Tonali, Barella, Osimhen: i club stranieri fanno la spesa in Serie A

La Serie A è tornata agli antichi fasti o è soltanto un contraccolpo dell’arrivo di tre club italiani in altrettante finali (poi perse) delle diverse coppe europee? Se lo chiedono i tanti tifosi delle squadre che rischiano, durante il prossimo mercato estivo, di perdere i propri gioielli. E sono soprattutto i supporter di Milan, Inter e Napoli a tremare quotidianamente all’apertura dei giornali, leggendo di sirene estere per i pezzi pregiati delle rispettive squadre. Sui social le trattative vengono commentate quasi in tempo reale e l’ultima a tenere banco è quella che il Newcastle starebbe imbastendo, con decine di milioni sul piatto, per portare in Inghilterra il centrocampista rossonero Sandro Tonali.

Milan, non solo Tonali: occhi su Maignan e Theo

Il caso di Sandro Tonali è quasi emblematico. Su di lui sono piombati sia il Newcastle sia il Chelsea. Entrambe le società fanno sul serio e i bianconeri hanno messo in crisi la dirigenza del Milan con un’offerta da circa 70 milioni. I blues, invece, restano a guardare mentre puntano un altro gioiello rossonero: il portiere Mike Maignan. Servono 100 milioni ma per i club di Premier League le risorse economiche sembrano l’ultimo dei problemi e l’estremo difensore, che ha frenato sul possibile rinnovo del contratto, ha lanciato un segnale di apertura. Dal Regno Unito, intanto, risuonano anche altre sirene. Stavolta da Manchester, sponda United: i Red Devils vogliono sia Maignan sia il terzino francese Theo Henandez. Su quest’ultimo, per il quale il Milan chiede almeno 70 milioni, ci sono anche il Manchester City, il Real Madrid e l’Atletico.

L’Inter prepara gli addii di Brozovic e Onana 

Intanto a pochi chilometri da Casa Milan, l’Inter fa i conti con due addii eccellenti. Uno è ormai quasi certo. Si tratta di Marcelo Brozovic, colonna del centrocampo nerazzurro, a Milano dal 2015. Il croato ha detto sì all’offerta faraonica dell’Al-Nassr, dove guadagnerà 15 milioni netti a stagione. Un cambio di vita importante per il 31enne, che però attende anche il placet della dirigenza. Si tratta: l’Inter chiede 25 milioni, il club arabo ne ha offerti 18. Ma è ancora una volta dal Regno Unito che arriva un club pronto a pescare dallo spogliatoio interista. Qualora il Manchester United dovesse abbandonare la pista Maignan, scatterebbe l’assalto al portiere camerunense André Onana, protagonista della cavalcata dell’Inter fino alla finale di Champions League. I tifosi tremano. E si parla di sirene estere anche per Federico Dimarco, osservato dal Real Madrid. E Nicolò Barella? Su di lui, uno dei preferiti dei tifosi, c’è il pressing del Liverpool.

Le squadre straniere puntano i gioielli della Serie A
Il centrocampista dell’Inter e della nazionale italiana, Nicolò Barella (Getty).

Il “nuovo” Napoli può perdere Kim e Osimhen

E poi c’è il Napoli neo-scudettato. La formazione ora guidata da Rudi Garcia, nuovo allenatore azzurro dopo il campionato vinto da Luciano Spalletti, potrebbe presentarsi ai nastri di partenza senza due calciatori chiave. Uno è Kim Min-jae, 26enne difensore sudcoreano. United e Bayern Monaco sono pronti a pagare i 60 milioni della clausola rescissoria che lo porterebbero via dalla Campania, con buona pace del Napoli. L’altro è Victor Osimhen. Il bomber nigeriano, mentre la trattativa per il prolungamento del contratto è in stand by, viene corteggiato da mezza Europa: su di lui c’è il Paris Saint Germain, oltre a Bayern Monaco e, ancora una volta, a Manchester United e Chelsea, pronte a una rivoluzione. De Laurentis chiede 150 milioni, ma viste le risorse dei club stranieri il prezzo rischia di non essere un ostacolo.

Le squadre straniere puntano i gioielli della Serie A
L’attaccante Victor Osimhen esulta dopo un gol (Getty).

Salvini e le contraddizioni sul codice stradale, tra velocità e tolleranza zero

Molti slogan “di pancia”, sulla scia dell’ultima tragedia della strada, qualche misura annunciata e rimangiata, in generale parecchia confusione. Non si capisce bene quale sia la linea politica del ministro dei Trasporti Matteo Salvini in tema di sicurezza stradale. Il leader della Lega aveva appena parlato di inasprimento del codice della strada, con pene esemplari per chi guida in stato d’ebrezza e regole ferree per i neo-patentati. Anche perché non poteva certo farsi scappare la possibilità di commentare, sull’onda emotiva dello sdegno generale, l’incidente mortale che ha visto coinvolti gli youtuber TheBordeLine a Casal Palocco. Ma intanto il Capitano ha aperto anche all’idea che il limite di 130 chilometri orari possa essere eliminato, su alcune tipologie di strade. Nonostante l’eccesso di velocità sia, secondo uno studio Aci/Istat, la terza causa di incidenti dopo le distrazioni alla guida e il mancato rispetto di una precedenza o di un semaforo. E soprattutto è il principale responsabile dei sinistri più gravi, spesso fatali. Secondo i dati della polizia stradale, dei 70.554 incidenti del 2022, 1.362 sono stati mortali, con 1.489 vittime, 28.914 persone con lesioni e 42.300 feriti. Numeri in aumento rispetto al 2021. Non è la prima delle contraddizioni di Salvini, che sul tema è già scivolato altre volte.

Matteo Salvini ha annunciato di voler alzare il limite di 130 km/h
Matteo Salvini presente ai funerali di Silvio Berlusconi (Getty).

Salvini vuole regole rigide, ma anche aumentare il limite di velocità

In un’intervista su Radio24, Salvini ha affermato di essere «convinto che su alcune tratte italiane a tasso di incidentalità prossimo allo zero, in alcuni orari, laddove ci sono tre, quattro o addirittura cinque corsie un superamento controllato degli attuali 130 chilometri orari come negli altri Paesi europei possa essere preso in considerazione». Al di là del riferimenti all’Europa, dove soltanto Bulgaria e Polonia hanno limiti in alcuni casi fissati a 140 km/h, l’idea pare cozzare con quanto detto più volte e ribadito, poche ore dopo, anche al Tg1: «Serve educazione stradale, ma serve anche tolleranza zero per chi sbaglia. Quindi revoca della patente per chi è recidivo, guidando drogato o ubriaco. E per i neopatentati l’impossibilità di guidare auto di grossa cilindrata per i primi tre anni e la sospensione della patente per chi viene trovato alla guida mentre usa il telefonino».

Salvini nel 2013 twittava: «Assenzio, limoncello e ora… sereni al volante»

E proprio sulla revoca della patente per chi viene trovato alla guida in stato d’ebrezza si registra un altro scivolone. Salvini nel 2013 twittava, dopo una «gran serata coi Fratelli Leghisti», qualcosa che lasciava intendere come lui stesso si fosse messo alla guida dopo aver bevuto: «Ginepro, assenzio, limoncello e ora… sereni al volante con Vasco! Liberi liberi siamo Noi!!!». Un tweet che oggi, dopo 10 anni, risulta incoerente con le posizioni prese, come gli è stato contestato già nel novembre 2022. In quell’occasione Salvini ha annunciato di essere «al lavoro sui codici» per cambiare le regole dopo la strage avvenuta in Emilia-Romagna, quando in un incidente automobilistico morirono tre bambini e una giovane donna di 22 anni. 

Il caso delle targhe alle biciclette: prima l’annuncio, poi il dietrofront

Ma non è finita, perché in tema di viabilità e sicurezza, Salvini ha recentemente annunciato alla Camera di voler presentare un «pacchetto che interverrà anche sulla mobilità dolce, sulle due ruote, prevedendo casco, assicurazione, targa e freccia obbligatorie per monopattini e biciclette». Poi, dopo 48 ore di polemiche e allarmi lanciati dalle varie associazioni, lui stesso ha smentito sul giornale Libero, dicendo che «qualcuno ha giocato a fare confusione». Salvini ha spiegato che «targhe, frecce, casco, assicurazioni e limiti di velocità sono per i monopattini, non per le biciclette». Un dietrofront in piena regola. E pensare che nel 2015, con un altro tweet, definiva «matti!» i membri del Partito democratico, dopo che «un senatore ha proposto di mettere targa, e di far pagare il bollo, anche a proprietari di BICICLETTA».

Matteo Salvini ha annunciato di voler alzare il limite di 130 km/h
Matteo Salvini durante Assarmatori 2023 (Imagoeconomica).