale dell’Isola dei Famosi 2023

La puntata andrà come sempre in onda su Canale 5 a partire dalle 21:30 circa. Nel corso della serata gli spettatori scopriranno prima di tutto chi ha avrà avuto la peggio all’ultimo televoto di questa edizione tra i nominati Cristina Scuccia e Luca Vetrone. I naufraghi ancora in gara, inoltre, non si aspettano che all’ultimo rientrerà in gara anche un altro elemento, ovvero Alessandra Drusian, rimasta in questi giorni sull’Ultima Spiaggia.

Rispetto all’episodio in onda a breve, inoltre, già sappiamo che i concorrenti rimasti in gara potranno finalnente riabbracciare i loro affetti più cari, volati in Honduras proprio in occasione di questa tanto attesa finale. Vale, infine, ricordare che c’è il fantasma del meteo che aleggia sulla diretta: l’inviato Alvin ha tenuto a sottolineare che le previsioni per le prossime ore sull’Isola non sono delle migliori, raccontando: «Domani la finale, oggi le prove della finale. Però, le previsioni non sono per niente belle. Oggi sta iniziando già a essere nuvoloso, c’è mare grosso. Le previsioni per domani non sono buone. Quindi ci stiamo preparando per questo. Dopo due mesi e mezzo che siamo qui e ne abbiamo vissute di ogni, anche molto brutte, facciamo la finale col sole? No. Poi non è detta l’ultima parola, ma le previsioni sono catastrofiche. Quindi vedremo, sarà un’avventura anche domani, come ogni giorno. Non vediamo l’ora. La diretta della finale sarà una diretta importante, piena di emozioni, ancora più delle altre dirette. Anche perché è l’ultima, è finita questa avventura».

I pronostici: Marco Mazzoli vincitore annunciato?

A breve distanza temporale dalla finale dell’Isola i principali siti di scommesse, come per esempio SNAI, puntano tutti a un solo nome per quanto riguarda il possibile vincitore: è quello di Marco Mazzoli, entrato in gara al fianco del collega dello Zoo di 105 Paolo Noise, ritiratosi dal gioco per motivi di salute.

Fazio sul Nove, l’operazione di Caschetto e i link con La7

Il panorama editoriale televisivo italiano sembra una maionese impazzita. A livello di retroscena, più o meno smentiti, si rincorrono voci d’ogni sorta: Cairo-Rcs che secondo Dagospia sarebbe interessato ad acquistare Mediaset con una cordata di imprenditori, approfittando dell’inevitabile tramonto di Silvio Berlusconi; il gruppo Discovery che potrebbe a sua volta fiondarsi sul Biscione o che (in alternativa?) starebbe lavorando alla fusione tra Nove e La7. In ogni caso, il broadcaster che vanta 17 canali, oltre a Discovery+, tra cui Real Time, Food Network e soprattutto Nove, è sugli scudi in queste ore dopo il trasloco di Fabio Fazio e della squadra di Che Tempo Che Fa, “epurati” dalla nuova Rai targata Meloni.

Ufficiale, Fabio Fazio lascia la Rai e passa a Warner Bros. Discovery. Insieme a lui trasloca anche Luciana Littizzetto.
Fabio Fazio (Getty Images).

Il vero regista del trasloco di Fazio a Nove guidato da Araimo è Beppe Caschetto

Un passaggio che, secondo molti, accredita in prospettiva proprio Nove quale nuovo canale generalista in competizione con i principali che normalmente scorriamo sul nostro telecomando. Dopo la migrazione di Maurizio Crozza, l’accordo con Fazio è il secondo “colpo” che fa rumore per l’azienda della Warner Bros che in Italia è guidata da Alessandro Araimo, un passato in Fininvest nel suo ricco curriculum. Ma il vero demiurgo dietro le quinte dell’operazione, il nome che collega la satira non allineata all’intrattenimento dei “Belli ciao” sbeffeggiati da Matteo Salvini è quello di Beppe Caschetto, agente che non casualmente rappresenta gli interessi professionali sia di Crozza che di Fazio. E non solo. Basti pensare al gruppo di giornalisti che fa capo al Fatto Quotidiano: Marco Travaglio, Andrea Scanzi e Peter Gomez animano una piattaforma tv, Loft, i cui contenuti vanno proprio su Nove. E guarda caso si tratta di firme ospiti con regolarità nei vari talk de La7. Del gruppo faceva parte anche Francesca Fagnani con il suo Belve, prima di passare in Rai: la giornalista è anche compagna di Enrico Mentana, direttore del telegiornale della stessa emittente di Urbano Cairo.

Fazio sul Nove, l'operazione di Caschetto e i link con La7
Alessandro Araimo.

La scuderia del “Richelieu della tv” e i link tra Nove e La7

Dunque, i link che tengono insieme La7 e la Nove sono molto stretti. E Caschetto ne è protagonista di default, data la grande e capillare rete di artisti, giornalisti e autori tv che a lui fanno capo. Tutto iniziò 30 anni fa con Alba Parietti, ma oggi i nomi illustri in bouquet spaziano da Virginia Raffaele a Sabrina Ferilli, da Stefano De Martino ad Andrea Delogu, da Geppi Cucciari a Luca e Paolo, senza dimenticare Enrico Brignano, Maurizio Lastrico, Pif, Neri Marcorè, Brenda Lodigiani, Geppi Cucciari, Fabio Volo e Alessia Marcuzzi, quest’ultima ormai da 30 anni. Ma l’elenco potrebbe continuare: in portfolio c’è anche l’altro nome celebre di Che Tempo Che Fa, Luciana Littizzetto, oltre a Federico Russo, Enrico Bertolino, Maddalena Corvaglia o Miriam Leone per la sola carriera televisiva. E poi i giornalisti: Roberto Saviano, Lucia Annunziata, Giovanni Floris, Lilli Gruber, Corrado Formigli, Massimo Gramellini, Cristina Parodi, Salvo Sottile, Ilaria D’Amico, Daria Bignardi, Luca Telese, Enrico Lucci, Mia Ceran, Roberta Rei, Alice Martinelli, Domenico Iannaccone. E in passato anche Nicola Porro, che ora potrebbe sbarcare trionfante in Rai, magari proprio al posto di Fazio (ma Mediaset vuole tenerselo stretto). Non manca poi qualche autore tv di prestigio, come il braccio destro dello stesso Crozza, Andrea Zalone, e una delle “menti” sia di Crozza che di Fazio, Piero Guerrera che ha lavorato con gli stessi Luca e Paolo e Cucciari, oltre ad aver scritto per la coppia comica Ale e Franz che lo stesso Caschetto ha prodotto in teatro. Come si vede dai nomi, il talent scout emiliano, classe 1957, ha in mano un bel pezzo dei palinsesti Rai, ma forse è persino più “invasivo” nell’informazione de La7. Adesso sta lavorando dietro le quinte alla costruzione della Nove e l’arrivo di Fazio-Littizzetto (con i loro ospiti fissi della scuderia, da Saviano a Brignano) è un pezzo di questa strategia. Un tempo i fuoriusciti Rai erano tutti destinati ad approdare dalle parti di Cairo. Ora il vento potrebbe cambiare? Singolare coincidenza: la presidente della tv pubblica, Marinella Soldi, è stata in passato Ceo di Discovery. Oggi il suo voto è stato decisivo per il via libera al nuovo assetto meloniano in Rai e una fonte di Viale Mazzini chiosa: «Non farà resistenza perché tra l’altro è di area renziana e a Renzi non dispiace il nuovo vento che spira».

Perché la rai di Fuortes e Soldi parte in salita
Marinella Soldi, presidente Rai.

Il dominio di Caschetto, Presta, Ballandi e l’autoregolamentazione di Salini rimasta lettera morta

In tutti i casi c’è molto lavoro per la bolognese Itc 2000, azienda di famiglia Caschetto: una quindicina di dipendenti, appartiene a Beppe per il 70 per cento, mentre il restante 30 è diviso tra la moglie Rossana Mignani e la figlia Federica. Il fatturato 2021 è a quota 3,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 4,6 milioni del 2019, ma i numeri non restituiscono il senso dell’influenza esercitata dal “Richelieu della tv”, come Caschetto viene definito. Un potere condiviso con l’altro grande curatore delle star, Lucio Presta, e con la società Ballandi che fu fondata dal celebre Bibi, scomparso cinque anni fa. Vedremo adesso a quali riassetti porterà il cambio di stagione in Rai. Certo, a Viale Mazzini ricordano come appaia lettera morta l’autoregolamentazione che risale ai tempi dell’ad Fabrizio Salini, secondo cui ciascun agente esterno non dovrebbe rappresentare più del 30 per cento degli artisti di una stessa produzione e non potrebbe curare gli interessi di personaggi tv impegnati in trasmissioni da lui prodotte. Insomma, Tele-Caschetto o Tele-Presta, c’è da giurarci, continueranno a farla da padroni.

La Rai fa dietrofront: Rula Jebreal sarà a Sanremo

Retromarcia di Viale Mazzini: la giornalista salirà sul palco dell'Ariston con un monologo dedicato alla violenza contro le donne. Si chiude il caso legato ai presunti veti alla sua partecipazione.

Ennesimo dietrofront a Viale Mazzini. Rula Jebreal sarà al Festival di Sanremo. La notizia, confermata da una nota pubblicata dalla Rai, si è diffusa al termine di un vertice che ha visto partecipare l’amministratore delegato Fabrizio Salini, la direttrice di RaiUno Teresa De Santis e il conduttore Amadeus. La giornalista salirà sul palco dell’Ariston con un suo monologo dedicato alla violenza contro le donne.

CONFERMATO L’INTERO CAST DI OSPITI

Si chiude così il caso dell’esclusione che la stessa Jebreal aveva attribuito a un veto di Matteo Salvini o ai vertici Rai di area sovranista. In difesa della giornalista si era schierata in particolare Italia viva, con interrogazioni parlamentari e denunce. Nel corso della riunione di aggiornamento sulla 70esima edizione del Festival è stato confermato l’intero cast di ospiti proposto dal direttore artistico Amadeus che sarà presentato nel corso della conferenza stampa del prossimo 14 gennaio.

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Rita Pavone a Sanremo 2020: i social all’attacco

L'annuncio dato da Amadeus ha infiammato Twitter, ancora caldo dopo il no di Viale Mazzini alla partecipazione di Rula Jebreal.

Rita Pavone sul palco del Festival di Sanremo. E no, non è un frammento di Techetechete. Com’era prevedibile, l’annuncio dato in diretta dal direttore artistico della kermesse Amadeus durante I soliti ignoti – Speciale Lotteria Italia ha riscaldato i soliti social ancora bollenti dopo le porte chiuse da Viale Mazzini a Rula Jebreal.

LA TEMPESTA SUI SOCIAL

Già pronto il jingle per il ritorno all’Ariston dopo 48 anni della Gianburrasca della tivù italiana ormai giunta alle 74 primavere: «Viva la pa-pa-patria col po-po-po-po-po-pulismo», c’è chi scherza in Twitter.

Per qualche utente il bilancio è pronto: più che il reddito di cittadinanza, poté la fede sovranista.

I TWEET FILO-SOVRANISTI

In effetti alcune uscite social di Rita Pavone hanno fatto parecchio discutere. A partire dalla polemica innescata contro i Pearl Jam che nel loro ultimo live in Italia, il 26 giugno 2018, cantando Imagine di John Lennon avevano chiesto con tanto di hashtag di aprire i porti. Pavone non ci ha più visto e condividendo il servizio dedicato alla loro performance se ne era uscita con un: «Ma farsi gli affari loro no?».

LEGGI ANCHE: La grana del regolamento di Sanremo 2020 agita la Rai

«E il mio: “Ma farsi gli affari loro, no ?”, era inteso come: “Con tutte le rogne che hanno a casa loro negli USA, vengono a fare le pulci a noi?», aveva cinguettato. «Puoi essere il più grande artista del mondo, ma ciò non toglie che sei un ospite e come tale dovresti comportarti. Amen».

Una presa di posizione che fece guadagnare alla signora del Geghegè il plauso dell’allora ministro degli Interni Matteo Salvini in persona. «Onore a Rita Pavone, che non si inchina al pensiero unico!».

Per questo ora c’è chi consiglia ad Amadeus di invitare come super ospiti proprio i Pearl jam.

LA GAFFE CON GRETA THUNBERG E LE SCUSE

Più recentemente Pavone, che retwitta Salvini e Lorenzo Fontana, se l’era presa pure con Greta Thunberg. «Quella ‘bimba’ con le treccine che lotta per il cambio climatico, non so perché ma mi mette a disagio. Sembra un personaggio da film horror…», aveva twittato la cantante. Salvo poi fare retromarcia. «Ho fatto una gaffe enorme perché non sapevo che avesse la sindrome di Asperger, nessuno l’ha mai detto in televisione». Detto questo aveva risposto agli attacchi con un: «Cosa vogliono? Che mi impicchi o che mi che mi tagli le vene? Non pensavo di creare questo scompiglio, se qualcuno ha detto una battuta in più non l’ho detta io. È diventato un mondo di lupi».

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La grana del regolamento di Sanremo 2020 agita la Rai

A poco più di un mese dall'inizio del Festival, manca ancora un accordo fra tutti i soggetti coinvolti. E la Federazione industria musicale italiana potrebbe decidere di non far partecipare i propri artisti. Il retroscena.

Dopo l’eloquente passaggio sulla Rai da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha rammentato ruolo e funzioni del servizio pubblico, il 2020 della tivù di Stato non è iniziato bene. Stavolta la grana si chiama Sanremo ed è scoppiata a poco più di un mese dall’inizio del Festival, da sempre punto di forza della Rai e della sua rete ammiraglia.

RIUNIONE AD ALTA TENSIONE

Secondo quanto risulta a Lettera43, il 23 dicembre si è tenuta una riunione molto tesa, coordinata via telefono dal Direttore generale Corporate Alberto Matassino, per tentare di recuperare e risolvere l’ultima crisi nata in azienda: si tratta del nuovo regolamento della kermesse musicale. Su alcune delle regole legate ai diritti dei cantanti che si esibiranno, non è stato ancora trovato l’assenso di tutti i soggetti coinvolti.

LEGGI ANCHE: I Big in gara a Sanremo 2020 svelati da Amadeus

AL MOMENTO NON C’È CHIAREZZA SULLE REGOLE

In particolare la Fimi (Federazione industria musicale italiana), per bocca del suo presidente Enzo Mazza, non avrebbe ancora dato il semaforo verde al nuovo regolamento, in quanto non sarebbero state soddisfatte alcune sue richieste. Da qui l’ipotesi di non far partecipare i cantanti legati alla Federazione. Sono ore convulse e di comprensibile agitazione, perché il Festival in questo momento è privo di un regolamento ufficiale che stabilisca con chiarezza le regole della competizione.

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Dieci curiosità sui Simpson

La serie creata da Matt Groening ha debuttato il 17 dicembre 1989. Da allora ha conquistato il mondo diventando un cult. Ecco il nostro modo di celebrare Homer & Co.

Trenta anni de I Simpson: il 17 dicembre 1989 sbarcava in prima serata nelle tivù americane il cartoon firmato da Matt Groening e James L. Brooks destinato a entrare nella storia.

A fine novembre però un’indiscrezione ha fatto tremare i polsi ai fan: il compositore Danny Elfman, autore della sigla, in una intervista al sito Joe ha lasciato intendere che la serie sarebbe agli sgoccioli. «Da quello che ho sentito», sono state le sue parole, «si avvicina la fine». Aggiungendo che la prossima stagione potrebbe essere l’ultima.

LEGGI ANCHE: Quali sono i cinque migliori episodi dei Simpson

Notizia presto smentita dal produttore esecutivo Al Jean: «Stiamo realizzando la 32esima stagione, non ci sono piani per fermarci». Rasserenati dalla smentita, celebriamo il 30ennale della famiglia gialla di Springfield con 10 curiosità.

Il cast completo dei Simpson (screenshot da YouTube).

1. IL LIBRO CELEBRATIVO DI FINK

I Simpson. Trent’anni di un mito di Moritz Fink è arrivato puntuale in libreria come regalo di compleanno. Il libro (Leone Editore) ripercorre la storia della famiglia che ha fatto da apripista a diverse serie a cartoni come I Griffin, South Park o Bob’s Burger. Questo di Fink non è certo il primo libro che analizza il successo del cartoon. Nel 2012 uscì La vera storia dei Simpson – La famiglia più importante del mondo di John Ortved.

2. L’EPISODIO PILOTA DEDICATO AL NATALE

Era dedicato al Natale l’episodio pilota che andò in onda in America il 17 dicembre 1989 sul canale Fox. Si intitolava Simpson Roasting on an Open Fire, in italiano Un Natale da Cani: 30 minuti di spasso puro, con Homer alle prese con la tredicesima tagliata dal malvagio Signor Burns.

3. DAL FUMETTO ALLA TIVÙ

In realtà, prima di diventare una serie indipendente nel 1989, I Simpson apparvero come cortometraggio animato nel 1987, all’interno del Tracey Ullman Show come adattamento del fumetto underground settimanale Life in Hell ideato da Groening.

4. LA CRITICA DI GEORGE BUSH

I Simpson furono presi di mira dal presidente degli Stati Uniti George Bush che disse di «voler continuare a rafforzare la famiglia americana, renderla più come i Walton e meno come i Simpson». Lo show, neanche a dirlo, continuò con success. E mentre oggi tutti sanno chi sono Bart, Marge, Lisa o Maggie, quasi tutti googolano ‘Walton’ in cerca di lumi.

5. UNA FAMIGLIA PIÙ TRADIZIONALE DI QUELLO CHE SI POSSA PENSARE

Nel saggio di Paul A. Cantor nel libro I Simpson e la filosofia (Isbn Edizioni) la famiglia di Springfield è definita «ri-creazione post moderna della prima generazione delle sit-com familiari televisive». È ovvio, è il ragionamento, «che non si tratti di un semplice ritorno agli Anni 50 ma il programma fornisce elementi di continuità che lo rendono molto più tradizionale di quello che si possa pensare».

I Simpson andarono in onda per la prima volta il 17 dicembre 1989.

Non è trascurabile il fatto che i Simpson vivano in una cittadina di provincia. «Nonostante lo show si incentri sulla famiglia nucleare», si legge nel saggio, «mette in relazione la famiglia con le grandi istituzioni della vita americana, con la Chiesa, la scuola e persino le stesse istituzioni politiche, come il governo municipale». E anche i Simpson se ne fanno beffe, facendole sembrare ridicole e prive di valore, il cartoon riconosce la loro importanza rispetto alla famiglia. Anche l’avversione di Bart alle regole sotto sotto rispetta l’«archetipo americano» visto che gli Usa sono fondati su un «atto di ribellione».

6. LA VERA SPRINGFIELD

La cittadina in cui vivono i Simpson, come tutti sanno, è Springfield. Matt Groening ha dichiarato di averla chiamata così proprio perché è un nome piuttosto comune negli States. Per questo, nello spettatore scatta facilmente l’identificazione. Ma Springfield – si è scoperto solo in seguito – è anche la città natale dello stesso Groening. La Spingfield di Groening oggi – grazie ai Simpson – è diventata davvero la Springfield di tutti. 

La stella dedicata ai Simpson nella Walk of Fame.

7. UN PALMARES DA RECORD

Nella loro trentennale carriera, i Simpson hanno collezionato un ricco bottino di premi. Il Time li ha definiti la «Miglior serie tivù del secolo»; l’Economist ha scritto che «un qualsiasi fenomeno può dirsi entrato nella cultura di massa solo dopo che è stato rappresentato satiricamente nei Simpson». Del resto, nel suo curriculum, la famiglia gialla vanta 31 Primetime Emmy Awards, 30 Annie Awards e un Peabody Awards. Potevano mai mancare i Simpson sulla Walk of Fame di Hollywood? Certamente no. Ed ecco che Homer&Co si sono beccati la stella. La loro popolarità è sempre stata ripagata dagli ascolti, seppure oggi nettamente inferiori rispetto all’inizio: negli anni 90 veleggiavano su una media di 20 milioni.

8. LA TRASFORMAZIONE DEI PERSONAGGI NEGLI ANNI

Dall’inizio della serie a oggi i personaggi dei Simpson sono parecchio cambiati, sia caratterialmente sia graficamente. I protagonisti hanno acquisito maggiore rotondità. E Homer, in particolare, è lentamente diventato più pigro che irascibile.

9. LA PASSIONE PER LA SCIENZA

Uno degli aspetti più affascinanti della serie sono i tanti rimandi a teoremi, missioni spaziali, e argomenti di attualità tecnico-scientifica. Non a caso fra gli autori della serie ci sono laureati in matematica e fisica. Sull’argomento sono usciti anche due volumi: La formula segreta dei Simpson: Numeri, teoremi e altri enigmi di Simon Singh (Rizzoli, 2014) e La scienza dei Simpson. Guida non autorizzata all’universo in una ciambella di Marco Malaspina (Sirone Editore, 2015). Per lettori un po’ geek.

10. UN ESERCITO DI GUEST STAR

Tante, tantissime le guest star della serie: si parla di più di 600. Da Meryl Streep a Liz Taylor, da Dustin Hoffman a Michelle Pfeiffer passando per Micheal Jackson, Susan Sarandon, Gleen Glose, Katy Perry, Tom Hanks, Ron Howard, Stephen King, tanto per citarne alcuni. Tra i no più eclatanti Bruce Springsteen e Clint Eastwood.

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Il mito silenzioso di Gigi Riva protagonista di #SkyBuffaRacconta

Il simbolo del Cagliari nell'anno del centenario protagonista della mini docu-serie in onda su Sky. Una storia di resistenza e riservatezza. Che restituisce un'immagine inedita di uno dei più grandi bomber della storia.

Raccontare Gigi Riva non è cosa semplice. Di lui, del suo sinistro potentissimo, dei 35 gol in 42 presenze con la Nazionale, di quello scudetto assurdo conquistato 49 anni e mezzo fa col Cagliari, si è detto e scritto di tutto. Per farlo bisogna lavorare di cesello, andare per sottrazione, scavare in profondità, trovare una chiave originale. Federico Buffa lo ha fatto, partendo dai luoghi della sua vita e dai rapporti interpersonali, dai volti di chi gli è stato vicino e di chi, invece, con la sua assenza, ha saputo avere un peso enorme sulla sua formazione.

IL VUOTO MAI COLMATO DELLA SCOMPARSA DEI GENITORI

#SkyBuffaRacconta Gigi Riva, la mini docu-serie in due parti il cui primo episodio va in onda il 13 dicembre alle 21, approccia la vita di un campione partendo dal legame con la madre persa a 16 anni, da una mancanza che si è sommata a un’altra, quella del padre morto quando di anni Riva ne aveva solo nove, lasciando spazio a un vuoto mai del tutto colmato. Riva, il fioeu che alla fine dell’estate scappa sul fico per non tornare al collegio di Viggiù in cui è costretto per tre anni dopo la morte del padre, influenza l’evoluzione di Riva, il fuoriclasse che ha scritto il suo nome nella storia del calcio italiano.

UN SAGGIO DI RESISTENZA ATTRAVERSO LE GENERAZIONI

E se raccontare Riva è un’impresa, farlo rivolgendosi a un pubblico di 15enni-20enni lo è ancora di più. Che cosa può dire, ai giovani di oggi, una storia in bianco e nero di mezzo secolo fa? Cosa può raccontare un campione così distante dai modelli attuali, dalle ribalte social, dai divismi contemporanei? «Credo che ci siano dei valori eterni nella storia del genere umano», spiega Buffa, «come la capacità di reagire al destino, e la storia di Gigi Riva vale in eterno per la capacità che ha avuto di reagire alle situazioni negative come quelle che gli veniva proposte dalla sua vita». Valori di «un’Italia diversa e che si aiutava di più».

DALLA VOGLIA DI SCAPPARE ALLA SCELTA DI RESTARE PER SEMPRE

Cose come perdere due genitori, perdere il proprio paese e il proprio lago, ritrovarsi all’improvviso in una terra sconosciuta e temuta, in un’isola per gran parte senza illuminazione artificiale, in un aeroporto collegato alla città più importante e vicina da una strada ancora in gran parte sterrata. Cose come pensare di voler scappare e poi, quasi all’improvviso, decidere di restare per non andare più via, dopo essersi reso conto che quel mare non è poi così distante dal lago sulle sponde del quale si è cresciuti.

Gigi Riva protagonista nel racconto di Federico Buffa in onda su Sky.

IL PALLONE PER DESCRIVERE CIÒ CHE LE PAROLE NON DICONO

In mezzo c’è il pallone, sì, ma appare solo un accessorio attraverso cui raccontare tutto ciò che le parole non dicono, ma che può essere espresso con un’alzata di spalle o una smorfia dell’estremità sinistra delle labbra. Riva è un uomo di poco parole, lo è sempre stato, per questo quelle poche che vengono inserite dentro al racconto di Buffa hanno un peso specifico particolare e suonano preziose come l’oro. Uno storytelling costruito di «ciò che si fa, non di ciò che si dice».

L’EMOZIONE NEL RACCONTO DI BUFFA

C’è un’emozione diversa, stavolta nella voce di Buffa: «Racconto solo storie che vorrei raccontare, non quelle che non mi piacciono. Ci metto sempre una componente personale, in questo caso anche troppa, forse». Perché il piccolo Federico, cresciuto a qualche centinaia di metri di distanza dalla casa di Leggiuno di Riva, ogni pomeriggio d’estate scappava con la bicicletta per recarsi sotto il suo balcone, aspettando che uscisse a fumare per avere il privilegio di osservarlo soltanto, quell’uomo che un gol dopo l’altro, un silenzio dopo l’altro, scriveva la sua leggenda.

GLI ANEDDOTI INEDITI RIVELATI DALLA SORELLA E DAL FIGLIO

Lo guardava senza parlarci mai. e ancora oggi, nonostante tutto, non l’ha mai incontrato ed è felice di non averlo fatto perché «diversamente mi avrebbe intimidito con la sua presenza». A fornirgli il materiale per aneddoti inediti e aspetti ancora inesplorati della vita di Rombo di Tuono sono stati gli amici e i parenti più stretti, la sorella Fausta o il figlio Nicola, presente all’anteprima per poter dire alla fine: «Pensavo di conoscere la vita di mio padre e invece non la conoscevo ancora tutta».

PRESIDENTE ONORARIO NELL’ANNO DEL CENTENARIO

Ed è la sensazione che si ha pur essendoci cresciuti dentro a quel mito, in un’isola e una città in cui uno scudetto di 50 anni fa è tramandato oralmente come l’epica di un tempo e l’uomo che l’ha portato è venerato come una semidivinità pagana vivente, presente eppure allo stesso tempo distante, come un dio dell’Olimpo che sempre più di rado scende tra la gente. Una mistica alimentata da una vita pubblica ormai quasi inesistente, perché «papà», racconta il figlio Nicola, «è tornato sul fico». Eppure ne scenderà ancora, almeno una volta, per diventare presidente onorario del Cagliari il 18 dicembre e coronare così l’anno del centenario del club e del cinquantenario dello scudetto. Una storia che ha scritto in prima persona e che non può certamente esimersi dal suggellare.

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Per la Siria ci sono gli Usa dietro il blocco dell’intervista Rai ad Assad

Dopo l'ultimatum di Damasco alla messa in onda del servizio curato da Monica Maggioni, la stampa filo-governativa lancia nuove accuse: «Media italiani sottomessi agli Stati Uniti»

Non si placano le polemiche sulla mancata trasmissione dell’intervista realizzata da Monica Maggioni al presidente siriano Bashar al Assad, a breve distanza dall’ultimatum col quale Damasco ha concesso 48 ore alla Rai per la messa in onda del documento. A insorgere ora sono anche i media filo-governativi del regime siriano, che hanno accusato viale Mazzini di sottomissione agli Stati Uniti dietro la scelta di non provvedere alla trasmissione dell’intervista.

«SOTTOMISSIONE ALLA VOLONTÀ AMERICANA»

Al Watan ha infatti titolato in prima pagina “Un canale tv di notizie italiano rifiuta di trasmettere un’intervista con il presidente”. Per il giornale si tratta di una «sottomissione, in un modo o nell’altro, alla volontà americana e ai suoi progetti distruttivi».Il quotidiano in questione è di proprietà di Rami Makhlouf, cugino di Assad, che ha accusato esplicitamente la Rai di aver «avuto paura delle parole di verità del presidente Assad». «L’atto commesso dalla tv italiana», prosegue il pezzo, «rivela l’entità del coinvolgimento dei media occidentali nella cospirazione contro i siriani».

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Fedez potrebbe ammalarsi di sclerosi multipla

Il rapper, intervistato da Peter Gomez a La confessione sul Nove, ha rivelato di averlo scoperto facendo una risonanza magnetica.

Fedez rischia di ammalarsi di sclerosi multipla, ma per ora sta bene. Il rapper, intervistato da Peter Gomez a La confessione sul Nove, ha rivelato di essersi sottoposto a una risonanza magnetica durante la quale «mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è quello che avviene quando hai la sclerosi multipla».

Si tratta di una «piccola cicatrice bianca, sono dovuto restare sotto controllo perché, clinicamente, quello che mi hanno riscontrato è una sindrome radiologicamente verificata». Una scoperta che lo avrebbe portato a ridefinire le priorità della sua vita: «Questo è stato per me il motivo di iniziare un percorso per migliorare e per scegliere le mie battaglie».

Su Instagram, Fedez ha comunque voluto rassicurare i suoi fan: «Ho visto che sono già usciti tanti articoli, alcuni con dei titoli molto allarmanti. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sto bene. Vi chiedo di guardare l’intervista completa. Quello che dico non si riesce a riassumere in un titolo. Ribadisco che sto bene».

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Fedez potrebbe ammalarsi di sclerosi multipla

Il rapper, intervistato da Peter Gomez a La confessione sul Nove, ha rivelato di averlo scoperto facendo una risonanza magnetica.

Fedez rischia di ammalarsi di sclerosi multipla, ma per ora sta bene. Il rapper, intervistato da Peter Gomez a La confessione sul Nove, ha rivelato di essersi sottoposto a una risonanza magnetica durante la quale «mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è quello che avviene quando hai la sclerosi multipla».

Si tratta di una «piccola cicatrice bianca, sono dovuto restare sotto controllo perché, clinicamente, quello che mi hanno riscontrato è una sindrome radiologicamente verificata». Una scoperta che lo avrebbe portato a ridefinire le priorità della sua vita: «Questo è stato per me il motivo di iniziare un percorso per migliorare e per scegliere le mie battaglie».

Su Instagram, Fedez ha comunque voluto rassicurare i suoi fan: «Ho visto che sono già usciti tanti articoli, alcuni con dei titoli molto allarmanti. Purtroppo o per fortuna (dipende dai punti di vista) sto bene. Vi chiedo di guardare l’intervista completa. Quello che dico non si riesce a riassumere in un titolo. Ribadisco che sto bene».

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Chiara Biasi, bufera dopo lo scherzo delle Iene

L'influencer guardando foto fake di una campagna pubblicitaria ha sbottato: «Io per 80 mila euro non mi alzo nemmeno dal letto al mattino e mi pettino». Poi sempre su Instagram ha chiarito: «Mai sputerei sul denaro anche perché lavoro e mi mantengo da 10 anni».

«Io per 80 mila euro non mi alzo nemmeno dal letto al mattino e mi pettino». La boutade di Chiara Biasi, influencer da 2,4 milioni di follower su Instagram, durante uno scherzo delle Iene ha scatenato un putiferio in Rete.

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me*de @redazioneiene

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«Questo è uno schiaffo a gente che si alza alle 3 di notte per andare a lavorare e portare a casa 1000 euro stentati, in molti casi anche di meno. Vergognoso», ha twittato Daisy.

Biasi nello scherzo organizzato dalla trasmissione Mediaset appariva in alcuni scatti fake in pose decisamente poco glamour. Su tutti, uno mentre surfa su un enorme assorbente. «Questa cosa mi danneggia», ha sbottato Biasi, «è un danno di immagine enorme. Ok, accetto di andare su un assorbente, ma per 80 mila euro? Io per 80 mila euro manco mi alzo la mattina e mi pettino».

LE CAMPAGNE PER DEFOLLOWARE CHIARA BIASI

Molti su Twitter hanno lanciato campagne di boicottaggio o, meglio, di “defolowizzazione” dei profili dell’influencer. E anche chi come don Tonio, parroco di Capurso, nel Barese, ha commentato: «Ho scoperto che esiste @chiarabiasi e la mia vita non è più la stessa. Chiara, facciamo che per 80.000€ mi alzo io al posto tuo? Mi servono per lavori alla Parrocchia. Tanto non ho manco i capelli da pettinarmi. E tu continui a dormire».

LA RISPOSTA: «MAI SPUTEREI SUL DENARO»

Biasi ha risposto alla valanga di critiche con una story su Instagram: «Ragazzi state molto sereni per cortesia che mai sputerei sul denaro anche perché lavoro e mi mantengo da 10 anni», ha detto. «Quello che intendevo io è che per quella cifra non sarei mai voluta diventare famosa per stare seduta su un water appesa al Duomo o per volare su un assorbente».

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